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Sobibor

Piantina del campo (fonte www.olokaustos.org))

2. Caserma della guardia, dentista, prigione degli ucraini 3. Caserma e magazzino abiti SS 4. Lavanderia, barbiere, docce SS 5. Pozzo 6. Garage 7. Cucine e dispensa SS 8. Alloggiamento comandante 9. Armeria 10 Alloggiamenti degli Ucraini 11 Alloggiamenti degli Ucraini 12 Panificio 13 Sartoria, calzoleria, spaccio SS 14 Carpenteria 15 Latrine 16 Imbianchino 17 Prigione maschile 18 Cucina prigionieri 19 Prigione femminile 20 Calzoleria per Ucraini 21 Fucina 22 Baracca magazzino bagagli. 23 Spogliatoio

24 Amministrazione deposito preziosi 25 generatore, magazzino argento, granaio e stalla 26 Magazzino attrezzi 27 Stireria SS 28 Magazzino raccolta scarpe 29 Giardino 30 Baracche deposito beni 31 Baracca taglio capelli donne 32 Latrina 33 Ex cappella 34 Crematorio 35 Baracca prigionieri Campo III 36 Baracca prigionieri, dentista e cucina 37 Camere a gas 38 Motore per le camere a gas 39 Cortile chiuso 40 Fossa comune e crematorio a graticola 41 Stazione ferroviaria 42 Alloggiamenti ferrovieri polacchi 43 Case di contadini 44 Alloggiamenti ferrovieri 45 Case di contadini

Aperto nellaprile del 1942, Sobibor fu il secondo dei tre campi costruito nell'ambito del programma Aktion Reinhard, loperazione di sterminio degli ebrei concentrati nel Governatorato Generale della Polonia occupata pianificata nel corso della conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, in cui si decisero i dettagli della soluzione finale della questione ebraica". Situato in una zona paludosa e fittamente boscosa presso lomonimo villaggio, vicino alla linea ferroviaria Chelm Wlodawa, nella parte orientale del distretto di Lublino a cinque chilometri dal confine ucraino segnato dal fiume Bug, venne realizzato sulla falsariga di Belzec basandosi sulla recente esperienza acquisita.

A costruirlo, nel marzo 1942, furono chiamati

due ufficiali delle SS ingegneri delle

costruzioni dellSS-Zentralbauleitung di Zamosc: l'Obersturmfhrer Richard Thomalla, esperto di costruzioni per lAktion Reinhard ed il sovrintendente Moser, che arrivarono a Sobibor alcuni giorni dopo che un piccolo velivolo di perlustrazione aveva individuato la zona, allepoca costituita solo da alcune case per i lavoratori, una segheria e tre grandi edifici: la stazione, la casa del guardaboschi ed un ufficio postale a due piani. Il lavoro procedette speditamente, tanto che gi il mese successivo la struttura di base del campo poteva dirsi completamente realizzata. Per prima cosa fu costruito un nuovo binario a scartamento ridotto, che finiva in prossimit di una rampa in cemento (attualmente ancora visibile), situata proprio di fronte alledificio della stazione. Poi fu costruita una recinzione in modo che lo speciale binario e la rampa fossero collocati dentro il campo, mascherandola con rami intrecciati per impedire che i passeggeri alla stazione potessero vedere ci che accadeva oltre la recinzione. In

questo modo i treni della deportazione raggiungevano la rampa attraverso un cancello e sparivano dietro il muro verde senza che nessuno allesterno potesse avere il minimo sentore di ci che sarebbe successo. Nel corso dei lavori, eseguiti da una ottantina di ebrei provenienti dai ghetti circostanti (come Wlodawa e Wola Uhruska), il luogo fu visitato da una commissione guidata dall SS-Hauptsturmfhrer Naumann, capo dellUfficio Centrale per le Costruzioni delle Waffen-SS e della Polizia di Lublino. Completata la fase iniziale della costruzione, tutti gli ebrei per essa impiegati furono fucilati.

Sobibor villaggio allesterno del campo nel 1944 Mentre le installazioni basilari per lo sterminio degli Ebrei venivano preparate, si venne definendo anche lorganizzazione che il campo avrebbe avuto. Edificato sul modello degli altri campi della Aktion Reinhard, anche Sobibor era un campo di modeste dimensioni (400 metri per 600) ed aveva uno staff di specialisti provenienti dal programma di eutanasia, gi esperti nell'uso delle camere a gas. Si trattava di una trentina di SS, coadiuvati da un centinaio di ucraini comandati da "tedeschi etnici" cio uomini di lingua tedesca nati all'estero. A dirigere il campo, in sostituzione di Thomalla che aveva ormai esaurito il suo compito di costruttore, fu chiamato nellaprile del 1942 lSS-Obersturmfhrer Franz Stangl, un austriaco che in precedenza era stato uno degli uomini di punta del "progetto eutanasia" dirigendone il centro principale presso il Castello di Hartheim (in Austria), dove i tedeschi disabili fisici e mentali venivano uccisi con monossido di carbonio in una camera a gas. Rimasto a Sobibor solo per pochi mesi, nellagosto 1942 fu trasferito nel nuovo campo di Treblinka e rimpiazzato col grado di Polizeihauptmann (capitano di polizia) da Franz Reichleitner, un ex funzionario della Gestapo austriaca, molto pi rigido nel dirigere il campo ma molto

meno presente del suo predecessore e poco interessato in quello che accadeva intorno a lui.

