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© 978-88-08-06139-3 APPENDICE

1
SIMBOLI, UNITÀ DI MISURA
E TECNICHE MATEMATICHE

1A I SIMBOLI di misura (vedi anche l’Appendice 1B). I simboli si posso-


no modificare accompagnandovi pedici, come si mette in
Ogni grandezza fisica è associata a un simbolo, in corsivo o evidenza nella tabella 2. Le costanti fondamentali non sono
in lettera dell’alfabeto greco. La tabella 1 elenca la maggior state comprese nell’elenco, ma si possono ritrovare nell’ap-
parte dei simboli usati nel testo e le corrispondenti unità pendice 2E.

Tabella 1 Simboli e unità di misura comuni delle grandezze fisiche

Simbolo Grandezza fisica Unità SI


a polarizzabilità C2m2J1
g tensione superficiale Nm1
d spostamento chimico 
u colatitudine grado, rad
l lunghezza d’onda m
m momento di dipolo Cm
n frequenza Hz
P pressione osmotica Pa
s sezione trasversale m2
w azimut grado, rad
x elettronegatività 
Y funzione d’onda mn/2 (in n dimensioni)
a attività 
parametro di van der Waals L2atmmol2
parametro di cella elementare m
A area m2
numero di massa 
costante di Madelung 
b molalità molkg1 (m)
parametro di van der Waals Lmol1
B secondo coefficiente viriale Lmol1
C capacità termica JK1
terzo coefficiente viriale L2mol2
c concentrazione molare, molarità molL1, M
c2 seconda costante di radiazione Km
d densità kgm3 (gcm3)
lunghezza della diagonale m
E energia J
potenziale elettrodico V
Ea energia di attivazione Jmol1 (kJmol1)
Ecella potenziale di cella V
Elegame energia di legame nucleare J
Eae affinità elettronica Jmol1 (kJmol1)
EK energia cinetica J
EP energia potenziale J
(continua)
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Tabella 1 Simboli e unità di misura comuni delle grandezze fisiche (continua)

Simbolo Grandezza fisica Unità SI


e carica elementare C
F forza N
G energia libera di Gibbs J
h altezza m
H entalpia J
I energia di ionizzazione Jmol1 (kJmol1)
intensità di corrente (elettrica) A (Cs1)
i fattore i 
[J] molarità molL1, M
k costante cinetica (dipende dall’ordine)
costante di disintegrazione s1
kb costante ebullioscopica Kkgmol1
kf costante crioscopica Kkgmol1
kH costante della legge di Henry atmkgmol1
K costante di equilibrio 
Ka costante di acidità 
Kb costante di basicità 
Kc costante di equilibrio 
Kf costante di formazione 
KM costante di Michaelis molL1
Kp costante di equilibrio 
Kps prodotto di solubilità 
Kw costante di autoprotolisi dell’acqua 
l, L lunghezza m
m massa kg
M massa molare kgmol1 (gmol1)
N numero di entità 
n quantità di sostanza mol
p momento lineare kgms1
P pressione Pa
PX pressione parziale Pa
q calore J
Q carica elettrica C
quoziente di reazione 
efficacia biologica relativa 
r raggio m
R funzione d’onda radiale m3/2
S entropia JK1
solubilità molare molL1
s solubilità molare adimensionale 
t tempo s
t½ tempo di dimezzamento s
T temperatura assoluta K
U energia interna J
v velocità ms1
V volume m3 (L)
w lavoro J
xA frazione molare 
Y funzione d’onda angolare 
Z fattore di compressione 
numero atomico 

Tabella 2 Pedici dei simboli

Pedice Significato Esempio (unità)


a acido costante di acidità, Ka
amb ambiente variazione entropica dell’ambiente, ΔSamb (JK1)

(continua)
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Tabella 2 Pedici dei simboli (continua)

