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La traversata

Jhumpa Lahiri

oglio attraversare un piccolo lago. veramente piccolo, eppure laltra sponda mi sembra troppo distante, oltre le mie capacit. So che il lago molto profondo nel mezzo, e anche se so nuotare ho paura di trovarmi nellacqua da sola, senza nessun sostegno. Si trova, il lago di cui parlo, in un luogo appartato, isolato. Per raggiungerlo si deve camminare un po, attraverso un bosco silenzioso. Dallaltra

la casetta dallaltra parte. Sono stanca di costeggiare solamente. Conto le bracciate. So che i miei compagni sono nellacqua con me, ma so che siamo soli. Dopo circa centocinquanta bracciate sono gi in mezzo, la parte pi profonda. Continuo. Dopo altre cento rivedo il fondo. Arrivo dallaltra parte, ce lho fatta senza problemi. Vedo la casetta, finora lontana, a due passi da me. Vedo le distanti, piccole sagome di mio marito, parte si vede una casetta, lunica abita- Arrivo dallaltra e dei miei figli. Sembrano zione sulla sponda. Il lago si formato parte. Vedo la irraggiungibili, ma so che non lo sono. subito dopo lultima glaciazione, millen- casetta, finora Dopo una traversata, la sponda ni fa. Lacqua pulita ma scura, senza lontana, a due conosciuta diventa la parte opposta: di nessuna corrente, pi pesante rispetto passi da me. Dopo qua diventa di l. Carica di energia, allacqua salata. Dopo che ci si entra, ad una traversata, la riattraverso il lago. Esulto. alcuni metri dalla riva, non si vede pi il sponda conosciuta Per ventanni ho studiato la lingua itafondo. liana come se nuotassi lungo i contorni di diventa la parte Di mattina osservo alcuni che vengoquel lago. Sempre accanto alla mia linopposta: di qua no al lago come me. Vedo come lo attragua dominante, linglese. Sempre codiventa di l versano in maniera disinvolta e rilassata, steggiandola. stato un buon esercizio. Benefico per i muscoli, per il cervello, ma come si fermano qualche minuto davanti non certo emozionante. Studiando una alla casetta, poi tornano indietro. Conto le loro braccia- lingua straniera in questo modo, non si pu affogare. Laltra lingua sempre l per sostenerti, per salvarti. Ma te. Li invidio. Per un mese nuoto in tondo, a pochi metri dalla riva. non si pu galleggiare senza la possibilit di annegare, una distanza molto pi signiicativa, la circonferenza di colare a picco. Per conoscere una nuova lingua, per rispetto al diametro. Impiego pi di mezzora per fare immergersi, si deve lasciare la sponda. Senza salvagenquesto giro. Per sono sempre vicina alla riva. Posso te. Senza poter contare sulla terraferma. Qualche settimana dopo aver attraversato il piccolo fermarmi, posso stare in piedi se mi stanco. Un buon esercizio, ma non certo emozionante. lago nascosto, faccio una seconda traversata. Molto pi Poi una mattina, verso la ine dellestate, vengo al lunga, ma niente di faticoso. Sar la prima vera partenlago, dove mi incontro con due amici. Ho deciso di at- za della mia vita. Questa volta in nave, attraverso locetraversare il lago con loro, per raggiungere finalmente ano Atlantico, per vivere in Italia. (1. Continua)

JHUMPA LAHIRI una scrittrice statunitense di origine bengalese. Vive a Roma. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia La moglie (Guanda 2013). Questo racconto il primo di una serie che Jhumpa Lahiri scrive in italiano per Internazionale.
Internazionale 1038 | 14 febbraio 2014 pag. 85