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MATERIA

STORIA CONTEMPORANEA
PROFESSORE
PAOLO COLOMBO
ANNO DI CORSO
2013-2014
NOTE
Appunti tratti dal Ginsborg
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STORIA DITALIA DAL DOPOGUERRA AD OGGI


INTRODUZIONE
Nel 43 lItalia era essenzialmente un paese agricolo (ad eccezione delle principali aree urbane) con una
cultura popolare ancora profondamente contadina e dialettale. La volont imperialistica di Mussolini
aveva portato a subire una duplice invasione: tedesca e americana. La stessa integrit dello S. era messa in
discussione.
Quarantacinque anni pi tardi il volto dellItalia si trasformato: diventata una delle nazioni
economicamente pi forti del mondo. Le culture contadine non sono scomparse del tutto, ma sono state
sostituite da ununica cultura nazionale urbana. Vi stata una grande migrazione dalle campagne alle
citt, dal Sud al Nord.
Questo libro si occupa di questa trasformazione; tenendo anche per presenti gli elementi di continuit
storica (incapacit delle elites di stabilire unegemonia sulle classi subalterne, la debolezza e
linefficienza dello S., la forza della Chiesa cattolica nella societ civile, la coscienza di classe di
significativi settori del mondo del lavoro urbano e rurale, il particolare ruolo dei ceti medi, il problema
mai risolto del Mezzogiorno, il rapporto tra famiglia e societ).
La trattazione suddivisa per le tre grandi aree della penisola:
-lItalia Nord-occidentale del triangolo industriale (Milano-Genova-Torino)
-il Centro e la regione del Triveneto
-il Mezzogiorno con le isole
Non una tripartizione valida in assoluto (a livello storico bisognerebbe parlare di cento Italie), ma
sicuramente pi efficace della suddivisione Nord-Sud.
CAPITOLO PRIMO: lItalia in guerra
Politica e guerra
Mussolini entr in guerra accanto ad Hitler:
-decisione fatale per il fascismo
-non si sa se non fosse entrato se sarebbe rimasto di pi al potere come Franco
-ma era troppo compromesso e dalla sua amicizia per non entrare
Ben presto la guerra volge a favore degli Alleati:
-il consenso al regime si sgretola (soprat a seguito dei bombardamenti aerei alleati, alla mancanza di
cibo, limpennata dei prezzi)
-i primi a manifestare il malcontento furono gli operai delle fabbriche, soprat al nord
-anche le famiglie contadine furono colpite; si diffuse molto il mercato nero; si diffondeva la
disoccupazione
24 luglio 43: riunione del Gran Consiglio durante la quale fu approvata una mozione critica nei confronti
di Mussolini. Egli decise di minimizzare la cosa e fece capire che considerava quel voto privo di
significato .
Il 25 luglio il re Vittorio Emanuele chiese a Mussolini le dimissioni, comunicandogli di aver gi fatto i
primi passi per sostituirlo con Badoglio. Appena usc fu caricato su unambulanza e in seguito arrestato. I
fascisti colti di sorpresa non riuscirono ad organizzare alcuna resistenza.
Il confuso periodo che segu compreso tra il 25 luglio e l8 settembre ricordato come i 45 giorni.
Il regime venne rovesciato non da una rivolta popolare ma da un colpo di stato dallalto che preservava il
dominio e la libert di azione dei tradizionali gruppi dirigenti della societ. Questo avrebbe condizionato i
successivi due anni.
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Inizialmente furono organizzate grandi manifestazioni popolari che festeggiavano la fine del regime
(entusiasmo dovuto soprat a una speranza nella fine del conflitto), ma queste furono represse brutalmente.
Il re e Badoglio volevano mantenere la dittatura militare, ma al di l di questo non sapevano bene cosa
fare. Da una parte volevano la pace, dallaltra erano paralizzati dalla paura della Germania. Il loro intento
era quello di temporeggiare.
Il 3 settembre 43 venne firmato larmistizio segreto tra Italia e Alleati (nonostante Badoglio avesse
comunicato di voler procedere sulla linea precedente). Clausole molto dure:
-Italia doveva arrendersi senza condizioni
-non veniva accolta tra gli Alleati
-le veniva riconosciuto lo status di cobelligerante.
Inizialmente gli Alleati stavano preparando uno sbarco per difendere e proteggere la capitale, ma dato
che trovarono un Badoglio tentennante ed impreparato (e invece era necessario un supporto italiano),
allora si decise per lo sbarco a Salerno; rendendo pubblico larmistizio l8 settembre: Badoglio fu
costretto ad annunciarlo alla radio, ordinando alle forze armate italiane di cessare le ostilit contro gli
Alleati, ma senza impartire ordini precisi. Lesercito si dissolse: i soldati abbandonarono le caserme per
cercare di raggiungere le loro case prima di essere raggiunti dai tedeschi (molti furono cmq catturati e
deportati in Germania).
La famiglia reale si rifugi a Pescara, da dove part per Brindisi. In questo modo fu mantenuta lintegrit
e la lautorit della figura reale, aprendo la strada al Regno del Sud.
A met settembre 43 lItalia era tagliata in due: a sud di Napoli vi erano gli Alleati e il re, che il 13
settembre si decise a dichiarare guerra alla Germania; al nord vi erano i tedeschi, che avevano iniziato a
scendere in Italia per contrastare lavanzata alleata. Mussolini dopo essere stato liberato dai tedeschi,
torn in Italia e instaur una repubblica fantoccio con capitale a Sal (il Duce non poteva pi
sopravvivere nelle grandi citt). Il governo di Sal mantenne un controllo nominale su tutta la penisola
(ma oramai Mussolini era poco pi che un fantoccio nelle mani del tedeschi; anche perch non era
riuscito a riottenere il consenso degli italiani presentandosi come un governo repubblicano) e il suo
compito principale fu quello di arginare i partigiani.
Per reazione nellItalia settentrionale si svilupp la Resistenza, che pu essere suddivisa in tre categorie:
-antifascismo tradizionale: coloro che si erano sempre opposti a Mussolini, soprat comunisti
-reazione di giovani cresciuti sotto il fascismo
-antifascismo dei fascisti
-a questo si aggiungevano i giovani che volevano sfuggire alla chiamata alle armi della Rep di Sal e i
militari allo sbando.
I tedeschi e i fascisti si comportavano con particolare ferocia nei confronti dei partigiani e dei loro
simpatizzanti. Nonostante questo il movimento partigiano crebbe nella primavera del 44.
Il 9 settembre fu formato a Roma il CLN (=comitato di liberazione nazionale, a cui partecipavano sei
partiti: Dc, Pci, Psiup, Part dAzione, Pli, Democrazia del lavoro: appena fondata da Ivanoe Bonomi).
Durante lautunno furono creati dei comitati e in particolare furono attribuiti a Milano poteri straordinari
di governo al Nord. Il comitato milanese assunse il nome di CLNAI (=comit di liberaz naz alta italia). Nei
primi mesi, i diversi partiti antifascisti riuniti nel comitato riuscirono a mantenere una precaria unit
dazione.
Mentre lo S. si dissolveva, due eserciti di occupazione e tre governi italiani (la Rep di Mussolini, il
CLNAI, il Regno del Sud) chiedevano agli italiani obbedienza e fedelt. I cittadini erano dunque costretti
ad affrontare scelte sul piano morale e politico, da cui poteva dipendere la loro vita e quella dei loro
familiari.
La societ italiana nei primi anni 40
Capitale e lavoro nel nord
Torino: famiglia nucleare ma forti legami di parentela. I ragazzi iniziavano a lavorare molto presto; le
donne continuavano a lavorare fino al momento del matrimonio. I maschi ambivano a diventare operai
specializzati nel campo della meccanica (Fiat). Le ore di lavoro erano numerose. Le famiglie
consumavano raramente carne, e soprat minestrone e polenta; vivevano soprat in periferia e in case di
ringhiera. Cera poca mobilit sociale. Era molto presente la solidariet. La classe operaia torinese fu
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lavanguardia del movimento socialista. La coscienza di classe raggiunse il suo culmine con le
manifestazioni contro la prima guerra mondiale.
La generazione pi giovane vide per negli ideali socialisti dei genitori pi una costrizione che non degli
strumenti di emancipazione. Si diffuse il fascismo e le famiglie si rinchiusero in se stesse (silenzio che
discese sui quartieri operai) e la resistenza fu limitata a gesti simbolici.
Si accrebbe la mobilit sociale e geografica. Si diffusero nuovo miti, nuove attivit per il tempo libero
(cinema, partite di calcio). La citt si espandeva. Costruiti nuovi quartieri popolari, in cui non era mai
esistita la cultura socialista e dove erano presenti molte delle caratteristiche di una moderna periferia
operaia (pochi luoghi dincontro e di svago, forte senso destraneit allambiente, famiglie chiuse in se
stesse).
Milano: situazione simile. Capitale commerciale e finanziaria dItalia: diffusione del ceto medio urbano,
impiegati, terziario. Era cmq presente la classe operaia (Pirelli, Borletti, Falck, Marelli). Con il fascismo
molte abitazioni popolari furono abbattute: i quartieri popolari del centro furono smantellati per far posto
ad edifici di uffici o appartamenti di lusso.
Genova: importante centro siderurgico e grosso polo per la cantieristica e lindustria meccanica. Anche il
pi grande porto italiano.
Le tre citt del triangolo industriale patirono molto durante gli anni di guerra, anche se non subirono mai
gli intensi bombardamenti.
La disoccupazione negli anni di guerra era elevata, soprat in quei settori considerati non necessari allo
sforzo bellico. Dallaltro lato gli occupati nellindustria bellica avevano turni prolungati, supervisione
militare e aumento dei ritmi di produzione. Linflazione portava anche i salari verso il basso e livellava le
differenze salariali. Loccupazione tedesca successiva al settembre 43 accentu il clima repressivo e
terroristico: gli operai erano minacciati di essere deportati in Germania e le fabbriche di essere trasferite. I
tedeschi per avevano grande bisogno della produzione bellica italiana e a volte erano costretti a fare
alcune concessioni alla classe operaia.
Diversi settori del movimento operaio e pi di un partito allinterno del CLN decisero per una resistenza
limitata in attesa della liberazione alleata (attendismo che origina nellidea di minimizzare lo spargimento
di sangue e che fu combattuto soprat dai comunisti), i quali erano propensi per combattere contro i
tedeschi.
Per tutto linverno 44-45 continuarono gli scioperi: negli anni della guerra si ricompose la cultura
operaia che era stata distrutta dal fascismo.
Per quanto riguarda gli industriali: a mano a mano che fu chiaro che le potenze dellAsse sarebbero state
sconfitte, molti iniziarono a preoccuparsi per la situazione post-bellica. Sicuramente non volevano
inimicarsi i tedeschi, molti giocarono un doppio gioco.
I mezzadri dellItalia centrale
Le famiglie mezzadrili non vivevano in paesi, ma in case coloniche sparse; avevano un contratto annuale
(affitto e divisione del prodotto) con un padrone, il quale esercitava su di loro un potere paternalistico;
avevano un elevato numero di componenti; struttura della famiglia multipla e verticale (tutti sotto il padre
e la massaia). Forte presenza di vagabondi (frati, monache, zingari, straccioni, venditori ambulanti) che
chiedevano ospitalit in cambio di qualche lavoretto. In questo modo le famiglie non erano isolate da
quello che succedeva nel mondo (anche per i contatti con le altre famiglie relativamente vicine). Piuttosto
tale societ era statica.
I mezzadri erano considerati una fascia privilegiata (a confronto di coloro che non possedevano la
sicurezza della terra), ma la realt non era molto positiva per i contadini (servizi gratuiti al padrone,
matrimoni solo con consenso padronale).
A partire dalla fine del 1800 le condizioni dei contadini peggiorarono e sorsero le prime agitazioni, che
assieme a quelle degli operai del settentrione raggiunsero il loro apice dopo la prima guerra mondiale. Nel
1920 i mezzadri riuscirono ad ottenere delle concessioni favorevoli, che furono ben presto eliminate con
il ritorno allordine imposto dalle camicie nere.
Il fascismo non fece che peggiorare la situazione dei contadini. Molti si riversarono nelle citt. Dopo l8
settembre il flusso si invert: molte famiglie decisero di dare aiuto e rifugio a ex soldati, prigionieri di
guerra scappati, partigiani, ebrei in cerca di rifugio, renitenti alla leva militare. I motivi di questo aiuto:
ritenevano prossimo larrivo degli Alleati e stavano dalla parte del vincitore, non disdegnavano due
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braccai in pi, avversione al regime, desiderio di fare del bene e vivere da cristiani. Non tutte le famiglie
per agirono allo stesso modo. I contadini trovarono pi semplice non consegnare il prodotto agli
ammassi, ricorrendo al mercato nero.
Il sud agricolo
Pu essere suddiviso in 2 tipologie fondamentali: il fertile Sud alberato (caratterizzato da unagricoltura
intensiva di vigne, oliveti e alberi da frutto) e il Sud nudo (terra di pascolo e di coltura estensiva di
cereali. In entrambe la maggior parte della popolazione occupata lavorava la terra. Nella prima tipologia,
parte della terra era in mano ai contadini ma molti erano i braccianti che lavoravano a giornata (assunti
giornalmente dai capoccia). Nella seconda tipologia erano presenti vari tipi di propriet: piccoli
appezzamenti in montagna, sullaltopiano appezzamenti medio-grandi detti latifondo. Nei latifondi i
contadini vivevano in pessime condizioni. Anche durante il fascismo il loro livello di vita era
particolarmente basso + pativano per leccessiva tassazione , per la caduta dei prezzi agricoli, per il
sistema degli ammassi e per la battaglia del grano.
Nacque un sentimento di diffidenza nei confronti dello stato
In Sicilia bene ricordare il ruolo della mafia e in Calabria della ndrangheta. La mafia essenzialmente
unagenzia che offre garanzie o pi generalmente protezione in un contesto caratterizzato dalla sfiducia
generalizzata.
Nel periodo fascista nacquero delle proteste di massa dei contadini.
Con lo sbarco alleato aument la quantit di denaro in circolazione provocando cos un drastico aumento
dellinflazione. Gli Alleati per non si preoccuparono in maniera prioritaria del rifornimento alimentare
della popolazione civile. Larrivo degli Alleati non port nemmeno una maggiore giustizia sociale, infatti
la loro politica ufficiale pu essere riassunta in mantenere lamministrazione esistente e moderare con
discrezione la defascistizzazione. Gli Alleati si dichiararono al di sopra della politica: in questo modo
consacrarono una realt sociale esistente, basata sullo sfruttamento della miseria contadina.
Vedendo che la situazione peggiorava, i contadini intensificarono la loro protesta, tanto che alcune
manifestazioni si trasformarono in rivolta aperta.
Napoli
Era la pi grande citt del Meridione. Accanto a pochi ricchi che vivevano in lussuose case sul golfo,
esisteva una larga fascia di popolazione immiserita, una rilevante quantit di impiegati e piccoli
funzionari statali, unimponente massa di disoccupati o di poveri sottoccupati.
Poche industrie, pochi posti nel settore terziario.
Nel settembre 43 i tedeschi occuparono per breve tempo la citt, ordinando un sevizio di lavoro
obbligatorio. Dato che in pochissimi si presentarono, iniziarono i rastrellamenti che fecero scoppiare la
rivolta che si trasform in una battaglia per le strade. Con lavvicinarsi degli Alleati, i tedeschi si
ritirarono. Loccupazione alleata dur 15 mesi e fu disastrosa.
Nel 44 lItalia era dunque un paese in cui tutte le certezze del periodo fascista erano state frantumate
dagli orrori delloccupazione e della guerra.
Nel Sud gli Alleati furono accolti come liberatori, ma ben presto si palesarono tutte la ambiguit di questa
liberazione.
Gli Italiani hanno dovuto subire una duplice occupazione; sicuramente quella tedesca fu pi terribile ma
perlomeno nel Nord i problemi erano nettamente delineati. Nel Sud manc un movimento di Resistenza
(era possibile liberarsi dalla liberazione?), mentre nel Nord e nel Centro il movimento operaio, alcuni
settori di contadini e i partigiani si trovarono presto uniti per una sola causa. Fu in loro che furono riposte
le speranze di rigenerazione dellItalia.
CAPITOLO SECONDO: Resistenza e liberazione
Tre forze si sarebbero contese il dominio del paese:
1. Alleati:
gli Inglesi si assicurarono il controllo dellItalia e dunque erano loro ad aver la maggiore influenza sul
paese. La principale preoccupazione di Churchill era difendere i tradizionali rapporti di propriet(
mantenere il re al suo posto, non interessati a sradicare il fascismo dallapparato statale, re e Badoglio
costituivano la migliore garanzia di continuit dellordinamento tradizionale e i pi compiacenti
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interlocutori, poco considerato lantifascismo, paura del comunismo); inoltre riteneva che spettasse agli
italiani guadagnarsi il loro biglietto di ritorno nel consesso delle nazioni civili del mondo. Per questo
venne fissato un alto cambio per la lira e furono rigettati i piani americani di sostegno alla ricostruzione
industriale italiana (avrebbe costituito una minaccia per lindustria UK). Tale politica si pu sintetizzare
in: prevenire epidemie e disordini.
Invece gli americani: creare stabilit e prosperit. Tale prospettiva era meno prevenuta e pi
lungimirante. In particolare non considerarono il re e Badoglio come i soli interlocutori e trattarono gli
antifascisti del Cln con una certa considerazione; e compresero che la rapida crescita dei comunisti era da
attribuirsi alla disperate condizioni di vita. Cerc dunque di migliorare lapprovvigionamento alimentare,
di smistare gli aiuti Onu e di aprire una linea di credito.
Nella loro salita verso nord anche loro si scontrarono con il problema della Resistenza: invece di
reprimere o permettere (come in Grecia e Jugoslavia) decisero di minimizzarne il ruolo politico per
quanto possibile e di non consentirle in alcun modo iniziative non controllabili.
2. I comunisti:
Nel marzo 1944 Palmiro Togliatti, capo del Pci, ritorn in Italia dallesilio a Mosca.
Sostenitore di Stalin, aveva elaborato una sua strategia basata essenzialmente su tre punti cardinali:
-lunit nazionale: i comunisti dovevano sospendere la loro ostilit verso la corona e convincere tutte le
forze antifasciste a entrare nel governo monarchico per realizzare lunit nazionale contro nazisti e
fascisti
-la democrazia progressiva: concetto vago; significava la transizione ad una forma di stato che
consentisse alle masse popolari di partecipare alla vita e alla gestione politica del paese, in un modo pi
attivo e diretto di quanto non succedesse nelle normali democrazie parlamentari. La classe operaia
sarebbe divenuta la forza politica trainante del paese e avrebbe condotto a termine una serie di
fondamentali riforme, tra cui la distruzione di tutti i residui del fascismo, una radicale riforma agraria, una
battaglia contro il capitalismo monopolistico (non tutto il capitalismo)
-una durevole coalizione dei partiti di massa.
La dirigenza comunista riteneva che la possibilit di una rivoluzione sociale fosse da escludere per la
presenza dellesercito alleato.
Togliatti fu ispirato dalle idee di Gramsci (Quaderni del carcere): ogni guerra di movimento, ogni
assalto allo stato in occidente era destinato a fallire. Dapprima era necessaria una guerra di posizione
attraverso la quale la classe operaia avrebbe imposto la propria egemonia e si sarebbe preparata al potere.
Togliatti oltre alle alleanze a livello sociale propose anche le alleanze nella sfera politica: possibilit di
promuovere cambiamenti nella societ civile attraverso accordi tra le forze politiche. Lalleanza pi
difficile e controversa era quella con la Dc, ma Togliatti voleva conquistare anche i ceti medi. Per questo
ridusse al minimo qualsiasi rapporto tra la guerra di posizione e quella di movimento, fino a quando la
seconda non venne praticamente a scomparire. Fin dallinizio Togliatti enfatizz la necessit di
trasformare il Pci da piccolo gruppo di avanguardia a radicato partito di massa (slogan una sezione per
ogni campanile).
Aspetti positivi:
-il rifiuto per la rivoluzione ha evitato una sconfitta e dunque la perdita di una generazione di militanti, di
conseguenza il ritardo nella conquista dellindipendenza nazionale
-linsistenza sullunit si dimostr di notevole aiuto per la lotta partigiana (indebolita per le divisione
politiche interne)
-la decisione di entrare nel governo pose fine allisolamento politico e allimpotenza delle forze
antifasciste del Cln
-assicur al Pci la legalit
-cre le condizioni per la costruzione del partito di massa
-permise ai comunisti di occupare durante la guerra alcuni ministeri chiave come quello dellagricoltura
(Gullo).
Aspetti negativi:
-Obiettivo dellunit nazionale portato avanti ad esclusione di tutti gli altri: posposte alla fine della guerra
la soluzione delle principali questioni di natura sociale e politica (mentre i loro oppositori raggiungevano i
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loro obiettivi; + considera che qualsiasi politica comunista indirizzata a raggiungere obiettivi politici e
sociali nel corso della guerra di liberazione avrebbe incontrato una dura opposizione).
Conseguenze:
-accettata senza riserve la legittimit del Regno del sud fino a quel momento contestata dai partiti
democratici
-primo passo per il mantenimento delle vecchie strutture istituzionali e burocratiche (ostacolo alle
riforme).
3. Democrazia cristiana:
Nata a Milano nel 1942 nella casa di Falck dopo la fine nel 1926 del Partito popolare (fondato da don
Sturzo). Fondatori: pochi dirigenti del vecchio Partito popolare + Associazione laureati cattolici.
Nel 1943/45 ruolo secondario, ma fondamenti della sua successiva supremazia (in particolare appoggio
del Vaticano, Alcide De Gasperi come dirigente, crescente consenso presso tutti gli strati della societ).
Programma: richiamo ai valori cristiani che riconciliavano lantagonismo umano (fratellanza) +
incoraggiamento della piccola propriet contadina e del piccolo commerciante.
De Gasperi, da sempre opposto al comunismo vide i vantaggi e la necessit di una cooperazione con il
Pci, ma la consider sempre come un rapporto innaturale e una coabitazione forzata (non unalleanza
duratura come Togliatti).
DG divenne il leader della Dc e tracci per il partito una via moderata; riteneva che un partito cattolico
moderato potesse trionfare non tanto nellattivismo quanto alle urne. In particolare fu lappoggio della
Santa Sede (Pio XII si avvicin man mano che cresceva il potere della Resistenza e dei partiti
democratici; prima riteneva impossibile una convergenza tra la citt umana e divina) a trasformare la DC
in un partito di massa .
