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il Manuale dell‘Architetto

dal trattato al manuale

gianluca frediani | laboratorio di progettazione architettonica 1C | a.a. 2017-2018


DAL TRATTATO AL MANUALE

La trattatistica nel campo dell‘architettura ha una tradizione antica che si può far
risalire sino al celebre De Architectura di Marco Vitruvio Pollione -unica opera
classica sull‘architettura giunta sino a noi- per poi rifiorire nel Rinascimento con i
trattati di Leon Battista Alberti (De Re Ædificatoria, 1485), Sebastiano Serlio (I
Sette Libri dell‘Architettura, 1537) e Andrea Palladio (I Quattro Libri
dell‘Architettura, 1570) -solo per citare alcuni fra i più famosi autori/architetti-,
sino ad attraversare l‘età barocca e raggiungere la soglia della Rivoluzione
industriale.

Il trattato in sé, come opera scientifica, ha lo scopo di svolgere un ragionamento


sistematico sul complesso delle conoscenze di una disciplina. Introdotto dalla dedica
ad un mecenate sostenitore, le discussioni in esso contenute si sviluppano in
spiegazioni teoriche e pratiche, raccolte in uno o più libri. I trattati di architettura,
soprattutto quelli rinascimentali, contengono tradizionalmente una ampia rassegna
di disegni relativi alle opere più famose degli antichi (modelli) -spesso
appositamente rilevate- avvicinate a quelle dello stesso autore (invenzioni). La
presenza di numerose illustrazioni rendono questi libri particolarmente interessanti,
anche dal punto di vista grafico, per la complessa composizione delle tavole incise e
dei frontespizi. I trattati rinascimentali, almeno a datare dal lavoro di Leon Battista
Alberti in poi, si fondano su una reinterpretazione della triade vitruviana (firmitas,
utilitas, venustas), assunta come caposaldo della teoria classica dell‘architettura
antica e “moderna“.

La Rivoluzione industriale cambia completamente le cose e, a partire dalla metà del


‘700, appaiono trattati di architettura che si fondano su sistemi di pensiero
innovativi. Jacques-François Blondel (Cours d‘architecture…, 1771-1777) diffonde
i principi di una nuova razionalità tipologica, che si accompagna al sorgere di nuovi
sistemi del sapere (la Encyclopédie) e della didattica (la École Polytechnique).
Seguono John Ruskin (The seven Lamps of Architecture, 1849), che per primo
approfondisce il tema della rovina e del restauro; Eugène-Emmanuel Viollet-le–Duc
(Dictionnaire raisonné…, 1854-1868), che introduce il tema del rapporto fra
eredità storica e nuovi sistemi costruttivi; Gottfried Semper (Der Stil…, 1860-
1863), che traccia nuovi orizzonti teorici a partire dalla relazione fra materiali e
tecniche di lavorazione. La grande tradizione della trattatistica di architettura
attraversa, insomma, tutto l‘800, colorandosi di sempre nuove sfumature.

A partire dalla metà dell‘800, la necessità di intervenire in maniera estesa nelle


trasformazioni urbane ed architettoniche delle città industriali, richiede la
pubblicazione di testi operativi, specialistici, indirizzati a tecnici e professionisti.
Nasce in breve un nuovo tipo di letteratura scientifica che possiamo raggruppare
sotto la dizione di “manualistica tecnica“. Contemporaneamente si registra una
sempre più profonda separazione fra tecnica costruttiva e teoria della composizione.

Il successo divulgativo della manualistica non inficia lo sviluppo della trattatistica di


architettura anche nel ‘900; possiamo facilmente ripercorrerne lo sviluppo a
cominciare dal lavoro di Le Corbusier (Vers une Architecture, 1923), sino ad
arrivare a Rem Koolhaas (S,M,L,XL, 1995) ed oltre.

