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Speciale Feste

anno I - Speciale Natale 2010 - numero 2


foto di Asha Pagdiwalla
custode delle feste
“Nella mia casa di bambina vi era un lungo corridoio che se-
parava le camere da letto dal salone. Niente di entusiasmante
per me perché era buio e la mia cameretta si trovava proprio
in fondo, in fondo… e non riuscivo mai a vedere nulla dal-
la porta della mia stanza. Né una luce, né un bagliore…So-
prattutto durante le feste di Natale, nelle quali mia mamma
addobbava casa in ogni angolo, il corridoio rimaneva sempre
oscuro e per di più mio papà si ostinava ad appendere l’albe-
ro di Natale al soffitto, preoccupato che potessi ingoiare una
pallina decorata o una lucina, e che io mi potessi trasformare
in una piccola lucciola!
Una vera tragedia per me! Lo ricordo ancora, bianco per sem-
brare innevato e pieno di palline rosse, che pendeva sul no-
stro tavolo, sulla nostra festa, quasi con fare minaccioso.
Finalmente sono cresciuta e l’albero è approdato al terreno,
davanti alla porta a vetro che divideva il lungo corridoio dal
salone. Ricordo la bellissima luce soffusa che filtrava dal vetro
opaco della porta, che si mescolava tra le ombre ingigantite
degli aghi di pino, e che si trasformava di continuo nei colori
brillanti del blu, del rosso e del giallo.
Accocolata sull’uscio della mia cameretta mi rilassavo prima
di dormire, cullata da quella ninna nanna visiva che mi riem-
piva il cuore di gioia e di aspettativa, e che soprattutto non mi
lasciava mai da sola.
Questo ricordo mi ha accompagnato da sempre, da quando
quella casa l’abbiamo dovuta lasciare. Quella porta che prima
non sopportavo era diventata il simbolo della mia festa di Na-
tale. Quel momento prima del sonno rendeva la festa un che
di personale e intimo, ero convinta che solo io in essa vedevo
tanta magia.
Oggi, l’albero di Natale nella mia casa di adulta, deve essere
l’ultima cosa dalla quale si staccano gli occhi prima della cur-
va delle scale, e la luce che emana deve accompagnare i no-
stri passi fino all’uscio delle camere. Una sorta di custode, che
nelle giornate di feste, ci ricorda che non siamo mai da soli.“

Elga

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 3


foto di Genny Gallo
4 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
“Un numero speciale lo deve essere fino in fondo.Quindi in
questo numero non fermatevi, per
favore, a guardare solo le ricette.
Abbiamo deciso di raccontarvi il nostro Natale. Ognuna a
modo suo. Qualcuno indulgendo di più
nei ricordi, qualcuna raccontandovi con dovizia di partico-
lari cosa ci sarà sulla sua tavola, o cosa
c’era sulla tavola di quando era bimba.

Ma a Natale si sta in compagnia, si invitano gli amici. E noi


ne abbiamo invitati tanti…per rendere
g2k piu’ ricco, per scoprire come si festeggia in tutto il
mondo, per preparare ricette per tutti i
gusti…
E così impariamo cos’è la festa delle luci, festeggiamo con
un banchetto vegano e con ricette adatte
a chi non puo’ mangiare il glutine, ci ritroviamo a preparare
tortellini in una cucina piena di donne
affaccendate, e andiamo anche a scoprire com’è il Natale a
testa in giù, quello che si festeggia con il
sole . Abbiamo anche pensato ai regali, spulciando tra le
tantissime persone che creano con le loro
mani cose deliziose…
E tanto tanto altro ancora…..

Vi lascio correre a leggere, non prima di aver fatto a tutte


voi, e a tutte le ragazze che hanno
lavorato a questo numero, un enorme augurio di Buone
Feste…qualunque cosa decidiate di
festeggiare!“

Genny

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 5


1

foto di Asha Pagdiwalla


12 24

Pronti per il reportage natalizio?


&

Photofood
16 20 32
48 60
38 44 54
E’’
L’ORA
DEI REGALI
eBello
infallibile 80
REGALI SPECIALI

FATTI COL CUORE

66 72 86 92
fatti cON LE MANI

100 114 120


96 106
128 138
124 132 Il natale
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Chi siamo
GENNY GALLO
Studentessa, moglie, lavoratrice e sognatrice....con tante idee per la testa, forse a volte troppe, con sempre cento cose da fare, ma mille da
progettare, anche quando dovrei fermarmi non ci riesco davvero…Dal 2009 gestisco il blog Al cibo commestibile, mio piccolo rifugio dove
immortalare e mostrare i frutti delle mie due passioni, la fotografia e la cucina.
http://www.alcibocommestibile.com

SILVIA LUPPI
La Fotografia, oltre ad essere il mio lavoro, è anche la mia passione più grande.
Reportage, architettura, still life..... ogni sfaccettatura mi affascina!
La mia voglia di imparare e scoprire ogni stile mi ha portato ad avvicinarmi anche al mondo del Food e ad aprire un mio blog su internet.
Inizialmente era nato tutto come un gioco, un diario di cucina e di ricordi, ma la passione cresceva ogni giorno di più, spingendomi a studiare
seriamente questa strada che mi sta regalando molte soddisfazioni e che mi da la possibilità di mettermi alla prova quotidianamente vivendo
esperienze diverse che mi fanno crescere personalmente e professionalmente.
http://basilicoepinoli.blogspot.com

EDDA ONORATO
Vivo a Parigi da qualche anno. Di padre italiano e di madre francese, sono cresciuta in mezzo ai sapori ed ai profumi di queste due magnifiche
culture gastronomiche.
Appassionata-ossessionata di cucina e di tutto cio’ che gira intorno al cibo, gli ingredienti, la loro storia...mi sono recentemente innamorata della
fotografia ed in particolare della fotografia culinaria. Sono l’autrice del blog bilingue (francese e italiano) Un déjeuner de soleil, una colazione di
sole, (espressione francese che significa qualcosa d’effimero) dove condivido le mie scoperte, i miei esperimenti e i miei piatti nell’attesa d’invitare
tutti ad una degustazione su un terrazzo pieno al sole. Collaboro con case editrici come autrice di ricette e fotografa.
http://undejeunerdesoleil.com/

TIINA RINKINEN
Sono Tiina Rinkinen , editor , fotografa e blogger, vivo in Finlandia e sono autrice di Sparklinink, food&home blog dedicato alla mia passione per
il cibo e il simple living, uno stile di vita caratterizzato dall’abbandono del superfluo.
I miei piatti sono ispirati dalla freschezza degli ingredienti di stagione e dalla semplicità della cucina scandinava.
Divertirmi sperimentando nuove ricette, cucinare con ingredienti semplici e di qualità, e ritrovarmi intorno alla tavola a gustarli con parenti e
amici è cio’ che rende speciale quello che preparo.
http://www.sparklingink.com/

ALESSANDRA GENNARO
Ho imparato a leggere su vecchi Topolino, ai tempi dell’asilo- e da allora non ho più smesso. Negli anni, i libri sono diventati una parte di me, il mio basso continuo, la
spina dorsale della mia vita, la cassa di risonanza dei miei incontri e delle mie passioni. Fra queste, quella per la cucina, nata fra le quattro mura di casa e poi cresciuta, in
un dilatarsi di spazi, prima fisici e poi virtuali, dalla biblioteca tematica al blog. Quarantaquattro anni, genovese, sempre in giro per il mondo, dedico il tempo che avanza
dagli impegni della famiglia e della professione a leggere, scrivere e parlare di cibo, ora negli ambiti più ufficiali dell’editoria, ora in quelli più domestici della mia cucina,
da sempre luogo di sperimentazioni culinarie più o meno riuscite. Da oggi, lo farò anche da qui, ripercorrendo la storia di una passione attraverso i suoi protagonisti,
dai più insigni ai meno famosi che, con la loro curiosità, il loro entusiasmo e la loro voglia di osare hanno permesso alla cucina di diventare quello che oggi è: un luogo
di incontro, di scambio, di confronto, che trae dalle radici del suo passato la linfa per rinnovarsi ogni giorno, nel presente.
http://menuturistico.blogspot.com/

SARKA BABICKA
Vivo a Londra dal 2008 , dove mi occupo di fotografia e foodstyling , Ma sono nata e cresciuta a Praga, nella Repubblica Ceca.
La mia passione per la fotografia è nata con il primo scatto fatto per il mio blog di cucina Cook Your Dream , circa un anno fa.
Amo gli impasti, la cucina, i viaggi e la fotografia.
http://www.cookyourdream.com/

10 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


GIULIA SCARPALEGGIA
Sono sempre vissuta in campagna: la Toscana è la mia vita quotidiana e il paesaggio che vedo dalla finestra della mia camera ogni mattina.
La mia prima e più forte passione sono la lingua Inglese e i paesi stranieri. Ho sempre amato viaggiare e scoprire nuove culture attraverso le
tradizioni culinarie e le esperienze delle persone.
Ho quindi cominciato a guardare la mia terra attraverso gli occhi degli stranieri e ho scoperto un nuovo punto di vista, nuovi colori, emozioni
fresche e primitive, sapori genuini e profumi ipnotici. Mi sono profondamente innamorata della visione che gli stranieri hanno della Toscana!
Da qui nasce il mio blog, Juls’Kitchen, una somma delle mie passioni – la cucina e l’Inglese – dove sensazioni opposte ed esperienze contra-
stanti trovano un equilibrio perfetto e delizioso.
http://www.julskitchen.com/

ALICIA MANAS
Mi chiamo Alicia, sono spagnola però da 5 anni abito a Milano. Una laurea in lingue e l’amore mi hanno portato in Italia, un amore che si è am-
pliato verso la fotografia e la cucina italiana.
L’interesse per la cucina arriva da lontano, da quando avevo 10 anni e mia mamma mi comprò i primissimi libri di cucina che ancora oggi ho ed
utilizzo per alcune ricette leggendarie.
Con l’arrivo di internet e la blogosfera mi sono sempre appassionata di più. Due blog (uno in italiano ed uno in spagnolo), e tante foto su Flickr,
di cibo e non, sono il risultato di questa avventura.
http://erborina.blogspot.com - http://amiloquemegustaescocinar.com

CLAUDIA SCARPALEGGIA
Mi chiamo Claudia, ho vent’anni e studio Tecnologie Alimentari all’Università di Firenze.
Ho scelto questo indirizzo perché sono incuriosita da tutto quello che riguarda il cibo, dalla coltivazione biologica, allo studio delle sue proprietà
chimiche… e ovviamente mi piace mangiare cose buone e sane! Oltre a questo, amo viaggiare, fare fotografie e sono appassionata di trekking.
Vi aggiornerò ad ogni stagione su cosa potete piantare e raccogliere, se anche voi volete il vostro orticello, e su tutte le proprietà salutari delle
vostre verdure fresche!

ELGA CAPPELLARI
Mi chiamo Elga, italianissima, 37enne mamma di tre bambini e appassionata di cucina, semplicemente un’appassionata autodidatta.
Credo “nel siamo quello che mangiamo” perciò mi diverto a sperimentare e indirizzare i miei figli a una cultura gastronomica che li stimoli alla
ricerca del gusto.
Folgorata dalla fotografia, adoro immortalare quello che colpisce i miei occhi e che mi emoziona, sia in cucina che durante i nostri viaggi.
Cuoca a domicilio a tempo perso, gestisco il mio blog Semi di papavero, con dedizione ed entusiasmo, perchè in esso ho trovato la mia giusta
dimensione.
http://www.semidipapavero.net/

CAROLINA CENNI
Mi chiamo Carolina ed ho 27 anni. Sono nata e cresciuta a Firenze, ma adesso vivo a Londra.
Ufficialmente mi sono laureata in Sociologia e collaboro con un giornale.
Ufficiosamente, invece, mi trovate costantemente in cucina con mani e pensieri “in pasta” tra spezie, farine, bilance e il mestolo, che è la mia
bacchetta magica.
Il mio blog “Semplicemente Pepe Rosa” è nato nell’aprile del 2009 e rappresenta una buffa collezione di racconti, fotografie e ricette. Il mio blog
è il modo per condividere il cibo con tutti voi, che è una delle cose che mi rendono più felice in assoluto…
http://www.semplicementepeperosa.com/

CHIARA BIAGIONI
Sono Chiara, per molti Kia... potrei dirmi un grafico, una decoratrice, di tutto e con tutto, un’ aspirante pittrice o un’impiegata col compromesso
della testa tra la nuvole e la voglia di muovere le mani o semplicemente una mamma...o forse tutte queste cose insieme!!
Mi piace esprimermi usando ogni mezzo che la creatività mette a disposizione, che siano fascinosi pennelli o un freddo mouse, che siano pentole
e padelle o tessuti e fili!
Creatrice di grafiche per blog e siti web, mi lancio con pazienza ed entusiasmo in questa nuova avventura!
http://www.kiabia.it/

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 11


DentroNatale
ad una scatola
vuol dire famiglia

Foto e testi di Giulia Scarpaleggia


http://www.julskitchen.com/

12 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


A casa abbiamo una scatola da
scarpe rivestita di carta colorata natalizia.
Dentro ci sono i tesori del Natale raccolti in
una vita: bigliettini di auguri scritti da non-
ni che non ci sono più, piccole ghirlande
delicate comprate in Austria, ricette scara-
bocchiate con una calligrafia di bambina
per il pranzo più importante dell’anno, ri-
viste inglesi comprate a Londra con i sug-
gerimenti per decorare la casa. C’è anche
un vecchissimo giornalino con canzoni di
Natale, idee regalo e la ricetta della casetta
di savoiardi.
Se chiudo gli occhi e ripenso ai Natali
passati quello che mi viene in mente è un
enorme sacco giallo di un vecchio piumo-
ne, il sacco dei regali di Babbo Natale per
una Claudia piccina piccina col pigiamino
di felpa e i capelli a sparviero, che appena
sveglia correva sul mio letto a trascinarmi
in salotto, pronta a distribuire i regali a tut-
ti e curiosa di scartare con precisione e at-
tenzione i suoi.

Il nostro Natale è questo: è la famiglia in


pigiama riunita ancora prima di colazio-
ne attorno ad un sacco giallo. Il regalo più
grosso non è mai stato dentro quel sacco,
però: è nei nostri cuori, nei nostri occhi,
nella felicità di ritrovarci e di scambiarci
piccoli pensieri a testimonianza dell’affet-
to che ci lega.

Buon Natale!
Giulia e Claudia

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 13


La Casetta di Savoiardi
400 g ca. savoiardi
250 g burro
80 g zucchero a velo
20 g zucchero semolato

Per decorare:
100 g cioccolato fondente
250 ml panna
2 cucchiai zucchero a velo

Montare il burro a temperatura ambiente con i due tipi di zucchero.

Costruire le pareti e il tetto.

Per le due pareti laterali: spalmare la superficie di un savoiardo con la crema di


burro, sovrapporre un secondo savoiardo e così via, fino ad averne 5 sovrapposti.
Premere con delicatezza e lasciar riposare per circa 30 minuti in frigo. Ripetere per
la seconda parete laterale. Per le due pareti davanti e dietro: ripetere lo stesso pro-
cedimento, sovrapponendo però 8 savoiardi questa volta, intervallati da uno stra-
to di crema di burro. Lasciar riposare per circa 30 minuti in frigo. Fare la stessa cosa
con la parete de retro.

Per il tetto: unire questa volta 7 savoiardi lato a lato con la crema di burro, per avere
uno degli spioventi del tetto. Ripetere per il secondo spiovente e mettere in congela-
tore per circa 10 minuti. Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria, toglie-
re gli spioventi del tetto dal congelatore e spennellarli con il cioccolato fuso. Lasciar
freddare in frigo per circa 30 minuti.

Montare la casetta di savoiardi.


Le pareti laterali sono pronte così come sono. Per la parete di fronte, rimuovere due
triangoli in alto per creare l’appoggio degli spioventi del tetto. Rimuovere un ret-
tangolo alla base per formare la porta. Per la parete del retro, rimuovere ancora
una volta due triangoli in alto per creare l’appoggio degli spioventi del tetto.
Unire con la crema di burro le quattro pareti lateralmente. Ricoprire con la crema di
burro anche le pareti e gli spioventi sui quali si appoggia il tetto. Pressare i due lati
del tetto con il lato coperto di cioccolato verso l’alto e mettere in frigo a raffreddarsi
di nuovo, in modo che la casetta si assesti.

Decorare la casetta.
Aggiungere la panna montata solo alla fine. Montare la panna a neve ben ferma
con 2 cucchiai di zucchero a velo, poi riempire una sac-a-poche e decorare gli spio-
venti del tetto e la superficie di appoggio della casetta. A piacere la casetta può
essere decorata con zuccherini colorati, cioccolatini e biscotti. Si conserva in frigo
per qualche giorno senza la panna montata.
14 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Mi ricordo ancora il Natale in cui la preparai,
nella cucina di nonna con la tv di sottofondo e nonna e mamma a
guardare incantate quella casetta che prendeva forma parete dopo parete.
Quest’anno io e Claudia abbiamo deciso di rivivere quel momento
e costruire la nostra casetta di biscotti!

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 15


Pensieri per Babbo Natale
il natale dei bambini negli Stati Uniti

16 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Negli Stati Uniti la notte della vigilia i bambini spesso lasciano fuori un piatto di biscotti e un
bicchiere di latte per Babbo Natale prima di andare a letto. Prova ad avviare una tradizione divertente facendo
dei biscotti speciali per Babbo Natale quest’anno. Queste girandole alla Nutella sono una deliziosa combina-
zione di biscotti di zucchero profumati con scorza d’arancia, avvolti attorno a un ripieno cremoso di Nutella.
Naturalmente, una volta che i biscotti sono cotti, avrete sicuramente bisogno di provarne di almeno un paio,
giusto per assicurarsi che siano abbastanza buoni per Babbo Natale.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 17


Girandole alla Nutella
Per circa 60 biscotti

226 g burro, ammorbidito


285 g zucchero
2.5 ml lievito in polvere
2.5 ml sale
2 uova grandi
5 ml buccia d’arancio, finemente grattugiata
460 g farina
200 g Nutella

In una ciotola capiente, montare il burro e lo zucchero con un mixer elettrico a medio-
alta velocità per 30 secondi. Aggiungere il lievito e il sale. Montare fino a che non è tutto
omogeneo, rimuovendo l’impasto dai bordi della ciotola con una spatola, se necessario.
Mescolare le uova e la buccia d’arancia fino a che non è tutto combinato. Unisci tutta la
farina che puoi, sempre mescolando con il mixer.. Usando un cucchiaio di legno, unire
la farina rimanente. Dividere l’impasto a metà. Disporre ciascuna metà della pasta su un
grande foglio di pellicola trasparente, la forma in un disco di forma quadrata e avvolgere
con la pellicola trasparente. Raffreddare la pasta per circa 1 ora, o fino a che non è facile
da trattare. Mettere una porzione di impasto tra due fogli di carta da forno e stender-
la in un quadrato di 25 centimetri. Spalmare metà della Nutella sulla pasta lasciando 1
centimetro di bordo. Avvolgere la pasta in maniera stretta a formare una spira-
le, poi pizzicare insieme le estremità per sigillare il rotolo. Avvolgere il
rotolo in carta oleata o nella pellicola di plastica. Ripetere il
processo con la seconda porzione di pasta. Far riposa-
re la pasta in frigorifero da 4 a 24 ore o fino a quan-
do non è abbastanza solida per essere affettata.
Preriscaldare il forno a 190°C. Foderare una teglia di
grandi dimensioni con carta da forno. Tagliare ra-
pidamente gli involtini in fette di1 o 2 centimetri,
ruotando il rotolo dopo ogni taglio per evitare
che si appiattisca sotto il peso del coltello. Se il
rotolo diventa troppo morbido durante la pro-
cedura del taglio, avvolgerlo di nuovo in carta
oleata e metterlo nel congelatore per 10 mi-
nuti o finché non si rassoda. Mettere le fette
separate da 5 centimetri di spazio sulla car-
ta da forno.
Cuocere i biscotti in forno preriscaldato
per 11 - 13 minuti, o finché i bordi sono
ben fermi e il fondo leggermente dora-
to. Lasciar raffreddare nella teglia per 1
minuto e poi il trasferirli su una griglia
per finire il raffreddamento.

