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SIMONETTA SALVESTRONI

IL CINEMA
DI TARKOVSKIJ
E LATRADIZIONE
RUSSA
EDIZIONI QIQAJON
COMUNITA
`
DI BOSE
Nella stessa collana SPIRITUALIT ORIENTALE
Racconti di un pellegrino russo
Aa.Vv., La grande vigilia
Aa.Vv., Lautunno della Santa Russia
Aa.Vv., La notte della chiesa russa
Aa.Vv., Forme della santit russa
Aa.Vv., Optina Pustyn e la paternit spirituale
Aa.Vv., Il concilio di Mosca
Aa.Vv., Le missioni della chiesa ortodossa russa
Aa.Vv., Il Cristo trasfigurato nella tradizione spirituale ortodossa
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a quanti ce ne faranno richiesta.
www.qiqajon.it
www.monasterodibose.it
AUTORE: Simonetta Salvestroni
TITOLO: Il cinema di Tarkovskij e la tradizione russa
COLLANA: Spiritualit orientale
FORMATO: 20 cm
PAGINE: 288
IN COPERTINA: Andrej Rublev, Trinit, icona (1411 ca.), Galleria Tretjakov, Mosca
2005 EDIZIONI QIQAJON
COMUNITA
`
DI BOSE
13887 MAGNANO (BI)
Tel. 015.679.264 - Fax 015.679.290 isbn 978-88-8227-194-7
INTRODUZIONE
Scrive Andrej Tarkovskij nel libro Scolpire il tempo:
In tutti i film da me girati mi sempre stato a cuore il tema
delle radici, dei legami con la casa paterna, con linfanzia,
con la patria, con la terra ... Per me rivestono unimportan-
za straordinaria le tradizioni culturali che hanno origine da
Dostoevskij e che, nella sostanza, non si sviluppano in piena
misura nella Russia attuale. Queste tradizioni di regola ven-
gono disprezzate o del tutto abbandonate ... la crisi spiritua-
le che vivono i personaggi di Dostoevskij e che ispir la sua
stessa opera e lopera dei suoi seguaci, viene anchessa guar-
data con sospetto ... Lanima assetata di armonia, mentre
la vita disarmonica. In questa non rispondenza racchiu-
so lo stimolo del movimento, la sorgente della nostra soffe-
renza e a un tempo della nostra speranza, la conferma della
nostra profondit e delle nostre facolt spirituali
1
.
Credo che non si possa comprendere la ricchezza di signifi-
cati dei film di Tarkovskij, se non si tiene conto del contesto
in cui il regista si formato e che egli sente come essenziale
1
A. Tarkovskij, Scolpire il tempo, Ubulibri, Milano 1988, pp. 174-175. Ancora, in
una delle interviste rilasciate in occidente il regista afferma: Io sono uno di coloro
che hanno cercato di rendere vivo il rapporto fra il passato della Russia e il suo futu-
ro. Per me lassenza di questo rapporto sarebbe fatale. Io non potrei esistere (Vstat
na put [Mettersi in cammino], in Iskusstvo kino 4 [1989], pp. 119-120. Lintervista
stata rilasciata a Stoccolma il 26 marzo 1985).
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per lui: dal patrimonio artistico delle icone a quello poetico di
Lomonosov, Deravin, Pukin, Tjutev, Blok, Pasternak, Ar-
senij Tarkovskij, dal mondo narrativo di Gogol, Tolstoj, Do-
stoevskij fino alle correnti sotterranee della cultura russa negli
anni del regime sovietico.
Apparentemente questo potrebbe essere un limite per lo
spettatore occidentale, che ha un altro retroterra culturale. Al
contrario esso , secondo me, uno dei punti di forza di un re-
gista del talento che Tarkovskij possedeva
2
.
Scrive il semiologo Jurij Lotman paragonando la cultura del
suo paese a quella delloccidente:
In una societ nella quale lartista pu esprimere i pensieri
pi arditi senza rischiare altro che linsuccesso commerciale,
egli effettivamente libero, ma allo stesso tempo il valore
sociale delle sue opere si abbassa agli occhi del pubblico fi-
no a ridursi a mero svago. Laddove invece la parola perse-
guitata in quanto atto, essa acquista il valore che dellatto
proprio. Una forza particolarissima incomparabile. Lo scrit-
tore russo del XIX secolo pagava duramente la propria attivi-
t creativa. Lhanno pagata Gogol, Tolstoj, Dostoevskij.
