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Il razzismo

Di guida riccardo 3b
“Ho un sogno che un giorno proprio qui in Alabama
ragazzi e ragazze neri potranno unire le mani con
ragazzi e ragazze bianchi e passeggiare insieme
come fratelli.”

(Martin Luther King Jr.)

Il razzismo al tempo del nazismo


La politica razziale nella Germania nazista si manifesta nelle scelte e nelle
leggi adottate nel periodo del nazismo. Queste trattavano della
superiorità della razza ariana e avevano come conseguenza la
discriminazione delle altre popolazioni, soprattutto di quella ebraica. I
sentimenti antisemiti nascono alla fine della prima Guerra Mondiale,
dopo la sconfitta della Germania e vengono legittimati attraverso le leggi
di Norimberga e con l’apertura dei campi di concentramento. Tra il 1933 e
il 1939 il pensiero razzista diventa sempre più forte all’interno del partito
nazista. Questa fazione politica usò questo risentimento per aumentare i
propri voti, infatti, i nazisti, accusavano gli ebrei di tutti i problemi della
Germania come la disoccupazione, la povertà e la sconfitta nella Prima
Guerra Mondiale. Nel 1933 vengono emanate le prime leggi raziali ma
non furono applicate in modo severo e comunque comportarono
conseguenze meno gravi di quelle successive. Il primo Aprile del 1933 fu
adottato il primo boicottaggio nei confronti degli ebrei, infatti, medici,
negozianti e avvocati non potevano lavorare per il servizio pubblico.
Questa situazione fu confermata sei giorni dopo da una legge che
prevedeva di riservare posizioni di lavoro dirigenziali ai soli tedeschi e
quindi di conseguenza agli ebrei furono assegnati lavori umili. Il 2 Agosto
del 1934 il presidente Hindenburg morì e venne sostituito come
cancelliere e presidente da Adolf Hitler che così prese un potere assoluto,
anche nella decisione di emanare leggi, senza esser contrastato da
nessuno. L’ esercito dovette giurare fedeltà al Fuhrer e questo permise di
poter effettuare una oppressione maggiore nei confronti degli ebrei.
Dopo la Notte dei lunghi coltelli, le SS, che erano le guardie del corpo di
Hitler, divennero sempre più forti e assecondarono sempre la politica
antisemita del Fuhrer che assunse un controllo maggiore nei confronti del
governo e della popolazione tedesca. Nel 1935 la persecuzione nei
confronti degli ebrei si inasprì, infatti, nel maggio di quell’anno
quest’ultimi furono banditi dall’esercito e in estate iniziò l’affissione dei
manifesti antisemiti all’interno di negozi e ristoranti con la scritta “vietato
l’ingresso agli ebrei”. Nel settembre del 1935 furono emanate le leggi di
Norimberga il concetto alla base di quest’ultime è pseudo-scientifico
infatti, le persone con 4 nonni tedeschi furono considerati di sangue
ariano, mentre chi aveva 4 o 3 nonni ebrei fu considerato ebreo invece i
soggetti che non avevano più di 2 nonni ebrei furono considerati di
sangue misto. Le due leggi emanate riguardavano la questione ebraica e
disponevano che gli ebrei non potevano acquistare la cittadinanza
tedesca e questo comportò la perdita di tutti i diritti di quest’ultimi e non
potevano esser celebrati matrimoni misti. Nel corso del 1936 gli ebrei
furono definitivamente banditi da tutti i lavori con la conseguenza di non
poter far valere la loro influenza nell’economia tedesca. Il 17 agosto del
1938 gli ebrei furono obbligati ad aggiungere al proprio nome “Israel” o
“Sarah”, inoltre i bambini ebrei furono esclusi dalle scuole pubbliche. In
quegli anni le imprese ebree fallirono proprio per la politica adottata nei
loro confronti visto il divieto di acquistare da quest’ultime. Il 7 Novembre
del 1938 un giovane di origine polacche ed ebreo sparò ad un diplomatico
tedesco per difendere i suoi genitori che erano stati espulsi dalla
Germania. Hitler colse la palla al balzo e ordinò una repressione a Berlino.
Durante quella notta, chiamata Notte dei cristalli, le SS, distrussero i
negozi degli ebrei , le sinagoghe e quest’ultimi furono deportati nei campi
di concentramento che erano stati creati da poco. Hitler addossò la colpa
di questo raid agli ebrei. Dal 1933 tantissimi ebrei scapparono dalla
Germania e tantissimi finirono i loro giorni nei campi di concentramento.