18 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Rachael Hutchings
Ho provato la cucina di tutto il mondo, avendo vissuto in una varietà di luoghi inte-
ressanti per il cibo, tra cui Parigi, Tokyo, Yokohama, Memphis e Los Angeles. Amo cuci-
nare cibo che è un insieme di sapori diversi, influenzato dalla varietà dei luoghi che ho
visitato e vissuto e dalle persone che ho incontrato. Si potrebbe dire che il mio modo
di cucinare ha radici globali con un accento locale. Mi auto proclamo chocomaniaca
e sushi dipendente. Trascorro le mie giornate crescendo le mie due attivissime piccole
donne, scrivendo sul mio blog LaFujiMama.com e lavorando come fotografa e scrittrice
freelance nell’ambito del cibo.
www.LaFujiMama.com
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 19
&
a cura di Elga Cappellari

Perchè i bambini
E la cucina
Possono andare d’amore e
d’accordo...
ANCHE A NATALE!

Foto e testi di Elga Cappellari


http://www.semidipapavero.net
LA CUOCA LUCILLA
SALVA IL NATALE

N
el Villaggio di Natale fervono i preparativi!
Mancano solo tre giorni alla Vigilia e Babbo Natale inizia a
scalpitare per la grande notte che lo attende. Dentro alla
casa di legno tutta illuminata vi è un gran correre di elfi, svelti e in-
daffarati e impacchettare i regali, mentre il Mastro Elfo Beruk dirige
i lavori con un grande sorriso. Fuori nevica e la bianca coltre ha qua-
si coperto la stalla dove le otto renne stanno riposando.
Babbo Natale sta sorseggiando la sua cioccolata calda accomodato
sulla grande poltrona rossa nel centro del salone, mentre tre piccoli
elfi vestiti di verde e rosso gli stanno lucidando i grandi scarponi
neri. Risuona una melodia di campanelli argentati e regna un gran
fervore per i preparativi…ma improvvisamente succede qualcosa!
La musica rallenta trascinando un suono lento e noioso e gli elfi
piano piano in sequenza iniziano a sedersi, ad accasciarsi o addi-
rittura a sdraiarsi sul pavimento!! Alcuni persino si addormentano
russando sonoramente!!
Babbo Natale si alza svelto dalla sua poltrona ed esclama “ Elfi! Cosa
mi combinate? Non potete fermarvi adesso! C’ è ancora molto lavo-
ro da fare!! Che vi succede?” In un angolino l’ elfo Rubus disse con
un filo di voce “ Ma Babbo natale siamo stanchi! Siamo esausti dal
troppo lavoro! Abbiamo bisogno di riposo…lasciaci dormire un po-
chino!”
Babbo Natale preoccupato inziò a camminare avanti e indietro per
il salone cercando disperatamente una soluzione…Non poteva far
saltare il Natale a tutti i bambini del mondo! Dalla cucina arrivò in-
curiosita dall’ improvviso silenzio la cuoca Lucilla, che preoccupata
per l’ improvvisa mancanza di energie dei suoi elfi, iniziò a pensare
a come poteva aiutarli… Corse quindi in cucina , aprì la dispensa e
ne tirò fuori tante uova quante erano gli elfi. Le ruppe in una grande
terrina argentata e vi aggiunse “La mattina della Vigilia di Natale pre-
parate ai vostri bambini una colazione
tanto zucchero appena macina- robusta e golosa che li aiuterà ad af-
frontare la lunga di giornata di festa, e
to e latte appena munto . sedetevi con loro concedendovi il lusso
di assaporare questo momento”.
La cuoca Lucilla, aveva trovato la
soluzione! Con le sue omelette
farcite di frutta poteva ricaricare
gli elfi in un battibaleno! Corse
nel salone con un vassoio carico
di cibo e avvicinandosi a Babbo
Natale gli disse” Babbo, sveglia-
mo gli elfi e diamo loro questa
omelette di Natale, vedrà come
correranno dopo!” . Babbo Na-
tale sgranò gli occhi e subito
iniziò a chiamare per nome tutti
OMELETTE
gli elfi addormentati, che pian della
piano si svegliarono stiracchian- VIGILIA
dosi e lamentandosi del troppo
breve riposo…ma annusarono 3 uova
1 cucchiaio di burro
anche il delizioso profumo delle 30 ml di panna fresca
omelette! Fu così che si raduna- 3 cucchiai rasi di cocco rapè o di cioccola-
to bianco grattugiato
rono intorno a Lucilla e a bab- Frutti di bosco
bo Natale mangiando con gran Granella di zucchero
Zucchero a velo
gusto la nutriente colazione.
Con le mani impiastricciate di In una padella antiaderente far scioglie-
re il burro e farlo colorire. Versare le uova
marmellata e i baffi di zucche- sbattute e appena si rapprendono i bor-
ro a velo tornarono nel salone a di, sollevarli con una paletta di silicone
per far scivolare il composto di uova al
impacchettare i regali! E mentre di sotto, per una cottura più omogenea.
la musica dei campanelli ripren- Versare la panna in una ciotola e mesco-
larvi il cocco rapè o il cioccolato crean-
deva il suo ritmo, Babbo natale do una crema densa. Versarla sull’ome-
abbracciò Lucilla dicendole in lette ancora nella padella, farcire con
frutti di bosco e granella di zucchero e
un orecchio “ Grazie amica mia, richiuderla su se stessa.
hai salvato il Natale!” . Sistemare l’omelette su un piatto e spol-
verare abbondantemente con zucchero
a velo.
22 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Fatti aiutare da un grande a creare
Lucilla e l’elfo affamato, stampa que-
sta pagina e segui le istruzioni!!!

* *
PIEGARE I PIEDINI IN AVANTI

* *

* *

*
*

Luc
ill
a

PIEGARE I PIEDINI IN AVANTI

RITAGLIARE LUNGO LE LINEE CONTINUE E PIEGARE LUNGO IL TRATTEGGIO. INCOLLARE DOVE è IL SIMBOLO (*)
Foto e testi di Silvia Luppi
http://basilicoepinoli.blogspot.com/
FIG. I
24 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
a scuola di...

Photofood
Pronti per il reportage natalizio?
A cura di Silvia Luppi

E’ Natale, i preparativi per il pranzo o cenone sono ormai finiti


e la tavola è imbandita!
Le candele accese, i piatti decorati, la tovaglia ricamata, i bicchieri colmi di spu-
mante e tante ottime specialità da assaggiare…è sì, è proprio tutto magico!
E voi volete assolutamente avere un ricordo di questa bell’atmosfera, quindi,
eccoci pronti a fotografare tutto quanto, senza però infastidire il vicino, rischia-
re di rovesciare i bicchieri o peggio ancora dire: “Aspettate a mangiare!!!! Devo
fare le foto!” scatenando l’ira degli ospiti!
No, no, questa volta sarete pronti per un vero e proprio Reportage!
E’ importante avere già le idee chiare prima di cominciare:
un reportage deve raccontare una storia, dall’antipasto al
dolce, ed è necessario arricchirla con tutti i dettagli possibili,
e soprattutto: cogliere l’attimo! Mangiate, divertitevi, ma
tenete sempre un occhio aperto a ciò che vi sta intorno!

Impostate la macchina fotografica

SENSIBILITA’ E DIAFRAMMA

Utilizzate una sensibilità ISO alta (dai 500 agli 800 ISO)
perché siete al chiuso e sicuramente l’ambiente è poco
illuminato (però giostratevi voi, se è una giornata di sole
e l’ambiente è luminoso è sempre meglio tenere la sen-
sibilità più bassa possibile!).
Il diaframma tutto aperto! Perché oltre ad entrare più luce
avrete anche quello sfuocato tanto adatto a questo tipo
di situazione! Esempio: mettete a fuoco il vostro piatto e
come sfondo avrete le persone che vi siedono di fronte
sfuocate o il loro piatto, o le candele (foto A)…il sogget-
to della foto sarà a fuoco e tutto il resto apparirà come
un’immagine evanescente che darà un suggerimento
dell’atmosfera che c’è intorno (quindi non sottovalutate
mail anche la parte sfuocata, perché renderà magica la FIG. A
vostra fotografia!)
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 25
IL TEMPO

avete due possibilità:


1- se volete fotografare il vostro piatto, quindi un soggetto fermo (foto
B), potete impostare un tempo anche lungo (per tempo lungo inten-
do minimo 1/30 se avete la mano più che ferma, altrimenti la foto sarà
mossa!) più l’otturatore rimane aperto e più luminosa risulterà la foto.
2 -se dovete cogliere l’attimo (se: chi vi siede di fronte sta versando- FIG. B
si il vino, oppure sta versando del miele sul dolce!) dovete essere ve-
loci, quindi impostate un tempo breve, perché state per fotografare
un’azione, un movimento e dovete “bloccarlo” con il vostro scatto
(foto C e G). Potete impostare la macchina su 1/80 o anche un tempo
più rapido se l’azione è più veloce! Entrerà meno luce attraverso l’ottu-
ratore, quindi potreste essere costretti ad aumentare l’ISO visto che il
diaframma è già tutto aperto!
(sembra difficile? Magari all’inizio sì, ma poi viene tutto in automatico,
perché la macchina fotografica diventa parte di voi!)

INQUADRATURE

Ecco qualche suggerimento per raccontare la vostra storia:


Fate sempre una panoramica dell’ambiente in cui siete, utilizzando il
grandangolo e poi successivamente soffermatevi sui dettagli, e se vo-
lete, anche sui ritratti di chi vi sta intorno, ma più di ogni altra cosa: sui
piatti!! (foto D e H) FIG. C

Se siete vicino alla finestra (quindi avete una fonte luminosa accanto,
siete stati fortunati) dovete solo scegliere l’inquadratura che più vi pia-
ce, magari mettendo a fuoco il vostro piatto tenendo sfuocato quello
di chi vi sta difronte oppure semplicemente scattando un dettaglio
FIG. D
della pietanza. (foto A e E)
Se la luce non è un granché (non potete portare a tavola i pannelli
riflettenti o addirittura le lampade!) dovrete sfruttare il punto di vista
e quindi essere creativi, magari scattando il vostro piatto dall’alto (in
pianta) scegliendo un taglio geometrico e fantasioso! (foto F)

I dettagli sono importanti per raccontare una storia, quindi il centro-


tavola, le posate d’argento, i calici preziosi, le candele sono scatti im-
perdibili che arricchiranno la vostra storia e che daranno quel plus al
vostro reportage. (foto I)

Accostate sempre la foto principale a qualche dettaglio!


Per la chiusura, mi raccomando, scegliete una foto significativa, come
ad esempio le candele fumanti ormai spente che segnano la fine della
meravigliosa giornata appena trascorsa! (foto L)

Ora siete pronti per affrontare il Natale come veri fotoreporter!


FIG. E
26 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
FIG. F

FIG. G

FIG. L

FIG. H
Semplicità
e tradizione

Foto e testi di Silvia Luppi


http://basilicoepinoli.blogspot.com/

28 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Il Natale nella mia famiglia è sem-
pre stato molto atteso….soprattutto per quan-
to riguarda il pranzo! Già verso metà novembre
cominciamo a stilare il menu, una lista di piatti
articolati e complessi che con l’avvicinarsi del
25 Dicembre viene radicalmente modificata
e rivista, fino a quando, alla fine, ci guardiamo
- mia madre, mia sorella ed io…le cuoche! - e
sentenziamo: “Facciamo il solito?”…”Altrimenti
che Natale sarebbe?” rispondono mio fratello e
mio padre!
Ebbene sì, siamo tradizionalisti, anche se ci im-
pegnamo comunque a inserire delle novità, alla voul au vent
fine il menu è più o meno lo stesso da circa 25
anni! ingredienti per 6 persone

Quindi: vitello tonnato a cui abbiamo apportato 500 g di gamberetti


qualche modifica, dato che alcuni componenti 250 g di mascarpone
della famiglia sono diventati - strada facendo - 250 g di gorgonzola
160 g di formaggio fresco (caprino)
vegetariani! Salatini, patatine, olive, un primo
6 noci
pasticciato (lasagne), sformati di gorgonzola, ci- 6 foglie di insalata
polline al vino e ultimi della lista, ma non meno 1 confezione di volevano surgelati da (18
pezzi)
importanti, anzi i veri protagonisti: i voulevant!
1 mazzetto di erba cipollina
E’ incredibile come questi piccoli cestini di pa- 1 tubetto di salsa cocktail
stasfoglia (che io adoro letteralmente) approdi-
Adagiare i voulevant ancora surgelati su
no sulla nostra tavola solo, ed esclusivamente, il
una teglia con sotto la carta forno, bagnare
giorno di Natale. Eppure al supermercato li ven- i bordi con l’uovo oppure il latte, e inforna-
dono surgelati tutto l’anno! re a 180° per 7 minuti, poi girare la teglia e
Quello che crea la vera atmosfera di festa è il infornare per altri 5 minuti. Sfornare e far
raffreddare.
backstage ai fornelli! Infatti questo è uno dei Mescolare la salsa cocktail con i gamberetti
pochi momenti in cui tutta la mia famiglia è ri- e farcire 6 voulevant.
unita e cuciniamo insieme. Colui che detiene il Unire il mascarpone con il gorgonzola e le
noci e farcire altri 6 voulevant.
controllo assoluto della farcita dei voulevant è Mescolare il caprino con l’erba cipollina, la-
mio padre, e noi figlioletti non possiamo fare al- vata e sminuzzata, e farcire gli ultimi voule-
tro che passare lì davanti, mentre lui li prepara, vant rimasti.
Per guarnire, aggiungere qualche foglioli-
approfittare di un momento di distrazione e…
na di insalata al top delle farciture.
rubarne uno!
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 29
30 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 31
Lungo a via
delle spezie
32 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Il commercio di spezie aromatiche, come la cannella, chiodi di garofano, il cardamomo e il più
pregiato di tutti, lo zafferano, è stato il mezzo per l’ascesa e la caduta di molti imperi. Il commercio delle spezie
tra Asia Orientale, India, Africa ed Europa è stato molto diffuso fin dal III secolo a.C.
Queste rotte commerciali sono state il veicolo per la diffusione del cristianesimo in tutto il mondo.
In India, la religione cristiana è stata introdotta già nel 52 d.C., quando l’Apostolo Tommaso visitò Kerala e istituì
7 chiese. Missionari portoghesi introdussero il cattolicesimo tra i cristiani di San Tommaso nel tardo XV secolo.
Essi, e più tardi, i francesi, continuarono ad espandere la loro influenza e il Cristianesimo si diffuse a Goa e nel
Mangalore. Missionari protestanti, luterani provenienti dalla Germania, diffusero le loro missioni fino a Tamil Nadu.
I cristiani in India seguono una miscela unica di cultura indiana ed europea. A Kerala, l’uso di ombrelli ornamen-
tali ed elefanti durante le festività religiose illustra l’influenza indigena. Le danze, i canti e la cucina di Goa sono
stati fortemente influenzati dai portoghesi che la colonizzarono.
Natale è la festa più importante per i cristiani indiani. Come per tutte le celebrazioni indiane, è caratterizzata
dall’abbondanza di cibo e buon umore. Gli indiani cristiani decorano le loro case con lampade ad olio e appen-
dono enormi lanterne di carta davanti alle loro case.
Le spezie sono sempre state preziose e le festività sono le occasioni migliori per appagarne la voglia. Di con-
seguenza, il cibo in questi giorni speciali si arricchisce del sapore, dell’aroma e della ricchezza di varie spezie e
ingredienti originari del territorio come la cannella, i chiodi di garofano, il cardamomo, il riso Basmati e quelli
introdotti attraverso le antiche vie delle spezie come lo zafferano, la frutta secca e le noci.
Il cibo è una parte importante di ogni celebrazione, ma varia a seconda della regione e dell’influenza locale. Gli
abitanti di Goa cucinano il maiale Vindaloo, un piatto delicato e piccante di maiale marinato, un adattamento
del piatto portoghese, Carne de Vinha d ‘Alhos. A Kerala e Tamil Nadu, Natale significa ricchi dolci di frutta co-
stellati di frutta secca e noci.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 33


Coppette di Torta di frutta di Natale con
Goan Pork Vindaloo copertura al cioccolato bianco e
mascarpone e lamponi freschi

Ingredienti per la torta di frutta


per 10 – 12 persone {per la ricetta si ringrazia la famiglia Mathew}
(24 coppette per antipasto o 4 porzioni come portata principale) 250 g di farina
250 g di zucchero
2 fogli di pasta sfoglia, scongelata 250 g di burro a temperatura ambiente
500 g di spalla di maiale, senza ossa, boneless 6 uova, albumi e tuorli separati
60 ml di aceto di malto 20 g di noci, tritate,
8 -10 peperoncini rossi secchi piccanti, senza semi 40 g di frutta secca al Brandy
5 spicchi di aglio 2-3 cucchiai di caramello liquido
2,5 cm di zenzero 1 cucchiaino di lievito in polvere
2 cipolle medie rosse ¼ cucchiaino di noce moscata
Spezie intere: 5 chiodi di garofano, 6 grani di pepe intero, 1 1 cucchiaino di pasta di vaniglia
stecca di cannella ½ cucchiaino di sale

Per la tostatura: 3 chiodi di garofano, 4 grani di pepe, ½ ba- Ingredienti per la glassa al cioccolato bianco e mascarpo-
stoncino di cannella ne:
125 g di mascarpone
Scaldare l’aceto e immergerci i peperoncini per circa 30 125 g di cioccolato bianco
minuti. Tagliare la carne di maiale in pezzi di circa 5 cm, 5 cucchiaini di latte
cospargerli di sale e mettere da parte. Macinare le spe- ¼ cucchiaino di noce moscata
zie secche in una polvere finissima.  A questa polvere,
aggiungere i peperoncini con l’aceto, l’aglio e lo zenzero Sciogliere il cioccolato bianco nel latte a bagnoma-
e macinare fino ad ottenere una pasta liscia. Asciugare ria. Mettere da parte a raffreddare. Mescolate il ciocco-
la carne di maiale, coprire con la miscela di spezie e ma- lato raffreddato al mascarpone per avere un composto
rinare per una notte. cremoso. Aggiungere la noce moscata. Mettere da par-
Macinare le cipolle fino ad ottenere una purea e aggiun- te fino a che la torta non è pronta.
gere alla carne di maiale. In una padella, arrostire chiodi Montare burro e zucchero fino ad ottenere un com-
di garofano cannella e pepe in grani fino a che non rila- posto leggero e spumoso.  Aggiungere i tuorli uno alla
sciano i loro aromi. Aggiungere la carne di maiale con volta, e mescolare bene.  Aggiungere la pasta di vani-
la sua marinata e far cuocere per 2-3 ore a fuoco bas- glia. Setacciate insieme gli ingredienti secchi e aggiun-
so aggiungendo meno acqua possibile e mescolando gerli al composto di uovo. Incorporare anche il caramel-
ogni tanto. lo. Montare gli albumi a neve. Incorporare un terzo degli
È preferibile mangiare il Vindaloo il giorno dopo, dal albumi montati al composto di farina per ammorbidir-
momento che i sapori si fondono meglio.  Può essere lo. Aggiungere delicatamente gli albumi rimasti, e infine
servito come piatto principale con riso o pane. noci e frutta al brandy.
Per fare delle coppette di pasta, stendere i fogli di pasta Versare il composto in una teglia a cerniera di 20 cm
sfoglia in quadrati di 30 cm. Ricavare da ogni foglio di di diametro, precedentemente imburrata e foderata di
pasta sfoglia nove quadrati da 10 cm di lato e foderare carta da forno. Cuocere a 180°C per 45 minuti finché la
degli stampini da cupcake. Riempire con il maiale e in- torta non è ben ferma. Lasciar raffreddare su una gri-
fornare a 200°C per 15 minuti finché la pasta sarà gonfia glia per 10 minuti, poi rimuovere dalla teglia e lasciare
e dorata. Servire con un cucchiaio di panna acida o pan- a temperatura ambiente. Quando la torta è completa-
na e spolverare con le erbe. mente fredda, spalmare uno spesso strato di glassa al
cioccolato bianco e mascarpone sopra la parte superio-
re della torta. Decorare con lamponi freschi.
34 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Asha Pagdiwalla
Io sono sempre stata un’amante del cibo. Coccolata da due generazioni di cuochi di
talento a casa dal lato materno, ho sempre avuto un palato molto esigente. Cinque
anni fa, quando mi sono trasferita a New York City, il mio palato ha preso le ali e si è li-
brato in una ricerca avventurosa della cucina mondiale. Due anni fa, quando una piega
inaspettata del destino mi lasciò con più tempo di quello che sapevo come impiegare,
ho deciso di convogliare le mie energie nel ricreare i sapori del mondo nella mia cuci-
na, per quanto piccola fosse. Lungo il percorso, ho scoperto una passione latente per
creare esperienze legate al cibo e condividerle con amici e familiari. Sono felicissima di
pianificare un pranzo durante il weekend da gustare con calma, in buona compagnia.
Ho anche scoperto una passione per la fotografia e lo styling degli alimenti e sono os-
sessionata dal collezionare props ed oggetti vintage. Io scrivo un blog, Fork Spoon Knife,
che alimenta ancor di più tutte le mie passioni ed è diventato un modo meraviglioso per
connettermi con ancor più appassionati di cibo!
http://www.forkspoonnknife.com/
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 35
foto di Sarka Babicka
36 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 37
Il Natale Ceco
e il suo tradizionale pane

