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AROMI ADDITIVI SEMILAVORATI

INGREDIENTI ALIMENTARI
Luglio/Agosto 2019
anno 18 - numero 105
Poste Italiane spa - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1 MBPA NORD OVEST - n. 4/2019 - IP - ISSN 1594-0543

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food design
A cura di
Paolo Barichella
Food designer

L’etica nel Food Design

I valori sono le basi sulle qua- tano i comportamenti e le scelte. Le de dal comportamento, queste ri-
li si fondano tutte le civiltà; tutta- riflessioni sull’etica, e quindi verso portano alla consapevolezza del-
via, non vi è nulla di più concettuale l’uomo e il suo agire,  hanno origini le responsabilità che le scelte ef-
e intangibile di un valore in quanto molto antiche e, per quanto riguar- fettuate e le relative decisioni sia-
tale o di una scala di valori che sta- da l’occidente, è possibile afferma- no veramente state prese per cre-
biliscono se una scelta è etica o no, re che i primi a farne vero e proprio are un reale beneficio alla persona
se non si basa su criteri scientifici. oggetto di riflessione filosofica fu- e all’ambiente.
In campo alimentare l’aspet- rono Socrate, Platone e Aristotele,
to etico delle azioni poste in esse- ma è con l’illuminismo, e, in partico- Design
re per produrre un cibo assumo- lare, con Immanuel Kant, che si ten-
no un valore più alto di altri setto- tò di definire i presupposti raziona- Per l’ADI (Associazione per il Di-
ri, in quanto riguardano in maniera li dell’agire morale dell’uomo, ri- segno Industriale) il Design è la pro-
molto stretta la responsabilità ver- chiamandosi alla necessità di un’e- gettazione culturalmente consape-
so la salute delle persone. Dato che tica svincolata da finalità esterio- vole, l’interfaccia tra la domanda in-
siamo quello che mangiamo, l’etica ri e improntata su un rigoroso sen- dividuale e collettiva della società e
nella progettazione alimentare con- so del dovere e del rispetto della li- l’offerta dei produttori. Interviene
ta ancor più che in ogni altro com- bertà altrui. nella progettazione di prodotti, ser-
parto del design. L’etica sta nelle intenzioni di vizi, comunicazione visiva, imbal-
Partiamo quindi dall’etimologia un’azione e la deontologia nel rag- laggio, architettura d’interni, nel-
per capire come arrivare a un deca- giungere l’obiettivo attraverso la progettazione ambientale e dal
logo di principi etici da seguire nel quell’azione. 2006 anche nell’alimentazione.
momento in cui ci si accinge a pro- Tornando al progetto per ca- Il design è un sistema che met-
gettare un alimento. pire come l’etica ne possa essere te in rapporto la produzione con gli
parte rilevante, si può definire che utenti occupandosi di ricerca, in-
Etica un processo progettuale è fatto di novazione e ingegnerizzazione per
scelte e decisioni prese dal desi- fornire funzionalità, valore sociale,
Secondo Aristotele, l’etica è gner e dal produttore durante il suo significato culturale ai beni e ai ser-
quella branca della filosofia che sviluppo per arrivare al prodotto. vizi distribuiti sul mercato.
studia la condotta degli esseri uma- Poiché il progetto è un proces- Il termine design è sintetizzabile
ni e i criteri in base ai quali si valu- so di pianificazione che prescin- nell’insieme delle azioni, elaborati e

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disegni tecnici necessari per arriva- alla base del progetto e ne guidano Ecco quindi un decalogo di cri-
re a produrre una forma che soddi- le scelte e le decisioni. teri/valori estratti dal premio Ethical
sfi un’esigenza: riassumibile nel ter- Significa mettere in evidenza e Food Design che danno una traccia
mine progetto. Il processo si espri- valutare l’impatto etico prodotto da degli elementi di cui tenere conto
me in tre principali fasi: 1) osser- scelte e decisioni operate da pro- durante la progettazione alimenta-
vazione, 2) analisi e 3) proposta. Il gettisti e imprese in ambito alimen- re per fare in modo che valori, prin-
design è anche un atto primordia- tare volte alla creazione di valori. cipi e consapevolezza di scelte e de-
le di condivisione volta a offrire un Il Food Design si occupa di com- cisioni siano allineati alla valutazio-
contributo alla comunità attraverso prendere le modalità più efficaci ne del comportamento e dell’impat-
l’ingegno individuale. per fornire soluzioni contestualiz- to generato con la proposta al pub-
Fare Design = Progettare: dare zate alle diverse circostanze e ap- blico di un prodotto e di un servizio.
forma a un’esigenza soddisfacen- procci, nei diversi ambienti e si-  1) SOCIAL RESPONSABILITY:
do un bisogno per creare benesse- tuazioni di consumo degli alimen- misura l’impatto che le scelte e
re per la persona, anche attraverso ti, attraverso interfacce che spes- le decisioni hanno sulla società
prodotti e interfacce che migliori- so coincidono nello stesso alimen- e sul benessere degli individui
no l’efficacia di un’azione dell’esse- to. Il Food Design etico si pone l’o- che la compongono, anche in
re umano. biettivo di ponderare il valore mo- termini di dipendenti impegna-
L’etica del progetto è composta rale delle scelte progettuali adot- ti all’interno dell’impresa, come
di scelte consapevoli e decisioni re- tate nel percorso che porta a dare gli addetti alla produzione. Mi-
sponsabili. forma all’esigenza in campo alimen- sura anche il contributo e il va-
tare, che si tratti di nutrimento, so- lore che il prodotto o l’azienda
Food Design cializzazione o piacere. offrono alla società.