Geografia dello sterminio


La disposizione dei lager nazisti non era casuale ma rispondeva a due
criteri: il primo politico, infatti la maggior parte degli stessi venne
costruita sul territorio del Reich, il secondo fu strategico per questo i
campi di concentramento furono posti in luoghi dove c’era un controllo
totale da parte delle forze militari naziste. Si deve fare una distinzione tra
campi di sterminio e campi di concentramento poiché, i primi furono
programmati proprio per eliminare gli ebrei con le camere a gas, mentre
nei secondi la morte fu un accidente previsto ma non programmato.
Auschwitz è il luogo più ricordato e fu programmato per esser sia l’ uno
che l’ altro. Questo geograficamente è situato vicino la città di Cracovia ed
in una posizione strategica, perché si trova vicino ad una ferrovia, che
consentì i trasporti che, da tutta Europa, a partire dal 1942, iniziarono ad
arrivare nella sua stazione. Il campo Auschwitz I fu attivo dal 1940 al 1945.
Questo campo fu costruito durante la Prima Guerra Mondiale ed era
composto da una ventina di edifici. I tedeschi in un primo momento lo
usarono per i prigionieri polacchi, entrò in funzione nell’ estate del 1940.
Nel 1941, a tre chilometri da quest’ ultimo, nacque Auschwitz II, detto
anche Birkenau. I detenuti furono costretti a lavorare nel bosco per
costruire la seconda struttura. Il 30 Aprile del 1940, il capitano delle SS
Rudolf Hoss fu nominato comandante di Auschwitz. Quest’ uomo aveva le
competenze giuste per quel ruolo poiché veniva da Dachau, un campo
situato nei pressi di Monaco di Baviera, che aveva una fama che
riguardava il sadismo usato nelle uccisioni. Il 14 Giugno del 1940 arrivò il
primo trasporto di prigionieri ad Auschwitz e tra questi c’ erano anche
degli ebrei. Dal 1942 iniziarono ad arrivare deportati da tutta Europa,
scesi dai treni venivano selezionati, i più deboli erano condotti
direttamente nelle camere a gas, i più sani e robusti invece andavano nel
campo di concentramento. In più di un’ occasione interi convogli furono
portati nelle camere a gas poiché il campo era sovraffollato. Ad Auschwitz
furono effettuati anche esperimenti umani soprattutto sui gemelli, infatti
il medico Mengele, tentò di stravolgere la natura umana usando come
cavie i prigionieri e una volta che non servivano più per suoi piani
scientifici venivano mandati a morire nelle camere a gas. I deportati scesi
dei treni venivano spogliati di tutto, e soprattutto gli veniva tolta l’
identità poiché i loro documenti venivano sequestrati. Per questo erano
contrassegnati da un codice numerico tatuato su un braccio, questa
tecnica fu utilizzata solo ad Auschwitz. Inoltre venivano rasati e igienizzati
con delle docce che potevano esser o ghiacciate o bollenti. I prigionieri
dovevano imparare il loro numero identificativo a memoria in tedesco
perché quando si faceva l’ appello dovevano rispondere, tanti di loro però
non conoscevano la lingua e quindi erano condannati a morte poiché
venivano fucilati nel momento in cui facevano scena muta. Le condizioni
nel campo erano pessime infatti gli Ebrei dovevano dormire in cuccette
strette e affollate, i bagni erano latrine e le razioni di cibo erano
scarsissime. I detenuti erano divisi in gruppi di lavoro. Alla fine della
guerra il campo fu evacuato e fu ordinato di distruggere gli edifici e le
camere a gas per nascondere le prove dello sterminio. Il 25 Gennaio del
1945 il campo di Auschwitz fu liberato dalle forze sovietiche.
Primo Levi 
Primo Levi nasce a Torino il
31 luglio 1919 e per tutta la vita
non cambierà casa, ad
eccezione del breve trasferimento a Milano per motivi di lavoro e
l’internamento ad Auschwitz. Nel 1937 si iscrive alla Facoltà di Scienze
all’università di Torino. Nel 1938 furono emanate le leggi razziali che
impedivano agli ebrei di accedere ai corsi di laurea delle università
pubbliche, tuttavia Primo Levi riuscì a laurearsi in Chimica nel 1941 in
quanto le leggi avevano permesso di concludere gli studi a chi era ormai
già iscritto. Dopo la laurea Levi si trasferisce per lavoro a Milano. Quando
l’8 settembre 1943 cade il Fascismo, Primo Levi entra a far parte di una
banda di partigiani, ma viene scoperto e qualche giorno dopo viene
arrestato. Durante l’interrogatorio è costretto ad ammettere di essere
ebreo e non partigiano, per evitare di essere fucilato all’istante. Viene
dunque internato nel campo di concentramento di Fossoli, vicino a
Modena, per 5 mesi. Nel 1944 la gestione del campo passa nelle mani dei
tedeschi, i quali decidono di trasferire  gli internati ad Auschwitz.
L’esperienza del lager verrà riportato nell’opera più famosa dello
scrittore, il romanzo “Se questo è un uomo”. Dopo un anno di prigionia, il
27 gennaio 1945 arrivano le truppe sovietiche a liberare gli internati di
Auschwitz. Nel giugno 1945 Levi parte per ritornare in Italia: il viaggio
surreale verrà poi raccontato nel romanzo del 1963 “La tregua”. Il 19
ottobre 1945 ritorna a Torino e da qui non si sposterà mai più. Diventa in
poco tempo direttore dell’industria di vernici Siva e
contemporaneamente scrive. Tra il 1946 e il 1947 scrive “Se questo è un
uomo”: in un primo momento la casa editrice Einaudi rifiuta il
manoscritto, che verrà però pubblicato dalla piccola casa editrice De Silva.
Levi però nel 1958 riuscirà a convincere Einaudi a pubblicare l’opera, che
diventerà un best-seller mondiale. Muore suicida a Torino l’11 aprile
1987.