Pedice Significato Esempio (unità)


b base costante di basicità, Kb
ebollizione temperatura di ebollizione, Tb (K)
B legame entalpia di legame, ΔHB (kJmol1)
legame legame energia di legame, Elegame (eV)
c concentrazione costante di equilibrio, Kc
combustione entalpia di combustione, ΔHc (kJmol1)
critica temperatura critica, Tc (K)
e non espansivo lavoro elettrico, we (J)
f formazione entalpia di formazione, ΔHf (kJmol1)
costante di formazione, Kf
congelamento tempertura di congelamento, Tf (K)
fus fusione entalpia di fusione, ΔHfus (kJmol1)
H Henry costante di Henry, kH
In indicatore costante dell’indicatore, KIn
J sostanza pressione parziale, PJ (bar, atm)
K cinetica energia cinetica, EK (J)
L reticolare entalpia reticolare, ΔHL (kJmol1)
m molare volume molare, Vm  V/n (m3mol1)
M Michaelis costante di Michaelis, KM
mix mescolamento entalpia di mescolamento, ΔHmix (kJmol1)
P potenziale energia potenziale, EP (J)
P pressione costante capacità termica a pressione costante, CP (JK1)
ps prodotto di solubilità prodotto di solubilità, Kps
r reazione entalpia di reazione, ΔHr (kJmol1)
s specifica capacità termica specifica, Cs  C/m (JK1g1)
sol soluzione entalpia di dissoluzione, ΔHsol (kJmol1)
sub sublimazione entalpia di sublimazione, ΔHsub (kJmol1)
tot totale variazione entropica totale, ΔStot (JK1)
V volume costante capacità termica a volume costante, CV (JK1)
vap vaporizzazione entalpia di vaporizzazione, ΔHvap (kJmol1)
w acqua costante di autoprotolisi dell’acqua, Kw
X sostanza pressione parziale, PX (bar, atm)
0 iniziale concentrazione iniziale, [A]0
stato fondamentale funzione d’onda, c0

1B LE UNITÀ DI MISURA E LA LORO secondo, s Il secondo, l’unità di misura del tempo, è


CONVERSIONE uguale a 9 192 631 770 periodi di una determinata tran-
sizione spettrale dell’atomo del cesio 133.
Le grandezze fisiche si riportano come multipli di una deter- ampere, A L’ampere, unità di misura dell’intensità di
minata unità di misura: corrente elettrica, si definisce in funzione della forza eser-
citata tra due fili paralleli percorsi da corrente.
grandezza fisica  valore numerico  unità di misura
kelvin, K Il kelvin, unità di misura della temperatura,
Una lunghezza, per esempio, si può esprimere come multiplo vale 1/273,16 della temperatura assoluta del punto triplo
dell’unità di lunghezza, il metro, m; quindi si scriverà l  2,0 dell’acqua.
m. Le unità di misura si denotano tutte mediante le lettere mole, mol La mole, unità di misura della quantità di
dell’alfabeto in tondo, come m per metro e s per secondo. sostanza, è appunto la quantità di sostanza che contiene
Il Système International (SI) è una forma internazional- tante entità (specificate) quanti atomi costituiscono esat-
mente accettata del sistema metrico. Esso definisce sette uni- tamente 12 g di carbonio 12.
tà di misura fondamentali, sulla base delle quali è possibile candela, cd La candela, unità di misura dell’intensità
esprimere tutte le grandezze fisiche: luminosa, si definisce in funzione di una sorgente accu-
ratamente specificata. In questo testo non abbiamo fatto
metro, m Il metro, unità di misura della lunghezza, è uso della candela.
la lunghezza del percorso compiuto dalla luce durante
l’intervallo di tempo di 1/299 792 458 secondi. Qualsiasi unità di misura può essere modificata da uno dei
kilogrammo, kg Il kilogrammo, unità di misura della prefissi elencati nella tabella 3, che denotano moltiplicazione
massa, è la massa di un cilindro campione conservato in o divisione per una potenza di 10 dell’unità stessa. Ad esem-
un laboratorio francese. pio, 1 mm  103 m e 1 MK  106 K.
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Tabella 3 Tipi prefissi SI

Prefisso: deca- kilo- mega- giga- tera-


Simbolo: da k M G T
3 6 9
Fattore: 10 10 10 10 1012

Prefisso: deci- centi- milli- micro- nano- pico- femto- atto- zepto-
Simbolo: d c m μ n p f a z
Fattore: 101 102 103 106 109 1012 1015 1018 1021

Le unità derivate sono combinazioni di quelle fondamentali di persona iniziano tutti con la lettera minuscola, mentre
(paragrafo A). La tabella 4 elenca alcune delle unità derivate. l’iniziale o il simbolo della loro abbreviazione è riportata con
Si noti che i nomi delle unità che derivano da nomi propri la maiuscola.

