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2 CAMORRA

PRIMO PIANO

domenica 1 aprile 2007

ESTORSIONI A "FLOR DO' CAF�" E "BAMB�". LO FECERO AFFACCIARE ALLA FINESTRA E GLI
PUNTARONO CONTRO IL LANCIAGRANATE

Racket a imprenditore con bazooka sotto casa


NAPOLI.

SCATENATA
Erano i tempi della faida con i Mariano. Antonio Esposito accusa Renato, uno dei
fratelli a capo del clan Faiano

Un'estorsione compiuta direttamente sotto casa del taglieggiato, mostrandogli un


bazooka a mo' di minaccia e un'altra ai titolari del "Flor do' caf�" di Sant'Anna
di Palazzo per dimostrare che il controllo nella zona, dopo l'omicidio di Umberto
Melotti, era tornato al clan Di Biasi. Due episodi che gli inquirenti ritengono
importanti per sostenere l'accusa ai tre fratelli ras dei Quartieri Spagnoli e sui
quali ha fatto luce il pentito Antonio Esposito "papillon": l'unico dei dieci che
hanno iniziato la collaborazione con la giustizia nel 2006 proveniente proprio
dalle file dei "Faiano". "Un'estorsione che mi viene subito in

mente � ha sostenuto Esposito in un interrogatorio di settembre 2006- fu fatta a


"Bamb�" (soprannome di un commerciante pregiudicato molto noto nella zona del
Vasto-Arenaccia, ndr) il quale fu costretto dai Di Biasi e Gennaro Oliva a
cacciare 100.000.000 delle vecchie lire oltre a due motociclette, una Honda
Transalp ed una Honda Dominator nuove. Quest'ultima and� ai Di Biasi, la Transalp,
invece, al gruppo di Oliva. "Bamb�" fu minacciato sotto casa sua con un bazooka
puntato in direzione della sua abitazione nel Vasto. A fare l'estorsione si
recarono Salvatore Basile, "Paperino"e Oliva. Questi ultimi due salirono sopra e
in-

vitarono "Bamb�" ad affacciarsi perch�, gli dissero, c'era un amico che "mandava a
lui un bacio". Lui si affacci� e Oliva, puntandogli contro il bazooka, gli fece la
richiesta di tangente�. Una pi� recente estorsione che sarebbe stata commessa dal
clan Di Biasi avvenne nella zona di Sant'Anna di Palazzo secondo il pentito. ��
quella a Flor do Caf�- ha detto Antonio Esposito- Questa estorsione ha un
particolare significato perch� la zona di comando di Melotti era proprio Sant'Anna
di Palazzo. Dunque, dopo il suo omicidio, i Di Biasi volevano dimostrare di avere
oramai loro l'intero controllo del quartiere. Il pro-

prietario dell'attivit� fu, quindi, convocato presso l'abitazione di Luigi Di


Biasi , alla presenza oltre che di quest'ultimo, anche del fratello Mario e di
Raffaele Scala (loro cognato detto "`o boss", ndr). Gli fu detto di dover pagare
5.000 euro quale prima volta di analoghe somme che avrebbe dovuto versare, poi,
periodicamente tre volte l'anno e, cio�, a Natale, Pasqua e nel periodo estivo. Me
ne parl� successivamente Mario Di Biasi, che spesso mi aggiornava sulla situazione
all'interno del quartiere all'indomani dell'omicidio Melotti. D'altra parte a me
avevano affidato l'incarico�. [LUISAN]

