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6/2/2018 Delitto e castigo - Wikipedia

Delitto e castigo
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Delitto e castigo (in russo: Преступление и наказание ? ,
Delitto e castigo
Prestuplénie i nakazànie, /prʲɪstup'lʲɛnɪɪ i nəkʌ'zanɪɪ/) è un romanzo
pubblicato nel 1866 dallo scrittore russo Fëdor Dostoevskij e Titolo originale Преступление и
ambientato a San Pietroburgo. наказание

Insieme a Guerra e Pace di Lev Tolstoj, questo libro fa parte dei


romanzi russi più famosi e influenti di tutti i tempi. Esso esprime i
punti di vista religiosi ed esistenzialisti di Dostoevskij, con una
focalizzazione predominante sul tema del conseguimento della
salvezza attraverso la sofferenza.

Indice
Titolo
Struttura
Trama
Personaggi
Rodiòn Romànovič Raskòl'nikov
Sof'ja Semënovna Marmeladova
Frontespizio del secondo volume della
Altri personaggi prima edizione
Analisi Autore Fëdor Dostoevskij
Analisi di Pasolini 1ª ed. originale 1866
Temi
Salvezza attraverso la sofferenza Genere romanzo
Esistenzialismo cristiano Sottogenere psicologico,
Adattamenti cinematografici e televisivi filosofico
Influenza nei media Lingua originale russo
Edizioni italiane Ambientazione San Pietroburgo
Curiosità Protagonisti Rodion
Note Romanovič
Voci correlate Raskol'nikov
Altri progetti
Collegamenti esterni

Titolo
Il titolo Преступление и наказание in italiano significa Il delitto e la pena, e dipende dal trattato Dei delitti e delle
pene (1764) di Cesare Beccaria, testo conosciuto in Russia grazie alla versione in lingua locale del 1803.[1] Nella prima
versione italiana (1889) l'ignoto traduttore diede il titolo Il delitto e il castigo, questo perché lo aveva tradotto dal
francese. Nella sua versione del 1884 Victor Derély aveva scelto come titolo Le crime et le châtiment, dove il termine

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châtiment in italiano può essere tradotto solo con la parola castigo,[2], che non ha valenza giuridica. Tuttavia al
termine russo nakazanie del titolo originale, lo stesso Dostoevskij aveva attribuito l'accezione di "pena". Ciò traspare
da una sua lettera al direttore della rivista Russkij Vestnik:

« Nel mio romanzo vi è inoltre un'allusione all'idea che la pena giuridica comminata per il delitto spaventa il
criminale molto meno di quanto pensino i legislatori, in parte perché anche lui stesso, moralmente, la
richiede. »

(Dostoevskij, Pis'ma)
Il titolo originale allude pertanto all'inizio del cammino di Raskòl'nikov, la "pena" in termini di castigo morale, cui
seguono il riconoscimento della colpa commessa, il pentimento ed il rinnovamento spirituale. Tuttavia si è mantenuto
il titolo (da ritenersi quindi erroneo) Delitto e castigo per una sorta di tradizione traduttiva.[3]

Struttura
Il romanzo è diviso in sei parti con un epilogo. Ogni parte contiene fra i cinque e gli otto capitoli, mentre l'epilogo ne
ha due. L'intero romanzo è scritto in terza persona al passato da una prospettiva non onnisciente, perlopiù dal punto
di vista del protagonista, Raskòl'nikov, sebbene si sposti brevemente su altri personaggi, come Dunja, Svidrigajlov e
Sonja, durante la narrazione.

Nel 1971, una scena rimasta fino ad allora inedita scritta in prima persona dal punto di vista di Raskòl'nikov fu
pubblicata con il manoscritto annotato di Dostoevskij nella serie russa Monumenti letterari. Una traduzione di quella
scena è disponibile nella maggior parte delle edizioni moderne del romanzo.

Trama
Lo svolgimento dei fatti è quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. L'epilogo invece si svolge nella
prigione-fortezza di una località non espressamente nominata, sulle rive del fiume Irtyš (fiume del bassopiano della
Siberia occidentale). Dovrebbe trattarsi di Omsk, dove era presente una struttura per lavori forzati, conosciuta bene da
Dostoevskij per avervi scontato egli stesso una condanna.

