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Lezione: Storia Greca

Docente: Frisone Flavia


Nome e cognome: Evandros G. Bexis
Anno accademico: 2019-2020
Lecce 2020
Molto è stato detto sulla posizione delle
donne nell'antica Grecia, e ci sono opinioni
contrastanti secondo città, lo stato politico
della regione e secondo altri fattori.
Le risorse più affidabili per le nostre
conclusioni sono due :
➢ Le fonti scritte
e
➢ E le informazioni ricevute
tramite l’arte
Le attività economiche delle donne
costituiscono un argomento di fronte al quale la
storiografìa è rimasta a lungo paralizzata, per non
dire rassegnata.

Molti contributi si riducono a una parafrasi,


sprovvista di ogni elemento critico, dell'Economico di
Senofonte, dove agli uomini vengono attribuiti i lavori
"esterni" e alle donne quelli "interni".

E infati le donne greche sono relegate (almeno la


maggior parte) nell'intimità del gineceo, dove si pensa
che si dedichino ai lavori domestici, aiutate dalle
schiave.

(Bernard N., pp. 117.)


Lavorare fuori casa fu infatti un impegno
degli uomini e non delle donne.

Le benestante donne senza problemi


economici si trovavano quasi sempre a
casa aiutate dalle schiave, e dedicate ai
lavori domestici.

Ma famiglie che la loro sopravivenza non


era guarantita, a causa dei problemi
economici ecc. alcune volte permettevano
anche alle donne di lavorare.

Quindi è importante comprendere che le


attività economiche delle donne sono
collegate con l’assenza della guaranzia
della sopravivenza, siccome la società di
cui parliamo fu improntata da un forte
patriarcato non permeterrebbe facilmetne
il lavoro delle donne.
Prima di parlare di alcuni esempi dove
troviamo evidenze che le donne
prendevano parte al lavoro,
sarebbe utile dire che durante lo
sviluppo delle polis nel corso dell'VIII
secolo,
vennero istituiti i due grandi gruppi
sociali appartenenti alla realtà
cittadina, sulla base di criteri
preminenti d'esclusione:

ossia gli uomini nati liberi da una


parte,

gli stranieri (meteci) e gli schiavi


dall'altro... ma tra gli esclusi vi erano
anche le donne.
Ma la posizione della donna in realtà non fu cosi in
ogni polis della grecia

(Πολιτικά 1269 Β. 45.)

Non è esagerato affermare che la Spàrta con uomini


coraggiosi e gloriosi fu infatti da un punto di vista una
società gynecocratica
Ed e infatti interessantissimo anche osservare
ciò che Plutarco ci racconta nella sua opera
(Licurgo paragrafo 14.)

Ciò è che nemmeno Licurgo riuscì a


controllare in grado che desiderava le donne
di Laconia, sebbene ci provasse, «perché non
poteva limitare la loro grande libertà, perchè
esisteva una sorte di ginecocracia che si etabli
necessariamente a causa delle molte
campagne militari di uomini.

Pertanto, a causa delle loro continue e


prolungate assenze, furono costretti a lasciare
le loro mogli, donne completamente libere e
assolute padrone della loro casa, motivo per
cui furono chiamate « Δέσποινες » e despoti
3 3

E alla fine una ultima testimonianza la


troviamo nella opera
(Σύγκριση Λυκούργου - Νουμά, 3.)
POI UN ALTRO ESEMPIO FUORI DALLA GRECIA CONTINENTALE

Adesso passiamo a Creta, e especialmente a


Gortina dove è stato trovato un interessantisimo
reperto archeologico di tipo giuridico.

La cosi detta Επιγραφή της Γόρτυνας – Le Leggi di


Gortina.

Fondamentale per la conoscenza della società


dell'antica Grecia, è una grande iscrizione in lingua
greca (dorica) della fine del VI e dell'inizio del V
secolo a.C.

Il contenuto dell'epigrafe riguarda soprattutto


il diritto di famiglia.
Ma possiamo trovare alcuni elementi che ci aiutano
a capire tante cose, per in nostro oggeto di
discucione
Alcuni esempi sono :

B, 45 – Γ. 1. e Γ, 10-13
Riferisce allo diritto di divorzio, ma in questa legge si riferisce anche alla proprietà acquistata
comunamente durante il matrimonio.