Richard Thomalla

Franz Stangl

Franz Reichleitner

Come vicecomandante venne scelto Hermann Michel, unaltra SS proveniente dalloperazione eutanasia, anche lui trasferito a Treblinka in autunno e rimpiazzato dallSS-Oberscharfhrer Gustav Wagner. Di fatto, pi che i rispettivi comandanti, erano loro a supervisionare il funzionamento del campo, a cominciare dallaccoglienza e selezione dei prigionieri in arrivo. Ogni zona del campo aveva poi dei propri sottocomandanti che dipendevano direttamente da Stangl. Ad amministrare il campo come contabile per la confisca di oggetti di valore dalle vittime fu sino a luglio Alfred Ittner, poi trasferito per disaccordi con Stangl al Campo III per gestire lestrazione dei denti doro dai cadaveri e sorvegliare i prigionieri durante lo scavo di fosse comuni. Le guardie ucraine provenivano tutte, come per Belzec, dal campo di addestramento di Trawniki, dove furono preparate dall SS-Scharfhrer Erich Lachmann che ne rimase a capo dallagosto allautunno 1942, quando venne sostituito da Bolender. Tali guardie, chiamate in gergo i Trawnikis, erano inquadrate in tre plotoni comandati da Ucraini che gi avevano servito nella polizia tedesca e possedevano il grado necessario a tale funzione.

Hermann Michel

Gustav Wagner

Alfred Ittner

Primo compito di Stangl, appena giunto a Sobibor, fu quello di accelerare i lavori per renderlo operativo ed a tal fine si rivelarono preziosi i consigli ricevuti da Christian Wirth, comandante del campo di Belzec, che and a visitare per mutuarne con profitto lesperienza. Al suo ritorno da Belzec la costruzione del campo sub infatti una forte accelerazione e prima ancora che fosse completato si procedette a testarne loperativit: 250 ebrei, provenienti dal vicino campo di lavoro di Krychow, furono appositamente condotti a Sobibor per una gassazione sperimentale effettuata con lassistenza di Wirth, venuto appositamente da Belzec con il suo chimico Dr. Blaurock. Terminata con successo la sperimentazione, verso la met di aprile del 1942 il campo fu pronto per ricevere il primo trasporto: presumibilmente (non esistono testimonianze univoche in proposito) 2000 ebrei provenienti da Rejowice, vicino a Chelm. A partire dai primi giorni del mese successivo la macchina dello sterminio di massa poteva dirsi ormai avviata per funzionare a pieno regime.

Data la completa mancanza di documenti ufficiali, essendo una caratteristica peculiare dei campi di sterminio quella di averne celato completamente lesistenza e la funzione distruggendo ogni prova in proposito, molto difficile ricostruire a posteriori quale fossero lesatta dimensione, la disposizione ed il funzionamento del campo. Le uniche ricostruzioni possibili sono quelle basata sulle testimonianza dei pochi sopravvissuti e delle deposizioni processuali di alcuni degli esecutori materiali dei crimini. Una ricostruzione precisa e puntuale praticamente impossibile, anche in considerazione del fatto che, come testimoniano i sopravvissuti, la maggior parte dei prigionieri era confinata nella propria sezione del campo ed era impossibile vedere tra una sezione e laltra perch le recinzioni vennero camuffate in modo da oscurare completamente la visuale. Inoltre il campo passato attraverso pi fasi di costruzione, con continue modifiche della disposizione delle recinzioni per far spazio alle strutture aggiunte,

rendendo ancor pi confusi i ricordi e le testimonianze. Nel corso degli anni sono state elaborate diverse mappe, spesso molto discordanti tra loro soprattutto nei particolari, ma in linea di massima sulle caratteristiche principali del campo non ci sono grosse discrepanze.