Il romanzo ha il suo evento chiave in un duplice omicidio dettato dall'ostilità sociale: quello premeditato di un'avida
vecchia usuraia e quello imprevisto della sua mite sorella più giovane, per sua sfortuna comparsa sulla scena del
delitto appena compiuto. L'autore delle uccisioni è il protagonista del romanzo, un indigente studente pietroburghese
chiamato Rodion Romanovič Raskol'nikov, e il romanzo narra la preparazione dell'omicidio, ma soprattutto gli effetti
emotivi, mentali e fisici che ne seguono.

Dopo essersi ammalato di febbre cerebrale ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskòl'nikov viene sopraffatto
da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto la tremenda condizione di
solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto; presto subentra anche la paura di essere scoperto, che logora
sempre di più i già provati nervi del giovane: troppo gravoso per lui è sostenere il peso dell'atto scellerato.
Fondamentale sarà l'inaspettato incontro con una povera giovane, Sonja, un'anima pura e pervasa di una fede sincera
e profonda, costretta però a prostituirsi per mantenere la matrigna tisica e i fratellastri. La giovane offre alla solitudine
del nichilismo di Raskòl'nikov la speranza e la carità della fede in Dio. Questo incontro sarà determinante per indurlo
a costituirsi e ad accettare la pena. Ma il vero riscatto avverrà per l'amore di Sonja che lo seguirà anche in Siberia.

Il delitto era stato compiuto: non era stata la Siberia il castigo, ma la desolazione emotiva e le sue peripezie per
arrivare infine, grazie a Sonja, al pentimento della coscienza morale e alla confessione.

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Oltre al destino di Raskòl'nikov, il romanzo, con la sua lunga e varia lista di personaggi, tratta di temi comprendenti la
carità, la vita familiare, l'ateismo e l'attività rivoluzionaria, con la pesante critica che Dostoevskij muove contro la
società russa coeva. Sebbene rifiutasse il socialismo, il romanzo sembra criticare anche il capitalismo che si stava
facendo strada nella Russia di quel tempo.

Raskòl'nikov reputa di essere un "superuomo" e che avrebbe potuto commettere in modo giustificato un'azione
spregevole — l'uccisione della vecchia usuraia — se ciò gli avesse portato la capacità di operare dell'altro bene, più
grande, con quell'azione. In tutto il libro vi sono esempi di ciò: menziona Napoleone molte volte, pensando che, per
tutto il sangue che versava, faceva del bene. Raskòl'nikov pensa di poter trascendere questo limite morale uccidendo
l'usuraia, guadagnando i suoi soldi, ed usandoli per fare del bene. Sostiene che se Newton o Keplero avessero dovuto
uccidere un uomo, o addirittura un centinaio di uomini, per illuminare l'umanità con le loro leggi e le loro idee, ne
sarebbe valsa la pena.

Il vero castigo di Raskòl'nikov non è il campo di lavoro a cui è condannato, ma il tormento che sopporta attraverso
tutto il romanzo. Questo tormento si manifesta nella suddetta paranoia, come anche nella sua progressiva convinzione
di non essere un "superuomo", poiché non ha saputo essere all'altezza di ciò che ha fatto.

Personaggi

Rodiòn Romànovič Raskòl'nikov


Rodion Romanovič Raskol'nikov, chiamato anche Rodja e Rod'ka, è il
protagonista dalla cui prospettiva, fondamentalmente, la storia è
raccontata. Ha ventitré anni, è un ex studente di legge che ha abbandonato
gli studi per problemi economici e vive in povertà in un appartamento
minuscolo all'ultimo piano nei bassifondi di San Pietroburgo.

È caratterizzato da un forte livore verso ciò che lo circonda, il che lo induce


ora ad atti di disperazione, ora a momenti di gaiezza e soddisfazione. Il
fulcro del romanzo, in questi termini, si concentra specificamente
sull'aspetto psicologico del personaggio.

Commette l'omicidio nella convinzione di essere abbastanza forte per


affrontarlo, di essere un Napoleone, ma la sua paranoia e la sua colpa lo
inabissano presto. Solo nell'epilogo si realizza il suo castigo formale, dopo
che ha deciso di confessare e porre termine alla sua alienazione. Raskolnikov e Marmeladov

Sof'ja Semënovna Marmeladova


Sof'ja Semënovna Marmeladova, chiamata anche Sonja e Sònečka, è la figlia di un ubriacone, Semën Zachàrovič
Marmeladov, che Raskòl'nikov incontra in una bettola all'inizio del romanzo. Alla morte di Semën, Raskòl'nikov
manifesta d'impulso generosità verso la sua poverissima famiglia. Sonja quindi lo cerca e lo va a ringraziare e, in
quell'occasione, i due personaggi si conoscono per la prima volta. Lei è stata condotta alla prostituzione dalle abitudini
di suo padre, ma si mantiene ancora estremamente religiosa e simbolicamente legata al Vangelo.

