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Geofisica- Correlazioni tra lattivit sismica in Garfagnana-Lunigiana, nel periodo GennaioFebbraio 2013, ed i livelli di gas radon e radioattivit nell

area della Spezia.


Sergio Dr. Ing. Berti Marco Dr. Geologo Zanicchi Vice Presidente Associazione Architettura e Geobiologia - Studi Integrati Vice Presidente EPTACONSULT La Spezia

Abstract
La presente ricerca si pone l obiettivo di evidenziare che il rilievo della radioattivit di fondo locale un parametro ambientale correlabile agli stress tettonici in azione in una potenziale area sismica. Limportanza del rilievo del livello del gas radon congiunto al livello di radioattivit di fondo locale era gi emersa in una nostra ricerca precedente,in occasione degli eventi sismici dei mesi di Gennaio-Febbraio 2012,nell area di Parma - Reggio Emilia.Nella ricerca attuale, viene fatto riferimento ad un modello sismo-tettonico pi attendibile ed applicabile allarea sismica , dove sono posizionate le stazioni di misura, ed ad una mole di dati superiori a quelli rilevati in precedenza. Ci ha permesso di elaborare delle ipotesi preliminari di come gli stress tettonici locali influenzino i livelli di gas radon e di radioattivit di fondo della area sotto indagine .La concomitanza dei rilievi, con gli eventi sismici occasionali in Garfagnana dei mesi di Gennaio-Febbraio 2013,ha consentito l effettuazione di verifiche sulle ipotesi preliminari formulate .Lelaborazione dei rilievi effettuati, sotto stress sismico locale, hanno,infatti, messo in evidenza la possibilit di ottenere indicazioni, al riguardo della individuazione di segnali presismici , in maniera pi attendibile. I rilievi del livello di radioattivit locale si pu ipotizzare che permettano di avere indicazioni ,praticamente in tempo reale,sulla qualit dello stress tettonico che sta transitando o meno nell area sismica sotto osservazione. Si evidenziato l importanza di osservare con continuit la curva del numero di misure nellintervallo,la sua eventuale asimmetricit rispetto al valore medio ed il valore del sigma nel tempo come indicatori di possibile accumulo locale di stress tettonico in grado di provocare, con il tempo, eventi sismici. Questa situazione promettente,da verificare ulteriormente con strumentazione pi idonea, in modo da avere ulteriori conferme di quanto evidenziato,potrebbe essere importante per la progettazione e realizzazione di una rete di stazioni di misura congiunta di gas radon e radioattivit di fondo. Le stazioni di misura dovranno essere opportunamente posizionate, in funzione dellarea tettonica da tenere sotto controllo e del relativo modello sismo-tettonico applicabile,in modo da ottenere ulteriori informazioni, di tipo esteso ed in tempo reale, utili al riguardo della valutazione della pericolosit potenziale dello stress tettonico in transito e delle possibili formazioni di aree di accumulo.

Premessa
Nella presente ricerca verranno fornite indicazioni al riguardo delle stazioni di misura utilizzate ,del loro posizionamento nell area tettonica di interesse ( vedere figura 1 ) ed effettuati confronti tra i livelli di gas radon rilevati su periodi temporali analoghi in anni diversi ,evidenziando la correlazione con gli eventi sismici principali locali,a livello nazionale e a livello delle placche intercontinentali. Sar identificato un idoneo modello sismo-tettonico

Figura 1

Eventi sismici in Garfagnana dal 25 al 28 Gennaio 2013 e localizzazione stazioni di misura N. 1 e N. 2 (

Fonti : Iside www.iside.rm.ingv.it , INGV www.ingv.it , Google Earth www.google.it/earth ed elaborazione Sergio Berti )

locali,a livello nazionale e a livello delle placche intercontinentali. Sar identificato un idoneo modello sismo tettonico per larea dove sono state poste le stazioni di misura, in accordo con i rilievi effettuati, ed,inoltre, ipotizzati meccanismi di produzione di gas radon locali tipici dellarea di misura. Saranno indagati i livelli di radioattivit locale di fondo ed ipotizzate correlazioni con gli stress tettonici in transito nelle zone di misura . Verr evidenziato l importante ruolo dell andamento nel tempo del livello di radioattivit di fondo locale come indicatore di tensioni locali in fase di accumulo capaci di provocare a tempi brevi eventi sismici locali.

Posizionamento e descrizione sintetica delle stazioni di misura


La stazione di misura del livello del gas radon e di radioattivit di fondo N. 1 e la stazione temporanea di rilievo della radioattivit di fondo N. 2 sono posizionate come indicato in figura 2 nell area della provincia della Spezia.

Figura 2 : Posizionamento delle stazioni di misura N. 1 e N. 2 ( Fonte : Carta tettonica del C.N.R. www.cnr.it ed elaborazione di Sergio Berti ) In figura 3 , indicato il posizionamento della stazioni di misura su di un estratto della carta geologica APAT 1:50000 ,dell area di interesse, con evidenza delle faglie principali delle fosse tettoniche del Golfo della Spezia e della Val di Magra.

Figura 3 : Posizionamento delle stazioni di misura in relazione all estratto della carta geologica Apat relativa alla zona sotto monitoraggio ( Fonte : Apat www.apat.gov.it ed elaborazione Sergio Berti )

In figura 4 ,sono evidenziate le posizioni delle stazioni di misura in relazione ad una sezione del sistema di fosse tettoniche ( Graben ) ,costituito dalla Valle del Magra e Val di Vara-Golfo della Spezia.Le stazioni sono state localizzate nei pressi delle faglie dirette principale del sistema di fosse tettoniche per risentire maggiormente dei cambiamenti dei livelli di gas radon e dei livelli di radioattivit di fondo.

Figura 4 : Posizionamento delle stazioni di misura rispetto alle faglie dirette principali del sistema di graben costituito dalla Valle di Magra e Val di Vara-Golfo della Spezia (Fonte : Apat www.apat.gov.it ed elaborazione Sergio Berti ) La stazione N. 1 stata la prima ad operare nel tempo effettuando rilievi sia del livello di gas radon che di radioattivit ; operativa in una stanza del primo piano di una abitazione,a Prati di Vezzano Ligure La Spezia, a circa 6 metri in altezza rispetto dal suolo con possibilit di ricircolo ampio di aria. Come evidenziato in figura 5,la stazione n. 1 localizzata in una zona di incrocio di faglie di stile Appenninico ed Antiappenninico che si presenta come conca alluvionale, ricca di acque sotterranee, con falda libera estesa e circolazioni idriche all'interno delle fratture del

substrato "fragile".

