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ALESSAnDRA BRAVI

LARCO DI COSTAnTInO
nEL SuO COnTESTO TOPOGRAFICO
Larte romana di rappresentanza interagiva in vari modi con la politica. I rilievi che
decoravano archi e colonne onorarie, eretti in occasione di trionfi o eventi politici rilevanti, assolvevano una importante funzione: attraverso la narrazione degli eventi, battaglie e cerimoniali pubblici, rendevano visibili ideologie e consolidavano lidentit politica
e civica attraverso un formulario di rappresentazioni simboliche. I rilievi sullArco di Costantino appartengono al genere storico dellarte romana di rappresentanza. Sui fregi si
susseguono eventi e concetti astratti, narrazioni di battaglie e immagini allegoriche, che
creano nel loro insieme un sistema simbolico coerente ed espressivo dellaristocrazia pagana di Roma allavvento di Costantino 1.
Larco venne messo in opera fra il 312 e il 315 d.C., dopo la vittoria di Costantino sul
tiranno Massenzio presso Ponte Milvio 2. Tra la vittoria e la dedica del monumento in
occasione dei decennalia del 315 d.C., Costantino consolid il controllo sullOccidente.
Si dibattuto se i rilievi sullArco possano essere considerati unespressione della volont
autorappresentativa dellimperatore, ufficialmente il destinatario del monumento, oppure
se essi debbano manifestare principalmente una visione degli eventi prodotta dai mem-

1
Del complesso apparato figurativo dellArco, in questo saggio sono presi in considerazione in particolare i fregi storici costantiniani sulle facciate principali, i rilievi aureliani sullattico e i tondi adrianei. Riferimenti irrinunciabili restano H.P. LOrange - A. von Gerkan, Der sptantike Bildschmuck des
Konstantinsbogens, Berlin 1939; A. Giuliano, LArco di Costantino, Milano 1955; P. Pensabene - C.
Panella (eds.), Arco di Costantino. Tra archeologia e archeometria, Roma 1998; alcune riflessioni erano
state anticipate da P. Pensabene - C. Panella, Reimpiego e progettazione architettonica nei monumenti
tardo-antichi di Roma, in RPAA ,66, 1993-94 (1996), 111-283; cfr. altres P. Pensabene, Il reimpiego
nellet costantiniana a Roma, in G. Bonamente-F. Fusco (eds.), Costantino il Grande, Dallantichit
allUmanesimo. Colloquio sul Cristianesimo nel mondo antico, Macerata 18-20 dicembre 1990, II, Macerata 1993, 749-768; P. Liverani, Larchitettura costantiniana, tra committenza imperiale e contributo
delle lites locali, in A. Demandt - J. Engemann Konstantin der Grosse: Geschichte - Archologie - Rezeption, Internationales Kolloquium vom 10.-15. Oktober 2005 an der Universitt Trier zur Landesausstellung Rheinland-Pfalz 2007 Konstantin der Grosse, im Auftrag der Konstantin-Ausstellungsgesellschaft, Trier 2006, 235-244.
2
Su Roma dopo la battaglia cfr. J. Curran, Pagan City and Christian Capital. Rome in the Fourth
Century, Oxford 2000; R. Van Dam, Remembering Constantine at the Milvian Bridge, Cambridge 2011,
soprattutto capitolo VII, 155-218.

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bri dellaristocrazia senatoria che dedicarono il monumento 3. Liscrizione che compare


su entrambe le facciate principali si esprime utilizzando un formulario tradizionale 4. Attraverso questa emergenza materiale il senato e il popolo romano mettevano in luce la legittimit della guerra (bellum iustum) con cui Costantino aveva liberato la citt dal
tiranno Massenzio, esaltavano lispirazione divina e la grandezza strategica dellimperatore 5. nelle iscrizioni del fornice interno Costantino esplicitamente riconosciuto liberatore della citt e fondatore di una pacifica stabilit.
stata prodotta una foltissima bibliografia sullArco, sul suo linguaggio figurativo,
sul suo stile e significato nellarte romana tardoantica 6. Ai primi studiosi che si occuparono del monumento il suo stile apparve come un punto di svolta nel linguaggio figurativo dellarte di rappresentanza imperiale, la cui sostanziale novit consisteva nellesteso
utilizzo di materiale di reimpiego, distribuito sullattico, sui lati sud e nord, allinterno del
fornice centrale. Sullattico che sovrastava le facciate principali erano montati rilievi di
forma rettangolare e incorniciati che raffiguravano in origine fatti di cui era protagonista
limperatore Marco Aurelio 7. Sui lati secondari dello stesso attico e allinterno del fornice loptimus princeps Traiano era impegnato in scene di adventus e battaglie vittoriose 8.
Il filelleno Adriano era rappresentato a caccia e in scene di sacrificio nei quattro tondi
inseriti a met della facciata 9. I volti degli imperatori furono rilavorati e assunsero i tratti
di Costantino e di un personaggio imperiale di controversa identificazione 10. un fregio
venne commissionato alle botteghe operanti in Roma e montato al di sopra dei fornici;
vennero prodotti anche tondi delle stesse dimensioni di quelli adrianei, collocati sopra il

3
uninterpretazione dei rilievi come essenzialmente rappresentativi del punto di vista di Costantino
proposta da E. Mayer, Rom ist dort, wo der Kaiser ist. Untersuchungen zu den Staatsdenkmlern des
dezentralisierten Reiches von Diocletian bis zu Theodosius II, Mainz 2002, 185-190.
4
La pertinenza dellespressione instinctus divinitatis alla tradizione testuale pagana messa in evidenza in n. Lenski, Evoking the Pagan Past: Instinctu divinitatis and Constantines Capture of Rome,
JLA, 1.2 (2008), 204-257 (con discussione sulla bibliografia).
5
Sulla natura di bellum iustum/bellum civile, e sulla complessa procedura di legittimazione di questo evento cfr. J. Wienand, Der blutbefleckte Kaiser. Constantin und die martialische Inszenierung eines
prekren Sieges, in M. Fahlenbock - I. Schneider - L. Madersbacher (eds.), Inszenierung des Sieges - Sieg
der Inszenierung. Interdisziplinre Perspektiven, Innsbruck 2011, 237-254.
6
una sintesi bibliografica in J. Elsner, From the Culture of Spolia to the Cult of Relics: The Arch
of Constantine and the Genesis of Late Antique Forms, PBSR, 68 (2000), 149-84: 178. Sulla coerenza
semantica dei rilievi cfr. J. Ruysschaert, Unit e significato dellarco di Costantino, StudRom, 11 (1963),
1-12.
7
Rilievo delladventus di Marco Aurelio sullArco di Costantino: H.P. LOrange - A. von Gerkan,
Konstantinsbogen, 51-56; G. Koeppel, Die historischen Reliefs der rmischen Kaiserzeit, 7. Der Bogen
des Septimius Severus, die Decennalienbasis und der Konstantinsbogen, BJ, 190 (1990), 1-64; profectio di Marco Aurelio: G. Koeppel Die historischen Reliefs der rmischen Kaiserzeit, 4. Stadtrmische
Denkmler unbekannter Bauzugehrigkeit aus hadrianischer bis konstantinischer Zeit, BJ, 186 (1986),
56-58.
8
Sui fregi traianei sostanzialmente M. Oppermann, Rmische Kaiserreliefs. Leipzig 1985; ma anche
Th. Schfer, Felicior Augusto, melior Traiano! Zum Bildnis des Konstantin in New York, in H. von Steuben (ed.), Antike Portrts. Zum Gedchtnis von Helga von Heintze, Mhnesee 1999, 295-302: 301 sulla
imitatio Traiani di Costantino.
9
Sui tondi adrianei: Koeppel, Die historischen Reliefs, 26.
10
Licinio o Costanzo Cloro: le opinioni comunque ancora divergono, cfr. infra nota 27.

