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Diritto Amministrativo

Il diritto amministrativo studia la pubblica amministrazione, i poteri dell’amministrazione, la legge


attribuisce delle capacità di fare delle cose all’amministrazione ai fini pubblici. Ordinamento decide
che ci siano degli interessi che appartengono alla collettività che devono essere perseguiti che
superano l’interesse dei singoli privati.

Es la tutela dell’ambiente c’è un’amministrazione che si occupa di questo, per la collettività.


Attività e organizzazione sono connesse, es l’istruzione se dovesse mancare dei prof ecco li manca
l’organizzazione.

Art 117 cost. la potestà legislativa dello stato regione, le norme di diritto comunitario incide sul
diritto amministrativo.

Le leggi del diritto amministrativo ( Legge 241/1990) è regolate dai principi dell’ordinamento
comunitario.

Il diritto amministrativo hanno un’importanza le decisioni dei giudici, la legge lascia dei margini di
scelta all’amministrazione, i giudici amministrativi hanno un margine di controllo sulle modalità
che l’amministrazione applica le leggi.

Lezione 1

Ordinamento giuridico e norma giuridica

Un gruppo di persone ha bisogno di regole;

le norme giuridiche : è un regola di comportamento.

Che ha tre caratteristiche:

- Generalità: non avere dei destinatari precisi, rivolgersi anche a singoli gruppi
- Astrattezza: individuando ipotesi astratte ed individuare ipoteticamente, è più stabile nel
tempo e capace di produrre effetti più a lungo perché è adattabile a molti casi.
- Coattività:

La violazione di questa è seguita da una sanzione .

L’ordinamento giuridico: non è un’accozzaglia di regole di comportamento, è un insieme di


elementi che sono ordinati. È un sistema complessivo con regole che dialogano tra loro.

Tipologie: ordinamento statale e comunitario

Lo studio del diritto è uno strumento e un sistema.

Norma giuridica e provvedimento amministrativo

Norma giuridica: generale e astratta, è necessario imporre un comportamento che vengono decise
dallo stato.
Provvedimento amministrativo: è un atto dell’amministrazione che applica la norma giuridica in
caso concreto.

Esempio: testo unico dell’edilizia, un soggetto che vuole farsi una villa deve chiedere un permesso
per costruire all’amministrazione. Per l’applicazione della norma ci deve essere un apparato
amministrativo. L’atto è il provvedimento amministrativo è un’autorizzazione puntuale e concreto,
applica la norma nel caso concreto.

Il diritto amministrativo

Riguarda la pubblica amministrazione con i soggetti privati:

Amministrazione: è un insieme di persone strutturate che perseguono scopi del gruppo sociali,
che singolarmente questi non possono raggiungere.

Es. l’ARPA una parte dell’amministrazione che svolge il lavoro per le polveri sottili

 Nell’esercizio dei poteri


 Ad essa conferiti dalla legge
 Per la cura di interessi della collettività

Funzione amministrazione: attività di cura concreta dell’interesse pubblico

L’amministrazione statale: è di tipo generale per l’amministrazione dello stato . ci sono tante
amministrazioni che sono autonome.

Diritto amministrativo è un diritto recente a seguito dell’Unità d’Italia, i compiti che gravano oggi
siano il frutto di un aumento progressivo che evolve con l’allargamento del suffragio che porta
all’attenzione degli organi statali (istruzione, e la tutela della salute)

Nel 1984 lo stato eroga delle prestazioni: provvidenza sociale, tutela della salute

Lezione 2

Diritto amministrativo e ordinamento europeo

Il diritto amministrativo è una branca del diritto pubblico.

Un valore deve essere contenuto in costituzione ma non basta perché occorre degli apparati che
svolgano attività che in concreto danno attuazione a quella norma costituzionale

La norma cost. art 32 diritto alla salute, non basta questo art. ma è necessario che ci sia un
apparato che abbia quel compito lì, ad esempio ASL.

Il diritto civile è personale.

Il diritto amministrativo, l’amministrazione serve a perseguire interessi pubblici, che ciascun


membro di quel gruppo non potrebbe raggiungere con la sua solo attività . Essa si fa portavoce
dell’ interessi del pubblico e li attua in modo concreto.
L’ordinamento attribuisce all’amministrazione un potere, di compire delle attività e che mettono
l’amministrazione in una posizione sovraordinata rispetto alla posizione dei privati presi come
singoli.

Ci sono delle situazione che l’amministrazione agisce con strumenti di diritto privato, es. contratti
di compravendita.

Ci sono degli istituti, dove l’amministrazione fa degli accordi con dei privati per rispondere a una
certa istanza del privato, sono regolati dalla legge 241/1990. Questi accordi sono regolati dal
diritto civile, in questo lo strumento è ibrido: deve perseguire l’interesse pubblico (diritto
amministrativo) ma si innestano dei principi del diritto civile.

Il diritto amministrativo, l’amministrazione serve a perseguire interessi pubblici, che ciascun


membro di quel gruppo non potrebbe raggiungere con la sua solo attività . Essa si fa portavoce
dell’ interessi del pubblico e li attua in modo concreto.

L’ordinamento attribuisce all’amministrazione un potere, di compire delle attività e che mettono


l’amministrazione in una posizione sovraordinata rispetto alla posizione dei privati presi come
singoli.

Ci sono delle situazione che l’amministrazione agisce con strumenti di diritto privato, es. contratti
di compravendita.

Ci sono degli istituti, dove l’amministrazione fa degli accordi con dei privati per rispondere a una
certa istanza del privato, sono regolati dalla legge 241/1990. Questi accordi sono regolati dal
diritto civile, in questo lo strumento è ibrido: deve perseguire l’interesse pubblico (diritto
amministrativo) ma si innestano dei principi del diritto civile.

L’ordinamento europeo influenza il diritto amministrativo:

Art 117 cost. serve a ripartire le competenze amministrative tra lo Stato e le Regioni, il (1) afferma
che la potestà legislativa dello stato deve essere esercitato nel rispetto dei vincoli comunitarioArt

Attività amministrativa

Art l 241/1990 (Principi generali dell’attività amm)

1. L’attività amm persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità…
secondo le modalità dei principi dell’ordinamento comunitario.

Principi che vengono influenzati dall’ordinamento comunitario:

- Organizzazione amministrativa
- Finanza pubblica
- Tutela giurisdizionale
Il diritto amministrativo è una branca del diritto pubblico che ha per oggetto

- L’organizzazione
- L’attività

Della pubblica amministrazione

Riguarda in particolare della pubblica amministrazione con i soggetti privati:

 Nell’esercizio dei poteri


 Ad essa conferiti dalla legge
 Per la cura di interessi della collettività

Es, siamo proprietari di un terreno per costruire una casa, amministrazione di rende conto che c’è
l’esigenza di ampliare la scuola; il comune va vedere i suoi terreni, per collocare la scuola
elementare, però l’unico terreno è il nostro.

Però nel diritto privato è regolato dal contratto di compravendita però in base a questo noi
possiamo dire di no al comune. Il nostro interesse di singolo bloccherebbe l’interesse pubblico,
tuttavia l’ordinamento ha attribuito all’amministrazione ha dato la capacità di utilizzare degli
strumenti (provvedimento di espropriazione) che gli consentono di perseguire il fine pubblico
indipendentemente della volontà del destinatario del provvedimento.

Qui l’amministrazione è sovraordinata rispetto al singolo, quindi può acquisire la proprietà


unilateralmente senza che ci sia un accordo con il destinatario e una convergenza di volontà.

L’amministrazione non può dare un colpo di spugna ai privati, il provvedimento l’atto con cui si
espropria è una procedura lunga ( procedimento amministrativo consiste in una sequenza di atti);
prende in considerazione tutti gli interessi del caso specifico.

“Ad essa conferiti dalla legge”: l’amministrazione quando ha possibilità di produrre


unilateralmente una modifica dello status giuridico del destinatario. Nel diritto amministrativo
assume un’importanza il principio di legalità per cui l’amministrazione può adoperare i poteri
soltanto nel caso in cui questa possibilità li sia stata conferita dalla legge, per evitare che
l’amministrazione di inventi degli strumenti.

Il principio di legalità:

esprime l’esigenza che l’amministrazione sia soggettata alla legge, che fa solo quello che la legge
gli dice, diretta espressione della volontà popolare attraverso la mediazione del parlamento;

- Come non contraddizione: l’amministrazione può fare solo quello che non è impedito dalla
legge
- In senso formale: l’azione dell’amministrazione deve avere un specifico fondamento
legislativo. L’amministrazione può agire un potere soltanto dai limiti imposti dalla legge
- In senso sostanziale: l’amministrazione deve anche agire in conformità alla disciplina
sostanziale della legge stessa. La legge può dire all’amministrazione con la stessa
normativa può indicare all’amministrazione come esercitare il potere. Non vuole dire
vincolare l’amministrazione in tutti gli aspetti della decisione, ma lasciarle uno spazio più o
meno ampio a seconda del potere deve esercitare, lo spazio viene cosi scelto dalla legge.

Art 97, c. 2 Cost “ i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che
siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”

Il tipo di organizzazione impatta sull’attività, a seconda del tipo di organizzazione sanitario si


possono compiere delle attività negativa ma anche positive.

Imparzialità: dove dell’amministrazioni di non discriminare i soggetti e porre dei


comportamenti attivi per la realizzazione imparziale di questi rapporti. L’amministrazione è
portatrice di un interesse pubblico per questo è imparziale. Principio di proporzionalità
l’amministrazione deve scegliere in modo bilanciato per l’interesse pubblico

Art 98 cost. gli amministratori fanno l’interesse della nazione e non devono essere influenzati
da interessi partigiani.

Legge 241/1990 tratta il problema del conflitto d’interesse, devono astenersi per il conflitto
d’interesse.

Lezione 3

L’amministrazione per scegliere deve acquisire tutte le nozioni, atto finale è il provvedimento
amministrativo, questa concatenazione di atti si chiama procedimento amministrativo. La
legge fondamentale del procedimento amministrativo è la legge 241/1990.

Questa legge formulò quei principi generali che stabiliscono le scelte dell’amministrazione, e
garanzie minime per i privati, sono principi trasversali che si applicano a tutta l’azione
amministrativa.

Art 1 c. 1 troviamo la ramificazione dei principi di imparzialità e buon andamento, esse sono il:

- Criterio di economicità : l’amministrazione ha bisogno di soldi che gli arrivano dalle tasse
dei cittadini, queste risorse devono essere spese senza sprechi; non si tratta di utilizzare
meno risorse ma quelle strettamente necessarie
- Criterio di efficacia: misura il rapporto tra risorse e fini affettivamente raggiunti
- Criterio d’imparzialità: al modo in cui l’amministrazione agisce
- Criterio di pubblicità: l’attività dell’amministrazione deve essere conosciuta ai cittadini
- Criterio di trasparenza : approfondimento del criterio precedente, il cittadino può
conoscere l’azione amministrativa nel momento in cui si sta svolgendo, deve conoscere le
ragioni di quel caso concreto con cui l’amministrazione agisce
- Principio della motivazione: l’attività amministrativa deve essere sempre motivata art 3
del 241/1990 , la motivazione è una parte del provvedimento finale( atto scritto) deve
indicare le ragioni giuridiche che hanno determinato le scelte dell’amministrazioni che
devono tenere conto di tutto quello che risulterà dall’istruttoria del procedimento

Le fonti del diritto

Ogni ordinamento stabilisce delle regole che lo regolano, esso deve identificare degli atti con una
forma che producono il diritto cioè norme giuridiche, queste ottengono normalmente una
formulazione scritta:

- Fonti di cognizione: l’ordinamento fa conoscere ai cittadini le norme giuridiche cioè la loro


esistenza e il loro contenuto. Atti ricognitivi che hanno lo scopo di farlo conoscere che
però non hanno un contenuto innovativo proprio ( Gazzetta ufficiale)
- Fonti di produzione: sono i fatti che producono norme giuridiche oppure disciplinare i
procedimenti per via delle norme (fonti di produzione)

Prima c’era la legge del 1942 codice civile

1. Leggi
2. Regolamenti
3. Usi

Fonti del diritto figurativo in gerarchia :

1. Costituzione : legge fondamentale, ci sono le regole per il funzionamento degli organi


costituzionali
La costituzione : scritta, votata, lunga e rigida ( significa che la costituzione non è
immodificabile, solo la forma repubblicana non è modificabile e anche i principi
fondamentali )
La modifica della costituzione: con procedimento aggravato; essa è un patto di forze
politiche per modificarla si deve avere la convergenza dì queste forze con la consultazione
poi popolare.
La procedura:
a. Sono approvate da ciascuna camera
b. Deve passare un intervallo di 3 mesi, per consentire una riflessione supplementare
della riforma
c. Sempre a camere separate, solo pe il presidente della repubblica agiscono insieme;
panno i 3 mesi, abbiamo due scenari:
- In una delle camere ci deve essere una maggioranza assoluta ( 50% + 1 dei membri delle
camere), se non si raggiunge decade
- La legge è approvata da ciascuna delle camere die 2/3 delle camere, cosi la riforma viene
approvata
- La legge viene approvato a maggioranza assoluta ma non si raggiunge i 2/3, cosi la riforma
può essere sottoposta a referendum.
Sottoposta a referendum significa che i cittadini con diritto di voto viene promulgata se
viene approvata; qui non è necessario un raggiungimento di un quorum di persone che
vanno a votare.
La corte costituzionale: serve a garantire il rapporto tra leggi e costituzione italiana. È
l’unico organo costituzionali per accedere sono giudici che hanno una certa esperienza e
vengono scelti per garantirne la neutralità politica della composizione della corte.
2. Legge ordinaria
- Atti aventi forza di legge
- Leggi regionali
- Referendum abrogativo
3. Regolamenti
4. Usi e consuetudini

Art 117 c. 1 cost la potestà legislative è esercitata dallo stato e dalle regioni rispetto alla
Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali

Il diritto internazionali è un diritto in cui norme regolano i rapporti con gli stati. L’efficacia dagli
accordi si ha nell’art 117 ma ci sono altre due norme: art 10 c. 1 cost e l’art 11 cost.

