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ECONOMIA E TECNICA BANCARIA LEZIONE 24 (4.12.

2019)
Analisi sulle garanzie che vengono rilasciate a fronte di una apertura di credito regolata in c/c.
Abbiamo visto già la problematica relativa alle garanzie personali.
Per quanto riguarda quelle reali sappiamo che sono quelle che si costituiscono su un bene reale e
a seconda della natura del bene possono essere il pegno (quando oggetto del pegno sono beni
mobili) e quando i beni sono immobili o mobili registrati si parla di ipoteca.
L’apertura di credito assistita da garanzia pignoratizia vuol dire che a fronte della concessione del
fido alla banca vengono dati in garanzia beni reali mobili per il quale si determina la forma di
spossessamento per il debitore: il debitore perde il possesso dei beni oggetto del pegno ma non la
proprietà.
Questa tipologia di operazione da un punto di vista tecnico-operativo è assimilabile
all’anticipazione su pegno di beni quindi specificheremo in dettaglio questi aspetti quando
tratteremo l’anticipazione su pegno di beni e faremo una differenza tra le due forme tecniche di
finanziamento.
Per quanto riguarda l’ipoteca abbiamo detto che si costituisce su beni immobili o mobili registrati.
Beni per i quali normalmente l’impresa costituirà un’ipoteca sui finanziamenti di medio lungo
periodo. L’ipoteca è una garanzia reale che trova la sua sostituzione su beni durevoli e quindi si
giustifica come garanzia per i finanziamenti a medio lungo termine laddove potremmo notare che
la garanzia ipotecaria è il presupposto per i finanziamenti a medio lungo termine perché possano
costituirsi.
L’ultimo aspetto nell’ambito delle caratteristiche dell’apertura di credito regolata in c/c fa
riferimento al costo dell’operazione. A fronte di tutte queste caratteristiche che vanno a definire
l’apertura di credito regolata in c/c, questa operazione di fatto quanto costa all’impresa? Con
riferimento al costo dell’operazione possiamo dire che il costo complessivo è dato dalla
sommatoria di una serie di componenti di costo:
- Tasso di interesse;
- Commissione definita commissione ogni-comprensiva per la messa a disposizione di fondi;
- Commissione denominata commissione di istruttoria veloce;
- Effetto valuta perché tutte le operazioni regolate in c/c fanno ricorso alla moneta
scritturale;
- Spese di movimentazione;
- Apertura e chiusura del conto.,
La sommatoria di queste componenti definisce il costo complessivo dell’operazione di
finanziamento.
Tasso di interesse
Abbiamo detto che il tasso di interesse è il costo del credito, è la componente di costo che
remunera la banca per la concessione del fido. Tutte le altre componenti sono componenti che
remunerano la banca per il servizio reso. L’unica componente che remunera la banca per il
credito concesso è il tasso di interesse.
Com’è il tasso di interesse nell’apertura di credito regolata in c/c? Rispetto a quello applicato nelle
altre operazioni di credito a breve il tasso di interesse qui applicato è il più alto. Nella scalettatura
dei tassi a breve si pone al primo posto, è il tasso più alto.
È più alto rispetto a quello riconosciuto alle operazioni di smobilizzo crediti e rispetto a quello
riconosciuto alle anticipazioni a riporto.
Perché si giustifica questo costo più elevato? Perché nell’apertura di credito abbiamo visto che il
cliente utilizza le somme a propria discrezione se ne ha bisogno le preleva altrimenti ha la
disponibilità di fondo senza dover corrispondere nulla alla banca in termine di tasso di interesse: lo
paghi solo se utilizzi i fondi.
Per questa ragione si dice che garantisce flessibilità e elasticità alla gestione finanziaria
dell’impresa. Queste motivazioni giustificano un costo più elevato.
Commissione ogni-comprensiva per la messa a disposizione di fondi/ per la disponibilità creditizia
Come funziona? Innanzitutto è una commissione la cui disciplina la troviamo nell’articolo 117 bis
del TUBarticoli che attengono alla trasparenza, quindi per ragioni di trasparenza delle operazioni
il TUB contempla una disciplina specifica della commissione nell’art.117 bis.
Obiettivo della commissione è remunerare la banca dal rischio di chiamata: rischio a cui incorre la
banca quando il proprio cliente senza necessità/obbligo di preavviso chiede una movimentazione
dell’affidamento. Quando il cliente dà un giorno all’altro preleva somme che la banca gli ha messo
a disposizione.