Il campo aveva la forma di un rettangolo, circondato per tutta la sua estensione da una doppia recinzione di filo spinato alta 3 metri, parzialmente intrecciata con rami di pino per impedirne la vista dallesterno, specialmente dalla stazione. Lungo la recinzione e agli angoli erano collocate delle torri di guardia in legno. Al suo interno il campo era diviso in tre aree recintate, separate l'una dall'altra da altro filo spinato: un'area amministrativa, un'area di accoglienza e larea di sterminio vero e proprio. Una quarta area, pi piccola ed esterna, venne poi aggiunta nel corso del 1943 per essere destinata ad uso militare. Come tutti i campi di eliminazione creati da Himmler in Polonia, anche Sobibor non aveva baracche di ricovero se non per gli inservienti, poich chi vi era rinchiuso veniva eliminato nel giro di pochi giorni. Non vi erano inoltre forni crematori: per leliminazione dei cadaveri, dopo liniziale esperimento delle fosse comuni, in questi campi furono ideate le cosiddette graticole, formate da intrecci di rotaie su fosse nelle quali ardeva in continuazione un fuoco alimentato da legname resinoso.

L'area amministrativa, detta anche campo I, era la pi vicina allo scalo ferroviario e rappresentava la zona di amministrazione delle SS ("Vorlager") che, diversamente da Belzec, a Sobibor vivevano dentro il campo. Al di l dellingresso principale (sul cui cancello spiccava un cartello in legno con la scritta "SS-Sonderkommando" dipinta in caratteri gotici) larea ospitava infatti le abitazioni destinate ai tedeschi ed alle guardie ucraine provenienti da Trawniki, oltre naturalmente la rampa in cemento che costituiva piattaforma di stazionamento per 20 vagoni ferroviari sulla quale venivano scaricati i prigionieri in arrivo. Se vi era pi di un trasporto, il primo treno, svuotato e ripulito, ripartiva per far spazio lungo la banchina al treno successivo, in attesa alla stazione, sino all'eliminazione dell'ultimo trasporto della giornata. A comandare il campo I era lSS-Oberscharfhrer Otto Weiss, poi sostituito all'inizio del 1943 (perch affetto da tubercolosi) dallSS-Oberscharfhrer Karl Frenzel, che in precedenza sovrintendeva ai prigionieri nel Campo II. Il campo II era la cosidetta zona di ricezione, servita da un binario a scartamento ridotto che conduceva ad una rampa in cemento allinterno del lager, dove i prigionieri scesi dai treni venivano fatti transitare per seguire una serie di procedure prima di essere inviati alle camere a gas. Il rituale per i deportati che vi giungevano era sempre lo stesso. Accompagnati dal suono di unorchestra composta da prigionieri del campo che doveva suonava per tutto il tempo che durava la procedura di smistamento, i nuovi arrivati venivano divisi per sesso e spogliati dei propri averi e dei propri vestiti prima di essere indirizzati verso la parte pi interna e nascosta del campo dove avrebbero trovato, non sempre a loro insaputa, la morte. Per le donne era previsto anche il taglio dei capelli, recuperabili con profitto. Tali operazioni di smistamento inizialmente avvenivano allaperto, ma poi fu allestita unapposita baracca allinterno della quale due enormi cartelli invitavano i prigionieri a dirigersi prima verso la cassa(dove soldi e preziosi dovevano essere consegnati attraverso la finestra della stanza al cassiere Alfred Ittner, il contabile del campo, poi sostituito da Herbert Floss), e poi verso il bagno, incolonnati nudi nel percorso obbligato che conduceva alle camere a gas. Come per gli altri campi dell Aktion Reinhard, non essendovi camere di disinfezione e

disinfestazione, gli indumenti sottratti alle vittime venivano inviati al campo di concentramento di Madjanek, presso Lublino, per essere disinfettati con Zyklon-B prima di essere spediti in Germania (nella foto una copia sopravvissuta alla distruzione di una bolletta di spedizione). Il campo III era la zona di sterminio vera e propria. Isolata dal resto del campo, era collocata nella parte nord-ovest dello stesso e comprendeva, oltre alle camere a gas, le fosse comuni di seppellimento e gli alloggi per i prigionieri ebrei che venivano impiegati nelle operazioni di massacro. Un passaggio, largo 3 o 4 metri e lungo 150 chiamato il "tubo", conduceva, come gi avveniva a Belzec, dalla zona di ricezione a quella di sterminio. Su entrambi i lati il passaggio era recintato con filo spinato, intrecciato con rami di pino in modo da impedire la vista verso lesterno. Lungo il percorso, senza che potessero vederlo, i prigionieri passavano davanti a varie baracche adibite a deposito, ad una vecchia casa forestale (separata da unalta palizzata in legno) usata come uffici e alloggiamento di alcune SS, alla baracca dei barbieri (dove i capelli delle donne venivano tagliati per essere successivamente utilizzati in Germania), ad una piccola area agricola con scuderie per cavalli, bovini, maiali e oche ed infine ( a circa 450 mt a sud delle camere a gas) davanti ad una piccola cappella cattolica in legno ombreggiata da alti pini. Unalta torre di osservazione dominava lintera zona. Le tre camere a gas, piccole costruzioni di circa 16 metri quadrati, erano collocate dentro un edificio in mattoni e potevano contenere ciascuna circa 180 persone. In ognuna si entrava attraverso una piccola porta, cui si accedeva da una veranda che correva lungo ledificio. Un motore, nascosto in un altro piccolo edificio attiguo, produceva il gas mortale contenente monossido di carbonio che veniva fatto affluire allinterno tramite apposite tubature. Terminata la gassazione, i corpi erano rimossi attraverso una porta ribaltabile di circa 2 metri per 2 m posta di fronte allentrata e collocata su una seconda veranda. Le fosse per seppellire i cadaveri erano lunghe 50-60 metri, larghe 10-15 e profonde 5-7 e le pareti sabbiose erano scavate obliquamente per facilitare la sepoltura dei corpi. Un binario a scartamento ridotto con carrelli ribaltabili conduceva dalla stazione alle fosse, aggirando le camere a gas. Alle