Tabella 4 Unità di misura derivate con denominazione speciale

Grandezza fisica Nome dell’unità Simbolo Definizione


Carica elettrica coulomb C As
Dose assorbita gray Gy Jkg1
Dose equivalente sievert Sv Jkg1
Energia joule J Nm, kgm2s2
Forza newton N kgms2
Frequenza hertz Hz s1
Potenza watt W Js1
Potenziale elettrico volt V JC1
Pressione pascal Pa Nm2, kgm1s2
Volume litro L dm3

Per risolvere i problemi si esige comunemente la conversione gia) in unità SI. La tabella 5 riporta le conversioni di impie-
delle unità dell’insieme dato (poniamo le calorie per l’ener- go più comune. I valori in neretto sono esatti.

Tabella 5 Relazioni tra unità

Grandezza fisica Unità di misura comune Simbolo Equivalente SI


Massa libbra lb 0,45359237 kg
tonnellata t 103 kg (1 Mg)
ton (short, U.S.) ton 907,18474 kg
ton (long, U.K.) ton 1016,046 kg
Lunghezza pollice in 2,54 cm
piede ft 30,48 cm
Volume quarto U.S. qt 0,9463525 L
gallone U.S. gal 3,78541 L
quarto imperiale qt 1,1365225 L
gallone imperiale gal 4,54609 L
Tempo minuto min 60 s
ora h 3600 s
Energia caloria cal 4,184 J
elettronvolt eV 1,602177  1019 J
kilowattora kWh 3,6  106 J
litro-atmosfere Latm 101,325 J
Pressione torr Torr 133,322 Pa
atmosfera atm 101325 Pa (760 Torr)
bar bar 105 Pa
libbre/pollice quadro psi 6894,76 Pa
Potenza cavallo vapore hp 745,7 W
Momento di dipolo debye D 3,33564  1030 Cm
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Per convertire una unità di misura in un’altra si ricorre a un nella notazione scientifica 333 si scrive 3,33  102, perché
fattore di conversione della forma 102  10  10  100:

fattore di conversione
unità richiesta 333  3,33  100  3,33  102
unità data
Applichiamo
Quando si ricorre a un fattore di conversione le unità di mi-
sura si trattano come entità algebriche: si moltiplicano o si 101  10
elidono nel modo ordinario. Per fare un esempio, le unità al 102  10  10  100
denominatore del fattore di conversione elidono quelle dei 103  10  10  10  1000
dati originari, lasciando le unità nel numeratore del fattore 104  10  10  10  10  10 000
di conversione. Il medesimo procedimento vale per conver-
e così via. Si noti che il numero degli zeri che seguono 1
tire i multipli decimali o le frazioni di unità.
uguaglia la potenza di 10.
La conversione delle temperature si effettua in maniera
I numeri compresi tra 0 e 1 si esprimono nella stessa ma-
leggermente differente. Poiché il grado Fahrenheit (°F) vale
niera, ma con una potenza negativa di 10; hanno la forma A 
5/9 del grado Celsius (vi sono 180 °F tra il punto di con-
10a, con 101  1/10  0,1, e così via. Ad esempio, 0,0333
gelamento e il punto di ebollizione dell’acqua, ma solo 100
diviene nella notazione scientifica 3,33  102, perché
°C tra gli stessi due punti), e poiché lo 0 °C coincide con 32
°F, si applica 1 1 1
10-2 = * =
10 10 100
temperatura (°F) E 95 * temperatura (°C) F + 32
e quindi
(Il 32 è esatto.) Ad esempio, per convertire la temperatura
di 37 °C (quella corporea normale) in gradi Fahrenheit, si 1
0,033 = 3,33 * = 3,33 * 10 - 2
scrive 100