Fonti dell’unione europea

Nell’unione europea esiste un organismo sovranazionale, l’italia infatti cede una fetta della sua
sovranità.

- Trattati
- Regolamenti: è una norma giuridica, che ha un efficacia diretta e immediata, senza la
consultazione della corte costituzionale infatti essi prevalgono sulla norma italiana
- Direttive: vincola tutti gli stati membri soltanto relativamente al risultato che si impone di
raggiungere. È un atto normativo dell’unione europea lascia gli stati membri liberi di
utilizzare gli strumenti per la direttiva
- Decisioni

Procedimento ordinario di formazione della legge del parlamento

Legge che viene approvata dal Parlamento, la legge è la fonte primaria perché il procedimento
avviene con la discussione di forze politiche

Procedimento:

1) INIZIATIVA
- Governo
- Ciascun membro delle camere
- Popolo
2) ESAME DA PARTE DELLA COMMISSIONE DEL PARLAMENTO COMPETENTE: ha una funzione
referente analizza la proposta e riferisce al parlamento
3) DISCUSSIONE IN AULA : le due camere agiscono separate; se una delle camere approva una
modifica al testo deve passare di nuovo all’altra camera fino a che le entrambe le camera
approvino lo stesso testo
4) VOTAZIONE E APPROVAZIONE
5) PROMULGAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: controllo formale e sostanziale ma
non sul merito politico. Solo dopo l’entrata in vigore della legge la corte costituzionale
potrà effettuare la verifica di incostituzionalità
6) PUBBLICAZIONE GAZZETTA UFFICIALE : fonte di cognizione che fa conoscere ai cittadini le
norme

Riparto di competenze legislative tra stato e regioni

Art 117 cost, competenze legislative fra stato e regioni ha competenza cioè può legiferare cioè
approvare atti normativi di rango primario ossia leggi. La legge regionale è sullo stesso piano di
quella statale. Ripartisce la competenza legislativa solo fra Stato e Regioni;

Comuni, province e città metropolitane non hanno potestà legislativa cioè adottare atti
normativi di rango primario.

Potestà legislativa stato e regioni

Tre situazioni a ciascuno corrisponde un tipo di competenza legislativa diversa

1) Lo stato (parlamento e governo) ha un LEGISLAZIONE ESCLUSIVA: le regioni non hanno


competenze legislative, queste sono materie necessitano di una disciplina uniforme su
tutto il territorio nazionale.
La legislazione dello stato vale su tutto il territorio nazionale , le leggi delle singole regioni
valgono solo a livello ragionale
2) LEGISLAZIONE CONCORRENTE TRA STATO E REGIONI: un elenco di materie lo stato
determina i principi fondamentali su tutto il territorio nazionale e le regioni dettano la
normativa di dettaglio. Es. la tutela della salute.
3) Tutte le matierie che non rientrano nel primo e nel secondo elenco sono di COPETENZA
ESCLUSIVAMENTE DELLE SINGOLE REGIONI: lo stato qui NON ha competenza.

ATTIVITA’ NORMATIVA DEL GOVERNO

- Atti aventi forza di legge


 Decreti legislativi
 Decreti legge
Sono atti normativi che sono sullo stesso livello della legge ordinaria e sono adottati
dal Governo.

Decreto legislativo:

art 76 cost. qui ci da un’informazione molto scarna.


procedimento:

 Parlamento : LEGGE DELEGA è una legge ordinari a tutti gli effetti, il parlamento mette dei
paletti al governo :
1) Determina di principi e criteri e direttivi: sono molto specifici, il parlamento può indicare
delle norme specifiche il governo deve attuare nella legge delega…
2) Tempo entro il quale deve essere emanato il decreto legislativo del Governo
3) Determinazione dell’oggetto
 Governo, il consiglio dei ministri delibera il decreto legislativo nei limiti previsti dalla legge
delega. Se il governo non sta con la legge delega viola l’art 76 cost.
 Presidente della repubblica emana il decreto legislativo, il meccanismo è analogo a quello
previsto per la promulgazione della legge ordinaria.
 Pubblicazione gazzetta ufficiale

DECRETO LEGGE

Il Governo può adottare il decreto legge sotto la sua responsabilità, nei soli casi straordinari di
necessità e urgenza.

L’effetto è provvisorio e dura 60 giorni.

Il giorno stesso all’adozione il Governo deve presentarli per la conversione ( per la trasformazione
in “legge”) alle camere

Il d.l è comunque emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicarlo in Gazzetta, entra così in
vigore subito.

Il Parlamento può modificare il decreto ma può anche non convertirlo è perde efficacia fin
dall’inizio come se non fosse mai esistito.

La mancanza di conversione non comporta automaticamente la caduta del Governo.

REGOLAMENTI

I regolamenti sono norme secondarie.

A chi aspetta il potere di emanare i regolamenti?

Art 117, c.6 Cost.

La potestà regolamentare spetta allo stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega
delle regioni. ( art 117, c2) : il legislatore ha escluso un potere regolamentare da parte delle regioni

La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia

I comuni, province e le città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina
dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni a loro attribuite.

REGOLAMENTI GOVERNATIVI
Di competenza del governo, sono emanati con un decreto del presidente del presidente della
repubblica previa una deliberazione del consiglio dei ministri sentito il parere del consiglio di stato.

Nasce come fonte normativa destinata a dettare regole di dettaglio. Tipologia:

- Di ESECUZIONE: indica una specifica disciplina tecnica giuridica


- DI ATTUAZIONE: è simile a quello di esecuzione, ha un contenuto più ampio, la legge si
limita a dettare dei principi generali
- INTEGRAZIONE O INDIPEPENDENTI: è un regolamento , con sui il governo disciplina materia
che non sono state regolate con atti aventi forza di legge. Sono materia che non hanno
regolazioni. Una materia che viene coperta da questi regolamenti al posto di una legge. Il
governo si rende conto che c’è una materia scoperta e può interviene con un
regolamento . il limite per intervenire è l’ESSENZA DELLA LEGGE. Ci sono dei casi che certe
materie possono essere solo regolate con la legge e da parte del parlamento.
- DI DELEGIFERAZIONE o DI AUTORIZZATO :la materia è già disciplinata da una fonte di rango
primario.
Il regolamento è una fonte secondaria che non può modificare la fonte primaria, il
regolamento autorizzazto si sostituisce alla legge pre esistenze è possibile perché c’è una
legge di autorizzazione del parlamento con un meccanismo di sostituzione sarà abrogata la
legge precedente.
Il decreto legislativo è una fonte primaria mentre questo resta un regolamento e resta una
fonte secondaria anche se va a sostituire una disciplina contenuta in una fonte primaria.

- DI DELEGIFICAZIONE: non va confuso con il decreto legislativo, richiede una legge autorizzativa dal
parlamento. Questo rimane un regolamento non diventa un decreto legislativo. il Parlamento disciplina una
legge di rango primario. il regolamento di delegificazione come può sostituire una legge di rango primario,
la legge del parlamento che emana un regolamento di delegiferazione nel momento in qui entra in vigore
questo verrà abrogata. La disciplina dettata dal governo è regolamentare . esso non assume un livello di
rango primario resta un regolamento. Spostare a livello secondario una disciplina contenuta in una legge
di rango primario.

Ci sono dei casi in cui la costituzione pretende che ci sono delle leggi che non possono essere disciplinate
come an esempio gli atti aventi fora di legge.

Qui non troviamo un confronto democratico a differenza di altre materie che incidono sui diritti
fondamentali devono essere regolati da leggi.

LA RISERVA DI LEGGE

Nel caso dei regolamenti il governo non è libero di decide in quali materie intervenire, non c'è una norma
come il 117 le competenza di materie tra parlamento e governo. I padri costituenti hanno deciso che
materie devono essere regolati da LEGGE. Il regolamento non garantisce il confronto democratico.

Riserva relativa: la materia sia regolata da legge per quanto riguarda ai principi fondamentali. (ART 97
COST)

Leggi speciali
La norma giuridica si caratterizza per generalità e astrattezza. Sono casi che violano questo, ad esempio le
LEGGI SPECIALI, "legge che vuole dare vantaggi economici" qui però non si applica a tutti i cittadini va contr
al principio di generalità però può essere riferite a categoria speciali.

LEGGI ECCEZIONALI: regole eccezionali in certi casi in settori di materie particolari.

LEGGI PROVVEDIMENTO: ha un contenuto specifico e concreto.

REGOLAMENTI MINISERIALI E INTERMINISTERIALI

sono sotto le fonti secondari, sono atti amministrativi possono essere adottati da singoli ministri, da tutti i
ministri o dal presidenti del consiglio. Questi regolamenti in ogni caso hanno bisogno di un'autorizzazione
da parte della legge. E' contenuta in una legge ordinaria.

EFFICACIA DELLE LEGGI NEL TEMPO

Ordinamento non è statico.

La legge quando viene emanata hanno una vita indefinita, fanno eccezione alcune legge che producono
effetti in tempi delimitati. Ad esempio la legge del bilancio dello Stato che dura un anno e poi perdono
d'efficacia.

Nei casi di contrasti tra leggi e leggi aventi forza di legge non posso andare in conflitto con la costituzione,
quindi interviene la corte costituzionale.

Come perde efficacia una legge e come si rinnova al'ordinamento?

La regola generare in caso tra le fonti dello stesso rango, prevale sempre quella successiva, quella più
recente nel tempo perchè l'ordinamento deve rinnovarsi.

Decreti legislativi e decreti legge hanno FORA DI LEGGE significa che se c'è un contrasto tra decreto legge e
decreto legislativo prevale quella più recente, si applica la regola della successione nel tempo.

Il nostro ordimento non è ordinato, ci sono degli art che vengono contenuti in certe materie e leggi che
riguardano qualcosa altro.

ABROCAZIONE ESPLICITA E ESPRESSA: il legislatore qui applica la regole della successione nel tempo, decide
che quella precedente è abrogata

ABROCAZIONE IMPILICITA: il legislatore che preve leggi compatibili con quelle precenti, oppure singole
norme di certe legge in contrasto con altre norme, qui toccherà all'interprete se ci sarà incopatibilità.

Il contrasto tra norma interna e la fonte d'origine dell' UE, qui prevale il regolamento europeo.

REFERENDUM ABROGATIVO

Art 75 cost. fonte particolare perchè non introduce nell'ordinamento norme nuove ma elimina fonti di
rango primario.

L'iniziativa spetta ai cittadini o ai consigli regionali. Qui ci deve essere un raggiungimento di un quorum.

Non su tutte le materie si possa fare un referendum abrogativo , ad esempio leggi che impongono delle
tasse.
Lezione 9

Interpretazione
L’interprete è quello che preso la norma giuridica deve interpretarla, cioè quella attività attraverso la quale
attribuisce un significato alla disposizione scritta.

Art 12 interpretazione della legge (predisposizioni preliminari del codice civile 1942): il primo criterio è
quello dell’interpretazione letterale la norma che deve applicare, non sempre però i significato della norma
è del tutto chiaro. Es la norma che punisce l’omicidio nel cod. penale, qui intende “uomo” come essere
umano non come maschio.

E poi va vedere l’interpretazione logica: è destinata a evidenziare la volontà del legislatore.

L’interpretazione estensiva: una un significa più ampio alla norma

L’interpretazione restrittiva: applica la legge in modo limitato e stretto

L’interpretazione analoga: riguarda il caso in cui non esita una norma che si può applicare a un caso
concreto, il ricorso analogia comporta che l’interprete vada alla ricerca di norma che regolano casi simili
oppure in seconda battuta vada ad esaminare i principi generali dell’ordinamento.

A seconda della categoria di soggetti che interpretano la norma nel caso concreto ha un effetto diverso

Se ne distinguono 4 tipi:

1) AUTENTICA: è la forma più autorevole perché è compiuto dallo stesso legislatore che interviene con
una successiva legge interpretativa qualora si siano posti particolari problemi di interpretazione di
una norma. Ha efficacia vincolante erga onnes.

2) BUROCRATICA: Ossi quella compiuta dall’amministrazione nel momento dell’applicazione delle


singole norme concrete spetta all’organo di vertice (ministro) fornire l’intera struttura che da lui
dipende, è vincolante per i soggetti che lavorano in quel ramo dell’amministrazione.