nelle

formazioni

membri

interformazionali

con

comportamento

maggiormente

Figura 5 : Localizzazione di maggior dettaglio della stazione n. 1 con evidenti le faglie locali principali ( Fonte : Google Earth www.google.it/earth ed elaborazione Sergio Berti ) Il livello di gas radon misurato in aria all interno di un ambiente sufficientemente ventilato. Altri ricercatori ,negli ultimi 40 anni, hanno effettuato rilievi di gas radon nelle acque sotterranee evidenziando collegamenti tra i livelli misurati e successivi terremoti (ULOMOV E MAVAZHEV ,1967;LIU et Al.,1975 ) oppure hanno effettuato rilievi di gas radon, all interno di piccoli tubi verticali infissi nel terreno, utilizzando speciali pellicole sensibili alle radiazioni Alfa

poste a circa 60 cm di profondit ( FLEISCHER et Al.,1975;GINGRICH ,1975;MOGRO-COMPERO et Al.,1980;FLEISCHER,MOGRO-COMPERO,1979;KING, 1980 ).Altri ricercatori, pi recentemente, hanno effettuato rilievi di gas radon in aria all interno di appartamenti ( RAFIQUE et Al.,2005;CROKETT et Al.,2006 ) ed hanno evidenziato influenze sui livelli del gas dovuti alla prossimit di Faglie o di episodi di attivit sismica locale. In figura 6, indicata pi in dettaglio la localizzazione della stazione di misura N.1,con buona approssimazione, sul bordo interno di una conca alluvionale contenente una falda libera estesa quanto la conca stessa.

Figura 6 : Posizionamento della stazione di misura N. 1 all interno di una conca alluvionale con falda libera estesa ( Fonte : Google Earth www.google.it/earth ed elaborazione Sergio Berti ) Alcuni ricercatori affermano ( KING,1980;BIRCHARD,LIBBY,1980 ) che ,in zone esenti da falde acquifere libere, il livello di gas radon incrementa se l area dove posto il sensore interrato ( 60 cm ) viene sottoposta a stress tettonico compressivo e diminuisce se viene sottoposta a stress tettonico distensivo. Il sensore interrato ,secondo la metodologia Track Etch ( FLEITCHER et Al.;1975 ;GINGRICH,1975 ) , stato molto usato in passato ed aveva la necessit, per essere correttamente operativo, di non riempirsi d acqua per infiltrazione dal fondo. I punti di posizionamento venivano scelti in zone piuttosto asciutte per evitare l allagamento ed ,quindi, probabile che le acque sotterranee non giocassero un ruolo importante nello sviluppo del gas radon soggetto poi a misura. La nostra metodologia di rilievo pi complessa; vengono,infatti , rilevati i livelli di gas radon all interno di un appartamento,in aria praticamente libera, a circa 6 metri dal suolo in presenza di incroci di faglie secondarie Appenniniche ed Antiappenniniche ed un acquifero libero molto esteso ,con spessori della zona di saturazione di decine di metri. In effetti,in pratica , viene rilevato il livello medio del gas radon presente sopra la conca alluvionale dove il gas stesso ipotizzabile sia disciolto nelle acque che formano la ampia falda libera ivi presente. Dall esame dei livelli di radioattivit rilevati, si notato che il territorio sottostante si pu ipotizzare come uno schermo ad attenuazione variabile nel tempo ,nei confronti delle radiazioni Gamma e delle radiazioni X ,in funzione delle tipologie di sollecitazioni tettoniche transitanti. Sotto questa ipotesi,una diminuzione repentina dei livelli di radioattivit corrisponderebbe ad un compattamento dei materiali sottostanti dovuto ad una fase di stress di tipo compressivo con riduzione del rilascio di gas radon ,da parte dellampio acquifero a falda libera, per l incremento della pressione dei liquidi sottostanti contenenti disciolto il gas radon stesso. Al contrario,un aumento di radioattivit corrisponderebbe ad una riduzione della compattazione dei materiali sottostanti dovuto ad una fase di stress distensivo con incremento del rilascio di gas radon,da parte dellampio acquifero a falda libera, per la riduzione della pressione dei liquidi sottostanti contenenti disciolto il gas radon stesso. La stazione di misura N. 1 utilizza per rilevare il livello del gas radon un dosimetro elettronico automatico ,con uno speciale sensore a semiconduttore in grado di rilevare solamente le particelle Alfa,derivanti da decadimento del radon, che colpiscono la superficie del sensore che sta all interno di un contenitore di plastica a prova di luce. Lo

strumento fornisce indicazioni con continuit del livello di gas radon,aggiornandole ogni ora e fornendo un valore corrispondente alla media del livello orario di gas radon misurato nelle ultime 168 ore ( equivalenti a 7 giorni ).La integrazione dei livelli di radon mediata su 7 giorni consente di non evidenziare la influenza di rapide variazioni di livello dovute a solamente a fattori meteorologici ( KING,1980).E stato,inoltre messo in evidenza che non esiste una influenza significativa dei livelli attribuibile alle radiazioni cosmiche (KING,1980 ).Lo strumento,inoltre, in grado di fornire, su comando ,il livello di gas radon mediato negli ultimi 365 giorni ( 1 anno ). La stazione N . 1 e la stazione N. 2 impiegano per misurare la radioattivit di fondo un Radioactive Monitor in grado di rilevare radiazioni Gamma e radiazioni X. I rilievi sono possibili ,su comando, solamente con un tempo di mediazione di 5 minuti e sono espressi in milli Sievert/anno.

Schema tettonico della penisola italiana


L area del territorio italiano come si pu notare dalla figura 7,escludendo le parti insulari principali, formata per buona parte dalla placca Adria,come promontorio tettonico della placca Africana (CHANNELL,1996; BALOCCHI, 2012 ).La sua interazione con la placca Europea da origine al corrugamento Alpino ed Appenninico.

Figura 7 : Schema tettonico della penisola italiana ( Fonti : Mantovani e al. ,2011 ;Balocchi 2012 ) Nella collisione continentale nel Nord Italia tra la placca Adria e quella Europea si formata la catena Alpina con subduzione verso Sud della placca europea e sovrascorrimento della placca Adria (subduzione continentecontinente,BALLY e al.,1985;BALOCCHI 2012 ) con la formazione di strutture di retro-trusts. Nella catena Appenninica si ha una subduzione opposta.La placca Adria va ,con buona approssimazione verso Sud mentre si ha il sovrascorrimento della placca Europea (ARGNANI,2009;BALOCCHI, 2012 )con la relativa formazione di trusts-frontali e superfici di scollamento basale.

Nella figura 7 sono indicate anche le principali faglie normali e le principali faglie trascorrenti interessanti la penisola italiana. La lunghezza delle frecce blu proporzionale alla velocit di movimento della placca.