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fregio sui lati brevi. Queste creazioni moderne rappresentavano le battaglie di Costantino
nella sua conquista della parte occidentale dellimpero e i cerimoniali celebrati a Roma
dopo la sua vittoria su Massenzio 11.
Gli spolia svolgono un ruolo importante nel sistema figurativo dellarco. Su questo
largo impiego dellantico si anche molto dibattuto, per capire se sia stato prevalente il
valore ideologico o quello puramente funzionale, dettato dalla carenza di marmi che doveva gi gravare sulle officine della Roma dellepoca 12. I temi della committenza e della
percezione che i contemporanei ebbero dei significati del monumento dominano gli studi
pi recenti, che convergono nel riconoscere una connotazione forte nel valore sincretistico dello stile 13 e hanno cercato di chiarire il ruolo di committenti e destinatari per individuare le caratteristiche comunicativo-retoriche del messaggio, considerato come una
sorta di panegirico-discorso tenuto dal senato davanti allimperatore e al popolo 14.
Agli occhi di un osservatore contemporaneo gli elementi immediatamente percepibili
dovevano sembrare per improntati alla tradizione e apparire perfettamente conformi alle
principali regole dellarte di rappresentanza imperiale. Lideale spettatore poteva osservare ancora, allepoca, larco di Portogallo sulla via Lata, dove rilievi antonini celebravano Adriano, con i tratti palesemente rilavorati 15. Lungo la stessa via era lArcus Novus,
realizzato impiegando materiale di spoglio 16.
11
La pi dettagliata discussione dei fregi storici costantiniani resta quella di LOrange - von Gerkan,
Konstantinsbogen, 34-102.
12
Essenziale sul marmo in epoca tardoantica P. Pensabene, La decorazione architettonica, limpiego
del marmo e limportazione di manufatti orientali a Roma, in Italia e in Africa, in A. Giardina (ed.), Societ romana e impero tardoantico, III. Le merci, gli insediamenti, Bari 1986, 285-422. Recentemente
anche Y.A. Marano, Il commercio del marmo nellAdriatico tardoantico (IV-VI secolo d.C.). Scambi,
maestranze, committenze, tesi di Dottorato, Padova 2008.
13
Estetica degli spolia e volont del senato di costruire la figura dellimperatore secondo la volont
e i desideri di classe sono tratti distintivi della semantica dellarco secondo Elsner, From the Culture
of Spolia, 171 n. 28; in generale sugli spolia F.W. Deichmann, Die Spolien in der sptantike Architektur, Munich 1975; R. Brilliant, I piedistalli del giardino di Boboli: spolia in se, spolia in re, Prospettiva,
31 (1982), 2-17; B. Brenk, Spolia from Constantine to Charlemagne: Aesthetics versus Ideology, DOP,
41 (1987), 103-9; L. de Lachenal, Spolia: uso e rempiego dellantico dal III al XIV secolo, Milano 1995;
D. Kinney, Rape or Restitution of the Past? Interpreting Spolia, in S.C. Scott (ed.), The Art of Interpreting, university Park 1995, 52-67; Chr. Ronning, Die Bedeutung der Vergangenheit in der Herrschaftsreprsentation diokletianischer und konstantinischer Zeit, Millennium 7 (2010), 169-203:
170-177.
14
P. Liverani, Reimpiego senza ideologia: la lettura antica degli spolia dallarco di Costantino allet carolingia, MDAI(R), 111 (2004), 383-434.
15
E. La Rocca (ed.), Rilievi storici capitolini: il restauro dei pannelli di Adriano e di Marco Aurelio
nel Palazzo dei Conservatori, Catalogo della Mostra, Roma 1986, 24-32; M. Torelli, Topografia e iconologia: Arco di Portogallo Ara Pacis, Ara Providentiae, Templum Solis, Ostraka, 1, n. 1 (1992), 105131; P. Liverani, Arco di Onorio, Arco di Portogallo, BCAR, 105 (2004), 351-370; P. Liverani, The
Fragment in Late Antiquity. A Functional View, in R. Brilliant - D. Kinney (eds.), Reuse Value. Spolia
and Appropriation in Art and Architecture, from Constantine to Sherrie Levine, Farnham 2011, 33-51.
16
H.P. Laubscher, Arcus Novus und Arcus Claudii. Zwei Triumphbgen an der Via Lata in Rom, nachrichten der Akademie der Wissenschaften in Gttingen, 3 (1976), 69-108; F. Kolb, Diocletian und die
Erste Tetrarchie: Improvisation oder Experiment in der Organisation monarchischer Herrschaft?, Berlin-new York 1987, 180-183; M. Torelli, s.v. Arcus Novus, in LTuR I, 1993, 101-102; B. Ward Perkins,
Re-Using the Architectural Legacy of the Past, entre idologie et pragmatisme, in G.P. Brogiolo - B.