AA.VV., Teoria dell‘architettura. 117 trattati dal Rinascimento a oggi, Taschen, Köln, 2003.
In Italia, sul finire dell‘800 vengono pubblicati diversi manuali destinati
esplicitamente agli architetti, ma tutti risultano, per l‘impostazione generale
dell‘opera o per la complessità dei testi, in larga parte insufficienti o inadatti all‘uso
pratico. Contemporaneamente, si diffondono opere scientifiche sull‘uso e sul
calcolo dei nuovi materiali, come l‘acciaio e il calcestruzzo armato, che
rivoluzionano il panorama delle costruzioni. La frattura tra la figura dell‘architetto e
quella dell‘ingegnere si riverbera puntualmente dal dibattito culturale al campo
della professione e dell‘editoria tecnico-scientifica.

In Italia è soprattutto la casa editrice milanese Hoepli a pubblicare, tra la fine


dell‘800 ed i primi del ‘900, una serie di agili manualetti, o compendi, destinati sia
a specialisti che a dilettanti, principalmente dedicati alle attività artigianali ed
industriali applicate. Alcuni di questi, come il celebre Manuale dell‘Ingegnere
(1877) di Giuseppe Colombo (oggi giunto alla 85a edizione) sono ancora in
commercio.

Il primo Manuale dell‘Architetto dei tempi moderni, destinato ad avere una


ampia diffusione nonostante la sua vastità, è quello redatto in più riprese da un
ingegnere milanese, Daniele Donghi. Scritto a fascicoli singoli, da rilegare in volumi
(dieci tomi complessivi!), apre la sua pubblicazione nel 1923 per i tipi dell‘Unione
Tipografico Editrice Torinese, per poi continuare con varie appendici fino al 1935.
Daniele Donghi, Manuale dell‘Architetto, Unione Tipografico Editrice Torinese,
vol. II, parte prima, Torino, 1926.

Stabilimenti carcerari, penitenziari, di correzione e di soccorso


Edilizia carceraria, un esempio francese.

Il Manuale del Donghi è un‘opera di respiro monumentale, che raccoglie migliaia


di pagine di testo accompagnate da centinaia di illustrazioni. La suddivisione
degli esempi di architettura per singoli tipi è accompagnata da lunghe
descrizioni. Di notevole interesse sono i lineamenti di storia della tipologia che in
essa sono contenuti.
Donghi scrive un‘opera letteraria, a cavallo fra il trattato e il manuale, che oggi
ci appare per molti versi addirittura eroica per la dimensione e la ampiezza del
lavoro compiuto. Più che di un manuale, però, qui si tratta di una vera e propria
enciclopedia tecnica di architettura, minuziosamente compilata ma spesso
prolissamente scritta.

È interessante notare che, in tempi più recenti, la strada tracciata dal Donghi è
stata esplicitamente ripresa da Pasquale Carbonara con la sua Architettura
Pratica (1954), anch‘essa edita in vari volumi, non a caso affidandosi alla
stessa casa editrice del Donghi (UTET).
I suoi volumi sono stati alla base della formazione universitaria di intere
generazione di architetti ed ingegneri.
La vera rivoluzione nel settore della manualistica di architettura si registra in
Germania, ad opera di Ernst Neufert, il cui lavoro si può considerare, ancora
oggi, come il modello di ogni manuale tecnico di architettura. Il manuale di
Neufert è oggi tradotto in 18 lingue diverse e, continuamente aggiornato, ha
raggiunto ormai la 41a edizione.

La figura del suo autore è particolarmente interessante:

Ernst Neufert
(Friburgo 1900 / Bugeaux-sur-Rolle 1986)

Pratica come muratore; frequenta una scuola professionale;


studia presso il Bauhaus di Weimar (1919-1920).
Lavora nello studio di Walter Gropius (1921-1926) col quale progetta e
costruisce quartieri residenziali sociali (Siedlungen) e molti edifici industriali.
Insegna a Weimar (1926) sotto Otto Bartning.