Altri contributi:
-Azione cattolica si spost
-varie organizzazioni fiancheggiatrici create allo scopo di radicare il partito nella societ; esempio
Coldiretti (Ass.cattolica dei coltivatori; sfruttando lostilit meridionale verso lo Stato, avvis che sotto
un regime comunista tutta la terra sarebbe stata nazionalizzata); Acli
-alcuni settori del capitalismo.
Durante il 1943/45 si ripropose con insistenza il tema della necessit delle riforme e dellincapacit di
attuarle. Responsabili: alleati che cercarono gli interlocutori pi arrendevoli e conservatori; in particolare
gli UK + interessati a restaurare che a riformare; re e Badoglio dello stesso avviso; Pci subordina tutto
allunit nazionale.
I partiti e la politica nellestate 1944
22 aprile 1944 i partiti del Cln (tranne Partito dAzione) entrarono nel governo.
Alcuni giorni prima delegazione alleata suggerisce a Vittorio Emanuele di abdicare.
4 giugno 1944 gli alleati: entrano a Roma senza resistenza (shock delle Fosse Ardeatine: a seguito
delluccisione di 33 tedeschi, furono fucilati 335 antifascisti. Caso pi emblematico della resistenza
alloccupazione tedesca + anche fenomeni di collaborazionismo).
Cambio del governo: il Cln costrinse Umberto (luogotenente plenipotenziario del regno) a sostituire
Badoglio con Ivanoe Bonomi. Egli rappresentava una minaccia per la prospettiva delle riforme, in
particolare rimise in funzione lamministrazione centrale senza cambiarne il carattere e senza epurare il
personale.
N il Partito socialista n quello dAzione riuscirono a rappresentare unalternativa credibile al Pci. Le
ragioni dellegemonia comunista sulla sx risiedevano in egual misura nei propri meriti e nelle debolezze
dei lori oppositori. I comunisti risentivano molto positivamente della loro unit interna; naturalmente per
vi erano differenze. Molti perplessi dalla democ. progressiva: la considerarono una mossa tattica per
ottenere unimmediata legittimit al partito. Questo doppiezza fu fondamentale nel riconciliare gli
obiettivi di classe con la volont di compromesso della dirigenza del partito.
La crescita della Resistenza e la crisi invernale del 1944
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Nel 44 la Resistenza crebbe. Nellagosto ci fu uno scontro, essenzialmente simbolico con gli Alleati, i
quali non vollero riconoscere il ruolo dei partigiani toscani nella liberazione di Firenze e attribuendogli
semplicemente un ruolo consultivo.
Si era sparsa lattesa di una generale insurrezione del Nord. Ma alla fine di agosto gli Alleati lanciarono
una grande offensiva contro la linea Gotica, senza per riuscire ad ottenere un successo. In conseguenza il
generale Alexander annunci che sarebbe stato meglio per i partigiani nascondersi; ma oramai non
cerano pi posti dove nascondersi. Il movimento per sopravvisse: scese a valle invece che salire sulle
montagne pi alte. Nel novembre 44 una delegazione del Clnai si rec a Roma per ottenere
riconoscimento e aiuto dagli Alleati: lincontro si concluse con i Protocolli di Roma, che garantivano alla
Resistenza un sussidio economico e una massima assistenza. Gli Alleati non riconobbero ufficialmente il
Clnai, ma gli accordarono una certa responsabilit come esecutori degli ordini primi del Supremo
Comando Alleato. In cambio i dirigenti della Resistenza fecero parecchie concessioni: al momento della
liberazione avrebbero ubbidito al comandante alleato; le unit partigiane sarebbero dovute essere
smobilitate immediatamente; tutte le armi sarebbero dovute essere consegnate agli Alleati; un generale di
carriera italiano, Cadorna, avrebbe dovuto assumere immediatamente il comando nel Settentrione. In
generale dunque possiamo dire che i Protocolli segnarono una sostanziale sconfitta della Resistenza. Tale
situazione suscit forti proteste allinterno del movimento partigiano. Gli inglesi invece erano
giustamente soddisfatti.
I negoziati tra Alleati e Resistenza coincisero con una crisi di governo che divise i partiti di sx e li
indebol ulteriormente in un momento critico. Bonomi si dimise presentando le dimissioni al principe
Umberto e non al Cln, che lo aveva designato (ci peggior le cose). I socialisti e il Partito dAzione,
irritati, si rifiutarono di collaborare con lui, mentre Togliatti decise che la continuit della presenza
comunista nel governo era pi importante di qualsiasi altra considerazione. Il secondo governo Bonomi
vide la luce e sarebbe rimasto in carica fino alla liberazione. Togliatti ne divenne il vice-presidente.
Bonomi non riconobbe il Clnai come governo del Nord, ma solo come organo de partiti antifascisti dei
territori occupati dal nemico. Il Clnai accett questo potere delegato.
La situazione del Sud, 44-45
Le elite urbane e terriere meridionali non scelsero subito la Dc come partito che la rappresentasse, tuttavia
essa riusc in breve ad ottenere consensi, in particolare attirando mafiosi e proprietari terrieri.
Nellautunno 44 roprese con forza un movimento di lotta nelle campagne che era ispirato dalla
legislazione del ministro comunista dellagricoltura Fausto Gullo, il quale cerc di spezzare lequilibrio
esistente nei rapporti di classe.
Gli aspetti principali della legislazione:
-riforma dei patti agrari, in modo da garantire almeno il 50% della produzione che andava divisa
-permesso alle cooperative agricole di produzione di occupazione dei terreni incolti o mal coltivati
-proroga di i patti agrari in modo da impedire ai proprietari di sbarazzarsi dei fittavoli lanno seguente
-proibizione di qualsiasi mediazione tra contadini e proprietari.
Scopo: incoraggiare i contadini a intrecciare le strategie familiari con lazione collettiva, a superare il
fatalismo e lisolamento.
Anche la Cgil (rinata nel 44) aveva dato un contributo alla sorprendente mobilitazione concentrando la
propria attenzione sulle condizione dei braccianti (cercando di imporre limponibile di manodopera:
obbligo per i proprietari terrieri ad assumere braccianti in proporzione allestensione della terra; e i
sistema di collocamento: cercava di regolare come venivano assunti).
Tale protesta era destinata a durare tre anni (44-47).
Linsurrezione nazionale nel Nord, aprile 45
Nellinverno del 44-45 anche le condizioni degli operai peggiorarono (freddo, disoccupazione, mercato
nero con alti prezzi, mancanza di generi alimentari).
Nella primavera del 45 fu chiaro che:
-il movimento partigiano era sopravvissuto: aument di numero
-la liberazione dellIt sarebbe divenuta realt.
Il carattere della liberazione fu oggetto di disaccordo:
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-UK: pretendevano per s soli il diritto di accettare la resa tedesca; esortavano i partigiani a non
intraprendere azioni indipendenti e a concentrare le loro energie nel salvare le industrie
-i partigiani: daccordo su questultimo punto, non erano disposti ad accettare un ruolo di secondo piano
nella liberazione.
Il 1 aprile gli Alleati lanciarono la loro ultima offensiva contro le linee tedesche, puntando ad una rapida
penetrazione nella Pianura padana. Tra il 24 e il 26 aprile, mentre gli Alleati erano ancora in Emilia,
Genova, Torino e Milano insorsero contro i nazifascismi. Entro il 1 maggio lintera Italia settentrionale
era stata liberata. Il carattere popolare e insurrezionale della Liberazione, che lasci unindelebile
impressione nella memoria di chi vi aveva partecipato, fu accolto quasi ovunque con entusiasmo, ma
talvolta provoc timori (soprat negli industriali del Nord che si trovarono con le fabbriche occupate e
dovettero attendere 10 gg larrivo degli Alleati; alcuni tra i pi compromessi scapparono in Svizzera) e
addirittura un terribile regolamento di conti.
Anche gli Alleati erano preoccupati: non avevano gradito il livello di indipendenza con cui avevano agito
gi italiani e in pi cera la preoccupazione per un ritorno totalitario (si presentavano tutti gli elementi che
avevano portato al fascismo: disoccupazione di massa, inflazione, diffusa presenza di armi), ma stavolta
rosso, non nero. Si trattava di timori infondati; infatti gi Alleati non ebbero troppe difficolt a portare a
termine il piano stabilito dai Protocolli: la popolazione li accolse con gioia e come liberatori; essi
rimasero colpiti dal livello di ordine e normalit che si era ristabilito e poterono procedere al ritiro delle
armi (anche se molte ne rimasero in circolo).
Il sacrificio della Resistenza non fu vano: in un momento in cui gi italiani erano disprezzati e screditati
per il loro consenso e appoggio dato al fascismo, i partigiani fecero parecchio per ripulire limmagine
offuscata dellItalia e per ridare fiducia in se stessi agli italiani, riuscendo a costruire una duratura
tradizione antifascista. Parecchio di quello per cui avevano lottato i partigiani rimase tuttavia irrealizzato,
in particolare la realizzazione di una forma di democrazia pi diretta e socialmente giusta.
CAPITOLO TERZO: Lassetto postbellico, 1945-48
Il fronte capitalista
Non era un fronte omogeneo, anche perch la struttura dellindustria italiana comprendeva sia
uninnumerevole serie di piccole imprese che una concentrazione di capitali e mezzi di produzione.
Le divergenze furono superate grazie a Confindustria, che present in modo compatto gli obiettivi, in
particolar modo rivendicava il diritto degli imprenditori di licenziare a proprio piacimento (il Clnai aveva
proclamato ogni licenziamento illegale) e pi in generale una limitazione del potere del sindacato a livello
di fabbrica.
Per quanto riguarda lo Stato, la classe imprenditoriale lo considerava unistituzione non sufficientemente
rappresentativa dei propri interessi e verso cui non si sentiva responsabile.
Per realizzare i propri obiettivi guard sempre pi alla Dc, in quanto il loro storico partito dei liberali non
si era dimostrato capace di adattarsi alle mutate condizioni dellItalia postbellica (rimanendo un partito
delite, al contrario della Dc che aveva una vocazione interclassista e bas molto i suoi programmi sulla
difesa della famiglia che era stata sconvolta dalla guerra).
La classe imprenditoriale fu rafforzata dal rapido declino dellegemonia inglese nel Mediterraneo e dalla
sostituzione nellegemonia da parte degli americani, che decisero di erogare sovvenzioni allEuropa per
dare sbocco ai crescenti capitali e non ricadere nella situazione della Grande Depressione. Gli Usa
aiutarono lUe a ricostruire e a creare un mercato capitalistico internazionale.
In questi anni il mito americano inizi a conquistare gli italiani.
Il movimento operaio
In questi anni il movimento operaio inferiore rispetto al fronte capitalista. Vediamo alcuni elementi di
questa inferiorit:
-durante la guerra le condizioni di vita della classe operaia erano peggiorate
-non era presente una coscienza rivoluzionaria diffusa, ma molti aspettavano una nuova era socialista (che
per si aspettavano arrivasse dallesterno, un po come la liberazione era arrivata dagli americani)
-il Pci sostenendo la necessit dellalleanza con la Dc non seppe approfittare dellattivismo della classe
operaia per ottenere le riforme
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-il sindacato unico, la Cgil, non era in realt autonomo dai partiti, dato che nonostante la maggior
presenza comunista, tutte le forze (socialisti, comunisti e democristiani) erano rappresentate da
unidentica rappresentanza allinterno degli organi dirigenti. Inoltre il sindacato assunse come ufficiale la
posizione della Dc
-la posizione della sx era sostenuta esclusivamente dal Pci, dato che il Psi si trovava in una posizione ad
esso subordinata a causa della mancanza di qualit di leader in Nenni e alla concentrazione sulla classe
operaia, senza preoccuparsi della classe media
-dopo la fine della guerra numero elevato di disoccupati
-Urss come modello internazionale, punto di riferimento, ma il mito della imminente liberazione
socialista come qualcosa che arrivava dallesterno non permise lo sviluppo di una strategia rivoluzionaria
basata sulle proprie forze e laccezione acritica e adulatoria serv a poco per far progredire la causa del
socialismo.
Parri e De Gasperi, giugno 45 - maggio 46
a. Politica e istituzioni
Parri (uno dei capi militari della Resistenza) fu scelto come capo del governo quando nel giugno 45
Bonomi diede le dimissioni per lasciare il posto a un governo pi rappresentativo dellItalia liberata
Durante il suo governo di cinque mesi Parri non si dimostr allaltezza della situazione: non stabil un
preciso ordine di priorit facendosi sopraffare dalla routine amministrativa e fu incerto in un momento in
cui erano necessarie riforme. Inoltre suscit lopposizione del Pli e delle grandi imprese: aveva proposto
lepurazione e una forte tassazione per le grandi imprese. Dietro il personale fallimento di Parri stavano i
limiti del partito dAzione: era paralizzato da divisioni interne che portarono allo scioglimento.
Comunisti e socialisti, che pur erano in maggioranza su democristiani e liberali, fecero poco per
rimediare alla debolezza del partito, anche perch stavano pensando di rimpiazzarlo con De Gasperi.
Nel novembre del 45 i liberali annunciarono il loro ritiro dal governo; De Gasperi li appoggi e Parri fu
costretto a dimettersi.
Le elezioni politiche del 46 videro salire al potere De Gasperi, il quale si ostin affinch la questione
costituzionale venisse decisa da un referendum e non dallAssemblea costituzionale e che a questultima
fossero attribuiti solo funzioni per la stesura della nuova Costituzione (e non legislativi, che rimanevano
temporaneamente al governo). Ragioni: nascondere la divisione tra elettorato Dc (monarchici) e i quadri
del partito (per la repubblica).
La sinistra lasci correre su entrambe le questioni.
Durante i due governi la tradizionale struttura statale e amministrativa ereditata dal fascismo era stata
consolidata; i comunisti mostrarono scarso interesse alla questione per unerronea credenza nella
neutralit delle istituzioni. La loro principale preoccupazione era ottenere il potere con le elezioni, non
cercare di riformare la burocrazia.
Fu fatto qualche tentativo per epurare il personale, ma questo fall in quanto epurare avrebbe significato
pi o meno chiudere lamministrazione e dunque si risolse nellepurazione dei pi bassi livelli, lasciando
liberi alcuni tra i maggiori responsabili del fascismo. Inoltre la magistratura non fu toccata
dallepurazione e quando dovette giudicare, prosciolse quanti pi imputati pot dallaccusa di
collaborazione con il regime. Anche altri settori rimasero inviolati.
Alla fin fine leffettiva epurazione fu quella condotta dai ministri democristiani contro i partigiani e gli
antifascisti che erano entrati nellamministrazione statale subito dopo linsurrezione nazionale.
b. Problemi economici e sociali
Il primo anno dopo la guerra fu contrassegnato da stabilit relativa dei prezzi e da un livello assai basso di
produzione. AllItalia mancavano le materie prime necessarie allo sviluppo industriale ed era costretta ad
importarle, cercando di coprire i costi con lesportazione. Comunisti e socialisti non offrirono mai alcuna
reale alternativa sul terreno della politica economica: i problemi politici e istituzionali avevano la priorit
assoluta.
Tutto ci port ad una sostanziale subordinazione al liberismo degli imprenditori.
Anche nelle principali battaglie sociali il movimento operaio perse terreno nei confronti della classe
padronale.
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Nel 46 la Cgil acconsent ad alcuni licenziamenti e la stipula degli accordi salariali a livello nazionale
(che escludevano la possibilit di agitazioni locali o di fabbrica). La Cgil accett perch ritenne
fondamentale garantire un minimo salariale decente su scala nazionale (per combattere lestrema povert
e per evitare unulteriore divisione nella classe operaia). Nonostante i vantaggi derivanti dallintroduzione
del periodo minimo di vacanza e della scala mobile (sist di salvaguardia dei salari reali contro gli effetti
dellinflazione), i costi pagati dal sindacati furono alti: le organizzazioni di fabbrica del sindacato, avendo
perso il loro compito nella contrattazione, sparirono lasciando i proprietari padroni assoluti nella fabbrica.
La Repubblica e la fine della grande coalizione, giugno 46 maggio 47
a. Le prime elezioni e la Costituzione
2 giugno 46: referendum tra monarchia e repubblica + elezione rappresentanti Assemblea Costituente. A
suffragio universale: le donne al voto per la prima volta.
Un mese prima Vittorio Emanuele III aveva abdicato in favore del figlio Umberto, ma questo non fu
sufficiente a cancellare la memoria del coinvolgimento con il fascismo e della fuga dell8 settembre:
divenne una repubblica (il centro-nord vot per la Rep, mentre il Sud appoggi la monarchia). Il re di
maggio and in esilio e 15 gg pi tardi. Enrico de Nicola venne eletto capo provvisorio dello S.
Lelezione dellAss. Cost. dette unindicazione precisa della forza relativa dei tre principali partiti:
-la Dc emerse come il pi forte (sostegno dalle zone rurali)
-i socialisti erano la seconda forza (soprat a Mi e To)
-infine i comunisti.
Il Partito dAzione ottenne un risultato insignificante, mentre il Fronte dellUomo Qualunque" (un nuovo
partito di dx) ottenne un buon numero di voti.
La nuova Cost defin la forma di Gov (parlamentare, basata sul principio bicamerale e sul sist
proporzionale) e di S (Rep fondata sul lavoro). Essa conteneva molti articoli innovativi, che per furono
identificati come norme programmatiche (ossia da realizzare nel tempo e non nellimmediato) e dunque
molte leggi e codici fascisti rimasero in vita e si aspettarono vari anni primi che tali artt. fossero attuati
(es. il Consiglio Superiore della Magistratura nel 58, le regioni nel 70 e il referendum abrogativo).
b. La politica e i partiti
Luglio 46: secondo governo De Gasperi. Dc in maggioranza: cerc di rafforzarne la presenza nel Gov
pur mantenendo la coalizione di sx. Ma, proprio in questo periodo la Dc entr in crisi, soprat a causa
dellinflazione: le classe medie urbane che non erano soggette alla scala mobile, accusarono DG di
eccessiva indulgenza verso i partiti di sx.
Novembre 46: elezioni amministrative in cui la Dc ebbe perdite disastrose, in particolare a scapito del
Part dellUomo Qualunque (dx). Furono fatte dunque pressioni a DG affinch rompesse con i comunisti e
i socialisti. Ma DG si riservava il diritto di scegliere il momento pi opportuno in cui sciogliere la
coalizione.
Gennaio 47: DG prese liniziativa per una visita in Usa; torn annunciando un nuovo prestito di 100
milioni di $.
Per tutto il secondo governo di DG, la sx rimase in uno stato di fondamentale immob ilismo:
-i comunisti continuarono ad avere per principale preoccupazione la partecipazione al governo e il
mantenimento della fragile alleanza con la Dc
-dal partito socialista, Saragat con una scissione cre un nuovo partito socialdemocratico (Psuip), che fu
sempre subordinato al Pci e soggetta alle pressioni dellUsa della guerra fredda.
c. Lotte sociali
Nellestate e nellautunno 46 ci fu una mobilitazione straordinaria:
-nelle citt del Nord si svilupparono agitazioni spontanee contro la disoccupazione e linflazione, che non
tenevano conto dei richiami sindacali al sacrificio; particolarmente attivi furono le donne e i prigionieri di
guerra rimpatriati
-nelle campagne, le agitazioni contadine spingevano per lattuazione dei decreti Gullo (riforma agraria:
distribuzione di terre, cooperative)
-nel Centro i mezzadri iniziarono una battaglia per modificare i rapporti tra proprietari e contadini.
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La mobilitazione per si concluse con un fallimento principalmente a causa dellostilit dei liberali e dei
democristiani, ma anche per larrendevolezza dei comunisti che accolse la mobilitazione fin quando non
metteva in pericolo lalleanza con la Dc. Nel Centro per la mobilitazione lasci uneredit importante: si
era imposta una tradizione di azione e cooperazione collettiva, famiglie e collettivit si erano
improvvisamente intrecciate, i giovani avevano contestato il potere dittatoriale dei vecchi, la campagna
quello delle citt.
d. La cacciata delle sinistre
DG riconosceva il ruolo frenante della sx e la voleva fuori dal Gov ma non era sicuro che in questo modo
il P fosse governabile.
Al ritorno dellAmerica, attraverso un rimpasto, diminu la presenza delle sx.
Nel frattempo aument limpopolarit della Dc: crebbe il tasso di inflazione e fu firmato il Trattato di
pace molto sfavorevole allItalia (perdita delle colonie, riparazioni di guerra, penisola istriana alla
Jugoslavia).
Dato che quasi tutto ci che DG aveva sperato di ottenere dalla coalizione antifascista era stato realizzato,
era giunto il momento della rottura.
Due avvenimenti internazionali lo incoraggiarono in questa decisione:
-analoga situazione in Fr: comunisti cacciati con successo dal governo per la prima volta dalla fine della
guerra
-gli americani manifestarono il loro anticomunismo riguardo la situazione italiana.
A maggio DG si dimise. De Nicola dette lincarico a Nitti di formare il Gov, ma questi non riusc a
formare una maggioranza attorno a s. Cos DG torn al potere formando un Gov di centro con
lappoggio parlamentare di tutti i partiti di dx. Era la fine della coalizione antifascista.
Il confronto, giugno 47 aprile 48
a. La politica economica di Luigi Einaudi
DG rinvi le elezioni politiche al 48. Ministri chiave del nuovo Gov furono:
-Scelba: Min degli Interni; prototipo del conservatore, necessario in un contesto di crescente tensione
sociale. Polizia e carabinieri, oltre che ad essere epurati da tutti gli ex partigiani, furono incoraggiati a
intervenire con forza e brutalit contro tutte le manifestazioni operaie e contadine che oltrepassavano
limiti di tolleranza strettissimi
-Einaudi: Min del Tesoro e vice-presidente del Cons; intervenne con decisione nelleconomia per tenere
linflazione sotto controllo. Riusc nel suo intento, anche se i suoi metodi ebbero tra le conseguenze
negative quella di colpire in profondit la piccola e media industria (provocando un declino degli
investimenti e quindi della produzione industriale, cui seguirono licenziamenti).
Le classi medie urbane invece, con stipendi fissi, videro finalmente un tentativo di salvaguardare il loro
livello di vita. Questo assicur alla Dc una buona base materiale per la vittoria elettorale del 48.
b. Il partito comunista
Togliatti reag allespulsione dal Gov sperando che la forza delle cose spingesse DG a riconoscere il suo
errore.
Tuttavia con lavvio della guerra fredda, Stalin impose una linea uniforme di opposizione intransigente
per contrastare la nuova aggressivit americana. I partiti italiano e francese furono accusati di essere stati
troppo concilianti con i partiti borghesi e troppo desiderosi di rimanere al potere a costo di compromettere
gli interessi della classe operaia.
