MANUALE DI STORIA
DELLA CHITARRA
(ad uso dei conservatori e delle scuole di musica)
volume f
Mario Dell Ara
LA CHITARRA ANTICA, CLASSICA E ROMANTICA
BERBENPREMESSA
La chitarra é finalmente giunta al riconoscimento (perseguito per
oltre un trentennio) da parte dei conservatori di stato che, dal
1984, hanno istituito ufficialmente la scuola di chitarra, collocan-
dola in una situazione giuridica e di prestigio uguale a quella del
pianoforte e degli strumenti ad arco. E cosi terminato U'[Link]
aveva confinato la chitarra in quelli che Segovia chiamava
“suburbi musicali”.
Uno dei primi atti connessi a tale riconoscimento @ stato quello
della compilazione dei programmi d’esame, sia per gli allievi dei
conservatori che per quelli delle scuole musicali che poi si
presentano ai conservatori per sostenere gli esami in qualita di
candidati privatisti. In tali programmi @ compresa una prova di
cultura nella quale il candidato deve dimostrare di conoscere la
storia della chitarra e la sua letteratura.
Ci 2 sembrato quindi doveroso ed utile approntare un testo che
serva come sussidiario per la preparazione di tale esame. Per
questo, ci siamo rivolti a due docenti di conservatorio che, nei
rispettivi settori, sono considerati autorevoli specialisti. I due
volumi che essi hanno scritto, pur rivolgendosi soprattutto agli
studenti di chitarra, presentano motivi d’interesse anche per gli
studiosi, i concertisti e i musicologi che intendono approfondire le
loro conoscenze chitarristiche.
Ci auguriamo di aver reso un buon servizio a tutte queste
categorie, ma non per questo dimentichiamo tutti gli altri
chitarristi, i quali, senza l’obbligo di “studiare” questi due testi,
ne saranno forse i lettori pit gratificati.
VeditoreINDICE
1
DALLE ORIGINI
AL RINASCIMENTO
1 - Le origin ..n pag. 7
I - I medioevo (secoli XII-XV)..... pag. 7
TM - Mrinascimento.... 10
1
LALETTERATURA DELLA.
CHITARRA RINASCIMENTALE
To Talia ssc pag. 15
TM - Spagna . pag. 16
ML - Francia... pag. 20
IV - Conclusione. pag. 23
Cronologia delle maggiori opere
el 500 ersnnneri pag. 23
mm
LEPOCA BAROCCA (1600-1750)
1 - Linterpretazione estetica. pag. 25
TH - La traserizione so. sme Pag. 26
IIE - La convivenza con il liuto.. pag. 26
TV. = Le intavolature nnn pag. 27
V_ - Laccordatura.. pag. 35
Vv
LA LETTERATURA MUSICALE,
DELLA CHITARRA BAROCCA
1 -Lachitarra spagnota in Itai pag. 37
M_ - Lachitara barocca in Francia... pag. 50
MI - Lachitarra barocca in Spagna... pag. 58
IV. - Lachitarra barocca negli altri
Ct nn pag. 63
Cronologia delle maggiori opere in
intavolatura per chitarra barocea
(1600-1750) wossnntnnnennnnnennnn Dag 63
v
‘TRA BAROCCO E CLASSICISMO-
(1750-1800)
T= Introduzione nn . 65
HW -Lanotazione 7
MI - Parigi : o
IV - Londra., seeeneee 1s
V__ - Madrid € la penisola iherica...... pag. 76
VIC = Italia. swmnnee Pag. 80
Cronotogia delle prime opere in nota-
zione modema..... on Pag. 81
vi
ILPRIMO OTTOCENTO
I = Introduzione.. sven Pag, 83
IL - I chitarristi del primo ottocento.. pag. 85
MH - Italia. 92
IV. - Parigi 93
V_ - Londra... 94
VIL - Vienna e la Germania pag. 94
VIE - Russia on
via
ILREPERTORIO
DELL’OTTOCENTO
1 - Metodi, pag. 103
H - Studi.
Ml - Sonate
117
7
IV - Tema con variazioni...
V__- Forme vatie..