Raskòl'nikov si ritrova attratto da lei a tal punto che ella diventa la prima persona a cui confessa il suo delitto. Lei lo
sostiene anche se una delle due vittime, la merciaia Lizaveta, era sua amica; lo incoraggia a diventare credente e a
confessare. Raskòl'nikov lo fa quando ormai il colpevole era stato individuato in altri, e, dopo la sua confessione, Sonja
lo segue in Siberia dove vive nella stessa città della prigione. Qui ella si crea un'occupazione come sarta e si rende
anche utile ai detenuti che l'amano sinceramente. È anche qui che Raskòl'nikov comincia la sua rinascita spirituale,
quando finalmente comprende e accetta di amarla.
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Altri personaggi
Porfirij Petrovič: Giudice istruttore (35 anni) incaricato di risolvere gli assassinî di Raskòl'nikov, che, insieme a
Sonja, guida Raskol'nikov verso la confessione. Nonostante la mancanza di prove, è sicuro, dopo diverse
conversazioni con lui, che Raskòl'nikov sia l'omicida, ma gli dà la possibilità di confessare spontaneamente. Ha
una notevole capacità oratoria; usa con abilità diabolica la diversione, la dissimulazione, la sua stessa
contraddizione e il sottinteso, e sa porsi all'altezza dell'intelligenza del protagonista.
Avdot'ja Romànovna Raskol'nikova: sorella di Raskòl'nikov, chiamata anche Dunja e, con diminutivo, Dùnečka.
Oltre a essere un personaggio di elevato valore morale, è descritta come molto bella. Progetta di sposare il ricco,
sebbene moralmente depravato, Lužin per salvare la famiglia dalla miseria finanziaria. È seguita a San
Pietroburgo dal turbato Svidrigajlov, che cerca di riguadagnarla con ricatti. Lei respinge entrambi gli uomini a
favore del leale amico di Raskol'nikov, Razumichin. In seguito sposerà Razumichin, e Svidrigajlov, respinto, si
suiciderà.

Arkadij Ivanovič Svidrigajlov: ricco e villano ex-datore di lavoro e, in quella veste, autore di molestie nei
confronti di Avdot'ja Romanovna. Successivamente pretendente della stessa Dunja e perciò rivale di Lužin. È
sospettato di multiple azioni omicide e di pedofilia. Nonostante la sua apparente malevolenza, Svidrigajlov è
simile a Raskòl'nikov per i suoi casuali atti di carità. Si sobbarca le spese affinché i figli dei Marmeladov entrino in
un orfanotrofio (dopo che entrambi i loro genitori sono morti) e lascia i soldi rimanenti alla sua piuttosto giovane
fidanzata.
Marfa Petrovna Svidrigàjlova: moglie di Svidrigajlov, più anziana di questi di cinque anni e più benestante per
nascita. Lontanamente parente di Lužin.
Dmitrij Prokof'ič Vrazumichin: chiamato da tutti Razumichin, è il leale, benevolo ed unico amico di
Raskòl'nikov. Anch'egli è un ex studente. È un ragazzone buono, ingenuo e un po' timido. Raskol'nikov più volte
affida la cura della sua famiglia a Razumichin, che non viene meno alla sua parola. Aiuta molto anche in tribunale
Raskòl'nikov alleviando la sua pena che è di soli otto anni. Alla fine lui e Dunja si sposeranno.

