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A mio padre

La sacra familia

Aldo Moro, presidente della democracia cristiana

Buongiorno notte enzo passoscuro

Chiara parece tener pesadillas todas las noches, va a ver

A Aldo a escondidas

Emblematica in questo senso la scena ambientata in biblioteca in cui per un attimo Chiara è
inquadrata dietro a delle sbarre, la ragazza è prigioniera dell’ottusità dell’ideologia e della
gravità delle sue azioni, grazie ad Enzo intravede la liberazione, ma le manca il coraggio per
assumersi le proprie responsabilità, come nel sogno in cui vorrebbe liberare l’ostaggio ma
rinuncia perché dietro la porta dell’appartamento sono assiepati i poliziotti. Sin dall’inizio si
avverte nel film la volontà di affrancarsi dagli obblighi imposti dalla storia per dar voce al
bisogno di poesia, come nella scena in cui alla protagonista trepidante nell’attesa del rientro
dei compagni è affidato un bambino da accudire, il suono del campanello ne strozza
l’esultanza, per dirle che non è di un vecchio ostaggio che avrebbe bisogno per gioire, ma di
un bambino da accudire.

http://www.giovaninsieme.it/Il_Club/Il_Cineclub/le_proposte/tre_salti/01/Buongiorno_nott
e/scheda_tre_salti_in_Europa_Buongiorno_notte.pdf
il libro “lettere di condannati a morte della resistenza” che è in mano ad Enzo quando lui e
Chiara si incontrano per la prima volta in biblioteca, contribuisce ad insinuare il dubbio nella
mente della sequestratrice che ne paragona il contenuto con la lettera di Moro alla moglie,
poi lo stesso libro ritorna in uno dei sogni di Chiara, quando il sequestrato che si aggira come
uno spettro per la casa, lo toglie dalle sue mani per deporlo sul comodino e infine è citato
nell’ultimo colloquio in biblioteca, quando Chiara dice che il padre glielo leggeva da
bambina.

Di difficile interpretazione è anche l’inserto della seduta spiritica, posto subito dopo l’arresto
del ragazzo, nel quale fa la sua apparizione lo stesso regista. In questa scena, un gruppo di
persone evoca lo spirito Bernardo (Bertolucci) per sapere dove è nascosto Aldo Moro, questi
risponde “La luna” che è il titolo del film che Bertolucci girava all’epoca del sequestro, forse
è questo un modo quasi incomprensibile per dire che le ragioni della violenza e della
distruzione vanno ricercate nell’egoismo e nell’incomunicabilità e che l’unica soluzione
possibile è l’arte.

I sogni di Chiara subiscono nel corso del film una netta trasformazione, passando dalla
rivoluzione proletaria alla speranza della riconciliazione, come quando nel finale immagina
i compagni fare il segno della croce proprio come il presidente della democrazia cristiana.
La sua mediocrità le impedirà di assumersi la responsabilità di tradurre questi sogni in realtà,
solo nella sua immaginazione Moro potrà allontanarsi libero. Chiara sarà capace di
sconfiggere la morte.

Hechos históricos

Neorrealismo a finales de la segunda guerra mundial

DETALLES POPR SI ACASO

La sacra familia-Marx es un libro que se le cae a Chiara

Presidente della democracia cristiana, 5 le vittime della scorta , 3 carabinieri e due agenti di
pubblica sicurezza

Si mostra chiaramente quanti sono i sequestratori, però non si sa realmente quanti siano
stati

Si vedono altri filmati del Papa parlando di Aldo Moro

Chiara lascia la porta aperta ad Aldo prima di dormiré e lui scappa (questa e fantasia non e
realta)

Si vede come si allontana e cammina, era un sogno di Chiara

Si vede come li mettono una venda en los ojos y se lo llevan

Termina con imágenes reales de las personas del partido al parecer en el funeral de Aldo
Moro

Allí está el Papa

Y termina con imágenes de fantasía en las que Aldo sale libre y nunca se muere
Inventan y trivializan en la mayoría de los casos en un sentido romántico a personajes,
hechos y movimientos (Rosenstone, 1997, pág. 44)

¿Cómo reconstruye la historia la película?

Los que están basados en hechos, personas o movimientos documentados (Rosenstone, 1997,
pág. 47)

Limitaciones del film convencional: relato cerrado, idea de progreso, énfasis en lo


individual, única interpretación, potenciación de las emociones y reproducción del pasado
(objetos del pasado que ambientan todo). Necesariamente modifica el pasado para explotar
sus potencialidades. Aprendemos algo válido? (Rosenstone, 1997, pág. 55).

(Rosenstone, 1997)

grazie ad Enzo intravede la liberazione, ma le manca il coraggio per assumersi le proprie


responsabilità, come nel sogno in cui vorrebbe liberare l’ostaggio ma rinuncia perché dietro
la porta dell’appartamento sono assiepati i poliziotti. Sin dall’inizio si avverte nel film la
volontà di affrancarsi dagli obblighi imposti dalla storia per dar voce al bisogno di poesia,
I sogni di Chiara subiscono nel corso del film una netta trasformazione, passando dalla
rivoluzione proletaria alla speranza della riconciliazione, come quando nel finale immagina
i compagni fare il segno della croce proprio come il presidente della democrazia cristiana.
La sua mediocrità le impedirà di assumersi la responsabilità di tradurre questi sogni in realtà,
solo nella sua immaginazione Moro potrà allontanarsi libero. Chiara sarà capace di
sconfiggere la morte.

il libro “lettere di condannati a morte della resistenza” che è in mano ad Enzo quando lui e
Chiara si incontrano per la prima volta in biblioteca, contribuisce ad insinuare il dubbio nella
mente della sequestratrice che ne paragona il contenuto con la lettera di Moro alla moglie,
poi lo stesso libro ritorna in uno dei sogni di Chiara, quando il sequestrato che si aggira come
uno spettro per la casa, lo toglie dalle sue mani per deporlo sul comodino e infine è citato
nell’ultimo colloquio in biblioteca, quando Chiara dice che il padre glielo leggeva da
bambina.