Rischio di chiamare un utilizzo delle risorse finanziarie. La banca non ha preavviso ma deve essere
sempre pronta a far fronte alla richiesta di prelievo.
Quindi la commissione per la disponibilità di fondi remunera la banca dal rischio di chiamata,
quindi rischio di utilizzo senza preavviso delle somme che ha messo a disposizione del cliente.
Quanto costa? Qual è il costo di questo servizio?
Nell’art.117 viene definita la misura di applicazione della commissione in cui si dice che il cliente
dovrà corrispondere alla banca una commissione in misura non superiore allo 0.50% calcolato
trimestralmente sul fido accordatoogni tre mesi la banca potrà applicare sull’importo di fido
accordato una commissione non superiore alle 0.50%.
Sempre nell’art.117 si ha una lettura aperta proprio perché si legge che questa commissione nella
sua percentuale è determinata in coerenza con la delibera e in relazione alla specifica tipologia di
credito concesso nella forma di apertura di credito per quanto riguarda l’ammontare e la durata
perché lo stesso possa contemplare eventuali modifiche relative alla % della commissione di
disponibilità di fondo.
Osservazioni: le banche non possono avere discrezionalità ampie di manovre di questa
commissione essendo già definita la percentuale massima per legge e questa commissione è
proporzionale al fido e alla sua durata. Cosa vuol dire?
Esempio di applicazione di questa commissione per com’è disciplinata dal TUB: nella prima
colonna (da sx verso dx della slides) c’è scritto “importo”. La commissione è proporzionale
all’ammontare di fido accordato e alla durata quindi dobbiamo suddividere gli importi per classi.
Ho preso una linea di credito fino a 100.000€ e una oltre i 100.00€. (le banche scaglionano
l’ammontare di fido in maniera più dettagliata). Seconda colonna “% massima per imprese con
rating superiore a 5/6 oppure “imprese senza rating” che è la % massima che viene riconosciuta
alle imprese più rischiose quindi essendo proporzionale al fido accordato la commissione tenderà
a crescere man mano che gli importi sono più alti.
Quindi per l’impresa senza rating o rating peggiore se ha chiesto fino a 100.000€ l’applicazione
della commissione massima è l’1% mentre per l’impresa oltre i 100.000€ sempre senza rating o
con una solvibilità bassissima è 1.5%.
NB:Ma non era 0.50% il massimo?? 0.50% in misura trimestrale!!
Quindi quando ragioniamo in misura annua noi abbiamo una commissione massima del 2%.
Man mano che il rating migliora cosa succede sulla commissione? Quest’ultima diminuisce. Per fidi
superiori a centomila euro proporzionale all’ammontare ma inversamente proporzionale al rating
come tutte le componenti di costo passerà da 1.5 a 1 a 0.5 per classi di rating rispettivamente
senza rating 5,6, rating 3,4, rating 1,2.
Da questo esempio possiamo dire che la commissione per la messa a disposizione di fondi è la
stessa e direttamente proporzionale all’ammontare di fido concesso e inversamente proporzionale
al rating di impresa.
Come incide questa commissione sul costo complessivo?
Abbiamo considerato un’impresa che ha un fido di 100.00€ quindi ci muoviamo sulla prima riga,
quella in giallo. Se l’impresa ha un rating pessimo oppure è del tutto senza rating la commissione
sarà uguale all1%. Siccome la calcoliamo trimestralmente allora abbiamo 100.000€ per 1% per 3
mesi diviso 1200= 250€. Ciò vuol dire che l’impresa che ha una solvibilità molto contenuta dovrà
considerare il tasso di interesse assolutamente lineare con la rischiosità aziendale o una
commissione elevata: quindi tasso di interesse+250.
Un’impresa che ha contratto con la banca lo stesso importo di fido, cioè 100.000€ però ha un
rating elevato, quindi un’impresa con elevato standing creditizio, pagherà una commissione data
dalla percentuale commisurata alla sua solvibilità pari a 0.250% pertanto l’importo della
commissione trimestralmente sarà pari a 100.00€ per 0.250 per tre mesi diviso 1200= 62.50€.
Anziché 250€ pagherà in termini di commissione 62.5€ciò fa capire come il rating di impresa
impatta sul costo del credito.
Quando viene corrisposto? Le competenze vengono attribuite al cliente trimestralmente quindi
viene calcolata trimestralmente.