“Se questo è un uomo”

Se questo è un uomo è un’opera biografica dello scrittore italiano Primo


Levi e pubblicata per la prima volta da De Silva editore nel 1947 e poi da
Einaudi nel 1958.
È una delle testimonianze più importanti sullo sterminio ebraico ad opera
dei nazisti.
Racconta l’anno che l’autore trascorse nel lager di Monowits (Auschwitz
III) fino alla liberazione da parte dei sovietici.
II libro è un diario-racconto in cui fabula e intreccio non coincidono a
causa dell’alternanza tra presente (tempo del diario) e passato (tempo
della storia).
Si ricostruisce, nel corso della narrazione, la vicenda vissuta da Primo Levi
dal dicembre del 1943, quando in via d'Ossola fu catturato dai fascisti in
un'azione contro la banda partigiana "Giustizia e Libertà" cui egli
apparteneva, fino al gennaio del 1945, quando i russi lo liberarono dal
campo di concentramento.
Attraverso la descrizione della terribile vita del lager, Levi mette in
evidenza le reazioni dell’animo umano di fronte alla
progressiva disumanizzazione cui erano sottoposte le vittime della follia
nazista.
In mezzo a questa brutalità l'uomo, annientato nella dignità e ridotto a un
oggetto, non aveva altro modo di opporsi se non attraverso la pratica
della resistenza interiore, capace di conservare una traccia di umanità.
Durante il periodo della detenzione l’autore poté sopravvivere solo grazie
alle razioni supplementari di cibo che un operaio italiano riusciva a
procurargli clandestinamente. Inoltre, grazie al fatto di essere un chimico,
dopo uno sconcertante esame, venne “assunto” nella fabbrica di gomma
del campo.
Per Primo Levi raccontare la sua esperienza riversando sulla pagina il peso
dei fatti diventa una necessità vitale per farci comprendere appieno la
sofferenza e il dolore provati nel lager.

