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Geobiofisica Armonia geobiofisica e luoghi sacri : la Chiesa romanica

di Santa Maria a Vezzano Ligure La Spezia


Sergio Dr. Ing. Berti Associazione Architettura & Geobiologia Studi Integrati e ALSSA

Marco Dr.Geol. Zanicchi Associazione Architettura & Geobiologia Studi Integrati e vicepresidente EPTACONSULT

Abstract
A seguito delle esperienze di ricerca e di studio, gi effettuate, su alcuni monumenti storici,di epoche diverse,in Italia e
all estero,al riguardo delle interazioni geobiofisiche legate sia alla stato geologico, idrogeologico e tettonico locale,sia
alle forme ed all orientamento degli edifici rispetto al moto apparente del Sole (Chiesa della Vera Cruz di
Segovia,Cappella Templare di Laon,Giardino della Villa Medicea di Quarrata, Cavaneo dello Spirito Santo Lerici,Duomo
di Carrara e altri ), sono state eseguite una serie di ricerche e studi sulla Chiesa romanica di Santa Maria a Vezzano
Ligure La Spezia .Dal punto di vista della Geometria Sacra, stata verificata la conformit con la Matrice di Progetto
Rettangolare ( MDPR ) e con le direzioni cardinali geografiche. Sono state verificate e documentate le correlazioni tra le
parti dell edificio sacro ed il moto apparente del Sole ,durante un ciclo annuale ,con particolare riguardo ai giorni degli
Equinozi e dei Solstizi. Sono stati indagati,inoltre , i caratteri geologici,geomorfologici e idrologici generali dellarea che
comprende l edificio sacro con particolare riguardo anche alle vibrazioni infrasoniche presenti.I risultati, ottenuti dalle
ricerche e studi, sono stati confrontati e correlati tra loro ed hanno permesso di corroborare lipotesi che la Chiesa
romanica di Santa Maria ed i suoi successivi ampliamenti siano stati progettati e realizzati facendo riferimento ai
canoni di armonia basati sul rapporto aureo , sulle direzioni cardinali geografiche,sul moto apparente del Sole e che la
scelta del luogo di edificazione non sia stata casuale ma il risultato di scelte consapevoli, legate a esperienze pratiche
biofisiche di percezione ambientale, orientate a comprendere le potenzialit funzionali che possono fare esprimere i
luoghi dove possibile stazionare.

Premessa

La Chiesa di Santa Maria un edificio religioso sito in via Santa Maria a Vezzano Ligure
Inferiore , nella bassa val di Magra in provincia della Spezia. L edificio sacro interessante
dal punto di vista architettonico e strutturale per le modifiche subite durante i secoli a
partire dal primo insediamento di epoca altomedievale ,ancora visibile nella zona del
presbiterio, attribuibile al VII-VIII secolo d.C. La Chiesa fu officiata ,inizialmente, dai
canonici regolari come parrocchiale di Vezzano Basso. Nel XII secolo stata ricostruita in
stile romanico, ad unica aula, sui resti del preesistente sito religioso.

Figura 1 Facciata della Chiesa romanica di Santa Maria a Vezzano Ligure La Spezia e ampliamenti successivi ( Fonte
: Foto di Sergio Berti )
Una seconda navata, a sinistra della struttura, stata aggiunta nel XV secolo; nel 1599
stata eletta al titolo di vicaria perpetua dalla diocesi di Luni. L'antico campanile
medievale, a base quadrata e tozza, stato ricostruito in forme barocche nel 1708,
nonostante l'intero sito mostrasse gi segni di decadenza. Gli ultimi restauri significativi
risalgono tra gli anni ottanta e novanta del XX secolo ( tratto da : La Chiesa di Santa
Maria ( Vezzano Ligure ) Wikipedia ).

L armonia percepibile nell edificio sacro iniziale e nei successivi ampliamenti ha


stimolato le ricerche non invasive di seguito elencate :

1) Ricerche di Geometria Sacra

2) Ricerche di Archeoastronomia

3) Ricerche sulle Vibrazioni Infrasoniche presenti nella struttura dell edificio sacro

4) Ricerche sulle possibili Interazioni Geobiofisiche percepibili nell edificio sacro

Ricerche di Geometria Sacra


Le ricerche di Geometria Sacra hanno avuto come obiettivo la verifica della conformit
delle dimensioni della pianta di base con il rapporto aureo e la serie di Fibonacci che
sono basilari nelle strutture ideate dalla Natura. Questa verifica stata possibile
attraverso l applicazione della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) ,in pi riprese,
alla pianta di base completa dell edificio nella configurazione attuale ,dopo gli
ampliamenti avvenuti nel corso dei secoli. Verifiche simili sono state gi effettuate per altri
monumenti antichi ,di epoche diverse , fino ad arrivare agli inizi del milleottocento. L
edificio, come si evince dalla sua storia,ha avuto diversi importanti ampliamenti nel corso
dei secoli fino alla realizzazione dell attuale campanile avvenuta nel 1708. Nella ricerca
stata verificata anche la compatibilit degli ampliamenti rispetto all impianto romanico
del XII secolo. In figura 2 rappresentata la pianta attuale del complesso con evidenziate
nel tempo le parti edificate successivamente.

Figura 2 Pianta attuale della Chiesa di Santa Maria ed et di realizzazione degli ampliamenti (
Fonte : Foto di Sergio Berti da Pianta esposta all interno della Chiesa )
La pianta relativa di base ,utilizzata nella presente ricerca, indicata nella figura 3 dove
,a fianco, rappresentata una vista dell interno della Chiesa dallasse maggiore.

Figura 3 - Interno e piantina di base attuale della Chiesa di Santa Maria a Vezzano Ligure La Spezia (Fonti
:Foto di Sergio Berti ;piantina tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di Santa Maria di
Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 128 ).

L asse principale dell edificio ha un orientamento verso EST con una direzione con
buona approssimazione pari a 104,8.Eorientata,quindi , versus solem orientem secondo
le raccomandazioni di Papa Silvestro II,salito al soglio pontificio nel 999.
Il valore stato calcolato facendo riferimento all ora in cui il Sole,filtrante dalla monofora
meridionale centrale, proiettava una figura luminosa perpendicolare,con buona
approssimazione , all asse maggiore dell edificio il 10 marzo 2016 ( vedere figura 4 ).

Figura 4 Verifica con buona approssimazione dell orientamento dell asse maggiore della Chiesa romanica
di Santa Maria a Vezzano Ligure ( Fonte : Fotografie ed elaborazioni di Sergio Berti )

Alla pianta di base attuale ,indicata in figura 3, stata sovrapposta ,passo dopo passo
,durante lo studio la Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ),nella versione pi
semplice, con solamente gli elementi di riferimento principali ( vedere figura 5 ).
Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR )
F B1
E

A1 C1

C2 A2
G O D
E2 F2
F1 E1

A B C

AC = OB * 1,618 A C C1 A1 = E F F1 E1 = Quadrati

AE = AB * 3,14 A C A2 = C A C2 = E F E2 = F E F2 = Triangoli Pitagorici 3 - 4 - 5

Figura 5 : Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) e relazioni geometriche principali relative ( Fonte : Sergio Berti ed
elaborazione di Sergio Berti )

La Matrice ( MDPR ) basata su di un rettangolo con ben definite relazioni geometriche


ed, in particolare,come indicato anche in figura 5 , le principali sono :

AC = OB * 1,618 AE = AB * 3,14 ( circa )

Sono, inoltre, riportati i Triangoli Pitagorici 3 , 4 , 5 ed i Quadrati con dimensioni pari al lato
minore del rettangolo principale. Nelle ricerche precedenti effettuate su monumenti
antichi , si notato una corrispondenza tra le linee principali della Matrice e gli elementi
portanti della struttura dell edificio. Elaborazioni geometriche pi complesse,mediante il
tracciamento di linee verticali al lato minore ed orizzontali al lato maggiore integrate
,anche, da proiezioni da vari punti del perimetro del rettangolo principale, possibile
ricavare tutti i punti caratteristici della piantina di base ed individuare completamente le
forma ed il dimensionamento delle pareti e delle eventuali colonne.

Applicazione di dettaglio della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla pianta di base
della Chiesa romanica di Santa Maria a Vezzano Ligure

Lapplicazione della Matrice ( MDPR ) stata effettuata alla piantina di base della
Chiesa di Santa Maria ,di figura 3 , come indicato in figura 6 e successive .
Figura 6 Applicazione iniziale della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla pianta della Chiesa di
Santa Maria a Vezzano Ligure ( Fonti : piantina tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa
romanica di Santa Maria di Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 128 ;foto ed elaborazioni di
Sergio Berti )

In figura 7, riportata l applicazione della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) in forma pi estesa e
si pu notare che le suddivisioni principali della pianta di base iniziano ad essere compatibili con le linee
principali della matrice stessa.

Figura 7 - Applicazione in forma pi completa della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla pianta
della Chiesa di Santa Maria a Vezzano Ligure ( Fonti : piantina tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La
Chiesa romanica di Santa Maria di Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 128 ;foto ed elaborazioni di
Sergio Berti )
La compatibilit con la parte dell edificio sacro risalente al XII secolo inizia ad emergere man mano che si
prosegue nell applicazione delle ulteriori linee interne possibili della Matrice ( MDPR ).In figura 8,le linee
interne della Matrice ( MDPR ) sono state ulteriormente incrementate evidenziando ,ancora di pi , la
compatibilit con le forme architettoniche di base dell edificio sia per l abside che per i campanili del XIII e
del XVIII secolo .

Figura 8 - Applicazione in forma pi completa della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla piantina
della Chiesa di Santa Maria a Vezzano Ligure con evidenza della compatibilit con l abside e dei campanili
del XIII e XVIII secolo. ( Fonti : piantina tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di Santa
Maria di Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 128 ;foto ed elaborazioni di Sergio Berti )

La realizzazione dimensionale delle basi dei campanili del XIII e XVIII secolo determinata
sul prolungamento delle ipotenuse dei triangoli pitagorici inferiori della Matrice principale
iniziale ACEG .

In figura 8, evidenziato anche il dimensionamento della seconda navata del XV secolo


sempre legato alle diagonali e semidiagonali delle due Matrici di riferimento per l
edificio romanico del XII secolo ,incluso anche le proiezioni delle ipotenuse di due triangoli
pitagorici relativi.

Il dimensionamento in spessore dei muri laterali ,della componente romanica del XII
secolo, determinato dallincrocio delle proiezioni delle ipotenuse dei triangoli pitagorici
della Matrice principale iniziale ACEG con le rette orizzontali passanti per gli incroci delle
ipotenuse dei triangoli pitagorici relativi.

Nella figura 9 , sono evidenziati i punti a,b,c,d di incontro delle ipotenuse dei triangoli
pitagorici delle due matrici MDPR che sono state utilizzate per la definizione delle
dimensioni della struttura di base della chiesa romanica del XII secolo. Dal prolungamento
di una delle ipotenuse dei triangoli pitagorici che si incrociano in a e dal prolungamento
di una delle ipotenuse dei triangoli pitagorici che si incrociano in d, si ottiene nel loro
incrocio il limite esterno del muro settentrionale dell ampliamento dell edifico sacro del
XV secolo. La definizione dello spessore del muro settentrionale si ottiene dal
prolungamento della diagonale della matrice MDPR, lato abside passante per F, e dal
prolungamento della diagonale della matrice MDPR, lato ingresso passante per I, nei
punti dove incontrano i prolungamenti delle ipotenuse dei triangoli pitagorici
precedentemente citati.

Figura 9 - Applicazione in forma pi completa della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla piantina
della Chiesa di Santa Maria a Vezzano Ligure con evidenza della compatibilit con la seconda navata del
XV secolo. ( Fonti : piantina tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di Santa Maria di
Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 128 ;foto ed elaborazioni di Sergio Berti )

Le coordinate geografiche della Chiesa di Santa Maria ,ricavate da Google Earth, sono di
seguito indicate :

Latitudine 44 08 20,65 Nord

Longitudine 953 20,73 Est

Altitudine 187 m ( circa )

Tenendo presente che i costruttori medioevali conoscevano che la Terra era sferica ,
causa i contatti con le culture medio orientali , da evidenziare il fatto che l ampiezza
del lato maggiore dell aula della struttura romanica del XII pari a circa 20 metri che
corrispondono , con buona approssimazione, ad un quattro millesimo dell arco di un
grado della circonferenza del parallelo passante per la latitudine del luogo. Questo
dimensionamento ,probabilmente , non stato casuale poich dalle nostre ricerche
emerso che alcuni degli edifici medioevali e rinascimentali dell area limitrofa
toscana,con latitudine intorno a 44 , hanno dimensioni in lunghezza multiple di 20 metri (
ad esempio Duomo di Carrara,Duomo di Firenze,Palazzo Pretorio e Mura di Terra del Sole
).Probabilmente era un modo per armonizzare gli edifici con le dimensioni della Terra.

In figura 10 riportato come si presenta oggi la facciata dell edificio romanico del XII
secolo dopo i restauri di inizio e fine del secolo scorso.