Katerina Ivànovna Marmeladova: moglie di Semën Marmeladov, malata di tisi e irascibile. Dopo la morte di
Marmeladov impazzisce e muore anch'ella poco dopo.
Semën Zachàrovič Marmeladov: ubriacone senza speranza ma affabile, che si compiace del proprio dolore, e
padre di Sonja. Nella taverna informa Raskòl'nikov della sua situazione familiare e, quando viene investito da una
carrozza, Raskòl'nikov dà alla sua famiglia ciò che rimane dei suoi soldi per aiutare nelle spese funerarie.
Pul'chèrija Aleksàndrovna Raskol'nikova: madre relativamente ingenua e speranzosa di Raskòl'nikov. Lo
informa del progetto di sua sorella di sposare Lužin. Ama, e come lei anche la figlia, in modo smisurato il figlio
Rodja a tal punto che esso sin dall'inizio del romanzo ne risulta oppresso, incapace di giustificare tale forte
sentimento.
Pëtr Petrovič Lužin: (45 anni) uomo meschino e pieno di sé. Esercita la professione di avvocato, è benestante
ed elegante. Ha della moglie l'idea di un'ammiratrice privata e vorrebbe sposare Dunja per sentirsi un benefattore,
suo e di sua madre, e con la conseguenza che lei gli sia completamente asservita.
Andrèj Semënovič Lebezjatnikov: il compagno di stanza radicalmente socialista di Lužin. Questi lo nomina, la
prima volta, come suo giovane amico che però poi testimonia il suo tentativo di incriminare Sonja e
successivamente lo smaschera.
Alëna Ivànovna: vecchia, avida e sgradevole usuraia. È l'obiettivo intenzionale di Raskòl'nikov per l'omicidio.
Lizaveta Ivànovna: la semplice, innocente, sorella di Alëna, che arriva in casa della sorella durante l'assassinio
ad opera di Raskòl'nikov, e viene quindi, subito dopo, uccisa anch'ella. Era merciaia e amica di Sonja.
Zòsimov: benestante amico ventisettenne di Razumichin e dottore alle prime armi, che si prende cura di
Raskòl'nikov.
Nastas'ja Petrovna: serva della padrona di Raskol'nikov e fedele e silenziosa presenza amica per Raskol'nikov.
Nikodìm Fomič: commissario di quartiere, persona gentile. Conosce Raskòl'nikov al commissariato, in occasione
di una convocazione di quest'ultimo per una cambiale scaduta e lo rivede per caso a casa di Marmeladov, quando
questi era da poco spirato.
Il'ja Petrovič Poroch: tenente di polizia.
Aleksàndr Grigòr'evič Zamëtov: alto impiegato alla stazione di polizia, corrotto ma amico di Razumichin.
Raskòl'nikov desta attivamente in Zamëtov sospetti sul suo stesso conto. Ciò lo fa, paradossalmente,
spiegandogli come lui, Raskòl'nikov, avrebbe agito per dissimulare i suoi stati d'animo e per allontanare da sé i
sospetti se avesse compiuto alcuni crimini. Questa scena illustra l'argomentazione della convinzione di
Raskòl'nikov della sua superiorità come superuomo.
Nikolaj Dement'ev: un imbianchino che ammette di essere colpevole del delitto. È chiamato anche Mikolàj.
Polina Semёnovna Marmeladova: figlia di 10 anni di Semën Zachàrovič Marmeladov e sorella minore di Sonja,
alle volte chiamata Pòlečka o Polja.

Analisi
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Il comportamento di Raskòl'nikov durante tutto il libro si può anche trovare in altre opere di Dostoevskij, come
Memorie dal sottosuolo e I fratelli Karamazov (il suo comportamento è assai analogo a quello di Ivan Karamazov ne I
fratelli Karamazov). Crea sofferenza per sé stesso uccidendo la prestatrice di denaro e vivendo in modo indigente.
Razumichin si trova nella stessa situazione di Raskòl'nikov e vive molto meglio, e quando Razumichin si offre di
trovargli un lavoro, Raskol'nikov rifiuta; confessa alla polizia di essere l'assassino, sebbene non ve ne sia evidenza.
Cerca costantemente di raggiungere e definire i confini di ciò che può e non può fare (durante tutto il libro misura la
sua propria paura, e cerca mentalmente di dissuadersene), e la sua depravazione (con riferimento alla sua irrazionalità
e paranoia) è comunemente interpretata come un'affermazione di sé stesso come una coscienza trascendente ed un
rifiuto della razionalità e della ragione. Questo è un tema comune nell'esistenzialismo; piuttosto interessante è anche
che Friedrich Nietzsche, ne Il crepuscolo degli idoli, elogiò gli scritti di Dostoevskij nonostante il teismo presente in
essi: "Dostoevskij, l'unico psicologo, peraltro, da cui ebbi mai qualcosa da imparare; lui è uno degli accidenti più felici
della mia vita, persino più della scoperta di Stendhal". Walter Kaufmann riteneva che le opere di Dostoevskij fossero
state l'ispirazione per La metamorfosi di Franz Kafka.