VIL - Concerti 123
VIL - Sestetti, quintet . 123
‘VIL - Quartetti . 123
1X - Tri eee pag. 124
X — - Duo flauto e chitarra, violino e
chitarra, viola e chitarr.. 124
X1_ - Duo chitarra e pianoforte. . 124
XII - Duo di chitarre...... . 125;
XIIT- Trio di chitarre.. 125
XIV - Canto ¢ chitarra. 128
Quadro cronologico dai 1800 al 1850... pag. 129
vm
LEPOCA ROMANTICA
I~ Introduzion . pag. 135
ML - La musica romantica. pag. 135
I - Tcompositori romanti pag. 136
x 7
LEPOCA DI TARREGA,
= Spagna . 145
- Francia 149
- Inghilterra sone pag. 150
- Germania pag. 150
- Italia. pag. 151
x
BIBLIOGRAFIA_ =
1) Bibliografie coe pag. 153
2) Storie, dizionari, manual
3) Dalle origini al 1500
4) La chitarra rinascimentale e barocea pag. 154
saggi, etc. pag. 153
5) La chitarra classica e romantica....... pag. 155
6) L’epoca di Térrege pag. 156
7) Ieonografia.... pag. 156
8) Autori pag. 157
Indice dei nomi. a : 163ABBREVIAZIONI
accomp. _accompagnamento
ad ib. ad libitum
arrang. _arrangiamento
bib, biblioteca
ca. circa
cenit, chitarra
clarinetto
celavicembalo
‘composizioni, composto
‘conservatorio
continuo (basso)
corno
edizione
fagotto
lauto
introduzione
‘mandolino
‘manoscritto
oboe
obligato
‘opus, opera
orchestra
Pianoforte
pubblicato
secolo
tenore
tromba
variazioné
violoneeto
violino
violaI
DALLE ORIGINI AL RINASCIMENTO
1 - LE ORIGINI
‘Tra gli strumenti cordofoni con cassa armonica e
manico git molto diffusi nel secondo millennio
avanti Cristo, se ne riscontrano alcuni,_ presenti
specialmente nelle culture egizie mesopotamiche,
abbastanza simili alla forma della chitarra, Per una
idemtificazione pit precisa é necessario pero risalire al
bbassorilievo in pietra scolpito su una porta d’ingresso
delantica citta itita Alaca Hojuk, in Anatolia,
risalente allincirca al 1350 avanti ‘Cristo © ogsi
onservato nel museo archeolopeo di Ankara (Fur
ia).
‘Su questa unica, benché inequivocabile, testimonian-
za dell’antichita della chitarra & troppo azzardato
costruire teorie citca una sua probabile origine itta,
anche se a tale teoria si aggiunge quella sull’origine
timologica secondo 1a quale Ia parola_chitarra
Geriverebbe dall’antica denominazione sanscrito-ana~
tolica éar tar costruita con il prefisso numerale éar
(quattro) ¢ la parola tar (corda). La chitarra nacque
unque come sirumento a quaitro corde e mantenne
tale caratterstica, in Europa, fino allepoca del
Rinascimento,
La mancanza di documentazione che va dalla chitar-
1 ittita allepoca del Medioevo non consente di
tracciare una benché minima storia della chitarra
durante tale periodo. Cid nonostante, i teorici della
sostengono che la ¢
tarra fu importata in Italia dai Romani all’epoca di
Cesare ed Augusto e successivamente diffusa un po”
dovungue in Europa.
Le culture greca ¢ romana privilegiarono pers, fa i
cordofoni, gli strumenti pitt aul [a Tira e la
cetsa e considerarono «barbari» ali strumenti appar-
tenenti al genere della chitarra, come il tandur
romano e il ‘richordon greco, Questiultimi, analoga-
‘mente alla chitarra, si diffusero maggiormente nelle
regioni pid periferiche dell’impero romano e nei paesi
balcanici e slavi, arrivando fino alle regioni dell’o-
ddiemno Uzbekistan da cui proviene il fregio in pictra
«d’Ajrtam» (Leningrado, museo dell’Ermitage), da-
{ato trail Le il II secolo d.C. e che attualmente
costituisee Punico anello di congiunzione fra la
chitarra ittita e i modelli medioevali.
