Sei sulla pagina 1di 26

Belzec

Costruito nel 1941 in un piccolo villaggio a pochi chilometri dalla frontiera ucraina lungo la linea ferroviaria Lublino-Lvow (Leopoli), al centro di una regione densa di villaggi e comunit ebraiche, il campo di sterminio di Belzec uno dei meno noti al grande pubblico ma fu una delle pi efficienti fabbriche della morte" tedesche Si tratt infatti del primo dei tre campi di sterminio creati appositamente in Polonia nellambito della cosiddetta Aktion Reinhardt per la soluzione finale del problema ebraico, che doveva servire come modello per i successivi campi di Sobibor e Treblinka. A differenza dei campi di concentramento gi esistenti (incluso Auschwitz, destinato a diventare il simbolo dellOlocausto), i campi dell'Operazione Reinhard vennero creati con l'unico scopo di uccidere gli ebrei che vi giungevano nel pi breve tempo possibile. Non esistevano strutture per lo sfruttamento della manodopera e tutti i deportati scaricati dai convogli ferroviari che arrivavano venivano immediatamente inviati alle camere a gas. Solo un piccolissimo numero di deportati veniva temporaneamente risparmiato per essere impiegato nei Sonderkommandos, le unit di lavoro al servizio delle SS per il funzionamento ordinario del campo.

Gi in passato il villaggio ed i dintorni di Belzec furono tristemente noti agli ebrei come luoghi non certo di villeggiatura. A partire dal 1940, subito dopo linizio della guerra, venne avviato un programma per utilizzare gli ebrei polacchi nella costruzione di fortificazioni al confine tra il Governatorato Generale della Polonia e lUnione Sovietica. Il progetto, noto come "Fall Otto" (Linea Otto), prevedeva la realizzazione nel distretto di Lublino di numerosi campi di lavoro. Ne vennero impiantati ben 35, installati principalmente in sinagoghe abbandonate, magazzini, granai e fienili. Il loro compito principale era costruire un terrapieno di 140 km (profondo 2.5 e largo 7.5 metri) tra i fiumi Bug e San, ma di fatto ad ottobre, allavvio dellOperazione Barbarossa, il Terrapieno Orientale"risultava costruito solo tra Belzec e il villaggio di Dzikow Stary per una lunghezza di appena 40 km, di cui 6 realizzati dai prigionieri dei campi di lavoro di Belzec.

confini della Polonia prima e dopo invasione tedesca Nel primo periodo, da maggio ad agosto, vennero inviati a Belzec circa 10.000 ebrei dei distretti di Lublino, Radom e Varsavia, molti dei quali partiti volontariamente per sfuggire alle misere condizioni di vita del ghetto in cui risiedevano dove non trovavano lavoro. Alloggiavano in una propriet agricola (1.000 persone), nel mulino di Kessler (500) e nel deposito delle locomotive (1.500). Fuori Belzec, altri 3000 vivevano e lavoravano a Cieszanow e 1250 a Plazow. Centinaia di zingari provenienti da Amburgo, dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia furono invece utilizzati per scavare fossati nel villaggio, stipandoli in una piccola fattoria. La vita per tutti loro era terribilmente dura e si svolgeva concentramento nazisti, con epidemie, dissenteria e in condizioni alquanto precarie. fame cronica che mietevano Sovraffollamento e insufficiente alimentazione rendevano tali campi del tutto simili ai campi di quotidianamente decine di vittime.

Quando Belzec entr in funzione, il genocidio era gi in atto da tempo e la sua incubazione fu particolarmente lunga. I primi campi di concentramento nazisti (Konzentrationslager) sorsero nel 1933, pochi mesi dopo l'ascesa al potere di Hitler, ma a quel tempo poco o nulla avevano a che vedere con gli ebrei. Le priorit, nei primi anni di governo, erano ben altre che non pensare ad una pulizia etnica. Il potere aveva bisogno di stabilit per consolidarsi e pertanto la cosa pi urgente da fare era allontanare dalla societ tutti gli elementi pi scomodi e di

disturbo imprigionando oppositori politici, criminali comuni, asociali ed omosessuali. Per gli ebrei, vera e propria ossessione per Hitler, per il momento potevano bastare provvedimenti sempre pi restrittivi ed umilianti che li escludessero di fatto dalla vita civile e politica tedesca in modo da indurli ad andarsene dalla Germania. Quelli che venivano internati nei campi di concentramento vi giungevano non per il fatto di essere ebrei in quanto tali ma perch reputati oppositori politici o criminali al pari di qualunque altro cittadino. Nulla sembrava far presagire a cosa sarebbero serviti poi quei campi. Ma man mano che i mesi passavano solo chi non voleva vedere poteva non intuire a quale destino sarebbe presto andato incontro. Una prima radicalizzazione delle politiche di sterminio si ebbe a partire dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Nell'ottobre 1939 fu lanciata la Aktion T4, la soppressione di tutte quelle che erano considerate ovvero Nel corso dei di vite indegne di essere vissute, disabili.

questa operazione si fece per la prima volta utilizzo di camere a in gas per uccisioni massa,

formando degli addetti ai lavori specializzati che si riveleranno anche in molto utili seguito.

