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ANALISI SENOR BLUES

CENNI STORICI

“Senor Blues” è una brano del famoso pianista e compositore Horace Silver, registrato per la prima volta
nel 1956 e pubblicato all’interno dell’album “ Six pieces of Silver”, edito da Blue Note Records.

Nella versione che andremo ad analizzare la composizione è eseguita dal gruppo che accompagnava il
pianista all’epoca, l’ “Horace Silver Quintet”, composto da :

 Horace Silver -Piano


 Hank Mobley - Sax Tenore
 Donald Byrd - Tromba
 Doug Watkins – Contrabbasso
 Louis Haynes – Batteria

Successivamente alla sua pubblicazione, il brano divenne ben presto uno “standard”, il che spinse Silver ad
adattare un testo alla melodia e registrare nuovamente il brano nel 1958, questa volta accompagnato dal
celebre cantante e attore Bill Henderson alla voce.

LA COMPOSIZIONE

Il brano è un classico esempio di quello stile che prende il nome di “Latin Jazz” o semplicemente “Latin”.
Silver non è certo il primo ad approcciarsi a questo tipo di sonorità, precedentemente compositori del
calibro di Duke Ellington ( la famosa “Caravan”) o musicisti come Dizzy Gillespie (Night in Tunisia, Manteca)
avevano già sperimentato la contaminazione fra musica latina e jazz .

L’ andamento ritmico ternario in 12/8 conferisce al brano il classico sapore Afro-Cubano, mentre la tonalità
minore (Eb), un atmosfera cupa velata di mistero.

Silver in questa composizione gioca sagacemente con l’arrangiamento, affidando al contrabbasso una linea
continua e ipnotica doppiata dal pianoforte, sopra la quale si staglia la melodia esposta dai fiati sorretta dal
ritmo costante degli accordi.

Il brano si apre con un’introduzione ad opera della linea di basso, doppiata dal pianoforte di Horace, che
dopo quattro battute aggiunge il primo accordo seguendo una figurazione ritmica incalzante, enfatizzata
ancora di più dall’entrata della batteria.

Dopo un breve “break” parte l’esposizione del tema dei fiati, che si staglia sopra il gioco ritmico del piano di
Silver e il contrabbasso di Watkins.

Dopo le prime 12 battute la sezione ritmica esegue un crescendo che porta alla seconda parte del brano, la
dinamica si alza e con essa anche la melodia dei fiati, che salgono di un’ ottava.
L’atmosfera si calma solo verso la fine del giro armonico, le ultime quattro battute, per scivolare nella fase
d’improvvisazione affidata ai solisti.

Piano, contrabbasso e batteria accompagnano i fiati continuando a tessere il loro incastro ritmico-melodico,
mentre parte l’assolo del trombettista Donald Byrd, seguito sal tenore di Mobeley.

Per passare dagli assolo dei fiati ( per entrambi un chorus ) a quello del leader pianista, Horace propone un
“ passo d’insieme” o “bridge “ eseguito all’unisono dalla sezione ritmica e dai fiati.

Sta volta Silver si limiterà a doppiare la linea del basso, arpeggiando la tonica e la quinta degli accordi,
mentre i fiati eseguono il tema doppiati ritmicamente dalla batteria.

Il brano dopo un breve “break” riparte con il solo di pianoforte, che continuerà per due chorus, mentre la
sezione ritmica accompagna nello stile del “bridge”.

L’atmosfera è più calma e rilassata, il suono rarefatto dell’accompagnamento permette al pianoforte di


Horace di uscire nitidamente dall’impasto sonoro, grazie anche alla scelta di Haynes di accompagnare
sfruttando il suono delle pelli piuttosto che i piatti, troppo invadenti nell’insieme.

L’assolo si conclude con il consueto “break” per ritornare al tema iniziale, riproposto esattamente come
all’inizio.

Arrivati alla fine della sezione B del tema, si arriva ad un’ ulteriore sezione (c) , che prolunga il brano,
accompagnandoci verso la fine.

