Sei sulla pagina 1di 177

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI SASSARI

FACOLT DI LETTERE E FILOSOFIA

Corso di Laurea Magistrale in Archeologia e Scienze dellAntichit

ASPETTI E PROBLEMATICHE DEL RITUALE


FUNERARIO DI ET NURAGICA

Relatrice:
Prof.ssa Anna Depalmas
Correlatrice:
Dott.ssa Stefania Bagella
Tesi di Laurea di:
Isabella Atzeni

Anno Accademico 2010-2011

A Simone,
che voleva raggiungere
questo traguardo

INDICE

Premessa

1. Le tombe dei giganti

2. La ceramica vascolare

15

2.1. Le forme ceramiche

16

2.2 La decorazione

23

3. Tombe di giganti nel Nord Sardegna

24

3.1. Li Lolghi, Arzachena (OT)

25

3.2. Coddu Vecchiu, Arzachena (OT)

38

3.3. Li Mizzani, Palau (OT)

46

3.4. Le tombe di giganti del Nord Sardegna a confronto

53

4. Tombe di giganti nel Centro Sardegna

60

4.1. Iloi, Sedilo (OR)

61

4.2. Bidistili, Fonni (NU)

76

4.3 Palatu, Birori (NU)

86

4.4. Le tombe di giganti del Centro Sardegna a confronto

90

5. Tombe di giganti nel Sud Sardegna

96

5.1 S. Cosimo, Gonnosfanadiga (CA)

97

6. I rituali funerari nelle tombe dei giganti


6.1. Camera

104
107

6.1.1. Corredo funerario

107

6.1.2. Svuotamento camera

111

6.2. Esedra

112

6.2.1. Esedra: spazio rituale

113

6.2.2. Il rito dellincubazione

116

6.2.3. Preferenza dellarea a destra dellesedra

118

6.2.4. I materiali. Banchetto rituale?

120

6.2.5. Frantumazione rituale

122

6.2.6. Le offerte

123

6.2.7. Culto delle acque nelle tombe di giganti?

125

7. Il materiale archeologico: documentazione grafica

132

7.1. Li Lolghi, Arzachena (OT)

133

7.2. Coddu Vecchiu, Arzachena (OT)

136

7.3. Li Mizzani, Palau (OT)

138

7.4. Iloi, Sedilo (OR)

140

7.5. Bidistili, Fonni (NU)

158

7.6 S. Cosimo, Gonnosfanadiga (CA)

166

Conclusioni

168

Bibliografia figure

169

Bibliografia

170

PREMESSA
I sardi primitivi ebbero certo dei miti propri. Ma nellassenza di ogni
tradizione indigena, sia orale che figurata, vien meno ogni possibilit di
penetrare direttamente nel pensiero mitico proto sardo, come pure rintracciarne
le reliquie per entro al folklore odierno..
Le parole che Raffaele Petazzoni scriveva nel 1912 a proposito della
conoscenza e percezione che noi abbiamo del culto dei morti nella protostoria
riassumono i problemi che tuttoggi affrontiamo in questambito. Come pi volte
osservato per altre culture e periodi, lo stato di alterazione in cui si trovano le
tombe al momento dello scavo condiziona e limita le conoscenze che si ottengono
studiando il sito e di conseguenza anche lidea sui rituali funerari che ne deriva.1
Quali sono i dati che indicano una destinazione rituale delle tombe di
giganti? La maggior parte degli studi sulle tombe di giganti e i rituali funerari si
basano sullarchitettura del monumento e sui suoi componenti. Per tale ragione si
pensato di basare questo elaborato sul materiale archeologico, sulla sua
presenza/assenza, posizione e tipologia. Attraverso questo lavoro di ricerca si
vuole migliorare la nostra conoscenza sulluso e la funzione delle tombe di
giganti.
Un primo capitolo descrive i caratteri generali delle tombe dei giganti, dalle
tecniche costruttive alla descrizione dei diversi elementi della struttura: copertura,
camera, esedra.
A questo segue un capitolo sulle ceramiche vascolari in cui sono elencate e
descritte le fogge ritrovate nei monumenti esaminati in questo elaborato. Sono
state suddivise secondo la semplicit/complessit, altezza e profondit. Il capitolo
stato pensato allo scopo di permettere un immediato riconoscimento delle

MELIS 2000, p. 136.

caratteristiche funzionali e strutturali delle forme ceramiche trattate nei vari


capitoli. fondamentale la funzione attribuita a ciascuna classe poich su di essa
si basano alcune delle teorie sui rituali funerari.
Successivamente, sono descritte le sette tombe di giganti suddivise secondo
la zona geografica di appartenenza. La scelta dei siti si basata sulle informazioni
a disposizione per ciascuno: per il Nord Sardegna Li Lolghi e Coddu Vecchiu nel
territorio di Arzachena, Li Mizzani a Palau; per il centro Iloi 2-Sedilo, BidistiliFonni, Palatu-Birori; per il Sud Sardegna S. Cosimo-Gonnosfanadiga.
Questultima lunica del meridione la cui documentazione sia utile ai fini di
questa ricerca. Tombe di giganti come Is Concias-Quartucciu e GoronnaPaulilatino sono state oggetto di scavi in un momento in cui limpostazione della
ricerca molto diversa da quella attuale. Conseguentemente anche le
pubblicazioni sono molto lacunose. Mancano dati fondamentali come la posizione
originaria dei ritrovamenti, il numero degli stessi e un loro approfondito studio. Di
entrambi i siti si sono persi i materiali archeologici.
Le sezioni riguardanti le tombe di giganti del centro e del Nord Sardegna
terminano con un capitolo di confronto. In esso i risultati acquisiti per ognuno dei
monumenti situati in quella zona della Sardegna sono messi a confronto al fine di
tracciare un quadro dinsieme dellarea. Il lavoro non stato eseguito per il Sud
Sardegna, poich stato possibile inserire nel catalogo un unico sito.
Le informazioni raccolte in questa parte dellelaborato hanno permesso la
stesura dellultimo capitolo, nonch il pi importante. I dati ottenuti infatti sono
ripresi e applicati ai fini della redazione di ipotesi e teorie sui rituali funerari. Ci si
interessati di dare forma e significato al corredo funerario e ai molteplici usi
dellarea dellesedra. stata collegata la scelta architettonica del monumento con
la funzione rituale. Cos facendo si delineato il pensiero religioso di et nuragica
riferito allaspetto funerario.

CAPITOLO 1

LE TOMBE DEI GIGANTI

1.1. LE TOMBE DEI GIGANTI


Le tombe di giganti sono monumenti megalitici esclusivi della Sardegna.
Sono il risultato ultimo di una maturata evoluzione dellarchitettura funeraria,
cominciata nellaspetto culturale di Ozieri con i dolmen e continuata nella facies
Bonnanaro dalle alles couvertes.
I dolmen sono tombe epigeiche, caratterizzate da ortostati sormontati da una
o pi lastre di copertura. Le alles couvertes sono strutture pi complesse,
costituite da una lunga camera rettangolare, absidata nella parte finale. La
copertura della cella realizzata con lastroni orizzontali poggianti sulle pareti. Le
analogie delle alles couvertes con le successive tombe di giganti sono visibili
nella stessa camera. Esempi di tale evoluzione architettonica sono due tombe di
Arzachena, Li Lolghi e Coddu Vecchiu,2 e una di Olbia, in territorio di Su Monte
e sApe3.
Il numero di tombe di giganti conosciuto aumentato e continua tuttora a
crescere in connessione con linteresse verso questo monumento. Stefania Bagella
nel 2007 ha pubblicato un interessante articolo in cui evidenzia questo fenomeno.
Se nel XIX secolo si conoscevano quaranta tombe, nel 1954 Zervos ne conta
centocinquanta, fino allultimo censimento del 2003 in cui la stessa Bagella ne
documenta ottocento (fig. 1).4 Quasi la met delle tombe sono concentrate nel
nuorese. Si documenta la minore incidenza nel Sud Sardegna, nel cagliaritano e
nel Sulcis-Iglesiente (graf.1).

Vedi capitolo 3.2.


LILLIU 2003, p. 333.
4
BAGELLA 2007, pp. 348-351.
3

OR
23%

CA
9%

SS
20%

NU
48%

Grafico 1. Frequenza delle tombe di giganti nelle diverse province sarde.

Delle circa ottocento tombe di giganti conosciute in Sardegna, poche sono


quelle che stato possibile restaurare completamente. Tra queste eccezioni vi
sono la tomba di giganti di Is Concias-Quartucciu (Cagliari) e Madau 2 e Madau
3-Fonni (Nuoro). La maggior parte delle tombe di giganti priva di copertura e di
parte o di tutto lalzato. In alcuni casi il motivo della precariet del sito da
ricercarsi nellusura del tempo e nellazione degli agenti atmosferici. In molti altri
tuttavia la causa principale stata luomo, il quale ha deturpato il monumento alla
ricerca di tesori o di materiale da costruzione.
Per ricostruire lintero monumento megalitico ci si quindi affidati alla
riproduzione in roccia a grandezza naturale che si riscontra nel prospetto
architettonico di una cinquantina di ipogei in una vasta zona del sassarese (Sa
FiguIttiri; Molaf-Sassari; Sas PuntasTissi, Sennori-Oridda). Sono tombe
ipogeiche, la cui camera fu ricavata nella roccia, come domus de janas.
Diversamente da queste per, allesterno hanno riprodotta la stele in
corrispondenza dellingresso. Anche lesedra pu essere riprodotta nella parete
rocciosa, oppure pu essere aggiunta secondo le modalit delle tombe epigeiche.
Un esempio la tomba di Oridda, Sennori, in cui lesedra di tipo a filari.
Nel manuale di E. Contu6 sono illustrate le tecniche murarie documentate
durante la Civilt Nuragica: ciclopica e isodoma.

BAGELLA 2007, p. 353.

La tecnica ciclopica, detta anche poligonale, prevede luso di conci non


lavorati, o solo squadrati. Fu adoperata per la costruzione di strutture militari e
civili.
La tecnica isodoma invece caratterizzata da unaccurata lavorazione dei
conci, particolarmente rifiniti nella faccia a vista. Questa tecnica caratterizza le
strutture di culto e la parte pi alta dei nuraghi.
In ambito funerario la tecnica maggiormente diffusa la ciclopica, almeno
fino al Bronzo Finale. In questo periodo aumentano le sepolture costruite tramite
tecnica isodoma.
Per erigere le tombe di giganti furono usate due tipi di tecniche costruttive:
1. A filari. Prevede conci disposti in file orizzontali. I filari pi alti si
restringono cos da creare parte del soffitto e fare da appoggio alle
lastre di copertura. la stessa tipologia utilizzata per la costruzione
dei nuraghi.
2.

A ortostati. Lastre di grandi dimensioni sono infisse a coltello nel


terreno. Sono aggettanti verso linterno cos da creare un appoggio
stabile per le lastre di copertura, le quali sono di dimensioni
maggiori rispetto a quelle usate nelle camere con paramento a filari.
questa la tipologia costruttiva usata per la realizzazione delle
alles couvertes.7

Le due tecniche furono utilizzate sia per la realizzazione delle camere sia
per le esedre. Generalmente, le tombe di giganti con camera a filari presentano
anche lesedra a filari. Nel caso di tombe con camera a ortostati, invece, non
sempre lesedra ortostatica. Il vano tombale di Coddu Vecchiu, ad esempio,
ortostatico mentre lesedra a filari. Questa commistione di tecniche pu essere
6
7

CONTU 1997, pp. 477-481.


CONTU 1997, pp. 616-652.

collegata alle due fasi costruttive della tomba, alle couverte e tomba di giganti.
Le fasi costruttive del monumento sono connesse a due periodi differenti: fine del
Bronzo antico (aspetto culturale Bonnanaro) e Bronzo medio (Civilt Nuragica).
In conclusione, si pu affermare che la tipologia a ortostati anteriore a quella a
filari8, la quale si pu anche considerare come la tecnica costruttiva tipica del
periodo Nuragico. Anche la tomba di Li Lolghi era unalle couverte.
Diversamente da Coddu Vecchiu, lesedra, aggiunta durante il Bronzo medio, fu
costruita secondo tecnica a ortostati. Le considerazioni a riguardo possono essere
due:

Il monumento di Li Lolghi pass da alle couverte a tomba di


giganti in una prima fase della Civilt Nuragica, fase di passaggio, in
cui ancora si sperimentavano nuovi tipi costruttivi. Il passaggio da
alle couverte a tomba di giganti del sito di Coddu Vecchiu, invece,
avvenne in un periodo in cui la Civilt Nuragica era gi affermata e
le modalit costruttive gi consolidate.

Nonostante lintroduzione della nuova tecnica a filari, si continu a


utilizzare la precedente tecnica a ortostati, almeno durante il primo
periodo della Civilt Nuragica. Si tratterebbe in questo caso di una
coesistenza delle due tecniche costruttive.

La tomba di giganti costituita da un vano rettangolare che ha la funzione


di camera sepolcrale. La parete posteriore conformata ad abside. La camera,
poteva essere cinta da un secondo paramento, il quale in alcuni casi segue le
forme della tomba, inglobando anche le ali dellesedra. Lo spazio tra i due
paramenti era spesso riempito da pietre di piccole dimensioni.9 In alcuni casi il
pavimento ottenuto tramite la posa di lastre di grandi dimensioni sul battuto
naturale. Nel caso di Iloi 2-Sedilo tali lastre si alternano a spazi in cui affiora la
roccia. Le intercapedini sono riempite da un legante.
8
9

MORAVETTI 1990, p. 121.


questo il caso della tomba di giganti di Bidistili, Fonni.

La fronte della camera occupata dallesedra. Essa pu essere semicircolare


o pi raramente circolare.
Lesedra semicircolare del tipo a ortostati si compone di una serie di lastre
aventi altezza decrescente dal centro verso i lati. Lortostato centrale coincide con
lingresso e con la stele, la quale pu essere centinata. Anche negli esemplari di
esedra a filari, le due ali hanno unaltezza decrescente. Lingresso della cella
ricavato nel filare centrale.
Nel caso della tomba 3 di Madau-Fonni le ali dellesedra sono chiuse a
cerchio da una fila di pietre, di medie dimensioni. Sembra esserci, dietro questa
scelta costruttiva, lintenzione di racchiudere, cingere larea destinata al culto e ai
rituali (fig. 3).10
In alcune tombe di giganti presente un bancone-sedile che percorre la
lunghezza dellesedra (fig. 4). Nel caso delle tombe con esedra ortostatica si pu
pensare a una soluzione architettonica che migliori la stabilit degli ortostati.
Nellesedra a filari invece doveva svolgere un ruolo esclusivamente cultuale.11
Lingresso del vano corrisponde alla lastra centrale dellesedra. largo in media
m 0,56. In pochi casi documentata la lastra di chiusura, come Iloi 2-Sedilo. Tale
sportello rettangolare e presenta in ogni lato (esclusa la base) un incasso,
funzionale allinserimento della lastra nellapertura.
La maggior parte delle tombe orientata secondo lasse Nord-Sud, con
facciata rivolta a Sud.
Per quanto riguarda la copertura, essa pu essere:

Piattabandata. realizzata con lastre disposte orizzontalmente e


poggianti sulle pareti. Nelle tombe con paramento murario a filari,

10
11

Largomento sviluppato esaustivamente nel capitolo 6.


Si tratter il problema della banchina nel capitolo 6.

10

gli ultimi erano costituiti da pietre di minori dimensioni rispetto ai


conci dei primi livelli. Un esempio Iloi 2-Sedilo.

La copertura tronco-ogivale piattabandata ottenuta tramite la posa


delle lastre di copertura sullultimo filare delle pareti, le quali sono
inclinate verso linterno della camera, a tronco di ogiva.

La copertura ogivale costituita dagli ultimi filari delle stesse pareti


laterali. Esse hanno uninclinazione crescente verso lalto, che
comporta laccostamento degli alzati. Sopra i conci superiori sono
infine disposte orizzontalmente alcune lastre di maggiori dimensioni.
il caso di Is Concias-Quartucciu.

Nel suo elaborato sulle tombe di giganti Moravetti indica un excursus


cronologico in base alla tipologia.12
La tomba a struttura ortostatica pi antica di quella a filari. La prima,
ascrivibile al Bronzo antico diffusa nella Sardegna centro-settentrionale. Sono
pochi invece questi monumenti nellarea meridionale. Questo tipo tombale
definito anche dolmenico, poich la sua struttura deriva dal dolmen e dallalle
couverte.
La tomba con struttura a filari senza stele centinata sembra potersi datare
intorno al XVI sec. a. C. con lavvio del Bronzo medio13. Questo tipo di tomba
sembra maggiormente documentata nella Sardegna centro-meridionale. Derivano
dagli stessi nuraghi, con i quali hanno in comune luso della tecnica a filari.

12
13

MORAVETTI 1990, p. 121.


TANDA 1995, pp.57-66.

11

Figura 1. Distribuzione delle tombe di giganti nel territorio sardo .

12

Figura 2. Particolare dellala sinistra dellesedra di Madau 3, Fonni.

Figura 3. Tomba di giganti di Madau 3, Fonni. Particolare dellesedra e della contro-esedra.

13

Figura 4. Tomba di giganti di Madau 3, Fonni. Particolare del bancone sedile.

14

CAPITOLO 2

LA CERAMICA VASCOLARE

2.1. LE FORME CERAMICHE


La classificazione delle forme vascolari , in alcuni casi, difficilmente
applicabile. Come sostenuto da Renato Peroni, la distinzione in forme aperte e
chiuse puramente convenzionale, ambigua e insoddisfacente, ma risulta
difficile farne a meno.14 Questo lavoro ne esempio e prova. Difficilmente si
sarebbe potuto procedere allanalisi dei documenti senza una classificazione dei
materiali. La catalogazione si basa su uno schema in alcuni casi definito per
convenzione.
Ci che maggiormente interessa la funzione, la destinazione del singolo
manufatto. Si quindi deciso di procedere ad una prima suddivisione del
materiale ceramico in forme aperte e chiuse. Come sottolinea Peroni,
comunemente nelle forme aperte si identificano le ceramiche usate per bere e
mangiare, mentre quelle chiuse per cuocere e versare. In tal modo si inserirebbero
tegami e teglie tra le forme chiuse. Se invece si usa come metodo distintivo il
rapporto altezza/diametro allimboccatura (1:1 forme aperte; >1:1 forme chiuse)
il bicchiere sar forma chiusa, lurna forma aperta.15 Per ovviare il problema, si
deciso di considerare sia laspetto morfologico, maggiormente usato per la
classificazione, insieme a quello funzionale. Ulteriore fattore distintivo il
rapporto altezza/diametro, facendo per delle eccezioni per bicchiere, poculo,
boccale.
Lo studio del materiale bibliografico su scavi editi pu creare un disagio
quando devono essere incrociati i dati con quelli di altri siti archeologici. Nelle
pubblicazioni un archeologo pu definire teglia ci che un altro studioso
definirebbe tegame. Lo stesso problema si incontra nella distinzione delle classi
ceramiche. Essendo fondamentale per questo lavoro la catalogazione del materiale
archeologico, si deciso di utilizzare per la nomenclatura e la classificazione il

14
15

PERONI 1994, p.106.


PERONI 1994, p.106.

16

manuale Campus- Leonelli.16 Nel suddetto manuale sono state usate come
esempio ceramiche provenienti da alcuni siti esaminati in questo lavoro. Le altre
forme, ove possibile, sono state confrontate con le schede del testo, utilizzando la
stessa classificazione e nomenclatura.
ELENCO FOGGE
Spiana: la forma ceramica pi semplice, bassa e aperta. un disco di ceramica
con pareti poco o per niente sviluppate. Erano quasi certamente
ceramiche da fuoco, usate per la cottura di focacce.17 Presentano, in molti
casi, le impronte di stuoia o canestro sul fondo. Si dividono in due
classi:18

bordo a profilo rettilineo


bordo a profilo convesso

Teglia/Tegame: erano ceramiche da fuoco, usate per la cottura di cibi. Potevano


avere anche funzione di vassoi. Si dividono in due classi:19
a fondo non distinto
a fondo distinto profilato
Il termine teglia non usato in ambito sardo. Si predilige luso
del solo termine tegame, poich richiama immediatamente una
forma specifica, caratterizzante il Bronzo sardo. La distinzione
tra teglia e tegame invece diffusa nella penisola italiana. La
differenza data dalla profondit, mentre funzione e
caratteristiche sono le medesime.
Non essendo presente una classificazione del materiale sardo
ben definita20 nellelaborato a cura della Cocchi Genick si
definiscono teglie le forme sotto i cm 5 di altezza, i tegami
16

CAMPUS, LEONELLI 2000a.


PERONI 1994, p.110.
18
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 1.
19
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 1.
20
Nello stesso Campus, Leonelli 2000a si distinguono le due categorie ceramiche, per non si fa
riferimento al metodo di distinzione usato.
17

17

forme con altezza superiore ai cm 5.21 Anche per questo lavoro


si deciso di creare un modello basato sulle altezze dei singoli
materiali, le quali sono state inserite in un database. Lanalisi si
prefissa di evidenziare leventuale lacuna nelle serie
dimensionali delle due classi e di individuare quindi il
discrimine naturale tra la teglia e il tegame. Il risultato della
ricerca stato invece la scoperta di una uniformit dei dati.
Sotto i cm 6 non presente alcuno stacco. opinione della
scrivente che questo dato indichi che teglia e tegame
appartengano alla stessa categoria vascolare e che la differenza
di nomenclatura sia pi una necessit letteraria che una diversit
reale. Nei capitoli successivi saranno considerati ununica
categoria. Se pur sbagliata questa conclusione, non danneggia il
lavoro poich teglia e tegame svolgono la stessa funzione e,
oltre allaltezza, hanno le medesime caratteristiche.
Piatto: una forma bassa e semplice usata per mangiare. rara in Sardegna
durante il periodo Nuragico, meglio conosciuta nel Neolitico recente.22
Nel manuale del Campus-Leonelli non presente. La tomba di giganti di
Li Mizzani ne ha restituito uno, di tipo miniaturistico, troncoconico.23
Coperchio: si parla di coperchi solo per quei materiali che assolvevano
unicamente questa funzione. Sono documentati in Sardegna piatti e
scodelle usati anche con la funzione di coperchio.24 Non presentano
concavit nella parete interna.25 I coperchi non sono divisi in classi.

21

COCCHI GENICK 1999, p. 498.


MELIS 2000, p. 20.
23
Capitolo 3.3.
24
PERONI 1994, p. 110.
25
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 95.
22

18

Coppa di cottura: una forma convessa, spesso carenata. In alcuni esemplari


sotto lorlo sono presenti dei fori. simile alla teglia/tegame
dalla quale si differenzia dal fondo.
Scodellone: si differenzia dalla scodella per le maggiori dimensioni, mentre la
funzione era la stessa. In base al tipo di orlo si suddivide in:
orlo semplice
orlo a tesa interna
orlo a tesa esterna
orlo svasato
Bacino o bacile: una forma profonda, di grandi dimensioni, spesso provvista di
due o quattro grandi anse a gomito rovescio. tipica del Bronzo
finale/prima et del Ferro. La presenza delle anse sembra indicare un
utilizzo legato alle bevande.
Scodella: era usata per mangiare cibi solidi. Priva di anse, pu avere qualche
bugna non funzionale.26 Si dividono in sei classi:27
troncoconiche
a calotta
emisferiche
a

profilo

superiormente

convesso

inferiormente rettilineo
a profilo superiormente convesso e orlo
rientrante
a profilo angolare
Scodella passante a ciotola: una scodella munita di ansa, la quale indicherebbe
lazione del bere. Oltre che per mangiare cibi solidi,
26

ANSA:la luce(parte interna aperta) abbastanza ampia da permettere linserimento del dito.
ELEMENTI DI PRESA: bugne; linguette. Possono avere o no il punto di luce.
27
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 177.

19

veniva presumibilmente usata anche per bere. una


foggia intermedia caratterizzata dalla forma della
scodella e dalla presenza dellansa come la ciotola.
Le classi in cui si suddivide sono le medesime della
scodella.28
Ciotola: la prima forma complessa e ben articolata. Le ciotole possono essere
carenate o caratterizzate da gola. Diversamente dalle scodelle, sono
caratterizzate da unansa o da un manico. Venivano usate per mangiare e
bere.29 Laltezza sempre inferiore al raggio. Si dividono in tre classi:30
carenate
carena a spigolo arrotondato
a corpo arrotondato
Tazza: una forma pi profonda della ciotola, dalla quale si distingue per il
rapporto h/r. Si parla di tazza quando laltezza maggiore del raggio, ma
inferiore al diametro. Veniva utilizzata esclusivamente per bere. Quando
lansa particolarmente sviluppata si parla di tazza attingitoio
(kyathos).31 Si dividono in tre classi:32
a collo distinto
carenate
a corpo arrotondato
Poculo: una forma profonda, la cui altezza maggiore o uguale al diametro. Era
usata per bere. Si distingue dal bicchiere per la fattura pi grossolana,33
dal boccale per lassenza di unansa sviluppata. Non si suddivide in
classi.
28

CAMPUS, LEONELLI 2000a p. 203.


PERONI 1994, p. 107.
30
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 251.
31
PERONI 1994, pp.107,108.
32
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 324.
33
PERONI 1994, p. 116.
29

20

Bicchiere: ha le stesse caratteristiche del poculo, dal quale si differenzia per la


fattura fine.34 Pu avere elementi di presa e anse poco sviluppate.
Anche i bicchieri non sono suddivisi in classi35.
Boccale: un bicchiere caratterizzato da unansa sviluppata. Laltezza maggiore
o uguale al diametro. Era usato per attingere liquidi, versare e bere. Si
dividono in due classi:

a corpo arrotondato
carenati

Vaso a collo: una forma chiusa, profonda in cui il collo lelemento


predominante. Era usata per contenere.36 Si dividono in due
classi:
orlo non distinto dal collo
orlo distinto
Vaso carenato: una forma generalmente profonda, caratterizzata dalla carena,
elemento predominante. Era usata per contenere e cuocere
cibi.37 Rientrano in questa categoria i materiali che superano una
certa dimensione o che non presentano altri tratti distintivi che
permettano di inserirli in altre categorie.
Olla: forma profonda, chiusa ma poco complessa, usata probabilmente per la
conservazione delle derrate alimentari e idriche. Pu avere o no anse o
elementi di presa. Quattro olle quadriansate furono ritrovate nelle profondit
del pozzo del nuraghe di Lugherras, Paulilatino (Oristano). La Ferrarese
Ceruti ipotizz quindi che la tale foggia potesse essere utilizzata per
attingere lacqua.38 Si divide in tre classi:39
34

PERONI 1994, p. 116.


