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Cancerogenesi

chimica
Antonio Mutti

Universit degli Studi di Parma


Antonio Mutti,
Universit di

Intermedio
non reattivo
Fase I
(P450)

Fase II
UGT

pro-cancerogeni

metabolita
eliminabile

ST
GST

Intermedio reattivo
Addotti
al DNA
Riparazione

Antonio Mutti,
Universit di

Iniziazione

Il processo multistadio della cancerogenesi chimica


Addotti carcinogeni-DNA
Riparazione

Replicazione
cellulare

Mutazione genica

Bersaglio
irrilevante

Mutazione puntiforme

Danno letale

Iniziazione

Mutazione
silente

Promozione
Progressione
CANCRO
Antonio Mutti,
Universit di

Adattata da Talaska,
Toxicol Lett, 2002

La cancerogenesi come processo multistadio


Metastasi

Metastasi
espansione
clonale
selettiva

modificazione
genetica

eterogeneit
cellulare
?
Alterazioni
fenotipiche
Neoantigeni
S. paraneoplastiche
Difetti enzimatici
Proliferazione cell.
Sdifferenziazione
Neoangiogenesi

Iniziazione
t0
Antonio Mutti,
Universit di

Promozione

Conversione

Periodo di latenza

Invasione
Metastasi
Neoantigeni
Alterazioni superficie cellulare
Alterazioni citoscheletriche
Anomalie cromosomiche

Progressione
30 anni

Classificazione patogenetica dei cancerogeni


Cancerogeni genotossici producono intermedi
reattivi elettrofili che danneggiano il DNA
formando addotti (legami covalenti)
Cancerogeni epigenetici non danneggiano il
DNA, ma favoriscono la crescita dei tumori con
meccanismi diversi
co-cancerogeni
concentrazione genotossici
riparazione DNA
promotori
proliferazione cellulare
integrit tessuto sano
immunosoppressione
Antonio Mutti,
Universit di

Sono da considerare cancerogene, cio


capaci di aumentare la probabilit di
tumori, le sostanze in grado di

formare addotti al DNA


inibire gli enzimi di riparazione del DNA
competere a livello di bersagli non critici
impedire lapoptosi di cellule danneggiate
promuovere lespansione di cellule iniziate
favorire la progressione del tumore
Antonio Mutti,
Universit di

Reagenti elettrofili
R

Radicali liberi

Esempi
1

N+

(diretto)

ROS
O2

.
OH -

HO
CYP2E1
MPO

OH

(indiretto)

OH

Amine eterocicliche e aromatiche


NH2

NHOH

Acetamidi
NHCOCH3

NHOR

OH

OCOCH3

NCOCH3

NH

Nitrocomposti
NO2

NO

NHOH

Idrocarburi policiclici aromatici


O

R
R

N
H

HO
OH

Antonio Mutti,
Universit di

Cl
Cl

Cl

Epossidi

CHCl3

Ioni
nitrenio

Aloalcani

Aloalcheni
ClCH

CH2

O
ClCH

CH2

Esempi

Reagenti elettrofili
Ioni aziridinio

Ioni episolfuro

+ R
N
R

+
S R

CH2
CH 2
CH2CH2Cl

CH2CH 2Cl
CH2CH 2Cl

R N

Mostarde azotate

BrCH2CH2Br

GS

GS CH2CH2Br

CH2
CH2

1,2-dibromo-etano

Ioni diazonio

CH 3NHNHCH 3

+
CH 3N NCH 3
O

CH 3N NCH 3

Idrazine simmetriche

+
R-N N OH

N O
O
C CH 2CH 2CH N
OH CH 3

O
N O
C CH 2CH 2CH 2N
CH 3

2
N

+
CH 3-N N OH

N,N-dialchil-nitrosocomposti
Antonio Mutti,
Universit di

Antonio Mutti,
Universit di

I tumori professionali sono stati denunciati e


riconosciuti in maggior numero dopo l'inclusione
nella tabella di cui al D.P.R. n. 333/94

Antonio Mutti,
Universit di

Interazioni GeniAmbiente nella patologia


degenerativa

Antonio Mutti,
Universit di

Dobbiamo risalire le scale?


90
DNA

80

RNA Molecola

70

Tossicologia
60

Cellula Tessuto Sistema

2000
Biochimica
Genomica
Antonio Mutti,
Universit di

Biologia

Istologia

Anatomia

La tecnologia gi disponibile permette


lanalisi molecolare dei sistemi biologici.
DNA

Sequenza del genoma

mRNA

Micro-arrays, Chips, etc.

