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Archeologia Greca

Lezione 4? Del 14/10/2019


La prima traccia di una pratica archeologica nella storia la troviamo nel VI secolo a.C. nel Regno di
Babilonia quando il re Nabonedo in un mattone fa incidere la storia del tempio ritrovato sotto la
terra per volere degli dei e lo fa ricostruire con lo scopo di dare una continuità al suo regno con il
passato e lasciando il suo posto nella storia attraverso la narrazione di quel mattone. Lo scopo del
re non è solo quello di identificare un luogo ma quello di ricostruirlo per renderlo di nuovo agibile
anche attraverso il riutilizzo del materiale antico, così da mostrare l’origine del luogo.
Il mattone di LARSA è la testimonianza del fatto che la coscienza archeologica è un confronto che
deriva più con il futuro che con il passato in quanto qualsiasi traccia lasciata sul terreno è un atto
consapevole: alcuni di questi come i grandi templi sono un chiaro esempio della volontà di
proiettare il proprio ricordo oltre il tempo.
Pindaro rivalutava il potere della memoria della tradizione orale contro i monumenti destinati a
disfarsi nel tempo. Il lavoro dell’archeologo si fonda su quello che il suolo racconta, che gli oggetti
tramandano non in quanto tali ma perché inseriti in uno spazio e in un tempo che li rendano
interpretabili.
Uno dei primi a spiegare la base dell’archeologia fu Tucidide il quale ci descrive l’uso che viene fatto
di alcune tombe ritrovate su un’isola e risalire ai loro proprietari grazie al metodo di sepoltura e al
corredo funebre: l’oggetto ritrovato viene trattato non solo come segno del potere ma come un
documento storico capace di raccontare la storia.
La scienza archeologica si fonda sul gusto dell’antico che l’uomo ha sempre avuto: Strabone
racconta della fondazione di una colonia romana sopra la vecchia Corinto. I soldati romani trovarono
oggetti antichi molto belli i quali vennero presi e rivenduti a Roma. Testimonianza questa del gusto
e dell’interesse per il passato e forse nascita del collezionismo.
Attenzione nei confronti di ciò
che rimane del passato. Nel I°
passo di Pausania si parla della
porta dei leoni di Micene le cui
rovine si vedevano ancora al
suo tempo, un esempio chiaro,
forte e concreto del passato dei
greci. Pausania vive nel II sec.
d.C., (160), quando Micene è
ormai una città abbandonata,
descrivendola nella sua
Periegesi.
Anche Argo a partire dal VII, VI
sec a.C. diverrà un centro importante dell’Argolide, con la sua ampia pianura sul mare, Argo riuscirà
ad imporre il suo controllo su tutta quella parte di territorio fino al mare. Il I° passo di Pausania è
dedicato alle rovine di Micene, l’altro passo è dedicato a quei manufatti del passato su cui poi
vengono costruite le narrazioni che fanno sì, che questi oggetti vengano trasformati in vere e proprie
reliquie. Pausania, parlando di Micene, testimonia ciò che resta della città dopo che venne
abbandonata nella tarda età del bronzo. Gli oggetti e i manufatti del passato servono a costruire il
mito e rimandano ad un passato eroico.
Platone su Corinto su tombe rinvenute che arricchiscono le collezioni? Un altro passo di Tucidide in
cui racconta dell’atto di … Delo in cui scavando vengono trovate le tombe di coloro … questo in base
allo studio delle armi. Collezionismo delle a antichità che ha permesso ad oggetti molto antichi di
giungere fino a noi. Portano anche materiali che sono strumenti di interpretazione …
Plutarco nel suo libro Le vite parallele, serie di biografie di uomini celebri, propone un confronto tra
i personaggi del mondo greco e del mondo romano, come Teseo mitico eroe di Atene messo a
confronto con Romolo mitico eroe romano. Scritte dalla fine del I secolo al primo quarto del II secolo,
riunite per mostrare vizi o virtù morali comuni ad entrambi. Si afferma un primato culturale ai greci
che si affianca a quello politico e militare romano. I Romani, conquistata la Grecia, vengono a loro
volta da essa conquistati imponendo la sua supremazia culturale.