LA RETATA AI QUARTIERI SPAGNOLI

| Il collaboratore di giustizia rivela i particolari dell'omicidio di Salita


Concordia nel 1991
"Papillon": vidi Di Biasi uccidere Equabile
LUIGI SANNINO
NAPOLI. Ci sono anche dichiarazioni di un pentito su un vecchio omicidio negli
atti dell'inchiesta sulla mala dei Quartieri Spagnoli, inserite dai pm della
procura antimafia nel decreto di fermo per rafforzare la tesi della potenza del
clan Di Biasi gi� dagli anni Novanta. E infatti il 19 gennaio scorso Antonio
Esposito "papillon" ha Ero agli arresti domiciliari nella puntato il dito contro
un casa messami a disposizine dai boss, esponente di erano due "bassi" uniti. Da
l� assistetti primo piano dei "Faiano", alla scena: gli spar� contro sei-sette
volte Renato, a proposito della morte violenta di mentre apriva il portone di casa
fu Arturo Equabile. Naturalmente, avvicinato da Di Biasi che gli venicome
precisiamo sempre, le perso- va dalle spalle e fu sparato. Ricorne tirate in ballo
dai collaboratori do prima tre colpi e, poi, dopo qualdi giustizia devono essere
ritenute che secondo altri tre o quattro colestranee ai fatti narrati fino a pro-
pi. Di questo omicidio ho poi avuto va contraria. Tanto pi� che per quel delitto,
risalente al 1991, la Dda non ha proceduto finora nei conIL KILLER PENTITO fronti
di nessuno. �Le mie conoscenze sul clan Di Biasi - ha sostenuto Antonio Esposito-
risalgono all'inizio degli anni 80. Bench� non fossi ancora affiliato a loro li
frequentavo, essendo dello stesso quartiere. D'altra parte i miei familiari
avevano, comunque, rapporti con la criminalit� orROBERTO PAOLO ganizzata. Quelli
erano gli anni della guerra tra i Mariano e i Di Biasi NAPOLI. Quanto vale la vita
di un caper il controllo dei Quartieri Spa- morrista? Poco o niente se persino il
gnoli. In questo contesto mio padre padre e il fratello di un killer sono prone
mio zio avevano rapporti con En- ti a rivelare il suo nascondiglio al clan zo
Romano, Marco Mariano, Ciro rivale, che lo cerca per vendicare un Mariano ed
Ettore Sabatino�. omicidio. � uno dei tanti particolari agFatta questa premessa
sul moti- ghiaccianti che emergono dal decreto vo dei suoi rapporti con gli
affilia- di fermo contro il clan Di Biasi, egeti al clan Di Biasi, "Papillon" nel-
mone ai Quartieri Spagnoli. Nella pril'interrogatorio del 19 gennaio mavera del
2001 il gruppo di fuoco che scorso pass� a raccontare episodi ha appena ucciso
Maurizio Russo (nelparticolari. �Il fatto che vivessi nei la foto il luogo
dell'omicidio), figlio del Quartieri Spagnoli e che frequen- boss "Mim� dei cani",
� in fuga da Natassi i Di Biasi ha fatto s� che, co- poli per evitare vendette.
Non li cermunque vedessi o venissi, comun- cano soltanto i ras dei Quartieri
Spaque, a conoscenza di talune vicen- gnoli ma anche i potenti alleati del de
delittuose. Mi riferisco innanzi- Centro storico, gli uomini del clan Mistutto
all'omicidio di Arturo Equa- so, decisi a dare una mano ai Russo per bile. Non
ricordo con esattezza lavare col sangue l'onta dell'omicidio l'anno ma siamo
all'inizio degli an- "eccellente". Nel commando di fuoco ni 90, dovrebbe essere il
1991. Io c'era anche Pasquale Petrillo, classe ero agli arresti domiciliari in una
1975, oggi pentito. Il quale nel 2006 casa alla Salita Concordia numero vuota il
sacco con gli inquirenti della

10. L'appartamento era di Di Biasi Alberto: si trattava di due bassi che avevano
dato vita ad un unico immobile�. �Ricordo - ha continuato Antonio Esposito- che
ero affacciato al muretto che proteggeva il basso e vidi Renato Di Biasi fermo in
strada nei pressi delle scale lungo la Salita Concordia. Era armato. Quando
sopraggiunse Arturo Equabile,

modo di parlare, a distanza di anni, con lo stesso Di Biasi Renato. Per quanto
riguarda la decisione dell'omicidio nulla so, ma devo precisare che in quel
periodo la faida Di Biasi-Mariano era talmente cruenta che chiunque vedesse in
strada un rivale poteva anche di sua iniziativa uccidere�. Antonio Esposito
"Papillon" � il figlio di Raffaele, soprannominato "pallino", assassinato il 1
settembre 1996 nel corso di un clamoroso agguato nella centralissima piazza
Carit�. Era appena uscito dal commissariato Montecalvario, dove si recava a
firmare il registro dei sorvegliati, e i killer gli spararono in faccia mentre
saliva sul motorino che aveva parcheggiato a pochi metri di distanza. Era domenica
mattina e la piazza era affollata. Ma nonostante all'omicidio assistettero
moltissime persone, nessuno collabor� con la polizia.