persone anziane, agli ammalati e agli invalidi veniva infatti detto che avrebbero ricevuto cure mediche, ma venivano invece caricati su tali carrelli ribaltabili (inizialmente dei semplici carretti) spinti da uomini o tirati da cavalli sino alle fosse dove venivano fucilati. Poich la capacit di sterminio di 600 persone alla volta non era sufficiente a far fronte allincremento del numero dei trasporti, durante lestate del 1942 si procedette a rimpiazzare le vecchie camere a gas con un edificio pi grande. Il nuovo edificio aveva sei camere a gas, tre su ciascuno dei due lati del corridoio che correva al centro della struttura, in modo che 1.300 persone potessero essere gassate contemporaneamente. Per diminuire le possibilit di resistenza, ogni cosa veniva fatta alla massima velocit ed i prigionieri erano costretti a correre. Le vittime, in un vero e proprio stato di shock, venivano ammassate nelle camere a gas a colpi di bastone, urla e spintoni. In trenta minuti il gruppo veniva avvelenato dai gas e subito rimosso da apposite squadre incaricate di estrarre i denti d'oro dai cadaveri prima di gettarli nelle fosse. Una volta ripulite camere a gas, il processo ricominciava dallinizio, con un ciclo di circa tre ore. A dirigere le operazioni del campo III dallaprile del 1942 fino allautunno dello stesso anno fu lSS-Oberscharfhrer Kurt Bolender, poi rimpiazzato in autunno da Erich Bauer perch allontanato dal campo per via di alcuni problemi con la giustizia legati alla sua causa di divorzio in corso.

Kurt Bolender

Erich Bauer

Come a Belzec, erano gli stessi detenuti ebrei a compiere tutte le operazioni che precedono e seguono la gassatura: accoglienza dei nuovi arrivati, rasatura dei capelli. cernita dei bagagli, sepoltura o incenerimento dei corpi, camuffamento del cunicolo. 600 di loro, fra cui 150 donne, lavoravano nei campi l e II, 200 o 300 nel campo III, senza che tra i due gruppi vi sia mai alcun contatto, neppure per mangiare: il cibo, cucinato nel campo I, veniva portato da alcuni prigionieri solo sino al cancello del campo III, dove gli interessati avrebbero provveduto a ritirarlo. Per coloro che, in cambio di un breve periodo di sopravvivenza in pi, accettano, loro malgrado, di

trasformarsi in ausiliari del genocidio, la vita un vero inferno. L'orrore raggiunge il culmine quando le SS si annoiano, perch in quei momenti si abbandonano ad ogni genere di giochi perversi, come cucire il pantalone di un prigioniero dopo avervi infilato un topo picchiando poi a morte il deportato al minimo movimento. Oppure far bere ad un ebreo un gran quantitativo di vodka e costringerlo a trangugiare svariati chili di salsicce per farlo poi vomitare urinandogli in bocca. Giorno e notte vi approdavano gruppi di ebrei, la maggior parte in treno ma molti anche con altri mezzi: camion, carretti ed addirittura a piedi. I treni della deportazione, lunghi sino a 60 vagoni, si fermavano nella stazione di Sobibor, dove una locomotiva ne agganciava 18-20 alla volta per spingerli lungo la diramazione appositamente costruita sino allinterno del campo. La scorta e i ferrovieri dovevano rimanere allesterno della recinzione: solo ad una squadra specializzata di dipendenti di fiducia della Reichsbahn era permesso oltrepassare i cancelli del campo. Raggiunta la rampa di stazionamento, i vagoni venivano aperti dalle guardie ucraine ed ai sopravvissuti al trasporto veniva ordinato di scendere dai vagoni per essere condotti alla zona di Ricezione nel Campo II.