Nel Teseo si parla del ritrovamento della sua tomba avvenuta ad opera di Cimone. Cimone 480-455
figlio di Milziade recupera la figura mitica di Teseo per motivi politici. Necessita contrapporre al mito
di Eracle, eroe peloponnesiaco legato a Pisistrato e a Sparta la figura di Teseo: dunque il mito
adattato alle esigenze di nascita della poleis ateniese. Nella cassa il corpo di un uomo di grandi
dimensioni con lancia di bronzo e spada. Tutto contribuisce a ritenere quello il corpo di un eroe.
L’efficacia della narrazione, di tipo propagandistico, va a tutto discapito della veridicità. Il corpo
dell’eroe viene portato ad Atene e posto nel Teseion, ai piedi della salita che parte dall’agorà e arriva
all’acropoli. Cimone è il novello Teseo.
Ci troviamo di fronte ad un’azione di scavo di tipo propagandistico. Cimone fa un’operazione politica
propagandistica mirata: recuperare le spoglie di un eroe come Teseo. Teseo, l’eroe Ateniese che
uccise il minotauro a cui Atene, doveva dare, come tributo di sangue ogni 9 anni 7 fanciulle e 7
fanciulli da dare in pasto al minotauro, segno evidente di una sottomissione verso Creta, di cui
Minosse era re. Siamo in epoca preistorica, ma “l’evento” è rimasto fortemente impresso nella
memoria dei greci, evento inteso come sottomissione a Creta. Teseo è quindi una figura importante,
utilizzata per propaganda e risulta perfetta per questo scopo di “pulizia tirannica”, Teseo quale
simbolo della nuova democrazia di Atene, simile al ruolo di Eracle sotto la tirannia dei Pisistrati. A
tal proposito ricordiamo la scena dell’ascesa al potere di Pisistrato su un carro con una giovane
fanciulla vestita da Atena che annunciava agli ateniesi il ritorno di Pisistrato. Cimone sceglie Teseo
utilizzando il mito per adattarlo alle storie locali del vincitore, il mito è un qualcosa che può essere
utilizzato ad uso e consumo di esigenze locali. Questa capacità di utilizzare il mito per fini politici la
troviamo nel passo di Plutarco che narra l’impresa di Cimone sull’isola di Sciro alla ricerca della
tomba di Teseo. L’isola abitata da feroci abitanti, i Dolopi, per questo motivo le reliquie di Teseo non
erano state portate prima, ma soltanto al tempo di Cimone. Con la conquista di Sciro Cimone mette
in atto la sua politica propagandistica. (l’aquila che si posa sulla tomba di Teseo fa riferimento a
Zeus). Non conta la veridicità, ma l’efficacia di questa narrazione. Dagli oggetti trovati nella tomba,
una lancia di bronzo e una spada, le grandi dimensioni del corpo, che non potevano che appartenere
ad un eroe. Il corpo venne portato nel Teseion.
Il tema degli oggetti, dei resti ritrovati procura in Tucidide, dubbi sulla ricostruzione degli eventi del
passato da questi oggetti rinvenuti durante scavi. Tucidide che scrive la storia della guerra del
Peloponneso in quanto vi partecipò direttamente, quindi uno storico vero, osservando la Micene
del V sec., ridotta ad un piccolo abitato, sottolinea come non bisogna giudicarne il prestigio dai resti
attuali perché in passato questa città era stata una grande potenza militare ed economica e la
spedizione contro Troia una grande spedizione. Lo stesso dicasi di Sparta che esercitava il suo
dominio sui 2/5 del Peloponneso: a giudicare dai resti nessuno crederebbe mai al fatto che è stata
una grande potenza militare organizzata per villaggi sparsi (catà comas) e protagonista della guerra
contro Atene, organizzata invece attorno ad un nucleo compatto. Tra i resti di Sparta non troviamo
né tracce di sontuose abitazioni, né di templi né di imponenti mura. Tucidide pensa che il passato
indagato a volte può trarre in inganno e che non si possa raccontare la storia di eventi molto remoti
ma solo di quelli relativamente recenti.