CAMPUS, LEONELI 2000, p. 374.
36
MELIS 2000, p.33.
37
MELIS 2000, p. 32.
38
FERRARESE CERUTI 1997, p. 295.
39
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 470.
35

21

orlo non distinto dalla parete


orlo distinto dalla parete
a colletto
Olla a tesa interna: una forma articolata, chiusa caratterizzata da orlo a tesa
interna. sempre decorata ed caratterizzata nellorlo da
due fori di sospensione atti a fermare il coperchio, il quale
non essendo stato finora ritrovato si presume fosse in
sughero o in vimini. Bench sia unolla, considerata a
parte per via delle specifiche caratteristiche. Mario Sanges e
Valentina Leonelli40 inseriscono questa tipologia vascolare
allinterno della categoria delle pissidi, le quali sono per
comunemente note per le piccole dimensioni e per il
carattere cultuale pi che funzionale.
Vasi miniaturistici: sono forme ceramiche di piccole dimensioni (inferiori ai cm
8) che riproducono forme in uso. Perdono la loro funzione
comune, acquisendo unaccezione prettamente cultuale o
ludica.41 Nel Campus-Leonelli sono suddivisi in base alla
forma che ripropongono (scodelle, boccali, brocche, vasi
quadri ansati, olle, etc).42

40

COCCHI GENICK 1999, p. 507; CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 455.


Gli esemplari ritrovati in contesti abitativi possono anche essere interpretati come giochi per
bambini.
42
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 615.

41

22

2.2. I MOTIVI DECORATIVI


La decorazione unoperazione non obbligatoria della sequenza operativa
riguardante le future forme ceramiche. Sono documentati otto tipi di tecniche
decorative, ognuna delle quali caratterizzata da diversi motivi. Pi stili possono
combinarsi e decorare uno stesso oggetto.
1.

Plastica: prevede lapplicazione di elementi plastici modellati separatamente.


Le decorazioni risulteranno in rilievo. Sono comuni le pastiglie, le
bugne, i cordoni, le nervature, le costolature.

2.

Impressa:

deriva

dalluso

di

strumenti

sul

vaso

tramite

gesto

perpendicolare/obliquo rispetto alla superficie cruda. Motivi


decorativi impressi sono cerchi, a zig-zag, a pettine o lo stesso
segno della stuoia che caratterizza spesso i fondi delle spiane.
3. Incisa: si ottiene tramite gesto parallelo alla superficie del vaso, la quale
cruda e malleabile. Si conoscono linee, solcature, segmenti, cerchi,
motivi a zig-zag.
4.

Graffita: la tecnica utilizzata la stessa dellincisione. La decorazione in


questo caso effettuata dopo la cottura delloggetto.

5.

Excisa: con gli strumenti si scava il corpo del vaso e si asportano parti della
pasta per ottenere i motivi decorativi.

6.

Incrostazione: ottenuta tramite laggiunta di pasta fissata nelle parti decorate.

7.

Pittorica: uso di pigmenti, quali ad esempio locra, sul vaso a durezza cuoio.

8.

A stralucido: realizzata lucidando con una stecca la superficie liscia del


vaso a durezza cuoio. Dal contrasto delle parti lucide sul fondo
opaco si ottengono motivi decorativi con effetti di chiaroscuro.

23

CAPITOLO 3

LE TOMBE DEI GIGANTI DEL


NORD SARDEGNA

3.1. LI LOLGHI, ARZACHENA


La tomba di Lolghi , come si gi anticipato nel capitolo 1,43 un chiaro
esempio di ristrutturazione di una alle couverte (fig. 1). La sepoltura costituita
da due camere, dette e . La prima ha una lunghezza di m 3,70 e una larghezza
da m 0,95 a m 1,44 la seconda lunga m 9,60 e larga mediamente m 1,07.45
Complessivamente la tomba lunga m 27. Il paramento esterno ortostatico
come il resto del monumento e la copertura costituita da una serie di lastre
appoggiate orizzontalmente sugli ortostati. In un secondo momento, la tomba fu
restaurata aggiungendovi lesedra, anchessa ortostatica, passando cos da un
monumento del Bronzo antico a una struttura caratteristica della Civilt Nuragica.
Lingresso della tomba orientato a Sud.
ESEDRA
Lesedra di Li Lolghi ortostatica. La corda misura m 26 circa, la freccia m
46

4,60. Non presente un bancone sedile.


Durante lo scavo larea fu divisa in tre settori, denominati A, B, C (fig. 1).
Larea A di m 4x2 antistante allingresso.47 Le unit stratigrafiche portate in luce
sono due. La maggior parte dei materiali fu recuperata nella seconda U.S.
Larea B a sinistra dellingresso e ha restituito pochissimi materiali.
A destra dellingresso , infine, larea denominata C, dalla quale proviene
un numero maggiore di materiali rispetto alla zona B.
I materiali sono cos suddivisi:
AREA A: n22
AREA B: n2
AREA C: n2
Altri due materiali provengono dallarea del paramento.
43

Le tombe di giganti, capitolo 1.


CASTALDI 1969, p. 4.
45
CASTALDI 1969, p. 4.
46
CASTALDI 1969, p. 8.
47
CASTALDI 1969, p. 8.
44

25

22

25
20
15
10

0
Area A

Area B

Area C

Paramento

Grafico 2. Li Lolghi Arzachena. Disposizione dei materiali nellesedra.

Il primo grafico evidenzia la netta predominanza dei materiali dalla zona a


ridosso dellentrata (area A) rispetto alle altre zone.
Dei ventotto materiali recuperati nellesedra, venti sono riconducibili a
forme ceramiche.
Nello specifico, le fogge riconoscibili sono cinque. Escludendo il coperchio,
solo una forma (lolla) prettamente chiusa. Essa anche la predominante.
Nellesedra sono presenti teglie/tegami, ciotole, tazze, olle e un coperchio (graf.
3).

FORME

ESEDRA
teglie/tegami

Aperte

Chiuse

Non diagnostici

14%

coperchi
29%

29%

3%
4%

ciotole

39%
32%

tazze

18%

Olle
Grafico 4. Li Lolghi Arzachena.
Suddivisione delle ceramiche dellesedra in
aperte e chiuse.

32%

Non diagnostici
Grafico 3. Li Lolghi Arzachena.
ceramiche presenti nellesedra.

Fogge

26

Nel grafico 3 le categorie ceramiche sono state divise in forme aperte e


forme chiuse. Teglie/tegami, ciotole e tazze sono state inserite tra le forme aperte,
le olle tra le forme chiuse. In questa suddivisione stato volontariamente escluso
il coperchio, non rientrando in nessuna delle due categorie. possibile osservare
la leggera maggioranza delle forme aperte sulle chiuse. questo un dato
indicativo, se si considera la differente destinazione e uso delle forme aperte e
delle forme chiuse.48
Altro dato importante la decorazione. Sul totale dei materiali ritrovati
nellesedra, tre presentano una decorazione a incisione. Sono frammenti di parete
decorati con segmenti e brevi tratti obliqui, realizzate con unghiate.49
CAMERA
Come si precedentemente detto, la tomba di Li Lolghi presenta due
camere funerarie, le quali differiscono nelle misure e nella cronologia.50 Secondo
quanto riportato da Editta Castaldi, la cella anteriore, di maggiori dimensioni
sarebbe la pi antica. In seguito sarebbe stata costruita la seconda cella, a m 0,80
pi in alto della precedente e di minori dimensioni. La nuova costruzione
andrebbe ricondotta a una mancanza di spazio nella cella principale, la quale ha
reso necessaria laggiunta di una nuova camera.51 I materiali ritrovati per
sembrano dimostrare la maggiore antichit della cella sulla (graf. 14).52
I lavori portarono in luce un totale di quarantuno materiali, sette dalla cella
, ventisette dalla cella , tre dalla zona Z (in prossimit del portello), infine
quattro frammenti di cui non si ha notizia dal solo diario di scavo (graf. 5). La
maggioranza del materiale fu ritrovata nella cella .

48

Questi appunti saranno analizzati nel capitolo sullelaborazione dei dati raccolti. Vedere anche
cap. X sulle forme ceramiche.
49
CAMPUS, LEONELLI 2000a, p. 694.
50
Vedi analisi preliminare dei dati.
51
CASTALDI 1969, pp. 12, 13.
52
Il discorso stato approfondito nel paragrafo Analisi preliminare dei dati.

27

Oltre i materiali fittili, predominanti, sono presenti anche un pendaglio


litico, uno osseo e il frammento di una punta di cuspide in rame o bronzo (graf. 6).
I due pendagli provengono da una zona non definita della camera mentre lunico
frammento metallico proviene dalla cella . Il gruppo ceramico costituito da
trentasette materiali, successivamente analizzati.

27

30
25
20
15
7

10

5
0
Cella

Cella

Zona Z

Posizione
sconosciuta

Grafico 5. Li Lolghi Arzachena. Disposizione dei materiali nella camera.


Cella

27

Cella

Zona Z

6
3 2
Fittili

1 0 0 0

0 0 0 1

0 0 0 1

Metallici

Ossei

Litici

Posizione
sconosciuta

Grafico 6. Li Lolghi, Arzachena. Categorie dei materiali presenti nella camera.

Nella cella cinque oggetti ceramici sono riconducibili a specifiche


categorie, uno invece non diagnostico. Si riconoscono teglie/tegami, scodelle
passanti a ciotole, ciotole, poculi, boccali, olle.

28

Il grafico 7 mostra la predominanza delle scodelle passanti a ciotole. Le


altre tre categorie sono invece presenti in quantit equiparabili. La divisione delle
categorie presenti nella cella in forme aperte e chiuse stata pi difficile.

CELLA

FORME

Scodelle passanti a ciotole


Poculi
Boccali
Olle
Non diagnostici
17%

Aperte

Chiuse

Non diagnostico

5%
35%
60%

33%

17%
17%

16%
Grafico 8. Li Lolghi Arzachena. Divisione delle
ceramiche della cella in forme aperte e chiuse.

Grafico 7. Li Lolghi Arzachena. Fogge


ceramiche presenti nella cella .

I poculi e i boccali sono forme intermedie. Poich questo lavoro orientato


a cogliere la differenza degli usi si deciso di inserirle tra le forme aperte. Il
grafico 5 evidenzia la netta preponderanza delle forme aperte sulle chiuse.
Nella cella sono rappresentate pi categorie ceramiche, per un totale di
sei. La forma pi presente lolla, seguita dalla teglia/tegame, con uno scarto di

CELLA
Teglie/Tegami

Scodelle passanti a ciotole

Ciotole

Boccali

Olle

Non diagnotici

FORME
aperte

chiuse

Non diagnostici

27%
27%

43%

37%
30%

23%

7%

3%

3%
Grafico 10. Li Lolghi Arzachena.
Suddivisione delle ceramiche della cella in
forme aperte e chiuse.

Grafico 9. Li Lolghi Arzachena. Fogge ceramiche presenti


nella cella .
29

un 5%. In questo caso si hanno una compresenza e un uso equiparato di una forma
chiusa e una forma aperta. Le altre categorie, tutte forme aperte, sono presenti in
numero minimo (graf. 9). Le forme aperte sono poco pi numerose delle chiuse
(graf. 10). Nei grafici sono stati inseriti anche i materiali ritrovati nella zona Z, la
quale unarea della cella .
La presenza di due celle funerarie un caso anomalo. Anche se distinte, le
camere vanno ricondotte a uno stesso uso e una stessa funzione. Allanalisi
separata dei dati, su riportata, segue quindi lunione e comparazione degli stessi.
Si cos conseguito un quadro pi preciso e delle indicazioni pi chiare sui
materiali presenti allinterno del vano funerario. Si aggiungono ai dati delle due
celle anche quelli concernenti i materiali recuperati nella zona Z, a ridosso del
portello, e quelli di cui non si conosce lesatta posizione.
Le categorie ceramiche ritrovate nella camera sono sette: teglie/tegami,
scodelle passanti a ciotole, ciotole, poculi, boccali, olle. La forma pi
rappresentata lolla, seguita dalla teglia. Boccali e scodelle si equiparano. Le
altre categorie sono presenti in misura esigua (graf. 11). Lolla per anche
lunica forma chiusa.

CAMERA FUNERARIA

FORME

Teglie/Tegami

Aperte

Chiuse

Non diagnostici

Scodelle passanti a ciotole


Ciotole

28%
50%

Poculi
Boccali

28%

31%

22%

Olle
Non diagnostici

8%

19%

3%
8% 3%

Grafico 11. Li Lolghi Arzachena. Fogge ceramiche presenti


nella camera funeraria.

30

Grafico 12. Li Lolghi, Arzachena.


Suddivisione delle fogge in forme in
aperte e chiuse.

Nella suddivisione del grafico 12 le forme aperte sono quindi in netta


maggioranza rispetto allunica forma chiusa, 49%, contro il 21 %. Senza
considerare il 30% di materiali non diagnostici si ha un 17% delle forme chiuse,
contro l83% delle aperte.
ANALISI PRELIMINARE DEI DATI
I dati presentati nei precedenti grafici danno utili indicazioni sulle
percentuali di presenza dei materiali ceramici, nonch sullassenza di altre
categorie. Comparando ora i dati possiamo considerare che:
Categorie ceramiche

Presenza Esedra

Presenza Camera

Teglie/tegami

14%

31%

Coperchi

3%

8%

Ciotole

4%

Tazze

18%

Poculi

3%

Boccali

8%

Olle

32%

19%

Non diagnostici

29%

28%

TOTALE FORME APERTE

39%

49%

TOTALE FORME CHIUSE

32%

21%

Scodelle passanti a ciotole

31

Cos come si in precedenza osservato, le olle sono le uniche forme chiuse


sia nellesedra sia nella camera. Sono, altres, le uniche ceramiche usate per la
conservazione degli alimenti, documentate nella tomba di giganti di Li Lolghi.
Escludendo il coperchio, tutte le altre forme erano utilizzate per mangiare, bere
e/o cuocere cibi solidi.
Nello spazio dellesedra le forme aperte e chiuse pi o meno si equiparano,
con una leggera maggioranza delle prime (6% di scarto). Allinterno della camera
invece la predominanza delle forme aperte netta, lo scarto del 66%. questo
un dato importante che sar in seguito confrontato con i risultati ottenuti per le
altre tombe di giganti del Nord Sardegna e dellisola in generale.
Altro dato da analizzare riguardante i materiali fittili la decorazione.
Lunica tecnica decorativa attestata lincisione. Sono esigui gli esemplari cos
caratterizzati, solo tre su un totale di sessantacinque oggetti. Furono ritrovati tutti
e tre nellesedra, mentre la camera, allo stato attuale delle ricerche, priva di
ceramiche decorate.

DECORAZIONE
37
28

INCISIONE
3
0
ESEDRA

SENZA DECORAZIONE

CAMERA

Grafico 13. Li Lolghi, Arzachena. Incidenza della decorazione nei materiali fittili.

Attraverso la comparazione dei diagnostici con altri materiali si potuto stilare un


quadro cronologico. Il grafico 13 evidenzia la maggiore antichit dei materiali
ritrovati nella cella rispetto a quelli rinvenuti nella . Considerando questi dati

32

plausibile pensare che alla fine del Bronzo antico fu costruita una alle couverte
corrispondente alla cella , delimitata allesterno da un giro di pietre di forma
ellittica. Durante il Bronzo medio il monumento fu restaurato, divenendo tomba di
giganti. Furono aggiunte la cella , ribassata di m 0,80 rispetto al piano
pavimentale della alle, e lesedra. Anche le misure della cella sono pi vicine a
quelle delle alles couvertes. Anche Moravetti concorda con la suddetta
datazione.53 Attraverso questi dati sembra smentita la teoria di E. Castaldi che
sosteneva una maggiore antichit della cella basandola sullassenza di un
preesistente ingresso nella cella posteriore. Inoltre cos si spiegherebbe il
dislivello delle due celle, volendo dare maggiore importanza a chi era sepolto
nella camera pi alta.54
La tomba fu utilizzata fino alla fine del Bronzo medio, inizio del Bronzo
recente. La maggioranza dei materiali, sia nellesedra, sia nella cella anteriore,
datata al Bronzo medio. Fu questo il periodo di massimo utilizzo del sito.
In ultimo, si osserva la distribuzione dei vari materiali di produzione. Il
grafico 15 ci permette di osservare che le differenze tra esedra e camera sono
minime. Si pu considerare una distribuzione equilibrata dei diversi tipi di
materiali. Lesclusiva presenza di materiali non fittili nella camera, se pur in
misura minima, pu essere usata come chiave di interpretazione. Se avevano un
significato come corredo funebre, diversamente non sembrano averne avuto nei
rituali praticati nello spazio dellesedra. Le ipotesi che derivano dallo studio dei
dati possono tuttavia essere condizionate da altri fattori, quali ad esempio scavi
clandestini, vecchie esplorazioni archeologiche e/o successivo studio delle
informazioni. I dati saranno analizzati nei capitoli conclusivi prendendo in
considerazione tali varianti.

53
54

MORAVETTI 1990, p. 120.


CASTALDI 1969, pp. 13-14.

33

DATAZIONE MATERIALE CERAMICO


18
16
14
12
10
8
6
4
2
0

16 16

CELLA
CELLA

10 10
ESEDRA

0 0

2
0 0

2
0

Bronzo
Antico Medio

Bronzo
Medio
iniziale

Bronzo
Medio

Bronzo
Medio Recente

Lunga
Durata

Datazione
Ignota

CELLA

CELLA

16

10

ESEDRA

16

10

Grafico 14. Li Lolghi, Arzachena. Datazione del materiale ceramico.

Litici

1
0

Metallici

1
0

Ossei

1
28

Ceramici

37
0

10

15

20

25

30

35

40

Esedra

Ceramici
28

Ossei
0

Metallici
0

Litici
0

Camera

37

Grafico 15. Li Lolghi, Arzachena. Distribuzione del totale dei materiali ritrovato nella tomba di
giganti.

34

Figura 5. Li Lolghi, Arzachena. Planimetria del sito e distribuzione delle ceramiche vascolari.

35

Figura 6. Li Lolghi, Arzachena. Prospetto della tomba.

Figura 7. Li Lolghi, Arzachena. Sezioni della tomba.

36

Figura 8. Li Lolghi, Arzachena. Veduta dallalto della tomba.

37

3.2. CODDU VECCHIU


La tomba megalitica di Coddu Vecchiu situata nel territorio di Arzachena,
a circa 5 km dal paese. Come Li Lolghi, anche questa tomba era originariamente
una alle couverte. Alla prima tomba a galleria fu aggiunta, in un secondo
momento, lesedra. Gli ortostati furono appoggiati al paramento murario gi
presente nella prima fase costruttiva.55
La lunghezza complessiva della tomba di giganti di m 14,50.56
Lingresso orientato a Est.57
ESEDRA
Lesedra di Coddu Vecchiu costituita da una serie di ortostati, rincalzati da
pietre, di altezza degradante a partire da quello centrale. Ha una corda di m 13
circa e una freccia di m 3,50. Non presente un bancone-sedile.
Lo scavo dellesedra ha permesso di individuare tre U.S. La prima, lo strato
di humus, era profonda cm 45; la seconda, caratterizzata da terra gialliccia, era
profonda cm 25; infine la terza U.S. costituita dal battuto pavimentale.58 La
maggioranza dei materiali fu recuperata dal battuto pavimentale, in particolare in
corrispondenza dellingresso e nella zona Nord dellesedra. La quasi totale
assenza di materiali nellarea meridionale potrebbe essere dovuta alla pendenza
del terreno verso Nord. Le piogge possono aver causato un dilavamento del
terreno con conseguente spostamento degli stessi materiali archeologici.

55

CASTALDI 1969, p. 20.


CASTALDI 1969, p. 22.
57
CASTALDI 1969, p. 15.
58
CASTALDI 1969, p. 24.
56

38

FORME

ESEDRA
Teglie/Tegami

Aperte

10%
8%

Scodelloni
30%

Chiuse

Scodelle
45%

82%
Tazze
5%
5%
5%

10%

Non
diagnostiche

Olle
Grafico
17.
Coddu
Vecchiu.
Arzachena.
Suddivisione delle fogge ceramiche in forme aperte
e chiuse.

Non diagnostici

Grafico 16. Coddu Vecchiu, Arzachena.


ceramiche documentate nell'esedra.

Fogge

I materiali ritrovati nellarea settentrionale e centrale sono in totale venti.


Nove di questi non sono stati ricondotti ad alcuna categoria. Rappresentano il
45% del totale. Si riconoscono teglie/tegami, scodelloni, scodelle, tazze e olle. Le
teglie/tegami sono la categoria con la maggiore percentuale di presenza. Sono
tutte teglie/tegami fondo non distinto. Le tazze sono la seconda categoria con
maggiore incidenza. Due sono tazze carenate, una a corpo arrotondato. Le altre
categorie sono documentate da un unico oggetto. Si tratta di un tegame a fondo
non distinto, uno scodellone a orlo semplice, una scodella troncoconica, unolla a
colletto. L82% del totale, sono forme aperte, destinate alla cottura e alla
consumazione di cibi e bevande. Lunica forma di tipo chiuso lolla.
FIANCATE
Durante gli scavi furono ritrovati esclusivamente materiali ceramici, anche
ai lati della camera, la maggior parte vicino al paramento Nord, pochi dal
meridionale. Sono diciotto frammenti di cui sette non diagnostici.
Il grafico 18 mostra la preponderanza delle olle sulle teglie/tegami, cos
come delle forme chiuse sulle aperte. Questi materiali potrebbero essere parte del
corredo funebre. probabile che la camera sia stata svuotata di parte del suo
contenuto, il quale stato riversato nel lato Nord del monumento, dietro lala

39

dellesedra. Solo due materiali su diciotto provengono dal lato meridionale della
tomba. Non essendo state svolte indagini sulle unit stratigrafiche, questa ipotesi
non pu essere confutata da altri elementi. Per tale ragione saranno considerati
separatamente i dati riguardanti la camera e questi.59

FIANCATE
5%
21%

37%

Spiane o
teglie/tegami
Teglie/Tegami
Olle

37%

Non
diagnostici

Grafico 18. Coddu Vecchiu, Arzachena. Fogge


ceramiche documentate nelle fiancate della
camera.

CAMERA
La camera funeraria della alle couverte costituita da una serie di ortostati.
Quando fu aggiunta lesedra, il vano fu rifasciato da un paramento esterno a filari.
Il piano pavimentale della camera era lastricato da m 1,75 dallingresso fino al
fondo.60 Le lastre della pavimentazione che ricoprivano il fondo furono rimosse
da clandestini alla ricerca di un qualche tesoro.61 Per questo motivo, il materiale
recuperato durante lo scavo della cella pochissimo. esclusivamente ceramico;
un totale di soli sette oggetti, di cui uno non diagnostico. Vi sono due olle con orlo
non distinto, unolla con orlo distinto, un vaso miniaturistico il quale riproduce
unolla, una teglia/tegame a fondo distinto profilato e un fondo probabilmente
appartenente a una spiana.
59

Nel caso della tomba di giganti di Iloi 2, Sedilo si sono potuti incrociare i dati della camera con
quelli delle fiancate, grazie agli studi sulle U.S.
60
La cella ha una lunghezza totale di m 9.
61
CASTALDI 1969, p. 15.

40

Spiane

CAMERA

FORME

Teglie/Tegami
14%

Aperte

Chiuse

Non diagnostico

15%

14%

29%

Olle
14%

14%

57%
Vasi
miniaturistici
(olla)
Non diagnostici Grafico 20. Coddu Vecchiu, Arzachena.
43%
Suddivisione delle ceramiche in forme
aperte e chiuse.
Grafico 19. Coddu Vecchiu, Arzachena. Categorie
ceramiche presenti nella camera.

Il grafico 19 mostra la predominanza delle olle. La classe maggiormente


rappresentata lolla con orlo non distinto. Le altre forme sono rappresentate nella
stessa percentuale. Le forme chiuse, rappresentate dalla sola olla (inclusa quella
miniaturistica) sono in netta prevalenza sulle aperte.
ANALISI PRELIMINARI DEI DATI
I dati analizzati precedentemente e inseriti nei diversi grafici possono essere
comparati, ricavando la tabella sottostante.
Si pu osservare una maggiore variet di categorie nellesedra rispetto alla
camera e alle fiancate. Delle categorie in comune, la teglia/tegame ha unuguale
incidenza nellesedra e nelle fiancate, mentre nella camera presente in misura
minore. Lolla scarsamente documentata nellesedra, mentre predominante
nelle fiancate e nella camera, rappresentando quasi la met del totale. Nellesedra
maggiore la presenza di ceramiche da fuoco e da mensa (usate per la
consumazione di cibi e bevande), mentre nelle fiancate e nella camera sono di pi
le ceramiche destinate alla conservazione di derrate alimentari (cibi e bevande). Il
quadro esposto un punto a favore della teoria secondo la quale i materiali

41

provenienti dallarea retrostante lesedra, in origine fossero parte dei corredi


funebri.