In quest’ultima parte il brano rimane fermo sull’accordo di Eb-6/9 creando un effetto di stasi, la dinamica si
abbassa fino ad arrivare ad un piccola coda : Due frammenti melodici, eseguiti dal contrabbasso e
pianoforte all’unisono, chiudono elegantemente il brano.
ANALISI FORMALE

Andiamo ora ad analizzare il brano, prendendo in esame le varie sezioni tematiche ( INTRO ; A ; B ; BRIDGE ;
C ; OUTRO).

Ho deciso di usare una nomenclatura adatta a sottolineare le caratteristiche delle varie sezioni, in modo da
renderne la lettura più agevole, distinguendo magari periodi isolati ( come INTRO, BRIDGE e OUTRO ), non
riproposti durante la composizione, da periodi legati fra loro da un “discorso sintattico “ e quindi
raggruppabili sotto un’ unico gruppo ( A,B,C ).

Per ogni sezione andremo ad analizzare la relazione fra la melodia ( prendiamo in esame la voce della
tromba ), l’armonia e il giro di basso, ponendo attenzione alla struttura dei periodi e alla loro suddivisione in
frasi (evidenziate con il colore rosso) e semifrasi (evidenziate con il colore azzurro).

Forma : blues minore, 12 battute.

Stile : latin.

Tempo : composto, 12/8.

Tonalità : Eb minore.

1) INTRODUZIONE

Possiamo identificare questo periodo musicale con l’abbreviazione “Intro”.

Questo periodo va da battuta 1 a battuta 8 ed è suddiviso in due frasi, a loro volta suddivise in due
semifrasi.

Per quanto concerne l’armonia in questo periodo figura solo un’accordo, Eb-6/9, il quale essendo l’accordo
di tonica del brano e non essendoci accordi adiacenti per considerare eventuali cadenze, viene considerato
un primo grado.

Prendiamo in esame ora la prima frase di apertura (INTRO 1), che va da battuta 1 a battuta 5, composta da
due semifrasi.

La prima semifrase ( da battuta 1 a battuta 3) è opera del basso, il quale esegue una linea melodica
doppiata dal piano, volta a sottolineare attraverso degli “arpeggi” l’armonia sovrastante ( qui ancora non
dichiarata dal pianoforte , non ci sentono ancora accordi ).

L’attacco è anacrusico e l’andamento melodico discendente scandisce la suddivisione ternaria : la linea di


basso parte con un Bb,quinta giusta dell’accordo di Eb - ,per poi subito “atterrare” sulla tonica; continua
salendo di un ottava rimarcando il Eb, passando per note cordali (Db) e per estensioni (F) dell’accordo, per
poi ritornare alla tonica un’ottava in basso.

Il basso (doppiato dal piano all’ottava bassa) continua uguale anche nella seconda semifrase di INTRO1.

Arrivati alla 6 battuta si apre la seconda frase dell’Introduzione ( INTRO2 ) e con essa si aggiungono due
strumenti : la batteria e il pianoforte ( suonando il primo accordo del brano ).
La frase INTRO 2 è formata da due semifrasi, l’ultima delle quali terminerà sul battere della prima battuta
del prossimo periodo musicale ( A).

Il basso continua il proprio giro fino alla fine della frase, mentre sopra ad esso compare l’accordo di Eb-6/9
suonato dal pianoforte all’inizio della prima semifrase, a battuta 6.

Il ritmo degli accordi parte acefalo, inizia sulla seconda pulsazione della battuta ( il “2”) rimarcando i primi
due ottavi della suddivisione ternaria per poi suonare sul battere delle ultime due pulsazioni ( “3” e “4” ),
suonando di fatto due quarti puntati . Questa figurazione ritmica degli accordi verrà eseguita dal pianista
(sui vari accordi del brano ) per tutto la durata della composizione, eccezione fatta per i “break”, il “bridge“
e il suo stesso solo.

La seconda semifrase della frase INTRO 2 continua identica alla prima, per poi fermarsi di colpo sul battere
della nona e ultima battuta dell’ Introduzione, con un forte accento.