Gli oggetti e i resti che il suolo ci restituisce sono si importanti, ma vanno considerati insieme alle
fonti scritte perché da soli, potrebbero trarci in inganno. Sono due fonti diversi ma vanno utilizzate
e confrontate tra loro per non incorrere in errori. Questo ci porterà a scoprire come alcune fonti
coincideranno con i resti archeologici, altre volte no, e altre ancora coincidono parzialmente.
Per approfondimenti:

 Alain Schnap la conquista del passato alle origini dell’archeologia Milano Leonardo arte
1994.
 John Boardman archeologia della nostalgia come i greci reinventarono il loro passato
Editore: Mondatori Bruno 2008.
Lezione del 15/10/2019
Nel manuale troviamo introduzione riguardante le fonti letterarie e riguarda tutte le introduzioni
che sta facendo, ma in modo molto riduttivo rispetto le lezioni. Il crollo del sistema Miceneo il
problema della migrazione e un capitolo dedicato all’ambiente greco, caratteristiche geo-
morfologiche della Grecia e come abbiano inciso sulla vita delle popolazioni. La componente
ambientale è molto importante per capire le vicissitudini di questa popolazione, che ne impedì
anche l’unità del popolo. Soltanto con Filippo II si riuscì ad unire la Grecia. Quello dell’ambiente
greco chiama in causa anche il tema del ripopolamento, Atene in età classica aveva una popolazione
che variava dai 40.000 ai 350.000 abitanti, 8/10.000.000 di persone popolavano invece tutto il
territorio di lingua greca. La fase di formazione della civiltà greca e micenea 1500 a.C. questa la
troviamo nel capitolo 2 del libro, dove c’è un rapporto dei greci con il passato protostorico che si
mescola con l’epopea degli eroi, con il mito, e una genealogia mitologica. Tutti i personaggi del mito
sono tra loro connessi… dall’VIII sec. il processo della formazione della Polis, la formazione di aree
sacre collettive, l’edilizia sacra. Alla fine, dell’VIII sforando verso il VII.
Quanto spiegato fino ad oggi riguarda il capitolo 2 del manuale.
Continuità e discontinuità dell’età micenea che si connette con gli aspetti di cambiamento di ordine
materiale, i più importanti cambiamenti di ordini di tipo materiale riguardano le tipologie abitative,
che non sono più di tipo miceneo, i grandi palazzi, ma riguardano abitazioni molto più semplici, quasi
moto abitative. Un altro elemento è la scomparsa della scrittura, la scrittura che aveva caratterizzato
la civiltà micenea abbiamo una comparsa della scrittura lineare B e poi una scomparsa della
scrittura. Quella scomparsa della scrittura è funzionale al palazzo quindi con la scomparsa del
palazzo scompare anche la scrittura. La scrittura nei palazzi micenei era utilizzata soprattutto per il
conteggio e lo stoccaggio dei “materiali”. Questo non uso della scrittura prosegue anche in età
proto-geometrica.
Altro cambiamento sono le sepolture, anche le tombe meno monumentali, rispetto le tombe a tolos,
erano comunque tombe di tipo collettivo ed erano delle tombe legate all’ambito familiare, “genos”
oggi traducibile in clan. Le inumazioni cominciano ad essere a carattere individuali. Le tombe
collettive erano strettamente legate a nuclei familiari allargate, il passaggio alle sepolture singole
inumazione, nella tarda età micenea e anche in quella proto-geometrica, parliamo di inumazione e
non si conosce ancora la pratica incineratoria. Un altro cambiamento sono le differenziazioni
regionali, anni pericolosi in cui vi erano arrivi di popolazioni o genti a volte ostili. C’è quindi questa
differenziazione regionale che spingeva le persone alla ricerca di posti più difendibili ed isolati,
questo dopo che viene meno il palazzo e quindi la difesa. Ad esempio, nell’Odissea, abbiamo una
scissione dei riferimenti, come se gli episodi avvenuti avvenissero all’interno dei palazzi micenei,
mentre la cultura materiale era quella della realtà attuale, il periodo in cui l’Odissea venne scritta. Il
capitolo sulle migrazioni nel manale è molto importante su questo tema. Esempio i Dori che
colonizzano il Peloponneso. Alcuni esempi di abitazione di età proto-geometrica e geometrica, pag.
