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Misteri Le tesi sulla morte dello scrittore nel libro di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti

Pasolini, la pista del petrolio


Lomicidio, tra sfondo sessuale e documenti scomparsi su Cefis
di PAOLO DI STEFANO
tanti che, appena si sollevano dubbi sullomicidio di Pier Paolo Pasolini, sorridono invocando il complottismo, possono stare tranquilli: avranno sempre ragione. Nessuno riuscir mai a dimostrare nulla sulla morte dello scrittore. Intanto, per gli altri, i cosiddetti complottisti, gli interrogativi restano. Che Pasolini sia stato ammazzato per ragioni sessuali rimane la verit ufficiale: il diciassettenne Pino Pelosi lo uccise allidroscalo di Ostia nella notte tra l1 e il 2 novembre 1975 in una rissa. Punto. Questa certezza aveva molti vantaggi: per i letterati confermava lidea di una morte coerente con la figura anomala dellintellettuale che aspirava a entrare nel mito; per il movimento gay diventava lemblema della violenza subita dagli omosessuali. Prende piede da qui la messa a fuoco fatta da Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti nel libro Frocio e basta, edito da Effigie (pp. 119, e 10). La versione ufficiale sub un forte scossone quando, nel maggio 2005, Pelosi ritratt la sua confessione, sostenendo di essersi accusato perch sotto minaccia: disse di poter ormai parlare perch gli autori della minaccia erano morti. Precis che sul luogo del delitto cerano due auto; che Pasolini si trovava l per ricevere da un ignoto due bobine di Sal trafugate; che gi conosceva lo scrittore. Emerse inoltre che il giovane con cui Pasolini cen quella sera non era Pelosi ma un biondo con i capelli lunghi. Sono ritrattazioni che trovano conferma in altre testimonianze. Eppure nellinterpretazione dellopera e della vita (compresa la morte) dello scrittore di Casarsa ha sempre funzionato una sorta di effetto metonimia: la parte (il sesso) per il tutto. Pretendere di ricavare dalla sessualit dellautore una verit sullopera una procedura fallace e criticabile scrive la Benedetti , ma volerne ricavare addirittura la verit del suo omicidio offende la logica, e ancor pi il senso civile della verit, che non si fermano a ci che verosimile ma chiedono fatti e prove. vero che alle lacune probatorie non si riesce a rimediare nemmeno evocando Petrolio, ma ci che non si pu liquidare con una battuta che lelaborazione di quel libro, da parte dellintellettuale pi ascoltato del momento, entra in un insieme inquietante. linsieme delle morti che hanno come movente loro nero. Nel 2003 lo scriveva gi il magistrato Vincenzo Calia nella Richiesta darchiviazione del caso Mattei, citando appunto Petrolio. In quel romanzo incompiuto, che mescola lallegoria erotica con i riferimenti alla storia e allattualit politico-economica, lautore arriva alle stesse conclusioni a cui venticinque anni dopo sarebbe giunto Calia dopo la sua lunga indagine. Lo scrive in uno schema riassuntivo intitolato Appunti 20-30. Storia del petrolio e retroscena: In questo preciso momento storico (I Blocco politico) Troya (!) sta per essere fatto presidente dellEni: e ci implica la soppressione del suo predecessore (caso Mattei, cronologicamente spostato in avanti). Troya il nome che nella finzione lo scrittore attribuisce a Eugenio Cefis. Era quanto aveva rivelato, peraltro, un misterioso libro firmato con lo pseudonimo Giorgio Steimetz e intitolato Questo Cefis. Il libro, uscito nel 1972 per lAgenzia Milano Informazioni di Corrado Ragozzino, racconta la spregiudicata avventura di un capitano dindustria tra pubblico e privato, tra Stato e centri di potere occulto. LAgenzia era finanziata dal democristiano Graziano Ver-

Autori

zotto, della corrente rumoriana, braccio destro siciliano di Mattei e informatore segreto di Mauro De Mauro, il giornalista de LOra di Palermo ucciso nel 1970 mentre indagava sul caso Mattei, arrivando pi meno alle stesse conclusioni riguardo alla responsabilit di Cefis. Il libro di Steimetz fu fatto sparire sistematicamente dalla circolazione, ma tra le carte di Pasolini, oggi depositate al Gabinetto Vieusseux, ci sono le fotocopie, che lo scrittore utilizz come fonte. Tra quei materiali figurano anche altri documenti, sempre procurati da Elvio Facchinelli, animatore della rivista LErba Voglio: si tratta di tre conferenze (una inedita) di Cefis, compreso un discorso pronunciato allAccademia militare di Modena il 23 febbraio 1972, che Pasolini voleva inserire nel romanzo, come cerniera tra la prima e la seconda parte.