Figura 10 Vista parziale della attuale facciata della Chiesa di Santa Maria a Vezzano Ligure ,dopo i restauri
della fine del secolo scorso , con evidenza della componente romanica del XII secolo. ( Fonti : Immagine
parziale tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di Santa Maria di Vezzano Ligure : Un
edificio ritrovato pag. 132 ;foto ed elaborazioni di Sergio Berti )

Anche per la facciata ,della componente romanica, stata verificata la conformit con
la Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) per la verifica di come sono state ricavate le
dimensioni relative.

In Figura 11 , riportata la figura di sintesi dell applicazione della Matrice ( MDPR ) che
mette anche in evidenza la suddivisione in otto parti uguali del semilato minore ed in
sedici parti uguali del lato maggiore. Dalla figura si evidenzia come la facciata della
componente romanica del XII secolo, nello stato attuale delle sue forme , sia armonica
sia con il rapporto aureo che con i primi termini della serie di Fibonacci ( 1,1,2,3,5,8,13 ).
Il rapporto aureo e la sequenza aurea di Fibonacci mettono in relazione le singole parti in
modo armonico e tale che da una sola si possono ricavare tutte le altre.

Leon Battista Alberti ha scritto nella sua opera De Re Aedificatoria : In ogni edificio ,e
soprattutto nel tempio,occorre conformare tutte le parti del suo corpo,in modo che
corrispondano interamente le une alle altre,al punto di potere agevolmente ricavare
dimensioni di tutte quante dalla misurazione di una sola di esse.

Figura 11 - Applicazione della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla facciata attuale della
componente romanica della Chiesa di Santa Maria a Vezzano Ligure . ( Fonti : piantina tratta dal Giornale
Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di Santa Maria di Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 132
;foto ed elaborazioni di Sergio Berti )

Nella figura 11, si pu notare che le suddivisioni in parti uguali ,pari a 16 , del lato minore e
del lato maggiore della Matrice ( MDPR) sono correlabili con i primi termini della serie di
Fibonacci evidenziando,inoltre, che le rette verticali e orizzontali, identificabili con i termini
della serie , giocano un ruolo molto importante per la definizione delle forme della
facciata e delle aperture presenti. Si nota,inoltre, che i restauri dell inizio del secolo scorso
non sono stati molto accurati poich la bifora non risulta perfettamente in linea con l asse
di mezzeria verticale ; analogamente l apertura a croce.
Nella facciata esaminata, si pu verificare quanto indicato da Leon Battista Alberti che
da una sola parte possibile ricavare la dimensione di tutte le altre. Questo possibile
perch la struttura della Matrice ( MDPR ) basata sul rapporto aureo e sui primi termini
della serie di Fibonacci.La dimensione in larghezza della semianta della porta di ingresso
,ad esempio ,permette di ricavare le dimensioni di tutto l edificio sacro sia in altezza che
in lunghezza ed anche lo spessore dei muri. Un metodo,quindi , molto semplice di
dimensionamento basato su delle regole geometriche mutuate dalla Natura e dalla
forma strutturale del corpo umano, legata anch essa al rapporto aureo ed alla serie di
Fibonacci. Un esempio molto significativo della regola riportato in figura 12 e riguarda la
facciata e la sezione traversale del duomo di Pisa.

Figura 12 - Applicazione della Matrice Di Progetto Rettangolare ( MDPR ) alla facciata ed alla sezione
trasversale del Duomo di Pisa . ( Fonti : figura di base tratta da F.Manenti Valli-PISA Lo spazio e il sacro-Edizioni
Polistampa ;foto ed elaborazioni di Sergio Berti )

Come si pu notare ,dalla dimensione in larghezza della semianta della porta principale
della facciata del duomo di Pisa possibile ricavare in dettaglio tutta la facciata e la
sezione trasversale includente la cupola ed il transetto .
In effetti, come se la matrice ( MDPR ) ed i suoi sviluppi contenessero nel suo interno il
progetto di tutto l edificio e che solo menti e mani esperte fossero in grado di portare
alla luce della realt. E evidente che in caso di edificio maggiore ,come dimensioni, l
utilizzo della Matrice ( MDPR ) portava ad avere, durante lo sviluppo, forme analoghe ma
con dimensionamenti diversi dei muri, delle colonne e di quanto altro in modo da
garantire sempre la solidit necessaria. Questo tipo di struttura ,legata principalmente al
rapporto aureo, tipica della struttura del corpo umano e delle forme e strutture della
Natura ( piante, fiori,foglie,galassie, etc. , ).Un edificio realizzato con l utilizzo della
Matrice ( MDPR ) si inserisce nella Filiera Armonica dell Uomo,della Natura,delle
dimensioni della Terra e del Cosmo in maniera non dissonante. Un edificio Armonico se
basato sul numero aureo che alla base della nostra struttura fisica su questa Terra. I
costruttori che ci hanno preceduti molti secoli fa ,ai quali erano sconosciute le tecniche di
calcolo delle sollecitazioni sugli edifici ,operavano in modo pseudo empirico utilizzando,
per , molto la Geometria,una scienza deterministica priva di incertezze, che ha permesso
loro, con una metodologia standardizzata , di realizzare edifici molto complessi anche
attraverso l uso multiplo dell applicazione della Matrice ( MDPR ).

La chiesa di Santa Maria ne un mero esempio che ci consente di affermare che il


metodo di dimensionamento adottato inizialmente stato ripreso ,durante i secoli, in
modo armonico ,facendo si che le aggiunte effettuate, non risultassero dissonanti con il
preesistente, incluso anche il pi recente campanile dei primi anni del XVIII secolo.

Ricerche di Archeoastronomia
Le ricerche di Archeoastronomia effettuate hanno avuto come obiettivo la verifica dei
fenomeni luminosi possibili ,nei giorni dei Solstizi e degli Equinozi , sia a scopi calendariali
che di armonia con le forme attuali dell edificio sacro ,dopo tutti i vari restauri subiti nei
secoli.

Gli edifici sacri del passato ed ,in particolare, quelli medievali e rinascimentali erano
orientati opportunamente dal punto di vista astronomico e disponevano di una serie
idonea di aperture ( monofore,bifore,finestre,finestre circolari ,porte ,fori e altre aperture
speciali dedicate allo scopo ) verso le direzioni cardinali. Tutto ci per permettere il
passaggio della luce del Sole attraverso di esse in modo da poterne verificare la posizione
in funzione del giorno dell anno ( funzione calendariale ) o verificare il il passaggio
apparente giornaliero del Sole per la direzione Sud ( geografica ) e quindi indicare il
momento giornaliero in cui il Sole transitava nel punto pi alto del cielo ( mezzogiorno
vero ).

Con l avvento della religione cristiana ,era diventato importante individuare con
precisione il giorno dell Equinozio Primaverile necessario per fissare la data della Santa
Pasqua ( Viene ancora oggi fissata la prima domenica dopo la prima luna piena che
avviene dopo il giorno dell Equinozio Primaverile ).
Nei giorni dell Equinozio Primaverile e dell Equinozio Autunnale le ombre di pali
perfettamente verticali ( Gnomoni ) si muovono nella parte centrale della giornata su
delle rette orientate perfettamente nella direzione EST-OVEST geografici. Analogamente
le proiezione luminose della luce del Sole sul pavimento provenienti dalle idonee aperture
predisposte sulle pareti o nei soffitti. In questa modo era possibile identificare i giorni degli
Equinozi con una certa precisione e quindi identificare anche temporalmente che era
trascorso met di un anno solare. Gli edifici sacri erano in pratica degli strumenti
astronomici per tenere sotto controllo il moto apparente del Sole e talvolta anche della
Luna. Importante per ragioni calendariali e di culto iidentificazione del giorno del Solstizio
d Estate, caratterizzato dal sorgere e tramontare del Sole pi a Nord possibile durante l
anno e per il passaggio pi alto nel cielo al mezzogiorno vero ; analogamente per il
Solstizio d Inverno ,caratterizzato dal sorgere e tramontare del Sole pi a Sud possibile
durante l anno e per il passaggio pi basso nel cielo al mezzogiorno vero.La chiesa
romanica di Santa Maria ha l asse maggiore orientato ,con buona approssimazione,
nella direzione di 104,8 rispetto al Nord Geografico ( Vedere figura 13 )e si differenzia da
tante altre chiese medioevali ,dette anche equinoziali ,poich perfettamente orientate
nella direzione EST ( 90 ).Il valore rilevato,utilizzando il moto apparente del Sole,
conforme con i valori di orientamento indicati da R.Balestrieri nella sua ricerca effettuata
sullorientamento delle Chiese romaniche in Liguria .L asse maggiore dell edificio sacro
guarda , con l approssimazione di qualche grado,verso lattuale parte nord della Galilea.

Figura 13 Relazioni principali tra gli assi cardinali e le dimensioni della pianta di base della Chiesa di Santa
Maria a Vezzano Ligure . ( Fonti : piantina tratta dal Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di
Santa Maria di Vezzano Ligure : Un edificio ritrovato pag. 128 ;foto ed elaborazioni di Sergio Berti )
Nella figura 13, evidenziata la retta che collega la mezzeria della prima monofora meridionale ( lato
ingresso ) con langolo interno settentrionale della facciata interna. Questa direzione indica il Nord geografico
e su questa retta si va ad allineare durante l anno la luce del Sole ,filtrante dalla monofora citata, al transito
del Sole sul Meridiano Locale ( Mezzogiorno vero ),fatto salvo un periodo dell anno ,a cavallo del Solstizio
estivo, poich il Sole non riesce pi a filtrare dalle monofore meridionali ,relative alla parete maggiore dell
aula romanica.

Le principali aperture coinvolte con il moto apparente del Sole ( vedere Figura 14 ) sono di seguito elencate :

a) Facciata della componente romanica : porta di ingresso, bifora

b) Facciata del XV secolo : Finestra bassa, Finestra alta circolare

c) Lato meridionale dellaula romanica : Finestra rettangolare lato altare, n. 3 monofore meridionali

d) Abside : n. 3 monofore absidali di cui una centrata sull asse maggiore

Figura 14 Le principali aperture della Chiesa di Santa Maria coinvolte con il moto apparente del Sole
durante l anno. ( Foto di Sergio Berti )

Transito del Sole sul Meridiano Locale (mezzogiorno vero)


Le aperture pi idonee per la visualizzazione del transito del Sole sul Meridiano
Locale ( mezzogiorno vero ) durante l anno sono :

- La monofora meridionale dell abside

- La monofora meridionale sul lato maggiore dell aula romanica verso la parete
di ingresso ( la visualizzazione possibile in tutto l anno ad esclusione di circa
due mesi prima e due mesi dopo il giorno del Solstizio dEstate )

La luce del Sole filtrante dalle aperture crea delle figure di luce,sia per forma che
per posizione , in grado di essere identificate come indicatrici del momento del
passaggio del Sole sul Meridiano locale.

Nella figura 15 sono riportate le figure di luce generate dal passaggio del Sole sul
meridiano locale il 17 di gennaio 2016.
Nella monofora meridionale dell abside ,nel momento del transito sul Meridiano
Locale con buona approssimazione temporale,la luce del Sole cessa di
raggiungere il pavimento dell abside e rimane proiettata solamente nel lato
sinistro della parte interna della monofora per poi ridursi sempre di pi in grandezza
,fino a scomparire ,man mano che lazimut giornaliero del Sole supera il valore di
180.

Figura 15 Transito del Sole sul meridiano locale ( mezzogiorno vero ) il 17 gennaio 2016 dalla
monofora meridionale dell abside e dalla monofora meridionale ,lato ingresso,sulla parete
maggiore dell aula romanica. ( Foto di Sergio Berti ).

La monofora meridionale ,sul lato maggiore dell aula romanica verso la parete
di ingresso,nel momento del transito sul Meridiano Locale con buona
approssimazione temporale,permette il passaggio della luce del Sole con forma
pseudo rettangolare sul pavimento,dovuta alle dimensioni e forma della
monofora. La parte superiore della forma luminosa proiettata sul pavimento il 17
di gennaio raggiunge l angolo di sinistra dell aula rettangolare lato ingresso.

La retta che collega la proiezione della mezzeria della monofora sul pavimento
con l angolo precedentemente citato indica la direzione SUD-NORD
geografica. Su questa retta si muove la proiezione luminosa del Sole filtrante
dalla monofora durante l anno (ad esclusione di circa due mesi prima e due
mesi dopo il giorno del Solstizio dEstate ).La posizione della proiezione luminosa
sulla retta SUD-NORD correlabile al giorno dell anno (funzione calendariale )
ed al passaggio quotidiano del Sole sul meridiano locale ( funzione di meridiana
).La mancanza di luce del Sole sul pavimento dalla monofora, per circa 4 mesi,
pu essere dovuta ai restauri che ha subito la stessa ,in particolare, all inizio ed
alla fine del secolo scorso, a causa del cambiamento dell inclinazione della
strombatura verticale esterna. Attualmente il Sole ,quando nel passaggio sul
meridiano locale supera una certa altezza del Cielo, non riesce per problemi di
strombatura della monofora a raggiungere pi il pavimento.