Nonostante la supposta segretezza, l'Aktion T4 venne di fatto abbandonata nel giro di poco tempo (estate 1941) per via delle proteste di indignazione da parte dei cittadini e delle comunit religiose tedesche. Ma quando la persecuzione si dirott verso un intero popolo colpevole solo di appartenere a quella che secondo il regime era una razza inferiore non degna di esistere, cal il silenzio e tutti, salvo rare eccezioni, sembrarono voltarsi dallaltra parte. Dopo lo scoppio del conflitto con l'Unione Sovietica (giugno 1941) entrarono in funzione le Einsatzgruppen, le unit speciali delle SS incaricate di seguire le truppe tedesche durante lavanzata per ripulire i territori conquistati dalla popolazione ebraica che vi risiedeva tramite fucilazioni di massa. Operazione che dest non poche preoccupazioni a Himmler ed ai vertici nazisti, sia perch si configurava come un compito psicologicamente troppo gravoso per gli uomini che materialmente dovevano eseguire il massacro, sia perch, dovendo operare in campo aperto seguendo il fronte tedesco, era praticamente impossibile garantire la necessaria segretezza delloperazione. Dopo una visita sul fronte orientale nellagosto 1941,

Himmler diede ordine di trovare nuovi metodi di uccisione pi impersonali e meno provanti per coloro che vi erano impegnati. Per astrarre l'atto di uccidere e renderlo pi impersonale, si pens di utilizzare il gas con metodi tutto sommato abbastanza rudimentali. Vennero infatti realizzate della vere e proprie camere a gas mobili (i cosiddetti Gaswagen ) montate su autocarri ed alimentate da monossido di carbonio prodotto dai tubi di scarico e convogliato sul piano di carico sigillato. Impiegato inizialmente sul fronte in Unione Sovietica, il sistema ormai collaudato venne poi utilizzato nel primo campo di sterminio costruito in Polonia, Chelmno, entrato in funzione l'8 dicembre 1941. In autunno Hitler aveva infatti deciso di chiudere una volta per tutte i conti con gli ebrei ordinando di dare avvio a quella che defin la soluzione finale della questione ebraica: lo sterminio di tutti gli ebrei che risiedevano sui territori occupati dalle forze naziste. Loperazione per non fu mai ufficializzata in nessun documento ed andava mantenuta nel massimo riservo per non suscitare troppo lindignazione del resto del mondo, che in periodo di guerra avrebbe potuto rivelarsi molto pericolosa. E in questo contesto che nacque loperazione Reinhardt (in tedesco Aktion Reinhardt), nome in codice che i nazisti dettero, in onore del suo ideatore principale, Reinhard Heydrich, al progetto di sterminio degli ebrei in Polonia. larga Per attuare la soluzione finale in modo sistematico e costruendo apposite strutture in grado di definitivo si pens di utilizzare il gas con metodi industriali su scala, raggiungere il pi rapidamente possibile i risultati desiderati lontano da occhi indiscreti e nella pi assoluta segretezza: i Vernichtungslager, i campi di sterminio. Totalmente indipendenti dall'Ispettorato dei campi di concentramento ai quali facevano capo tutti i Konzentrationslager, tali campi furono mantenuti strettamente segreti e posti sotto la diretta autorit di Himmler. Strategicamente posizionati in zone scarsamente popolate della Polonia Orientale, ma ben serviti da linee ferroviarie, Belzec, Sobibor e Treblinka furono utilizzati per eliminare tutti gli ebrei dell'Europa orientale sino ad allora concentrati nei ghetti polacchi e russi in attesa di una soluzione definitiva. In pochi mesi vi trovarono la morte quasi 1,7 milioni di persone, ma la mattanza continu anche dopo che cause di forza maggiore (lavanzata russa) ne imposero la chiusura, proseguendo in modo sistematico ed ancor pi scientifico in tutti gli altri campi ed in modo particolare quello che diventer il pi tristemente famoso come simbolo di tutto lOlocausto: Auschwitz-Birkenau. Situato a 500 metri dalla stazione ferroviaria in una zona isolata e discreta, il luogo, gi

utilizzato agli inizi del 1940 come campo di lavoro coatto per gli ebrei di Lublino impegnati nello scavo di un fossato anticarro che poteva facilmente essere riutilizzato come prima grande fossa comune per i deportati uccisi, era considerato ideale per soddisfare le direttive di

Heydrich in materia di campi. Lincarico di realizzarlo venne affidato al brigadefuhrer Odilo Globocnik, comandante delle SS e della polizia del distretto di Lublino, che per i lavori si rivolse allesperto in costruzioni Oberstumfuhrer delle SS Richard Thomalla. Per la costruzione da vennero inizialmente reclutati gli un campo contesto dove venivano abitanti del villaggio di Belzec e dei collaborazionisti ucraini provenienti Trawniki, addestrati nel dell'Operazione

Reinhard gli ex-prigionieri di guerra che avevano deciso di collaborare con i tedeschi. Ben presto si scopr per che poteva essere molto pi conveniente rimpiazzare la mano dopera locale con gli ebrei catturati nei villaggi vicini. Dotata fin dall'inizio di camere a gas, l'installazione fu completata negli ultimi giorni del febbraio 1942, diventando pienamente operativa a partire dal 17 marzo, dopo un mese di sperimentazione. A gestirla vennero chiamati gli specialisti che avevano dato vita al programma T4, il programma di eutanasia sviluppato in Germania per eliminare disabili, malati di mente e malati incurabili. In tutto una trentina di SS aiutate nei loro compiti dai Trawnikimnner, le guardie reclutate tra i le guardie ucraine, una settantina di uomini agli ordini del vicecomandante del campo Gottfried Schwarz, erano prevalentemente destinate ad operazioni di pattuglia ed a presidiare le torri di osservazione ed i posti di guardia allentrata. Ma inizialmente, durante le uccisioni sperimentali ed i trasporti iniziali, tocc loro anche di occuparsi direttamente della rimozione dei corpi gassati e del loro seppellimento, lavoro poi affidato agli stessi ebrei imprigionati. I tedeschi alloggiavano invece all'esterno del campo in comode villette sequestrate per loccasione e messe loro a disposizione. Pi precisamente in due case di pietra dallaltro lato della stazione di Belzec, sulla via Tomaszowska. Quella pi vicina al campo ospitava la Kommandantur, lufficio del comandante, che vi risiedeva. Laltra serviva come scuderia sul retro. alloggio per la guarnigione delle SS, che potevano disporre anche di una piccola Adiacente alla residenza del comandante, una ospitava villetta in legno ad un piano, chiamata il padiglione", collaborazionisti ucraini. Alloggiate all'interno del perimetro del campo, che dovevano sorvegliare 24 ore su 24,

lamministrazione generale del campo e serv come alloggiamento per il successivo comandante Gottlieb Hering. Il tutto circondato da una barriera in legno e filo spinato, con eccezione della zona a margine della strada, sorvegliata 24 ore al giorno da sentinelle.