Il libro di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti (nelle foto), Frocio e basta, pubblicato da Effigie (pp. 119, euro 10). Sempre Effigie, nel 2010, ha ristampato il pamphlet del 1972 Questo Cefis di Giorgio Steimetz. Nel 2005, Gianni Borgna e Carlo Lucarelli per Micromega (n. 6) scrissero un saggio in cui ricostruivano i risvolti oscuri dellomicidio Pasolini.

Indicazioni Il giovane con cui lo scrittore cen quella sera non era Pelosi ma un biondo con i capelli lunghi, e ci trova conferma in varie testimonianze
Va inserito qui il mistero delle pagine di Petrolio che si presume siano sparite come cinque anni prima era sparito, con il suo autore, il dossier scritto di De Mauro che concludeva il lavoro commissionatogli dal regista Francesco Rosi sullomicidio Mattei. Il libro di Benedetti e Giovannetti ricostruisce, sulla base di inchieste giudiziarie e giornalistiche, il complicato intreccio tra servizi segreti, politica, ambienti economici (centrale la figura dellavvocato Vito Guarrasi, braccio destro di Cefis in Sicilia), gerarchie militari e criminalit organizzata che portarono alla morte non solo di De Mauro, ma anche del magistrato Pietro Scaglione, assassinato da Luciano Leggio e Tot Riina nel maggio 1971, il giorno prima che andasse in tribunale per testimoniare sulla vicenda De Mauro. E pure il vice questore di Palermo Boris Giuliano, il 21 luglio

1979, verr fatto fuori dalla mafia dopo aver completato le indagini su Mattei. In coincidenza con questi omicidi spariscono sistematicamente i documenti pi scottanti sugli affari e i delitti che riguardano il petrolio italiano. Ora, non affatto scontato che il famoso Appunto 21, di cui nel manoscritto rimane solo il titolo (Lampi sullEni), sia stato trafugato. Ma ci sono elementi che concorrono a questa ipotesi: intanto nellAppunto 22 Pasolini lo cita come un capitolo gi scritto, che doveva contenere, tra laltro, riferimenti espliciti al periodo partigiano di Cefis, oscurato da un episodio compromettente. Di uneffrazione in casa Pasolini nei giorni successivi allomicidio parla un cugino dello scrittore, Guido Mazzon, che ricorda una telefonata in cui la cugina Graziella Chiarcossi comunicava quel furto. Nel marzo 2010, Marcello DellUtri annunci che quelle carte sarebbero state esposte alla Mostra del libro antico di Milano, salvo poi tirarsi indietro. Nella mostra cera, insieme al libro di Steimetz e altrettanto introvabile, un altro volume, intitolato Luragano Cefis: autore misterioso, editore misterioso. DellUtri disse di aver visto i 78 fogli del capitolo Lampi su Eni: il caso vuole che Pasolini dichiar di aver scritto 600 pagine e ci che rimane sono 522 fogli. DellUtri aggiunse che si trattava di veline gialle, esattamente come tanti fogli Extrastrong di carta Fabriano che costituiscono il manoscritto del romanzo. Pu darsi che il senatore avesse imparato a memoria la parte, al punto da far coincidere alla perfezione tutti gli elementi. Difficile dire. Difficile sapere perch un senatore della Repubblica abbia fatto questo annuncio, per poi smentirlo. Incredibile che, legandoli a quel ritrovamento presunto, abbia fatto dichiarazioni su risvolti oscuri della storia italiana (Mattei, Cefis, Pasolini) senza poi essere minimamente sollecitato a spiegare meglio e a metterci sulle piste del testo inedito. Dopo uninterpellanza parlamentare di Walter Veltroni, tutto sprofondato nel silenzio. Gli anticomplottisti ne saranno felici.
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PIER PAOLO PASOLINI CON DUE RAGAZZI AL QUARTICCIOLO, ROMA (CONTRASTO)