Questo conferiva alle loro opere un valore del tutto partico-
lare agli occhi del lettore russo ... si potrebbe obiettare: e il
lettore europeo, che cosa ne sapeva lui di tutto ci? ... Il let-
tore occidentale sentiva che quella era letteratura superiore,
percepiva unatmosfera di rilevanza sociale
3
.
2
Questo talento stato evidenziato e sottolineato soprattutto dai critici cinemato-
grafici francesi, in particolare da Antoine de Baecque nel volume Andrej Tarkovskij,
Editions de lEtoile, Paris 1989, e da Michel Chion in alcuni articoli pubblicati sui
Cahiers du Cinma. Scrive Michel Chion: Il successo riportato da Tarkovskij non
immenso e plateale, ma un successo sentito e autentico, che deve poco allo snobismo
e molto allo spirito di scoperta e riscoperta di ci che un artista . So che questa paro-
la, artista, evoca alle orecchie moderne un qualcosa di pesante e desueto (La maison
o il pleut, in Cahiers du Cinma 358 [1984]).
3
J. M. Lotman, Cercare la strada, Marsilio, Venezia 1994, pp. 74-75.
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Lo stesso effetto prodotto dal cinema di Tarkovskij, che
nella Russia del Novecento, come gli scrittori citati da Lotman,
ha pagato duramente la sua attivit creativa.
La visione russa di artisti dotati di indiscusso talento offre
al pubblico occidentale una fonte di riflessione e di arricchi-
mento. Langolazione dalla quale vengono affrontati da questi
autori temi come il significato dellopera artistica, il senso del-
lesistenza, il perch della presenza nel mondo del male, della
sofferenza, della morte complessa, ricca e originale.
NellUnione Sovietica degli anni sessanta e settanta la tra-
dizione spirituale della chiesa doriente giunta al regista so-
prattutto attraverso lopera di Dostoevskij, tante volte citato
nei suoi scritti e importante, come afferma lui stesso, per le-
laborazione del percorso esistenziale dei suoi personaggi.
Le vicende interiori di Rublev e dei protagonisti dello
Specchio, di Solaris, di Stalker, di Nostalghia, di Sacrificio riman-
dano tuttavia attraverso la mediazione dello scrittore russo a
unesperienza molto pi antica, fondamentale per la spirituali-
t orientale e la cultura russa, descritta dai padri della chiesa
doriente, in particolare dalle due fonti pi importanti di
Dostoevskij: Isacco il Siro e Simeone il Nuovo Teologo. I pro-
tagonisti di Tarkovskij e quelli di Dostoevskij di solito non pre-
gano, ma nei momenti pi difficili della loro vita trovano il co-
raggio di scendere nella profondit del loro mondo interiore
per cercare risposte che diano un senso alla propria esistenza.
Immergersi in se stessi per i discepoli di Isacco il Siro, come
per i personaggi di Dostoevskij e di Tarkovskij, significa fare
esperienza del male e delle debolezze che sono dentro di s,
scoprire la meschinit e linsignificanza dei desideri egoistici
del proprio piccolo io di fronte allimmensit del dono della
vita e al suo significato. In film come Stalker o Rublev i prota-
gonisti vivono tutte le tappe del cammino spirituale descritto
dai padri: un cammino di gioia, ma anche di dubbi, di cadute,
di tentennamenti che durano tutta la vita.
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Non , credo, casuale che, come ha notato Ingmar Bergman,
nella rappresentazione del mondo interiore il pi grande di
tutti
4
sia un regista russo, che ha assimilato la cultura e le tra-
dizioni della sua terra. Tarkovskij ha il grande merito di pro-
porre la discesa nel profondo di se stessi, che al centro di tanti
testi della spiritualit e della letteratura orientale, utilizzando
un linguaggio cinematografico brillantemente innovativo e ori-
ginale, elaborato dal regista sulla base di una larga conoscenza
del cinema mondiale.