Schema sismo tettonico delle strutture profonde dell Appennino Settentrionale


Al riguardo dello schema sismo tettonico delle strutture profonde dellAppennino Settentrionale, sta to adottato il modello che ci sembrato pi idoneo come rispondenza ai dati sperimentali, rilevati nelle stazioni di misura N. 1 e N. 2, ( BALOCCHI, 2011 ) e che suddivide l Appennino Settentrionale in fasce longitudinali all asse della catena . Le fasce individuate corrispondono a differenti classi sismo tettoniche e quindi corrispondono ad aree omogenee dal punto di vista tettonico,sismico e dei meccanismi di rottura delle rocce. Il modello,attraverso lo studio della distribuzione ipocentrale,individua differenti superfici profonde (BALOCCHI,2011) con assetto orizzontale ed estensione variabile,a seconda dell importanza a livello regionale. Una di queste superfici orizzontali ,alla profondit di 10 Km, presente su tutta l estensione della catena appenninica. Altre superfici,a profondit variabile,presentano una estensione locale. Per comprendere meglio i meccanismi di generazione degli stress tettonici che possono provocare concentrazione di tensioni locali in grado di generare eventi sismici necessario evidenziare chiaramente come la piattaforma Adria si relaziona con la placca Europea sia dal lato del mar Tirreno che della Pianura Veneta. In figura 8 indicato il modello della subduzione della placca Adria al di sotto della Placca Europea,dal lato del mar Tirreno,con evidenza del relativo edificio appenninico (BALOCCHI,2011)

Figura 8 :Modello della subduzione della placca Adria al di sotto della placca Europea,con il relativo edificio appenninico ( Fonte : Balocchi ,2011 ed elaborazione di Sergio Berti ) Come si pu osservare dalla figura 8,le strutture pi profonde (oltre i 15 Km ) sono rappresentate dal piano di subduzione ( BALOCCHI,2011 ),individuato sulla base della distribuzione ipocentrale. Il piano si immerge verso SW e si estende ad una profondit di oltre 35 Km. Il piano di subduzione il luogo dove si sviluppano gli stress tettonici principali che poi si estendono all aree circostanti ed la principale sorgente di energia tettonica in grado di tradursi in eventi sismici quando non riesce a fluire attraverso le aree circostanti in modo asismico. Il campo di stress tettonico in corrispondenza del piano rappresentato per lo pi da una direzione dell asse di massima compressione orizzontale e ortogonale all asse della catena appenninica,e una direzione di massima tensione verticale (BALOCCHI,2011;STAUDER,1968;KEAREY e al.,2004;2009 ). In figura 9 rappresentato il modello tettonico delle relazioni tra la placca Adria e quella Europea sul fronte del Sudalpino e Appenninico.

Figura 9 :Modello tettonico delle relazioni tra la placca Adria e quella Europea sul fronte del Sudalpino e Appenninico ( fonte : Balocchi ,2012 ed elaborazione di Sergio Berti ) Come si pu osservare sul fronte della Pianura Padana e Veneta ( BALOCCHI,2012 ) ,la spinta reciproca lungo il margine delle Alpi Calcaree Meridionali determina il sovrascorrimento dellAdria e il sottoscorrimento dell Europa con la formazione dei retro-thrusts del Sudalpino.Lungo il margine Appenninico si ha la formazione di una subduzione della placca Adria sotto quella Europea,con la formazione dei thrusts frontali sotto i depositi della Pianura Padana e le successive faglie distensive dell edificio appenninico. In figura 10 sono evidenti la distrib uzione degli ipocentri degli eventi sismici relativi all Appennino Settentrionale e la suddivisione in fasce longitudinali all asse della catena.

Figura 10 : Schema sismo tettonico degli eventi sismici relativo alla distr ibuzione degli ipocentri nell Appennino Settentrionale ( Fonte : Balocchi,2011 ed elaborazione di Sergio Berti )

Le fasce longitudinali presentano le seguenti caratteristiche (BALOCCHI,2011 ) : Fascia sismotettonica interna (Internal Belt ) :questa fascia caratterizzata da faglie distensive e la superficie di scollamento per assecondare la deformazione crostale gioca un ruolo distensivo.In questa fascia sono localizzate le stazioni di misura N. 1 e N. 2 Fascia sismotettonica di Catena ( Main Belt ) : questa fascia caratterizzata sia da faglie compressive che da faglie distensive e la superficie di scollamento per assecondare la deformazione crostale pu favorire un duplice ruolo compressivo o distensivo. Fascia sismotettonica di Fronte (Buried Belt e Pede-Alpine Homocline ) :Le due fasce in essa comprese sono caratterizza teda faglie inverse e da thrust sul fronte della catena Appenninica e la superficie di scollamento per assecondare la deformazione crostale gioca un ruolo compressivo.

Il modello sismotettonico dell Appennino Settentrionale prevede ( BALOCCHI ,2011 ) anche una Fascia sismotettonica profonda caratterizzata da eventi sismici con profondit superiori a 15 Km,generati da faglie di thrust lungo il contatto tra la placca sovrascorrente e quella sottoscorrente (BALOCCHI,2011;STAUDER,1968;KEAREY e al.,2004;2009).I meccanismi focali di tali eventi mostano una direzione di massima compressione orizzontale e una direzione di massima tensione verticale ( BALOCCHI,2011; STAUDER,1968;KEAREY e al.,2004;2009). In figura 11 riportato il modello sismotettonico delle strutture profonde (BALOCCHI,2011 ).Il modello pi appropriato di tipo Ramp & Flat ( BALOCCHI,2011;GIBBS e al.,1984;ELIS,MC CLAY,1988;HUIQI,MC CLAY,1992;MC CLAY,e al.,1991;GARY,1993;MULUGETA,e al,,2003;RALF,e al.,2004 )

Figura 11 : Modello sismo tettonico delle strutture profonde dell Appennino Settentrionale ( Fonte : Balocchi,2011 ed elaborazione di Sergio Berti ) E possibile individuare alcune superfici profonde con pian o suborizzontale. La pi importante superficie si trova alla profondit di 10 Km. Alla profondit variabile tra i 5 Km ed i 15 Km circa possibile individuare altre superfici orizzontali minori come estensione e di importanza locale. Queste superfici ( definite come efficaci) sono in grado di

originare terremoti anche se di lieve entit .Per quanto riguarda l area dove sono localizzate le stazioni di misura N. 1 e N.2 ,le superfici di scollamento rappresentano dei Flat che sono raccordate a rampe di faglia listriche normali (listric normal fault )in corrispondenza dell Internal Belt( BALOCCHI,2011;GIBBS, e al.,1984;ELLIS,MC CLAY,1988;MC CLAY,e al.,1991 ).Tra le diverse superfici di scollamento se ne distinguono alcune a scala regionale (BALOCCHI,2011 ) che mostrano una maggiore concentrazione di eventi sismici alla profondit di 10 Km e coprono longitudinalmente e trasversalmente lintero edificio appenninico. Tale superficie probabilmente suddivisa in blocchi dalle faglie Antiappenniniche messe in evidenza nella figura 12 (linee rosse ).