Sobibor stazione e binario diramazione verso il campo (1944)

La tecnica utilizzata a Sobibor era sostanzialmente la stessa di Belzec e di tutti gli altri campi della morte e consisteva nel celare sino all'ultimo momento alle vittime il destino che li attendeva. L'atteggiamento dei nazisti nei loro confronti cambiava a seconda del loro luogo di origine. Quelli provenienti dall' ovest con un treno viaggiatori , di solito ben vestiti , erano pi facilmente ingannabili: quando scendevano dalla vettura erano accolti da personale ebraico in divisa blu che forniva loro contrassegni per i bagagli , formalit in genere sufficiente a placare la loro diffidenza tanto che alcuni arrivavano persino a dare una mancia ai loro affabili fattorini . Giunti sulla piazza principale del campo I, veniva loro fornita una breve spiegazione, messa a punto espressamente per loro dallOberscharfhrer Hermann Michel, che in tale

occasione era solito indossare un camice bianco per dare limpressione di essere un medico: veniva annunciato che presto sarebbero partiti per l'Ucraina dove li attendeva il campo di lavoro, ma nel frattempo avrebbero dovuto fare una doccia e sottoporsi ad una disinfezione per prevenire il diffondersi di malattie. Venivano quindi invitati a mettere ordinatamente da parte le proprie cose e depositare in custodia presso l'ufficio tutti gli oggetti di valore che in seguito avrebbero potuto ritirare prima di ripartire. Donne e uomini venivano separati in due gruppi distinti, lasciando i bambini in compagnia delle madri, col pretesto che le docce erano divise per settore maschile e femminile. Non tutti i deportati dallovest finivano alle camere a gas. Un numero relativamente piccolo di uomini e donne forti venivano infatti prelevati e inviati ai piccoli campi di lavoro situati intorno Sobibor, come Krychow, Osowa, Dorohucza. Per essi la sorte, almeno per il momento, si dimostrava molto pi benevola. Nei confronti degli ebrei provenienti dall'est latteggiamento delle SS era completamente diverso. Arrivati in vagoni bestiame, i deportati venivano picchiati , frustati e insultati appena scendevano dal treno. Si sospettava infatti (ed a ragione) che essi conoscessero gi la sorte che li attendeva e pertanto era necessario evitare il pi possibile che allarrivo si creassero le condizioni per mettere in atto tentativi di ribellione. Con la sola eccezione di qualche uomo selezionato per le necessit del campo, venivano condotti direttamente alle camere a gas senza tante messinscena. La testimonianza resa dopo la guerra da Shlomo Szmajzner, uno dei pochi sopravvissuti alla rivolta del 1943, si dimostrata una fonte alquanto preziosa per ricostruire ci che accadeva in quei momenti. A Sobibor il tasso di mortalit era praticamente del 100 % ed in meno di 18 mesi vi trovarono la morte circa 250.000 ebrei. Come per gli altri campi dell Aktion Reinhard per impossibile accertare esattamente il numero delle vittime. I nazisti hanno sempre sostenuto che i campi Reinhard erano nientaltro che semplici campi di transito per levacuazione degli ebrei verso est e nessuna registrazione veniva effettuata al momento del loro arrivo, cos come allo stesso modo non veniva registrato alcun decesso, come di prassi invece (seppur con causali ovviamente di pura facciata) in tutti gli altri lager nazisti. Il campo inizi ad essere operativo a partire dal maggio 1942 e sino al luglio dello stesso anno indirizz le sue operazioni, secondo le direttive della Aktion Reinhard, prevalentemente verso gli ebrei del Governatorato Generale ed in particolare verso gli ebrei dei ghetti e dei campi di transito del distretto di Lublino. Ma,

come per gli altri campi, non mancarono nel frattempo anche sporadici trasporti dalla Cecoslovacchia, dalla Germania e dall'Austria. Si calcola che in quella prima fase i morti furono quasi 100.000. Alla fine di Luglio 1942, per via di lavori di ricostruzione lungo la linea ferroviaria LublinoChelm, le deportazioni verso Sobibor cessarono. Durante i due mesi successivi arrivarono solo alcuni piccoli trasporti provenienti da qualche ghetto della zona. Se ne approfitt per rimodernare il campo e ostruire tre nuove camere a gas pi capienti in sostituzione di quelle esistenti considerate non pi sufficienti. I lavori di costruzione furono supervisionati dall SS Unterscharfhrer Erwin Lambert e dall SS-Scharfhrer Lorenz Hackenholt, responsabili della costruzione di tutte le camere a gas dellAktion Reinhard e del programma nazista di eutanasia Aktion T4. La macchina dello sterminio non poteva per fermarsi, ed alla fine di agosto il comandante del campo Franz Stangl venne inviato a dirigere il nuovo campo di Treblinka, che inizi nello stesso periodo a lavorare a pieno regime. Al suo posto arriv Franz Reichsleitner. Lo stesso campo di Sobibor, nonostante la temporanea sospensione delle attivit di gassazione, non rimase inattivo: alla fine dell'estate inizi infatti il processo di riesumazione dei cadaveri per bruciare i resti delle vittime in modo da cancellare ogni traccia dellaccaduto. A partire dai successivi trasporti, tutti i corpi delle persone uccise sarebbero stati immediatamente cremati.