Foto e testi di Sarka Babicka


http://www.cookyourdream.com/

38 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Il pane di Natale (Vanocka)
ha una lunga tradizione nella Repubblica Ceca
e non posso nemmeno immaginarmi un Natale
senza! Preparare il pane di Natale non è molto
semplice, ma il risultato vale ogni sforzo. Il Va-
nocka è un pane dolce mangiato tradizionalmen-
te per colazione durante le vacanza di Natale.
Le ricette cambiano da famiglia a famiglia e infatti
ogni vanocka avrà un sapore leggermente diver-
so.
Alcune ricette richiedono diversi tipi di frutta
secca, noci e spezie, mentre altre usano soltanto
uvetta e mandorle. Qualunque sia la ricetta, ogni
vanocka, spalmata con burro o marmellata e ser-
vita con una tazza di the caldo, ti trasporterà nel
meraviglioso clima natalizio.
Il Natale ceco è connesso a molte tradizioni, usi e
superstizioni tendenti a creare una magica atmo-
sfera. La sera della vigilia di Natale l’intera fami-
glia si riunisce, viene decorato l’albero di Natale
e i genitori preparano a cena della vigilia. La cena
tradizionale consiste in una zuppa di pesce, se-
guita da una carpa fritta con un’insalata di patate.
Dopo cena i bambini aprono i regali lasciati sotto
l’albero dal Bambin Gesù. A questo punto arriva il
momento di tradizioni come le piccole barchette
fatte con gusci di noce, lasciate galleggiare con
le candele accese in una ciotola d’acqua. La bar-
chetta che rimane vicina al bordo della ciotola
indica che il proprietario di quel guscio rimarrà a
casa. Se invece la barchetta galleggia verso il cen-
tro della ciotola, il suo proprietario farà un lungo
viaggio. Un’altra tradizione popolare è quella di
tagliare una mela a metà. Se si vede una stella nel
centro della mela, questo predice buona salute e
fortuna per l’anno a venire.
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 39
Il pane di Natale per 10 – 12 persone

8 g lievito secco
120 g burro
80 g zucchero
3 tuorli d’uovo
un pizzico di sale
la buccia grattata di ½ limone
1 cucchiaio di vaniglia
500 g farina
250 ml latte
70 g uvetta, ammollata in 2 cucchiai di rum
60 g mandorle intere pelate, tritate grossolanamente
¼ cucchiaino di noce moscata grattata
1 uovo, per glassare
circa 20 mandorle per la decorazione

In una piccolo ciotola, unire il lievito, 1 cucchiaio di zucchero,


metà del latte tiepido e mescolare finché non è omogeneo. La-
sciare in un posto tiepido finché la superficie non si copra di cir-
ca 2 cm di schiuma (10 – 15 minuti).
In una ciotola montare il burro finché morbido e liscio. Aggiun-
gere lo zucchero, il tuorlo, il sale, la buccia di limone e la vaniglia:
mescolare finché ben montato e sodo (circa 10 minuti).
Setacciare la farina in una ciotola grande, fare una buchetta nel
centro e versarci il composto di lievito.
Aggiungere il resto del latte e il composto di burro e mescolare
finché non si forma un impasto omogeneo.
L’impasto sarà leggermente appiccicoso, ma più si impasta e più
diverrà uniforme. Se è troppo appiccicosa, aggiungere un po’ di
farina e impastare di nuovo finché liscio ed elastico. Alla fine
unire l’uvetta, le mandorle e la noce moscata grattata. Mettere
l’impasto in una ciotola unta, coprire con un canovaccio e lasciar
lievitare in un luogo tiepido per 1 ora o finché non raddoppiata
di volume.
Quando l’impasto sarà ben lievitato, trasferirlo su un piano di
lavoro e dividerlo in 9 parti. Stendere ogni parte per formare dei
salsicciotti più o meno uguali. Per intrecciarli, allineare fino a 4
delle corde, pizzicare le estremità insieme ed iniziare a fare una
treccia. Prendere il salsicciotto di sinistra e metterlo sopra quel-
lo subito a destra, poi sotto l’altro ancora accanto e infine sotto
all’ultimo a destra. Ripetere di nuovo con quello che adesso è
più a sinistra. Andare avanti così fino alla fine. Pizzicare le estre-
mità finali insieme e mettere su una teglia foderata con carta da
forno.
Prendere altri 3 salsicciotti, pizzicare le loro estremità insieme e
intrecciare. Unire le loro estremità finali e mettere la treccia so-
pra quella formata da 4 salsicciotti.
Infilare entrambe le estremità della treccia più piccola sotto a
quella più grande. Intrecciare gli ultimi due salsicciotti e mettere
sopra alle altre due trecce, infilando le estremità sotto alle altre
due. Fermare le trecce con qualche stuzzicadenti. Coprire con
un canovaccio e lasciar lievitare per circa 20 minuti. Spennellare
la superficie con un uovo sbattuto e decorare con le mandor-
le. Lasciar asciugare l’uovo e spennellare nuovamente. Cuocere
in forno preriscaldato a 190°C per circa 10 minuti. Abbassare la
temperatura a 170-180°C e cuocere per 30-40 minuti finché la
superficie non è dorata. Se la superficie si scurisce troppo du-
rante la cottura ma il centro non è ancora cotto, coprire il pane
con un foglio di alluminio.
Lasciar raffreddare leggermente, poi togliere gli stuzzicadenti.
40 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 41
foto di Claudia Castaldi
42 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 43
Ilsenza
Natale
glutine

44 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Adoro il Natale,
è la festa che amo di più e vivo questa festività con molta passione.
La casa si riempe di decorazioni, ogni anno di colore diverso, e di dolci.
Ovviamente senza glutine. Il profumo di spezie e cioccolato invade la casa
e ogni giorno sperimento qualcosa di nuovo.
Non mangiando più il panettone e il pandoro sono sempre alla ricerca
di qualche nuova ricetta tradizionale del mondo.
Essere celiaca non è poi così male! Le ricette che vi presento
sono quelle che in casa non mancano mai durante queste festività :
il riso spumante e salmone affumicato che ha sostituito egregiamente i tortelli in brodo,
il tronchetto di natale, ogni anno con uno stile diverso e i tartufi. una mia smisurata passione.

Risotto allo spumante e salmone affumicato


Per 4 persone Per il brodo vegetale: fate bollire una carota, una patata sbucciata, un
320g di riso carnaroli gambo di sedano, un pomodoro, dei chiodi di garofano, del prezze-
molo e dell’alloro in una teglia capiente con 3 litri di acqua. Fate bollire,
uno scalogno aggiungete una bella manciata di sale e cuocete per circa due ore.
mezza bottiglia di spumante Una volta che il brodo è pronto fate soffriggere in una casseruola, se
un tocchetto di burro di rame è meglio, il burro con lo scalogno, aggiungete il riso e tosta-
salmone affumicato telo. Aggiungete un mestolo di brodo e uno di spumante così fino
a che non ultimate la cottura. Nel frattempo tritate bene il salmone e
olio, limone e aneto conditelo con un po’ di olio e limone e foglie di aneto.Una volta cotto il
brodo vegetale riso mantecatelo con un altro tocchetto di burro, lasciate riposare per
qualche minuto coperto e poi impiattate, infine aggiungete la tartare
di salmone.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 45


Tronchetto speciale
di Natale
120g di farina senza glutine
120g di zucchero
4 uova
1 pizzico di sale

Per la crema
100g di burro a pomata
200g di crema alla nocciola spalmabile

Per la copertura
250g panna fresca
50g di zucchero a velo*

Separare i tuorli dagli albumi. Sbattete i


tuorli con lo zucchero. Aggiungere la fa-
rina, montate a neve gli albumi aggiun-
gendo un pizzico di sale ed incorporare
in due tempi al primo impasto. Rivestite
una teglia rettangolare (27×34) di carta
da forno e versare il composto. Cuocete
a 180° per 12/15 min. Inumidite un ca-
novaccio delle dimensioni della teglia e
tagliate un pezzo di carta da forno del-
le stesse dimensioni. Stendete il pan di
spagna con il suo foglio di cottura sul
canovaccio umido e coprirlo con l’altro
foglio di carta. Riavvolgete il tutto. La-
sciate che la pasta si inumidisca nel ca-
novaccio per 5 secondi e poi srotolate.
Arrotolate nuovamente il pan di spagna
staccando il foglio di cottura. Mettete
su una gratella a raffredare. Nel frattem-
po preparare la crema. Montate in una
planetaria o con un frullino il burro per
circa 5- 8 min e poi aggiugete la crema
spalmabile, continuate a lavorare fino a
quando la crema non diventa di color
nocciola. Spalmate le crema sul rotolo
e arrotolate delicatamente. Mettete in
frigo a raffreddare. Montate la panna,
quando comincia a rassodare aggiun-
gete lo zucchero. Montate fino a che
non si rassoda bene. Prendete il rotolo,
mettete la panna in una sac a poche e
decorate a piacere il vostre tronchetto.
46 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
I tartuf i speziati
300g di cioccolato fondente*
200g di panna fesca
150g di farina di mandorle
cardamomo, cannella e zenzero
farina di pistacchio
cocco*
cacao*
zucchero a velo*

Scaldare la panna su di un bagnomaria, una volta calda aggiungere il cioccolato, sciogliere bene. Lasciare raf-
freddare leggermente e aggiungere la farina e le spezie a piacere. Metter in frigo e far rassodare per una notte
intera. Quando l’impasto è ben sodo formare i tartufi, aiutatevi con un cucchiaino. In varie ciotole preparate il
cacao, i pistacchi etc. Con un cucchiaino prentete un po’ di impasto, arrotolatelo tra le mani e poi passatelo in
uno delle farine preparate.

I prodotti contrassegnati dall’asterisco potrebbero contenere glutine.


Nell’acquistare gli ingredienti utili alla preparazione delle ricetta è importante
consultare il prontuario dei prodotti in commercio senza glutine
che potete trovarlo online presso il sito www. celiachia.it

Anna Esposto
Mi chiamo Anna, ho 36 anni e sono un infermiera. La mia passione per la cucina è
nata circa 15 anni fa da quando ho scoperto la celiachia. Ho fatto mille esperimenti
per rendere più appetibili i piatti senza glutine ad oggi posso dire con successo.
Il mio blog creato 4 anni fa è nato per far capire alle gente che senza glutine non
significa senza gusto!

www.ilricettariodianna.com
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 47
Il Sapore di casa
il calore di casa

Foto e testi di Chiara Biagioni


http://www.kiabia.it

48 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Il ricordo è presente. Na-
tale è casa di mamma. Era lo scartare
i regali sotto l’albero al mattino sul let-
tone di mamma e poi correre giù dai
nonni a riempirli di baci e a mostrare
orgogliosi i bei doni; era aspettare zia
coi sorrisi d’amore la nuova pallina
per l’albero e i sacchi di tela stracolmi
di sorprese, era veder arrivare la zia di
mio padre con lo zuccotto ai marron
glacè, il profumo del pane arrostito
per il crostino nero da ammollare nel
brodo, erano i cappelletti di zio, l’albe-
ro splendente nell’angolo vicino alla
finestra un pranzo affollato pieno di
sorrisi risate e calore; lo champagne,
quello delle feste, i ricciarelli, il panet-
tone e i pepini che nonno teneva in
negozio... quelli del barattolo di vetro
col tappo di latta... quelli col sapore da
grandi, ma che piaceva tanto tanto
anche a me.
Natale è svegliarsi al mattino, aprire
i regali sul nostro lettone, vestirsi da
festa, montare in macchina e correre
dai nonni, a casa di mamma. Il Natale
è sempre affollato... sempre pieno di
calore... di chi c’è ancora e di chi conti-
nua ad esserci sotto forma d’amore.
Portare una nuova pallina per l’albe-
ro... e i pepini come quelli di nonno,
del barattolo di vetro col tappo di lat-
ta. L’albero è sempre nell’angolo vici-
no alla finestra... il crostino, il brodo i
ricciarelli... lo stesso calore.

*il pepino è il modo con cui, forse solo


a casa mia veniva e viene chiamato il
cavalluccio di Siena

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 49


I “Pepini” del Barattolone
col tappo di latta
Ingredienti per una quindicina di Pepini
380 di farina
200 gr di noci sgusciate e spezzettate grossolanamente
5 gr di ammoniaca per dolci
5 gr circa di spezie miste (noce moscata, coriandolo, cannella, semi di finocchio,
semi di anice... e se a casa mia li chiamano pepini ci sarà un perchè ... quindi
anche un pizzichino di pepe!)
30 grammi di canditi
250 gr di zucchero
80 gr di acqua
zucchero al velo

Mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola, ad eccezione di zucchero ed


acqua. Mettere sul fuoco l’acqua con lo zucchero e l’acqua preparare uno
sciroppo facendoli cuocere lentamente, senza mai arrivare all’ebollizione,
evitando quindi che lo sciroppo si caramelli (lo sciroppo sarà pronto
quando “cadrà” formando un filo). Una volta ottenuto lo sciroppo, versar-
lo nella ciotola con il resto degli ingredienti e girare bene a formare una
“palla” . Dall’impasto ottenuto formare tante piccole palline, infarinarle
con un po’ di farina mista a zucchero a velo e posarle sulla teglia.
Informare ad una temperatura di circa 160° gradi per non piu’ di 8/10
minuti.

Una volta sfornati, odorare profondamente.... socchiudere gli occhi ed


intonare a voce soffusa le note che più vi sanno di Natale. “jingle bells ...
jingle bells....” ... perchè senza il pepino, che natale sarebbe?!

Note: Il Cavalluccio di Siena, quello vero, deve rimanere morbido, quindi


mi raccomando in forno non un minuto di più di quello indicato (e ma-
gari ognuno dovrà testare il suo forno con piu’ di un’infornata) ed occhio
allo sciroppo, se si caramella il dolce risulterà durissimo.

Detto tra noi, se il vostro pepino non sarà promosso a pieni voti alla prova
forno... poco grave... c’è sempre una soluzione... giù nel vinsanto... la prova
inzuppo la passa sicuro!

50 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


come fare l’angioletto pompon

Disegnare su un cartoncino un po’ resistente due cerchi di circa 7 cm con un secondo cerchietto al centro
di circa 1,5 cm . Ritagliarli a creare due “ciambelline di carta”.
Accoppiare i due cerchi, legarvi il capo di una matassina di lana (delle dimensioni non piuù grosse del
foro dei cerchietti) e iniziare a girare intorno al foro a coprirne tutta la superficie. Ricordate che quanta
più lana girerete intorno al cerchio, quanto più cicciotto risulterà il nostro angioletto.

Una volta ricoperta la superficie del cerchio, anche per più strati, entrare con la punta della forbice tra i
due cerchietti in carta, tenendo però saldamente la insieme la lana con due dita proprio sul foro, e taglia-
re la lana lungo tutto il perimetro.

Sempre facendo attenzione che la lana esca dal suo posto, inserire tra i due strati di carta un filo della
stessa lana del pompon e fare un nodo stretto e resistente.
Estrarre i due cerchietti con la dovuta attenzione, ed otterrete il pompon che farà da pancia al nostro
angioletto.

prendere un nastrino di raso alto 3 mm metterlo a doppio, fare un nodino a formare una cappiolina di
circa 2 cm (servirà per appendere l’angelo) poi insirire il nastro dentro ad una pallina di vetro, plastica,
poliestere... insomma ... quella che riuscite a trovare (la mia è di poliestere trasparente e sfaccettata, ma
andrà bene anche una perlona per esempio, l’importante è che abbia un foro centrale e che la sua di-
mensione sia proporzionata a quella del pompon che avete realizzato) .
A questo punto con l’ausilio di ago e filo cucite il nastro al pompon in modo da lasciare i lembi del raso
liberi per poter successivamente farvi un fiocco. I lembi del fiocco saranno le ali del vostro angioletto.

