Sei sulla pagina 1di 90

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI

FACOLTA DI ARCHITETTURA
Corso di Laurea in Scienze dellArchitettura_L17

Corso di Teoria e Storia del Restauro


Il restauro contemporaneo
Pura Conservazione: Marco Dezzi Bardeschi

prof. arch. Caterina Giannattasio


Marco
DEZZI BARDESCHI
1934

Il restauro di pura conservazione


Il restauro di pura conservazione - Marco Dezzi Bardeschi
INDICE
I. MDB e la storia del restauro
1. Biografia Culturale
2. Decalogo della Teoria
3. Prassi Metodologica
3.1 Il rilievo
3.2 Il progetto di conservazione
3.3 Il cantiere
3.4 Il progetto del nuovo
3.5 Il riuso
II. Lavori e Progetti
1. Biblioteca Classense - Ravenna
2. Palazzo della Ragione - Milano
3. Il Tempio-Duomo - Pozzuoli
Marco Dezzi Bardeschi e la storia del restauro

A presunta giustificazione e sostegno delle


incredibili manomissioni condotte a spese del
patrimonio architettonico si ogni volta invocata
una particolare teoria o stagione di crescita
della disciplina (il restauro), considerata in
presunta naturale progressione e messa a punto
lineare.
Cos appunto pretende di ricapitolare, ad
esempio, la storia del restauro la voce omonima
dellEnciclopedia Universale dellArte per mano di
Renato Bonelli, il quale individua altrettante
aggettivazioni successive dal restauro stilistico
(quello di Viollet-Le-Duc) a quello romantico (degli
inglesi ed in particolare di Ruskin) a quello storico
(di Beltrami) a quello cosiddetto scientifico (da
Boito a Giovannoni) o filologico, fino a quello
critico (di Bonelli stesso) che ancora ritiene M. DEZZI BARDESCHI,
Restauro: punto e da
lintervento di restauro consistere essenzialmente capo, 1991, pp.55-56
in atto creativo .
Marco Dezzi Bardeschi e la storia del restauro

Ed oggi a tale sofisticata collana dovremmo


aggiungere sia il cosiddetto restauro tipologico
(Benevolo, Cervellati) sia quello che aspira alla
reintegrazione dellimmagine (Carbonara),
ossia che tende ingenuamente a reintegrare la
visione e il godimento dellopera darte a costo di
un sacrificio della consistenza materiale che dovr
essere compiuto secondo lesigenza dellistanza
estetica (questa la nota tesi di Cesare Brandi).

M. DEZZI BARDESCHI,
Restauro: punto e da
capo, 1991, pp.55-56
Marco Dezzi Bardeschi e la storia del restauro

Ad eccezione del cosiddetto restauro


romantico, quello di Ruskin, che risulta al
massimo rispettoso del monumento-documento
ma che bollato ad arte come rinunziatario e
fatalista, a causa di un presunto amore quasi
morboso per il monumento, e la conseguente
repulsione per lintervento delluomo, considerato
brutale e sacrilego (Bonelli) (!), tutte le altre
aggettivazioni di comodo si applicano a concezioni
fortemente ideologizzate e, il che peggio,
direttamente finalizzate non alla conservazione ma
alla mutazione dellesistente considerato comunque
inappagante.

M. DEZZI BARDESCHI,
Restauro: punto e da
capo, 1991, pp.55-56
1. Biografia culturale
PROFILO BIO-PROFESSIONALE

1934 | Nasce a Firenze dove riceve una formazione classica


1957 | laurea ingegneria (Bologna) con Giovanni Michelucci
1962 | laurea in architettura (Firenze) con Piero Sanpaolesi, con il quale collabora
fin dalla fondazione al neonato Istituto di Restauro dei Monumenti
1964-65 | lavora presso la Soprintendenza di Arezzo
Assistente di ruolo presso lUniversit degli studi di Firenze
Professore incaricato libero docente di Caratteri stilistici e costruttivi dei
monumenti e di Storia dellArchitettura
Vince la cattedra di Restauro
1976 | si trasferisce a Milano
1980 | Fonda e dirige il Dipartimento per la Conservazione delle Risorse
Architettoniche e Ambientali
1974 | Psicon rivista fondata con Marcello Fagiolo
1993 | ANANKE, cultura storia e tecniche della conservazione per il progetto
MONUMENTI che hanno caratterizzato
lorizzonte del suo mondo e contribuito a
formare la sua idea di ARCHITETTURA
1. LA FORTEZZA DA BASSO (1534-37)
Limpressione della possente muraglia della fortezza
alimenter la sua passione per i temi dei fortilizi e delle
macchine da guerra, che animeranno la mostra e gli
studi sulle architetture militari di Francesco di Giorgio.

2. LA STAZIONE DI S. MARIA NOVELLA (G. Michelucci,


anni 30)
Con Michelucci si laurea a Bologna in Ingegneria civile;
nel corso della sua attivit professionale gli capiter di
curare proprio il restauro della Stazione e della Palazzina
Reale.

3. LA FACCIATA DELLA CHIESA DI S. MARIA NOVELLA


(L.B. Alberti)
I suoi studi in architettura lo porteranno a studiare con
profonda devozione Leon Battista Alberti, alla cui opera
dedica, tra gli altri, un insuperato saggio sulla lettura
iconografica della facciata di Santa Maria Novella
PERSONALIT che hanno influenzato la sua formazione

1. GIOVANNI MICHELUCCI (1891 - 1990)


Architetto italiano. Molto attivo soprattutto come progettista, diventa professore
universitario dal 1936, insegnando nelle universit di Firenze e Bologna.
2. PIERO SANPAOLESI (1904-1980)
Storico dell'architettura e restauratore. Nel 1943 fu nominato Soprintendente ai
monumenti e alle gallerie di Pisa. Libero docente dal 1941, insegn presso le facolt
d'Ingegneria di Pisa e presso quella di Architettura di Firenze, dove nel 1960 divenne
professore ordinario di Restauro dei monumenti e vi fond e diresse l'Istituto di restauro
dei monumenti.
3. FRANCESCO RODOLICO (1905-1989)
Mineralista e petrografo. Si dedic soprattutto allo studio litologico delle regioni
vulcaniche della Toscana e dell'Umbria. Sensibilit e cultura umanistica gli consentirono
un'indagine originale dei rapporti fra le condizioni litologiche e l'attivit costruttrice
dell'uomo (Le pietre delle citt d'Italia, 1952).
4. LEON BATTISTA ALBERTI (1404-1472)
Letterato e architetto. Appassionato di letteratura ma anche di matematica, scrittore e
grande architetto, pedagogista e teorico dell'arte, sintetizz nella sua opera i caratteri
tipici dell'Umanesimo. La sua arte fu decisiva per i successivi sviluppi della architettura
del Rinascimento.
Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/
PERSONALIT che hanno influenzato la sua formazione

5. VICTOR HUGO (1802-1885)


Scrittore francese. Nelle sue opere l'ispirazione intimistica, religiosa e filosofica si alterna
con quella politica e sociale, di poeta "vate", interprete del suo tempo e profeta
dell'avvenire. Tra le sue opere pi celebri Notre-Dame de Paris (1831) e Les
Misrablese (1862).
6. JOHN RUSKIN (1819-1900)
Critico d'arte e riformatore sociale. Pi che gli stud, compiuti in maniera irregolare,
fondamentali furono per R. i molti viaggi, l'osservazione attenta della natura, dei
monumenti e delle opere d'arte, l'assidua lettura dei classici.
7. ALOIS RIEGL (1850-1905)
Storico dell'arte austriaco. Tra i pi significativi esponenti della scuola di Vienna,
rappresent il pensiero critico pi vivace e quello che affront con maggiore sensibilit
per la forma artistica i problemi della metodologia storiografica nel campo delle arti
figurative, tanto da segnare una vera e propria svolta nell'ambito di questa disciplina.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/
1. GIOVANNI MICHELUCCI (1891 - 1990)

il dubbio continuo e la continua ricerca


io non ho risposte. Non ne ho mai avute, il dubbio, il timore di
sbagliare mi ha sempre accompagnato. Certo vedendo i naufragi
delle certezze degli altri posso dire che quella che ho sempre
considerato una mia personale condanna era forse un metodo di
lavoro a suo modo rigoroso.
Dezzi Bardeschi, come il suo maestro, non si ferma mai alle
prime ipotesi, facendo del metodo rigoroso del dubbio il vero
motore della sua ricerca.

