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il “Fronimo” rivista trimestrale di | chitarra e liuto diretta da Ruggero Chiesa PRESSO LE EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO anno decimoquinto n. 60 - luglio 1987 - L. 6.000 SOMMARIO Incontri Encounters Intervista a Paolo Paolini di Ruggero Chie Interview with Paolo Paolini by Ruggero sa ° 3 Chiesa Heitor Villa-Lobos ¢ la chitarra di Simonetta Heitor Villa-Lobos and the Guitar by Simo: 5 Camilletti neta Camilletti Parte seconds: Le opere 1 Part woo" The Works | Storia della letteratura del liuto e della chi- History of the Literature of the Lute and tarra di Ruggero Chiesa Guitar by Ruggero Chiesa LX. I] Cinguecento: Francesco Vindella 19 LX. The Sixteenth Century: Francesco Vin della Una dimensione per la chitarra. « Le Marteau A Dimension for the Guitar. « Le Marteau | sans maitre » di Aldo Vianello 22 sans Maitre » by Aldo Vianello « Lettione seconda » di Silvestro Ganassi dal «Lettione seconda» by Silvestro Ganassi Fontego di Francesco Tapella 31 dal Fontego by Francesco Tapella Idee a confronto 46 Exchange of Ideas and Opinions | Recensioni Reviews | Libsi 47 Books Musica 47 Music Dischi 49 Records Corsi e concorsi internazionali 53 International Courses and Competitions Ricordo di Andrés Segovia di Ruggero Chie- In Memory of Andrés Segovia by Ruggero 1 sa 57 Chiesa DIRETTORE RESPONSABILE: RUGGERO CHIESA REDATTORE CAPO: SILVIO CERUTTI SEGRETARIA DI REDAZIONE: PAOLA MAZZINI DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA': EDIZIONI SUVINI ZERRONL 20138 MILANO - VIA MF, QUINTILIANO 40 » TEL. 50:4.365, AUTORIZZAZIONE: TRIBUNALE DI MILANO N. 331 DEL 15 SETTEMBRE 1972 ‘TUTTI { DIRITTT RISERVATI - ALL RIGHTS RESERVED - PRINTED IN ITALY MANOSCRITTI E FOTOGRAFIE ANCHE SE NON PUBDLICATI NON VERRANNO RESTITUITI LUN NUMERO; ITALLA 1, 6000 - ESTERO 1, ¥.000 ABBONAMENTO ANNUO: ITALIA L. 20.000 - ESTERO L. 30.000 MEDIANTE, VERSAMENTO IN CONTO CORRENTE POSTALE CCP 37871209 NUMERI ARRETRATI DISPONIBILE: ITALIA L. 6000 - ESTERO 1. 9.000 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO 1V FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI LUGLIO 1987 CON I TIP DELLA MUSICOGRAFICA LOMBARDA DI BRUGHERIO INCONTRI Inrervista pr Ruccero Curesa 4 Paoro Paorint; MILANo, 11 Manzo 1987 RC. Con il tuo recente disco presentato da « Ricercare » hai avuto occasione di far cono- scere al pubblico pit vasto la tua attivita di ese- cutore con la chitarra barocca, E una scelta, tut fo sommato, piuttosto recente. Vuoi dirci, in breve, come sei arrivato a questa svolta nella tua carriera di musicista? P.P.: Negli anni °70, insegnando a Verona, ho avuto un contatto diretto con la musica antica attravetso l'incontro con O. Cristoforetti, L. Alvini, M. Castellani. La letteratura barocea era sempre stata importante per me ¢ avevo in re- pettorio aleuni brani da me trascritti, devo dire con non piena soddisfazione. Mancavo certo di approfondimento teoretico su quel periodo, ma erano anche molto forti certi preconcetti sulle effettive possibilita dei cosiddetti strumenti an lichi: spesso mi risuonava nella mente quella frase — malevola la sua parte — di Andrés Se- govia che definiva il cembalo « un pianoforte raffreddato ». Lavorando a stretto contatto con chi quella musica praticava e suonava sugli stru- menti storici, cominciai a conoscerne le possi bilita sonore oltre che il significato estetico e fi losofico. La mia curiosita cresceva ogni giorno: iniziai a documentarmi cercando di capire come quegli “arnesi” funzionassero ¢ fosscro costrui- ti, Nello stesso periodo Ricardo Brané, maestro liutaio che conoscevo da anni, cominciava a la- vorare per Cristoforetti e la sua classe: fa lini zio di una strettissima collaborazione durata fi no alla sua morte. Ma la decisione di dedicarmi alla chitarra barocca era ancora lontana: tappa intermedia fu Vacquisto di una chitarra a sei corde di G.B. Fabbricatore, strumento tra i pit belli e amati della mia minuscola collezione. A quel punto comincid Ia lotta: desideravo suo- nare su quello strumento le opere dell’Ottocen- to, mi sembrava di averne un'immagine sonora ben precisa nella mente, ma la chitarra non si piegava alla mia tecnica, Dovevo modificarla Conobbi in quel periodo Jorge Fresno © Hop. kkinson Smith, che provenivano dalla mia stessa esperienza chitartistica e cominciarono incontri pieni di discussioni, consigli, direzioni di stu- dio. Infine la decisione fondamentale di taglia- re le unghie della mano destra ¢ rinunciare al concertismo con la chitarra moderna. Dopo un periodo di terrore in cui mi sentivo come deru: bato di un'identita faticosamente costruita, co- minciarono le esperienze positive: un senso di liberta nel constatare che il nuovo attacco del suono era consono al timbro e al fraseggio che avevo in mente e che lo strumento lo accettava € vi tispondeva con elasticita ¢ sonorita. Co- minciai quindi a suonare nel gruppo di Fresno, accompagnando la voce, il flauto, i violino. Contempotaneamente Brané mi costruiva una vibuela © una chitarra a cingue cori, Fu ancora tun impatto molto duro, dovuto sia alle corde doppie che alle diverse misure degli strumenti. Ancora problemi con mani e dita che non ac cettavano di adattarsi a quelle distanze e a quel- Te tensioni, ancora la sensazione di sonoriti ¢ disegni musicali che si presentavano come fol- gotazioni di veriti e svanivano nel buio... & fa- ticoso continuare a inseguirli senza quasi altra sicurezza che la loro bellezza! RC. La letteratura della chitarra barocca si jorma agli inizi del Seicento e termina alla me ta del secolo successivo. Quali sono i punti sa: lienti di questo repertorio? P.P.: Direi che la figura fulcro @ Francesco Cor. betta: a confronto con i suoi contemporanei mi sembra il pit: interessante ¢ il pid visionario. Amo particolarmente i visionari perché non ces- sano mai di fornire appigli, scuse e sogni alla ‘mia fantasia. E Corbetta lo era, visionatio, sia come uomo che come artista: & riuscito a ser- virsi della sua chitarra come strumento di po- tere, ha adattato splendidamente il suo stile a 3