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foto di Giulia Scarpaleggia
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Un Natale diverso
un po’ compleanno, un po’ solstizio d’inverno
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per il mio compleanno solitamente organizzavamo gran-
Quando ero piccola, i miei Natali di banchetti. Erano sempre democraticamente scelti, ma
erano piuttosto diversi da quelli di tutti gli altri bambini di rado variavano da un anno all’altro. Eravamo molto fe-
che conoscevo. In confronto alla stragrande maggioranza deli al tradizionale tacchino anglosassone con ripieno di
delle persone del mondo occidentale, i miei genitori non salvia, sugo, castagne arrosto, cavolini di Bruxelles e purè
conformisti celebravano questo evento con un loro modo di patate in abbondanza per la cena della vigilia di Nata-
molto speciale. Essendo nata il 25 dicembre in una piccola le. Il dolce in genere era una raffinata, gelatinosa e me-
e non religiosa famiglia anglo-svizzera di liberi pensatori, ravigliosamente acidula mousse al limone. Poi il giorno
afflitti dalla distanza e dalla discussioni, noi eravamo tenu- dopo, potevo finalmente gustarmi il mio piatto preferito
ti a fare le cose in modo diverso dagli altri esseri umani. di compleanno che era composto da salmone affumica-
Naturalmente, organizzavamo una festa per quell’occa- to con patate burrose e gratinate all’aglio e la mousse al
sione, anche se non era una grande riunione di famiglia o cioccolato fondente della mia nonna svizzera, qualcosa
non andavamo in chiesa. Trascorrevamo le vacanze in un che creava dipendenza, sensuale, decadentemente ric-
piccolo gruppo – solo io ed i miei genitori. Per noi il Natale ca, con la consistenza di un tartufo, leggermente molle,
non riguardava Gesù e la Bibbia, era tutto incentrato sulla intensamente cioccolatosa, divinamente burrosa e volut-
nostra versione neopagana della celebrazione invernale tuosamente leggera (tradizionalmente chiamata “Délice
di Yule e sul mio compleanno. Au Chocolat” o “Chocolate Delight” in inglese - la versione
Celebravamo il Solstizio d’Inverno, il momento più buio originale non contiene castagne), che amavamo cospar-
dell’anno, ma anche la rinascita della luce (il sole, portato- gere con un po’ di Kirsch prodotto da mio nonno. Oggi-
re di calore e vita), una svolta importante contraddistinta giorno, io e il mio ragazzo festeggiamo in un modo molto
da speranza e gioia. Questo periodo era anche pieno di simile, ma sicuramente più umile. Come al solito, non ci
significato per me a livello personale, dal momento che sono grandi folle (i nostri due gatti e noi) e si festeggia la
purtroppo il mio compleanno cadeva esattamente il gior- festa di Yule insieme il mio compleanno, anche se alcune
no di Natale. Era davvero una noia per me, dal momento cose sono cambiate. Heavy Metal, Blues, Rock Psichede-
che ricevevo regali sono una volta all’anno, non ho mai lico, Elettronica e Dark Ambient music hanno sostituito i
avuto compagni di scuola invitati a casa per festeggiare carillon e canti, e come alternativa al grande albero di pino
questa pietra miliare nella vita di un bambino e in un certo fresco che non possiamo avere a causa della mancanza
senso non era proprio la mia giornata visto che dovevo di spazio abbiamo un piccolo albero in plastica, carino e
condividerla con Gesù. Mi sentivo come se il mio comple- di gran classe. Siccome il budget familiare è abbastanza
anno fosse stato rubato. Questi sono sicuramente ricordi basso, non possiamo permetterci di spendere molti soldi
dolci e amari nello stesso tempo... per regali di lusso, quindi cerchiamo di concentrare tut-
Comunque, il Natale con la mia famiglia era davvero diver- ta la nostra attenzione sul cibo. I nostri tipici pasti natalizi
tente anche se eravamo un po’soli (nessuna festa grande e 100% fatti in casa sono composti da terrine di foie gras
rumorosa qui). Il nostro soggiorno era decorato con gioia con nocciole tostate e whisky, una pagnotta di pane a lie-
e mangiavamo cose buonissime preparate da mia madre. vitazione naturale, alcuni chutney o marmellate salate e
Avevamo un abete con un odore esaltante, decorato ric- Gravlax oppure salmone affumicato con gratin di patate,
camente con delicate palline di vetro, ghirlande, deliziosi entrambi accompagnati da i vini rossi, bianchi o dolci. A
angeli in legno, piccoli pacchettini precisi e, in aggiunta ad conclusione, sempre la deliziosa “Chocolate Delight” di
una miriade di candele sparse in casa, c’erano anche alcu- Mémé, mia nonna.
ni bigliettini di auguri in mostra sulla credenza e sul tavolo Noi portiamo avanti la tradizione, ma manteniamo tutto
di soggiorno. La vigilia di Natale accendevamo le cande- in un tono molto sobrio e intimo. Ancora una volta, può
le, si spengevano le luci e facevamo risuonare in casa un essere un modo molto solitario di passare questi giorni
sacco di vecchi carillon di musica inglese e dischi in vinile di festa, ma noi siamo già così grati di avere l’opportunità
con canti medioevali, chiacchieravamo allegramente e di gustare del cibo delizioso e di essere in buona compa-
mangiavamo cioccolato, arance profumate, clementine e gnia!
molti biscotti svizzeri fatti in casa. Per la vigilia di Natale e
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Mousse di cioccolato
fondente e castagne (Per 6 persone)
Ingredienti

200 g cioccolato fondente (72%)


200 g burro non salato, a temperatura ambiente
170 g castagne arrostite, a temperatura ambiente e tritate grossolanamen-
te
150 g cioccolato al 45-60 % di cacao, dipende da quanto fondente desideri
la mousse
4 uova (ca. 63 g l’uno), a temperature ambiente
¾ tazza di acqua
2 cucchiai di zucchero
¾ cucchiaino di sale marino fine

Sciogliere i cioccolati con l’acqua (3/4 di tazza) a bagnomaria in una


grande ciotola a prova di calore appoggiata su un pentolino di acqua
che sobbolle appena, mescolando continuamente fino a che il cioccola-
to non si è completamente sciolto.
Si otterrà un composto liquido ma ben sodo e cremoso. Una volta che
il cioccolato si è sciolto ed è ben amalgamato con l’acqua, aggiungere il
burro, lo zucchero e il sale, e continuare a mescolare.
Togliere dal fuoco quando il burro si è sciolto e il composto è liscio ed
omogeneo.
Separare le uova e porre gli albumi in una planetaria (si può usare anche
un frullino elettrico). Lasciare da parte.
Aggiungere i tuorli al composto di cioccolato e mescolare continuamen-
te per circa 2 minuti, finché freddo, liscio e sodo. Montare gli albumi fino
a che non sono fermi e sodi. Con l’aiuto di una spatola unire con delica-
tezza gli albumi montati al composto di cioccolato, finché non è tutto
omogeneo. Incorporare delicatamente le castagne sbriciolate. Versare
la mousse in una ciotola grande o dentro 6 piccole verrines o bicchieri.
Lasciar riposare le verrine o la ciotola in frigo per una notte.

Osservazioni:
Per un tocco più esotico, la mousse si può arricchire con 100 g di ginger
candito e spezzettato o la buccia candita di un arancio, oppure si posso-
no aggiungere spezie a piacimento (caffè, coriandolo, curry, cannella).
Per avere il sapore e la consistenza ottimale, la mousse al cioccolato deve
riposare in frigo per una notte prima di essere servita.

Suggerimenti per servire la mousse:


Servi la mousse con una cucchiaiata di panna montata e qualche goccia
di Kirsch (opzionale).
Ti consiglio di mangiare questa mousse appena tolta dal frigo, ma se la
preferisci con una texture che ricordi meno quello dei tartufi di cioccola-
to (il burro freddo rassoda molto la mousse), toglila circa mezzora prima
di servirla…
Tienila in frigo per non più di 2-3 giorni.
Rosa Mayland
Mi chiamo Rosa e vivo in un piccolo villaggio nella campagna di Ginevra, situato nella
parte francofona della Svizzera – pochi metri dal confine francese. Sono una appassio-
nata di cibo Anglo – Svizzero che ama la fotografia, il rock ad alto volume e la musica
elettronica, le passeggiate in campagna, incontrare persone interessanti, i gatti, i libri e
i film indipendenti. Amo cucinare e posso passare ore a navigare su Internet per trovare
l’ispirazione, leggere blog, creare piatti, sperimentare nuove ricette o sfogliare libri di cu-
cina e riviste. Cibi saporito e ristoratore, spezie e texture golose sono un must, per questo
sono particolarmente affezionata alla cucina asiatica, caraibica, mediterranea, suda-
mericana e mediorientale, proprio come alle specialità regionali e tradizionali. Il cibo di
qualità, prodotti locali e di stagione - odio qualsiasi cosa troppo industriale - sono molto
importanti per me, e secondo me i migliori piatti sono fatti in casa, cucinati con amore e
molta cura, perché questi sono i pasti che noi ricorderemo per tutta la nostra vita.
http://rosas-yummy-yums.blogspot.com/
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foto di Giulia Rossella Venezia
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G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 59
Un pranzo tra amici
per augurarsi uno splendido Natale

60 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Uno dei miei piccoli riti natalizi consiste nell’organizzare una cena al femminile:
mi piace invitare qualche amica per scambiarci gli auguri e salutarle prima di
partire per raggiungere la mia famiglia in Italia.
Questo menù, fatto di piatti golosi e leggeri è pensato per l’occasione.

Patate al cartoccio con crema di gamberi per 4 persone

4 patate medio piccole ben lavate e asciugate


100 g di crème fraiche
100 g di gamberi cotti al vapore e sgusciati
100 g di foglie di spinaci
50 g di ricotta
½ cucchiaino di matcha
olio, sale, pepe

Scaldare il forno a 190 gradi. Bucare le patate in più punti con una forchetta. Ungerle di olio, salarle e peparle. Metterle in
forno appoggiate direttamente sulla griglia posizionata in mezzo e cuocere per 90 minuti. Tagliare i gamberi a pezzetti e
mescolarli con la ricotta e la creme fraiche, salare e pepare. Mescolare 3 cucchiai di olio con un pizzico di sale e il matcha.
Quando le patate sono cotte disporle sui piatti e delicatamente inciderle a metà per il lungo. Ripartirvi la crema di gamberi
e disporre a fianco le foglie di spinaci. Condire con l’olio al matcha.
Purè di pastinaca con capesante agli
anacardi per 4 persone

750 g di pastinaca lavata e sbucciata


350 ml di latte
12 capesante
10 g di funghi porcini secchi
50 g di anacardi
sale
pepe
olio

Tritare i funghi secchi e metterli a bagno nel latte tiepido. Tagliare a pezzetti la pastinaca. Porla in una pentola,
salare e unire 5 dl di acqua. Cuocere per 20 minuti con il coperchio. Verificare la cottura quindi unire il latte e
frullare fino ad avere un purè. Preriscaldare il forno a 200 gradi. Tritare finemente gli anacardi con sale e pepe.
Impanare le capesante con la polvere di anacardi, ungere la teglia e infornare per 10 minuti. Servire le capesante
con il purè caldo

62 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Macedonia di pompelmo
e arancia agli aromi
per 4 persone

3 pompelmi rosa
2 arance
30 g di zenzero candito tagliato a pezzettini
piccoli
1 stecca di vaniglia
4 cm di stecca di cannella
2 cucchiai di zucchero

Portare a bollore 2 dl di acqua con lo zucchero,


la vaniglia incisa a metà e la cannella pestata.
Far cuocere per 20 minuti, lasciare in infusione
altri 20 quindi filtrare, unire lo zenzero candito
e lasciare raffreddare completamente. Pelare
al vivo gli agrumi. Ripartire gli agrumi in 4 cop-
pette/bicchieri e condirli generosamente con
l’infusione.

Chiara Bellasio
L’amore per la cucina, e intendo la tensione interiore che mi da gioia quando tra-
sformo gli ingredienti in un piatto, che ne colleziona sapori e profumi, credo me
l’abbia trasmesso mia madre. I colori mi incantano e mi ispirano. E così nel 2005 è
nato questo spazio, Il pranzo di Babette un convivio di sapori speziati e racconti di
viaggio che mi piace immaginare sia letto sorseggiando una tazza di tè.
http://www.ilpranzodibabette.com/
foto di Genny Gallo
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1

8
2
3 4

E’’
7 L’ORA
6

DEI REGALI
REGALI SPECIALI

FATTI COL CUORE


fatti cON LE MANI
1. Ape Zoppa (www.apezoppa.etsy.com) - 2. Scacco alle regine (www.scaccoalleregine.it) - 3. Nella cucina di Ely (http://nella-
cucinadiely.blogspot.com/) - 4. Nina (http://Cartonine.blogspot.com) - 5. Jeyam fimo creations (www.jeyam-art.com)
6. Valeriatelier - 7. Stella di Sale (http://www.stelladisale.com/index.html) - 8. Catascraft (www.catascraft.com)
9. Similaire (simi.laires@gmail.com)
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Apezoppa Scacco alle regine

Scacco alle Regine è un piccolo fermento creativo esclusivamente Made in


Italy che dà vita a bijoux e accessori per capelli adatti ad ogni occasione nato
dall’idea di Gloria Di Blasi. Scacco alle Regine propone in particolare bijoux in
stile vintage con filigrane, cristalli e resine pregiate e bijoux creati in Lamina-
ted Paper Art, curati in ogni minimo dettaglio: dalla grafica al computer con
soggetti e testi esclusivi (anche personalizzabili), alla stampa in alta definizio-
ne e alla laminatura con plastica di qualità. Le creazioni di Scacco nascono in
Claudia ci racconta che Apezoppa è un progetto iniziato 2 anni fa quasi per
un delizioso paesino del Lago Maggiore, ispirate dalla bellezza della natura
gioco da una montagna di nastri stoffe e bottoni e che poi è diventato una
che accosta colori incantevoli, ma anche dall’arte della Monnalisa, dalle parole
parte importantissima della sua vita. Realizza principalmente accessori per di Shakespeare, dalle icone come Totò, Audrey e Marylin e si traducono in for-
capelli che ama definire RetroPop: dallo stile vintage con tocchi Pop di colore! me e materiali tra i più svariati: carta, resina, vetro, cristallo, metallo, filigrane,
anche su misura! la sua base è il negozio etsy: legno, stoffe, nastri, pelle…
www.apezoppa.etsy.com E per Natale ai lettori di G2kitchen, Gloria riserverà uno sconto speciale...
la trovate anche su www.scaccoalleregine.it
http://www.facebook.com/pages/Ape-Zoppa/114799163704 http://www.facebook.com/scaccoallereginej

Nella cucina di ELy

Ely ama cucinare e cucire, nella sua cucina ci sono farine e bottoni in egual mi-
sura, e sul suo blog si alternano piattini succulenti a bellissime creazioni fatte
con stoffe e fili colorati. Per noi questa volta ha lavorato con il feltro, creando
dei bellissimi dolcetti...ma sul blog vedrete bor sine coloratissime, comode
pantofole, tutto per i bebè... Se volete contattarla, scrivete pure a eliscrap@
gmail.com o cercatela nella sua cucina
http://nellacucinadiely.blogspot.com/
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 67
nina Jeyam Fimo Creations

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Il Fimo è un pasta sintetica che si modella con il calore delle mani e si cuoce in
forno per ottenere una creazione solida come la ceramica. E’ molto versatile
e oltre a mescolare i vari colori per ottenere nuove sfumature o effetti unici
è possibile pure creare effetti e nuove tecniche usando oggetti comunissimi
come carta vetrata, pennelli, stuzzicadenti, tappi, alluminio, ecc..
Nina disegna e scrive.A volte pensa di farlo non solo per lei, oltre il suo senti- Inoltre grazie alla morbidezza e versatilità è possibile lavorare a mano pure
mento. Nascono così le CartoNine,per condividere e far viaggiare quei segni, quantità piccolissime di pasta per creare dettagli e dare alle creazioni quell’ef-
forse comuni, forse carezze riconoscibili, affinché ciò che sembra passeggero fetto realistico e stupefacente.
attraversi davvero lo spazio e il tempo come vorremmo, a segnare l’aria che Questa piccola collezione natalizia è basata sulla dolce atmosfera del Natale:
muove. Le CARTONINE sono i disegni di Nina (alias Francesca Ballarini) Son biscotti, cupcakes e torte curate nei minimi particolari per dare sempre a chi li
messaggi in bottiglia da lasciare in mare, o conchiglie raccolte e poi donate. indossa la gioia caratteristica del periodo natalizio!
E i disegni possono anche crescere, e diventare quadri, stampe... Lavoro la pasta Fimo da 3 anni puntando da sempre al realismo e ai dettagli
Oppure raggrupparsi e si trasformano allora in splendide agende. delle mie miniature, creando soprattutto cibi e piatti di ogni tipo che fanno
http://Cartonine.blogspot.com venire l’acquolina in bocca a guardarli e indossarli!
http://sinfonina.blogspot.com/2010/09/vi-racconto-una-storia.htm Jessica Montanelli per “Jeyam Fimo Creations”
www.jeyam-art.com
http://www.facebook.com/pages/Jeyam-Fimo-Creations/120189247997475
Per informazioni e richieste - jeyam.creativity@gmail.com

Valeriatelier

Valeria vive in un tranquillo paesino vicino a Torino.Si racconta dicendoci


:”Amo la pittura, l’arte, l’artigianato e la creatività in ogni sua forma.
Sin da quando ero bambina ho sempre disegnato e dipinto.
A partire dal novembre 2009 ho aperto il mio negozio su Etsy trasformandolo
nel mio atelier personale” ...
Qui trovate di tutto, e quello che ci piace sono soprattuto questi segnalibri e
le agende personalizzate..
valeriatelier@yahoo.com
http://www.etsy.com/shop/valeriatelier

68 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


StelladisaleLAB catacraft

Datele una macchina da cucire e in pochissimo ecco cosa crea:D


Stella Pederzoli, del blog Stelladisale.com si è lanciata fantasticamente in Sono Catalina Alvarez. Sono illustratrice e lavoro con la grafica digitale, adoro
questa nuova produzione, e a noi son piaciute:D la fotografia e la manualità, sono vegetariana, amante della cioccolata, osser-
“Borse di stoffa. Le “leggere” sfoderate per la spesa, il pranzo in ufficio o la vatrice a tempo pieno e felice creatrice del blog www.catascraft.com. “
gita, resistenti e poco ingombranti. Le “signore” per ogni occasione, foderate, Così si presenta Cata, la redattrice di uno dei blog creativi piu’ famosi della
con comode tasche, con cerniera o bottone, di vari modelli e fantasie. Il sacco rete. Da lei trovano spazio le sue creazioni, le sue foto,le tendenze del mo-
morbido con cerniera, la pochette con tracollina, il secchello semirigido. Tutte mento, e anche le ricette. Un’ artista a tutto tondo quindi, che qui ci mostra
alcune delle sue opere.Per informazioni non esitate a contattarla...insieme
fatte a mano, ecologiche, lavabili.
troverete una soluzione ad ogni vostro spunto creativo
Per informazioni
www.catascraft.com
http://www.stelladisale.com/index.html

Similaire

Collane in filo di zucchero....non sono proprio commestibili eh!


Si tratta di un filo di metallo ricoperto di finissima carta e microperline di vetro
trasparente, con il quale creare splendide perle per bellissime collane.
Simona li ha scoperti qualche anno fa girovagando tra gli espositori di una
fiera dedicata all’ hobbistica,e l’ha subito colpita il loro scintillio, con il quale ar-
ricchire ogni tipo di oggetto.Simona crea sopratutto gioielli: le piace lavorare
i fili di zucchero soprattutto perché le permettono di giocare sui colori e sulle
sfumature per creare le sue perle speciali da abbinare per le sue creazioni a
catenelle e bijoux.
Simona vive in Francia e la potete contattare scrivendo a simi.laires@gmail.com

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 69


70 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
foto di Edda Onorato
Bello
I Belli &Infallibili di G2Kitchen

e infallibile A cura di Alessandra Gennaro

OVVERO COME ARGINARE I DANNI DELLE COOK-BOOKS VICTIMS


CON UNA LISTA DI TITOLI A COLPO SICURO:
RICETTE CLASSICHE O CONTEMPORANEE,
TRADIZIONALI O RIVISITATE, DELLA NONNA O DELLO CHEF,
MA TUTTE DAL SUCCESSO GARANTITO.

Testi Alessandra Gennaro.


http://menuturistico.blogspot.com/
Foto di Genny Gallo
72 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Martha Stewart
Biscuits, Sablés,
Cookies
Le ultime notizie la vogliono in crisi con l’amica di
una vita, Hilary Clinton, che pare abbia intercettato
uno sguardo di troppo fra lei e l’irriducibile Bill, e tradita
pure dal cane, colpevole di aver azzannato un camera-
man, durante la registrazione di un programma, imme-
more delle buone maniere che deve avergli inseganto
la padrona. Potevamo infierire anche noi di 2Gk, sulla
povera Martha? Certo che no, è la risposta, a maggior
ragione di fronte a questo libro che, a dispetto della
serialità dei suoi prodotti e del marchio di fabbrica del
“Sweet American Dreams”, è una deliziosa raccolta di
oltre150 ricette di biscotti da tutto il mondo, tradizione
anglosassone in primis. Tutto è accattivante, in questo
libro, a cominciare dall’indice con una foto per ogni bi-
scotto e per finire con i suggerimenti per la confezione
di queste dolci creazioni. In più, si va a colpo sicuro, per-
chè sono tutte ricette collaudate e soprattutto semplici
da realizzare: insomma, un regalo perfetto per chi ama
cucinare, dall’apprendista al cuoco provetto

Per tutti quelli che “Natale non è Natale senza biscotti”

Philippe Conticini –
Sensation
Che il ragazzo facesse sul serio lo si era intuito da
un po’, ma è con questo libro che viene spazzato via
ogni dubbio. Conticini, infatti, è uno che va oltre: oltre
le forme, oltre la tradizione, oltre la modernità: “avan-
guardia” è la sua parola d’ordine, affidata ad una ricerca
condotta sul filo del gioco e della scoperta, in nome di
una creatività a cui tutto è asservito, a cominciare dalle
forme che riaccendono curiosità per creazioni obso-
lete e pertanto ingiustamente trascurate, dalla Saint
Honorè in versione quadrata al bignè cubico. Se non
ci credete, sfogliate le pagine di quest’opera, la Summa
delle sue creazioni suddivise in base alle sensazioni che
esse suscitano al nostro gusto. Un surplus di lavoro per
le nostre papille, una gioia per gli occhi, un godimento
allo stato puro per l’intelletto, un’ode ad una genialità
che non conosce freni o confini. Sensazionale, insom-
ma....

