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Titolo :

“Ricerca idrica per perforazione di pozzi con


metodologie di indagine geofisica e biofisica
integrate”
Marco Dr.Geol. Zanicchi –Eptaconsult srl-Consigliere Direttivo dell’ Associazione Architettura e
Geobiologia Studi Integrati

Sergio Dr.Ing.Berti-Esperto in Analisi Geobiofisica dei Luoghi e Vicepresidente dell’ Associazione


Architettura e Geobiologia Studi Integrati

Premessa
L’utilizzo delle prospezioni geofisiche, di tipo elettrico , e’ di uso comune nella geologia
applicata e nella idrogeologia per lo studio e la ricerca delle risorse idriche sotterranee, in
previsione della perforazione di pozzi o la realizzazione di manufatti di captazione.

La buona riuscita di una ricerca geofisica dipende spesso dalla possibilità di sovrapporre
più metodologie di indagine con lo scopo di poter individuare un “marker”, ossia
quell’elemento o segnale, a cui corrisponde la maggior probabilità di individuazione della
risorsa idrica ricercata.

Nella pratica si può sovrapporre,per dettagliare ulteriormente la ricerca, alle tradizionali


indagini geoelettriche (SEV, TOMOGRAFIA ELETTRICA DIPOLARE,ETC.) l’analisi con
magnetometro fluxgate e la metodologia WADI-VLF .

Un ulteriore incremento della probabilità di ottenere il risultato ottimale ,in termini di


produttività ,è possibile attraverso l’utilizzo di un sensore estremamente complesso e
sofisticato ,rappresentato dal nostro corpo umano, o meglio da alcune sue componenti del
sistema nervoso e endocrino che risentono delle variazioni ambientali ,compreso anche la
presenza idrica nel sottosuolo.

Introduzione

Gli studi idrogeologici solitamente condotti nel campo della idrogeologia partono dalla
determinazione dei seguenti aspetti:

1) caratteri di permeabilità delle formazioni locali ed individuazione delle formazioni


geologiche potenzialmente produttive e di quelle a minor permeabilità di potenziale
compartimentazione;

2) definizione del bacino idrogeologico/imbrifero e quindi del serbatoio di alimentazione


della circolazione sotterranea;

3) censimento di pozzi e sorgenti locali e ricostruzione dei caratteri chimico-fisici della


acque;
4) ricostruzione del potenziale schema di circolazione attraverso l’individuazione delle
faglie, fratture ed allineamenti morfologici da aereo - foto-interpretazione e ricostruzione
statistica della presenza delle discontinuità nella roccia identificata come serbatoio;

5) individuazione delle zone di interesse per la ricerca geofisica successiva secondo il


criterio della maggior frequenza degli incroci di fratture e della venuta alla luce di
scaturigini (intersezione morfologia- circolazione idrica su direzioni preferenziali);

Spesso, in versanti notevolmente estesi (contraddistinti da substrati litoidi molto diversi in


termini di caratteri qualitativi - quantitativi delle circolazioni idriche) , la ricerca dell’area da
investigare, in fase successiva, con la geofisica, viene condotta in base a:

1) la necessità di individuare la posizione di un pozzo produttivo ad una quota ed in una


area a grandi linee prestabilita dalla committenza;

2) alle caratteristiche dell’acqua emergente in superficie, ragionevolmente, attribuibile


alla circolazione idrica in esame

Metododologia di indagine magnetometrica

L’ utilizzo del metodo di prospezione magnetometrica è basato su alcune ipotesi


preliminari già verificate sperimentalmente in acquiferi litotidi . In particolare , è possibile
che variazioni anche minime del Campo Magnetico Terrestre (in aree prive di elementi di
disturbo antropici o naturali) vengano indotte dall’ esistenza di differenze di potenziale
elettrico (streaming potential) tra due zone della frattura ,con differenti livelli di ampiezza
dove circola l’acqua . A causa di ciò,è possibile un passaggio di cariche elettriche con
creazione di campo magnetico che si manifesta,generalmente, con una anomalia positiva
del Campo Magnetico Terrestre locale; al contempo, dove si hanno vuoti o roccia molto
allentata e dove non circola acqua si manifestano anomalie negative.