Occorre valutare l’incidenza della commissione sulla movimentazione del credito. Perché? Perché
abbiamo detto che la commissione remunera la banca dal rischio di chiamata quindi questo rischio
sarà diverso in funzione dell’ammontare del fido richiesto.
Per fidi più elevati la commissione è più elevata: un conto è il cliente affidato per 100.00€ che va a
prelevare senza preavviso, un conto è il cliente con un fido per 500.000 e chiede 500.000€. Quindi
in questo modo, quando la commissione la applichi al fido accordato hai perfettamente una
coerenza tra obiettivo e rischio.
Come fa questa commissione a pesare meno sul fido accordato? In virtù di una elevata
movimentazione del conto: più il conto si movimenta e quindi l’apertura di credito viene
utilizzata per elasticità di cassa minore sarà l’incidenza della commissione sul fido. L’incidenza
della commissione si esprime come rapporto tra commissione e interessi passivi.
Via via che aumenta la movimentazione aumentano gli interessi e si riduce l’incidenza della
commissione sul fido accordato.
Possibile domanda esame: di fronte ad un’elevata movimentazione del conto, qual è la
componente di costo che incide più favorevolmente?? La commissione per la disponibilità di
fondi!!
Questa commissione è una componente di costo tipica, esclusiva dell’apertura di credito.
Nessun’altra operazione di credito a breve prevede l’applicazione di tale commissionealtro
aspetto caratterizzante.
Commissione di istruttoria veloce
È una commissione che viene applicata/riconosciuta quando il cliente sconfina la disponibilità di
fido. Cosa vuol dire? Che il cliente va oltre/utilizza più di quanto la banca gli ha accordato.
Esempio: cliente affidato per 100.000€, si ha una sconfinamento quando il cliente utilizza 101.000€
e piùsulle somme sconfinate si calcola una CIV. Come funziona??
Vi è stata un’evoluzione della normativa e siamo giunti oggi a questa normativa contenuta
anch’essa nell’art 117 bis c.2: L’obiettivo della commissione è remunerare la banca di tutti gli oneri
sostenuti per una eventuale istruttoria veloce sugli sconfinamenti di conto. È una commissione
una tantum, la pago solo se sconfino.
Perché la devo pagare? Perché la banca dice: io ti ho affidato un tot di soldi quindi nella mia
istruttoria di fido valuto la tua solvibilità fino a tot soldi e tutte le volte che utilizzi somme superiori
io devo istruire/sapere se puoi rimborsarmeli o no, quindi devo valutare la tua capacità di credito e
debito per importi superiori a quelli definiti.
La modalità di applicazione è cambiata nel tempo, oggi la disciplina distingue i consumatori dalle
imprese.
Il consumatore fino a 500€ nulla deve, per importi superiori a 500€ se superiori a 7 giorni deve
pagare 12€ tutti i giorni. È una commissione applicata giornalmente: per ogni giorno di
sconfinamento io pago una commissione.
Attualmente le banche più efficienti fanno pagare 12€ ma ogni banca definisce l’importo del’extra-
fido giornaliero in funzione dell’impegno delle risorse per determinare la capacità di rendita del
clientevi è piena discrezionalità delle banche.
Per le imprese la posizione è diversa: per gli extra-fido pagano giornalmente almeno 12€. Quindi
questa commissione è proporzionale alla durata.
Possiamo dire che la CIV è una commissione una tantum.
Effetto valuta
L’effetto valuta è un costo implicito. Vuol dire che non viene dichiarato in contratto ma si deduce
dall’applicazione della valuta quindi dalla regolamentazione della data contabile della valuta.
Movimentazione del conto
È un costo fisso legato ad ogni movimento, un costo in cui si può esprimere in maniera evidente la
forza contrattuale della cliente: il cliente migliore avrà un costo più basso.
Spese di apertura e chiusura conto
Anche queste sono spese una tantum. Sono spese che aprono il conto e quelle di chiusura sono
addebitate a chiusura del conto.
Quindi la sommatoria di queste voci di costo determina il costo complessivo del finanziamento.
Conclusione: quali potrebbero essere vantaggi e svantaggi di banca e del cliente nell’utilizzo
dell’apertura di credito?