Raskol'nikov crede che solo dopo aver definito la morale e la legge uccidendo qualcuno lui possa essere uno dei
migliori, come Napoleone. Nel romanzo infatti le ragioni dell'omicidio sono solo superficialmente economiche.
Raskol'nikov lascia la maggior parte dei soldi nella casa della strozzina sua vittima. Le ragioni dell'omicidio vanno
dunque ricercate nella morale che giustifica l'affermazione individuale attraverso il diritto sulla vita altrui.

Il romanzo contiene diversi rimandi a storie del Nuovo Testamento, compresa quella di Lazzaro, la cui morte e
rinascita sono parallele alla morte e rinascita spirituale di Raskòl'nikov; e dell'Apocalisse, rispecchiata in un sogno che
Raskòl'nikov fa su una piaga asiatica che diventa un'epidemia mondiale. Peraltro il Vangelo è espressamente
richiamato nel romanzo solamente due volte: una prima volta, quando il protagonista si fa leggere da Sònja il passo
della resurrezione di Lazzaro dall'undicesimo capitolo del Vangelo di San Giovanni, e una seconda volta, proprio nelle
ultime righe del romanzo, quando Raskol'nikov, ormai in penitenziario, si ritrova il Vangelo di Sònja sotto il cuscino
ove lo aveva riposto.

Analisi di Pasolini
Pier Paolo Pasolini nella sua analisi[4] di quest'opera sostiene che Raskòl'nikov sia vittima di una passione infantile
edipica, egli è turbato dall'amore della madre e della sorella, "le cui conseguenze sono quelle ben note: la sessuofobia,
la freddezza sessuale e il sadismo"[5]. Nel corso dell'opera Raskol'nikov sembra innamorarsi di una giovane ragazza
malata di tifo, brutta e smunta; in quest'amore però non trova mai spazio la sessualità. A tutto ciò si aggiungono gli
obblighi che il giovane ha verso la propria famiglia che lo mantiene negli studi nella capitale e per cui compie enormi
sacrifici. Raskòl'nikov si trova così imprigionato in un "incubo kafkiano", l'unica cosa che può fare è trovare delle
giustificazioni e elaborare teorie su quel destino da cui non può sottrarsi. Così un giorno dall'esterno, dall'alto, giunge
l'idea di uccidere l'usuraia, rappresentazione della madre: entrambe le donne infatti rappresentano gli obblighi
umilianti a cui il protagonista è sottoposto. Inoltre nelle sue azioni si riconosce un piano ben delineato, l'assassino
giunge di proposito in ritardo nell'appartamento e lascia la porta aperta per poter così uccidere anche la sorella
dell'usuraia, soffocando i due lati dell'amore per lui: quello tenero e quello violento. Tuttavia questa uccisione
simbolica rappresenta un fallimento, poiché la famiglia del ragazzo giunge nella capitale come in una sorta di
resurrezione, è tutto da ricominciare, ma oramai il protagonista si muove per inerzia, in balia degli eventi, ed
intraprende la sua "via crucis" verso la fine. In questo cammino egli incontra Sof'ja "a cui confessa per sadismo la
propria colpa". Tuttavia alla fine del romanzo avviene la morte della madre, apparentemente anagrafica, ma che causa
nel protagonista una vera e propria conversione: tutto a un tratto Raskol'nikov si accorge di amare la ragazza, e cessa
qualsiasi forma di tortura psicologica che usava sulla ragazza per torturare sé stesso. Secondo Pasolini l'autore oltre ad
aver aperto la strada a Nietzsche (Articolo del superuomo) e a Kafka (Se eliminata la descrizione dell'assassinio il libro
diventa un enorme processo), anticipa anche la futura psicoanalisi di Freud.

