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Spezialgebiet aus Italienisch 1 Le donne e la mafia

verena hable <verena@allesklar.de>

LE ORIGINI DELLA MAFIA E LA SUA STORIA

Non prima degli anni Settanta sappiamo di più delle strutture interne della mafia, dei
complicati rapporti socali e del clima psicologico nei clan della mafia. La legge anti-mafia e
poi la sua applicazione consequente, la regolazione dei testi principali nei processi anti-mafia
e il lavoro delle iniziative civiche hanno approfondito le nostre conoscenze della mafia. Allora
sospettiamofino a dove arriva l’influenza della mafia nello stato, nella politica, nell’economia
e nella cultura.

Le origini della mafia sono sconosciuti. Il concetto mafioso è messo per iscritto per la prima
volta nel titiolo della comedia I mafiosi della Vicaria nel 1860. Ci i mafiosi sono i detenuti più
rispettabili in un prigione. Nel 1865 si è usato questo concetto per i delinquenti. Già nel 1875
quasi tutte le lingue europe sanno il concetto mafia.
La formazione della mafia rifletta i cambi sociali del feudalismo siciliano durante il
Risorgimento. Dopo i contadini non erano più il possesso dei latifondisti, c’erano
amministratori che affittavano il suolo per i latifondisti ai contadini. Questi amministratori si
chiamavano gabellutti. Loro diventavano sempre più forti e al fine hanno esautorato i
latifondisti. Mentre i contadini sono rimasti poverissimi (perchè dovevano pagare affitti molto
cari), i gabellutti sono diventati sempre più forti. Si sono appropriati i diritti dei latifondisti
nobili; hanno per esempio accettato gli impegni della polizia e del tribunale. Poco dopo hanno
anche appostato le loro proprie truppe di sicurezza. Hanno potuto diventare così influenti solo
perché il nuovo stato italiano non era riuscito a chiudere i buchi che il feudalismo ha lasciato
in eredità.
Fin d’allora si è sviluppata una sub-cultura criminale – è nata la mafia! Voleva essere
d’impedimento allo stato italiano in ottenere influenza nel sud, affinchè la mafia possa
assicurare tutto il potere a sè. Infatti era l’unica autorità vera in molti parti di Sicilia, non solo
perchè soltanto la mafia poteva progettare la gente bene. Ma questa protezione non era gratis,
tanto la nobilità quanto i contadini dovevano pagare il cosìdetto pizzu.
Quando il diritto elettorale è stato inteso, la inpenetrata nell’ambito della politica. In questo
tempo era già così influente che poteva procurare molti voti per i parlamentari conservativi a
Roma. Da questo fatto resultano tre conseguenzi importanti:
 La mafia estende il suo potere per la popolazione campagnola di Sicilia, a cui promette
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protezione per il voto giusto


 I deputati eletti impediscono le leggi anti-mafia nel parlamento
 La mafia e la politica romagnola crescono assieme àl’influenza della mafia non si limita
ancora al Sud
Lo stato e la mafia lavorano anche in cooperazione contro i movimenti socialisti. Durante la
prima guerra mondiale gli uomini d’onore rafforzano il loro potere. Organizzano il
rifornimento dell’esercito italiano. Così diventavano ancho molto ricchi e all’improviso erano
la nuova nobilità e stimati da tante persone. Quando i fascisti hanno preso il potere nello stato,
la mafia ha fatto una voltafaccia. Ha finanzato la partita fascista ed ha influenzato i deputati,
affinchè votino per Benito Mussolini. Questo patto però era molto labile. Dopo aver ricevuto
il potere Mussolino ha spedito Cesare Mori come prefetto in Sicilia, dove lui dovesse
combattare la mafia. Sfortunatamente non era molto coronato da successo, perchè allora la
mafia aveva già creato troppi rapporti.
Anche durante la seconda guerra mondiale i contatti della mafia sono rimasti intatti, per
questo ha collaborato con gli alleati.
Dopo la seconda guerra mondiale la mafia ha spostato il suo centro politico definitivamente
alla penisola Italia. Ha costruito contatti molto attillati con la partita polita DC (democrazia
cristiana). Da questo rapporto è nato il più grande scandale politico d’Italia:
Giulio Andreotti, l’uomo politico nei cabinetti della DC, è stato presidente del consiglio per
sette anni. Nel 1995, dopo 15 anni di voci, Andreotti era in stato d’accusa per contatti e
conlavorae con la mafia. Il 30 aprile 1999 lui e altri sette uomini importanti sono venuti
dichiarati colpevoli. Questi procedimenti legali hanno mostrato che anche se la mafia è
indipendente finaziariamente bisogna ancora la protezione e la corruzione d’uomini politici.
Per dirigere gli uomini politici la mafia spesso usa metodi violenti.