Uno strumento di misura che nella pratica si è dimostrato utilizzabile con buoni risultati è il

Geomagnetometro MFM2 di Rom Elektronik Gmb.

In via preliminare,al fine di ottenere risultati di misura affidabili, è necessario verificare i


livelli correnti del Campo Magnetico Terrestre su stazione fisse della rete nazionale
INGV ( in Italia ) o su altri reti internazionali ( ad esempio HAARP ) per evitare,durante le
misure, di incorrere in oscillazioni troppo marcate dei valori rilevati (tempesta magnetica in
atto) .

Per ogni singola stesa di misura, è necessario mediare i valori e calcolare, per ogni
acquisizione, gli scostamenti dal valore medio (positivi o negativi ).

I valori di scostamento devono poi essere elaborati da software opportuno ,con differenti
metodi di interpolazione dei valori . Una volta scelto il metodo di interpolazione più idoneo,
i dati vengono elaborati e filtrati e normalmente si può osservare che gli allineamenti dei
massimi e dei minimi di scostamento del Campo Magnetico Terrestre, sono coerenti con
le fratture rilevate con l’analisi aereo- foto -interpretativa.

Metodologia di indagine radio W.A.D.I.-V.L.F.

Per aumentare la probabilità di successo della ricerca idrica ,alla campagna di misure
magnetometriche si può affiancare una campagna di misura con ricevitore W.A.D.I-
V.L.F., che è una metodologia di indagine che sfrutta il campo elettromagnetico
generato da potenti trasmettitori radio esistenti che trasmettono,per altri scopi, su
bande di frequenza molto basse (15 -:- 30 KHz).

Questo tipo di bande radio è utilizzato per comunicazioni a notevole distanza ed i segnali
sono generati da corpi antenna molto lunghi, con potenze di trasmissione elevate,
che si propagano nello spazio e penetrano anche nei corpi rocciosi,in profondità, e
vengono distorti nella propagazione da discontinuità presenti negli ammassi rocciosi.

I risultati della prospezione opportunamente filtrati, normalmente, evidenziano anomalie


attribuite alla presenza di fratture con significativa presenza idrica, coincidenti , in modo
significativo, con le aree già individuate come potenzialmente produttive in base all’analisi
aereo –foto -interpretativa ed alle prospezioni magnetometriche.

Metodologia di indagine biofisica diretta

Un grande contributo ,dal punto di vista del risparmio del tempo di indagine e per l’
incremento dell’ efficacia dell’ attività della ricerca, è possibile attraverso le indagini
biofisiche dirette e quelle strumentali.

In particolare,dal punto di vista del risparmio del tempo,le indagini biofisiche dirette
permettono di determinare le zone lineari, potenzialmente sfruttabili, da indagare
successivamente con più metodologie. L’indagine biofisica diretta deve essere eseguita da
persona particolarmente addestrata a rilevare ,sul proprio sistema psico-fisico , gli effetti
delle interazioni dovute alla presenza di acquiferi confinati. Questa fase deve avvenire
dopo l’ espletamento delle attività indicate ai punti 1),2),3),4),5) sopraindicati e delle
esigenze della committenza.

L’ indagine biofisica diretta permette di identificare sulle linee di ricerca stabilite sul
territorio ( stese di misura ), a seguito della indagine geologica e aerofotogrammetria e
delle esigenze della committenza, le porzioni interattive per la presenza di acqua
sotterranea potenzialmente sfruttabile.