temperatura (°F) E 95 * 37 F + 32 = 99 Applichiamo

e si riporta il dato in 99 °F. Una maniera più raffinata di 102  101  101  0,01
esprimere la medesima relazione è 103  101  101  101  0,001
104  101  101  101  101  0,0001
temperatura (°F) E 95 * temperatura/°C F + 32
Quando si esprime una potenza negativa di 10 in forma de-
cimale, il numero degli zeri che seguono la virgola è di una
In tale espressione si trattano le unità di misura alla stregua unità minore dell’esponente al quale era elevato 10 (trascu-
di numeri e si elidono quando è opportuno. La stessa con- rando il segno). Quindi, per esempio, 105 si scriverà come
versione diviene allora 0, seguito da 5  1  4 zeri e poi da 1:
temperatura (°F) E 95 * (37°C)/°C F + 32 106  101  101  101  101  101  101
E 95 * 37 F + 32 = 99  0,000 001

Le cifre riportate in una misura si dicono cifre significative;


e la moltiplicazione per °F fornisce
in 1,2 cm3 vi sono due cifre significative (2 cs), mentre ve
temperatura  99 °F ne sono 3 in 1,78 g. Per stabilire il numero delle cifre si-
gnificative si applicano i concetti fondamentali definiti nel
L’espressione corrispondente per convertire la scala Celsius paragrafo A.
in quella Kelvin e viceversa è Vi sono zeri che costituiscono cifre legittimamente mi-
surate, e altri che servono semplicemente a definire la po-
temperatura/°C  temperatura/K  273,15 sizione della virgola. Gli zeri che seguono la virgola, come
in 22,0 mL, sono significativi, in quanto sono stati effetti-
(Il valore 273,15 è esatto.) Notate che la grandezza del grado vamente misurati, sicché 22,0 mL contiene 3 cs. Anche lo
Celsius è identica a quella del kelvin. zero «captivo» in 80,1 kg è una cifra corrispondente a una
misura effettiva, per cui 80,1 kg contiene 3 cs. Al contrario,
gli zeri di 0,0025 g non sono significativi; essi non sono che
1C LA NOTAZIONE SCIENTIFICA
segnaposto necessari a indicare la potenza di 10: non cor-
Nella notazione scientifica i numeri si scrivono nella forma rispondono a una misura. Possiamo verificarlo riportando
A  10a. A è un numero decimale con una cifra non nulla la massa nella forma 2,5  103, che contiene solo 2 cifre
davanti alla virgola, e a è un numero intero. Ad esempio, significative.
A6 Appendice 1 © 978-88-08-06139-3