In memoria di questi due uomini coraggiosi l’aereoporto a Palermo veniva chiamato


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aereoporto Falcone – Borsellino.

Oggi ci sono vari gruppi della mafia dappertutto nel mondo. Io inveco sono interessata
particolarmente nella mafia italiana che è divisa in tre gruppi:
 La Cosa Nostra in Sicilia
 La Camorra a Napoli
 La ‘Ndrangheta in Calabria
Ma naturalmente questi tre gruppi hanno i loro brani in tutta Italia.

Ho già scritto che ormai la mafia è indipendente riguardo ai soldi, ma da dove vengono i
soldi?
In linea di massima sbriga soltanto affari illegali, perchè sono gli affari più rimunerativi.
Dunque gli affari pù colti sono:
 Traffico d’armi
 Traffico della droga
 Rapimento e riscatto
 Riciclaccio
 Pizzu

Non c’è dubbio che la mafia ha una forte copertura delle spalle della popolazione in certi parti
d’Italia. Questo fatto si può spiegare con la grande disoccupazione nel Sud. Ci la mafia è
l’unico datore di lavoro fidato. Non si deve dire che tutta l’Italia del Sud è parte della mafia (o
meglio della ‘ndrangheta), ma è vero che quei che non sono membri della mafia sono
d’accordi con la mentalità mafiosa, perchè essa ed il sistema patriarcale hanno una tradizione
lunga in queste regioni.
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LE DONNE E LA MAFIA

Ma adesso la polizia nota con orrore che anche donne e bambini vengono uccisi e da poco
tempo creda che sappia perchè: sono le don femminile della mafia che hanno abbandanato le
regole vecchie e fanno morire anche gli ex-protetti.
Le donne hanno potuto preparare la loro entrata nel mondo criminale da lungo tempo. Gli
inizi sono stati piccoli, ma oggi le donne di questo ambito sono pari agli uomini anzi migliore,
perchè vivono con più discrezione e di solito non sono tanto vistose. Tutte queste donne sono
nate nel questo mondo, ma in genere si dissociano in tre partiti. Ci sono quelle che godono la
vita di lusso e di brutalità, quelle che vogliono lottare contro la mafia e quelle che sono
vittime della mafia per tutta la vita. Le pagine prossime trattano di coraggiose donne e perfino
di ragazze che o occupano posti importantissimi della mafia o non vogliono niente a che fare
con la loro provenienza.