Nel volume Scolpire il tempo lo stesso Tarkovskij a parlare
delle opere e dei registi che hanno influito su di lui. Come ho
appreso a Mosca da coloro che lo hanno frequentato e hanno
collaborato con lui, Tarkovskij ha potuto riflettere sulle opere
dei grandi registi occidentali fin dagli anni della sua formazione,
utilizzando una possibilit offerta dal sistema sovietico: la gran-
de cineteca inaugurata nel 1948 a Belye Stolby, a 50 chilometri
da Mosca, nella quale il giovane studente di cinema riuscito a
soddisfare almeno in parte la sua fame di film dautore
5
.
Rublev, Lo specchio, Solaris, Stalker, Nostalghia, Sacrificio
hanno la capacit di sintetizzare nel tempo breve della durata
di un film la ricchezza della tradizione spirituale e culturale
russa grazie alla peculiarit del complesso linguaggio utilizzato,
alla forza e al potere di suggestione delle sue immagini.
Come ho gi accennato, la mancanza di una conoscenza ap-
profondita del contesto russo ha reso difficile ai critici cinema-
tografici occidentali cogliere, al di l delle spesso brillanti anali-
si formali, la complessit e la profondit di significato dei film
di Tarkovskij. Anche la bibliografia russa sullargomento scar-
sa e abbastanza recente.
Ho deciso di scrivere questo libro per colmare questa lacu-
na, ma anche per unaltra ragione per me importante.
4
I. Bergman, La lanterna magica, Garzanti, Milano 1987, p. 71.
5
Cf. infra, pp. 20-21.
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In un mondo in cui lindividuo sembra avere disimparato a
guardarsi dentro, i film di Tarkovskij, a pi di ventanni dalla
loro uscita, conservano il loro fascino di opere contro corren-
te. Essi sono preziosi oggi per tutti coloro che, al di l delle
facili scelte legate al tutto e subito proposte dai media, hanno
pi o meno nascosto dentro di loro il desiderio e lesigenza di
riflettere sul significato dellesistenza, sulle sue difficolt e i
suoi valori.
Con gli ultimi due film, Nostalghia e Sacrificio, Tarkovskij si
rivolge in modo pi diretto al pubblico occidentale. Negli anni
vissuti allestero il regista ha ampliato i suoi orizzonti conosci-
tivi e la sua esperienza esistenziale. Probabilmente non ha com-
preso tutte le contraddizioni e la complessit del nostro mondo,
ma il pessimismo e contemporaneamente la fiducia e la speran-
za, che esprime nei suoi ultimi film, sono di grande importan-
za oggi come allora.
Quando penso alluomo contemporaneo afferma in una del-
le ultime interviste me lo immagino come un corista in un
coro, che apre e chiude la bocca ma non emette alcun suo-
no. Cantano tutti gli altri. Lui finge solo di cantare nella con-
vinzione che sia sufficiente che cantino gli altri. Ci avviene
perch egli stesso non crede nel significato di questa azione.
Luomo contemporaneo vive senza la speranza, senza la fidu-
cia di poter agire sulla societ in cui vive attraverso le sue
azioni. La nostalgia langoscia che si prova per il tempo che
passato invano, perch non siamo stati capaci di contare sul-
le nostre forze spirituali, di metterle in ordine e di compiere
il nostro dovere
6
.
6
A. Tarkovskij, O prirode nostalgii (Sulla natura della nostalgia), in Iskusstvo
kino 2 (1989), p. 136. Lintervista stata rilasciata a Gideon Bachman durante le ri-
prese di Nostalghia.
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Per questo Tarkovskij ha girato Nostalghia e Sacrificio. Ho
scritto il libro con un intento simile. il mio piccolo contri-
buto per non restare a bocca chiusa.
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INTRODUZIONE
Capitolo 1
RUBLEV
Capitolo 2
LO SPECCHIO
Capitolo 3
SOLARIS
Capitolo 4
STALKER
Capitolo 5
NOSTALGHIA
Capitolo 6
SACRIFICIO
Appendice
LINFANZIA DI IVAN
FILMOGRAFIA
BIBLIOGRAFIA
INDICE DEI NOMI
INDICE
273
9
15
47
91
119
161
207
233
249
253
269