Figura 12 : Sezioni sismologiche con evidenti le faglie Antiappenniniche che sblocchettano lAppennino Settentrionale Le stazioni di misura N.1 e N. 2 sono localizzate nei pressi della faglia trascorrente tra le sezioni sismologiche n.2 e n.3 e le faglie normali principali del sistema di graben della Valle di Magra-Valle di Vara e golfo della Spezia.Nella figura 13 rappresentata la sezione sismologica n. 2 pi vicina alle stazioni di misura ,mentre nella figura 14 rappresentata la sezione sismologica n.3 prossima all area della Garfagnana che stata soggetta agli eventi sismici del Gennaio Febbraio 2013.

Figura 13 : Sezione sismologica N. 2 ( Fonte Balocchi,2011; elaborazione di Sergio Berti )

Figura 14 : Sezione sismologica N. 3 ( Fonte Balocchi,2011; elaborazione di Sergio Berti ) Come si pu osservare dalle figure n. 13 e n. 14 possibile evidenziare che gli stress tettonici presenti nella zona delle stazioni di misura N. 1 e N. 2 ( I Internal Belt )hanno una componente distensiva in orizzontale ed una componente compressiva in verticale. Questa constatazione importante per meglio comprendere l andamento dei dati relativi ai livelli di gas radon e ai livelli della radioattivit di fondo locale.

Rilievo dei livelli del gas radon e confronto con quelli della campagna precedente
Nella stazione di misura N.1 (Prati di Vezzano Ligure SP ) sono stati effettuati,con continuit ,rilievi di livello di gas radon a partire dal 2011 e proseguiranno fino alla fine del 2013. In figura 15, sono riportati i rilievi dei livelli di gas radon massimi giornalieri ,a partire dal 01 Luglio 2011 fino al 18 febbraio 2012,insieme al numero di eventi sismici giornalieri avvenuti nel raggio di 50 Km dalla stazione di misura. Dai grafici evidente l attivit sismica nell Appennino Settentrionale,allinizio del 2012, nell area di Parma e Reggio Emilia.Dall andamento del grafico del livello del gas radon e del grafico dell attivit sismica possibile ipotizzare alcune probabili correlazioni tra l attivit sismica e le variazioni repentine del livello del gas.

Figura 15 :Livelli di gas radon rilevati nella stazione N. 1 a partire dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012 ( Fonte
:Berti,Zanicchi ,2011 )

In figura 16, sono riportati i rilievi dei livelli di gas radon massimi giornalieri ,a partire dal 01 Luglio 2012 fino al 18 febbraio 2013,insieme al numero di eventi sismici giornalieri avvenuti nel raggio di 50 Km dalla stazione di misura. All inizio del 2013 evidente l attivit sismica nell Appennino Settentrionale nell area della Garfagnana.

Figura 16 :Livelli di gas radon rilevati nella stazione N. 1 a partire dal 01 Luglio 2012 al 18 Febbraio 2013 ( Fonte :
Sergio Berti ,2013; INGV www.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) In figura 17 sono riportati i livelli massimi giornalieri di gas radon misurati nella stazione N.1 dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012 e dal 01 Luglio 2012 al 18 Febbraio 2013 . Come si pu osservare l andamento stagionale abbastanza simile ed anche i valori massimi assoluti misurati. Le due curve ,ovviamente ,non possono essere sovrapponibili per varie ragioni ( AUMENTO F.,2002 ),di cui alcune pi importanti ed indipendenti dall attivit sismica locale,tipo : a) Andamenti del gas radon ripetitivi ,mese dopo mese ,legati al moto della luna

Figura 17 : Confronto dei livelli massimi giornalieri di gas radon misurati nella stazione N.1 dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012 e dal 01 Luglio 2012 al 18 Febbraio 2013 ( Fonte : Sergio Berti ,2013;ed elaborazione di Sergio Berti ) b ) Evidenza di andamenti legati a maree proprie del complesso continuo che sviluppa il gas. Il complesso sembra comportarsi come un corpo continuo, simile ad un acquifero,con evidenza di maree distinte da quelle marine e da quelle di terra.

c )Il corpo continuo che sviluppa il gas radon pu essere influenzato dalle maree marine se in contatto con una faglia che si immerge in mare In figura 18, riportato il livello massimo giornaliero di gas radon misurato nella stazione N.1 ( Prati di Vezzano Ligure SP ) dal 01 Luglio 2012 al 18 Febbraio 2013 , il numero di eventi sismici avvenuti giornalmente in Italia di magnitudo >= 2 ed alcuni eventi sismici importanti all estero, avvenuti ai bordi delle placche tettoniche principali. Anche in questo nuovo periodo,come gi avvenuto in una ricerca precedente (BERTI;ZANICCHI;2012 ) possibile ipotizzare una correlazione tra alcune variazioni di livelli di gas radon locali ed alcuni eventi sismici importanti all estero, a livello di placche intercontinentali.

Figura 18 : Livello massimo giornaliero di gas radon misurato nella stazione N.1 ( Prati di Vezzano Ligure SP ) dal 01 Luglio 2012 al Febbraio 2013 e confronto con il numero di eventi sismici avvenuti giornalmente in Italia di magnitudo >= 2 ed alcuni eventi sismici importanti all estero ai bordi delle placche tettoniche principali. ( Fonte : Sergio Berti ,2012,2013; INGV www.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) In figura 19,viene effettuato un confronto pi esteso tra i livelli di gas radon giornalieri , annuale , l attivit sismica locale ( a meno di 50 km ),a livello nazionale ed a livello di placche intercontinentali. Come si pu osservare dai grafici, non cosi evidente ipotizzare correlazioni tra i livelli di gas radon,come valori assoluti, e l attivit sismica locale. Gioca,infatti, un ruolo ben pi importante il controllo del gradiente di variazione oraria e giornaliera del livello

Figura 19 : Livelli massimi e minimi giornalieri di gas radon misurati nella stazione N. 1 di Prati di Vezzano SP dal 01 Luglio 2012 al 18 febbraio 2013,Valore medio annuale del gas radon,eventi sismici in italia di magnitudo >= 2,eventi sismici nel raggio di 50 Km dalla stazione di misura di tutte le magnitudo ed eventi sismici principali a livello delle placche intercontinentali ( Fonte : Sergio Berti ,2012,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ; INGV www.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti )

del gas radon piuttosto che il valore assoluto relativo. Talvolta, sono avvenute anche manifestazioni sismiche locali ( a distanze minori di 50 Km )in presenza di livelli di gas radon praticamente costanti. L osservaz ione contemporanea della Radioattivit di fondo nel tempo potr fornire una serie di informazioni interessanti al riguardo della tipologia e del livello degli stress tettonici in transito. I dati relativi integrati con il valore ed i gradienti del gas radon, possono farci ipotizzare una migliore comprensione dell attivit sismica locale al fine di stabilire,con margini di errore pi contenuti, se in corso una fase di accumulo di tensione sismica locale o se lo stress sismico sta attraversando il territorio in modo asismico.