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nei rilievi dellArco, la figura dellimperatore si impone come un modello riconoscibile attraverso uno stile fatto di precisi rimandi alla tradizione figurativa dellarte di rappresentanza. Ai destinatari intenzionali del messaggio dellArco non potevano risultare
incomprensibili gli elementi che appartenevano al linguaggio figurativo condiviso e tipico
dellarte politica di rappresentanza: lesaltazione dellimperatore come generale vittorioso, a cavallo nelle scene di battaglia o di caccia, ripropone stilemi espressivi antichi
inaugurati nellarte politica dellEllenismo da Alessandro Magno, ancora diffusi nellarte
ufficiale costantiniana 17. nelle adlocutiones ai soldati e in atti di clementia verso i barbari limperatore assume la compostezza del giudice o la capacit persuasiva delloratore 18; con la solennit del generale in possesso degli auspici compie la lustratio
dellesercito prima della battaglia; nel ruolo di pontifex maximus sacrifica agli dei per la
salute del popolo. Lesaltazione delle virt dellimperatore viene realizzata secondo un decorum tradizionale. Questo piano di motivi famigliari avvolgeva lo spettatore dal momento in cui osservava gli antichi rilievi che ritraevano in origine i gesti simbolici di
Traiano e Marco Aurelio o Adriano, che ora assumevano i tratti di Costantino.
La funzione ideologica del sistema dei valori legati alla figura dellimperatore e al
suo ruolo rende il reimpiego di spolia una manifestazione concreta della vitalit dellapparato politico nella citt e dei suoi modelli ufficiali di rappresentanza. Le spoglie sullArco di Costantino non costituiscono memorie archetipiche del passato proiettate
nellinconscio privato di un mondo cristianizzato, ma si impongono, al contrario, come
uno strumento per rendere limperatore intensamente presente nel suo ruolo, tradizionale,
di guida militare, politica e religiosa dello stato romano. Gli elementi narrativi di reimpiego interagiscono inoltre attraverso una trama di relazioni semantiche con i fregi storici costantiniani dellarco, realizzando una trasmissione di significati simbolici sui
momenti focali delle sequenze narrative.
1. Profectio, proelium, adventus: linguaggio figurativo costantiniano da Milano a Ponte
Milvio
Il nuovo fregio realizzato dagli scultori contemporanei ritrae limperatore e lesercito
nella campagna militare del 312 in Italia. Offre infatti alla vista una sequenza di battaglie,
arrivi e partenze dalle citt conquistate o alleate: limperatore parte da Milano, assedia VeWard-Perkins (eds.), The Idea and the Ideal of the Town between Late Antiquity and the Middle Ages,
Leiden 1999, 225-244: 229; 231.
17
Come dimostra il cammeo di Belgrado, che rappresenta Costantino o Licinio in questa attitudine.
Liconografia alessandrina confluita nelle immagini monetali per esaltare la virtus imperiale: T. Hlscher, Die Geschichtsauffassung in der rmischen Reprsentationskunst, JdI, 95 (1980), 265-321, ora
tradotto come La storia nellarte di rappresentanza romana, in Monumenti statali e pubblico. Studi sul
rilievo statale romano, Roma 1995, 90-136: 113-119: monete con limperatore vittorioso a cavallo e
con la legenda InVICTA VIRTuS, tav. 12, 5; monete di Commodo con imperatore a cavallo che caccia un
leone VIRT AuG: tav. 12,6.
18
Analogamente a quanto viene rappresentato in molte scene della colonna Traiana: S. Settis, La Colonna, in S. Settis (ed.), La Colonna Traiana, Torino 1988, 202-210: tav. 14, 22, 64.
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rona, giunge alle porte di Roma e affronta lesercito di Massenzio a Ponte Milvio. Sono
segnalati gli attraversamenti dei confini di citt e territori, fino a raggiungere Roma: larrivo in Campo Marzio, lingresso nello spazio sacro fino al cuore politico della citt, lantico Foro, dove si realizza lincontro tra imperatore e popolo e si rinnova il patto politico
con laristocrazia senatoria.
Questa catena di eventi rappresentata nei rilievi figurativi dellarco su un duplice
piano, narrativo e simbolico. Tra gli eventi narrati nel fregio e le scene incorniciate nei
riquadri dellattico, messe in luce dalla loro cornice e come isolate dal contesto narrativo
del fregio, si stabilisce una forte relazione semantica. Adlocutio allesercito e lustratio
sui rilievi aureliani dellattico sul lato sud accompagnano le azioni di guerra narrate nel
fregio sottostante; nella facciata nord verso la citt profectio e adventus, clementia e liberalitas intensificano il valore della narrativit della oratio dai Rostra e del congiarium
costantiniani. Il fine comunicativo quello di enfatizzare la portata di questo percorso che
conduce limperatore verso Roma: una grande importanza simbolica sembra attribuita al
viaggio di Costantino verso il cuore dellimpero.
I rilievi figurativi dellArco non costituiscono dunque uno specchio fedele della realt,
ma esprimono, nel modo rappresentativo proprio dellarte, visioni e strategie politiche
che tra il 312 e il 315 d.C. erano condivise dal pubblico di committenti, fruitori, e destinatari: laristocrazia senatoria, il popolo romano, limperatore. In questi anni laristocrazia senatoria tenta di rimodellare le ideologie tradizionali, adattandole alle
caratteristiche della politica imperiale in atto. Durante le guerre in Gallia la politica delle
immagini di Costantino era orientata su modelli tradizionali. Dopo la visione nel tempio di Apollo a Grand e la predizione di vittoria e di trenta anni di regno 19, la campagna
contro Massenzio comincia avvolta da questa atmosfera di predizioni e sotto la protezione di Sol invictus 20.
Della campagna contro Massenzio lArco presenta solo alcuni episodi. Il primo segmento di storia rappresentato dagli autori del programma figurativo dellArco va dalla
profectio dellesercito imperiale da Milano alla vittoria di Verona 21. Si inserisce un tema
insistente nellarte di rappresentanza imperiale: la partenza (profectio) dellimperatore in
occasione di spedizioni militari 22.
19
Pan. Lat. 6 (7), 21, 4-5. Su statuette votive e rilievi provenienti dal santuario, Apollo Grannus raffigurato nudo, senza barba, con cetra, grifo e corona. Il passo del panegirico e la visione Costantino acquistano grande importanza nel recente dibattito sui tempi della conversione di Costantino: K.M.
Girardet, Der Kaiser und sein Gott. Das Christentum im Denken und in der Religionspolitik Konstantins des Groen, Berlin-new York 2010.
20
Sui tipi Sol-Invictus-comes, coniati dal 309: S. Berrens, Sonnenkult und Kaisertum von den Severern bis zu Constantin I. (193-337 n. Chr.), (Historia Einzelschriften, 185), Stuttgart 2004: 153 e il capitolo 3.4.3. Recentemente J. Wienand, Ein Abschied in Gold. Konstantin und Sol Invictus, in K. Ehling
- G. Weber (eds.), Konstantin der Grosse zwischen Sol und Christus, Darmstad/Mainz 2011, 53-61.
21
Rilievi sul lato breve occidentale e lato sinistro della facciata meridionale: LOrange - von Gerkan,
Konstantinsbogen, 52-65; tav. 3 a.6.7.19 b.23 a; fig. 10; tav. 4 a. 8. 9. 19 a.23 c; fig. 11.
22
SullArco il tema anche rappresentato nei rilievi aureliani sullattico della facciata nord, vedi
infra. Sulliconografia della profectio: T. Hlscher, Victoria Romana. Eine Archaeologische Untersuchung zur Geschichte und Wesensart der rmischen Siegesgttin von den Anfngen bis zum Ende des
3. Jhs. n. Chr., Mainz 1967, 48-68. J. M. C. Toynbee, Roman Medaillons, new York 1944: 105-106. Sul

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Fig. 1. - Lato ovest: fregio con partenza da Milano e tondo sovrastante in cui rappresentata Luna (foto:
noel Lenski).