Categorie ceramiche

Presenza

Presenza

Presenza

Esedra

Fiancate

Camera

Spiane

5%

15%

Teglie/tegami

30%

21%

14%

Scodelloni

5%

Scodelle

5%

Tazze

10%

Olle

5%

37%

43%

Vasi miniaturistici

14% (olla)

Non diagnostici

45%

37%

14%

TOTALE FORME APERTE

82%

29%

TOTALE FORME CHIUSE

8%

57%

Altro punto da analizzare la decorazione. Sono attestate la tecnica a


incisione e quella a impressione (graf. 21). In percentuale, allinterno della cella
funeraria sono stati ritrovati pi materiali decorati, un 29% di decorazione a
impressione contro il 71% di materiali privi di decorazione. Nelle fiancate il
100% dei manufatti privo di decorazione. Tale dato non sembra sostenere la tesi
dellappartenenza di questi al corredo funebre. Va per considerato lestrema
precariet dei dati in possesso riguardanti la camera e il suo contenuto, essendo
stata depredata. Infine nellesedra, il 4% del materiale caratterizzato da

42

decorazione a incisione, l8% a impressione, l88% privo di qualsiasi


decorazione.

DECORAZIONE
18

18
INCISIONE
5

IMPRESSIONE

2
2

PLASTICA

1
0
0
ESEDRA

CAMERA

SENZA DECORAZIONE

FIANCATE

Grafico 21. Coddu Vecchiu, Arzachena. Suddivisione delle tecniche decorative e incidenza nelle
diverse zone del monumento.

In ultimo si propone un grafico sulla datazione del materiale ceramico.

DATAZIONE MATERIALE CERAMICO


12

10

CAMERA

10
8

PARAMENTO

ESEDRA

6
4

0 0

0 0

0 0

Bronzo
Medio
iniziale

Bronzo
Medio

Bronzo
RecenteFinale

Bronzo
Finale-I
Ferro

Lunga
Durata

Datazione
Ignota

CAMERA

PARAMENTO

10

ESEDRA

0 0

Grafico 22. Coddu Vecchiu, Arzachena. Datazione del materiale ceramico.

43

Figura 9. Coddu Vecchiu, Arzachena. Planimetria del sito e distribuzione delle ceramiche
vascolari.

44

Figura 10. Coddu Vecchiu, Arzachena. Sezioni della tomba.

45

3.3. LI MIZZANI, PALAU62


La tomba di giganti di Li Mizzani si trova nel territorio di Palau. Rientra
nella tipologia a paramento murario a filari. Il profilo perimetrale continuo.
Lingresso orientato a Est. La tomba sub lazione di scavatori clandestini prima
di essere indagata. Per tale motivo lo studio del sito lacunoso e non consente di
averne un quadro complessivo, soprattutto per quanto concerne la camera.
ESEDRA
Come si precedentemente accennato per il monumento, lesedra di tipo a
filari. Ha una corda di m 12,75 e una freccia di m 3,75. Lemiciclo percorso
dalla banchina, alta tra i 20 e i 25 cm
I materiali recuperati in questa zona sono in totale trentacinque. La maggior
parte si trovava nellala Nord (settore A); dallala Sud (settore B), invece,
provengono pochissimi materiali (graf. 23).63
30
30
25
20
15
10
5
0

SETTORE A

SETTORE B

Grafico 23. Li Mizzani, Palau. Disposizione dei reperti dell'esedra.

62

Le ricerche nei diversi archivi della Soprintendenza, in particolare larchivio fotografico, non
hanno restituito alcun documento. Lo studio della tomba di giganti di Li Mizzani si basata
quindi solo sulla pubblicazione di E. Castaldi, 1969.
63
In Castaldi 1969, p. 30, lautrice afferma: lala Sud in questa zona dellesedra i frammenti
recuperati furono rarissimi. resta quindi il dato di fatto che le offerte sono state raccolte solo
sul lato destro dellemiciclo (ala Nord). Nellelenco dei reperti, pp. 52-56, sotto la dicitura
materiali provenienti dalla zona meridionale dellesedra sono inseriti trenta reperti, mentre in
frammenti provenienti dalla zona Settentrionale dellesedra solo cinque. Facendo un confronto
con le altre tombe, non potendo visionare i documenti dello scavo, la scrivente ha considerato
errate le diciture dellelenco dei reperti.

46

La netta preponderanza dei materiali nellarea a destra dellingresso non pu


essere spiegata con la pendenza del terreno, poich lo spazio su cui si innesta la
tomba pianeggiante. Una possibile spiegazione pu essere data dalluso della
sola zona a Nord per i rituali o con lo svuotamento della camera esclusivamente
nella stessa zona.
Alcuni dei materiali del settore A furono ritrovati sopra il bancone-sedile,
testimoniando luso della banchina durante i rituali in cui tali oggetti erano
utilizzati.
Grazie allo studio dei materiali, ventinove frammenti su trentacinque sono
stati ricondotti a forme ceramiche specifiche. Sono teglie/tegami, piatto
miniaturistico, scodelloni, scodelle, tazze, boccali, olle (graf. 24).

ESEDRA
Teglie/Tegami

17%
22%

Scodelloni

3%

Scodelle
tazze
22%

Boccali

8%
6%

Olle
Piatto miniaturistico

3%

19%

Non diagnostici
Grafico 24. Li Mizzani, Palau. Categorie ceramiche presenti nell'esedra.

FORME
Aperte

Chiuse

Non diagnostici

17%
23%

60%

Grafico 25. Li Mizzani, Palau. Suddivisione delle ceramiche in forme aperte e chiuse.

47

Delle quattro categorie ceramiche tre sono aperte e una chiusa. In


percentuale le forme aperte sono in numero maggiore. Se non si considerano i
frammenti non diagnostici, le forme aperte sono 65 % contro il 35% delle forme
chiuse.
CAMERA
Durante gli scavi fu constatato il lavoro di saccheggio ad opera di tombaroli.
Secondo le testimonianze del proprietario del terreno, fino al 1918 il monumento
era intatto e ben conservato. Dopo tale anno furono rubate le lastre di copertura
del vano, riutilizzate in private costruzioni, e il totale svuotamento della camera
funeraria. Per queste ragioni, si poterono recuperare solo quattro materiali
appartenenti ai corredi funerari. Si incontrarono nella terra rimossa dagli stessi
vandali, lasciata ai fianchi della struttura. Di questi quattro manufatti, due
sembrano essere frammenti di tazze carenate, uno appartiene a ciotola o tazza
carenata, il quarto sembra appartenere a unolla a colletto.

CAMERA
Ciotole o tazze

Tazze

FORME
Olle

Aperte

Chiuse

25%

25%

25%

75%

50%

Grafico 26. Li Mizzani, Palau.


Categorie ceramiche presenti nella
camera.

Grafico 27. Li Mizzani, Palau.


Suddivisione delle ceramiche in forme
aperte e chiuse.

Le forme documentate sono solo due o tre, con una predominanza delle
tazze sullunico frammento di olla. I dati a disposizione sono talmente esigui da
non consentirne luso ai fini di questa ricerca poich non riflettono quella che
doveva essere la reale situazione della camera.

48

ANALISI PRELIMINARE DEI DATI


Gli oggetti recuperati durante gli scavi sono tutti privi di decorazione. Fanno
eccezione un frammento di fondo, caratterizzato da una decorazione impressa, e
un frammento di parete con pastiglia. Entrambi i materiali provengono dalla zona
Nord dellesedra. La decorazione del primo oggetto data dalle impronte di una
stuoia. Trattandosi di una traccia lasciata durante la preparazione, il motivo
decorativo potrebbe non essere stato ricercato dal fautore delloggetto. Lesiguit
di altri manufatti decorati, porterebbe a considerare questa ipotesi come certa.
per importante ricordare la precariet dei dati in possesso, la quale potrebbe
indurre a conclusioni lontane dalla realt.
Unaltra osservazione riguarda la datazione dei materiali. Osservando il
grafico 28, si nota che la maggior parte dei materiali non datata. Tra i fittili
datati, quasi tutti sono riferibili al Bronzo medio; un solo oggetto, proveniente
dallarea a Nord dellesedra, appartiene al Bronzo iniziale; infine due, provenienti
sempre alla stessa area, sono datati a fasi pi avanzate, addirittura alla prima Et
del Ferro. Da questo quadro, si deduce che la tomba di giganti di Li Mizzani fu
costruita durante il Bronzo medio. Essendo documentato un solo oggetto al
Bronzo iniziale, pi probabile pensare a un riutilizzo di determinata forma
ceramica. Alla fine del Bronzo medio, inizio del Bronzo recente, il monumento
sembra essere frequentato pi raramente. Fu probabilmente abbandonato durante
la prima fase dellEt del Ferro.64
Vista la precariet dei dati concernenti la camera, non possibile
confrontare questi con quelli riguardanti lesedra.

64

Va ricordato che la teoria si basa sullo stato attuale delle ricerche, le quali ricerche sono
lacunose.

49

DATAZIONE MATERIALE CERAMICO


NORD
ESEDRA
SUD
ESEDRA
CAMERA

10
9

8
7
6
5
4

3
2
1
0

4
3
1

1
0

1
0

Bronzo iniziale Bronzo medio

1
0

Bronzo medio
- recente

I Ferro

Datazione
Ignota

NORD ESEDRA

SUD ESEDRA

CAMERA

Grafico 28. Li Mizzani, Palau. Datazione del materiale ceramico.

50

Figura 11. Li Mizzani, Palau. Planimetria del sito e distribuzione delle ceramiche vascolari.

51

Figura 12. Li Mizzani, Palau. Sezioni della tomba

Figura 13. Li Mizzani, Palau. Veduta generale della tomba.

52

3.4. LE TOMBE DI GIGANTI DEL NORD SARDEGNA A CONFRONTO


I dati raccolti singolarmente per ogni tomba di giganti del Nord Sardegna
sono qui confrontati. Le tombe in questione sono Li Lolghi e Coddu Vecchiu nel
territorio di Arzachena, Li Mizzani a Palau. Il confronto ha il fine di creare un
quadro informativo generale che consenta di conoscere i punti in comune e le
discordanze tra i diversi siti, permettendo la realizzazione di una linea guida.65
Il punto di partenza di questo lavoro una tabella che riassume le principali
informazioni architettonico-strutturali.
CARATTERISTICHE

LI LOLGHI

CODDU VECCHIU

LI MIZZANI

SUD

EST

EST

Tipo di esedra

A ortostati

A ortostati

A filari

Bancone sedile

NO

NO

SI

Ingresso e area a

Ingresso e area a

Area a destra del

destra del

destra del portello

portello (lato Nord)

portello66 (lato E)

(lato Nord)

SI, verso Nord

NO

A ortostati

Paramento interno

A filari

Ingresso rivolto a:

Concentrazione dei reperti


nellesedra

Pendenza del terreno


Tipologia costruttiva della
camera funeraria

ortostatico / esterno a
filari

N fasi costruttive

2. alle couverte e 2. alle couverte e 1 fase costruttiva


tomba di giganti

65

tomba di giganti

I dati presi in considerazione sono sempre gli stessi considerati utili per lelaborazione delle
teorie riguardanti i rituali funerari nelle tombe di giganti.
66
La tomba vista di fronte, con lo sguardo rivolto verso lingresso.

53

CARATTERISTICHE

LI LOLGHI

CODDU VECCHIU

LI MIZZANI

Particolarit

Sono presenti due

Pavimento della

Camera svuotata

celle

camera lastricato

del suo contenuto


durante scavi
clandestini

Datazione

Dalla fine del

Dalle prime fasi del

Tutto il Bronzo

Bronzo antico alle

Bronzo medio al

medio, dalla fase

prime fasi del

Bronzo finale, I

iniziale a quella

Bronzo recente

Ferro.

finale

ESEDRA
I dati riguardanti lincidenza delle ceramiche vascolari sono stati riuniti e
confrontati nel grafico che segue.

ESEDRA
50%
45%
40%
35%
30%
25%
20%
15%
10%
5%
0%

45%
32%
29%

30%

22%

22%
18%

14%

0% 0% 0%

17%

10%

8%

5% 6% 4%

5%

3%

19%

0%

LI LOLGHI

3%
0% 0

CODDU VECCHIU

0% 0%

5%

3%
0% 0%

LI MIZZANI

Grafico 29. Incidenza delle diverse tipologie ceramiche nellesedra delle tombe di giganti del Nord Sardegna.

54

Nellesedra delle tombe di giganti di Li Lolghi e Li Mizzani, lolla la


forma ceramica predominante; a Coddu Vecchiu invece sono le teglie a
predominare. In tutti e tre i siti, lunica categoria ceramica chiusa attestata lolla,
usata per la conservazione delle derrate alimentari e idriche. Altra forma ceramica
presente in tutti e tre i siti la teglia. Forma prettamente aperta, bassa e semplice,
era usata per la cottura di cibi. Le altre categorie ceramiche attestate nelle tre aree
dellesedra messe a confronto erano destinate al consumo di cibi solidi (tegami,
scodelloni, scodelle, ciotole) e bevande (ciotole, tazze, boccali). Sono presenti
tutti gli elementi caratterizzanti un banchetto: ceramiche da fuoco, da portata e da
mensa: le teglie per la cottura e come vassoi da portata; scodelloni/ scodelle/
ciotole per la consumazione dei cibi; olle per la conservazione delle bevande,
versate nelle ciotole/tazze/boccali. Infine, a Li Mizzani, attestata una forma di
tipo miniaturistico, un piatto, importante sia per la singolarit del oggetto sia per
la stessa forma, poco attestata durante il periodo Nuragico. Linterpretazione
difficile. Potrebbe essere stato un oggetto collegato a un rituale specifico, il quale
doveva avere una certa importanza se per svolgerlo era richiesto un piatto di tipo
miniaturistico. Per avvallare questa ipotesi per si dovrebbe documentare questa
presenza anche in altre esedre. Negli altri due siti esaminati in questo capitolo,
non vi altra attestazione di vasi miniaturistici e nemmeno di piatti. Si pu quindi
supporre che loggetto in questione facesse parte del corredo funerario, o che il
suo uso non fosse necessariamente collegato a uno specifico rituale. possibile
che a Li Mizzani il piatto sia stato strumento per un rito ma non per questo deve
essere considerato simbolo di tale rito.

55

CAMERA
Per la camera si ripropone lo stesso metodo di confronto dei dati,
precedentemente utilizzato per i materiali dellesedra.

CAMERA
50%
43%
31%
28% 25%

25%
14%
8%
0%

0%
0%

6%
0%0% 0%0%

LI LOLGHI

0%0%

14%
8%
3%0%0%
0%0% 0% 0%

CODDU VECCHIU

17%
14%

LI MIZZANI

Grafico 30. Incidenza delle diverse tipologie ceramiche nellesedra delle tombe di giganti del Nord Sardegna.

Tra le ceramiche di corredo, la pi rappresentativa lolla. Solo a Li


Mizzani non la forma predominante, rappresentata invece dalla tazza.
necessario tuttavia ricordare la gravit della condizione in cui stata trovata la
cella della tomba, svuotata del suo contenuto da clandestini. Teglie e tegami sono
rappresentati in egual misura, mentre altre categorie ceramiche sono presenti in
misura esigua solo in una tomba e non nelle altre.
ANALISI DEI DATI
Diversamente dalle aree dellesedra, per le celle funerarie si pu osservare
una minore variet e incidenza di forme ceramiche. Le forme maggiormente
attestate sono poche, teglie/tegami e olle. Si pu collegare questa differente

56

0%

incidenza con un differente significato delloggetto. Se, nel caso dei materiali
ritrovati nellesedra, gli oggetti hanno una funzione nei rituali e, quindi, a ogni
categoria associato un uso, gli oggetti di corredo hanno un significato simbolico,
legato al defunto e alla sua morte.

Fittili

Metallici

Ossei

Litici

37

40

35

35
28

30
25

20

20
15
7

10
5

1 1 1

0 0 0

0 0 0

0 0 0

0 0 0

0 0 0

0
ESEDRA

CAMERA

ESEDRA

LI LOLGHI

CAMERA

ESEDRA

CODDU VECCHIU

CAMERA

LI MIZZANI

Grafico 31. Distribuzione dei reperti nelle tombe di giganti del Nord Sardegna.

INCISIONE

IMPRESSIONE

PLASTICA

SENZA DECORAZIONE

37

35

28
18

40
30

20
10

3 0

0
0

2
1

2
0

4
1

0
ESEDRA

CAMERA

LI LOLGHI

ESEDRA

CAMERA

CODDU VECCHIU

ESEDRA

CAMERA

LI MIZZANI

Grafico 32. Tipi di decorazione nelle tombe di giganti del Nord Sardegna.

57

Il grafico 31 indica la predominanza degli oggetti fittili e anzi, fatta


eccezione per Li Lolghi, lunica presenza. Come si anticipato nel capitolo
riguardante la tomba di Li Lolghi-Arzachena, la presenza di materiale osseo,
metallico e litico nella sola cella mostra la funzionalit di tali materiali come
corredo funerario. Viceversa la totale assenza nellesedra sembrerebbe indicare
una inutilit degli oggetti suddetti nei culti che ivi si svolgevano.
Lesiguit dei ritrovamenti nelle celle funerarie di Coddu Vecchiu e Li
Mizzani potrebbe spiegare lassenza di reperti non ceramici. Come pi volte detto,
questi due monumenti furono oggetto di saccheggio da parte di clandestini, in
particolare le camere funerarie. Gli oggetti pi interessanti per uno scavatore
clandestino non sono i frammenti ceramici ma i reperti di metallo o di pietra.
molto facile pensare che tra gli oggetti trafugati ci fossero anche queste tipologie
di reperti.
Nelle tre tombe analizzate del Nord Sardegna, la decorazione poco
attestata. Caratterizza per lo pi i materiali ritrovati nellesedra. Nella tomba di
giganti di Coddu Vecchiu sono testimoniate tre tipologie decorative: incisione,
impressione e plastica. In questo caso specifico, in percentuale sono di pi i
materiali decorati della camera rispetto a quelli dellesedra. Pu essere considerato
un caso fortuito che su soli cinque reperti, due siano caratterizzati da impressione,
o forse indica lincidenza della decorazione impressa nel corredo funerario.
Confrontando i dati di Coddu Vecchiu con le altre tombe, sembra pi plausibile la
prima ipotesi.
Le spiegazioni sono da ricercarsi sempre nella differente destinazione del
materiale: rituali funerari nellesedra, corredi funerari nella camera. I manufatti
che compongono i corredi funerari sono duso comune e caratteristici del defunto
come le ceramiche o come i pendagli litici e ossei o le cuspidi di metallo.67 Per i

67

Si fa riferimento ai reperti provenienti dalla camera di Li Lolghi, cap. 3.1.

58

rituali funerari invece probabile che si ricercasse anche la bellezza delloggetto e


non solo la sua funzione cos da conferire maggiore importanza al rito.

59

CAPITOLO 4

LE TOMBE DEI GIGANTI DEL


CENTRO SARDEGNA

4.1. ILOI 2, SEDILO


La tomba n2 di Iloi si trova nel comune di Sedilo, paese da cui dista circa 2,5
km. Il monumento parte integrante di un complesso di siti. Nella stessa area infatti
presente unaltra tomba di giganti (o forse due). Nelle vicinanze si annoverano una
necropoli di 33 domus de janas e un villaggio con annesso un nuraghe.
La tomba presa in esame in questo capitolo fu scavata in tre diversi momenti. Il
primo scavo si svolse dal 9 Luglio al 13 Agosto e dal 21 Ottobre al 2 Dicembre del
1987 e fu diretto dalla professoressa Giuseppa Tanda, in collaborazione con parte del
gruppo archeologico di Sedilo. Durante questo periodo fu delimitata larea di m 30x30
e ripulita tramite disboscamento dai cespugli di lentischio, i quali ricoprivano quasi
interamente la struttura. Le altre due campagne di scavo si svolsero rispettivamente dal
4 Luglio 1988 al 14 Gennaio 198968 e dal 4 Maggio al 18 Luglio dellanno 1990. In
questi anni di lavoro furono riconosciute ventotto unit stratigrafiche e recuperati 6199
materiali.69
Al momento del ritrovamento, la sepoltura si trovava in gravi condizioni, le cui
cause sono da ricercare in fenomeni naturali, quali la crescita di radici e rami e la lenta
erosione del piano basaltico su cui si innesta la struttura. A tali azioni vanno aggiunte
quelle maggiormente invasive e dannose causate dalluomo, il quale sfrutt i conci
come materiale da lavoro e da costruzione.
La tomba fu costruita in una zona ricca di dislivelli. Per appianare larea fu
impiantata una piattaforma basaltica, integrata da strati di argilla.70 Sopra tale banco fu
eretta la sepoltura. Per costruire la base e il bancone-sedile fu utilizzata la tecnica
poligonale.71 Fanno eccezione due lastre nellala Est dello stesso bancone-sedile
lavorate con tecnica isodoma, come il resto della struttura.72

68

I lavori furono interrotti dal 5 al 21 agosto 1988.


TANDA 2003, p. 64.
70
TANDA 2003, p. 40.
71
Per la descrizione delle tecniche costruttive vedere capitolo X.
72
TANDA 2003, p. 40.
69

61

Il monumento occupa unarea di mq 5,3 circa, lungo m 10.73. Rientra nella


tipologia a filari. Lingresso orientato a Sud.
Lo studio delle unit stratigrafiche e del materiale archeologico ha permesso di
datare la costruzione del monumento alla prima fase del Bronzo medio. La tomba fu
utilizzata almeno fino al termine del et del Bronzo o allinizio dellet del Ferro. In
et alto medievale fu riutilizzato sempre come sepoltura.
In totale, i materiali riferibili al periodo protostorico sono 1215.74
ESEDRA
Lesedra ha una freccia di m 3,37 e una corda di m 11,69. Le lastre costituenti
lesedra sono inclinate verso lesterno della tomba, traccia visibile del lavoro dei
lentischi; sono lisce, squadrate e provviste di incassi sulla faccia superiore. Lungo
larco dellesedra presente un basso bancone sedile. Uno dei conci del bancone
presenta un disco in rilievo, del tutto simile a unaltra lastra di forma trapezoidale
ritrovata nel lato Ovest dellesedra. In questultima, il disco attraversato da
unincisione.
Di fronte allala destra dellesedra fu scavata nella roccia naturale una fossa. Al
suo interno sono stati trovati quattro separatori di collana in ambra, collocabili dal
Bronzo recente alla prima et del Ferro. Insieme ai vaghi non era presente alcun
frammento ceramico. Lo strato che ricopriva la fossa ha restituito materiale del Bronzo
recente. A questo periodo si fanno risalire i vaghi di collana.
Unaltra fossa presente nella zona Ovest dellesedra. In questo caso di tratta di
una cavit naturale. Allinterno furono trovati due frammenti ceramici non diagnostici,
decorati a impressione e inquadrabili nel Bronzo medio/recente.
Durante le campagne di scavo si recuperarono n918 materiali nellarea
dellesedra, di cui 906 ceramici, 4 litici, 4 in ambra,75 3 metallici, pi un piccolo globo
in argilla (graf. 34).
73
74

TANDA 2003, p. 10.


Si fa riferimento al catalogo dei materiali stilato dalla dott.ssa Stefania Bagella e pubblicato in
TANDA 2003, pp. 103-149.

62

500

411

Occidentale

Centrale

Orientale

400
300
197
200

149
118

100

16

22

0
AREA

INGRESSO

BANCONE

Grafico 33. Iloi 2, Sedilo. Disposizione dei materiali nell'area dell'esedra.

Pi della met degli oggetti fu ritrovata nellarea Est, a destra dellingresso, ben
608, di cui 197 ritrovati sul bancone. Nellarea centrale sono attestati n165
ritrovamenti, di cui sedici di fronte allingresso.76 Infine, n140 provengono dallarea
Ovest, a sinistra dellingresso, di cui ventidue dal bancone (graf. 33). Si ripresenta cos
la medesima situazione riscontrata per le tombe di Arzachena e Palau in cui dallarea
destra dellesedra proviene la maggior parte del materiale archeologico. Il 25% del
materiale proviene dal bancone sedile. Questo dato pu essere tradotto come
rappresentativo dellimportanza assunta da questo elemento architettonico allinterno
del rituale funerario.77
I materiali in metallo sono un elemento a sezione quadrangolare, un piccolo
pugnale e una lama costolata, tutti e tre di bronzo. I manufatti litici sono una punta
peduncolata in ossidiana, due microbetili di basalto. A questi materiali si aggiungono
quattro vaghi di collana dambra.

75

Nello specifico, i quattro vaghi di collana in ambra provengono da una fossa artificiale.
Nel grafico non sono stati inseriti sei oggetti, 5 dei quali sono stati ritrovati fuori dallarea dellesedra.
Di uno invece non si conosce la posizione esatta
77
I materiali ritrovati nella restante area dellesedra costituiscono il 74%, mentre il restante 1% proviene
dalla zona a ridosso dellingresso.

76

63

Ceramica vascolare

601

Metalli

Litica

Argilla

Ambra

161

1
2 0 4

139
1 1 0

Orientale
Centrale
Occidentale

Grafico 34. Iloi 2, Sedilo. Categorie dei materiali presenti nellesedra.

La mole del materiale di tipo ceramico stata suddivisa nelle diverse categorie e
inserita nei seguenti grafici 35 e 36. Quasi la met dei materiali ritrovati nellesedra
non sono diagnostici. La categoria ceramica pi rappresentata la scodella, seguita da
ciotole, teglie/tegami e infine olle. Lincidenza delle altre categorie pressoch nulla.
La categoria dei vasi miniaturistici caratterizzata da un unico reperto; unolla (graf.
35). Il grafico 36 in cui le diverse categorie sono state suddivise in forme aperte e
chiuse mostra come le prime siano quasi la met,contro il 12% delle seconde, 372
contro 105.
9%

1%

ESEDRA

0%

Spiane o teglie/tegami
Teglie/Tegami
teglie/tegami o coppe di cottura
21%

Scodelle

47%

Ciotole
tazze
Vasi a collo
Vasi a listello

10%

Vasi carenati
Olle
1%
8%

Vasi miniaturistici (Olla)

3%
0%

0%

0%

Grafico 35. Iloi 2, Sedilo. Categorie ceramiche provenienti dall'esedra.