guardie SS del campo

personale alla stazione

I trasporti ripresero nell'ottobre 1942, dopo il completamento dei lavori di ampliamento della linea ferroviaria. Fu ancora il distretto di Lublino ad essere il pi colpito sino al novembre. Poi, per tutto l'inverno e fino all'estate del 1943, i trasporti arrivarono soprattutto dalla Galizia Orientale (Polonia), ma, come nella fase precedente, non mancarono occasionali altre provenienze: a marzo vennero massacrati 4.000 ebrei francesi e tra marzo e luglio fu la volta di 35.000 ebrei olandesi provenienti dal campo

di Westerboek. Con loro la raffinatezza della menzogna venne ulteriormente perfezionata: trasportati con regolari carrozze passeggeri, al loro arrivo venivano invitati a scrivere ai loro parenti in Olanda per raccontare che tutto era andato bene. Scritte le lettere, ad attenderli cera per lo stesso destino di tutti gli altri. Verso la met di settembre arrivarono i trasporti provenienti da Minsk, Vilna e da Lida, i cui ghetti erano stati evacuati ed eliminati: vennero uccisi in 14.000. Nel complesso, dall'ottobre 1942 al giugno 1943, si calcola che la macchina dello sterminio del campo coinvolse circa 80.000 deportati. A partire dall'ottobre 1943 furono gli ebrei della Slovacchia ad essere massacrati (circa 25.000).

Allinizio del Febbraio 1943 giunse a Sobibor il capo delle SS Himmler per assistere ad una dimostrazione del processo di eliminazione, che in quelloccasione interess alcune centinaia di ragazze ebree provenienti dai campi di lavoro della zona. Il campo era pulito e sembrava quasi inattivo: fu per questo che probabilmente ordin che da quel momento in avanti i trasporti dai Paesi Bassi fossero inviati a Sobibor. Il 5 luglio 1943 ne ordin la trasformazione in campo di concentramento ed il campo venne ampliato aggiungendovi una quarta sezione (il campo IV) dove vennero costruiti dei

magazzini

per

raccogliere

le

munizioni

le

armi

catturate

ai

sovietici.

Contemporaneamente il perimetro del campo venne circondato da un campo minato. Sobibor, per, non si trasform mai in campo di concentramento, perch nel frattempo un evento del tutto inaspettato costrinse i tedeschi a procedere diversamente e smantellarlo il prima possibile Tentativi di fuga e resistenza si ebbero durante tutta lesistenza del campo, ma ben pochi andarono a buon fine. Il 20 Luglio 1943 si rivolt il "Commando Forestale" (il "Waldkommando" destinato al taglio di alberi, raccolta di legna da ardere e rami per il cammuffamento della recinzione): otto prigionieri riuscirono a fuggire, tutti gli altri vennero fucilati. Nell'estate del 1943 si era per andata organizzando nel campo I anche una cellula di resistenza, capeggiata da Leon Feldhendler, capo del Consiglio Ebraico della citt polacca di Zolkiew, che aveva intenzione di organizzare una rivolta ed una fuga di massa. dall'arrivo Il piano venne facilitato il 22 settembre 1943, con uno degli

ultimi trasporti da Minsk, di un gruppo di 600 prigionieri di guerra sovietici di fede ebraica. Solo 80 di essi vennero lasciati in vita per lavorare nel campo, e tra questi venne reclutato, per clandestino la sua esperienza militare, il tenente Aleksander (Sascha) Pechersky a cui Feldhendler cedette il comando del gruppo La rivolta fu

ed assieme al quale elabor un piano per la fuga.

programmata per il 13 ottobre 1943, ma un inatteso arrivo di truppe SS dal campo di lavoro di Ossowa caus un ritardo di 24 ore. Il 14 Ottobre 1943 Reichleitner, Wagner e Gomerski, considerati tra i pi crudeli SS di Sobibor, erano in licenza e la loro assenza indebol notevolmente la guarnigione a presidio del campo. Un buon auspicio per iniziare la rivolta. Alle 4 del pomeriggio il vice comandante Johann Niemann visit il laboratorio di sartoria per provare una nuova I uniforme e venne ucciso da Yehuda Lerner con un colpo dascia. La rivolta aveva avuto inizio. rivoltosi riuscirono ad uccidere undici SS e diverse guardie ucraine, attraversarono il campo minato subendo gravi perdite e in 300 raggiunsero i boschi. Di questi la maggior parte venne uccisa nella caccia all'uomo organizzata dai tedeschi, ma una cinquantina di loro riusc a salvarsi fino alla fine della guerra