Il - IL MEDIOEVO (secoli XIII - XV)
1) Introduzione
A meta del secolo XII, quando il fiorite di un’arte
musicale Iaica segna ‘un momento importante ©
decisivo per la rinascita degli strumenti, ritornano nel
cuore della cultura europea gli antichi rapsodi greco-
romani. Un tempo dispersi ai confini dell’impero
banditi dalla Roma papale che pitt non Ii tollerava,,
eli originari cantori si trasformano ora in menestrell
mimi non pit umiliati dalle classi colte ma ospitati
nei castlli dove si cantano le gesta cavalleresche ¢ le
melodie trobadoriche con i vecchi strumenti popolari
rifatti e variati nelle forme e nella denominazione.
E solo a partire dal sec. XIII che la chitarra riprende
il suo cammino non pil interrotto che, con alterne
vicende, arriva fino ai nostri giorni.
I numerosi esempi della chitarra medioevale sono
riscontrabili soprattutto nelle figure di angeli suona-
tori scolpiti sui portali delle chiese romaniche e
gotiche e nelle illustrazioni dei codici miniati. Appare
subito evidente una linea di continuita, nonostante il
yuoto documentale accennato, fra la chitarra medioe-
vale © i suoi predecessor ‘antichi, Le maggiori
analogie possono essere riassunte nei seguenti punti:
—Stabilita delPaccordatura: nel fregio di Ajrtam
sono ben visibili quattro corde come nei modelli
medioeval
— Dimensioni dello strumento: la chitarra medioeva-
Je € ancora di piccole dimensioni come quella
ittta,
— Modo di suonarc lo strumento: la chitatra é posta
sul petto dell’esecutore e possiede una cassa che
non ne oltrepassa la larghezza toracica; é sorretta,
dal? avambraccio destro con polso ripiegato all
terno; é suonata col plettro.
Una prima variante rispetto alla chitarra ittita, che &
perfettamente a forma di otto, la si nota nel fregio di
Ajntam dove le linee curve’ delle fasce superiori
diventano linee rette convergenti verso il manico
(Gpalle cuspidate), caratteristica che ritroviamo so-
vente nei modelli’ medicevali
2) SPAGNA. i
Le spalle cuspidate sono tipiche dei primi esempi
della chitarra spagnola che vediamo raffigurata in
una scultura del palazzo arcivescovile di Santiago de
Compostela (fine sec. XII) e nelle emblematiche
miniature delle «Cantigas de Santa Maria» (1260 ca.)
(fig. 1) in cui si nota anche un modello con la tastiera
che si prolunga sulla cassa armonica ¢ che potrebbe
‘essere un primo esempio di vihuela de peftola, cio’
una vihuela suonata con il plettro.1L- DALLE ORIGINE AL. RINASCIMENTO
‘ig. 1 - Miniatura dalle “Cantigas de Santa Maria” (ca. 1260)
(Chitara tation e chilarra moresca.
Questo strumento, chiamato poi viola da mano
quindi soltanto viola (vihwela in spagnolo), si evolve
durante il Medioevo parallelamente alla. chitarra.
Alcuni ne individuano fa nascita nelle illustrazioni del
«salterio carolingio di Stuttgart» (830 ca.) di scuola
francese con derivazioni dall'Italia del nord. Di
forma simile alla chitarra, ma di dimension pit
grandi, ebbe la stessa accordatura del liuto ¢ nei
secoli XV ¢ XVI fu particolarmente usata dagli
spagnoli,
Nel sec. XIV la chitarra conserva le spalle cuspidate
Gcultura sulla porta est della cattedrale di Ledn) ¢ un
probabile esempio di vihuela de pefiola (pittura
murale della vecchia cattedrale di Salamanca) ha
cinque corde. Un esempio del sec. XV (tatua in
legno del museo della cattedrale di Avila) ci mostra
una chitarra a quattro corde perfettamente a forma
di otto © suonata con le dita anziché col plettro.
La cultura araba, che convisse per lunghi anni con
quella spagnola, fece dono all’occidente del liuto ¢
introdusse in Spagna anche altri strumenti, ma gli
spagnoli preferirono sempre distinguere cid’ che era
arabo da cid che era di origine autoctona
Nel «Libro de Buen Amor» (1330-1343) di Juan Ruiz
Getto Parciprete di Hita) troviamo espressamente
citate, fra gli altri strumenti, la guitarra morisca ¢ la
guitarra latina.