Unulteriore baracca venne poi costruita sulla sinistra della Kommandantur, allangolo destro della strada, per ospitare il personale addizionale del T4 fatto arrivare nel Luglio 1942 per sopperire allaumento del carico di lavoro durante la seconda fase

Residenze SS: padiglione e Kommandantur

Casa del comandante ieri e oggi A dirigere il campo venne chiamato nel dicembre 1941 il maggiore Christian Wirth, un ex ufficiale di polizia che aveva avuto un ruolo importante nella preparazione del programma di T4, e precisamente quello di supervisore dei sei istituti di eutanasia presenti nel Reich. Come partecipante ai primi "esperimenti" di eliminazione mediante gas delle persone handicappate, divenne subito un esperto in uccisioni di massa e come tale sembr perfetto per ricoprire lincarico di comandante di questo primo campo di sterminio del Governatorato Generale polacco. Fu probabilmente sua l'idea di trasferire il metodo di uccisione utilizzato nel corso del programma T-4, basato sullimmissione di monossido di carbonio in camere a gas in muratura. Le precedenti esperienze presso il campo di Chelmno (da lui creato pochi mesi prima) basate su grossi autocarri attrezzati con un collegamento tra gas di scarico e un rimorchio sigillato contenente i deportati da uccidere, non si erano infatti dimostrate abbastanza efficienti per l'elevato numero di vittime che si era pianificato di eliminare a Beec. Per ragioni economiche e di trasporto, Wirth non utilizz composti industriali di monossido di carbonio come nel programma T-4, ma un

potente motore diesel da 250 cavalli per carro armato dal quale i gas di scarico, fatali in uno spazio chiuso, venivano convogliati all'interno delle camere a gas da un sistema di condutture. I primi esperimenti di funzionamento furono condotti nel febbraio 1942, utilizzando un gruppo di ebrei catturati nel villaggio di Lubycze Krolewska ed il sistema si dimostr subito talmente efficiente che non venne pi abbandonato sino allo smantellamento del campo. Il vecchio metodo non venne per del tutto accantonato. Per i piccoli trasporti di ebrei e zingari provenienti dalla vicinanze venne mantenuta la tecnica basata su autocarri a gas riconvertendo per loccasione un autocarro Opel Blitz precedentemente adibito al servizio postale. Stando alle testimonianze di un membro del personale di guardia successivamente processato, pare che le ragazze ebree adibite agli uffici del campo vennero uccise negli ultimi giorni di operativit di Beec proprio su questo autocarro. Pur essendo molto efficiente, il nuovo metodo aveva tuttavia linconveniente di non essere molto performante alle basse temperature che in inverno da quelle parti erano abbastanza usuali. Per risolvere il problema, Wirth speriment anche l'utilizzo di Zyklon B (acido cianidrico), preludio di quella che in futuro sar destinata a diventare la nuova tecnica di sterminio in tutti i campi di concentramento dotati di camere a gas. Come comandante del campo pilota, si pu dire che praticamente fu lui a dimostrare la praticabilit delle nuove procedure sistematiche di sterminio, cercando il modo migliore per rendere efficiente la nuova macchina della morte tedesca. La sua idea era che bisognasse dare alle vittime limpressione che fossero arrivate in un campo di transito, dal quale sarebbero poi state inviate ad un campo di lavoro. Ogni cosa doveva essere eseguita con la massima velocit. Le vittime dovevano correre, non avere tempo di guardarsi attorno, di riflettere o di comprendere cosa stesse accadendo loro. Secondo il suo schema di annientamento, gli stessi Ebrei avrebbero eseguito tutto il lavoro fisico necessario a mantenere in funzione il campo, da sopprimere per prima che potessero rendersi conto di cosa stessero facendo. Per raggiungere il suo scopo, Wirth govern Belzec con la paura e il terrore. Come suo vice scelse Gottfried Schwarz e come responsabile del Campo II, ovvero del funzionamento delle camere a gas, Johann Niemann, poi trasferito a Sobibor dove venne ucciso durante la rivolta. A sostituirlo in sua assenza era invece Josef Oberhauser, come Schwarz gi presente nel campo durante la fase di costruzione. Ad occuparsi dei motori per la gassazione fu Lorenz Hackenholt, che si avvalse dellaiuto di due ucraini a lui direttamente subordinati. Alla fine d ellagosto 1942 Wirth fu nominato ispettore dei campi di sterminio

dellAktion Reinhard e sovrintendente dei rispettivi tre campi (Belzec, Sobibor e Treblinka), in stretta collaborazione con Odilo Globocnik capo delle SS del distretto di Lublino. Fu pertanto sostituito come comandante di Belzec da Gottlieb Hering, una sua vecchia conoscenza che aveva prestato servizio con lui nella polizia criminale di Stoccarda. Alla fine del 1943 quando, il campo di Belzec venne chiuso Wirth venne promosso e inviato in Italia per accelerare la deportazione degli ebrei italiani. per tanto perch il 26 maggio 1944, a L diresse l'unico campo di sterminio creato in Italia, la Risiera di San Sabba, ma non Erpelle vicino a Fiume, cadde ucciso in unimboscata dei partigiani jugoslavi. Il suo successore Gottlieb Hering serv per breve tempo dopo la guerra come comandante della polizia criminale di Heilbronn, vicino a Stoccarda, dove mor nell'autunno 1945 in ospedale. Lorenz Hackenholt, il boia di Belzec addetto all'accensione e funzionamento del motore che pompava il monossido di carbonio nelle camere a gas, sopravvisse alla guerra, fece perdere le sue tracce e non venne mai ritrovato. Altri sette appartenenti al SS-Sonderkommando Belzec (il braccio destro di Wirth e suo sostituto, fu poi reparto responsabili delle operazioni di sterminio a Beec) vennero incriminati a Monaco dopo la guerra ma solo uno, Josef Oberhauser, processato nel 1962 e condannato a quattro anni e mezzo di prigione.