Martin Luther King


Martin Luther King was born in Atlanta in 1929. He studied in Philadelphia
where he knew Gandhi and his policy of non-violence. In 1954 he was a
minister in a small Negro church, in Montgomery. In this country he did
the first non violent demonstration against racial discrimination after that
a black lady was arrested because she sat in a seat on a bus reserved for
white people. In fact, in that period, black people ad not the same rights
of white people. In 1956, in Alabama, the segregation was declared
illegal, and for the first time, Martin Luther King won his battle. But he
was arrested and imprisoned. On august 28th 1963, Martin Luther King,
led a peacefull march in Washington because he dreamt to see black and
withe people together in peace. In fact, his famous speech called “I Have a
Dream” (Where he said, I have a dream that my four little children will
one day live in a nation where they will not judged by the coulor of their
skin, but by the content of their character). His demonstration weren’ t
violent. He won the Nobel Peace Price in 1964 but he was assassinated in
Manphis in 1968.

Rosa Parks
Rosa Parks was born in Tuskegee, Alabama, in 1913. In that period, in the
USA, there was a lot of racial discrimination against black people, for
example, the withe children were educated in separate schools. Rosa
Parks married an active member of NAACP, in 1943, she joined the NAACP
and became actively involved in the Civil Rights Movement. On December
1st 1955 she got on the bus to go home as usual and sat in a seat
reserved for black passengers. As the bus was full and some white
passengers were standing, the driver asked some black passengers to give
up their seats ti the withe passengers. Rosa refused and the driver called
the police. The police arrested her for this situation. After her arrest a
boycott of Montgomery’ s city buses was organised by the Women’ s
Political Council. The Montgomery bus boycott lasted 381 days and was
one of the most successful protests against racial segregation in history.
In 1956, the United States Supreme Court declared that racial segregation
laws on public transport were unconstitutional. After this important
victory, Rosa became a symbol of the Civil Rights Movement in the USA,
and she is remembered as “the first lady of civil rights”. She died in 2005.