Se Vaggettivo latina avvalora ulteriormente la tesi
della diffusione europea della chitarra in epoca
romana, quello di morisca pone il problema dell
dentificazione di questo strumento che potrebbe
essere un piccolo tiuto (Iuan Ruiz nomina anche un
«corpudo laud»), rammentando che gli arabi chia-
marono il loro liuto (al” ud) anche col nome qitara
(erivato dal greco di cui erano studios’) gia da prima
dell’anno mille,
3) ITALIA
Non esistono, allo stato attuale delle ricerche, esempi
iconografici defla chitarra in Italia prima del 1400,
ma le fonti letterarie (libri di comli, lettere © testi
poetici) confermano I'esistenza della chitarra almeno
dal sec. XII.
E opportuno ricorclare i versi di Simone dit Golino
Prudenziani (sec. XIV}
Con ta chitarra fe" suoni a fenore
con tanta melodia che a ciascuno
per la dolcezza gli allegrava 'I core.
In essi, come fa notare Nino Pirrotta, «il cantare su
uno strumento a corda, naturalmente, non ¢ nulla di
‘nuovo; ma nuova é ’implicazione che ’accompagna-
mento strumentale potesse assumere la forma di un
tipo popolare di polifonia».
In Lalia, con il fiorire dell’umanesimo, ritorna in
auge e riacquista dignita artistica la’ figura del
musicista quale creatore di cose nuove. I musicista
chiamato cantore, distinto dal musico cui era riserva-
to lo studio teorico della musica, cantava accompa-
gnandosi con la chitarra o con il liuto o con la viola,
ma le cronache coeve si compiacciono soprattutto
della sua abilitA strumentale. Furono famosi, tra gli
altri, Stefano Tedesco alla corte degli Sforza (1456) €
il ferracese Pietrobono dal Chitarrino alla corte
estense; delle loro opere perd non rimane traccia in
quanto essi furono artisti dediti all’improvvisazione e
rappresentanti di quell’arte, pur colta ma di tradizio-
, 2 - Suonatore di “viol da mano”. Siampn di M.A.
lon (rin meth eee. X¥IN ot1 MEDIOBYO (coll XUEXY)
ne orale, che rifugsiva, forse volutamente, dalle
angustie della notazione.
La chitarra italiana del °400, che V'iconografia ci
mostra a forma di otto e con quattro corde (a volte
semplici, a volte raddoppiate), & ancora prevalente-
‘mente suonata con il plettro. Spesso @ suonata in
coppia con il liuto 0 con la viola da mano.
Quesultimo strumento fu molto coltivato anche
ddagl italiani (oltre che dagli spagnoli) nel "400, e fu
ancora in uso nella prima met& del secolo successivo
specialmente a Napoli, dove Vinflusso della cultura
spagnola era stato pit forte all’epoca della domin
Zione aragonese. Non a caso nei libri per liuto di
Francesco da Milano che si stamparono a Napoli nel
1536 si legge: «Intavolatura de viola 0 vero lauto....
Era inoltre uso degli italiani innalzare la terza corda
della viola di un semitono, cosi come dice il teorico
spagnolo Juan Bermudo (Declaracién.,. 1555), ren-
dendo Paccordatura della viola identica a quella della
moderna chitarra,
La molle soavita della viola e il suo monotone suono,
lamentati da Paolo Cortese (De cardinalatw libri tes,
1510), non furono pero consoni allestetica italiana,
che preferiva il suono pia brillante ed espressivo del
liu.
Rimane inoltre di dubbia interpretazione il termine
chitarrino, spesso ricorrente nei documenti leterari
dal "400 fino al "700, Non avrebbe avuto senso infatt
Ki
d
‘
K
ae
‘ig, 3~ Angelo swonatore dl “itera”. Miniatara dal Saltrio dt
ible (2. 1310)
chiamare con questo nome la chitarra quattrocente-
sca o rinascimentale, strumento, é vero, ancora di
piccole dimensioni, ma che non aveva tiscontri in
‘modelli similari pitt grandi chiamati, se mai, viola da
mano. Propendiamo per l'ipotesi che il’ termine
chitarrino designasse, il pit dette volte, un piccolo
liuto 0 pit propriamente la mandola e i! mandolino.
