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NOCICEZIONE

Il dolore vinee percepito come una sensazione sgradevole indotta da uno


stimolo aberrante. Le fibre nervose adibite alla captazioni di informazioni
dolorifiche possono essere di due tipologie differenti: fibre di tipo C (a
terminazione libera) e fibre A gamma. Le prime sono responsabili della
percezione prolungata del dolore. Le A gamma sono fibre adibite alla
percezione istantanea del dolore. Ovviamente diverse sono le condizioni tali da
modificare circuiti neuronali responsabili della nocicezione. La persistenza di
stimoli aberranti è in grado di indurre un processo di sensibilizzazione
periferica e successivamente centrale compatibili con il quadro di allodinia
avvertita da alcuni pazienti. Sembrerebbe esserci una maggior predisposizione
all’insorgenza di questo processo di sensibilizzazione nei paziente
emotivamente stressati. Ciò sembrerebbe essere indotto da connessioni dirette
vigenti tra fibre del dolore e PAG (grigio periacquedottale), struttura
quest’ultima adibita alla regolazione del dolore tramite vie discendenti ed in
stretta correlazione con il sistema limbico. La presenza di fibre C sono state
riscontrare anche al livello fasciale.
Caratteristiche del dolore mio fasciale:
 Sollievo se il distretto in disfunzione viene sottoposto ad una sorgente di
calore
 Peggioramento dei sintomi se il distretto suddetto viene sottoposto al
freddo

MIO-FASCIALE
Sistema muscolo-scheletrico: elemento che costituisce la struttura del corpo
umano e lavora insieme agli altri sistemi corporei riflettendo e influenzando la
funzione.
I derivati MESODERMICI, in osteopatia, costituiscono la così detta FASCIA. Il
mesoderma è la
parte che avvolge la notocorda a livello embrionale e si differenzierà in:
1. SCLEROTOMO -> che formerà lo scheletro e la cartilagine, quindi costituisce la
matrice di sostegno per gli altri sistemi corporei e accompagna lo sviluppo di
altri sistemi.
2. MIOTOMO -> andrà a costituire le parti mio fasciali.

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3. MESODERMA SOMATICO -> che andrà a costituire gli elementi strutturali di
sostegno per le pareti viscerali.
4. MESODERMA VISCERALE -> andrà a costituire le sierose delle cavità corporee.
FASCIA: Elemento strutturale, di sostegno, di nutrimento, di veicolo, di
connessione e di unione del corpo umano.
TESSUTI CONNETTIVI: di origine mesenchimale: -tessuto cartilagineo;
-tessuto muscolare;

-tessuto adiposo;
-tessuto osseo
• Le capacità dei tessuti connettivi sono molteplici, esempi:
- TISSOTROPIA: è la capacità di alcune sostanze di modificare le proprietà
viscoelastiche in
funzione della storia del movimento. Questi tessuti se agitati possono variare la
loro viscosità o se mobilizzati ripetutamente per poi riprendere il loro stato
originale una volta interrotta la sollecitazione. Muscolo: l’allungamento rompe i
ponti molecolari actomiosinici, l’accorciamento ne favorisce la formazione.
- ELASTICITA’: è la deformazione è direttamente proporzionale alla forza
applicata ed è
immediata all’applicazione della forza ed è completamente ed immediatamente
reversibile al cessare della forza deformante.
- PLASTICITA’: deformazione è istantanea e continua finchè perdura la forza
deformante e aumenta fino alla possibile rottura del materiale. Alla rimozione
della forza deformante le dimensioni originali non sono recuperate, la
deformazione diventa definitiva e irreversibile.
- RESILIENZA: capacità di tornare alla forma e alla dimensioni originarie. Più un
oggetto è resiliente meno viene persa energia durante le fasi di carico-scarico
e più si potrà riutilizzare l’energia immagazzinata nelle fasi di carico.
- ISTERESI: fenomeno che rappresenta la perdita di energia (convertita in
calore) durante le fasi di carico.
- TENSEGRITA': struttura a tensione continua con elementi a compressione
locale discontinua.