Qui avviene un “break “ generale degli strumenti e attacca la melodia della tromba, doppiata dal sax
tenore ( per tutto il brano seguirà la voce una terza maggiore o una quarta giusta sotto ) che ci trasporta
immediatamente del periodo musicale successivo, il periodo “ A”.

2) A

Il periodo musicale denominato A va da battuta 9 a battuta 20, è diviso in 3 frasi, divise a loro volta in due
semifrasi ciascuna. Possiamo identificare questo periodo come ternario ( 3 frasi da 4 battute ciascuna, per
un totale di 12 battute, l’intera forma del blues).

Le semifrasi che compongono le 3 frasi ( A1, A2,A3) agiscono all’interno del periodo attraverso il classico
schema del “ Call and Response “ : la prima delle due espone una frase tematica ( call ) che trova il suo
senso compiuto solamente al sopraggiungere della seconda ( detta response appunto). Questo “schema
sintattico “ lo possiamo applicare anche alle 3 frasi che compongono il periodo A : le prime due ( A1 e A2 )
ripetono entrambe le stesse due semifrasi al loro interno e potrebbero essere considerate insieme un’
unica “call”, mentre la terza frase (A3) si differenzia dalle precedenti nella prima semifrase mentre nella
seconda ripropone la semifrase finale delle due frasi precedenti (A2 e A3), dando così un senso conclusivo
al periodo, e potrebbe essere definita una “ response”.

Il periodo A è il primo in cui compaiono gli accordi che creano il giro armonico di “Senor Blues”. Gli accordi
verranno suonati da Silver seguendo lo stesso schema ritmico dell’introduzione e la loro disposizione
all’interno del periodo è la seguente : Da battuta 10 a battuta 13 l’accordo suonato è Eb-6/9, da battuta 14
a battuta 15 B9(#11), seguito a battuta 16 e 17 di nuovo dall’accordo di Eb-6/9, le battute 18 e 19 sono
rispettivamente occupate dagli accordi Bb7 e Ab13, l’ultima battuta del periodo e la prima del successivo
(B) ritornano all’accordo di tonica ( Eb-6/9). La posizione e la durata degli accordi all’interno di tutto il brano
rispetta la struttura del blues minore (12 battute) e non presenta particolare anomalie dal punto di vista
armonico, eccezione fatta per la relazione fra l’accordo di tonica Eb-6/9 e il B9(#11), che andremo ad
analizzare il seguito.
Andiamo ora ad esaminare la relazione fra i vari accordi e le cadenze che ne conseguono :

Le prime quattro battute sono occupate da quello che indichiamo come primo grado della tonalità di Eb
minore , Eb-6/9, seguite a battuta 14 e 15 dall’accordo di B9(#11).

B9(#11) è un accordo che non appartiene alla tonalità di Eb minore, ma viene preceduto e anteceduto
dall’accordo di tonica. Si potrebbe interpretare, B9(#11), come una sostituzione di tritono effettuata sul
quinto grado della tonalità di Bb minore, a sua volta quinto grado della tonalità di Eb minore, ma andando
ad analizzare la composizione degli accordi B9(#11) e Eb-6/9 potremmo formulare un’ altra ipotesi, che
prende il considerazione le proprietà enarmoniche dei due accordi.

Eb-6/9 è composto dalle note : Eb,Gb,Bb,C,F.

B9(#11) è composto dalle note: B,D#,F#,A,C#,E#.

Se si pone attenzione alle note che compongono i due accordi salta immediatamente all’occhio la relazione
enarmonica fra due, possiamo notare infatti come nell’accordo di B9(#11) siano presenti tre note su cinque
appartenenti all’accordo di Eb-6/9 (D#=Eb,F#=Gb,E#=F).

Considerato questo si potrebbe quindi associare l’accordo di B9(#11) ad un accordo cromatico, che
prolunga il “colore” dell’accordo di Eb-6/9, arricchendolo di una tensione che si appoggia subito dopo
all’accordo di tonica senza risolvere al suo primo grado relativo,Bb minore.

Gli altri due accordi presenti nel periodo, Bb7 e Ab13 ( entrambi accordi di prima specie ), seguiti da Eb-6/9,
completano il giro armonico con una classica cadenza blues, primo-quinto-quarto-primo, relativamente una
cadenza sospesa (primo-quinto) seguita da una cadenza plagale (quarto-primo).