Γ. 37-40
Abbiamo riferimenti per doni dalla parte della donna al uomo .

ΣΤ. 2-7 e ΣΤ. 12-25


Tutte le cose che sia la figlia sia il figlio guadagnavano dal loro lavoro personale, il padre non aveva il
diritto di ipotecarle o di venderle.

Altra legge si riferisce alla proprietà derivata dal lavoro personale della donna e da alter attività
economiche.

Altra legge ci dice che ogniuno dalla coppia prende parte equivalente su ogni tipo di reddito derivante
dalle loro proprietà immobiliari e dall'esercizio della loro professione.
LE DONNE IN ANTICA ATENE

Le donne in antica Atene non avessero grande liberta infatti esisteva


il c.d. ( Ο θεσμός της «κυριείας» )

Che significa che diritti avessero soltanto gli uomini liberi ateniesi in età maggiore di venti anni e
tutti gli altri era soggetto al potere di qualcun altro.

Le persone quindi « υπό κυριεία » fossero (personae alieni juris)

(Ισαίος, 59, 25, Δήμ. 1054, 18.)


(Σχόλ. Είς Αριστοφ. Ιππής 965, Αντιφών 120, Αριστ. Αθην. Πολ. 2,9.)
(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 30-33.)
Un istruttivo dialogo tra Socrate e
Glaucone, scritto da Platone

«Conosci qualche professione umana in cui il genere


maschile non risulti superiore in tutti gli aspetti a quello
femminile?»,
si interroga Socrate,

prima di liquidare rapidamente la questione aggiungendo


beffardamente:
«Non perdiamo tempo a parlare di tessitura e della
preparazione di focacce e intingoli, dove le donne paiono
avere qualche talento e nelle quali sarebbe assolutamente
ridicolo che fossero superate da un uomo»

(Repubblica, v, 5, 455c.)
(Bernard N., pp. 117)
IL DIRITTO DI LAVORARE
FUORI CASA

Anche se le tesstimonianze che abbiamo sono poche e non


precise,
e molto probabilè che le donne in antica Atene almeno con il
consenso di suo marito, avevano il diritto con il loro nome di
praticare commercio o arte o di stipulare contratti di servizio.

(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp.46.)


Alcuni esempi di lavoro :

I. Τροφός – Τίτθη
II. Μαία / Ostetrica
III. Ιατροί / dottori
IV. Τεχνίτριες /Artigiani ( ενδυμάτων / abbigliamento, υφασμάτων/ tessuti ecc.)
V. Έμποροι / Mercanti (οπωροκηπευτικών / ortofrutticoli, ρούχων abbigliamento, υφασμάτων / di
VI. Πλύστρες / Lavandaie tessitura e ecc.)
VII. Κωμμώτριες/ parrucchiere
VIII. Κοσμήτριες (Ψιμμθυτρίστριες, Τριχοβάπτριες, Ονυχιστρίες)
IX. Μυρόεσσες
X. Μουσικοί (Αυλητρίδες, Ορχηστρίδες ecc.)
XI. Εταίρες/ Eteres
I. Τροφός – Τίτθη

La c.d. Τροφός o Τίτθη ο Τιθήνη,


dov'era, forniva davvero importanti servizi
nella cura e nella crescita(allattamento) del
bambino, ma non cessò di essere estranea alla
famiglia e una persona pagata sopratutto, ma
in alcuni casi anche schiava.

(Α.Β.Γιαννικοπουλος, 1988, pp. 42-48.)


Vale la pena notare che poche Τροφοί sono note con il loro nome.
Brevemente sottolineriamo :

La madre di Demostene (Δημοσθένης), Cleobule ( Κλεόβουλη ) fu


costretta a diventare una allattatrice (Tίτθη).

La Lakaina Αμίλκα, τίτθη di Alcibiade (Αλκιβιάδη) .

(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 46.)


(Πλου., Λυκ., 16. Πλουτ., Αλκιβ., Ι.)

Da Demostene troviamo anche una fonte per le donne che allattavano


bambini
Demostene racconta:
«Adesso troverete tante donne Borghese faccendo le τίτθες»

(Δημ., Ευβουλ., 35.)