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Temi

Salvezza attraverso la sofferenza


Delitto e castigo illustra il tema del conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza, una caratteristica comune
nell'opera di Dostoevskij. Questa è l'idea (precipuamente cristiana) che l'atto del soffrire ha un effetto purificatore
sullo spirito umano, che gli rende accessibile la salvezza in Dio. Un personaggio che personifica questo tema è Sof'ja,
che mantiene abbastanza fede per guidare e sostenere Raskòl'nikov nonostante la sua immensa sofferenza. Benché
possa sembrare macabra, è un'idea relativamente ottimistica nel regno della morale cristiana. Ad esempio, persino
Svidrigajlov, in origine malevolo, riesce a compiere atti di carità seguendo la sofferenza indotta dal completo rigetto di
Dunja. Dostoevskij si mantiene fedele all'idea che la salvezza è un'opzione possibile per tutti, persino per coloro che
hanno peccato gravemente. È il riconoscimento di questo fatto che porta Raskol'nikov alla confessione. Sebbene Dunja
non avrebbe mai potuto amare Svidrigajlov, Sonja ama Raskòl'nikov e esemplifica i tratti dell'ideale perdono cristiano,
permettendo a Raskòl'nikov di confrontarsi con il suo delitto e di accettare il suo castigo.

Esistenzialismo cristiano
Un'idea centrale dell'esistenzialismo cristiano è la definizione dei limiti morali dell'azione umana entro un mondo
governato da Dio. Raskòl'nikov esamina i limiti costituiti e decide che un atto manifestamente immorale è
giustificabile a condizione che porti a qualcosa di incredibilmente grandioso. Tuttavia, Dostoevskij si erge contro
questo pensiero ambizioso facendo sgretolare e fallire Raskol'nikov nelle conseguenze del suo delitto.

Adattamenti cinematografici e televisivi


Sono stati effettuati molti adattamenti cinematografici e televisivi del romanzo.

Alcuni dei più famosi sono:

Prestuplenie i nakazanie (Преступление и наказание), regia di I. Vronsky (1913)


"Raskolnikov" (1923) diretto da Robert Wiene
Ho ucciso! (Crime and Punishment) (1935, con Peter Lorre, Edward Arnold e Marian Marsh)
Prestuplenie i nakazanie (Преступление и наказание), regia di I. Vronsky (1940)
Crime et Châtiment (1956, Francia, diretto da Georges Lampin, con Lino Ventura e Jean Gabin)
Delitto e castigo (1963, sceneggiato televisivo diretto da Anton Giulio Majano)
Prestuplenie i nakazanie (Преступление и наказание) (1970, URSS, con Georgi Taratorkin, Tatjana Bedova,
Victoria Fjodorova)[6]
Delitto e Castigo (1983, serie TV, Italia, con Gabriele Ferzetti e Piero Mazzarella)
Dostoevsky's Crime and Punishment (1998, un film TV con Patrick Dempsey, Ben Kingsley e Julie Delpy)
Crime and Punishment in Suburbia (2000, un adattamento ambientato nell'America moderna e liberamente tratto
dal romanzo)
Crime and Punishment (1979, miniserie con Timothy West, Vanessa Redgrave e John Hurt)
Crime and Punishment mini-series (2002, con John Simm)
Преступление и наказание (2007, Russia, miniserie con Vladimir Koševoj)

Influenza nei media


Anche se non un diretto adattamento, fu certamente influenzato il film Match Point di Woody Allen (2005, con
Jonathan Rhys-Meyers e Scarlett Johansson), che tratta di temi molto affini a quelli del romanzo. Inoltre, anche i
film dello stesso Woody Allen Crimini e misfatti (1989), Sogni e delitti (2007), Irrational Man (2015) si rifanno e si
riferiscono, in maniera evidente benché mai esplicita, ai temi di Delitto e Castigo.
Notevole influenza Delitto e Castigo ha avuto nella realizzazione del film Diario di un ladro di Robert Bresson,
1959.
Anche il film di Alfred Hitchcock Nodo alla gola ripercorre per certi versi (in particolare il personaggio di Phillip) il
romanzo (un omicidio, la sua giustificazione ideologica e la fragilità emotiva di uno degli assassini), tanto che

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proprio Phillip vi fa riferimento direttamente in una battuta.


Nel saggio Lezioni di regia, raccolta delle lezioni che il regista russo Sergej Michajlovič Ėjzenštejn teneva
all'Istituto Statale di Cinematografia, un capitolo è dedicato ad una possibile messa in scena cinematografica di
un episodio del libro di Dostoevskij: l'uccisione dell'usuraia.
Anche la stessa trama di Taxi Driver (regia di Martin Scorsese, scritto da Paul Schrader) ripercorre quella di
Delitto e castigo: come Raskolnikov, anche il personaggio interpretato da Robert De Niro trova nell'eliminare i
"pidocchi" (nel suo caso, prima il senatore Palantine, poi il pappone di Iris) l'unico mezzo possibile per diventare
un qualcuno e dar così senso alla propria esistenza.
Nel videogioco Sherlock Holmes: Crimini e Punizioni il famoso detective durante gli spostamenti in carrozza tra
uno scenario e l'altro spesso legge proprio il romanzo di Fëdor Dostoevskij.