larchitettura come opera aperta e progetto continuo


In unopera di architettura il suo completamento non rappresenta un momento
compiuto e un dato definitivo, ma solo il punto di partenza della vita delledificio.
Unarchitettura non semplicemente il frutto dellideazione dellarchitetto e del
lavoro di cantiere ma, una volta realizzata, acquista una sua vita propria nella
quale gli utenti sono chiamati a partecipare e coinvolti come progettisti.
1. GIOVANNI MICHELUCCI (1891 - 1990)
Larchitettura dunque unopera collettiva della quale gli
architetti sono, pi che gli autori, solo dei suggeritori.
la natura circolare del tempo
Tema teorico che riveste una importanza fondamentale nella
prospettiva della conservazione: il tempo proprio
dellarchitettura quello del circolo in cui si realizza
linterconnessione di passato-presente-futuro.
quando un'idea diventa muro, fatto dalle mani dell'uomo e diventa spazio
per gli uomini, si assiste a un cosa stupenda. Ad un certo punto si sente che ci
che nasce ha un significato particolare, che si riallaccia per a qualcosa di cui
non possediamo il segreto: come una voce sottile ed inafferrabile che viene da
lontano, che si rigenera oggi per il domani e che parla di un fatto nuovo che deve
ancora avvenire...passato, presente futuro....

La funzione dellarchitetto dunque quella di raccogliere e proiettare nel futuro


una voce che proviene dal passato e fornire il suggerimento per un seguito, un
ulteriore sviluppo. Ed una voce che deve essere in grado di toccare il cuore
degli uomini. Larchitettura cio deve emozionare. Solo quando larchitettura in
grado di suscitare partecipazione ed emozione ha raggiunto il suo scopo.
2. PIERO SANPAOLESI (1904-1980)
conservazione della materia
Lesperienza e il continuo aggiornamento su idee e
fatti mi hanno convinto essere indispensabili per
conseguire il risultato veramente importante, lunico a
ben considerare, di aver rispetto cio per lintegrit
fisica e storica delledificio degradato (). Il restauro
vuole e deve conservare quanto pi e possibile non
solo la forma, ma la materia stessa delledificio, e con
la materia la personalit, cio la pelle esterna e le
strutture insieme, cio infine ledificio intero vivo in
corpo e spirito

E ancora:
E la materia originale che pesa e deve pesare con la sua presenza. Noi dobbiamo
chiarirci quale funzione abbiano i materiali nella costituzione delloggetto e della
sua autenticit e trovare in essi la giustificazione del restauro (...). Non materiali
genericamente indicati ma proprio quelli che il costruttore ha maneggiato nel
comporre quella sua opera darte. () ci implica anzitutto il riconoscimento
dellunicit dellopera darte, quindi dellirripetibilit dellopera stessa
(Piero Sanpaolesi, 1973)
2. PIERO SANPAOLESI (1904-1980)
Autenticit, unicit e irripetibilit diverranno le parole dordine nel discorso di
Dezzi Bardeschi sul restauro. Il restauro non si effettua per sostituzione della
materia, ma per conservazione e consolidamento della materia stessa: quella
materia, autentica, originale e irriproducibile, che, proprio perch segnata dal
tempo e dalla storia, ne testimone e documento primo.

importanza di un accurato rilievo del manufatto


si deve pure confermare () lassoluta necessit di rilievi preventivi e di
accertamenti tecnologici; e questi, accompagnati a una completa conoscenza
delle fonti e delle notizie storiche remote e recenti, guidano il restauratore a una
conoscenza del monumento che giustifichi la sua capacita a intervenire
(Piero Sanpaolesi, 1973)
- Studio sulla Cupola di Santa Maria del Fiore per comprendere come
Brunelleschi avesse potuto costruirla senza lutilizzo delle centine.
- Campagna di rilievo del Duomo di Pisa, condotta dagli allievi di
Sanpaolesi allIstituto di Restauro dei Monumenti dellUniversit di
Firenze.
Il rilievo esplorazione degli aspetti pi nascosti delledificio, e pertanto
imprescindibile punto di partenza dellopera di conservazione.
2. PIERO SANPAOLESI (1904-1980)
monumento come documento/testimone di una civilt
ledificio daltra parte non perde mai il suo valore di documento di una civilt. Esso
perci, come tale, deve essere intangibile. La sua funzione di testimone non pu
essere in alcun modo alterata, anche in particolari apparentemente insignificanti,
senza che ne venga compromessa lintegrit totale. Posto questo principio, accanto a
quello di opera darte non possiamo accettare la posizione di compromesso che ne
ignori laspetto documentario (Piero Sanpaolesi, 1973)
restauro come opera creativa
lopera del restauratore di per s a questo punto appare, come ovvio debba
essere, opera creativa e non pi soltanto intesa come opera manuale tecnologica
volta unicamente a evitare che un muro cada o un pezzetto di capitello precipiti. Deve
avere invece una funzione creativa (Piero Sanpaolesi, 1973)
Il restauratore non un architetto di seconda classe, ma un architetto progettista
a pieno titolo, anche un semplice opera di consolidamento statico, deve essere
progettualmente controllato nelle forme e nei colori.

Palazzo da Scorno (Pisa) Cimitero Monumentale (Pisa) Palazzo Ducale (Massa)


3. FRANCESCO RODOLICO
Professore di mineralogia alla facolt di Architettura di
Firenze, trasmette a Dezzi Bardeschi la passione per
le pietre da costruzione che, da inerti elementi
costruttivi, si trasformano in componenti vive, dotate di
voce ed anima. Proprio in occasione della
presentazione della riedizione del testo di Rodolico,
Le pietre delle citta dItalia, Dezzi Bardeschi ricorda il
ruolo determinante del maestro:
Lamore che Rodolico mostra per il corpo fisico delle pietre
vive, salde, serrate, crude, intere, trattabili, disubbidienti, molli,
vetrigne, scagliose, tocca sicuramente lapice daffezione nel
caso delle tarsie marmoree del tempietto albertiano cui dedica
sia il motivo che lo stesso carattere a stampa della copertina
(). Insomma Rodolico ci ha trasmesso questo amore
invincibile per il politissimo commesso in marmo e serpentina e
per la sua stessa singolare scalfibilit. A noi studenti di
architettura ce lha fatto tastare palmo a palmo, come si (M. DEZZI BARDESCHI,
trattasse del pi prezioso libro scritto, portandoci a riconoscerne Linsegnamento di Rodolico,
lindividualit e a leggerne sfruttando langolo di rifrazione ovvero: perch in architettura la
della luce le stesse sovrascritture pi invisibili, singolari materia non pu avere il suo
doppio, in Le pietre delle citta
microstorie appena percepibili che contribuiscono a rendere
dItalia. Atti della giornata di studi in
unico e dunque irriproducibile ed insostituibile quel prezioso onore di Francesco Rodolico,
palinsesto Firenze 1995)
4. LEON BATTISTA ALBERTI

Figura come il primo dei lontani ed indiretti maestri di


Dezzi Bardeschi, rappresenta sia lideale di fusione
della cultura tecnica e di quella umanistica, ma
anche lesempio di uno specifico atteggiamento
progettuale verso la preesistenza.

In Santa Maria Novella e nel Tempio


Malatestiano di Rimini, Alberti attua un approccio
che non nega lesistente ma lo accetta e lo accoglie
in una nuova composizione.

Quella albertiana, inoltre, unarchitettura


programmaticamente simbolico-ermetica, densa di
significati celati in simboli geroglifici.