Anche la monofora meridiana dell abside ha una funzione calendariale oltre


che di meridiana indicatrice del passaggio del Sole sul meridiano locale (
mezzogiorno vero ).
In Figura 16 , sono riportate alcune immagini di passaggi del Sole sul meridiano
locale ,durante l anno , visualizzati attraverso la luce filtrante dalla meridiana
meridionale dell abside.

Figura 16 Meridiana Meridionale dell abside : Luce del Sole al passaggio sul Meridiano locale al
solstizio di inverno ( immagine a Sx ),agli Equinozi ( seconda da Sx ) ed al Solstizio d Estate ( ultime
due immagini a Dx ) ( Foto di Sergio Berti ).

Si nota che intorno al Solstizio d Estate la luce del Sole non riesce ad entrare pi
all interno dalla monofora. Nel giorno del Solstizio la luce del Sole si limita ad
illuminare la parte esterna inferiore della monofora fino al limite della mezzeria
assiale. Il momento del passaggio rilevabile dall osservazione della proiezione
dell ombra dello spigolo verticale meridionale della monofora nella parte
esterna inferiore.

Solstizio d Estate
Il moto apparente del Sole, al Solstizio d Estate , stato osservato al passaggio
del Sole con azimut per 104,8 (parallelo all asse maggiore della chiesa lato
abside ), prima e dopo il transito sul meridiano locale,al passaggio del Sole con
azimut per 284,8(parallelo all asse maggiore della chiesa lato ingresso ) ed al
tramonto. Non sono state effettuate osservazioni all alba. Il giorno del Solstizio
dEstate caratterizzato dal sorgere e tramontare del Sole pi a Nord possibile
durante l anno e per il passaggio pi alto nel cielo al mezzogiorno vero.
Passaggio del Sole al Solstizio d Estate con azimut di 104,8

Al passaggio del Sole con Azimut di 104.8 ( pari con buona approssimazione
alla direzione dell asse maggiore della chiesa ) , la luce filtra dalla monofora
absidale centrale come indicato in figura 17.

Figura 17 Luce del sole filtrante dalla monofora centrale absidale al passaggio del Sole sull
azimut di 104,8 ( pari alla direzione dell asse maggiore della chiesa ) al Solstizio d Estate 2016 (
Foto di Nadia Ferdeghini ; Elaborazioni di Sergio Berti )

Si nota che la luce filtrante va ad individuare sul pavimento ,al limite verticale
posteriore, la mezzeria dell attuale altare.

Passaggio del Sole al Solstizio d Estate a cavallo del Transito sul


Meridiano Locale ( Mezzogiorno vero )

Le tre monofore meridionali ,del lato maggiore dellaula romanica, e la finestra


rettangolare meridionale, lato altare, al Solstizio d Estate non lasciano filtrare la
luce del Sole all interno dell edificio sacro nemmeno quando il Sole transita sul
meridiano locale. Le attuali strombature verticali superiori esterne delle citate
aperture,forse frutto di restauri non oculati,non permettono ,infatti ,di fare filtrare
la luce del Sole all interno dell edificio sacro alcune settimane prima e dopo il
giorno del Solstizio d Estate. Questa situazione particolare di luminosit, per,
potrebbe essere anche voluta nella logica della contrapposizione degli opposti.
Il transito del Sole al Solstizio d Estate avviene all altezza massima possibile
durante l anno solare ed ,inoltre , quello pi luminoso ;di conseguenza, nella
logica degli opposti : massima luce all esterno e minima luce allinterno.
Noteremo una logica opposta nei giorni prossimi al Solstizio d Inverno :minima
luce all esterno e massima luce all interno. Anche la monofora meridionale
dell abside ,nei giorni prossimi al Solstizio d Estate illuminata non pi all
interno ma nella parte bassa esterna al passaggio del Sole sul meridiano locale.

Nella figura 18, evidenziata lilluminazione minima della monofora meridionale


dell abside quando il Sole transita sul meridiano locale al Solstizio d Estate.
Figura 18- lilluminazione minima della monofora meridionale dell abside quando il Sole transita
sul meridiano locale al Solstizio d Estate.( Foto di Sergio Berti )

Nella figura 19, si evidenzia,inoltre , che la luce del Sole al Solstizio d Estate non
riesce a filtrare dalle monofore meridionali nemmeno quando il Sole ha un
azimut perpendicolare all asse maggiore dell edificio sacro.

Figura 19-Assenza di illuminazione sul pavimento da parte di una delle monofore meridionali del
lato maggiore dell aula romanica ( monofora lato ingresso )nel periodo a cavallo del Solstizio d
Estate ( Foto di Sergio Berti ).

Passaggio del Sole al Solstizio d Estate con azimut di 284,8

Al passaggio del Sole con Azimut di 284.8 ( pari con buona approssimazione
alla direzione dell asse maggiore della chiesa lato ingresso) , la luce filtra
allinterno principalmente dalla bifofora e dalla porta della facciata
principale,dalla finestra rettangolare e dalla finestra circolare della navata
secondaria come indicato in figura 20 e figura 21.
Figura 20 Passaggio del Sole al Solstizio d Estate ,dalla porta di ingresso e dalla bifora ,con
azimut coincidente con quello dell asse maggiore lato ingresso 284,8 ( Foto di Sergio Berti ).

Dalle immagini si pu notare che al passaggio del Sole al Solstizio d Estate, con
azimut coincidente con quello dell asse maggiore lato ingresso,la luce filtrante
dalla bifora della facciata si proietta sul pavimento del presbiterio a partire dal
livello da dove inizia ,verso l altare.

Figura 21 - Passaggio del Sole al Solstizio d Estate,dalla finestra rettangolare e dalla finestra
circolare sulla facciata della navata secondaria, con azimut coincidente con quello dell asse
maggiore lato ingresso 284,8 ( Foto di Sergio Berti ).

Alla luce filtrante dalla finestra circolare impedito di proiettarsi sul pavimento
a causa della presenza di un notevole sarcofago marmoreo che aveva
costituito una sorta di tomba privilegiata-confessio,conservata sotto l altare.
Tramonto al Solstizio d Estate

Verso il tramonto del Solstizio d Estate, la luce del Sole filtra allinterno dell
edificio sacro principalmente dalla bifofora,dalla finestra rettangolare e dalla
finestra circolare ,della navata secondaria, e dalla porta della facciata
principale ( ostacolata per dalla presenza delle panche ) come indicato in
figura 22 .

Figura 22 Luci filtranti all interno delledificio sacro al Solstizio d Estate prima del tramonto ( Foto
di Sergio Berti ).

In figura 23,sono evidenti al tramonto le posizioni raggiunte dalle luce del Sole
proveniente dalla bifora e dalla aperture della facciata della navata
secondaria

Figura 23 - Posizioni raggiunte dalle luce del Sole, al tramonto al Solstizio d estate , proveniente
dalla bifora e dalla aperture della facciata della navata secondaria ( foto di Sergio Berti ).
La luce ,proveniente dalla bifora al tramonto, raggiunge l angolo meridionale
dell aula romanica dell edificio sacro fissando cos una importante
correlazione tra le dimensioni dell edificio ed il moto apparente del Sole.Questo
angolo il punto pi a meridione che la luce del Sole pu raggiungere
durante l anno.

La luce ,proveniente dalla finestra circolare al tramonto,raggiunge la parte


superiore del pulvino della colonna prossima alla mezzeria dell edificio sacro
ed il punto pi meridionale raggiungibile durante l anno.Anche questo
aspetto fissa unaltra importante correlazione tra le dimensioni dell edificio ed il
moto apparente del Sole.

La proiezione della luce sul pavimento ,proveniente dalla finestra rettangolare


al tramonto, raggiunge con il lato meridionale lo spigolo interno ,lato ingresso
,della colonna prossima alla mezzeria dell edificio sacro. Anche questo altro
aspetto fissa una ulteriore importante correlazione tra le dimensioni dell edificio
ed il moto apparente del Sole.

In figura 24, riportato il momento del tramonto sullo sky line che interessa l
edificio sacro e come ,in quel momento,la luce filtrante all interno dalla bifora
va ad interessare langolo meridionale dellaula romanica lato abside.

Figura 24 - Momento del tramonto,al Solstizio d Estate, sullo sky line che interessa l edificio sacro
e luce filtrante dalla bifora tangente allangolo meridionale dellaula romanica, lato abside (
Foto di Sergio Berti ).
Equinozi
L equinozio,dal latino aequinoctium in riferimento alla durata del periodo
notturno uguale a quello diurno, quel momento della rivoluzione terrestre
intorno al Sole in cui questultimo si trova allo zenit dell equatore della
Terra.Lequinozio ricorre due volte durante l anno solare ( in Primavera e in
Autunno a circa sei mesi di distanza ). In tale momento, i raggi solari
raggiungono l asse di rotazione della Terra perpendicolarmenente e la durata
del giorno con buona approssimazione uguale a quella della notte.Come gi
indicato in precedenza, nei giorni dell Equinozio Primaverile e dell Equinozio
Autunnale le ombre di pali perfettamente verticali ( Gnomoni ) si muovono nella
parte centrale della giornata su delle rette orientate perfettamente nella
direzione EST-OVEST geografici. Analogamente, le proiezione luminose della
luce del Sole, su di un pavimento orizzontale ,provenienti da idonee aperture
predisposte sulle pareti o nei soffitti. In questa modo era possibile identificare i
giorni degli Equinozi con una certa precisione e quindi identificare anche
temporalmente che era trascorso met di un anno solare. In figura 24,
indicato schematicamente, con buona approssimazione, lo spostamento sul
pavimento della luce del Sole filtrante dalle monofore meridionali ( M1,M2,M3 )
e dalla finestra lato altare ( M5 ) agli Equinozi.

Figura 24 - Spostamenti sul pavimento della luce del Sole filtrante dalle monofore meridionali (
M1,M2,M3 ) e dalla finestra lato altare ( M5 ) agli Equinozi. Lorientamento dell asse maggiore
indicato in figura approssimativo ( Fonti : Foto ed elaborazioni di Sergio Berti ; piantina tratta dal
Giornale Storico della Lunigiana-La Chiesa romanica di Santa Maria di Vezzano Ligure : Un edificio
ritrovato pag. 128 ).
Dalla figura 24, si pu notare che gli spostamenti della luce del Sole filtrante, sull
attuale livello del pavimento , sono correlabili con buona approssimazione in
alcuni momenti particolari dei giorni equinoziali con le dimensioni della pianta
di base ( mezzogiorno vero,Sole con azimut perpendicolare all asse
maggiore,Spostamento delle figure luminose filtranti su di una retta orientata
nella direzione EST-OVEST ).

Transito del Sole agli Equinozi sul Meridiano Locale ( Mezzogiorno vero )

In figura 25 ( foto di sinistra ), riportata limmagine luminosa che si forma nella


parte interna della monofora meridionale dell abside quando il Sole sta per
transitare sul meridiano locale. La dimensione verticale dell immagine luminosa
risulta circa la met di quella che si forma al solstizio d inverno.

Figura 25 (A sinistra)- Immagine luminosa che si forma nella parte interna della monofora
meridionale dell abside quando il Sole sta per transitare sul meridiano locale agli Equinozi . ( A
destra ) Immagine luminosa ,filtrante dalla monofora meridionale lato facciata ,che si forma sul
pavimento nel momento del transito del Sole sul meridiano locale agli Equinozi ( Fonte : foto di
Sergio Berti )

Nella figura 25 ( foto di destra ), in evidenza la Immagine luminosa ,filtrante


dalla monofora meridionale lato facciata ,che si forma sul pavimento nel
momento del transito del Sole sul meridiano locale agli Equinozi.La figura
luminosa ,proiettata sul pavimento, durante il transito allineata con la retta
,orientata secondo il Nord geografico,che unisce la proiezione della mezzeria
della monofora sul pavimento con l angolo interno settentrionale ,posto nella
seconda navata,a lato della finestra quasi a livello di pavimento. La posizione
della figura luminosa sulla retta ,che indica il Nord Geografico ed il passaggio
del Sole sul meridiano locale, ha una funzione calendariale con movimento a
ripetizione ciclica ,ad eccezione per un certo periodo dell anno, come gi
evidenziato ,a cavallo del Solstizio d Estate. Il mezzogiorno vero locale ,ancora
oggi con la configurazione attuale dell edifico sacro, determinabile con
buona approssimazione dall osservazione della luce filtrante dalla monofora
meridionale dell abside e da quella filtrante dalla monofora meridionale lato
ingresso,quando transita sulla retta che indica il Nord geografico che non
difficile individuare ( sufficiente posizionarsi ,con le spalle al muro,
esattamente centrati sulla verticale della monofora meridionale lato ingresso e
guardare l angolo settentrionale della seconda navato lato ingresso ).