Per tutti quelli che “La France c’est la France, Paris c’est
Paris e ad un Hermès preferisco un Hermè
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 73
Paul Bocuse,
La Cucina del Mercato
Al pari delle star, anche i grandi chef ogni tanto sentono il bisogno
di farci sapere che anche loro, in fondo, sono come noi: portano i fi-
gli a scuola (di lusso), fanno le code all’aereoporto (businness class) e,
soprattutto, vanno a fare la spesa al mercato. Lo ha fatto anche Paul
Bocuse, nel lontano 1976, consegnandoci uno dei testi sacri della let-
teratura gastronomica mondiale che la Guido Tommasi ha recente-
mente ripubblicato, in un’edizione meno costosa dell’originale (ma
più cara di quella economica, oggi introvabile). Nel frattempo, Bocuse
ha consolidato la sua fama di Re Mida delle Stelle , trasformando in un
firmamento Michelin tutto quello che tocca, e Les Halles di Lione si
sono rifatte il look, diventando un vero paradiso per gourmand, anche
grazie al traino del suo avventore più illustre, a cui sono state dedicate,
in barba ad ogni giustificabile scaramanzia. Ciò che sempre rimasto
uguale a se stesso, invece, è questo libro che, in barba ai suoi venticin-
que anni e all’ancora intatta fiducia nel verbo dela nouvelle cousine,
è fresco, come un prodotto di giornata: ognuna delle milleduecento
ricette qui raccolte parla di cucina sana, di tecniche essenziali, volte a
valorizzare e non a mortificare la qualità della materia prima, in una
ricerca di innovazione che non tradisce ma semmai omaggia la tra-
dizione, secondo un messaggio che è quanto mai attuale e che fa da
cornice a tutta l’opera, rendedola un classico della cucina. E pazienza,
se ha poco meno di venticinque anni.

Per tutti quelli che “dalle 9 alle 5 orario continuato”ma caschi il mondo,
se non vado al mercato.

Benedetta Parodi
Cotto &Mangiato:
“libro di cucina” è una parola grossa. Però, di sicuro è infallibile. A
meno che non siate così sfortunati da incappare nella scatola di fa-
gioli che non si apre o nel foglio di frolla scaduto, al banco frigo del
Super. Perchè è questa la non cucina che ci ammannisce ogni giorno
Benedetta Parodi: un inno al preconfezionato ed al precotto, un’ode
al “famolo veloce” che tutto travolge, dal rispetto per le materie prime
all’amore per un’arte di cui, in questo libro, non c’è traccia. Eppure, è
il caso editoriale dell’anno, con centinaia di migliaia di copie vendute,
inflessibili critici gastronomici che si stracciano le vesti per difenderla
in TV e tutti che si lambiccano il cervello alla ricerca del segreto del
suo successo: c’è chi lo indica nel cognome dell’autrice, chi nel traino
del suo programma televisivo, chi nelle strategie editoriali del colosso
Mondadori, chi in un mix di tutte e tre le cose- e nessuno invece, che
si soffermi sull’idea portante di tutto il libro: e cioè, che chi millanta la
vince, sempre e comunque. E la cucina-ahinoi- non fa eccezione

Per tutti quelli che il lifting col finanziamento e le Mauritius con le rate.

74 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 75
Crepi l’avarizia
Pandolce Genovese

Testi e Foto di Alessandra Gennaro.


http://menuturistico.blogspot.com/

76 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


nimo di seduzione e raffinata opulenza: era
Sia chiaro: la colpa non è nostra ma il dolce beneaugurale del Capodanno, of-
di chi, nel lontano 1728 ebbe ad ospitare a
ferto a corte dal più giovane dei sudditi. Nei
Genova Montesquieu. Nessuno sa che cosa
secoli, è diventato il dolce tipico del Natale,
sia successo, in quel breve soggiorno geno-
ma le antiche usanze orientali sono rimaste:
vese, ma di certo il trattamento a lui riserva-
è ancora tradizione che sia il più piccolo di
to non dovette essere da cinque stelle se, al
casa a portarlo in tavola ed il più vecchio a
ritorno in patria, il grande filosofo si scagliò
tagliarlo, dopo aver tolto il rametto di alloro
contro i miei avi, parlando della loro supre-
o di ulivo, in segno di buon augurio. Un tem-
ma avarizia e additando i nostri palazzi come
po, la prima fetta era per il primo povero che
la cosa più bugiarda del mondo: Vedete una
avrebbe bussato alla porta di casa, mentre
casa superba e dentro ci trovate soltanto una
la seconda si teneva da parte per mangiarla,
vecchia domestica che fila. Invitarvi a pran-
un pezzetto per uno, il 3 febbraio, il giorno
zo? A Genova, è una cosa inaudita”
di San Biagio, protettore della gola, come
Poche frasi per rovinare la reputazione di un
antidoto contro i malanni dell’inverno.
popolo che,fino ad allora, era sempre rima-
Due sono le versioni del Panduce: una alta,
sto sul filo della misura, lasciando ogni volta
la più antica, prodotto di una lievitazione
gli stranieri sbalorditi per le tante meraviglie
naturale, ed una bassa, il Pandolce vecchio,
celate dietro sobrie facciate. Ma se è agli stra-
che, a dispetto del nome tradisce l’età più
nieri, Rubens su tutti, che la nostra opulen-
recente con la presenza del lievito chimico.
ta discrezione deve la sua fama, è un dolce
Gli ingredienti sono grosso modo gli stessi,
tutto genovese quello che la rappresenta da
i tempi di preparazione no: la seconda ver-
secoli: il pandolce.
sione è più veloce, mentre per realizzare la
Leggenda vuole che il Doge Andrea d’Oria
prima sono necessarie molte ore, anche
avesse indetto un concorso fra i pasticceri
perchè più lenta è la lievitazione, migliore
della città alla ricerca di un prodotto che la
è il risultato finale. Lo sapevano bene le Ge-
rappresentasse al meglio: una sorta di testi-
novesi di una volta, che andavano a dormire
monial ante litteram, che trovò in questo in
portandosi a letto l’impasto e sistemandolo
questo scrigno ruvido all’esterno ma ricchis-
al caldo, sotto le coperte, vicino al “prete”, la
simo all’interno la più gustosa rappresenta-
struttura in legno che conteneva lo scaldino.
zione della genovesità.
Sul perchè del nome, però, non è lecito fare
La storia, invece, lo fa derivare dall’Oriente,
domande: l’ho detto, no?, che noi Genovesi
e precisamente dalla Persia, da sempre sino-
siamo discreti...
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 77
Pandolce Basso
Ingredienti
500 g di farina
200 g di burro morbido a pezzetti
200 g di uvetta
150 g di zucchero
50 ml di acqua e fiori d’arancio
50 g di arancia e cedro canditi
50 g di pinoli
2 uova
1 bustina di lievito per dolci

Impastate la farina, lo zucchero, l’acqua di fiori d’arancio, il


burro e le uova, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungete poi l’uvetta ammollata in acqua tiepida e ben
strizzata, i canditi e i pinoli e amalgamateli bene. Per ulti-
mo, aggiungete il lievito e di nuovo impastate, dando la
forma di un pane rotondo. Praticate un taglio a croce sulla
superficie e infornate a 180° per 40 minuti.

78 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 79
Il Natale Vegano
goloso si, ma goloso per tutti

80 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


La scelta vegan può essere fatta per i più disparati motivi: per una questione etica,
ambientale, salutare o ,come spesso avviene, per una combinazione di questi fattori… per non
parlare di chi si ritrova costretto ad eliminare latticini o uova per allergie e intolleranze.
Ma nessuno si priva di un pranzo di Natale come si deve in compagnia dei propri cari!
Certo, questo a volte presenta qualche difficoltà: come spiegare a nonna, ormai alla soglia dei
90 anni, cos’è il tofu? O convincere lo zio un po’ chiuso alle novità ad assaggiare quella cosa che
dall’aspetto sembra carne ma non lo è?
Dovendo mettere d’accordo tutti scelgo di attingere a piene mani dagli ingredienti della nostra
tradizione: per l’aperitivo focacce, crostini o sfogliatine con paté di olive o pomodori secchi,
sott’olii preparati durante la bella stagione e tanti pani profumati. Poi il pranzo continua così,
combinando la grande varietà di legumi, verdure di stagione, frutta che la natura ci mette a di-
sposizione… tutti ingredienti con cui i miei cari hanno già avuto a che fare e che si trovano nella
dispensa di ciascuno di noi, per un pranzo di Natale goloso ma senza stress per nessuno!

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 81


Ingredienti:

Pappardelle ai 250 g di semola di grano duro


100 g di manitoba

porcini, porri
4 porri
100 g circa di pangrattato
50 g di nocciole tritate grossolanamente

e nocciole
2 spicchi d’aglio
8 g di porcini secchi ridotti in farina
brodo vegetale
vino bianco secco
olio extravergine
peperoncino secco sbriciolato
timo
Preparare le pappardelle con le farine, i porcini e acqua
quanto basta.
Rosolare i porri mondati e tagliati a fettine con 1 spicchio
d’aglio tritato e 2 cucchiai di olio. Sfumare con un goccio di
vino, aggiungere 1/2 bicchiere di brodo e cuocere per 30
minuti, finché i porri diventano tenerissimi.
Lessare le pappardelle in abbondante acqua salata.
Nel frattempo soffriggere 1 spicchio d’aglio in abbondante
olio, quindi eliminarlo. Aggiungere il pangrattato, le noc-
ciole e peperoncino a piacere. Far dorare il tutto.
Saltare brevemente le pappardelle con i porri e servirle
cosparse con il pangrattato e qualche fogliolina di timo
fresco.

Ingredienti:
600 g di yogurt di soia al naturale
400 g di zucca tagliata a pezzi di 1 cm
Crumble di zucca
60 g di mandorle tritate
60 g di farina
4 foglie di salvia
2 spicchi d’aglio
olio extravergine
sale
peperoncino

Mescolare lo yogurt con 1/2 cucchiaino di sale. Metterlo


in una garza, chiuderla a fagotto ed appenderla. Lasciar
sgocciolare il siero per 24 ore, finché lo yogurt si è ridotto
della metà. Condire la zucca con olio, sale e peperoncino.
Unire la salvia e gli spicchi d’aglio. Avvolgere il tutto in un
foglio di alluminio e cuocere in forno per 30 minuti a 200°.
Eliminare gli aromi.Preparare il crumble: mescolare farina,
mandorle e circa 1/2 cucchiaino di sale. Unire 20 g di olio e
un goccio d’acqua, quanto basta per formare un impasto
a grosse briciole. Disporre in 4 stampi monoporzione da 8
cm di diametro la zucca e lo yogurt sgocciolato. Coprire
con il crumble e cuocere per 20 minuti a 180°.
82 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Sformati di noci e legumi con
salsa al prezzemolo
Ingredienti:
250 g di ceci già lessati
150 g di lenticchie già lessate
100 g di noci tritate
60 g di vino rosso
4 fogli di pane carasau
2 scalogni
olio extravergine
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
3 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
2 spicchi d’ aglio
3 grosse manciate di prezzemolo
2 cucchiai di capperi dissalati
1/2 cucchiaino di aceto di mele
sale e pepe

Preparare la salsa frullando tutto il prezzemolo, meno un cucchiaio che servirà per gli sformati, con i capperi, 1/2 spicchio
d’aglio, l’aceto di mele, olio quanto basta, sale e pepe.
Tritare finemente lo scalogno e soffriggerlo con 1 spicchio d’aglio, rosmarino, salvia e 3 cucchiai di olio. Unire il cumino, le
noci e rosolare per qualche minuto finché risultano dorate. Sfumare con il vino ed eliminare gli aromi. Riunire in un mixer
noci, ceci, lenticchie. Condire con pepe e circa 1 cucchiaino e 1/2 di sale. Frullare tutto finemente ed aggiungere il prezze-
molo rimasto. Bagnare con acqua il pane carasau, lasciarlo riposare qualche minuto finché diventa morbido e spennellarlo
d’olio. Usarlo per rivestire 4 stampi di 8 cm di diametro, lasciando la parte unta verso l’esterno. Riempirli con il composto
di noci e legumi comprimendo bene e ricoprire con altro pane, eliminando quello in eccesso. Spennellare d’olio anche la
superficie. Cuocere gli sformati per circa 20 minuti a 180° e servirli tiepidi con la salsa al prezzemolo.

Alice Martini
Italianissima e vegan per scelta etica, vivo a Verona con tre turbolenti micioni ed un
compagno che amo prendere per la gola.
Le mie passioni? Prima che la cucina, il cibo: sono un’inguaribile golosa!
Mia madre ama raccontare delle mie prime parole: mamma, papi e mimì. Mimì nel
mio lessico infantile stava per... formaggio. Mi racconta sempre di quando, praticamen-
te in fasce, mi mettevo davanti al frigorifero di casa battendo sullo sportello chiaman-
do “mimì, mimì!” per farmene dare un pezzetto. Come per molti, appena ho iniziato a
leggere ho scoperto il Manuale di Nonna Papera e con esso sono arrivati i primi pasticci,
i primi biscotti bruciati e duri come mattoni, i piatti incrostati di caramello che non sape-
vo come pulire, nascosti sotto il letto per evitare che la mamma si accorgesse che in sua
assenza ne avevo combinata una delle mie. Uscita dalla famiglia la mia casa ha iniziato
ad affollarsi di riviste e libri sull’argomento, potevo finalmente gestire in modo autono-
mo la mia spesa toccando, annusando e scegliendo ciò che sarebbe passato dalla mia
dispensa… poi pian piano è arrivato il web ed infine il mio blog, con cui ho scoperto
un’altro modo per corteggiare il mio amato: la fotografia.
http://www.kitchenbloodykitchen.com/
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 83
84 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
foto di Giulia Scarpaleggia
Un Pomeriggio di Natale
per rallentare e rilassarsi

Testi e Foto di Tiina Rinkinen


http://www.sparklingink.com/

86 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Un pomeriggio di festa accogliente e rilassante è fatto di un calore dolce e dalle spezie di stagio-
ne. Dopo i giorni impegnati e i preparativi per le vacanze, è tempo di rallentare e di rilassarci con la famiglia e
gli amici, sollevando calici di sidro brulè fatto in casa. Il profumo del budino di pane e delle risate riempiono la
cucina. Per me il Natale è soprattutto passare del tempo con la famiglia, meravigliosi scenari invernali, luce di
candele, risate e condivisione. Il periodo più freddo dell’anno ha un calore innato
come nessun altro momento.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 87


Budino di Pane 8 fette di pane bianco
450 ml di latte
1 cucchiaio di burro
(per 6-8 persone)

Natalizio 130 g di cioccolato


2 uova
100 g di zucchero
1 cucchiaio di zucchero vanigliato
1/2 cucchiaino di cannella
un pizzico di noce moscata
noci pecan, ribes, scaglie di cioccolato per la deco-
razione
zucchero a velo per spolverare

Tostare le fette di pane in forno a 150°C per 10


minuti finché non sarà croccante.  Fare il pane
a pezzetti e trasferirlo in una pirofila imburra-
ta.  Scaldare il latte, il burro e 100 g di cioccola-
to in un pentolino, mescolando continuamente
fino a quando non sarà fuso. Togliere dal fuoco.
In una terrina sbattere le uova, lo zucchero e lo zuc-
chero vanigliato. Aggiungere cannella e noce mo-
scata. Mescolare il composto di cioccolato e latte e
versare sopra il pane. Cuocere in forno a 150°C per
25-30 minuti. Lasciare raffreddare per pochi minuti
e decorare con noci pecan e ribes. Ridurre a scaglie
il cioccolato rimasto e cospargere sulla superfi-
cie. Spolverare con zucchero a velo.

(per 6-8 persone)


2 litri di sidro
1 stecca di cannella
1/2 stecca di vaniglia
4 chiodi di garofano
Sidro Brulé
un pizzico di noce moscata
succo di 2 clementine
scorza di 1/2 limone
3 cucchiai di zucchero di canna

Versare il sidro in una padella.  Aggiungere la


cannella, mezza stecca di vaniglia, chiodi di ga-
rofano e la noce moscata. Spremere il succo di
2 clementine e aggiungere la scorza di limone.
Aggiungere lo zucchero e mescolare.  Scaldare
fino a quando non comincia a far vapore, ma
non far bollire. Passare il sidro in un setaccio e
servire caldo.

88 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 89
90 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
foto di Asha Pagdiwalla
Cento di Questi Cappelletti
aria di tradizione,
Cento di Questi Cappelletti

A Lucea tusi che un menù di Natale non ha senso


di esistere se non inizia con i cappelletti in
Freddo, pioggia….grigio. Ah è proprio in- brodo.
verno! Magari nevicasse. Almeno siamo si-
curi che è Natale.” “….eroi che si vantano di averne mangiati
Il grande giorno si avvicina. Nell’aria an- cento…”
sia di regali e rutilanti preparativi in vista
dell’estenuante banchetto, manca poco. Per me l’atmosfera Natalizia è questa: aria
Conto alla rovescia per il giorno in cui tutti di tradizione, tutti in cucina, con mamma,
si ritrovano, lontani e vicini, pronti per esau- nonna zia e cugini, intorno al grande tavo-
rirsi intorno al tavolo abbuffandosi al lento lo di marmo, con le mani in pasta mentre la
e rilassato ritmo familiare, rifocillando cuo- catena di montaggio prende vita. La tradi-
re e mente. E per finire come ogni anno, ad zione delle grandi famiglie che, in queste
affermare con sereno orgoglio: ma come sere d’inverno, iniziano a preparare in vista
s’è mangiato bene anche quest’anno! del cenone Natalizio, quintali di pasta che
Il bello di sedersi a tavola tutti insieme, la poi naturalmente finiscono per essere re-
tradizionale cena dalle tante portate che si galati ad amici e parenti.
susseguono lentamente tra chiacchere e C’è chi fa l’uncinetto e chi stende la pasta.
bicchieri di vino... E cos’ì iniziano i ritrovi pomeridiani di
Se c’è una cosa che associo al Natale, è mamme, zie, cugine e nonne. C’è chi è alle
cappelletto in brodo. Non tanto per quella prime armi e chi è veterano di guerra. Tutti
preziosa funzione che ha la calda minestra hanno i propri e personali ferri del mestie-
in brodo durante il gelo invernale, ma per re, ognuno ha la sua mano e il suo taglio,
tutto quello che c’è di familiare. la propria piega. Inconfondibile ed unico il
Alle porte del Natale, s’instaura quella tra- mio dal tuo, anche se alla fine tutto viene
dizione casalinga che prevede di ritrovarsi rimescolato.
nella grande casa della nonna, per iniziare Anche se esistono le classiche varian-
l’annuale produzione di cappelletti freschi ti dell’evoluzione naturale di una ricetta,
in vista del cenone. suscettibili al passare del tempo ed al tra-
Banalmente dei cappelletti al brodo? mandare a voce, ecco la mia personalissi-
Macchè. Lo dice anche il caro e vecchio Ar- ma ricetta:
Cappelletti in
Brodo
Dieci persone minimo*
(*quel che avanza -se avanza- si regala)

Per la Pasta fresca all’uovo

Farina Bianca “00” 1 kg


Uova medie 6
Olio evo 2 cucchiaini

Per il Ripieno

Carne di vitello 500 gr


Carne di suino 250gr
Prosciutto Crudo 250 gr
Parmigiano 150gr
Uova 3
Burro 100 gr
Sale qb
Pepe macinato fresco qb
Noce Moscata qb

Disporre la farina a fontana, nel mezzo le uova.