Alcuni dati interessanti dalla parte del mito

Amaltea (in greco


antico: (Ἀμάλθεια, Amáltheia)
da ἀμαλός, "molle, tenero") è
un personaggio
della mitologia greca,
una capra e nutrice del mont
e Ida sull'isola di Creta.

Fu la capra che
allattò Zeus infante in una
grotta sul monte Ida nell'isola
di Creta.

Amaltea comunque secondo


la mitologia fu
la trofos – Η τίτθη del Zeus
Cornucopia – το κέρας της Αμαλθείας

La cornucòpia, letteralmente "corno dell'abbondanza",


(dal latino cornu, "corno" e copia, "abbondanza"), è un
simbolo mitologico di cibo e abbondanza.

Quindi leggendo il mito in ancore più detaglio possiamo


capire che il ruolo che gestiva la trofos – Η τίτθη fu in
qualche modo anche sacro e ‘’magico’’.
II. Μαία / Ostetrica

Il parto nell'antichità era un processo estremamente


pericoloso sia per la madre che per il neonato. La mortalità
infantile era elevata e in molti casi la madre morì durante il
parto.

Αlmeno ad Atene, secondo le testimonianze


dei ritori - avvocati, la pratica dell'ostetricia fu consentita alle
donne ed era riconosciuta dallo stato come una professione
garantita.

(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 89.)


III. Ιατροί - Dottoresse
Punto nodale per la pratica della professione medica da parte
delle donne fu Agnodice (Αγνοδίκη).
Agnodice fu una donna vissuta nel Athene del quatro sec. a.C.
Personaggio importantissimo che grazie a lei sono state
cambiate tante cose.
Fu una studentessa del famoso Erofilo(Ηρόϕιλος) e
specializzata in ginecologia, ed era la prima donna nella storia
del mondo che praticava ufficialmente la professione di
ostetrica.

Secondo la legge in vigore all'epoca, era vietato alle donne e


agli schiavi praticare la medicina.
Poiché molte paziente donne non volevano chiamare i dottori
maschi per imbarazzo,e morirono.
Vedendo questa situazione, Agnodice indossava abiti da uomo
e frequentava le consegne della Scuola medica di Erofilo.
Ha iniziato a esercitare la professione, affidando il suo segreto
ai suoi pazienti e notando grandi successi.
I suoi colleghi maschi, pensando sempre che fosse un uomo,
la accusarono, probabilmente a causa della forte concorrenza,
di avere una relazione di diverso tipo con i suoi clienti.
In tribunale, Agnodice fu costretta a rivelare il suo sesso e fu
assolta, ma in seguito fu accusata di violare la legge sulla
pratica della medicina, poiché era una donna.

Nel secondo tribunale , che resta alla storia, Agnodice, con


eccellenti avvocati difensori, ottenne non solo la sua
assoluzione, ma anche la revisione della legge.

Da allora, alle donne è stato permesso di studiare e di praticare


medicina.

(Wellmann, M.: R.E., vol. 1ο, Se.831-832. Veröffentlichungen Metzler, Stuttgart 1894.)
(Υγίνος: «Fabulae», σελ. 274.)
(ΠΒΛ: τόμ. 1 , σελ. 51. Εκδοτική Αθηνών. Αθήναι, 1983.)
ος

(Γεωργακόπουλου Κ., 1998, σελ. 23.)


Alla fine sarebbe interessante sottolineare che anche prima di questa
leggistazione furono scrite donne come dotoresse.
Come:

Αίγλη dottoressa (figlia più giovane del dottore Asclepio (Ασκληπιός) e della Λαμπετίας. Sorella della
Πανάκειας, Ιασούς καί της Υγείας.
È stato riferito per lei da : Aristides(Αριστείδης), Ermippos(Έρμιππος), Plutarchos(Πλούταρχος),
Tzetzis(Τζέτζης), Plinios (Πλίνιος)

(Αριστείδης : «Ιεροί λόγοι». Ζ΄,σελ. 79.)