19, il sito di Karphi un sito che vive circa 400 anni e ciò che vediamo è il punto di arrivo di un processo,
caratterizzato da abitazioni molto semplici, rettangolari, soltanto due edifici più grandi
probabilmente appartenenti al basileus il capo. Siamo in una fase più tarda, frequentato già nel X
sec. a.C., altre aree sono individuate come magazzini e altre come luoghi di culto. Le aree di culto
sono ancora individuali e non di tipo collettivo, soltanto nell’VIII secolo queste aree cominciano a
divenire collettive. Il culto era all’interno dell’abitazione del basileus e riguardava il “re” e la sua
cerchia. Le tecniche costruttive che si adottano sono molto più semplificate rispetto all’età micenea
con pietrame poco lavorate per le fondazioni e pareti di mattoni crudi e copertura in legno. Sull’isola
di Parros abbiamo un insediamento Kukunarias caratterizzato da abitazioni molto semplici sia nella
pianta che nelle tecniche costruttive, un abitato di altura con una spiccata disposizione difensiva,
può essere considerato un sito rifugio, nella pianta si vede un edificio absidato. L’economia è basata
sull’allevamento, le inumazioni nel passaggio dal collettivo all’individuale abbiamo una tomba a cista
Atene, una discontinuità rispetto al mondo miceneo. Siamo ad Atene, la tomba a cista viene
dall’agorà, sepoltura individuale ad inumazione. Vi sono dei caratteri di continuità, quello già visto
sono le tombe a cista, il secondo è la lingua e le piante absidali delle abitazioni documentate anche
in contesti micenei e di realtà di carattere non elevato. La Dark Age l’età buia, medio evo ellenico.
Tra continuità e discontinuità quali sono gli aspetti dominanti:
Regionalismo mancato
Ritorno a tecnologie più semplici
Mobilità di tipo nuovo
Adozione del ferro (forse da Cipro o Asia minore)
Incinerazione (prima accettazione a Creta e poi la diffusione in diversi territori della Grecia)
Sistema decorativo geometrico
Vasi proto-geometrici di produzione Attica 1050 -1900 la differenza con i vasi micenei è la
realizzazione dei motivi a mano e quella utilizzando degli strumenti come il compasso per la
realizzazione dei cerchi.
Piccoli insediamenti:
sono di tipo modesto
in zone remote e di altura, con difese naturali raramente dotati di fortificazioni, quando ne hanno
appartengono ad una fase precedente, cioè le hanno già trovate
sono abitazioni raggruppate intorno ad un nucleo
sono di breve durata meno di 4 secoli
e sono tutti progressivamente abbandonati intorno alla fine dell’VIII secolo
es: Karphi (creta) Zagora Andros)
Insediamenti estesi:
sistema di villaggi
popolazione distribuita poco densamente in villaggi sparsi su un territorio aperto e pianeggiante
mancanza di caratteri definibili “urbani” di lunga durata
centri destinati più tardi, in tempi storici, a trasformarsi in diversi casi in vere e proprie città-
Sono questi insediamenti che provocano la morte degli abitati di altura
I caratteri sociali di questi insediamenti (gli inglesi hanno creato questi due modelli di insediamenti
e hanno cercato di capire come erano le caratteristiche sociale).
È dopo la Rivoluzione francese che si sviluppa l’interesse per l’etnologia dovuta soprattutto al
colonialismo inglese e francese.
I piccoli insediamenti dovevano avere un sistema sociale incentrato su un “big man” attorniato da
un gruppo di seguaci. Siamo in una fase in cui le differenziazioni economiche sono inesistenti, quindi
ciò che lo fa diventare un big man è data dal riconoscimento dell’autoritas che lo rende un basielus
Negli insediamenti estesi
Il sistema sociale ereditario e a base familiare e territoriale, caratterizzato da una forte stabilità
Il progressivo sviluppo di pronunciate divisioni sociali e differenziazione di status, che stanno
all’origine della formazione del sistema della polis. Le testimonianze più importanti giunte fino a
noi sono arrivate tramite le sepolture, con gli oggetti conservati all’interno delle tombe. Questo è
ciò che osserviamo intorno al X, IX, VIII sec. a.C.