I comunisti delloccidente non avevano scelta di opporsi a questi progetti: Togliatti accolse con riluttanza
queste istruzioni, mentre molti esponenti del partito provarono un senso di sollievo nel trovarsi finalmente
in aperta opposizione al Gov. Durante lautunno prese vigore una nuova ondata di protesta sociale, e
questa volta gli attivisti comunisti non dovettero rivestire il ruolo di moderatori.
Le agitazioni del 47 risultarono una sorta di intermezzo nella strategia del Part comunista. Togliatti era
profondamente ostile a qualsiasi azione che facesse eccessivo affidamento a pressioni di natura
extraparlamentare per ottenere un cambiamento. Pur rispettando linsistenza sullopposizione, Togliatti
incanal rapidamente gli sforzi del partito in una dimensione elettoralistica. Il compito pi importante
divenne la preparazione alle elezioni primaverili. Nel dicembre 47 Psi e Pci si accordarono per
partecipare alle elezioni su una piattaforma unitaria.
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c. Le elezioni del 48
Vittoria della Dc, grazie a:
-lambasciatore americano si premur affinch il massiccio intervento di aiuti non passasse inosservato
-Marshall ammon che in caso di vittoria comunista tutti gli aiuti allItalia sarebbero stati sospesi
-Usa, Fr, Uk promisero che avrebbero riconsegnato la citt di Trieste allItalia
-dagli Usa, la comunit italo-americana, numerosa e prevalentemente conservatrice, utilizz ogni mezzo
per fare propaganda alla Dc
-se tutto questo fosse fallito sarebbe sempre rimasta la possibilit di un intervento militare
-la Ch intervenne a favore della Dc
-la Dc stessa impost una campagna elettorale virulenta ed efficace + non volle apparire esclusivamente il
partito dei padroni; DG nei suoi comizi parl della necessit di riforme fondamentali e appena prima delle
elezioni la Confindustria approv un rilevante aumento salariale agli impiegati (rabbonendo cos un
settore dellelettorato che era stato incapace di difendere nei tre anni precedenti i propri livelli di vita)
-di fronte a tutto ci i sovietici avevano assai poco da offrire come contropartita.
La vittoria Dc fu ottenuta a spese tanto dei part di sx che di dx.
La sinistra, che non aveva presentato liste separate ma si era affidata alla preferenze degli elettori, vide
per i socialisti un crollo catastrofico, che determin legemonia comunista sulla sx.
Poscritto
Il 14 luglio 48 un fanatico, Antonio Pallante, spar a Togliatti mentre usciva dal Parlamento e lo fer
seriamente. Fu lo sciopero generale (chiusero i negozi, si fermarono gi operai, le folle riempirono le
piazze) in quanto lo sparo venne percepito come linizio di un attacco alla sx. Fu questo lultimo
momento insurrezionale del dopoguerra. Tutte le frustrazioni accumulate in tre anni tornarono a galla; ma
anche in questo momento una rivoluzione sarebbe stata un fallimento. Per questo gi due giorni dopo i
dirigenti comunisti lavoravano per cercare di convincere i propri militanti a interrompere la protesta.
Quattro giorni dopo, De Gasperi ordin la repressione.
CAPITOLO QUARTO: La riforma agraria
La Dc aveva vinto le elezioni sottolineando la natura progressiva, la consapevolezza della necessit di una
giustizia sociale, il desiderio di superare le peggiori eredit del passato.
Le riforme rimasero al centro del dibattito politico, ma vi erano dei problemi: che tipo? Come realizzarle?
Chi ne avrebbe tratto beneficio?
Diverse risposte:
-comunisti e socialisti: riforme di struttura, ossia profonde trasformazioni che avrebbero portato verso
una fase di socialismo
-seguaci di Dossetti (corrente di sx allinterno della Dc): s alle riforme, ma in una prospettiva meno
radicale della precedente, in particolare che coinvolgessero la povera gente
-la maggioranza della Dc: guarda con sospetto alle riforme; disposta a promuovere aggiustamenti parziali
del sistema per limitare la tensione sociale esistente, ma non voleva assolutamente modificare la struttura
fondamentale.
Pochi provvedimenti legislativi possono essere definiti riforme, tra questi quello che riguarda
lagricoltura.
Agitazioni contadine e risposta governativa
a. Il movimento contadino dai decreti Gullo alla strage di Melissa
Il successore di Gullo, Antonio Segni (ricco proprietario sardo; ministro DC allagricoltura), svuot in
parte la legislazione del suo predecessore, in particolare permettendo ai proprietari di riappropriarsi delle
terre perdute nel 46-47. In questo modo la Dc pot assicurarsi alle elezioni del 48 gran parte del terreno
elettorale che aveva perso nel Meridione agricolo.
Ma i problemi rimanevano cmq urgenti e i contadini nel 49 tornarono a manifestare rivendicando
nuovamente il loro diritto alla terra. Spesso marciarono sui latifondi con una copia della Costituzione,
conoscendo a memoria lart. 42: dir. di propriet, riconosciuto e garantito per legge, deve essere
assicurato a tutti + ben impressa nella memoria collettiva la promessa di terre fatta in epoca napoleonica.
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La maggior parte dei dirigenti del movimento contadino e parecchi dei suoi attivisti era comunista.
Togliatti non voleva che le agitazioni del Sud fossero un ulteriore pretesto per spingere la Dc a prendere
nuovi provvedimenti anticomunisti su scala nazionale. Ma oramai i militanti meridionali del Pci erano
riluttanti (e spesso impotenti) a controllare il movimento contadino gi avviatosi.
La mobilitazione inizi in Calabria e port molti contadini ad occupare i latifondi. In particolare le
occupazioni della terre e le manifestazioni erano in genere programmate e organizzate nella locale
sezione comunista o alla Camera del Lavoro, in genere la domenica. Il giorno successivo un lungo corteo,
al quale partecipava tutto il paese, si muoveva verso la propriet designata. In molti casi le occupazioni
erano simboliche, ma in altrettanti casi si riteneva dovessero essere permanenti. In questo periodo si
diffuse un senso di solidariet che sostituiva la sfiducia atavica, il fatalismo e lindividualismo tipici del
Sud. Fulcro dellazione collettiva era il paese. Ma non dobbiamo romanticizzare questa fase: al momento
delloccupazione furono respinti tutti i tentativi di coltivare collettivamente le terre e riemersero le
tensioni e i dissensi per la spartizione.
Le occupazioni irritarono per un gruppo di parlamentari calabresi della Dc, che chiesero a Scelba di far
intervenire le forze dellordine. Il primo reparto giunse a Melissa: dato che i contadini non risposero
positivamente alle intimidazioni di lasciare la terra, aprirono il fuoco facendo 3 morti, 15 feriti e 6 arresti.
La strage di Melissa riport allattenzione nazionale le condizioni dei contadini meridionali. I quotidiani
inviarono subito inviati speciali, i quali rimasero colpiti dallarroganza dei proprietari e dalla miseria dei
contadini.
La reazione dei contadini si diffuse a tutto il Meridione, soprat in Basilicata, Abruzzi e Sicilia.
Aumentarono il numero di morti, feriti e arrestati.
Anche i braccianti del Nord si impegnarono in scioperi. In particolare in una delle aree pi povere del
Nord e lunica che sarebbe poi stata investita dalla riforma agraria: il delta del Po.
b. La Dc e la riforma
Inizialmente la Dc non era favorevole alla riforma: nei diciotto mesi tra la vittoria elettole e la strage di
Melissa la Dc non aveva fatto assolutamente nulla. Nel 48 Segni aveva promesso che i grandi latifondi
sarebbero stati eliminati e che avrebbe fatto una riforma. In realt questa procedeva molto a rilento e
nellautunno del 48 Segni annunci semplicemente il suo programma di bonifica: a causa
dellopposizione dei grandi proprietari terrieri allinterno del partito.
Ma dopo Melissa e lagitazione contadina che ne era seguita, il Governo doveva intervenire. Si trovava
davanti a una scelta: o reprimere il movimento contadino (avrebbe portato a nuovi spargimenti di sangue
dato che la polizia poteva solo aprire il fuoco davanti a una tale massa per reprimerla) o cerare di
confrontarsi con lala del partito favorevole ai possidenti.
Due gruppi appoggiavano con forza la riforma:
-gli industriali: non volevano che fosse turbata la stabilit sociale e politica necessaria alla ripresa
industriale
-i seguaci di Dossetti
+ anche gli americani spingevano per una riforma (erano intolleranti verso i grandi proprietari assenteisti
in tutte le parti del mondo: agirono in tal senso anche in Giappone dopo la fine della g.m.).
Nel gennaio 50 una manifestazione operaia a Modena fu repressa dalla polizia aprendo il fuoco;
nellopinione pubblica e nella stampa si diffusero sempre pi critiche al continuo uso di armi contro
operai e contadini inermi.
Tutto ci spinse De Gasperi verso la riforma: form un nuovo governo senza i liberali (oppositori della
riforma), riconferm Dossetti come vicesegretario del partito e inserendo vari suoi seguaci.
Nonostante la strada della riforma agraria fosse aperta, essa non fu raggiunta in modo organico ma si
giunse solo a dei provvedimenti legislativi che si possono considerare dei semplici spezzoni della riforma.
Infatti i proprietari fecero pressione affinch si approvassero delle misure temporanee promettendo per
il futuro una riforma, che in realt non sarebbe mai stata attuata.
In particolare si giunti a tre leggi di riforma agraria:
-legge Sila
-legge siciliana approvata dallAssemblea regionale siciliana

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-legge stralcio proposta da Segni e approvata dal Parlam dopo varie battaglie allinterno del partito (era
aspramente combattuta dai proprietari); applicata a: delta del Po, Maremma toscana, alcune parti della
Sardegna, Baslicata, Campania e pi tardi Puglia.
Contenuti e risultati della riforma
a. Uno sguardo dassieme
Provvedimento + importante: espropriazione di una parte dei grandi latifondi e redistribuzione ai
contadini.
-Criteri di esproprio non uniformi (estensione, valore del terreno, applicate migliorie)
-I proprietari ricevettero a titolo di indennizzo lequivalente in buoni del Tesoro del valore della terra
confiscata
-terra distribuita ai contadini sotto due tipi di propriet: il podere (a coloro che non possedevano in
precedenza nessuna terra) e la quota (aggiunta alle piccole propriet dei contadini pi poveri
-gli enti di riforma dovevano aiutare i nuovi proprietari concedendo loro case, crediti, fornendo
irrigazione e aiuto tecnico
-i beneficiari erano costretti ad entrare in cooperative (si pensava che avrebbe controbilanciato la piccola
estensione delle nuove propriet).
Ma, carattere inadeguato delle leggi di riforma:
-i proprietari cercarono in ogni modo di evitare lesproprio (dividendo la propriet tra i familiari, facendo
piccole migliorie)
-terra confiscata insufficiente a soddisfare tutti i contadini: molte famiglie rimasero senza nulla (aumento
dellastio)
-la terra precedentemente garantita alle cooperative contadine dai decreti Gullo fu espropriata e
ridistribuita
-favor indirettamente un aumento del prezzo della terra (molti proprietari vedevano per timore di ulteriori
espropri e dellattivismo contadino. Molti compratori, tra cui molti contadini esclusi dalla riforma)
-gli enti di riforma non comprendevano al loro interno nessun contadino, al contrario erano gestiti
indirettamente dai proprietari meridionali: nel distribuire la terra discriminarono coloro che avevano
partecipato alle occupazioni e coloro che erano conosciuti come comunisti
-il Pci dopo aver inizialmente votato contro la riforma, spron i contadini a lottare affinch la legge fosse
applicata in modo da migliorarla. Ma erano battaglie perse: la riforma era stata approvata dalla Dc ed essa
intendeva farla funzionare a modo suo.
b. Il caso calabrese: la legge Sila
La riforma toccava solo un terzo della regione: la parte orientale, che poteva essere suddivisa in quattro
fasce:
-la regione montana boscosa e sfruttabile prevalentemente per il pascolo
-la zona collinare e argillosa facilmente soggetta ad erosioni e frane e intensamente sfruttata
-la campagna nei dintorni di Crotone anchessa argillosa e caratterizzata da una cronica mancanza
dacqua
-la zona pi fertile, quella costiera in cui incideva meno il latifondo, era presente infatti un considerevole
numero di piccoli proprietari.
Di tutta la terra investita dalla riforma, in realt solo il 15% venne effettivamente espropriato. Solo
terreni delle aree costiere venivano considerati produttivi, mentre gli altri erano stati distribuiti
essenzialmente per dividere il movimento operaio e per ridurre la tensione sociale e non per offrire una
prospettiva favorevole di lungo periodo.
La politica di irrigazione fu perseguita essenzialmente nelle zone costiere, mentre il lavoro di
dissodamento dei terreni, di costruzione di strade e case fu pi equamente distribuito anche se in realt
parte di queste trasformazioni erano pura apparenza, dal momento che le infrastrutture essenziali per
rendere vitale lagricoltura non erano state assicurate. La politica del credito inizialmente favorevole,
venne cambiata nel 57-58 con la conseguenza che solo le aziende economicamente funzionanti poterono
far fronte alle nuove disposizioni.
Per concludere possiamo dire che la riforma ha incoraggiato solo un numero ristretto di propriet, soprat
nelle zone costiere e fluviali. Mentre le altre non ebbero nemmeno la possibilit di raggiungere
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lautosufficienza, furono sovvenzionate fino agli anni 50 e poi vennero abbandonate a se stesse. Ma gli
assegnatari non abbandonarono la loro terra.
c. Le altre aree della riforma
Rispetto alla Calabria, ci furono zone che raggiunsero risultati migliori (la Maremma) e altre che ne
raggiunsero di peggiori (la Sicilia).
In questo quadro molto variegato possiamo riscontrare alcune caratteristiche comuni:
-tentativo di spostare i nuovi contadini proprietari in case coloniche o piccole frazioni isolate. Tale
tentativo ebbe un successo parziale per labitudine alla vita comunitaria, la scarsa fecondit della terra, la
possibilit di lavoro saltuario invernale nelle citt
-una burocrazia eccessiva, troppo potente, nelle mani del potere locale democristiano; aveva un
atteggiamento non democratico e autoritario nei confronti dei contadini.
Conclusioni
La riforma aveva suscitato grande entusiasmo, non si pu negare che essa rappresenta il primo serio
tentativo nella storia dello Stato unitario di modificare i rapporti di propriet in favore dei contadini
poveri. Ma cera anche chi non dimenticava di sottolineare la limitatezza della riforma e come essa fosse
mal attuata, soprat nel Sud.
Dal punto di vista delle aspirazioni dei contadini e delle richieste formulate sullonda della strage di
Melissa, la riforma fu unamarissima delusione.
Le leggi del 50 inoltre toccarono solo un aspetto della riforma agraria: quello della distribuzione della
terra. Rimanevano altri problemi cruciali: riforma dei patti agrari, di un piano nazionale di bonifica, di
migliori salari e migliori condizioni di lavoro per i braccianti.
Dunque tale riforma non pu essere considerata una riforma di struttura che costituisce un gradino nella
transizione verso il socialismo. Essa ha anche:
-ristabilito nel meridione la legittimit dei tradizionali rapporti di propriet
-spazzato tutti i tentativi di aggregazione e cooperazione che erano stati perseguiti durante gli anni di
agitazione (le occupazioni finirono, ad eccezione di alcune aree della Sicilia, le cooperative cessarono di
esistere, il movimento contadino si divise). Nella successiva storia del Meridione non si incontrer pi un
analogo tentativo di costruire un ethos politico cos alternativo. Quella del 50 fu una sconfitta di
dimensioni storiche, che determin i valori della vita meridionale contemporanea.
Inoltre la riforma pu essere vista come un elemento della strategia del consenso della Dc, basata sulluso
e labuso del potere statale (parecchi proprietari avevano criticato latteggiamento del partito in quanto si
erano sentiti abbandonati, e si rivolsero a partiti di estrema destra). La Dc doveva costruire nuove alleanze
sociali basato non tanto sul dominio della terra quanto sul controllo delle risorse dello stato: istitu un
fondo statale che facilitasse i mutui per i contadini compratori; la Coldiretti assunse un ruolo sempre pi
centrale nellamministrare i contributi statali delle zone agricole, acquis il controllo dellente statale che
distribuiva su scala nazionale macchinari agricoli, fertilizzanti, ecc (Federterra) e delle Casse Mutue;
approv una legge che estendeva la pensione dei coltivatori; istitu la Cassa per il Mezzogiorno, che
sarebbe diventata in seguito lelemento decisivo per lo sviluppo economico a lungo termine del Sud.
CAPITOLO QUINTO: La Dc, lo stato, la societ
Le elezioni del 53
La Dc aveva ottenuto la maggioranza assoluta nelle elezioni del 48, ma gi nel 51 settori significativi
del suo elettorato si dimostrarono scontenti e la sua incapacit di rispettare le promesse di giustizia sociale
le fece perdere voti in tutto il paese.
Alle elezioni amministrative del 51-52, la percentuale democristiana cadde. Emerse gi qui il problema
dellinstabilit delle maggioranze di governo che avrebbe condizionato la politica italiana. Da questo
momento in poi la Dc fu sempre tesa alla ricerca di alleati politici (soprat al centro, ma anche a dx e a sx).
Questo processo di contrattazione avrebbe portato via molte risorse di energia e acutezza.
De Gasperi cerc di evitare una simile situazione proponendo di sostituire il sist elettorale proporzionale
(previsto dalla Cost) con quello maggioritario (chi ottiene il 50%+1 dei voti, guadagna i due terzi dei
seggi nella Camera dei deputati). Questo perch essendo la Dc il partito di maggioranza allinterno della
coalizione, pensava almeno di ottenere la met dei seggi in Parlamento.
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Questa legge fu ampiamente criticata e lopposizione social-comunista la denomin la legge truffa. Alla
fine per fu approvata.
La campagna elettorale per le elezioni del 53 fu molto combattuta:
-i quattro partiti di centro formarono unalleanza
-un piccolo gruppo di dissidenti (tra cui Ferruccio Parri) abbandon i tre partiti minori e form un nuovo
raggruppamento: Unit popolare.
Risultati:
-la coalizione non raggiunse il suo obiettivo di pochissimo (49,85%)
-la principale vincitrice fu lestrema dx
Conseguenze:
-fine della carriera politica di De G. : sostituito da Giuseppe Pella
-neo-fasciti emergono come una forza stabile nel panorama politico italiano
-sconfitta della legge truffa, che fu abolita lanno seguente.
La democrazia cristiana e lo Stato
1953-1958: seconda legislatura detta dellimmobilismo.
In realt negli anni 50 la Dc pose le basi del proprio sistema di potere nello Stato. Essa in alcuni casi
riusc a formare il governo da sola, in altri dovette ricorrere a coalizioni con socialdemocratici e liberali.
a. Leredit pre-repubblicana
-S. accentratore, lento e inefficiente: dallunificazione le autonomie locali e regionali erano state
sacrificate per lunit. Lapparato statale si concentr a Roma, dove rispondeva al principio per cui ogni
azione condotta in nome dello S. doveva essere inserita nella cornice della legge amministrativa. Questo
avrebbe dovuto proteggere il cittadino da atti arbitrari dello S., ma nella realt produsse una miriade di
leggi e direttive e una gerarchia di funzionari pubblici in cui i gradi pi bassi erano incapaci di prendere
iniziative
-nellamministrazione era molto diffuso il clientelismo, anche se il numero di funzionari statali non era
cresciuto in modo sproporzionato
-lamministrazione assunse un carattere meridionale: i diplomati del Nord preferirono impieghi nel sett
privato dove il salario era pi alto, mentre i laureati meridionali cercarono nellimpiego statale la via pi
sicura per sfuggire alla prospettiva della sotto-occupazione
-amministrazione caratterizzata dal fenomeno delle burocrazie parallele: sorsero una serie di istituzioni
semi-indipendenti ognuna con la sua burocrazia, gelosa dei propri poteri e della propria sfera di influenza;
es. aziende autonome che controllavano le poste, le ferrovie, i telefoni, i monopoli di S (sale e sigarette).
Queste rispondevano a diverse ragioni (alcune rispettabili, altre meno) tra cui la necessit di evitare la
mano morta della burocrazia tradizionale e il desiderio di creare nicchie di potere autonomo allinterno
dello Stato.
b. Lo stato repubblicano
Negli anni 40 caratterizzato da:
- esercito:
durante la guerra aveva perso buona parte del suo prestigio degli anni 30. Per alcuni anni dopo la guerra
esso rimase una forza simbolica senza alcun chiaro obiettivo. Con levolversi della dottrina Truman e con
linizio della guerra in Corea, si cre un nuovo ruolo, ma subordinato, allinterno della strategia globale
americana. Nel 1949 lIt. entr nella NATO; nel 51 venne posto il quartier generale a Napoli. In seguito
altre basi americane furono installate in Italia, anche se i timori della guerra erano oramai svaniti. Nello
stesso periodo il governo stanzi 250 miliardi per la difesa e aument a 18 mesi il periodo della ferma
militare obbligatoria.
- polizia:
divisa storicamente in due sezioni:
Carabinieri: controllavano i piccoli centri e le campagne,
Pubblica sicurezza: mantenevano lordine pubblico nelle maggiori citt.
Tale separazione portava ad una sovrapposizione di poteri e compiti, con il risultato di inefficienze e
conflitti. Dopo lesclusione delle sx dal governo, il numero degli effettivi aument in entrambi i corpi. Il
reclutamento aveva luogo in genere tra le classi pi povere del Meridione.
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- Magistratura:
era una casta chiusa, risentita per i bassi stipendi, reclutata prevalentemente nelle facolt di legge del
Meridione, lontana dai valori della Resistenza. Essa lott per una maggiore indipendenza (ottenuta nel 59
con la costituzione del Consiglio Superiore della magistratura) e stipendi pi elevati. Nonostante
proclamasse la propria natura apolitica, i suoi giudizi riflettevano un continuo anticomunismo e la
mancanza di comprensione per la classe operaia organizzata. Dovevano passare almeno 20 anni prima che
questa impronta conservatrice cominciasse ad essere messa in discussione.