Occorre distinguere tra i risultati delle misure, che sono 1D ESPONENTI E LOGARITMI
sempre incerti, e i risultati del computo, che sono esatti. Ad
esempio, dicendo «12 uova» diciamo che vi sono esattamente I numeri espressi nella notazione scientifica si moltiplicano
12 uova, e non un numero che potrebbe collocarsi a un va- moltiplicando tra loro le porzioni decimali e sommando tra
lore qualunque tra 11,5 e 12,5. loro gli esponenti di 10:
Sorge una certa ambiguità con i numeri interi che termi-
(A  10a)  (B  10b)  (A  B)  10a  b
nano con zero. Una lunghezza riferita come 400 m ha 3 cs
(4,00  102), 2 cs (4,0  102) o solo 1 cs (4  102)? In casi Un esempio:
del genere l’ambiguità si sopprime adoperando la notazione
scientifica. Nel testo adottiamo costantemente la convenzio- (1,23  102)  (4,56  103)  1,23  4,56  102  3
ne che gli zeri a seguire sono significativi (per cui 400 g ha  5,61  105
tre cifre significative), a meno che il contesto non indichi
altrimenti. La regola vale anche quando gli esponenti sono negativi:
Per eseguire l’addizione (e la sua inversa, la sottrazione)
e la moltiplicazione (e la sua inversa, la divisione) valgono (1,23  102)  (4,56  103)  1,23  4,56  102  3
regole di arrotondamento diverse, che riportiamo qui sotto.  5,61  105
In ciascun caso si arrotonda il risultato al numero corretto
di cifre significative. Il risultato del calcolo si esprime poi in maniera che davanti
alla virgola vi sia una sola cifra:
L’arrotondamento Nei calcoli si arrotonda per eccesso se (4,56  103)  (7,65  106)  34,88  103
l’ultima cifra è maggiore di 5 e per difetto se essa è mi-  3,488  104
nore di 5. Se essa è uguale a 5, arrotondiamo sempre al
più vicino numero pari. Ad esempio, 2,35 si arrotonda Nella divisione effettuata su numeri espressi nella notazio-
a 2,4 e 2,65 a 2,6. Il procedimento corretto vuole che si ne scientifica si esegue l’operazione sulle porzioni decimali
arrotondi soltanto nell’ultimo stadio del calcolo, trasci- e poi si sottrae l’esponente di 10 del divisore da quello del
nandosi dietro fino a quel punto tutte le cifre presenti dividendo:
nella memoria del calcolatore.
Addizione e sottrazione Sommando o sottraendo, il nu- A * 10a A
= * 10a - b
mero delle cifre decimali del risultato dovrà uguagliare B * 10b B
quello del dato che ne presenta il numero più piccolo. Ad
esempio, 0,10 g  0,024 g  0,12 g. Un esempio:
Moltiplicazione e divisione Moltiplicando o dividendo,
il numero delle cifre significative che compaiono nel ri- 4,31 * 105 4,31
-8
= * 105 - (-8) = 0,437 * 1013
sultato deve uguagliare il più piccolo numero di cifre signi- 9,87 * 10 9,87
ficative che figurano nei dati. Ad esempio, (8,62 g)/(2,0 4,37 1012
cm3)  4,3 gcm3.
Numeri interi ed esatti Moltiplicando o dividendo per Prima di sommare o di sottrarre i numeri espressi nella no-
un numero intero o esatto, l’incertezza sarà determinata tazione scientifica li si riscrive come numeri decimali molti-
dal valore misurato. Alcuni fattori di conversione delle plicati per la medesima potenza di 10:
unità di misura sono definiti esattamente, anche se non
costituiscono numeri interi. Ad esempio, la misura bri- 1,00  103  2,00  102  1,00  103  0,200  103
tannica 1 in (1 pollice) è definita esattamente 2,54 cm,  1,20  103
e il 273,15 della conversione tra le scale di temperatura
Celsius e Kelvin è anch’esso esatto, per cui 100,000 °C Se si deve elevare a una certa potenza un numero espresso
diviene 373,150 K. nella notazione scientifica, occorre elevare a quella potenza
Logaritmi ed esponenziali La mantissa di un logarit- la porzione decimale e moltiplicare per quella stessa potenza
mo in base dieci (vedi Appendice 1D) presenta lo stes- la potenza di dieci:
so numero di cifre significative del numero originale (le
cifre che seguono la virgola). Quindi log 2,45  0,389. (A  10a)b  Ab  10a  b
L’antilogaritmo in base dieci di un numero ha lo stesso
Per fare un esempio, 2,88  104 elevato al cubo diviene
numero di cifre significative della mantissa del nume-
ro originale. Quindi, 100,389  2,45 e 1012,389  2,45 (2,88  104)3  2,883  (104)3  2,883  103  4
 1012. Quando si adoperano i logaritmi naturali non  23,9  1012  2,39  1013
esistono regole semplici per assegnare il giusto numero
di cifre significative: una delle maniere di uscirne è con- La regola discende dal fatto che
vertire i logaritmi naturali in logaritmi in base dieci e poi
applicare le regole appena richiamate. (104)3  104  104  104  104  4  4  103  4
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Il logaritmo in base dieci di un numero x, denotato log x, è Sono utili le relazioni seguenti tra logaritmi. Le riportiamo
l’esponente al quale si deve innalzare la base 10 per ottenere, in questa sede principalmente in riferimento ai logaritmi in
appunto, x. Ne discende dunque che il logaritmo di 100 è 2, base dieci, ma valgono anche per quelli naturali.
scritto log 100  2, perché 102  100. Il logaritmo di 1,5
 102 è 2,18, perché Relazione Esempio
102,18  100,18  2  100,18  102  1,5  102 log 10x  x log 107  7
ln ex  x ln ekt  kt