Le fasce hanno molteplici ruoli all'interno dell'organismo, derivanti dalla loro


storia e fisiologia. Le fasce e, di conseguenza, il tessuto connettivo sono
presenti in tutte le parti del corpo. Lo studio anatomico e isto-fisiologico ci
consente di affermare che il tessuto connettivo riveste un ruolo primario nel
mantenimento di tutte le funzioni del corpo. Vari studi effettuati sull’argomento
dimostrano che è il primo garante di un buono stato funzionale e di una buona
salute.
Il tessuto connettivo collega gli organi e le parti del corpo tra loro, in una
continuità ininterrotta. Lo studio anatomico ci dimostra, in effetti, che non c'è
mai interruzione tra i diversi tessuti, ma che tutto si articola al fine di
realizzare un'armonia di funzioni perfette. Funzioni della fascia:
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• Sostegno e supporto: Le fasce permettono di mantenere l'integrità
anatomica
dell'individuo. Grazie alle fasce il sistema muscolare può funzionare, come
vedremo nella meccanica fasciale. Grazie alle fasce le articolazioni possono
mantenere la stabilità e le funzioni. Il sistema muscolare è il motore delle
articolazioni, ma è a sua volta coordinato dalla meccanica fasciale. Per merito
delle fasce i diversi organi possono mantenere la loro forma anatomica restare
fissati alla struttura ossea. Le fasce assicurano così una buona coerenza e
permettono, inoltre, un buon funzionamento fisiologico.

• Protezione: mantenimento dell'integrità fisica e fisiologica del corpo. Essendo


presenti a tutti i livelli, proteggono le diverse strutture anatomiche contro le
tensioni, lo stress, le aggressioni che permanentemente il corpo subisce. Per
adempiere tale compito danno prova di adattabilità e di capacità di variazioni
in funzione dei segmenti che salvaguardano. Tuttavia, qualunque sia la
resistenza di una fascia, questa non raggiungerà mai uno stato di rigidità, se
non nella patologia, inoltre si noterà sempre la presenza di una certa
elasticità, per rispondere meglio alle sollecitazioni che deve subire la zona
controllata. Un altro ruolo di protezione consiste nella capacità di
ammortizzare. In caso di sforzi o di contrazioni molto violente, la fascia si fa
carico di parte dell'intensità delle forze per evitare che tensioni troppo violente
gravino su muscoli, organi, impedendone così la rottura.
• Ammortizzatore: La fascia, tramite la sua elasticità permette di
ammortizzare le costrizioni che il corpo subisce. La struttura macromolecolare
a rete dei proteoglicani partecipa attivamente alla coesione meccanica dei
tessuti. I proteoglicani sono ammortizzatori di colpi, che agiscono come dei
lubrificanti e che, se sollecitati intensamente e in modo ripetuto, si
trasformano in una sostanza visco-elastica. I proteoglicani e l'acido ialuronico
conferiscono alla sostanza fondamentale una sovrastruttura molecolare
reticolata, coprono le superfici cellulari, costituiscono la sostanza
intercellulare, avvolgono e infiltrano le fibre di collagene e di elastina,
costituendo un potere viscoelastico di tampone indispensabile a una funzione
cellulare e tissutale normale.
• Emodinamica: Il sistema vascolare e quello linfatico sono indissociabili da
quello fasciale. La circolazione di ritorno avviene tramite sistemi venosi e
linfatici e non è dotato di una pompa aspirante tanto potente quanto quella
che invia il sangue a tutto il corpo attraverso il
sistema arterioso. Peraltro, quest'ultima possiede una struttura rigida
difficilmente deformabile, contrariamente ai linfatici e alle vene, che sono
molto flaccide e possono collaborare facilmente. I vasi sono provvisti di
valvole, per facilitare la circolazione di ritorno, ma le valvole sono insufficienti a
svolgere tale compito. Le fasce sopperiscono alla pompa centrale per agevolare
la circolazione di ritorno. Si tratta di vere e proprie pompe periferiche che
spingono sangue e linfa verso il cuore. Le fasce sono animate da movimenti
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ininterrotti la cui frequenza è di circa 8-12 intervalli per minuto. Tali contrazioni
realizzano un movimento di pompa erogante, permettendo la progressione dei
fluidi.
Difesa: La finalità del tessuto connettivo è ristabilire delle normali funzioni di
difesa. Il ruolo di difesa del connettivo rappresenta certo una fase primaria nel
meccanismo delle fasce. È nella sostanza fondamentale che inizia la lotta
contro gli agenti patogeni e le infezioni, grazie a un meccanismo intrinseco
locale che interviene prima del sistema generale. Da questo conflitto locale
dipende la diffusione dell'agente patogeno e quindi la salute del soggetto.
• Comunicazione e scambio: il tessuto connettivo, e tramite questo la
sostanza fondamentale, sono in contatto contiguo con gli elementi cellulari del
corpo.Tutti

