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Il Montaggio - Storia e Stili

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Il montaggio

Fabio Mattia
IS Giovanni Falcone Gallarate
Indirizzo Grafica e Comunicazione
Cos’è il montaggio
Vari aspetti che lo definiscono:

Aspetto TECNICO

Insieme di operazioni e procedure, oggi svolte interamente in digitale tramite l’utilizzo


di software di editing video (es. Adobe Premiere, Apple Final Cut, Avid…), che
consentono di mettere in sequenza le inquadrature filmate e gli elementi della
colonna sonora (musiche, rumori, dialoghi) secondo l’ordine stabilito dal regista
insieme al montatore.

In questa fase si effettuano inoltre color correction, titolazioni, inserimento di eventuali


effetti speciali.

Il montaggio si svolge nella fase di post-produzione


del ciclo produttivo di un prodotto audiovisivo.

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Cos’è il montaggio
Aspetto LINGUISTICO

Il montaggio lavora con gli elementi di SPAZIO e TEMPO (cinema, documentario,


spot pubblicitario, videoclip musicale) e ha una funzione narrativa: guida la nostra
comprensione della scena e dell’intero film, dandogli una vera e propria struttura.

In questo senso il montaggio rappresenta una vera e propria funzione creativa, in


quanto in grado di produrre il senso e il significato che vogliamo dare alle immagini e
all’intera opera audiovisiva.

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Storia ed evoluzione
Il cinema delle origini: 1895 “L’arrivo del treno alla stazione Ciotat” e altri esempi, [Link] Lumière

Il cinema nasce ufficialmente il 28


dicembre 1895, con la proiezione di una
serie di pellicole da parte dei Fratelli
Lumière, delle quali la più famosa è la
celebre L'Arrivée d'un train en gare de La
Ciotat, realizzate con l’apparecchio da
loro inventato: il cinematografo, una
macchina in grado di registrare le
immagini su pellicola e che, con un
cambio di mascherino, era anche in
grado di proiettarle.

I primi “film” erano delle singole vedute, dette anche attualità ricostruite, una sorta di
primi documentari che mostravano, in una singola inquadratura, degli spaccati di vita
e realtà quotidiani. Non vi era alcuna forma di narrazione o montaggio. Le pellicole
venivano proiettate una dopo l’altra, come unità singole, slegate tra loro. Non vi era
sonoro, ma spesso era presente la figura di un imbonitore che spiegava e
raccontava al pubblico le situazioni mostrate. Il cinema resterà muto fino al 1927.
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Storia ed evoluzione
Il cinema delle origini: 1895-1906

La scoperta del montaggio viene attribuita a G. Méliès, illusionista e prestigiatore


parigino che acquista il cinematografo e tramite l’arresto della ripresa si accorge
della possibilità di poter far apparire e scomparire oggetti e persone. Da lì da’ inizio a
un laboratorio creativo fatto di trucchi che portano davanti agli occhi dello spettatore
un vero e proprio nuovo mondo magico. Introduce inoltre la narrazione all’interno dei
propri film. Il più celebre film di Méliès è Le Voyage dans la lune (1902).
La storia viene raccontata
tramite una successione di
singoli quadri, dei capitoli
autonomi.
Se il cinema dei [Link] Lumiere
è un cinema del realismo,
quello di Méliès apre le
porte al cinema del
fantastico, diverso dalla
realtà.
“Le Voyage dans la lune”, Méliès

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Storia ed evoluzione
Il cinema delle origini: 1903

La prima vera e propria opera narrativa pienamente compiuta è La grande rapina al


treno, di Porter (1903). Un film composto da 11 inquadrature montate in successione.
Sono ancora quadri singoli, frontali, che raccontano ognuno una intera scena del
film.

