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VILLA MÜLLER

Adolf Loos
Praga, 1928-1930

Costruita in un quartiere residenziale ai margini di Praga, su un terreno in


pendenza, in una posizione dalla quale si gode del panorama della città,
casa Müller rappresenta una tappa nella ricerca di Loos: i temi che vengo-
no qui sviluppati riallacciano questa casa alle esperienze precedenti, ne
costituiscono una evoluzione, e aprono verso nuovi percorsi di ricerca
interrotti dalla malattia prima e dalla morte poi.
Lo sviluppo della pianta nelle tre dimensioni (Raumplan) è qui portato ad
un livello mai raggiunto in precedenza, andando ben al di là della sempli-
ce economia dello spazio, più volte indicata da Loos come necessità del-
l’agire moderno, perché qui egli opera una continua distinzione fra i vari
momenti della vita domestica e, contemporaneamente, una unificazione
dello spazio mettendo gli ambienti in relazione fra loro, con un incessante
lavoro sui materiali, sui colori, sulla luce e sulla qualità.
L’esterno ripropone la forma del cubo, involucro protettivo assoluto, estra-
neo all’interno dal quale si differenzia per morfogenesi e qualità; l’anoni-
mato della vita metropolitana da un lato e l’intima natura di un modello di
vita domestica dall’altro.
La configurazione della pianta non è, nei suoi termini generali, molto di-
versa da quella di altre opere precedenti: ritroviamo la centralità del sog-
giorno rispetto agli altri ambienti della zona giorno, ma nuovi temi, come
quello della percezione degli ambienti in successione e della promenade
lungo le scale e attraverso gli spazi, danno nuovi significati allo spunto
originario. Anche il colore, impiegato da Loos nelle ultime opere dispie-
gando una vastissima gamma cromatica, costituisce un vero e proprio tema,
uno strumento di controllo della qualità dello spazio volto a sottolineare il
carattere di ciascuno degli ambienti della zona giorno. Lo stesso F. Müller
ha descritto nel 1930 la gamma dei colori e dei materiali della casa. Mar-
mo cipollino di Sion verde con riflessi, rossastri, gialli e blu nel soggiorno
e nella scala; intonaco bianco, tende gialle, divano rosso violetto, tappeto
tendenzialmente blu nel soggiorno; ebano, piano del tavolo in sienite, ten-
de gialle, radiatori rosso carminio, scaffali in ottone lucido su fondo a
specchi nella sala da pranzo; montante in ebano scuro e gradini in quercia
chiara nelle scale; rivestimento in legno di limone, divano blu chiaro con
rose gialle, specchi, nel boudoir della signora Müller; ebano rosso, rivesti-
mento del camino in piastrelle decorate di Delft, specchio a riquadri sopra
il camino, divani in cuoio rosso, nella biblioteca; tappezzeria verde, corni-
ce gialla, armadi a muro, linoleum rosso nella camera dei figli; armadi blu,
pareti gialle, linoleum rosso nella stanza giochi; tappezzeria in sta con fili
d’argento, mobili e profili in verde smeraldo e nero, stampe giapponesi
colorate, sedie in giunco con cuscini, soffitto bianco pavimento rosso vi-

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naccia nella sala da pranzo estiva all’ultimo piano.
La sinfonia cromatica accompagna l’ininterrotto contrappunto spaziale,
suscitando stati emozionali diversi, legati alla vita della casa ed alla sensi-
bilità della percezione dell’osservatore. Robert Scheu, fratello di Gustav,
amico ed estimatore di Loos e della sua architettura, paragonò il soffitto
blu scuro del vestibolo al «cielo di una notte veneziana».
Così come l’interno comunica, l’esterno tace, con il suo intonaco bianco e
l’astratto disegno delle aperture, dei telai e delle terrazze.
Nella facciata principale sulla strada alta, ove una nicchia segnala l’in-
gresso, una composizione simmetrica viene accennata e poi negata, men-
tre la fascia piena della parte alta ribadisce la chiusura della casa verso il
mondo esterno; il fronte opposto sulla strada bassa è caratterizzato dalla
presenza delle terrazze, la più alta delle quali - ove affaccia la sala da
pranzo estiva - non è visibile dalla strada; la sporgenza della sala da pran-
zo, che domina il fronte est, ricorda la soluzione della facciata su strada di
casa Moller, ma qui non ritroviamo la ricerca della simmetria e della rego-
larità assoluta, perchè, pur con un certo ordine, le aperture e il profilo
delle terrazze seguono la logica distributiva dell’interno; anche sul fronte
ovest, dove si trova l’accesso al garage, le aperture non seguono uno
schemrigido.
Il percorso attraverso lo spazio interno inizia quando, dopo aver superato
il vestibolo, un atrio, e una scala a gomito, ci si trova su un pianerottolo al
livello del soggiorno e affacciato su di esso, dal quale parte il sistema delle
scale, illuminate dall’alto, che porta ai vari livelli della zona giorno e alle
camere da letto. Sei gradini più un settimo portano alla sala da pranzo,
materialmente separati dal soggiorno dalla parete-filtro in marmo verde
«dai netti tagli geometrici» (Gravagnuolo), che permette la visione del
sistema delle scale. La sala è aperta sul soggiorno, con il quale stabilisce
una percepibile relazione, fatta soprattutto di qualità spaziali e cromati-
che. Salendo altre due serie di quattro gradini si giunge al boudoir della
signora Müller diviso in due parti da un dislivello di tre gradini: nella metà
più alta si trova la zona di conversazione dalla quale è possibile osservare
il soggiorno attraverso una finestra interna allungata, nella metà più bassa
vi è la zona lettura, e da qui si può scendere direttamente al soggiorno.
La scala prosegue salendo alle camere da letto oppure scendendo quattro
gradini giunge alla biblioteca che è l’unico ambiente completamente iso-
lato dagli altri.
I collegamenti verticali sono anche garantiti da un ascensore, nonché da un
vano scale di servizio che serve tutti i piani collocato in prossimità del vesti-
bolo.
Le camere da letto e gli ambienti connessi sono tutti allo stesso livello: camera
da letto dei signori Müller con annessi spogliatoi, camera da letto dei figli
comunicante con la stanza giochi, camera degli ospiti, camera della gover-
nante, servizi; all’ultimo piano vi è una ulteriore camera da letto e la sala da
pranzo estiva affacciate sulla terrazza.
Dal vestibolo una scala porta al livello del seminterrato, dove si trovano la
caldaia, la lavanderia, la stireria, il garage e l’alloggio dell’autista, le cantine.

(Giovanni Denti)
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Bibliografia

G. Denti, S. Peirone, Adolf Loos. Opera Completa, Officina, Roma, 1997,


pp. 237-242.
G. Denti, Villa Müller, Alinea, Firenze, 1999.
V. Girsa, M. Hanzl, Renovation work on Müller’s Villa in Prague, in “Ar-
chitekt” n. 7, 2000.

Le fotografie degli esterni sono di Leonina Roversi, le fotografie degli


interni sono riprese da “Architekt” n. 7, 2000.

A sinistra: pianta quota ingresso e soggiorno; a destra: pianta quota sala da pranzo,
boudoir e biblioteca

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A sinistra: pianta quota camere da letto; a destra: pianta quota sala da pranzo estiva e
terrazza

Sezione longitudinale

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Aggetto della sala da pranzo

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Soggiorno

Boudoir della sig.ra Müller

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Particolare delle scale della sala da pranzo

7
Sala da pranzo estiva