Il Design diventa Food Desi-


gn quando incontrando la pirami-
de dei bisogni di Maslow si occupa
di risolvere quelli primari fisiologi-
ci, specificatamente l’alimentazione
e l’omeostasi.
Alla base della piramide di Ma-
slow, infatti, vi sono i bisogni Fisio-
logici: Respiro, Alimentazione, Ses-
so, Sonno, Omeostasi.
L’alimentazione si completa in
nutrimento, socializzazione e pia-
cere. L’omeostasi è la tendenza na-
turale al raggiungimento di una re-
lativa stabilità interna che corri-
sponde al benessere: e qui ritorna
lo scopo primario del design.

Etica nel Food Design

Si parla di Etica nel Food Desi-


gn quando il progetto alimentare
assume alti valori e nobili principi.
Comportamento e condotta morale
del progettista e dell’azienda nella
consapevolezza delle scelte etiche Antropologia del design: la selce e le lance dei primi uomini che hanno dato forma
in rapporto all’atto alimentare sono a un’esigenza.

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 2) TRACCIABILITÀ DI FILIERA:


vari legislatori nel passato han-
no valorizzato questo aspet-
to, garantendo a chi consuma
un alimento delle informazioni
certe su origine e passaggi che
lo stesso ha subito durante le
sue lavorazioni.
 3) SOSTENIBILITÀ DI PROCES-
SO: garantisce che in ogni fase
del processo di produzione sia-
no stati attuati tutti i criteri che
rendono il prodotto sostenibi-
le, valutando quanto un pro-
La piramide di Maslow.
cesso possa essere mantenu-
to a un certo livello e quanto ri-
entri nell’ottica di economia cir-
colare. Misura anche il grado di fa godere delle differenze tra re. Anche in questo caso non vi
sviluppo sostenibile legato alle un prodotto e un altro. sono aspetti politici di parte, si
azioni che stanno dietro a tutta  6) ATTENZIONE ALLA CULTU- ammette anche il Luxury Food
la filiera che produce gli ingre- RA, AL TERRITORIO E ALL’AM- come concezione, ma non si
dienti necessari alla produzione BIENTE: in questo caso cultu- può ammettere che un cibo
dell’alimento, compreso l’impat- ra e territorio come elementi prodotto attraverso gli sforzi di
to tecnologico. da usare a tutela dell’ambiente, chi lo ha creato, venga disperso
 4) CRUELTY FREE: dalle uova dell’ecosistema, adottando tut- senza che abbia creato i giusti
prodotte da galline allevate a ti gli accorgimenti possibili per benefici alle persone.
terra, al tipo di allevamento in- impattare il più possibile vicino  9) RICICLO E RECUPERO: si mi-
tensivo adottato come scelta allo zero con le emissioni lega- sura l’impatto di un materia-
da chi produce; questo aspet- te alla produzione. le scelto per contenere un ali-
to richiede chiarezza nei con-  7) SALUTE E SICUREZZA ALI- mento e il tipo di veicolazione
fronti dello sfruttamento di MENTARE: punto imprescin- che questo produrrà in tutto
animali o, peggio, esseri uma- dibile che può sembrare ovvio, il suo ciclo di vita, anche dopo
ni. Non è accettabile trarre be- ma che con tutti gli scandali che l’alimento è stato consu-
neficio attraverso la sofferen- emersi da quando esiste la pro- mato, misurandone l’impatto
za di altri esseri viventi. Que- duzione di alimenti è importan- globale.
sto punto non vuole essere te inserire tra quelli prioritari, 10) CONSAPEVOLEZZA DELLE
una scelta di parte vegan o no, perché ha stretta connessione SCELTE DI PROGETTO: qui si
ma vuole significare, ad esem- con la salute delle persone. Chi valutano le intenzioni origina-
pio, che nel caso di macellazio- produce alimenti lo dovrebbe rie che in modo consapevole
ne di animali, devono essere fare con l’unico scopo di crea- sono state poste in essere per
adottati tutti gli accorgimen- re benessere per le persone, il applicare le scelte del progetto.
ti affinché l’animale non abbia profitto economico generato In ultima analisi c’è da aggiungere un
sofferto fino al momento della da questa attività è una logica ultimo punto al decalogo che è la LA
sua morte. conseguenza che non può mai CONDIVISIONE, meglio ancora la
 5) RISPETTO DELL’IDENTITÀ E controvertere i valori. capacità di un progettista di fare si-
DELLA BIODIVERSITÀ: cultu-  8) RIDUZIONE DELLO SPRECO: stema e condividere informazioni e
ra e territorio sono gli elemen- non vi è nulla di più sacrilego risultati di una ricerca con un grup-
ti che fanno si che la biodiver- per la società che sprecare ri- po in grado di aumentarne il valore,
sità possa essere un valore. L’i- sorse come il cibo o l’acqua che anche etico, per una società miglio-
dentità e la caratterizzazione di altri esseri umani in stato di dif- re che possa godere di maggior be-
una sottospecie sono ciò che ci ficoltà potrebbero consuma- nessere.

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