Ha efficacia limitatamente a un certo settore amministrativo, può essere sconfessata da


un’interpretazione giurisprudenziale cioè il giudice può dire che quella norma deve essere
interpretata in un determinato modo.

Le circoli sono norme interne nell’amministrazione e posso contenere un’interpretazione che si da


a una norma

3) GIURISPRUDENZIALE Quella fatta dai giudici, Ha un efficacia vincolante solamente nel caso del
giudizio in corso cioè rispetto alle solo parti contendenti, la giurisprudenza non è una fonte del
diritto.

4) DOTTRINALE: è quella suggerita dagli studiosi. E’ priva di rilevanza giuridica.

Lezione 10
IL TESTO UNICO : indicare un complesso di norme, che riguardano una certa materia; che vanno anche a
organizzare delle norme già vigente; è un modo di indicare dei testi ricognitivi o dei decreti legislativi.

ATTI AMMINISTRATIVI GENERALI pag 42

Sono la cura concreta di interessi pubblici. Hanno una pluralità di destinatari, e sono anche atti astratti.

A che cosa servono?

Propedeutici all’emanazione di provvedimenti puntuali

Trovano svolgimento in un’attività organizzativa degli enti pubblici

Principio di motivazione dove i provvedimenti amministrativi devono essere motivati, quando


l’amministrazione scrive il provvedimento deve scrivere perché ha fatto delle determinate scelte per quel
provvedimento.

- Direttive : abbiamo visto quelle europee che sono delle fonti vere e proprie. Invece queste non
sono fonti del diritto. La direttiva non è vincolante in modo assoluto ma limitato a delle indicazione
per dei fini da raggiungere, danno degli spazi di decisone. Hanno un? applicazione importante nei
rapporti interorganici cioè un ramo dell’amministrazione che si occupa di qualcosa, sono rapporti
tra uffici che sono collocati nello stato ramo dell’amministrazione che hanno delle competenze
specifiche. Fissa degli obiettivi.
- Circolari: deriva dall’organizzazione militare i porta ordini davano dei comandi alle unità militari, è
una lettera che circola. Adesso è un atto che trova applicazione nell’amministrazione anche quando
l’organizzazione dell’amministrazione non è più necessariamente gerarchica. Oggi si indicano gli atti
di un’autorità superiore dell’ente pubblico che stabilisce delle regole di condotta che vengono
imposta da autorità a soggetti collocati in posizione inferiori. Ad esempio affari di ufficio. Vincola
l’amministrazione devono applicare il contenuto della circolare se il provvedimento non applicare la
circolare può essere annullato dal giudice amministrativo
- Piani: la legge prevede che l’amministrazione prima una pianificazione o programmazione che
presiedono gli esercizi dell’amministrazione e dei pubblici uffici.
Es. il permesso di costruire: per fare una villa abbiamo bisogno di un permesso
dall’amministrazione, sviluppo del territorio che non sono tutti uguali deve dare un’autorizzazione
per costruire. L’uso del territorio deve essere esercitato in modo ordinato, scelte
dell’amministrazione che esercita una scelta per questo territorio attraverso un piano ( piano
regolatore) stabilisce le coordinate di sviluppo del territorio. Se la mia domanda non è conforme
perché nel piano regolatore ci sarà scritto che quel territorio non è edificabile.
Tra la legge e il provvedimento puntuale e concreto.
- Bandi: privi di carattere di astrattezza e generalità.
 Di concorso per assunzione di dipendenti della p.a: Costituisco l’atto di avvio per
l‘assunzione di personale delle p.a . Specificano i requisiti di partecipazione, i termini per la
presentazione di domande, come si svolge la prova e i punteggi. Esauriscono i loro effetti
alla chiusura della procedura d’assunzione.

 Avvisi di gara per la scelta del contraente nei contratti p.a : per fare dei lavori
l’amministrazione deve avviare una gara cioè un avviso di gara. Vincola le parti alla
procedura di gare cioè l’amministrazione e i privati. Il giudice amministrativo può annullare
la procedura se non viene rispettato il bando di gara.

Organizzazione amministrativa
FUNZIONE AMMINISTRATIVA:

Esercizio, attraverso moduli procedimenti: Norma giuridica: è una regola di comportamento generale
estratta

Provvedimento amministrativo: particolare categoria di atti adottati dall’amministrazione per applicare la


norma giuridica in un caso concreto e puntuale, dove l’amministrazione esercita un potere amministrativo.

- Dei poteri amministrativi attribuiti dalla legge: l’amministrazione può esercitare solo quelli
attribuiti dalla legge, l’amministrazione produce effetti a capo dei destinatari senza che ci sia
l’assenso del destinatario.
- Ad un apparato pubblico
- Al fine di curare, in concreto l’interesse pubblico : il termine concreto cura l’interesse pubblico,
l’amministrazione esiste per la cura concreta di interessi pubblici

Il fine pubblico definisce la missione di un fine pubblico, tutelare ad esempio l’ambiente più
affermarsi piano piano nella coscienza sociale, si fa cosi portavoce il legislatore che vede
l’interesse pubblico e prevede l’istituzione di un soggetto pubblico che ha come missione di
perseguire quel l’interesse.

Per funzione amministrativa in senso tecnico si intendono quei compiti di un certo apparato
amministrativo in coerenza in finalità che sono affidate a questo apparato. La legge conferisce agli
apparati amministrativi le risorse per quell’interesse pubblico e attribuisce quella titolarità dei
poteri ai vari organi che compongo l’apparato.

Il concetto di attività amministrativa: insieme di comportamenti e decisioni che sono riconducibili


alla pubblica amministrazione. Il mancato esercizio di quell’attività può essere fonte di
responsabilità. L’esercizio della capacità giuridica dei privati è di regola libera. La nozione dia
attività amministrativa è ampia.

Mentre l’atto amministrativo definisce un SINGOLO episodio posto da un apparato, sotto il profilo
della legittimità.

L’amministrazione non è riconducibile tutta allo Stato, perché ci sono altri organismi come altri
enti territoriali (art 114cost) la Repubblica è costituita dai comuni, province, città metropolitane
che sono stati autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo principi fissati dalla
costituzione.
Il principio autonomistico: art 5 cost. la repubblica riconosce e promuove le autonomie locali
attua nei servizi che dipendo dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo. Alcune
competenze si sovrappongono e questo principio trova una forma di bilanciamento nel principio di
alle collaborazione, tra diversi livelli di governo, ad esempio doveri di coordinamento.

Le regioni possono produrre delle norme giuridiche che stanno nel piani della gerarchia

ha delle fonti. Come si fa a capire chi può legiferare in una determinata materia?

Art 117 cost del 2001 che ripartisce le competenze legislative tra stato e regioni a statuto ordinario
su materia oggetto di formazione

Regolamenti governativi:

Sia lo stato e le regioni hanno potestà regolamentare, come si fa a capire se oggetto di regolazione
di un regolamento regionale o territoriale

Visto che gli apparati amministrativi sono tanti, CHI ESERCITA LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE?

Si ha un sistema e fare un passo indietro prima della riforma del 2001, art 118 cost e 118 nel suo
testo originale che dice che aspetta alla regioni esercitava anche le funzioni amministrative (regola
del parallelismo) a meno che non ci fossero funzioni a queste materie che avevano un interesse
locale e il legislatore statale avrebbe attribuito a province, comuni. Es. la materia dell’assistenza
ospedaliera rientrava tra le materia tra stato-regioni , anche le funzioni amministrative dovevano
essere delle regioni, quando il legislatore istituì il servizio sanitario nazionale anche le ASL nel 1978
all’atto delle vecchie USL la legge statale ritenne che quelle funzioni sarebbero state da
considerate d’interesse esclusivamente locale, e ne attribuì all’esercizio ai comuni.

Dopo la riforma il sistema è cambiato, art 118 cost è stato riscritto : le funzioni amm. Sono
attribuite ai comuni salvo che per assicurare l’esercizio unitario, siano conferite a Province, città
metropolitane, Regioni e Stato alla base del principio di sussidiarietà, differenziazione e
adeguatezza. Notiamo che non esiste per il legislatore costituzione non si ha un criterio di
distribuzione analogo qui non c’è un elenco di materie ma solo un indicazione di preferenza. A chi
è destinata questa norma?

Questo principio ha come destinatario il legislatore a seconda della materia di competenza art da
un indicazione da seguire nel momento in cui deve scegliere quale sarà il livello amministrativo che
dovrà esercitare certe funzioni amministrative e per fare questa scelta l’art gli da un indicazione di
carattere generale basato sul principio di sussidiarietà. Vuol dire che il legislatore deve decidere le
singole materie quale livello territoriali deve esercitare le singole funzioni amministrative delle
varie materie dovrà prediligere il Comune perché è il più vicino al cittadino. Il livello comunale è
molto ottimale per esercizio delle funzioni amministrative però non sono attribuite tutte a loro con
il principio di sussidiarietà, il legislatore deve vedere che tutte le funzioni possono essere
esercitata dai comuni, solo nelle funzioni che devono garantire un esercizio unitario che superi la
dimensione territoriale dei comuni, potranno essere attribuiti a livelli territoriali più elevati, non
c’è però un principio gerarchico dipende dal livello di omogeneità dall’esercizio dei territori e
sulla differenziazione e adeguatezza.

Adeguatezza: idoneità organizzativa dell’ente a esercitare determinate funzioni, quel ente è


sufficiente per esercitare queste funzioni?

Differenziazione: mira a tenere conto le diverse caratteristiche dei territori che fanno capo dei vari
enti territoriali.

Art 118 cost c.2 Comuni, province e città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative
proprie e di quelle conferite dalla legge statale e regionale secondo le rispettive competenze.

Enti pubblici territoriali pag 77 del libro

Sono enti pubblici ossia persone giuridiche pubbliche caratterizzate dalla presenza di un

territorio che non rappresenta solamente l’area fisica sulla quale gli atti dell’ente possono

avere efficacia, ma è vero e proprio elemento costitutivo dell’ente stesso:

- Stato

- Regioni

- Province

- Città metropolitane

- Comuni

FONTI CHE REGOLANO L’AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI LOCALI

Le Regioni

art. 121 Cost «Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.

Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli
dalla Costituzione e dalle leggi».

l’organizzazione delle Regioni e i loro apparati è disciplinata dagli statuti e dalle leggi regionali

Art. 123 Cost: «Ciascuna Regione ha [=DEVE AVERE] uno statuto che, in armonia con la Costituzione,

ne determina [IL CONTENUTO OBBLIGATORIO è STABILITO DALLA COSTITUZIONE] la forma di governo


e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento.

Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti
amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
La cost. dice che ciascuna regione deve avere uno statuto, questo deve contenere tutti i contenuti
dell’art 123 cost, questo è il contenuto obbligatorio delle singole regioni. Il contenuto di questi aspetti
è deciso dalle singole regioni.

Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta
(…)»

Che quindi è fonte primaria il cui contenuto è riservato dalla Costituzione alle singole regioni. Riserva
alla regione i contenuti del 123 cost.

FONTI CHE REGOLANO L’AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI LOCALI

Comuni - Province

Art. 117 c. 2 «Lo Stato (=la legge) ha legislazione esclusiva in materia di (…)

p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città


metropolitane;

In attuazione delle leggi statali spetta agli statuti stabilire le norme fondamentali dell’ente
specificando le attribuzioni degli organi. Significa che anche gli enti locali hanno uno statuto che non è
una fonte equivalente alla legge primaria, è subordinata a una legge a cui riservato stabilire i contenuti
del art 117 lettera p).

Le disposizioni statutarie in materia di organizzazione a loro volta trovano attuazione e specificazione


nei regolamenti ( la cost. 117 c.6 riserva alla potestà regolamentare agli enti locali l’organizzazione
delle funzioni a loro date) degli enti locali che disciplinano appunto l’ordinamento generale degli uffici
e i servizi.

FONTI CHE REGOLANO L’AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI LOCALI


Comuni – Province (continua)

La legge di riferimento è oggi il d.lgs n. 267/2000, TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL’ORDINAMENTO
DEGLI ENTI LOCALI , è un’espressione generale che fa riferimento a un testo su una disciplina specifica

Art. 6. Statuti comunali e provinciali, ci dice gli ambiti dei contenuti degli statuti comunali e
provinciali.

(…) 2. Lo statuto, nell'ambito dei princìpi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme
fondamentali dell'organizzazione

dell'ente e, in particolare,

specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze,

i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio.


Lo statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell'ente,

le forme di collaborazione fra comuni e province,

della partecipazione popolare,

del decentramento,

dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi,(…)

4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri
assegnati.

Le città metropolitane:
Vengono create quando si ampliano le grandi città quasi a includere le città vicine. Si creano delle
esigenze di funzioni di un area territoriale. Esse sostituiscono la Provincia ma non i Comuni. Hanno
organi specifici c’è il sindaco metropolitano, il consiglio metropolitano, c’è una conferenza
metropolitana composta dai sindaci dei comuni delle città.