Josef Oberhauser allingresso del campo e corpo di guardia

Il campo di Belzec nel 1945

A dispetto della sua efficienza e delle vittime che fece, il campo di Belzec era relativamente piccolo, appena 275 x 265 metri circondati da filo spinato e quattro torrette di guardia di cui una (quella a nord-est), costruita su un bunker in cemento nel punto pi alto del terreno di Belzec, dalla sua favorevole posizione forniva una eccellente vista su tutto il campo. Tutt'intorno al perimetro, alti alberi appositamente piantati servivano a nascondere l'attivit di morte che vi si svolgeva. Diviso in due aree ben distinte, il campo era dotato di impianti piuttosto sommari. La prima zona, il Campo I nella parte settentrionale e occidentale, larea di ricezione che includeva la rampa ferroviaria per lo scalo dei prigionieri ed era a sua volta diviso in due sezioni: rispettivamente (Trawnikimnner), le alcuni guardie servizi una pi ucraine (infermeria, piccola, con le tre baracche che ospitavano era

dentista e barbiere) e, in quella di dimensioni pi modeste, la cucina e la mensa; una pi grande, composta dalla piattaforma a fianco dei binari sulla quale venivano fatti schierare i prigionieri in arrivo, la baracca dove venivano spogliati e rasati a zero, il deposito dove si stivano i loro oggetti personali e le baracche per alloggiare i pochi fortunati prigionieri incaricati di lavorare nel campo. La seconda zona, il Campo II, nascosta tra gli alberi, conteneva tre camere a gas e le fosse comuni di seppellimento (tra cui i fossati anticarro costruiti nel 1940 ed riadattati per loccasione), sistemate a nord-est, ad est ed a sud del campo. Successivamente vennero erette anche due baracche da destinare ad alloggiamento e cucina per i prigionieri del Sonderkommando dediti ai lavori in questa parte del campo, che si prefer tenere isolati rispetto agli altri onde evitare pericolose fughe di notizie. Le due zone erano separate da una barriera camuffata in cui si aprivano due cancelli: uno a est dellautorimessa delle SS e laltro ad ovest vicino allestremit della rampa. Un lungo stretto passaggio fiancheggiato da unalta recinzione di filo spinato soprannominato "il tubo" (die Schleuse), largo due metri e lungo un centinaio, collegava le baracche di svestizione del Campo I alle camere a gas del Campo II e verso serviva per indirizzare rapidamente i che credevano essere delle prigionieri spogliati dei loro averi e dei loro vestiti quelle comunissime ed inoffensive docce. Una quinta torre al centro del campo dominava lintera lunghezza del passaggio. collocata Vicino al cancello di entrata, sul lato ovest, venne collocata la guardiola, in cui erano costantemente presenti sia SS che collaborazionisti ucraini. Lamministrazione ed il personale tedesco di guardia al campo erano sistemati invece fuori dal perimetro, in due villette situate nei pressi della strada principale.

Zona I - Ricezione e amministrazione


01 - Cancello d'entrata 02 - Posto di guardia 03 - Alloggiamento delle guardie ucraine 04 - Barbiere, infermeria e dentista per le SS e le guardie ucraine 05 - Cucina delle guardie ucraine 06 - Piattaforma della ferrovia 07 - Garage 08 - Laboratori di sartoria e calzoleria per le SS e le guardie ucraine 09 - Alloggi per i prigionieri ebrei da lavoro 10 - Cucina e lavanderia per i prigionieri ebrei 11 - Magazzino per le propriet sequestrate alle vittime 12 - Patibolo 13 - Baracca per la svestizione dei prigionieri 14 - Baracca per il taglio dei capelli delle donne 15 - Cortile chiuso da una staccionata che conduceva al "tubo"

Zona II - Area per lo sterminio


16 - Camere a gas 17 - Motori per pompare per il gas 18 - Fosse di seppellimento 19 - Trincea anticarro usata come fossa di seppellimento 20 - Graticole per cremare i cadaveri 21 - Alloggi per i prigionieri ebrei addetti all'area di sterminio 22 - Cucina per i prigionieri ebrei

Strutture esterne al campo


23 - Alloggiamenti SS e uffici 24 - Magazzino per le propriet sequestrate alle vittime

Anche a Belzec gli ebrei venivano selezionati allarrivo ma, a differenza degli altri campi, chi non veniva inviato subito alle camere a gas veniva fatto lavorare solo per il tempo necessario all'arrivo del convoglio successivo, il che voleva dire guadagnare in pratica si e no una settimana in pi di vita. Ben presto per nuove esigenze organizzative imposero di abbandonare tale sistema e mantenere in vita un certo numero di deportati (il Sonderkommando, comando speciale) da destinare in modo permanente ai lavori manuali allinterno del campo. Sistemati allinterno del Campo 1, i prigionieri incaricati di lavorare erano divisi in gruppi ben distinti in base ai compiti che dovevano svolgere. Un gruppo si occupava dei nuovi arrivati, aiutando a scendere quelli troppo deboli e spostando i cadaveri di quelli che erano morti durante il viaggio, ripulendo poi i vagoni una volta svuotati. Un altro gruppo, pi numeroso, era destinato all'area dove i deportati dovevano spogliarsi. L alcuni erano destinati a scucire dagli abiti le stelle di David, altri dovevano cercare denaro o oggetti di valore, altri ancora preparare gli abiti per spedire il tutto all'esterno del campo nel deposito di smistamento che si trovava nella zona delle locomotive, vicino alla stazione e quindi ai depositi di Odilo Globocnik a Lublino. Quando si decise che i capelli umani potevano essere utilizzati per confezionare le calzature di feltro destinate ai sommergibilisti, un altro gruppo fu incaricato del taglio dei capelli delle donne. Solo un gruppo tra i deportati addetti ai lavori del campo viveva allinterno del campo2, larea vera e propria di sterminio: quelli destinati ad occuparsi dei cadaveri delle persone gassate, che dovevano estrarre dalle camere a gas, ispezionare per strappargli dalla bocca i denti d'oro, seppellire nelle grandi fosse comuni. A differenza degli altri gruppi, quelli destinati a tale macabro rituale non solo subiva ogni specie di maltrattamento, ma veniva a sua volta eliminato dopo pochi mesi per essere sostituito con nuovi venuti onde evitare che potessero organizzazione delle rivolte all'interno del campo informando tutti gli altri sul triste destino cui andavano incontro. Le tre camere a gas iniziarono ad operare ufficialmente il 17 marzo 1942, la data fissata per l'inizio dell'Operazione Reinhard, con un trasporto in arrivo dal ghetto di Lublino. La sera precedente le SS e i Trawnikimnner, comandati da Hermann Worthoff (lufficiale preposto al primo trasporto) prelevarono 1.400 ebrei dal ghetto e li rinchiusero in una delle grandi sinagoghe cittadine la notte, in attesa di caricarli, la mattina seguente, sui 19 vagoni che li

