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Stolen Moments Analisi

Il brano comincia con una vamp di do minore, eolio, che è la tonalità del brano, come
possiamo evincere anche dai 3 bemolle in chiave che richiamano il Mib (relativa
maggiore di Do-):

4 battute da 4/4 che alternano la stessa idea andando dal do minore a, un tono sopra, re
minore.

Il basso suona per l'appunto un pedale di do, alternando alla tonica il sol (dominante).

L'armonia si muove per block-chords: do minore (b7,9,b3,5), poi re minore (b7,9,b3,5),


nuovamente do minore (9,b3,5,b7), infine re minore come prima.

D'ora in avanti chiameremo il block-chord utilizzato a battuta 1 "bloccoA",

mentre quello a battuta 3 "blocco B"

Da notare l'utilizzo del terzo e del quarto rivolto degli accordi, nonché la dissonanza di
semitono fra la 9 e la b3, che però viene stemperata all'interno di un contesto consonante.

La struttura del brano prosegue come un blues in do minore,

però invece delle classiche 12 battute, abbiamo un blues da 16.

Anche qui l'arrangiamento si avvale dei block-chords.

Nelle prime 4 battute il basso mantiene il do minore (all'ottava inferiore questa volta)
alternato alla sua dominante.

Il soprano viene armonizzato proprio tramite block chords, utilizzando o la costruzione


del blocco A oppure quella del blocco B.

Gli intervalli che si vengono a creare, rispetto alla linea melodica superiore, sono quindi
di 2 tipologie:

A) 3, 4, 6 (tutte discendenti, rispetto al soprano)

B) 3, 5, 6 (sempre discendenti, rispetto al soprano)

La qualità degli intervalli (maggiore o minore, giusto o aumentato o diminuito) è


determinata di volta in volta dai rapporti che la nota scelta per la melodia superiore
stabilisce con lo schema A o B nella data tonalità.

Nelle successive 2 battute di fa- e poi di nuovo di do-, Oliver Nelson applica gli stessi
principi, seguendo la struttura del blues.
A battuta 13 parte un obbligato che "espande" la classica griglia blues fino a battuta 18:

il basso sale cromaticamente per semitoni, da re fino al fa#, poi riscende allo stesso modo
tornando a re, poi ancora re#, mi, fa.

La melodia superiore si ripete uguale (do, mib, do, do legato al successivo ciclo da 4, tutti
ottavi) su block-chords cromatici ascendenti, creando un senso di tensione e di instabilità
tonale.

Questa volta però i block-chords sono costruiti utilizzando un altro principio:

dal basso verso l'alto, le quattro voci si elaborano come tonica, 4 giusta, b7, b3 (o b10
sarebbe più corretto).

Quindi voicings quartali ("so what chords").

Da metà battuta 18 fino a fine 19 si torna in do minore, ripristinando gli schemi del blues
e gli stessi principi arrangiativi iniziali.

A battuta 20, infine, abbiamo Sol, la dominante, armonizzato come un "blocco A", il
quale rilancia al chorus successivo che si ripete identico.

Successivamente i soli si sviluppano sul classico chorus blues di 12 battute.