Vantaggi imprese:
- Flessibilità di utilizzo;
- Discrezionalità negli utilizzi;
- Possibilità riconosciuta al cliente di rientrare sugli scoperti, quindi sulle somme che
eccedono il fabbisogno di finanziamento aziendale (l’impresa ha il fido e lo deve pagare, se
non gli servono questi soldi gli conviene restituirli quindi all’impesa è riconosciuta la
possibilità di restituire le somme che eccedono il fabbisogno aziendale). Siccome c’è il
rinnovo tacito non deve chiudere un contratto e aprirne uno nuovo perché vuol dire
rinegoziare ogni condizione contrattuale ed allora la banca concede all’impresa questa
possibilità di rientrare nelle somme che eccedono nel tempo;
- Costo del credito è commisurato agli utilizzi: pago interessi solo se utilizzo le somme.
Nell’HP di non utilizzo l’impresa non paga niente in termini di interesse;
- Si movimenta con moneta scritturale, quindi moneta più facile nella trasferibilità dei
pagamenti, nella sicurezza e tracciabilità degli stessi.
Svantaggi imprese:
- Costo dell’operazione: per l’impresa l’apertura di credito regolata in c/c è l’operazione più
costosa e ciò è giustificato per tutti questi vantaggi.
Le banche hanno dei vantaggi:
- Con un credito in c/c l’impresa ricorre sempre più massicciamente alla moneta bancaria e
quindi l’utilizzo della moneta bancaria comporta l’esaltazione della funzione monetaria.
Quando ciò accade si incrementano i volumi operativi degli impieghi della raccolta.
Svantaggio banca:
- Rischio di liquidità: La diversificazione per forme tecniche deve avvenire sulla base delle
differenti forme tecniche perché ognuna di queste ingloba un differente rischio finanziario
legato alla liquidità: rischio di liquidità perché a scadenza indeterminata la banca non è in
grado di prevedere i movimenti di uscita di cassa e questo può comportare un possibile
rischio di liquidità. Quindi è un’operazione complessa e l’UNICA operazione di
finanziamento che garantisce elasticità alla gestione di impresa ed è l’unica a scadenza
INDETERMINATA.
FORMA TECNICA DI CREDITO A BREVE: SMOBILIZZO DEI CREDITI COMMERCIALI
Questa forma tecnica prevede che l’impresa detenga in portafoglio crediti. Quindi è un’impresa
che opera per forza con logiche di dilazione di pagamenti. Un’impresa che vende oggi e incasserà il
ricavato della vendita fra uno, due, tre, quattro, sei mesi, un anno.
Quindi nel momento in cui vende nasce per l’impresa un credito. Cosa ne fa? Può aspettare la
scadenza naturale quindi alla scadenza il compratore paga o può rendere liquido il credito, quindi
lo smobilizza prima della scadenza e, quindi, trova qualcuno che anticipa denaro e poi sarà
rimborsato in virtù del pagamento da parte del debitore ceduto: questa è logica attraverso cui si
costituiscono le operazioni di smobilizzo crediti.
Nella CR le operazioni di smobilizzo crediti che rischio hanno? Autoliquidante. Sono rischi di
operazioni autoliquidanti ciò vuol dire che prevedono sempre una forma di rimborso
predeterminata. La fonte di rimborso predeterminata è il pagamento da parte del debitore
ceduto.
L’impresa cosa fa? Ha un credito nel portafoglio, chiede alla banca di anticipare denaro che poi lo
paga il debitore ceduto. Questa è la logica con la quale si costituisce un credito per lo smobilizzo.
Siccome i crediti possono essere rappresentati da diversi documenti (cambiali, pagherò, ricevute
bancarie etc) in base alla tipologia di documento che incorpora il credito avremo una forma di
smobilizzo differente. Ci chiediamo: quali sono le forme di smobilizzo dei crediti commerciali?
- Sconto;
- Anticipi salvo buon fine su ricevute bancarie;
- Anticipi salvo buon fine su fatture;
- Factoring.
Avremo lo sconto quando nel portafoglio dell’impresa sono detenuti crediti scontabili.
Avremo un anticipo SBF su Iva quando nel portafoglio dell’impresa esistono crediti rappresentati
da RIBA (ricevute bancarie/quietanze di pagamento).
Avremo anticipi SBF su fatture quando il credito è rappresentato da una fattura.
Il factoring è un’operazione molto più complessa che oltre lo smobilizzo comprende una serie di
servizi ulteriori.