avrebbero condotti al campo. Non sopravvisse nessuno. Stessa sorte tocc pochi giorni dopo ad altrettanti ebrei provenienti dal ghetto di Leopoli (Lvov), in Galizia.

ebrei in partenza da Lublino

prigionieri in arrivo al campo

prigionieri in arrivo al campo

zingari in arrivo al campo

zingari in arrivo al campo

zingari in arrivo al campo

L'efficienza del campo di Belzec era impressionante. In un solo mese (dalla met di marzo alla met di aprile 1942) vennero sterminate 80.000 persone di cui 30.000 evacuate da Lublino e 15.000 provenienti da Lvov. I treni che arrivavano erano composti da 40 a 60 carri bestiame nei quali venivano stipati 110 o 120 ebrei per vagone. Giunti in stazione, i carri pieni di deportati venivano staccati dai vagoni normali che proseguivano il viaggio e spinti da un locomotore verso la banchina all'interno del campo in gruppi di 10 o 15 vagoni. Ci si arrivava tramite un

binario ferroviario lungo 200 metri che attraversava il cancello posto sul lato nord-ovest del campo.

Il deposito locomotive della stazione con linizio del binario di raccordo verso il campo oggi

Belzec stazione e deposito locomotive con binario di raccordo verso il campo nel 1942 A rimorchiare i vagoni verso il campo era lo stesso capostazione Tedesco di Belzec, Rudolf Gckel, descritto dai ferrovieri polacchi come persona particolarmente crudele e sadica. Agli ebrei fatti scendere veniva detto che erano arrivati in un campo di transito dal quale sarebbero poi ripartiti verso altri campi di lavoro ed informati che, per ragioni igieniche, dovevano fare una doccia ed andare dal barbiere. Chiunque mostrasse angoscia o resistenza era rimosso dalle guardie e portato alla fossa di esecuzione nel Campo II per essere ucciso con un colpo alla nuca sparato da pistole di piccolo calibro dalla SS di turno. Allo stesso modo venivano portati alla fossa di esecuzione nel Campo II e fucilati gli anziani e gli ammalati. Quelli morti durante il trasporto venivano invece ammucchiati su un lato. Il primo impatto con le SS del campo non era per traumatico. Il rituale doveva svolgersi nel modo pi armonioso possibile in modo che i nuovi arrivati,

comprensibilmente confusi

e spaventati, si

sentissero il

pi possibile a loro agio.

Accompagnate dallorchestra del campo, le SS tentavano di calmare i deportati con parole tranquille mentre il comandante o chi per lui dava il benvenuto ai nuovi arrivati attraverso altoparlanti, dicendo: "Questa Belzec. La vostra permanenza temporanea. Sarete mandati in campi
di lavoro dove le vostre abilit sono necessarie. C lavoro per tutti. Persino le vostre massaie sono necessarie per nutrire le vostre famiglie e per mantenere le case pulite. Per prima cosa devo avere la vostra collaborazione cos da potervi inviare alla vostra strada rapidamente".

Non era raro che

applausi e grida di ringraziamento seguissero il discorso, che proseguiva con la seconda parte dellinganno: " noi dobbiamo avere ordine e pulizia. Prima di darvi del cibo, dovete tutti fare una
doccia ed avere i vostri vestiti disinfettati. necessario che alle donne siano tagliati i capelli".

I deportati

ricevevano quindi l'ordine di depositare abiti, bagagli e oggetti di valore per prepararsi alla disinfestazione. Divisi per sesso, gli uomini da una parte, le donne e i bambini dall'altra, venivano accompagnati alla baracca spogliatoio e quindi spinti con percosse verso tre baracche in legno, le camere a gas camuffate da docce dove, nel giro di venti o trenta minuti, venivano uccisi. Una rapida ispezione attraverso lo spioncino della porta confermava che il motore poteva essere spento. Ogni camera a gas era dotata di due porte: dalla prima si facevano entrare i vivi, dalla seconda si portavano fuori i cadaveri per gettarli nelle grandi fosse comuni a 6 metri di profondit. Non prima per di averli perquisiti in cerca di denti doro o altri oggetti di valore. Mentre gli occupanti dei primi 15 o 20 carri bestiame venivano eliminati e seppelliti, le squadre di prigionieri addetti alla pulizia lavavano i vagoni e li facevano uscire dal perimetro per consentire alla locomotiva di spingere all'interno del campo i successivi 15 o 20 carri. Il tutto in non pi di tre ore. La brutalit e la rapidit con cui si susseguivano le diverse fasi facevano s che le vittime, colte di sorpresa, di rado avessero occasione di reagire o accennare un gesto di difesa. Per impedire inopportune osservazioni aeree, una rete di camuffamento venne distesa sopra il tetto di ogni baracca che alloggiava le camere a gas. Lo scenario che si apriva a operazione conclusa non era certo invitante e pare sciocc anche Franz Stangl, il futuro comandante del campo di sterminio di Sobibor di imminente apertura, giunto in visita a Belzec allinizio di aprile per ricevere istruzioni da Wirth. Raggiunto il suo interlocutore, che al momento del suo arrivo non si trovava nei suoi alloggi ma alle fosse comuni, Stangl rimase inorridito alla vista di quelle migliaia di corpi straripati da una fossa in cui erano stati riversati in quantit eccessiva finendo col disseppellirsi da soli. Ma venne prontamente riportato