64

Non diagnostici

FORME

Aperte

41%

Chiuse

47%

Non
diagnostiche

12%

Grafico 36. Iloi 2, Sedilo. Suddivisione delle tipologie ceramiche dellesedra in forme aperte e chiuse.

CAMERA
Secondo lanalisi di G. Tanda, il vano funerario fu violato almeno in due occasioni. La
prima, in et medievale, fu svuotata della maggior parte del suo contenuto per
consentire il riutilizzo della tomba. Il deposito rimosso fu gettato nelle fiancate della
stessa camera e, una minima parte, anche nellarea centrale dellesedra. Durante la
seconda violazione, ad opera di clandestini, fu rimosso lo strato riferibile alla
frequentazione medievale.78

FORME

CAMERA

Aperte
36%
4%
Chiuse

59%
14%

Teglie/Tegami
Scodelle
5%

Ciotole
18%
59%

Olle
Non Diagnostici

5%

Grafico 38. Iloi 2, Sedilo. Suddivisione


delle categorie ceramiche provenienti dalla
camera in forme aperte e chiuse.

Grafico 37. Iloi 2, Sedilo. Categorie ceramiche presenti dentro la camera.

78

TANDA 2003,

65

Non
diagnostici

Il totale dei materiali ritrovati in situ e riferibili al periodo nuragico sono


trentasette. Nello specifico, ventidue sono ceramici, quattordici sono metallici e un
vago di collana in ambra.
Gli oggetti di bronzo sono tre elementi curvilinei a sezione circolare; un
elemento sub-cilindrico; un piccolo pugnale; due anelli; tre spirali di piccole
dimensioni; un probabile vago di collana; due lame costolate e un anello schiacciato,
pi probabilmente riconducibile alla frequentazione medievale del sito. Il materiale
vascolare rappresentato da cinque categorie ceramiche (graf. 37).
Lincidenza dei frammenti non diagnostici elevata, superando la met del
totale. La ciotola la forma vascolare pi rappresentata, seguita dalla scodella.
Lunica forma chiusa lolla. Le forme aperte sono il 36% (graf. 38).
Come suddetto, la maggior parte dei materiali della cella fu trovata nelle aree ai
lati della stessa camera e una piccola parte anche nellarea dellesedra. Durante i lavori
di pulizia della camera si scelse come deposito larea a Ovest della camera. possibile
che arrivati a un livello di accumulo si sia spostata lattenzione verso la fiancata Est.
Le U.S. interessate sono quattro. A queste si aggiunge un unico frammento di
teglia/tegame risalente alla frequentazione nuragica del sito ma proveniente da
ununit stratigrafica di et altomedievale.79 Questultimo accumulo di materiale fu
lesito di una recente violazione della cella in cui lo strato medievale, insieme a parte
dello strato nuragico, fu riversato allesterno.
Allunico oggetto dambra recuperato dentro la camera si aggiungono un globo
di piccole dimensioni di calcare, tre microbetili di basalto e un oggetto levigato,
oblungo di basalto. Dallala Est dellesedra proviene un rocchetto o forse manico e
dalla fiancata Est una fusaiola.
Il materiale ceramico vascolare proveniente dallo svuotamento della camera
molto pi ricco. Alle forme ceramiche gi attestate dentro la camera si aggiungono
vasi a collo e vasi carenati (graf. 40).
79

Altri cinque materiali facenti parte dello svuotamento della camera provengono da aree lontane
dalledificio e non sono state inserite nel grafico 7. Rientrano invece nella classificazione del grafico
40.

66

148
150
87
100
37
50

0
Camera Fiancata Retro Fiancata Esedra Esedra Esedra
W
abside
E
W
centrale
E
Grafico 39. Iloi 2, Sedilo. Distribuzione dei materiali appartenenti a corredo funerario.

Unendo i dati acquisiti, si pu ricostruire il quadro complessivo del corredo


funerario, raffigurato nei grafici 41 e 42. Le forme ceramiche rappresentate sono sei,
di cui tre di tipo aperto (teglie/tegami, scodelle, ciotole) e tre chiuse (vasi a collo, vasi
carenati, olle). Le prime sono in totale cinquantanove contro le sole dieci chiuse. La
categoria ceramica pi rappresentata la la scodella, seguita dalla ciotola. Le altre
sono poco incidenti. Pi della met del materiale non diagnostico.

SVUOTAMENTO CAMERA
Teglie/Tegami

8%

Scodelle
12%
Ciotole
Vasi a collo

8%
1%

Vasi carenati

60%
Olle

1%
10%

Non diagnostici

Grafico 40. Iloi 2, Sedilo. Categorie vascolari dalle U.S. di svuotamento della camera.

In totale, i materiali di bronzo sono tre elementi curvilinei a sezione circolare; un


elemento sub-cilindrico; un piccolo pugnale; due anelli; tre spirali di piccole
dimensioni; un probabile vago di collana bronzeo; due lame costolate e un anello
schiacciato, forse medievale. In ambra si documenta un unico vago di collana. I

67

materiali litici sono un globo di piccole dimensioni di calcare, tre microbetili di basalto
e un oggetto oblungo levigato, di basalto. In ultimo, un rocchetto o forse manico e una
fusaiola fittili.

CAMERA e
SVUOTAMENTO

FORME
Teglie/Tegami

Aperte

Chiuse

Scodelle

8%

Ciotole

13%

Non Diagnostici
34%

60%
6%

Vasi a collo
8%

Vasi carenati
60%

1%
Olle

9%
1%

Non
diagnostici

Grafico 42. Iloi 2, Sedilo. Suddivisione


delle fogge vascolari in forme aperte e
chiuse.

Grafico 41. Iloi 2, Sedilo. Fogge vascolari provenienti dalla


camera e dalle U.S. di svuotamento.

ANALISI PRELIMINARE DEI DATI


I dati presentati nei precedenti grafici sono ora comparati e inseriti nella tabella
che segue. Sia nella camera che nellesedra la scodella la foggia pi incidente, ma se
nellesedra la seconda forma pi rappresentata la teglia/tegame, nella camera lolla.
Diversamente dalle tombe di giganti del Nord Sardegna80 vi una maggiore variet di
forme chiuse nellesedra rispetto alla camera. Inoltre, sia nellesedra che nella camera,
le forme aperte sono in numero maggiore rispetto alle chiuse. Infine, le forme chiuse
sono in percentuale meno nella cella rispetto allesedra, 6% contro 12%. Si consideri
la percentuale di incidenza del materiale non diagnostico, che nel corredo funerario
supera la met del totale. Un dato comunque rimane costante: nellesedra le forme
aperte sono pi del doppio delle forme chiuse.

80

Si fa riferimento alle tombe di giganti di Arzachena e Palau, esaminati in questo lavoro.

68

Categorie ceramiche

Presenza Esedra

Presenza Camera

Tegami o spiane

1%

Teglie/Tegami

9%

8%

Tegami o coppe di cottura

0%

Scodelle

21%

13%

Ciotole

10%

8%

Tazze

1%

Vasi a collo

3%

1%

Vasi a listello

0%

Vasi carenati

0%

1%

Olle

8%

9%

Vasi miniaturistici

0% (olla)

Non diagnostici

47%

60%

TOTALE FORME APERTE

41%

34%

TOTALE FORME CHIUSE

12%

6%

Le tecniche decorative attestate sono molteplici. Alle decorazioni plastiche,


incise e impresse attestate nelle tombe del Nord Sardegna si aggiunge la decorazione
graffita. presente in un unico frammento non diagnostico dellesedra.

69

748

DECORAZIONE

INCISIONE
IMPRESSIONE
203
INCISIONE/IMPRESSIONE
18

GRAFFITA

76 22

12
26

ESEDRA

PLASTICA

SENZA DECORAZIONE

CAMERA

Grafico 43. Iloi 2, Sedilo. Tipi di decorazione presenti nell'esedra e nella camera.

In generale, la percentuale del materiale decorato maggiore nella camera


rispetto allesedra, anche se di poco. Si parla di un 19% contro un 14%. Questo dato
concorda con quello della tomba di Coddu Vecchiu, Arzachena, in cui si ha una pi
alta percentuale di materiali decorati nella camera. Nelle altre due tombe di Li LolghiArzachena e Li Mizzani-Palau invece lincidenza maggiore nellesedra. necessario
estendere questo studio ad altre tombe di giganti per spiegare il fenomeno.
A Iloi 2, come si precedentemente detto, sono attestati due momenti in cui
parte del contenuto della camera stato spostato. La prima rientra nella fase nuragica
della tomba. Le tre unit stratigrafiche appartenenti a questa prima fase hanno
restituito materiali datati al Bronzo medio, Bronzo recente la prima, Bronzo recente,
Bronzo finale la seconda, infine la terza dal Bronzo medio al Bronzo finale. Se si da
per buona la teoria di un'unica azione di svuotamento ipotizzabile che sia avvenuta in
un periodo avanzato della civilt Nuragica, forse durante la prima parte del Bronzo
finale. Tuttavia alla datazione delle unit stratigrafiche si deve aggiungere la loro
collocazione. Due di queste sono attestate ai lati della camera e nel retro ali
dellesedra. Una di queste era presente anche dietro labside. La terza invece era

70

disposta nellarea dellesedra, in particolare di fronte allingresso e a destra di esso. 81


Questa U.S. datata al Bronzo Recente e Finale. Si pu pensare che le deposizioni pi
recenti siano state spostate nellesedra. Le altre, molto pi cospicue, sono state invece
trasferite ai lati e nel retro della camera. meno probabile che la differenza di
posizione sia da imputare a due momenti differenti e quindi a due distinte azioni di
svuotamento.
Per la pubblicazione della tomba di Iloi 282 i materiali archeologici sono stati
studiati e confrontati con quelli di altri siti. In questo modo sono state datate 53
ceramiche diagnostiche su un totale di 297 appartenenti al corredo funerario e 259 su
un totale di 906 dellesedra.83 Bench poche le ceramiche ricondotte a una fase
cronologica, sono state indispensabili per datare le unit stratigrafiche in cui sono state
rinvenute.
In ultima analisi si considera la disposizione di tutti i materiali. Come si pu
osservare dal grafico 44 se la ceramica vascolare nettamente superiore nellesedra,
gli altri materiali provengono per lo pi dalle U.S. della camera funeraria. Come
stato dimostrato per le tombe di giganti del Nord Sardegna, anche a Iloi 2 i materiali
metallici, litici, fittili non vascolari e dambra avevano significato in quanto parte del
corredo funerario e sono la rappresentazione e la testimonianza della vita del defunto e
delle sue attivit.84

81

A destra per chi ha lo sguardo rivolto allingresso e alla tomba.


TANDA 2003.
83
Le datazioni sono inserite nel capitolo 3.2 di TANDA 2003, pp.64-79.
84
Vedere capitolo 6.
82

71

Ambra

Ceramica non
vascolare

4
2
4

Litica

Metalli

14

Ceramica vascolare

870

250
1

10

Esedra

Ceramica
vascolare
870

Camera

250

Metalli

Litica

100
Ceramica non
vascolare
1

14

Grafico 44. Iloi 2, Sedilo. Disposizione dei diversi materiali.

72

1000
Ambra

25

CAMERA

20

5
2

15

Olle

5
6

10

Vasi a collo

2
2
1

3
5
5
0

8
2
1

1
3

5
1

ciotole
scodelle
Teglie/tegami

Grafico 45. Iloi 2, Sedilo. Incidenza delle forme ceramiche della camera nelle diverse fasi cronologiche
100
90

ESEDRA

80
29

70

Vasi miniaturistici

5
60

Olle

12

50

Vasi a collo
14

40

ciotole
30

20
10

10
4

14
9

scodelle

15

32
5

4
8

Teglie/tegami
52

14
2

Spiane o
teglie/tegami

Grafico 46. Iloi 2, Sedilo. Incidenza delle forme ceramiche dellesedra nelle diverse fasi cronologiche.

73

Figura 14. Iloi 2, Sedilo. Planimetria della tomba e distribuzione del materiale archeologico.

74

Figura 15. Iloi 2, Sedilo. Sezioni della tomba.

Figura 16. Iloi 2, Sedilo. Ricostruzione ipotetica della tomba.

75

4.2. BIDISTILI, FONNI


La tomba di giganti di Bidistili fu scoperta da Giovanni Lilliu, durante
unescursione nel territorio di Fonni (NU) nel 1976. Fu esplorata dallo stesso
scopritore durante lanno 1978.85 Al momento dello scavo ci si rese conto che la
tomba era stata interessata dallattivit di scavatori clandestini.
La tomba rientra nel tipo a filari, a struttura isodoma. Il profilo perimetrale
continuo, cingendo anche le ali dellesedra. Il materiale usato il granito.
costituita da due paramenti, intramezzati da un riempimento di piccole pietre.
Lastre di grandi dimensioni, poste di taglio e orizzontalmente, costituiscono il
filare di base. Sopra si contano quattro filari di conci ben lavorati. I filari pi alti si
restringevano cos da creare lappoggio per le lastre della copertura.
La sepoltura era lunga complessivamente m 12,30 ca. La larghezza nel
punto di massima espansione del corpo di m 8, laltezza della stessa cella
doveva essere di m 1,50 ca.
Il monumento orientato a Est, Sud-Est.86
In una pubblicazione del 2003 G. Lilliu datava la costruzione della tomba al
Bronzo recente e il suo abbandono al termine del Bronzo finale.87 Lo studio del
materiale archeologico ha successivamente fissato come data di costruzione la
seconda parte del Bronzo medio, intorno al 1450-1300 a.C. e il suo utilizzo
almeno fino allXI secolo a.C.88
ESEDRA
Lesedra a struttura isodoma, come il resto della tomba. Originariamente
doveva raggiungere circa m 4 di altezza. La corda misura m 14,66, la freccia m

85

LILLIU 2010, pp. 15, 16.


Nella planimetria del sito effettuata durante gli scavi non indicato il Nord. Durante il
sopralluogo si ottenuto lorientamento della tomba.
87
LILLIU 2003, p. 449.
88
LILLIU 2010, pp. 51, 52.

86

76

2,93. Lo spazio semicircolare percorso dalla banchina la quale costituita da


conci squadrati, per unaltezza di circa 25 cm Nellarea di fronte allingresso la
roccia naturale pavimentata da un lastricato impostato su un vespaio di
pietrisco.89
Durante le indagini di scavo lesedra fu divisa in tre settori, denominati A a
destra dellingresso, B al centro dellesedra, C a sinistra dellentrata (fig. 1). Nel
settore A il piano pavimentale costituito da terra rossastra frammisto a pietrisco.
In questarea furono recuperati n153 reperti; nel settore B diciassette; nel C due.
Molti reperti erano addossati alla banchina e in parte sopra la stessa. 90 Dalle
fiancate della camera e dal retro dellesedra provengono altri quattro reperti di cui
si parler pi avanti. In ultimo, per venti oggetti non stata indicata la posizione
(graf. 47).
200
153

DISTRIBUZIONE REPERTI

150
100
50

20

17

0
AREA A
a destra
dell'ingresso

AREA B
area centrale

AREA C
a sinistra
dell'ingresso

POSIZIONE NON
INDICATA

Grafico 47. Bidistili, Nuoro. Distribuzione dei materiali nell'area dell'esedra.

Il grafico 47 evidenzia la netta preponderanza del materiale nel settore A, a


destra dellingresso.
I materiali ritrovati nellesedra sono in totale centonovantadue. Di questi 181
sono ceramici, uno fittile non vascolare, dieci litici. Lunico oggetto fittile non

89
90

LILLIU 2003, p. 446.


LILLIU 2003, p. 446.

77

vascolare una fusaiola avente sezione lenticolare. Il materiale litico invece


costituito da un elemento circolare in scisto, presumibilmente un vago; una
scheggia di ossidiana; una piccola lama sempre di ossidiana; un elemento di
quarzo di cui si ignora la funzione; due pestelli di granito; una cote di micascisto;
un ciottolo di scisto; un frammento di piccolo martello asciforme in granito; infine
un oggetto ben levigato di scisto di cui non chiara la funzione. Come si dir in
seguito, la fusaiola insieme con la met dei reperti litici furono ritrovati di fronte
allingresso e si ipotizza facessero parte del corredo funerario.
Il materiale ceramico vascolare molto pi ingente. Lanalisi tipologica ha
permesso di riconoscere nove categorie, come evidenziato nel grafico 49. Le
forme aperte sono nettamente superiori costituendo il 91% del totale. Tra queste la
forma pi incisiva il tegame. Il 27% composto dalle altre otto categorie, le
quali sono per lo pi rappresentate da uno o pochi pi esemplari. Fanno eccezione
le ciotole in numero di diciannove e le olle in totale sedici. Questultima lunica
forma chiusa insieme con lunico vaso a collo. Particolare la presenza di un
bacino o bacile. La sua datazione al Bronzo finale/I et del Ferro indica un
prolungato utilizzo della tomba e un continuo svolgimento delle pratiche rituali
fino a questo periodo.

151

Ceramica vascolare

11

15

Destra esedra Centrale

Ceramica non vascolare

Litica

18

Sinistra esedra
Posizione non indicata

Grafico 48. Bidistili, Fonni. Incidenza dei diversi materiali nelle tre aree dell'esedra.

78

ESEDRA
Spiane

1%

3%

Teglie/Tegami

1%

FORME

1%

Aperte
9%

9%

Chiuse

Bacini
Scodelle

2%

10%

91%

Ciotole
Tazze

73%

Boccali

0%

Vasi a collo

Grafico 50. Bidistili, Fonni. Fogge


ceramiche dell'esedra suddivise in
forme aperte e chiuse.

Olle
Grafico 49. Bidistili, Fonni. Fogge ceramiche presenti nell'esedra.

CAMERA
La camera lunga m 4 e larga m 0,93. Il pavimento lastricato. Le lastre
poggiano sopra un vespaio di pietre.91 Allinterno della cella sepolcrale furono
ritrovati solo otto reperti. Di notevole importanza lunico oggetto metallico,
nello specifico un braccialetto nastriforme in ferro. Fu ritrovato insieme a un
gruppo di sei vasi, unici reperti vascolari provenienti dalla camera. Il corredo era
disposto sopra un letto di ciottoli fluviali. Secondo la lettura del prof. Lilliu i
ciottoli di fiume simboleggiano il viaggio sullacqua che il defunto affrontava per
raggiungere laldil.92 Il gruppo doveva essere il corredo funerario di una persona,
forse importante se si considera il braccialetto.
Lottavo reperto un frammento di cote di scisto micaceo.
Il gruppo di sei vasi costituito da un tegame, una scodella, due ciotole e
due tazze (graf. 51). Sono assenti le forme chiuse, in particolare lolla sempre

91
92

LILLIU 2003, p. 446.


LILLIU 2003, p. 446.

79

presente nei corredi funerari delle altre tombe analizzate. Lesiguit del corredo
funerario potrebbe essere imputata alla depredazione del materiale archeologico.

FORMA

CAMERA

Aperte
Teglie/Tegami

Chiuse
0%

17%
33%

Scodelle

100
%

17%
Ciotole
33%

Grafico 52. Bidistili, Fonni.


Suddivisione
delle
fogge
vascolari in forme aperte e
chiuse.

Tazze

Grafico 51. Bidistili, Fonni. Fogge vascolari


presenti nell'area dell'esedra.

FIANCATE CAMERA
Durante gli scavi sono stati ritrovati altri quattro oggetti nelle fiancate della
camera. Sono materiali litici e nello specifico due macine; una cote di scisto e un
pestello di granito. Una delle due macine e il pestello provengono dallarea
retrostante lala destra dellesedra mentre gli altri due da una delle fiancate della
camera, non si specifica per quale. Nella pubblicazione riguardante la tomba
questi oggetti sono inseriti nellelenco del materiale rinvenuto nellarea
dellesedra.93 Tuttavia la natura stessa dei reperti sembra associarli ai corredi
funerari. I dati di scavo a disposizione non danno indicazione sullo stato delle US
al momento dei lavori ne accennano ad analisi e confronti. Considerata la natura
del materiale, pi probabile che facesse parte del corredo funerario piuttosto che
degli oggetti usati nei rituali. Anche il raffronto con altre tombe di giganti
suggerisce questa tesi. Durante la depredazione del sito o nello stesso periodo
duso del monumento, parte del contenuto pu essere stata riversata ai lati della
camera e probabilmente anche nellarea dellesedra. E da questarea, a ridosso
93

LILLIU 2010, pp. 109-110.

80

dellingresso provengono sei degli undici oggetti non vascolari di cui si in


precedenza parlato (graf. 48). Si tratta della fusaiola, della piastrina di scisto, dei
due manufatti di ossidiana, della cote ovale e del martello asciforme. possibile
che anche questi facessero parte del corredo funerario e che siano stati spostati in
un secondo momento.
ANALISI PRELIMINARE DEI DATI

Categorie ceramiche

Presenza Esedra

Presenza Camera

Spiane

1%

Teglie/Tegami

73%

17%

Bacini

0%

Scodelle

2%

17%

Ciotole

10%

33%

Tazze

3%

33%

Boccali

1%

Vasi a collo

1%

Olle

9%

TOTALE FORME

91%

100%

9%

/
/
/

APERTE
TOTALE FORME
CHIUSE

81

Il risultato della comparazione delle diverse categorie ceramiche presenti


nellesedra e nella camera si discosta da quelli ottenuti per le altre tombe di
giganti analizzate in questo lavoro. La differenza maggiore lincidenza delle
forme aperte allinterno del vano funerario, le quali costituiscono il 100% del
totale. un dato insolito nonch curioso. Come per la tomba di S. Cosimo presso
Gonnosfanadiga non si conosce il numero complessivo di ritrovamenti n la mole
di materiale ceramico non diagnostico. Stando ai dati finora raccolti si pu dire
che scodelle, ciotole e tazze sono forme ceramiche presenti sia nellesedra che
nella camera. Nellarea dellesedra sono presenti pi categorie anche se alcune
rappresentate da un unico esemplare o poco pi. La situazione dellesedra non si
discosta da quella delle altre tombe di giganti. Le forme aperte sono sempre pi
della met, in questo caso addirittura il 91%. Tra queste sono presenti le consuete
scodelle, ciotole, tazze e i tegami. Particolare il bacile del quale si
precedentemente parlato. Tra le forme chiuse sempre presenza lolla che ne
costituisce la quasi totalit, sedici esemplari su diciassette.

DECORAZIONE

69

96

INCISIONE
IMPRESSIONE
INCISIONE/IMPRESSIONE

9 3

INCISIONE/PITTURA

0
0

EXCISA

1
1
0

PLASTICA
ESEDRA
SENZA DECORAZIONE

CAMERA

Grafico 53. Bidistili, Fonni. Tipi di decorazioni vascolari.

Altro dato importante il numero di materiali decorati. Nella camera solo


un oggetto decorato, nellesedra invece la decorazione caratterizza il 62% del
totale. La maggioranza degli oggetti sono teglie/tegami decorati a impressione o

82

impressi e incisi. Dieci tegami hanno la parete interna ornata da un disegno


antropomorfo. Un piccolo cerchio racchiude tre o quattro file verticali di punti.
Dalle due estremit inferiori del cerchio si dipartono due linee oblique parallele.94
Pochi reperti sono decorati tramite altre tecniche quali excisione,
decorazione plastica e incisione. Tre manufatti hanno tracce di pittura sui motivi
incisi, cos da dare maggior risalto al disegno.
In ultimo si valutano la disposizione di tutti i reperti e la loro incidenza nella
camera e nellesedra. Se non si considerano le ipotesi suddette circa la presenza di
corredo funerario fuori della camera, si ottiene il grafico 54. La maggioranza del
materiale ceramico e litico proviene dallesedra.
Il grafico 55 invece prende in considerazione la teoria dello svuotamento
della camera. In questo caso la maggioranza dei fittili non vascolari costituisce
parte del corredo funerario.

94

In tre esemplari il cerchio inciso, nei restanti sette impresso. Le file di punti sono ottenute
sempre a impressione con un pettine.

83

Litici

10

1
Fittili non vascolari

0
1
0

Metallici

0
0
1
0

Ceramici

181

6
0

50

100

150

Ceramici
0

Metallici
0

Fittili non vascolari


0

Litici
4

ESEDRA

181

10

CAMERA

FIANCATE

Grafico 54. Bidistili, Fonni. Disposizione dei differenti materiali nella tomba di giganti.

Litici
Fittili non vascolari

0
1

Metallici

0
1

Ceramici

10

181

6
0

50

100

150

ESEDRA

Ceramici
181

Metallici
0

Fittili non vascolari


0

Litici
5

CAMERA

10

Grafico 55. Bidistili, Fonni. Disposizione dei differenti materiali nella tomba di giganti
considerando la teoria di svuotamento della camera funeraria.

84

Figura 17. Bidistili, Fonni. Planimetria della tomba e distribuzione del materiale archeologico.

Figura 18. Bidistili, Fonni. Sezioni della tomba.

85

4.3. PALATU, BIRORI


La tomba di giganti di Palatu sita nei pressi dellabitato di Birori, su un
terreno roccioso, spianato prima dellerezione dellopera. Le indagini di scavo
furono dirette dal professor A. Moravetti nellestate del 1982, con la
partecipazione degli studenti dellUniversit di Sassari. I lavori interessarono
lintero sito.
Il monumento rientra nella tipologia mista con esedra ortostatica e camera
funeraria a filari. Come la tomba di Bidistili, Fonni95 costituita da doppio
paramento murario intramezzato da pietrame e terriccio. Il materiale utilizzato per
la messa in opera la trachite. Ha una lunghezza di m. 15,50 e una larghezza di m.
4,20. Lingresso orientato a Sud-Est.
La presenza di due nicchie allinterno della camera funeraria accomuna il
monumento di Palatu alle tombe ipogeiche a prospetto. Per questa ragione si
colloca la costruzione della tomba di giganti al Bronzo antico. Lo studio del
materiale data lutilizzo della tomba non oltre il Bronzo medio. In et storica la
tomba fu riutilizzata. La parte terminale della cella fu racchiusa da una lastra
infissa nel terreno e una di chiusura ottenendo un vano pi piccolo. La nuova
tomba fu realizzata quando la camera originaria era gi priva di copertura.96
ESEDRA
Lesedra semicircolare del tipo a ortostati, con una corda di m. 11,70 e
una freccia di m. 3,35. Si accorda con una linea continua al corpo tombale.97
Lemiciclo percorso da un bancone sedile. Secondo larcheologo Moravetti,
oltre ad avere avuto funzione cultuale, la banchina aveva anche funzione di

95

Bidistili, Fonni, capitolo 4.1.