Sconto
Lo sconto è un’operazione tipica: ha una disciplina specifica contenuta nel codice civile.
L’operazione è definita nell’art.1858 del CC in cui si legge che lo sconto è un contratto mediante il
quale una banca anticipa all’impresa il valore di cambiali/effetti cambiari non ancora scaduti previa
deduzione di interessi e spese e dietro cessione salva buon fine del credito stesso.
Cosa vuol dire? È un contratto (accordo tra le parti) in cui la banca anticipa all’impresa crediti non
scaduti rappresentati tipicamente da cambiali. Quanto vi anticipa? Anticipa il valore attuale di un
credito non ancora scaduto. Il valore attuale è dato dal valore nominale detratti interessi e spese.
Esempio: credito di 10.000€. l’impresa va in banca e dice “10.000€ me li sconti?” e la banca dice
“va bene” quindi fa 10.000€ a cui detrae le spese (supponiamo 500€), quindi l’impresa sostiene il
costo del credito in via anticipata: operazione rigida perché non si adatta ai cash-flow monetari
dell’impresa.
Dietro cessione saldo buon fine del credito stesso: il credito viene ceduto alla banca salvo buon
fine. La cessione del credito può essere pro-soluto o pro-solvendo. Pro-soluto vuol dire che al
momento della cessione del credito il cedente si libera dei rischi eventuali di insolvenza del
debitore ceduto a scadenza (cessionario a scadenza). Quindi il rischio di insolvenza grava sul
cessionario, che è la banca.
Nel caso di pro-solvendo, detta gestione del credito salvo buon fine, il cedente non si libera del
rischio di insolvenza del debitore ceduto ma il rischio di insolvenza andrà a gravare sul cedente e
non sul cessionario.
Quando parliamo di gestione del credito salvo buon fine facciamo sempre riferimento a questa
condizione: la banca anticipa il credito ma se a scadenza il debitore ceduto non paga la banca
addebiterà al cedente il controvalore del credito anticipato (valore del credito + interessi morosi).
Quindi nella cessione del credito salvo buon fine la banca NON si assume il rischio di insolvenza del
debitore ceduto che rimane sempre a carico del soggetto cedente (l’impresa).
Caratteristiche operazione di sconto: innanzitutto la prima caratteristica attiene ai crediti che
possono essere scontati ovvero i CREDITI SCONTABILI. Quali sono? La disciplina dice che i crediti
che possono formare oggetto di sconto possono essere:
- Crediti cartolari;
- Crediti non cartolari.
I primi sono cosi chiamati perché sono incorporati in un documento che serve ad attribuire al
possessore la facoltà di esercitare il diritto incorporato nel credito. Sono le cambiali tratte,
pagherà cambiari, cedole dei titoli obbligazionari, dividenti dei titoli azionari, note di pegno detti
warrant.
I secondi sono tutte le semestralità e annualità dovute all’impresa da enti pubblici territoriali. Da
come si evince dalla definizione tipicamente lo sconto viene praticato sulle cambiali. Abbiamo
detto che le cambiali possono essere tratte o pagherò. Che differenza c’è?
Le cambiali tratte sono ordini di pagamento con cui un soggetto traente obbliga il trattario a
pagare a scadenza una certa somma di denaro al beneficiario.
I pagherò sono promesse di pagamento in cui un soggetto denominato mittente si impegna a
pagare ad una certa scadenza una certa somma di denaro al soggetto beneficiario.
Scontabili sono sia le tratte sia i pagherò. Perché si scontano prevalentemente titoli cambiari?
Perché le cambiali hanno determinate caratteristiche che le rendono preferibili ad altri documenti
cartolari. Caratteristiche:
- Presentano almeno due firme di persone diverse (emittente e beneficiario);
- Sono titoli facilmente trasferibili: si trasferiscono mediante girata;
- Sono titoli esecutivi: danno diritto al possessore di esercitare forzosamente l’escussione dei
beni del debitore: escussione forzata dei beni del debitore.
Queste caratteristiche le rendono preferite per lo sconto. Ecco perché si parla di sconto cambiario
nella definizione: tipicamente le banche scontano cambiali.
Le cambiali per poter essere presentate allo sconto devono avere dei requisiti denominati
REQUISITI DI BANCABILITA’. Quali sono?