- burocrazia ministeriale:
non agiva nei confronti dei cittadini sulla base dellimparziale esecuzione dei propri compiti entro limiti
temporali prefissati, ma piuttosto sulla base di un potere discrezionale. Questo rapporto deformato tra
burocrazia e cittadini era basato sulla capacit dei singoli di spingere avanti la propria pratica con tutti i
mezzi (dalla raccomandazione alla corruzione). Questo sarebbe diventato uno degli aspetti permanenti
dello S. repubblicano. In questi anni la burocrazia min aument di numero e grandezza conducendo ad
una sovrapposizione di responsabilit. Lintero sistema era destinato a generare ritardi notevolissimi
- enti autonomi, burocrazie parallele e enti parastatali:
erano presenti una selva di enti; tra le aziende autonome lIri aveva un posto particolarmente importante
(pag 201); tra gli enti parastatali ne troviamo 3 principali: Istituto nazionale della previdenza sociale
(Inps), Istituto nazionale assicurazione malattie (Inam), Istituto nazionale assicurazioni invalidi del lavoro
(Inail). Tutti 3 godevano di autonomia finanziaria e amministrativa ma restavano sotto la supervisione
dello S. A tutte queste si devono aggiungere gli enti inutili: piccole istituzioni spesso doppioni una
dellaltra che sprecavano ingenti somme di denaro statale; es. ente che amministrava i beni confiscati agli
ebrei italiani, ente nazionale per gli orfani di guerra
- governo locale:
seppur la Costituzione prevedesse che buona parte del governo fosse devoluto alle regioni, si sarebbero
dovuti attendere 20 anni affinch esse venissero istituite (nel 50 solo a Sicilia, Val dAosta, TrentinoAlto Adige erano state accordate assemblee regionali governate da statuti speciali). In quegli anni due
forme di governo locale:
-province: con poteri limitati e dipendente finanziariamente dal Tesoro
-comuni: numerosissimi, con varie competenze (sanit pubblica, trasporti locali, censimento, vigilanza
urbana), limitate attribuzioni in campo fiscale (le tasse comunali risultavano inadeguate ai loro scopi). Ad
aggravare la situazione contribuiva la sopravvivenza del potere di controllo e di veto dei prefetti (emissari
del governo centrale nelle province).
Importane ricordare come in tutte queste aree fosse fallita lepurazione ed esistesse una forte continuit
con la S. pre-repubblicano.
c. La strategia della Dc
Durante la sua permanenza al potere la Dc raggiunse un formidabile livello di fusione tra partito e S. (si
parl di: Dc che ha occupato lo S.; S. colonizzato dal part d maggioranza; simbiosi tra gov, part,
S.). Tutti hanno sottolineato elementi fondamentali della continuit e della permanenza del potere
democristiano. In questi anni per la Dc contribu ad aumentare la frammentazione dello S, instaurando
uno stile di Gov caratterizzato da:
-correntismo feroce: le varie correnti si scontrarono in particolare per lo scontro tra difesa dei valori
cristiani, integralismo cattolico (Dossetti e seguaci: solidariet, carit, associazionismo, difesa della
famiglia e dei ceti pi deboli e poveri) e accettazione dei modelli della modernizzazione (libert
dellindividuo e dellimpresa, sviluppo senza restrizioni della tecnologia e dei consumi capitalistici, libero
gioco delle forze di mercato).
-ricerca di un pi larga base di consenso possibile: battaglia interna per la definizione delle risorse e degli
obiettivi di governo. Tale interclassismo sottendeva un duplice pericolo: il sopravvento della causa delle
elite finanziarie e industriali o limmobilismo. Il predominio della corrente Iniziativa democratica
mascher in parte questa tendenza, che emerse pienamente dal 59
-prassi di alleanze interpartitiche: anche i partiti di coalizione si ritagliarono le loro nicchie di potere
allinterno della PA
-uso di risorse dello S. come mezzo per soddisfare le proprie necessit politiche.
Conseguenze:
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-Consiglio dei Ministri e Parlamento svolsero un ruolo subordinato: il primo indebolito dal potere degli
enti autonomi, il secondo dalla mancanza di una procedura adeguata per costringere i ministri a
rispondere del loro operato (approvazione di una miriade di leggine soprat da parte di commissioni
parlamentari e che riguardavano decreti di limitata importanza)
-limitati poteri decisionali dei governi locali: a causa della presenza degli enti speciali di governo
-rafforzamento della Dc su due fronti: la gerarchia ecclesiastica e il capitale privato.
Negli anni 50 dunque il partito era troppo frammentato perch si potesse parlare di strategia sistematica;
a questo si deve aggiungere che alcune creazioni della Dc portarono a delle conseguenze incontrollabili.
d. Lo Stato italiano nel contesto internazionale
Piano politico e militare:
stretto rapporto con Usa rafforzato dalla guerra fredda e dai loro aiuti durante la campagna elettorale del
48. Fortemente intriso di pacifismo e neutralismo subito dopo la guerra, il pensiero cattolico si spost
verso linserimento nellAlleanza Atlantica (a causa della rapida polarizzazione in due blocchi e della
crescita dei sentimento anticomunisti a livello nazionale). Ingresso inizialmente sostenuto da De Gasperi,
trov lopposizione di alcune correnti, ma alla fine lIt entr nella NATO (49). La Dc scelse di avere un
basso grado di indipendenza rispetto alla politica estera e dunque segu fedelmente le direttive Usa, al
punto che essi ritenevano lIt lalleato di pi degna fiducia. Perfino problemi che riguardavano la
sovranit italiana sollevarono irrilevanti discussioni, es. sistemazione di missili nucleari.
Politica economica:
discrezionalit nel gestire gli aiuti del Piano Marshall, il modo di spendere si accordava pi ai differenti
interessi e opinioni che esistevano tra le elites economiche e politiche che non alle direttive americane.
Usi: inizialmente per sostenere le importazioni di grano e carbone (immediato soccorso), successivamente
per aumentare le riserve della Banca dItalia e mantenere la stabilit della lira, per poi passare ad un uso
sempre pi massiccio per acquistare macchinari per lindustria pubblica e privata.
Cooperazione economica europea:
autonomia + incoraggiamento Usa per una cooperazione economica e militare.
Limpegno di De Gasperi per leuropeizzazione superava il desiderio di accondiscendere gli americani.
Egli caldeggi una federazione politica essenzialmente per 2 ragioni:
-avrebbe aiutato a promuovere la pace sul continente
-unica soluzione per risolvere i problemi strutturali delleconomia italiana, lenorme disoccupazione e il
sottosviluppo del Sud. Nel 1951 entrata nella CECA e nella Ced (al cui trattato De Gasperi, influenzato
dal movimento federalista, fece aggiungere una clausola per la costruzione di ununit politica oltre che
militare), che per fu bloccata dal veto francese.
Il sostituto di D.G., Pella, era molto meno europeista; in questo periodo lapproccio fu maggiormente
funzionalista: la cooperazione fu soprat nel campo economico.
e. Le innovazioni degli anni 50
-la burocrazia non venne riformata
-nel campo delle agenzie speciali nel settore della politica economica vennero creati nuovi organismi:
-gli enti di riforma agraria
-la Cassa per il Mezzogiorno (pag. 217): nata nel 50, intervenne al Sud con opere di bonifica,
irrigazione, costruzione di strade, acquedotti, canali. La Dc prefer agire nel campo agricolo piuttosto che
in quello industriale e con la preoccupazione principale, almeno nel BP, di alleggerire le tensioni sociali.
-lEni (pag. 218): nata nel 53 grazie a Enrico Mattei che salv lAgip con la scoperta di nuovi
giacimenti di metano nella Val Padana e che con le sue opere modific laspetto dellItalia. La direzione
dellEni rappresenta un esempio delluso e dellabuso del potere statale; in tutta lorganizzazione
prevalevano pratiche clientelari: il denaro pubblico veniva usato per corrompere clienti e funzionari.
-la Dc rafforz il proprio potere economico e la propria autonomia in due settori:
-il sistema bancario: in quasi tutte le banche i direttori venivano scelti dal governo e in questo modo
esso poteva avere un controllo sul flusso dei crediti con relativa facilit
-il campo degli enti di gestione: con la creazione del ministero delle Partecipazioni statali venne creato
con responsabilit di direzione e coordinamento di tali enti
-tentativo di fornire un piano globale per leconomia (proposta di Ezio Vanoni); tre obiettivi principali:
piena occupazione, graduale riduzione dello squilibrio Nord/Sud, eliminazione del deficit della bilancia
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dei pagamenti. Scopo: incoraggiare la crescita e al contempo correggerne squilibri e distorsioni. Tale
piano non venne mai realizzato, per due principali ragioni:
-mentre il piano Vanoni voleva orientare leconomia in una direzione, la creazione del Mercato Comune
la spingeva in unaltra
-le priorit politiche della Dc e la sua stessa struttura interna non ne facevano il veicolo ideale per la
promozione di un piano economico decennale.
La democrazia cristiana e la societ civile
a. Fanfani e il nuovo partito
Nel 54 Fanfani divenne segretario della Dc e cominci a rivitalizzare il partito. Era infatti convinto che le
elezioni del 53 fossero state perse per un insufficiente radicamento nella societ civile, per uneccessiva
dipendenza dalla Chiesa cattolica, per la mancanza di unefficiente organizzazione. Inizi una campagna
di tesseramento, cre un Ufficio zone depresse e fece aprire nuove sezioni al Sud: il numero degli
iscritti aument, soprat al Sud. Tutto questo serv ad aumentare la rappresentanza a livello nazionale di
alcune correnti del partito. Fanfani voleva costituire unorganizzazione anche al Sud, ma nelle realt le
vecchie clientele vennero rimpiazzate o si mescolarono con le nuove.
b. La Chiesa cattolica nella societ italiana
Sia De Gasperi che Fanfani cercavano di rendere la Dc meno dipendente dalle organizzazioni della
Chiesa. Nei primi anni 50 vi furono tensioni tra Pio XII e alcuni dirigenti del partito, ma da nessuna delle
due parti cera lintenzione di separarsi.
La Chiesa penetrava profondamente nella societ italiana e appoggiava esplicitamente la Dc.
-Centrale nellattivit delle parrocchie era il ruolo delle parrocchie, che erano molto attive;
-accanto a queste e ad esse collegate, operavano le organizzazioni dellAzione cattolica, suddivisa in 4
sezioni (uomini, donne, giovani, fanciulle), che organizzava una serie di attivit religiose e sociali. In
campo politico, pian piano il movimento giovanile ridusse il proprio impegno lasciando il compito della
lotta anticomunista ai comitati civili di Gedda.
-la Chiesa inoltre dirigeva attivit assistenziali (ospedali, case di cura, case di riposo per anziani gestite da
ordini religiosi) ed educative (la pi importante leducazione religiosa obbligatoria stabilita dai Patti
Lateranensi, poi colonie, doposcuola, case dei fanciulli
-inoltre non bisogna dimenticare che il papa Pio XII richiese e ottenne uno stretto controllo di questa
miriade di associazioni cattoliche da parte della gerarchia ecclesiastica.
c. Le organizzazioni collaterali della Dc
La Dc non poteva competere con la vasta e consolidata rete delle organizzazioni clericali precedenti. Le
sue erano piuttosto organizzazioni cattoliche che avevano tre punti di riferimento, a volte conflittuali: il
partito, la gerarchia ecclesiastica, le necessit come gruppo separato.
La pi potente e riuscita di queste organizzazioni era la Coldiretti che agiva nel campo agricolo (grande
successo presso i piccoli proprietari per 2 ragioni: i servizi che offriva ai contadini e i privilegi che
otteneva per loro grazie alla propria influenza nellapparato statale; possiamo dire che Paolo Bonomi, che
era il fondatore, svolse in campo agricolo lo stesso ruolo di Mattei, solo che egli non part dallo S bens
dalla societ); mentre per quanto riguarda gli operai erano presenti due associazioni (che inizialmente
furono oggetto di qualche controversia a causa della divisione dei compiti):
-le Acli: create nel 44 con lo scopo di mantenere per i lavoratori cattolici unarea autonoma di
organizzazione a attivit rispetto al sindacato unico; essi in questi primi anni svolsero unattivit
pre.sindacale, che ottenne risultati positivi con la creazione della:
-Cisl: nata dopo la vittoria di De G. alle elezioni del 48 e dopo il grande sciopero di protesta a seguito del
tentato assassinio di Togliatti, a causa della decisione della minoranza cattolica di scindersi dalla Cgil
(non vi era pi nulla che la poteva tenere unita). Tale decisione fu seguita da repubblicani e
socialdemocratici. Dunque il sindacalismo italiano assunse il carattere triplice che ancora oggi
mantiene: Cgil (rappresenta i lavoratori socialisti e comunisti), Cisl (cattolici e democristiani), Uil
(socialdemocratici e repubblicani).
d. La famiglia cristiana
La dottrina cattolica sosteneva la priorit della famiglia sulla societ civile.
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Ragioni:
-la fam stata la prima organizzazione sociale
-la soc subordinata alla fam in quanto mezzo per assicurare alla fam, e dunque allindividuo, di
raggiungere il proprio fine
-i rapporti fam-S prevedevano la protezione della fam da un controllo esterno. I doveri delle stato erano di
proteggere la fam e di aiutarla al compimento della sua missione; solo se la fam falliva nel suo compito lo
stato aveva il diritto di intervenire.
-nelle relazioni tra famiglia e collettivit, la prima aveva pi diritti che doveri, e questi erano
prevalentemente interni, non esterni (accento posto sulla indissolubilit del matrimonio, sulla devozione,
sulla capacit dei genitori di educare i figli in maniera cristiana).
Una tale ideologia si prestava per alla critica: andare incontro al familismo, isolare la fam dalla societ,
sottolineare le virt private pi che quelle pubbliche.
Se limmagine prevalente era quella descritta sopra, pur vero che linsegnamento sociale cattolico aveva
cercato di correggere lequilibrio e di porre la fam in un pi ampio contesto sociale: la principale missione
dalla famiglia dentro la chiesa era quella di collegarsi e aiutare le altre famiglie cristiane.
e. La DC nel nord e nel sud Italia
Il modo in cui, negli anni 50, le famiglie si rapportavano al movimento cattolico e alla DC, variava
notevolmente dal settentrione al mezzogiorno.
Nel nord: la robustezza dellassociazionismo cattolico attirava le fam in una rete di attivit e
organizzazioni che costituivano una sub-cultura avvolgente; il mondo cattolico era dominato dalla
gerarchia ecclesiastica. Non bisogna per esagerare con la portata di tale sub-cultura: moltissime fam
venivano toccate solo marginalmente dalle iniziative della chiesa e altrettante non venivano coinvolte
affatto.
Nel sud: lassociazionismo era molto pi debole e il clientelismo statale agiva come una calamita nei
confronti delle strategie individuali familiari; qui la base d massa fu costruita attraverso la creazione di
legami di tipo materiale e non ideologico; inoltre pian paino la DC acquis il controllo degli enti pubblici
dipendenti dal governo locale, tale controllo veniva poi utilizzato per una variet di scopi sintetizzabili in
tre grandi sfere di interesse (gestione dei flussi di spesa dei vari enti, controllo sullerogazione del credito
a livello locale, uso del potere discrezionale a proprio beneficio; potere ed influenza venivano ripartiti in
una gerarchia generalmente riconoscibile: capi corrente, notabili (senatori,deputati, ministri), grandi
elettori (influenti personaggi locali in grado di raggiungere pi di un gruppo sociale), capi-elettori
(attivisti capaci di raggiungere un unico settore), gente comune divenuta cliente del partito dominante per
aver ottenuto una qualche forma di aiuto materiale o semplicemente una promessa. Il partito si aspettava
da tali favori un ritorno in denaro, ai livelli pi alti (la bustarella), e la fedelt al momento del voto ai
livelli pi bassi.
LItalia della Dc
-lAmerica, le sue mode e le sue novit conquistarono i giovani (juke-box, flipper, rock and roll, film di
Marylin Monroe e James Dean
-la Chiesa rimaneva la maggiore autorit morale e ideologica
-base ideologica dominante: cattolicesimo, americanismo, fordismo
-base materiale del consenso della Dc: accrescere il potere economico delle stato e capacit di intervenire
efficacemente nella societ civile: (la maggior parte degli industriali le fu grata per la sconfitta del
movimento operaio; la vecchia aristocrazia terriera meridionale lament d essere stata abbandonata
durante la riforma agraria, ma fu consolata adeguatamente dalle indennit per la terra confiscata che
potevano essere investite nella speculazione edilizia; i piccoli agricoltori beneficiarono della creazione
degli enti di riforma agraria, dellattivit di Col diretti, dellistituzione delle Casse mutue; i funzionari
statali si lamentarono per le interferenze politiche ma in realt accolsero di buon grado la sicurezza del
posto di lavoro; i laureati meridionali trovarono un mercato del lavoro favorevole grazie allespandersi
delle burocrazie centrali e periferiche; le piccole imprese prosperarono dato che la tassazione a loro carico
era minima e che non esistevano sindacati)
-il proletariato del triangolo industriale, gli operai delle piccole fabbriche dellItalia centrale, i braccianti
costituirono lo zoccolo duro del consenso della sinistra. Anche qui per il quadro non era uniforme
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-nel sud i paini di lavori pubblici e il boom edilizio offrirono lavoro a decine di migliaia di disoccupati
dando vita alle prime ondate di emigrazione: i contadini delle zone collinose si spostarono nei capoluoghi
di provincia diventando operai edili. In queste nuove realt il sindacato era debole e i rapporti dominanti
erano quelli clientelari e di parentela
-la Dc controllava, attraverso coalizioni centriste di vario tipo, tutti i consigli comunali delle principali
citt italiane, ad eccezione di Bologna. E difficile tuttavia pervenire alla conclusione che la Dc fosse
realmente egemone nella societ italiana. Malgrado le variet del consenso, non si pu dire che
esercitasse unefficace direzione morale, intellettuale e politica sullintera societ. Soprattutto non riusc a
creare unimmagine dello stato con cui la gente comune si potesse identificare. Il cittadino non si sentiva
vincolato ad uno stato che non riusciva a garantirgli funzionari onesti e servizi pubblici decenti, maggiore
giustizia e democrazia, una migliore tutela delle libert civili. Non tutta la colpa risiedeva nella Dc; ma
quando il consenso politico era al culmine, essa fece ben poco per migliorare la situazione e parecchio per
accentuarne le peggiori caratteristiche.
CAPITOLO SESTO: La sinistra e il movimento operaio negli anni 50
-Politica deflazionistica imposta da Luigi Einaudi venne abbandonata
-gli industriali si stavano impegnando per riorganizzare le proprie industrie (rinnovamento impianti, sudo
nuove tecnologie, mercati europei: preparazione del boom)
-anni duri del movimento operaio: gli imprenditori riducono le libert sindacali e operano licenziamenti
di massa; nelle piccole fabbriche scarsissimo controllo sui salari, sulle condizioni di lavoro, sul
pagamento dei contributi
-repressione politica per la sx: i comunisti, allaccentuarsi della divisione bilaterale del mondo e con la
guerra di Corea, venivano presentati come nemici e traditori della causa della libert e della democrazia
-disoccupazione di massa e miseria permanente
-uninchiesta parlamentare si conclude che i due problemi sopra possono essere risolti solo con laumento
del salario medio oppure attraverso nuove iniziative da parte dell S. nellambito delledilizia popolare
(mancanza della casa come indice di miseria; molti italiani vivevano ancora in capanne, sotterrai, cantine,
baraccopoli, ex caserme, scuole)
La Cgil e le lotte operaie
a. Il Piano del Lavoro
- un programma nazionale di occupazione che sintetizza una strategia lungimirante
-comportava un programma di spesa pubblica articolato in 3 progetti: nazionalizzazione dellindustria
elettrice e costruzione di nuove centrali e bacini idroelettrici; avvio di un programma di bonifica e
irrigazione di vasti terreni, un piano edilizio a carattere nazionale per far fronte alla carenza di case,
ospedali, scuole
-per realizzarlo sarebbero state create delle agenzie governative, che avrebbero definito i progetti e
portato a termine i lavori
Aspetti positivi:
-non metteva in discussione il sistema capitalista
-proposte moderate e di stampo keynesiano
-proposte che dimostravano la volont della Cgil di passare sopra a interessi strettamente corporativi in
favore di una strategia globale di politica economica (sarebbe diventata una delle caratteristiche dei
sindacati italiani)
-mostrava una particolare sensibilit verso i bisogni dei disoccupati e dei poveri meridionali; ma Di
Vittorio voleva unire nella stessa lotta Nord/Sud, occupati/disoccupati, operai organizzati/non iscritti al
sindacato.
-era anche unoccasione concreta per riprendere forza e iniziativa.
Ma fu un fallimento:
-il governo aveva scarsi motivi per accettarlo (mancanza di soldi, finalit politica che prevale su quella di
unit nel risolvere i problemi)
- altrettanto vero per che non riusc a mobilitare la classe operaia organizzata (aveva ben poco a che
fare con la lotta quotidiana delle fabbriche settentrionali
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-ed era in qualche modo arretrato rispetto agli obiettivi del movimento contadino (la moderazione era
per frutto della necessit di trovare un programma minimo al quale la maggior parte dei proprietari non
potesse obiettare)
-ricorda anche che nel 53, fu la dx, e non la sx, a portare via la maggior parte dei voti alla Dc.
b. Le lotte difensive al nord e al centro
La risposta limitata della Cgil dipese da:
-anche se con il Piano di Lavoro il sindacato aveva cercato di passare allazione, in realt il periodo era
dominato da azioni difensive: nel settore delle industria pesante, gli imprenditori dopo aver annunciato
licenziamenti di massa, che non vennero accettati dalla Cgil, fecero ricorso alla serrata. Gli operai
occuparono le fabbriche e cercarono di conquistarsi lappoggio e la simpatia di molti strati della
popolazione urbana (anche dei ceti medi: ma con risultati limitati).
Tutte le lotte per si risolsero in sconfitte; il massimo che gli operai riuscirono a ottenere fu che i
licenziamenti venissero sostituiti con sospensioni o dimissioni incentivatte
-la Cgil richiam allo sciopero per motivi essenzialmente politici e fornendo unanalisi economica
superficiale e poco preparata: consideravano solo la chiusura delle industrie pesanti (ritenevano che
lindustria fosse decadente), senza guardare ai nuovi settori (Fiat e Olivetti) che aumentavano sempre pi
il numero degli occupati
-costante subordinazione al modello di costruzione socialista dellUnione Sovietica, che incoraggiava la
produzione e non il controllo come lessenza del socialismo.
c. Sconfitta e autocritica
Nel 53 gli scioperi erano in diminuzione, cos come il numero di lavoratori che vi partecipavano. I nuovi
lavoratori venivano essenzialmente dal Sud e dal Veneto: si iscrivevano alla Cisl. I padroni
riconquistarono potere e autorit e repressero le libert sindacali (membri del sindaacato non potevano pi
muoversi durante le ore di lavoro, non ricevettero pi permessi retribuiti, divieto di affiggere avvisi
allinterno della fabbrica, divieto di possedere una stanza dove riunirsi. I rappresentanti degli operai
persero terreno di fronte ai capireparto che avevano piena libert per risolvere i problemi quotidiani).