MORAVETTI 1984, pp. 81, 87, 94.
97
MORAVETTI 1984, pp.70 - 71.
96

86

rinforzo degli ortostati. La teoria basata sulla minore presenza del bancone
sedile nellesedra a struttura a filari.98
Nello spazio dellesedra si incontrarono scaglie litiche che originariamente
costituivano il pavimento del vano tombale.
Il materiale dellesedra esclusivamente ceramico. Diversamente dagli
esempi di Li Lolghi e Coddu Vecchiu (Arzachena), Li Mizzani (Palau) e Bidistili
(Fonni), fu ritrovato quasi tutto nellarea a sinistra dellingresso (zona Sud).
Questa eccezione non pu essere dovuta alla pendenza del terreno, il quale,
come si precedentemente detto, fu regolarizzato prima della messa in opera del
monumento. Il fatto che nella zona a destra ci fosse un numero irrisorio di reperti
fa propendere a una scelta preferenziale e non a una casualit.99
Si documentano una spiana, teglie/tegami, scodelloni, ciotole, tazze, olle. A
questi si aggiungono sei frammenti decorati da un ornato metopale impresso e un
fondo di spiana con impressione a cercine.
CAMERA
Allesterno il corpo absidato lungo m 15,50 e largo m 4.30. Allinterno
invece la cella lunga m 11,55. La larghezza allingresso di m 0,55 e di m 1,20
nella parte terminale. Una particolarit della camera di Birori la presenza di due
nicchie quadrangolari. Le due nicchie hanno le stesse misure: larghezza m 0,85 x
0,70 di lunghezza e unaltezza di m 0,78.100 La loro presenza alquanto insolita in
tombe di giganti.101 Secondo Moravetti le nicchie avvicinano le celle alle domus
de janas e alle tombe ipogeiche con prospetto architettonico.102
Il pavimento era costituito da lastre di piccole e medie dimensioni, piatte e
lisce. Come suddetto, parte di queste lastre sono state ritrovate nellarea
98

MORAVETTI 1984, pp. 75 - 76.


Lo stesso metro di giudizio stato applicato alle tombe che, viceversa, documentano una
maggiore quantit di reperti nellarea a destra dellesedra.
100
MORAVETTI 1984, p. 70.
101
Alcuni esempi noti sono Lassia, Puttu e Oes, Sas Prigionas.
102
MORAVETTI 1984, pp. 79, 80.

99

87

dellesedra attestando unazione di svuotamento. questa probabilmente la


ragione per la quale allinterno della camera si ritrovarono pochissimi materiali.
Nel corridoio gli scavi misero in luce sono tre schegge di ossidiana, qualche
frammento ceramico non diagnostico e pochi riconducibili a teglie/tegami e
ciotole, infine sei caratterizzati da decorazione metopale. Allinterno delle nicchie
erano presenti una verga di bronzo probabilmente appartenente a un bracciale e
qualche frammento ceramico.
ANALISI PRELIMINARI
Non si conosce la stima complessiva del materiale archeologico e neppure
quanti siano gli esemplari appartenenti a ciascuna categoria vascolare ritrovata. Si
tuttavia inserita la tomba di Palatu poich si conoscono due importanti dati: il
numero e la tipologia dei reperti non vascolari e la prevalenza di materiale
nellarea a sinistra dellesedra.
Per quanto riguarda i reperti non vascolari furono ritrovati tre elementi litici e uno
metallico dentro la camera e nessuno nellesedra. Come nelle altre tombe i reperti
non ceramici sono sempre di pi nella camera.

88

Figura 19. Palatu, Birori. Planimetria della tomba.

Figura 20. Palatu, Birori. Sezioni della tomba.

89

4.4. LE TOMBE DI GIGANTI DEL CENTRO SARDEGNA A


CONFRONTO
Si propone per le tombe di giganti del centro Sardegna un confronto di tutti i
dati acquisiti nei singoli capitoli. Il fine quello enunciato per le tombe del Nord
Sardegna: creare un quadro informativo generale che consenta di conoscere i punti
in comune e le discordanze tra i diversi siti, permettendo la realizzazione di una
linea guida.
CARATTERISTICHE

ILOI 2

BIDISTILI

PALATU

SUD

EST/SUD-EST

SUD-EST

Tipo di esedra

A filari

A filari

A ortostati

Bancone sedile

SI

SI

SI

Concentrazione dei
materiali nellesedra

Area a destra del


portello103

Area a destra del


portello

Area a sinistra del


portello

Pendenza del terreno

NO

NO

NO

A filari

A filari

A filari

Ingresso rivolto a:

Tipologia costruttiva
della camera funeraria
N fasi costruttive
Particolarit

Datazione

1 fase costruttiva
Pavimento camera
lastricato

1 fase costruttiva

1 fase costruttiva

Pavimento camera
e fronte ingresso
lastricato

Due nicchie nella


camera

Dal Bronzo medio


Dalla II fase del
Dal Bronzo antico
alla fine del Bronzo
Bronzo medio
alla fine del
finale/ I et del Ferro
allXI sec. a. C.
Bronzo medio
Le caratteristiche prese in considerazione nello schema soprastante sono per

la maggior parte comuni nelle tre tombe di giganti messe a confronto. Tutte e tre
103

La tomba vista di fronte, con lo sguardo rivolto verso lingresso.

90

le tombe di giganti presentano un bancone sedile nellesedra, nonostante


questultima sia in due casi a filari e nellaltro a ortostati. Secondo il professor
Moravetti il bancone oltre ad avere una valenza cultuale era anche una soluzione
architettonica. I sedili evitavano linclinazione degli ortostati e quindi il crollo
della facciata. Questa teoria non valida nelle esedre costituite da filari. In questo
caso indubbia la sola funzione rituale. Un dato a favore della teoria, sempre
secondo Moravetti, la maggiore incidenza del bancone sedile nelle tombe con
esedra ortostatica rispetto a quelle con esedra a filari.
Sia nella tomba di Iloi 2 sia nella tomba di Bidistili, i reperti erano
concentrati maggiormente nellarea a destra dellingresso. Si tratta del 77% a Iloi
e dell80% a Bidistili. In entrambi i casi, lalta percentuale non imputabile alla
pendenza del terreno poich le tombe sorgono la prima su un banco pensare per
annullare il dislivello e la seconda su una pianura. Per Palatu non si conoscono i
dati circa la disposizione del materiale archeologico al momento dello scavo.
ESEDRA
Nel grafico 56 sono confrontate le diverse tipologie ceramiche attestate
nelle aree dellesedra di Iloi 2 e Bidistili. Nello specifico sono riportate le
percentuali di incidenza delle stesse fogge le quali sono risultato dellelaborazione
dei dati presentati nei capitoli riguardanti ciascun monumento.
Le ciotole, le tazze, i vasi a collo e le olle hanno pi o meno la stessa
incidenza nelle due tombe. Ciotole e olle in particolare hanno unalta percentuale
rispetto ad altre forme testimoniate solo da una o pochi pi esemplari.
Teglie/tegami e scodelle invece differiscono. Teglie/tegami sono la forma
dominante nellesedra di Bidistili, mentre le scodelle sono invece la forma pi
importante a Iloi 2, senza considerare il materiale non diagnostico. A Bidistili le

91

forme aperte costituiscono il 91% del totale, a Iloi 2 il 78%.104 In entrambi i casi
le forme chiuse sono minime.

ESEDRA
80%

73%

70%
60%
47%

50%
40%
30%

21%

20%

10% 10%

9%
10%

1% 1%

0%

0%

0%

8% 9%

1% 3%

2%

ILOI 2

1% 0%

3%1%
0%

0%

BIDISTILI

Grafico 56. Fogge vascolari presenti nelle esedre delle tombe di giganti di Iloi 2 e Bidistili.

CAMERA
Lo stesso lavoro di confronto stato sviluppato per le ceramiche vascolari
presenti nella camera.
Come si gi osservato nel capitolo riguardante la tomba di Bidistili, le
ceramiche vascolari recuperate nella cella sono tutte aperte. Non attestata infatti
nessuna forma di tipo chiuso. Sono presenti solo quattro categorie per un totale di
sei materiali. un dato che si allontana da quelli ottenuti per le altre tombe di
giganti analizzate in questo lavoro. La causa della discordanza pu essere

104

Nel caso di Bidistili non si conosce la percentuale del materiale non diagnostico. Per
comprendere il confronto tra le due tombe anche per Iloi 2 si calcolata la percentuale delle
forme aperte/chiuse senza considerare i non diagnostici.

92

ricercata nellesiguit stessa del materiale ceramico che a sua volta la


conseguenza di opere vandaliche.

CAMERA
70%

60%

60%
50%
40%

33%

33%

30%
20%

8%

17%

13%

17%
9%

8%

10%

1%

1%

0%
teglie o
tegami

Scodelle

ciotole

tazze

ILOI 2

Vasi a collo Vasi carenati

olle

Non
diagnostici

BIDISTILI

Grafico 57. Fogge vascolari presenti nelle celle funerarie delle tombe di giganti di Iloi 2 e Bidistili.

Anche allinterno della camera di Iloi 2 le forme aperte costituiscono la


maggioranza dei materiali, l85% senza considerare i non diagnostici. Le forme
chiuse sono davvero poche. Anche nel caso di Iloi 2 i risultati sono differenti da
quelli delle altre tombe. Se nel caso di Bidistili si pu pensare a una mancanza di
materiale per Iloi 2 non si pu giungere alla stessa conclusione. Si consideri infatti
che i dati a disposizione sono di pi rispetto a tutte le altre tombe e inoltre, grazie
agli studi sui materiali e sulle unit stratigrafiche, si potuto riconoscere il
materiale appartenente al corredo funebre fuori contesto oggetto di due differenti
azioni di svuotamento della camera. Il corredo funebre di Iloi 2 costituisce un
esempio di discordanza e come tale sar considerato nel capitolo di confronto
delle tombe.

93

ANALISI DEI DATI


Come per le tombe del Nord Sardegna, anche in questi due casi a confronto
si pu osservare una maggiore variet di categorie vascolari nellesedra rispetto
alla camera. In questultima sono documentate solo sette forme contro le tredici
dellesedra. Sempre nellesedra documentato il maggior numero di materiali
vascolari decorati e una maggiore variet di stili decorativi. In particolare si nota
la preponderanza dellimpressione nelle due tombe, sia nello spazio dellesedra sia
nella camera (graf. 58).
Per quanto riguarda il materiale non vascolare nelle tombe di giganti di Iloi
2, Bidistili si concentra maggiormente allinterno delle camere sepolcrali e a
Palatu si trova solo dentro la cella. Nel caso di Bidistili pi numeroso della
stessa ceramica vascolare (graf. 59). Questo dato conferma quanto gi detto in
altri capitoli: gli oggetti litici, metallici e fittili non vascolari avevano significato
come corredo funebre e probabilmente nessuna funzione nei rituali funerari.

94

748

INCISIONE
IMPRESSIONE
INCISIONE/IMPRESSI
ONE
INCISIONE/PITTURA

203
69

GRAFFITA

5
18

EXCISA

0
0

0
3
9

0
96

12

1
76 22

26

0
0
0

ESEDRA

CAMERA

ESEDRA

CAMERA

ILOI 2
BIDISTILI
Grafico 58. Tipi di decorazione
nelle tombe
di giganti del Nord Sardegna.

CERAMICA VASCOLARE
870
METALLI
LITICA
AMBRA
FITTILE NON VASCOLARE
250
181

3 4 4 1
ESEDRA

14 5 1 2
CAMERA

ILOI 2

6 1 10 0 1

0 5 0 0
ESEDRA

CAMERA

BIDISTILI

ESEDRA

CAMERA

PALATU

Grafico 59. Distribuzione dei materiali nelle tombe di giganti del Nord Sardegna.

95

1 3 0 0

0 0 0 0

CAPITOLO 5

LE TOMBE DEL SUD SARDEGNA

5.1. S. COSIMO, GONNOSFANADIGA


La tomba di giganti di S. Cosimo situata nel territorio di Gonnosfanadiga,
nella provincia del Medio Campidano. conosciuta anche come Sa grutta de
Santu Giuanni. Il monumento fu scoperto dallallora proprietario del terreno, il
quale durante i lavori di disboscamento recuper sei vasi dal vano tombale.
Nellanno 1981 il professor G. Ugas diresse i lavori di scavo portando alla luce la
tomba di giganti.
Una piattaforma di pietre di medie dimensioni rifascia la camera e si unisce
al paramento dellesedra. Aveva la doppia funzione di fornire maggiore staticit
all'edificio ed evitare linfiltrazione dellacqua piovana all'interno della camera.
Al paramento esterno si congiungono due recinti a ortostati disposti in due
file, i quali delimitano le fiancate della camera. In ugual modo le ali dellesedra
sono unite da una serie di ortostati disposti a semicerchio. Il professor G. Ugas,
basandosi sullanalisi delle unit stratigrafiche, attribuisce i tre recinti alla
frequentazione romana del sito. Le aree cos delimitate avrebbero svolto la
funzione di recinti per il bestiame.
La tomba di giganti di S. Cosimo orientata a Sud.105
Scavi abusivi hanno sconvolto la stratigrafia della camera, il cui contenuto
stato in parte riversato lungo le fiancate del monumento.
ESEDRA
Lesedra costituita da grossi blocchi di granito disposti a filari ad altezza
decrescente dallingresso ai lati. La lunghezza delle ali percorsa da un basso
bancone sedile. Nellarea a destra dellingresso presente un focolare. Manca la
stele centrale mentre sembra fosse presente il portello di chiusura, analogamente a
Iloi 2, Sedilo. Lesedra ha una corda di m. 17,70 e una freccia di m. 5,60.

105

UGAS 1981, pp. 7, 8.

97

ESEDRA

FORME

Ciotole

Poculi

Olle a tesa interna

Olle

Aperte

50%

Chiuse

50%

25%
42%

25%
8%

Grafico
61.
S.
Cosimo,
Gonnosfanadiga. Fogge ceramiche
divise in forme aperte e chiuse.

Grafico 60. S. Cosimo, Gonnosfanadiga.


Fogge vascolari presenti nell'esedra.

I manufatti riconducibili a una forma ceramica sono pochi. Sono dodici e si


suddividono in quattro categorie: ciotole, poculi, olle a tesa interna, olle. La
ciotola predominante. Le due forme chiuse, olla a tesa interna e olla, sono
entrambe attestate da sei reperti. Forme aperte e chiuse si equiparano. Purtroppo
non stato possibile risalire al numero totale di ritrovamenti.106 Cos come per la
tomba di giganti di Bidistili a Fonni, non si conosce la mole di materiale non
diagnostico.
A causa della scarsit della documentazione non si conosce lesatta
collocazione dei reperti. Per questo motivo non possibile sapere se per i rituali si
utilizzasse tutta larea dellesedra o se si prediligesse una zona piuttosto che
unaltra.
CAMERA
La camera funeraria del tipo a filari. Ha una pianta rettangolare absidata
nella parte finale, lunga m. 16,50 e larga m. 1,58. Il pavimento, solo in parte
ancora visibile, costituito da pietre di piccole e medie dimensioni. La copertura,
anchessa solo in parte visibile, costituita da lastroni disposti a piattabanda. Il
106

Nella pubblicazione del 1981 si menzionano solo i reperti diagnostici e la ricerca nei diversi
archivi non ha dato i risultati sperati.

98

pavimento della camera fu costruito sotto il livello del piano di calpestio,


togliendo monumentalit agli alzati, i quali sono visibili solo a met della loro
altezza totale.
Come si precedentemente accennato lallora proprietario del terreno trov
un gruppo di sei vasi durante i lavori di disboscamento. A questi si aggiungono i
materiali trovati durante la campagna di scavo.

CAMERA
Scodelle
Boccali
Olle

FORME

Tazze
Olle a tesa interna

Aperte

Chiuse

42%

8%
17%

58%

Grafico
63.
S.
Cosimo,
Gonnosfanadiga. Fogge vascolari
suddivise in forme aperte e chiuse.

17%
50%
8%

Grafico 62. S. Cosimo, Gonnosfanadiga. Fogge vascolari presenti nella camera.

Si attestano cinque fogge ceramiche, di cui tre aperte e due chiuse. Le forme
chiuse costituiscono tuttavia la maggioranza in numero di sette contro cinque.
Lolla a tesa interna la categoria predominante. Questa foggia vascolare
sempre decorata e ben rifinita.
Anche per la camera non si risaliti al numero complessivo di reperti non
diagnostici.
Insieme con il materiale vascolare sono state ritrovate anche schegge di
ossidiana ma soprattutto vaghi di collana di vetro e di pasta vitrea. I primi sono in
vetro blu, verde, marrone, beige, chiarovariegato. I vaghi di pasta vitrea sono a
dischetto, a rotellina dentata, tubulari a solcature verticali del tipo segmented

99

beads. Sono in vetro blu e verde.107 I vaghi facevano sicuramente parte del
corredo funerario di una donna.
ANALISI PRELIMINARE DEI DATI
Le percentuali di incidenza delle diverse classi vascolari sono messe a
confronto nella tabella che segue.
Categorie ceramiche

Presenza Esedra

Presenza Camera

Scodelle

17%

Ciotole

42%

Tazze

17%

Poculi

8%

Boccali

8%

Olle a tesa interna

25%

50%

Olle

25%

8%

TOTALE FORME

50%

42%

50%

58%

APERTE
TOTALE FORME
CHIUSE
La tabella mostra la scarsa variet di categorie vascolari sia nellesedra che
nella camera. Diversamente da altre tombe di giganti nellesedra non
documentata la tazza, presente invece allinterno della camera. Sembra essere
sostituita dal poculo presente per solo con un unico esemplare. Altra differenza
107

UGAS 1981, p. 10.

100

lalta percentuale di forme chiuse nellesedra che costituiscono la met del totale.
Queste differenze possono essere dovute alla scarsit di informazioni raccolte o a
una vera e propria discordanza rispetto alle altre tombe. Il confronto con le altre
sepolture sar importante per chiarire questo punto.
Come si in precedenza accennato, lolla a tesa interna una categoria
vascolare complessa, sempre decorata e ben lavorata. Questa classe ha una
valenza cronologica. tipica del Bronzo medio e, insieme agli altri materiali
archeologici ha permesso di la tomba di giganti alla prima fase del Bronzo medio.
Nello specifico la tomba fu utilizzata tra il 1400 al 1300 a.C.108
Il corredo funerario infatti riflesso del possessore. Venivano scelti gli
oggetti che meglio rappresentavano, e tuttora rappresentano, il defunto. La
presenza di Olle a tesa interna anche nellesedra potrebbe essere letta come
svuotamento di parte della camera. Non si conoscono maggiori dettagli sulla
stratigrafia e sulle condizioni dellesedra al momento dello scavo. Non si in
grado di dare maggiori dettagli sullo svuotamento teorizzato, il quale potrebbe
essere avvenuto durante la frequentazione nuragica per fare spazio a nuove
sepolture, o derivare dai lavori clandestini o infine non essere mai avvenuto.
La decorazione attestata sia nellesedra sia nella camera. Nella prima area
i reperti decorati costituiscono il 33% del totale. Sono documentate lincisione,
limpressione e una decorazione costituita da un triangolo inciso campito da punti
impressi. Nella camera la decorazione presente nel 50% dei reperti. Vi sono
motivi decorativi impressi, incisi e plastici (graf. 64).
Oltre la ceramica vascolare in precedenza analizzata, si registrano anche
reperti in vetro e pasta vitrea e litici. Non si conosce lesatto numero di schegge di
ossidiana ritrovate. Nel grafico 65 si usato il numero 2, indicativo della pluralit
del materiale ma non esatto. I vaghi di collana invece sono trentotto, molti di pi
rispetto alla stessa ceramica vascolare.
108

UGAS 1981, p. 11.

101

DECORAZIONE

INCISIONE
3

IMPRESSIONE
1 0

INCISIONE /
IMPRESSIONE
PLASTICA

0
1

SENZA
DECORAZIONE

ESEDRA

CAMERA

Grafico 64. S. Cosimo, Gonnosfanadiga. Tipi di decorazione attestati nella tomba.

Il grafico 65 mostra la sola presenza di questi allinterno della camera.


una situazione analoga alla maggior parte delle tombe di giganti avvalorando
limportanza di questi reperti come corredo funebre e la loro inutilit nei rituali
che si svolgevano presso lesedra.
I materiali dellesedra e della camera sono stati datati al Bronzo medio a. La
tomba fu usata dal 1400 al 1300 a.C.

Litici

2
0

Vetro e pasta vitrea

38
12
12

Ceramica vascolare

10

15

20

25

30

35

Esedra

Ceramica vascolare
12

Vetro e pasta vitrea


0

Litici
0

Camera

12

38

40

Grafico 65. S. Cosimo, Gonnosfanadiga. Disposizione dei differenti materiali nella tomba.

102

Figura 21. S. Cosimo, Gonnosfanadiga. Planimetria della tomba e distribuzione del materiale
archeologico.

Figura 22. S. Cosimo, Gonnosfanadiga. Sezioni della tomba.

103

CAPITOLO 6

I RITUALI FUNERARI NELLE


TOMBE DEI GIGANTI

I RITUALI FUNERARI NELLE TOMBE DEI GIGANTI


Nei precedenti capitoli sono stati ricercati e studiati degli aspetti specifici
per ognuna delle tombe di giganti prese in considerazione in questo lavoro. Il fine
quello di collegare i risultati della ricerca e utilizzarli per capire il significato e la
funzione che i diversi elementi delle tombe di giganti avevano per i loro
costruttori. Inoltre si applicheranno i dati alle diverse teorie che i vari studiosi
hanno esposto nella letteratura in merito a tale argomento, tentando di capirne la
validit o gli eventuali limiti.
Un punto pi volte ribadito che la bibliografia archeologica ripone molta
importanza sullarchitettura della tomba di giganti. La planimetria del monumento
sembra riproporre quel simbolo noto gi nel Neolitico recente nelle domus de
janas: la protome taurina. Il corpo delle tombe di giganti riprodurrebbe la testa
mentre le corna sono le ali dellesedra. Si pu pensare che la forma dellesedra sia
il risultato di una combinazione di elementi che si ricercavano nella sua
realizzazione: uno spazio racchiuso, in qualche modo delimitato, atto a ospitare i
riti; uno spazio che al contempo fosse facilmente identificabile come spaziocerimoniale e che richiamasse i caratteri della religiosit anche nellaspetto. Lo
stesso principio stato applicato nel cattolicesimo, nella realizzazione delle
chiese, le quali ripropongono il simbolo su cui si basa la religione senza perdere in
funzionalit.109
Una caratteristica su cui spesso ci si sofferma lorientamento della tomba
di giganti. Su un campione di trentacinque monumenti nove sono orientati a Sud,
nove a Sud-Est, cinque a Est. Tre hanno orientamento a Sud/Sud-Est e altrettante
tre a Sud-Ovest, due a Sud/Sud-Ovest. e altre due a Est/Sud-Est. Infine, una
orientata a Est/Nord-Est e una a Nord. La maggior parte di queste tombe ha
orientamento a Sud, che oscilla da Sud-Est a Sud-Ovest. Volendo fare una
109

La planimetria della chiesa occidentale cattolica ripropone la forma della croce, in cui transetto
e navata intersecandosi ne costituiscono i bracci.

105

distinzione territoriale si osserva che le tombe con orientamento a Sud sono


presenti in tutte e tre le zone della Sardegna. Quattro orientate a Est si trovano nel
Nord Sardegna e solo una nellarea centrale .Lunico monumento orientato a Nord
si trova nel territorio di Ozieri. Al Nord e al centro Sardegna sono documentate
tombe orientate a Sud-Est, assenti invece nel Sud Sardegna. In ultimo si nota che
le sepolture con orientamento a Sud-Ovest, Sud/Sud-Ovest, Sud/Sud-Est e
Est/Sud-Est sono tutte distribuite nel Sud Sardegna, in particolare nel territorio di
Sinnai. Fa eccezione la tomba di Bidistili, orientata secondo lasse Est/Sud-Est,
del centro Sardegna (graf. 66).
importante sottolineare che lingresso dei dolmen era prevalentemente

ORIENTAMENTO TOMBE DEI GIGANTI

orientato a Sud-Est, cos come quello delle alles couvertes. 110

NORD

0
0

E/N-E

0
0

E/S-E

0
0

EST
S/S-W

0
0

S/S-E

S-W

0
0

1
1
1
1
SUD SARDEGNA
1

4
2

CENTRO SARDEGNA

NORD SARDEGNA

1
3

S-E

3
3

SUD

2
0

Grafico 66. Distribuzione delle tombe di giganti secondo l'orientamento.

110

CONTU 1997, pp. 162.