Proteine
Analisi di metaboliti &
interazioni funzionali

Elettroforesi bidimensionale
Spettrometria di massa
Ecc.

Attivit o Funzioni

Da: Kelvin H. Lee, Proteomics: a technology-driven and technology-limited discovery science.


Trends in Biotechnology, 2001, 19:6:217-222
Antonio Mutti,
Universit di

N. coppie di basi, 10 9

Andamento della GeneBank

Antonio Mutti,
Universit di

3
2
1

1982

2000

GeneSNPs Public Internet Resource


per Classe Funzionale
# SNPS

400
300
200

100
0
N=

Antonio Mutti,
Universit di

135

43

75

12

96

19

86

110

D
Es
Ci
M
Co
St Ri
O
iv
m
et
cl
p
is mu rut ar pre
e
o
os ab
a
ce ion ni
t
s
ol
ur zio
si
ta
ca
ll u
e
is
a
zi
ne one si
m
la
on
o
re
D
e
N
A

Consequenze degli SNPs


alterazione neutra: nessuna influenza sulla
codifica amino-acidica;
alterazione conservativa: variazione della
composizione con effetti minimi
sulla
struttura e sulla funzione della
proteina;
alterazione non conservativa: la modifica
strutturale pu alterare la stabilit
della proteina, la sua affinit per il
substrato, o la sua attivit.
Antonio Mutti,
Universit di

Contributo genetico al cancro


Geni del cancro

rari

Responsabili di forme
familiari

Ruolo causale:
necessari e sufficienti

alto rischio individuale

Esempi:
BRCA1, Li-Fraumeni,
XP, VHL (mutazioni)
Antonio Mutti,
Universit di

Geni della suscettibilit

frequenti

Responsabili di forme
sporadiche

Ruolo concausale: non


necessari, n sufficienti

basso rischio individuale

Esempi: polimorfismi
genetici enzimi della
biotrasformazione e
riparazione del DNA

Uno sguardo alla letteratura

Antonio Mutti,
Universit di

Gli enzimi polimorfici sono fattori di


rischio per le malattie degenerative?
Variations neither useful nor injurious
would not be affected by natural
selection, and would be left a fluctuating
element, as perhaps we see in the species
called polymorphic1.
1

Darwin, Charles: The Origin of Species, Penguin Classics,

London, 1983, p. 131. First Edition published by John Murray,


London, 1859, withthe original title The Origin of Species by
Means of Natural Selection or the Preservation of Favoured
Races in the Struggle for Life.
Antonio Mutti,
Universit di

Tuttavia...

La selezione naturale opera soprattutto nellet


fertile, mentre le mutazioni e la patologia
tumorale assumono un andamento esponenziale
dopo i 45-50 anni di et, come se venissero
meno meccanismi di protezione atti a mantenere
integro il genoma delle cellule germinali.
I polimorfismi genetici attuali sono stati
selezionati in assenza di esposizione a sostanze
chimiche di sintesi che oggi inquinano lambiente:
questi polimorfismi possono essere ancora
considerati come varianti genetiche
favorevoli?
Antonio Mutti,
Universit di

N. di casi

Interazioni Geni-Ambiente nei tumori

Geni
x
Ambiente

Solo
Geni
5

Solo
Ambiente
95

Contributo relativo dellambiente


Antonio Mutti,
Universit di

Complessit delle interazioni gene-ambiente

Gene 6
Gene 5
Gene 4
Gene 3
Gene 2
Gene 1

Disease 6
Disease 5
Disease 4
Disease 3
Fattore
Disease 2

di rischio 1

Environment 3
Fattore
Environment
2
ambientale 1

I geni possono
interagire tra
loro e con
Malattia 1
lambiente
causando una
singola malattia

Disease 6
Disease 5
Disease 4
Disease 3
Disease 2
Malattia 1

Ma

Ciascun gene pu interagire con molti fattori di


rischio ed essere associato con molte malattie.
Antonio Mutti,
Universit di

Nature Reviews Cancer 2, 331-341 (2002)

MODELLING THE MOLECULAR CIRCUITRY OF CANCER


WilliamC.Hahn & RobertA.Weinberg
Whitehead Institute for Biomedical Research, Cambridge, USA.
Department of Adult Oncology,Brigham and Women's Hospital, Boston, USA.
3
Department of Biology, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, USA.
1