alla realt non appena gli fu rivelato a che cosa il campo di Sobibor che andava a comandare sarebbe servito. Scene raccapriccianti e stomachevoli erano per abbastanza di routine nei campi dellAktion Reinhard. La crudelt era infatti una dominante comune tra le SS di Belzec, che gareggiavano tra loro per trovare nuovi modi di eliminare nel modo pi crudele i prigionieri, come ad esempio far entrare nudo in pieno inverno il prigioniero in una fossa del terreno e lasciarlo morire congelato.

eliminazione prigionieri nelle buche di neve Verso la met di aprile Wirth chiuse temporaneamente il campo e part per Berlino per ricevere ordini circa il futuro del campo, portandosi dietro il suo vice Schwarz e il suo esperto di gassazioni Hackenholt. Per circa un mese non giunsero altri convogli e lintera forza lavoro ebraica venne fucilata prima della chiusura, ma in maggio lo sterminio riprese a pieno ritmo con l'eliminazione di oltre 7.000 ebrei prelevati dal ghetto di Cracovia e da altre citt del distretto. Alla met di giugno i tedeschi interruppero nuovamente le operazioni per consentire alle SS di potenziare il campo e perfezionare il meccanismo in modo da renderlo ancora pi efficiente. Pur essendo efficace, il sistema non era infatti del tutto privo di inconvenienti. Il meccanismo delle camere a gas non sempre funzionava e normalmente solo una o due erano operative contemporaneamente causando cos gravi ritardi. Malgrado tutti gli sforzi, la squadra di costruzione non fu in grado di rendere gli edifici ermetici. Ad ogni operazione di gassazione bisognava ammassare contro le porte esterne delle baracche, apribili solo dallesterno, della sabbia per impedire fuoriuscite di gas Secondo (testimonianza della SS Werner Dubois) e rimuoverla ad operazione conclusa per consentire lo spostamento dei corpi e lingresso dei deportati successivi. Inoltre i corpi, sepolti in fosse e ricoperti solo di un sottile strato di terra, si gonfiavano a seguito del processo di putrefazione fendendo la copertura che andava continuamente rifatta. Inconveniente che sar risolto nei campi di sterminio successivi con l'introduzione dei forni crematori. Utilizzando un raccordo in disuso, venne aggiunta una seconda banchina in modo che si potessero gestire contemporaneamente tramite le due rampe almeno 30-40 vagoni alla volta, cio met convoglio invece di , dimezzando i tempi.

Venne modificata anche la recinzione, aggiungendo un secondo cancello interno nel punto in cui i due raccordi dentro il campo divergevano (vicino l'inizio della seconda rampa) con un nuovo spiazzo recintato (chiamato recinto di detenzione") all'estremit pi lontana della seconda rampa da usare per collocare provvisoriamente i deportati in eccesso. Anche le tre camere a gas esistenti non erano pi sufficienti ad assorbire tutto il carico in arrivo e pertanto andavano distrutte e sostitute con altre pi spaziose ed efficienti. La vecchia baracca venne smantellata ed al suo posto ne fu costruita una pi grande in cemento armato contenente sei nuove camere a gas di 4 x 8 metri, che permisero di eliminare sino a 1.200 persone alla volta. Per accelerare le operazioni, vennero raddoppiate anche le baracche di svestizione, realizzandone una per le donne e bambini, laltra per gli uomini.

Mappa del campo prima e dopo espansione Il campo riprese a funzionare a pieno regime a partire da met luglio e fino al dicembre 1942 i treni arrivarono a Belzec con meticolosa regolarit tanto che alla fine dell'anno risultavano uccisi circa 130.000 ebrei provenienti dall'area di Cracovia e 225.000 dall'area di Lvov. Durante il periodo pi intenso di reinsediamento, da luglio ad ottobre 1942, giungevano a Belzec da tre a quattro trasporti al giorno, in condizioni spaventose. Allarrivo, mucchi di corpi putrefatti, maleodoranti e infestati da pulci erano semplicemente gettati sulle rampe in attesa di essere rimossi dalla brigata di lavoro ebraica che non faceva in tempo a rimuoverli senza che se aggiungessero subito altri. Lultimo trasporto arriv a Belzec l11 dicembre 1942. Poi i trasporti cessarono definitivamente: la quasi totalit degli ebrei del Governatorato Generale erano stati uccisi e per i pochi rimasti si reput che il nuovo grande complesso in costruzione ad