Pablo Picasso
Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los
Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Picasso (Málaga, 1881-
Mougins, 1973), pintor y escultor, es considerado uno de artistas más
importantes del siglo XX. El apellido "Picasso" con el que pasó a la historia
está vinculado al de la madre (María Picasso y López). Pintor incansable
(Guiness lo considera el más prolífico de todos los tiempos), fue
inmediatamente reconocido (y pagado) como uno de los artistas más
importantes de su tiempo. Sus pinturas hoy están entre las más caras del
mundo. Le Reve (abajo, en el artículo), por ejemplo, se vendió en marzo
de 2013 por $ 155 millones. Picasso es un hijo del arte. Fue su padre, José
Ruiz Blasco, artista y profesor de dibujo, quien lo acercó al mundo de las
artes visuales desde los siete años. A los diecinueve años, Picasso decidió
abandonar España para ir a París y vivir entre los artistas bohemios de
Montmartre y Montparnasse. Al principio compartió la habitación con el
poeta y pintor Max Jacob. Aparentemente, la habitación solo tenía una
cama, por lo que una descansaba durante el día y la otra por la noche.
Cuando la Mona Lisa fue robada en 1911, el nombre de Picasso también
terminó en la lista de sospechosos, debido a su amigo el poeta Guillaume
Apollinaire, quien, conducido a una estación de policía para interrogarlo,
mencionó el nombre de su artista amigo. Ambos fueron liberados. La
obra fue recuperada dos años después, en 1913, un italiano la había
robado: Vincenzo Peruggia. Además de Apollinaire, Picasso en París tiene
una fuerte conexión con los pintores Marc Chagall y Amedeo Modigliani.
Eso con Modì es una relación extraña. Los dos se respetan y son amigos,
pero al mismo tiempo entre ellos existe una rivalidad que en algunos
casos se manifiesta de una manera bastante explícita, como el momento
en que Picasso usó un trabajo de Modigliani como un lienzo para pintar.
Picasso luego afirmó que lo había hecho por una distracción fatal,
causada por el impulso creativo. El nombre de Picasso está vinculado
sobre todo a la corriente artística del cubismo, pero su producción es
amplia y varía en numerosos estilos, a menudo muy diferentes entre sí.
Por conveniencia, su larga carrera normalmente se divide (por
simplificación) en cuatro "períodos", diferentes en términos de
influencias y temas: el melancólico "período azul", el "período rosa", "el
período africano" y el "período cubista" .Su obra más famosa es
probablemente la colosal Guernica (en la parte inferior de la página y en
la portada), considerada una de las obras maestras del siglo XX.
Representa las consecuencias del bombardeo de la Luftwaffe en la
pequeña ciudad de Guernica, durante la Guerra Civil española. Al
embajador nazi Otto Abetz quien, al ingresar a su taller en París, le
preguntó indicando el trabajo: "¿Hiciste esto?", Picasso respondió
lacónicamente: "¡No, hiciste todo esto!" Además de sus obras, Picasso
también es famoso por su estilo de vida y sus aventuras sentimentales.
Además de las relaciones "estables" con la bailarina Ol’ga Chochlova, con
la muy joven Marie-Thérèse Walter, con la fotógrafa Dora Maar o la
estudiante Françoise Gilot, Picasso tuvo muchos amantes, a menudo muy
jóvenes, incluidas importantes nobles italianas. Picasso sufría de dislexia y
peniafobia (miedo a volverse pobre). Aparentemente no tenía un buen
carácter.