Nella figura 26 , evidenziato che la luce filtrante dalla monofora meridionale


lato ingresso nel giorno degli equinozi si sposta su di una retta perfettamente
orientata EST-OVEST per tutto il tempo per cui la luce del Sole riesce a filtrare
attraverso la monofora stessa. Analogamente succede a tutte le luci
provenienti dalle varie aperture dell edificio sacro che riescono a raggiungere
il pavimento.

La luce filtrante dalla monofora meridionale ,lato ingresso, nel giorno


Figura 26 -
degli equinozi si sposta su di una retta perfettamente orientata EST-OVEST ( Fonte :
Foto di Sergio Berti )

Passaggio del Sole agli Equinozi con azimut di 194,8 parallelo allasse
minore delledificio sacro

Al passaggio del Sole con Azimut di 194.8 ( pari con buona approssimazione
alla direzione dell asse minore della chiesa ) , la luce filtra allinterno
principalmente dalle monofore dal lato meridionale dell aula romanica e dalla
finestra meridionale lato altare come indicato in figura 27.
Figura 27 - Luci filtranti allinterno sul pavimento , al passaggio del Sole con azimut parallelo all
asse minore dalle monofore dal lato meridionale dell aula romanica e dalla finestra meridionale
lato altare ( Fonte : Foto di Sergio Berti ).

In figura 28 , si pu notare che la luce filtrante dalla finestra meridionale lato


altare ,quando il Sole passa con azimut parallelo all asse minore, va ad
individuare perfettamente ,con il prolungamento assiale del lato interno , lo
spigolo meridionale che nasce tra l aula romanica e l abside. Questa
situazione una ulteriore conferma non casuale che le dimensioni dell edificio
sono state progettate per essere in armonia con il moto apparente del sole.

Figura 28 - La luce filtrante dalla finestra meridionale lato altare ,quando il Sole passa con azimut
parallelo all asse minore, va ad individuare perfettamente ,con il prolungamento assiale del lato
interno , lo spigolo meridionale che nasce tra l aula romanica e l abside ( Fonte : Foto di Sergio
Berti ).
Tramonto agli Equinozi
Le aperture interessate al filtraggio della luce del Sole al tramonto agli Equinozi
sono :

-La finestra circolare sulla facciata in alto della seconda navata

-La finestra rettangolare a livello di pavimento sulla facciata della seconda


navata

-La bifora sopra la porta della facciata principale

-La porta principale

In figura 29, sono visibili le luci filtranti ,dalle aperture sulla facciata principale
della seconda navata, prima del tramonto.

Figura 29 - Luci filtranti ,dalle aperture sulla facciata principale della seconda navata, prima del
tramonto ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

Nella figura 30 A , si nota la sequenza degli spostamenti delle proiezioni


luminose sulle parete settentrionale della seconda navata man mano che ci
siavvicina al momento del tramonto.Le luci filtranti si elevano in altezza e si
spostano verso l interno allungandosi come forma nella direzione orizzontale. La
luce filtrante dalla finestra circolare assume al tramonto la forma di elisse
tangente al tirante tra la parete e la colonna lato ingresso ( vedere figura 30 B )
Figura 30 A - Sequenza degli spostamenti delle proiezioni luminose sulle parete settentrionale della
seconda navata man mano che ci siavvicina al momento del tramonto agli Equinozi ( Fonte :
foto di Sergio Berti )

In figura 30 B ,sono indicate le figure luminose proiettante un istante prima del


tramonto agli Equinozi.

Figura 30 B - Figure luminose proiettante un istante prima del tramonto agli Equinozi sulla parete
settentrionale della seconda navata ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

Effetti luminosi molto scenografici sono possibili al tramonto degli Equinozi da


parte della luce filtrante dalla bifora posta sulla verticale della porta di ingresso.

La luce filtrante si muove,con il moto del Sole verso il tramonto,intorno al pulvino


della colonna lato altare ( come evidenziato in figura 31 e figura 32 ),per poi
terminare in parte in fondo al muro della seconda navata lato altare ed in
parte sullparte terminale dell ultimo arco ad altezza identificabile per la
diversit dei conci murali presenti.
Figura 31 La luce filtrante dalla bifora si muove,con il moto del Sole verso il tramonto,intorno al
pulvino della colonna lato altare ( Fonte : foto di Sergio Berti )

La parte terminale dell arco, verso l altare, formata a partire da una certa
altezza fino al pulvino da mattoni rossi.La base luminosa della proiezione della
bifora agli Equinozi raggiunge,con buona approssimazione , la parte superiore
dell arco formato dai mattoni rossi ( vedere figura 32 ).

Figura 32 - La base luminosa della proiezione della bifora agli Equinozi raggiunge,con buona
approssimazione , la parte superiore dell arco formato dai mattoni rossi ( Fonte : foto di Sergio
Berti ).

In Figura 33 , evidenziata la luce filtrante dalla porta principale alcuni istanti


prima del tramonto agli Equinozi. La forma della figura luminosa proiettata sul
pavimento disturbata dalla presenza delle panche ma la parte alta della
porta riesce a fare filtrare la luce indisturbata fino alla base dell arco terminale
( lato altare a sinistra ) che separa le due navate. La luce sulla base dell arco
arriva, con buona approssimazione, ad illuminare tutta la parte formata dalle
file orizzontali di mattoni rossi.
Figura 33 - La parte alta della porta riesce, agli Equinozi , a fare filtrare la luce indisturbata fino alla
base dell arco terminale ( lato altare a sinistra ) che separa le due navate ( Fonte : foto di Sergio
Berti ).

Solstizio d inverno
Il moto apparente del Sole, al Solstizio d Inverno , stato osservato prima e
dopo il transito sul meridiano locale,al passaggio del Sole con azimut per
194,8(con buona approssimazione perpendicolare all asse maggiore della
chiesa lato ingresso ) ed al tramonto. Non sono state effettuate osservazioni all
alba. Il giorno del Solstizio dInverno caratterizzato dal sorgere e tramontare
del Sole pi a Sud possibile durante l anno e per il passaggio pi basso nel cielo
al mezzogiorno vero.

Transito del Sole sul Meridiano Locale ( mezzogiorno vero ) al


Solstizio d Inverno
In figura 34, indicato il percorso della luce filtrante dalla monofora meridionale,
lato ingresso ,sulla facciata interna prima del passaggio del Sole sul meridiano
locale

Figura 34 - Percorso della luce filtrante dalla monofora meridionale lato ingresso sulla facciata
interna prima del passaggio del Sole sul meridiano locale al Solstizio dInverno ( Fonte : foto di
Sergio Berti ).
In figura 35, evidenziato il momento del passaggio del Sole sul Meridiano Locale al Solstizio d
inverno. La figura luminosa filtrante dalla Monofora meridionale lato ingresso va ad interessare da
un lato perfettamente l angolo settentrionale dell edificio sacro ,lato ingresso. La retta che
congiunge la proiezione verticale della monofora sul pavimento con l angolo indicato in figura
35 la direzione del Nord Geografico. Anche in questo momento particolare dell anno si pu
osservare che una delle importanti dimensioni dell edificio sacro legata al moto apparente del
Sole.

Figura 35 - Momento del passaggio del Sole sul Meridiano Locale al Solstizio d inverno dove la
figura luminosa ,filtrante dalla Monofora meridionale lato ingresso, va ad interessare da una parte
perfettamente l angolo settentrionale dell edificio sacro ,lato ingresso ( Fonte : foto di Sergio Berti
).

In figura 36, messo in evidenza la figura luminosa che filtra ,nel momento del
passaggio del Sole sul meridiano locale ,dalla monofora meridionale dell
abside al Solstizio d Inverno. Si noti che la dimensione della immagine luminosa
quella pi grande in altezza osservabile durante tutto l anno solare.

Figura 36 - Figura luminosa che filtra ,nel momento del passaggio del Sole sul meridiano locale
,dalla monofora meridionale dell abside al Solstizio d Inverno( Fonte : foto di Sergio Berti ).
Passaggio del Sole al Solstizio dInverno con azimut di 194,8 parallelo
allasse minore delledificio sacro

In figura 37, indicato lo spostamento della luce filtrante dalla monofora


meridionale lato ingresso al Solstizio d Inverno. Quando il Sole ha un azimut
perpendicolare all asse maggiore dell edificio sacro la luce filtrante assume
una posizione ben precisa come evidenziato nella figura 38.

Figura 37 - Spostamento della luce filtrante dalla monofora meridionale lato ingresso al Solstizio d
Inverno prima che il Sole raggiunga un azimut perpendicolare all asse maggiore dell edificio
sacro ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

Nel momento del passaggio del Sole ,con azimut perpendicolare all asse
maggiore al Solstizio d inverno, la luce filtrante dalla monofora meridionale
(lato ingresso) parte esattamente dall angolo formato tra il pavimento e la
parete verticale ed invade, fino in fondo ,la base della rientranza nel muro ivi
presente.

Figura 38 - Al Solstizio d inverno, la luce filtrante dalla monofora meridionale (lato ingresso) parte
esattamente dall angolo formato tra il pavimento e la parete verticale ed invade, fino in fondo
,la base della rientranza nel muro ivi presente ( Fonte : foto di Sergio Berti ).
Anche in questo momento particolare dell anno si pu osservare che una delle
importanti dimensioni dell edificio sacro ( la larghezza attuale ) legata al
moto apparente del Sole. Nella figura 39,sono indicate le figure luminose filtranti
dalla monofora meridionale centrale e dalla monofora meridionale lato abside.
Come si pu notare nel momento in cui il Sole ha un azimut perpendicolare all
asse maggiore le figure luminose implicate raggiungono dei livelli ben
identificabili nella colonna centrale e sul muro lato porta della sacrestia.

Figura 39- Figure luminose filtranti dalla monofora meridionale centrale e dalla monofora
meridionale lato abside al Solstizio d Inverno con azimut del Sole perpendicolare all asse
maggiore ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

In figura 40,sono indicate rispettivamente le figure luminose filtranti dalla finestra


meridionale lato abside con azimut del Sole perpendicolare all asse maggiore.

Figura 40 - Figure luminose filtranti verso l altare al Solstizio d Inverno , dalla finestra meridionale
lato abside, con azimut del Sole perpendicolare all asse maggiore( Fonte : foto di Sergio Berti ).
Tramonto del Sole al Solstizio d inverno
Le aperture interessate al filtraggio della luce del Sole al tramonto al solstizio
dInverno sono :

-La finestra circolare sulla facciata in alto della seconda navata

-La finestra rettangolare a livello di pavimento sulla facciata della seconda


navata

-La bifora sopra la porta della facciata principale

-La porta principale

In figura 41 , sono visibili le luci filtranti ,dalle aperture sulla facciata principale
della seconda navata ( finestra circolare e finestra rettangolare ), prima del
tramonto e nel momento del tramonto.

Figura 41 - Luci filtranti al Solstizio dInverno ,dalle aperture sulla facciata principale della
seconda navata ( finestra circolare e finestra rettangolare ), prima del tramonto e nel momento
del tramonto ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

Nella Figura 41 si nota che la corsa limite della luce del Sole ,filtrante al
tramonto al Solstizio dInverno dalla finestra circolare , indicata sulla sua
perpendicolare da una pietra pi scura presente nella parete interna ( vedere
foto centrale ) settentrionale dell edificio sacro.

La proiezione della luce proveniente dalla finestra rettangolare ad altezza del


pavimento attualmente disturbata dalla presenza dei quadri sinottici di
recente posizionamento.
Nella figura 42 indicata la luce filtrante dalla porta di ingresso poco prima
del tramonto ed al tramonto. La luce filtrante al tramonto si riduce ad una
lamina luminosa che attraversa il pavimento e va da illuminare nella parte
iniziale lultima rientranza della parete settentrionale dell edificio sacro. Il
fenomeno attualmente disturbato dalla presenza delle vetrate ,poste
immediatamente dopo la porta di ingresso ,e dalla presenza delle panche.

Figura 42 - Luce filtrante dalla porta di ingresso , al Solstizio d Inverno , poco prima del tramonto
ed al tramonto ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

Come si pu notare dalla figura 43 la luce del Sole ,al Solstizio d inverno , non
riesce a filtrare all interno dell edificio sacro dalla bifora posta sulla facciata .Si
pu evidenziare per ,nel momento del tramonto, il gioco di luce-ombra
possibile sulla parte interna settentrionale della bifora stessa e la sua relazione
con la disposizione delle pietre interne che ne formano il lato settentrionale.

Figura 43 - Gioco di luce-ombra possibile sulla parte interna settentrionale della bifora,presente
sulla facciata, al tramonto del Solstizio dInverno ( Fonte : foto di Sergio Berti ).