Enti pubblici non territoriali:


si definiscono in negativo rispetto agli enti territoriali

Enti pubblici territoriali: assenza del territorio l’ente non esiste , il territorio come ente costitutivo.
Esigenze della comunità stanziata in quel territorio, ha tanti interessi che sono esponenziali che
sono riferiti a persone che è stanziata in un certo terriotorio che perseguono un fine pubblico. Art
cost criterio di locazione, il legislatore deve decidere quale ente territoriale deve svolgere questa
funzione.

Enti pubblici non territoriali: questi sono tutti gli altri enti non hanno il territorio come ente
costitutivo. Vengono istituiti per interessi specifici, la cost. non attribuisce la stessa importanze
degli enti territoriali. Ad esempio hanno funzioni fondamentali, per l’importanza che hanno
incidono sull’economia dello stato (INPS,Università) non hanno un modello di statuto imposto
dalla costistuzione. Questo ente viene creato dallo stato o da una regione da una legge o da un
provvedimento amministrativo, connota l’ente pubblico rispetto agli enti privati; i privati la
costituzione avviene attraverso un contratto, registro delle persone giuridiche nelle prefetture è
sufficiente che l’ente privato che vuole l’acquisizione di queste e vare dei requisiti di legge.

Ente: significa “qualcosa che c’è” che c’è per l’ordinamento giuridico, esso lo riconosce come
soggetto rilevante al suo interno, che è destinatario di norme giuridiche. All’interno
dell’ordinamento giuridico si ha il problema di individuare dei soggetti rilevanti al suo interno, i
primi destinatari delle norme sono le persone fisiche (tutti noi) acquistiamo la capacità di essere
titolari dei diritti e doveri (capacità giuridica) al momento della nascita, l’ordinamento considera
come destinatari anche delle persone che sono diversi dalle persone fisiche. Sono dette persone
giuridiche come un organizzazione formale che considerata dall’ordinamento come soggetto di
diritto ( la società che è destinataria di norme) che è un soggetto separato dalle persone fisiche
che lo compongono che ha una propria capacità giuridica.

La pubblicità dell’ente qualora non sia scontata si deve vedere da alcuni indici che sono stati
cognati dalla giurisprudenza , che ha elaborato una serie di criteri dove un ente può essere definito
pubblico oppure no. Ad esempio che si usino soldi pubblici, l’approvazione dello statuto avvene
con atto pubblico….

Dalla pubblicità dell’ente derivano delle conseguenze, l’applicazione di determinati istituti quando
si applicano quando sono pubblici e non si applicano quando sono di natura privata.

Sogli e.p possono emanare provvedimenti che hanno efficacia sul piano dell’ordinamento generale
pari a quella di provvedimenti dello Stato.

agli. E.p la potestà di autotutela: È riconosciuto agli enti pubblici da andare a controllare i propri
provvedimenti quando un certo atto è stato emanato e sono stati fatti degli errori talmente gravi
da inficiarne la validità cioè renderli annullabili da parte del giudice amministrativo. Quando si
rendono conto che un certo provvedimento è data la possibilità degli enti pubblici di eliminarlo
dall’ordinamento. L’ente pubblico può sostituirsi alla verifica giurisdizionale.

Ente si possono configurare come ente pubblico quando l’attività costituisce esercizi di potere
amministrativi è impartita da quella legge 241.

Enti pubblici non territoriali: l’organizzazione è stabilita da uno statuto contenuti non sono stabilit
né dalla cost. né dalle leggi., sono stabiliti dell’atto che li costituisce e che poi una volta stabilite
l’organizzazione lasci all’ente stesso la potestà di modificare.

Ci sono anche degli organi all’interno di questo ente:

Organizzazione degli enti pubblici: (parte 2 capitolo 2)


Ente è una persona giuridica non ha una volontà propria, entità astratta che non può agire
distintamente dalle persone che ci sono dentro, è necessario cosi che ci siano dei nuclei
organizzativi, che avranno delle compente a svolgere delle attività e i provvedimenti adottati siano
imputati all’ente.

Unità organizzativa è l’ORGANO: centri impostazione giuridica. Il consiglio regionale è organo


dell’ente pubblico (regione), esso ha un a competenza specifica a svolgere un certo compito, è
una volontà riferito a tutta la regione. La legge gli attribuisce il compito di svolgere una certa
attività all’interno di un ente pubblico. I provvedimenti amministrativi vengono adottati da certi
organi all’interno dell’ente. Questo viene definita IMMEDESIMAZIONE ORGANICA cioè relazione
tra organo ( questo caso consiglio regione) con ente pubblico (questo caso regione).
L’organo entità organizzativa, ha una competenza specifica che esiste indipendentemente dalle
persone che agiscono al suo interno. È in grado di esprime una volontà per l’ente imputando a
quest’ultima l’atto e gli effetti che sono prodotti. Emana degli atti giuridici che impegnano l’ente
appartenenza nei rapporti esterni.

Il provvedimento amministrativo è un atto dell’amministrazione che si producono effetti su


soggetti terzi( esterni all’amministrazione). Sarà solo l’organo adottare dei provvedimenti che
abbiano effetti su terzi, ogni organo ha una sua competenza specifica.

UFFICI: unità organizzative a cui sono preposte persone fisiche all’interno dell’ente pubblico. La
differenza tra ufficio e organo sta nel fatto che: gli atti adottati agli organi impegnano ente ai
rapporti esterni, mentre gli uffici svolgono delle funzioni interne e hanno una natura strumentale.

Organi monocratici e collegiali: il primo da una solo persona (sindaco) che viene scelto in via
elettiva o dall’rogano collegiale che designa un suo presidente. E altro da un insieme di persone,
che decidono collegialmente la volontà dell’organo, la nomina dei componenti vengono scelti o
designati sulla base di competenze specifiche.

Organi ordinari: incardinato in una struttura ordinaria.

Organi straordinari: istituito per svolgere delle funzioni specifiche per un periodo di tempo
circoscritto.

Relazioni interorganiche e intersoggettive cap 2 organizzazione amministrativa


Analizzando le relazioni che vengono a trovarsi negli enti, queste fanno riferimento ad alcuni tpi di
modelli:

- La gerarchia: apparteneva nella chiesa cattolica e agli apparati militari; è caratterizzato dal
rapporto di gerarchia presuppone che le competenze dell’organo sotto ordinato siano
tutte incluse in quell’ordine sovraordinato.
 Potere dell’organo sovraordinato di emanare gli ordini puntuali all’organo sotto
ordinato che sarà dovuto ad eseguire.
 Avocazione: l’rogano sovra ordinare può richiamare a sé il compimento di un
singolo affare che normalmente è rimesso alla competenza dell’organo o
dell’ufficio sotto ordinato. Ogni organo è titolare di competenze specifiche.
 Sostituzione : il superiore gerarchico compie un’attività al posto dell’organo sotto
ordinato, qui il compimento organo sovraordinato presuppone l’inerzia dell’organo
sotto ordinato. Questa gerarchia è tutto di quelle competenze dell’ufficio sotto
ordinato siano incluse nell’organo sovra ordinato
 Risoluzione dei conflitti: l’organo sovra ordinato può intervenire su questo per gli
uffici sotto ordinati
 Ricorsi gerarchici : che possono essere stati emani da soggetti terzi nei confronti
degli atti che sono stati emanati dall’organo subordinato. I soggetti terzi il cui
provvedimento adottato dall’organo sotto ordinato è destinato ad avere effetti,
possono contestare questi provvedimento di fronte al superiore gerarchico. Il
provvedimento può essere contestato davanti a un giudice amministrativo ( 1
grado tribunale amm. Regionale e in 2 grado il Consiglio di Stato) si anche al
superiore gerarchico rispetto all’organo che ha emanato l’atto. In questo ambito il
superiore gerarchico funziona come una sorta di giudice interno.
 Annullamento e revoca d’ufficio: provvedimenti che hanno prodotto effetti su terzi,
si ha l’annullamento d’ufficio quando l’amministrazione si renda conto che quel
provvedimento presenta dei vizi di illegittimità; oppure un potere di revoca quando
l’atto diventa inopportuno. Questi due poteri possono essere esercitati tanto dallo
stesso organo che ha adottato l’atto quanto appunto in certi casi dal superiore
gerarchico. La decisione sul ricorso gerarchico avviene su richiesta da parte del
soggetto interessato che è colpito dagli effetti del provvedimento amministrativo,
mentre nell’annullamento e nella revoca non c’è un ricorso da parte di terzi , qui
non esiste un ricorso da parte del terzo ma c’è un iniziativa che parte
dall’amministrazione che si rende conto della non conformità del provvedimento
che ha adottato rispetto a certi principi dell’ordinamento giuridico.

Questo rapporto di gerarchia può sussistere all’interno di un’amministrazione ma non


può sussistere nelle relazioni inter soggettive tra enti pubblici.

- La direzione: nel rapporto di direttiva c’è una maggiore autonomia del soggetto sotto
ordinato rispetto al sovraordinato perché non può dare ordini puntuale che il sotto
ordinato è tenuto ad eseguire ma può solo indicare gli obiettivi da raggiungere e lasciare
l’organo libero di determinarsi sull’attività concreta su un determinato obiettivo
- Azioni di controllo : tra organi dello stesso ente sono i controlli interni e controlli esterni da
origine a un rapporto tra organo titolare del potere di controllo e il destinatario del
controllo stesso. Il titolare del potere di controllo è collocato in una posizione di
indipendenza rispetto all’organizzazione in ci si colloca. Nel caso di controllo sella
legittimità degli atti, l’organo di controllo non può ponderare interessi ma solo valutare la
conformità di un atto ad un certo standard pre ordinato cioè l’organo di controllo non può
rifare le valutazioni di confronti d’interesse che ha fatto l’organo che in concreto ha
adottato l’atto facendoli fare una scelta contenuto nel provvedimento stesso.

Esigenza di cooperazione è fondamentale, anche nei rapporti di sotto ordinazione esiste questa
esigenza nel modello gerarchico è assicurato da un vertice unitario che ha tutte le competenze e
che tutto si svolga in modo ordinato. Nel rapporto di direzione, la direttiva non si espirme in un
potere di ordini è una fissazione di obiettivi, l’idea di direttiva promuove la coerenza dell’attività
amministrativa.

Manca però una sorta di vertice unitario nell’amministrazione, nel coordinamento si deve
distingure il coordinamento politico amministrativo da un coordinamento amministrativo in senso
stretto. Nel primo può essere un coordinamento interno al governo es la funzione di consigli dei
ministri e le funzione del presidente del consiglio dei ministri quella di dirigere la politica generale
e l’unità di indirizzo polito amministrativo, coordinando l’attività dei ministri. Il secondo avviene
tra lo stato, le regioni, enti locali, qui si parla di un coordinamento garantito da strutture di
raccordo dalle amministrazione pubbliche; la conferenza stato-regioni e un organismo di raccordo
tra le politiche dello stato e quelle regionali ed è composta dal ministro degli affari regioni e il
ministro delle regioni, province di Trento e Bolazano; questo ha lo scopo di istituire una
collaborazione permanente tra lo stato-regioni e arrivando a ridurre quella conflittualità stato
-regioni.

Invece il coordinamento amministrativo in senso stretto, come siano numerosi gli strumenti che
mirano a coordinare uno o più procedimenti, es. il sistema dell’intese quando dei provvedimenti
devono essere adottati accordo da autorità differenti, i pareri, gli accordi dell’amministrazione; ci
sono organi di tipo collegiale, trovano la loro ragione di esistenza devono costituirsi una sede
istituzionale stabile che rappresenti una pluralità di amministrazioni.

Da non confondere con il coordinamento, sono gli istituti particolari tipo la delega o l’avvalimento
che attengono a situazioni particolari, un ente si mette a disposizione per lo svolgimento di compiti
dell’altro ente. Nel caso della delega di funzioni da parte di un ente nei confronti di un altro, sono
funzioni amministrative per servizi di competenza statale, possono essere affidati in determinati
casi per leggi in comuni. L’avvalimento è una figura amministrativa in base alla quale un ente
mette a disposizione la propria organizzazione a supporto all’esercizio di funzione, attiene a
rapporti non necessariamente stabili tra enti pubblici e poi l’utilizzo degli uffici che svolgono
attività di tipo ausiliare, utilizzo degli uffici di un ente per un altro ente senza che questo comporti
trasferimento di funzioni o deroghe al sistema del reparto tra organi e enti.

Storia del servizio sociale


Il modello italiano è quello mediterraneo di welfare dove gli istituzioni si affiancano alla famiglie e
prendendosi carico delle prestazione, dove gli enti pubblici sono i protagonisti dell’attività
sull’assistenza e l’approccio universalistico però si da priorità a soggetti di bisogno.

Modello social democratico: in Olanda in cui l’assistenza sociale ha schemi universalistici,


attraverso la fiscalità genere

Modello liberale: i sussidi sono verificati nello stato di bisogno Regno UNITO

Modello assicurativi: tutela categoriale e presente in Germania

Si arriva al modello mediterraneo in Italia, prima c’erano soggetti privati

Nel 800’ i soggetti privati sono i detentori dell’assistenza sociale, c’è una prima attenzione sui
servizi sociali dopo la creazione della classe operaia.

Nel 1890 “legge Crispi” che pubblicizzava dei compiti affidati a enti privati.
Con il fascismo: assistenza sociale è affidata a categorie come gli enti comuni di assistenza e opere
essenziali sopravvivono al regime perché acquistano assistenza profughi.