Aggiungere l’olio (per mantenere l’impasto ela-
stico) .
Con l’aiuto di una forchetta iniziare a mescolare
e poi impastare con le mani.
Quando tutto è ben amalgamato formare una
palla infarinata, avvolgere in una pellicola e far
riposare in frigo per almeno mezz’ora. Nel frat-
tempo passare al ripieno.
Fare a pezzi la carne di vitello e suino e buttare in
un tegame. Rosolare con del burro a fuoco vivo
per pochi minuti, poi terminare la cottura a fuo-
co lento. Appena terminata la cottura, aggiun-
gere il prosciutto a pezzettini, amalgamare velo-
cemente con l’aiuto di un mestolo e poi frullare il
tutto in un mixer, fino ad ottenere un composto
omogeneo.
Incorporare uova e parmigiano mescolando di-
ligentemente.
Condire con sale pepe e noce moscata piacere
secondo coscienza.
Mentre il composto del ripieno riposa, tirare la
sfoglia sottile (tipo 3 mm) con il mattarello infa-
rinato. Ricavare dei quadrati di 5 cm circa, con la
rotella liscia o dentata a piacere**
Distribuire dei mucchietti di ripieno su ogni qua-
drato, ripiegare a triangolo e fare uscire l’aria e
chiudere premendo. Avvolgere intorno al dito
per dare la classica forma.
I cappelletti devono riposare alcune ore, poi si possono
cuocere in un brodo e servire a bollore con tanto parmigia-
no, direttamente in tavola. Oppure regalare entro pochi gior-
ni in sacchettini regalo da congelare e conservare in freezer.
La sovrapproduzione è scontata, naturale ed anche voluta! E’
tradizione che a fine lavori, si faccia l’appello dei commensali (15
cappelletti max a testa) e quel che avanza si regala. Largo dunque ai
famigerati sacchettini personalizzati, da mangiare subito o congelare. E’
parte della tradizione e dell’atmosfera Natalizia dividere quel che c’è di più
tra amici e parenti, no? In più rappresenta un grande mix del lavoro di tutti,
dove poter sempre cercare di individuare chi ha fatto cosa, rivivendo quei mo-
menti e qui giorni di mani in pasta, scrutando orli e dimensioni dei cappelletti.

**Questo è il bello delle rotelle a piacere: poter lasciare quel tratto inconfondibile, maga-
ri neanche troppo perfetto, ma sicuramente inimitabile. Una firma, una confessione, un
ritratto.
“ah guarda! ho beccato quello della zia… no il tuo è quello della nonna…vedi come gira
bene…”
Ma soprattutto, durante la vera e propria abbuffata familiare, poter affermare con proprio orgoglio,
suscitando l’altrui ammirazione: “Fermi tutti, quello più grosso l’ho appena trovato io… quest’anno ho
vinto io!!!”

Mignolo obbligatoriamente alzato e sonoro risucchio al cucchiaio, siamo in famiglia.

Claudia Castaldi
Claudia Castaldi, alias Pyondi, è una fotografa biondina e confusamente food stylist.
Visibilmente toscana, instancabilmente foodie. Laureata in fotografia- Facoltà di Archi-
tettura presso l’Università degli Studi di Firenze, vive e lavora come freelance a Milano
dal 2005. Attualmente fotografa e foodstylist a tempo pieno, collabora con agenzie,
case editrici, chef e catering per documentare eventi e realizzazioni di ricette.
Sempre inseguendo quello che realmente succede fuori e dentro la cucina: la fatica,
lo stress, le risate, la rabbia… la gente si incontra, nascono o si tramandano storie, se-
greti, pettegolezzi, dove ci si ritrova anche da soli a prendersi cura di sè, per raccontare
e raccontarsi.
www.claudiacastaldi.com come esperienza personalissima e soggettiva legata alla cucina
www.tourdefork.net dove il cibo è il legame ed il veicolo tra creatività, società e cultura.
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 95
Novy God Capodanno in Russia

96 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Novy God, ovvero, il Capodanno,
è indubbiamente la festa più amata in
Russia che fu introdotta nel 1700 da Pie-
tro il Grande. Egli ordinò di festeggiare
l’arrivo del nuovo anno nella notte tra il
31 dicembre e il 1 gennaio, addobban-
do l’abete e ballando e divertendosi fino
all’alba. Poi le tradizioni si arricchirono
dall’ingresso di due personaggi di favole,
Ded Moroz e Snegurochka (Nonno Gelo
e la sua nipotina Nevina). Una volta Mo-
roz (Morok) era una delle divinità paga-
ne, responsabile del gelo, che in seguito
si trasformò in un buon nonnino con i re-
gali. La tradizione di addobbare l’abete è
molto vecchia: gli antichi slavi appende-
vano i frutti ed altri oggetti sui rami degli
alberi perché gli spiriti diventassero ben- Mors
disposti nei loro confronti.

Fino alla metà dell’ottocento non era 200 g di mirtilli rossi


100 g di miele
prevista nessuna cena della vigilia, ma
1 l di acqua
solo danze e bevande rinfrescanti. Poi
nelle case della nobiltà si cominciò a ser- Le bacche lavate ed asciugate pestare e

vire gli zakuski (antipasti), e così alla fine passare al setaccio.


Mettere la parte il succo.
dell’ottocento sul tavolo, oltre le verdure
Coprire con l’acqua le bucce e polpa
in salamoia e i piatti freddi di pesce, c’era- rimanenti, portare a ebollizione e cuocere
no il caviale, il pesce pregiato, i maialini e 5-6 minuti e filtrare.
Aggiungere il miele, farlo sciogliere, versare il
le oche arrostiti e la cacciagione. E, ovvia-
succo messo da parte e raffreddare.
mente, fiumi di vini e di champagne.
Oca con grano saraceno e funghi
1 oca eviscerata di 4-4,5 kg
200 g di grano saraceno
100 g di pancetta a cubetti
30 g di porcini secchi ammollati e strizzati
20 g di burro
1 cipolla
sale, pepe

Lessare il grano saraceno. Tritare la cipolla, rosolarla nel burro, aggiungere la pancetta e i funghi e cuocere 5
minuti. Mescolare con il grano saraceno.
Salare e pepare l’oca, farcirla con il grano saraceno e cucire.
Infornare a 200° per 1,5-2 ore, ungendo spesso l’oca con il proprio grasso.

Giulia Nekorkina
Sono Giulia, alias Rossa di sera, moscovita di nascita, romana di adozione e food
addict per vocazione.
Amo cucinare e mangiare, preferibilmente in compania, ma anche fotografare,
viaggiare e parlare della mia Russia!
http://www.rossa-di-sera.com/
foto di Giulia Nekorkina
Dulce navidad dall’inizio alla fine

Testi e Foto di Alicia Mañas


http://amiloquemegustaescocinar.com/

100 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Né le luci, né le vetrine natalizie, né
i villancicos (canzoni tradizionali natalizie)… mantecados
il Natale arrivava a casa mia con i primi man-
tecados che mio nonno mi regalava quando
andavamo a cena a casa sua. erano grandi,
gustosissimi e a parte la sua bontà per me
significavano l’arrivo di uno dei periodi più
belli dell’anno. Penso di non aver mangiato
mai più mantecados così buoni in vita mia.
Con l’inizio del Natale i negozi e le nostre
case si riempiono di dolci natalizi: manteca-
dos de almendra, di origine Andaluso fatti
con strutto, mandorle e cannela hojaldrines,
chiamati così per la sua consistenza simile
al hojaldre (sfoglia) roscos de anís, piccole
ciambelle dolci aromatizzate con l’anice tur-
rón (morbido o duro), quello duro somiglia
al torrone italiano; quello morbido si realizza
con la mandorla trita quindi la grana rimane
molto più piccola e compatta.
La lista non finisce qui e come ormai succe- ingredienti:
175 g di Strutto
de dappertutto l’industria ha pure aggiunto 200 g di Zucchero
mille variazioni ai nostri dolci tradizionali. 125 g di Mandorle sgusciate
Quindi che meglio c’è che il creare con le 400 g di Farina
nostre mani, e forse condividere questo mo- 3 cucchiai di Cannela
Semi di sesamo qb
mento con amici o con i figli, i dolci che an-
dremo a gustare durante le feste. E’ facile e la in una padella tostare la farina (senza olio) per
soddisfazione è doppia! Con un po’ d’orga- qualche minuto fino a quando non cambierà leg-
nizzazione ce la possiamo fare. germente colore. Questa fase della preparazione
si dovrà realizzare con cura per evitare di tostare
Ad esempio il mantecado de almendra. Si eccessivamente la farina, il che darebbe un sapo-
potrebbe pensare che questo dolce ha origi- re troppo forte al dolce finale.
ni musulmani per i suoi ingredienti (cannella, allo stesso modo, tostare le mandorle in una pa-
mandorla) però non è così (contiene anche della senza olio fino a quando non diventeranno
leggermente dorate. Lasciar raffreddare. Sbatte-
una grande quantità di strutto). Sembra che re lo strutto insieme allo zucchero fino a quando
questo dolce sia stato ideato per poter utiliz- non diventeranno spumosi. Aggiungere a questo
zare il grand’eccedente di strutto che c’era in punto lo zucchero e la cannella.
questa regione nel secolo XVI. infine aggiungiamo la farina e le mandorle to-
state e ridotte a granella ed impastiamo fino ad
La sua preparazione è molto semplice e ve- amalgamare tutti gli ingredienti. Stendere l’im-
loce. gli unici accorgimenti che dovremo os- pasto ad un spessore di circa 2 cm e ricavate dei
servare sono: l’impasto non dovrà rimanere mantecados con uno stampo rotondo di 5 cm.
Posizionateli su una placca foderata con carta da
né troppo secco né troppo morbido; forno e decorateli con dei semi di sesamo. Fate
per sapere se la temperatura del nostro for- una prova con uno o due dolcetti facendoli cuo-
no è giusta possiamo fare una prova con 1-2 cere per 30 minuti a 150°. Una volta raffreddati
mantecados una volta fuori dal forno lasciar- provate la consistenza: se troppo duri abbiamo
aggiunto troppa farina, se si sbriciolano troppo
li raffreddare sulla teglia dopo di ché possia- possiamo aggiungerne altra tenendo conto che
mo passare alla ricetta vera e propria. il mantecado originale è un dolce molto friabile.
E così come il Natale co-
mincia con i primi mantecados
finisce anche con un dolce: il
Roscón de reyes
Roscón de reyes. In Spagna,
come in tanti altri paesi, l’arrivo
di Babbo Natale è un’usanza ab-
bastanza recente. La nostra tradi-
zione celebrava molto di più l’ar-
rivo dei Tres Reyes Magos ovvero
Melchiore, Baldassare e Gaspare,
i Santi Magi d’Oriente che giun-
sero Gerusalemme per adorare
ingredienti:
il bambino Gesù e portargli oro, farina 600 g
incenso e mirra. lievito fresco 30 g
latte 150 ml
sale 1 pizzico
Con l’arrivo dei santi magie e lo arance 1
scambio dei regali finisce il pe- uova 3
burro a temperatura ambiente 80 g
riodo natalizio coronato da un zucchero 80 g
pranzo dove il dolce indiscutibile
per decorare:
è il roscón de reyes, un pane dol- frutta candita qb
ce che nasconde due segreti nel zucchero a velo qb
suo impasto: un piccolo regalino
Far sciogliere il lievito nel latte tiepido insieme ad un cucchiaio di zuc-
(ad es. una moneta avvolta nel- chero. In una ciotola capiente setacciare la farina, fare un buco nel
la stagnola) e una fava secca. La centro e versare il latte con il lievito. lasciar riposare per 15 minuti.
Sbattere 2 uova con il burro a temperatura ambiente fino a quando
tradizione vuole che chi trova il non diventeranno spumosi.
primo deva pagare il roscón. Chi Cominciare a mescolare la farina con il lievito, aggiungere le uova
con il burro, la scorza grattugiata dell’arancia e il suo succo. Infine
trova il secondo invece è simboli- aggiungere il sale ed impastare tutto molto bene.
camente “coronato” re dei re. Formare una palla, metterla in una ciotola grande coperta con un
panno pulito ed umido oppure con del film trasparente. Lasciare ri-
posare almeno per 1 ora – ora e mezza o fino a quando non raddop-
Il roscón con le sue decorazioni pierà il suo volume.
fatte con della frutta candita so- Tirare fuori l’impasto ed impastarlo ancora una volta. Formare una
palla e fare un buco nel centro, allargare questo buco per creare una
miglia e simbolizza la corona di ciambella.
un re. Si può mangiare da solo, Mettere la ciambella sopra una placca foderata con carta da forno e
farla riposare per un’altra mezz’ora.
farcito con la panna o, per quelli Spennellare la superficie con uovo sbattuto e decorare con della frut-
che il Natale non abbia fatto an- ta candita.
Fare cuocere in forno per 30 minuti a 180°. Farla raffreddare su una
cora ingrassare troppo con della
griglia.
cioccolata calda. Prima di servire decoratela con dello zucchero a velo.

102 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 103
104 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
foto di Silvia Luppi
Natale
... a tavola

106 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Lo stile
Atmosfera di festa Se c’è un’idea di base, un tema cui riferirsi, seguir-
la nei colori e nei dettagli: la tavola può essere
classica e tradizionalissima, o estremamente na-
Servono poche cose per scaldare le sere di tural, oppure informale e colorata. E’ importante
festa invernali: una candela, un nastro, una però che la gamma di colori non sia troppo varia,
decorazione, l’odore di un dolce speziato e che tutti gli elementi che la compongono, visti
appena uscito dal forno. da lontano, costituiscano un tutt’uno.
In un attimo è Natale.
E il regalo più grande è avere un po’ di tem- Come disporre le cose
po in più per cucinare, e dedicarne altret- Le regole non sono super-rigide, e possono cam-
tanto anche alla tavola, grande complice biare da un paese all’altro. Inoltre molto dipende
della festa, della voglia di stare in casa al dal menù e dalla circostanza.
caldo, del desiderio di occuparsi di tutti gli In linea di massima ecco come disporre le cose:
invitati in modo speciale. 1. piatti: in sequenza sottopiatto, piatto pia-
Esistono molti modi per decorare ed ad- no e piatto fondo. Il piattino da frutta o da dessert
dobbare una tavola natalizia, e soprattutto va portato in tavola una volta tolto il sottopiatto;
esistono un sacco di occasioni durante le le tazze a due manici, fornite di piattino, saranno
feste di incontrarsi intorno ad un piatto, ad portate in tavola nel caso in cui il menù preveda
un dolce, o ad un buon bicchiere di vino: la un consommé; la lunetta dell’insalatà andrà a si-
cena del 24 Dicembre, il pranzo di Natale, nistra e potrà essere sostituita anche da un piatto
lo scambio dei regali tra amiche davanti ad piccolo; gli appositi piattini per il pane andranno
un the, o anche semplicemente una tazza posizionati in alto a sinistra del piatto e verranno
di tisana accompagnata da un biscottino. tolti dopo aver servito i formaggi
Basta a volte anche un dettaglio per fare 2. olio e aceto: compaiono in tavola solo se e
la differenza. E, se proprio si vuole seguire quando sono necessari al servizio
l’etichetta nell’apparecchiare, ecco alcune 3. bicchieri: sono tre, due per il vino e uno
semplici regole da tenere in considerazio- per l’acqua, e vanno sistemati in alto a destra
ne... (nell’ordine, da sinistra verso destra: grande per
l’acqua, medio per il vino rosso e piccolo per il
Il tavolo vino bianco). La flûte o la coppa da spumante, o
Basso è meglio che alto (max. 75cm), e qualsiasi bicchiere da dolce, va portato in tavola
rotondo (o anche quadrato) è meglio che solo al momento dell’uso, quando sarà rimasto
rettangolare (perchè in questo caso è ne- solo il bicchiere dell’acqua
cessaria particolare accortezza nella dispo-
sizione degli invitati). 4. posate: vanno disposte accanto al piatto
nell’ordine in cui verranno usate, partendo da
La tovaglia quelle collocate più all’esterno. Ognuna, dopo
Deve essere bella. Non necessariamente di l’uso, dovrà essere portata via con il piatto
pregio, ma di buon tessuto, perfettamente 5. tovagliolo: va collocato a sinistra del tavo-
linda e stirata, stesa rigorosamente sopra il lo ma mai sotto le posate
mollettone, e corredata da tovaglioli di 45 6. I fiori o il centrotavola dovrebbero sempre
cm per 45. essere inodori e bassi per non impedre la vista di
La caduta dal piano deve essere almeno di ci è di fronte. Candele in candelabri possono co-
30 cm su tutti i lati. Ogni centimento in più stituire un centrotavola, sempre accese, sempre
è un pizzico di eleganza guadagnata. nuove e solo di sera.

1. piatto fondo da minestra


2. piatto piano
3. sottopiatto
4. forchetta da pesce, se previsto
5. forchetta
6. coltello
7. coltello da pesce, se previsto
8. cucchiaio da minestra, se prevista
9. tovagliolo
10. bicchiere da acqua
11. bicchiere da vino rosso
12. bicchiere da vino bianco
13. posate da frutta e dessert
14. piattino per il pane

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 107


Tortellini in brodo
Ingredienti (per 8 persone)

per la sfoglia:
300 g di farina
3 uova

per il ripieno:
1 uovo
grattugia di 1 limone
grattugia di noce moscata q.b.
25 g di burro fuso
200 g di parmigiano grattugiato

Mescolare farina e uova fino ad ottenere un impasto morbido e


mettere da parte per una mezzoretta.
Preparare il ripieno mescolando l’uovo, la grattugia del limone e
della noce moscata, il burro fuso e il parmigiano (in più riprese, la
quantità indicata può variare a seconda del grado di stagionatu-
ra). Formare con il ripieno tante palline del diametro di 1 cm.

Dividere la pasta in due o tre parti, per poterla tirare sottilissima


con il mattarello o con l’apposita macchinetta a manovella o elet-
trica, e ricavarne tanti dischi di circa 3-4 cm di diametro, o tagliarla in quadrati di 4 cm di lato.
Disporre al centro di ognuno una pallina di ripieno, ripiegarli a lunetta o a triangolo (a seconda della forma origi-
naria), e “chiuderli a tortellino”. Tenere il ripiano ben infarinato durante le operazioni e bagnare con la punta delle
dita, se occorre, i lembi di pasta da incollare.
Cuocere in brodo per circa 5 minuti (può dipendere anche dallo spessore della pasta), servire caldi.

Salsetta ai peperoni per il bollito


Ingredienti (per 8 persone)

600 g di peperoni sott’olio (gialli e rossi)


una manciata di capperi sott’aceto (20-30 g)
6-8 filetti di acciughe sott’olio
2 spicchi d’aglio, tagliati a metà, senz’anima
Olio extravergine di oliva q.b.

Scolare accuratamente i peperoni, sciacquare i capperi e strizzarli,


e asciugare le acciughe con carta da cucina.
Tritare tutto insieme con il macinino*, poi ripassare in un padel-
lino con un filo di olio extravergine d’oliva in cui sono stati fatti
imbiondire i due spicchi d’aglio.
Aggiungere al composto un pizzico di zucchero e cuocere coper-
to fino all’assorbimento dell’umido del peperone per 5-10 minu-
ti.
Togliere l’aglio e servire fredda per accompagnare il classico bol-
lito di carne.

*al limite anche con il frullatore ad immersione, ma il macinino a


mano permette di evitare che il composto si riscaldi prima della
cottura (la lama calda modifica i sapori)
108 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Crostatine alla frutta secca
per la pasta brisée
100g di farina
25 g di maizena
75 g di burro
acqua ghiacciata q.b.