“La Guernica”
Mentre Picasso lavorava nel suo studio a Parigi, la Spagna viveva un
periodo di forte agitazione: era in atto una guerra civile tra i monarchici,
guidati dal generale Francisco Franco e i repubblicani. Picasso non fu mai
tanto coinvolto negli affari della politica, ma in questa occasione non poté
tirarsi indietro. Il governo repubblicano, vedendo in lui un personaggio di
spicco gli affidò la direzione del Museo del Prado di Madrid e gli
commissionò una grande tela da esporre a rappresentanza della
Spagna all’Esposizione Universale che si sarebbe tenuta nell’estate 1937 a
Parigi. Fu così che Picasso dipinse Guernica: proprio quando stava
riflettendo sul soggetto da rappresentare nella sua grande
opera, iniziarono ad arrivare a Parigi le prime eco del grande
bombardamento che il 26 Aprile 1937 rase al suolo la città di
Guernica. Arrivarono sui giornali anche i primssimi reportage di guerra:
morti, feriti e case in fiamme. La guerra civile spagnola si concluse solo nel
1939 con circa un milione di morti e la vittoria di Franco, e alla storia
dell’arte passò l’opera d’arte Guernica di Picasso, forse l’opera più
impegnata “civilmente” di tutti i tempi. La Guernica è una tela dipinta ad
olio delle dimensioni di 3,49 x 7,76 m e si trova esposta al Museo Reina
Sofia di Madrid. Ciò che appare subito evidente è la scelta dei colori: la
tela è quasi un monocromo giocato sui toni del grigio e questo perché,
come abbiamo detto in precedenza, Picasso non ha mai visto dal vivo il
bombardamento e il risultato di tale disastro, ma le sue fonti di
ispirazione sono stati i reportage fotografici di guerra che erano appunti
caratterizzati dal bianco e nero. Tutta la composizione rispecchia
chiaramente il principio prospettico tipico del cubismo: abbiamo una serie
di figure incastrate una sull’altra, rappresentate da punti di vista
differenti, notiamo inoltre che alcuni corpi hanno volume e altri risultano
estremamente piatti e bidimensionali. Lo spazio che Picasso rappresenta
in Guenica è uno spazio interno ( ce ne accorgiamo anche dal lampadario
centrale, una lampada domestica appunto, e dalla finestra sulla destra
della tela), sventrato e messo a soqquadro dal bombardamento appena
avvenuto. La composizione pittorica, che ha al suo interno molti richiami
alla storia dell’arte, è concepita come molti polittici medievali con uno
schema triangolare, il cui vertice corrisponde al polso della donna, che
segna anche un asse di simmetria di tutta l’opera. Partendo da sinistra
verso destra notiamo subito una madre con un bambino in braccio: è
disperata, il bambino è ferito o addirittura morto, nel suo volto c’è lo
strazio di ha perso un bambino. Il riferimento esplicito, anche per la
posizione assunta dai personaggi è a Michelangelo con la prima Pietà o al
bambino che nelle Natività rappresenta il presagio della morte e per la
posizione del braccio invece il riferimento è a Marat nell’opera di David.
Salendo verso il vertice del triangolo abbiamo poi un toro, simbolo della
forza e del potere della Spagna ma anche di brutalità, che era stato più
volte analizzato e dipinto da Picasso nelle sue Tauromachie, e il
cavallo invece è il simbolo della natura addomesticata e addolcita
all’intelligenza, molto espressivo in questa opera è il grido di dolore che
sembra emettere. Picasso dichiarò che il cavallo rappresenta anche il
popolo. Un grido di dolore universale dunque, che accomuna tutti, uomini
e bestie, verso un unico destino. A terra nella metà di sinistra c’è un
soldato: non un eroe che combatte, ma a terra, sconfitto, con una spada
ridotta a un frammento. Anche lui caduto sotto il bombardamento. Ma un
piccolo segno di speranza in tutta questa tristezza: tra le mani c’è un
piccolo fiore, simbolo della pace e della rinascita. Le figure sulla parte
destra invece sono figure umane: una donna che grida e corre verso
sinistra ( tutta l’opera sembra essere attraversata da una forza che spinge
tutti verso la sinistra, anche gli animali e le altre figure sembrano mosse
da un vento che spira verso quella direzione), un’altra figura di donna che
sta cercando qualcosa con la luce di una candela e nella parte terminale
di destra l’inquietante presenza del fuoco: lingue di fuoco che si
sprigionano dalle case bombardate e che colpiscono anche un uomo, che
grida e tenta di fuggire. Quest’ultima figura per la posizione assunta
rimanda invece alla posizione della Maddalena in molte Crocifissioni.
Insomma Guernica rappresenta il grido di dolore di tutta l’umanità
sconvolta dalle guerre del Novecento, che entrano con prepotenza nelle
case e nelle vite dei civili. Lo stesso Picasso donò l’opera alla Spagna con
la condizione che la tela sarebbe dovuta tornare in patria solo quando
questa avesse ripristinato un regime democratico. Per questo
motivo l’opera fu conservata presso il Museum of Modern Art di New
York e ritornò in Spagna solo nel 1981.