(Έρμιππος : «Σχόλια Αριστοφάνους».. Β΄ 505.)
(Τζέτζης : Σχόλια είς «Πλούτον» τού Αριστοφάνους, στιχ. 701.)
(Plinius : «Naturalis historia» XXXV, 137.)
(CIA : III 171b. Corpus inscriptionum Atticarum.)
(Knaack : R.E., Veröffentlichungen 1-1, Se. 975. Stuttgart, 1894.)

Ακεσώ dotoressa (figlia del dottore Asclepio ( Ασκληπιός) e della Ηπιόνης

(Εφημερίς Αρχαιολογική, αρ. 47, σελ. 151. 1883.)


(CIA III-171b et III-1651 (Corpus Inscriptionum Atticarum.))
(Tümpel: R.E., Veröffentlichungen 1-1, Se. 1165. Stuttgart. 1894.)
(Wide: Sacra Troezen, Hermion Epidaurus. Upsala, 1888.)
IV. Τεχνήτριες/Artigiani ( ενδυμάτων/ abbigliamento, υφασμάτων/ tessuti ecc.)

Sopra tutto le attivita artigianali che le donne facevano sono


collegate con tessitura e con l'abbigliamento

Senofonte (Ξενοφών) (Απομνημονεύματα 2, 7, 11-12.) ci


racconta che un Atheniese che si chiamava Αρίσταρχος, per
proteggere alcuni suoi parenti ( ma anche i loro bambini –
14 in totale)
A messo tutti a casa sua e gli ha proposto di cominciare una
compania di lavoro della lana e di abbigliamenti
MA TROVIAMO ANCHE EVIDENZE PER LAVORI ARTIGIANALI DI ALTRO TIPO
COME:

" Caputi hydria”, collezione Torno a Milano,attribuita al pittore Lenigrad


(circa 460-450 A.C.)
- Sulla destra si vede una giovane donna intenta alla decorazione delle volute di
un grande cratere, una rara testimonianza relativa all' attività lavorativa femminile
al di fuori dell’economia di sussistenza del proprio oikos.
Ma anche la professione del Μυροποιός e del Μυροπώλη

Una dalle poche professioni che fosse evieteta per praticare


dai uomini.
A questo e in genere a questa professione che analizeremo
poi in più detaglio fanno riferimento :

Il Solone (O Σόλων ο Αθηναίος),


Il Socrate (Ο Σωκράτης),
Il Senofonte(O Ξενοφών),
Il ritor Lysias (O Λυσίας)
E altri....

(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 222-223.)


contenitori di profumo da Athene
V. Έμποροι/ Mercanti
(οπωροκηπευτικών/ ortofrutticoli, ρούχων abbigliamento, υφασμάτων/
di tessitura e ecc.)
Per quanto riguarda i mercanti anche qui abbiamo evidenze che donne
praticavano questa profesione come abbiamo evidenziato al inizio.

La lavorazione della lana era l'occupazione principale delle


donne di tutte le classi.
La produzione di tessuti era di fondamentale importanza per
l'economia domestica e alcune famiglie erano
completamente autosufficienti in questo senso, producendo
la propria lana, che, sebbene lana grezza, potevano anche
vederla al mercato

(Blundell S., 2004, σελ.124-125.)


Ma anche se le testimonianze sono poche sapiamo che le
donne che avevano bisogno di soldi per vivere potevano
praticare questa profesione. La stessa madre del Euripide
(Ευριπίδης) per esempio fu un fruttivendola
(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 46.)
VI. Πλύστρες / Lavandaie

La necessità di lavare i vestiti per proteggere l'igiene umana


attraversa tutti i periodi storici.
Νei tempi antichi che noi interpretiamo, « la lavanderia » era
una celebrazione annuale dedicata all'Atena Poliada
(Πολιάδα Αθηνά), patrona della città di Atene.
Sono durati dal 21 al 25 del mese di Targilion (Θαργηλιών)
(maggio).

(εγκυκλοπαίδεια Νέα Δομή, 1996, σσ 282-284.)


Caratteristica della libertà di impiego delle donne ateniesi è
l'informazione alle celebrazioni c.d. «των Χαλκέων» in onore
di Atena Erganis (Αθηνάς Εργάνη) ed di Efesto (Ηφαίστου) -
protettori dei lavoratori ateniesi- partecipato ufficialmente
anche « l'Associazione delle lavanderie »
«Ο Σύλλογος τών πλυντιών».

