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Marcello Colafigli - Wikipedia

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Marcello Colafigli
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Marcello Colafigli detto Marcellone (Poggio Mirteto, 12 novembre


1953) un criminale italiano, ed esponente di spicco
dell'organizzazione malavitosa romana Banda della Magliana.

Indice
1 Biografia
1.1 La Banda della Magliana
2 Bufalo
3 Note
4 Bibliografia
5 Collegamenti esterni
Marcello Colafigli

Biografia
Orfano di madre e sopravvissuto a un parto gemellare in cui il fratello nacque morto, Marcello Colafigli
compie gli studi superiori nell'istituto per geometri. La sua natura malavitosa, per, prender in lui il
sopravvento e, assieme all'amico fraterno Franco Giuseppucci, si organizza spesso in diverse batterie dedite
alle rapine. Gli altri malavitosi riconoscono in lui una forza fisica indescrivibile e una violenza nei modi e
nelle reazioni che gli fanno ben presto guadagnare il soprannome di Marcellone.
"Colafigli aveva studiato da geometra ma fisicamente era una specie di orso. Un uomo dotato di una forza
disumana. In tribunale da solo ha scosso la gabbia dove eravamo chiusi, con un pugno ha incrinato il vetro
blindato. Ma se lo rimproveravo per qualcosa, si faceva rosso in viso come un bambino e la peggiore
parolaccia che conosceva era perbacco".[1]

La Banda della Magliana


Per approfondire, vedi Banda della Magliana.

Introdotto nel nucleo originario della Banda della Magliana fin dagli albori dallo stesso Giuseppucci, il 7
novembre del 1977, partecipa al sequestro del duca Grazioli, considerato latto di nascita della Banda
stessa.[2] Sar poi uno dei killer, assieme a Nicolino Selis, Giovanni Piconi, Renzo Danesi e Giorgio Paradisi
che il 25 luglio 1978, nel parcheggio dell'ippodromo romano di Tor di Valle, uccisero Franco Nicolini (detto
Franchino Er criminale), padrone assoluto di tutte le scommesse clandestine dell'ippodromo e le cui attivit
illegali avevano suscitato l'interesse della neonata Banda che, da quel momento in poi, ebbe via libera per
poter gestire una gigantesca fonte di guadagno.
Nella suddivisione del territorio per lo smercio della droga, Colafigli (assieme ad Abbatino) controllava la
zona della Magliana e di San Paolo. Verso la fine degli anni ottanta, attraverso i suoi contatti, Marcellone
fece arrivare via mare diversi carichi di eroina dalla Sicilia tramite il clan mafioso di Tot Riina.
Partecip in prima linea anche alla vendetta nei confronti del clan Proietti accusati dell'omicidio del suo
amico fraterno Franco Giuseppucci. Il 16 marzo 1981, nei pressi di via di Donna Olimpia, nel quartiere

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romano di Monteverde, assieme ad Antonio Mancini uccise Maurizio Proietti detto "il pescetto". Nel
furibondo scontro a fuoco che ne segu, Colafigli e Mancini , lievemente feriti, iniziarono a sparare sulla
polizia facendosi scudo con un bambino, ma vennero poi arrestati all'interno di un appartamento dello stabile
nel quale si erano barricati.
In seguito ai fatti di via di Donna Olimpia, per Colafigli si aprirono le porte del carcere. Quando per il suo
gruppo (capeggiato da Abbatino) inizi a pensare che i testaccini non rispettassero l'obbligo di aiutare i
compagni in cella, Colafigli e Toscano iniziarono a maturare propositi di vendetta contro De Pedis.[3]
Colafigli e Toscano avevano deciso di far fuori 'Renatino'. Io, siccome De Pedis, attraverso Fabiola Moretti,
provvedeva alle mie esigenze e a quelle della stessa Moretti, mi ero intromesso tra gli uni e l'altro, per evitare
che a De Pedis potesse accadere qualcosa.[4] Toscano si mise alla ricerca di De Pedis deciso ad ucciderlo
ma Renatino informato dei loro propositi omicidiari e giocando d'anticipo sul tempo escogit a sua volta una
trappola per ucciderlo, prima di essere ucciso lui.
Condannato all'ergastolo per tre omicidi, gli viene per riconosciuta una infermit mentale con diagnosi che
andavano dalla psicosi schizofrenica paranoide, alla personalit epilettoide, alla sindrome borderline.
Nel 2012 tornato a Roma ed attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia. [5]

Bufalo
Per approfondire, vedi Bufalo (personaggio).

La figura di Colafigli ha ispirato il personaggio di Bufalo nel libro Romanzo criminale, scritto nel 2002 da
Giancarlo De Cataldo e riferito alle vicende realmente avvenute della Banda della Magliana. Nell'omonimo
film che ne verr poi tratto, diretto da Michele Placido nel 2005, il personaggio del Bufalo fu interpretato
dall'attore Francesco Venditti, mentre nella serie televisiva, diretta da Stefano Sollima, i suoi panni furono
vestiti da Andrea Sartoretti. In oltre stato interpretato da Roberto Brunetti in Fatti della banda della
Magliana.

ote
1. ^ L'Unit, Noi Quelli Della Magliana, 10 dicembre 2007 (http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/250000
/245646.xml?key=izzo&first=71&orderby=1)
2. ^ Nottecriminale.it, La vera storia della Banda della Magliana (http://www.nottecriminale.it
/esclusivo_abbatino_freddo_vera_storia_banda_magliana_2.html)
3. ^ Bianconi, 2005, p. 211
4. ^ Bianconi, 2005, p. 213
5. ^ Marcello Colafigli torna a Roma dopo quasi 20 anni (http://blog.libero.it/newsdalcarcere/11664000.html)

Bibliografia
Giovanni Bianconi, Ragazzi di malavita, Baldini Castoldi Dalai, 2005, ISBN 88-8490-516-8.

Collegamenti esterni
Documentario sulla Banda della Magliana (http://www.historychannel.it/labandadellamagliana
/biografie/) su History Channel
Biografia della Banda della Magliana (http://static.repubblica.it/interattivi/magliana/index.html) su La
Repubblica
La Banda della Magliana dalla A alla Z (http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=156)
I segreti della Banda della Magliana (http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=591) su La
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Categorie: Criminali italiani Nati nel 1953 Nati il 12 novembre Nati a Poggio Mirteto
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