DNA E LA RAZZA
Il DNA, acido desossiribonucleico, si trova nel nucleo di ogni cellula e
contiene tutte le informazioni genetiche di un organismo. In pratica
costituisce il nostro patrimonio genetico ereditario. Il DNA è formato da
tre parti: acido fosforico, desossiribosio (zucchero) e una base azotata (A:
adenina G: guanina C: citosina T: timina. La molecola di DNA è formata da
due filamenti avvolti a spirale al cui interno si trovano le basi azotate
accoppiate tra loro. Il DNA fu scoperto nel 1953 da Watson e Crick che
ricevettero il Premio Nobel proprio grazie a questo evento. Le
informazioni contenute nel DNA sono scritte sotto forma di triplette, una
sequenza di tre basi azotate. La funzione di queste sequenza è quella di
andare a formare un amminoacido che a sua volta creerà una proteina
grazie alla quale si determinerà uno specifico carattere. Quindi tramite
questo codice cifrato vengono trasmesse le informazione genetiche.
Questo linguaggio è universale cioè, è uguale in tutti gli organismi, infatti
la stessa tripletta di basi azotate formerà sempre la stessa proteina in
qualsiasi essere provvisto di DNA. Una caratterista del DNA è data dal
fatto che questo riesce a creare una copia identica di se stesso, questa
proprietà si chiama Duplicazione o Replicazione. La Duplicazione avviene
poco prima della riproduzione della cellula e permette che la cellula figlia
abbia le stesse caratteristiche della cellula madre. Un’ altra caratteristica
del DNA è quella della Trascrizione, cioè, la proprietà di contenere le
informazioni per la sintesi delle proteine ed infine la Traduzione, che
permette ai filamenti di RNA di staccarsi dal DNA e andare a svolgere le
proprie funzioni. Attraverso gli studi del DNA si è potuto facilmente
mappare il genoma, complesso di geni di un organismo. Questo ha
aiutato gli scienziati a capire se la divisione dell’ uomo in razze sia giusta o
sbagliata. Infatti, studiando il DNA di diversi gruppi etnici, si è arrivati a
comprendere che ci sono più differenze tra due individui che
appartengono alla stessa etnia che non tra due soggetti che
appartengono ad etnie differenti. Si è inoltre scoperto che alcuni geni
sono uguali per tutti, per esempio, quelli che definiscono il colore degli
occhi. Quindi non si deve parlare di razza per definire le differenze tra
individui e soprattutto per classificare le persone dal colore della pelle,
poiché la diversità del tono dell’ epidermide è dovuto ad un adattamento
all’ ambiente dove si vive. Quindi a livello scientifico le differenze tra i vari
popoli sono solo il frutto dell’ evoluzione.