Con il crollo della civiltà palaziale, c’è la chiusura verso il mondo esterno che riprendono ad aprirsi
intorno al X IX sec, e si aprono a pieno regime con i traffici commerciali a partire dell’VIII sec
Nell’VIII secolo abbiamo la rivoluzione culturale con
Crescita demografica e strutturale maggiore dinamismo sociale
Stabilizzazione di pratiche religiose e sociali
Incremento di un ceto sociale emergente (aristocratico) che tende a esprimere un ruolo e potere
attraverso le manifestazioni sociali e culturali
Incremento della produzione e del consumo
Comparsa della scrittura a partire dalla fine dell’VIII sec. a.C. molto diversa rispetto alla linere B
Incremento della produzione e del consumo
Definizione di un patrimonio mitico, che si sviluppa e forma rielaborando e rivisitando il patrimonio
narrativo non solo locale ma proveniente dall’oriente, prima in forma orale e poi di una fissazione
per iscritto. Il patrimonio mitico della cultura orale dominante in questo periodo, da una parte la
cultura orale e dall’altra quella visiva e delle immagini realizzate a partire dalla metà dell’VIII sec.
a.C. Sia nelle manifestazioni verbali che in quella della comunicazione non verbale, quella riportata
e dipinta sui vasi.
L’Acropoli è il centro della città della “ruota”
Saltata una lezione continuità e discontinuità della civiltà micenea
Lezione del 28-10-2019

VIII secolo rivoluzione … culturale


A nord-Ovest dell’acropoli si formerà l’agorà
Fatti la volta prima 2.2, 2.3, 2.4 il 2.4 parlerà dell’emergenza del sacro e delle pratiche rituali, è un
tema sul quale ritorneremo quando si parlerà di santuari. Fissare bene la pratica dei rituali e la
pratica più importante che è il sacrificio e l’altare su cui si fa il sacrificio. Un’attività sacra, religiosa
che si svolge all’interno di uno spazio sacro
Secondo capitolo 2.5 produzione, consumi e commerci

Protogeometrico 1050-900 a.C.


Proto geometrico sta per primissima fase in cui si introducono forme geometriche (derivate dal sub
miceneo) uno degli elementi che distinguono la fase del protogeometrico, sono i semicerchi, i
penduli, che non vengono più fatti a mano libera ma con degli strumenti come il compasso multiplo;
(le decorazioni sub micenei sono realizzati completamente a mano). La maggior parte delle
testimonianze di età protogeometrica proviene dalle tombe, le tombe sono i contesti che più di ogni
altro ci forniscono testimonianza di questo periodo, protogeometrico e geometrico.
Presentazione di immagini
Anfora proveniente dal Ceramico di Atene, in cui c’è la raffigurazione di un cavallo, che non trova
riscontro in altri esemplari protogeometrici. Decorazione a graticci (1A) anfora ateniese, è una
decorazione tipica del tipo protogeometrico, le ampie fasce nere dividono la spalla dal corpo o dal
collo, spesso messe in punti particolari del vaso. Anche il piede comincia ad essere più robusto, la
tettonica del vaso comincia ad essere più definita, con orlo, piede, collo corpo ecc. I vasi attici sono
quelli qualitativamente migliori (protogeometrico). Lefkandi è un sito protogeometrico molto
importante perché va oltre la fase limite del 900 proseguendo oltre questa data, questo significa
che la classificazione …. La strutturazione del geometrico che ad Atene si divide in geometrico antico
prima fase e seconda fase, vale per Atene, ma non vale per gli altri centri di produzione. Urna
cineraria cretese di Cnosso con una raffigurazione dove due sfingi si fronteggiano con un uccello su
un lato e sull’atro due leoni che sbranano un guerriero. Creta è un ricettacolo di influenze che
vengono dall’oriente, questa è una prima avvisaglia di quello che poi avverrà nel periodo
orientalizzante. Questo significa che alcune parti della Grecia già a partire dal protogeometrico
cominciano a mostrare dei contatti con l’oriente, nel caso dell’Eubea gli euboici riprendono a
navigare per mare e si muovono molto. Alminia era un emporio. Prodotti Attici della prima
produzione geometrica, sono rappresentati da vasi completamente neri con delle fasce a motivi
geometrici sulla spalla e delle metope sul collo. Atene Areopago la sezione di una tomba maschile,
dove sono state rinvenute due punte di lance e uno strigile.
