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L'arrangiamento vede il tema affidato al sax, suonato nella registrazione da


Johnny Hodges.
Fin da subito è possibile osservare un'importante contro melodia eseguita
all'unisono dai sassofoni rimanenti, che si inseriscono negli spazi lasciati liberi
dal tema.

Nella prima misura di contro melodia troviamo una ripresa della terzina
iniziale, con note diverse e ristretta ritmicamente (diminuzione), mentre nella
seconda vediamo una discesa cromatica dal do al lab affidata ad una quintina.
Dalla terza misura in poi osserviamo quella che sarà l'idea portante su cui è
costruita la contro melodia: un quasi ossessivo utilizzo dell'intervallo di
seconda minore, che va a generare una sensazione "claustrofobica", in
contrasto con gli ampi intervalli del tema.

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Le successive misure saranno costruite sul frammento melodico portante
realizzato con intervalli di seconda, prevalentemente minori, con varie
rielaborazioni.

Mentre i sassofoni suonano la contro melodia, i tromboni eseguono dei three-


note voicings posti quasi sempre in levare per aiutare a rinforzare la pulsazione
ritmica del brano.
I sassofoni, nella B, eseguono un tappeto armonico statico costruito con spread
voicings, al quale si aggiungeranno i tromboni per rendere il suono ancora più
denso.

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A1 è identica ad A, se non che per le ultime due misure dove l'armonia cambia.
In questo caso vengono affidate al sax baritono 2 misure in cui assume un
ruolo quasi solistico.

L'accordo su cui si articola la frase è Db7(#11) con re e mi naturali presenti sul


terzo e quarto movimento che hanno quasi funzione di approccio al reb della
battuta successiva.
Il brano prosegue con la sezione C che vede sempre il sax alto esporre il tema
con un background statico di sassofoni.
Nelle ultime 4 si aggiungono i tromboni che eseguono un background simile a
quello della A iniziale.
Nella prima A del secondo chorus vediamo l'alternarsi di 2 misure con un
tutti orchestrale a 2 misure di solo sempre affidate al sax alto.
Questa sorta di idea responsoriale viene ripetuta due volte.

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Le figure ritmiche utilizzate in questo Tutti sono uguali a quelle del tema
iniziale fatta eccezione per un anticipo di croma a cavallo tra seconda e terza
battuta.

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Dal punto di vista intervallare invece, troviamo una prevalenza di gradi
congiunti tranne che per un salto di terza subito dopo il pick-up. Questo
materiale intervallare è sicuramente mutuato dalla contro melodia del tema A.
Le seconde due battute del tutti orchestrale sono identiche ritmicamente alle
prime due, differenziate melodicamente (considerando la trasposizione in la
maggiore) solo dal salto di quinta sulle due crome poste dopo la minima con il
punto.
Le successive sezioni B, A1 e C saranno identiche a quelle analizzate in
precedenza, con l'aggiunta della coda che ripete semplicemente le ultime 4
battute della sezione C con una corona finale, sulla quale il sassofono esegue
l'arpeggio di Dbmaj7 iniziale.

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Capitolo 5

Adattamento per quintetto di Bluebird of Delhi


e Chelsea Bridge
5.1 Adattamento di Bluebird of Delhi

In questo adattamento per quintetto l'Intro è stato affidato al solo


contrabbasso, al quale si aggiunge il clarinetto per esporre il primo tema.
La Coda modulante la esegue il piano da solo, per poi lasciare alla tromba
l'Interludio. Il tema in Lab è suonato dal piano, mentre i fiati fanno il
background. La B, invece, è affidata a clarinetto e tromba all'unisono. Anche i
background durante il solo, la B e il fortissimo, vengono suonati da tromba e
clarinetto. La ripresa del motivo iniziale invece, è affidata al pianoforte.

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5.2 Adattamento di Chelsea Bridge

Questo adattamento vede l'Intro affidata al piano in solo, così come


nell'arrangiamento originale. Le due A iniziali sono suonate dalla tromba, la B
dal sassofono, e l'ultima A dal piano, con contro melodia dei fiati.
La contro melodia durante i soli è eseguita dai fiati, mentre nel tema finale lo
scambio tra brass e e sax viene giostrato tra pianoforte e sezione fiati.

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Conclusioni

In conclusione, questo lavoro di tesi mi ha permesso, attraverso l'analisi di tre


arrangiamenti del compositore e arrangiatore Billy Strayorn, di cogliere alcuni
dei suoi elementi caratteristici essenziali.

Innanzitutto la capacità di trasformare le immagini, reali o figurate, in musica.


L'uccellino in Bluebird of Delhi, o il dipinto di Turner in Chelsea Bridge, sono
magnificamente rappresentati in musica dal compositore, utilizzando panorami
sonori in grado di trasmettere quello che era il suo sentimento quando ha
vissuto le emozioni raccontate poi nei suoi brani.

Inoltre è notevole la capacità, caratteristica dei compositori classici, di sfruttare


i materiali melodici ed armonici in diverse e inatesse elaborazioni, capaci di
generare nuove e sorprendenti soluzioni attraverso elementi spesso semplici.

Ciò dimostra come la sua identità musicale, spesso posta all'ombra di quella di
Ellington, sia invece unica e personale, ma soprattutto meritevole di un analisi
non sottomessa a quella del Duca.

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Bibliografia

• W. Van Der Leur, Something to live for:the music of Billy Strayhorn, Oxford
University Press, first edition, 2002.

• D. Hudju, Lush Life, North Point Press, first edition, 1997

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Ringraziamenti

A conclusione di questo elaborato, desidero menzionare tutte le persone, senza


le quali questo lavoro di tesi non esisterebbe nemmeno.

Ringrazio il mio relatore Cinzia Gizzi, che in questi mesi di lavoro, ha saputo
guidarmi, con suggerimenti pratici, nelle ricerche e nella stesura dell’elaborato.

Ringrazio inoltre il M° Corcella per avermi fornito la trascrizione del brano


Isfahan.

Ringrazio di cuore i miei genitori. Grazie per avermi sempre sostenuto e per
avermi permesso di portare a termine gli studi universitari.
Infine, vorrei dedicare questo piccolo traguardo a me stesso, che possa essere
l’inizio di una lunga e brillante carriera professionale.

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