“La grande rapina al treno”, 1903, Porter

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Storia ed evoluzione
Il cinema delle origini: 1906-1915

Il cinema vive un periodo di crisi anche a causa del


teatro. Si ha quindi un rinnovamento con il nascere
dei generi e, soprattutto, con il montaggio narrativo
e analitico, ovvero il frammentare la singola scena
in tanti punti di vista (inquadrature) in grado di
aumentare il coinvolgimento dello spettatore. “Cabiria”, Pastrone, 1914

Due opere fondamentali sono: Cabiria, di Pastrone


(1914), dove il montaggio è narrativo e si hanno
“Nascita di una nazione”, Griffith, 1915
vari punti di vista nella stessa scena; l’altra è
Nascita di una nazione, di Griffith (1915), dove oltre
al montaggio narrativo (introduce il montaggio
alternato e parallelo per alternare situazioni diverse
per spazio e tempo) si iniziano a usare i raccordi
fra inquadrature non come effetti speciali ma fini
alla narrazione. Da qui la narrazione diventerà
elemento centrale nella produzione
cinematografica.
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Storia ed evoluzione
Il cinema delle origini: 1906-1915

Con la nascita del cinema narrativo, ovvero il


frammentare in diversi punti di vista la singola
scena, nasce il concetto di inquadratura e i tagli
di montaggio vengono definiti raccordi. Griffith
mette a punto una serie di tecniche per
raccordare queste inquadrature tra loro nel
montaggio analitico: raccordo sull’asse (la MDP
si avvicina o allontana dal soggetto), raccordo di
sguardo o soggettiva (la MDP mostra il
personaggio che guarda e poi l’oggetto
osservato), raccordo di movimento o di azione (la MDP si sposta seguendo il
movimento di un personaggio).
Questi raccordi, in un montaggio narrativo, differiscono dalle vecchie vedute di realtà
e creano un’illusione di continuità spazio-temporale. L’opera di Griffith fa nascere
ufficialmente la forma del racconto classico cinematografico.
L’Europa, seguendo l'esempio americano, comincerà a breve a frammentare sempre
di più le scene in varie inquadrature, seguendo le regole dei raccordi.

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Storia ed evoluzione
La nascita di Hollywood: 1910-1920

Nei primi anni ’10 il cinema americano (ancora muto) si trasferisce da New York a
Los Angeles, dove nasce Hollywood. Nasce il producer system, si sviluppano i
generi cinematografici, nasce il fenomeno del divismo. Molta importanza è data dal
genere comico, in particolare coi film di M. Sennet (che scopre e porta al successo
Charlie Chaplin), dove si sperimentano moltissime tecniche di montaggio che
contribuiscono a definire le regole del linguaggio cinematografico.

Esempi vari dei film comici di Sennett

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Storia ed evoluzione
I formalisti russi: 1909-1930

In Russia i cineasti rifiutano l’idea di uno spettatore passivo, ritengono che il cinema
debba far riflettere lo spettatore. Nasce la teoria del cine-occhio, elaborata da Dziga
Vertov (es. L’uomo con la macchina da presa), che afferma che ogni oggetto ripreso
dalla macchina da presa assuma un “aspetto” diverso. Kuleshov concepisce il
montaggio come strumento di produzione di senso e Ėjzenštejn elabora il concetto di
“attrazione” fra le immagini, ovvero come queste, se accostate in un certo modo,
siano in grado di stimolare l’immaginazione e la riflessione dello spettatore.

L’effetto Kuleshov: il significato di una inquadratura


varia in base all’inquadratura che segue. Lo stesso
sguardo dell’attore comunica emozioni differenti a
seconda dell’immagine successiva.

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Storia ed evoluzione
Il cinema classico (hollywoodiano): 1927-1960

Il primo film sonoro della storia è Il cantante di jazz, del 1927. L’industria produttiva
cinematografica cambia: con il suono l’attenzione alla storia aumenta, nasce la
sceneggiatura come strumento produttivo, si sviluppano ulteriormente i generi.
Raccontare la storia è fondamentale
e azione e dialogo ottengono la
massima priorità. Hollywood elabora
modelli narrativi basati su principi
imprescindibili: la continuità
narrativa (l’azione prevale su
metafore e simbolismi alla russa o
all’europea), la linearità temporale
(pochi o nessun flashback), la
trasparenza del linguaggio
“Il grande sonno”- H. Hawks
cinematografico (la continuità
basata sul rispetto delle regole dei raccordi continui). Lo spettatore non deve
accorgersi della finzione cinematografica: l’illusione di realtà. Si considera il 1960
come conclusione dell’era del cinema classico: da questa data il cinema sfrutta e
mette a punto tutte le regole linguistiche precedenti.
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Stili di Montaggio

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Stili di Montaggio
Montaggio Invisibile (o Classico)

Il montaggio hollywoodiano basato sul nascondere (rendere invisibile) allo spettatore


la discontinuità spazio-temporale del racconto cinematografico, attraverso una serie
di regole dei raccordi e dello spazio di 180°. Ciò pone lo spettatore al “centro del
mondo”, lo cala all’interno della storia e della narrazione facendogli dimenticare la
finzione cinematografica. Deriva dal montaggio analitico.