Anche nelle architetture di Dezzi Bardeschi si


materializza la medesima concezione
dellarchitettura come forma simbolica.
5. VICTOR HUGO
conservazione del patrimonio architettonico
Lo scrittore nelle sue pi celebri opere combatte la
sua battaglia per la conservazione del patrimonio
architettonico francese.

venuto il momento in cui non pi consentito a nessuno


rimanere in silenzio. Un grido universale deve finalmente
chiamare la nuova Francia in soccorso dellantica. Ogni genere di
profanazione, di degradazione e di rovina minaccia ci che ci
resta dei pregevoli edifici medioevali nei quali impressa lantica
gloria nazionale (). Sarebbe finalmente tempo di mettere fine a
questi scempi (). Sebbene impoverita dai devastatori
rivoluzionari, dagli speculatori, e soprattutto dai restauratori
classicisti, la Francia ancora ricca di monumenti francesi.
Bisogna fermare il martello che mutila il volto del paese. Una
legge basterebbe; che la si faccia (VICTOR HUGO, Guerra ai demolitori,
1825, p. 8).

O francesi! Rispettiamo questi resti / Il cielo benedice i figli pietosi / che conservano, nei
giorni funesti/ leredita dei loro avi. / Come una gloria nascosta contiamo ogni pietra caduta
quanto a noi, non profaniamo punto questa madre sacra / consolando la sua gloria in
lacrime / cantiamo i suoi astri eclissati / perche la nostra giovane musa, sfidando lanarchia /
non vuole agitare la sua bandiera / fattasi bianca dalla polvere dei tempi passati (VICTOR
HUGO, Ode alla Bande Noire, 1823)
5. VICTOR HUGO

Alcuni anni or sono, visitando, o per meglio dire rovistando La parola greca, la cui traccia, incisa
all'interno di Notre-Dame, l'autore di questo libro trov in un nelloscuro recesso di una delle torri della
recesso oscuro di una delle torri, questa parola incisa a mano sul
cattedrale parigina, non era sopravvissuta
muro: .
allintervento dei restauratori e a cui Hugo
Queste maiuscole greche, annerite dal tempo e scolpite piuttosto dedica il suo romanzo, ripresa da Dezzi
profondamente nella pietra, un non so che nei tratti tipici della
grafia gotica presente nella forma e nella disposizione, quasi ad
Bardeschi come titolo e programma della sua
indicare che era stata una mano medievale a scriverle l, ma rivista:
soprattutto il senso lugubre e fatale che esse racchiudono, e dunque proprio per stimolare una pi
colpirono vivamente l'autore. Egli si chiese, cerc di indovinare
profonda riflessione sui corretti fini della
quale potesse essere stata quell'anima in pena che non aveva
voluto abbandonare questo mondo senza lasciare un simile disciplina, sulle sue radici, tanto pi
marchio di crimine o di sventura in fronte alla vecchia chiesa. autentiche quanto disattese, e sui suoi
In seguito, il muro (non so pi quale) stato imbiancato o
concreti criteri e modi di applicazione, che
raschiato e l'iscrizione scomparsa. nata la rivista , prendendo a proprio
vessillo l'avvertimento preposto al suo
Perch cos che si trattano da circa duecento anni in qua le
meravigliose chiese del Medio Evo. Le mutilazioni sono loro inflitte popolare Notre Dame, nel marzo 1831.
da ogni parte, dal didentro come dal difuori. Il prete le imbianca, Tale battaglia attivamente portata avanti da
l'architetto le raschia, poi sopraggiunge il popolo che le demolisce. Dezzi Bardeschi, proprio sotto linsegna di
Cos, tranne il fragile ricordo che le dedica qui l'autore di questo .
libro, non rimane pi niente oggi di questa parola misteriosa incisa
nella oscura torre di Notre-Dame, niente dell'ignoto destino che una bandiera che gi tante generazioni
essa riassumeva cos malinconicamente. hanno sventolato e si sono idealmente
Gi da parecchi secoli, l'uomo che ha scritto questa parola su quel passate di mano, in una risentita staffetta
muro scomparso dal novero delle generazioni, la parola, a sua contro ogni ipocrisia e deliberato tradimento
volta, scomparsa dal muro della chiesa, forse la chiesa stessa perseguito nel nome stesso del "restauro":
scomparir ben presto dalla faccia della terra. una bandiera che, oggi pi che mai, invitiamo
Proprio su quella parola si fatto questo libro. i giovani a raccogliere e a levare ben alta
contro ogni conformismo ed ogni
compromesso dilaganti.
VICTOR HUGO, Notre Dame de Paris, 1831
6. JOHN RUSKIN

battaglia contro il restauro

Ruskin si scaglia risolutamente contro il


restauro, definendolo:
la pi totale distruzione che un edificio
possa patire: una distruzione per la quale
nessun resto pu essere raccolto, una
distruzione accompagnata dalla falsa
descrizione della cosa distrutta.

limpossibilita del restauro


impossibile in architettura restaurare
come non possibile resuscitare i morti ():
quello spirito che dato solo dalla mano e
dallocchio dellesecutore non pu essere
richiamato.
6. JOHN RUSKIN
edificio monumentale come documento /
testimonianza di storia e civilt
Per il critico inglese il valore di un edificio non
risiede tanto nella sua origine ma piuttosto
nel suo valore di memoria, nel suo valore
propriamente monumentale di testimonianza
della storia che vi passata sopra. Dunque, i
segni che il tempo lascia sulledificio, anche i
segni del degrado, entrano a far parte dei
caratteri propri e distintivi di unarchitettura.

patina superficiale come testimonianza


materica del tempo
la tinta dorata del tempo (..) testimonianza
dellet dellopera: di ci in cui, come si
detto, consiste la maggior gloria delledificio.
Pertanto i segni esteriori di questa gloria, che
hanno una forza ed un compito pi grandi di
qualsiasi altro che appartenga alla loro pura
bellezza sensibile, possono essere fatti
rientrare nel rango dei caratteri puri ed
essenziali dellarchitettura.
7. ALOIS RIEGL
equivalenza tra valore storico e valore estetico, il
monumento storico ha valore darte
importante rendersi conto che qualunque monumento
darte senza eccezioni contemporaneamente un
monumento storico, perch rappresenta un certo stadio dello
sviluppo dellarte figurativa (...). E viceversa, ciascun
monumento storico indubbiamente anche un monumento
darte, perch anche un monumento della scrittura cosi
secondario come un pezzo di carta stampata con brevi
appunti trascurabili, contiene, oltre ad un valore storico per
lo sviluppo della produzione della carta, della scrittura, dei
materiali occorrenti per scrivere ecc., tutta una serie di
elementi artistici.
laffiancamento del valore duso al valore di antico
ALOIS RIEGL, Der Moderne
una parte essenziale di quel gioco vivente delle forze della Denkmalkultus. Sein
natura, la cui percezione e presupposto del valore di antico Wesen und seine
Entstehung, Braumuller,
andrebbe perduta in modo insostituibile con la cessazione Wien-Leipzig, 1903, trad.
dellutilizzo dei monumenti (): lutilizzazione pratica e it. Il culto moderno dei
continua di un monumento possiede anche per il valore di monumenti. Il suo carattere
e i suoi inizi, Sandro
antico un significato importante e senzaltro spesso Scarrocchia (a cura di),
indispensabile. Bologna 1990.
7. ALOIS RIEGL

superamento dellottocentesco restauro di rifacimento


verso la saldatura della conservazione con il progetto del
nuovo
Tale argomento diventa il nucleo del discorso e della
pratica del restauro di Dezzi Bardeschi, con una
conservazione tutta tesa verso il progetto, secondo quel
senso che anche Michelucci gli aveva impresso: la
coscienza del passato non dovrebbe inibire mai la
costruzione del nuovo, dovrebbe semmai dargli un
grande senso di responsabilit.

ALOIS RIEGL, Der Moderne


Denkmalkultus. Sein
Wesen und seine
Entstehung, Braumuller,
Wien-Leipzig, 1903, trad.
it. Il culto moderno dei
monumenti. Il suo carattere
e i suoi inizi, Sandro
Scarrocchia (a cura di),
Bologna 1990.
2. Decalogo della Teoria
DEFINIZIONE DI RESTAURO

RESTAURO | ogni intervento che si proponga lobiettivo della permanenza del


tempo, per quanto relativa, della consistenza fisica del Bene materiale ricevuto
in eredit della storia, del quale si possa garantire la conservazione di ogni sua
dotazione e componente in uso attivo (meglio questultimo se ancora originario
o almeno comunque dalta compatibilit e minimo consumo), da perseguire
attraverso opportuni e calcolati nuovi apporti di progetto (funzionali,
impiantistico- tecnologici, di arredo), in vista della sua integrale trasmissione in
efficienza al futuro.