Auschwitz fosse pi che sufficiente. Il campo venne chiuso e smantellato, non prima per di aver eliminato ogni prova della sua esistenza. Tra dicembre 1942 e la primavera del 1943 a Belzec venne lanciata per ordine di Himmler la cosiddetta Aktion 1005, loperazione che prevedeva la riesumazione dei cadaveri e la loro cremazione per nascondere le tracce del massacro. Per il recupero dei corpi si fece uso di una grossa escavatrice mentre il compito di darli alle fiamme venne affidato agli ultimi ebrei del Sonderkommando rimasti al campo (circa 300), poi inviati a Sobibor per essere a loro volta uccisi. I corpi disseppelliti venivano cosparsi di olio pesante e dati alle fiamme su bracieri appositamente costruiti sistemando tronconi di binari ferroviari sopra a dei grossi piedistalli in cemento e quindi pezzi di binari pi piccoli incrociati tra loro in modo da formare una solida grata a maglia fine. Per mesi l'intera area si trov sotto una pesante cappa di fumo nero oleoso costringendo gli abitanti del villaggio a scrostare grasso umano dalle loro finestre. Per completare lopera e distruggere anche i pochi resti del fuoco si utilizz infine una macchina trita ossa proveniente dal campo di lavoro di Janowska. Gli ultimi 300 Ebrei del Sonderkommando utilizzati per le operazioni di pulizia del campo la sola fortuna che ebbero fu quella di rinviare di qualche settimana la loro fine, ovviamente a loro insaputa. Il comandante Hering raccont infatti ai Kapos che al termine dei lavori sarebbero stati inviati a Lublino in un altro campo di prigionia e per rendere pi credibile si ide addirittura la farsa di trasportarli a Sobibor in vagoni dotati di tavoli da pranzo e viveri (pane, cibo in scatola e vodka) per tre giorni. Al loro arrivo, per la triste sorpresa: Leon Feldhendler, un prigioniero ebreo di Sobibor, racconter infatti nel dopoguerra che "Il 30

giugno 1943 un trasporto con gli ultimi ebrei di Belzec arriv sotto la sorveglianza della SSUnterscharfhrer Paul Groth, per essere liquidato; mentre veniva scaricato, i prigionieri iniziarono a correre in tutte le direzioni e furono fucilati a casaccio, per tutto il campo."
Completata la liquidazione di tutti i prigionieri del campo, la guarnigione SS di Belzec venne definitivamente sparpagliata in altri campi.

L'intera area venne poi spianata ed il nuovo comandante, Gottlieb Hering (che dallagosto del 1942 sostitu il maggiore Wirth sino al dicembre dello stesso anno) vi fece piantare alberi e costruire una fattoria (su espressa richiesta di Wirth e di Globocnik) in modo che fosse in modo permanente da una occupata

famiglia ucraina onde evitare che intrusi potessero casualmente riportare alla luce dei cadaveri scampati al rogo, come gi era accaduto. Quando il campo fu smantellato, la popolazione locale si era infatti precipitata sul luogo per cercare oro e altri oggetti preziosi iniziando a scavare ovunque, dissotterrando non pochi corpi decomposti. Per impedire ulteriori scavi, la zona andava assolutamente sorvegliata. Di tutte le strutture del campo, solo la casa del comandante ed il vicino edificio delle SS, che si trovavano fuori dal perimetro e prima della guerra erano stati propriet delle Ferrovie Polacche, non vennero demoliti ma riportati alla loro originaria destinazione duso. Le attrezzature e gli elementi recuperati dalle camere a gas furono inviati nel campo di Majdanek, a Lublino trasformato, come tutti gli altri campi, in campo di sterminio per completare lopera iniziata con Aktion Reinhardt. La mascheratura dell'area tuttavia non funzion: l'Armata Rossa, arrivata nell'estate del 1944, scopr i luoghi di sepoltura dei poveri resti degli ebrei e degli zingari e la tragica verit inizi a diffondersi in Europa, sino ad allora, se non alloscuro di tutto, sicuramente molto poco propensa a credere alle voci che gi da tempo circolavano sullesistenza di tali campi. Dopo la guerra la commissione d'inchiesta polacca stabil che nel campo furono uccisi complessivamente circa 600.000 ebrei (prevalentemente polacchi) e diverse centinaia di zingari. Essendo lAktion Reinhardt unoperazione segreta, non resistono (o se esistevano sono stati celermente distrutti) documenti ufficiali che registrino esattamente il numero di uccisioni e di trasportati nel campo di Belzec. Solo risalendo a diverse fonti con larga approssimazione sono stati possibili calcoli pi o meno attendibili per ricostruire la cifra. Usando la documentazione delle ferrovie tedesche stato possibile raccoglie informazioni sul numero di convogli, ma non sul numero di persone rinchiuse in ciascun vagone, che pu essere solo stimato. Un telegramma inviato da Hermann Hofle, capo dello staff dell'operazione Reinhard, indica in 434.508 il numero degli ebrei uccisi a Belzec fino al 31 dicembre 1942, ma probabilmente non tiene in considerazione il numero di deportati deceduti durante il trasporto, di certo non insignificante. In ogni caso, fatti i dovuti confronti tra diverse ricostruzioni effettuate nel corso degli anni, il numero previsto dalla commissione polacca sembra essere abbastanza verosimile. Il compito di ricostruire la verit di quando accaduto reso ancora pi arduo dal fatto che non esistono testimonianze dirette in grado di confutare o smentire le varie ipotesi.

Da Belzec fuggirono circa 50 ebrei, ma solo 7 restavano in vita alla fine della guerra e tra questi uno solo (Rudolf Reder, scappato da Belzec nel Novembre 1942) fu in grado di fornire testimonianze visive concernenti le attivit del campo vivendo abbastanza a lungo da poterle raccontare. Le sue memorie sono Un lunica testimonianza diretta sul funzionamento del campo che abbia potuto giungere sino a noi da quellinferno in terra polacca. secondo superstite, Chaim Herszman, che era riuscito a fuggire durante il trasporto a Sobibor, inizi a testimoniare dinanzi a un tribunale di Lublino il 19 marzo 1946 ma fu assassinato il giorno dopo da alcuni antisemiti polacchi. Essendo stato completamente demolito e ben occultato, anche lanalisi delle strutture del campo si dimostra impossibile e quindi di poco aiuto. Le fondamenta delle baracche e delle camere a gas ma non riemerse dagli scavi effettuati nel dopoguerra in mezzo al bosco creato dai tedeschi per occultare il luogo sono gli unici resti che ne diano una testimonianza materiale, possono raccontare niente di pi. Altrettanto dicasi delle testimonianze dei carnefici. Unica eccezione la testimonianza di un certo Kurt Gerstein, un tenente delle SS che lavorava nel dipartimento di disinfezione a cui venne comandato di effettuare una consegna di Zyklon B a Beec. Rimase cos sconvolto per quello che vide che decise di nascondere i contenitori del gas confessando poi ad un diplomatico svedese le sue impressioni. Raccont di aver assistito all'arrivo di 45 vagoni riempiti con 6700 ebrei, la maggior parte dei quali gi morti e di aver visto condurre i superstiti nudi verso le camere a gas, dove:

