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~ il “Fronimo” | srebebietedene a. rivista trimestrale di : chitarra e lito er diretta da Ruggero Chiesa 3 88 89) el 8. PRESSO LE EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO anno decimonono n. 77 - ottobre 1991 - L. 7.000 SOMMARIO | Note di copertina di Ruggero Chiesa 3 Cover Notes by Ruggero Chiesa Incontri Encounters Intervista a Eduardo Fernandez di Ruggero Interview with Eduardo Fernandez by Ruggeto Chiewa 8 Chiesa Intervista a Melchior Rodriguez di Francisco Interview with Melchior Rodriguez by Francisco Herrera 12 Herrera Per una maggiore definizione del liutista For a Sharper Definition of the Lutist Known conosciuto con lo pseudonimo de “IL dy the Pseudonym «The Knight of the Lute» cavaliere del liuto” di Ivan Pela 17 by Ivan Pela Lo Studio op. 6 n. 11 di Fernando Sor dé Sor’s Studio Op. 6 No. 11, by Mario Dell’ Ara Mario Dell’Ara 24 | Le opere per chitarra di Leo Brouwer di Leo Brouwer's Works for Guitar by Roberto | Roberto Pinciroli Pinciroli Parte seta 28 Paresix Tre “pizzicarelli” calabresi per chicarra Three Calabrian “Pizzicarelli” for French francese di Antonella Ricci 36 Guitar by Antonello Ricci Idee a confronco 41 Exchange of Ideas and Opinions Recensioni Reviews Libs 44 Books Musiche 49 Music Dischi 52 Recordings Corsi e concorsi 55 Courses and Competitions La bottega della chitarra 56 Guitar Shop DIRETTORE RESPONSABILE: RUGGERO CHIESA REDATTORE CAPO: SILVIO CERUTTI - SEGRETARIA Dl REDAZIONE: PAOLA MAZZINI DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA: EDIZIONI SUVINI ZERBONI 20138 MILANO - VIA M. F. QUINTILIANO 40 - TEL 30.84.3653 AUTORIZZAZIONE: TRIBUNALE DI MILANO N. 331 DEL 13 SETTEMBRE 1972 ‘TUTTI I DIRITTI RISERVATI - ALL RIGHTS RESERVED - PRINTED IN ITALY UN NUMERO: ITALIA L. 9.000 - ESTERO L. 12.000 - ABBONAMENTO ANNUO: ITALIA L. 30.000 - ESTERO L. 40.000 MEDIANTE VERSAMENTO IN CONTO CORRENTE POSTALE CCP 37871209 NUMERI ARRETRATI DISPONIBILE: ITALIA L. 9.000 - ESTERO L. 12.000 MANOSCRITTI E FOTOGRAHE ANCHE SE NON PUBBLICATI NON VERRANNO RESTITUITI SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO FOSTALE GRUPPO IV FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI OTTOBRE 1991 CON I TIPL DELLA MUSICOGRAFICA LOMBARDA DI BRUGHERIO 0 ch 0 NOTE DI COPERTINA Ty UNA SERA piovosa in Piazza del Campo, a 15) ieee pions hey oor oa ancora pitt bello, forse perché le persone sono poco numerose, ¢ lo sguardo riesce a soffermarsi pid a lungo sulla cornice dei palazzi, irreale come uno scenario di cartapesta, e sul declinare della magica piazza a forma di conchiglia, Nel fissare le pietre di ogni casa, che sembrano avere assorbito avvenimenti secolari, ¢ nel riandare all'indifferenza mostrata dai senesi pet il tra- scorrere del tempo (quasi anch’essi si fossero cristallizaati nella ripetizione infinita dei loro rituali), cornano alla memoria le immagini del passato, tanto pitt vive e turbinose quanto in- sistente @ 'immobilita che mi citconda. Di- venta impossibile, allora, non evocare con il ricordo gli anni Cinquanta, periodo in cui al- Yaccademia Chigiana si tenevano le lezioni di Segovia, di Diaz, di Pujol, frequentate da tanti chitarristi di ogni parce del mondo. Quando giunsi @ Siena per la prima volts nel luglio 1956, frastornato dall’ansia dal- Vemozione, mi aspettavano due mesi di corsi (canto duravano allora). L'incontro con la toc- cante bellezza della cittd e il pensiero di dover suonare di fronce a Segovia, che avevo ascoltato in precedenza in un paio di concerti, accentua- vano le mie trepidanti ore di attesa. Per combinazione, trascorsi la prima sera alla pen- sione Ravizza, e da un cameriete che mi ac- compagnava in ascensore verso Ia stanza seppi che anche Segovia era ospite If. Lieventualich di inconerare il Maestro, e di pranzare magari di fronte al suo tavolo, mi sconvolse, € cost all'in- domani mi rifugiai in una camera in affitto, nello stesso appartamento nel quale alloggiavano altri studenti, dove mi sentivo pit al sicuro ed anche confortato da una retta pit accessibile. Dopo i primi giorni di assestamento, vissuti nello studio assiduo e in mezzo ai primi con- tatti con i colleghi che giungevano poco a poco, quasi tutti sconosciuti ma presto amici confi- denziali, ecco il momento dell’esame di am- missione. In un'aula sotterranea di Palazzo Chigi, piuttosto piccola, ci trovammo seduti ai margini delle pareti, fissando la poltrona che avtebbe dovuto ospitare il Maestro. Ed eccolo apparire sulla porta, austero terribile (cosf mi sembrava), € passarci poi in rivista, come un generale, salutandoci uno ad uno. Finito il cerimoniale, Segovia si accomodd sulla poltrona, ed ebbero inizio le audizioni. Gli allievi prescelti, lo si sapeva gid, sarcbbero stati pochissimi, quelli molto avanzati negli studi e in possesso di in- dubitabili qualicd strumentali. 1 rimanenti venivano seguiti da Diaz, il sostituco, ¢ ascol- tati di tanto in tanto da Segovia. Cost capitd anche a me quelt'anno, e devo dire con un certo sollievo, poiché la tensione di suonare di fronte al Maestro due o tre volte la settimana mi avrebbe provocato seri problemi. ‘Al mactino si svolgeva invece il corso di vihuela cenuto da Pujol, il quale nel 1953 aveva sostituito Segovia, costretto a subire un‘operazione agli oc- chi (e durante quella convalescenza, al buio completo, nacque il delicato Estudio sin luz). Tra i due maestri non correva una particolare simpatia, ma Segovia si era mostrato illuminato € genetoso quando aveva chiamato il pit anziano compatriotta @ sostituirlo, e quando, due anni piti tardi, gli aveva rinnovato la stima facendogli ottenere il corso di vihuela e di chitarra antica. Segovia non amava troppo la musica rinascimentale, ma sopratcucto riteneva la vihuela uno strumento da musco, de- finendola una «chitarra con il raffteddore», cost ‘come assurdo gli sembrava suonare il clavicemba~ Jo piuecosto che il pianoforte. Tuctavia, vincendo Tistintivo rifiuro, in cuor suo egli doveva aver compreso che cali anticaglie nascondevano qualco- sa di buono, e attraverso quel gesto di riconosci- mento dimostrava un‘intelligenza anticipatrice dei nuovi tempi