B. P. TORSELLO (a cura di), Che cos il restauro? Nove studiosi a confronto, Venezia 2005, p. 38.
DEFINIZIONE DI RESTAURO

Saper conservare per poter innovare sintesi della teoria di Dezzi Bardeschi.
Affiancare alla conservazione, intesa come il massimo rispetto per lesistente,
linnovazione, cio il riconoscimento dellautonomia del progetto del nuovo.

occorre prendere nella dovuta considerazione la fondamentale


contrapposizione, anzi l'essenziale forbice che si stabilisce tra i due concetti di
permanenza e di mutazione, i quali siglano due modi opposti di rapportarsi alla
realt (...), modi che esprimono due vie conflittuali ed antitetiche ma entrambe
essenziali al nostro stesso equilibrio
Conservazione Progetto
Permanenza Mutazione
Continuit Frattura
Tradizione Innovazione
La linea sinusoidale che separa e nello stesso
Identit Differenza tempo congiunge i due campi, contrapposti ma
complementari, rappresenta il restauro come
Passato Futuro soglia tra conservazione e progetto e tra tutte
Provenienza Destino quelle coppie di termini che solo in apparenza
sono tra loro in contraddizione.
DECALOGO DELLA TEORIA
1. CONSERVAZIONE E STORIA
Alla visione della storia come esclusiva pratica di scrittura e che si traduce, nel
campo dellarchitettura, in una storiografia architettonica fatta per immagini di
facciata, per arbitrarie classificazioni di stili, tesa a restituire la forma originaria
e la verit dellorigine, Dezzi Bardeschi contrappone una storia archaeologica
fatta sullattenta lettura del costruito nelle sue stratificazioni e discontinuit, nel
rilievo accurato dell'edificio nella sua consistenza materica hic et nunc, nello
studio della fabbrica come insostituibile e irriproducibile documento-
monumento.

2. LA STORIA EFFETTIVA
Alla storia scritta bisogna sostituire la storia effettiva, alla ricerca della verit
dellorigine la storia del trascorso della fabbrica e la storia vivente che la
fabbrica scrive, allo sguardo storiografico lascolto clinico dellesistente che
diventa il punto di partenza di una corretta pratica di conservazione. Si deve,
dunque, rispettare ogni segno della storia, anche di quella che meno sembra
appartenerci e a cui siamo meno disposti a prestare ascolto e considerazione.
DECALOGO DELLA TEORIA
3. IL MONUMENTO-DOCUMENTO
In continuit con la tradizione che, da Boito in poi, sottolinea il valore
documentale del monumento, che non accetta dicotomie tra forma e materia e
privilegi speciali accordati alle istanze estetiche.
La materia, sulla quale la storia si inscrive, il documento primo da conservare
nella sua autenticit:
la materia che racconta, perch ce l'ha scritto addosso, il processo per il
quale passata ogni fabbrica, anche la fabbrica pi umile, e che insomma
costituisce in definitiva il segno tangibile, il documento primario, su cui riposa la
storicit e dunque la specificit e l'autenticit di quella fabbrica e non altre, in
quel luogo e non in altro.
4. AUTENTICIT E MATERIA
La materia non solo il mezzo di manifestazione dellopera darte, ma il
veritiero testimone della sua autenticit:
l'autenticit dell'opera quella stessa dei suoi componenti materici, ed
legata irreversibilmente proprio alla loro sussistenza hic et nunc. Occorre
dunque conservare il monumento non semplicemente in effigie ma nelle sue
reali strutture fisiche, nei componenti materici che ne costituiscono l'irripetibile
contesto specifico, unico, individuo, in cui solo consiste l'autenticit dell'opera.
DECALOGO DELLA TEORIA
5. FORMA E MATERIA
La coincidenza tra valore storico e valore artistico significa che limmagine non
un invariante immateriale, una realt pura sottratta al divenire, ma il risultato
dello stesso processo di degrado delledificio.
l'immagine estetica tutt'altro che una costante immutabile permanente e
definitiva. Altro che invariante! Anch'essa fatalmente segue, essendone il
risultato, il processo biologico che subisce il contesto fisico di cui essa veicolo
di immagine.
6. UNICIT E IRRIPRODUCIBILIT DELLORIGINALE
Non si tratta di perseguire il ritorno allo stato originario ma di salvaguardare
l'originale in quanto documento autografo, unico e irriproducibile, in una lettura
senza pregiudizi che si fa carico della processualit della fabbrica e dunque
anche di fratture e discontinuit.
Larchitettura scrittura autografa come ogni originale una siffatta scrittura
deperibile (e peribile), ma soprattutto irriproducibile. l'aura dell'originale che
ci parla e ci coinvolge, non l'ambito freddo della riproduzione differente che il
restauro ha tentato di proporci in oltre un secolo di macabri esercizi sulla viva
pelle del monumento. Nei casi migliori, alla fine, ci ha consegnato al posto
dell'originale, solo inganni e ben datate esercitazioni di revival stilistico da
manuale.
DECALOGO DELLA TEORIA

7. MONUMENTO PALINSESTO
Occorre abbandonare le categorie di unit, originariet ed omogeneit stilistica,
in favore del concetto articolato di palinsesto, una scrittura di mondo sempre
aperta a nuove e inedite trascrizioni.
Larchitettura un palinsesto stratificato in continua trasformazione dove ogni
generazione continua a sovrascrivere, lasciando traccia della propria storia e
del proprio passaggio.

8. RIPETIZIONE E DIFFERENZA
Anche la conservazione, persino la conservazione, di necessit
trasformazione e mutazione. La denuncia contro i ripristini del dov'era,
com'era, contro i miti del ritorno all'origine, si fonda sullaffermazione di una
irreversibilit del processo subito dalla fabbrica.
In un mondo eracliteo dove tutto scorre e tutto si trasforma, ogni ripetizione ,
per principio, differente.
DECALOGO DELLA TEORIA

9. CONSERVAZIONE E RI-USO
Specificit dellarchitettura lessere un manufatto rispetto al quale non pu
essere messo in atto un atteggiamento - teoretico/estetico - esclusivamente
contemplativo, avendo il suo senso in una destinazione funzionale.
La conservazione non pu che implicare il ri-uso: senza uso non si pu
pretendere di conservare poich tutto si ruderizzerebbe in modo definitivo.
Per attuare una concreta ed effettiva conservazione dell'esistente occorre
dunque riattivarne luso, un uso che pu essere differente rispetto alla
destinazione passata ma pur sempre compatibile, vale a dire che deve
implicare il minor consumo e il massimo rispetto per la raggiunta consistenza
materiale della fabbrica: per poter ri-usare cio, bisogna conservare, anzi
dimostrare di saper conservare.
DECALOGO DELLA TEORIA

10. CONSERVAZIONE E PROGETTO


Accanto alla conservazione trova quindi posto il progetto del nuovo, cio il
progetto di quelle componenti necessarie alla fruizione delledificio.
il progetto del nuovo che d senso alla conservazione.
Il rispetto integrale della fabbrica, considerata nellautenticit materiale di
documento, trova il suo irrinunciabile corrispettivo nel progetto del nuovo,
secondo il principio di non sottrarre ma semmai aggiungere materia, rendendo
l'aggiunta riconoscibile e denunciata come nuova.

sono convinto che un intervento corretto sul costruito debba procedere


secondo un doppio registro: quello della conservazione (senza privilegi, n
selezioni di parti) di ci che gi esiste e costituisce il risultato
dell'accumulazione materica che la storia ci consegna in eredit; e quello
dell'innovazione ossia del nuovo apporto, autonomo che a nostra volta
lasciamo impresso sulla fabbrica a testimonianza del nostro uso, del nostro
passaggio
3. Prassi Metodologica
3.1 Il rilievo
3.2 Il progetto di conservazione
3.3 Il cantiere
3.4 Il progetto del nuovo
3.5 Il riuso
1 | IL RILIEVO | CONOSCERE PER CONSERVARE
Il rilievo per la conservazione non si limita ad una restituzione geometrica delledificio ma
indaga lo stato di degrado delledificio, le patologie sofferte dai suoi materiali. Accanto al
rilievo geometrico dunque necessario produrre un rilievo materico-patologico nel quale
siano evidenziati i differenti materiali di cui composta la fabbrica, le loro forme patologiche
e le cause del degrado. Ci evidentemente necessario per impostare un progetto di
conservazione che sia essenzialmente mirato a conservare la materia eliminando
preliminarmente le cause del degrado.