nascondendosi o aggregandosi ai partigiani: sono gli unici sopravvissuti agli orrori di Sobibor. A causa della sorpresa i tedeschi decisero di chiudere Sobibor anzich trasformarlo in un campo di concentramento come programmato a luglio da Himmler . Tutti gli ebrei che non avevano partecipato alla fuga (prevalentemente del campo III, che a causa del loro isolamento non sapevano nulla della rivolta) vennero eliminati ed alla fine del 1943 il campo distrutto. Non prima di aver ricevuto per un ultimo trasporto: per smantellarlo, il 20 ottobre 1943, sei giorni dopo la rivolta, venne fatto arrivare da Treblinka un apposito Sonderkommando (di cui esiste ancora il documento che ne attesta il trasferimento). Si trattava degli ultimi prigionieri del campo, anchesso smantellato in seguito della rivolta scoppiata in agosto, che si pens potessero ancora tornare utili per svolgere lo stesso compito anche a Sobibor, dove vennero trasferiti assieme alle SS di stanza nel campo. Il 23 Novembre 1943 Wagner annunci lesecuzione degli ultimi trenta ebrei rimanenti. Le SS Jhrs, Sporleder e Zierke, assistiti dai Trawnikis (fra cui Bodessa e Kaiser), fecero lavorare quei poveretti il doppio, obbligandoli a lavori pesanti e senza senso prima di giustiziarli in gruppi di cinque con una pallottola alla nuca. Come a Belzec e Treblinka, lintera area specificatamente dedicata allo sterminio venne spianata e su di essa furono piantati alberi e si costru una fattoria nella quale venne lasciata una guardia ucraina travestita da agricoltore. Solo le strutture vicino alla rampa vennero risparmiate e riutilizzate fino al luglio 1944 come campo per il Baudienst (Servizio di Costruzione) tedesco. Nell estate del 1944, la regione di Sobibor fu liberata dallArmata Rossa e dalle forze polacche. Tra il 1945 e il 1947 la popolazione ucraina della parte orientale del distretto di Lublino fu risistemata in Ucraina o nella Polonia occidentale e la rampa di Sobibor utilizzata (fino al 1960) per assembrare i relativi trasporti. Mentre aspettavano i treni, talvolta anche per una settimana, furono gli ucraini a demolire, . per recuperare legna da ardere per scaldarsi e cucinare, i resti delle baracche risparmiate dalle SS durante lo smantellamento effettuato prima di andarsene. anchessa non abbattuta, La grande torre di osservazione, venne invece riutilizzata dalla guardia forestale per il

controllo dei boschi e la prevenzione degli incendi, cos come allamministrazione forestale ritorn la casa del comandante (nota come "nido della rondine") a suo tempo

requisita e scampata alla distruzione perch non ritenuta strettamente legata al processo di sterminio. Una volta esaurito il suo compito nel dopoguerra, anche la rampa venne smantellata, ma il binario di accesso proveniente dalla stazione rimasto ed ancora oggi visibile a testimonianza delle indescrivibili atrocit perpetuate in quel posto sperduto nei boschi di confine. La stazione invece rimasta attiva sino al 1999, quando il traffico ferroviario da e verso tale localit cess definitivamente.

smantellamento del campo

casa del comanante

Nel dopoguerra 11 SS del campo vennero processati. Il processo tenutosi ad Hagen, in Germania nel 1965/66, vide come maggiori imputati Karl Frenzel (condannato allergastolo), Kurt Bolender, Werner Dubois (3 anni di reclusione), Erich Fuchs (4 anni) e Franz Wolf (8 anni). Bolender si suicid nella sua cella. Gustav Wagner fugg in Brasile e si suicid nel 1980. Erich Bauer (sovraintendente alle operazioni di sterminio del Campo III sino allautunno 1942), in un altro processo fu condannato a morte, ma la sentenza fu commutata in ergastolo. Per John Demjanjuk, passato alla storia come il "boia di Sobibor", il momento della resa dei conti arrivato invece solo dopo 60 anni. L11 marzo 2009 la Procura di Monaco di Baviera ha emesso un mandato di arresto contro l'88enne ucraino che dal 1952 vive negli Stati Uniti a Cleveland (Ohio), con laccusa di complicit nell'uccisione di almeno 29 mila ebrei. Ex operaio in una fabbrica d'auto, perse la cittadinanza americana nel 2002 dopo che emerse il suo ruolo di carnefice nei lager nazisti. Gi processato in Israele nel 1986 e condannato a morte perch ritenuto responsabile di crimini nel campo di Treblinka, venne rilasciato nell'agosto del 1993 quando il processo venne annullato grazie a una testimonianza che lo scagion.