i diversi sistemi portano alla sostanza gli elementi nutritivi e le informazioni


periferiche e ne ripartono con i prodotti di scarto del metabolismo e le
informazioni provenienti dalle cellule. Queste cellule sono bagnate dal liquido
extra cellulare attraverso il quale s'instaura un dialogo con la sostanza
fondamentale. Questo ha lo scopo di posizionare una barriera di difesa al fine
di evitare che la cellula possa essere colpita. A partire dal momento in cui la
sostanza fondamentale viene sopraffatta da un agente patogeno, la cellula
stessa può essere colpita e innescare un processo degenerativo e morboso.
• Ruolo biochimico: Le fibre di elastina, reticolina e collagene, contenuti nella
matrice
fasciale, sono in grado di ritrarsi sotto l’influenza di una pressione superiore a
quella fisiologica per la quale la loro composizione biomolecolare è concepita, e
di ritornare alla loro lunghezza iniziale, se la pressione dell’ambiente
interstiziale ridiventa fisiologica. Significa che alcune strutture anatomiche
come le membrane di tensioni del cranio, la dura madre midollare, i legamenti,
le capsule articolari, i tendini, le aponeurosi, le cartilagini, in definitiva tutti i
tessuti connettivi del corpo, sono in grado di ritrarsi sotto l'influenza di
un'iperpressione, e poi di ritornare alla loro lunghezza iniziale se la pressione
della zona ritorna fisiologica.

DISFUNZIONE SOMATICA (T A R T)
• T (texture: struttura, trama), cambiamenti della struttura dei tessuti
• A (asymmetry: assimetria)
• R (restrinction: restrizione di movimento)
• T (tenderness: sensibilità)

CATENA MUSCOLARE-> è un insieme di muscoli poliarticolari con la stessa


direzione e le cui inserzioni si ricoprono le une sulle altre. F. Mézières descrive
quattro catene, definendo queste insiemi di muscoli “isolati”. Ogni catena, per
via della sovrapposizione delle inserzioni dei muscoli, si comporta come un solo
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e unico muscolo. Questo muscolo ha una forza fantastica: si tratta della somma
delle forze dei muscoli che lo compongono. Ne consegue che, non solo una
catena non può essere troppo debole, ma può soltanto divenire troppo forte in
rapporto ai suoi antagonisti, se si tratta di muscoli isolati. Le 4 catene sono:
• LA GRANDE CATENA POSTERIORE : la più importante per la sua estensione, le
sue implicazioni. È stata la prima ad essere descritta, nel 1949. Il suo
accorciamento aggrava non solo le lordosi, ma anche le deformazioni in
flessione laterale e rotatorie.
• LA CATENA ANTEROINTERIORE: composta dal diaframma e dai muscoli ileo-
psoas, la
cui retrazione comporta l’inarcamento lombare e la proiezione del bacino in
avanti.

• LA CATENA BRACHIALE: va dalla spalla all’estremità delle dita. La sua


retrazione sistemica spiega perché in piedi, rilasciati, la mano cade sempre in
leggera flessione e ruotata in dentro, sulla parte anteriore della coscia.
• LA CATENA ANTERIORE DEL COLLO: composta da tre muscoli adesi alla faccia
anteriore delle vertebre cervicali, antagonista della catena posteriore. La sua
contrazione abbassa il mento e tira il capo in avanti. È all’origine di patologie
come torcicollo e cervicalgie.

TRATTAMENTO:
molteplici sono gli approcci terapeutici che possono essere effettuati:
 Tecnica mezieres
 Ponsage
 Siderazione
 Restrain
 Massaggio trasverso profondo
 Trigger point
 pompage
Queste tecniche hanno per lo più la medesima funzione, ripristinare le
fisiologiche condizioni sol-gel della matrice extracellulare, iperemia locale e
drenaggio venoso.

Ciò che fa la differenza nella riuscita del trattamento è la conoscenza


dell’anatomia.

Caso clinico:
paziente presenta cervicalgia post sbronza: cosa andresti a trattare? Di certo
non la cervicale, non si risolverebbe nulla. Io andrei a trattare il fegato o
meglio i tessuti localizzati in proiezione all’organo.
Per quale motivo tratteresti il fegato? La capsula di glisson che riveste io fegato
è innervato dal nervo frenico che emerge da C3-C4-C5. Quindi esiste una
correlazione importante tra fegato e cervicale data dalla presenza di questa
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interconnessione nervosa. Una “disfunzione del fegato” porta inevitabilmente,
attraverso un processo di facilitazione neuromerica ad una disfunzione a carico
del distretto cervicale.