La profectio da Milano raffigurata nel fregio sul lato breve occidentale (fig.1).
Mentre lesercito lascia la citt, la luna si alza dal mare. Le truppe sono composte da
ufficiali e veterani, i Mauri disertori di Massenzio: in posizione avanzata nel corteo due
soldati portano le statuette di Victoria e Sol Invictus. La sequenza narrativa continua
sul lato sud, lato sinistro del fornice centrale: una delle facciate principali, quella rivolta allesterno della citt. Verona viene assediata dallesercito (fig. 2). Costantino sovrasta per statura tutte le altre figure: fermo in attitudine calma in mezzo allinfuriare
della battaglia, la mano appoggiata su un grande scudo ovale. una Vittoria alata vola
verso di lui per incoronarlo, sorvolando le teste dei due soldati della guardia del corpo
(protectores divini lateris Augusti). Le possenti mura di Verona sono descritte dettagliatamente per fornire il senso di difficolt di questa espugnazione: costruita a grandi
blocchi, con cinque torri munite di merli, disposti in due schiere. nella fila superiore
i Mauri, armati di arco, nella fila inferiore soldati armati di lancia, scudo rotondo e umbone centrale, elmo con due corna (cornuti); gli assediati lanciano pietre e giavellotti
contro gli assalitori. uno dei soldati di Costantino corre lungo le mura: rappresenta le
truppe che aggirarono la citt ottenendo la vittoria; una Vittoria incorona in volo limperatore.
In connessione con le battaglie rappresentate nel fregio, i rilievi aureliani inquadrati
in cornici rettangolari dellattico focalizzano azioni paradigmatiche svolte negli accampamenti tra una battaglia e laltra; potremmo definirli di vita militare, di valore simbolico per il buon esito delle battaglie 23. Sul primo rilievo della coppia a sinistra delliscrizione, limperator nellaccampamento: in piedi sul podio riceve al cospetto delle truppe
un capo barbaro; sullo sfondo il pretorio. nel rilievo accanto limperatore sinnalza di
rilievo di Marco Aurelio: I. Scott Ryberg, Panel Reliefs of M. Aurelius, new York 1967, 28-37; G. Becatti, Osservazioni sui rilievi di Marco Aurelio, AC, 19 (1967), 321-331: 323-324.
23
LOrange - von Gerkan, Konstantinsbogen, 183-187, tavola 1-2; 46-48. Giuliano, Arco: fig. 21-22
(adventus-profectio) e 23-24 (liberalitas-iustitia).
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Fig. 2. - Facciata sud: fregio con scena di assedio di una citt (Verona) (foto: William Storage).

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nuovo su un piccolo podio e tiene nella sinistra uno


scettro, i soldati spingono avanti due barbari incatenati;
uno dei soldati afferra per i capelli un prigioniero e lo
costringe a guardare in alto; sullo sfondo i vessilli delle
legioni, la scena si svolge sul campo aperto di battaglia.
A destra delliscrizione si dispongono ancora due rilievi (adlocutio allesercito e lustratio): due soldati reggono le insegne militari; latmosfera tesa; regna unimmobilit quasi di attesa che connota le adlocutiones che
precedono le battaglie. Si procede alla lustratio dellesercito. Limperatore, togato e coronato di alloro,
tiene un rotolo con la sinistra, con la destra versa su un
tripode acceso; gli animali destinati al sacrificio sono recati dagli inservienti. Da sinistra avanza colui che immoler la vittima, con doppia ascia appoggiata sulla
spalla. La lustratio exercitus avveniva in varie occasioni:
tra queste, quando lesercito veniva guidato da un nuovo
generale, quando veniva messo insieme. Sulla Colonna
Traiana precede questa azione linizio di una serie di
operazioni belliche. La scena di lustratio, un rito essenziale per determinare lesito delle battaglie 24, svolge
una funzione comunicativa particolarmente importante:
sottolinea la necessit di una sostanziale correttezza rituale del modo di condurre le guerre, una connotazione
necessaria di un bellum iustum.
Il rito della lustratio pu infatti essere messo in relazione simbolica con la battaglia raffigurata nel fregio
sottostante: quella che si svolse alle porte di Roma nei
pressi di Ponte Milvio (fig. 3) 25. La difficolt dellimpresa enfatizzata dalla figura dellimperatore che attraversava il Tevere su una barca, poich il ponte era
stato interrotto da Massenzio. A destra dellimperatore
una Vittoria alata, a sinistra una figura femminile con
elmo crestato che rappresenta Roma; in basso un vecchio sdraiato il Tevere. La parte centrale del rilievo
occupata dalla scena di battaglia. La strategia rappresentativa mette in luce sapientemente le disparit ideo24
Discusso il significato del rito: apotropaico, purificatorio
o come rito di aggregazione. Bibliografia e stato della questione
in J. Rpke, Domi militiae: Die religise Konstruktion des Krieges in Rom, Stuttgart 1990, 144-146,
25
LOrange - von Gerkan, Konstantinsbogen, 65-69; tav.
4b.10.11.19e.23d. fig. 11; Giuliano, Arco, fig. 31.37.48-49.

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Fig. 3. - Facciata sud: fregio con rappresentazione della battaglia di Ponte Milvio (foto: noel Lenski).

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logiche e concettuali, utilizza un simbolismo di dettagli ben


riconoscibili: i cataphracti di Massenzio sono sospinti nel
fiume e sterminati da cavalieri, fanti e arcieri Mauri di Costantino.
Sui rilievi del lato sud dunque sono raffigurate battaglie
condotte nello spazio che si distende al di fuori dei confini
della citt. nei tondi adrianei che decorano la fascia compresa tra lattico e il fregio costantiniano in una natura selvaggia, si esprime metaforicamente la virtus imperatoria in
battaglia. La profectio mostrata assieme a un sacrifico a
Silvano 26. Il ritratto di Costantino stato riconosciuto nel
capo molto danneggiato dellimperatore che compie il suo
sacrificio a Diana nellaltra coppia di tondi 27. La caratteristica dellimperatore la pietas erga deos, da osservare
prima della caccia, come necessario complemento della
virtus 28.