Attivit sismica in Garfagnana nel periodo Gennaio - Febbraio 2013


Gli eventi sismici di tutte la magnitudo,avvenuti nei mesi di Gennaio e Febbraio 2013, a meno di 100 km dalla stazione di misura N. 1 ( Prati di Vezzano Ligure SP ), sono indicati in figura 20 con le coordinate geografiche degli epicentri,le magnitudo e le profondit degli ipocentri. E evidente l evento sismico in Garfagnana del 25 gennaio 2013 (main shock ) ,di magnitudo Ml=4,8 delle ore 14 48 18 UTC e profondit di 15,5 km. Facendo riferimento al modello sismo tettonico illustrato in precedenza ,si nota che buona parte degli eventi sismici sono avvenuti nelle superfici di scollamento comprese tra 5 e 15 km mentre gli altri nella zona di subduzione dell Adria, a livello della parte centrale della catena dell Appennino Settentrionale.

Figura 20 : Eventi sismici di tutte le magnitudo,avvenuti a meno di 100 Km dalla stazione di misura N.1 a Prati di Vezzano Ligure SP,durante i mesi di Gennaio e Febbraio 2013 ( Fonte : Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio berti ) In figura 21, sono riportati l INGV Shake Map ed il sismogramma ( CH Nord-Sud ) della stazione sismica IESN di Lucca ( Fonte : www.iesn.it ) del main shock della Garfagnana del 25 Gennaio 2013.

Figura 21 : INGV Shake Map e Sismogramma (CH Nord-Sud ) dalla stazione sismica IESN di Lucca ( Fonte :INGV www.ingv.it ; IESN www.iesn.it ; elaborazione Sergio Berti )

Nella figura 22, sono indicati gli avvenimenti sismici avvenuti a meno di 30 Km dalla stazione N. 1 ,nel periodo di Gennaio 2013 e dal 01 al 18 Febbraio 2013, e sono in accordo con il modello sismo tettonico adottato. Gli eventi sismici pi vicini hanno avuto luogo nella zona di scollamento intorno ai 10 Km mentre le profondit di quelli, avvenuti nelle zone pi prossime all asse della catena dell Appennino Settentrionale, variano dai 10 ai 20 Km ed interessano la parte pi alta del piano di subduzione.

Figura 22 : Eventi sismici di tutte le magnitudo,avvenuti a meno di 30 Km dalla stazione di misura N.1 a Prati di Vezzano Ligure SP,durante i mesi di Gennaio e dal 01 al 18 Febbraio 2013 ( Fonte : Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio berti ) In figura 23,sono riportati gli eventi sismici di tutte le magnitudo ,a meno di 100 km dalla stazione di misura N. 1,a partire dal 01 gennaio 2013 fino al Main Shock in Garfagnana del 25 Gennaio 2013.Lattivit sismica intensa in Garfagnana che si originata a partire dal 25 Gennaio 2013 stata preceduta da una attivit sismica di minore intensit ,con ipocentri nella zona dell Appennino Pistoiese ,a profondit facenti parte del piano di subduzione ,in particolare ,quella del 22 gennaio con ipocentro a circa 60 Km. Durante i mesi di Gennaio e Febbraio 2013 sono state effettuati anche rilievi della radioattivit di fondo sia nella stazione N. 1 che nella stazione N. 2 con possibilit di effettuare correlazioni con gli eventi sismici avvenuti ed i livelli di gas radon (solo per stazione N. 1 ).Dai grafici delle figure 20,22 e 23,emerge in modo evidente che la sorgente principale di energia tettonica regionale si pu ipotizzare

Figura 23 : Eventi sismici di tutte le magnitudo,avvenuti a meno di 100 Km dalla stazione di misura N.1 a Prati di Vezzano Ligure SP,durante il mese di Gennaio 2013 dal 01 al 25 ( Fonte : Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti )

che sia localizzata sul piano di subduzione e che sviluppi trasferimenti di energia tettonica , perpendicolarmente al piano, in maniera principalmente asismica. Durante il trasferimento di questa energia, sono possibili accumuli sulle superfici di scollamento che possono tradursi in eventi sismici. Tramite il rilievo dei livelli di radioattivit di fondo ,effettuati con continuit nel tempo, possibile ipotizzare di avere indicazioni al riguardo delle caratteristiche dell energia tettonica che sta transitando e comprendere se ,localmente, si sta accumulando in modo tale da poter provocare un evento sismico nelle prossimit della stazione di rilievo.

Rilievo dei livelli di radioattivit locale nelle stazioni N. 1 e N. 2


Dal modello sismo tettonico dell area dove sono posizionate le stazioni di misura , si evidenzia che la zona formata principalmente da faglie normali Appenniniche ( sistema di graben della Val di Magra-Val di Vara e del Golfo della Spezia ) che vengono tagliate, all altezza della Spezia , da una faglia Antiappenninica trascorrente che termina nella Pianura Padana tra Parma e Reggio Emilia.La zona di scollamento sottostante si trova a circa 10 Km di profondit. Gli eventi sismici che si sono manifestati molto vicini alle stazioni di misura (a distanze dell ordine di 8 -:- 10 km ) hanno avuto ipocentri nella zona di scollamento indicata.

Figura 24 :Livelli di gas radon e radioattivit di fondo misurati nella stazione N.1 a Prati di Vezzano SP ,dal 18 Gennaio 2013 al 26 Gennaio 2013, e correlazioni con gli eventi sismici avvenuti a meno di 100 km ( Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) Nella figura 24 ,sono riportati il livello di gas radon e di radioattivit di fondo misurati nella stazione N. 1 ,nel periodo dal 18 al 26 gennaio 2013, in correlazione con gli eventi sismici avvenuti a meno di 100 km dalla stazione di misura, incluso il main shock in Garfagnana del giorno 25.Dai grafici si nota che a partire dal giorno 18 gennaio il livello di gas radon ha avuto un trend in crescita raggiungendo il massimo durante la giornata del 23 Gennaio per poi riscendere rapidamente di circa una diecina di Bq/m3 ,nel giro di circa 24 ore, fino all evento sismico nell Appennino Pistoiese del giorno 24 Gennaio. Dopo questo evento , il livello di gas radon ha ripreso a salire per poi avere un brusco abbassamento che ha preceduto di alcune ore il main shock in Garfagnana del 25 Gennaio. Il livello di radioattivit ha evidenziato livelli al di fuori dell intervallo ,centrato sul valore medio, di +/- 2 Sigma ,indicando presenza di stress tettonico in corso che transitato presso la stazione di misura senza provocare eventi sismici locali . Nella figura 25, evidenziato pi in dettaglio l andamento del livello del gas radon misurato nella stazione N. 1 ,durante una settimana circa precedente il main shock .Dalla figura si evidenzia che nel periodo precedente si manifestata una crescita del livello gas radon rispetto al livello annuale medio di 46 Bq/m3 seguita da una decrescita pi repentina che ha preceduto l evento sismico principale avvenuto in Garfagnana. Questo fatto,gi notato in una ricerca precedente (BERTI,ZANICCHI;2012 ) ,mette in primo piano l importanza di evidenziare le repentine variazioni di livelli del gas radon ( gradienti ) piuttosto che i valori assoluti raggiunti. Queste variazione repentine potrebbero essere indicatori di

possibili transiti di stress tettonico potenzialmente capaci di provocare ,durante il tragitto di allontanamento dalla sorgente di stress ( zona di subduzione tra Adria e Eu ropa nei pressi dell asse appenninico ), situazioni di accumulo con conseguenti eventi sismici.