Questo schema armonico verrà eseguito anche negli altri periodi presi in esame ( eccezione fatta per il
bridge, dove l’armonia sarà sottointesa dalle linee melodiche dei vari strumenti, e per il periodo C, dove
comparrà solo l’accordo di tonica come nell’introduzione ) seguendo lo stesso andamento ritmico e la
stessa disposizione all’interno della struttura di 12 battute.

Il basso praticamente durante tutto il brano eseguirà una serie di arpeggi, volti a sottolineare l’armonia del
brano, seguendo uno schema ritmico ripetitivo che marca quasi ogni “beat” della suddivisione. Gli arpeggi
gireranno attorno alle seguenti note degli accordi : tonica,quinta giusta, settima minore, nona maggiore,
rimarcando ad ogni “uno” della battuta la tonica dell’accordo corrispondente, compiendo così un
andamento melodico complessivo sospeso- discendente.

Prendiamo ora in esame la melodia nel periodo musicale A.

La melodia, eseguita dai fiati nella prima semifrase di A1, parte acefala sulla seconda pulsazione della
battuta 9 con un Bb ( quinta giusta dell’accordo di Eb-6/9), e passa attraverso le note Ab e Db scendendo
alla tonica. La seconda semifrase ripropone lo stesso schema melodico soffermandosi sulla tonica a battuta
12 e caratterizzando la frase per un andamento melodico discendente.

Nella seconda frase A2 (da misura 13 a 16 ) il giro armonico cambia e di conseguenza la sua relazione con le
note della melodia, che invece rimangono invariate.
A battuta 17 si apre la frase A3, e con essa la melodia cambia nella prima semifrase al suo interno ( misure
17 e 18 ) rispetto alle precedenti frasi A1 e A2.

L’ attacco è acefalo e rimarca la nota Bb ( quinta dell’accordo Eb-6/9 a misura 17 e tonica dell’accordo Bb7 a
mirusa 18 ) conferendo alla prima semifrase un carattere sospensivo, per poi tornare ad un andamento
discendente della seconda semifrase (misure 19 e 20) ; in quest’ ultima semifrase del periodo A, l’autore
torna infatti a riproporre lo stesso frammento melodico delle seconde semifrasi appartenenti alle frasi
precedenti ( A1 e A2), passando questa volta nella prima battuta (19) per l’accordo di Ab 13, partendo
sempre dal Bb ( nona dell’accordo ) per arrivare a riposarsi sul Eb (tenuto per l’intera misura 20), finendo
così sulla tonica dell’accordo di Eb-6/9 e caratterizzando l’intero periodo A come “maschio”.

Un “crescendo” di dinamica da parte della sezione ritmica, fra la battuta 20 e la battuta 21, ci trasporta
verso l’ultimo periodo musicale prima della fase solistica, il periodo “B”.

3) B

Il periodo musicale denominato “B” va da battuta 21 a battuta 32 ( la misura 33 viene usata come “lancio”
per i soli ) , è diviso in 3 frasi (B1,B2,B3), divise a loro volta in due semifrasi ciascuna. Possiamo identificare
questo periodo come ternario ( 3 frasi da 4 battute ciascuna, per un totale di 12 battute, l’intera forma del
blues).

La struttura armonica e il giro di basso continuano seguendo la stessa organizzazione del periodo “A”.

Nella prima semifrase appartenente a B1, la melodia parte acefala compiendo un salto di ottava
ascendente da battuta 20 ( ancora nel periodo A) a battuta 21. Qui la melodia parte sulla tonica
dell’accordo di Eb-6/9 per poi passare per le note di Gb e Ab, rispettivamente terza minore e quarta giusta
della tonalità. Anche se in questo caso la melodia finisce su Ab ( seconda semifrase di B1, battuta 22) si
potrebbe definire a carattere sospensivo per via dell’arpeggio delle note dell’accordo e il ribattimento della
tonica. La stessa cosa avviene per la seconda semifrase di B1, con la differenza che la melodia in questo
caso finisce sul battere della misura 24 sulla tonica dell’accordo ( al posto della quarta giusta, Ab),
conferendo un carattere conclusivo all’intera frase.