Anche gli americani si interessarono a tale situazione per criticare la presenza ancora influente dei
comunisti.
Nel 1955 si tennero alla Fiat le elezioni per le commissioni interne: la Cgil per la prima volta dopo la
guerra perse la maggioranza. La dirigenza sindacale decise di riesaminare criticamente la strategia e
lazione dei dieci anni precedenti.
Dopo un lungo dibattito decise per un mutamento di linea: abbandon la contrattazione collettiva
centralizzata, ossia nazionale, per sostituirla con la contrattazione articolata (accordi decisi settore per
settore e azienda per azienda).
I partiti della sx
a. Il Psi, 1949-55
Dopo la sconfitta politica del 48, i socialisti vissero unibernazione politica.
Nelle elezioni del 53 present una lista separata dal Pci, ottenendo un lieve aumento di consensi; ma i
propri dirigenti non ne seppero approfittare, in particolare Nenni ogni anno rinnovava il patto di unit con
il Pci. Ma in realt si trattava di subordinazione (sia per inferiorit numerica ed organizzativa, che per
mancanza di autonomia a livello strategico).
Solo nel 55 i socialisti iniziarono a discutere della possibilit di cambiare linea di rotta: cooperare con la
Dc.
b. La cultura politica del Pci
-anche per i comunisti gli anni 50 furono un periodo difficile. Repressione politica e astio nei loro
confronti
-dopo la sconfitta della Dc nel 53 si sentirono pi sicuri e il numero degli iscritti raggiunse numeri che
mai si erano visti. Ma tali cifre nascondevano
-un reale isolamento del partito nella societ italiana: la propaganda della guerra fredda li aveva bollati
come la lebbra della nazione

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-dal punto di vista della strategia gnerale non fu un periodo di innovazione; la prospettiva della
transizione al socialismo continu a basarsi sulle idee di coalizione politica (irrealizzabile dopo il 47) e
di alleanze di classe (obiettivo davvero arduo in un periodo di bipolarismo)
-ma sconfitte e isolamento non demoralizzarono gli attivisti, anzi si svilupparono una rete di organismi e
attivit che legarono gli iscritti fra loro, incoraggiandoli a cercare nuovi aderenti. Una delle pi importanti
istituzioni non di partito a cui lavoravano assieme comunisti e socialisti erano la Case del Popolo, nelle
quali si organizzavano assemblee, dibattiti, attivit sportive, giochi per bambini, si proiettavano film. Nel
53 vennero chiuse in quanto gli edifici in cui sorgevano vennero rivendicati come propriet governativa;
ma gli attivisti locali ne ricostruirono di altri, facendoli diventare simboli di resistenza e solidariet
-altra componete importante della cultura comunista: le Feste dellUnit, che divennero i principali
momenti di raccolta fondi per sostenere il quotidiano del partito
-oltre alle sezioni di partito e al sindacato, vi erano organizzazioni collaterali a cui partecipavano assieme
comunisti e socialisti, come ad es. lAssociazione nazionale partigiani e lUnione donne italiane
-in questo modo il partito sviluppo una subcultura molto forte, che rafforzava lunit tra i suoi iscritti,
offriva una concezione del mondo alternativa, esaltava i valori dellegualitarismo e della solidariet
-vi erano cmq zone di silenzio (es. la famiglia: non elaborarono mai una teoria del rapporto fam/soc da
contrapporre a quella robusta della Dc; vi era un attacco allipocrisia Dc che mentre idealizzava la fam,
non aveva saputo dare n casa, n lavoro, n assistenza; veniva esaltata la fam socialista fondata sulla
monogamia, un rigido moralismo, il sacrificio per il bene della collettivit. In sostanza lideologia
comunista serviva a far stare assieme le famiglie, ad aiutare a superare il familismo e la sfiducia, a
raggruppare le risorse. Ma era anche vero che liperattivismo del militante maschio metteva a rischio la
propria vita familiare: la politica davanti alla fam, creando delle tensioni tra fam e pol) e addirittura
mistificazione (es. lURSS. Negli anni 50: stalinismo ed esaltazione di Stalin; quando mor il partito si
mise a lutto. La societ URSS veniva presentata come una societ in cui i problemi della democrazie e
della giustizia sociale erano stati risolti definitivamente, la disoccupazione era stata eliminata, i salari e le
condizioni di vita miglioravano continuamente, lorario d lavoro era stato ridotto a sette ore)
-negativa anche ladulazione acritica dei dirigenti e la pratica di citare gli scritti dei dirigenti storici del
partito come se fossero testi biblici
-forse ancor pi negativo era labitudine di ricorrere a menzogne e falsificazioni per giustificare
improvvise svolte nella linea politica o per legittimare la liquidazione degli oppositori
-strettamente collegato a tutto questo era latteggiamento nelleducazione politica: cerc con pi
accanimento degli altri d cancellare leredit fascista, di organizzare scuole per i quadri, di istruire i propri
militanti; ma nel far questo partecipava ad una forma di diseducazione (presentando semplicemente la
visione marxista forniva una versione distorta della realt)
-anche nel partito si riscontrava, sul modello URSS, unorganizzazione gerarchica e la mancanza di
democrazia interna, era proibita qualsiasi forma di opposizione al partito e il potere reale era concentrato
in meno dei dirigenti e non degli operai.
c. Togliatti e Secchia
Negli anni 50 Togliatti dovette fronteggiare due crisi:
-Stalin gli propose di lasciare la sua attivit in Italia per recarsi a Mosca per cercare si coordinare
nuovamente il movimento comunista internazionale e di legare pi strettamente a Mosca i partiti
nazionali. Togliatti non ne aveva intenzione ma non poteva rifiutare a Stalin: prese tempo e poi affid la
decisione al partito, che per con sua sorpresa e delusione diede il consenso per la sua partenza. Togliatti
contrariato prese altro tempo e non appena pot torn in Italia. Nel 52 la questione era oramai superata
-affare Secchia: Secchia era stato uno dei principali dirigenti comunisti durante la Resistenza e veniva
definito il numero due del Pci. I suoi rapporti con Togliatti non erano buoni e tra i due vi erano notevoli
differenze politiche (anche se Secchi non offr mai una strategia alternativa). Nel 54 il pi stretto
collaboratore di Secchia, Seniga, scapp con una considerevole somma di denaro e documenti
confidenziali. Secchia venne emarginato da qualsiasi posizione di rilievo.
Di conseguenza Togliatti non doveva pi temere che qualcun altro potesse contendergli il potere. Da
allora la sua posizione di leader del partito rimase incontestata fino alla sua morte (64).
d. Il Pci a livello locale: lEmilia-Romagna
Dalla fine della guerra in poi i comunisti vi governarono incontrastati.
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Ragioni:
-non dominava lindustria pesante e le piccole fabbriche, ma prevalevano le piccole aziende, gli artigiani,
le mezzadrie, i braccianti
-prima del 1860 aveva fatto parte dello S. Pontificio, e lardente clericalismo aveva contribuito
certamente alla crescita di una tradizione popolare radicale
-i comunisti avevano avuto un ruolo preponderante nella Resistenza locale
-limpegno comunista si era rivolto a contadin e mezzadri
-progressivamente i comunisti ottennero i controllo dellefficiente ed esteso movimento cooperativistico
(lassociazionismo serviva a combattere linflazione e la disoccupazione)
-la ricerca di uninfluenza sempre maggiore, spinse il partito a coinvolgere le donne e in particolare le
casalinghe (anche se spesso prevalse latteggiamento paternalistico: il marito comunista che decideva di
tesserare anche la moglie); le donne cmq furono le principali responsabili di alcune iniziative che
ottennero grande risonanza a livello nazionale (es. ospitare fam colpite da inondazioni)
-stabil allenza anche con gli intellettuali (rivista)
-e i ceti affaristici e commerciali della citt: artigiani, commercianti e piccoli imprenditori furono
assicurati che lazione comunista non sarebbe stata diretta contro di loro e che i loro interessi sarebbero
stati salvaguardati
-sebbene Bologna non si espose mai al deficit e fosse retta con efficienza ed onest (tanto che il Pci a
presentava come comune libero in eroica resistenza), la Dc, nel 55, convinse Dossetti a ritornare in
lotta politica, ma questi sub una schiacciante perdita. Il Pci present allora Bologna come un modello, un
esempio concreto d come i comunisti stessero iniziando a realizzare la transizione verso il socialismo.
Il 1956
Anno di cambiamenti radicali per la sx italiana, che pu essere considerato uno spartiacque per entrambi
partiti:
Pci:
il rapporto Chuscev, denunci Stalin per aver compiuto grandi purghe, distrutto la democrazia nel partito
e creato un culto della personalit e costitu una miniera doro per le accuse della dx al movimento
comunista. Togliatti cerc di minimizzare le rivelazioni, ma un simile atteggiamento non poteva durare a
lungo, cos rilasci (in unabile mossa politica) unintervista nella quale:
-critic i dirigenti sovietici non per aver fatto le rivelazioni, ma per non aver affrontato il difficile tema
del giudizio storico complessivo, ossia di non aver dato una spiegazione convincente sul perch e come,
in una societ socialista, a Stalin era stato possibile fare tutto quello che essi denunciavano
-introdusse il concetto di policentrismo: da tempo desiderava aumentare la libert dazione dei singoli
partiti comunisti
-rivel cmq che lo stalinismo era ancora latteggiamento diffuso; T. rimprover i dirigenti sovietici per
lacritica adulazione di Stalin cui ci avevano abituato, ma evit di riconoscere le proprie responsabilit
e finse di non essere stato al corrente dei crimini commessi. Questo rappresentava in realt pi che una
piccola insincerit
-T. riafferm lintrinseca superiorit del sistema politico sovietico rispetto alle democrazie parlamentari
occidentali
-lintervista avrebbe dovuto aiutare a calmare le acque del partito, ma non poteva mascherare
linquietudine e perfino la demoralizzazione della base del partito che era stata attirata al consenso
attraverso la fiducia nellinfallibilit di Stalin
-al rapporto Chruscev si devono aggiungere, qualche mese pi tardi, le insurrezioni di Polonia e
Ungheria. Tali situazioni scatenarono un dibattito e in tutte le sezioni del partito vennero discussi i
problemi fondamentali della democrazia, dellindipendenza nazionale e del ruolo dellUrss con
unintensit e unapertura che non erano mai state sperimentate in precedenza
-durante il Congresso del partito del 56 ci furono alcuni interventi di comunisti che dissentivano
apertamente con la linea del partito; in testa agli oppositori cera Antonio Giolitti che chiedeva:
-uneffettiva libert di opinione e di discussione dentro il partito
-il riconoscimento da parte della direzione dellimportanza vitale delle libert democratiche
-il raggiungimento della piena autonomia del Pci
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Togliatti era daccordo sullultimo punto, ma assolutamente sugli altri due; i dissidenti furono espulsi o si
dimisero di loro iniziativa. A questo bisogna aggiungere il gran numero di persone che abbandonarono il
partito, tra cui anche un numero significativo di intellettuali (tra cui Italo Calvino)
-per concluder: a seguito del 56 nel Pci ci fu un cambiamento nei rapporti del partito con il movimento
internazionale (sparita lacritica accettazione del modello Urss, veniva rivendicata una > autonomia); le
asserzioni di ortodossia comunista divennero sempre meno frequenti per lasciare il posto al valore
permanente delle libert civili e politiche racchiuse nella democrazia parlamentare (e non pi la loro
semplice approvazione ai fini di unutilit tattica); latmosfera culturale e intellettuale del partito conobbe
una trasformazione notevole: un atteggiamento pi tollerante; ci furono mutamenti organizzativi: la
generazione pi anziana del partito venne rimpiazzata da giovani, con l conseguenza di un partito pi
centralizzato e pi aperto al mondo esterno (aspetti che si contraddicevano lun laltro e che costituirono
uno dei principali motivi di tensione nel successivo sviluppo del Pci).
Psi:
nelle elezioni amministrative del 56 ottenne un guadagno,mentre il Pci per la prima volta ebbe un calo.
La strategica soggezione socialista al Pci era giunta al termine: fu il primo anno dopo la guerra in cui i
socialisti si rifiutarono di rinnovare il patto di unit dazione con i comunisti. Molti d coloro che in quel
periodo lasciarono il Pci, come Antonio Giolitti, entrarono nel Psi. I due patiti si allontanarono
ulteriormente, e per la prima volata il Psi prese a comportarsi come un soggetto autonomo.

UNA STRANA GIOIA DI VIVERE (appunti)


Anni 50 caratterizzati da euforia, felicit, spensieratezza, leggerezza.
Alcuni elementi:
-ruolo della canzone che esprime una leggerezza scanzonata; es. i papaveri
-sport:
-cicilismo: binomio Bartali/Coppi (rappresentano due modelli: soc della ricostruzione/verso il boom)
-calcio: diffusione + alcuni cambiamenti; binomio Mazzola/Rivera + totocalcio (arricchirsi senza
sforzo)
-moto: binomio Vespa/Lambretta
-gite della domenica
-scoppia il fenomeno delle vacanze
-dancing o night: swing, boogie-boogie, rock and roll
-cambiano le mode: sia i tessuti sia i colori che i modelli (pi liberi, vita stretta, gonna ampia)
-influenza del modello Usa
-mod femminile: maggiorate; es. Sofia Loren
-aumento della promiscuit
-minimo comun denominatore di questi anni: la voglia di futuro
CAPITOLO SETTIMO: il miracolo economico (dagli appunti)
-periodo breve: 58-63
-le premesse del boom stanno negli anni precedenti, addirittura negli anni 40: con larrivo degli
americano che distribuiscono beni alimentari si ha un passo verso la cultura del consumismo
-crescita economica
-comparsa del fordismo
-nel merc del lavoro c una domanda > allofferta: vantaggio contrattuale per gi imprenditori
-emigrazione interna
-urbanizzazione
-pendolarismo
-immigrazione anche como problema
-inizialmente gli immigrati lavorano nelledilizia, pi tardi si avr uno sviluppo del settore industriale e
terziario
-dal 54 al 65: il Pil raddoppia
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-aumenta la spesa individuale per beni durevoli


-cambia il modo di progettare il futuro: aumentano le aspettative, es. pagamento a rate
-religione:
-diminuisce il num di praticanti
-distacco tra la quotidianit e le pratiche religiose
-declino vocazionale
-divario tra le aspettative del clero e dei fedeli
-accentuazione del divario tra Nord/Sud
-fam:
-patriarcale diventa nucleare
-no legame stretto con la parentela (urbanizzazione)
-< controllo sociale sui minori
-sgretolamento dei modelli autoritari: ruolo dei giovani
-le donne tornano sulla scena come soggetto rilevante grazie al consumismo (prodotti per le casalinghe;
negli anni 50 si era tornati ad unidea per cui la rispettabilit della fam dipendeva dalla realizzazione
della donna come moglie- madre) + entrano nel corpo di polizia (61)
-modelli estetici: donna magra, es Catrine Spak; uomo grosso, es. comici
-arrivano le ferie pagate (a seguito del fenomeno delle ferie)
-ruolo delle canzoni estive, es. Sei diventata nera
-mondo giovanile come nuovo soggetto politico e sociale (vedi in particolare il ruolo del cinema e della
musica) + diffusione di un modello di non adeguatezza alla nuova societ (vedi: James Dean, rock and
roll, droghe, teppismo come furti duso di oggetti simbolo del consumismo + diventer presto di tipo pol:
rivendicazioni contro gruppi pol opposti)
-nonostante il boom economico, si sviluppa e diffonde la tensione sociale:
-immigrazione interna
-contesto urbano compresso, teso, pronto allesplosione
-sparse e capillari opportunit industriali
-la forbice tra dom e off di L si riduce
-forza contrattuale dei lavoratori
-i giovani si staccano dalle associazioni giovanili legate ai partiti (fallimento del centro-sx)
-aumento degli scontri tra lavoratori e imprenditori, fino allo sciopero generale (operai + studenti:
contestazioni universitarie gi nel 64-65.
CAPITOLO OTTAVO: il centro-sinistra,1958-68
Il miracolo economico con i mutamenti sociali che comportava, poneva una serie di gravi problemi che
pretendevano una risposta politica immediata. Uomini politici e istituzione ripubblicane sarebbero stati
capaci di far fronte a tale sfida?
Le elezioni del 58, la nascita dei dorotei, il governo Tambroni, il luglio 1960
Elezione del 58: fondamentale stabilit dellelettorato italiano, nessun partito guadagn o perse pi di 3
punti percentuali (la Dc e il Psi aumentarono; lestrema destra perse voti; il Pci guadagno solo lo 0,1).
Allinterno della Dc Fanfani diventava sempre pi potente e allo stesso tempo sempre pi impopolare:
assunse contemporaneamente la carica di presidente del consiglio e di ministro degli esteri, mantenendo
anche la segreteria del partito. Egli inizi a premere per un mutamento di fondo nella strategia Dc delle
alleanze: sosteneva la necessit di aprire a sinistra e coinvolgere i socialisti nel governo. Aument per
la sfiducia nei suoi confronti e il governo Fanfani cadde nel 59.
Alcuni mesi pi tardi nella Dc spunt una nuova e potente corrente: i dorotei. I leader, in precedenza,
erano tutti personaggi di spicco della corrente fanfaniana e per essi non era ancora giunto il momento di
aprire a sinistra (mancavano garanzie sufficienti a soddisfare il ceto imprenditoriale e la gerarchia
ecclesiastica).
Nuovo segretario di partito venne eletto Aldo Moro; durante la sua segreteria lapertura a sinistra non fu
abbandonata ma rinviata. Tale situazione contribu a differire nel tempo ogni possibile cambio di
indirizzo politico, proprio nel momento in cui le condizioni politiche erano pi favorevoli.
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Nella primavera del 1960 il presidente della repubblica Giovanni Gronchi design un democristiano di
secondo piano, Fernando Tambroni, a formare il nuovo governo. Fu solo grazie allappoggio della destra
che il suo governo ottenne la fiducia (da allora in poi egli fu marcato con letichetta di uomo di dx). A
pochi mesi dalla costituzione del nuovo governo il movimento di indipendenza siciliana (dx) annunci
che avrebbe tenuto a Genova il proprio congresso nazionale: carattere provocatorio della scelta in quanto
la citt aveva ricevuto la medaglia doro per la partecipazione alla resistenza + annuncio della
partecipazione dllultimo prefetto di Genova durante la Rep.di Sal, responsabile della morte e
deportazione di parecchi operai antifascisti. La popolazione insorse: la manifestazione giunse a scontri
con la polizia fino a che il prefetto di Genova, daccordo con Tambroni decise di rinviare il congresso.
Dopo tale sconfitta comp lerrore di voler riaffermare la propria autorit ad ogni costo: diede alla polizia
il permesso di sparare in situazioni di emergenza contro i dimostranti antifascisti e antigovernativi.
Tambroni fu persuaso a dimettersi dalla preoccupata direzione Dc; venne richiamato Fanfani per
costituire un governo ad interim formato da soli democristiani con lappoggio esterno di repubblicani e
social democratici.
La vicenda Tambroni chiar che:
-lantifascismo era divenuto parte integrante dellideologia egemone, specialmente nel nord e nel centro
It.
-la Dc non poteva sperare di governare con lappoggio di dx: aperta linesplorata strada alla sinistra.
Le basi del centro sinistra
I primi anni 60 assistettero a mutamenti significativi in due aree cruciali per la politica italiana:
-la politica estera degli Usa: insediamento di John Kennedy alla Casa Bianca (61); accettazione del
centro sinistra, che serviva a due scopi: dare un governo impegnato nelle riforme (in linea con la retorica
di K.); emarginare i comunisti dalla scena politica
-la direzione della Chiesa cattolica: Giovanni XXIII succedette a Pio XII; fu soprannominato il papa
buono per la sua grande semplicit e umilt, per la sua capacit di rivolgersi sia ai credenti che ai non
con un linguaggio semplice. La sua costitu una svolta nella storia della Ch: inizialmente tradizionalista
(portava con s molti dei pregiudizi del mondo contadino nel quale era cresciuto e dei circoli ecclesiastici
nei quali aveva vissuto; es. condanna per la tv); ma allo stesso tempo consapevole della necessit di un
adattamento della Ch alla societ in trasformazione. Rispetto alla politica italiana mantenne la sua
opposizione al centro-sx (responsabilit della Ch di bloccare la formazione di una nuova maggioranza
orientata in senso riformista proprio negli anni del boom). Solo dal 61 Giovanni XXIII inizi a guardare
con simpatia allapertura a sx e si disse favorevole allabbandono della pratica per cui la Ch fin dal 46
era intervenuta direttamente nella vita politica della Rep (i comitati civili cessarono di esistere, lAzione
cattolica fu relegata a compiti spirituali e sociali). Negli ultimi due anni di vita cerc anche di instradare
la Ch in una nuova direzione: Mater rt Magistra era lenciclica dedicata alla condanna del libero gioco
delle forze di mercato in nome di una maggiore giustizia sociale e alla rivendicazione per unintegrazione
sociale e politica degli emarginati; nel 62 inaugur il Concilio Vaticano II; Pacem n terris, enciclica
che contiene un invito alla conciliazione internazionale basato sulla neutralit della Ch e sul rifiuto di
accettare le barriere della guerra fredda. Lo spirito era contrario a quello di Pio XII: non alla guerra santa
contro lEst ateo per la difesa delloccidente cristiano, ma enciclica rivolta a tutti gli uomoni di buona
volont + sottolineava la necessit di un miglioramento economico e di uno sviluppo sociale per le classi
lavoratrici, auspicava lingresso delle donne nella vota pubblica, mostrava comprensione per le lotte
anticoloniali nel Terzo mondo.
a. Il Psi e la Dc tra il 60 e il 62
Psi:
1962: al congresso Nenni e i fautori dellalleanza di governo con la Dc riportarono una significativa
vittoria; anche se non furono dissipati i dubbi circa lesatta natura dellimpegno socialista verso il centrosx.