Con l’avvento della costituzione c’è un approccio concentrato sulla persona, nonostante la cost
che affermi i diritti del singolo però di fatto l’attuazione dei diritto non è contemporanea alla
costituzione.

Il welfare rimane selettivo, negli anni 60’-70 c’è un ripensamento delle riforme in questa fase è
importante il progetto “ottanta” programma economico e nazionale. Si passa da assistenza sociale
a servizi sociali, questi ultimi sono una presa incarico degli enti pubblici per il bisogno del cittadino
si pasa sul principio dell’eguaglianza sostanziale.

Anni 80’ ai 2000 dpr 616/1977 competenze a livello regionale e all’erogazione di servizi a
pagamento e le prestazioni previdenziali sono escluse. E poi il ruolo dei comuni vengono coinvolti
nell’attuazione della materia dei servizi sociali. I SS sono un concetto molto ampio contiene la
beneficenza pubblica.

Con il d.lgs 112/98 i servizi sociali vengono circoscritti per situazioni di bisogno e affermato il
principio universalistico, tutela concentrata sulla persona

Legge quadro 238/2000 pone l’obiettivo di razionalizzare il sistema e la concezione dei servizi
sociali come oggi. Le competenze fra stato-regioni-comuni, lo stato dopo la riforma del Titolo V ha
un potere vincolante su livelli essenziali e art 117 cost, comma 2 (p) le funzioni essenziali fra le
competenze stato-regioni-comuni.

Lo stato ha un ruolo di organizzazione dei livelli minimi, determina i profili professionali .

La regione emana attraverso il piano regionale, legifera sul funzionamento dei servizi, indirizzo e
pianificazione, verifica l’attività sociale e gestisce la materia in modo diretto.

I comuni si occupano dell’erogazione delle prestazioni, elaborano i piani di zona e definiscono


parametri di valutazione per le prestazioni;

Viene data la priorità a chi ha bisogno si basa sul Principio Universalistico selettivo.

Amministrazioni di sostegno
I servizi socio sanitari hanno delle competenze in vari settori, infatti un ruolo nuovo è quello
nell’amministrazione di sostegno, un istituto che nasce con la legge 6 del 2004 è stato introdotto
per tutela la persona, riguardo l’interdizione e inabilitazione.

Inabilitazione: è uno strumento residuale di tutela ,si occupa di dare tutela a soggetti che hanno
problemi legati a alcolismo, droghe…

Interdizione: istituto più forte che si rivolge a soggetti che non possono provvedere
autonomamente alle proprie esigenze e non hanno la capacità d’agire. Viene assegnato un tutore
che si occupa non solo delle necessità economiche ma anche della cura della persona. È di natura
residuale, il tribunale di Torino ricorre a questo strumento e ne valorizza l’approccio di tutela nei
casi in cui non sia capace di provvedere ai propri interessi.

L’amministrazione di sostegno, il provvedimento non è una privazione della capacità d’agire ma


come uno “vestito addosso al soggetto nello stato di bisogno”. Introdotto dal giudice tutelare, con
un decreto vengono individuate le attività che il soggetto deve far con il curatore. Il beneficiario ha
delle vulnerabilità necessita d’aiuto e il sostegno è personalizzato.

I servizi socio-sanitari hanno un ruolo importante perché hanno compiti di segnalazione e aiuto al
fine di garantire la presa di questa misura per i beneficiario.

Art 406 cod.civ gli AS impegnati alla cura della persona, fatti tali che possono avviare il
procedimento di amministrazione, rivolgendosi al giudice tutelare e rendere noto al PM.

Gli AS sociali e socio sanitari hanno questo potere di segnalare il soggetto che ha bisogno
protettivo, nell’arco del procedimento hanno il ruolo di collaborazione con il giudice tutelare per
predisporre un piano d’intervento, possono indicare il curatore che viene scelto tra le persone
vicino al beneficiario. I servizi socio -sanitari è il compito delle informative, relazioni periodiche che
danno contezza al giudice tutelare sull’andamento dell’amministrazione di sostegno e la modifica
della misura chiudendo l’amministrazione di sostegno perché il beneficiario può muoversi
autonomamente, oppure quando si deve ricorre all’interdizione.

All’interno del procedimento gli AS partecipano alle udienze per rendere dotto al giudice tutelare il
lavoro, e per relazionare di persona i soggetti che sono vicini al beneficiario. Se la situazione è
circoscritta a un periodo di tempo la misura potrebbe essere rimossa, l’interdizione è soggetta a
revoca.

L’amministrazione di sostegno è stata pensata per tutelare gli interessi economi dell’interessato, il
tutore ha un ruolo di cura il curatore si occupa delle questioni economica del soggetto.

Non toglie la capacità di agire al beneficiario. Il ruolo di segnalazione al PM o al giudice tutelare fa


si che il meccanismo giudiziario possa attivarsi per tutelare la persona, i servizi socio sanitari hanno
ruolo fondamentale per il proseguo della situazione del beneficiario.

Il ruolo dei servizi socio sanitari: monitoraggio della situazione, attuare i provvedimenti del giudice
tutelare con la famiglia, nel dar conto dell’evoluzione della situazione e si tiene presente la
situazione del beneficiario.

Il vecchio progetto di legge era orientato sul prevede una responsabilità nel caso in cui ci fossero
dei ritardi, poi nella legge gli operatori socio sanitari hanno una responsabilità a “cascata” la razio
è di tutelare la persone con una situazione con pari opportunità, c’è una responsabilità quando si
individua un soggetto a causa delle negligenza del servizio, per la tutela della persona ecco qui è
responsabile l’AS.
Beni pubblici
La cost. art 42

La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato ad enti o a privati.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge che ne determina i modi di acquisto, di
godimento e i limiti allo scopo di assicurare la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per
motivi d’interesse generale.

Esiste anche la proprietà pubblica e che stato e altri enti pubblici possono essere proprietari come
altri enti, e che il resto della norma si preoccupa della proprietà privata, riconoscere la possibilità
che questa proprietà possono essere ridotte i poteri che il privato proprietario può esercitare su
una cosa di sua proprietà. La norma si preoccupa che in casi particolari che deve non essere
prevista dalla legge da un indennizzo, la stessa proprietà privata può essere spropriata, quindi ci
sono dei limiti che possono essere esposti alla proprietà privata.

Il 1c. la norma è stata interpretata che la cost garantisca un regime pubblicistico peculiare della
proprietà di cose quando queste appartengo allo stato a altri enti pubblici.

Perché il regime della proprietà pubblica deve essere diverso da quello dei privati?

Gli enti pubblici per poter svolgere le loro attività devono avere dei beni che devono consentire
delle attività che enti pubblici sono chiamati a svolgere nel perseguimento del bene pubblico.

Questo tipo di regime proprietario ha dei vincoli che caratterizzano questo rispetto al regime pieno
della proprietà privata, e le amministrazioni a differenza die privati gestiscono dei beni non tanto
per necessità di funzioni proprie ma per metterli alla collettività, es. le strade, musei.

Lo stato e le amministrazioni hanno a differenza dei privati oltre al diritto di proprietà che
caratterizza la proprietà dei privati, un regime di tipologia pubblicistica.

La proprietà piena di tipo privatistico, ognuno di nome persona fisica ha sugli oggetti di proprietà,
bisogna riferirsi art 832 del cod. civ “ il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in
modo pieno ed esclusivo, entro i limiti con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento”

L’idea di pienezza e esclusività fa riferimento al diritto che ogni proprietario privato ha di escludere
gli altri dal proprio diritto di godimento.

Cosa consiste il regime pubblicistico che si aggiunge al regime privatistico)

Questo regime che non hanno i privati ricomprende una categoria non omogeni di modelli di
proprietà, con varietà di regimi.

Il regime pubblicistico si distingue in due filoni:


1. Beni demaniali: la vera proprietà pubblicistica in senso pieno è quella riferita a questi beni
disciplinati da regole pubblicistiche
2. Beni patrimoniali : sono soggetti a regole particolari qualora non sia diversamente disposto
dalla regole del codice civile. Quindi hanno delle limitazioni, non è equivalente alla
proprietà in senso demaniali ma ne anche alla proprietà privata in senso proprio. Possono
essere oggetto di compressioni dovute alle soddisfazioni di finalità pubblica es. beni
culturali.
- Indisponibili
- Disponibili

I beni demaniali

Art 822 cod. civ divide I beni demaniali in:

- Demanio necessario: Appartengono allo stato le spiagge (demanio marittimo ), fiumi, i


laghi,( demanio idrico), le opere alla difesa nazionale(demanio militare). Questo elenco
appartengono allo stato o centri alle regioni, è un elenco tassativo, e le tipologie sono tutti
bene immobili.
- Demanio eventuale o accidentale: fanno parte del demanio pubblico le strade, autostrade,
acquedotti, musei e infine altri beni che sono dalla legge assoggettati proprio del demanio
pubblico. Questi beni fanno parte dello Stato o altri enti territoriali, significa che le
tipologie di beni che sono elencate art 822 sono oggetti privati ma se appartengono a enti
pubblici seguono il regime della demanialità. Si tratta in alcuni casi di beni immobili ma in
più ci sono le universalità di mobili, cioè complessi di cose mobili che vengono considerati
come complessi e non come unità, il bene è considerato dal diritto come complesso
( archivio delle biblioteche). Appartengono a questo i beni che sono alla legge assoggettati
dal demanio pubblico, apre la porta al legislatore a cui assoggettare al demanio che vanno
affiancare a queste tipologie di beni.

Demanio artificiale e naturale.

Beni demaniali- regime

Il regime è disciplinato dall’art 823 del cod.civ “i beni che fanno parte del demanio pubblico sono
inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti
stabiliti dalla legge che li riguardano.

Spetta all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demonio pubblico. Essa ha
la facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinarsi a difesa della
proprietà e del possesso regolati dal presente codice civile”

I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili: sono sottratti al commercio e alla
spropiazione e non possono essere oggetto di usocapione , non possono formare oggetto di diritti
a favore di terzi per esempio che non possono essere dati in affitto. Possono essere dati in uso
esclusivo a singoli utilizzatori tramite un provvedimento amministrativo, la concezione
amministrativa che ha carattere temporaneo e costosa.

L’amministrazione procede a tutelare i bene in via amministrativa senza avvalersi di un giudice


mentre i privati se ritengono che un latro soggetto occupi un terreno di loro proprietà devono
rivolgersi al giudice che ordini lo scombro. L’amministrazione lo può fare direttamente applicare
delle sanzioni e ordinare lo sgombero .

Il bene demaniale non cessa mai di essere demaniale?

Questa può cessare per la distruzione del bene o cessazione della destinazione, fortezza che non
viene più adibita in uso militare. Deve essere attestata da un atto amministrativo, comporta la
cessazione delle limitazioni alla proprietà pubblica derivanti dal regime di demanialità.

Beni patrimoniali: art 826 cod. civ tutti gli altri beni appartenenti allo Stato, province, comuni che
non siano beni demaniali.

Questa differenza è data da una differenza economica

Beni del patrimonio indisponibili: comprende dei beni che sono destinati direttamente ad un fine
pubblico hanno una condizione simile a quella dei beni demaniali hanno dei limiti, questi non sono
cosi stringenti.

Beni del patrimonio disponibile: è caratterizzata ad avere un’attività strumentale, servono alla
produzione di altri beni, a garantire entrate patrimoniali degli enti a cui appartengono per tale
ragione sono oggetto di applicazione del diritto privato.

La norma individua i beni indisponibili foresta, beni archeologici…. Sono indicati dall’art 826 nel
primo caso beni appartenenti allo Stato oppure appartenenti a province e comuni.

Beni del pubblico servizio possono appartenere a enti pubblici non necessariamente territoriale, il
regime di margine di questi beni, questi beni di tipo indisponibili non possono essere sottratti alla
loro destinazione a meno che questo non segua le modalità che la legge gli imponga, tutto questo
con un atto amministrativo. Possono essere venduti ma a differenza dei beni demaniali che non
possono essere venduti a meno che non vengano sdemanializzati, il bene indisponibile può essere
venduto solamente viene mantenuto il vincolo di destinazione.

Beni patrimoniali disponibili

Sono tutti gli altri che non hanno una destinazione specifica, non vengono elencati neppure in
modo specifico, es. un edificio pubblico non più adibito a un ospedale, di questi beni gli enti
pubblici possono vendendolo a terzi medianti contratti di affitto. Questi hanno un utilità
strumentale perché servono alla produzione di altri beni e garantire entrate patrimoniale all’ente a
cui appartengono, qui non c’è una destinazione specifica rivolta alla collettività ma sono destinati
ad avere un utilità strumentale per l’ente pubblico che ne è proprietario.
Le situazioni giuridiche soggettive cap 3 parte 1
Lo scopo del diritto è quello di garantire la sopravvivenza del gruppo sociale. I vari soggetti però
hanno degli interessi diversi, cioè aspirazioni dei vari soggetti verso determinate attività ritenute
idonee per soddisfare i propri bisogni.