Figura 25 : Livello di gas radon misurato nella stazione N. 1 ed eventi sismici principali,nel raggio di 100 km,dei giorni dal 18 al 25 gennaio 2013 ( Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) In figura 25 , evidenziato pi in dettaglio l andamento dei livelli del gas radon , nel periodo dal 18 gennaio al 26 gennaio 2013,e le correlazioni con gli eventi sismici avvenuti nel raggio di 100 km dalla stazione di misura. In figura 26,sono indicati il livello di gas radon misurato nella stazione N. 1, il livello della radioattivit di fondo e gli eventi sismici principali locali e distanti , del giorno 15 Febbraio 2013 ,dalle 14,46 alle 23,12 ora locale.

Figura 26 : Livello di gas radon misurato nella stazione N. 1,livello della radioattivit di fondo ed eventi sismici principali locali e distanti ,il giorno 15 Febbraio 2013 ,dalle 14,46 alle 23,12 ora locale ( Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) Volendo mettere in relazioni gli eventi sismici con i livelli di radioattivit e gas radon, evidente che visto il modello sismo tettonico adottato e la suddivisione in blocchi con comportamento analogo ,separati dalle varie faglie antiappenniniche trascorrenti che tagliano l Appennino Settent rionale , non ipotizzabile un influenza importante di attivit sismica proveniente da zone piuttosto distanti come Cassino o Noli. Apparentemente, sembrerebbero esistere queste correlazioni tra l andamento del livello di radioattivit di fondo loca le ed i sismi indicati ma ,con ogni probabilit, solamente casuale. Nell ipotesi gi indicata ,la sorgente dello stress tettonico transitante nelle stazioni di misura N. 1 e N. 2 localizzata nel piano di subduzione tra la placca Adria e la placca Europea presente nelle sezioni

sismologiche n. 2 e n. 3 ,come indicato in figura 12.Il vero motore dell energia tettonica che si sviluppa nelle sezioni sismologiche n. 2 e n. 3 quindi il piano di subduzione che trasferisce l energia sviluppata perpendicol armente al piano sia verso SW ( verso il mare Tirreno )che NW ( verso la Pianura Padana ).Il trasferimento pu avvenire senza eventi sismici ( trasferimento asismico ) se non si formano aree di accumulo di tensione. Se si formano aree di accumulo di tensione si possono verificare eventi sismici. Il territorio ,sotto effetto dello stress sismico che pu avere sia componenti compressive che distensive,si pu ipotizzare si comporti nei confronti delle radiazioni Gamma ed X ,provenienti principalmente dal sottosuolo,come uno schermo ad attuazione variabile in funzione della tipologia ed intensit dello stress tettonico transitante. Di conseguenza se si controlla con continuit il livello di radioattivit di fondo locale si possono avere informazioni sullo stress in transito e comprendere,quindi, se il suo livello elevato e potenzialmente pericoloso o se localmente si sta accumulando e quindi con possibilit di evoluzione sismica locale. Come si evidenzia dalle sezioni sismologiche n. 2 e n. 3 ( vedere figure 13 e 14 )le componenti tettoniche dello stress transitante possono essere sia compressive che distensive. Quando predomina la componente compressiva il livello di radioattivit diminuisce perch si pu ipotizzare un aumento di attenuazione da parte del territorio per un possibile effetto di compattazione dei materiali delle zone di scollamento e per effetto di una possibile maggiore circolazione di fluidi nella zona sottostante. Quando predomina la componente distensiva il livello di radioattivit aumenta perch si pu ipotizzare una diminuzione di attenuazione da parte del territorio per un possibile effetto di disgregazione dei materiali delle zone di scollamento e per effetto di una possibile minore circolazione di fluidi nella zona sottostante. I rilievi di radioattivit di fondo sono stati effettuati utilizzando uno strumento che indica il livello mediato ogni 5 minuti espresso in milli Sievert/anno. La costante di integrazione di 5 minuti rende meno sensibile le misure a fenomeni dell ordine di decine di secondi provenienti dal cosmo ed in particolare dall attivit solare. E possibile, quindi, ipotizzare che i livelli misurati siano il contributo dovuto principalmente a radiazioni provenienti dal sottosuolo ,modulate dallo stress tettonico ivi in atto. In figura 27 sono indicati i grafici dei rilievi di radioattivit di fondo effettuati presso la stazione N. 1 il 27 di gennaio 2013. Come si pu notare,i livelli di radioattivit durante il periodo di

Figura 27 :Livello di radioattivit di fondo rilevata nella stazione N. 1 ( La Scorza SP ),sigma parziali ed eventi sismici principali ( a meno di 20 km ) del giorno 27 Gennaio 2013 dalle 14,24 alle 17,58 ora locale e la curva del numero di misure nell intervallo ( Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) misura sono andati oltre l intervallo +/- 2 Sigma,in particolare,verso il basso. Nelle ipotesi fatte,significa che la zona di misura stata attraversata da stress tettonico con componenti di tipo compressivo. Lo stress tettonico transitato senza provocare eventi sismici nelle immediate vicinanze. L evento sismico,invece, si manifestato a circa 10 km di distanza verso la catena Appenninica oltre la faglia della fossa tettonica della Valle del Magra ,come evidenziato dalla figura 28.E probabile che l attivit sismica in corso abbia fatto accumulare stress tettonico nell area sottostante l epicentro e che il l ultimo picco compressivo ,prima dell evento,sia stato determinante per raggiungere uno stato limite che stato sbloccato dal secondo picco compressivo generando l evento sismico. Il secondo picco compressivo

stato registrato con leggero ritardo nella stazione di misura per effetto della distanza ( 9,5 km circa ) intercorrente tra l epicentro e la stazione di misura stessa;ci sempre nell ipotesi che lo stress tettonico venga generato nella zona di subduzione presso l asse della catena Appenninica. L evento sismico ha avuto lipocentro alla profondit di 11,1 Km e quindi nella zona di scollamento secondo il modello sismo tettonico adottato ed in corrispondenza della faglia Antiappenninica trascorrente La Spezia-Concordia (BALOCCHI,2012 ).L andamento dei rilievi di radioattivit effettuati