- Presenza di due firme di due persone diverse entrambe solvibili: deve esserci la firma del
traente e beneficiario e devono essere notoriamente solvibili. Sul giudizio di solvibilità la
banca ha nessun problema se il cliente è anche l’obbligato principale mentre nel caso
opposto la banca si limita a fare una misura alla camera di commercio e vedere se nel
bollettino dei protesti questo non sia mai stato dichiarato persona insolvibile. Alla fine il
giudizio di solvibilità e notorietà si concretizza in un giudizio di non insolvibilità;
- Scadenza fino a 4 mesi: deve essere domiciliato presso una pizza bancabile dove ha sede il
debitore;
- Avere un taglio medio: non è quantificato il taglio ma banca di Italia dice che il taglio deve
essere medio e qui c’è la discrezionalità della banca scontante di valutare l’ammontare.
Il problema è circoscritto alle firme e alla scadenza. In ogni caso le banche hanno la propensione a
praticare lo sconto di cambiali anche se prive di qualche requisito di bancabilità come le firme e la
scadenza. Perchè? Perché lo sconto ha perso un po' di importanza nel tempo perché è
un’operazione costosa in termini di commissione e oneri che vengono sostenuti dal soggetto
emittente legati per esempio al pagamento dell’imposta di bollo. Quindi oneri amministrativi
relativi all’emissione di cambiali che rendono tale strumento ormai abbastanza oneroso rispetto
ad altri per cui le banche quando si trovano a dover scontare una cambiale alla fine la scontano
anche se priva di requisiti di bancabilità perché sono requisiti che erano richiesti da banca di Italia
affinché le banche che avevano a loro volta scontato cambiali presso la clientela potessero
riscontarle presso banca di Italia perché vi è una operazione chiamata di RIFINANZIAMENTO che le
banche potevano svolgere con banca d’Italia che era l’operazione di risconto delle cambiali.
Le banche scontavano cambiali alla clientela e queste cambiali con i requisiti di bancabilità
venivano utilizzate dalle banche per chiedere il risconto a banca di Italia e quindi per riavere la
liquidità che avevano erogato alla clientela.
L’operazione di risconto come operazione di rifinanziamento non c’è più. L’operazione di
rifinanziamento che noi abbiamo è l’operazione su iniziativa delle controparti.
Possiamo smobilizzare la riserva obbligatoria, possiamo negoziare titoli sul mercato bancario ma
non esiste più l’operazione di sconto quindi quando le banche scontano cambiali alla clientela lo
fanno per fidelizzarla e non perché poi possono esserle utili per acquisire liquidità da banca di
Italia.
Quanto costa l’operazione di sconto? Il costo complessivo è dato dalla sommatoria di una serie di
componenti di costo:
- Tasso di interesse: nella scalettatura dei tassi si pone come tasso più basso per la maggior
rigidità di questa operazione di finanziamento. È il tasso più basso nella scalettatura dei
tassi a breve. Come viene applicato? Viene applicato tenendo conto dei giorni di sconto
rispetto ai quali è proporzionaletiene conto della durata del finanziamento che vanno
dalla data di accettazione della cambiale allo sconto fino alla scadenza della cambiale più
qualche giorno valuta;
- Provvigione che è proporzionale al valore della cambiale scontata e serve a remunerare la
banca di tutti quegli oneri amministrativi che sostiene a fronte dell’operazione di sconto;
- Vengono addebitate le spese di incasso perché è la banca che incassa il credito.
La sommatoria di queste componenti definisce il costo complessivo.
Vi sono anche commissioni che vanno ad impattare sul costo del finanziamento complessivo ogni
volta che la cambiale presentata allo sconto presenta qualche peculiarità per cui se la cambiale ha
un taglio basso la banca non guadagnerebbe correttamente su questa operazione quindi applica
una commissione aggiuntiva che la remunera del minor guadagno che otterrebbe perché la
cambiale presenta un taglio basso. Si chiama COMMISSIONE DI MINIMO SCONTO.
Se invece la cambiale non ha il requisito della scadenza per cui viene presentata quando è
prossima alla scadenza si parla di CAMBIALI AD EFFETTO BRUCIANTE: la banca non avrebbe una
remunerazione corretta in termini di prezzo del credito e allora applica una commissione che la
remunera.
Per scadenze superiori a 4 mesi la banca applicherà una commissione aggiuntiva legata alla
scadenza residua rispetto alla scadenza effettiva.
L’operazione di sconto si estingue a scadenza dietro regolare pagamento da parte del debitore
ceduto.