2. Attraversare i confini della citt: tra il Campo Marzio e


lAra Maxima
Mosso da divina ispirazione 29, Costantino vinse la battaglia. Il 29 ottobre del 312 la pompa composta dallarmata
vittoriosa giunse alle porte di Roma da nord. Sul fregio del
lato orientale (lato breve) rappresentato lingressus in
citt: il carro imperiale, che trasporta la cathedra di Costantino guidato da Victoria; ha appena oltrepassato la
Porta Flaminia, mentre la testa del corteo si infila sotto la

Medaglioni sopra il fornice minore occidentale; LOrange - von


Gerkan, Konstantinsbogen, 167, tav. 39 a.39 b.
27
Medaglione a destra sopra il fornice minore orientale, LOrange
- von Gerkan, Konstantinsbogen, 168, tav. 40 b, 44 c.
28
Riassume le diverse posizioni sullidentit del compagno di Costantino nei tondi H. Prckner, Kaiser Konstantins Bilderbogen oder:
Die Botschaft der Spolien, Thetis, 15 (2008), 59-75: 68-69. Recentemente, a proposito del ritratto di Costantino rinvenuto nel Foro di Traiano, Eugenio La Rocca e Paul Zanker hanno riproposto di vedere nei
ritratti dei tondi Costanzo Cloro: E. La Rocca - P. Zanker, Il ritratto colossale di Costantino dal Foro di Traiano, in A. Leone - D. Palombi S. Walker (eds.), Res bene gestae: ricerche di storia urbana su Roma
antica in onore di Eva Margareta Steinby. Lexicon Topographicum
Urbis Romae, Supplementum, IV, Roma 2007, 145-168.
29
instinctu divinitatis: CIL VI 1139 = ILS 694; divino monitus instincto: Pan. lat. 9 (12).11.4: Lenski, Pagan past, 219.
26

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Fig. 4. - Facciata nord: rilievi aureliani sopra il fornice minore sinistro; il Campo Marzio e il Foro Boario (foto: William Storage).

Porta Triumphalis, sovrastata dalla quadriga di elefanti, un chiaro simbolo dei trionfi
romani 30. il corteo si ferm probabilmente in Campo Marzio, dove i templi del circo
Flaminio mantenevano i simboli trionfali intatti: sotto i porticati che circondavano i
templi ex-manubiis erano ancora visibili molte delle opere darte saccheggiate dai
triumphatores repubblicani in oriente 31.
La sosta in Campo Marzio non rappresentata nel fregio storico: vi si allude per nei
riquadri aureliani sullattico della medesima facciata nord (fig. 4). La funzione di roma
come luogo privilegiato dellepifania o della partenza dellimperatore in occasione di una
campagna militare rappresentata nei due rilievi sullattico a destra, dove si mostrano
un reditus e una profectio originariamente compiuti da Marco Aurelio. Su entrambi i
pannelli si configura una scena affollata di personificazioni: limperatore accompagnato
da Marte ultore in armi accolto da una roma in attitudine militare, in vesti amazzoniche 32; in secondo piano una figura femminile velata e una seconda ammantata con caduceo e cornucopia, mentre una Vittoria sorvola la scena recando un serto di alloro sul
capo dellimperatore, chiaramente reduce di una vittoria. A sinistra compare il tempio
della Fortuna Redux, a destra chiude il campo la Porta Triumphalis. La citt di roma
il luogo sacro di celebrazione della vittoria imperiale e per trarre gli auspici prima della
partenza. il Foro Boario costituisce lo scenario della profectio: allesterno della Porta
Triumphalis, con la personificazione della via Flaminia e lesercito in armi, accompagnato dal senato, che appare rappresentato alle sue spalle come un venerando anziano,
Lorange - von gerkan, Konstantinsbogen, 183-187; tav. 1-2; 46-48.
A. Bravi, Le opere figurative greche negli spazi pubblici di Roma, tesi di abilitazione Heidelberg
febbraio 2012, in c.s.
32
parte sinistra dellattico, facciata nord: giuliano, Arco, fig. 21.
30
31

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Fig. 5. - Facciata nord: tondi adrianei con caccia al cinghiale e sacrificio ad Apollo; fregio con oratio di
Costantino dai Rostra (foto: William Storage).

barbato e avvolto nella toga ufficiale 33. il gruppo di personificazioni che affollano entrambi i pannelli segnalano la presenza di un limite simbolico: il confine sacro della citt
si rende visibile tra reditus e profectio e si manifesta come una demarcazione tra guerra
e pace.
i temi sviluppati nei tondi adrianei su questa facciata sono parte anchessi di un ciclo
organico che d senso ai motivi singoli rappresentati nel fregio storico e negli spolia dellattico 34. nella prima coppia da sinistra di medaglioni di epoca adrianea Costantino reso
riconoscibile da un ritratto giovanile in una scena di caccia al cinghiale (fig. 5) 35. esprimono in senso generale il valore di virtus imperiale, sotto forma di stilemi tipici: limperatore a cavallo che incombe con impeto su una belva indicato su monete di Commodo
come espressione di virtus 36. nel tondo accanto si rappresenta un imperatore che compie un sacrificio. il rito si svolge a un altare, al di sopra del quale si eleva, su un alto
podio, una statua di Apollo.
La coppia speculare di tondi sullaltro lato della stessa facciata insiste su caccia e sacrificio: a sinistra Costantino in piedi sopra un leone ucciso; a destra un imperatore caLa profectio segue ladventus: rilievo aureliano dellattico, facciata nord: giuliano, Arco, fig. 22.
tondi adrianei: Lorange-von gerkan, Konstantinsbogen, 161-183; giuliano, Arco, fig. 9-16.
35
giuliano, Arco, fig. 13-14.
36
Lorange - von gerkan, Konstantinsbogen, tav. 41 a, 43.
33
34

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Fig. 6. - Facciata nord: tondi adrianei sopra il fornice destro; Costantino sulle spoglie di un leone ucciso;
imperatore capite velato sacrifica a ercole; fregio con scena di congiarium (foto: William Storage).