Gli effetti rilevabili sul sistema psico-fisico di un uomo,per la presenza di acqua


sotterranea, sono di riduzione dell’ attività Simpatica del relativo sistema nervoso
autonomo ( abbassamento della pressione sanguigna e del battito
cardiaco,bradicardia,cedimento delle gambe,difficoltà di respirazione,sensazione di essere
scarichi e senso di stanchezza ); mentre sulla donna, in età fertile ,si ha un
comportamento opposto e,precisamente, di stimolazione e, talvolta ,anche eccessiva della
componente Simpatica del sistema nervoso autonomo ( aumento della pressione
sanguigna e del battito cardiaco,tachicardia,sensazione di forza nelle gambe,respirazione
adeguata,sensazione di essere carichi e non stanchi ).

Attraverso l’ analisi biofisica diretta ,che sarebbe opportuno fosse eseguita non in
contemporaneità da due soggetti addestrati di sesso opposto, si possono individuare sulle
stese di misura stabilite le porzioni interattive.

Una volta espletata questa fase , si deve procedere con le altre tipologie di misure previste
( Indagini geoelettriche,magnetometriche o WADI- VLF ) al fine di individuare mediante
misurazioni geofisiche , sulle stese di misura stabilite in precedenza,le zone
potenzialmente interessanti per la presenza di acqua sotterranea sfruttabile.

Metodologia di indagine biofisica strumentale

Il confronto sulle stese di misura prestabilite, tra i rilievi biofisici diretti ed i rilievi geofisici
strumentali ,permette di identificare spazialmente ,nell’ area di indagine, i potenziali
acquiferi da sfruttare e di stilare una graduatoria degli stessi, in funzione della molteplicità
di rilevazione relativa. I potenziali acquiferi che occuperanno il livello alto della graduatoria
saranno quelli confermati sia per via biofisica diretta che per via geofisica, secondo tutte
le metodologia di misura effettuate.

A questo punto, per ridurre ulteriormente la probabilità di errore,è possibile indagare le


aree di livello più alto della graduatoria con una analisi innovativa, di tipo biofisico
strumentale, che utilizza una metodologia cardiaca medica ,basata sulla misura e analisi
dell’ Heart Rate Variability.

Infatti,attraverso la misura e l’analisi spettrale della Heart Rate Variability, si possono


ottenere importanti informazioni oggettive sulla tipologia di interazioni che si instaurano tra
uomo e ambiente, permettendo , cosi , di evidenziare quanto l’ ambiente è in grado di
stimolare il sistema nervoso autonomo e di valutare il livello di bilanciamento indotto tra la
componente Simpatica e quella Parasimpatica dello stesso .E’ possibile ,quindi
,evidenziare strumentalmente luoghi che stimolano la componente Simpatica e luoghi
dove l’ attività della stessa si riduce al di sotto del livello normale minimo, con
predominanza dell’attività Parasimpatica .Questa tecnica di misura può essere ,quindi , di
notevole aiuto per la oggettivazione delle interazioni biofisiche soggettive dirette , rilevate
durante le ricerche idriche per la terebrazione di pozzi, condotte anche con metodologia
scientifica e strumentale. Tramite l’abbinamento delle tecniche biofisiche alle tecniche
strumentali geofisiche ed il confronto dei dati rilevati relativi, è possibile ridurre
notevolmente i margini di errore.

La scelta definitiva dell’area migliore , sia dal punto di vista probabilistico che di
sfruttamento , può essere effettuata dopo avere confrontato i rilievi HRV relativi alle
aree con più elevata probabilità di successo individuate.
Due soggetti idonei ,uno di sesso maschile ed uno di sesso femminile in età fertile,
possono essere influenzati con livelli diversi in funzione della portata
dell’acquifero sottostante. Normalmente su di un acquifero confinato l’ attività
Simpatica si riduce al minimo nell’ uomo e si esalta nella donna in età fertile.
In figura 1 è riportato il rilievo HRV su di un acquifero con buona produttività idrica
( circa 15 litri/secondo ) su due soggetti idonei di sesso opposto.