Di questi interessi l’ordinamento si preoccupa delle aspirazioni dei vari soggetti, il problema sorge
quando questi bene della vita sono in numero limitato, succede che entrano in conflitto le
aspirazioni di diversi gruppi sociali.

L’ordinamento interviene quando l’ordine viene turbato quando per esempio viene sottratto un
bene a un altro.

La norma serve a fare capire ai consociati quello che possono o non devono fare, esse fanno
prevalere l’interesse rispetto a un altro.

Le situazioni giuridiche soggettive: situazioni sostanziali d’interesse esistente in capo a un soggetto


o a un gruppo di soggetti a cui l’ordinamento giuridico accorda protezione e tutela.

Diritto soggettivo: la situazione giuridica più ampia riconosciuta dal ordinamento su un soggetto;
posizione giuridica soggettiva che l’ordinamento giuridico attribuisce a un soggetto riconoscendoli
determinate utilità in relazione di un certo bene e accordandoli tutela a esso in modo pieno e
immediato senza intermediazione della pubblica amministrazione.

Es. il diritto di proprietà è un diritto soggettivo, godere su un bene; mette in relazione il soggetto a
una cosa e gli riconosce il diritto di tutela di questa bene in modo pieno e immediato.

Le norme riconoscono la posizione di vantaggio al proprietario se ritiene violato andrà dal giudice,
il giudice deciderà il proprietario di quel bene.

L’amministrazione può comprime questo diritto ma non può riconoscerlo perché lo fanno le
norme, e definisce il diritto soggettivo.

Diritti assoluti: es la proprietà, un interesse per il proprietario per un obbligo dell’interesse stesso.

Diritti relativi: un comportamento positivo o negativo va su soggetti determinati. È l’obbligo di


dare un denaro in una compravendita ecco qui grava sulla persona che ha comprato il bene, la
pretesa di chi ha venduto di ottenere i soldi che viene tutelata dal diritto.
Interessi legittimi: ( è la posizione del privato nei confronti del potere dell’amministrazione) , una
situazione giuridica soggettiva che si relaziona con potere autoritativo dell’amministrazione.
L’ordinamento attribuisce una certa tutela. In questo caso l’interesse legittimo è la situazione che
si crea nel momento in cui nell’interesse della vita interviene l’amministrazione. Deve prevalere
l’interesse pubblico e che in determinate situazione si deve perseguire l’interesse pubblico.
Quando l’ordinamento ritiene che ci siano degli interessi pubblici, esso attribuisce
all’amministrazione un potere, si intende la potenzialità astratta a tenere un comportamento.

Nel diritto amministrativo il potere si fa riferimento a quei poteri che sono attribuite dalla legge
alle amministrazioni, esse sono in grado di produrre unilateralmente( senza che sia necessaria
accordo con i privati) vicende giuridiche, sono vicende che impattano nella sfera giuridica del
destinatario.

Il pubblico concorso, è l’interesse pubblico riconosciuto giuridicamente prende quel posto di


lavoro la persone più meritevole e cosi si fa un concorso. L’amministrazione quando ha il potere
condiziona l’interesse del privato, perché soddisfa l’aspirazione di un solo soggetto quello più
meritevole.

Ci sono due forme di tutela:

- Indiretta
- Giudice amministrativo

l’esercizio del potere sfocia di un procedimento sequenza di atti che sono tutti deputati a garantire
la migliore scelta dell’amministrazione nel caso concreto.

Il concorso pubblico, c’è una persona che vince, gli altri hanno un interesse legittimo, l’unica
forma di tutela del privato è la pretesa della legalità dell’amministrazione.

Principio di motivazione degli atti: l’amministrazione che fa la scelta, in una parte di questo atto ci
deve essere le ragioni perché l’amministrazione ha fatto quella scelta.

Diritto soggettivo può incontrare l’esercizio di un potere amministrativo?

Certo, quando ha il potere di espropriazione di opera pubblica, es un ‘area che va a incontrare un


potere.

Quando il diritto soggettivo incontra l’esercizio di un potere amministrativo, il diritto soggettivo


affievolisce perdere la forza propria dei diritti soggettivi, e diventa interesse legittimo. Quando
l’amministrazione espropria il mio bene io avrò un interesse legittimo non più la tutela di un diritto
soggettivo, un utilizzo corretto del potere amministrativo.

Interessi diffusi e collettivi: un sistema che è stato introdotto dalla giurisprudenza per ampliare le
maglie dell’interesse legittimi fino a includere situazione in cui il soggetto agisce il giudizio
nell’interesse del suo gruppo determintato. Questo emerge perché è stato attribuito
all’ordinamento interessi che si configurano a capo di collettività generali. Es. l’interesse a un
ambinete pulito ecco l’interesse apparteine a una collettività generale, come fa chiedere
all’ordinamento una tutela? Sono stati sforzati i confini dell’interesse legittimo, è riconosciuta a
soggetti a giudicare in giudizio per i propri interessi, interessi riferibili a scpecifiche categorie o
gruppi organizzati , ad esempio associazioni che hanno dei porta voci; è riconosciuta una
legittimitazione processuali per la tutela di tutto il gruppo oppure a un interesse individuali. Per
consentire una tutela processuali qualcuno possa farsi porta voce davanti al giudice.

Possono partecipare a un procedimento amministrazione secondo quanto dispone art 9 la l. n


241/1990 non è ancora stato adottato il procedimento finale, l’intervento nel procedimento è una
forma d’intervento prima che l’amministrazione decida sul caso concreto, l’interessati possono
intervenire nel procedimento di cui l’amministrazione deve tenere conto in scelta finale. Hanno
una tutela procedimentale possono partecipare, essi possono derivare un giudizio.

Il provvedimento- nozione
Come questo potere viene esercitato dall’amministrazione?

Amministrazione agisce tramite atti: il provvedimento è una categoria specifica di atti


dell’amministrazione è rappresenta lo strumento principe con i quali l’amministrazione esercita il
potere e l’interesse pubblico.

La legge fondamentale che detta le garanzie fondamentali dell’azione amministrativa; è la l. n


241/1990 :

non dà una definizione del provvedimento, esso è atto tipico e nominato che esprime la volontà
dell’amministrazione con il quale essa produce unilateralmente effetti giuridici nei confronti di
terzi e essa costituisce modifica o estingue situazioni giuridiche del destinatari dell’atto stesso:

con il provvedimento si esterna la volontà dell’amministrazione ( la norma giuridica pre esiste è


astratta; il provvedimento è concreto applica la norma in un caso concreto ) la norma attribuisce
all’amministrazione il potere e cosi essa andrà a valutare la situazione potrà rilasciare una
concessione. Gli atti che non esprimono la volontà dell’amministrazione sono fuori dal
provvedimento.

Tipicità e nominatività: il principio di legalità esprime l’esigenza che l’amministrazione sia


assoggetta alla legge, esso si distingue in seno di conformità formale : l’azione amm svolge solo i
poteri conferiti dalla legge, amm esercita i poteri che ad essa sono conferiti dalla legge e
sostanziale: non è sufficiente che la legge attribuisca il potere, l’amm deve esercitarlo secondo le
modalità che la legge le indica.

Tipicità : sono collegate a questo principio di legalità, sono applicazione pratiche del
provvedimento collegate a quel principio, che i provvedimenti amm sono solo quelli previsti dalla
legge, l’esercizio di un potere deve produrre gli effetti della legge, si distingue il provvedimento
dalla negoziazione dei privati possono stipulare contratti senza attenersi alla legge.

La nominatività fa riferimento che l’amm può avere solo degli schemi provvedimentali che sono
dati dalla legge, le tipologie di provvedimenti non sono definite e plasmabili dall’amministrazione
non può inventarsi lo schema provvedimentale perché deve attenersi alla legge che conferisce il
potere.

Ordinanze contingentibili urgenti : categoria di provvedimenti amministrativi, gli stati debbono


adottarsi di strumenti per far fronte a situazione di emergenza che possono mettere a rischio delle
esigenze della società, queste situazioni emergenziali non si prestano a essere disciplinate in via
preventiva in un modo puntuale a livello di fonti del diritto. Esistono delle disposizioni di legge
autorizzano all’ministrazione delle ordinanze contingentibili e urgenti. Per esempio c’è una
disposizioni di legge che attribuisce al sindaco di adottare questi provvedimenti in caso di esigenze
sanitarie, pubbliche. Situazioni emergenziali che non possono essere viste in modo preciso delle
leggi, rispetto il principio di legalità in senso formale e lasciano il contenuto del potere, sono
provvedimenti che sono atipici ma la legge che attribuisce il potere non può essere tipico perché
non prevede la situazione in caso specifico. Il principio è costituzionale dell’azione amm, la corte
cost. è stata più volte ad intervenire dice che entro a determinate limiti le ordinanze non possono
essere emanate con i principi fondamentali delle cost e contro il principio di legalità, è un efficacia
limitata nel tempo. Queste situazioni d’emergenza se sono contenute già da leggi ecco qui le
ordinanze non possono essere più utilizzate perché svolgono solo il loro compito quando ci
troviamo in una situazione d’emergenza. Es. l’ordinanza della chiusura della discoteca davanti al
giudice amm, l’ordinanza era stata adottata perché questa situazione sia regolata da fonti
normative l’hanno fatto per abbassare il livello di contagio.

Autoritatività: consiste nella capacità del provvedimento di produrre unilateralmente ( senza che
il destinatario del provvedimento non sia d’accordo) delle modifiche nella sfera giuridica dei terzi.
il provvedimento produce gli effetti in modo unilaterale, l’amministrazione adotta provvedimenti
che non restringe la sfera del destinatario.

Se un certo provvedimento amministrativo è stato adottato per un interesse privato o non per un
interesse pubblico può essere annullato dal giudice amministrativo.

Esecutività: si intende la capacità di produrre autonomamente effetti giuridici, il provvedimento


dell’amministrazione è preordinato senza che ci siano ulteriori atti del destinatario. È prevista dalla
legge 241, esecutività del l’atto consegue che il provvedimento è perfetto e efficace, quando è così
è riduttivo d’effetti senza necessità di ulteriore atti del privato. Perfezione e efficacia sono
presupposti necessari perché il provvedimento sia esecutivo e esecutorio. Per perfezione l’atto
amministrativo contiene tutti gli elementi essenziali: sono il soggetto, l’oggetto, finalità e la forma;
la perfezione sia ha quando l’atto ammnistrativo è completo, viene cosi adottato dalla sua forma
esecutiva però non è detto che sia efficace. l’efficacia indica che l’atto amministrativo già perfetto
possa esplicare gli effetti giuridici nella sfera del destinatario. Un atto amministrativo anche se è
perfetto non è sempre efficace quando per esempio si hanno atti amministrativi ricettizi che
devono essere portati a conoscenza dei destinatari.

Quindi l’atto deve essere sia efficace e sia perfetto.

Quando il provvedimento ricettizio, il destinatario non deve dire si sono d’accordo oppure no,
deve esserne solo a conoscenza.

Esecutorietà: si riferisce al momento dell’esecuzione concreta del provvedimento, attiene a


provvedimenti particolari i cui effetti si producono soltanto grazie a un comportamento attivo da
parte del soggetto ricevente. Es. l’ordinanza di sgombero, il provvedimento perché si produce
l’effetto occorre che il destinatario del provvedimento demolisca il manufatto oggetto di
provvedimento, si prende in considerazione che il destinatario non collabori ecco qui
l’esecutorietà consiste quando la caratteristica sia espressa dalla legge e nel momento in cui la
produzione degli effetti si produce con la cooperazione del destinatario allora l’amministrazione lo
porta coattivamente senza una pronuncia del giudice. Se il proprietario del manufatto non
provvede sarà l’amministrazione provvederà addebitando le spesa al proprietario.

L’atto amministrativo è produttivo nei confronti di terzi, indipendentemente dalla sua conformità
dalla legge, una volta che il provvedimento è efficace ha degli effetti perché si presume che sia
legittimo. Anche se il provvedimento ha delle non conformità rispetto alla legge è comunque
produttivo fino a che non ci sia una pronuncia che dice che sia illegittimo.

Come fa la norma giuridica attribuisce il potere?

I limiti non sono gli stessi che sceglie la legge per attribuirli all’amministrazione. Ci sono diversi
limiti di potere:

vincolato: le legge che attribuisce il potere vincola l’amministrazione dell’uso di questo potere,
l’amministrazione pre determina l’esercizio di potere da parte dell’amministrazione. Nel caso in
cui il capo di bestiame ha un patologia e deve essere abbattuto, la legge vincola l’amministrazione
nel l’uso del potere.

discrezionalità: che si ricollega a un margine di scelta che la norma attributiva del potere lascia
all’amministrazione, nel l’ambito dell’attribuzione del potere lascia dei margini di scelta
all’amministrazione, cioè libertà di scelta dell’amministrazione sempre per il perseguimento
dell’interesse pubblico e nei limiti di scelta. È il margine di scelta che la norma lascia
all’amministrazione affinchè essa possa individuare la soluzione migliore per curare l’interesse
pubblico nel caso concreto. La scelta avviene attraverso una valutazione comparativa con interessi
pubblici e con interessi dei privati, perchè l’interesse pubblico non vive isolato. Es le pale eoliche
sono un perseguimento dell’interesse ambientale però sono si pongono in conflitto con l’estetica
del paesaggio.