Nel °700 il diminutivo chitarrino era infatti sinonimo
di mandolino. Cid porterebbe anche a comprendere
con maggior chiarezza l'accrescitivo chitarrone dato
ad uno strumento della famiglia degli arciliuti che
nulla ha a che vedere con la chitarra.
4) FRANCIA
Chiamata generalmente guiterne (ma la sua nomen-
clatura ¢ varia e abbondante a pattire gid dal 1210),
la chitarra francese del sec. XIII ha, di preferenza,
‘una forma esagonale con i lati incurvati_ verso il
centro, simile ad una foglia di agrifoglio. Troviamo
jn Francia anche la quitarra sarracenica (Johannes de
Grocheo, 1300 ca.) ¢ la guisterne de Barbarie (La
propriété de choses, 1372), che € «bossue dessoubz»
cioé con il fondo curvo.
Lo strumento si propago in ogni ambiente sociale:
popolare, religioso ¢ cortigiano.
‘Anche il gittern medioevale inglese ha forma esago-
nale come quello francese, ma in altri casi presenta
Varianti con forme pit) arrotondate (Angel choir di
Lincoln, 1270 ca.), che preludono forse all’evoluzio-
ne della viola
L’abbondante iconografia del sec. XIV conferma la
progressiva propagazione ed evoluzione dello stru-
mento.
6) GERMANIA
La scarsa documentazione di questo periodo lascia
pensare ad una limitata esistenza della chitarra nei
paesi di lingua tedesca. La forma esagonale (angelo
suonatore della cattedrale di Colonia, 1320) é di
chiara derivazione francese.
Sebastian Virdung nel suo trattato Musica getutscht
(1511) pone la didascalia «quintern» accanto alla
figura di un piccolo liuto o mandola, confermando la
polivalenza del termine.10
IM - IL RINASCIMENTO
1) Introduzione
‘Vissuta all’ombra della vihuela o del liuto, ma con
alle spalic una solidissima tradizione prevalentemente
popolare che venne via via a radicarsi sempre pit
nella pratica della musica colta, la chitarra vide
fiorire per 1a prima volta la sua letteratura scritta
intorno agli anni di mezzo del sec. XVI e precisamen-
te durante una decina di anni compresi tra il 1546 e il
1556.
A questo punto della storia, Parte musicale rinasci-
mentale ha gia dato tutti i suoi frutti. Dalla borghe-
sia, che ha consolidato la propria potenza economica
politica, provengono i nuovi dilettanti di musica
che si appropriano volentieri di quella pratica stru-
‘mentale riservata un tempo solo ai professionis
L'invenzione della stampa musicale permette di rag-
siungere, con un maggior numero di copie, strati pi
larghi di usufruitori. Gli strumenti a corda, ta cui
conoscenza é d’obbligo nella formazione culturale-
umanistica del nobiluomo ¢ grazie ai quali gli artisti
italiani sono giustamente famosi nel mondo per la
loro arte delf'improvvisazione e della diminuzione,
sono particolarmente coltivati_ nei circoli_ musicall
delParistocrazia. Bssi ricevono inoltre speciale atten-
zione dall’editoria che é anche prodiga di «regole per
quelli che non sanno suonaren, confermando di
riflesso Vimportanza dell’esercizio strumentale nel-
insegnamento musicale dell’epoca.
Con la fantasia liutistica o chitarristica si arriva ad un
Tinguaggio melodico-polifonico che legittima T’auto-
nomia della musica strumentale nel significato spiri
tuale della musica, prima riservato soltanto alla voce
umana, mentre si va allargando e perfezionando
anche if settore profano e queflo della musica di
danza.
Il progressivo dilatarsi della struttura polifonica
verso il registro grave, che obbligd il liuto e la vihuela
alPaggiunia del sesto coro (corde «geminate» cio’
doppie) verso la fine del "400, pare non influire sulla
struttura accordale della chitarra, che rimane con i
suoi quattro cori ancora per tutto il ’500 (fig. 4).
Per raggiungere un registro pitt grave si usd, special-
mente in Francia, raddoppiare il terzo ¢ il quarto
coro all'ottava bassa; dal suono pitt grave al suono
del decimo tasto sul cantino (tanti ne aveva allora la
chitarra), si poteva cosi ottenere un’estensione di tre
ottave,
Fig 4 - M. MERSENNE, Harmonic untrerselle (Pars, 1636).