Il numero davanti alla virgola, nel logaritmo (il 2 di log (1,5
log x  log y  log xy log[Ag]  log[Cl] 
 102)  2,18), si chiama caratteristica del logaritmo: si
log([Ag][Cl])
tratta dell’esponente di 10 del numero originale (l’esponente
2 di 1,5  102). La frazione decimale (le cifre che seguono log x  log y  log(x/y) log A0  log A  log(A0/A)
la virgola; 0,18 nel nostro esempio) si chiama mantissa. Si x log y  log y x
2 log[H]  log([H]2)
tratta del logaritmo del numero decimale scritto con una ci-
log(1/x)  log x log(1/[H])  log[H]
fra non nulla davanti alla virgola (l’1,5 del nostro esempio).
È importante distinguere tra caratteristica e mantissa al
momento di stabilire quante cifre significative occorre con- I logaritmi sono utili per risolvere espressioni della forma
servare in un calcolo con i logaritmi (come, per esempio,
ax  b
nel calcolo del pH). Come l’esponente di 10 di un numero
decimale indica semplicemente la posizione della virgola, per l’incognita x (questo tipo di calcolo si può incontrare
senza assolvere alcun ruolo nella determinazione delle cifre studiando cinetica chimica, quando si determina l’ordine
significative, così nel logaritmo la caratteristica non va com- della reazione). Si passa ai logaritmi a entrambi i membri:
presa nel computo delle cifre significative (vedi appendice
1C). Il numero delle cifre significative costituenti la man- log a x  log b
tissa è uguale al numero delle cifre significative presenti nel
numero decimale. e, basandosi sulla relazione fornita dalla tabella, si scrive l’e-
L’antilogaritmo in base dieci del numero x è il numero spressione suddetta nella forma
che ha x come logaritmo in base dieci. In pratica, l’antilo-
garitmo in base dieci di x è sinonimo di 10x, perciò l’anti- x log a  log b
logaritmo in base dieci di 2 è 102  100, e quello di 2,18 è
Pertanto
102,18  100,18  2  100,18  102  1,5  102
log b
x =
Il logaritmo di un numero maggiore di 1 è positivo, quello log a
di un numero minore di 1 (e però maggiore di zero) è ne-
gativo:
1E EQUAZIONI E GRAFICI
se x  1, log x  0 L’equazione di secondo grado si presenta della forma
se x  1, log x  0
se x  1, log x  0 ax 2  bx  c  0
Per 0 e per i numeri negativi i logaritmi non sono definiti. Le due radici dell’equazione y
Il logaritmo naturale di un numero x, ln x, è l’esponente (le soluzioni) sono date dall’e-
al quale si deve elevare il numero e  2,718… per ottenere spressione
x. Ad esempio, ln 10,0  2,303, il che vuol dire che e2,303
 10,0. Può sembrare singolare la scelta del valore di e, ma -b ; 2b2 - 4ac
esso ricorre naturalmente in un grande numero di espressio- x =
2a y=0
ni matematiche, sicché la sua utilizzazione semplifica molte
formule. Logaritmi naturali e in base dieci sono correlati da È possibile anche determinar- 0 x
le per via grafica (per esempio
ln x  ln 10  log x con la calcolatrice grafica) no-
In pratica, una approssimazione utile è tando in quale punto il grafi-
co di y(x)  ax 2  bx  c in Figura 1 Il grafico di una
ln x ≈ 2,303  log x funzione di x passa per y  funzione della forma y(x)  ax2
0 (figura 1). Quando nel cal-  bx  c interseca l’asse y 
0 in due punti, che individuano
L’antilogaritmo naturale di x si chiama comunemente espo- colo chimico si incontra un’e- le due radici dell’equazione di
nenziale di e; si tratta del valore di e elevato alla potenza x. quazione di secondo grado si secondo grado ax2  bx  c
L’antilogaritmo naturale di 2,303 è e2,303  10,0. accetta solo una delle radici:  0.
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y quella che conduce al risulta- nel riportarle in grafico come illustra la tabella che segue.
to fisicamente plausibile. Ad
esempio, se è una concentra- Applicazione y  Pendenza  x  intercetta
zione, x dev’essere necessaria- Conversione temp./°C  1  T/K 273,15
mente un numero positivo, e di scale della
y=0
temp./°F  9–5  temp./°C 32
si ignorerà la radice negativa. temperatura
Di tanto in tanto una ta- Legge del gas P  nRT  (1/V)
x
bella dell’equilibrio (o qual- ideale
0
che altro tipo di calcolo) sfo- Equazione ln[A]  k  t ln[A]0
cia in una equazione di terzo cinetica
grado: integrata del
primo ordine
Figura 2 Il grafico di una
funzione della forma y(x)  ax3
ax 3  bx 2  cx  d  0 Equazione 1/[A] kt 1/[A]0
 bx2  cx  d interseca l’asse y cinetica
 0 in tre punti, che individuano Si tratta di equazioni spesso integrata
le tre radici dell’equazione di molto laboriose da risolvere, del secondo
terzo grado ax3  bx2  cx  ordine
sicché conviene servirsi di
d  0. Legge di ln k  (Ea/R )  (1/T ) ln A
software matematici o di cal-
Arrhenius
colatrici grafiche, identifican-
do le posizioni in corrispondenza delle quali il grafico di y(x)
in funzione di x passa per y  0 (figura 2). La pendenza è costante in y Approssimazione 1
Un grafico consente spesso di analizzare i dati sperimen- tutti i punti di una retta,
tali nel modo migliore, e il più delle volte il procedimento mentre lungo una curva
più conveniente consiste nel tentare di diagrammare i dati essa varia da un punto Approssimazione 2