Es. un caso di cronaca alle scelte sulla TAV troviamo diversi interessi: il perseguimento d’interesse
pubblico per avere uno strumento di comunicazione più veloce, poi c’è i paesaggio,
presuppongono il bilanciamento d’interessi diversi.
La discrezionalità tecnica: qui non c’è un bilanciamento degli interessi, significa che il tipo di
valutazione che va condotta sulla base di conoscenze tecniche scientifiche che dà però risultati
non certi e opinabili. È una valutazione opinabile relativa alla sussistenza dei presupposti di leggi.
Qui manca il connotato della discrezionalità non c’è il bilanciamento degli interessi in gioco, è solo
una valutazione dell’amministrazione utilizzando scienze extra giuridiche la cui applicazione da
luogo a risultati opinabili. Questo è un momento a monte per i presupposti della scelta.

La discrezionalità mista: combinazione tra le due precedenti, es. i capo di bestiame ci sia il rischio
di una epidemia se ci sia un modo per controllarla, qui bisogna valutare se ci sia un rischio quando
c’è esso allora parte la discrezionalità cioè la scelta sullo strumento migliore per la base
dell’attribuzione del potere cioè il contenimento della epidemia stessa.

La modalità dell’esercizio del potere a carico dell’amministrazione , la modalità il cui il potere può
venire esercitato non è sempre la stessa distinguiamo:

- il potere vincolato: l’amministrazione che ha determinati fatti è obbligata a esercitare il


potere in un certo modo,
- potere discrezionale: la legge lasci dei margini di scelta, la legge attributiva del potere non
pre determina il tipo di provvedimento che l’amministrazione deve adottare, le lascia un
margine di scelta, questo spazio non è equivalente al margine di scelta che ha un privato.
Non significa che l’amministrazione dimentichi che esistono altri interessi. Ci sono interessi
pubblici che si possono scontrare, come es, delle pale eoliche. Questa scelta sarà fatta alla
fine del provvedimento e costituire un elemento fondamentale del provvedimento perché
consente all’interessati il perché l’amministrazione ha fatto questa scelta e essi possono
contestarla davanti a un giudice.

Il provvedimento- elementi essenziali

Sono elementi che deve avere perché se non li ha il provvedimento è nullo, nella legge 241/1990
art 21 è nullo il provvedimento che non ha determinati elementi.

L’identificazione di questi elementi viene fatta su base interpretativa, ci sono una serie di elementi
essenziali:

1. soggetto: chi emana l’atto (provvedimento), deve avere l’attribuzione di competenza che
deve essere fatta dalla legge. Gli organi di uffici vuole dire riferisti a figure organizzative
negli enti pubblici, ma hanno bisogno di persone fisiche che agiscono, nel caso
dell’organizzazione pubbliche l’assegnazione di queste ci deve essere un atto formale,
instaura un rapporto di immedesimazione organica, un rapporto interno organizzato , la
persona fisica è legata all’ente dal rapporto di impiego che ha come contenuto il compenso
di diritti e gli obblighi che il singolo ha con il datore di lavoro. Così gli atti vengono attribuiti
all’ente, il problema che si pone che il rapporto di servizio della persone fisica all’ente, per
quei atti che sono stati posti in essere della persona fisica con un rapporto inesistente, da
una parte manca un legame formale all’ente pubblico e questa persona ha compiuto però
degli atti, ci saranno dei cittadini che hanno fato affidamento a quella persona fosse
competente. I privati non possono verificare se quella persone fisica ha un atto di
investitura è valido oppure no. Gli atti di questi soggetti possono essere invalidati per
evitare questo è stata elaborata la figura del funzionario di fatto , un soggetto esercita
delle funzioni pubbliche, in base al principio di effettività che venga punito a gli occhi della
società, si instaura un rapporto organico di fatto , che rende legittimi i provvedimenti
adottati.
2. contenuto o dichiarazione di volontà: si deve produrre una certa vicenda giuridica, la
dichiarazione è elemento essenziali che l’amministrazione esplicita la sua volontà.
3. Oggetto : è il termine passivo ciò che subisce gli effetti del provvedimento, determinabile e
lecito possibili. Es l’espropriazione l’oggetto è il bene espropriato.
4. finalità o causa: scopo tipico costante che è rivolto alla realizzazione del pubblico interesse
stabilito dalla legge. I motivi sono variabili, la causa è il trasferimento dalla proprietà dal
privato all’ministrazione, l’oggetto è il bene espropriati, i motivi invece possono essere vari.
5. Forma: il provvedimento deve avere una forma che assume la dichiarazione di volontà, la
veste giuridica che assume la veste di volontà, atto ha una forma scritta, però per certi atti
amministrativi possono essere orali o in forma simbolica ( indicazioni stradali).

Motivazione: questa è un’idea forviante, questa è fondamentale del provvedimento, quella parte
in cui l’amministrazione deve dare conto i presupposti di fatto e la ragione di diritto. Tutto vero
però parlare di elemento essenziale , però la mancanza di motivazione non determina la nullità
del provvedimento.

elementi accidentali del provvedimento amministrativo:

sono elementi che possono essere apposti al provvedimento dall'amministrazione , essa goda di un potere
discrezionale. I limiti dell'amministrazione per questi elementi sono che questi devono essere coerenti con
il fine pubblico della legge, e leciti quando non lo sono non rendono invalido tutti il provvedimento.

la teoria degli elementi accidentali:

1. Condizione : consiste nella previsione di un fatto che è futuro e incerto, il cui verificarsi dipende la
produzione degli effetti del provvedimento. Questa può essere sospensiva quando sospende gli effetti fino
a quando non si ha il fatto , oppure risolutiva nel verificarsi smettano di verificarsi gli effetti
(l'amministrazione concede un contributo fino a quando non ci sarà un altro provvedimento c he determina
la cessazione del vecchio provvedimento )

2. Termine: evento futuro ma certo, una certa data a partire dalla quale decorrono o cessano gli effetti del
provvedimento. Ci sono dei provvedimenti che hanno una durata limitata, per esempio l'occupazione
d'urgenza hanno una durata nel tempo.

3. Modo: può essere apposto solamente se lo prevede la legge, è una sorta di limite della produzione degli
effetti, per esempio della patente che è un provvedimento amministrativo che provvede un limitazione
della portata degli occhiali del guidatore.

Tipologie di provvedimenti:
AMPLIATIVI: apliano la sfera giuridica al destinatario, gli consentano qualcosa che prima non gli era
consentito.

1. Autorizzazione: è un provvedimento ampliativi che permette di fare qualcosa, con cui l'amministrazione
in funzione prevendita ( deve essere fatta prima di qualsiasi attività) di provvedere alla rimozione di un
limite legale all'esercizio di un diritto che il privato già aveva. Es. il permesso a costruire, il terreno è
deficabile ma questo non significa che uno può costruire quello che vuole, per poter costruire si deve avere
un permesso dall'amministrazione essa chiederà il progetto e valuterà sia compatibile con l'interesse
pubblico e all'assetto del territorio , così se approva toglierà il limite di costruire e questa rimozione
avviane previa valutazione sulla conformità all'interesse pubblico all'attività che si vuole svolgere.

2. Concessione: un provvedimento discrezionale con cui viene attribuito al destinatario del provvedimento
delle situazione giuridiche che era estranee alla sua sfera giuridica. es la concessione della cittadinanza, qui
il provvedimento aplia la sfera giuridica e gli si dà qualcosa di nuovo . può essere costututiva tutto nuovoa.
oppure traslativo qui viene attribuito al destinatario vengono trasferite delle potestà che aspettano
all'amministrazione es. al caso della concessione dell'esercizio dell'attività ricerca archeologica queste sono
riservate alla Stato ma con un provvedimento di concessione può trasferire l'esercizio anche a privati.
Concessioni traslativo costitutivo: i beni demaniali non viene trasferito al privato il diritto di proprietà ma
viene trasferito il godimento di questi. Questa è svincolata da un legame preesiste tra il destinatario e la il
diritto su qualcosa.

3. ammissione: accertamento dell'amministrazione che il singolo fruisca di determinate prestazioni. Questo


permesso viene dato a seguito di un accertamento, es. ammissione dall'università avviene solo dopo
accertamenti.

4. Abilitazione: atto ampliativo, lascio è dato dalla idoneità tecnica a soggetti a svolgere delle attività, per
es. il superamento di un esame per svolgere delle professioni.

5. Nulla - osta: atto edoprocedimentale ( si innesta in un procedimento più ampio) necessario, che viene
emanato da un amministrazione diversa da quella che deve adottare il provvedimento, essa dichiara con un
nulla osta che non ci siano ostacoli per il provvedimento finale.

RESTRITTIVI: agiscono negativamente nella sfera giuridica degli amministrati

1. Ablatori: che privano di certi diritti su destinatari, es, espropriazione

2. Sanzionatori : conseguenze sfavorevoli al compimento di una fatto illecito, es. multa. la confisca e il
sequestro la differenza che entrambi consistono nella sottrazione di qualcosa, la cosa confiscata può essere
distrutta o per altri interessi, il sequestro è una cosa provvisoria.

Procedimento amministrativo

il provvedimento ( è l'atto finale) è la conseguenza di un procedimento amministrativo.

Procedimento amministrativo: è dato da una serie coordinata di atti che si svolgono su una certa
sequenza e che costituiscono il percorso dell'amministrazione per adottare un certo provvedimento per
un interesse pubblico
il testo è l.n 241\1990

Queste tre fasi sono necessarie

1. INIZIATIVA : momento propulsivo del procedimento, succede qualcosa l'amministrazione ha il dovere di


procedere e provvedere, cioè di fare una scelta. Fase di partenza:

- procedimento istanza di parte: l'atto d'impulso che fa partire il procedimento, che parte da un soggetto
privato, che è diverso dall'amministrazione che deve adottare il provvedimento finale; l'esercizio concreto
del potere che si esprime nel provvedimento sarà stimolato dal soggetto che è interessato. La domanda
dell'interessato da avvio al procedimento.

- d'ufficio : non tutti i provvedimenti che ampliano la sfera giuridici dei destinatari ma che la comprimano,
determinati procedimenti possono essere avviato d'ufficio, la stessa amministrazione per il perseguimento
di un interesse pubblico che ha il compito di avviare d'ufficio il procedimento che ritenga che si verifica un
caso che gli è stato attribuito. Es la espropriazione, che ritiene di costruire qualcosa è lei che avvia un
procedimento amministrativo d'ufficio per la circonvalazione da far passare nel paese. Non fanno sorgere
all'ministrazione di avviare il procedimento, spetta sempre all'amministrazione di avviarlo.

La legge singola del settore incomincia d'ufficio o istanza di parte.

Comunicazione avvio del procedimento: atto endoprocedimentale ( si trova in tutti i procedimenti


indipendentemente da come parte), destinato a produrre effetti solo all'interno del procedimento.

è comunicato:

- soggetti confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, che devono essere
messi a conoscenza di un procedimento sia stato avviato

- a quelli che per legge debbono intervenirvi, sono altre leggi di settori che stabiliscono che ci siano dei
soggetti che devono intervenire nel procedimento, l'amministrazione deve comunicare l'avvio.

- un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi


dai suoi diretti destinatari l'amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell'inizio
del procedimento.

la comunicazione d'avvio del procedimento: serve a mettere i destinatari nella condizione di sapere che ci
sia un procedimento che può sfociare in un provvedimento e devono sapere che i destinatari possano
partecipare e intervenire nel procedimento.

Quindi sono presenti questi soggetti nell'avvio del procedimento:

- amministrazione competente

- oggetto del procedimento

- l'ufficio, il domicilio digitale dell'amministrazione la persona responsabile del procedimento, di far


funzionare la macchina del procedimento

- termine di conclusione del procedimento, la data dell'istanza, modalità, l'ufficio fino a dove si può
prendere visione ad atti non accessibili in via telematica.
se non c'è l'avvio del procedimento: non è detto che infici il provvedimento stesso, e produca un invalidità
dello stesso, quando si contesta questo può essere fatta solo dal soggetto

2. ISTRUTTORIA
l.n 241/1990 Art 7 Comunicazione di avvio del procedimento
In cui si ricostruisce la situazione concreta con cui l’amministrazione deve decidere, per applicare la
norma al caso concreto deve ricostruire la situazione reale in cui deve decidere.
Il cuore è dato dalla partecipazione, la possibilità che viene data a una serie di soggetti di
intervenire all’interno del procedimento delle memorie o dei documenti.
Es. espropriazione il terreno è posto in un area di un territorio franoso, sarebbe difficile costruire
una scuola, il soggetto coinvolto nel provvedimento porta a conoscenza l’amministrazione su
queste cose.
La comunicazione per avvio del procedimento ci sono tre soggetti:
soggetti che devono intervenite
controinteressati: diversi dai diretti interessati, la comunicazione del procedimento sia individuati e
ci sia un provvedimento del procedimento finale.