Realizza i primi progetti, fra cui un modello di casa unifamiliare in legno


10x10m (Neufert-Haus), oggi sede della Stiftung Ernst Neufert.
Nel 1936 viaggia in America e conosce Frank Lloyd Wright.
Nello stesso periodo pubblica il suo Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin
(1936) che registra, sin dall‘inizio, un successo clamoroso.
Albert Speer incarica Neufert di studiare norme standardizzate per gli edifici
industriali.

Ottiene la cattedra di Baukunst alla Hochschule di Darmstadt (1946).


Apre un suo studio con ampio successo professionale.

La sua architettura resta confinata nei limiti di un funzionalismo razionale ed


oggettivo, anti-monumentale, strettamente influenzato dall‘insegnamento del
Bauhaus e dalla vicinanza all‘architettura moderna di Gropius.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

L‘uomo, misura di tutte le cose


Rapporti proporzionali e geometrici (canone) nel corpo umano.

Il manuale di Neufert deve il suo enorme successo editoriale alla semplicità ed


alla manegevolezza della sua struttura. Gli argomenti vengono trattati con una
descrizione breve ma precisa, con una grande quantità di illustrazioni, disegni e
schemi (quasi 4.000). Il libro affronta, nelle sue poco meno di 300 pagine, tutti
i temi ricorrenti di progettazione edile ed architettonica, dal più semplice al più
complesso, configurandosi come un compendio estremamente efficace di
letteratura scientifica e, insieme, di pratica professionale. Le immagini sono
collegate ad un insieme di richiami nel testo. Di grande efficacia, infine, la
riproduzione di disegni architettonici di edifici effettivamente realizzati.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Rapporti di massa
La teoria armonica delle misure come base tecnico-scientifica del progetto
moderno di architettura.
Nella illustrazione di principi generali della composizione, Neufert richiama le
teorie proporzionali storiciste elaborate da August von Thiersch (1843-1917) e
sviluppate da Theodor Fischer (1862-1938).
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Isolamento termico
Calcolo della resistenza termica e del punto di condensa nelle murature,
con o senza isolamento.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Persone. Misure ed esigenze di spazio


Misurazione del corpo umano e determinazione delle dimensioni minime in
relazione ai movimenti ed alle funzioni.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Scale
Tipi di scale e corrimani.
Calcolo della inclinazione necessarie per rampe e scale.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Spazi per deposito e pulizia


Dimensione degli utensili e degli attrezzi domestici e possibili configurazioni
degli arredi.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Cucine. Attrezzature.
Dimensione delle attrezzature per la cucina domestica e studio per i relativi
spazi di uso.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Camere da pranzo. Disposizione


Tipi, misure, organizzazione degli spazi per mangiare.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Camere da letto. Disposizione dei letti


Studio organizzativo sugli spazi per il dormire e definizione dei diversi tipi.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Camere da letto
Dimensioni delle camere da letto in funzione della distribuzione,
dell‘orientamento e della superficie disponibile.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Case da affitto. Casi speciali


Caratteri distributivi degli edifici residenziali compatti.
Tipologie di piante ed esempi realizzati.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Edifici per uffici. Suddivisioni dello spazio


Misure degli spazi lavorativi e studi tipologici di aggregazione.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Fattorie. Stalle per cavalli


Misure e dimensioni degli animali da allevamento.
Distribuzione razionale e dimensioni minime per la costruzione di stalle e cucce
per cani.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Teatri e grandi sale. Nuove direzioni e obiettivi


Calcolo grafico della curva di visibilità.
Studio die tipi e citazione di esempi costruiti in Euroapa e all‘estero.
Ernst Neufert, Bau- Entwurfslehre, Bauwelt, Berlin, 1936.

Impianti per atletica leggera


Dimensione delle tribune e calcolo grafico dell‘inclinazione per la visibilità ideale
degli spettatori.
Il Manuale dell‘Architetto italiano nasce a cura del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dell‘USIS (United States Information Service).
Nella foto: Biagio Bongioannini, Mario Ridolfi, Pier Luigi Nervi e Bruno Zevi (1946) in una seduta di lavoro per la stesura del volume.