Tomba della ricca signora, metà del IX sec. a.C. l’oggetto principale è costituito da una ceramica a
base quadrata presentante 5 oggetti a punta ecc. Interpretato come dei piccoli silos per contenere
il grano. Ci mostra una forte stabilità di risorse economiche in cui la proprietà passa di mano in mano
e rappresenta quella classe aristocratica che porterà alla formazione delle polis, il repertorio è
geometrico, presenta inoltre gioielli in oro oggetti in avorio e faience, sono oggetti di prestigio
importati dall’oriente. Intorno al IX e VIII secolo a.C. cominciano a comparire motivi figurati. Le
coppe euboiche sono tipiche della frequentazione di alcuni siti fuori della Grecia, la coppa è classica
del protogeometrico, ma realizzata anche in pieno periodo geometrico (coppa con semicerchi)
skyphoi. Sull’isola di Ischia Phitecusa è stata raggiunta degli euboici, il primato di prima colonia
sembra spettare a Phitecusa piuttosto che Cuma.
Siamo ancora nel periodo del tardo geometrico, e cominciamo ad avere rappresentazioni figurative,
fanno parte di questi vasi monumentali dipinti dal pittore del Dipylon questo tipo dei vasi sono dei
segnacoli di sepoltura, semata di sepoltura, spesso accompagnati da una stele rozza senza nessun
segno. Alcune di queste tombe sono state scavate nel geometrico di Atene, sono sepolture di tipo
individuale. A Thera invece abbiamo un tipo di sepoltura collettiva. Ad Atene invece a sepoltura
individuale comincia a monumentalizzarsi. Le raffigurazioni sono spesso motivi che rimandano a
scene mitologiche. Il mito e l’epos omerico cominciano ad essere fissati sui vasi, Teseo che lascia
Arianna sull’isola di Nasso. Sulle anfore del pittore del Dipylon è spesso rappresentata l’esposizione
del defunto “protesis” e il lamento “canto” con le donne che portano le mani sulla testa, poi il
defunto che viene accompagnato nel suo ultimo viaggio su di un carro. Non ci sono soltanto
produzioni vascolari, ma anche figure animali, centauri. Insieme alla ceramica troviamo oggetti in
metallo.
Eubea, Lefkandi. le informazioni sugli abitati di questo periodo sono molto labili, e non offrono molte
informazioni. Lefkandi ha una fortuna nel protogeometrico e geometrico, ma viene abbandonato a
favore di Calcide ed Eretria. Lefkandi è molto importante perché ha restituito moltissime sepolture
di grandissimo interesse, X e inizio IX sec. a.C., perché presentano oggetti relativi a scambi fatti con
l’Oriente, mostra questa precoce ripresa commerciale da parte degli euboici. Calcide, Lefkandi e
Eretria, si trovano nella parte meridionale dell’Eubea che lo rendevano meno esposte, più riparate
dai venti. Il sito di Lefkandi ha restituito un importante ritrovamento, Heroon, va considerata la
monumentalità dell’edificio per l’epoca X sec. a.C. un lungo edificio absidato con diversi ambienti.
All’interno sono state trovate due sepolture a fossa, una inumazione e una incinerazione. L’inumato
è una donna, mentre l’incinerato è un uomo in un contenitore di bronzo in cui dobbiamo riconoscere
il padrone del cavallo, il fatto che sia stato incinerato e il contenuto messo in un vaso di pregio.
L’incinerazione è prerogativa dell’uomo perché sancisce lo statuto eroico del defunto, come Achille.