in forma rettilinea. È più agevole giudicare se i dati si sus- all’altro. In questo caso la
seguono lungo una retta oppure no, mentre è più difficile pendenza in un dato punto
Tangente
rivelare le piccole deviazioni da una linea curva. Inoltre è è data dal coefficiente an- vera
anche facile calcolare il coefficiente angolare (la pendenza) di golare della retta tangente
una retta, estrapolare (cioè estendere) la retta oltre il campo alla curva in quel punto.
dei dati, e interpolare tra i punti della retta (cioè trovare un La tangente si trova con
valore tra due altri effettivamente misurati). una serie di approssimazio-
ni, come mostra la figura 0 x
La formula del grafico lineare di y in funzione di x è
4. Si può partire (appros- Figura 4 Le approssimazioni
y  mx  b simazione 1) individuando successive alla tangente si
un punto della curva su ottengono quando i due punti
dove b è l’intercetta del grafico con l’asse delle y (figura 3), ciascun lato di quello in che definiscono la line retta si
il valore di y, cioè, in corrispondenza del quale il grafico in- esame (alla stessa distanza avvicinano fino a coincidere.
terseca l’asse verticale in x  0. Il coefficiente angolare del lungo l’asse delle x) e con-
grafico (o pendenza, inclinazione o, infine, gradiente) è m. giungendo i due punti con una retta. Un’approssimazione
Lo si può calcolare scegliendo due punti, x1 e x2, e i valori migliore (approssimazione 2) consiste nell’avvicinare i due
corrispondenti lungo l’asse punti nella stessa misura verso quello in esame e tracciare la
delle y, y1 e y2, e poi introdu- nuova retta che li congiunge. La tangente esatta si ottiene
y = mx + b
y cendoli nella formula quando i due punti coincidono virtualmente con quello in
y2 esame, e il coefficiente angolare della retta uguaglia la pen-
y2 − y1 y2 - y1 denza della curva nel punto dato. Questa tecnica si può ap-
m =
x2 - x1 plicare alla misura della velocità di una reazione chimica a
y2 − y1 un tempo determinato.
m= x −x
y1 2 1 Dato che b è l’intercetta e m
il coefficiente angolare, l’e- 1F IL CALCOLO DIFFERENZIALE
b x2 − x1 quazione della retta equivale a E INTEGRALE
0 y  (coefficiente angolare Il calcolo differenziale è l’area della matematica che si occu-
x1 x2 x
 x)  intercetta pa della pendenza delle curve e delle quantità infinitesime.
Supponiamo di studiare una funzione y(x). Come si è spie-
Figura 3 La retta y(x)  Molte delle equazioni che si gato nell’Appendice 1E, il coefficiente angolare o pendenza
mx  b; la sua intercetta con
l’asse verticale in x  0 è b, il
incontrano nel testo si pre- del suo grafico in un dato punto si calcola considerando la
coefficiente angolare (pendenza) stano a essere riordinate in retta che congiunge due punti x e x  dx, con dx piccola. Il
è m. modo da ottenere una retta coefficiente angolare di tale retta sarà
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y (x + x ) - y (x ) mentre, se essa è negativa, il grafico presenta la forma ∩.


