Sei sulla pagina 1di 2

In generale usiamo la preposizione articolata quando c’è bisogno dell’articolo

determinaativo, per sempio: sono in casa (preposizione semplice); sono nella mia nuova casa
(preposizione articolata perchè insieme al nome c’è un aggettivo). Ovviamente si sono delle
eccezioni, come quelle che ho riportato nell’articolo, per esempio: al cinema; alla stazione,
ecc., in questi casi si usano le preposizioni articolate.
La differenza tra “nel” e “nell’ ” è che NEL è IN + IL e NELL’ è IN + L’ quindi usiamo NELL’
quando la parola che segue comincia con una vocale.
a persto

Diciamo “vado nel centro di Modena”, in questo caso uso una preposizione articolata perchè
si specifica la città in cui vado (Modena), ma se non viene specificato usiamo la preposizione
semplice: “vado in centro”.
a presto

Cara Lory, le preposizioni articolate seguono le regole delle preposizioni semplici: la


preposizione DI esprime fondamentalmente un significato di appartenenza e di
specificazione, mentre DA ha soprattutto un significato di movimento partendo da un punto
reale o figurato. In questo caso io direi: “sono un musicista dell’ (di+l’) università”.
Ti consiglio di leggere l’articolo sulle preposizioni semplici che spiega quando usare le varie
preposizioni.
a presto

Caro Zhan, il plurale di euro non esiste, quindi si dice “40 euro”, mentre i giorni della
settimana hanno il plurale, perciò posso dire “tutti i sabati vado in chiesa”.

Cara Kiki, “ciascuno” e “ognuno” seguono la regola di “nessuno” e “tale” può perdere
l’ultima vocale davanti a parole che cominciano per consonante, non si apostrofa mai.
a presto

Cara Elena, è corretto anche “vado nella pasticceria qui all’angolo”, comunque non ti devi
preoccupare, l’uso delle preposizioni è sempre un po’ difficile perchè ci sono delle eccezioni
e a volte le regole non valgono, sbagliare è più che normale, vedrai che piano piano riuscirai
usarle sempre meglio.

Cara Elena, anche con le regioni di genere maschile si usa la preposizione semplice: in
Molise, in Abruzzo, in Veneto, ecc.
Cara Elena, quando uso “partire per” e poi c’è il nome di una nazione o una regione
dobbiamo sempre mettere anche l’articolo determinativo: parto per l’Italia; partiamo per il
Giappone; parte per la Toscana; se invece “partire per” è seguito dal nome di una città
l’articolo non ci vuole: parto per Napoli; parto per Londra.

Cara Maria Paola, i due esempi che mi proponi sono diversi, nel primo “prendete il libro a
pagina 10″ è corretto usare la preposizione semplice A, mentre nel secondo esempio viene
specificato “del libro di testo” quindi abbiamo un complemento di specificazione, percui in
questo caso è corretto anche l’uso della preposizione articolata ALLA.

Cara Lory, il verbo “piacere” regge il complemento di termine, ovvero un complemento


introdotto dalla preposizione A: a me piace il gelato (il gelato piace a me); vi (a voi) piace la
pizza?, ai bambini piace gioicare, le (a lei) piacciono gli animali; mentre il vebo “odiare” è un
verbo transitivo, ovvero regge un complemento oggetto che è un complemento diretto
ovvero non è introdotto da preposizione: lui odia la matematica, loro odiano le feste.

Cara Giorgi, “aiutare” è un verbo transitivo, cioè vuole un complemento diretto e quindi
senza preposizione: aiutare qualcuno (NON a qualcuno); il verbo “raccontare” può avere un
complento diretto: ti racconto una storia, raccontare l’Italia, ma può essere anche seguito da
un complemento indiretto cioè introdotto da una preposizione: raccontami di te (raccontami
qualcosa che ti riuguarda); mi ha raccontato del suo lavoro (qualcosa che riguarda il suo
lavoro), in questo caso ha un significato più indiretto.