Dc:
1961: gli intellettuali del partito sottolinearono come sarebbe stato necessario: assicurare un pi
equilibrato sviluppo economico attraverso meccanismi di pianificazione economica (il merc libero aveva
inasprito gli squilibri geografici, sociali e produttivi) e stabilire a livello governativo un nuovo rapporto
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con i socialisti (dato che la rapida industrializzazione minava le basi del potere elettorale Dc). Oltre ad
ascoltare gli intellettuali, i dirigenti avevano ragioni proprie: il centro-sx sarebbe servito al doppio scopo
di creare una salda maggioranza alla Camera e di facilitare lorganizzazione del consenso in una societ
in rapida trasformazione + lallenza con i socialisti avrebbe indebolito il partito comunista, lasciandolo in
un completo isolamento.
b. Il ceto imprenditoriale e il centro-sx
Nei primi anni 60, favorevoli allapertura a sx:
-grandi gruppi privati (Fiat, Pirelli, Olivetti) attratti dalla programmazione economica nazionale
(sembrava avrebbe favorito unulteriore crescita) e dal possibile contenimento delle tensioni in fabbrica
realizzato dalla presenza della sx al governo
-settore pubblico, es. Eni di Mattei e Iri
Sfavorevoli:
-i piccoli imprenditori che guardavano alla Confindustria come guida (paura per crescenti pretese con i
socialisti al governo in n momento in cui gli imprenditori erano consapevoli del fatto che i propri profitti
negli anni del boom erano derivati da bassi salari e dalla mancanza di organizzazione operaia.). Tra questi
anche settori cruciali, es i monopoli, legati al mondo dellalta finanza e della stampa (settori importanti
della classe dominante voltavano fermamente le spalle a una politica progressista e ad una pi equa
cooperazione con le classi socialmente pi deboli).
Riforme e riformismo
Quale sarebbe stato il contenuto delle riforme? Tre concezioni tra loro inconciliabili, che convissero nel
periodo do gestazione del centro-sx, ma che si sarebbero scontrate nel 62-68 fino a che non ne sarebbe
prevalsa una.
o Riforme correttive: senza mettere in discussione il capitalismo esse avrebbero dovuto
correggere le distorsioni e gli squilibri propri del caso italiano, affrontando problemi come la povert del
Sud, larretratezza agricola, la trasformazione dei rapporti cittadini/S, rendere pi efficiente la burocrazia
liberandola dalla corruzione, dare il via allorganizzazione regionale, costruire case e scuole,
modernizzazione del sistema educativo, sanitario e di sicurezza sociale
o Riforme strutturali: sostenute dal Pci e dal Psi che non sosteneva il centro-sx; ritenevano
che ogni riforma avrebbe dovuto costituire un passo avanti nella strada verso il socialismo; mettevano in
discussione il capitalismo; le riforme erano considerate come una sequenza di obiettivi intermedi che
univano il capitalismo al socialismo in un processo continuo. I sostenitori del contre-sx ritenevano che un
governo di centro-sx fosse proprio il primo passo per tale realizzazione
o Posizione minimalista: sostenuta dai dorotei; ritenevano le riforme correttive un obiettivo
secondario: le accoglievano favorevolmente nella misura in cui esse rimanessero subordinate alla
strategia del partito, in modo che non ne indebolissero lunit e il controllo sulle leve statali. Secondo loro
il centro-sx non doveva trasformare laspetto dellIt, ma piuttosto cooptare il part socialista nel governo
senza permettergli di minacciare il potere della Dc
Il primo governo di centro-sx, 1962-63
1962: Fanfani form il primo governo di centro sx, che comprendeva democristiani, socialdemocratici e
repubblicani. Il momento non era giudicato ancora maturo perch i socialisti entrassero nel governo.
Primo evento politico significativo: elezione del presidente della repubblica: scontro tra Segni e Saragat.
Lostinazione di Moro sullunit del partito port allelezione di Segni: un uomo non impegnato nella
linea delle riforme, anzi profondamente diffidente verso un governo di centro sinistra.
Subito dopo il governo procedette alla nazionalizzazione dellindustria elettrica: venne creata lEnel che
cominci un programma di investimenti massicci ma non riusc a ridurre il costo dellelettricit per i
consumatori. I motivi che spinsero a nazionalizzare: il governo pu stabilire i prezzi, programmare su
scala nazionale le risorse energetiche, fare investimenti dove pi necessario, distruggere lagglomerato
di potere conservatore situato nel cuore del capitalismo italiano. Altre due riforme caratterizzarono questa
prima fase del centro-sx:
-primo passo verso la sorveglianza della borsa nella speranza di combattere levasione fiscale e aumentare
le entrate da reinvestire nel programma di riforme
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-la creazione della scuola media unificata e lelevamento dellobbligo scolastico a 14 anni (prima: 11 anni
e scelta tra liceo e avviamento professionale; aumento del numero dei ragazzi che completavano la scuola
dellobbligo e gran numero di ragazze ricevette una qualche forma di istruzione superiore).
Alla fine del 62 la Dc sbarr la strada alle riforme. Motivi:
-i riformisti allinterno del governo si sentirono progressivamente isolati
-difficile situazione economica e politica che aveva dato luogo ad una crescente ondata di panico
-in alcuni settori produttivi del nord si manifestava il nuovo fenomeno delleccesso della domanda di
forza-lavoro, mentre i salari tendevano a crescere cominciando a superare anche laumento della
produttivit
-le aziende pi grandi furono capaci di assorbire questi maggiori costi (sullonda lunga del miracolo
economico), mentre le piccole e medie fabbriche si trovarono presto in difficolt finanziarie, e non
tardarono ad incolpare il governo della loro situazione
-linflazione divenne un problema significativo
- i piccoli e medi industriali reagirono bloccando gli investimenti
-la borsa croll e la fiducia negli affari fu scossa.
Nel 63 si sarebbero dovute tenere le elezioni politiche e inflazione e panico finanziario stavano
minacciando seriamente i piccoli e medi risparmiatori, da sempre i pi decisi sostenitori della Dc. Moro
mise gli interessi del proprio partito al primo posto e decise di congelare due importantissime riforme:
listituzione delle Regioni e la pianificazione urbanistica.
Risultati delle elezioni: la Dc scese al di sotto del 40%, i liberali guadagnarono, il Pci guadagn in tutto il
paese ma in modo particolarmente consistente nei quartieri degli immigrati delle citt settentrionali.
Il primo governo Moro, 1963-64
La Dc era stata penalizzata per lapertura a sx, ma dopo lavventura Tambroni non cera altra soluzione
politica: bisognava andare avanti, ma in maniera pi moderata Segni incaric Moro di formare un nuovo
governo, il quale ritenne necessario includere anche i socialisti. Nel dicembre 63 Moro divenne
presidente del Consiglio e Nenni vice presidente. Il programma Moro era molto vasto e prometteva di
tutto (definito brevi cenni sulluniverso), in particolare un impegno nelle riforme.
Il primo governo a partecipazione socialista fu un fiasco. La difficile situazione economica (introdotte
misure deflazionistiche per ridurre linflazione e per ridurre il deficit della bilancia dei pagamenti;
conseguenze: aumento della disoccupazione, inizialmente delle donne, chiusura di parecchie fabbriche o
assorbimento in altre pi grandi, compressi i consumi, potere contrattuale dei lavoratori diminu) offriva a
Moro il pretesto per continuare a rinviare le riforme. Propose invece una politica dei due tempi: prima
ridare vigore alleconomia poi attuare il programma di riforme. Anche se la ragione ufficiale del
congelamento delle riforme veniva additata nella crisi economica, non ci si pu sottrarre allimpressione
che il vero ostacolo fossero certi grandi potentati economici, alle cui pressioni Moro era particolarmente
sensibile.
Nel gennaio 64 alcuni deputati e senatori abbandonarono il Psi e formarono il Psiup (=partito socialista
di unit proletaria). Nenni si trov quindi in difficolt: di fronte alla mancata realizzazione delle riforme
non poteva dimettersi dando ragione a coloro che avevano seguito la via della scissione, lunica
possibilit era quella di rimanere nel governo e sottostare alla logica di Moro di rinviare le riforme.
Nel 64 Moro si dimise dopo sei mesi di governo caratterizzati dalla politica del rinvio.
Laffare De Lorenzo e il secondo governo Moro, 1964-66
Estate 64: primo tentativo di sovvertire lordinamento democratico. Il presidente Segni dato che i
negoziati per formare il nuovo governo si prolungavano (aveva incaricato Moro ed era nota la sua
avversione ai governi di centro-sx) convoc al Quirinale il comandante dei carabinieri: Generale
Giovanni De Lorenzo. Questi non appena diventato comandante dei carabinieri cre una moderna brigata
meccanizzata (fornita di carri armati e autoblinde corazzate); e prepar il piano Solo: si presentava
come un piano antiinsurrezionale, ma era esso stesso sovversivo; si dovevano redigere liste di persone
pericolose per la sicurezza pubblica e prepararne larresto e la detenzione; sarebbero stare anche
occupate le Prefetture, le stazioni radio televisive, le centrali telefoniche e telegrafiche, le direzioni di
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alcuni partito politici; i carabinieri dovevano agire soli senza che la polizia o il resto delle forze armate
venisse coinvolto.
La commissione parlamentare d0inchiesta si spacc a proposito dellinterpretazione del piano:
-maggioranza:sottolinea la natura difensiva (DL lo avrebbe utilizzato in caso di un attacco contro le
istituzioni della repubblica)
-minoranza: convinta del carattere preventivo (DL voleva colpire per primo per distruggere una minaccia
che poteva o meno essere esistita.
Allapice della crisi di governo DL aveva dato ordini che il piano fosse preparato a livello locale in ogni
dettaglio. In realt tale piano conteneva quel carattere di incompletezza che sarebbe stato il carattere
distintivo di tutti i complotti contro la repubblica. Gli stessi carabinieri per avevano dei grossi dubbi +
una sola brigata meccanizzata non era certo sufficiente a portare a termine un colpo di stato in un paese in
cui aveva conosciuto in tempi recenti un forte movimento di resistenza.
Non si mai appurato quanto Segni conoscesse di questi preparativi. Non era certamente interessato a un
colpo di stato ma cercava seriamente di porre fine al centro-sx, puntando ad un governo non politico di
tecnici e, forse, a un accrescimento dei poteri presidenziali, sul modello gollista. Con tutta probabilit egli
pensava di utilizzare DL e le sue forze per risolvere i problemi di ordine pubblico.
Nenni, seppur non avesse unidea chiara di cosa stesse preparando DL, ma avendo paura della dx,
sospettando di Segni e avendo fiutato un pericolo, cerc immediatamente di evitare la pi grave crisi della
repubblica ritirando subito ogni obiezione contro un loro reingresso nel governo di Moro.
Il programma e la sua composizione risultarono cos pi moderati di quello precedente; dur un anno e
mezzo ma realizz poco: le riforme furono rinviate e fu perseguita ancora la politica dei due tempi
(stabilit poi riforme). Questo con il consenso, anche se a mala voglia, dei socialisti, i quali a dire il vero
erano meno riluttanti di prima a collaborare: stavano progressivamente cambiando le loro priorit
politiche, puntando ad una presenza stabile nel governo (vista come la migliore difesa contro la reazione).
Le differenze con il Psdi diventarono sempre meno evidenti; Nenni e Saragat cominciarono a parlare di
riunificazione nella speranza di divenire una forza elettorale alla pari di comunisti e Dc. Tale
cooperazione ricevette una spinta sostanziale dallelezione di Saragat alla presidenza della repubblica
(64)
Il terzo governo Moro, 1966-68
Nel febbraio 66 il secondo governo Moro cadde, ma fu immediatamente sostituito dal terzo: Moro
raggiunse senza difficolt un accordo con socialisti, socialdemocratici, e repubblicani; dur oltre due
anni. Principale caratteristica: immobilismo, nonostante leconomia si fosse ripresa con vigore, la bilancia
dei pagamenti rivelava un incoraggiante attivo, i salari reali non erano aumentati quasi per nulla,
lattivismo sindacale era a un livello assai basso.
Di tanto in tanto tale torpore veniva momentaneamente interrotto:
-a seguito di tre calamit naturali (crollo di nuovi palazzi costruiti fuori dal piano regolatore ad
Agrigento che caus una frana; alluvioni di Firenze e Venezia) il governo emise la legge ponte Mancini
del 1967. In realt essa era un provvedimento-tampone preso in attesa di una riforma organica che non
avrebbe mai visto la luce
-il ministro socialista del Bilancio riusc a far passare nel 67 una legge sulla pianificazione economica,
ma i suoi articoli non furono mai messi in pratica
-il ministro della pubblica istruzione present una legge di riforma universitaria, che non giunse mai al
voto in Parl (cmq spazzata dalla protesta studentesca).
Nel 66 Psi e Psdi si riunificarono in Psu (partito socialista unificato). I socialisti, oramai, erano
definitivamente un partito di governo, le riforme di struttura erano state dimenticate da tempo, e
cominciava ad essere chiaro che una parte del partito stava diventando clientelare e corrotta come la Dc.
Nel 1968 era ormai chiaro che aveva trionfato il modo minimalista di prospettare le riforme. Ragioni:
-allinterno della coalizione di centro-sx solo una corrente vi credeva
-i socialisti si trovarono isolati
-i comunisti ritenevano che una forma di riforme strutturali e transizione verso il socialismo non potesse
avere il suo punto di partenza in una coalizione con la Dc
-anche tra i socialisti che avevano fiducia nella coalizione rimaneva molta confusione
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-settori considerevoli del capitalismo italiano cercarono di indebolire il centro-sx.


In questo modo lItalia non riusc a imitare n il modello di modernizzazione francese n quello austriaco;
il decennio di dinamico sviluppo economico, 58-68, costitu solo una grande opportunit politica
mancata.
Lo Stato negli anni 60
a. Il declino dellimpresa pubblica
Cambia il quadro di buon esito dellimpresa pubblica:
-i principali progetti stavano per essere conclusi senza che vi fosse alcuna indicazione strategica sul futuro
dellindustria pubblica, proprio mentre essa stava diventando sempre pi libera da ogni controllo
-non si autofinanziava ma dipendeva pesantemente dal denaro pubblico
-le sue molteplici attivit non erano soggette al controllo di alcun comitato indipendente di funzionari
statali di grado elevato
-il suo responsabile formale apparteneva sempre a una delle correnti Dc
-nel 63-72 lindustria di stato perse la propria capacit di produrre profitti
-una simile evoluzione avvenne anche nel resto dEuropa, ma in Italia assunse dimensioni patologiche.
Potere politico e direzione industriale divennero sempre di pi strettamente intrecciati. Ai pi alti livelli
della gerarchia si insedi una nuova generazione di imprenditori e amministratori pubblici, legata assai
strettamente ai partito politici dominanti, che deteneva un potere considerevole e storn anche grosse
somme di denaro pubblico in mani private. Esempio di questa borghesia di stato: Eugenio Cefis
(successore di Mattei allEni che acquist la Montedison; pag.385.
La presenza di tali personaggi alla testa del settore pubblico fornisce di per s unulteriore ragione del
fallimento delle riforme collettive.
b. La paralisi dellamministrazione pubblica
Anche la PA si era data una struttura e una fisionomia che non facilitavano un intervento di riforma:
-nel 73 il 95% di funzionari di grado superiore era entrato in servizio prima del 43: la democrazia non
gli era congeniale, aveva riserve per il suffragio universale, sospettava di ogni innovazione
-i residui passivi: somme di denaro stanziate per un determinato periodo, non spese che tornavano al
tesoro; ragione: complicata rete giuridica e amministrativa
-mancata attuazione delle leggi di riforma gi approvate. Causa: stessa sopra
-gli stessi difetti affioravano anche nella gestione dei rapporti con la CE. Causa: paralisi della burocrazia
pubblica + i regolamenti comunitari dovevano essere prima ratificati
c. Il rafforzamento del clientelismo in meridione
Sviluppo fondato prevalentemente su unincessante opera di appropriazione di una spesa pubblica in
espansione; quattro fonti economiche essenziali il boom edilizio, i nuovi poli di sviluppo industriale
sovvenzionati dalla cassa per il mezzogiorno, le risorse finanziarie degli enti locali, la distribuzione di
fondi da parte del governo.
Per tutti questi motivi la riforma, tema insistente degli anni 60, era in realt in contrasto stridente con il
modo di governare Dc.
Il Pci negli anni 60
-grande estraneo: ruolo di sterile opposizione semipermanente
-perse quasi un quarto degli iscritti
-molte istituzioni della sub-cultura comunista come le case del popolo delle piccole citt e delle
campagne, entrarono in crisi a seguito delle rapide trasformazioni sociali
-la composizione sociale del partito rimase stabile: invecchiamento del partito e meno iscrizioni giovanili
-nonostante questo rimase una grande forza
a. La morte di Togliatti
Avvenuta nel 64 in Urss.
Lo scetticismo sulla via italiana al socialismo (il Pci auspicava davvero a un socialismo basato su
democrazia e libert?), fece emergere 2 ordini di dubbi:
-sulle riforme di struttura
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-sulla capacit del Pci di mantenere indefinitivamente una visione politica alternativa (con il passare degli
anni si evidenziava la maggiore integrazione nel sist pol, un ammorbidirsi del suo linguaggio polemico e
la sua maggiore moderazione nel fissare gli obiettivi della lotta).
La via italiana sembrava dunque condurre non al socialismo ma a 2 sbocchi,. Entrambi indesiderati:
insistendo sulle riforme di struttura si rischiava di innescare uno scontro che poteva portare alla guerra
civile, mente accettando il lento e costante processo di integrazione si sarebbe prima o poi giunti ad
autoconfinarsi in un ruolo pi limitato di forza progressista.
b. Amendola e Ingrao
Dopo la morte di T. divenne segretario del partito Luigi Longo, ma era chiaro a tutti che sarebbe stato un
leader si transizione in attesa dellemergere di un vero e proprio successore. Sotto di lui la dx e la sx si
scontrarono sui dilemmi precedenti.
Amendola:
leader della dx; riteneva che unimminente crisi avrebbe offerto al Pci la possibilit di nuovi guadagni
elettorali e di porre la propria candidatura al governo del paese, il Psi avrebbe abbandonato la sua
sfortunata alleanza con la Dc e sarebbe tornato a cooperare con il Pci; mise anche in evidenza come la
successiva fase della Rep sarebbe stata democratica e non socialista; occorreva pieno impiego, migliori
salari e pensioni pi alte, aumento della spesa pubblica; a parole continuava a sottolineare il carattere di
transizione, ma in realt il contenuto reale era correttivo
Ingrao:
leader della sx; il reale pericolo consisteva nel fatto che il movimento operaio potesse essere integrato nel
sist a segui di una politica progressista neocapitalista; il vero pericolo non era lesclusione dal gov, ma il
graduale scivolamento verso posizioni socialdemocratiche; per combattere tale pericolo ricrec un nuovo
blocco storico di forze sociali fondato su alleanze anticapitaliste; per far questo il partito doveva
diventare molto pi democratico.
Nel congresso del 66 il linguaggio utilizzato era in codice, ma divenne subito evidente che la sx era in
netta minoranza. Dopo il congresso diversi dirigenti della sx furono rimossi da posizioni influenti, ma
Ingrao, anche se sconfitto e fortemente criticato, continu il suo impegno nel partito e accett la linea di
maggioranza.
Motivi della pedita della sx:
-non era un gruppo organizzato, ma un insieme di elementi eterogenei
-non aveva una struttura nazionale
-la sua influenza nel paese era molto irregolare
-Ingrao riluttante a fare il leader
-programma alternativo piuttosto vago
-opposizione allinterno del partito, che arrivava tardi: lattivismo operaio aveva raggiunto il suo culmine
nel 60-62, mentre nel 66 era in una fase di stasi
- i dirigenti del partito erano pi vicini ad Amendola, perch la politica di Ingrao sembrava maggiormente
deviare dalla via centrista di Togliatti (una volta decisa la linea dalla dirigenza, fu impossibile per la sx
fare alcun progresso: il part era nelle mani della segreteria e tutti i funzionari dipendevano da essa +
anche gli organismi di base erano stati educati alla lealt e non alla discussione
c. LEmilia-Romagna negli anni 60
Unico luogo in cui i comunisti poterono esercitare un potere reale, offrendo una visoine diversa della
politica moderna. Anche qui erano avvenuti dei mutamenti: dimuzione dellimportanza dellagricoltura,
sviluppo di piccole-medie imprese e di due centri specializzati di produzione (ceramica e maglifici),
sviluppo delle principali citt lungo la via Emilia.
Amendola sostenne che i comunisti emiliani non potevano basare a lungo la loro politica su una realt
rurale che stava scomparendo: nuova generazione di dirigenti e ridefinizione degli obiettivi comunisti
(lideologia si era spogliata dellelemento ugualitario per far posto ad una concezione pi aderente al
reale: porre attenzione anche a imprenditori e industriali locali).
A bologna si voleva:
-continuare lopera di Dozza nel fornire uneccellente rete di servizi sociali e di trasporto pubblico
efficiente e poco costoso, fece uno sforzo nella costruzione di case popolari e per non emarginare la
classe operaia allestrema periferia della citt
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-necessario sostenere con sussidi e facilitazioni lindustria locale e i ceti medi in generale. Gli
imprenditori e i commercianti del luogo scoprirono che lamministrazione locale era in grado di
mantenere calme le relazioni tra capitale e lavoro e di costruire una serie di infrastrutture in grado di
stimolare ulteriormente la crescita industriale.
Inoltre divise la citt in quartieri, ognuno con il suo consiglio. Scopo: incoraggiare la gestione
comunitaria della vita, lisolamento e lalienazione tipiche delle aree di recente industrializzazione. Non si
pu dire che essi furono dei momenti di autogoverno, degli strumenti della sovranit popolare che
rifiutavano il ruolo esecutore di scelte operate allinterno di meccanismi di sviluppo capitalistico, come
sostenevano i capitalisti, in quanto non vi era nulla nei comportamento dei comunisti bolognesi che
suggerisse una loro contrapposizione ai meccanismi dello sviluppo capitalistico (al contrairo li avevano
accettati, cercando di modificarne gli squilibri e le storture, in modo che assomigliava alle riforme
correttive) e in realt essi erano solo momenti accuratamente controllati dalla federazione del partito.
Per lIt degli anni 60 si trattava per di un risultato considerevole, in netto contrasto con il fallimento del
centro-sx sul piano nazionale.