La donna è stata sepolta insieme al marito defunto, e si ipotizza che sia stata uccisa in onore del
marito. In una prima interpretazione si è pensato che fosse di un edificio di culto in cui prima muore
l’uomo poi viene costruito intorno l’edificio e alla morte della donna viene sepolta nello stesso
edificio. Ma questo non spiega perché poi viene abbattuto e costruito un tumulo dove vengono
seppellite altre persone. L’ipotesi più favorevole di oggi è che fosse la dimora del Basileus che il
Basileus muore e la moglie viene sepolta insieme al cavallo nello stesso edificio. L’edificio viene poi
abbattuto e trasformato in un tumolo con tutti i connotati dell’eroe. La cosa singolare è che ina delle
ricostruzioni più antiche della casa di Ulisse descritte nell’odissea, appare molto simile alla pianta
del tempio di Lefkandi.
Lezione del 29-10-2019
(nel protogeometrico l’economia era basata sulla pastorizia)
Edificio monumentale dei Lefkandi del periodo protogeometrico, casa di Ulisse, riconosciamo qui la
dimora di un basileus, individui che progressivamente, prima che si venga a creare la classe
aristocratica che acquisisce ricchezza attraverso la produzione agricola basata sulla proprietà
fondiaria, basilei o re o capi, che si distinguono per un particolare prestigio molto vicino a quella che
è la figura di Ulisse ad Itaca, possiamo equipararli a quei Big-man, forse un po' di più perché i big-
man vengono scelti per un prestigio morale, mentre il Basileus ha anche il prestigio politico ed
economico. L’emergere di queste figure di prestigio che discendono da clan familiare di prestigio,
entro quello che sono i limiti di una economia ancora abbastanza povera, si possono però
permettere la costruzione di un edificio come quello di Lefkandi. L’Heron si sviluppa intorno a questo
personaggio di prestigio, che viene poi distrutta e trasformata in un tumulo, cioè un luogo di culto
presso cui vengono sepolti in seguito gli abitanti della città? Quello che una volta era una dimora
viene distrutta e si trasforma in un luogo di culto “heron”. Una delle ricostruzioni della dimora di
Ulisse è straordinariamente uguale all’heron di Lefkandi, quello che è interessante che questa forma
di dimora, absidata si riscontra anche in altri siti e la datazione va dal 800-700 a.C. quindi in piena
età geometrica. Nell’VIII sec. abbiamo un profondo mutamento, una crescita demografica, un
maggior dinamismo sociale e promuove una maggiore stratificazione sociale all’interno della
comunità con una classe elevata più ricca che si struttura come classe aristocratica. Cominciano ad
emergere i santuari, incremento di un ceto sociale emergente che tende ad esprimere un ruolo e
un potere forte all’interno della società, tra cui e pratiche religiose, abbiamo un incremento della
produzione e quindi del consumo, aumento della domanda e quindi segue l’offerta. Abbiamo il
definirsi di un patrimonio mitico, che aveva già preso forma nel corso dei secoli precedenti e che
inizia a definirsi sempre più, contestualmente comare la scrittura. Questo processo della Polis, che
avviene con l’unione di tanti piccoli villaggi con le loro necropoli, è molto evidente ad Atene. Avremo
l’eternizzazione delle sepolture ma ancora alcuni aristocratici, continuano ancora a farsi seppellire
vicino alle loro abitazioni. Nel complesso le sepolture vengono fatte però all’esterno delle mura delle
città. La porta del Dipylon separava il Ceramico esterno da quello interno, sembra che le mura di
Temistocle corrispondano al recinto sacro della città. Quanto descritto per Atene è una fotografia
di formazione del processo della Polis che si mette in atto anche in altre città, Corinto, Argo ecc.
questo processo di compimento della polis in alcuni casi arriva a compimento come nel caso di
Atene, in altri casi invece non si riesce a formare come Polis. Si arriva fino alla costruzione del
Tempio, ma non arrivano poi a terminare il processo di trasformazione in Polis. I segni distintivi della
Polis sono: un centro, tipo un villaggio preesistente, un santuario, una serie di collinette dove erano
i vari villaggi uno delle quali diventerà poi il centro della città. Esistenza di un centro, a Cnosso il sito
dell’antico palazzo miceneo, come anche ad Atene o essere del tutto nuovo, un elemento
catalizzatore di carattere religioso e segno per eccellenza un santuario monumentale poliadico.
Esistenza di un territorio comune chora in cui si svolgono determinate attività.