106

6.1. CAMERA
La camera funeraria la costante architettonica nellevoluzione dal dolmen
alla tomba di giganti. La forma rettangolare rimane invariata, mutano invece le
misure e in particolare la lunghezza. Si osserva un allungamento della camera col
procedere del tempo. Da una media di m 1,75 nei dolmen ai m 4 nelle alles
couvertes fino ad arrivare a una media di m 10.111 La camera di S. Cosimo ha la
lunghezza interna di m 16,50 ed una delle pi lunghe della Sardegna.112
La ricerca archeologica che ha interessato le tombe di giganti ha
centralizzato

lattenzione

maggiormente

sullarea

dellesedra

sulle

caratteristiche architettoniche della tomba. La sepoltura accompagnata da corredo


funerario ha destato meno interesse forse perch non costituiva una novit. gi
nota in altre fasi culturali e in altri tipi di monumenti, come le grotticelle del
Neolitico medio, le domus de janas e i dolmen del Neolitico Recente fino alle
alles couvertes. Per questo motivo, nellanalizzare i sette siti si data maggiore
importanza allo studio del materiale archeologico e, in particolare per la camera,
al corredo funerario e tutto ci che lo concerne.
6.1.1. Corredo funerario
I dati archeologici attestano la credenza di una vita dopo la morte, una vita
spirituale in cui saranno necessari gli strumenti della vita passata, poich non
cambieranno i bisogni. Il corredo funebre un bagaglio indispensabile per il
viaggio che attende il defunto dopo la morte. Gli oggetti che lo compongono sono
lo specchio della vita passata, testimonianza delle attivit quotidiane e dello status
dellindividuo. Non difficile convincersi che le genti dellet nuragica
credessero che dopo la morte li aspettasse qualcosaltro. Si pensi alla civilt
moderna e contemporanea. Le maggiori religioni occidentali e orientali affrontano
il tema della morte escludendo che questa sia la fine di tutto. Gli ebrei credono
111
112

Lunghezze interne del corridoio.


UGAS 1981, p. 7.

107

che la persona continui a vivere nel nome dei suoi discendenti e che l'anima lasci
il corpo per raggiungere le altre anime che riposano nello Sheol,113 in attesa del
giudizio finale. Anche secondo lislam e il cattolicesimo dopo la morte segue
lattesa del giorno del giudizio. Gli induisti credono nella reincarnazione al fine
di ritrovare la divinit della quale Brahma li ha privati, nascondendola nel loro io
pi profondo. I popoli africani credono che i morti continuino a vivere sotto forma
di spiriti, protettori nella maggioranza dei casi, vagabondi e pericoli nel caso di
bambini, morti di morte violenta e persone con anomalie fisiche.114 Qualunque sia
lidea di luogo post-mortem dal paradiso al Sheol, allinferno alla stessa terra
su cui viviamo, i diversi pensieri religiosi credono che ne esista uno.
I corredi funerari delle tombe analizzate erano costituiti per la maggioranza
da materiale ceramico vascolare. Fa eccezione la tomba di S. Cosimo in cui
almeno il 77% costituito da vaghi di collana e schegge di ossidiana (graf. 67).115
Lo studio incrociato dei dati evidenzia una analogia nella scelta delle forme
vascolari nelle varie tombe. Teglie/tegami, scodelle o scodelle passanti a ciotole,
ciotole, tazze (sostituite a Li Lolghi dai poculi) e olle sono una costante nei
corredi funerari. Nello specifico su sei siti le prime sono presenti in quattro;
ciotole e tazze in tre, le olle in cinque. A queste forme predominanti si affiancano
spiane, vasi a collo e vasi carenati. A Coddu Vecchiu presente anche unolla
miniaturistica. Considerando che il corredo era costituito anche da olle di normali
dimensioni, sembra pi probabile pensare che fosse il gioco di un bambino ivi
sepolto pi che un oggetto con valenza cultuale. A Li Lolghi, Li Mizzani, Iloi 2 e
Bidistili la maggioranza delle forme sono di tipo aperto, viceversa a Coddu
Vecchiu e S. Cosimo le forme chiuse sono predominanti.

113

Soggiorno dei morti.


questo un caso di antropologia culturale applicata allarcheologia.
115
La percentuale potrebbe anche essere maggiore. Non si conosce il numero esatto delle schegge
di ossidiana ritrovate dentro la camera. Capitolo 5.1.

114

108

Non vascolari
S. COSIMO

12

BIDISTILI

Vascolari

40

12
22

ILOI 2

250

0
4

LI MIZZANI
CODDU
VECCHIU

LI LOLGHI

3
0

7
41
50

100

150

200

250

300

Grafico 67. Incidenza dei materiali vascolari e non nei corredi funerari delle tombe di giganti.

interessante notare che le fogge ceramiche rappresentate sono di tipo


comune, associabili a quelle documentate in contesti domestici o in generale
civili.116 Questa particolarit stata osservata anche da Maria Grazia Melis, a
proposito del corredo funerario dellipogeo a forno di Perda Lada-Decimoputzu.
Associa il materiale ritrovato allinterno della tomba al corredo funerario ed
esclude il suo uso in riti funerari in base alla natura delle forme. 117
La funzione del corredo non era mettere in evidenza il defunto. Se fosse
stato questo lintento, sarebbero state scelte ceramiche pi pregiate e fogge pi
elaborate. Le ceramiche del corredo funerario sono inseribili in tre tipi di utilizzo:
consumo di cibi solidi, consumo di bevande e conservazione di derrate alimentari,
solide e liquide. Si delinea un preciso quadro in cui il materiale vascolare serviva
per soddisfare i bisogni fondamentali di una persona, ossia mangiare e bere.
Oggetti come le olle invece possibile che fossero pensati per conservare quelle
derrate alimentari necessarie al defunto nella sua nuova vita. difficile stabilire
116
117

TANDA 2003, p. 99. LILLIU 2000, p. 47-51.


MELIS 2000, p. 136.

109

se, secondo la credenza popolare, cibi e bevande fossero necessari perch dopo la
morte non era possibile soddisfare i propri bisogni e fossero quindi indispensabile
avere un bagaglio o se servissero per superare il passaggio dalla vita terrena a
quella post-mortem. La presenza di forme atte alla conservazione delle derrate fa
propendere per la prima ipotesi e a questa si pu collegare anche il banchetto
rituale nellarea dellesedra.
A proposito del corredo funerario Mauro Perra osserva che dietro la scelta
della deposizione collettiva e del tipo di corredo c la volont di non differenziare
i defunti su base gerarchica o sessuale. Basa la teoria soprattutto sulla rarit di
elementi dornamento personale o armi. Conclude dicendo La scelta di tale
rituale funerario non depone automaticamente per lassenza di gerarchizzazione
allinterno della societ nuragica.118
Bench pochi i reperti metallici, litici, fittili non vascolari o ossei,
soprattutto se relazionati con le ceramiche, danno una chiara indicazione sulla
persona alla quale dovevano appartenere. Da Iloi 2 provengono un piccolo
pugnale; tre anelli,119 tre spirali di piccole dimensioni; due vaghi di collana,120 un
rocchetto o forse manico e una fusaiola fittili. A Bidistili il corredo comprendeva,
tra gli altri oggetti, una fusaiola e un martello asciforme. A Li Lolghi erano
presenti due pendagli, uno osseo e uno litico, e una punta di cuspide. A S. Cosimo
si contano trentotto vaghi di collana. Questi oggetti ci informano sul sesso del
defunto: donna nel caso delle fusaiole e del rocchetto; uomini nel caso del
pugnale, del martello e della punta di cuspide.
Dietro la scelta degli oggetti da associare al defunto non c, secondo la
scrivente, la volont di sottolineare le differenze dei singoli defunti. La scelta si
basava sullutilit e simbolo delloggetto pi che sul suo status symbol. Se dopo la
118

PERRA 2001, pp. 226-227. Questa tesi usata anche per smentire il rito dellincubazione, di
cui sotto.
119
Uno degli anelli forse riconducibile alla frequentazione alto-medievale della tomba.
120
Uno di bronzo di cui per dubbia la natura, e uno di ambra.

110

morte il defunto aveva le stesse necessit che aveva in vita, logico pensare che
anche oggetti come quelli sopra descritti fossero pensati per aiutarlo nella sua
nuova condizione. La stessa presenza di oggetti specifici per un lavoro potrebbe
indicare che i nuragici credessero che continuassero a essere necessari anche dopo
la morte, cos come continuavano quei bisogni fondamentali, quali mangiare e
bere. Non dato sapere in che modo fossero necessari questi oggetti, se si
credesse che sarebbero stati utilizzati o se la loro importanza fosse ci che
rappresentavano, o meglio se fosse necessaria la sola rappresentazione di un
lavoro, di una pratica quotidiana.
Un

ultimo

interessante

dato

lomogeneit

delle

testimonianze

archeologiche nei siti esaminati. Il risultato dello studio e i confronti non


mostrano una differenza nel materiale su base geografica o architettonica. Ogni
monumento caratterizzato da alcune varianti che non si ripresentano in altri siti,
ma sono tratti singoli e distintivi di un monumento e non di un gruppo.
6.1.2. Svuotamento della camera
In svariate tombe di giganti stato osservato che materiali attribuibili al
corredo funerario si trovano al di fuori della camera. In alcuni casi, la ragione del
fenomeno la depredazione del sito ad opera di vandali. Per altre tombe invece la
causa va ricercata altrove. Iloi 2 e Bidistili sono un esempio.
A Iloi 2 durante il Bronzo finale documentato lo svuotamento di parte del
contenuto della camera di fronte e alla destra dellingresso e ai lati e nel retro della
camera. A Bidistili sono stati attribuiti a unazione di svuotamento materiali
ritrovati nelle fiancate della camera e di fronte allingresso.121
La camera veniva svuotata di parte del suo contenuto per fare spazio a
nuove sepolture e a nuovi corredi. La scelta dellarea in cui spostare i materiali
non sembra casuale. Sembra esservi la volont di tenerli allinterno dellarea della
121

TANDA 2003, p. 81.

111

tomba, vicini alla camera. Si pu ipotizzare che la necessit di maggiore spazio


non portasse contemporaneamente a una perdita di significato e importanza delle
precedenti sepolture. Trasferendo il deposito allinterno dellarea della tomba
probabile che si pensasse di mantenere invariata la condizione dei defunti e la
funzione dei corredi. Si pu aggiungere che a Iloi 2 stata scelta come area
dellesedra la destra, in corrispondenza di quanto si dir pi avanti a proposito
della disposizione dei manufatti nellesedra. In effetti anche in essa si notata
unimportante incidenza del materiale nellarea a destra dellingresso. La scelta
dellarea nellesedra in cui deporre parte del deposito della camera e quella da
utilizzare per lo svolgimento dei rituali non sembra quindi casuale ma legata a uno
specifico significato dato alle diverse aree dellesedra. Il tema sar ripreso ed
esplicato nel paragrafo Preferenza dellarea a destra dellesedra.
6.2. ESEDRA
Le tombe di giganti sono la conclusione di uno sviluppo architettonico
cominciato nella cultura di Ozieri intorno al 3300 60122 con i dolmen.
Lelemento pi innovativo sicuramente lesedra. La scelta di delimitare unarea
fuori della tomba da leggere come sviluppo non solo architettonico ma anche
culturale. Let del Bronzo porta con s unevoluzione del concetto di morte e in
generale dellideologia funeraria. Non si tratta di un cambiamento radicale, bens
di un complemento alla gi radicata visione del culto funerario che ha ora bisogno
di essere praticato in uno spazio definito e delimitato. Ne prova la tomba 3 di
Madau nel territorio di Fonni in cui le ali dellesedra sono unite da una fila di
pietre di medie dimensioni (fig. 3, pag. 13). Dietro questa scelta costruttiva c
lintenzione di racchiudere, di cingere unarea destinata al culto. La civilt
nuragica porta con s la necessit di uno spazio nellarea della tomba destinata ai
vivi e ai loro culti.

122

MELIS 2000, p. 159. Datazione al C14 non calibrata.

112

Il passaggio dallet del Bronzo allet del Ferro determina labbandono di


questo bisogno. Durante let del Ferro infatti le tombe di giganti saranno
raramente usate, sostituite da sepolture monosome, a cista litica o a fossa. In esse i
rituali funerari si limiteranno per lo pi alla cura del morto.123 Nessun elemento fa
pensare a riti legati allofferta di cibi e bevande in onore del defunto o alla ricerca
di assistenza. Unica eccezione sembra essere la tomba a fossa megalitica di Sa
Costa a Sardara. Secondo Nissardi, infatti, le tracce di combustione presenti nei
reperti ossei craniali sono testimonianza di fuochi accesi durante i banchetti rituali
per la celebrazione dei defunti o per la purificazione degli stessi.124 Sembra pi
probabile interpretare le tracce di combustione quali prodotto della scarnificazione
ad opera di fuoco con la conseguente deposizione.
6.2.1 Esedra: spazio rituale
Stefania Bagella
Aspetti del rituale funerario in et nuragica
Lesedra si conferma luogo centrale dellattenzione, e di rituali Lo
spazio semicircolare che identifica e contraddistingue il modello stesso di tomba
di gigante, pensato per esserne parte praticabile (e lungamente praticata),
espressione della collettivit e legata a una fruizione pubblica, anche da parte del
singolo, il centro intorno al quale tutto il resto gravita 125
La sacralit dellesedra testimoniata dai menhir, dai pilastrini e dai betili
che si ritrovano in diverse tombe di giganti. Lungo il fianco sinistro di TamuliMacomer sono allineati sei betili, tre lisci e altrettanti mammellati.126 Questi
ultimi sono stati associati ad una divinit femminile. A Is Concias-Quartucciu
123

Si fa riferimento ai rituali di scarnificazione e deposizione secondaria e al seppellimento con


corredo funerario.
124
ATZENI 2007/2008, p. 88.
125
BAGELLA 2005b, poster.
126
LILLIU 1995, p. 423, 426.

113

presente un betilo,127 come anche a Goronna-Paulilatino128. A Barrancu MannuSantadi sono documentati un betilo, un menhir con coppella e un pilastrino
cilindrico.129 In sette tombe di giganti sono documentati cinque, tre o solo un
betilo troncoconico di grandi dimensioni con segni oculari scolpiti nella roccia
basaltica.130 Il numero degli occhi varia in base alla grandezza del betilo. Varia
anche la forma che pu essere tonda, trapezoidale o quadrangolare. Sono state
interpretate come mammelle in negativo o come occhi. In entrambi i casi si
associa il betilo ad una divinit, femminile per chi sostiene linterpretazione dei
seni in negativo, custode dei morti per chi sostiene la tesi degli occhi. Anche i
betili lisci e quelli con mammelle sono collegati ad una divinit maschile nel
primo caso e femminile nel secondo. Qualunque sia la teoria appoggiata dai
diversi studiosi, sono tutti concordi nel conferire una valenza religioso/sacrale al
betilo oltre a quella strutturale.131
A questi elementi si aggiunge il bancone-sedile. Come anticipato nel primo
capitolo, pi di uno studioso ha spiegato la presenza della banchina come
sostegno degli ortostati per evitarne uneventuale inclinazione.132 Si pu applicare
questa soluzione per le tombe di giganti con fronte ortostatica. Per le facciate a
filari invece si deve pensare ad una loro valenza nel rituale funerario. La funzione
cultuale avvalorata dalla presenza di materiale archeologico a ridosso dei conci
o sopra gli stessi. Se ne deduce che nelle tombe di giganti con esedra ortostatica
avesse la doppia funzione pratico/sacrale.

127

ATZENI 1966, p. 146.


LILLIU 1948, p. 59. A p. 54 della stessa pubblicazione Lilliu ipotizza la presenza di pi cippi
disposti a semicerchio di fronte allesedra sulla base del confronto con la tomba di CuvasDualchi e Perdu Pes-Paulilatino. Non ci sono per indizi che dimostrino lesistenza di cippi,
oltre la pietra betilica riportata in un disegno di A. Della Marmora e documentata da F.
Quintavalle.
129
BITTICHESU 1998, p.138.
130
I siti sono Oragiana-Cglieri (cinque betili), Slene-Macomer e Perdu Pes-Paulilatino (tre
betili), Mura e Logu, Pedra Niedda-Aidomaggiore e Pischina e Ainos-Tresnuraghes (un solo
betilo). LILLIU 1995, pp. 432-442.
131
LILLIU 1995, pp. 422-507.
132
CASTALDI 1976, p. 453. MORAVETTI 1984, pp. 75-76.

128

114

Nel caso specifico dei monumenti esaminati nei capitoli precedenti si


osserva che nelle tre tombe con esedra ortostatica solo in una presente la
banchina.133 Viceversa, nelle quattro tombe con fronte a filari una costante.134
Questo dimostra limportanza rivestita dal bancone-sedile nei rituali funerari.
Per comprendere lassenza della banchina nelle tombe di giganti con fronte
a ortostati sono stati considerati altri fattori. In primo luogo stata considerata la
fase di costruzione. Si pensato ad una maggiore antichit delle tombe senza
bancone. Ma sia la tomba di Li Lolghi in cui non c bancone, sia la tomba di
Palatu, in cui presente furono costruite durante la prima fase dellet del Bronzo.
Pi tarda invece la tomba di Coddu Vecchiu. Si scarta quindi lipotesi basata
sulla differenza di et dei monumenti. Lunica caratteristica che le due tombe
prive di banchina hanno in comune e che invece non contraddistingue la tomba di
Palatu una precedente fase del monumento come ale couverte.
Secondo Giovanni Ugas lesedra era uno spazio teatrale nel quale si
svolgevano una serie di riti magico-religiosi quali lutilizzazione dei cranii per
suscitare la pioggia tramite la magia omeopatica dellimmersione dellacqua, il
rito dellincubazione e altri riti propiziatori mediante danze e sacrifici. A parte il
rito dellincubazione di cui si tratter nel paragrafo successivo, gli altri riti
ipotizzati dallo studioso non sono sostenuti da alcun dato, archeologico o
letterario. Non sono stati trovati cranii nellarea dellesedra e non c alcun
elemento che faccia pensare a dei sacrifici. A questo proposito interessante la
testimonianza di una signora di Thiesi alla quale le zie raccontavano che tra la fine
dell800 e gli inizi del 900 durante i periodi di siccit la popolazione prendeva
ossa umane dal cimitero del paese e le portava in processione cos da propiziare le
piogge.

133

Si fa riferimento alle tombe di Arzachena (Li Lolghi e Coddu Vecchiu) in cui assente il
bancone, e la tomba di Palatu-Birori in cui presente.
134
Li Mizzani-Palau, Iloi 2-Sedilo, Bidistili-Fonni, S. Cosimo-Gonnosfanadiga.

115

Ugas continua dicendo che durante il Bronzo finale e let del Ferro fossero
ancora in uso le offerte agli antenati, che consistevano in vittime cruente. Anche
in questo caso non c niente che documenti il sacrificio di vittime come
offerta.135
6.2.2. Il rito dellincubazione
La prima fonte che affronta il tema di un rito funerario sardo Aristotele nel
Fisica. Nel IV libro egli affronta il problema del , del tempo e menziona i
sardi. Ne fa esempio spiegando che il periodo che passavano dormendo nella
dimora degli eroi non veniva ricordato. Il tempo non era trascorso.
Aristotele
, libro IV, 11
Daltra parte, per, lesistenza del tempo non neppure possibile senza
quella del cangiamento; quando, infatti, noi non mutiamo nulla entro il nostro
animo o non avvertiamo di mutar nulla, ci pare che il tempo non sia trascorso
affatto: la stessa impressione proverebbero quegli uomini addormentati in
Sardegna, secondo la leggenda, accanto agli eroi, qualora si destassero: essi,
infatti, accosterebbero listante in cui si assopirono con listante in cui si sono
destati e ne farebbero una cosa sola136
Questa usanza verr pi volte menzionata da commentatori di Aristotele,
quali Simplicio, Pausania, Filopono e altri storici quale Erodoto. Successivamente
lusanza verr chiamata rito dellincubazione.
Nella letteratura moderna, gi nel 1912 Raffaele Petazzoni espone
largomento in maniera esauriente correlando le diverse fonti. Egli spiega che il
mito dellincubazione deriva dallusanza della gente sarda di dormire presso le
tombe dei loro eroi. Simplicio riconosce in questi eroi gli stessi figli di Herakles e
delle Thespiadi. Sempre secondo lo storico delle religioni i greci ellenizzarono
gli eroi sardi associandoli agli Heracleidai. Cos come questi ultimi erano gli eroi
135
136

UGAS 1990, p. 200.


ARISTOTELE 1968.

116

antenati cos anche gli eroi richiamati dai nuragici erano gli avi. Ne consegue il
riconoscimento delle dimore degli eroi nelle tombe di giganti, in cui essi
riposavano.137
Persone malate o desiderose di sapere dormivano,138 fino a un massimo di
cinque giorni, con la speranza di entrare in contatto con il defunto e, tramite esso,
ricevere guarigione o sogni rivelatori.139
Mauro Perra sostiene che, non essendovi lintenzione da parte della
popolazione di contraddistinguere i defunti140, il rito dellincubazione non fosse
praticato nelle tombe di giganti. La scelta di una tomba collettiva e la volont di
non indicare il rango del defunto contrastano con il culto degli eroi defunti.141
Secondo la sottoscritta errato il punto da cui parte Perra. Se infatti si applica la
spiegazione data da Pettazzoni al termine eroi, il rito acquista un significato che
sembra accordarsi con lideologia nuragica. I greci per riuscire a spiegare e
comprendere il rito dellincubazione lo resero pi vicino alla loro concezione di
antenato. Gli eroi dei greci sono figli nati dallunione di una divinit con un
mortale, dotati di virt eccezionali.142. Leroe sardo lantenato, nel senso di
colui che vissuto prima, non il predecessore di una famiglia. Secondo il rito
dellincubazione, la popolazione nuragica chiedeva aiuto a coloro che lhanno
preceduta, i quali dopo la morte si credeva vivessero una nuova realt, in cui
tuttavia potessero comunicare con i vivi. Lilliu spiega il termine eroi come
antenati, grandi esseri con qualit superiori ed eroiche, tali da essere
assimilati, in periodo pi recente, a figure di divinit, come Iolos custodito e
venerato dai sardi nella sua tomba-tempio 143.

137

PETAZZONI 1912, pp. 413.


parere di Lilliu che, nelle tombe con bancone-sedile, giacessero su di esso. LILLIU 2003, p.
653.
139
MORAVETTI 1990, pp. 148, 149.
140
Vedi paragrafo sul corredo funerario.
141
PERRA 2001, pp. 226-227.
142
Definizione data dal vocabolario della lingua italiana al termine Eroe.
143
LILLIU 2003, p. 653.
138

117

Partendo dallidentificazione delle tombe di giganti come tombe-tempio,


Ercole Contu riconosce nella religione nuragica una religione incentrata sul
culto degli antenati eroizzati e priva di altre specifiche divinit personificate.144
parere comune che gli antenati siano eroi perch dopo la morte vivono una
nuova e diversa condizione.145
Stefania Bagella, per spiegare il fenomeno, applica la ricerca di K. E. Mller
sullo sciamanismo146 trovando dei punti comuni. Il rito dellincubazione prevede
un lungo sonno. durante uno stato di incoscienza del corpo che lo spirito pu
stabilire dei contatti. E tramite i sogni, gli antenati si rivelano al dormiente.
Continua osservando che vi sono erbe che inducono uno stato di trans, dei
sonniferi naturali che le genti nuragiche probabile conoscessero e che potevano
essere usate per raggiungere lo status mentale necessario per questo rito.147
Lidea di entrare in contatto con gli avi e da loro ricevere aiuto non
contrasta lidea della vita dopo la morte. Ma se questultima sostenuta dalle
ricerche archeologiche e dai ritrovamenti, il rito dellincubazione non si pu
avvalorare con gli stessi strumenti. Rimangono solo le fonti e le interpretazioni
che da esse si possono trarre.
6.2.3. Preferenza dellarea a destra dellesedra
In molti hanno osservato una maggiore incidenza del materiale archeologico
nellarea destra dellesedra.148 Nel caso specifico delle sette tombe di giganti
esaminate in questo lavoro, due attestano una maggiore concentrazione dei reperti
nellarea a destra dellesedra e di fronte allingresso, tre solo nellarea a destra,

144

CONTU 1997, p. 663.


Si sottolinea che questa unipotesi, descritta nel paragrafo riguardante la camera e il corredo
funerario.
146
MLLER 2001, p. 12.
147
BAGELLA 2005a, pp. 144-145. LUNIONE SARDA, 13.09.1997.
148
A destra per chi dallesterno ha lo sguardo rivolto allingresso della tomba.
145

118

una a sinistra. Della settima non si conosce la posizione dei reperti.149 A queste si
aggiungono la tomba di Su Monte e SApe a Olbia in cui i reperti erano pi
copiosi nellarea destra, e la tomba di Noddule a Orune in cui invece erano pi
numerosi a sinistra.150 Nelle tombe di Iloi 2, Palatu e Bidistili, in cui presente un
bancone-sedile, parte del materiale era addossato ai conci che lo costituivano o
poggiato su di essi. Su otto tombe, sei conservavano il maggior numero dei reperti
nellarea a destra dellesedra.
Il sempre crescente interesse sulle tombe di giganti ha messo in evidenza
questo

aspetto,

comune

nella

maggioranza

delle

tombe

esplorate

archeologicamente. La coscienza del fenomeno ha determinato lo studio di una


teoria che lo giustificasse. Si cercata la causa nella pendenza del terreno, aiutato
dallazione degli agenti atmosferici. Si hanno informazioni sulla pendenza del
terreno di sole sei tombe su otto precedentemente dette. Li Mizzani, Iloi 2,
Bidistili e Palatu furono costruite su terreno piano o, nel caso di Iloi 2, su una
piattaforma basaltica. Non possibile imputare la concentrazione del materiale
archeologico alla pendenza del terreno o al dilavamento delle piogge. A questi
dati si aggiunge quello di Li Lolghi. In questa tomba si registra una pendenza del
terreno verso Ovest (fig. 6, pag. 36). Il materiale era per concentrato nel lato Est.
Lunico sito in cui pendenza del terreno e concentrazione dei reperti coincidono
Coddu Vecchiu. difficile non leggere questi risultati come una scelta
preferenziale di una zona dellesedra rispetto ad unaltra e che questa scelta ricada
sempre, o quasi, sullarea a destra del portello. Si aggiunga a questi risultati
quanto precedentemente detto sulla scelta dellarea in cui depositare parte del
contenuto della camera a Iloi 2. Anche in questo caso il deposito stato sistemato
nellarea a destra dellingresso.151

149

Ingresso e destra esedra:Li Lolghi, Coddu Vecchiu. Destra esedra:Li Mizzani, Iloi 2, Bidistili.
Sinistra esedra:Palatu. Sconosciuto: S. Cosimo.
150
MORAVETTI 1984, p. 90.
151
Si fa riferimento al solo materiale che si deciso di depositare nellesedra. Il resto stato
disposto ai fianchi della camera e dietro di essa.