(Συλλ. Επιγρ. 2701.)


VII. Κωμμώτριες / parrucchiere
Le donne greche e in
particolare gli ateniese e le
donne ioniche e della
Magna Grecia non si
accontentarono dalla
presenza della loro grazia
fisica e i loro doni fisici.
Allo stesso tempo, hanno
sviluppato tutte quelle arti e
tecniche speciali con l'aiuto
del quale hanno ottenuto il
miglioramento della loro
immagine o l'occultamento
di alcune delle loro
imperfezioni fisiche.

Una di queste tecniche fu la


c.d. Κωμμώτρια.
La cura dei capelli della donna greca era
molto attenta e meticolosa, si distingue per
la sua varietà e grazia.

Con grande abilità, se ne sono occupati da


soli o con l'aiuto delle θεραπαινίδες, ma
anche di speciale parrucchiere, libere
professioniste, che le chiamavano ai loro
ginecei - γυναικωνίτες.

(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 216-219.)


VIII. Κοσμήτριες (Ψιμμθυτρίστριες, Τριχοβάπτριες, Ονυχιστρίες)

Ogni donna doveva avere nei suoi


appartamenti privati ​una vasca da bagno di
marmo, dotata di saponi da liscivia e ceneri,
estratti profumati di erbe di solito, come
lavanda, cinnamomum cassia, ecc., Facciate
di viso e corpo, spugne. ecc.
Li da sola o, di solito con l’aiuto di una θεραπαινίδα, la
donna atenese, facceva la doccia
Nella stessa stanza o in una stanza adiacente si
trovava il c.d. Κοσμητίριόν ( il boudoir ) con
specchi, barattoli di profumo, fibulle, porpe
ecc.
Li da sola o con l'aiuto di un κ ο σ μ ή τ ρ ι α ,
che fu chiamata e pagata, provava molti modi
di «truccarsi» davanti ai suoi specchi per
ottenere il risultato desiderato.
Ψιμμθυτρίστρια

Questa donna che faceva la «truccatura» si


chiamava Ψι μ μ θ υ τ ρ ί σ τ ρ ι α
dalla parola (φτιασίδωμα),
e lei fu una persona specializzata come
vediamo dalle testimonianse alla
truccatura.
La truccatura è stata ottenuta mediante
l'uso di speciali estratti e unguenti
naturali, nonché di minerali.

Più in detaglio usavano il c.d.


«ψίμμυθον» (Cerusa in lat.) , cioè il
bianco del piombo per imbiancare il viso.

(Αριστοφ. Εκκλησ. 829, 878)


(Ξενοφ. Ιέρων 11)
(Αριστοφ. Εκκλησ. 878.)
A volte alcuni, usando troppo «ψίμμυθον» , presentano uno
spettacolo amaro e deplorevole vediamo qui.

Ο Αθήναιος, Δειπνοσοφισταί ΙΓ΄, Scrive :


Τριχοβάπτριες

Inoltre dalla truccatura, le donne Greche


cambiavano anche il colore dei loro capelli e
questo lo facevano per creare un aspetto più
attraente.

Ma questo processo richieste necesariamente una


specializzata κοσμήτρια che si chiamava
«Τριχοβάπτρια»

(Πλάτ. Λύσις 217D)


Ονυχιστρίες

Le donne ateniese mostravano anche grande cura per il


trattamento delle sue caviglie, ma soprattutto delle sue
unghie, mani e piedi, sia da sola al c.d. «ονυχιστήριον» o con
l'aiuto di una persona specializzata la c.d. «ονυχιστρία» con
l’uso di uno colorante speciale, il «κιννά», prodotto da un
tipo di minerale rosso, che conclude zolfo e mercurio, il
Cinabro (κιννάβαριν).

(Αθήναιος Β 350.)
IX. Μυρόεσσες
La donna donna greca, ha sempre avuto un
impotenza per la mirra e i profumi, non solo
per affrontare il possibile cattivo odore del suo
corpo durante i suoi giorni difficili, ma anche
per vanita naturale.