“Susanna”
Sequenza del giaguaro

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Stili di Montaggio
Montaggio delle Attrazioni

Un montaggio non realistico, ma basato sull’accostamento di immagini fortemente


simbolico, con lo scopo di creare un concetto. È un montaggio finalizzato a far
“pensare” lo spettatore, a farlo ragionare sull’accostamento delle immagini piuttosto
che unicamente coinvolgerlo nella narrazione della storia grazie alla coerenza dei
raccordi fra le inquadrature. Il montaggio russo, teorizzato da Sergej M. Ėjzenštejn.
.

“Sciopero!”
Sequenza sterminio degli operai da parte dell’esercito

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Stili di Montaggio
Montaggio Alternato

Alterna le immagini di due o più situazioni che avvengono simultaneamente ma in


luoghi differenti e che andranno a convergere e/o influenzarsi tra loro. È un
montaggio fortemente narrativo, finalizzato al racconto della storia e che deriva dal
montaggio classico americano.

“Il Signore degli Anelli - La compagnia dell’Anello”


Sequenza dell’agguato alla locanda
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Stili di Montaggio
Montaggio Alternato

“The Matrix Reloaded”


Sequenza dell’autostrada
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Stili di Montaggio
Montaggio Parallelo

Alterna le immagini di due o più situazioni che non hanno alcuna relazione diretta di
simultaneità e spazialità. È un montaggio di tipo discorsivo e non narrativo, utilizzato
con l’intento di creare effetti di confronto o di contrasto fra le diverse situazioni
proposte che lo spettatore deve cogliere e interpretare.

“Il Padrino”
Sequenza del battesimo

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Stili di Montaggio
Montaggio Parallelo

“Apocalypse Now”
Sequenza uccisione di Kurtz

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Stili di Montaggio
Montaggio Parallelo

Cloud Atlas è un esempio recente di un film basato sul montaggio parallelo: vengono
narrate 6 storie distinte tra loro per spazio e tempo, ma che hanno un filo conduttore
comune a livello di significato, tema, concetto.

“Cloud Atlas”
Sequenza monologo sulla vita

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Stili di Montaggio
Montaggio Accelerato

Si da’ la sensazione di una accelerazione attraverso la successione di inquadrature


molto brevi.

“La rosa sulle rotaie”


Sequenza treno

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Montaggio discontinuo
Jump cut

Una forma di raccordo discontinuo, che consiste in un salto di alcuni fotogrammi


all’interno di uno stesso piano, dando la sensazione che ci siano dei “salti” ovvero
degli scatti, dei pezzi mancanti di filmato. Un finto errore utilizzato come pratica
stilistica da Jean-Luc Godard nel 1960, con Fino all’ultimo respiro.

“Fino all’ultimo respiro”, Godard (1960)


Sequenza auto

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Stili di Montaggio
Jump cut

“Strade perdute”, Lynch (1996)

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Stili di Montaggio
Esempio moderno di utilizzo del Montaggio Accelerato e del Jump Cut

“Lola corre”, Tom Tykwer (1998)

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Bibliografia
• Manuale del montaggio - Tecnica dell’editing nella comunicazione cinematografica
e audiovisiva, Diego Cassani, Ed. UTET
• Piccolo dizionario del cinema, Marie-Thérèse Journot, Ed. Lindau
• Fuck the continuity - Eccezioni e regole in regia, continuità e montaggio, Miguel
Lombardi, Dino Audino Editore
• La tecnica del montaggio cinematografico, Gavin Miller e Karel Reisz, Ed. Lindau
• In un batter d’occhi - Una prospettiva sul montaggio cinematografico nell’era
digitale, Walter Murch, Ed. Lindau
• Scolpire il tempo, Andrej Tarkovskij, Ed. ubulibri
• Il montaggio al cinema, Dominique Villain, Ed. Lupetti

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