119

I dati a disposizione non consentono di spiegare questa preferenza. Ancora


meno si capisce perch a Palatu la scelta abbia interessato larea opposta a quella
consueta.
Si pu ipotizzare che larea dellesedra fosse suddivisa e che larea destra (o
sinistra nel caso Palatu e Noddule) dellesedra fosse destinata alla celebrazione del
culto riguardante le ceramiche e che laltra parte fosse usata per altri riti di cui non
sono pervenuti i materiali. Lassenza del materiale pu essere imputata allalto
livello di deperibilit dello stesso152 o allinutilizzo di oggetti nel rituale. Se si
propende per la veridicit del rito dellincubazione si pu pensare che questo
venisse svolto nellarea non destinata alle offerte. Lilliu propende addirittura a
collegare i due riti in alcune esedre si trovano le banchine su cui glinfermi
giacevano, in sonno terapeutico, per giorni, facendo precedere o seguire la cura
da libagioni entro fossette o conche per propiziarsi o render grazie ai morti eroiantenati. Tralasciando per il momento la descrizione delle offerte, interessante
il collegamento di queste con il rito dellincubazione. Se collegati, i due rituali
dovevano essere svolti in due zone differenti, una destinata alle offerte che ivi
dovevano rimanere e una in cui sdraiarsi.
6.2.4. I materiali. Banchetto rituale?
Per prima Giuseppa Tanda ha osservato a grandi linee la differenza dei reperti
appartenenti al corredo funerario e quelli usati nei riti, facendo particolare
attenzione alla preponderanza di forme aperte o chiuse. importante soffermarsi
sullo studio del materiale archeologico e, in particolare, sulla sua natura, incidenza
e frequenza in pi siti.
Gli studi effettuati in questo lavoro mostrano che c una differenza tra le
forme vascolari delle tombe di giganti nel Nord e del centro Sardegna con le
forme dellunica tomba del Sud esaminata: S. Cosimo. Nelle tombe della
Sardegna settentrionale e centrale le forme costanti sono le teglie/tegami, scodelle
152

Si pensi al legno o allosso.

120

(assenti solo a Li Lolghi), ciotole (tre siti su cinque), tazze e olle. In tutte e cinque
le aree dellesedra sono predominanti le forme aperte e in quattro siti queste sono
nettamente superiori.
A S. Cosimo invece le forme chiuse costituiscono il 50% del totale. Sono olle
con orlo distinto dalla parete e olle a tesa interna. Laltra met sono per lo pi
ciotole e qualche tazza. Mancano le altre forme tipiche delle altre tombe. Non
essendo stato possibile lo studio di altre tombe del Sud Sardegna, non dato
sapere se S. Cosimo costituisca uneccezione o se ci fosse una differenza tra le
tombe del meridione e le altre del centro e del settentrione.
In generale comunque si traccia un quadro simile a quello del corredo
funerario. Le forme vascolari sporadiche sono sempre riconducibili alle stesse
funzioni: tutte le ceramiche erano contenitori per le derrate liquide e/o solide o
venivano usate per cuocere o consumare cibi e bevande. Sono presenti tutti gli
elementi fondamentali per un banchetto: ceramiche da fuoco, da portata e da
mensa: le teglie/tegami per la cottura e come vassoi da portata; scodelloni/
scodelle/ ciotole per la consumazione dei cibi; olle per la conservazione delle
bevande, versate nelle ciotole/tazze/boccali.
La teoria del banchetto si collega con quella delle offerte da pi studiosi
sostenuta.153 Si pu ipotizzare che cibo e bevande fossero dedicati ai defunti o che
fossero consumate dai vivi in onore degli antenati. Per chiarire questo punto
necessario ricollegarsi con quanto detto precedentemente sul corredo funerario e
sui bisogni dopo morte. La questione se cibi e bevande fossero necessari perch
dopo la morte non era possibile soddisfare i propri bisogni o se servissero per
superare il passaggio dalla vita terrena a quella post-mortem. Le offerte possono
essere la risposta a questo problema. Se erano pensate come dono ai defunti
probabile che si credesse che i bisogni fossero ricorrenti.

153

MORAVETTI 1990, p. 148. LILLIU 2003, p. 653. UGAS 1990, p. 200. ZERVOS 1980, p.
233.

121

Secondo quanto precedentemente riportato, Lilliu pensava che i doni fossero


una forma di compenso che i vivi offrivano agli antenati defunti per averli aiutati
a guarire attraverso il rito dellincubazione. La teoria delle offerte come forma di
ringraziamento pu essere ampliata e applicata, non solo al rito dellincubazione,
ma in generale a qualsiasi accezione di aiuto, che poteva essere protezione o
guida.
6.2.5. Frantumazione rituale
Nella maggior parte dei casi, il materiale ceramico viene ritrovato
frantumato. Raramente si documentano oggetti integri. Lilliu, a proposito di
Bidistili, associa la frantumazione di tutti gli oggetti vascolari dellesedra ad un
rituale. Non sarebbe quindi casuale. Ipotizza due diverse tesi. Secondo la prima,
gli oggetti dopo essere stati usati per il banchetto rituale venivano lasciati
allaperto, alla merc degli agenti atmosferici e degli stessi frequentatori del sito.
La seconda invece sostiene che dopo luso venissero intenzionalmente rotti. Cos
facendo questi morivano perdendo la propria funzione divenendo utili ai defunti
e non pi ai vivi. Conclude definendo banale la teoria secondo la quale la
frantumazione non era collegata ad un rituale. I materiali si rompevano per cause
naturali o venivano rotti successivamente allabbandono della tomba.154 Sempre
Lilliu nel 1985 parl di frantumazione rituale a proposito delle ceramiche della
tomba 2 di Madau-Fonni.155
Nellanalisi della tomba di giganti di Iloi 2, Giuseppa Tanda riprende quanto
sostenuto da Lilliu per spiegare le dimensioni ridotte dei frammenti ritrovati
nellarea dellesedra.156
C qualche difficolt nello studio di questo particolare fenomeno. Le
ipotesi sopra riportate si basano solo sul ritrovamento delloggetto in frantumi. Per
154

LILLIU 2010, p. 45.


LILLIU 1985, p. 22.
156
TANDA 2003, p. 81.
155

122

poter confermare o smentire la teoria sarebbe necessario uno studio dei frammenti
e, in particolare, delle fratture. In linea generale, le ceramiche che si rompono per
cause naturali sono fratturate nelle zone pi fragili, quali i punti di giunzione tra i
colombini (nel caso di modellazione a colombino) o delle diverse parti del vaso
(nel caso di lavorazione con parti prefabbricate e poi unite). Un oggetto ceramico
rotto per cause artificiali riporta fratture anche in punti che non sono di giunzione
tra pi parti. Purtroppo non stato fatto un lavoro di analisi delle fratture sulle
ceramiche dei siti presi in considerazione. Si possono considerare le teorie solo
come tali senza dati concreti di riferimento.
6.2.6. Le offerte
Nellarea dellesedra, oltre il vasto materiale vascolare, si sono documentati
anche oggetti in pietra a Bidistili, in bronzo, ambra, pietra e fittili non vascolari a
Iloi 2. Nelle altre cinque tombe di giganti analizzate sono documentate solo
ceramiche vascolari. Si pu imputare la totale mancanza di altri oggetti alle
depredazioni di clandestini? Non da escludere lipotesi che lesiguit del
materiale archeologico sia collegata al furto, come osservato anche nei capitoli
riguardanti i singoli monumenti. Tuttavia lassenza in 5 siti su 7 sembra indicare
una scarsa importanza rivestita dagli oggetti non vascolari nellarea dellesedra.
Gli oggetti ritrovati a Iloi 2 sono una punta in ossidiana, microbetili in
basalto, vaghi di collana in ambra, un piccolo pugnale e una lama costolata in
bronzo e un frammento bronzeo che Giuseppa Tanda ritiene appartenesse ad un
bronzetto figurato, nello specifico pensa fosse una parte di protome o un sostegno
di una navicella nuragica.157 A questi oggetti si aggiunge un globetto in argilla.
La situazione di Bidistili pi complicata. Nel capitolo 4.1 si affronta il
problema dello svuotamento della camera e si propongono due grafici esplicativi.
In uno non si considera lo svuotamento della camera. Il secondo invece attribuisce
al corredo funerario alcuni oggetti ritrovati di fronte allingresso, nellarea
157

TANDA 2003, p. 73.

123

dellesedra. Se si accredita la teoria dello svuotamento, che la sottoscritta ritiene


plausibile, nellesedra si documentano due oggetti non identificati in quarzo e in
scisto, una cote in micascisto, un ciottolo di scisto, un pestello in granito.
Interpretare la funzione di questi oggetti non semplice. La presenza del
materiale vascolare stata spiegata grazie alla maggiore conoscenza che si ha che
si ha sullargomento e quindi della funzione che rivestiva. Pochi degli oggetti
suddetti sono attribuibili ad uno specifico uso e, per questo motivo, difficile
ipotizzare che significato avessero in un contesto funerario. utile ricollegarsi a
quanto detto a proposito dei materiali non vascolari facenti parte del corredo
funerario. Si pu pensare che, cos come le ceramiche, fossero pensati per aiutare
il defunto a soddisfare i bisogni ultraterreni. Se si accredita questa teoria,
ipotizzabile che questi oggetti fossero dedicati ai defunti perch ritenuti funzionali
nella loro nuova condizione. O forse rivestivano un significato che noi non
comprendiamo e che si accostava allofferta e al render grazie al defunto.
Un altro spunto di analisi dato dai microbetili ritrovati a Iloi 2, due
nellesedra, tre nella camera. La forma riprende quella dei betili di cui si detto
precedentemente, mentre le dimensioni sono ridotte. Si pu pensare che anche i
microbetili rappresentassero divinit158 e che fossero pensati per essere sepolti con
il defunto, forse per accompagnarlo e/o proteggerlo. Questa spiegazione pu
essere plausibile per i microbetili che erano parte del corredo funerario. Ma come
spiegare quelli ritrovati nellarea dellesedra? In questarea infatti potevano
esserci betili, quindi perch offrire microbetili? Anche a Sa Pattada-Macomer
furono depositati microbetili nellesedra, di fronte allingresso. possibile che
fossero utilizzati in un rituale di cui non sono rimaste altre tracce. comunque
molto probabile che mantenessero la stessa valenza sacrale-protettiva. Potevano
rappresentare le divinit o gli stessi defunti i quali probabilmente perdevano
laccezione umana per acquisirne una pi spirituale.
158

Anche gli arabi pagani praticavano alcuni riti in cui usavano dei totem di pietra che
simboleggiavano i propri dei. PICCARDO 2010, p. 506.

124

Si tratta di teorie basate unicamente sulle interpretazioni dei materiali e dei


relativi contesti descritti nei paragrafi precedenti. I dati a disposizione sono tanto
esigui da non consentire maggiori interpretazioni a riguardo.
6.2.7. Culto delle acque nelle tombe di giganti?
Maria Sabina Frau
Luso cultuale delle grotte preistoriche nella penisola italiana
Lacqua considerata da sempre un elemento naturale di vitale
importanza in quanto garanzia di sopravvivenza delluomo ha in larga misura
influito sullo stile di vita delle popolazioni luomo sempre stato consapevole
della forza naturale dellacqua ad essa ha riservato momenti di dedizione
religiosa o cultuale 159
In alcune tombe di giganti si documentano elementi che sembrano essere
collegati al culto delle acque. Si parla di fosse, pozzetti, bozze coniche, bacini,
coppelle. Nel poster sui rituali funerari del convegno di Groningen Stefania
Bagella analizza la percentuale di presenza degli elementi suddetti, insieme ad
altri in generale legati ai rituali funerari. Su un campione di 130 tombe di giganti,
nel 4% sono attestate fosse e in egual percentuale pozzetti, nell11% sono presenti
coppelle, mentre bozze coniche e bacini nel 2%.
Durante gli scavi nella tomba di giganti di Is Concias-Quartucciu (fig. 25) si
misero in luce tre fosse artificiali nellarea destra dellesedra. Allinterno non sono
stati ritrovati materiali, ad eccezione di un frammento di ciotola nel pozzo n2. In
tutti e tre invece era presente un deposito di finissima terra indurita probabilmente
dallazione dellacqua. Analizzando la situazione delle fossette Atzeni ritiene pi
verosimile che non fossero pensate per le offerte ma per raccogliere lacqua. Se
cos fosse al culto dei defunti si accosta una pratica cultuale caratterizzante la
159

FRAU 2005/2006, p. 35.

125

religione naturalistica delle acque risalente ad et prenuragica.160 Anche nella


tomba di giganti di Sena-Lanusei161 sono stati documentati pozzetti, in numero di
quindici e che Atzeni associa ai tre di Is Concias. Le fosse di Sena non sono mai
state esplorate quindi non si hanno informazioni sui depositi e di conseguenza
sulla funzione che svolgevano.
Lacqua sempre stata un elemento fondamentale, un sinonimo di vita e
come tale stata celebrata fin dalla preistoria dalle diverse civilt. I siti in cui
attestato il culto delle acque sono generalmente collegati a fonti dacqua. Possono
essere vicini a fiumi o sorgenti, come la grotta del Beato Benincasa-Pienza,162 o a
fonti di stillicidio, come nella grotta Scaloria-Manfredonia.163 Per questa ragione
si pensato di confrontare la disposizione delle tombe di giganti con le diverse
fonti dacqua sarde. La figura 26 accorpa due cartine di distribuzione: fonti
idrografiche e tombe di giganti. Questultima aggiornata allultimo
censimento.164 La scelta del sito in cui erigere la tomba di giganti non sembra
essere stata influenzata dalla presenza di una fonte dacqua.165 Va aggiunto che
nella cartina sono indicate le fonti dacqua odierne, le quali possono non essere le
medesime dellet nuragica. In particolare nel medio Campidano e nella Gallura le
tombe non sono vicine ad alcuna fonte. Partendo da questo dato, si pu ipotizzare
che gli elementi che si pensano legati al culto delle acque fossero pensati per le
acque piovane. Lanternari, a tal proposito, scrive Lacqua di sorgente
anticamente aveva, come ha pur oggi nellisola, un valore incomparabilmente
maggiore dellacqua pluviale. Solino sapeva gi che i sardi si valgono di
raccolte dacqua piovana solo in via secondaria, dopo esaurite le fonti 166.

160

ATZENI 1966, p. 147.


GUIDO 1963, p. 95.
162
FRAU 2005/2006, p. 42.
163
FRAU 2005/2006, p. 36.
164
BAGELLA 2007, p. 352.
165
Non stato possibile creare una cartina di distribuzione delle tombe e dei fiumi a causa di
problemi di reperibilit di questultima.
166
LARTERNARI 1984, p. 92.
161

126

Per quanto riguarda le tombe analizzate in questo lavoro non sono


documentate particolari forme ceramiche che indichino un loro utilizzo in rituali
legati allacqua. Le uniche forme chiuse legate a liquidi e, quindi, anche allacqua
sono i vasi a collo, i vasi carenati, i vasi a listello e le olle (incluse le olle a tesa
interna). Tuttavia la loro funzione non per forza collegata al culto delle acque.
Come si precedentemente detto a proposito del banchetto funerario, queste
fogge potevano contenere quelle derrate (solide o liquidi) pensate come offerta al
defunto.
Non si pu comunque escludere a priori che anche nelle tombe di giganti
fosse praticato il culto delle acque. Lacqua legata allidea di vita e di morte. In
qualche modo rispecchia lideologia funeraria, poich vita e morte. essenziale
per la vita e per questa ragione, la sua mancanza sinonimo di morte. un
elemento naturale quasi divinizzato e per questo celebrato. Come si pi volte
ripetuto, ipotesi comune che gli antichi credessero ad una vita dopo la morte, in
cui i perdurano i bisogni fondamentali. Tra questi c anche il bere e di
conseguenza la presenza dellacqua.

127

1. Li Lolghi, Arzachena
2. Coddu Vecchiu, Arzachena
3. Li Mizzani, Palau
4. Iloi 2, Sedilo
5. Bidistili, Fonni
6. Palatu, Birori
7. S. Cosimo, Gonnosfanadiga

Figura 23. Le tombe dei giganti esaminate in questo lavoro.

128

Figura 24. Alcuni dei materiali ceramici provenienti dalla camera di Li Lolghi-Arzachena. I primi
due dalla cella , i restanti dalla cella .

Figura. 25. Planimetria della tomba di giganti di Is Concias-Quartucciu e foto di una fossa.

129

Figura 26. Cartina di distribuzione delle fonti dacqua e delle tombe di giganti di Sardegna.

130

fittile

Ambra

p. vitrea

litica

metallo

v. min

ol. Tesa

ol ?

ol 3

ol 2

ol 1

v. l. 3

v. l. 2

v.ca

v. co 2

v.co 1

boc ?

boc 2

boc 1

poc

taz 3

taz 2

cio ?

cio 3

cio 2

cio 1

scode 6

scode 1

scod 6

scod 5

scod 3

scod 2

scod 1

bac

sco 1

c. co

cop

tg/ te ?

tg /te 2

tg/te 1

sp ?

sp 2

fittile
fittile
fittile

Ambra
Ambra
Ambra

p. vitrea
p. vitrea
p. vitrea

litica
litica

metallo
metallo
metallo

v. min
v. min
v. min

ol ?

ol. tesa
ol. tesa

ol ?
ol ?

ol. tesa

ol 3
ol 3
ol 3

ol 2
ol 2
ol 2

ol 1
ol 1
ol 1

v. l. 3
v. l. 3
v. l. 3

v. l. 2
v. l. 2
v. l. 2

v.ca
v.ca
v.ca

v. co 2
v. co 2
v. co 2

v.co 1
v.co 1
v.co 1

boc 2

boc ?
boc ?

boc 2

boc ?

boc 2

boc 1
boc 1
boc 1

poc
poc
poc

taz 3
taz 3
taz 3

taz 2
taz 2
taz 2

cio ?
cio ?
cio ?

cio 3
cio 3
cio 3

cio 2
cio 2
cio 2

cio 1
cio 1

scode 1

scode 6
scode 6

scode 1

scod 6
scod 6

scod 5
scod 5

scod 3
scod 3

scod 2
scod 2

scod 1
scod 1

bac
bac

sco 1
sco 1

cop

c. co
c. co

cop

tg/ te ?
tg/ te ?

tg /te 2
tg /te 2

tg/te 1
tg/te 1

sp ?
sp ?

sp 2

sp 2

sp 1

Sp= Spiana. 1: con bordo a profilo rettilineo. 2: bordo a profilo convesso.


Tg/te= Teglia/tegame. 1: con fondo non distinto. 2: con fondo distinto profilato
Cop= Coperchio
C. co= Coppa di cottura
Sco= Scodellone. 1: con orlo semplice
Bac= Bacino o bacile
Scod= Scodella. 1: troncoconica. 2: a calotta. 3: emisferica. 5:a profilo sup. convesso e orlo rientrante. 6: a profilo angolare
Scode= Scodella passante a ciotola. 1: troncoconica. 6: profilo sup. convesso e orlo rientrante
Cio= Ciotola. 1: Carenata. 2: con carena a spigolo arrotondato. 3: a corpo arrotondato
Taz= Tazze. 2: carenate. 3: a corpo arrotondato
Poc= Poculo.
?: classe ignota.

131

litica

cio 1

scode 6

scode 1

scod 6

scod 5

scod 3

scod 2

scod 1

bac

sco 1

cop

c. co

tg/ te ?

tg /te 2

tg/te 1

sp ?

sp 2

FOGGE
CAMERA /
LOCALIT
LI LOLGHI
CODDU
VECCHIU
LI MIZZANI
ILOI 2
BIDISTILI
S. COSIMO
FOGGE
CAMERA /
LOCALIT

sp 1

LI LOLGHI
CODDU
VECCHIU
LI MIZZANI
ILOI 2
BIDISTILI
S. COSIMO
FOGGE
ESEDRA /
LOCALIT

sp 1

FOGGE
ESEDRA /
LOCALIT

sp 1

Tab. 1. Tabella delle associazioni del materiale archeologico nelle localit esaminate.
FOGGE
ESEDRA /
LOCALIT
LI LOLGHI
CODDU
VECCHIU
LI MIZZANI
ILOI 2
BIDISTILI
S. COSIMO
FOGGE
ESEDRA /
LOCALIT
FOGGE
CAMERA /
LOCALIT
LI LOLGHI
CODDU
VECCHIU
LI MIZZANI
ILOI 2
BIDISTILI
S. COSIMO
FOGGE
CAMERA /
LOCALIT

Boc= Boccale. 1: a corpo arrotondato. 2: Carenato


V. co= Vaso a collo. 1: con orlo non distinto dal collo. 2: con orlo distinto
V. ca= Vaso carenato
V. L.= Vaso a listello. 2: forma cilindrica. 3: forma ovoide
Ol= Olla. 1: con orlo non distinto dalla parete. 2: con orlo distinto dalla parete.
3:a colletto
Ol. Tesa= Olla a tesa interna
V. min= Vaso miniaturistico
P. vitrea= Pasta vitrea
Fittile= Fittile non vascolare
*= Attribuzione incerta

CAPITOLO 7

IL MATERIALE
ARCHEOLOGICO:
DOCUMENTAZIONE GRAFICA

TAVOLA I

Li Lolghi

ESEDRA

BRONZO
ANTICO-MEDIO

CAMERA

BRONZO MEDIO
INIZIALE

1. Poculo

2. Scodella passante a ciotola troncoconica

3. Olla con orlo non distinto dalla parete

3
1-3. Teglie/tegami con fondo non distinto

BRONZO MEDIO

9
4-9. Teglie/tegami con fondo non distinto

10. Ciotola a corpo arrotondato

4-6. tazze carenate

7-8. Tazze a corpo arrotondato


11

12

13
9

11-13. Boccali a corpo arrotondato

10

9-10. Olle con orlo non distinto dalla parete

133

TAVOLA II

Li Lolghi

CAMERA

14

ESEDRA

11

15

12
17

16

BRONZO MEDIO

13

18

14

15

19
14-19. Olle con orlo non distinto dalla parete
16
11-16. Olle a colletto

17
17. Coperchio

21. Teglia/tegame con fondo non distinto


18
18. Ciotola carenata

LUNGA
DURATA

BRONZO MEDIORECENTE

20. Olla con orlo distinto dalla parete

22. Teglia/tegame con fondo non distinto

134

TAVOLA III
CAMERA

Li Lolghi

ESEDRA

23
19. Spiana o teglia/tegame
24
23-24. Teglie/tegami con fondo non distinto

25. Teglia/tegame con fondo distinto profilato

DATAZIONE INCERTA

26. Scodella passante a ciotola troncoconica

27. Scodella passante a ciotola a profilo superiormente


convesso e inferiormente rettilineo

28. Ciotola carenata

29. Olla, classe incerta

31. Punta di cuspide di lancia in rame o bronzo

LI LOLGHI. Cella : 3-9; 12-19; 21-24; 26; 28-29.

135

20. Teglia/tegame con fondo non distinto

21. Olla a colletto

TAVOLA IV
FIANCATA

BRONZO
MEDIOINIZIALE

CAMERA

Coddu Vecchiu

ESEDRA

1. Teglia/tegame con fondo non distinto

2
2

1-2. Olle con orlo non distinto dalla


parete
3

4
1-4. Teglie/tegami con fondo non

BRONZO MEDIO

distinto

5
2-5. Teglie/tegami fondo non distinto

5. Olla con orlo non distinto dalla


parete

6. Scodella troncoconica
7

6
8

7-8. Tazze carenate


9

10
6-10. Olle a colletto

136

TAVOLA V
FIANCATA

BRONZO
RECENTEFINALE

CAMERA

Coddu Vecchiu

ESEDRA

BRONZO
FINALE
I FERRO

9. Olla a colletto

LUNGA
DURATA

3. Olla con orlo distinto dalla


parete

10. Teglia/tegame con fondo non distinto

11. Spiana o teglia/tegame con fondo

DATAZIONE INCERTA

11. Olla con orlo non distinto dalla


4. Spiana o teglia/tegame, classe
incerta

distinto profilato

parete

5. teglia/tegame con fondo


distinto profilato
12. Tazza a corpo arrotondato

6. Olla miniaturistica

13. Scodellone con orlo semplice

137

TAVOLA VI

Li Mizzani

CAMERA

ESEDRA
1

2
1. Ciotola o tazza carenata
3

4
2

5
3

6
1-6. teglie/tegami con fondo non distinto

2-3. Tazze carenate

BRONZO
MEDIO

7. teglie/tegami con fondo distinto profilato

8. Piatto miniaturistico
4. Olla a colletto

10

9-10. Scodelloni con orlo semplice

11

12
11-12. Scodelle troncoconiche

13

14

15

16
13-16. Tazze carenate

138

TAVOLA VII

Li Mizzani

CAMERA

ESEDRA

17

18
17-18. Tazze a corpo arrotondato

BRONZO
MEDIO

19. Boccale carenato

20. Olla con orlo non distinto dalla parete

21

22

21-22. Olle con orlo distinto dalla parete

23

24

25

26

27

DATAZIONE
INCERTA

23-27. Olle a colletto

28. Scodellone con orlo semplice

139

TAVOLA VIII

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

1. Ciotola carenata
3
1-3. Teglie/tegami con fondo non distinto

4. Teglia/tegame con fondo distinto profilato

BRONZO
MEDIO a

9
5-9. Teglie/tegami, classe ignota

10. Ciotola carenata

11

12

13
11-13. Ciotole con carena a spigolo arrotondato

14

BRONZO
MEDIO b

2. Teglia/tegame con fondo non distinto

15

16

14-16. Teglie/tegami, classe ignota

7
3-7. Teglie/tegami, classe ignota

140

TAVOLA IX

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

17
8

18

19

20

10
21
11

22

17-23. Scodelle troncoconiche

12

13

23

24

14
8-14. Scodelle troncoconiche

25
24-25. Scodelle a profilo superiormente convesso e orlo rientrante
15. Scodella a profilo superiormente convesso e orlo rientrante

27

BRONZO
MEDIO b

26
16

17

18

28

29

19

30

20

21

31

32

22

33

26-33. Olle con orlo non distinto dalla parete

16-22. Olle con orlo non distinto dalla parete

34

35

23
36
24

37

25
38

23-25. Olle con orlo distinto dalla parete

34-38. Olle con orlo distinto dalla parete

141

TAVOLA X

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA
39.