SOBIBOR OGGI

Il memoriale
Per anni dopo la seconda guerra mondiale il campo di sterminio di Sobibor rimasto praticamente sconosciuto e quasi mai citato nei numerosi libri che man mano andavano diffondendosi sullargomento. Lo stesso William Shirer nemmeno ne parla nella sua monumentale e famosa opera di 1147 pagine sulla storia del Terzo Reich. Finch un giorno, nel 1987, un film per la TV non ne raccont la memorabile fuga in massa portandolo allattenzione del grande pubblico. Gi da tempo per (1961), a ricordo delle vittime, sul luogo del campo di sterminio era stato costruito un memoriale, oggi costituito da un alcuni monumenti commemorativi e da un piccolo museo autogestito.

Allingresso, otto placche metalliche su una grande parete in pietra recitano tutte lo stesso messaggio in lingue diverse lingue:

in questo sito, tra gli anni 1942 e il 1943, esisteva un campo di sterminio nazista in cui furono uccisi 250.000 ebrei e circa 1.000 polacchi. Il 14 ottobre 1943, durante la rivolta armata dei prigionieri ebrei, i nazisti furono sopraffatti e diverse centinaia di prigionieri riuscirono a fuggire verso la libert. Dopo la rivolta il campo di sterminio ha cessato di funzionare. La terra non nascondere il mio sangue (Giobbe)
Dietro la parete, il piccolo museo fa il possibile per aiutare il visitatore ad immaginare come potesse essere quel luogo quando il campo era in piena attivit, ma con le poche informazioni

di cui si dispone riesce a fatica a riempire lunica sala di cui si compone. All'interno ci sono

solo alcune foto con brevi didascalie, pochissimi artefatti rinvenuti durante gli scavi effettuati nel dopoguerra e alcune informazioni riguardanti la rivolta. Entrando nel memoriale, proseguendo lungo un alberato viale della memoria, con ai lati numerose pietre
con targhette indicanti i nomi di alcuni deportati uccisi, si arriva al luogo dove sorgeva il

campo III. Nel punto dove si trovava ledificio di mattoni con le camere a gas sono stati collocati un enorme blocco di pietra (che rappresenta le camere a gas) ed una grande scultura in pietra rossa raffigurante una donna con lo sguardo rivolto verso il cielo ed il bambino in braccio. Poco pi avanti, un pannello informa che il vistoso tumulo circondato da un muro di pietra in fondo al viale altro non che lenorme cumulo di ceneri e frammenti ossei dei corpi bruciati. Di fronte alla parete, una teca in vetro ne mostra piccole quantit a perenne memoria dellaccaduto. Seppellire i corpi per poi riesumarli e bruciarli fu una procedura comune a tutti i campi dellAktion
Reinhard, ma solo a Sobibor le ceneri delle vittime furono lasciate al loro posto. Nel

tentativo di distruggere ogni prova dellaccaduto, quelle di Chelmno furono portate via di nascosto durante la notte dalle SS per essere poi scaricate in un fiume; quelle di Treblinka e Belzec furono sepolte. Un tumulo di cenere simile a quello di Sobibor si trova anche nel sito commemorativo del campo di concentramento di Majdanek, vicino a Lublino, dove, secondo le stime, persero la vita 78.000 deportati, di cui 59.000 ebrei. Laccesso al memoriale di Sobibor libero ed aperto ogni giorno. Il museo visitabile dal 1 maggio al 14 ottobre dalle 09,00 alle -14.00.

Piantina del campo con indicazione dei monumenti commemorativi

BIBLIOGRAFIA
www.deportati.it

http://www.olokaustos.org http://www.lager.it www.belzec.eu http://www.deathcamps.org La rivolta di Sobibor venne ripresa nel 1987 dal film TV "Fuga da Sobibor", diretto da Jack Gold, sulla base dellomonimo libro scritto da Richard Rashke.

NOTE DELLAUTORE:
Il presente lavoro viene pubblicato esclusivamente per finalit divulgative al fine di mantenere viva nelle nuove generazioni la memoria delle atrocit perpetrate nei campi di concentramento e di sterminio nazisti ed in nessun caso potr mai essere utilizzato a scopi commerciali. Tulle le informazioni contenute in questo articolo sono desunte dai siti citati nella bibliografia e dalle didascalie dei pannelli espositivi del memoriale visitato dallautore nel 2006. Tutte le immagini e le fotografie provengono dai siti Le sopracitati o da altre pagine web facilmente individuabili tramite i principali motori di ricerca.

fotografie pi recenti provengono in parte dal mio archivio personale ed in parte dal web, dove non sempre possibile rintracciarne lautore per richiederne le dovute autorizzazione allutilizzo. Qualora i proprietari detentori dei diritti delle fotografie utilizzate ritengano che esse debbano essere tolte o che si debba aggiungere una dettagliata citazione della fonte da cui sono tratte, sono pregati di contattarmi affinch possa celermente provvedere in merito.

AUTORE: FRANCO BORGIS - mail: francoborgis@tiscali.it