I saloni di bellezza (καλλωπιστήρια) delle


donne ateniesi erano piene di fiale di profumi,
come testimoniano rappresentazioni rilevanti
sui vasi.

Sono stati forniti direttamente dalle


μυροπωλεία (profumerie)
o dai μυρεψητήρια ( laboratori speciali)
o dai venditori di mirra in circolazione,
che gli avrebbero conservate in una c.d.
«μυράλειπτρα»
.
(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 222-224.)
Dato interessantissimo e che Solone (Σόλων)
proibì la pratica della professione di profumiere e di
venditore di profumi da parte di uomini,
e anche Socrate (Σωκράτης), d'accordo con questo, ma
disapprovò tale preoccupazione, tuttavia tutto ciò, a causa
dell'elevata domanda di profumi, è stato molto redditizio.
X. Μουσικοί (Αυλητρίδες, Ορχηστρίδες ecc.)

L'educazione musicale delle donne


ateniese contutti i tipi di strumenti di
musica è testimoniata da molte
rappresentazioni su vasi attici.

Le donne greche amavano la musica e


la danza e faceva parte della loro vita.

Interessante da notare è che troviamo


testimonianze per pagamenti a donne
per servizi musici.
In ogni rituale in ogni tempio fosse sempre accompagnato da
musica di sottofondo e di salmi accompagnati dai suoni, dei
«sacri aulon» (ιερών αυλών).
per l'esecuzione di questo specifico progetto, c'erano uomini,
i cosiddetti «ιεραυλήτες» ma anche «ιεραυλήτριες».

Non sappiamo se vivessero permanentemente nel tempio o


se svolgessero il loro lavoro periodicamente, ma a coloro che
erano state scelte come «ι ε ρ α υ λ ή τ ρ ι ε ς» permanente
veniva versato uno stipendio annuo fisso che andava da 120 a
200 dracme.

E questo lo sappiamo dalle epigrafe dal Delo (Δήλος), in cui i


tesorieri del tempio di Apollo registravano le entrate e le
spese annuali, le persone che sono state pagate e per quanto
e per quale specifico servizio, ecc.

Da questi apprendiamo i nomi di tre « ιεραυλήτριες »


permanenti (tra il 250 e il 117 a.C.) della Filomeni
(Φιλουμένη), Kalliopi (Καλλιόπης) e Vromiados
(Βρομιάδος), che mantennero la posizione della
« αυλητρίδος τού χορόύ », per 25 anni consecutivi.
La partecipazione delle donne musiciste greche e in
particolare delle etere a vari eventi musicali organizzati
da città o da singoli individui è stata molto ampia.

Era impensabile organizzare un simposio, soprattutto da


parte di giovani aristocratici delle città della Grecia
centrale, Magna Grecia, Grecia Minore, ma soprattutto
degli ateniesi, senza la presenza di ορχηστρίδες e di
αυλητρίδες.

In effetti, a causa della grande richiesta da parte loro e


soprattutto dei più famosi, lo stato ateniese (come ci
informa Aristotele) aveva imposto un importo massimo
per ogni loro presenza e dopo di che cominciava un
sorteggio nei casi in cui molti hanno sostenuto la stessa
volontà per una αυλητρίδα.
Cosi, da epigrafe della Iaso (Ιασός), città vicino a Mileto (Μίλητος),
Siamo informati che gli ‘’sponsor’’ della grande celebrazione
pubblica della loro città, Apollonio (Απολλώνιος) e Pythus (Πύθων),
in ordine di rendere la sua cerimonia più gloriosa, hanno pagato una
grande ricompensa al famosa χ ο ρ ο ψ ά λ τ ρ ι α
(danzatrice, arpista, ma anche cantante, accompagnata da un coro
di vergine) Κλεινώ per la sua partecipazione a questa cerimonia.

(Δρ. Κυριακόπουλος Π., pp. 239-246.)


XI. Εταίρες / Eteres
Passiamo ora per concludere alle etere, che
come dice Demostene,
« ηδονής ένεκ' έχομεν»
(Δημοσθένης, Κατά Νεαίρας, 122.)
Le etere erano le donne più libere
dell'Atene classica. Erano le donne di
fuori, uscivano, si divertivano,
prendevano parte ai banchetti, parlavano
con i cittadini ateniesi da pari a pari,
tenevano compagnia dei cittadini, nel
ruolo del coniuge supplente. Alcune,
infatti, sono state mantenute dai
cittadini.