pite velato sacrifica (fig. 6). Lorange ha interpretato questi rilievi come rappresentazione del modello tetrarchico fondato su un esercizio del potere concorde: il dominio sul
mondo da parte della coppia imperiale, che caccia in concordia e sacrifica agli dei secondo la tradizione, si manifesterebbe per lo studioso in una dimensione cosmica segnalata dalle immagini di Sol oriens e Luna occidens nei tondi costantiniani sui lati
brevi 37. in realt, dallanalisi delle figure divine rappresentate sui tondi della facciata
nord emerge un significato pi ancorato a una precisa realt topografica e contestuale.
nella statua sul tondo Apollo rappresentato seminudo, con un mantello che gli avvolge
i fianchi e le gambe; tiene la cetra con la destra. in Campo Marzio Apollo Sosiano ebbe
nel ii secolo a.C. una statua con uniconografia analoga. Allepoca delle vittoriose battaglie in grecia lApollo con la cetra di timarchide era per i generali romani un dio della
vittoria profetica e ispirata. nel suo tempio in Circo Flaminio si riuniva il senato per deliberare sulla concessione del trionfo 38: dallepoca augustea lApollo salutaris del circo
Flaminio si legava alle fortune e ai trionfi dellimperatore. il Foro Boario era invece dedicato a Hercules Invictus, nei pressi dellAra Maxima: la statua di culto presentava le
fattezze delleracle giovanile e seduto come il dio, con la clava e il bottino ai suoi piedi
e il seggio decorato da una vittoria al quale limperatore sacrifica nel tondo adrianeo
37
38

Lorange - von gerkan, Konstantinsbogen, 169-181.


e. La rocca, Amazzonomachia. Le sculture frontonali del tempio di Apollo Sosiano, roma 1987.

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sullArco 39. I culti e i sacrifici riprodotti su questi tondi si svolgono negli spazi della
citt: gli stessi luoghi trionfali che offrivano una cornice simbolica al reditus e alla profectio di Marco Aurelio al di sopra sullattico nei riquadri destra.
I quattro tondi sono disposti secondo un ordine di tipo essenzialmente simbolico: a sinistra la virtus, espressa nellazione di caccia al cinghiale, completata dalla felicitas
ispirata di Apollo. Sullaltro fornice di destra, la vittoria, allusa nella rappresentazione
dellimperatore stante sulle spoglie del leone-nemico abbattuto ha il suo esito nellofferta
al dio trionfale Ercole.
3. Senatori e popolo: trasformazione dellidentit imperiale nello spazio politico urbano
nel fregio storico costantiniano posto al di sopra del fornice minore a sinistra sulla facciata nord rappresentato lo spazio urbano cui approda il percorso imperiale (fig. 5). nel
punto di arrivo della sequenza narrativa dei fregi storici si raffigura lincontro tra limperatore, laristocrazia senatoria e il popolo nella dimensione civica e forense. I Fori costituiscono lo scenario dei fregi storici della facciata nord 40. Costantino in piedi sui
Rostra, tra i senatori e la guardia: vestito in tunica e mantello, tende la mano destra in atto
oratorio 41. Loratio si svolge da una tribuna alle cui spalle si dispongono monumenti:
una ricchezza di dettagli rappresenta il Foro, lo spazio politico nel cuore di Roma, come
un insieme organico e compatto di costruzioni di prestigio, riccamente decorate. Sullo
sfondo le colonne con le statue dei tetrarchi sono dominate al centro dalla statua di Iuppiter: con uno scettro nella destra e forse il fulmine a sinistra, il mantello gli riveste i fianchi e la parte inferiore del corpo, lasciando scoperto il busto 42. Lorazione nel Foro si
svolge dunque sotto la tutela delle immagini dei Tetrarchi elevate su quattro colonne che
circondano la statua di Iuppiter. Costantino inoltre fiancheggiato da statue sedute di imperatori ai lati del podio: la figura di destra recava scettro e globo, insegne di un imperium legittimo che garantito da Iuppiter, quale quello di Costantino, manifestato dalla

39
M. Floriani Squarciapino, Un tipo statuario di Hercules Invictus, BCAR, 73 (1949-50), 205214. Apollo: LOrange - von Gerkan, Konstantinsbogen, 169, tav. 42 a, 44 a. Hercules: ibid. e tav. 42
b. 45 c.
40
C. F. Giuliani - P. Verduchi, L`area centrale del Foro Romano, Roma 1987, 148. Laspetto del
Foro romano tardoantico legato al processo del reimpiego e delluso del marmo in questepoca: P.
Pensabene - C. Panella, Reimpiego e progettazione architettonica nei monumenti tardo-antichi a Roma,
RPAA, 65, 111-283.
41
Significati dellassetto tardoantico del Foro romano, come scenario politico di unattualit intrecciata strettamente al le memorie del passato: S. Muth, Der Dialog von Gegenwart und Vergangenheit am
Forum Romanum im Rom - oder: wie spaetantik ist das spaetantike Forum?, in Th. Fuhrer (ed.), Rom
und Mailand in der Sptantike. Reprsentationen stdtischer Rume in Literatur, Architektur und Kunst,
Berlin-Boston, 2011, 263-282; laspetto peculiare e la costruzione di nuovi Rostra cfr.: P. Liverani, Osservazioni sui Rostri del Foro Romano in et tardoantica, in A. Leone - D. Palombi - S. Walker (eds.),
Res bene gestae: ricerche di storia urbana su Roma antica in onore di Eva Margareta Steinby. Lexicon
Topographicum Urbis Romae, Supplementum, IV, Roma 2007, 167-193.
42
La pi dettagliata descrizione iconografica tuttora LOrange - von Gerkan, Konstantinsbogen,
80-102.

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clementia nei rapporti con il senato e dalla liberalitas nei confronti del popolo. La clementia di Costantino si espresse in quei giorni nel discorso tenuto da Costantino nella
Curia davanti al senato. La centralit politica del concetto per laristocrazia senatoria di
Roma traspare dalla grande attenzione prestata dai panegirici a questa virt 43: si invocava
la clementia di Costantino e si confronta per opposizione con la condotta di Silla 44.
Dopo linvestitura popolare sui Rostra, Costantino rappresentato come evergete
in una scena di liberalitas sul rilievo a destra della facciata (fig. 6): in un congiarium
che si svolse forse nel Forum Iulium in occasione dellentrata al consolato il 1 gennaio
313 45. Costantino indossa la toga contabulata: senatore tra i senatori. Entrato in
armi, Costantino ha parlato al popolo come imperatore vittorioso: ma ora appare integrato nel gruppo dei senatori, un senatore del pi alto rango, partecipa dellatmosfera di perfetto accordo e consonanza politica che regna nel senato e che si riverbera
sul popolo.
Le immagini esprimono dunque un programma coerente, che intende mostrare al pubblico, accorso per la celebrazione dei decennalia, e al popolo di Roma una interpretazione degli eventi, che culmina nella raffigurazione di una raggiunta consonanza tra
limperatore e il senato. Il progetto rivela lintervento di una committenza consapevole e
informata, profondamente implicata negli eventi contemporanei e nei valori politici tradizionali dellaristocrazia senatoria 46.
4. Religiosissimi e clarissimi: i senatori di Costantino e il bacino di formazione del programma dellArco
Ma quali personaggi facevano parte dellaristocrazia che Costantino trov a Roma?
Molti dei suoi rappresentanti avevano rivestito importanti cariche sotto Massenzio. Tra i
supporters del tiranno figuravano importanti membri delllite romana come Ceionius
Rufius Volusianus o Rufius Festus, entrambi viri clarissimi e quindecemviri sacris faciundis. Gaius Ceionius Rufius Volusianus emerge come figura chiave dellaristocrazia
senatoria negli anni di Ponte Milvio. Di Volusianus possiamo tracciare le tappe della carriera, tra lepoca di Diocleziano e Massenzio: proconsole dAfrica nel 305/306; autore di
un tentativo di usurpazione in questa provincia; prefetto urbano dal 28 ottobre 310 fino
al 28 ottobre 311 e consul ordinarius nel settembre 311 47. La disfatta di Massenzio non
segn la sua fine politica: lo troviamo comes di Costantino, praefectus urbi (8 dicembre