Figura 28 : Disposizione delle stazioni di misura N. 1 e N. 2 rispetto alle faglie del sistema di graben locali e la zona dell epicentro dell evento sismico del 27 gennaio 2013 ( Fonte : Sergio Berti,2013; Google Earth www.google.it/earth ; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) mette in evidenza una curva dissimmetrica per il numero di misure nell intervallo ( vedere figura 27 ) ed un incremento del Sigma,limitato a 6 valori,prima e dopo l evento sismico. L osservazione della dissimmetria della curva citata sia verso valori bassi ( stress tettonico compressivo ) sia verso valori alti ( stress tettonico distensivo ) indice di stress tettonico in corso transitante dall asse dell Appennino Settentrionale verso il mare Tirreno nelle sezione sismiche dove sono localizzate le stazioni di misura. In figura 29 vengono evidenziati rilievi di radioattivit dalla stazione N. 1 durante un periodo di stress tettonico molto ridotto. Si pu notare che i livelli rientrano allo interno della

Figura 29 :Livello di radioattivit di fondo e livello di gas radon misurati nella stazione N. 1 (Prati di Vezzano Ligure SP ) il giorno 01 febbraio 2013 dalle 21,26 alle 22,47 ora locale ( Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) fascia +/- 2 Sigma,che il valore del Sigma basso ( 0,084515 ) e che la curva del numero di misure nell intervallo simmetrica rispetto al valore medio. Inoltre,il livello di gas radon si mantenuto costante durante il periodo di misura

e non si sono avuti eventi sismici nel raggio di 100 Km. La situazione sopra indicata si potrebbe definire caratteristica di un periodo di basso stress tettonico. In figura 30,sono riportati i rilievi della radioattivit di fondo dalla stazione N. 1

Figura 30 : Livello di radioattivit di fondo e livello di gas radon misurati nella stazione N. 1 (Prati di Vezzano Ligure SP ) il giorno 03 febbraio 2013 dalle 10,24 alle 11,50 ora locale (Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) durante un periodo di stress tettonico elevato. Come si pu notare, il valore del sigma pi elevato e la curva del numero di misure nell intervallo dissimmetrica rispetto al valore medi o verso i valori alti ( predominanza di stress tettonico distensivo ).La curva presenta due massimi come se al fenomeno radiativo normale, da parte del sottosuolo, fosse sovrapposto un fenomeno modulante dovuto,probabilmente,all effetto di attenuazione va riabile dovuta allo stress tettonico in transito pi elevato. Dai grafici e dalle ipotesi fatte, evidente che il livello di stress in transito stato in grado di provocare eventi sismici nella zona della Garfagnana che pi vicina al piano di subduzione che lo ha originato. In questa fase di predominanza di stress tettonico di tipo distensivo, il livello di gas radon misurato nella stazione N. 1 ha subito un incremento di alcuni Bq/m3.

Figura 31 : Livello di radioattivit di fondo e gas radon presso la stazione N. 1 ( Prati di Vezzano Ligure SP ) rilevati il giorno 24 Gennaio 2013 durante un periodo di attivit solare in banda X molto bassa ( Fonte : Sergio Berti ,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ; NOAA National Oceanic and Atmospheric Administration www.sec.noaa.gov ed elaborazione di Sergio Berti )

In figura 31,sono riportati i grafici del livello di radioattivit di fondo e gas radon presso la stazione N. 1 ( Prati di Vezzano Ligure SP ) rilevati il giorno 24 Gennaio 2013 durante un periodo di attivit solare in banda X molto bassa. Si nota che l andamento dello stress tettonico perturbato con valori che superano lintervallo +/ - 2 Sigma verso il basso e che la curva del numero di misure nell intervallo dissimmetrica rispetto al valore medio verso i valori bassi ( stress tettonico di tipo compressivo ) .Il livello di gas radon ha mostrato ,in questa situazione ,tendenza a diminuire di alcuni Bq/m3 durante il periodo di misura. La situazione illustrata sicuramente perturbata ma ci non attribuibile all attivit solare in banda X che nel periodo ,come da figura a destra, stata bassissima. L andamento dei livelli di radioattivit di fondo misurati ,come gi ipotizzato, imputabile solamente a fattori tettonici perturbanti in corso.

Figura 32 : Livelli di radioattivit di fondo rilevati a Pordenone il 23 Febbraio 2013 (Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti ) In Figura 32,sono indicati i livelli di radioattivit di fondo rilevati a Pordenone il 23 Febbraio 2013 . L area di Pordenone ( vedere figura 9 )ha un comportamento dal punto di vista tettonico diverso da quella dell Appennino Settentrionale ( lato mar Tirreno ).In quell area, sono predominanti stress tettonici di tipo compressivo e ,di conseguenza, il terreno tende ad attenuare maggiormente le radiazioni Gamma ed X provenienti dal sottosuolo perch per effetto delle tensioni tettoniche di base tende ad essere pi compatto e quindi pi schermante. Il valore medio della radioattivit di fondo dipende,naturalmente, anche dalla tipologia delle rocce sottostanti. Nell area di Pordenone il valore medio della radioattivit di fondo durante il periodo di misura risultato pari a 0,8875 milli Sievert/anno e quindi pi basso di circa 0,3 milli Sievert/anno rispetto ai valori medi misurati presso la stazione N. 1. Si nota che la curva del numero di misure nell intervallo sdoppiata ed i livelli sono prossimi o superano l intervallo +/ - 2 sigma ; ne segue che il comportamento del transito degli stress tettonici ipotizzabile essere analogo a quello visto dal lato verso il mar Tirreno, rispetto all asse della Catena Appenninica.

Figura 33 : Livello di radioattivit , di gas radon presso la stazione N. 1 ed eventi sismici locali ( a meno di 10 km ) ( Fonte : Sergio Berti,2013; Iside www.iside.rm.ingv.it ed elaborazione di Sergio Berti )

I grafici di figura 33 sono quelli pi significativi di tutta la ricerca perch durante i rilievi del livello di radioattivit e di gas radon avvenuto un evento sismico con epicentro a circa 5 km dalla stazione di misura e quanto stato misurato prima dell evento molto significativo. Dall andamento dei livelli di radioattivit era evidente che stava transitando uno stress tettonico asismico di entit tale da poter provocare anche fenomeni sismici visto la dinamica dei livelli rilevati. Molto interessante stato il fatto che per circa un ora il livello di radioattivit rimasto pra ticamente costante a 1,2 milli Sievert /anno;un avvenimento simile non era mai accaduto in precedenza. Verso la fine del periodo costante , avvenuto l evento sismico che ha di nuovo sbloccato il transito asismico dello stress tettonico locale. Si pu,infatti,ipotizzare una interpretazione dei grafici nella seguente maniera : a) Fase asismica precedente quella con livello costante di radioattivit di fondo : in questa fase i livelli di stress erano elevati ed in grado di provocare potenzialmente eventi sismici in caso di accumulo delle tensioni relative. Il transito dello stress tettonico nei pressi della stazione di misura era comunque asismico. b) Fase asismica con livello costante di radioattivit di fondo per circa unora: in questa fase larea circostante i futuro epicentro dell evento sismico,compresa anche la stazione di misura N. 1 , si Bloccata diventando come un filtro compatto con attenuazione costante alle radiazioni Gamma e X provenienti dal sottosuolo. Ci ha permesso,probabilmente, un accumulo di tensione tettonica nelle zone di scollamento sottostanti che si protratto per circa un ora. c) Fase sismica : quando l accumulo di tensione sismica ha raggiunto il livello di rottura delle rocce , della zona di scollamento implicata, che impedivano il fluire asismico dell energia avvenuto l evento sismico . L evento ha di nuovo permesso il fluire asismico dell energia tettonica in gioco. L ipocentro risultato essere a 10 km di profondit come da modello sismo tettonico adottato