A battuta 25 si apre la seconda frase del periodo, B2, che ripete lo stesso schema melodico di B1, anche se (
come abbiamo visto per A2 nel periodo precedente ) l’armonia cambia a battuta 26 e con essa la sua
relazione con la melodia: considerando Gb e Ab enarmonicamente, F# e G#, diventano quinta giusta e
sesta maggiore relativamente all’accordo di B9(#11). La stessa cosa avviene a battuta 27, relativamente a
B9(#11) : Eb=D#, terza maggiore dell’accordo, Gb=F#, quinta giusta dell’accordo, Ab=G#,sesta maggiore
dell’accordo e Db=C#, nona maggiore dell’accordo.

Arrivati all’ultima frase del periodo B ( battuta 29, B3), la melodia riprende il “tema” e la struttura della
frase A3, appartenente al periodo precedente A.

Il periodo si conclude a battuta 32 sempre sulla tonica dell’accordo di Eb-6/9, caratterizzando il periodo
come “maschio”. La battuta 33, come accennato il precedenza, funge da “lancio” per i solisti ( primi i fiati)
che si concedono una pausa di una misura prima di cominciare.
4) BRIDGE

Il periodo che prende il nome di BRIDGE, che compare a cavallo fra i soli dei fiati ( un chorus a testa
d’improvvisazione ) e quello di pianoforte ( due chorus ), ci immerge in una sonorità più “rarefatta” e
minimale, con un sostanziale cambio d’arrangiamento e di dinamica, e per questo motivo considero giusto
non associarlo alla forma dei periodi precedenti, ma piuttosto considerarlo come passo d’insieme e quindi
un vero e proprio “BRIDGE”, fra le due fasi solistiche ( fiati- piano).

Il periodo si divide il 3 frasi ( BRG 1, BRG 2, BRG 3), da 4 battute ciascuna. Mentre BRG2 e BRG3 sono
suddivise a loro volta in due semifrasi (due battute ciascuna), BRG1 è considerabile come un’unica frase di
quattro battute, in quanto la melodia e il giro di basso sono uguali per tutta la durata della frase.

Nel periodo denominato “BRIDGE”, l’armonia ( che rimane invariata rispetto ai periodi precedenti ) non
viene esposta chiaramente dagli accordi del pianoforte (anche se il pianista qua e là suggerisce l’armonia
con dei piccoli “riff” che seguono l’andamento ritmico della melodia dei fiati ), ma piuttosto viene suggerita
dalla melodia dei fiati e il giro di basso sottostante ( doppiato dal piano all’ottava bassa).

In BRG1 mentre il basso sottolinea la fondamentale e la quinta dell’accordo di Eb-6/9, I fiati si soffermano
sul tema dall’attacco tetico che rimarca la nona dell’accordo (F), passando per la quarta giusta (Ab) e poi la
tonica (Eb), conferendo un carattere sospeso alla melodia fra la misura 1 e la misura 4.

BRG2 parte a battuta 5 con la sua prima semifrase e la melodia discende di una terza maggiore, a marcare
quella che possiamo considerare la nona dell’accordo di B9(#11), ovvero il C#, passando anche sta volta per
E ( quarta giusta di B) e B, tonica dell’accordo.

A battuta 7 , nella seconda semifrase di BRG2, si torna a “suggerire” l’accordo Eb-6/9, secondo lo schema di
BRG1. Il basso durante tutta la frase sottolinea sempre la tonica e la quinta giusta degli accordi , mentre la
melodia ribatte sempre sulla nona maggiore e si può considerare anche il questo caso sospensiva.

L’ultima frase del periodo, BRG3, si apre a battuta 9 e ripete lo stesso schema ( sia alla melodia che al giro
di basso) delle battute precedenti , con la differenza che nella prima semifrase ( battute 9 e 10) si passa per
gli accordi di Bb7 e Ab13, con la conseguente variazione delle note al canto e al basso.