Edizioni italiane
Negli anni, il romanzo è stato tradotto, in ordine alfabetico con data della prima edizione, da: Sergio Balakoucioff
(1930), Eridano Bazzarelli (1959), Elena Bedini (1995), Serena Bellavista (2000), Vittoria de Gavardo-Carafa (1961),
Cesare Giuseppe De Michelis (2004), Costantino Di Paola (1999), Eugenio Venceslao Foulques (1903), Matteo Grati
(2009), E. Guercetti (2013), E. Jonas (s.d.), Giorgio Kraiski (1969), Pina Maiani (1958), Milli Martinelli (1969),
Gianlorenzo Pacini (1967), A. Poliukin e Decio Cinti (1930), Alfredo Polledro (1930), Silvio Polledro (1951), Serena
Prina (1994), Damiano Rebecchini (2013, edizione che ha ottenuto il premio internazionale di traduzione "Italia-
Russia attraverso i secoli"), Lucia Rossi (1954), Paolo Teglio (anni 1910), Federigo Verdinois (1921), Luigi Ermete
Zalapy (1929), Pietro Zveteremich (1969).

Sono pubblicate anche le riduzioni teatrali di: Gaston Baty (per la regia di Giorgio Strehler), Giovacchino Forzano
(opera con musica di Arrigo Pedrollo), Dante Guardamagna, Glauco Mauri, Peter Sutermeister (su musiche di
Heinrich Sutermeister) e di Jolanda Zocchi; per il cinema quelle di Stefania Quadrio, di Mario Missiroli e Tullio
Kezich, di Aki Kaurismäki e Pauli Pentti.

Esiste anche una versione raccontata da Abraham Yehoshua.

Curiosità
Secondo aneddoto raccontato da George Gamow a Arthur Koestler, un giorno il fisico russo Pëtr Leonidovič
Kapica diede la traduzione inglese di Delitto e castigo al fisico Paul Dirac. Quando gli chiese cosa ne pensasse
del romanzo egli rispose: «Niente male. Ma in un capitolo l'autore ha fatto uno sbaglio. Ha raccontato che il sole è
sorto due volte nello stesso giorno.» Questo fu il suo unico commento.[7]

Note
1. ^ Ettore Gherbezza, Dei delitti e delle pene nella traduzione di Michail M. Ščerbatov, Firenze University Press,
2007, p. 11, ISBN 978-88-8453-492-7.
2. ^ Cesare G. De Michelis, Introduzione alla sua versione it. Delitto e Castigo, Roma, 2004, p. VI
3. ^ Vedi: Giulia Baselica, Alla scoperta del "genio russo", su Rivista Tradurre (http://rivistatradurre.it/?p=53)
4. ^ Breve riassunto del saggio di Pasolini su delitto e castigo
5. ^ Vedi: Delitto e castigo - Oscar Mondadori - Postfazione
6. ^ Vedi: Imdb (http://www.imdb.com/title/tt0064839/)
7. ^ Arthur Koestler, Le radici del caso, Roma, Astrolabio, 1972, p. 59-60.

Voci correlate
Letteratura russa
Fëdor Michajlovič Dostoevskij
I fratelli Karamàzov
Nodo alla gola di Alfred Hitchcok
Delitto e castigo nella Bibbia

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Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni da Delitto e castigo
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Delitto e castigo (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Crime_and_Punishment?uselang=it)

Collegamenti esterni
(EN) Testo ed analisi in Bibliomania.com, su bibliomania.com.
(EN) Un motore di ricerca per il testo del romanzo, su online-literature.com.
VIAF: (EN) 310534448 (http://viaf.org/viaf/310534448) · LCCN: (EN) no2005100339 (h
ttp://id.loc.gov/authorities/names/no2005100339) · GND: (DE) 4099168-4 (http://d-nb.i
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tps://nla.gov.au/anbd.aut-an35042267)

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https://it.wikipedia.org/wiki/Delitto_e_castigo 8/8