Fig. 1 – Rilievi HRV nei pressi di un pozzo con buona produttività idrica ( circa 15 litri/
secondo )

In figura 2 e figura 3 sono riportati rispettivamente i grafici delle interazioni relative

Fig. 2 – Andamento nel tempo dell’ attività Simpatica e di alcuni altri parametri cardiaci di
un soggetto di sesso femminile in età fertile, nei pressi di un pozzo di buona produttività
idrica ( circa 15 litri/secondo )
Fig. 3 – Andamento nel tempo dell’ attività Simpatica e di alcuni altri parametri cardiaci di
un soggetto di sesso maschile, nei pressi di un pozzo di buona produttività idrica ( circa 15
litri/secondo )

Esempio pratico di ricerca idrica secondo le metodologie esposte

L’ area da indagata si trova in Italia nella provincia della Spezia ( sul Promontorio di Punta
Mesco –Parco delle 5 Terre-Pozzo C Ge Mesco ),nei pressi del segnaposto di Google
Earth, come indicato in fig. 4

Fig. 4 – Area indagata (pozzo CGe Mesco ) nei pressi del segnaposto di Google Earth

Attraverso l’ analisi geologica dell’ area,l’ interpretazione delle foto aeree e le richieste
della committenza, sono state individuate le stese di misura sull’ area di ricerca più
promettenti dal punto di vista geologico ed aero-fotogrammetrico ( vedere fig. 5 ).
Fig. 5 – Stese di misura sull’ area di ricerca

Sulle stese evidenziate sul terreno, personale addestrato a rilevare le interazioni biofisiche
ha individuato su ognuna di esse le zone lineari interessate da potenziali scorrimenti idrici
di tipo confinato. Il risultato dell’ indagine è riportato in fig. 6 con evidenziati i collegamenti
esistenti tra gli scorrimenti delle stese di misura esaminate.

Fig. 6 – Potenziali scorrimenti idrici rilevati per via biofisica diretta

Successivamente, sulle medesime stese sono stati effettuati i rilievi magnetometrici che
hanno messo in evidenza scorrimenti idrici sotterranei come indicato in fig. 7 e che
coincidono, con buona approssimazione, con quelli evidenziati per via biofisica diretta.
Fig. 7 – Potenziali scorrimenti idrici rilevati con metodo magnetometrico

A seguire, sono stati effettuati i rilievi mediante ricevitore radio WADI-VLF sulle stese ,già
indagate con le altre metodologie precedentemente citate , e su altre due stese addizionali
per avere una panoramica migliore dell’ area .Mediante questa metodologia sono state
individuate,come indicato in fig. 8 , due aree potenzialmente produttive : l’area 1 e l’ area 2
ed altre zone meno produttive.

Fig. 8 – Potenziali scorrimenti idrici rilevati con metodo radio WADI-VLF

Dall’ esame della fig. 8 ,emerge che una delle aree con probabilità maggiore è l’ area 2
perché è confermata anche per via biofisica e magnetometrica. E’ seguita quindi la verifica
delle due aree , con più elevata probabilità produttiva ,mediante la metodologia biofisica
strumentale utilizzante la misura e l’ analisi HRV.

La misura e l’ analisi HRV sono state effettuate in questo caso ,solamente, su di un


soggetto di sesso maschile con i risultati di sintesi indicati in fig. 9 e fig. 10.
Fig.9-Misura e analisi HRV su soggetto di sesso maschile nell’ area 1

Fig.10-Misura e analisi HRV su soggetto di sesso maschile nell’ area 2

Dall’ esame dei grafici di sintesi, è risultato che l’ area più produttiva tra le due confrontate
è la numero 2 perché il soggetto in prova, di sesso maschile, ha subito, quando esposto
all’ influenza, una maggiore riduzione dell’ attività Simpatica.
L’ area 2 è stata indagata ulteriormente ,dal punto di vista biofisico non
strumentale,ottenendo indicazione di potenziale portata dell’ ordine di 25-:-30 Litri/minuto
e di profondità stimata, dell’ acquifero principale, intorno ai 40 metri di profondità.
La terebrazione successiva del pozzo in corrispondenza della parte centrale dell’ area 2 ha
avuto successo ( vedere fig. 11 ) ed ha confermato,con buona approssimazione, anche le
previsioni di portata e di profondità stimate per via biofisica.
Fig. 11-Fase di terebrazione del pozzo nell’ area 2

E stata eseguita in seguito ,dopo il completamento del pozzo, una prova di portata a
gradini e di lunga durata (discesa e risalita) evidenziando una portata di esercizio di circa
a 35 l/min.