Anche in questo momento particolare dell anno si pu osservare che alcune


delle dimensioni dell edificio sacro sono legata al moto apparente del Sole.
Misura dell orientamento dellasse maggiore della navata
principale romanica
La misura con buona approssimazione dellorientamento dellasse maggiore,
della navata principale romanica, stato effettuato attraverso il monitoraggio
della posizione della luce ,filtrante dalle monofore meridionali e dalla finestra
meridionale al livello dell altare, nel momento in cui la stessa era con buona
approssimazione visiva perpendicolare all asse maggiore.Al momento della
verifica della perpendicolarit veniva effettuata foto relativa con indicata l
ora.Attraverso l ora rilevata e le coordinate geografiche locali, stato possibile
risalire alla posizione azimutale del Sole attraverso l utilizzo del Calcolatore
Solare reso disponibile su Web da Meteo Titano.Sono stati effettuati diversi rilievi
dell orientamento dell asse in vari momenti dell anno e per le diverse aperture
meridionali.

I rilievi effettuati sono riportati in tabella A.

Gli orientamenti relativi rilevati sono stati mediati ed stata calcolata anche la
deviazione standard SIGMA.

I valori medi calcolati e le relative deviazioni standard sono di seguito elencate :

Valore medio orientamento Asse Minore = 194,274

Deviazione standard = 0,5656

Valore medio orientamento Asse Maggiore = 104,274

Deviazione standard = 0,5656

I valori medi calcolati , viste le deviazioni standard relative dell ordine di 0,5 circa, si
possono ritenere una buona approssimazione dei valori effettivi degli orientamenti degli
assi maggiori della navata principale dell edificio sacro.Sono ,inoltre, compatibili con i
valori stimati da altri autori e tra questi R. Balestrieri (Lorientamento delle chiese romaniche in
Liguria- Atti del 3 Convegno Internazionale di Archeoastronomia in Sardegna ( 2014 )).
Tabella A

Orientamento Assi Principali della Chiesa Romanica


di Santa Maria Di VEZZANO LIGURE La Spezia
data 01 04 17
Data Ora Luce sole filtrante ASSE ASSE NOTE
(perpendicolare
asse Minore Maggiore
minore ) da : ( gradi ) ( gradi )
21 12
16 13,16 Monofora M1 194,1 104,1
13,14 193,6 103,6
13,13 193,4 103,4
12 12
16 13,15 Monofora M1 195 105
Finestra lato
13,14 altare 194,7 104,7
13,14 Monofora M3 194,7 104,7
13,13 Monofora M2 194,5 104,5
13,13 Monofora M1 194,5 104,5
Finestra lato
13,09 altare 193,5 103,5
13,08 Monofora M3 193,3 103,3
Finestra lato
13,09 altare 193,5 103,5
Luce da Monof.
13,11 M1 194 104
21 12 Luce mon. M1
16 13,16 AcqS 194,1 104,1
13,17 194,3 104,3
13,17 40 194,45 104,45
13,17 54 194,5 104,5
Colonna centrale
13,18 M2 194,6 104,6
Finestra lato
13,2 altare 195 105
13,21 Monofora M3 195,3 105,3
18 03
16 13,1 Monofora M1 194,6 104,6
10 03
16 13 13 Monofora M1 194,1 104,1
194,2738 104,2738 Valore Medio
Deviazione
0,565601 0,565601 Standard

Nota : Il Calcolatore Solare utilizzato per calcolare l' azimut del Sole,quando la
luce filtrante dalle aperture meridionali era con buona approssimazione
visiva perpendicolare all' asse maggiore , stato quello di Meteo Titano
CARATTERI GEOLOGICI, GEOMORFOLOGICI ED IDROGEOLOGICI GENERALI
DELLAREA DI STUDIO

Figura 44 - Immagine versante di Cafaggio da Google Earth.

La chiesa di Santa Maria Assunta, sita nella localit Cafaggio del Comune di Vezzano Ligure
(SP), si colloca su un versante debolmente acclive rivolto a sud e modellato in terrazzi
morfologici originati dalla fase erosive e depositive del Fiume Magra quando al Pliocene
Superiore (4 milioni di anni fa), a causa dellapprofondimento differenziato dei graben del
Golfo della Spezia e della valle del Magra, il paleomagra, veniva catturato dal gi Formato
Torrente Vara (che allora si gettava nel golfo della Spezia).

Figura 45 - ricostruzione paleomorfologica dei graben della Spezie e Sarzana elaborazione su


immagine pubblicazione Prof. G. Raggi 1985.
La valle di Fornola in tale momento ha subito un modellamento morfologico, che ha
generato numerosi terrazzi posizionati a quote crescenti .

Figura 46 - identificazione terrazzi morfologici nel versante di cafaggio da Tesi Dott. Geol.
Marco Zanicchi DIPTERIS Universit degli Studi di Pisa Anno accademico 1982/1983 Relatore
Prof. G. Raggi.

Si riconoscono nella fattispecie 4 ordini di terrazzi (110, 150, 200, 250 m slm) che trovano
riscontro nel versante opposto (Masognano) e sui promontori occidentale ed orientale del
golfo della Spezia (Tesi di Laura Dott. Geol. Marco Zanicchi Universit degli Studi di Pisa anno
accademico 1982/1983- Relatore Prof. G. Raggi).

Sempre sotto il profilo geomorfologico il versante in questione ha manifestato in passato


fenomeni di instabilit che sono stati evidenziati nel corso di studi di dettaglio condotti nel
corso degli anni.
Nellambito degli studi per ladeguamento sismico del PRG del Comune di Vezzano Ligure
(1984) lo scrivente geologo della societ EPTACONSULT scrl (allora Geoconsult scrl) ha
riconosciuto (mediante fotointerpretazione del volo Regione Liguria 1973) nel versante
ospitante la chiesa di Santa Maria Assunta, la presenza di una paleofrana i cui limiti sono
riportati nella panoramica che segue:

Figura 47 - trasferimento su immagine Google Earth della nicchia di distacco da analisi


aereofotointerpretativa studi Geoconsult scrl (ora Eptaconsult scrl) per adeguamento sismico
PRG Comune di Vezzano Ligure - 1984.

Negli anni successivi con lavvento del Piano di Bacino del Fiume Vara e Magra , lAutorit di
Bacino Interregionale nella cartografia de pericolosit a delimitato il dissesto in maniera
differente.

Figura 48 - perimetrazione area di frana quiescente PG3 PAI Fiume Magra.

Estendendo verso ovest larea di frana quiescente.


In ragione di tali differenze stata condotta una specifica analisi aereofotointerpretativa
(delle foto di voli pi recenti, a colori e con maggiore nitidezza) che ha evidenziato una
ripartizione degli antichi corpi di frana maggiormente dettagliata e che estende il dissesto,
direttamente interessante la chiesa, pi a nord.

Figura 49 - risultato analisi aereofotointerpretativa EPTACONSULT scrl nellambito del presente


lavoro - 2016.

La stessa analisi fotogeologica ha permesso di evidenziare i principali allineamenti


morfologici dellarea (in rosso le fratture principali, in arancio quelle secondarie e gli
allineamenti morfologici, mentre in verde riportata la faglia del graben con la direzione di
immersione verso E-NE)

La sintesi delle ricostruzioni geomorfologiche evidenzia un versante che stato in passato


interessato da ampi dissesti e che ad oggi appare relativamente stabilizzato , fatte salve
locali riprese di movimento (vedi adiacente cimitero).

Per tale motivo e per la presenza di numerosi incroci di fratture lammasso roccioso che
costituisce il versante stato sottoposto ad stress meccanico che ne ha compromesso
lintegrit ed accentuato lo stato di fratturazione ed in maniera subordinata di alterazione;
originado una spessa coltre regolitica su cui si entrer nel merito nel prosieguo dellarticolo.

Anche sotto il profilo prettamente geologico e litologico la situazione locale stata via via
definita con grado di dettaglio sempre maggiore.

Partendo dai rilievi condotti nellambito dei gi citati studi per ladeguamento sismico del
PRG del Comune di Vezzano Ligure (1984), il sedime della chiesa di Santa Maria ricadeva
nella formazione delle Siltiti di Vezzano (evidenziata dal cerchio rosso)

Figura 50 - stralcio carta geologica rilievi Geoconsult scrl (ora Eptaconsult scrl) per
adeguamento sismico PRG Comune di Vezzano Ligure - 1984.

Lanalisi in questione risultava in accordo con la carta geologica E.Abbate- V. Bortolotti


dellUniversit di Parma, edita nel 1967, e di seguito riportata (il cerchio rosso anche in
questo caso indica larea di intervento)
Figura 51 - stralcio Carta Geologica E. Abbate- V. Bortolotti Universit degli Studi di Parma -1967

I rilievi eseguiti nellambito del successivo progetto C.A.R.G (foglio 248 La Spezia) hanno
evidenziato una situazione pi complessa in termini interformazionali.
Figura 52 - stralcio cartografia geologica progetto CARG Foglio La Spezia n 248

Mostrando una ulteriore differenziazione che interessa direttamente il sedime della chiesa
con un contatto tettonico tra le Arenarie del Bratica (qui prevalentemente rappresentate da
interstrati argillitici) e le Argille e Calcari di Canetolo (ugualmente argillitiche); due termini
abbastanza simili e sismicamente mal distinguibili.

Anche in base a rilievi su affioramenti eseguiti allesterno della chiesa il sedime della stessa
parrebbe essere interessato dal sudetto contatto di natura tettonica

Figura 53 - dettaglio posizione ipotizzata del contatto tettonico nel sedime della chiesa-
EPTACONSULT scrl 2016
Ove la freccia indica la presumibile direzione di immersione del contatto (con debole
pendenza.

Tale ipotesi pi che dal rilevamento sul terreno, deriva dalla comprensione della struttura
regionale che si evidenzia nella sezione seguente tratta dalla cartografia del C.A.R.G.

Figura 54 - stralcio sezione geologica in prossimit della chiesa da cartografia geologica


progetto CARG Foglio La Spezia n 248

Lanalisi del suolo con il tromografo (che verr illustrata pi avanti), evidenzia inoltre un
picco significativo corrispondente ad un cambio significativo di impedenza sismica, che si
colloca alla profondit di 160-170 m dal p.c. e che potrebbe essere attribuito al passaggio
tra formazioni argillitiche sovrastanti (Arenarie ed argilliti del Bratica ed Argille e Calcari di
Canetolo) ed il sottostante basamento costituito dallarenaria Macigno, su cui sono
sovrascorsi i terreni del Dominio subligure

In termini di spessore della colte regolitica, la ricostruzione stratigrafica del sottosuolo del
sagrato antistante la chiesa (terreno naturale) indicherebbe uno spessore di sedimento
sciolto bassa velocit delle onde S che tende ad approfondirsi in direzione monte valle (da
2.5 m nella zona del campanile sino a 3.5 m verso valle nel sagrato).

Tale coltre sovrasta un orizzonte consistente di roccia alterata Vs di circa 400 ms compatibile
con i valori riscontrati in altre prospezioni simiche (MASW ed Down-Hole) nelle formazione
geologica locale (SV) siltiti di Vezzano laddove significativamente alterate e fratturate.
A circa 33 m dal p.c. compare la roccia sana con Vs dellordine di 700 m/s anche in questo
caso valore riscontrato nelle roccia sana di tale formazione in altre prospezioni eseguite
localmente nelle siltiti locali.

In merito alle caratteristiche dei terreni sciolti superficiali sono state reperiti gli istogrammi
di prove eseguite nella formazione delle Argille e calcari di Canetolo subito a valle della
chiesa nellarea denominata Giardino nellambito degli studi geologici e geotecnici
condotti da Eptaconsult scrl per il progetto di piano particolareggiato zona F3 (verde e
sport).

Nello studio si evidenziano caratteristiche litostratigrafiche differenti , in termini di spessore


della coltre regolitica (e/o dellantico corpo di frana) a seconda che nel terreno sia stata o
meno riscontrata una falda idrica.

Di seguito si riportano gli istogrammi di prove relative ai due casi indicati:

Figura 55 - istogrammi prove penetrometriche dinamiche DPM indagini Piano


Particolareggiato zona F3 Giardino per sport e verde pubblico Geoconsult scrl (ora
EPTACONSULT scrl)- 1985
Nellistogramma di sinistra si osserva uno spessore della coltre di oltre 8 m con ridotto
numero di colpi della prova DPM (penetrometrica dinamica medio pesante) ed una
significativa linearit del diagramma indicante la prevalenza della frazione argillosa ed un
livello idrico della falda stabilizzatosi a -2.5 m dal p.c..

Nellistogramma a destra si osserva la situazione ove non stata accertata presenza idrica
nel sottosuolo, che indica spessori pi ridotti della coltre regolitica ed un andamento meno
rettilineo della curva indicando una minor prevalenza della frazione argillosa.

In estrema sintesi nelle formazioni locali : Arenaria del Bratica e Argille e Calcari di Canetolo,
il fattore che condiziona lo stato di alterazione della parte pi superficiale dellammasso
roccioso la presenza idrica (attraverso fenomeni di alterazione chimica che portano alla
plastificazione della roccia argillitica ). Come evidente dalle prove suddette non si tratta di
una vera e propria falda bens di circolazioni idriche su direzioni di flusso preferenziali (e
questo spiega le differenze riscontrate tra le prove suddette sebbene siano state eseguite a
breve distanza una dallaltra), che spesso seguono le fratture o gli allineamenti morfologici,
ove la roccia presentava dallinizio una maggiore fratturazione e quindi una maggior
conducibilit idrica per fratturazione e pertanto una maggior predisposizione allo
scorrimento idrico sotterraneo.