L‘Italia si prepara alla fatica della ricostruzione post-bellica e al boom economico degli anni ’50.
Anticipato parzialmente dal lavoro divulgativo compiuto da Irenio Diotallevi e Franco Marescotti, con la loro raccolta di dettagli costruttivi, pubblicata prima da
<<Casabella>> (1942) e successivamente dall‘Editoriale Domus (1944), nasce il nuovo manuale italiano per gli architetti.
A differenza del manuale di Neufert, il manuale italiano nasce come prodotto collettivo di un gruppo che contava alcuni fra i migliori tecnici e progettisti del tempo. La sua
struttura è orientata all‘esercizio professionale e contiene un ventaglio molto ampio di temi ed argomenti, trattati da specialisti.
La grafica curata dei testi e la originale struttura a fogli-scheda estraibili ed aggiornabili ne fanno un modello insuperato di praticità e bellezza editoriale.
AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Frontespizio.
AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

I membri del comitato organizzativo e di quello esecutivo; gli esperti esterni.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

L‘impaginazione grafica, bella ed efficace, ricorda da vicino la tecnica di


impaginazione della <<Casabella>> degli anni ’30.
AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Architettura e professione: i protocolli di incarico.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Standardizzazione del disegno tecnico ed esecutivo.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Strumenti classici dell‘architetto: la prospettiva.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Grafica e Lettering.
AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Architettura per i nuovi quartieri di edilizia sociale: lo studio dell‘irraggiamento


solare e la determinazione dell‘asse eliotermico.
AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

I sistemi statici elementari col calcolo risolto delle tensioni.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

I sistemi costruttivi: tecnica delle costruzioni per le travi in cemento armato


gettato in opera.
AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

I sistemi costruttivi: le strutture americane in legno Ballon Framing.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

La costruzione a regola d‘arte: le scale e il calcolo delle pendenze.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Gli infissi: disegno di elementi per infissi normalizzati in legno.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Gli infissi: il Ferrofinestra.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

L‘uomo e le sue misure; i canoni antropometrici e la sezione aurea.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Elementi di arredo: ergonomia e progetto della seduta.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Arredi in legno: abaco dei possibili nodi normalizzati.


AA.VV., Manuale dell‘Architetto, CNR e USIS, 1946.

Progetto architettonico e tipologia: impianti sportivi per il calcio e l‘atletica


leggera.
Il CNR continuerà a pubblicare il Manuale dell‘Architetto in altre due edizioni, di
cui l‘ultima, la terza (1962), si trova ancora oggi sul mercato, anche in copie
anastatiche (dal 1985) molto economiche.

Successivamente il Manuale dell‘Architetto non verrà più aggiornato.


In tempi più recenti si sono aggiunti una serie di pubblicazioni analoghe,
sebbene con caratteristiche e finalità diverse.
Luca Zevi (a cura di), Il Nuovissimo Manuale dell‘Architetto, 2 voll., Mancosu, Roma, 2014 [2003].
Mario Zaffagnini (a cura di), Manuale di Progettazione edilizia, vari voll. Hoepli, Torino, dal 1992 in poi.

Queste pubblicazioni non hanno incontrato il favore del pubblico per il costo elevato, la scarsa praticità di consultazione (molti
volumi) e la necessità di continui aggiornamenti normativi. Oggi, infatti, è probabilmente indispensabile pensare ad edizioni
digitali on-line, almeno per la parte che necessita di adeguamento normativo e professionale.
Le immagini presenti in questa dispensa provengono da varie fonti ed hanno scopo esclusivamente didattico.
È proibita la loro riproduzione e/o divulgazione in qualunque forma senza l‘autorizzazione scritta degli autori.

il Manuale dell‘Architetto
dal trattato al manuale

gianluca frediani | laboratorio di progettazione architettonica 1C | a.a. 2017-2018