I capi dei Faiano in manette. I fratelli Renato e Luigi Di Biasi

| L'agghiacciante racconto di Pasquale Petrillo: mi cercavano per vendicare


l'omicidio di Maurizio Russo
Dda e racconta: �Ho dormito a casa di tri Annamaria (due sorelle). Mentre Moscato
Rosa solo la notte dell'omici- stavamo ad Agerola sapemmo tramite dio. Il giorno
dopo andai da solo a Ro- Emma Di Biasi, della famiglia dei Faiama dove ho dormito
all'hotel Selecton, no e quindi nostri alleati, che i Missodietro la stazione
Termini, utilizzando Mazzarella-Sarno erano a conoscenza i miei documenti. L� sono
rimasto per del nostro rifugio di Agerola, per cui dedue notti. Sono poi tornato a
Napoli, a cidemmo di spostarci. Assieme a Rocasa di Nunzia Buccino, sorella di Ro-
sario Virgilio, detto "'o capellone", che sario e moglie di Franco Moscato (fra-
nel frattempo ci aveva raggiunto ad tello di Luigi). Poich� il posto non era
sicuMio fratello Luigi fu convocato ro, Equabile Carmela mi prelev� e con il da
Peppe "'o nasone". Rivelarono il mio taxi mi port� a Fuorinascondiglio per salvare
il resto della grotta fuori all'Edenlandia, ove incontrai famiglia. Ma Emma Di
Biasi mi avvis� Buccino Rosario, Virgilio Vincenzo e Luigi Moscato. Unito-
Agerola, ci recammo perci� a Milano�. Ma come avevano fatto i Misso a scomi a
loro, ci recammo tutti e quattro, insieme alla Equabile, ad Agerola, do- vare il
rifugio segreto di Agerola? Ecve gi� avevano affittato una casa, e do- co come
risponde il pentito Petrillo: ve trascorremmo il periodo di Pasqua. �Sembrer�
strano, ma fu stesso mio Mentre stavamo ad Agerola ci rag- padre a riferire loro
dove ci eravamo giunsero la madre di "birillo", D'Atri nascosti, poich� cos�
facendo, ottenne Concetta, e la madre di Buccino, D'a- dalla "Sanit�" la promessa
che non sa-

�Mio padre ha venduto la mia vita a Misso�

rebbe stato fatto nulla contro mio fratello Luigi. In pratica la mia famiglia
accett� malvolentieri quello che io avevo fatto, poich� io con il mio
comportamento avevo esposto tutti i miei parenti alla ritorsione dei Misso e dei
Russo. A loro dire avevo, inoltre, mostrato ingratitudine, poich� mio fratello
Luigi, uscito dal carcere nel 2001, era stato accolto proprio dal clan Rus-

I VERBALI

| Il ruolo dei "muschilli"del clan.Salvatore Scala gi� faceva i raid per lo zio
sciarmi andare. Nell'88-89 quando c'era la guerra con i Faiano io e Gennaro
Capezzuto subimmo un agguato da parte di Renato Di Biasi, che esplose al nostro
indirizzo dei colpi di arma da fuoco. Mi trovavo a bordo di una vespa condotta da
Capezzuto, che era una persona molto alta. Stavamo scendendo su via Taverna Pegna
verso via Roma ma all'incrocio con il vicolo dei Faiano c'era Renato Di Biasi
appoggiato ad una stampella perch� aveva una gamba ingessata. Quando ci vide
arrivare punt� l'arma e spar� mole volte. Rimasi illeso: per questi fatti sono
stato sentito prima in Questura e poi in Procura, ove mi recai accompagnato da mio
padre essendo all'epoca minorenne. Non dissi nulla di quanto sto riferendo ora�.
�Per quanto riguarda Salvatore Scala, racconto un episodio accaduto nel 1997,
allorquando lui aveva appena 1314 anni. Noi come clan Terracciano gestivamo anche
il lotto clandestino. Un giorno ci giunse notizia che Salvatore si era da solo
presentato nella nostra zona ed aveva affrontato Antonio Mozzanti detto "Totonno
'o Storto", da noi preposto alle giocate del totonero e, quindi, tenutario dei
blocchetti necessari per la raccolta delle scommesse e della cassa. Scala entr�
addirittura nel suo basso in vico Trucco per farsi consegnare bollette e soldi.
Sopraggiungemmo, quindi, io e Michel il tunisino, nel frattempo informati di
quanto stava accadendo. Ricordo addirittura che Michel voleva sparargli, ma io
glielo impedii: perch� mi veniva quasi da sorridere a vedere che, cos� piccolo,
avesse un tale coraggio�. ANNA AMATO