Fig. 12- Risultati della prova di portata del pozzo

Conclusioni

Quanto sopra illustrato, mette in evidenza che una metodologia di ricerca che
integra le informazioni ottenibili per via geologica,biofisica non
strumentale,geofisica e biofisica strumentale HRV consente di ridurre notevolmente
il margine di errore nelle ricerche idriche idropotabili; in particolare,inoltre, se si
adotta anche la metodologia di verifica della caricabilità elettrica dell’ acquifero ,che
consente di avere indicazioni sul livello dei sali minerali contenuti,è possibile avere,
a priori , indicazioni attendibili sulla potenziale potabilità .
La metodologia biofisica diretta ,abbinata all’ analisi geologica del territorio,
permette di ottimizzare notevolmente le attività di misura strumentali successive.
Vengono confermate ,inoltre,la validità della metodologia di misura e analisi HRV,
per la validazione di acquiferi confinati di interesse nel settore della geobiologia
( ad esempio la verifica della presenza di acquiferi nell’ area di giacitura di letti o in
altre zone di interesse geobiologico dove è previsto il lungo stazionamento ), e la
diversità di interazione,sugli acquiferi confinati,tra soggetti di sesso maschile e
soggetti di sesso femminile in età fertile.

Bibliografia

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 Elemaya srl- Manuale di uso e manutenzione strumento per misura HRV



 H. Curtis- N.S. Barnes – Le scienze biologiche –Edizioni Zanichelli

 S.Berti- Il rilievo geologico-geobiologico del Palazzo Ducale di Urbino:un approccio scientifico—
Convegno presso l’Abbazia Benedettina di Praglia PADOVA 24 Novembre 2007

 S.Berti- M.Zanicchi- Metodologie operative per la esecuzione di determinazioni strumentali nell’
ambito dei rilievi geologico-geobiologici Convegno presso la Fiera ENERGETHICA GENOVA 08
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 S.Berti –D.Ambrosini- I rilievi strumentali applicati alla geobiologia - Terzo Convegno Nazionale
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 S . Berti- Misura dell’Heart Rate Variability (HRV) come indicatore attendibile delle interazioni tra
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 S . Berti- Medicion de la variabilidad de la frecuencia cardiaca como indicador fiable de la
interaccion del ser humano con el medio ambiente-GEA Asociacion De Estudios Geobiologicos

 S.Berti –Metodologie innovative di indagini biofisiche sperimentali – Quarto Convegno Nazionale
“Bioarchitettura&Geobiologia&Legno” EXPO LA SPEZIA 19-20 Giugno 2009
 E.Silvestre Fortea-Geobiologìa y Biohabitabilitad:la salud a travès del hàbitat-Cuadernos
monogràficos GEA 1

 S.Berti-Geobiologia e Geobioedilizia:Metodologie innovative di indagini biofisiche sperimentali e
geologico-geobiologiche-LEZIONI effettuate per il Corso di perfezionamento in GEOLOGIA MEDICA
dell’ UNIVERSITA’ degli Studi di URBINO

 S.Berti-Aplicaciòn de la mediciòn de la variabilidad de la frequencia cardìaca (HRV) en la bùsqueda
de agua en la pràtica de la geobiologìa-Gea Associacion de Estudios Geobiologicos

 S.Berti-M.Zanicchi-Esempio pratico di ricerca idrica per la perforazione di un pozzo con
metodologia Biofisica e Geofisica Strumentale-Convegno A&GSI presso Fiera Energiexpo 2010
Sarzana