Di difficile interpretazione è anche l’inserto della seduta spiritica, posto subito dopo l’arresto
del ragazzo, nel quale fa la sua apparizione lo stesso regista. In questa scena, un gruppo di
persone evoca lo spirito Bernardo (Bertolucci) per sapere dove è nascosto Aldo Moro, questi
risponde “La luna” che è il titolo del film che Bertolucci girava all’epoca del sequestro, forse
è questo un modo quasi incomprensibile per dire che le ragioni della violenza e della
distruzione vanno ricercate nell’egoismo e nell’incomunicabilità e che l’unica soluzione
possibile è l’arte.

Rapimento di Aldo Moro

Il giornalista che raccontò all’Italia l’inizio, tragico, del rapimento di Aldo Moro è morto
nel 2000, l’anno in cui sono nati i ragazzi che adesso diventano maggiorenni, i millennial.
Era Paolo Frajese e toccò a lui, da inviato del Tg1, descrivere l’auto, dire della strage degli
uomini della scorta e spiegare che non c’era traccia dell’esponente della Democrazia
cristiana, allora partito guida di tutti i governi, con la maggioranza relativa in Parlamento,
espressione dei cattolici in politica.

Le Brigate rosse si facevano chiamare partito comunista combattente, avevano scelto la


lotta armata contro lo Stato uccidendo, organizzando rapimenti e gambizzazioni, sparando
cioè alle gambe degli avversari del loro ideale marxista-leninista.

16 MARZO 1978
Erano le nove del mattino. L’auto con a bordo Aldo Moro andava alla Camera dei deputati.
C’era il voto di fiducia per il quarto governo presieduto da Giulio Andreotti. Per la prima
volta nella storia repubblicana il Partito comunista italiano partecipava direttamente alla
maggioranza parlamentare sostenendo l’esecutivo. Era stato Aldo Moro, presidente della
Democrazia cristiana, a gestire la trattativa politica che aveva portato all’accordo.
Il primo comunicato mostra quale fosse l’obiettivo principale delle Brigate rosse con il
rapimento Moro: colpire quello che chiamavano «regime democristiano», sostenitore dello
Stato imperialista delle multinazionali. Le Brigate rosse lottano contro il capitalismo, ma
anche contro quella solidarietà nazionale venuta con l’avvicinamento tra Dc e Pci. Di
matrice marxista-leninista sono il più numeroso e il più longevo gruppo terroristico di
estrema sinistra del secondo dopoguerra in Europa

Aldo Moro è stato ucciso dopo 55 giorni di prigionia.

https://www.vanityfair.it/news/approfondimenti/2018/03/16/aldo-moro-40-anni-rapimento-
omicidio-chi-e-cosa-successo

Ma le elezioni del 1975 cambiarono la storia politica italiana: alle amministrative il Pci
ottenne un grande consenso, un risultato che mutò gli scenari e fece tornare d'attualità la
strategia di Aldo Moro: il coinvolgimento del Pci al governo in quello che prese il nome di
"Compromesso storico". Per opporsi a questo accordo le Brigate Rosse sequestrarono Moro
proprio mentre si stava recando in Parlamento dove avrebbe votato la fiducia al primo
governo con il sostegno dei comunisti. Fiducia che Giulio Andreotti ottenne. Durante i
giorni del sequestro, e anche dopo la morte di Moro, in Italia ci fu un concitato dibattito fra
coloro che sostenevano la necessità di trattare con le Brigate Rosse e quelli che, al
contrario, rifiutavano di scendere a compromessi.

https://tg24.sky.it/cronaca/2018/03/15/rapimento-aldo-moro.html

Non erano solo le brigate rosse a voler ammazzare Moro, c’erano anche i governi
dell’America e di Inghilterra che avevano paura che ci fosse un governo comunista in
Europa.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/16/aldo-moro-i-terroristi-parte-di-un-gioco-piu-
grande-di-loro-cosi-le-potenze-nato-volevano-sbarazzarsene-prima-delle-br/4227882/

Per saperne un po’ di più


Le Brigate Rosse

Tra il 1973 ed il 1974 le BR crescono, aprendo nuove colonne in Veneto, Liguria e Marche.
Allo stesso modo, crescono le loro ambizioni: il loro progetto per arrivare alla dittatura del
proletariato entrava nella seconda fase, quella dell’attacco al cuore dello Stato. Da questo
momento, le Brigate Rosse porteranno avanti una serie di azioni in grado di incidere sulla
politica a livello nazionale, attaccando direttamente lo Stato italiano.

Mentre il Ministro dell’Interno istituisce un comitato per coordinare le operazioni per la


liberazione di Moro, il 18 marzo le BR comunicano le ragioni del sequestro; Moro veniva
definito “teorico” e “stratega” di un “regime democristiano” che opprimeva il popolo
italiano da trent’anni, favorendo la “controrivoluzione imperialista” nel paese. Le Brigate
Rosse comunicavano anche che Moro, in quanto rappresentante della classe politica
italiana, sarebbe stato giudicato da un Tribunale del popolo.

Riguardo al Caso Moro restano una serie di misteri irrisolti: un possibile coinvolgimento
dei servizi segreti, la sparizione di alcuni documenti, la presenza a via Fani di un colonnello
del SISMI, ed il ruolo ambiguo di Mario Moretti, sospettato di avere contatti con i servizi
segreti e con la malavita organizzata.

https://www.studenti.it/brigate-rosse-storia-attentati.html