L’emergere di necropoli di tipo collettivo fuori dell’area urbana. (un centro inteso come santuario
poliadico, l’esistenza di un t4erritorio comune la chora, e le aree di necropoli questi sono i segni
comuni). Nell’Attica Atene si trova al centro della pianura e tutta l’area dell’Attica (mesogheida) che
arriva fino al confine dell’Eubea e alla costa … Quando inizia il processo di formazione di Atene come
città, inizia il processo di conurbazione che accompagnano la formazione della polis determinando
l’indebolimento e l’abbandono dei centri minori. L’emergere del santuario poliadico e gli
aristocratici funzionano da richiamo delle popolazioni dei piccoli centri. Alcuni santuari nati presso
villaggi vengono addirittura integrati all’interno della città… Atene definisce il suo territorio di
riferimento, la chora, ed espande i suoi confini su l’intera regione dell’Attica in cui centri minori
come Salamina ed Eleusi entrano nell’orbita di Atene.
Uno dei dati che è stato sempre associato alla formazione della polis, è l’emergere delle mura
urbane come elemento di formazione della polis, noi supponiamo che prima del 480 esistessero già
delle mura, ma non è scientificamente provato. Non necessariamente una città deve essere marcata
dalle mura, la città di Smirne nella Ionia ha restituito dati archeologici chiari, l’esistenza di mura,
siamo in asia minore nella Ionia, questo fatto che Smirne già nel VII sec. a.C. ha portato a credere
che le città avessero delle mura, ma non è così, non necessariamente dovevano essere delle mura.
Tra le cose che segnano l’emergere della polis c’è l’emergere dei santuari urbani, il centro della polis
è dato dal santuario poliadico urbano che viene a definirsi come uno spazio collettivo, mentre nelle
città micenee era il palazzo. Alla gestione del sacro che avveniva nelle dimore dei Basileis, fa seguito
progressivamente a partire dalla metà dell’VIII sec. lo sviluppo dei culti poliadici, con l’allargamento
della partecipazione a tutta la popolazione dei villaggi vicini, specchio dei mutamenti della nuova
realtà politica. Il santuario poliadico diventa il luogo di culto di una popolazione molto più ampia
che è l’aggregazione di tutti i villaggi che costituiranno la poleis. Questo è ciò che avviene intorno
all’VIII secolo in cui si mette in moto il processo di formazione delle città: Atene, Smirne, Corinto
ecc. in alcuni contesti vediamo l’emergere anche dei santuari che non sono dei santuari di
riferimento di una poleis di formazione, ma santuari posti in un territorio molto ampio di cui quel
santuario diventa il punto di riferimento di compagine che abitano quel territorio più o meno ampio.
Uno di questi santuari è quello di Olimpia che si viene a formare già del IX, X sec. a C. in questa fase
questi abitati che ruotano intorno al santuario di Olympia, non mostrano quei caratteri di
formazione della poleis come quella che è avvenuta in altri centri, Atene. Kalapodi è la sede di un
culto dedicato ad Apollo che nasce addirittura nella fase micenea e prosegue fino al geometrico e
tardo geometrico, senza che si venga a formare una poleis. Anche Sparta ad esempio non
raggiungerà mai la forma di una poleis come la intendiamo noi. Tra questi santuari vi è anche
Olympia che acquisterà una fama panellenica, sarà un punto di riferimento per tutta la Grecia che
va oltre la “nazione” termine nazione va usato con molta cautela. Il punto centrale di Olympia è
costituito dalla sepoltura di Pelope e chiamato pelopeide, il tempio di Zeus è costruito soltanto nel
V secolo, e l’heraron viene edificato intorno alla fine del VII sec. costruito in legno le cui colonne
vengono sostituite con il tempo in colonne in calcare. Il tempio di Zeus presenta nel frontone il mito
di Pelope, Pelope è legato al sito di Pisa di cui conosciamo pochissimo.
Il sacrificio è il momento in cui si instaura il rapporto con le divinità: l’altare è lo strumento dive si
fanno i sacrifici, la figura della divinità da l’immagine antropomorfa alla divinità (non sempre le
immagini della divinità sono presenti come nel tempio di Zeus di Olympia)