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Lezione 6.

LA DIVISIONE FRA IL FORO DELLA COSCIENZA E IL FORO ESTERNO

1. DELIMITAZIONE DEI CONCETTI: FORO INTERNO, AMBITO DELLA COSCIENZA E AMBITO E FORO
ESTERNO

— Ambito e “foro”. Foro: luogo di esercizio della giurisdizione


— “Foro interno”
Esercizio della giurisdizione ecclesiastica in ambito riservato sacramentale (nella confessione) o extrasacramentale
(concessione di dispense, remissione di pene, ecc.)
— Il foro esterno
— Ambito della coscienza
Chiamato impropriamente “foro” della coscienza
Veramente interno
Non si esercita la giurisdizione
— Ambito esterno:
• Conoscibilità
• Notorietà e pubblicità
• Legittimità dell’uso delle conoscenze su altri
Concetto di diffamazione: diffusione non necessaria di un aspetto negativo
— L’esternazione della coscienza
Libertà di farlo
Rispetto dell’intimità
Gradi del segreto: confessione; direzione spirituale; colloquio amichevole

2. LA VITA SPIRITUALE DEI SACERDOTI

— Doveri morali inerenti al sacerdozio. Dovere giuridico di una vita esterna coerente con il sacerdozio
— PO, nn. 12-18, specie 18 (“mezzi per favorire la vita spirituale”)
— PDV, III, nn. 19-33.
— CIC, cann. 276 (vita spirituale), 277 (continenza perfetta, prudenza), 282 (sobrietà, povertà), 285
(decoro)
Can. 276: «§1. Nella loro condotta di vita i chierici sono tenuti in modo peculiare a tendere alla santità, in quanto,
consacrati a Dio per un nuovo titolo mediante l'ordinazione, sono dispensatori dei misteri di Dio al servizio del
Suo popolo. §2. Per essere in grado di perseguire tale perfezione: 1) innanzitutto adempiano fedelmente e
indefessamente i doveri del ministero pastorale; 2) alimentino la propria vita spirituale alla duplice mensa della
sacra Scrittura e dell'Eucaristia; i sacerdoti perciò sono caldamente invitati ad offrire ogni giorno il Sacrificio
eucaristico, i diaconi poi a parteciparvi quotidianamente; 3) i sacerdoti e i diaconi aspiranti al presbiterato sono
obbligati a recitare ogni giorno la liturgia delle ore secondo i libri liturgici approvati; i diaconi permanenti
nella misura definita dalla conferenza Episcopale; 4) sono ugualmente tenuti a partecipare ai ritiri spirituali,
secondo le disposizioni del diritto particolare; 5) sono sollecitati ad attendere regolarmente all'orazione
mentale, ad accostarsi frequentemente al sacramento della penitenza, a coltivare una particolare devozione alla
Vergine Madre di Dio, e ad usufruire degli altri mezzi di santificazione comuni e particolari».

3. LA NORMATIVA CANONICA SULLA VITA SPIRITUALE DEI SEMINARISTI

— Sulla formazione spirituale dei seminaristi:


Can. 235: Ǥ1. I giovani che intendono accedere al sacerdozio siano formati ad una vita spirituale ad esso
confacente e ai relativi doveri…»
Can. 245: Ǥ1. Mediante la formazione spirituale gli alunni siano resi idonei all'esercizio fecondo del ministero
pastorale e siano permeati di spirito missionario, consapevoli che l'adempimento fedele del ministero in
atteggiamento costante di fede viva e di carità contribuisce alla propria santificazione; imparino insieme a
coltivare quelle virtù che sono ritenute di grande importanza nella convivenza umana, cosicché siano in grado
di giungere ad una adeguata armonia tra i valori umani e i valori soprannaturali. §2. Gli alunni siano formati in
modo tale che, pieni di amore per la Chiesa di Cristo, abbiano un profondo legame di carità, umile e filiale,
con il Romano Pontefice successore di Pietro, siano uniti al proprio Vescovo come fedeli cooperatori e
collaborino con i fratelli; mediante la vita comune nel seminario e mediante la pratica di un rapporto di
amicizia e di familiarità con gli altri, si dispongano alla fraterna comunione col presbiterio diocesano di cui
faranno parte al servizio della Chiesa.»
Can. 246 §1: «La celebrazione eucaristica sia il centro di tutta la vita del seminario, in modo che ogni giorno gli
alunni, partecipando alla stessa carità di Cristo, attingano soprattutto a questa fonte ricchissima forza d'animo
per il lavoro apostolico e per la propria vita spirituale. §2. Siano formati alla celebrazione della liturgia delle
ore, mediante la quale i ministri di Dio lo invocano a nome della Chiesa per tutto il popolo loro affidato, anzi
per tutto il mondo. §3. Siano incrementati il culto della Beata Vergine Maria, anche con il rosario mariano,
l'orazione mentale e gli altri esercizi di pietà con cui gli alunni acquisiscono lo spirito di preghiera e
conseguono la solidità della vocazione. §4. Gli alunni si abituino ad accostarsi con frequenza al sacramento
della penitenza; si raccomanda inoltre che ognuno abbia la guida della sua vita spirituale, scelta liberamente, a
cui aprire con fiducia la propria coscienza. §5. Gli alunni facciano ogni anno gli esercizi spirituali.»
Can. 247 §1: «Siano preparati mediante un'adeguata educazione a vivere lo stato del celibato e imparino ad
apprezzarlo come dono peculiare di Dio. §2. Gli alunni siano resi debitamente consapevoli dei doveri e degli
oneri che sono propri dei ministri della Chiesa, senza alcuna reticenza sulle difficoltà della vita sacerdotale.»
— Normativa sulla confessione e direzione spirituale nel seminario
• Can. 239: «§2. In ogni seminario vi sia almeno un direttore spirituale, lasciando agli alunni la
libertà di rivolgersi ad altri sacerdoti ai quali il Vescovo abbia affidato tale incarico.»
• Can. 240 : «§1. Oltre ai confessori ordinari, si facciano venire regolarmente nel seminario altri
confessori e, salva la disciplina del seminario, gli alunni abbiano sempre ampia possibilità di
rivolgersi a qualsiasi confessore sia all'interno sia all'esterno del seminario.»
• Can. 240: «§2. Nel prendere decisioni riguardanti l'ammissione degli alunni agli ordini o la loro
dimissione dal seminario, non può mai essere richiesto il parere del direttore spirituale e dei
confessori.»
• Can. 246 :«§4. Gli alunni si abituino ad accostarsi con frequenza al sacramento della penitenza;
si raccomanda inoltre che ognuno abbia la guida della sua vita spirituale, scelta liberamente, a
cui aprire con fiducia la propria coscienza.»
— Proibizione di chiedere il parere sull’idoneità dei candidati al sacerdozio al confessore e al direttore
spirituale. Le ragioni del divieto
• Nel caso del confessore, la protezione del sigillo sacramentale
• Nel caso del direttore spirituale la protezione della relazione di fiducia e del diritto all’intimità

4. DISTINZIONE DEI DOVERI GIURIDICI DA QUELLI MERAMENTE MORALI

— Dovere giuridico (dovere di dare a ciascuno il suo diritto) e dovere morale (tendere alla propria
perfezione
Il dovere giuridico è anche un dovere morale perché dare a ciascuno il suo perfeziona moralmente il debitore
— Diritto della Chiesa a scegliere i ministri
Per scegliere occorre prima conoscere: diritto a conoscere i candidati; limiti
— Diritto della Chiesa a formare i propri ministri
• Ruolo del Vescovo e del seminario di dirigere la formazione sacerdotale
In particolare ruolo del direttore spirituale del seminario e dei confessori
— Diritto del seminarista alla propria spiritualità
• Diritto di scegliere direttore spirituale e confessore
• Dovere della Chiesa di offrire “formatori” (direttore spirituale e confessori)
— Dovere morale del seminarista di farsi conoscere e diritto alla propria intimità
— Dovere giuridico di farsi conoscere. Limiti
— Il ricorso allo psicologo: limiti giuridici

5. CONDOTTA DEI FORMATORI

— Coloro che dovranno informare non devono ricevere confessioni


— Stimolare il dovere morale di farsi conoscere
• Spiegare i beni in gioco
• Far vedere l’interesse comune
• Ispirare fiducia
— Il rapporto delle autorità del seminario con direttori spirituali e confessori
• Con il direttore spirituale del seminario
Comunicazione di idee e programmi formativi da parte del rettore. Sintonia del direttore spirituale
Ruolo del direttore spirituale in ordine al discernimento vocazionale: consiglio all’interessato
Silenzio sulle questioni interne dei seminaristi
• Con i confessori interni o esterni
Comunicazione delle idee e programmi formativi
Ruolo dei confessori nella formazione e nel discernimento vocazionale
Sigillo sacramentale
— Evitare sospetti di raccolta illegittima di notizie