In sintesi la chiesa si colloca in una situazione geologica particolare e nello specifico:

Si colloca su un versante ove in passato si sono manifestati fenomeni erosivi che


hanno originato diversi ordini di scarpate morfologiche da parte del paleo corso del
fiume Magra (al Pliocene superiore), a tali fenomeni sono stai indiscutibilmente
associati manifestazioni di stress meccanico della roccia ad opera dellenergia del
corso idrico;
Si colloca su un versante interessato da fenomeni di dissesto molto estesi e pertanto
le coltri superficiali originarie sono state presumibilmente mobilitate ed hanno
subito uno stress meccanico pi marcato in corrispondenza della antica superficie di
scivolamento
Nel sedime della chiesa logico ritenere in base ai rilievi eseguiti che sia presente un
contatto (non stratigrafico ma tettonico in quanto la formazione dei Calcari di
Groppo del Vescovo sembra racchiusa in una sinclinale poco accentuata sul cui
fianco, lato La Spezia, compare con un passaggio netto la formazione delle arenarie
del Bratica) abbastanza netto, sebbene tra formazioni litologicamente (e di
conseguenza sismicamente) abbastanza simili, appartenenti al Doiminio Ligure
(membro pi francamente argillitico delle arenarie del Bratica ed Argille e calcari di
Canetolo);
Nelle adiacenze della chiesa sono presenti fratture ed allineamenti morfologici (di
direzione N-S, NE-SW e E-O ) secondo queste maggiormente probabile che si
manifestino circolazioni idriche sotterranee su direzioni preferenziali ( e di ampiezza
ridotta) come riscontrato pi a valle in base alla campagna penetrometrica eseguita
anni addietro;
In corrispondenza di tali allineamenti i fenomeni di alterazione della roccia
superficiale divengono maggiormente significativi e lo spessore della coltre sciolta
superficiale diviene maggiormente importante (sino a 8-10 m), mentre nelle altre
zone si attesta su valori di 2-4 m. Laddove si ha circolazione idrica nella coltre si ha
una litologia contraddistinta da una maggior presenza della frazione fine limosa ed
argillosa dovuta alla plastificazione delle argilliti.
La roccia argillitica sana si rinviene a profondit di circa 30 m dal sagrato della chiesa,
mentre nello stesso sagrato lo spessore della coltre regolitica (o detritica
eventualmente mobilitatasi con il dissesto) presenta spessori di 3.5 m nella parte a
valle e 2.5 m nella parte verso monte, lasciando presupporre che le fondazioni della
chiesa (anche in considerazione della presenza della cripta sotterranea) cos come del
campanile, poggino sul substrato argillitico alterato. (come desunto dallanalisi
tromografica di seguito illustrata).
ANALISI DELLA FREQUENZA DI VIBRAZIONE NATURALE DEL SUOLO E DELLA
STRUTTURA DELLA CHIESA

Nellestate 2016 sono state condotte numerose misure vibrometriche (triangoli gialli) sulla
struttura della chiesa oltre a misure H/V (cerchi bleu) che sono compendiate nella figura che
segue:

C
B

E A

D
1 2

Fig. 56: Ubicazione stazioni di misura vibrometriche e H/V

I metodi di sismica passiva sono basati sullo studio del campo donde associato al rumore
sismico ambientale (microtremore). Questo rumore presente in ogni parte della superficie
della Terra per effetto di cause naturali (onde oceaniche, perturbazioni atmosferiche, vento)
e antropiche (traffico veicolare, produzione industriale, ecc.) ed costituito da fasi sismiche
che spesso hanno attraversato porzioni rilevanti della crosta.

In estrema sintesi il rumore sismico a bassa frequenza (<0.5 Hz) soprattutto generato da
onde oceaniche a grande distanza; un rumore temporalmente stabile e coerente ed
composto essenzialmente da onde superficiali.

Il rumore a frequenze intermedie (0.5-1.0 Hz) generato da onde sulla riva a breve distanza,
dal vento o, in particolari circostanze, da attivit umane; la stabilit assai minore e il
contenuto in termini di onde superficiali variabile.

Oltre 1.0 Hz, il rumore essenzialmente originato localmente ed legato alle attivit
antropiche; molto instabile sia in termini di ampiezza sia di rapporto di energia tra onde di
volume e onde superficiali.

In generale, il rumore ha una struttura complessa con valori in ampiezza mediamente


costanti sulla scala delle decine di minuti che per possono variare grandemente con il
passare delle ore. Il campo di rumore sismico costituito da molte e differenti fasi sismiche.
Sebbene le onde di volume siano largamente presenti, le onde superficiali giocano sempre
un ruolo importante. Molti studi hanno evidenziato che le onde superficiali che compongono
il rumore ambientale sono costituite da onde di Love e Rayleigh in proporzione variabile.

Il metodo utilizzato in questo studio basato sullo studio dei rapporti di ampiezza che, nelle
diverse frequenze di vibrazione (rapporti spettrali), esistono tra il rumore sismico misurato
sul piano orizzontale (H) e quello misurato lungo la componente verticale (V).
Lidea che sta alla base della procedura quella secondo cui il rapporto H/V consente di
eliminare il ruolo della sorgente (ipoteticamente presente nella stessa misura nelle
componenti verticali e orizzontali) isolando gli effetti delle modalit di propagazione delle
onde sismiche.

I risultati che si possono ottenere da unindagine di questo tipo sono la velocit media delle
onde di taglio calcolata tramite un codice di calcolo e la stratigrafia del suolo con un
intervallo di profondit tra 0.5 e 700 m, anche se il dettaglio maggiore si ha nei primi 100 m.

Per l'acquisizione dei dati stato utilizzato un tromometro digitale modello TrominoEngy
3G della Micromed s.r.l. (ora MOHO srl). Si tratta di un apparecchio di ridotte dimensioni
(10x7x13 cm) e dal peso minimo (circa 1 kg), progettato appositamente per questo tipo di
misure; costituito essenzialmente da tre velocimetri orientati secondo le direzioni N-S, E-W
e verticale, rispettivamente ortogonali tra loro, che trasmettono il segnale a un sistema di
acquisizione digitale a basso rumore, con conversione A/D > 24 bit.

La strumentazione opera nellintervallo di frequenze compreso tra 0.1 e 200 Hz,


consentendo di ottenere unelevata risoluzione. I dati del moto del terreno, dopo essere
stati amplificati e digitalizzati, sono memorizzati su una memoria interna digitale, da cui
possono essere trasferiti ad un PC.

I risultati delle analisi sono stati ottenuti con il software Grilla della Micromed s.r.l. In sintesi
il segnale dei velocimetri acquisito in ciascun sito per un tempo di 10 minuti e digitalizzato
a 24 bit. Dalle registrazioni del rumore sismico sono state ricavate e analizzate tre serie di
dati paralleli e perpendicolari al Fiume Magra, scegliendo quella maggiormente
rappresentativa:

a) le curve H/V ricavate con i seguenti parametri:

- larghezza delle finestre danalisi 20 s,

- lisciamento secondo finestra triangolare con ampiezza pari al 10% della frequenza centrale,
- rimozione nelle finestre di eventuali transienti ancora presenti.

b) le curve dello spettro di velocit delle tre componenti del moto (ottenute dopo analisi con
gli stessi parametri del punto (a).

Per le analisi vibrazionali della struttura si utilizzato un lisciamento della registrazione del
5% mentre per le analisi H/V un valore pi elevato e pari al 20%.

Per mettere in luce i modi di vibrare della struttura necessario rimuovere la registrazione
H/V per effetto del sottosuolo utilizzando una apposita applicazione del software Grilla
denominata SSR (standard special ratio). La misura eseguita sul pavimento diviene quindi la
misura a cui riferire le misure eseguite a diversi livelli sulla muratura.

Analizziamo di seguito le diverse misure condotte:

MURO NORD CHIESA POSTAZIONE A

Fig 57: postazione a misura a pavimento SX e su incavo muratura DX

si sono ottenuti i seguenti diagrammi:


Fig. 58 Raffronto registrazioni in differenti posizioni

Fig. 59: Modi di vibrare della struttura

Il primo modo di vibrare della struttura si riscontra intorno a 5.5 Hz

MURO NORD CHIESA POSTAZIONE B

Fig. 60: postazione b misura a pavimento SX e su incavo muratura DX

si sono ottenuti i seguenti diagrammi:


Fig. 61: Raffronto registrazioni in differenti posizioni

Fig. 62: Modi di vibrare della struttura

Per questa misura il segnale risulta maggiormente sporco tuttavia il primo modo di vibrare della
struttura parrebbe collocarsi intorno a 3.0-3.5 Hz.

MURO EST CHIESA POSTAZIONE C

Fig. 63: postazione C misura a pavimento SX, su gradino CENTRO e su nicchia muratura DX
si sono ottenuti i seguenti diagrammi:

Fig.64: Registrazione pavimento

Fig. 65 Registrazione scalino

Fig. 66: Registrazione nicchia

Fig. 67: Raffronto registrazioni in differenti posizioni


Fig. 68: Modi di vibrare della struttura

Per questa misura il segnale risulta maggiormente chiaro e conferma il primo modo di vibrare della
struttura a 5.5 Hz come emerso dalla misura in postazione A.

CAMPANILE POSTAZIONI: D PAVIMENTO E SOLAIO PRIMO PIANO

Fig. 69:Misure a pavimento SX e solaio primo piano DX


Fig. 70: Raffronto tracce registrazione in differenti posizioni

Fig. 71: Modi di vibrare della struttura

La frequenza propria del campanile risulta inferiore a quella della muratura della chiesa e pari a circa
2.7 Hz.

Tale valore risulta in accordo con la relazione empirica che nella bibliografia tecnica si
suggerisce di utilizzare per determinare la frequenza di vibrazione delle strutture ed
regolata dalla seguente relazione:

fs = 1 / C1 * Z 3/4

in cui C1 un fattore che dipende dalla tipologia costruttiva.

ovvero:

Costruzioni con struttura a telaio in acciaio 0,085


Costruzioni con struttura a telaio in calcestruzzo armato 0,075
Costruzioni con qualsiasi altro tipo di struttura 0,050
La relazione valida per edifici con altezza Z non superiore ai 40 metri e massa distribuita
omogeneamente lungo laltezza.

Si ottiene con una altezza del campanile di circa 20.00 m e con struttura non in c.a. ne
acciaio, un valore di frequenza propria della struttura dellordine di 2 Hz. Altres per la
costruzione stimando una altezza media di 7 m si ottiene una frequenza di 4.7 Hz poco
inferiore a quella determinata strumentalmente.

TEST H/V PARTE ESTERNA

Lo stesso giorno delle misure vibrometriche sono state eseguite n. 2 prospezioni sismiche passive su
stazione singola con lo stesso strumento utilizzato per le misure vibrometriche. In questo caso si
sono considerate le vibrazioni ambientali

POSTAZIONE 1 MONTE SAGRATO

In termini di risultati il grafico pi indicativo della misura eseguita riportato di seguito, che
scaturisce dalla applicazione delle linee guida del progetto europeo Sesame, del sito
analizzato ove i criteri di significativit consistono in una serie di criteri di tipo statistico
aventi lo scopo di valutare la significativit delle misure H/V.

Max. H/V at 0.13 0.12 Hz (in the range 0.0 - 64.0 Hz).