Art 9 ( Intervento nel procedimento)


I portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni, cui possa derivare un pregiudizio del
provvedimento hanno facoltà d’intervenire nel procedimento:
Di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dall’art 24: prima del 1990
nessuno poteva andare dall’amministrazione durante un procedimento, dopo questo hanno
vengono introdotte “norme sulla trasparenza dell’amministrazione” ; esercizio del diritto d’accesso,
possono chiedere all’amministrazione gli atti del procedimento, tutto questo ha lo scopo di
garantire agli interessati di conoscere gli atti, formulare le proprie memorie in modo consapevole
Di presentare memorie scritte e documenti che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano
pertinenti ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento.

La legge 241 distingue una serie di soggetti a cui deve essere comunicato l’avvio del procedimento,
cosi questi soggetti possono partecipare la procedimento amministrativo .
Ci sono altri soggetti che non sono destinatari al comunicato dell’avvio del procedimento, che
comunque possono partecipare, questi verranno a sapere del procedimento secondo altre vie
questi sono indicati dal art 9 .

Art 10 l’amministrazione ha l’obbligo di valutar queste memorie che devono essere presentate
nelle motivazioni del provvedimento ( art 3 motivazione del provvedimento) ( elementi essenziali
del provvedimento sul libro) non è qualifica come elemento essenziale non determina nullità del
provvedimento. Sia i soggetti dell’art 7 e 9 hanno gli stessi diritti, possono presentare memorie
scritte che l’amministrazione dovrà tenere conto.

Art 16 attività consultiva. Acquisizioni di pareri


Gli organi consultivi che danno dei pareri alla pubblica amministrazioni, i pareri che per le singole
legge di settori che devono essere rischisti in determinati procedimenti, l’organo consultivo è
tenuto ha comunica il parere entro 20 giorni dalla richiesta. Il responsabile del procedimento possa
decidere che sia opportuno un parere facoltativo ( l’amministrazione non è obbligata a chiedere) se
lo chiede è tenuto a comunicare all’amministrazione il termine del parere cioè 20 giorni che deve
essere presentato. Se decorre il termine l’amministrazione che deve adottare il provvedimento
procede indipendentemente dal parere.
I pareri che devono essere rilasciati, da amministrazioni preposte a una serie d’interessi critici,
tutela ambientale… qui l’organo consultivo che è preposto a questo interesse non viene applicata
quello precedente quindi il procedimento viene bloccato finche non c’è il parere.

Acquisizioni di valutazioni tecniche art 17


Dove la legge stabilisce si debbano acquisire valutazioni tecniche le cui conoscenze sono
specialistiche, questi organi o enti non provvedono nei termini pre fissati, il responsabile del
procedimento deve chiedere la valutazione tecniche ad altri organi dell’amministrazione pubblica o
enti pubblici. Se non rispettano i termini, il responsabile del procedimento non manda avanti il
procedimento ma darà ad altri organi la valutazione, c’è una sostituzione con gli organi precendenti
che non hanno rispettato i termini con quelli nuovi, il procedimento si blocca aspettando la
valutazione dei nuovi organi.

Art 10 bis nel procedimenti in stanza di parte, solo i procedimenti che iniziano a istanza di parte e
non ufficio, prima dell’adozione di un provvedimento negativo deve comunicare ai soggetti che
hanno fatto l’istanza, le ragioni per le quali l’amministrazione non vuole accogliere la domanda, gli
istanti si vedono comunicare questo atto e hanno 10 giorni per presentare per iscritto le loro
presentazioni. Questo non è da confondere con la comunicazione dell’avvio del procedimento!
I soggetti istanti possono partecipare, è una fase post istruttoria.

Non c’è un obbligo di partecipazione i soggetti che non partecipano in questa fase partecipativa e non
intervenire questo non impatta la possibilità di contestare il provvedimento davanti a un giudice.

3. DECISORIA:

l’organo competente deve decide, valutazione complessiva avvenuto nel procedimento, soggetto
adotta il provvedimento finale sarà l’organo. La discrezionalità, il bilanciamento dell’interesse
pubblico avviene in questa fase, la regola generale sia che il procedimento consegue un’istanza sia
apliato d’ufficio la regola generale che il procedimento deve concludersi con l’adozione di un
provvedimento espresso.
Art 2 previsione di un termine
Devono farlo questo procedimento entro un cero termine, se non sono previsti termini allora è la
stessa 241 che i procedimenti amministrativi devono concludersi entro 30 gg.
Comma 3 lascia un margine di scelta con decreti ministeriali ma il termine non superiore ai 90 gg.
Comma 4 eccezionalmente possono prevedere termini superiore ai 90 gg, non superiore ai 180 gg,
solo quando ci sono procedimenti complessi e ci sono problemi organizzativi dell’amministrazione.
La decisione finale deve essere assunto prendendo in riferimenti alle regole vigenti, vige il principio
del tempus regit actum, le modifiche legislative che intervengono a procedimento avviato trovano
subito applicazione.
È importante il termine perché un’azione efficace è efficace perché si svolge in un certo termine.
Amministrazione esiste e vive perché c’è un interesse pubblico da perseguire e questo fa parte da
una buona cura dell’interesse.
La scanzione procedimentali ha vari termini: endo procedimentali che vengo assegnati a soggetti
vari per il perseguimento di diversi atti
Termini per gli interessati , nel memento dei procedimenti a istanza di parte, quando
l’amministrazione vuole adottare un provvedimento relativo deve comunicare all’interessato i
motivi che ostacolano i motivi dell’istanza e da questa comunicazione decorrono 10 gg,
l’interessato può presentare dell’osservazione dove l’amministrazione deve tenere conto.
I terimni possono essere sospesi (aprono una parentesi del procedimento) solo una sola volta
entro i 30 gg, documenti che non sono già impossesso dell’amministrazione; non si facciano
sospensione troppo lunghe e ripetute.
Ci sono delle disposizioni penali per chi non rispetta il reato, omissioni di atti d’ufficio.
l’’nerzia dell’amministrazione agli interessati, a essi interessa vedere una decisione da parte
dell’amministrazione.
Art 2 9 bis : venga individuato un soggetto a cui attribuire un potere sostitutivo in caso d’inerzia, se
termina il termine, il privato potrà rivolgersi al responsabile titolare di un potere sostitutivo dovrà
concludere il procedimento al posto dell’altro soggetto rimasto inerme.

Il procedimento deve concludersi con un provvedimento espresso.


L’amministrazione può essere che non decide entro il termine previsto: il “silenzio” come forma di
conclusione del procedimento.
Art 20 l.n 241 procedimenti a istanza di parte, il silenzio dell’amminisytrazione equivale a
provvedimento di accogliemnto della domanda senza necessità di ulteriori istanza….
Si parte per procediementi a istanza di parte per il rilascio dei provvedimenti se il silenzio
dell’amministrazione è il caso in cui questo terimine l’amministrazione non ha provveduto, la legge
prevede che il silenzio corrisponda a un accoglimento dell’istanza, assume una finzione giuridica e
corrisponda a un provvedimento di accoglimento, favorevole al soggetto che ha fatto l’istanza
senza aver bisogno che il soggetto faccia altro, deve decorre il termine perché questo silenzio
accoglie la domanda del privato.
Ci sono casi in sui la legge prende il silenzio come rigetto dell’istanza, ciò abbia un valore negativo,
c’è una sorta di finzione dell’ordinamento. È il legislatore ha dire se ha un significato negativo.
Ci sono delle norme di diritto comunitario che ci sono dei procedimenti che devono concludersi con
un provvedimento espresso, in questi casi la nostra legge non può attribuire un significato al
silenzio.
Comma 4 le disposizioni di questo art non si applicano al patrimonio culturale, la difesa nazionale,
immigrazione, la cittadinanza, la salute… in questi casi quando si parla di pareri e valutazioni
tecniche essi non si applicano su determinati casi come il patrimoni culturale….
Questi sono interessi sensibili, non si possono applicare dei meccanismi di accelerazione
procedimentali. Qui non si appplica la regola che il silenzio finale equivale ad assenzio, cosa succede
in qusti casi?
Si forma un caso di adempimento, è un silenzio che non ha un significato, l’amministrazione non
perde il potere di decidere una volta che sia decorso il termine.

Art 19 SCIA ( segnalazione certificata d’inizio attività)


Ogni atto autorizzazione il cui rilascio dipenda dall’acertamento di requistiti o pre supposti richiesti
dalla legge e da atti amministrativi a contenuto generale.
Si parla di atti ampliativi, atto d’autorizzazione, il rispetto delle leggi amministrative è assicurato
attraverso semplici regime di vigilanza, la legge vuole un controllo di un’attività. Certe attività,
provvedimenti che sono sostituti a una comunicazione che l’’interessato fa all’amministrazione con
cui si dice a esse che si avvia un’attività senza un’autorizzazione. Per il compimento di certe attvitità
non ci deve essere un permesso per l’inizo dell’attività quando non è necessario questo atto di
permesso, quando il rilascio di questi atto dipende dall’accertamento di requsiti richiesti dalla legge
o da atti amministrativi di carattere generale. Se non c’è un numero massimo previsto
dall’ordinamento di atti di quel certo tipo che possono essere rilasciati in una certa zona. L’atto di
assenso non è neccessario è sostituito da una segnalazione dell’interessato fa all’amministrazione
con cui dice a essa che è impossesso di requisito per avvio di una certa attività e l’attività può
essere iniziata senza che l’amministrazione faccia niente. È un attività in un certo modo libera. Ci
sono dei vincoli ambientali paesaggistici, qui sarà necessario che gli interessati per ampèliare dlle
atviittà di premuniscono di un’autorizzazione. L’amministrazione in questo caso non svolge una
verifica preventiva, l’amministrazione ha l’autorizzazione e l’attività inizia perché ha dato
l’autorizzazione, l’amministrazione svolge un’attività di verifica successiva., se nota carenza dei
requisiti fissa un termine di sessanta giorni per avere un’attività conforme alla legge. Se il privato
non adotta queste misure l’attività risulterà vietata.
Art 20 c’è un procedimento dove si ha un’stanza di un privato che vuole ottenre qualcosa
dll’aministrazione, il silenzio opera tra amministrato e amministrazione che deve rilasciare un
provvedimento.
Art 17 bis silenzio tra amministrazioni
Opera nei rapporti tra amministrazioni, acquisizione si assenzi, nulla osta da parte di altre
amministrazioni pubbliche. L’amministrazione che doveva rendere in nulla osta entro i 30 gg
decorrono i termini, l’assenzo si attende acquisito. Quando l’acquiszione di assenzo devono essere
rilascaiti a amministrazioni di interessi particolari, il termine è aumentato, si risolve con un
aumento del termine con il quale le amministrazione possono rilasciare l’atto di assenzo.

Art 11 Accordi sostitutivi o integrativi del provvedimento


Comma 1. Gli accordi tra privati e amministrazioni sono due: accordi integrativi e sostitutivi.
Servono per determinare il contenuto o sostituire il provvedimento.
Nell’accordo integrativo: interviene in un momento precedente del provvedimento, sarà frutto di
un accordo prima della decisione tra i privati e l’amministrazione
Accordo sostitutivo: il procedimento non termina con un provvedimento ma con l’atto d’accordo.
Non esiste un dovere generale dell’amministrazione di concludere gli accordi, è un qualcosa in più,
l’amministrazione procedente a cui è attribuita alla legge l’adozione di un certo provvedimento,
sceglie in casi specifici se concludere un accordo di una delle due tipologie viste prima.
Nel momento in cui l’amministrazione decide di concludere il provveidmento unilaterale o con un
accordo è una decisione che l’amministrazione non prende a priori. I privati possono presentare
osservazioni e proposte, l’amministrazione deve però valutare le proposte e deciderà lei cosa fare.
La decisione dell’amministrazione deve avvenire con procedimento cominciato e avviato, deve
sempre tenere conto del pubblico interesse.
L’accordo determina il contenuto discrezionale o sotituire il provvedimento, deve tenere conto
degli interessi pubblici concordato con i privati.
L’accordo può essere promosso dal soggetto privato ma questo non vincola mai l’amministrazione.
Se non c’è un atto scritto l’accordo è nullo, l’accordo è ibrido, è vero che è un atto della pubblica
amministrazione, a questo si applicano anche principi del codice civili, tutti gli accordi devono
essere sempre motivati. Certi provvedimenti amministrativi sono soggetti a controlli,
4. integrativa dell'efficacia: fase eventuale: non è prevista per tutti i tipi di procedimento, è la legge
che per tipologie di procedimenti devono includere fase integrativa dell'efficacia

Responsabile del procedimento:

L.N 241/1990

Art 4 Unità organizzativa responsabile del procedimento. Le amministrazioni sono tenute a determinare
per ciascun tipi di procedimenti devono individuale l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria e del
provvedimento finale.

Poi si insidua all’interno dell’unità organizzativa il funzionario responsabile, come persona fisica sarà
competente come responsabile.

Art 5 scelta del dirigente che decide se tenerla per sé o assegnarla a un altro dipendente la responsabilità
dell’istruttoria. Se il dirigente non lo fa è considerato sarà il funzionario preposto a essere responsabile del
procedimento.

Valuta che l’istruttoria sia completa, è un figura importante.

Il provvedimento finale deve contenere la motivazione e l’amministrazione deve tenere conto di questo. Il
responsabile rappresenta l’interfaccia dell’amministrazione.