Pisa, Recupero della cittadella


per servizi al pubblico del
museo delle navi (2011)

Siderno, palazzo De Moj, Recupero a sede di attivit Cosenza, Recupero e restauro del Castello
socio-culturali (2008) Svevo-Normanno (2008)
2 | IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE
Le tavole di rilievo offrono il supporto alle indicazioni di intervento, in generale
essenzialmente di pulizia, consolidamento e protezione, essendo ridotte al minimo
necessario le sostituzioni.
Nelle tavole di progetto una
fitta tessitura di descrizioni
scritte sintetizza, in relazione
ad ogni diverso materiale e
patologia individuati, le
operazioni previste nelle
schede del capitolato
speciale dei lavori.

Crotone, recupero e valorizzazione


del Castello di Carlo V (2008)

Lucca, Restauro dellex Convento


di San Domenico - ex Manifattura
Tabacchi (2010)
2 | IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE

Obiettivo principale del restauro


la conservazione della materia,
supporto materico della storicit
del documento architettonico.
la materia che racconta: il
primo testimone della storia della
fabbrica.

Pistoia, Recupero dellex Fonderia Michelucci

Cosenza, Recupero e restauro del Castello Svevo- Milano, Recupero e riuso della Cascina Cuccagna
Normanno (2008) (2006)
3 | IL CANTIERE
Costituisce luogo e momento di ulteriori approfondimenti sulledificio, dove si completa il
quadro delle informazioni necessarie allintervento. Bandite demolizioni e operazioni
generalizzate di sostituzione, si attuano esclusivamente interventi di consolidamento
strutturale, pulizia e protezione dei materiali.

Documentazione fotografica
che illustra i lavori svolti sui
paramenti in pietra della
Stazione di Santa Maria
Novella a Firenze (1991).

In dettaglio: le tecnologie impiegate negli interventi di pulizia, come gli impianti di lavaggio con
nebulizzazione di acqua deionizzata e lapplicazione di impacchi di argilla assorbente per eliminare
le macchie pi resistenti, e documenta le operazioni di riposizionamento e la riadesione delle parti
in fase di distacco tramite iniezioni di resine epossidiche con minime reintegrazioni mediante
tassellature delle lacune. La sostituzione dei materiali in opera viene effettuata solo nei situazioni
estreme come nel caso delle lastre della pavimentazione della galleria della stazione,
eccessivamente lesionate e parzializzate e perci irrecuperabili.
4 | IL PROGETTO DEL NUOVO
Al progetto di conservazione si accompagnano,
laddove occorrano, le integrazioni necessarie a
permettere la continuita duso delledificio.
Gli interventi di reintegrazione sono il campo di
applicazione del progetto del nuovo che per Dezzi
Bardeschi non mai mimetico rispetto
allesistente. Il nuovo deve denunciarsi come tale,
entrando in positivo dialogo con lantico.

In una disposizione che lo avvicina allAlberti,


Dezzi Bardeschi fa delle motivazioni simbolico-
narrative la riconoscibile cifra personale dei suoi
interventi. Cosmogonie e bestiari abitano
costantemente i progetti di Dezzi Bardeschi, che
si esprime con segni architettonici densi di
significati geroglifici ed ermetici.
Talora lintervento progettuale di Dezzi Bardeschi
coordinato con quello di un artista alla cui mano
delegata la realizzazione di un preciso
programma iconologico.
La ricerca di un filo narrativo-simbolico che riconnetta la
testimonianza del nostro tempo alla voce degli antichi ben
evidente nel nuovo ingresso al Palazzo della Comunit di
Modena, nel quale la lettura archeologica dellesistente si
accompagna allintervento artistico sulla volta, in cui
fissata la posizione dei pianeti nel giorno della Liberazione
della citt.
5 | IL RIUSO
Il riuso compatibile necessario e complementare alla conservazione ed implica
linserimento di nuovi elementi.

Intervento di conservazione e recupero del


Bastione Borghetto a Piacenza (2001)
La casamatta semicircolare stata destinata a sala
teatrale polivalente, con caffetteria panoramica e
ingresso autonomo.
Il grande invaso esterno stato attrezzato a teatro
allaperto e dotato di una quinta scenica prospettica
in mattoni a faccia-vista.
Le precarie baracche di fortuna, embrionale borghetto
artigiano, sono state recuperate, rivestite di un nuovo
paramento di mattoni faccia-vista e dotate di una
nuova copertura in lamiera azzurra, in sostituzione
della preesistente in eternit, e destinate ad accogliere
le attivit di giovani creativi.
Il progetto ha previsto la realizzazione di nuovi
elementi di arredo urbano a corredo funzionale
dell'esistente, ridisegnando le pavimentazioni e nuovi
diaframmi in muratura, un belvedere porticatoe un
balconcino di affaccio sul vallo esterno.
Biblioteca Classense Palazzo della Ragione Tempio-Duomo
Ravenna Milano Pozzuoli

1975-88 1984-92 2003

4. Lavori e Progetti
INTERVENTI SU COMPLESSI STORICO-MONUMENTALI: la Biblioteca Classense a Ravenna (1975-88), il
Palazzo Gotico a Piacenza (1982-86), il Palazzo della Ragione a Milano (1978-2003), e pi
recentemente, il Bastione Borghetto a Piacenza (2000-02)
PROGETTI DI NUOVE ARCHITETTURE:il complesso residenziale di San Jacopino (1970-74) a Firenze, la
nuova Sala Consiliare a Campi Bisenzio (FI) (1985-93), la nuova sede ASL e le residenze per
anziani a Montelupo Fiorentino (FI) (1991-93), lampliamento delle Terme di Tabiano a
Salsomaggiore (PR) (1993-95)
INTERVENTI DI SISTEMAZIONE DI SPAZI URBANI: la Piazza del Teatro a Porto San Giorgio (AP) (1991) e la
piazza Fornia a Monticelli Terme (PR) (2002)
1. Biblioteca Classense
Ravenna 1975-88
PROGETTO DI RESTAURO

Il complesso
monumentale della
Biblioteca Classense si
trova nel centro storico
di Ravenna e
comprende, oltre la
stessa biblioteca, le
chiese di San Romualdo
e San Nicol.
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88

L'edificazione dell'Abbazia
camaldolese, poi sede della Biblioteca
Classense, ha inizio nel 1512.

Per tre secoli l'Abbazia stata


oggetto di continui ampliamenti,
divenendo nel corso del tempo uno
dei pi grandi e maestosi monumenti
dell'Ordine Camaldolese.
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Lineamenti storici
Le origini della Biblioteca Classense risalgono al
secondo decennio del XVI secolo, quando, in
seguito alla battaglia di Ravenna del 1512, i
camaldolesi abbandonarono il sito suburbano di
Classe per costruire all'interno delle mura cittadine
quello che sarebbe diventato il pi importante
complesso monastico dell'Ordine.
I cantieri si protrassero fino al 1798, anno della
soppressione napoleonica in seguito alla quale il
complesso divent la sede delle maggiori
istituzioni bibliotecarie cittadine.
Testimonianza della primitiva struttura sono: la
porta d'ingresso, sul cui architrave si legge la data
1523, e una parte del primo chiostro.
Successivamente, si realizzarono altri interventi,
che hanno portato alla configurazione di un
processo costruttivo stratificato, esito
dell'alternanza di molteplici e differenti generazioni
di architetti e di maestranze.