Criteria for a reliable H/V curve


[All 3 should be fulfilled]

f0 > 10 / Lw 0.13 > 0.50 NO


nc(f0) > 200 40.0 > 200 NO
A(f) < 2 for 0.5f0 < f < 2f0 if f0 > 0.5Hz Exceeded 0 out of 7 times OK
A(f) < 3 for 0.5f0 < f < 2f0 if f0 < 0.5Hz

Criteria for a clear H/V peak


[At least 5 out of 6 should be fulfilled]

- -
Exists f in [f0/4, f0] | AH/V(f ) < A0 / 2 0.094 Hz OK
+ +
Exists f in [f0, 4f0] | AH/V(f ) < A0 / 2 NO
A0 > 2 2.83 > 2 OK
fpeak[AH/V(f) A(f)] = f0 5% |0.99216| < 0.05 NO
f < (f0) 0.12402 < 0.03125 NO
A(f0) < (f0) 0.6371 < 3.0 OK

Lw window length
nw number of windows used in the analysis
nc = Lw nw f0 number of significant cycles
f current frequency
f0 H/V peak frequency
f standard deviation of H/V peak frequency
(f0) threshold value for the stability condition f < (f0)
A0 H/V peak amplitude at frequency f0
AH/V(f) H/V curve amplitude at frequency f
-
f frequency between f0/4 and f0 for which AH/V(f ) < A0/2
+ +
f frequency between f0 and 4f0 for which AH/V(f ) < A0/2
A(f) standard deviation of AH/V(f), A(f) is the factor by which the mean AH/V(f) curve should
be multiplied or divided
logH/V(f) standard deviation of log AH/V(f) curve
(f0) threshold value for the stability condition A(f) < (f0)

Threshold values for f and A(f0)


Freq. range [Hz] < 0.2 0.2 0.5 0.5 1.0 1.0 2.0 > 2.0
(f0) [Hz] 0.25 f0 0.2 f0 0.15 f0 0.10 f0 0.05 f0
(f0) for A(f0) 3.0 2.5 2.0 1.78 1.58
log (f0) for logH/V(f0) 0.48 0.40 0.30 0.25 0.20
Figura 72 - tabulato di verifica progetto europeo SESAME 2005

Fig. 73: Postazione 1 H/V esterna (monte)

Nel grafico seguente lasse orizzontale rappresenta la frequenza in scala logaritmica per
rendere pi visibili i primi metri (5-50 Hz), che sono pi importanti in ambito geologico. La
scala verticale il rapporto adimensionale tra lo spettro orizzontale e quello verticale.
Pi il picco maggiore del rapporto H/V a frequenze elevate, minore la profondit del
contatto tra i terreni a diversa impedenza sismica.

Fig 74: Valori del rapporto spettrale H/V in funzione della frequenza (curva rossa) con relativo intervallo di confidenza (curve nere).

Nel caso analizzato si notano picchi non molto pronunciati:

25 Hz passaggio coltre sciolto alterazione del substrato

3Hz passaggio alterazione del substrato roccia sana

1Hz cambiamento litologico significativo nel substrato

I picchi sono attribuiti a discontinuit stratigrafiche e non a fattori antropici in base allanalisi
della curva delle componenti orizzontali e quella verticale, questultima in corrispondenza
del picco analizzato rimane sempre al di sotto delle curve delle componenti orizzontali come
indicato dalle frecce rosse

Fig.75: Componenti orizzontali e verticale della misura.


Il processo stato elaborato utilizzando il software Grilla della Micromed s.r.l. per ottenere
un modello sismo-stratigrafico nel sito di misura.

Linversione delle misure di tremore ai fini stratigrafici sfrutta quindi la tecnica del confronto
degli spettri singoli e dei rapporti H/V misurati con quelli sintetici cio quelli calcolati sul
campo donde completo di un modello 3D. Linterpretazione tanto pi soddisfacente, e il
modello tanto pi vicino alla realt, quanto pi i dati misurati sono vicini a quelli sintetici.

Fig.76: Confronto tra la curva sperimentale H/V (in rosso) e la curva sintetica H/V (in blu) ottenuta dal modello della velocit delle onde di
taglio (Vs) riportato nella tabella.

Lelaborazione ha fornito la sismostratigrafia riportata in tabella e nel seguente diagramma:

Depth at the bottom of Thickness [m] Vs [m/s] Poisson ratio


the layer [m]
2.50 2.50 260 0.42
33.50 31.00 410 0.40
178.50 145.00 750 0.42
inf. inf. 1320 0.35

Vs(0.0-30.0)=391m/s
Fig.77: diagramma velocit onde S

POSTAZIONE 2 VALLE SAGRATO

In termini di risultati il grafico pi indicativo della misura eseguita riportato di seguito, che
scaturisce dalla applicazione delle linee guida del progetto europeo Sesame, del sito
analizzato ove i criteri di significativit consistono in una serie di criteri di tipo statistico
aventi lo scopo di valutare la significativit delle misure H/V.

Max. H/V at 2.0 0.0 Hz (in the range 2.0 - 64.0 Hz).

Criteria for a reliable H/V curve


[All 3 should be fulfilled]

f0 > 10 / Lw 2.00 > 0.50 OK


nc(f0) > 200 400.0 > 200 OK
A(f) < 2 for 0.5f0 < f < 2f0 if f0 > 0.5Hz Exceeded 0 out of 97 times OK
A(f) < 3 for 0.5f0 < f < 2f0 if f0 < 0.5Hz

Criteria for a clear H/V peak


[At least 5 out of 6 should be fulfilled]

- -
Exists f in [f0/4, f0] | AH/V(f ) < A0 / 2 NO
+ +
Exists f in [f0, 4f0] | AH/V(f ) < A0 / 2 5.656 Hz OK
A0 > 2 1.66 > 2 NO
fpeak[AH/V(f) A(f)] = f0 5% |0.0| < 0.05 OK
f < (f0) 0.0 < 0.1 OK
A(f0) < (f0) 0.2715 < 1.58 OK

Lw window length
nw number of windows used in the analysis
nc = Lw nw f0 number of significant cycles
f current frequency
f0 H/V peak frequency
f standard deviation of H/V peak frequency
(f0) threshold value for the stability condition f < (f0)
A0 H/V peak amplitude at frequency f0
AH/V(f) H/V curve amplitude at frequency f
-
f frequency between f0/4 and f0 for which AH/V(f ) < A0/2
+ +
f frequency between f0 and 4f0 for which AH/V(f ) < A0/2
A(f) standard deviation of AH/V(f), A(f) is the factor by which the mean AH/V(f) curve should
be multiplied or divided
logH/V(f) standard deviation of log AH/V(f) curve
(f0) threshold value for the stability condition A(f) < (f0)

Threshold values for f and A(f0)


Freq. range [Hz] < 0.2 0.2 0.5 0.5 1.0 1.0 2.0 > 2.0
(f0) [Hz] 0.25 f0 0.2 f0 0.15 f0 0.10 f0 0.05 f0
(f0) for A(f0) 3.0 2.5 2.0 1.78 1.58
log (f0) for logH/V(f0) 0.48 0.40 0.30 0.25 0.20
Fig.78: verifica standard progetto europeo SESAME 2005

Fig. 79: Postazione 2 H/V esterna (valle)

Nel grafico seguente lasse orizzontale rappresenta la frequenza in scala logaritmica per
rendere pi visibili i primi metri (5-50 Hz), che sono pi importanti in ambito geologico. La
scala verticale il rapporto adimensionale tra lo spettro orizzontale e quello verticale.
Pi il picco maggiore del rapporto H/V a frequenze elevate, minore la profondit del
contatto tra i terreni a diversa impedenza sismica.

Fig. 80: Valori del rapporto spettrale H/V in funzione della frequenza (curva rossa) con relativo intervallo di confidenza (curve nere).

Nel caso analizzato si notano picchi ancora meno pronunciati rispetto al caso precedente :

18 Hz passaggio coltre sciolto alterazione del substrato

3.5 Hz passaggio alterazione del substrato roccia sana

1.2 Hz cambiamento litologico significativo nel substrato

I picchi sono attribuiti a discontinuit stratigrafiche e non a fattori antropici in base allanalisi
della curva delle componenti orizzontali e quella verticale, questultima in corrispondenza
del picco analizzato rimane sempre al di sotto delle curve delle componenti orizzontali come
indicato dalle frecce rosse

Fig. 81: Componenti orizzontali e verticale della misura.


Anche in questo caso Il processo stato elaborato utilizzando il software Grilla della
Micromed s.r.l. per ottenere un modello sismo-stratigrafico nel sito di misura.

Linversione delle misure di tremore ai fini stratigrafici sfrutta quindi la tecnica del confronto
degli spettri singoli e dei rapporti H/V misurati con quelli sintetici cio quelli calcolati sul
campo donde completo di un modello 3D. Linterpretazione tanto pi soddisfacente, e il
modello tanto pi vicino alla realt, quanto pi i dati misurati sono vicini a quelli sintetici.

Fig.82: Confronto tra la curva sperimentale H/V (in rosso) e la curva sintetica H/V (in blu) ottenuta dal modello della velocit delle onde di
taglio (Vs) riportato nella tabella.

Lelaborazione ha fornito la sismostratigrafia riportata in tabella e nel seguente diagramma:

Depth at the bottom of Thickness [m] Vs [m/s] Poisson ratio


the layer [m]
3.50 3.50 260 0.42
33.50 30.00 430 0.42
163.50 130.00 700 0.42
inf. inf. 1230 0.35

Vs(0.0-30.0)=400m/s
Fig.83: diagramma velocit onde S

ANALISI MAGNETOMETRICA ALLINTERNO DELLA CHIESA

Con la finalit di determinare se le differenze litologiche e/o di circolazione idrica riscontrate


allinterno della sedime della chiesa potessero innescare microvariazioni del campo
magnetico terrestre strumentalmente riscontrabili e stata condotta una campagna di misura
con magnetometro flux-gate.

Il metodo applicato si basa sulla misura delle variazioni del Campo Magnetico Terrestre
(CMT) o del suo gradiente.

Le variazioni o anomalie magnetiche sono rappresentate dal contrasto tra la suscettivit


magnetica (propriet caratteristica degli elementi) del terreno con differenti condizioni di
conducibilit (per differente litologia) e di saturazione idrica.
Fig.84: Diagramma di un profilo magnetico diretto S-N, ottenuto sovrapponendo leffetto del campo magnetico
terrestre con un campo magnetico anomalo dovuto ad una struttura localizzata (Weymouth, 1986).

Nel caso i oggetto allinterno della chiesa stata identificata una idonea magliatura dei
punti di indagine tale da non risentire di oggetti metallici o materiali apparentemente
differenti rispetto alla pavimentazione della chiesa, tali da indurre anomalia.

La parte della antica cripta ricoperta da struttura metallica (grigliato) stata esclusa dalla
misura per ovvi motivi di interferenza delle struttura stessa.

Nel luglio 2016 , con lausilio di geomagnetometro MFM2 di Rom Elektronik Gmb per campi
naturali, stata eseguita la misura su apposita magliatura.
Fig. 85: Il magnetometro fluxgate impiegato per le misure ed il relativo supporto

Lutilizzo del magnetometro con sensore, rigorosamente verticale, posto costantemente a 20


cm da terra e lassenza di elementi metallici in superficie in grado di influenzare la misura,
ha consentito di ottenere misure significative.

La scelta eseguita deriva dal fatto che la componente z del CMT risulta quella
maggiormente stabile e meno influenzabile dai fattori locali.

Fig.86: scomposizione campo magnetico terrestre su terna cartesiana


Le misure sono state condotte in un tempo sufficientemente breve da non risentire di
variazioni giornaliere del CMT.

E stata comunque verificala la situazione del valore del CMT monitorata in continuo alle
stazioni di Castello Tesino TN e di Lampedusa da INGV (Roma 2). La scelta di eseguire le
misure tra le ore 17 e le 20 scaturita dalla consapevolezza che, nella norma, in quel periodo
temporale la componente z del CMT si mantiene pressoch costante.

Di seguito si riporta landamento di detta componente nel corso della misura effettuata:

Fig.87: registrazioni variazioni del C.M.T a stazioni di Castello Tesino e Lampedusa INGV (Roma 2)
La prima elaborazione eseguita riguarda lo scostamento dei valori rispetto ad ogni singolo
stendimento, disposto pressoch perpendicolarmente allasse della chiesa

NORD

Fig.88: analisi preliminare valori di scostamento componente z CMT su media su singola stesa

Si evidenziano allineamenti alternati di anomalie positive e negative in direzione NW-SE


coincidente approssimativamente con landamento della frattura appenninica pi prossima
che corre pi a valle nel versante.

Una seconda elaborazione stata eseguita analizzando globalmente i risultati di tutte le


misure eseguite. Per questa elaborazione si utilizzato il software ISOMAP di Geo&Soft di
Torino (licenza T2/N1022 478916171825) utilizzando per linterpolazione dei dati il metodo
Kriging.
Fig.89: elaborazione complessiva valori di scostamento dalla media componente z CMT, metodo Kriging

Lelaborazione complessiva evidenzia tre fenomeni:

un allineamento di anomalie positive con massimi di valore significativo in direzione


NW-SE (come la frattura di stessa direzione a sud della chiesa) che potrebbe essere
interpretato come derivante dagli eventi di uno scorrimento idrico in tale direzione.
Una significativa caduta dei valori della componente z nella zona del campanile;

Una sequenza di punti di leggera anomalia negativa nella zona dove si immerge il
contatto tra le due formazioni presenti nel sedime della Chiesa.
Infrasuoni e vibrazioni infrasoniche : effetti biologici relativi
Gli infrasuoni e le vibrazioni infrasoniche possono essere prodotti da fenomeni
naturali come i tuoni in atmosfera, il vento, i tornado ,la normale attivit
tettonica , i terremoti, eruzioni vulcaniche, valanghe, cascate, cadute di
iceberg ( vedere figura 90 ).Gli infrasuoni possono anche essere generati da
macchine costruite dall'uomo come il boom sonico prodotto dagli aerei, dalle
macchine come i motori diesel o le turbine eoliche, da trasduttori meccanici
appositamente progettati e, su vasta scala, da altoparlanti subwoofer, oppure
da esplosioni, sia chimiche che nucleari.