CAPITOLO NONO: lepoca dellazione collettiva, 1968-73 (dagli appunti: il 68)
Usa:
-allargamento della base elitaria del movimento sviluppatosi tra anni 30-40, che lotta per i dir civili,
soprat dei neri
-anche opposizione alla guerra in Vietnm
-si interseca anche con un rafforzamento del pacifismo
-gi nel 60: primi episodi di sit-in + diffusione del metodo + non reazione di fronte alla polizia
-agosto 63: Marcia a Washington a favore dei diritti civili (King + altri personaggi non politici
-64: universit di Berkeley: saputo che non si sarebbero potuti tenere dibattiti non scolastici, venne
fondato il free-speech-movement, che dopo lo sgombero delluniv occupata venne riconosciuto legale
Fr:
-mito del maggio: rapida fiammata, che scuote una Fr quieta e stagnante
-si dice che inizi con luscita del film la Chinoise (ragazze che attuano una vita di tipo comunista)
-prime occupazioni delle universit, cui risponde la polizia sgomberando
-anche qui, come in Usa, la mobilitazione passa per vie medianiche
-10 maggio: apice degli scontri al Quartier Latin
-scendono in piazza anche gli operai
-Fr paralizzata (non presenti misure antisciopero)
-poi: riforma universitaria che tarpa le ali al movimento (data > autonomia)
-anche innesco di una serie di cambiamenti (consumi, mod culturali)
It:
-inizio nellautunno 67: contestazioni a sociologia di Trento (riletto il ruolo dello studente in chiave
marxista: c un sist che plasma per immettere sul merc e produrre) e in Cattolica (contestazione delle
tasse e dellaccesso); poi anche a To. Contestata anche la riforma Gui, che voleva diminuire le possibilit
di accesso
-marzo 68: occupazione delluniver a Roma; gli studenti sgombrati si riuniscono a P.zza di Spagna e
decidono di occupare la facolt di architettura. Si trovano a Villa Giulia: battaglia di V. G.
(preparazione alla guerriglia: polizia con strumenti antisommossa + vedi interpretazione di
relativizzazione di Padolini: giovani figli di pap che fanno la rivoluzione/poliziotti che hanno necessit
di lavorare)
-caratteristiche del movimento in It:
-antiautoritarismo: decisioni collettive, assoluto rifiuto dellindividualismo
-salvaguardia di alcuni spazi individuali
-ispirazione marxista ma non elaborazione di nuove teorie
-aprile-maggio: fine contestazioni scolastiche + apertura sul piano culturale
-autunno 68: ripresa contestazioni scolastiche, anche alle superiori
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-31 dicembre a Pisa: un gruppo di studenti decide di contestare un veglione di lusso, un cliente spara, un
ragazzo rimane paralizzato
-passaggio da una contestazione culturale a una sociale.
CAPITOLO DECIMO: Crisi, compromesso, anni di piombo, 1973-80
La Dc...
-tra gli anni 60-70 voto sostanzialmente stabile: la tradizionale base rurale che si era indebolita era stata
sostituita dallallargamento della nuova classe urbana
-ma non tutto andava per il meglio:
-la fine del predominio doroteo aveva portato a una nuova e dannosa proliferazione di correnti
-il partito aveva un carattere ancora spiccatamente meridionale ma la decisione di tesserarsi era pi
fondata su necessit clientelari che su convinzioni ideologiche
-le organizzazioni fiancheggiatrici (es. Acli) non giocavano pi il ruolo cruciale che gli era stato
assegnato
-mancava una strategia in unIt oramai trasformata
-con molte difficolt i leader delle diverse correnti democristiane raggiunsero un nuovo accordo: patto di
palazzo Giustiniani, con il quale venne rilanciato il centro-sx, con Rumor alla presidenza del Consiglio e
Fanfani alla segreteria del partito. Questultimo voleva rafforzare lorganizzazine del partito e lindustria
pubblica. Ma molte cose erano cambiate dal passato e inoltre il partito fa scosso da due gravi scandali che
provocarono unondata di critica sullintegrit morale e la capacit politica della Dc:
-alcune compagnie avevano versato soldi a personaggi politici, prevalentemente democristiani, in cambio
di misure governative a loro favorevoli (in seguito a ci il Parl approv in fretta la legge sul
finanziamento pubblico dei part in base alla proporzione della loro presenza in Parl; tale misura non plac
lopinione pubblica)
-dallinchiesta di un giovane magistrato, Tamburino, emerse lesistenza di unorganizzazione neofascista
che coordinava azioni di terrorismo in previsione di un colpo di stato e tra i cui affiliati verano molti
esponenti delle forze armate e dei servizi segreti.
e il referendum sul divorzio
Nella primavera del 74 torn alla ribalta la spinosa questione, sulla quale la Dc si era impegnata nei due
anni precedenti a cercare di rinviare il referendum.
Posizioni rispetto al referendum:
-Fanfani vi intravedeva ora la possibilit di un rilancio della Dc e suo personale (aspirava alla presidenza
della Rep): inizi una violenta campagna contro il divorzio.
-Tutta la Dc, a parte qualche sporadico dissenso, segu questa iniziativa.
-Paolo VI rimase in disparte: la sua opposizione era netta ma era altrettanto chiaro che voleva mantenere
la pace religiosa.
-Molti dirigenti della Cisl si dichiar a favore del divorzio; cos fece anche la maggior parte dei gruppi
cattolici di base
-il Pci affront la campagna con qualche timore: temevano che lIt non fosse ancora pronta a sostenere
una simile battaglia civile + volevano evitare di allargare il fossato tra loro e la Dc (dal momento che
Berlinguer stava per lanciare la sua proposta di compromesso storico) mentre per anni si era presentato
come difensore della fam con lo stesso zelo Dc + il referendum li esponeva nuovamente allaccusa di
voler indebolire la fam.
La crisi economica
73: la pi grave crisi economica dopo quella del 29.
La crisi petrolifera dovuta ad un aumento del prezzo del petrolio e da una riduzione dellesportazione da
parte dei paesi dellOpec, si deve sommare a una situazione economicamente gi difficile: rottura degli
accordi d Bretton Woods con la conseguente incertezza dei mercati finanziari internazionali, la
svalutazione del dollaro, lesplosione dei passi salariali europei, un eccesso di offerta sul mercato del
lavoro, il rapido declino dei profitti.
Si cre una situazione caratterizzata da stagflazione.
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Il compromesso storico
-E la pi grande iniziativa politica in quegli anni di crisi
-Fu proposta da Enrico Berlinguer: segretario del Pci, il quale comprese che limmobilismo degli anni
precedenti non poteva pi durare
-punto di partenza: non si ripetesse la situazione avvenuta in Cile, dove il governo socialista e
democratico era stato rovesciato da un colpo di S. Anche in It cera un pericolo di spaccamento in due
(da una parte lattivismo operaio e studentesco e dallaltra la mobilitazione dellestrema dx, a cui si
aggiungeva la tensione dovuta al deterioramento della situazione economica).
Proposte:
-compromesso tra Pci, Dc e Psi, dal momento che Pci e Psi non potevano di governare il paese. Si sarebbe
dovuta realizzare una strategia che trovasse un codice comune tra morale cattolica e tradizione comunista,
con lo scopo di preservare lIt dal degrado morale del tardo capitalismo, in cui dominavano lo spreco e lo
sperpero
-stretta alleanza a livello sociale tra la classe operaia e gli svariati settori dei ceti medi, per sottrarre a
questi ultimi ogni tentazione reazionaria.
Obiettivi raggiunti (di primaria importanza dato i clima di tensione di quegli anni):
-pose il Pci al centro della scena politica dopo parecchi anni di assenza
-salvaguard la democrazia, isolando la Dc e i ceti medi da qualsiasi tentazione autoritaria.
Conteneva tuttavia dei vizi di fondo:
-era basato su unerrata valutazione della Dc: essa era ormai il partito conservatore e capitalista italiano, e
come tale era in antitesi con il progetto di Berlinguer
-lappello di Berlinguer agli italiani per una societ pi giusta, collettivista e pi austera, cadde nel vuoto;
anche perch in scarsa sintonia con la trasformazioni che avevano avuto luogo: nella nuova It le fam
misuravano il loro grado di successo soprattutto in termini materiali e consumistici.
-presentava aspetti autoritari e gerarchici: puntava a un accordo esclusivamente di vertice, le cui decisioni
sarebbero state trasmesse alla base dalle due grandi organizzazioni. Tra fini e mezzi si apriva cos una
contraddizione: esse non brillavano per democrazia interna e accettazione dellopposizione a avrebbero
dovuto promuovere un maggiore egualitarismo, una pi ampia democrazia e solidariet reciproca.
Lotte operaie, gruppi rivoluzionari, movimenti sociali, 1973-76
a. Il movimento sindacale
Momento difficile; posizione difensiva; poter contrattuale nelle mani dei datori di lavoro;
istituzionalizzazione del sindacato (aumento del distacco tra base e vertice).
Malgrado questi sviluppi, il movimento operaio rimase assai forte; per combattere laumento dei prezzi si
verificarono scioperi spontanei di protesta; fu introdotta lautoriduzione (rifiuto di pagare gli aumenti
tariffari) nei trasporti, nelle bollette dellEnel e telefoniche. Queste forme di disobbedienza civile furono
appoggiate da alcune strutture periferiche del sindacato e da tutti i gruppi rivoluzionari, mentre la
direzione sindacale fu restia a farsi coinvolgere in azioni illegali e anche il Pci condann il movimento
come avventurista. Dopo lo slancio iniziale , verso la met del 75 tali iniziative erano praticamente
sparite a causa dellinsuccesso nel coinvolgere la maggioranza delle famiglie nella protesta.
Istituiti consigli di zona, divennero ben presto uno strumento di controllo in mano ai partiti (origine: per
coordinare le azioni di protesta fuori dal posto di lavoro).
b. I gruppi rivoluzionari
Era sempre meno verosimile presentare la rivoluzione come imminente; la maggior parte dei gruppi
accentu semplicemente il carattere partitico della propria organizzazione e anzich cercare forme
alternative e nuovi modelli di organizzazione fecero prevalere il centralismo. Bench gerarchizzati e pi
autoritari i gruppi non persero la loro influenza:
-la sinistra rivoluzionaria era forte in tutte le principali citt
-il movimento degli studenti non riacquist mai la forza nelle universit, ma viveva il suo momento
culminante nelle scuole secondarie, dover era controllato dalla sx rivoluzionaria
-i gruppi rivoluzionari continuavano a mantenere una presenza consistente in tutte le principali fabbriche
del nord.
c. Il terrorismo rosso: origini e attivit iniziale
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Le BR nacquero nel 70 da uno sparuto numero di militanti a cui i gruppi rivoluzionari non offrivano
alcuna prospettiva come organizzazioni operaie autonome. Avendo come modelli i movimenti
sudamericani di guerriglia urbana e del movimento partigiano del 43-45, essi decisero di mettere al
primo posto la lotta armata nella convinzione che unazione violenta e illegale avrebbe inasprito le
contraddizioni del capitalismo e reso inevitabile lo scontro tra sfruttatori e sfruttati.
Al contrario dei gruppi rivoluzionari (che ritenevano di dover agire sulla societ civile creando un
movimento di massa) scelsero la clandestinit e lazione violenta, ponendosi fuori dalla realt e ponendosi
in un mondo tutto loro.
Le prime azioni delle BR furono circoscritte a Mi e To e i primi obiettivi furono: sindacalisti di dx,
amministratori, capisquadra. Dallinizio del 74 cambiarono metodo: sequestrarono il giudice di Ge, Sossi
(il giorno in cui Giovanni Agnelli venne eletto presidente della Confindustria). Acquisirono notoriet a
livello nazionale e il reclutamento terrorista cominci a diffondersi. Dopo questo caso la polizia cominci
a tenerli docchio e grazie ad alcuni infiltrati riusc a scoprire numerosi nascondigli e ad arrestare molti.
Alcuni Br furono anche uccisi in scontri a fuoco, es. Mara Cagol.
d. I movimenti sociali nel Meridione
Dal 73 si manifestarono i primi segni per cercare di invertire la rotta di una protesta con carattere
essenzialmente municipalista e corporativa, guidata dallestrema dx e subordinata alla cultura politica
dominante.
Il movimento degli operai disoccupati organizzati a Napoli fu lesempio pi sorprendente di questa realt:
-compil liste dei disoccupati al posto del corrotto ufficio di collocazione dando pi priorit a chi era stato
pi attivo nella lotta per il posto di lavoro e a chi ne aveva pi bisogno
-si organizz su base democratica
-loro forma di protesta pi consueta: manifestazioni che bloccavano il traffico (gli operai bloccano la
produzione delle fabbriche; la nostra fabbrica per ora la strada e dunque noi blocchiamo il traffico)
-altra forma: sciopero a rovescio, ossia andare al lavoro assieme agli occupati per denunciarne le
inefficienze, es. allospedale
Punti deboli:
-i criteri cn cui si formavano le liste erano spesso in contrasto tra loro (presenza soggettiva nelle lotte e
bisogno oggettivo)
-discriminazione nei confronti delle donne disoccupate: quelle che partecipavano attivamente al
movimento e alle assemblee erano spesso etichettate come puttane
-vari casi di corruzione
-spesso il desiderio individuale di unoccupazione regolare ebbe la meglio sulla fedelt al movimento.
Ebbe per il pregio di organizzare, seppur temporaneamente, una solidariet molto forte tra una parte dei
sottoccupati della citt.
Anche a Na cmq si diffusero le occupazioni delle case, le autoriduzioni, le organizzazioni di invalidi e
handicappati.
Anche Palermo vide vacillare (seppur per un attimo) la solida presa della Dc e della mafia, anche se non
si vide la mobilitazione napoletana. In particolare si svilupp un movimento per la casa, che per non
dur a lungo n ottenne qualche risultato di rilievo (le nuove case popolari erano molto periferiche e prive
dei servizi essenziali).
e. Il femminismo
Situazione donne:
-impegnate politicamente nel 68: sia studentesse che operaie
-si trovavano cmq in una posizione subalterna nel mondo del lavoro (e tale situazione non vide particolari
miglioramenti dopo il 68: semplicemente aument il numero di donne occupate, che per venivano
pagate meno e svolgevano le mansioni pi basse
-i sindacati erano fortemente maschilisti e in ritardo per quanto riguarda la difesa dei diritti delle donne e
il cambiamento del loro atteggiamento.
-dopo il 75 il movimento delle donne acquist livello nazionale: si form una coscienza, sia individuale
che collettiva (che port le donne a partecipare a quasi tutte le lotte sociali); e ci fu una crescita dei gruppi
femministi:
-perlopi nelle citt,
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-erano composti da donne della classe media influenzate dal modello americano
-sottolinearono pi il tema delle diversit delle donne, che non delluguaglianza con luomo
-formularono richieste che riguardavano non tanto la parit con gli uomini, quanto piuttosto la
definizione di una vera e propria sfera di diritti delle donne in quanto tali
-proposero anche una pi generale linea politica: la liberazione non doveva essere avviata dopo la
rivoluzione, ma doveva iniziare dai rapporti quotidiani tra le donne, gli uomini e i bambini (non come
sostenevano i gruppi rivoluzionari: le relazioni subordinate al pi importante obiettivo della rivoluzione
finale)
-i diversi gruppi femministi portarono avanti differenti richieste
-spesso nacquero tensioni sia allinterno del gruppo che tra i vari gruppi
-tutti i contrasti vennero superati nel momento di combattere per la legge sullaborto, che nel 70 era
illegale e punibile con la carcerazione (anche fino a 5 anni); prosperava la piaga dellaborto clandestino:
enorme distanza tra la morale ufficiale della Ch e dello S, da una parte, e realt sociale, dallaltra
- nel 75 il Movimento di liberazione delle donne italiane e i radicali iniziarono una raccolta di firme: ne
furono raccolte 800 mila (su 500 mila che ne servivano)
-la mobilitazione delle donne riusc a trasformare il tema dellaborto da unimportante questione sui
diritti civili ad una vasta discussione sulla condizione femminile nella scena italiana, fino a portare questo
temi in piazza nella manifestazione di Roma (76)
-solo le elezioni politiche, indette nello stesso anno, impedirono il regolare svolgimento del referendum.
Partiti, riforme ed elezioni, 1974-76
Anni che non videro riforme; due per sono le leggi che meritano di essere ricordate:
-sulla famiglia: introdotta la parit dei coniugi; cambiamenti nei rapporti genitori-figli: non solo dovere di
mantenere, educare e istruire, ma anche tener conto delle capacit, linclinazione naturale e delle
aspirazioni dei figli; abolizione di ogni discriminazione verso i figli nati fuori dal matrimonio
-sulla scuola: nel tentativo di democratizzare il sistema furono introdotti organi elettivi ad ogni livello (ma
in realt ebbero solo potere consultivo).
Alle elezioni del 75 Fanfani (rimasto alla testa della Dc nonostante la sconfitta del referendum) era
convinto che avrebbe ancora vinto se si fosse appellato ai valori tradizionali e allanticomunismo. Egli
present il suo partito come lunico in grado di assicurare legge e ordine, facendo affidamento alla
nuova legge per lordine pubblico, la legge Reale.
Il Pci intraprese unefficace campagna elettorale, puntando il dito sul caos e la corruzione che regnavano
nelle giunte locali controllate dalla Dc.
La campagna elettorale fu caratterizzata da un clima di violenza (bomba a Brescia in P.zza della Loggia;
bomba su Bologna-Firenze; scontri durante le manifestazioni che portarono dei morti).
Risultati elezioni:
-grande avanzata del Pci
-calo della Dc
-alle regioni gi rosse (Emilia-R, Toscana, Umbria) si aggiunsero Lombardia,. Piemonte, Liguria
-nelle grandi citt, ad eccezione di Pa e Ba, si formarono giunte di sx.
La Dc reag dimissionando Fanfani e eleggendo Zaccagnini, sostenuto da Moro. La sua nomina sembr
rispondere a 2 obiettivi:
-dar vita ad una nuova e pi decente immagine del partito
-aprire la strada a un dialogi con il Pci. Moro infatti era intenzionato a rispondere alla proposta di
Berlinguer, ma in termini a lui favorevoli.
Immediatamente per la Dc fu scossa da uno scandalo: uninchiesta Usa rivel il pagamento di tangenti a
uomini politici di tutto il mondo industrializzato da parte di una compagnia aerospaziale. Furono coinvolti
tre personaggi Dc, di cui solo due furono processati.
Nel Congresso del 76, i rinnovatori (zaccagnini, Moro il quale in realt si era rivelato incapace di
rinnovare alcunch) ebbero la meglio nello scontro con i moderati (Andreotti).
Nella primavera 76 i partiti cercarono di raggiungere un accordo per modificare la legge sullaborto, in
modo da non incorrere nel referendum; ma passata all Camera una proposta di legge che lo presentava
ancora come un crimine, il Psi ritir il proprio sostegno al governo. Si ricorse alle elezioni politiche.
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Campagna elettorale:
-Leurocomunismo (Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Turchia) preoccupava gli Usa, tanto che
lambasciatore americano a Roma espresse lopposizione degli Usa a un ingresso del Pci nel governo:
avrebbe creato una basilare contraddizione allinterno della Nato.
-Berlinguer fece di tutto per contrastare questo atteggiamento e assicur che se i comunisti avessero vinto
le elezioni non avrebbero spinto lIt fuori dalla Nato, anzi si disse pi preoccupato in caso rimanesse fuori
dal governo (sconvolgimento dellequilibrio internazionale).
-La Dc fece appello ai suoi tradizionali alleati e convinsero Umberto Agnelli (fratello di Giovanni) ad
appoggiare Zaccagnini per combattere la sfida comunista.
Contesto della campagna: ancora di violenza: le BR uccisero in un imboscata il magistrato Coco (aveva
rifiutato di negoziare con le Br al tempo del sequestro Sossi)Risultati:
-gruppi rivoluzionari, candidatasi per la prima volta con Democrazia proletaria, ebbero pochissimi
consensi
-il Psi cal
-lelettorato si era concentrato sui due principali partiti:
-il Pci migliorato: grazie ad una serie di fattori:
-strategia del compromesso storico
-discreta ma carismatica leadership di Berlinguer
-fatto che erano stati chiamati alle urne per la prima volta i giovani dai 18 ai 24 anni
-lungo processo di azione politica e di mobilitazione nella soc civile che era andato avanti fin dal 68
-Dc stabile: sostenuta dai ceti medi e dalla grande borghesia; da Indro Montanelli e da CL (nuovo gruppo
in cui si intrecciavano attivismo giovanile e valori cattolici tradizionali).
I governi di solidariet nazionale, 1976-79
a. il tempo delle decisioni
I risultati delle elezioni fecero emergere la necessit di risposta da parte della sx:
Pci:
Berlinguer riteneva che la priorit fosse la difesa della democrazia, da realizzare attraverso un
compromesso con la Dc (da realizzare attraverso luso di tutta lenergia e tutta la forza del partito). Gli
oppositori di questa strategia affermavano che erano assolutamente necessarie delle riforme, che non si
sarebbero realizzate attraverso lalleanza con la Dc.
Entrambe le posizioni avevano molto di meritorio. La seconda si presentava come un rischio e una
necessit; era lunica convincente strategia riformista; era necessaria unopposizione convincente
Psi:
elezione alla segreteria del partito di Bettino Craxi, il quale riteneva che per sopravvivere e prospere il
partito doveva acquistare pi autonomia ed essere meno filo-comunista. (Berlinguer tendeva a dare per
scontata la posizione subordinata del Psi allinterno della sx, concentrava quasi tutta la sua attenzione
sulla Dc senza accorgersi del pericolo. Cos, proprio quando la sx aveva ottenuto il massimo consenso
elettorale della sua storia, la distanza fra i suoi due principali partiti aumentava invece di diminuire.
b. gli obiettivi della Dc e del Pci
Agosto 1976: nuovo governo guidato da Giulio Andreotti definito governo della non sfiducia (si
reggeva sullastensione dei partiti di opposizione: comunisti e socialisti non facevano parte del governo,
ma erano daccordo di non provocarne la caduta; contropartita: essere consultati nella stesura del
programma.
Dur fino al gennaio 78; fu formato immediatamente un altro governo (fino al 79): questi due governi
detti governi di solidariet nazionale.
Dietro Andreotti cera Moro, il grande tessitore il quale sperava che si sarebbe favorito lingresso del
Pci nel governo, senza traumi e minacce al sist statale democristiano (avrebbe smussato le sue obiezioni
come era successo al Psi negli anni 60).
Berlinguer non percep questa sottigliezza di Moro in quanto riteneva che la situazione attuale fosse
diversa da quella degli anni 60: ai tempi il Psi era quasi completamente isolato.
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Berlinguer non considerava lalleanza con la Dc come un semplice strumento per delle riforme correttive,
bens un trampolino per profonde trasformazioni strutturali.
Anni di piombo
a. terrorismo e disperazione
Il governo di solidariet nazionale dovette dedicare quasi tutta la sua attenzione al solo tema della lotta al
terrorismo.