La compresenza di soluzioni formali diverse che


riflettono lo schema della struttura conventuale nella
distribuzione tra ambienti di preghiera, di studio e di
lavoro, si rispecchia anche nella successione di stili
e tradizioni storiche che vanno dal modello
Incisione raffigurante l'Abbazia di Classe, pubblicata nei rinascimentale al neoclassicismo.
volumi degli Annales camaldulenses di J.B.Mittarelli e
A.Costadoni, stampati a Venezia, 1762-1764
Il vestibolo cinquecentesco con il portale ,intagliato da Marco
Peruzzi nel 1581 ed integrato da due telamoni e due grandi
vasche con le statue dei santi dell'Ordine, introduce al refettorio.
Nel secolo successivo furono realizzati la cosiddetta Manica
Lunga, il nuovo ospizio, la sopraelevazione del dormitorio, e la
chiesa di San Romualdo.

Tra i cantieri avviati tra XVII e XVIII secolo anche il chiostro


interno con colonnato dorico in pietra d'Istria; progettato dal
toscano Giulio Morelli, integrato tra il 1738 e il 1740 dal pozzo
centrale realizzato dal ravennate Domenico Barbiani su disegni
di Giovanni Paolo Panini.

Nel 1704, per volont dell'abate Pietro Canneti, si avvi la


progettazione della monumentale libreria camaldolese, affidata
all'architetto Giuseppe Antonio Soratini. Obiettivo principale era
dotare il complesso di una struttura destinata alla libreria,
allestita in un unico ambiente del monastero gi dal 1648.
Di questa originaria struttura non resta traccia.

Conduce al vasto ambiente un vestibolo che si apre con


un'arcata centrale raggiungibile attraverso un doppio rampante di
scale, di effetto scenografico.
Le tre sale superiori, Sala delle Scienze, Sala delle Arti e Sala
dei Santi Padri protrassero al 1780 il progetto del Soratini,
deceduto nel 1762.
Un gioiello di stile neoclassico pu essere considerata la Sala
delle Scienze, edificata nel 1780 su disegni di Camillo Morigia
(1743-1795).
Prospetto e sezione della fabbrica (Soratini)
1. Biblioteca Classense
Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Lintervento

Sono convinto che un intervento corretto sul costruito


debba procedere secondo un doppio registro: quello della
conservazione di ci che gi esiste e la storia ci consegna
in eredit; e quello dell'innovazione ossia del nuovo
apporto che a nostra volta lasciamo impresso sulla
fabbrica a testimonianza del nostro uso e del nostro
passaggio

Con queste parole Marco Dezzi Bardeschi


introduce il suo pensiero al restauro della fabbrica
prima di iniziare a lavorare su quello che sar poi
il cantiere ravennate.
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

FASE 1 | 1976
Si avviano i primi studi d'archivio e le prime indagini dirette sulla
fabbrica.
Elaborati prodotti:
-rilievo geometrico dettagliato dello stato attuale, sul quale
evidenziata la situazione di degrado dei materiali, in particolare in
riferimento al fenomeno dell'umidit.
- schede analitiche per ogni vano appositamente elaborate per
rendere sintetica e allo stesso tempo completa e immediata la
lettura dello stato di conservazione dei materiali per ogni singolo Rilievo geometrico. Pianta piano terra
locale.
- relazione finale nella quale, posta in evidenza l'importanza
dellaccurato rilievo dello stato di fatto, si propone un piano
pratico e concreto degli interventi prioritari da intraprendere.

Stato di conservazione della copertura.


1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Valori di umidit alle diverse altezze dal Andamento dell'umidit a 75 cm. Valori dell'umidit nei vari ambienti.
piano di calpestio (75, 150, 225 cm.) dal piano di calpestio.
1. Biblioteca Classense
Ravenna 1975-88
PROGETTO DI RESTAURO

Lo stato di abbandono della sala


degli otto pilastri al piano terra,
prima dellintervento
1. Biblioteca Classense
Ravenna 1975-88
PROGETTO DI RESTAURO
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

FASE 2 | 1978
Dagli studi condotti emerso che il primo intervento di
restauro e consolidamento deve interessare gli edifici
del Magazzino di Classe, o Manica Lunga, nel quale
sono stati riscontrati importanti fenomeni di dissesto
statico.
Per la redazione del progetto si prevede di effettuare una
serie di indagini preliminari per la verifica delle
fondazioni, delle falde e della consistenza del suolo,
nonch il monitoraggio di lesioni, fessurazioni,
spanciature e cedimenti delle fondazioni, e lanalisi della
volta mediante prove di carico in scala.
Successivamente si redige il progetto di aggiornamento
degli impianti tecnici: i punti luce e di riscaldamento
installati sono insufficienti, mentre necessario
provvedere alla prima installazione di impianti telefonici,
antifurto e antincendio.
Occorre dunque particolare attenzione per
limplementazione dei nuovi impianti con i preesistenti,
evitando, per quanto possibile, la manomissione e il
dannegiamento irreversibile della fabbrica.
Pianta piano terra - Pianta piano ammezzato -
Pianta piano primo
Sezioni longitudinali della Manica Lunga
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Sezioni significative della Manica Lunga con apputi per il progetto di consolidamento.

Progetto di consolidamento delle volte al piano terra.


Proposta di tre diverse soluzioni tecniche.
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

PRINCIPI GUIDA
rispettare e arricchire la preesistenza, dimostrando cos piena consapevolezza del patrimonio
storico su cui si interviene.
aggiungere e non sottrarre.

Dopo lintervento di conservazione e consolidamento il progetto si concentra sulle modifiche


necessarie alla nuova destinazione duso della fabbrica

Il progetto di recupero della Sala degli otto pilastri al pian terreno della Manica Lunga ha previsto:
una nuova pavimentazione, in sostituzione del piano di calpestio in terra battuta che la sala ha
mantenuto per secoli;
un nuovo sistema di impianti;
fornitura di attrezzature essenziali.
1. Biblioteca Classense |
Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Rilievo della pavimentazione


Pianta piano terra
Pianta piano ammezzato
Pianta piano primo
Dezzi Bardeschi utilizza per linserimento dei nuovi elementi, e in particolare nel disegno della
pavimentazione, un linguaggio eloquente, fortemente connotato dal punto di vista stilistico,
assolutamente non rinunciatario. La soluzione proposta si ispira alla narrativa creando un percorso
architettonico fantasioso combinando disegni immaginari, nuove tecnologie, e materiali naturali.

Manica lunga.
Studi per la realizzazione della
pavimentazione del piano terra.
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Progetto esecutivo della nuova pavimentazione


1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Alcuni momenti di cantiere durante la realizzazione della


nuova pavimentazione
Dettagli della pavimentazione
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Progetta, inoltre, un sistema integrato di pannelli espositivi e illuminazione,


una nuova scala in cui sono reiterati simboli astrali e cosmologici e, al
piano ammezzato, lampliamento della biblioteca con lapertura e il
consolidamento con strutture metalliche delle arcate che diventano veri e
propri elementi di arredo.

Manica Lunga. Studi per la realizzazione della nuova pavimentazione e degli arredi
fissi al piano terra
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Il dado sovrapposto al capitello della prima colonna di granito, con la vecchia linea di
alimentazione elettrica in disuso, prima e dopo lintervento.
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO
1. Biblioteca Classense | Ravenna 1975-88 PROGETTO DI RESTAURO

Interviene anche in altre parti del complesso.

Scuola Olivetti: ripristina la comunicazione diretta tra


i locali recuperati e la biblioteca.

Liceo Artistico: necessit di una sottofondazione


lungo tutta la lunghezza della facciata esterna, che
presentava rilevanti dissesti statici nonostante un
recente intervento di consolidamento (1966).

Biblioteca: necessit di dotarla di un adeguato spazio


multifunzionale da destinare a sede di eventi pubblici,
come conferenze, mostre, etc.. Si pensa,pertanto di
recuperare la Chiesa di S. Romualdo, scarsamente
utilizzata a causa dellinsalubrit dellambiente per la
presenza di umidit. Chiesa di San Romualdo, ora Sacrario dei Caduti, e
Si procede ad un intervento di risanamento Museo del Risorgimento, piano terra.
dall'umidit e di consolidamento statico delle
coperture, allinstallazione di un impianto di
condizionamento e al collegamento diretto di questo
ambiente con la biblioteca attraverso la riapertura di
una porta al piano terreno.