Figura 90 - Infrasuoni e vibrazioni infrasoniche di origine naturale (


tornado,terremoti,eruzioni vulcaniche ) ( Fonti : immagini liberamente tratte da
siti web ).

Gli infrasuoni e le vibrazioni infrasoniche non sono normalmente percepibili dall


orecchio umano e dalla sensibilit cosciente razionale dell Uomo.Nonostante
ci , stato dimostrato da molti ricercatori che sono in grado di avere effetti
evidenti nel tempo sugli esseri viventi, incluso animali e piante oltre gli esseri
umani.In figura 91 sono riportati i livelli di pressione ed alcune delle applicazioni
principali degli infrasuoni,dei
Pressione suoni
dei suoni e degli ultrasuoni.
ed applicazioni in funzione della
frequenza

Figura 91 - Livelli di pressione ed alcune delle applicazioni principali degli infrasuoni,dei suoni e
degli ultrasuoni ( Fonte : RCE 14-Health Effects of Exposure to ultrasound and infrasound- H.P.A. )
In figura 92 , riportato il modello meccanico del corpo umano dove si pu evidenziare che la
maggior parte degli organi principali e sosttosistemi hanno delle frequenze di risonanza in intervalli
di frequenza noti. Questi organi e sottosistemi possono essere influenzati dalle vibrazioni
infrasoniche provenienti dal terreno o dalle infrastrutture abitative e residenziali.

Modello meccanico del Corpo Umano


Le vibrazioni provenienti dal
terreno possono subire
notevoli amplificazioni
allinterno del corpo ; in
particolare ,a livello delle
vertebre cervicali ,che sono
coinvolte nell attivit della
componente
Parasimpatica del sistema
nervoso autonomo

Importanti le
amplificazioni
a livello di testa ed, in
particolare,
a livello di occhi

Figura 92 - Il modello meccanico del corpo umano ( Fonti : immagine da Human Body
Vibration Exposure and its Measurement by G.Rasmussen ed elaborazioni di Sergio Berti )

E noto che le reazioni umane ,a livelli elevati di infrasuoni, possono provocare


sentimenti di soggezione o paura . Inoltre si ritiene che gli infrasuoni, seppur non
percettibili dall'orecchio umano, siano causa di ansia, tristezza, brividi e
impercettibili spostamenti d'aria; ad esempio, onde ad alto volume seppur
comprese tra 0,5 e 10 Hz, sono sufficienti a mettere in vibrazione il vestibolo
(parte del labirinto auricolare, nell'orecchio interno).Gli infrasuoni e le vibrazioni
infrasoniche prodotti dai condizionatori e dagli aerei, ad esempio, provocano
vertigini, nausee (l'organo umano che regola l'equilibrio ed responsabile di
questi sintomi proprio il labirinto auricolare) e mal di testa. Poich non sono
coscientemente percepiti, possibile far sentire alle persone un vago effetto di
sensazione soprannaturale, in associazione agli eventi che si stanno svolgendo.
Ad esempio, alcune colonne sonore di film fanno uso di infrasuoni per creare
disagio o disorientamento nel pubblico, come in Irrversible ed in Paranormal
Activity.

Il 31 maggio 2003, un team di ricercatori del Regno Unito ha effettuato un


esperimento con il quale circa 700 persone sono state esposte a musica
mescolata con suoni a forma d'onda sinusoidale di frequenza pari a 17 Hz,
usata ad un livello sonoro "vicino alla soglia di udibilit", prodotta da woofers
montati a due terzi del percorso dal termine di un tubo di plastica per fognatura
della lunghezza di 7 metri.Il concerto sperimentale avvenuto nel Purcell Room
nel corso di due spettacoli ciascuno composto di quattro brani musicali. Due
dei pezzi in ogni concerto aveva un suono di 17 Hz in sottofondo senza che gli
ascoltatori ne fossero a conoscenza.La presenza dell'infrasuono ha
determinato, in un numero significativo di intervistati (il 22%) un senso di ansia,
disagio, nervosismo, sentimenti di orrore o di paura, brividi lungo la colonna
vertebrale e sensazione di pressione sul torace. Nella figura 93 , sono riportati i
sintomi principali dovuti ad esposizione ad infrasuoni.

Sintomi dovuti ad esposizione ad infrasuoni


L esposizione di breve termine a infrasuoni alto livello (120-135 dB) comporta
principalmente disturbi mentali ( disorientamento spaziale,confusione,perdita del
contatto con la realt, ecc, ).
Ricerche effettuate con lutilizzo di bassi livelli di esposizione a infrasuoni ( Wysocki et al. 1980
;Waye et al. 2002 ; Doroshenko et al. 1983 ) con energie al di sotto della soglia uditiva hanno
messo in evidenza : cambiamenti di Heart Rate, flusso sanguigno periferico,temperatura della
pelle,livelli di cortisolo e funzionalit vestibolare

Esposizione a livelli inferiori ,per tempi pi prolungati, di infrasuoni e vibrazioni infrasoniche (


permanenza in un luogo stabile abitativo o lavorativo ad esempio) pu comportare ,su persone
sensibili , i sotto elencati principali sintomi :
-Senso di fatica
-Vertigini
-Mal di testa
-Senso di nausea
-Pallore,sudorazione,bocca secca
-Pressione sul torace
-Brividi lungo la colonna vertebrale
-Variazioni di acuit visiva
-Reazioni vestibolari
-Allucinazioni visive
-Risonanze di organi come lo stomaco,fegato,cuore e polmoni
-Interferenze sul corretto funzionamento cardiaco
-Esperienze insolite allucinatorie

Figura 93 - Sintomi principali dovuti ad esposizione ad infrasuoni ( Fonte : Sergio Berti )

Nella figura 94 ,sono indicati i principali effetti biologici da esposizione a infrasuoni secondo U.K.
Health Protection Agency

Figura 94 - Principali effetti biologici da esposizione a infrasuoni secondo U.K. Health Protection
Agency . ( Fonte : RCE-14 - Health Effects of Exposure to Ultrasound and Infrasound - H.P.A )
Nella tabella 1 ,di seguito riportata nella figura 95 , sono indicate ,per alcune bande di frequenza
infrasoniche,le risposte fisiologiche agli infrasuoni da un Technical Report della Bruel&Kjaer del
1982.

Figura 95 - Tabella 1- Alcune risposte fisiologiche agli infrasuoni ( Fonte : Technical Report
della Bruel&Kjaer del 1982 ).

Da quanto sopra esposto,si evidenzia la possibilit di avere interazioni


importanti a livello biofisico quando gli esseri umani sono esposti a infrasuoni e a
vibrazioni infrasoniche.Queste ultime sono originate a causa di varie tipologie di
fenomeni naturali presenti sulla litosfera ,nei mari ,negli oceani e nell atmosfera.
In particolare, possibile sulla crosta terrestre rilevare livelli di vibrazioni
infrasoniche pi elevati in corrispondenza di zone maggiormente sollecitate dal
punto di vista tettonico e della composizione litologica del sottosuolo che pu
esaltare ,per risonanza,alcune frequenze infrasoniche capaci di stimolari
particolari reazioni biofisiche sugli esseri umani.

Conclusioni
Dopo avere preso in considerazione gli aspetti di Geometria Sacra,di
Archeoastronomia,i Caratteri Geologici,Geomorfologici e Idrogeologici,incluso
anche quelli relativi alle Vibrazioni Infrasoniche, della Chiesa Romanica di
Santa Maria in Vezzano Ligure e della sua area di pertinenza, possiamo trarre le
conclusioni di seguito elencate :

a ) La pianta originale romanica e gli sviluppi successivi dell edificio sacro sono
conformi alla Matrice Di Progetto Rettangolare (MDPR ) e ,quindi , in armonia
con il numero aureo e la serie di Fibonacci che sono alla base delle strutture
naturali e del corpo umano.L edificio sacro quindi stato interpretato dai
progettisti medievali,rinascimentali e successivi, dal punto di vista delle forme
originali e degli sviluppi che sono seguiti , come se fosse un elemento della
Natura.Dalla dimensione di un singolo elemento infatti possibile ricavare tutto
l edificio.

b )Le dimensioni dell edificio sono anche legate al moto apparente del Sole,
attraverso le proiezioni della luce solare sul pavimento e sulle pareti,
proveniente dalle varie aperture presenti ( Monofore,bifore,porta principale ed
altre aperture varie esistenti ),nei momenti pi importanti dell anno ( Solstizi ed
Equinozi ) .Tutto questo per dare continuit alla filiera dell Armonia anche verso
il Cosmo.

c ) Una evidente presenza di Regole Naturali e Cosmiche che hanno guidato l


ingegno e la mano dei progettisti e costruttori nei secoli ,a partire dalla forme
pi antiche, fino ad arrivare alle forme odierne. Un edificio sacro quindi in
Armonia con il Cosmo e la Natura e ,di conseguenza, con l Uomo.

d )Un edificio non equinoziale ma orientato verso Oriente,secondo la tradizione


cristiana del tempo.

e ) Un edificio localizzato in un luogo non scelto a caso per


sviluppare,probabilmente, una migliore connessione con il Mondo
Soprannaturale.Questa ipotesi estendibile anche agli altri luoghi sacri coevi e
non con la chiesa romanica di Santa Maria e presenti nella zona di Vezzano
Ligure ( San Prospero,La Pieve di Migliarina, San Venerio,Il santuario del
Molinello,la Chiesa di Buonviaggio ).

f ) La presenza nell area di vibrazioni infrasoniche naturali ,messe in risalto


anche dalle forme strutturali dell edificio, per esaltare ,probabilmente, delle
particolari interazioni a livello biofisico.

Quanto sopra ci fa comprendere che la progettazione degli edifici in passato


era di tipo funzionale ed i progettisti erano probabilmente in grado,attraverso
la propria sensibilit ambientale personale, di effettuare le scelte dei luoghi di
edificazione e delle forme,incluso anche i materiali, in maniera tale da favorire
la funzionalit desiderata per l edificio.

Bibliografia
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Segovia Spain www.scribd.com/sergio_berti

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ideale e fortezza rinascimentale della Romagna Toscana,nei pressi di Forl-
www.scribd.com/sergio_berti

S.Berti-Geometria Sacra-Armonia delle forme nella pianta di base del Duomo di Carrara-
www.scribd.com/sergio_berti
S.Berti-Geometria Sacra-La Matrice Di Progetto Rettangolare e la pietra tombale del Maestro
Costruttore Hue Libergier nella Cattedrale di Reims -www.scribd.com/sergio_berti

S.Berti-Geometria Sacra-Ipotesi sulle modalit di progettazione della Villa Medicea La Magia a


Quarrata Pistoia -www.scribd.com/sergio_berti

S.Berti-Archeoastronomia-Ipotesi preliminari sui moti apparenti del Sole,di Sirio e della


Costellazione di Orione in relazione con la pianta di fondazione di Terra del Sole-
www.scribd.com/sergio_berti

Giornale storico della Lunigiana-La chiesa romanica di Santa Maria di Vezzano Ligure :Un edificio
ritrovato ATTI del Convegno di Studi Numero speciale per l Anno Giubilare 2000

M.P.Zedda Orientamento delle chiese romaniche di Sardegna,Corsica e Toscana-Atti del 3


Convegno Internazionale di Archeoastronomia in Sardagna ( 2014 )

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Micromed srl (ora MOHO srl) caratteristiche del Tromografo Digitale Engy3G

INGV (ROMA 2) tabulati registrazioni CMT giorno 11/07/2016 stazioni Castello Tesino TN e
Lampedusa AG

Piro Salvatore ITABC CNR -Integrazione di metodi geofisici ad alta risoluzione per lindagine nei
siti archeologici (metodologia magnetica e georadar)

Ringraziamenti
Un particolare ringraziamento a :

- Wikipedia

- Google Earth

- Eptaconsult scrl

Ringraziamenti speciali a :

- Don Hugo Infante Parroco di Santa Maria di Vezzano Ligure per la grande

- disponibilit e collaborazione.

- Sig.ra Nadia Ferdeghini Presidente della Pro Loco per la grande

disponibilit , collaborazione,volont , tenacia e Amore per i luoghi vezzanesi.

- Al Sig. Sindaco Fiorenzo Abruzzo per il patrocinio alla ricerca.

- All Assessore alla Cultura e Turismo Dr.ssa Paola Baldini

- Al dr. Gianni De Nobili per averci ospitato in occasione di alcuni seminari tematici e
sostenuto.

- AllArch. Donatella Ambrosini

- Al Geom. Ofelio Scintu.


- Al Presidente Arch. Marco Galassi e a Tutti i soci dell Associazione
ARCHITETTURA&GEOBIOLOGIA STUDI INTEGRATI che hanno partecipato e sostenuto la
ricerca.

- A tutti i membri della Pro Loco che hanno partecipato alle varie fasi della ricerca.

- A tutti i Cittadini che ci hanno sostenuto con la loro presenza ed aiuto durante

le varie fasi della ricerca.

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