d) Fase asismica successiva all evento sismico : dopo l evento sismico stata predominante una fase diste nsiva e poi la ripresa del fluire asismico dello stress tettonico nella zona della stazione di misura Dall esame della curva del numero di misure nell intervallo risulta che la curva e sdoppiata e che prevale l attivit di tipo distensivo;durante il periodo di misura il livello di gas radon si incrementato di alcuni Bq /m3. Landamento dei livelli di gas radon rilevato durante le misure di radioattivit di fondo locale sembrerebbero confermare che ,nel caso della stazione di misura N. 1, lipotesi che il gas radon liberato contenuto all interno del vasto acquifero libero circostante la stazione di misura e che il livello tende a ridursi quando il livello di radioattivit di fondo cala ( fase tettonica di tipo compressivo ) e tende ad incrementarsi quando il livello di radioattivit di fondo cresce (fase tettonica di tipo distensivo ).

Conclusioni
Nella ricerca attuale stato fatto riferimento ad un modello sismo-tettonico, pi attendibile ed applicabile allarea sismica dove sono posizionate le stazioni di misura, ed ad una mole di dati superiori a quelli rilevati in precedenza. Ci ha permesso di elaborare ipotesi preliminari di come gli stress tettonici locali influenzino i livelli di gas radon e di radioattivit di fondo della area sotto indagine .La concomitanza dei rilievi, con gli eventi sismici occasionali in Garfagnana dei mesi di Gennaio-Febbraio 2013,ha permesso di effettuare verifiche sulle ipotesi preliminari formulate .Lelaborazione dei rilievi effettuati, sotto stress sismico locale, h anno messo in evidenza la possibilit di ottenere indicazioni, al riguardo della possibilit di evidenziare segnali presismici , in maniera pi attendibile. Il confronto dei livelli di gas radon in periodi temporali identici in anni diversi ,ha permesso di confermare l ipotesi di possibili correlazioni tra attivit sismiche locali ed a livello di placche maggiori. E stato evidenziata limportanza del controllo del gradiente di variazione oraria e giornaliera del livello del gas radon nei confronti del valore assoluto dello stesso. I rilievi del livello di radioattivit locale ,si pu ipotizzare ,possano permettere di avere indicazioni ,praticamente in tempo reale,sulla qualit dello stress tettonico che sta transitando o meno nell area sismica sotto osservazione. Si evidenziato l importanza di verificare con continuit la curva del numero di misure nellintervallo,la sua asimmetricit rispetto al valore medio ed il valore del sigma nel tempo come indicatori di

possibile accumulo locale di stress tettonico in grado di provocare, con il tempo, eventi sismici. La elaborazione in tempo reale dei livelli del gas radon e dei livelli di radioattivit ,nei pressi della stazione di misura, permette di comprendere la qualit dello stress tettonico in transito e se in zona si stanno accumulando tensioni in grado di provocare eventi sismici. Le analisi condotte con la strumentazione utilizzata consentono una prima

valutazione del fenomeno e dovranno essere confermate da un monitoraggio ,dei parametri in questione (gas radon e radioattivit di fondo),maggiormente esteso e derivato da una rete di strumenti di classe superiore a quelli utilizzati facenti capo ad un unico sistema di lettura ,posizionato a cavallo degli elementi tettonici di interesse,secondo una specifica maglia di rilievo . Il posizionamento dovrebbe essere conseguente a studi di dettaglio riguardanti i caratteri degli elementi tettonici,litostratigrafici ed idrogeologici delle diverse stazioni di misura ( andando ad evidenziare in specifiche monografie tematiche le differenze e le similitudini tra le diverse stazioni di misura ).Dovrebbero ,quindi, essere acquisiti i dati con continuit per un tempo significativo,in modo tale,da avere conferme sul lungo periodo delle tendenze emerse .Nel caso di conferma, sarebbe opportuno prevedere una vera e propria campagna di sperimentazione in grado di fornire,rispetto alle attuali conoscenze, un elemento in pi circa la prevedibilit temporale di alcuni peculiari fenomeni sismici strettamente correlati e correlabili alle variazioni dei parametri suddetti. I dati
relativi potrebbero essere concentrati ed elaborati, in tempo reale , in modo da creare una mappa dei livelli di radioattivit, relativi all area da tenere sotto controllo, con evidenza delle zone nelle quali si stanno concentrando gli sforzi tettonici in transito potenzialmente in grado di provocare eventi sismici.

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Ringraziamenti
Vogliamo ringraziare i seguenti Enti e Istituti nazionali e internazionali , per avere reso disponibili in rete molti dei dati utilizzati nella nostra ricerca : Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia : www.ingv.it Italian Seismological Instrumental and Parametric Data Base : www.iside.rm.ingv.it Consiglio Nazionale delle Ricerche : www.cnr.it Italian Experimental Seismic Network : www.iesn.org NOAA National Oceanic and Atmospheric Administration : www.sec.noaa.gov Google Earth : www.google.it/earth APAT Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici : www.apat.gov.it

Un particolare ringraziamento a Paolo dr. Geol. Balocchi del GeoResearch Center Italy ( www.georcit.blogspot.com ) per averci autorizzato ad utilizzare alcune immagini e testi tratti da alcuni dei suoi articoli.

Figure ed elaborazioni
Fig. 1,5,6,28 - Tratte da Google Earth www.google.it/earth ed elaborazioni di Sergio Berti

Fig. 2 Estratto della carta tettonica d Italia Consiglio Nazionale delle Ricerche www.cnr.it ed elaborazione di Sergio Berti Fig. 3,4 Estratte da carta geologica La Spezia APAT www.apat.gov.it ed elaborazioni Sergio Berti Fig. 7,8,9,10,11,12,13,14 Estratte dagli articoli di P.BALOCCHI del GeoResearch Center Italy ( www.georcit.blogspot.com ) ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 15,16,17,18,19,20,22,23,24,25,26,27,29,30,32,33- Elaborazioni e dati di Sergio Berti e da Italian Seismological Instrumental and Parametric Data Base : www.iside.rm.ingv.it Fig. 31 - Elaborazione e dati di Sergio Berti e da Italian Seismological Instrumental and Parametric Data Base : www.iside.rm.ingv.it e NOAA National Oceanic and Atmospheric Administration : www.sec.noaa.gov