Dezzi Bardeschi, inoltre, suggerisce


allamministrazione comunale di Ravenna e ai
responsabili della Classense di dotare la fabbrica di
apparecchiature per il monitoraggio continuo delle
condizioni microclimatiche dei diversi ambienti.
2. Palazzo della Ragione | 1984-92
Milano, piazza Mercanti

Progetto di conservazione e sistemazione interna

Tradizionale cuore della


vita pubblica e degli
scambi collettivi,
considerato la pi
significativa
testimonianza
monumentale laica della
citt.
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Lineamenti storici
Il Palazzo della Ragione, insieme a la Loggia degli Osii, le Scuole
Palatine e la Casa dei Panigarola, circoscrive la piazza dei
Mercanti.
Il progetto iniziale, avviato nel 1228 per volere del Podest,
prevedeva il solo portico aperto da destinare a luogo per
assemblee, arbitraggi e ordinanze.
Nel 1233, sul porticato fu costruita una grande sala coperta,
nella quale si riunivano mercanti, banchieri e notai,
accrescendone ulteriormente limportanza nella vita politica e
sociale dellintera citt. Il Palazzo fu detto delle Ragioni
perch qui si rendeva al popolo ragione, civile e penale, da parte
dei Giudici.
Nel XVI secolo il Palazzo sub numerosi adattamenti e nel 1770-
73, per volere di Maria Teresa dAustria, un ulteriore intervento,
ad opera dellarchitetto Francesco Croce, dot il Palazzo
dellultimo piano, un sopralzo con ampie finestre ovali. Tale
modifica fu necessaria perch potesse essere adibito a sede
dellArchivio Notarile, funzione che mantenne fino al XX secolo.
Durante le "Cinque giornate di Milano" (18-22 marzo 1848) il
Palazzo fu danneggiato da una cannonata, ma subito riparato.
Nel 1939 il Comune di Milano diventa proprietario del Palazzo
della Ragione e negli anni Ottanta ne avvia il restauro.

http://palazzodellaragionefotografia.it/palazzo-della-ragione/
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Giovanni Pividor, Loggia degli osii,1850 ca. Piazza Mercanti,Palazzo dei Giureconsulti e il L'Illustrazione Italiana,
vecchio passaggio al Duomo, 1860 19 marzo 1882

Acquerelli di vedute della piazza, Civica Raccolta http://www.storiadimilano.it/citta/Piazza_Duomo/la_laicizzazione_d


delle Stampe Achille Bertarelli (fine XIX sec.) ell'area_sacra.htm
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

STATO DI FATTO
Edificio pubblico dellistituzione
comunale medioevale, ampliato nel
XVIII secolo con la costruzione
dellultimo piano, da destinare ad
archivio e caratterizzato da grandi
finestre ad oculi.
Il primo progetto proposto prevedeva
labbattimento del piano
Settecentesco per ripristinare
limmagine medievale.
Lopinione pubblica disapprov tale
atteggiamento discriminatorio,
richiedendone la conservazione di
tutte le stratificazioni storiche.
Il Palazzo della Ragione,
agli inizi del XX sec.
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Il progetto si sviluppato in pi fasi:


1. intervento di conservazione del Palazzo
Consolidamento strutturale delledificio, compreso lattico e tutte le aggiunte interne.
Consolidamento di tutte le superfici intonacate, mantenute nella loro autenticit storica,
senza reintegrazione delle lacune e facendo ri-aderire le parti distaccate.

2. rifunzionalizzazione e sistemazione dellinterno del Salone e del portico di casa


Panigarola

3. riapertura dellantico accesso sul lato di Piazza del Duomo e realizzazione di una
nuova scala di accesso dalla Piazza.

http://europaconcorsi.com/projects/144820-Marco-Dezzi-Bardeschi-Milano-nuova-scala-di-accesso-dalla-Piazza-Mercanti-al-piano-primo-del-Palazzo-della-Ragione-2000-
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

1. INTERVENTO DI CONSERVAZIONE

Sui muri esterni del Palazzo rimangono visibili, anche


dopo l'attuazione dell'opera di conservazione, non solo i
segni di scalpellatura del paramento in mattoni e della
cornice ad archetti, testimoni dellintoncatura e della
modanatura settecentesca poi rimosse negli interventi di
restauro alla fine dellOttocento, ma addirittura le spie in
gesso poste allinizio del Novecento per monitorare i
dissesti.

Sulle pareti interne del salone, invece, rimane, nel suo


assetto lacunoso, il palinsesto degli affreschi, le cui
stratificazioni attestano i diversi usi che si sono succeduti
nel corso del tempo.
Con la stessa attenzione archeologica sono state messe in
luce e salvaguardate anche alcune scritte anonime, voce
lontana della mano autografa che le ha lasciate incise.

Lintervento di conservazione ha coinvolto, inoltre, anche


parti tradizionalmente considerate secondarie, e perci
sacrificabili e sostituibili, come, ad esempio, gli infissi dei
grandi oculi settecenteschi nel sopralzo del Palazzo.
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA
2. RIFUNZIONALIZZAZIONE
La rifunzionalizzazione del Palazzo della
Ragione a sala espositiva e salone di
rappresentanza ha comportato
linserimento dei nuovi sistemi impiantistici
per il riscaldamento e lilluminazione.
Dezzi Bardeschi progetta un elemento
addossato alle pareti, ma totalmente
esterno ad esse, nel quale inserita lintera
dotazione impiantistica, azzerando le
demolizioni sulla muratura storica.

I nuovi elementi di arredo, in cui si


alternano sedute e piani dappoggio,
coprono una fascia di muro non decorata,
risultato dellabbassamento della quota del
solaio della sala avvenuto quando, con il
nuovo sopralzo, il salone era stato
trasformato in archivio notarile.
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Alcune immagini che mostrano gli interni di alcune sale


del Palazzo. evidente la volont di conservare lo stato
di fatto, soprattutto nel consolidamento delle superfici
intonacate e affrescate, sulle quali non si prevede alcuna
reintegrazione dellimmagine figurativa.
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA
3. LA NUOVA SCALA DI ACCESSO

Lintervento di conservazione stato infine completato con


una scala di sicurezza, per la realizzazione della quale Dezzi
Bardeschi ha dovuto attendere pi di venti anni. La scala,
nelle sue varie versioni, interpretata come elemento
tecnologico autonomo ed il pi possibile trasparente, che
consente inedite viste del paramento murario, del portico e
del contesto urbano.
Raffigura una sorta di macchina dassedio, composta da un
pennone principale al quale appesa, tramite bracci ad
albero, una trave scatolare a C che regge tutto limpalcato dei
gradini in vetro.
Il tema delle scale-macchine dassedio uno schema
ricorrente nei progetti di Dezzi Bardeschi (palazzo Gotico di
Piacenza e per il nuovo ingresso - non realizzato - della
Castiglia di Saluzzo)
La scala di sicurezza realizzata con criteri, colori e materiali
moderni, in totale dissonanza con la preesistenza,
esplicitamente dichiarata come aggiunta contemporanea,
segno dellennesima stratificazione sullopera e della
continuit funzionale della fabbrica architettonica.

Foto: Frank Kaltenbach, Mnchen


2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Le soluzioni studiate per la nuova scala di accesso hanno avuto tutte in comune la ricerca della massima
autonomia, leggerezza e trasparenza visiva della struttura, rappresentata da un unico supporto, unesile
antenna dacciaio, a cui appeso limpalcato dei pianerottoli e dei gradini in cristallo.
La soluzione adottata ha consentito di liberare da ingombri a terra lintera sede stradale sottostante e di
smaterializzare la struttura, usando cavi dacciaio in luogo di ingombranti sostegni da terra.
La prima soluzione ha ipotizzato una tensostruttura come perno su ununica asta baricentrica rispetto
allarticolato percorso di discesa: realizzando cos una scala di vetro, unutile macchina per la
conoscenza da vicino della peculiare stratigrafia del monumento (e dello spazio circostante).
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Nella versione effettivamente realizzata (1999) si , per,


ridotta laltezza del pennone ed il numero dei cavi.
Lantenna diventa un albero metallico rastremato, in
lamiera piegata dacciaio inox, che segue lasse obliquo
del percorso, proiettandosi verso la piazza: i suoi rami,
ridotti allessenziale, sostengono limpalcato nei suoi
punti strategici.
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA
Inizi XX secolo
2. Palazzo della Ragione | Milano 1984-92 PROGETTO DI CONSERVAZIONE E SISTEMAZIONE INTERNA

Stato attuale
3. Tempio-Duomo | 2004-10
Pozzuoli

Progetto di restauro

Lattuale denominazione del


complesso religioso
preannuncia visivamente la
coesistenza di un monumento
archeologico (il tempio
romano) e di un luogo di culto
cristiano (il duomo).