Per il ripieno
2 melette o 1 mela grande
80g di uvetta di corinto (o uva passa)
20 g di pinoli
90gr zucchero di canna
1 cucchiaino di quettrospezie in polvere
2 cucchiai di whisky

Mescolre con l’impastatrice o con l’aiuto di una for-


chetta, farina e maizena, con il burro freddo a pez-
zetti, fino ad ottenere un composto leggermente
bricioloso, poi, sempre mescolando, aggiungere
a cucchiaiate e gradualmente, l’acqua fredda, fino
ad ottenere una palla. Coprire e riporre in frigo per
una mezzoretta.
Nel frattempo tagliare a pezzetti piccoli la mela, e
mescolarla con l’uva di corinto, i pinoli, lo zucche-
ro, le spezie e il whisky.
Stendere la pasta a 2 millimetri di spessore, poi
tagliarla in 12 dischi di 7 cm di diametro e in 12
stelline. Disporre i dischi di pasta in stampini bassi
(va bene anche lo stampo da muffin), riempire cia-
scuno con un cucchiaio di ripieno, poi sistemare
sopra ciascuna crostatina una stella di pasta.
Cuocere in forno per 15 minuti (o 20, a seconda
del forno), finchè non sono dorate.

Per una variante meno speziata e più delicata,


sostituire l’uva passa con l’equivalente peso di
albicocche secche tagliate a pezzettini piccoli, i
pinoli con 40 g di mandorle a lamelle, le spezie
in polvere con i semini estratti da un baccello di
vaniglia tagliato in due longitudinalmente.

Rossella Venezia
Mi chiamo Rossella ed ho 33 anni. Sono metà marchigiana e metà lucana, vivo a
Roma e amo Parigi, sono architetto e paesaggista. Cucinare mi scarica e mi diverte.
Fotografare mi è sempre piaciuto, ma il tema culinario è arrivato a popolare le mie
foto solo di recente, da quando ho aperto il blog “Vaniglia, storie di cucina”.
Ogni cibo ha una storia, ed ogni storia porta alle mille declinazioni di una singola
ricetta. La cucina, il giardino, il soggiorno e la biblioteca… credo che ogni spazio in
una casa non possa essere progettato senza immaginare chi lo vive, cosa vi si cuci-
na e vi si mangia, e tutte le innumerevoli storie che vi ruotano intorno
http://vanigliacooking.blogspot.com/
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 109
foto di Rosa Mayland
110 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 111
Dulce navidad Pacchi regalo con carta DIY
idee regalo

Fare la nostra carta


personalizzata e personalizzabile è molto semplice!, basta un po’ di tempo, una patata, colori acrilici e qualche
stampino. Vuoi vedere come?
Con un coltello tagliamo la patata in due.
Incastriamo lo stampo sulla superficie fino a metà.
Con l’aiuto di un coltellino di punta fine tagliamo intorno allo stampo per creare la forma desiderata.
Applichiamo del colore sulla superficie delle nostre formine e stampiamo su carta avana.
Lasciamo seccare e la nostra carta per pacchi regalo è pronta!
112 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Testi e Foto di Alicia Mañas
http://amiloquemegustaescocinar.com/

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 113


Noël Blanc..
sensazione di bianco Natale

Testi e Foto di Edda Onorato


http://www.undejeunerdesoleil.com/

114 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Si apre la festa con i pupazzetti allegri, delicati, dal sa-
Natale bianco, più che nel co- pore mediterraneo. Da sgranocchiare in solitario per
per i più piccini e con delle bollicine per i più grandi.
lore, sono le sensazioni che mi dà il Natale.
Candido, lento, sereno, un pausa fuori dal
tempo. Ed è cosi’ che ho pensato a questo
menù delle feste. Delicato, leggero e raffi-
nato, pieno di profumi dell’inverno come
quelli degli agrumi... Dei piatti semplici
e rapidi da preparare (anche in anticipo,
come i tartufi o i biscottini) per gustarvi
bene le feste.
Vi propongo quindi il mio menù delle vigi-
lia con tocchi un po’ francesi ma soprattut-
to freschi.
Per me il Natale è sempre stato qualcosa
di intimo, il calore del focolare, l’affetto e la
voglia di far piacere ai nostri cari. Sarà che
avendo le famiglie lontane (i nonni italiani
al sud e i nonni francesi al nord...noi stava-
mo al centro), da bambina ho sempre tra-
scorso il natale con i miei genitori e i miei
fratelli. A volte invitavamo i nonni, un ami-
co, un vicino. Omini al parmigiano,
Vedevo i mei genitori, giorni prima, indaf-
farararsi per il menù: mia madre in cucina a
sfornare arrosti, dolci e biscotti meraviglio-
olio e mandorle
si, mio padre che andava al mare a com- (per una decina d’omini)
prare il pesce freschissimo. E poi c’erano le
scorte di frutta secca e candita, di agrumi, 80 g di farina
60 g di parmigiano
torroni, cioccolata, panettoni e pandori. 50 g di farina di mandorle
E l’odore del pino che durava fino all’epi- 50 g di burro morbido
fania. Mi sentivo su una nuvoletta, tutta 30 g d’olio d’oliva e.v.
coccolata ma anche eccitata dall’idea delle sale, origano, pepe, pepi misti interi (per la decorazione)
sorprese che venivano da cosi’ lontano. Un Mescolare la farina con il parmigiano, la farina di man-
po’ di questa magia è rimasta. dorle, un pizzico d’origano, sale e pepe. Aggiungere
Ormai da anni, sono io che che preparo il il burro morbido e l’olio e lavorare rapidamente in
natale. Già un mese prima confeziono dei modo da ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Formare una palla, coprire di pellicola e far riposare in
regalini golosi da offrire agli amici o pa- frigorifero almeno due ore (anche tutta la notte). Vo-
renti prima delle feste. Ma soprattutto mi lendo, si puo’ anche surgelare per diverse settimane.
concentro sul menù, cercando ispirazioni Stendere l’impasto su un piano infarinato a qualche
qua e là e cambiando idea dieci volte, altri- millimetro di spessore. Ricavare gli omini con il co-
menti non è divertente. E non vedo l’ora di papasta (o usare altre forme). Decorare con i granelli
di pepe. Sistemare gli omini su una teglia coperta da
vederci riuniti intorno al tavolo a chiacche- carta forno e far raffreddare in frigorifero per una ven-
rare per ore in modo rilassato, mangiando tina di minuti.
tartufini ad esempio. Piaceri semplici in- Scaldare il forno a 170°C. Cuocere i biscotti per una
somma decina di minuti (dipende dal forno e dalle dimensio-
ni dei biscotti) finché saranno dorati. Farli raffreddare
su una griglia. Si conservano un giorno in una scatola
di latta.
Una cremina calda del mare, raffinata e rassicurante. E’ resa più sostanziosa
dai gamberi polposi profumati all’arancia e al cerfoglio.
(per 4 persone)

Bisque di gamberi 400 g di gamberi freschi


200 g di panna fresca
½ bicchiere di vino bianco secco
all’arancia 1 foglia d’alloro
1 scalogno
1 arancia
1 cucchiaio raso di maizena
cerfoglio fresco (o aneto), olio d’oliva e.v., sale e pepe
Sgusciare i gamberi mettendo da parte le teste e i gusci. Tagliare
la polpa a dadini e farla marinare con il succo dell’arancia, qualche
foglia di cerfoglio e un pizzico di sale. Sbucciare lo scalogno e ta-
gliarlo a fettine. In una pentola far soffriggere lo scalogno con 2
cucchiai d’olio. Aggiungere la foglia d’alloro, le teste e i gusci dei
gamberi. Spolverizzare con la maizena poi sfumare con il vino. Co-
prire d’acqua (1 litro circa) e far cuocere per 20-25 minuti avendo
cura di schiacciare un po’ ogni tanto le teste per far fuoriuscire i
succhi. Passare il tutto al colino schiacciando ancora le teste. Si
deve ottenere un brodo saporito (bisque). Correggere di sale. A
questo punto, il brodo puo’ essere conservato un giorno in frigori-
fero in un recipiente ermetico o si puo’ surgelare. Portare a bollore
il brodo e aggiungere la panna. Far bollire qualche minuto.
Saltare in padella la polpa dei gamberi con un po’ d’olio e il suc-
co della marinatura. Salare e pepare. Servire la bisque calda con i
gamberi e qualche foglia di cerfoglio.
Nota: il cerfoglio è un’erba aromatica dal un profumo delicato che si avvicina leggermente all’anice. Si abbina molto
bene ai gamberi e all’arancia, dando un tocco di freschezza. Si puo’ sostituire con dell’aneto fresco, del basilico o in
mancanza d’altro, con del prezzemolo (anche se, il risultato sarà diverso).

Bocconcini di pesce delicati si riposano su un letto morbido e,


a tratti, croccante di patate e finocchio
(per 4 persone)
600 g di patate
Spiedini di rana 300 g di polpa di rana pescatrice (idealmente la guancia) oppure un
altro pesce bianco come l’orata o la spigola
3 lime
pescatrice al lime 1 finocchio medio
1 scalogno
con patate e prezzemolo, rosmarino fresco, olio d’oliva e.v., sale e pepe
Sbucciare lo scalogno e tagliarlo a fettine. Sbucciare le patate e
finocchio tagliarle a dadini. In una padella un po’ profonda, far soffriggere
2 cucchiai d’olio con lo scalogno. Aggiungere le patate, salare leg-
germente e coprire d’acqua. Far cuocere 20-30 minuti il tempo
che le patate si ammorbidiscano e l’acqua venga assorbita.
Nel frattempo tagliare il pesce in cubi regolari e farli marinare con
il succo di 2 lime. Infilarli in rametti di rosmarino (spiedini).
Quando le patate sono cotte, schiacciarle con la forchetta, aggiun-
gere qualche foglia di prezzemolo, correggere di sale.
Eliminare la parte più coriacea del finocchio poi tagliarlo a dadini
piccoli piccoli. Aggiungerlo alle patate per ottenere una specie di
purè grossolano.
Scaldare una padella e versare 2-3 cucchiai d’olio. Cuocere gli spie-
dini 2 minuti per lato circa (affinché rimangano morbidi) avendo
cura di rigirarli solo quando si è formata una crosticina sul lato cot-
to. Servire il pesce caldo su un letto di patate, con un po’ di pepe, la
scorza e il succo del lime rimasto.
Nuvolette candite, profumate, irresistibili, un po’ come nelle favole...
La ganache montata al cioccolato bianco rende questi tartufi
particolarmente leggeri.
Un dolce bocconcino dopo un pasto impegnativo o anche un’idea di regalo goloso.

Tartufi bianchi leggeri


al fior d’arancio
(per una trentina)

150 g di cioccolato bianco di qualità, tritato (idealmente di copertura)


120 g di panna fresca intera
2 cucchiai d’acqua di fiori d’arancio

La vigilia. Sciogliere il cioccolato a bagno maria. Far bollire 60 g di panna poi versare in tre volte
sul cioccolato bianco in modo da incorporarla in modo omogeneo. Versare il resto della panna
fredda (60 g), l’acqua di fiori d’arancio e mescolare delicatamente. Coprire di pellicola a contatto
diretto con la crema e conservare in frigorifero per una notte (o, comunque, almeno 5 ore).
L’indomani, montare la crema ben fredda con la frusta, come fosse panna (deve formare una
punta sulla frusta). Si ottiene cosi’ la ganache montata. Con l’aiuto di un sac à poche, formare dei
tartufini. Lasciar asciugare in frigorifero almeno un’ora prima di servire. Si conservano un giorno
al fresco.

Nota: naturalmente, si puo’ sostituire l’acqua di fiori d’arancio con dell’acqua di rose o del liquore
come il Grand Marnier o il rum ad esempio. Oppure si puo’ speziare il tartufo omettendo l’aroma
ma lasciando delle spezie (cannella, vaniglia, cardamomo... meglio se in polvere) in infusione
nella panna fredda per almeno un’ora prima dell’uso.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 117


118 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
foto di Rossella Venezia
Un Caldo Natale
quello in Nuova Zelanda

120 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Il tradizionale cibo di Natale - pollame
arrosto, selvaggina e pudding scuri ricchi di frutta
cotti al vapore tipici della madre patria agli antipo-
di nell’emisfero settentrionale - probabilmente non
scomparirà. Ma qui dall’altra parte del mondo prefe-
riamo sempre più spesso preparare cibi più leggeri,
più freschi e più semplici per il giorno di Natale. Il Na-
tale in Nuova Zelanda arriva durante i giorni di sole
più lunghi dell’anno. La temperatura può salire fino
oltre 30 gradi e molte famiglie trascorrono le due
settimane tra Natale e Capodanno in campeggio o
facendo picnic in tutto il paese nei molti ed incan-
tevoli luoghi di villeggiatura. Noi siamo veramente
viziati, dal momento che sono ben pochi i neozelan-
desi che vivono lontano dal Mar di Tasman o dalle
coste dell’Oceano Pacifico o dai numerosi laghi blu
scintillanti al centro di ciascuna delle isole principali.
Gli sport acquatici sono naturalmente uno dei pas-
satempi preferiti del mese di dicembre. Se in fami-
glia ci sono appassionati pescatori a mosca, trota
affumicata o salmone possono essere serviti per il
pranzo di Natale con patate novelle, pisellini dolci e
abbondanti insalate colorate. Barbecue e grigliate
sono il nostro prodotto d’esportazione più apprez-
zato: l’agnello è una comune alternativa al tradizio-
nale tacchino arrosto. Dessert e dolci quasi sempre
includono montagne di frutti di bosco appena colti,
al culmine della loro stagione, sparsi sull’invenzione
culinaria più nota del nostro paese – la meravigliosa
Pavlova - o serviti insieme ad enormi e golose palli-
ne di gelato.
Crescendo ho passato molti Natali nella pittoresca
cittadina di lago Wanaka, Central Otago nell’isola
del Sud. I miei zii avevano un’attività di noleggio di
barche da pesca e tour in una piccola capanna sulla
spiaggia. Era qui che mio fratello più grande, mia so-
rella e io siamo stati spesso impiegati per “reclamiz-
zare” le varie attività acquatiche che offrivano. Per
prima cosa mamma avrebbe ricoperto la nostra pel-
le chiara con galloni di crema solare, quel tipo di cre-
ma spessa a cui la sabbia fine del lago ama alla follia
appiccicarsi, in particolare tra le pieghe del costume
da bagno di una giovane ragazza. Sopra le spalle ci
metteva un giacchetto di salvataggio arancio scolo-
rito cotto dal sole e profumato di gomma.
Facevamo passare a forza le nostre teste troppo
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 121
grandi attraverso le piccole e strette
aperture e stringevamo bene le fib-
bie. Ci spingevamo sul lago in canoe
umide dal fondo molliccio, oppure ci
sfidavamo a vicenda su moto d’acqua
dai colori dell’arcobaleno intorno alle
boe e sguazzavamo fino a quando
più vacanzieri si avvicinavano alla ca-
panna per noleggiarle. Di nuovo sulla
spiaggia, trascorrevamo molte ore a
rimbalzare su un grande trampolino
nero. Le pastiglie di sicurezza ci bru-
ciavano i piedi e le cosce quando ci
arrampicavamo sopra. A differenza di
oggi, dove vi è un trampolino in qua-
si ogni cortile neozelandese, erano
molto rari nel 1970 e per pochi cente-
simi si potevano comprare 15 minuti
per rimbalzare senza sosta. Alla fine
sarebbe giunto i soccorsi sotto for-
ma del camion Tip Top per rifornire il
congelatore della capanna con qual-
siasi tipo di delizie surgelate. Noi tre
eravamo ben conosciuti quando arri-
vavamo in fila, con il nostro labrador
nero ed il pastore tedesco di mio zio,
in coda dietro al camion con il pro-
fumo intenso dell’asfalto che si scio-
glieva sotto i nostri piedi. Prima che
potesse persino saltar giù dalla cabi-
na davanti, avevamo già fatto i nostri
ordini con entusiasmo, e dalla porta
posteriore del camion frigorifero ci
avevano generosamente consegna-
to i nostri gelati preferiti e due piccole
vaschette di gelato alla vaniglia per i
cani.
Nonostante la nostra piccola dimen-
sione, la Nuova Zelanda è tra i mag-
giori consumatori di gelato pro capite
al mondo, solo secondi o terzi dietro
gli Stati Uniti. Consumiamo l’enorme
quantità di 24 litri a persona all’anno,
23 litri dei quali, sono abbastanza si-
cura, sono consumati nel mese di di-
cembre!
foto di Bron Marshall
122 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
Hokey Pokey
Il gelato Hokey Pokey è un’icona nazionale, spesso incluso nelle liste di ciò che noi
definiamo Kiwiano - “cose stravaganti che contribuiscono al senso della nostra nazione”.
Secondo gusto più popolare dopo la vaniglia, l’Hokey Pokey è costituito da piccoli pezzi di sponge toffee mescolato
alla vaniglia. Per questa occasione ho fatto una torta semifreddo Hokey Pokey da servire con frutti di bosco estivi,
comunque sono sicura che sarebbe altrettanto buono con una composta di frutta secca o altri frutti di stagione.

Per l’Hokey Pokey (per 6 persone)


50g di zucchero bianco
2 cucchiai di golden syrup o miele
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Mettere lo zucchero e il golden syrup in una casseruola di medie dimensioni e mescolare


continuamente a fuoco basso finché lo zucchero non si sciolga e arrivi a bollore. Far bollire
per 4 minuti a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto per assicurarsi che non bruci. To-
gliere la casseruola dal fuoco e aggiungere il bicarbonato di sodio, mescolando velocemen-
te fino a quando la miscela non comincia a far la schiuma. Versare immediatamente l’Hokey
Pokey su un vassoio foderato di carta da forno oleata e lasciare raffreddare.
Una volta che l’Hokey Pokey è solido, romperlo in un piccoli pezzettini e conservare in un
luogo asciutto, in un contenitore ermetico.

Per il semifreddo (per 6 persone)


250 ml di panna, leggermente montata
5 tuorli d’uovo
50 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia, semini

Foderare uno stampo da plum cake con due strati di pellicola trasparente. In una grande ciotola
con le fruste elettriche o con la planetaria montare i tuorli con lo zucchero semolato fino a che
non sono molto densi e pallido, circa 8 minuti. In un’altra ciotola montare la panna insieme con
i semini della bacca di vaniglia. Unire delicatamente i due composti. Versare il composto nello
stampo da plum cake e coprire con la pellicola trasparente. Congelare per circa 1 - 2 ore. Scoprire
e unire mescolando una parte dei pezzettini di Hokey Pokey, lisciare la parte superiore, ricoprire e
lasciar in congelatore per altre 3 o 4 ore. Per servire, togliere il semifreddo dallo stampo, rimuove-
re la plastica e tagliare a fette spesse. Servire 2 fette con una manciata di frutti di bosco freschi e i
rimanenti pezzettini di Hokey Pokey.