coefficiente angolare Quanto maggiore è d2y/dx 2, tanto più la curvatura del gra-
x
fico è accentuata.
Nel calcolo differenziale questo coefficiente angolare si trova Il calcolo integrale offre il modo di determinare la fun-
lasciando che la separazione tra i punti divenga infinitamen- zione originale, data la derivata prima. Se, per esempio, sap-
te piccola. La derivata prima della funzione y rispetto a x si piamo che la derivata prima è 2x, allora il calcolo integrale
definisce allora come permette di dedurre che la funzione in quanto tale è y(x) 
x 2  costante. Si include la costante perché nel differenziare
dy y (x + x ) - y (x ) x2  costante si ottiene 2x a prescindere dal valore della co-
= lim stante. Formalmente scriveremo
dx x :0 x

dove «lim» significa limite dell'espressione che segue: in que- (2x ) dx = x 2 + costante
sto caso, quando x si avvicina a zero. Ad esempio, se y(x)  L
x 2,
Segue che le funzioni ripor- y
dy (x + x )2 - x 2 tate sulla colonna sinistra y (x )
= lim dell’ultima tabella sono gli
dx x :0 x
integrali delle funzioni che
x 2 + 2x x + ( x )2 - x 2 figurano nella colonna de-
= lim
x :0 x stra. Più formalmente le si
2x dx + ( x )2 definisce integrali indefiniti b
= lim = lim (2x + x ) = 2x delle funzioni, distinti dagli Area = ∫ y (x )dx
x :0 x x :0 a
integrali «definiti» che passia-
mo a illustrare. Se si desidera
Di conseguenza la pendenza del grafico in un dato punto x
prendere in considerazione
qualsiasi sarà 2x. Il medesimo procedimento si applica ad
esempi di maggiore comples- 0 a b x
altre funzioni. Nella pratica non continuiamo a rifarci alla
sità si possono consultare le Figura 5 L’integrale definito
definizione fondamentale basata sui limiti, ma ci limitiamo
tabelle degli integrali definiti della funzione y(x) tra x  a e
a utilizzare le tabelle delle derivate prime fornite qui sotto.
nei testi appositi, oppure si x  b è uguale all’area limitata
può ricorrere ai software ma- dalla curva, dall’asse x e dalle due
Funzione, y(x) Derivata, dy/dx verticali per a e per b.
tematici per risolverli.
x n
nx n  1 L’integrale si presta a una
ln x 1/x ulteriore, importante definizione: l’integrale di una funzione
calcolata tra due punti è l’area sottostante il grafico della
eax aeax funzione tra quei due punti (figura 5). Ad esempio, l’area
sin ax a cos ax sottostante la curva y(x)  sin x tra x  0 e x  p è
cos ax a sin ax p p
Area sin x dx = ( -cos x + costante) `
La derivata seconda di una funzione, che si denota d2y/dx 2, L0 0
si definisce come la derivata prima, ma la si applica alla fun- 1 1
b
b

zione ottenuta come derivata prima. Ad esempio, la deri- = a -cos p + costante b - a -cos 0 + costante b
vata seconda della funzione x 2 sarà la derivata (prima) della
funzione 2x, e coinciderà con la costante 2. Analogamente = 1 + 1 = 2
la derivata seconda di sin ax è a 2 sin ax, come si può verifi-
care controllando la tabella delle derivate. La derivata secon- L’integrale che reca i limiti, come nell’esempio, si chiama
da è un’indicazione della curvatura della funzione in esame. integrale definito (poiché la costante dal valore incognito è
Quando d2y/dx 2 è positiva, il grafico presenta la forma ∪, stata cancellata).