26

40

27
41

28

42

29
26-29. Teglie/tegami con fondo non distinto

43
39-43. Spiane con bordo a profilo rettilineo o teglie/tegami con orlo
non distinto

30. Teglia/tegame con fondo distinto profilato


44
31

32
45

46

33
47

BRONZO MEDIO-RECENTE

31-33. Teglie/tegami, classe ignota

48
34

49

35
34-35. Scodelle troncoconiche

50

51
36

37

38
52

39

40
36-40. Ciotole carenate
53
44-53. Teglie/tegami con fondo non distinto

41

54

42

55

41-42. Vasi a collo con orlo non distinto dal collo


56

57
43. Olla con orlo non distinto dalla parete

44

58

45

59

46

54-59. Teglie/tegami con fondo distinto profilato

44-46. Olle con orlo distinto dalla parete

142

TAVOLA XI

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA
60

61
63

62
64

60-64. Teglie/tegami con fondo distinto profilato

65

66

67

68

69

70

71

72

73

BRONZO MEDIO-RECENTE

75

74
76

77

78
65-78. Teglie/tegami, classe ignota

79. Teglia/tegame o coppa di cottura

80.

81

82

83

84

85

86

80-86. Scodelle troncoconiche

87

88

89

90

92

93

143

94
87-94. Scodelle a calotta

91

TAVOLA XI

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

95

96

97

98

99

100

101

102

103

104

105

95-105. Ciotole carenate

BRONZO MEDIO-RECENTE

106. Ciotola con carena a spigolo arrotondato

107

108

109

110

111

112

113

114

115

116

117
107-117. Vasi a collo con orlo non distinto dal collo

118

119

120

121
118-121. Vasi a collo con orlo distinto

144

TAVOLA XII

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

BRONZO MEDIO-RECENTE

122

123

124

125

126

127
122-127. Olle con orlo distinto dalla parete

128

129

130

131
128-131. Olle a colletto

47. Teglia/tegame con probabile fondo distinto profilato


132. Teglia/tegame con fondo non distinto

133

48. Scodella troncoconica

134

BRONZO RECENTE

135

136

137
132-137. Teglie/tegami, classe ignota

138

139

140

141
138-141. Ciotole carenate

142

143
142-143. Ciotole con carena a spigolo arrotondato

145

TAVOLA XIII

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

144

145

146

BRONZO RECENTE

147

148

149

150

151

152

153
144-153. Ciotole a corpo arrotondato

154. Olla con orlo non distinto dalla parete

49

50
155

51

156

52
157

BRONZO RECENTE-FINALE

53

158

54
49-54. scodelle a calotta
159

160

55. Scodella emisferica


161

163

56. Ciotola carenata

57

162

164

58
165
57-58. Ciotole a corpo arrotondato

166
59

60
59-60. Olle con orlo non distinto dalla parete

167
155-167. Scodelle troncoconiche

146

TAVOLA XIV

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA
167

168

170

169

171

173

174

176

177

178

172

175

179

180

BRONZO RECENTE

181

183

182

184

185

187

188

186

189

190

191

193

192

194

195

196

198

197

199

200

167-200. Scodelle a calotta

201

202

203

204

201-204. Scodelle emisferiche

205

206

207
205-208. Ciotole carenate

147

208

TAVOLA XV

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

209

210
209-210. Ciotole a corpo arrotondato

211

212

BRONZO MEDIO-RECENTE

215

213

216

219

217

220

223

221

222

225

227

229

218

224

226

230

228

231

234

214

232

235

211-235. Olle con orlo non distinto dalla parete

236. Olla miniaturistica

BRONZO FINALE

61. Scodella troncoconica

62. Anello di bronzo

63

64

67. Pugnaletto a base semplice

68

69

63-64. Spirali di bronzo

68-69. Elementi curvilinei a sezione


circolare di bronzo

65. Oggetto subcilindrico di bronzo

70. Anello schiacciato con due appendici


a globetto di bronzo (forse medievale

66. Probabile vago di collana di


bronzo

71. Vago di collana di ambra

148

233

TAVOLA XVI

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

237

BRONZO FINALE-I FERRO

72. Scodella a profilo superiormente convesso e orlo

238

237-238. Scodelle a profilo superiormente convesso e orlo rientrante

rientrante

239
73. Anello di bronzo

240

241

242

243
239-243. Ciotole carenate

74. Teglia/tegame con fondo distinto profilato

244

245

246
75. Teglia/tegame, classe ignota
247
244-247. Teglie/tegami con fondo non distinto

76. Olla con orlo distinto dalla parete

LUNGA DURATA

248

249
248-249. Teglie/tegami con fondo distinto profilato

250

251

253

252

254
250-254. Teglie/tegami, classe ignota.

255

256

257
255-257. Olle con orlo distinto dalla parete

149

TAVOLA XVII

Iloi 2

CAMERA

77

78

79

80

77-80. Teglie/tegami, classe ignota

81

82

83

87

84

88

92

85

89

86

90

93

91

94

81-94. Scodelle troncoconiche

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO RECENTE

95. Scodella a calotta

96

97
96-97. Scodelle emisferiche

98

99
98-99. Ciotole carenate

100. Vaso carenato

101

102

106

103

107
101-107. Olle con orlo non distinto dalla parete

108. Fusaiola biconica

150

105

TAVOLA XVIII

Iloi 2

DAL BRONZO RECENTE AL


BRONZO FINALE

CAMERA

109. Scodella troncoconica

110

111
110-111. Scodelle emisferiche

112

113
112-113. Ciotole con carena a spigolo arrotondato

CAMERA

ESEDRA

114. Teglia/tegame con fondo non distinto


258. Teglia/tegame con fondo non distinto
115

116

115-116. Teglie/tegami, classe ignota


259. Teglia/tegame con fondo distinto profilato

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

117

118

120

119

121
260

122

261

124
262

125

126

263

127

128

129

130

264

265

266

131
267

268

269

260-269. Teglie/tegami, classe ignota

132
117-132. Scodelle troncoconiche
270
133

271

134
272

133-134. Scodelle a calotta

273
270-273. Scodelle troncoconiche

151

TAVOLA XIX

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

274

135. Scodella emisferica

275

276

277

278
136

279

137
138
136-138. Ciotole carenate
280
139

140
281

282

283

141
139-141. Ciotole a corpo arrotondato

285

284

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

287

142. Vaso a collo, classe ignota

286
288

289

290
143. Vaso carenato
291
144

292

293

145
294

146
144-146. Olle con orlo non distinto dalla parete
295

296

297

298

147. Rocchetto o manico con breve foro

299

300

301

148. Oggetto sub globulare in calcare


302

303

149
304

305

306

150
307

310

308

309

311

312

151
149-151. Microbetili in basalto poroso

313

314

315

274-315. Scodelle troncoconiche

152

TAVOLA XX

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

316

317

318

319

321

323

322

324

326

325

327

329

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

320

328

330

332

331

333

334

336

338

335

337

339

340

341

342

343

345

344

347

346

349

348

350

351

352
316-352. Scodelle troncoconiche

153

TAVOLA XXI

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

353

354

355

356

358

357

359

360

361

362
353-362. Scodelle a calotta

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

363

364

365

366

367

368

369

370

371
363-371. Scodelle emisferiche

372

373

374
372-374. Scodelle a profilo superiormente convesso e orlo rientrante

375

376

377

378

379

380

381

382

383

375-383. Ciotole carenate

154

TAVOLA XXII
CAMERA

Iloi 2

ESEDRA

384

385

386

387

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

388

389

391

390

392

393

394

395

396

397

398

399

400

401

402

403
383-403. Ciotole carenate

404

405

406
404-406. Ciotole con carena a spigolo arrotondato

155

TAVOLA XXIII

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

407

408

409

410

411

412
407-412. Ciotole con carena a spigolo arrotondato

413

414

415

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

416

417

418

419

420

421

422

423

426

424

427

413-427. Ciotole a corpo arrotondato

428

429

430

431

432

433
428-432. Vasi a collo con orlo non distinto dal collo

433

434
435
433-435. Vasi a collo con orlo distinto

437. Vaso a listello, forma cilindrica

438

439

440
438-440. Vasi a listello, forma ovoide

156

425

TAVOLA XXIV

Iloi 2

CAMERA

ESEDRA

441

442
441-442. Vasi carenati

443

444

446

447

DAL BRONZO MEDIO AL BRONZO FINALE

450

445

448

449

451

452

453

454

455

456
457
458
443-458. Olle con orlo non distinto dalla parete

459. Olla con orlo distinto dalla parete

460. Punta di freccia in ossidiana

462. Oggetto sub globulare di argilla

461. Oggetto oblungo di basalto


compatto levigato

464
463

463-464. Microbetili in basalto bolloso

465. Verghetta a sezione quadrangolare di


bronzo

466. Frammento di spada

468

467. Pugnaletto a base semplice di


bronzo

469
470
471
468-471. Vaghi di collana di ambra

Tavv. XVII-XXIV. Il materiale datato dalle U.S. in cui stato ritrovato.


157

TAVOLA XXV

Bidistili

CAMERA

ESEDRA

1. teglia/tegame con fondo non distinto


1. Spiana con bordo a profilo convesso

2. Scodella emisferica

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

4
3-4. Ciotole carenate
6

6
5-6. Tazze carenate
9

10

11

12

13

7. Cote di scisto

14

15
2-15. Teglie/tegami con fondo non distinto

158

TAVOLA XXVI
CAMERA

Bidistili

ESEDRA

16

17

18

19

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

20

21

22

23
16-23. Teglie/tegami con fondo non distinto

24

25

26

27

28

29

30

32

33

34

35
24-35. Teglie/tegami con fondo distinto profilato

36

37
36-37. Teglie/tegami, classe ignota

159

31

TAVOLA XXVII
CAMERA

Bidistili

ESEDRA

38

39

41

42

43

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

40

44

45

46

47

49

48

52

50

53

56

57

54

58

61

51

55

59

62

64

65

60

63

66

67

38-68. Teglie/tegami, classe ignota

160

68

TAVOLA XXVIII
CAMERA

Bidistili

ESEDRA

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

69

70

72

73

76

77

80

84

71

74

75

78

81

79

82

85

83

86

87

88

89

90

91

92

93

94

95

69-85. Teglie/tegami, classe ignota

161

TAVOLA XXIX
CAMERA

Bidistili

ESEDRA

96

97

98

99

101

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

100

102

106

103

107

110

104

108

109

111

113

114

117

118

122

105

112

115

116

119

123

120

124

96-124. Teglie/tegami, classe ignota

162

TAVOLA XXX

Bidistili

CAMERA

ESEDRA

125. Scodella troncoconica

126. Scodella emisferica

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

127. Scodella a profilo angolare

128. Ciotola carenata

129

130

129-130. Ciotole con carena a spigolo arrotondato

131

132

134

135

137

139

133

136

138
131-138. Ciotole a corpo arrotondato

140

141

139-141. Ciotole, classe ignota

163

TAVOLA XXXI
CAMERA

Bidistili

ESEDRA

142

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

143

145

144

146
142-146. Tazze carenate

147. Boccale, classe ignota.

148. Vaso a collo con orlo non distinto dal collo

149

150
149-150. Olle con orlo distinto dalla parete

164

TAVOLA XXXII
CAMERA

Bidistili

ESEDRA

151
151. Olla con orlo distinto dalla parete

DAL BRONZO RECENTE AL BRONZO FINALE

152

153

154
152-154. Olle a colletto

155

156

157
155-157. Olle, classe ignota

SVUOTAMENTO CAMERA

158. Fusaiola sferica

159. Ossidiana opaca

160. Cote di micascisto

162. Ossidiana opaca

163. Martelletto
asciforme di granito
porfirico

161. Piastrina di scisto

164. Ciottolo di scisto filladico

165. Pestello di granito

166. Piastrina di scisto

167. Oggetto di scisto


arenaceo

168. Quarzo ialino

165

TAVOLA XXXIII
CAMERA

S. Cosimo

ESEDRA

1. Scodella troncoconica

1. Ciotola carenata
2. Scodella a calotta

4
2

3-4. Tazze carenate

5. Boccale a corpo arrotondato

BRONZO MEDIO a (1400-1300 a.C.)

2-5. Ciotole a corpo arrotondato

6. Poculo
7

10

9
7-9. Olle a tesa interna
11
6-11. Olle a tesa interna

166

TAVOLA XXXIV

S. Cosimo

BRONZO MEDIO a (1400-1300 a.C.)

CAMERA

ESEDRA

10
12. Olla a colletto
11

12
10-12. Olle con orlo distinto dalla parete

13. Vaghi di collana in pasta vitrea blu, verde, marrone, beige,


chiaro variegato; in pastiglia verde chiara.

167

CONCLUSIONI
Lo studio dei rituali che si svolgevano in periodi in cui non si avevano
testimonianze scritte sempre stato difficoltoso e spesso empirico. Analogamente
anche questo lavoro non vuole imporsi come indiscutibile. Il fine era aggiungere
un nuovo capitolo alla ricerca archeologica circa i rituali funerari e porre nuove
domande, spostare lattenzione anche su un altro aspetto importante delle tombe
dei giganti: il materiale archeologico. E in qualche modo lo scopo stato
raggiunto. Non si sono raggiunte certezze e sono state formulate solo ipotesi, le
quali tuttavia possono essere lo spunto per migliorare gli studi in questo ambito e
soprattutto per dare maggiore importanza a dati che generalmente non vengono
pubblicati. Le maggiori difficolt incontrate durante la stesura della tesi sono
relazionate alla raccolta dei dati. In pochissime pubblicazioni sono elencati i
materiali e la loro posizione e le ricerche negli archivi spesso infruttuosa o
perch i dati non sono pi disponibili o perch non si riesce ad ottenere le
necessarie autorizzazioni per utilizzarlo. questo un grosso limite che
sommandosi agli altri determina una lacuna negli studi e nella ricerca.
stato molto interessante lavorare a questo progetto. La speranza che
limpostazione data allanalisi dei dati riguardanti i diversi siti possa essere usata
per la pubblicazione di altre tombe dei giganti, aggiungendo nuovi dati cos da
poter migliorare il quadro generale e al contempo avvicinarsi sempre pi alla
realt.

168

BIBLIOGRAFIA FIGURE

Figura. 1

BAGELLA 2007, p. 352.

Figura 3

POSI 2011, p. 207.

Figura 8

ANTONA, FERRARESE CERUTI 2011, p. 163.

Figura 16

TANDA 2003, p. 24.

Figura 24

CAMPUS, LEONELLI, 2000b, pp. 82-83, 89.

169

BIBLIOGRAFIA

AMADU 1978

F. AMADU, Ozieri e il suo territorio del Neolitico


allet romana, Cagliari, 1978.

ANTONA, FERRARESE CERUTI 2011

A. ANTONA, M. L. FERRARESE CERUTI, I


complessi

nuragici

MORAVETTI,

La

di

Arzachena,
Sardegna,

in
i

A.
tesori

dellarcheologia, vol. 1, A-B, Sassari, 2011, pp.


129-143.

ARISTOTELE 1968

ARISTOTELE, La fisica, Bari, 1968.

ATZENI 1966

E. ATZENI, Il dolmen Sa Coveccada di Mores e


la tomba di giganti Sa Domu e sOrku di
Quartucciu, in Studi Sardi, n20, Cagliari, 1966, pp.
130-151.

ATZENI 2007

E. ATZENI, La Preistoria del golfo di Cagliari,


Cagliari, 2007.

ATZENI 2007/2008

I. ATZENI, Tipi di sepolture e rituali funerari


nellet del Ferro in Sardegna, tesi di laurea
triennale dellUniversit di Cagliari dellanno
accademico 2007/2008.

BAGELLA 2003

S. BAGELLA, Elementi del rituale funerario nelle


tombe di giganti, in Atti della XXXV riunione
scientifica, vol. II, Firenze, 2003, pp. 1097-1100.

BAGELLA 2005a

S. BAGELLA, Incubazione e riso sardonico come


eco di possibili pratiche nuragiche carattere rituale
e terapeutico, in La civilt nuragica, nuove
acquisizioni, atti del Congresso (Senorb, 14-16
Dicembre 2000), vol. I, Quartu S.Elena, 2005, pp.
143-151.

170

BAGELLA 2005b

S. BAGELLA, Aspetti del rituale funerario in et


nuragica, 6 convegno di Archeologia Italiana,
Groningen (Paesi Bassi), 15-17 Aprile 2003,
Groningen 2005, Poster.

BAGELLA 2007

S. BAGELLA, Stato degli studi e nuovi dati


sullentit del fenomeno funerario delle tombe di
giganti della Sardegna nuragica, in Corse et
Sardaigne prhistoriques relations et changes dans
le contexte Mditerranen, Parigi, 2007, pp. 349357.

BERNABEI, GRIFONI CEREMONESI 1996

M. BERNABEI, R. GRIFONI CEREMONESI, I


culti delle acque nella preistoria italiana, in Rivista
di scienze preistoriche, n47, pp. 331-362.

BERNARDINI 1979

E. BERNARDINI, Sardegna nuragica, Firenze,


1979.

BITTICHESU 1989

C. BITTICHESU, La tomba di Busoro a Sedilo e


l'architettura funeraria nuragica, Sassari, 1989.

BITTICHESU 1998

C. BITTICHESU, La tomba di giganti di Barrancu


Mannu (Santadi, Cagliari), in A. MORAVETTI( a
cura di) Papers from the EAA third annual meeting
at Ravenna 1997, Vol. III: Sardinia, Oxford, 1998,
pp. 137-144.

CASTALDI 1976

E. CASTALDI, Il culto del toro nella preistoria


della Sardegna ed il problema delle tre cavit
sullalto dei prospetti delle tombe di giganti, estratto
da Archivio per lantropologia e la etnologia,
Firenze, 1976, pp. 440-458.

CASTALDI 1964

E. CASTALDI, Aspetti dellaccantonamento


culturale nella Gallura preistorica e protostorica, in
Studi sardi, n19, Cagliari, 1964, pp. 59-148.

CASTALDI 1965

E. CASTALDI, La frammentazione rituale in


etnologia e in preistoria, in ISTITUTO ITALIANO
DI PREISTORIA E PROTOSTORIA (a cura di),
Rivista di scienze preistoriche, XX, 1, 1965, pp.
247-277.

171

CASTALDI 1969

E. CASTALDI, Tombe di giganti nel sassarese,


Roma, 1969.

CAMPUS, LEONELLI 2000a

F. CAMPUS, V. LEONELLI, La tipologia della


ceramica nuragica, Viterbo, 2000.

CAMPUS, LEONELLI 2000b

F. CAMPUS, V. LEONELLI (a cura di), Le


Ceramiche nuragiche del Museo G.A. Sanna di
Sassari, Piedimonte Matese, 2000.

COCCHI GENICK 1999

D. COCCHI GENICK (a cura di), Criteri di


nomenclatura e di terminologia inerente alla
definizione
delle
forme
vascolari
del
Neolitico/Eneolitico e del bronzo/ferro, Firenze,
1999.

CONTU 1997

E. CONTU, La Sardegna Preistorica e nuragica,


Sassari 1997.

DEPALMAS 2005

A.
DEPALMAS,
Alcune
osservazioni
su
articolazioni e indicatori cronologici del Bronzo
medio in Sardegna, in La civilt nuragica, nuove
acquisizioni, Quartu S. Elena, 2005.

DEPALMAS 2009

A. DEPALMAS, Il Bronzo finale della Sardegna, in


Atti della XLIV riunione scientifica, vol. I, Firenze,
2009.

FERRARESE CERUTI 1997

M. L. FERRARESE CERUTI, Utensili e armi nella


Sardegna Nuragica, in M. L. FERRARESE
CERUTI, Archeologia della Sardegna preistorica e
protostorica, Nuoro, 1997.

FRAU 2005/2006

M. S. FRAU, Luso cultuale delle grotte


preistoriche nella penisola italiana, tesi di laurea
triennale dellUniversit di Sassari dellanno
accademico 2005/2006.

FOSCHI NIEDDU, PASCHINA 2004

A. FOSCHI NIEDDU, I. PASCHINA, Note


paletnologiche sulla frantumazione rituale in
Sardegna, in Sardinia, Corsica et Baleares antiquae,
II, 2004, Pisa-Roma, pp. 21-28.

172

GUIDO 1963

M. GUIDO, Sardinia, London, 1963.

ITALIA 1984

ITALIA: SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA


PER LE PROVINCE DI SASSARI E NUORO,
Arzachena : monumenti archeologici : breve
itinerario, Sassari, 1984.

LARTERNARI 1984

V. LANTERNARI, Preistoria e folklore, tradizioni


etnografiche e religiose della Sardegna, Sassari,
1984.

LILLIU 1948

G. LILLIU, Uno scavo ignorato del dott. Ferruccio


Quintavalle nella tomba di giganti di Goronna a
Paulilatino (Cagliari), in Studi Sardi, Cagliari, vol.
8 1948, pp. 43-72.

LILLIU 1957

G. LILLIU, Religione della Sardegna nuragica,


<<BPI>>, Nuova serie, XI, vol. 66, Tivoli, 1957, pp.
7-96.

LILLIU 1975

G. LILLIU, Antichit nuragiche nella Diocesi di


Ales, Cagliari, 1975.

LILLIU 1977

G. LILLIU, Dal betilo aniconico alla statuaria


nuragica, Sassari, 1977.

LILLIU 1985

G. LILLIU, Ricerche nel territorio di Fonni


(Nuoro), in Dieci anni di attivit nel territorio della
provincia di Nuoro, Nuoro, 1985.

LILLIU 2003

G. LILLIU, La civilt dei sardi dal Paleolitico


allet dei nuraghi, Nuoro, 2003.

LILLIU 2010

G. LILLIU, La tomba di giganti di Bidistili e i


templi a megaron della Sardegna nuragica, Sassari,
2010.

LUNIONE SARDA 13.09.1997

LUNIONE SARDA, quotidiano di informazione


regionale, La danza delle streghe nella valle
dell'inferno, articolo nella pagina di cultura,
13.09.1997.

MACKENZIE 1908

D. MACKENZIE, Le tombe di giganti nelle loro


relazioni coi nuraghi della Sardegna, in Ausonia,
III, Roma, 1908, pp. 18-48.

173

MANUNZA 2006

M. R. MANUNZA (a cura di),


archeologiche a Sinnai, Ortacesus, 2006.

MELIS 2000

M. G. MELIS, Let del Rame in Sardegna,


Villanova Monteleone, 2000.

MORAVETTI 1984

A. MORAVETTI, La tomba di giganti di Palatu


(Birori), in Nuovo Bullettino Archeologico Sardo,
Sassari, vol. 1 1984, pp. 69-96.

MORAVETTI 1990

A. MORAVETTI, Le tombe e lideologia funeraria


in AA.VV., La civilt Nuragica, Milano 1990, pp.
120159.

MORAVETTI 1998

A. MORAVETTI, On the dolmens of pre-nuragic


Sardinia, in A. MORAVETTI( a cura di) Papers
from the EAA third annual meeting at Ravenna
1997, Vol. III: Sardinia, Oxford, 1998, pp. 25-45.

OLIVO 2000

P. OLIVO (a cura di), Immagini dal passato. La


Sardegna archeologica di fine Ottocento nelle
fotografie inedite del padre domenicano inglese
Peter Paul Mackey, Sassari, Roma, 2000.

PERONI 1994

R. PERONI, Introduzione alla protostoria italiana,


Roma, 1994.

PERRA 2001

M. PERRA, Rituali funerari e culto degli antenati


nellOgliastra in et nuragica, in M. G. Meloni e S.
Nocco (a cura di), Ogliastra : identit storica di una
provincia: atti del convegno di studi: Jerzu-LanuseiArzana-Tortoli, 23-25 gennaio 1997, Senorb, 2001,
pp. 221-232.

PETAZZONI 1912

R. PETAZZONI, La religione
Sardegna, Piacenza, 1912.

PICCARDO 2010

H. R. PICCARDO, Il Corano, Roma, 2010.

POSI 2011

F. POSI, Le tombe di giganti di Madau, in A.


MORAVETTI (a cura di), La Sardegna, i tesori
dellarcheologia, vol. 3, C-F, Sassari, 2011, pp. 200211.

174

Indagini

primitiva

in

SANTONI 1977

V. SANTONI, Osservazioni sulla Protostoria della


Sardegna in Mlanges de lcole francaise de Rome,
vol. 89, Mefra 1977, pp. 448470.

TANDA 1995

G. TANDA, Dalla preistoria alla storia, in AA.VV.,


Storia della Sardegna, Sassari, 1995, pp. 27-74.

TANDA 2003

G. TANDA, La tomba di giganti 2 di Iloi (Sedilo


OR), Villanova Monteleone 2003.

UGAS 1981

G. UGAS, La tomba megalitica I di San Cosimo


Gonnosfanadiga (Cagliari): un monumento del
Bronzo Medio (con la pi antica attestazione
micenea in Sardegna) in Archeologia sarda, Quartu
SElena, 1981, pp. 7-20+tavole.

UGAS 1990

G. UGAS, Il mondo religioso funerario in AA.VV.,


La civilt Nuragica, Milano 1990, pp. 196-203.

ZERVOS 1980

C. ZERVOS, La civilt della Sardegna, Sassari,


1980.

175