Nella seconda met del 75, tre fattori contribuirono in misura notevole alla crescita del fenomeno:
-crisi dei gruppi rivoluzionari in seguito ai disastrosi risultati elettorali e alla conseguente delusione dei
propri seguaci
-frattura tra il Pci e il ceto giovanile urbano e universitario (che aveva dato un appoggio cruciale alle
elezioni di giugno), che si allargava sempre pi man mano che si rafforzava lalleanza con la Dc + errore
di Berlinguer: nonostante il Pci fosse stato oggetto di misure repressive, il partito divenne uno zelante
difensore delle tradizionali misure di legge e di ordine, anzich farsi campione delle campagne per i diritti
civili. Es. emblematico appoggio critico per il rinnovo della legge Reale sullordine pubblico
-rafforzamento in termini numerici e organizzativi delle bande terroristiche (dietro vi era non solo il
crescente spazio politico lasciato ai terroristi, ma una inspiegabile fiacchezza delle forze dellordine).
b. il movimento del 77
Le ragione del baratro che si stava aprendo tra il Pci e una parte della giovent non erano solo politiche,
ma anche sociali ed economiche. La crisi significava disoccupazione crescente + aumentava il numero di
coloro che frequentavano scuola superiore e universit (in mancanza di riforme diventavano sempre pi
affollate) + al termine scarse prospettive di lavoro.
Il movimento del 77 differiva da quello del 68; esso prese essenzialmente le mosse dai bisogni reali dei
suoi componenti:
-lautoriduzione veniva praticata sui biglietti dei concerti pop
-nacquero i centri sociali: principali attivit: concerti, film, laboratori di fotografia e di musica, centri di
discussione, lezioni di yoga, servizi di consultorio per tossicodipendenti (le droghe pesanti si erano
largamente diffuse).
Il movimento pu essere suddiviso in due tendenze:
-spontanea e creativa: incline a creare strutture alternative piuttosto che a sfidare quelle del potere
-militarista e autonoma: intendeva valorizzare la cultura della violenza degli anni precedenti e
organizzarsi per una battaglia contro lo stato.
Febbraio 77: occupazione delluniversit di Roma contro la riforma della pubblica amministrazione; ma
divenne presto un punto di raccolta per tutti i malcontenti della capitale. Il controllo della lotta cadde
presto nelle mani di Autonomia Operaia (con disappunto delle femministe per lautoritarismo e i limiti
alla libert di parola). In occasione del discorso di un segretario della Cgil ci furono scontri. Quindici
giorni pi tardi una manifestazione degener in battaglia urbana con la polizia.
Il movimento si spost a Bologna; anche qui scontri tra giovani e polizia (situazione cos preoccupante
che le strade furono pattugliate dai mezzi blindati).
Gi nel settembre del 77 per il movimento cominci a spegnersi: lala militarista non aveva ottenuto
quello che sperava e la maggior parte del movimento pur disgustata dai governi di solidariet, non era
pronta a prendere le armi. I centri giovani scomparirono e la maggioranza di questi giovani ingross le
fila del riflusso(ritirata nella vita privata, e abbandono dellazione collettiva)
c. le Br e il rapimento di Moro, marzo 78
Le Br deluse dal fatto che il movimento del 77 non fece diventare il terrorismo un fenomeno di massa,
ma avendo reclutato un numero sufficiente di simpatizzanti per intensificare le azioni, inizi una nuova
fase dellattivit soprannominata strategia dellannientamento(obiettivo di terrorizzare interi settori
delle classi dominanti).
16 marzo (Andreotti avrebbe dovuto presentare alla camera il suo nuovo governo che inseriva il Pci
nellarea di governo): imboscata in via Fani a Moro.
Italiani profondamente colpiti. Sindacati proclamarono sciopero generale. Grandi manifestazioni, ma non
omogeneit di vedute tra i lavoratori.
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Dilemma: lo stato doveva trattare con i rapitori per salvare Moro o scegliere la va della fermezza
rifiutando ogni patteggiamento?
-socialisti: favorevoli a trattare
-comunisti: non trattare perch ogni arrendevolezza avrebbe legittimato e incoraggiato i terroristi ad
ulteriori azioni
-principali commentatori: daccordo con i comunisti
-democristiani divisi: prevalse la strada, guidata da Andreotti, di non trattare.
9 maggio: Moro ucciso dopo 54 giorni sotto la direzione di Mario Moretti.(cadavere nel bagagliaio in via
Castani: a met strada tra la direzione della Dc e del Pci)
Uccisione: cre gravi dissensi allinterno delle Br + avvio della crisi del terrorismo. A posteriori sembra
corretto riconoscere che avevano ragione i paladini dellintransigenza.
Anche se nei due anni successivi gli assassini aumentarono, i terroristici isolarono sempre pi, le
defezioni nelle loro file aumentarono e fu nominato a coordinare loffensiva antiterroristica il generale
Carlo Alberto Dalla Chiesa (convincere i pentiti a cooperare + legge per la riduzione della pena ai pentiti:
anni 80 Patrizio Peci decise di collaborare; seguito da altri). Lo stato democratico ebbe la meglio sulla
minaccia terroristica. Anche a causa del fatto che la maggioranza delle persone era convinta che uccisioni
e rapimenti non avrebbero risolto i problemi del Paese (anche se vi era una diffusa sfiducia verso il
governo).
Dopo la morte di Moro la democrazia si rafforz.
La tentata riforma
Principali riforme dei governi di solidariet:
a. Lo stato
-nuovi poteri al parlamento
-poteri reali alla regioni, che ottennero la necessaria autonomia finanziaria e compiti di piena
responsabilit in aree come la sanit e la pianificazione territoriale
-pochi risultai nel campo delle libert civili: scarso impegno del Pci
-riforma mai seriamente attuata, soprattutto per lottizzazioni (distribuzioni di incarichi nellapparato
statale in base alla forza dei partiti e dellappartenenza ad essi).
b. La politica economica
In questi anni imprenditori, governo e sindacati si sforzarono di trovare congiuntamente il modo di
salvare leconomia dal naufragio (gli imprenditori si accorsero che il Pci avrebbe potuto fermare le ondate
di attivismo; la Cgil appoggi questa strategia neocorporativa). Risultati:
-leconomia registr un miglioramento (linflazione scese, le esportazioni ripresero vigore e il mondo
degli affari riacquist fiducia, svalutazione della lira)
-importante ruolo giocato dal sindacato: accetazione del compromesso (parziale sterilizzazione della scala
mobile, contenimento delle opere di sciopero, accordi aziendali sulla mobilit e la produttivit). In cambio
i sindacati ottenne poco: i prezzi di alcuni beni aumento, la disoccupazione non diminu, si fece poco per
il Sud
-crescente delusione tra la base della Cgil e diminuito impegno della classe operaia, conseguente
indebolimento del Pci e del sindacato nelle trattative con i loro oppositori
-il Pci fu incapace e riluttante e incapace a usare il considerevole peso della mobilitazione di massa per
costringere la Dc a fare effettive concessioni e accett la logica capitalista di salvare leconomia senza
una strategia economica alternativa.
c. Edilizia e urbanistica
Durante i governi di solidariet approvate tre leggi sulledilizia e la pianificazione:
-edificabilit dei suoli: tentativo di governare la crescita delle citt, fu per sabotato sia dalle forze
politiche e istituzionali sia da quelle sociali (allinizio degli anni 80: altra ondata di costruzioni abusive)
-equo canone: frutto di un compromesso rappresent il tentativo di controllare gli affitti sia privati che
pubblici. Ma la nuova legge non risolse i problemi degli affittuari + parecchi proprietari rifiutarono di
affittare alla nuove condizioni + prosper il mercato nero + industria edile non incentivata a costruire
nuove case nei centri urbane ma si spost in zone di seconde case
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-piano decennale per ledilizia residenziale pubblica: per la costruzione di nuovi appartamenti; ma vi fu
un abisso tra gli intenti e la realizzazione della legge.
Tutte queste riforme erano destinate a fallire per due motivi essenziali:
-nellapparato statale lideologia proletaria e la burocrazia si legarono in modo paralizzante
-nella soc civile, lo S non possedeva gli strumenti, sia materiali che culturali, necessari per impedire le
proprie leggi.
d. La salute
Legge 180, Basaglia: chiusura dei manicomi (trasformare il malato da oggetto a soggetto del processo di
cura); ma, quando parte delle strutture vennero chiuse, ne furono create di nuove assolutamente
inefficienti e troppo spesso il peso ricadde solo sulle famiglie.
Sei mesi dopo venne istituito il sist sanitario nazionale: Usl (unit sanitaria locale). Limiti:
-ricevevano una gran quantit di denaro ma non disponevano di sufficienti criteri razionali per spenderlo
-incapaci di assicurare un servizio rapido ed efficiente
-lottizzazione (i pi importanti ruoli vennero suddivisi tra i partiti)
-non raddrizz lo squilibrio tra Nord/Sud
e. Laborto
Nuova legge:
-La Dc ritir la clausola sullaborto come crimine: collera della Ch
-consultazione da parte delle donne con un medico e un assistente sociale + una settimana di
meditazione
-consenso dei genitori per le minorenni (clausola Dc per difendere la fam)
-diritto di obiezione di coscienza per i medici (molti uomini e cattolici si rifiutarono)
Conseguenze:
-Ch irritata
-movimento femminista irritato con il Pci per i limiti posti alla libert di scelta delle donne
-diffusione degli aborti clandestini
f. Un bilancio
Le eccessive speranze suscitate dal compromesso storico vennero frustrate e questo ha portato a sminuire
limportanza di quei tentativi di riforma attuati nel periodo della solidariet nazionale. Molte leggi
rappresentarono dei seri tentativi di attuare riforme correttive, ma parecchie furono largamente disattese e
qualcuna ignorata completamente
Alla fine degli anni 70 lIt aveva uno S. sociale, anche se molto allitaliana:
-pagamenti in denaro (pensioni e sussidi) erano pi importanti dei servizi, soprat nel Sud
-i servizi creati venivano in genere mal amministrati e sempre legati a interessi di partito
-i partiti invadevano la soc ma facevano ben poco per migliorare limmagine o il funzionamento dell S
-i sindacati scelsero la via della cooperazione, piuttosto che fronteggiare il governo (neocorporativismo).
Lesperienza delle giunte rosse, 1975-80
A livello nazionale, il Pci rimase sempre ai margini del governo, riuscendo a condizionare loperato della
Dc senza per riuscire a rapportarsi con essa al pari.
A livello locale, dopo le elezioni del 75 il Pci divenne il partito pi forte in quasi tutte le giunte regionali.
a. Bologna
73: legge che impedisce ai comuni di imporre tasse ai propri residenti; le giunte vengono finanziate da
fondi del comune: aumento del deficit.
Nonostante questo le riforme non si arrestarono:
-trasporti pubblici a bassi costi
-tempo pieno nelle scuole
-favorita loccupazione per i portatori di handicap
-piano per ledilizia economica e popolare: case del centro ristrutturate e riconsegnate ai vecchi inquilini.
Ma:
-durante lautunno caldo il Pci non riusc a svolgere la sua funzione di mediatore tra imprenditori e
lavoratori
-prosperano lavoro nero e decentramento produttivo
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-nel 77 il Pci stava perdendo terreno nel rapporto con importanti settori della popolazione: et media
iscritti sempre pi alta; una massa di giovani (sia studenti che lavoratori) uscirono dallarea di influenza
del partito
-la ricerca di alleanze con la Dc costitu un freno nelle iniziative, proprio nel momento in cui si sarebbero
dovute lanciare nuove proposte.
b. Napoli
Qui il Pci avrebbe avuto la possibilit di lasciare il segno a causa delle molte cose da fare (fabbisogno di
case, gabinetti esterni, etc); ma le leve reali del potere non si trovavano nelle sue mani, ma in quelle dei
suoi oppositori. Il Pci dichiar in quegli anni di essere un partito di governo e lotta, ma il primo aspetto
ebbe chiaramente la meglio sul secondo. Il desiderio di non alienarsi la Dc, lo spinse a tenere un
atteggiamento sospettoso nei confronti dei movimenti sociali, in particolare fu incapace di trovare un
accordo con i disoccupati organizzati. Il movimento si indebol e di pari passo aument la disillusione
verso lazione collettiva.
c. Torino
Anche qui l governo di sinistra si rivel una delusione; lequilibrio tra governo e lotta si spost a favore
del primo: laccordo con la Dc era prioritario. Soprattutto si diffuse lidea che il nuovo modo di
governare non fosse poi affatto nuovo + scandalo: personaggi di rilievo della sx accusati di corruzione e
arrestati. La giunta cadde ed assieme ad essa tutte le speranze di una ventata nuova nella politica sociale.
Alcune conclusioni
Il giorno dopo luccisione di Moro, parecchi commentatori scrissero che la Rep non sarebbe pi stata la
stessa; in realt continu ad esistere grosso modo alla stessa maniera.
Quattro conseguenze dei governi di solidariet:
-il Pci ebbe un ruolo decisivo nel difendere la democrazia, ma la sua esperienza di quasi-governo fu
assolutamente deludente: non riusc neppure a realizzare lobiettivo dellattuazione delle riforme
correttive. Insomma Andreotti riusc a frenare liniziativa dei comunisti contenendola entro i limiti
ritenuti accettabili dalla Dc (lo stesso Moro avrebbe approvato tale condotta)
-il movimento di protesta fu distrutto; la responsabilit pu essere attribuita sia al terrorismo (tolse spazio
alla protesta sociale, rendendo quasi inevitabile la scelta tra status quo e bande armate) sia alle forze di sx
(non seppero offrire una mediazione politica)
-il Pci trascur e sottovalut eccessivamente i socialisti
-man mano che si susseguivano gli omicidi, i fautori della violenza rivoluzionaria (parte integrante del
68) rimasero isolati tra gli stessi giovani: abbandonata lidea di risolvere i probl con la forza.
La fine dei unepoca
Gennaio 79: il governo Andreotti d le dimissioni.
I comunisti dichiararono che sarebbero passati allopposizione, ma alle elezioni perse voti. Berlinguer
allora cambi condotta: abbandon il compromesso storico per lalternativa democratica: alleanza con
il Psi per togliere potere alla Dc. Ma tale svolta era arrivata troppo tardi: il Psi era intenzionato a
proseguire sulla sua strada, verso una nuova riedizione del centro-sx
Nel contempo gli imprenditori si prepararonoa uno scontro decisivo con il movimento operaio: la Fiat
annunci licenziamenti e cassa integrazione. Sciopero a oltranza; ritiro di tali provvedimenti: Lunit dei
lavoratori cominci a vacillare e si spacc irrimediabilmente. I sindacati firmarono un accordo con i
dirigenti, che segnava una vittoria per G. Agnelli. Era la fine di unepoca.
CAPITOLO UNDICESIMO: lItalia degli anni 80
Si scrive la storia di un decennio che non si ancora concluso: semplice tentativo di interpretare alcuni
aspetti del mutamento sociale, econ e pol. Sicuramente per si pu osservare che mentre la soc ha
conosciuto ulteriori e rapide trasformazioni, il sist pol e la forma dello S. non sono stati capaci di
adattarvisi velocemente o di superare le loro storiche deficienze (in altre parole non venuto meno la
peculiare distorsione del rapporto tra soc e mondo pol, che ha caratterizzato tanto parte della storia della
Rep).
La societ italiana negli anni 80
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a. Leconomia
I primissimi anni 80 furono caratterizzati dal clima recessivo, ma gli immediati anni successivi videro
una rapida ed intensa ripresa di tutti i settori, tanto che alcuni commentatori parlano di secondo miracolo
economico. I fattori che hanno contribuito a questo periodo di prosperit:
-favorevole congiuntura internazionale, che risente dellandamento positivo Usa
-caduta del prezzo del petrolio
-svolta a favore degli imprenditori nei rapporti di forza con i lavoratori
-declino del terrorismo
-stabilit pol della coalizione di governo guidata da Craxi.
Risultati:
-diminuzione dellinflazione
-alti tassi di crescita
-riassestamento della bilancia commerciale
-ruolo preminente di alcuni settori a livello nazionale (automobili, abbigliamento, metalmeccanico,
calzature)
-forte domanda interna e livelli di consumo assai elevati
-fine anni 80: lIt ha superato la Gb in termini economici, divenendo cos la quinta potenza industriale
del mondo industrializzato (dopo Usa, Giap, Gr occ, Fr)
-inversione di rotta nellindustria pubblica
-lelite capitalista ha assunto maggior vigore e ampiezza grazie allarrivo di nuovi personaggi
(Berlusconi, Benetton, De Benedetti), impegnati nellespansione a livello internazionale delle loro
aziende
-affermazione della cult dimpresa.
Alcune riserve a questo quadro ottimistico:
-crescita del deficit pubblico
-inefficienza e spreco abituali del sett pubblico si sono accumulati alle crescenti spese dello S. sociale
(specialmente nel sett sanitario e pensionistico), provocando una spirale di debiti
-dubbio sulla capacit dei principali sett esportatori a reggere la concorrenza dei P. del sud-est asiatico e
la sfida del mercato unico europeo
-irrisolto probl del Sud: crescita differente.
b. Le classi sociali
-al nord: costante e marcata diminuzione delloccupazione nellagricoltura. Lento declino dellindustria,
crescita veloce del terziario, alto livello di occupazione femminile
-al sud: alta disoccupazione e occupazione femminile stazionaria
-crescente differenziazione tra forza-lavoro garantita e precaria
-ulteriore e netta crescita dei ceti medi urbani: stanno diventano il ceto dominante; strato composito, con
molte divisioni interne, unito pi da istinti corporativi che da unidentit di classe
-classe operaia non pi vista come uno de protagonisti della vita sociale, relegata in una posizione pi
difensiva e subordinata
-anziani, giovani delle periferie (in cerca di lavoro e minacciati dal flagello della droga), immigrati:
gruppo crescenti ma che non hanno beneficiato in alcun modo della crescita del paese
-da P. esportatore di forza-lavoro a P. dimmigrazione.
c. La famiglia
-tendenza verso la ripresa del familismo e un interesse pi tenue per i probl della collettivit (declino dei
valori collettivi e ricerca del benessere materiale familiare)
-esistono per nuove tendenze allaggregazione. Volontariato, associazioni ricreative, della cooperazione
-casi in cui sono le stesse fam ad associarsi pubblicamente per affrontare insieme probl ed esperienze
dolorosi di natura privata, es. Ass. dei familiari delle vottime della strage del 2 agosto 80 (falimismo
morale)
-non sopravvalutare tale fenomeno, per: non esiste una filosofia di vita alternativa paragonabile a quella
cattolica e comunista degli anno 40-50
-la fam ha continuato a contrarsi
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-ma: ancora presenti forti legami parentali; fenomeno dellabbandono degli anziani non generalizzato:
cura degli anziani che partecipano alla vita; anche altri parenti coinvolti nella vita fam
-crescita del redd fam
-processo di individuazione: netta differenziazione della attivit e dei consumi a seconda del sesso e
dellet
-tendenza a socializza sempre pi con i propri simili e con il mondo esterno
-i giovani ritengono ancora la fam un valore fondamentale
-differenze nelle tre Italie:
Nord-occidentale:
-prospere econ
-dimensioni ridotte
-risparmio
-accesso ai sevizi pubblici
-azione e solidariet collettiva hanno lasciato il passo ad un uso del tempo libero sofisticato, mobile e
molt meno ideologizzato
-frequente ricambio di beni
-ricerca di unidentit individuale
-viene al primo posto rispetto alla pol
Centro e nord-est:
-servizi pubblici diffusi ed efficienti
-qualit di vita migliore che nelle grandi metropoli
-famiglia come azienda
Sud:
-la maggior parte deve affrontare probl quotidiani (mancanza di lavoro, abbandono scolastico,
parcheggio presso le universit
-servizi pubblici meno efficienti
-2 principali attivit: edilizia per gli uomini (pessime condizioni di lavoro anche a causa dellabusivismo)
e lavoro domestico per le donne
-per quanto riguarda la fam rurale: abbandono dellagricoltura + emigrazione + forti legami familiari privi
di una coscienza che trascenda gli interessi delle singole fam.
Politica ed ideologia negli anni 80
a. Un sistema politico bloccato
Periodo di continuit pol: politica dominata dallalleanza tra Dc e Psi.
Naturalmente vi sono stati mutamenti politici e avvicendamenti di personale:
-79: Pertini presidente (democrazia rafforzata)
-81-82: Spadolini al governo (repubblicano: rappresenta una parentesi al governo Dc)
-83-87: al gov Bettino Craxi (psi)
Ragioni per cui il sist pol appare oggi cos bloccato, con un governo che governa solo a met e
unopposizione che ha poche possibilit di diventare governo:
-perdurante ma improduttiva alleanza Dc-Psi: non basata sulla fiducia reciproca, sulla parit o su un
accordo programmatico, ma su unintesa lacerata dal sospetto, dalla rivalit personale, da interminabili
giochi di potere. In questo modo viene sprecata una quantit immane di risorse e le riforme non vengono
attuate
-assenza di qualsiasi alternativa credibile a quella alleanza: declino elettorale del Pci (incapacit di
rinnovarsi teoricamente e non avendo da offrire alternative, non nemmeno credibile come opposizione.
Cause si ci: fine dei movimenti collettivi degli anni 70, sconfitta alla Fiat nell80, declino dei partiti
fratelli in occidente, morte di Berlinguer).
Su di un altro piano emerge una frustrazione per levidente incapacit di funzionare del sist pol basato sul
criterio di rappresentanza proporzionale pura.
b. Il cittadino e lo stato
-rapporto deformato tra S. e cittadini rimasto una costante
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-il pubblico funzionario reagisce pi efficacemente alle sollecitazioni esterne (appello ai legami di
amicizia e parentela, favore economico, ricompensa economica) che non nel rispetto di norme e
regolamenti
-nessuna burocrazia immune alla burocrazia
-inefficienza della maggior parte dei servizi pubblici
-altra area di inefficienza: incapacit della PA di garantire una rapida attuazione dei decreti legislativi gi
approvati: molti apparati non possiedono le strutture o il personale necessari per assicurare lapplicazione
-ruolo della mafia, che ha oramai trasferito la sua attivit su tutti i pi lucrosi mercati illegali urbani.
I cambiamenti dei valori
I valori tradizionali della fam si sono sposati a quelli della democrazia parlamentare e del consumismo
capitalista; questi valori diventano dominanti in ogni settore della societ. Dunque possiamo dire che
lItalia si adattata al modello di modernit emerso durante il miracolo economico.
Resta da vedere se i valori degli anni 80 saranno duraturi, o se visioni alternative potranno ancora avere
un ruolo pi che minimo nella storia della Rep italiana.

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