Pan. Lat. 10 (7), 8,1: O tuam, imperator, non victoriam magis quam clementiam praedicandam!
Pan. Lat. 9 (12) 20, 4.
45
LOrange - von Gerkan, Konstantinsbogen, 102.
46
Lenski, Pagan past, 208, bibliografia a nota 16 sul tema del rapporto tra Costantino e laristocrazia pagana.
47
PLRE I, s.n. C. Ceionius Rufius Volusianus 4; T.D, Barnes, Two Senators under Constantine, JRS 65
(1975), 40-49; T. Grnewald, Constantinus Maximus Augustus: Herrschaftspropaganda in der zeitgenssischen berlieferung, Historia Einzelschriften 64, Stuttgart 1990, 73; R. Lizzi Testa, Senatori, popolo,
papi. Il governo di Roma al tempo dei Valentiniani, Bari 2004, 76 e nota 187; Lenski, Pagan Past, 210.
43
44

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313) e consul ordinarius nel 314. Tra la fine del 312 e il 313 Volusianus comes dellimperatore. nel 314 ha un grande cumulo di onori: prefetto e console ordinario. In una
iscrizione onoraria definito religiosissimus e si sottolinea lincarico di comes nostri domini Constantini invicti et perpetui semper Augusti, oltre a quelli di praefectus urbi e di
iudex sacrarum cognitionum 48.
nello stesso anno Volusianus dedic a Costantino una statua nel Foro di Traiano.
Liscrizione offre forti assonanze di motivi con le immagini dellArco: Costantino dichiarato restitutore del genere umano, propagator imperii, fondatore della securitas
eterna 49. Volusianus cresciuto sotto le ali della Tetrarchia; un benefattore del popolo
per la sua vittoria in Africa; un uomo ideale per mediare il passaggio tra Massenzio e
Costantino. Il suo successore, prefetto urbano tra il 20 agosto 315 e il 4 agosto 316, fu Vettius Cossidius Rufinus, sotto Massenzio proconsole della provincia Achaia, pontifex dei
Solis, membro del collegio degli auguri e salio palatino: comes Augusti e console nel 316
d.C. 50. I membri del collegio dei pontifices dei Solis appartenevano al pi alto livello delllite senatoria: consulares e clarissimi viri 51. Alcuni membri di questa classe di sacerdotes e augures presero parte al consilium principis che indusse Massenzio ad affrontare
Costantino fuori dalle mura. Le fonti attestano che quando Costantino era alle porte di
Roma vennero consultati i Libri Sibillini 52. Dallet augustea questi testi sacri erano custoditi sotto il basamento della statua di Apollo Palatino. La figurazione voluta da Ottaviano per quel tempio mostrava con chiarezza che Apollo Palatino assommava in s anche
i tratti di Sol: sul culmine del tempio svettava la quadriga di Helios 53.
Probabilmente questi uomini religiosissimi furono i principali ideatori del programma
figurativo dellArco: e vollero realizzare una rappresentazione in grado di soddisfare le
aspettative dellaristocrazia senatoria, ma in consonanza con le caratteristiche tradizionali
attribuite al potere imperiale. Limperatore vittorioso secondo questa ideologia un propagator imperii come Ercole Invitto e realizza la sua vittoria sotto lispirazione di Apollo:
unideologia condivisa pienamente da Costantino negli anni che seguirono ladventus.
In questo arco di tempo venne anche deciso il luogo dove innalzare questo monumento.
48
La prefettura urbana di Volusiano va dall8 dicembre 313 al 20 agosto 315. Sul significato di iudex
sacrarum cognitionum in CIL VI 1707, come un facente funzioni dellimperatore nei processi civili per
una determinata parte dellimpero cfr. A. Chastagnol, Le Snat romain lpoque impriale. Recherches
sur la composition de lAssemble et le statut de ses membres, Paris 1992, 214-215; Berrens, Sonnenkult, 113.
49
CIL VI 1140. F.R. Trombley, The Imperial Cult in Late Roman Religion (ca. A.D. 244-395): Observations on the Epigraphy, in J. Hahn (ed.), Sptantiker Staat und religiser Konflikt, Berlin, Boston,
2011, 19-54: 28.
50
CIL X 5061 = ILS 1217: pontifici dei solis auguri salio palatino; CIL VI 32040: augur pontifex
dei solis. Sul pontificium dei solis cfr. J. Rpke, Fasti Sacerdotum: A Prosopography of Pagan, Jewish,
and Christian Religious Officials in the City of Rome, 300 BC to AD 499, Oxford-new York 2008,
2.1364; 3.1615-1616; T.D. Barnes, Pagans and Christians in the reign of Constantius, Entretiens sur
lAntiquite Classique, 34 (1989), 301-337.
51
G.H. Halsberghe, The Cult of Sol Invictus, Leiden 1972, 145-146.
52
Zos. 2, 16, 1; Lact. 44, 8: cfr. R. Donciu, Lempereur Maxence, Bari 2012, 174.
53
Sul programma figurativo del tempio la bibliografia molto vasta. Mi limito a citare il contributo

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5. LArco di Costantino e lo spazio