I COMBUSTIBILI FOSSILI
I combustibili fossili sono resti di organismi (vertebrati, invertebrati,
marini e di terraferma) rimasti sepolti per migliaia di anni sul fondo dei
mari, di lagune e di laghi, andando incontro a trasformazioni chimico-
fisiche, in assenza di ossigeno, che permisero la conservazione
dell'energia raccolta nelle proprie cellule durante la loro vita. Nel tempo
questi fenomeni diedero origine ai giacimenti di petrolio e gas naturali
che oggi sfruttiamo per bruciare in pochi istanti quella stessa energia (di
origine solare) immagazzinata dalla Terra nel corso dei tempi geologici.
La trasformazione delle spoglie di piante vissute in ere remote ha dato
luogo a giacimenti di carbone, veri e propri magazzini di energia chimica.
E' questa la ragione per cui tali combustibili si dicono "fossili" Come tanti
fogli di carta, uno sopra l’altro, gli strati di carbone ed i serbatoi di
petrolio hanno formato un consistente volume: così l’energia raccolta da
ogni foglio, da ogni anno di energia solare assorbita, ha nascosto nella
crosta terrestre una preziosa risorsa. Oggi, la massiccia combustione di
queste risorse non rinnovabili sta causando gravissimi problemi di
inquinamento dell'atmosfera terrestre. Il Petrolio è un combustibile fossile
liquido-oleoso che si forma da depositi di microrganismi marini formatisi
sul fondo del mare. Il Carbone è un combustibile fossile che si forma con la
trasformazione delle spoglie di piante vissute in ere remote, è molto
abbondante rispetto agli altri combustibili fossili. Il Gas naturale è un
combustibile fossile gassoso versatile, abbondante e relativamente pulito
rispetto a carbone e petrolio. Ci sono vantaggi e svantaggi riguardo questi
combustibili infatti tra i vantaggi abbiamo il fatto che sono "compatti",
ovvero hanno un alto rapporto energia/volume, sono facilmente
trasportabili (La trasportabilità del gas naturale è funzione della distanza
da compiere e della topografia delle zone attraversate con il gasdotto),
sono facilmente immagazzinabili e sono utilizzabili con macchinari
relativamente semplici. Gli Svantaggi invece è che sono inquinanti, anche
se con l'utilizzo di macchine moderne questo problema si è notevolmente
ridotto. Una forma di inquinamento è data dalla diffusione in atmosfera di
anidride solforosa (SO2) responsabile del fenomeno delle piogge acide, il
loro utilizzo determina un incremento della quantità di CO2 in atmosfera e
non sono risorse rinnovabili, dato che il processo di fossilizzazione della
sostanza organica è estremamente lungo e la quantità che oggi si
fossilizza è trascurabile rispetto ai fabbisogni energetici della società in cui
viviamo. Il metodo per ricavare il petrolio è l’ estrazione, un pozzo di
petrolio può essere descritto come un lungo foro praticato nel sottosuolo,
largo circa cm, perforato fino a una profondità variabile da poche
centinaia di metri fino a 6-8 km o anche oltre, la cui funzione è quella di
mettere in diretta comunicazione gli strati in cui sono accumulati gli
idrocarburi con la superficie. Anche il gas viene estratto. La principale
difficoltà nell'utilizzo del gas naturale è il trasporto. I gasdotti sono
economici, ma non permettono l'attraversamento di oceani e spesso,
quando si tratta di gasdotti internazionali, passano in territori di altri
stati, e questi possono chiudere i rubinetti lasciando il legittimo
destinatario a secco. Vengono utilizzate anche navi per il trasporto di gas
naturale liquefatto, definite metaniere, ma hanno costi più alti e problemi
di sicurezza. Il carbone viene estratto dalle miniere di carbone il metodo
più economico di estrazione del materiale da strati di carbone dipende
dalla profondità e dalla qualità degli strati e anche dai fattori geologici ed
ambientali dell'area estrattiva. Se gli strati di carbone sono vicini alla
superficie il carbone viene estratto con una miniera a cielo aperto. Questi
combustibili apportano inquinamento infatti i problemi ambientali dello
sfruttamento dei combustibili fossili sono di due tipi: uno, certo, dovuto
agli effetti immediati della degradazione dei siti e dell'inquinamento da
prodotti della combustione (primari e secondari) accertati nocivi; il
secondo, a lungo termine, dovuto alla possibile influenza sul clima che
potrebbe conseguire dall'immissione in atmosfera di quantità di gas-serra
in eccesso rispetto a quelle di origine naturale, principalmente anidride
carbonica, ma anche metano. Quest‘ ultimo combustibile, in particolare,
necessita di essere trasportato attraverso metanodotti che, al meglio,
hanno perdite intorno al 5%, ma che raggiungono valori del 30% nei
metanodotti siberiani. Queste perdite sono un inconveniente serio se si
teme l'eccessiva introduzione di gas-serra in atmosfera: rispetto all'effetto
serra, il metano è oltre 20 volte più efficace dell'anidride carbonica.
● LE OLIMPIADI DEL 1936

I Giochi della XI Olimpiade si svolsero a Berlino dal 1 al 16 agosto del


1936, questa decisione fu presa nel maggio del 1931, quando ancora la
Germania era una repubblica democratica. Dopo l’ ascesa al potere di
Hitler molte nazione avanzarono la richiesta di far svolgere le Olimpiadi
altrove, ma il Comitato Olimpico Internazionale rifiutò. In principio anche
Hitler era riluttante all’ idea di far svolgere i giochi olimpici nella sua
nazione, ma, intervenne Goebbels, allora ministro della propaganda, e gli
fece capire che questo evento poteva rivelarsi un’ efficace opera di
propaganda, così Hitler cambiò idea e , nonostante il boicottaggio da
parte dell’ Unione Sovietica, ottenne un risultato considerevole. Il successo
alle Olimpiadi sarebbe servito per confermare la superiorità della razza
ariana, a conferma delle tesi naziste. Il 3 agosto 1936 , Jesse Owens, vinse
la medaglia d’ oro nei 100 metri, una grande sconfitta per Hitler poiché,
Jesse era un atleta americano e per di più di colore. Infuriato il Fhurer,
dopo questa vittoria, abbandonò lo stadio senza stringere la mano all’
atleta. Owens continuò a vincere altre gare mettendo a dura prova la
veridicità delle teorie naziste della superiorità della razza ariana.

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