L'Unterscharfhrer Hackenholt faceva grandi sforzi per far Arriv il Capitano Wirth. Potevo

funzionare il motore senza riuscirci.

vedere che era spaventato perch ero presente al disastro. S, io vedevo tutto e aspettavo. Il mio cronometro indicava 50 minuti, 70 minuti ed il motore diesel non partiva. La gente aspettava nella camera a gas. Inutilmente. Si poteva sentirli lamentarsi "come in una sinagoga" disse il Professor Pfannenstiel con i suoi occhi fissi ad una finestra nella porta di legno. Furioso il Capitano Wirth colp al volto l'ucraino che aiutava Hackenholt per dodici, tredici volte. Dopo 2 ore e 49 minuti - il cronometro registr tutto - il motore part. Fino a quel momento le persone chiuse in quelle quattro stanze affollate erano ancora vive, quattro volte 750 persone in quattro volte 45 metri cubi. Passarono altri 25 minuti. Molti erano gi morti, li si poteva vedere attraverso la finestra perch una lampadina si accese per alcuni istanti. Dopo 28 minuti in pochi erano ancora vivi. Finalmente dopo 32 minuti erano tutti morti... I Dentisti estrassero i denti, i ponti e le corone d'oro. In piedi, in mezzo a loro, stava il Capitano Wirth. Era nel suo elemento e, mostrandomi un barattolo pieno di denti disse:"Guardi il peso di quest'oro! solo quello di ieri e del giorno precedente. Non pu immaginare cosa troviamo ogni giorno, dollari, diamanti, oro... Se ne render conto da solo"

(tratto da Yitzhak Arad - Belzec, Sobibor, Treblinka: the Operation Reinhard Death Camps, Indiana University Press, 1987 - pag. 101-102).

Belzec prigionieri Negli anni '60 l'area occupata dal campo venne recintata erigendovi alcuni piccoli monumenti. L'area recintata non corrispondeva con la reale superficie operativa del campo perch lo sviluppo commerciale ed urbanistico avvenuto nel frattempo ne avevano ormai colonizzato definitivamente una parte. La sua posizione isolata in una sperduta zona ai confini orientali della Polonia contribu non poco a farlo presto dimenticare e privare di ogni tipo di manutenzione. Ben pochi, prima del 1989 (anno in cui caddero i rigorosi confini della cortina

di ferro) lo visitarono,

poi le cose iniziarono lentamente a cambiare. Sempre pi persone

interessate a visitare i luoghi dell'Olocausto iniziarono ad arrivare a Belzec e la maggior parte reag piuttosto negativamente alle pessime condizioni in cui il sito era stato sino ad allora tenuto. Tra le fine del 1997 e l'inizio del 1998 furono eseguite diverse ricognizioni ed un accurato esame archeologico per determinare lesatta estensione del campo e capirne meglio il funzionamento. In quelloccasione, oltre a identificare i raccordi ferroviari che conducevano al campo ed i ruderi di numerosi edifici, furono scoperte 33 fosse comuni (la pi grande di 70 x 20 metri) ed i resti di almeno 15.000 copri non completamente bruciati. Gli edifici costruiti dopo la guerra sul sito vennero abbattuti e finalmente nel 2004, con linaugurazione del nuovo grande monumento eretto in memoria delle vittime, anche Belzec divenne un dignitoso memoriale a perenne ricordo di quelle orribili pagine di storia.

Belzec ferrovia oggi

Belzec ingresso memoriale negli anni 70 ed oggi


ORARIO PER I VISITATORI Laccesso al memoriale di Belzec libero ed aperto ogni giorno ai seguenti orari: dalle 9.00 alle 18.00 (periodo 1 Aprile - 31 Ottobre) dalle 8.00 alle 16.00 (periodo dal 2 Novembre al 31 Marzo) Il museo aperto ogni giorno ai seguenti orari: dalle 9.00 alle 17.00 (periodo 1 Aprile - 31 Ottobre) dalle 9.00 alle 16.00 (periodo dal 2 Novembre al 31 Marzo)

Il memoriale

Il museo

BIBLIOGRAFIA
www.deportati.it

http://www.olokaustos.org http://www.lager.it www.belzec.eu http://www.deathcamps.org


Nel 2005 stato girato un documentario intitolato Belzec della durata di 100 minuti e diretto dal francese Guillaume Moscovitz. Il documentario si avvale della testimonianza di Rudolf Reder, lunico sopravvissuto del campo ancora in vita al momento delle riprese.

NOTE DELLAUTORE:
Il presente lavoro viene pubblicato esclusivamente per finalit divulgative al fine di mantenere viva nelle nuove generazioni la memoria delle atrocit perpetrate nei campi di concentramento e di sterminio nazisti ed in nessun caso potr mai essere utilizzato a scopi commerciali. Tulle le informazioni contenute in questo articolo sono desunte dai siti citati nella bibliografia e dalle didascalie dei pannelli espositivi del memoriale visitato dallautore nel 2006. Tutte le immagini e le fotografie provengono dai siti Le sopracitati o da altre pagine web facilmente individuabili tramite i principali motori di ricerca.

fotografie pi recenti provengono in parte dal mio archivio personale ed in parte dal web, dove non sempre possibile rintracciarne lautore per richiederne le dovute autorizzazione allutilizzo. Qualora i proprietari detentori dei diritti delle fotografie utilizzate ritengano che esse debbano essere tolte o che si debba aggiungere una dettagliata citazione della fonte da cui sono tratte, sono pregati di contattarmi affinch possa celermente provvedere in merito.

AUTORE: FRANCO BORGIS - mail: francoborgis@tiscali.it