GLI INTERROGATORI IN CARCERE

A 13 anni portano armi ai commando


NAPOLI. A 13 anni custodiva e trasportava armi per conto del clan Mariano, che lo
utilizzava proprio perch� non imputabile per l'et�. Lui stesso, Pasquale Petrillo,
ex Terracciano dal 2005 collaboratore di giustizia, lo ha rivelato ai pm antimafia
raccontando anche un episodio di spavalderia di un altro indagato nell'inchiesta
contro il clan Di Biasi: Salvatore Scala, destinatario della misura cautelare ma
latitante. �Nel 1988 io avevo 13 anni e per conto del clan Mariano custodivo e
portavo armi in quanto non ero imputabile. Venni fermato insieme a Gennaro
Capezzuto anche se in quella occasione Pesce Paolo scapp� a bordo di una moto. Ci
fermarono i poliziotti di Montecalvario e fummo trovati in possesso di 3 pistole
che avevo io addosso: una 357 magnum e due 7,65. Dovettero per� la-

Davanti al gip gli indagati fanno tutti scena muta


NAPOLI.

Erano tutti detenuti al carcere di Poggioreale e l� il giudice per le indagini


preliminari del tribunale di Napoli, Tullio Morello ha interrogato i boss e gli
affiliati del clan Di Biasi che si sono avvalsi della facolt� di non rispondere.
Lo stesso ha fatto Maria Cangiano detenuta al carcere femminile di Poggioreale. I
difensori Maria Michela Fusco e Vincenzo Strazzullo presenteranno istanze al
Tribunale del Riesame gi� dalla prossima settimana. Tutti i 9 arrestati hanno
deciso di fare scena muta alla domande del magistrato. Per i cinque che gi� erano
detenuti gli interrogatori saranno la prossima settimana poich� per loro � stata
emessa una ordinanza di custodia cautelare e non un decreto di fermo. L'operazione
ai Quartieri Spagnoli coinvolge in totale 24 indagati, di cui 18 destinatari della
misura cautelare e 6 invece a piede libero. Tra questi ultimi ci sono anche
Salvatore Attanasio, accusato di un episodio di estorsione, e alcuni collaboratori
di giustizia che hanno fatto luce su molti retroscena di omicidi. In tre mancano
ancora all'appello: Salvatore Scala, Antonio Marmolino detto "mezza lingua", e
Ciro Verdicchio.

so e proprio tramite l'intermediazione dei Misso. Mio fratello Luigi stesso mi ha


poi raccontato che lui e mio padre ci avevano in pratica consegnato ai Misso ma, a
suo dire, c'era stato anche un preciso accorso per cui, in ogni caso, a me non
doveva succedere nulla o, quanto meno, non sarei stato ammazzato. Anche perch� il
principale artefice della fase esecutiva dell'omicidio era stato Buccino�.
Pasquale Petrillo rivela anche il retroscena della caccia al commando che aveva
ucciso Maurizio Russo. �Mio fratello Luigi fu portato direttamente al cospetto di
Giuseppe Misso detto "'o nasone". A condurlo nella Sanit� fu Vincenzo Troise,
suocero di mio fratello e cognato di Salvatore Savarese. Fu proprio Giuseppe Misso
a dire a Vincenzo Troise di portargli l� "Giggiolone" (soprannome di Luigi
Petrillo, ndr). Era, infatti, mio fratello a dover render conto in nome della
famiglia dell'accaduto (l'omicidio di Maurizio Russo, ndr), poich� proprio lui si
era affiliato ai Russo nelle mani di Giuseppe Misso�. �Il giorno stesso
dell'omicidio, prima che mio fratello ne venisse a conoscenza, lui fu localizzato
in piazza Carit�, presso il centro scommesse vicino alla caserma dei carabinieri,
da Gaetano Russo detto "ninotto" e da Gennaro Capezzuto, i quali, a bordo di una
moto Honda, entrambi armati, lo fermarono in strada e gli chiesero conto
dell'accaduto. Mio fratello, che nulla sapeva, si mostr� stupito. Mia sorella, che
era insieme a Luigi, cap� quello che stava per accadere e si mise ad urlare ed a
mettere cos� in fuga i due�.