Cancer arises from a stepwise accumulation of genetic


changes that liberates neoplastic cells from the
homeostatic mechanisms that govern normal cell
proliferation. In humans, at least four to six
mutations are required to reach this state, but fewer
seem to be required in mice. By rationalizing the
elements of human and mouse models of cancer, we
should be able to identify the molecular circuits that
function differently in humans and mice, and use this
knowledge to improve existing models of cancer.
Antonio Mutti,
Universit di

ovvero,
Complessit delle vie che
conducono al cancro
Ciclo cellulare
Danno al DNA
Fattori crescita
Sopravvivenza
Apoptosi
Telomerasi
Oncogeni virali
Arresto del ciclo

Antonio Mutti,
Universit di

Regole emergenti nella patogenesi del cancro


Propriet acquisite
dalle cellule neoplastiche

Evidenze dalla trasformazione


sperimentale di cellule umane

Evasione dallapoptosi

P53

Resistenza alla
inibizione della crescita

pRB

Immortalizzazione
Indipendenza dallo
stimolo mitogeno

(proteina del
Retinoblastoma)

Trascrittasi inversa della


Telomerasi umana
Ras

Angiogenesi
Metastasi ed invasione
Antonio Mutti,
Universit di

Da Hahn e Weinberg, N Eng J Me


14 nov 2002: 347, 1593-1603

Le discrepanze tra studi che hanno


considerato il genotipo metabolico come un
fattore di rischio possono dipendere da:
Scarsa correlazione genotipo/fenotipo;

metodi analitici inadeguati misclassificazione;


disegno non corretto errore sistematico;
dimensioni inadeguate instabilit della stima;
espressione in periferia rispetto al bersaglio;
pertinenza in periferia rispetto al bersaglio;
ridondanza del metabolismo (vie multiple);
fattori individuali associati (stile di vita, nutrizione);
interazioni con esposizioni ambientali.
Antonio Mutti,
Universit di

Fattori
di rischio

Fattori di
suscettibilit

Esposizione
x

Genotipo 1

Esposizione
y

Genotipo 2

Esposizione
z

Genotipo 3

X + Y + Z
Oppure
X Y Z

Genotipi
1+2+3

Associazioni
Accessibili
Implicite

Antonio Mutti,
Universit di

Esito
clinico

Malattia

Somma di
fattori

Interazioni
tra fattori
Esposizione

Esposizione
S

No

RR

3.5
3
2.5
2
1.5
1
0.5
0

No

2.5

No

Genotipo a rischio

RR

RR

No

7
6
5
4
3
2
1
0

1.5
1
0.5
0

No

Genotipo a rischio
Antonio Mutti,
Universit di

Schema di analisi delle interazioni


geni-ambiente: studio limitato ai casi.
Genotipo suscettibile
Esposizione
+
-

COR, Case-only odds ratio = ad / bc,


Se esposizione e genotipo sono indipendenti,
COR = indice di sinergismo
Antonio Mutti,
Universit di

Interazione Geni-Ambiente: la classica tabella


Due x Quattro dello studio caso-controllo

G*

A*

Casi

Controlli

ah/bg

G. & A.

ch/dg

Solo G.

+
-

eh/fg

Solo A.

Riferimento

*G = gene, *A = Ambiente
Antonio Mutti,
Universit di

O. R. Informazione

Da Botto & Khouri, 2001

Lo studio delle interazioni


geni-ambiente delicato e occorre:
Evitare di andare a pesca
Evitare le trappole
Formulare ipotesi di lavoro ed
accettare risultati inattesi
Antonio Mutti,
Universit di

A grain in the balance will determine which


individual shall live and which shall die

Charles Darwin, 1859

inibizione

assorbimento

aggressione

escrezione

Pro-ossidante

danno

difesa

Anti-ossidante
attivazione

riparazione

consapevolezza
Antonio Mutti,
Universit di

induzione

ignoranza

inattivazione

In conclusione

No allo screening genetico


Limitata validit diagnostica dei markers
Problemi etici, specie in un contesto lavorativo
No ad atteggiamenti dogmatici in difesa di posizioni
assunte a prescindere
S a programmi di sorveglianza sanitaria sugli ex-esposti
S a programmi rigorosi e non estemporanei per soggetti
ad alto rischio
S alla identificazione dei fattori di rischio nei soggetti
suscettibili (counseling)
S ad una caratterizzazione del rischio che tenga conto
della crescente comprensione dei processi connessi con la
cancerogenesi
Antonio Mutti,
Universit di