Le padrine

Non prima che nel 1994 la pubblica ha appresa che anche le donne siano incluse nella vasta
sfera di competenza della mafia. Generalmente queste donne sono le mogli o le madri di
mafiosi famosi. Tante donne sposate con mafiosi sostengono gli uomini sembrando essere una
famiglia normale. In contrario ci sono donne come Maria Filipina Messina. È la prima donna
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che si trova a causa del suo pericolo in una cella d’isolamento. Dopo suo marito veniva
arrestato lei cercava di fare le funzione di una ambasciatrice per suo marito. Ma quando i suoi
sostituti tendavano di liberarsi di lei, ha respinto crudelmente.
In seguito ai suoi esami approfonditi la polizia ha fatto l’esperienza che le donne tendono di
agire molto più brutalmente dei loro mariti. La padrina siciliana Concetta Fausciana, per
esempio, impegnia perferibilmente bambini. Ha dato circa 2000 scellini al mese ed una pistola
a bambini da 11 a 15 anni. Il loro lavoro è stato l’estorsione del pizzu. È provato che i giovani
hanno sparso più presto di mafiosi adulti, perchè non sapevano veramente che cosa
succedesse.
Un caso estrema nella storia della mafia è la vita della padrona Maria Serraiono. Lei deriva di
una legendaria famiglia mafiosa della ‘ndrangheta di Calabria. Negli anni sessanta cercavo di
fugire dalla mafia per salvarsi ed i suoi 12 figli. Ha cambiata casa ed è andata a Milano. Dopo
essere lasciata da suo marito ha all’inizio cercarto di sostentare la famiglia a mezzo di lavoro
sincero, però poi ha inniziato di organizzare una popria banda. Ha insegnato ai suoi figli i
metodi della mafia che sapeva da bambina. Ha corotto la polizia con sigarette e vino, e tutti
dicono che sembrava una casalinga e mamma completamente normale.
La sua colpevolezza è stata provata solo perchè sua figlia Rita era andata alla polizia.
All’inseguimento del clan Serraino hanno partecipato sei paesi europei e Maria Serraino non
è stata l’unica arrestata. Quasi tutti del clan sono in prigione adesso. Grazie a Rita Serraino gli
italiani ed il resto del mondo hanno capito che è possibile che il capo di una famiglia mafiosa
sia una donna.
Rita, che era il braccio destra di sua madre, dice che è andata alla polizia perchè era stanca dei
omicidi e della paura che aveva. Sua cognata Marisa dice invece che Rita ha tradito la sua
famiglia solo per motivi egoistici. Comunque sia dopo aver snidato il clan Serraino gli arresti
delle donne sono in forte aumento. Mentre nel 1991 solo una donna era arrestata, nel 1995 89
donne sono state incolpate di essere complici in organizazzioni mafiose. Nonostante la polizia
sa che è più dificile catturare le donne, perchè sanno mimetizzarsi meglio.
Giuseppina Sansone, per esempio, valeva una donna molto colta; non c’è stata una festa a cui
non è venuta invitata. Ha messo tantissimi anni alla polizia per dare prova del suo crudele
lavoro. Dopo suo marito Francesco Cico Tagliavia, il capo di una dei maggiori
organizazzioni del traffico di droga e del rapimento, era arresto in Sicilia, la polizia cercava di
trovare il suo successore. Il problema era che hanno cercato un uomo e non hanno mai
pensato che potrei essere una donna. Quando l’hanno finalmente compresa Giuseppina
Sansone ha ottenuto un regno in cui impegnava più di 30 sicari.
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Nel 1995 i magistrati hanno scoperto che non c’è un limite d’età per le padrone della mafia.
Hanno arrestato Angela Rucco di 73 anni nella sua villa, dove ha commandato un prosperante
traffico di droga.

Le combattenti

Anche se donne come Teresa Principato, una procuratrice della repubblica in Sicila che lotta
contro la mafia, saranno naturalmente coraggiose ed persone abbastanza distinguenti, io sono
più interessata nelle storie di donne semplici che combattano le sue famiglie ed amici.
Perciò sono molto affascinata della vita di Rita Atria ed il suo coraggio, vorrei raccontare di
lei entrando nei dettagli:

madre, sua sorella Anna Maria e sua fratello Nicola). Rita era la tipica figlia di un mafioso ed
amava suo padre. Purtroppo lui veniva ucciso pochi giorno dopo Nicola aveva sposata Peira
Aiello. I figli si giuravano di vendettare il loro padre. Dopo la morte di suo padre Rita è
diventata adulta molto veloce ad ha fatto amicizia con Piera Aiello, sua cognata. Il 24 giugnio
nel 1991 viene ucciso anche Nicola. Mentre Rita rimane a Partanna, Piera va a Roma a
collaborare con la polizia ed a trasgredere la legge dell’omertà. Secondo questa legge mafiosa
nessuno non deve mai parlare alle autorità sulla mafia, altrimenti viene ucciso.
Rita ha un ragazzo, ma anche lui fa parte della mafia e viene esortato di fare male a Rita per
ferire la taditrice Piera. Quando ha 17 anni è la propria decisione di Rita di seguire l’esempio
di sua cognata e cerca il contatto con la polizia, che all’inizio non vuole niente a che fare con
lei, perchè il famoso giudice anti-mafia Paolo Borsellino ha consigliato di aspettare, affinchè
Rita sia più protetta. Ma Rita ha saputo che la sua deposizione sará di forte impatto e non ha
mollato. Alla fine ha costretto i carabinieri a sentire che ha da dire.
Dopo la deposizione di Rita Atria molti mafiosi a Partanna sono stati arrestati. Rita ha
raccontato tutto che ha saputo della mafia a Partanna ed i suoi modi di lavorare. Due
settimane dopo hanno comiciato le minaccie di morte. Adesso anche Rita vuole andare a
Roma da Piera, anche se sa che la mafia la troverà dappertutto. Viene protetta dalla polizia e
riceve documenti nuovi – tutto organizzato da Paolo Borsellino. La madre di Rita è contro
questa collaborazione e cerca di disturabarla. Per non darle la probabilità di farlo, un tribunale
dichiara Rita una magiorenne. Perchè Rita soffre sotto il cattivo rapporto con la sua mamma,
Paolo Borsellino organizza alcuni incontri fra i due, però la situazione non si migliora, anzi la
madre minaccia Rita che verrà uccisa presto se non finisce questa collaborazione. Rita le
risponde che non ha più paura e che l’unica cosa che vuole sia la giustizia.
Rita mantiene un diario in cui si lamenta che nessuno non la ama. Sapendo che deve morire
fra poco tempo, scrive i suoi desideri per il suo funerale: non vuole che partecipa sua madre.
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Negli ultimi pochi mesi della sua vita Rita ha avuto un ragazzo, Gabriele, con cui abita in un
appartameto proprio.
Il 23 maggio nel 1992 vengono ucciso il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre guardi
del corpo. Anche se Paolo Borsellino ha molto paura dice che non si deve abbondanare la
speranza della giustizia, ma il 19 luglio vengono ucciso anche lui ed i suoi cinque guardi del
corpore.
Sette giorni dopo la morte di Paolo Borsellino passanti trovano il cadavere di Rita davanti al
suo appartamento. Le inchieste della polizia hanno prodotto che Rita si era suicidata. Il suo
funerale ha avuto luogo a Partanna, sua madre non è venuto e solo donne hanno portato il suo
sarcofago. Sulla sua pietra sepolcrale c’è scritta “La verità vive”. Altre donne che lottano
contro la mafia hanno istituito l’associazione anti-mafia “Rita Atria” nel 1994 e anche Piera
Aiello fa parte.
Al giorno della commemorazione dei defunti viena la madre di Rita alla sua pietra sepocrale e
la fracassa con un martello.

Le vittime mute

non vogliono dargli un posto officale nella mafia, perchè temeno che le donne possarebbero
andare alle autorità o alla polizia nel loro lutto per un membro morto della famiglia. Le donne
hanno mai considerato fare parte attivo della mafia, perchè fintantochè gli uomini si
ammazzano reciprocamente e le lasciano in pace.
Nella storia dell’Italia del Sud non c’è nemmeno una famoso carattere femminile, ma questo
risulta solo dal fatto che questa regione è sempre stata dipendente da una tradizione
patriarcale. Apparentemente gli uomini tengono unite la terra e la cultura e sottovalutano la
forza femminile nelle famiglie. Pur sembrando essere minorenni, deboli e non intelligenti, le
donne non intralciano la mafia e si creano un matriarcato in casa. Non è vero che tutta la gente
nell’Italia del Sud sia membro della mafia, ma tutti hanno imperato di convivere con la
violenza e con l’omerta. Tante volte è impossibile essere contro la mafia, perchè mediante
sposalizi etc. si collegano quei che sono mafiosi e quei che non sono mafiosi sempre di più.
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Qualche volta uno chiede se non sarebbe possible che le donne rovesciano la mafia
deporrendo sugli uomini. Quest’ idea è bella ma utopistica, perchè non ci saranno mai donne
a sufficienza che tradicono i loro figli, fratelli e mariti. Dunque si può anche dire che queste
donne sono detenuti in una gabbia che in parte hanno costruito sè stesse e che sorvegliano
bene, perchè violentare l’omerta significa firmare la propria condanna a morte.
Il motivo più spesso per omicidio in queste regioni è la difesa dell’onore – tanto l’onore
maschile quanto l’onore femminile. Nei tempi passati succedeva spesso che ragazze sono

state violentate per sporcare l’onore della sua famiglia. I giovani cercano di emigrare
all’estero o almeno al Nord. Alcuni non si possono abituare a una societá modera e liberale e
ritornano al Sud.
È una contraddizione che la mafia sembra essere un’organizazzione religiosa. La fede
cristiana proibisce che ognuno si atteggia a protettore e proibisce anche omicidio. Magari la
mafia è cosi potente che può ignorare entrambi divieti.