La seconda semifrase di BRG3 riprende la melodia di BRG1, sull’accordo di Eb-6/9, concludendo sul battere
della battuta 12 con la nota F alla melodia ( nona di Eb ) e Eb al basso ( tonica), ribadendo il carattere
sospensivo di tutto il periodo e delle varie frasi che lo compongono.

A battuta 12 avviene un break da parte di tutto l’organico e parte l’assolo di piano che improvviserà per due
chorus, fino a ritornare alla testa del brano , il periodo “A”, riprendendo con un altro break, da battuta 9,
all’inizio della frase A1.

Una volta arrivati, seguendo la struttura, al termine del periodo “B” ( battuta 33), si passa all’ultimo
periodo, nonché la fase conclusiva ( considerando l’ OUTRO come sua appendice ) di tutta la composizione:
il periodo “C”.
5) “C” e “OUTRO”

Il periodo musicale denominato “C” (incluso “OUTRO”) va da battuta 34 a battuta 51. Per quanto concerne
l’armonia, nel periodo “C” viene suonato solamente l’accordo di Eb-6/9 , da misura 34 a misura 49,
seguendo la stessa figurazione ritmica degli accordi nei precedenti periodi “A” e “B”. La linea di basso di
conseguenza rimane fissa sull’accordo di tonica e gira attorno alle che lo compongono, seguendo anch’esso
lo schema ritmico e melodico delle prime quattro battute dei periodi precedenti.

Il periodo “C” si potrebbe considerare quasi costruito attorno un’unica frase, in quanto per più della metà
del periodo stesso la melodia ripropone lo stesso frammento melodico ( da misura 34 a misura 40 ). Se
volessimo comunque suddividere il periodo, per facilitarne l’analisi, potremmo dire che “C” è formato da 3
frasi, la prima C1 ( misura 34-36), l’unica che differisce dalle ultime due , C2 ( misura 37-38) e C3 (misura 39-
41), che ripropongono la stessa melodia.

Nella frase C1, a battuta 34 il tema parte tetico sulla tonica dell’accordo, compiendo un salto di ottava dalla
precedente battuta 32 ( appartenente al periodo “B”), per poi scendere di nuovo all’altezza precedente
sempre sulla nota di Eb ( battuta 36), attraverso un movimento discendente ( battuta 35) che partendo da
Gb ( terza minore dell’accordo) passa attraverso quasi tutte le note che compongono Eb-6/9, arrivando a
concludere la frase sulla tonica. L’andamento melodico è chiaramente discendente ( la melodia si muove di
un’ottava discendente in 3 battute) e a carattere autoconclusivo.

A battuta 37, prima battuta di C2, la melodia riprende dal Eb sul primo rigo del pentagramma con un
attacco acefalo, svolge una breve curvatura ascendente verso la quinta dell’accordo ( Bb ), per poi
“riposare” sulla tonica a battuta 38, donando alla frase un tono sospensivo, quasi a rimarcare la conclusione
della frase precedente C1.

La frase C3 ripete esattamente la melodia di C2, aggiungendo alla fine una battuta di pausa (41) prima del
segno di ripetizione, che rimanda a battuta 34.

Una volta ripetuto il periodo “C”, arrivati alla seconda “uscita” ( battuta 49 ), pianoforte e contrabbasso
eseguono all’unisono una “coda”, un “OUTRO” che va a concludere il brano. A battuta 49 l’attacco è tetico
sulla tonica Eb ( dove termina il giro di basso relativo al periodo “C”), seguito da una breve pausa e subito
dopo un piccolo inciso che parte sul levare della terza pulsazione della battuta e si conclude sul battere
della prima pulsazione della battuta successiva. Da misura 50 a misura 51 avviene la stessa cosa e l’inciso
ripete la stessa sequenza melodica di quello precedente ( Eb-Db-Eb-Db-Bb-Eb ), ma un’ottava in basso. Il
brano si conclude quindi seguendo un’andamento discendente terminando sulla tonica Eb, conferendo ciò
che si definisce un carattere “maschile” al periodo “C”.