Bron Marshall
Sono una scrittrice freelance, fotografa e stylist specializzata in prodotti alimen-
tari. Sono uno chef qualificato con la New Zealand National Certificates in Profes-
sional Cookery e ho lavorato in diversi ristoranti in tutta la South Island della Nuova
Zelanda.
Quando non sono immersa nel cibo e nella la fotografia, mi si può trovare ad inse-
gnare a casa alle mie due figlie o a gestire la nostra piccola fattoria di 5 acri con mio
marito a North Canterbury, Nuova Zelanda.
http://bronmarshall.com - http://bronmarshall.org
Channukkah
festa delle luci

124 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


teristico della festa: nei giorni successivi, si accenderà
Il 25 di Kislev, il quarto mese del ca- ogni giorno una candela in più, in modo tale che l’ottavo
lendario ebraico, noi ebrei celebriamo la festa di Chan- giorno di Channukkah il candelabro sia tutto illuminato.
nukkah, che dura 8 giorni e ricorda un evento storico di Nell’accendere la channukkiah recitiamo la preghie-
grande importanza per il popolo ebraico. ra Hanerot Halalu, nella quale cui si dice che i lumi di
Era l’anno 165 a.C. quando Yehudah, figlio del sacer- Channukkah sono sacri e che non ci è permesso di
dote Mattatiah, soprannominato Maccabeo, entrò servircene (ad esempio per illuminare una stanza)
nel tempio di Gerusalemme, a capo dei suoi valorosi ma solo di guardarli, al fine di rendere omaggio al
seguaci per riconsacrare il Tempio al Signore e abbat- Signore per i miracoli e i prodigi da lui operati.
tere gli idoli che vi aveva installato re Antioco IV di E’ usanza sistemare la lampada davanti a una fi-
Siria, sotto il cui governo era caduta la terra di Israele. nestra o vicino alla porta di ingresso per portare
Antioco era una sovrano malvagio e voleva che gli la luce di Channukkah anche fuori dalla propria
ebrei abbandonassero l’osservaza della Torah, la Legge casa.
ebraica, per seguire la religione e la cultura greca; molti Prima di accendere le candele si recitano alcune
ebrei, tuttavia, preferirono morire piuttosto che sotto- benedizioni
mettersi al volere di Antioco e tradire la propria fede, - ashèr kidshànu bemitzvotàv vetzivànu leadlìk nèr
mentre altri finsero di abbracciare il nuovo credo, ma shèl Channukkah: (benedetto sii tu o Signore re del
continuarono a professare in privato la religione ebraica. mondo) che ci ha santificato con i Suoi precetti e
Col passare del tempo, però, gli ebrei non pote- ci ha comandato di accendere i lumi di Chanukkah
rono più tollerare la violenza subita: così, quan- - shecheiànu ve kiemànu ve ighiànu lazmàn
do il vecchio Mattatiah e i suoi figli diedero il hazè: (benedetto sii tu o Signore re del mon-
via alla rivolta, molti non indugiarono a seguirli. do) che ci ha tenuto in vita, e ci ha preservato e
Le forze di Israele, sotto il comando Yehudah, riuscirono ci ha permesso di raggiungere questo momento
ad affrontare e sopraffare il nemico a Gerusalemme. - sheasà nissìm lavotèinu bayamìm haem bazmàn
Il primo obiettivo degli ebrei fu riconsacrare il Tempio hazè: (benedetto sii tu o Signore re del mondo)
con l’accensione della lampada a olio che lo illuminava. che compì miracoli per i nostri padri nei tempi
Il Talmud, uno dei libri sacri dell’ebraismo, racconta che passati, durante questa stagione
gli ebrei trovarono nel tempio soltanto una piccola am- Generalmente si intona anche un canto, Ma’oz
polla di olio puro col sigillo del sommo sacerdote, ba- Tzur, che significa “Roccia della mia salvezza”.
stante per un solo giorno: avvenne invece un grande I bambini poi, per tutta la serata giocano con le
miracolo (in ebraico nes gadol ayah po, ‫)הפ היה לודג סנ‬ trottole, i sevivòn, come usavano fare al tempo del
e l’olio bruciò per otto giorni, dando così la possibilità ai miracolo i bambini ebrei: essi studiavano la Torah
sacerdoti di procurare nuovo olio per i giorni successivi. di nascosto e all’arrivo delle guardie di Antioco fin-
Fu allora proclamato che il 25 di Kislev si festeggiasse gevano di giocare con le trottole per non essere
l’avvenimento, per tutti i tempi a venire. Ancora oggi uccisi.
accendiamo i lumi per otto sere in ricordo non solo del A Channukkah si usa scambiarsi doni, regalare
miracolo dell’olio, ma anche del prodigio che pochi dei soldi ai bambini che hanno studiato diligente-
ebrei - con l’aiuto del Signore - riuscirono a sconfiggere mente la Torah e mangiare tanti cibi fritti nell’olio,
il potente esercito siriano. per ricordare il miracolo, tra cui le tradizionali suf-
La prima sera di Channukkah si accende una candela ganyot e i tipici latkes.
sulla channukkiah, il candelabro a otto braccia carat-
Le sufganyot altro non sono che dei krapfen;
questa è la ricetta che usa la mia famiglia, ampiamente testata da molte generazioni.

Le sufganyot
(per 10 sufganyot)
3/4 di un bicchiere di latte
1 uovo + un tuorlo
2/3 di un cucchiaio di zucchero
1 presa di sale
30 g di lievito di birra
30 g di margarina a temperatura ambiente
farina q.b. (circa 250 g)
olio per friggere

Fare intiepidire il latte; in una ciotola, unire il latte, il lievito e un cucchiaio di farina,
poi lasciare riposare 15 minuti.
Aggiungere nella ciotola tutti gli altri ingredienti e farina abbastanza da ottenere un impasto morbido e legger-
mente elastico: impastare bene, a mano o con la planetaria.
Lasciare lievitare l’impasto per 2 ore in un luogo tiepido e non ventilato.
Stendere l’impasto col mattarello e ritagliare dei cerchi spessi circa 1,5 cm; mettere tra due cerchi d’impasto un
cucchiaio di crema o marmellata e poi fare aderire bene i bordi dei due cerchi, in modo tale che poi friggendo
non scappi fuori il ripieno: spennellare con un po’ d’acqua facilita il compito.
Lasciare lievitare le sufganyot per altre due ore, poi friggerle in olio ben caldo.
Per evitare l’odore di fritto è consigliabile aggiungere nella padella della frittura anche un paio di fettine di mela:
è un ottimo rimedio contro l’odore del fritto.
Quando le sufganyot sono di un bel colore marroncino dorato,
tirarle fuori dall’olio e lasciarle scolare bene
su un foglio di carta assorbente o scottex.
Una volta raffreddate, spolverare le sufganyot
con lo zucchero semolato e servire.

126 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


I latkes sono semplicissime frittelle di patate,
morbide dentro e croccanti fuori

latkes
(per 4 latkes)
4 patate grosse
1 cipolla
1 uovo (ma se l’uovo è di quelli piccoli e bio come le mie fate
anche 2 uova)
1 cucchiaino di farina
sale e pepe
Sbucciare 4 patate crude, poi grattugiarle o tagliarle a julien-
ne con l’apposito attrezzo e metterle a scolare dentro a uno
strofinaccio per un’oretta, affinchè perdano la loro acqua.
Tritare finemente la cipolla, versarla in una ciotola capiente
e impastarla con l’aiuto di una forchetta insieme alle patate
grattugiate, l’uovo e la farina: deve venire fuori un intruglio
denso ma non troppo. Aggiustare sale e pepe.
Scaldare un po’ d’olio in una padella e friggere un mestolo di
impasto per volta, avendo cura di lasciarlo colorire bene da
un lato prima di girarlo, con l’aiuto di una spatola.
Scolare i latkes su un foglio di carta assorbente o scottex,
poi servire.
I latkes sono deliziosi con la panna acida, ma in mancanza
essa il philadephia va benissimo; l’abbinamento perfetto è
quello col salmone affumicato e il timo o l’erba cipollina.

Jasmine Guetta
Mi chiamo Jasmine, ho 21 anni e da un anno - insieme al mio amico Manuel - scrivo
un blog di cucina, Labna.it.
Ho cominciato a cucinare illuminata dall’idea di Ratatuille che “tout le monde peut
cuisiner” e da allora non mi sono più allontanata dai fornelli. Mi piacciono i piatti ita-
liani, ma anche quelli della tradizione ebraica e orientale che appartengono alla mia
famiglia: per questo, in effetti, il mio blog è un miscuglio di tante culture gatronomiche.
http://www. Labna.it

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 127


Bûche de Noël
un abbraccio morbido e goloso...

128 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Il mese prima di Natale
crea sempre una sensazione di calore e sicurezza dentro, e sono sempre più eccitata per le

celebrazioni natalizie. Ovunque si guardi appaiono gli armamentari natalizi, e nonostante

questo possa diventare un po’ opprimente (dato che oggigiorno iniziano a riempire gli scaf-

fali nel mese di ottobre) non impedisce ai miei occhi di brillare come le luci di Natale. Il cibo,

ovviamente, occupa gran parte della mia pianificazione natalizia. Passo un sacco di tempo

a decidere il menu e a pensare ai temi, ai colori (argento luccicante, bianchi acceso e viola

pastello) e a tutti i sapori e le esperienze che voglio trasmettere ai miei ospiti.  È bellissimo il

tempo trascorso in cucina preparando un assortimento di biscotti golosi da intingere in una

tazza di cioccolata calda, paté e chutney… e non dimentichiamo il meraviglioso profumo

delle brioche alla cannella fatte in casa che riempie tutte le stanze nei nelle prime ore fredde

della mattina. Il Natale è un’occasione per fermarsi e passare del tempo di qualità con i propri

cari, rammentando i ricordi e condividendo le risate intorno ad un fuoco ardente, facendo

caldarroste e sorseggiando abbondante vino rosso con Lo schiaccianoci che suona in sotto-

fondo.

Crescere in Libano significa che abbiamo sempre avuto un meraviglioso Buche de Noel sul

tavolo la sera della vigilia di Natale. So cosa state pensando ... Questo non è libanese! Ma, dal

periodo francese, molti nel paese hanno adottato questa tradizione e così per questa edizio-

ne natalizia di G2kitchen vorrei proporvene uno.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 129


Bûche de Noël
pasta genoise al cacao con ripieno di
(per 6 – 8 persone)
castagne e panna al brandy
Tempo di preparazione: 30 minuti Ingredienti per il ripieno
Tempo di cottura: 10 minuti Tempo di riposo: 5 ore
Necessità: teglia di dimensioni15×10 435 g crema di castagne
2 fogli di carta da forno, dimensioni 20×10 400 ml crema di brandy (oppure usa la stessa quantità di
panna con 2 – 3 cucchiai di brandy)
Ingredienti per la pasta genoise 80 ml acqua calda
120 g zucchero muscovado 64 g zucchero
85 g farina 2 albumi, montati a neve ferma
50 g burro, sciolto  1 sacchettino di gelatina
30 g cacao
5 uova, albumi e tuorli separati Per la decorazione:
1 cucchiaino estratto di vaniglia zucchero a velo per l’effetto ‘neve’
1/2 cucchiaino lievito 

Per preparare la pasta genoisePreriscaldare il forno a 200°C. Ungere lo e foderarlo con la carta forno.
In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi, tranne lo zucchero. Quindi unire la farina, il cacao, i lievito.
In un’altra ciotola, mescolare gli ingredienti umidi insieme: burro e vaniglia In una ciotola capiente, sbattere i tuor-
li e lo zucchero per circa 1 minuto o giù di lì.
In un’altra ciotola pulita, utilizzando le fruste, montare gli albumi finché sono spumosi mettere da parte.
Unire gli ingredienti secchi e gli ingredienti umidi (tranne le chiare montate) e montare con delicatezza per circa
1 minuto. Ora incorporare gli albumi montati a neve con il resto degli ingredienti, mescolando bene.
Stendere l’impasto uniformemente sulla teglia e infornare per 10 minuti.
Posare un panno umido su un piano di lavoro e mettere un foglio di carta da forno su di esso.
Togliere la torta dal forno e capovolgerla delicatamente sulla carta da forno, poi delicatamente e lentamente
rimuovere la carta.
Utilizzandolacartadafornoepartendodallatolungo,arrotolarelatortaaformareuntroncoelasciareriposarearaffred-
dare per circa 2-3 ore, con la piega laterale in basso.Per preparare il ripieno di crema alla castagna e brandy:Mescolare
la purea di castagne una volta con un frullatore a immersione solo per assicurarsi che non abbia dei grumi. A questo
punto aggiungere la crema al brandy e lo zucchero e frullare per circa un minuto o due. In una tazza, aggiungere l’ac-
qua tiepida e poi versare la gelatina, mescolando continuamente fino a quando la gelatina si scioglie. Ciò dovrebbe
richiedere circa un minuto o giù di lì. In un’altra ciotola pulita montare gli albumi a neve (usando una frusta pulita).
Unisci gli albumi al resto del composto e lascia a riposare per 1-2 ore o fino a che non è fermo.
Put it all togetherSrotolare delicatamente il dolce raffreddato. Spalmare in modo uniforme la pasta genoise con il
ripieno di brandy e castagne, ma fino ai bordi, altrimenti uscirà quando si arrotola. Arrotolare di nuovo in forma di
tronco, sistemare con la piega laterale verso il basso, coprire con la pellicola e lasciar riposare in frigo per 2 ore o fino
al momento di servire. Quando si è pronti a servire, tagliare una fetta sottile da ogni estremità, abbastanza per mo-
strare il motivo del ‘legno’, e poi mettere su un piatto da portata, cospargere di zucchero a velo e… lasciarsi andare!
Buone vacanze a tutti, fate baldoria e siate felici!

130 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Bethany Kehdy
Sono una ventenne Global Patriot che ha abbandonato il sistema aziandale, sono
nata in America, cresciuta in Libano e adesso vivo nella Bloody Inglhilterra, avendo spo-
sato un inglese. Amo passare il tempo inventando prelibatezze libanesi per il mio blog
Dirty Kitchen Secrets. Lavoro come sviluppatore di ricette, food writer and food photo-
grapher. Organizzo anche tour culinari in tutto il Libano così come corsi di cucina due
o tre volte l’anno. Nel mio tempo libero organizzo il Food Blogger Connect, la prima ed
unica conferenza europea e forum per foodblogger.
http://www. Dirty Kitchen Secrets.com
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 131
dal solito, splendido copione
Il natale

Foto e Testi Genny Gallo


http://www.alcibocommestibile.it

132 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010


Io sono una persona che aspetta.
Sempre, da sempre, tutto.

Vivo costantemente nel villaggio preso dalla frenesia del sabato di leopardiana memoria,

lavoro tanto per arrivare alle mete e una volta raggiunte, quando ci arrivo, non me ne godo il

piacere ma penso alle successive.

Detto questo capirete che la mia vera festa non è tanto il Natale, quanto la Vigilia.

Sono ancora un bimba curiosa, e consumo le ore che mi dividono dalla mezzanotte intenta

a scrutare i pacchetti sotto l’albero, quelli che si potranno aprire solo la mattina seguente,

davanti a una fetta di panettone per far sentire alle papille gustative che è giorno di festa.

Il 24 invece, terminata la frenesia del lavoro, si va a casa, veloci , e poi ci si fionda dalla mam-

ma…non ci sono grandi cose sulla tavola, quelle verranno apparecchiate l’indomani, nel

pranzo ufficiale:D…

Quello che non puo’ certo mancare sono le patate: bollite, in insalata, semplicissime e povere,

aprono il pasto come da tradizione a casa Gallo, come vuole mio padre da sempre, a memo-

ria di quel che gli veniva servito sulla tavola del collegio da piccolo, quando questo era forse

il solo segno di festa, la sola cosa che rendeva il Natale differente da tutti gli altri giorni…

E poi di solito segue un primo:una pasta, ricca , piena, magari proprio con del pesce e passata

al forno…come questa che vi propongo…

Con in tempo ho imparato ad apprezzarla la festa. Ho imparato che quei momenti che pos-

sono sembrare noiosi e ripetitivi,uguali anno dopo anno,in fondo, sono proprio gli stessi in

attesa dei quali si lavora una vita,

e quelli per cui , in fondo, non vale la pena cambiare programmi!

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 133


Conchiglioni ripieni
di salmone e ricotta
con carciof i

Per una teglia per 3


(voi moltiplicate a seconda dei vostri commensali)

una quindicina di conchiglioni


100 g salmone affumicato
100 g ricotta vaccina fresca
4 cuori di carciofo
200 ml latte
20 g burro
20 g farina 00
sale, pepe, aglio, olio

Far bollire i conchiglioni in acqua salata. Scolarli e raffreddarli velocemente passandoli in acqua ghiacciata.
Con un coltello ben affilato tritaree per bene il salmone, mescolarlo con la ricotta e aggiustare di sale e pepe.
Affettare finissimi i carciofi e farli saltare con un filo di olio e uno spicchio di aglio in una padellina, fino a che sa-
ranno morbidi.
Preparare la besciamella: scaldare il burro, unire la farina e far cuocere il roux qualche minuto.Diluire con il latte
freddo, riportare sul fuoco e far addensare.
Assemblare il piatto: disporre qualche cucchiaio di besciamella sul fondo della pirofila, versare metà dei carciofi,
adagiarvi i conchiglioni riempiti con il salmone , e coprire con i carciofi e un po’ di besciamella . Gratinare in forno
per pochi minuti
134 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 135
136 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
foto di Genny Gallo
Simply London

Il natale
a Londra
Provate a pensare al Natale a Londra. Cosa vi
viene in mente? Sì, esatto! Il Natale da queste
parti è proprio così, ma non solo…
Ho pensato a lungo ad un unico aggettivo
che potesse racchiudere le mille sfaccettature
legate al periodo dell’anno più magico in que-
sta metropoli, ma vi confesso che non è stato
facile! Però alla fine l’ho trovato. Lo definirei:
variegato.
Questa città “pazzerella” che riesce ad accon-
tentare sempre tutti, perchè di fatto ne ha per
tutti i gusti, è capace persino di offrire un Nata-
le estremamente variegato…
Così si passa dallo slow living della Chirstmas
Fair e dei mercatini natalizi all’aperto, al Natale
scintillante e accativante di Oxford Street e de-
gli immensi department store. Cosa preferite?
Da una parte vi sembrerà di lasciare Lon-
dra per qualche oretta e di immergervi in
una realtà senza tempo e senza luogo per-
vasa da profumi di arancia, cannella e vani-
glia. Dove tante signore che sembrano delle
buffe Beatrix Potter senza il coniglio Peter vi
servono zucchero filato, caramelle dolcissi-
me che si attaccano ai denti e magiche candy
apples. Gli addobbi di Natale per l’albero e la
casa più ricercati faranno da cornice a tutto ciò
e vi faranno sospirare ad ogni bancarella.
Dall’altra, invece, saprete benissimo dove sie-
te. A Londra, ovviamente! Sì, perché un Natale
così sfarzoso è realizzabile in poche città e lei è
sicuramente una di queste. Più di 4 km di sug-
gestivi addobbi, magiche luci e dolcissimi jingle

Testi e foto di Carolina Cenni


http://www.semplicementepeperosa.com/
138 - G2KITCHEN | DICEMBRE 2010
fanno di Oxford Street un
must per tutti gli amanti
delle atmosfere natalizie.
Già, perché in quella che
è considerata come una
delle più grandi, famose
e frequentate strade com-
merciali del mondo non si
bada certo a spese in que-
sto periodo dell’anno. Il ri-
sultato è un vero e proprio
spettacolo per gli occhi
che lascia a bocca aperta
grandi e piccini. Inoltre,
i grandi magazzini come
Harrods, Selfridges e John
Lewis offrono ogni “gioco”
che un appassionato di
cucina possa inserire nella
sua letterina a Babbo Na-
tale…
Insomma posso assicu-
rarvi che, come accade
sempre in questa città, ce
n’è proprio per tutti i gu-
sti!

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 139


Vi siete ricordati di scrivere la vostra letterina?
Certo da bambini le richieste erano vergate
con mano incerta tra disegni e colori,
ma qui se ci si vuol far prendere sul serio,
tocca mettere mano alla carta bollata...
...è una cosa da adulti la richiesta al nonnetto di
rosso vestito!
alla C.A. del Sig. Babbo Natale
(Joulupukki)
Arctic Circle
96930 Rovaniemi
Finland

Spett. Sig. Babbo Natale

Distinti saluti
foto di Giulia Nekorkina
G2kitchen
Speciale Natale, anno 2010

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Genny Gallo

Coordinamento della versione internazionale del magazine


Giulia Scarpaleggia

Progetto grafico illustrazioni e sito web


Chiara Biagioni

Hanno collaborato agli articoli e alle rubriche


Sarka Babicka , Chiara Biagioni, Elga Cappellari ,Genny Gallo, Alessandra Gennaro,
Silvia Luppi ,Alicia Manas, Edda Onorato , Tiina Rinkinen ,
Claudia Scarpaleggia, Giulia Scarpaleggia

Ringraziamo particolarmente Chiara Bellasio, Claudia Castaldi Anna Esposto,Jamine Guetta,Rachel


Hutchings,Alice Martini,Rosa Mayland, Bron Marshall, Bethany Kehdy, Giulia Nekorkina, Asha Pagdiwalla, Rossella
Venezia per aver accettato di partecipare a questo numero...

foto di copertina di Genny Gallo

Ogni autore è proprietario dei testi e delle immagini da lui create ed è totalmente responsabile
dei contenuti del proprio articolo.

G2KITCHEN | DICEMBRE 2010 - 143


ci rivediamo
prima della fine dell’inverno!!!