Il programma dintervento alla


base del recente restauro,
nellintento di rispettare tutte
le fasi storiche ancora
presenti nel complesso ha
prescritto di conservare
entrambe le destinazioni del
monumento.
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO LINEAMENTI STORICI
COMPLESSO PLURISTRATIFICATO

primo impianto: antico


Capitolium della colonia
romana di Puteoli
trasformato in tempio dedicato,
secondo alcuni, ad Apollo, e,
secondo altri, al culto
dellimperatore Augusto.
et tardoantica: vi si insedi la
Cattedrale di San Procolo,
XVI-XVII sec.: trasformazione in
chiesa barocca
1. La fabbrica
dallesterno
2. La Cappella
Numerosissimi monumenti, in
del SS. Italia, sono stati edificati su
Sacramento precedenti costruzioni antiche e,
3. Il punto di non per questo, sono ricordati con
attacco tra la
zona absidale e una doppia attribuzione, essendo,
la navata normalmente, lultima
trasformazione quella
predominante, anche in casi di
grande visibilit delle strutture
antiche come, ad esempio, nel
Duomo di Siracusa.
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO

LINEAMENTI STORICI
1964: un incendio provoca la distruzione del tetto e il
crollo di piccole porzioni di murature e di buona parte dei
rivestimenti, riportando in vista alcune colonne, lepistilio
e le pareti della cella dellantico edificio.
1968: intervento di restauro, curato da Ezio De Felice.
Inizialmente si procede al consolidamento del tempio.
Poi, si realizza una copertura metallica temporanea per la
protezione del cantiere di restauro, rimasta in funzione
oltre il 1972, anno di sospensione dei lavori.
Lobiettivo del restauro di De Felice era di riportare alla
luce lantico tempio romano a discapito della fabbrica
barocca.
Probabilmente, se lintervento fosse stato completato, oggi In alto, Dettaglio del muro laterale dopo lintervento
sopravviverebbe solo il tempio romano, mentre si sarebbe di De Felice
irreparabilmente persa la straordinaria ricchezza evocativa suscitata
dalla coesistenza armonica di due architetture fra loro molto diverse. In basso, da sin. verso des., la facciata dingresso e
la controfacciata, una vista verso la zona absidale.
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO
CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE, PROMOSSO DALLA
REGIONE CAMPANIA NEL 2003, PER IL RESTAURO DEL COMPLESSO
MONUMENTALE TEMPIO-CATTEDRALE DELLACROPOLI DI POZZUOLI, MEGLIO
NOTA COME RIONE TERRA.

"ELOGIO DEL PALINSESTO"


Capogruppo
MARCO DEZZI BARDESCHI
Progettisti
FRANCESCO BUONFANTINO
Consulenti ALESSANDRO CASTAGNARO
ALESSANDRA G. ANGELONI RENATO DE FUSCO
MARIO BENCIVENNI ANTONIO DE MARTINO
FULVIO CAPTANO LAURA GIOENI
GIOVANNI COPPOLA ROSSELLA TRAVERSARI
SABINO GIOVANNONI Collaboratori
MONSIGNOR U. GRAZIOSO MARZIA DEZZI BARDESCHI
GIAMPIERO MARTUSCELLI CARLA CELESTINO
GIORGIO PICCONATO FEDERICA DE STEFANO
FURIO SACCHI ROSANNA PANDOLFO
DOMENICO TRISCIUOGLIO FERDINANDO ZACCHEO
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO
PROGETTO

DUALISMO COME CARATTERE COSTANTE


Classicismo | Barocco
Tempio Pagano | Chiesa
Isolamento | Stratificazione
Archeologia | Liturgia
Distinzione | Separatezza
Navata | Presbiterio

CONSERVAZIONE
integrale delle stratificazioni del tempo
+
AGGIUNTA
di nuovi segni, anche fortemente connotanti,
spesso in aperta dissonanza con il testo
antico, considerati quali ulteriori
stratificazioni del monumento.

Posti di fronte alla discordia in atto tra la tendenza degli archeologi (interessati
a rimuovere tutto il costruito povero []) e quella della chiesa (fortemente
decisa a ripopolare il quartiere dei suoi abitanti e a riconsacrare il tempio al rito
religioso privilegiando la sua sopravvissuta dotazione barocca), il progetto si
pone lobiettivo di conciliare i due punti di vista affidandosi a un puntiglioso
progetto di conservazione [] senza tuttavia rinunciare ad attivare un progetto
architettonico di qualit nei punti pi deboli e vuoti del palinsesto [] dopo
lultimo intervento moderno di De Felice
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO

Lo spazio anticamente occupato dal pronao si


presenta oggi con gli intercolumni tamponati da
lastre di vetro sostenute da leggere strutture hi-
tech con tiranti in acciaio.
La scelta del vetro strutturale permette cos di
mantenere la trasparenza dellambiente,
anticamente aperto e di creare al contempo uno
spazio del tutto nuovo che non ricalchi alcuna
delle precedenti fasi di vita del complesso.
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO

La copertura dello spazio occupato dal tempio


romano posta a unaltezza tale da riproporre
lantico volume ed trattata con un cassettonato
bianco impreziosito da un sistema di luci disposte in
modo da riprodurre, simbolicamente, la volta celeste
di duemila anni fa

stata mantenuta la cesura fra la zona del tempio e


le parti rimanenti del duomo barocco, gi realizzata
nel restauro degli anni Sessanta con la trasparenza di
infissi metallici che, sfruttando la luminosit esterna,
delimitano la zona antica con sapienti tagli di luce.
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO

I MATERIALI

Scelti indiscutibilmente moderni nelle parti


aggiunte, sono impiegati a seconda delle diverse
funzioni cui devono assolvere:
il vetro e lacciaio per le tamponature,
il legno per la zona destinata ai fedeli.
Il pavimento in legno sembra quasi incresparsi
per dar forma alle sedute e si inclina verso laltare
per raggiungere la quota della chiesa barocca, di
circa un metro pi bassa.
marmo e pietra per le altre pavimentazioni.
Il marmo, unico materiale affine allantico,
utilizzato per la pavimentazione interna che
rievoca la quota dellantico tempio.
Lelevazione del pavimento cos realizzato ha
consentito, al di sotto, la conservazione e la visita
del podio di et repubblicana.
3. Tempio Duomo | Pozzuoli 2003-10 PROGETTO DI RESTAURO
La reintegrazione delle colonne perdute dellantico tempio suggerita, oltre che dal mantenimento dei
fusti in cemento armato del precedente restauro, da una campitura opaca realizzata in serigrafia sulle
lastre di vetro che ricreano lantico perimetro.
reintegrazione in forme semplificate (sia per le basi che per i fusti e i capitelli), riconoscibili e
indiscutibilmente moderne.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Per il pensiero e la prassi metodologica
LAURA GIOENI, Marco Dezzi Bardeschi: teoria e pratica della conservazione
dellarchitettura, in GIUSEPPE FIENGO E LUIGI GUERRIERO (a cura di), Monumenti e
documenti. Restauratori del Secondo Novecento (Atti del Seminario Nazionale,
Quaderni del Dipartimento di Restauro e Costruzione dellArchitettura e
dellAmbente, Seconda Universit di Napoli, n. 8), Napoli 2011.
M. DEZZI BARDESCHI, Restauro: punto e da capo. Frammenti per una (impossibile)
teoria, Milano 2005.
Per le immagini e i dettagli sui progetti
http://europaconcorsi.com/authors/10012721-Marco-Dezzi-Bardeschi
www.marcodezzibardeschi.com/Portfolio.html
http://www.prospettivedizioni.it/testrun/wp-content/uploads/2011/10/AR-60-web.pdf
http://palazzodellaragionefotografia.it/
https://www.academia.edu/3522539/Il_restauro_del_Tempio-Duomo_di_Pozzuoli