Chitar rinascimentale "quattro cork.
1+ DALLE ORIGINE AL RINASCINENTO.
Parallelamente al processo di semy
musica andava operando nei confront
alla purificazione armonica con la progressiva ado-
me degli elementi tonali (maggiore ©
chitarristi sperimentarono strumentalmente gli stessi
concetti, sopravanzandoli e ponendo le basi di quello
stile accordale in accompagnamento alla melodia che
‘sara poi sublimata nell’arte della monodia accomps-
gala,
Di tutto questo lavorio chitarristico, a volte depreca-
to dai teorici della musica che in. ess vedevano
degradarsi la sapienza contrappuntistica, non ci rima-
Le cause vanno ricercate nella cultura di
tradizione orale cui i chitarristi appartennero, nei
‘modelli di scrittura non ancora perfezionati ¢ forse
i motivi i, non essendo ancora ipotizza-
bile if dominio editoriale sugli strati pitt popolari dei
dilettanti mentre i borghesi_preferivano prodotti
editoriali pitt conformi ai canoni cultural
La produzione di musica chitarristica stampata del
°500 & infatti di autori liutisti o vihuelisti (Barberiis,
Mudarra, Le Roy) che serissero anche per chitarra,
forse per soddisfare le nascent richieste da parte di
pit larghi strati di amatori, trattandola ancora so-
prattutto come strumento polifonico.
Fanno pero eccezione le numerose musiche di danza
degli autori francesi che risentono indubbiamente
dello stile accordale, pid tipico della chitarra che non
del lito.
Particolare di notevole importanza é, sempre nel-
ambito della ricerca armonica operata dal musicista
pratico (quindi pit chitarrista che liutista), il raggiun-
rento del temperamento equabile molto tempo
prima della sua teotizzazione,
2) LINTAVOLATURA.
Intorno al 1500 i musicisti professionisti erano abi-
tuati ad eseguire su un solo strumento (liuto, organo)
la musica polifonica, leggendo direttamente sul «li-
bro corale», dove erano stampate separatamente
sulle due pagine del libro aperto le quattro o pid vaci
dl brano polifonico.
Con questa ardua pratica di lettura il musicista era in
grado di eseguire 1a musica come se fosse scritta in
artitura, Questa operazione mentale fu tradotta e
semplificata col sistema dell’intavolatura dagli edito-
ri, che dovettero tener conto della prassi esecutiva
dilettantesca.
Il sistema della notazione intavolata (che 1a chitarra
‘mantenne fin verso la fine del ’700) consisteva nella
rappresentazione grafica delle corde dello strumento:
su un tetragramma (per la chitarra a quattro cori) 0
su un esagramma (peril liuto a sei cori) erano indicati
‘con i numeri (intavolatura italiana e spagnola) o con
le lettere dell’alfabeto (intavolatura francese) i tasti
da premere con le dita della mano sinistra. Al di
sopra dei numeri o delle lettere erano indicate le
figure musicali per la scansione ritmica delle note.
Questo sistema, che possiamo definire un primo
rudimentale tentativo di organizzare la musica polifo-
nica in partitura, si dimostrd pratico ed ingegnoso
ma aveva come difetto impossibilita di stabilire
esattamente la durata ¢ la logica concatenazione delle
Voci, cosa a cui si rimediava con la pratica ¢ la1 RINASCIMENTO n
Sonoscenza dln music La stangetia di dvision,
Ge tr engin evora pit she alto. oon
trctrigo forme, aegis in seit l senso d vera ¢
propria battuta (fig. 5, 6 ¢ 7).
BRANSLE GAY.
ig. 6 - Bsempio ai intavotaturs itatiana
(M. DE BARBERIS, Opera Inttolats Contina... - 1549).LIBRO. j ee AL
&
2
[3 shite:
| =
PLE NYEVO.@2 FOL. xxIIl.1 RINASCIMENTO
3) LACCORDATURA
Nel libro intitolato Selectissima elegantissimague gal-
lica italica in guiterna ludenda carmina, pubblicato
nel 1570, si trova una esatta descrizione dell accorda-
‘ura della chitarra che ha il cantino semplice, il secon-
do coro all’ unisono e il terzo € quarto coro con rad-
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