L’etera più nota fu l’Aspasia (Ασπασία)


Plutarco ci racconta che gli amici di Socrate portarono le che ha avuto un figlio con l'uomo più
loro mogli ad Aspasia per ascoltarla geniale del V secolo, Pericle.
(Mosse , C. (1991) Η γυναίκα στην
(Περικλής, 24).
αρχαία Ελλάδα, ό.π., σ. 69-70)
Le etere erano un gruppo di donne
professioniste che avevano un ruolo
importante ad Atene.
Non erano solo per piacere sessuale,
come semplici prostitute, ma avevano
uno spirito, erotismo, intelligenza ed
erano eloquente .
Perché volevano muoversi nei circoli
superiori, dovevano essere eleganti e
sapevano di ballare, cantare e suonare
vari strumenti musicali.

(Weithmann, M. (2005). Ξανθίππη και


Σωκράτης : Η αλήθεια πίσω από τον μύθο,
μτφ. Ι. Λεμπέση-Μουζακίτη, εκδ. Κονιδάρη,
Αθήνα.)
La presenza delle etere nei simposi ateniesi era un elemento
necessario. A differenza delle prostitute, non andarono con
nessun cittadino libero casuale, ma diedero il loro favore a un
particolare amante o una cerchia stabile di amici per un certo
periodo di tempo, che poteva durare fino a un banchetto o
addirittura un anno intero.
Le etere apparvero come compagni classici dei nobili nel VI
secolo a.C.
La loro sontuosa compagnia rimase la prerogativa dei ricchi
delle classi alte. Aristocratici, artisti famosi, atleti erano
quelli che potevano permettersi le spese che queste donne
chiedevano.
In una notte, purché conoscessero naturalmente flauto e
chitarra, vinsero due dracme attiche, il doppio di quello che
un lavoratore libero avrebbe impiegato per un'intera giornata
di lavoro.
Gli uomini le ammiravano, eressero statue d'oro per loro, i
poeti le elogiavano nelle loro opere e in generale cio che mi
intendo da dire e che si distinguevano.
BIBLIOGRAFIA
❖ Δρ. Παναγιώτης Κυριακόπουλος, Αθήνα 2006, Η Αποκάλυψη Της Αρχαίας Ελληνίδας / Η Κατάρριψη
Των Μύθων,Εκδόσεις Εύανδρος.

❖ Αντωνόπουλος Αντ., Αθήνα 2003, Οι Γυναίκες Μουσικοί Στήν Αρχαία Ελλάδα, Περιοδικό ΙΧΩΡ, Τεύχος
30, Εκδόσεις Εύανδρος.

❖ Bernard N., 2011, Donne e società nella Grecia Antica, Editore Carocci, pp. 117-140.

❖ Αναστάσιος Β. Γιαννικόπουλος, Αθήνα 1988, Άγνωστες Πτυχές Της Αρχαίας Ζωής Κι Αγωγής,
Εκδόσεις Γρηγόρη.

❖ Κωνσταντίνου Γεωργακόπουλου, Αθήνα 1998, Αρχαίοι Έλληνες Ιατροί, Εκδόσεις ΙΑΣΏ


❖ Δρ. Παναγιώτης Κυριακόπουλος, Αθήνα 2006, Η Αποκάλυψη Της Αρχαίας Ελληνίδας / Η Κατάρριψη
Των Μυθευμάτων, Περιοδικό ΙΧΩΡ, Τεύχος 68, Εκδόσεις Εύανδρος.

❖ Blundell S., 2004, Γυναίκα στην αρχαία Ελλάδα, μτφ. Λ. Χατζηφώτη, εκδ. Ελληνικά Γράμματα,
Αθήνα.

❖ Ηλεκτρικές Οικιακές Συσκευές (1996). Στην Εγκυκλοπαίδεια Νέα Δομή, τόμος 6 ος,
Αθήνα: εκδοτικός οργανισμός Τεγόπουλου – Μανιατέα

GRAZIE PER L’ATTENZIONE