Il 28 ottobre 312 Costantino entr a Roma dalla via Flaminia, oltrepass la Porta
Triumphalis, costeggi lAra Maxima di Ercole e attravers il Circo Massimo 54. nella
valle tra Celio e Palatino il corteo prosegu lungo un asse stradale portante, coincidente
con lodierna via di San Gregorio, incrociando ad angolo retto lattuale via Sacra, dopo
aver oltrepassato di pochi metri il punto dove sorge lArco di Costantino, nei pressi della
Meta Sudans.
In questambito topografico, nei pressi della pendice nord-orientale del Palatino,
una tendenza critica moderna tende a collocare lantico edificio delle Curiae Veteres,
fondate secondo la tradizione da Romolo (Serv. Aen., 8.361) e, secondo Tacito, corrispondenti al terzo vertice del pomerio romuleo, prima della svolta verso il Foro Romano 55. Lo storico dichiara di non ritenere absurdum che i punti angolari di questo
circuito ideale potessero coincidere con lAra Maxima di Ercole, lara di Conso presso
il Circo Massimo, le Curiae Veteres e il sacello dei Lares 56. La Notitia Urbis sembra
confermare questa collocazione, nominando le Curiae Veteres in unarea che nel IV secolo d.C. poteva essere definita Regio X, quindi considerata afferente al medesimo ambito topografico palatino 57.
Grazie a recenti indagini archeologiche si comincia a configurare laspetto del circondario dellArco come un ambito topografico stratificato, che fu teatro, attraverso il
tempo, dellerezione di monumenti di antico valore sacrale. Gli antichi edifici i cui
resti sono stati rinvenuti negli scavi presso la Meta Sudans vengono oggi identificati
dai ricercatori con monumenti di antichissima tradizione: le Curiae Veteres e il sacraesaustivo di P. Zanker, Der Apollontempel auf dem Palatin Ausstattung und politische Sinnbezge nach
der Schlacht von Actium, in Citt e Architettura nella Roma Imperiale (ARID, supplemento X) Roma
1983, 21-40.
54
Sul percorso tardoantico delladventus cfr. P. Liverani, Porta Triumphalis, Arcus Domitiani, Templum Fortunae Reducis, Arco di Portogallo, in L. Quilici - S. Quilici Gigli (eds.), La forma della citt
e del territorio 2, Roma 2005, 53-66.
55
Gli autorevoli rappresentanti di questa tradizione, assieme ai pareri contrari, sono citati da C. Panella, Unarea sacra alle pendici del Palatino, in C. Panella (ed.), Meta Sudans. Unarea sacra in Palatio e la valle del Colosseo prima e dopo Nerone, Roma 1996, 27-91: 70 nota 92, e anche 71-81, per
una raccolta e discussione delle fonti antiche sulle Curiae Veteres; M. Andreussi, s.v. Pomerium, in
LTuR IV (1999), 96-105: 99; C. Cecamore, Palatium. Topografia storica del Palatino tra III sec. a.C.
e I sec. d.C., Roma 2002, 32-41.
56
Tac. Ann. 12.24: sed initium condendi, et quod pomerium Romulus posuerit, noscere haud absurdum reor. Igitur a Foro Boario ubi aereum tauri simulacrum adspicimus, quia id genus animalium aratro subditur, sulcus designandi oppidi coeptus, ut magnam Herculis aram amplecteretur; inde certis
spatiis interiecti lapides, per ima monti Palatini ad aram Consi, mox Curiae veteres, tum ad sacellum
Larum. Durante il regno di Adriano la restitutio del pomerium per volont dellimperatore e per senatus consultus e la ricostruzione dei cippi pomeriali da parte del collegio degli auguri potrebbe essere un
indizio della volont di enfatizzare il valore simbolico e sacrale del pomerium romuleo, a breve tempo
dalla testimonianza di Tacito. nel 1933 sono stati rinvenuti cippi che attestano il restauro nel 121 d.C.:
CIL VI 4.2, 31539 a-c. M. Zahrnt, Ktistes - conditor - restitutor: Untersuchungen zur Stdtepolitik des
Kaisers Hadrian, diss. 1979
57
Notitia Urbis Romae: X: R. Valentini-G. Zucchetti, Codice topografico della citt di Roma, I,
Roma 1983, 78; Panella, Unarea sacra, 76s.
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Fig. 7. - Roma quadrata e pomerium Romuli nella ricostruzione di Lugli. Da Panella, Unarea sacra,
76, fig. 65.

rium Augusti 58. Se lidentificazione del sacrarium Augusti e delle Curiae Veteres fosse
confermata da ulteriori dati, potrebbe costituire un fondamento per aggiungere nuovi significati ideologici allatmosfera politica in cui vennero decisi forma e connotati del58
Panella, Unarea sacra, 27-91: 70-91; C. Panella, Nuovi scavi alle pendici del Palatino, in F. Coarelli (ed.), Divus Vespasianus. Il bimillenario dei Flavi, Milano 2009, 290-294. unipotesi ancora da

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lArco. La sua collocazione topografica potrebbe essere stata determinata dalla volont di
presentare Costantino come lincarnazione di un modello di potere tradizionale: fondatore
della quies come Romolo, vincitore e ultor del tiranno Massenzio come Augusto.
nellattesa che queste ipotesi siano confermate e ci permettano di configurare per il
monumento un piano ideologico pi organico, possiamo limitarci a fare alcune considerazioni, basandoci sui dati delle fonti, che riguardano il tracciato del pomerium romuleo:
il limite, di grande valore giuridico-sacrale, degli auspicia urbana. LArco di Costantino
si trova ad essere tangente, con uno dei suoi lati brevi, alla linea sacra del pomerium Romuli tacitiano (fig. 7) 59, il che andrebbe interpretato nel senso che sia stata posta una
grande attenzione a non oltrepassare questo tracciato simbolico. Il luogo di erezione dellArco dimostrerebbe come il significato del limite giuridico-sacrale della citt romulea
fosse operante e potesse ancora determinare la creazione di una topografia monumentale
nello spazio urbano del IV secolo d.C.
LArco di Costantino venne eretto dunque lungo questo limite e anche il suo sistema
decorativo appare modellato in relazione alla topografia sacrale allinterno della quale
sorge il monumento. Il percorso del pomerium, che correva lungo le falde della collina,
sottolineava un confine ideologico: la linea che divideva le aree domi militiaeque, lurbs
dallager. Si chiarisce meglio, se consideriamo questa posizione liminare del monumento, la distinzione tematica tra le due facciate: che riproduce la percezione del limite
tra lo spazio esterno della guerra e quello interno del sacro civico, riprodotto simbolicamente dal pomerium. Sul lato nord si rappresentano citt e luoghi attraversati dagli eserciti dellimperatore. Questo mondo in stato di guerra connotato dai culti di Silvano
(sacrificio a Silvano sul tondo adrianeo) e Diana (sacrificio a Diana sul tondo adrianeo),
entrambi pertinenti allager. La facciata sud rispecchia i valori e le pratiche dello spazio
urbano che lomphalos del potere e il cuore dellimpero. Gli spazi in cui si ambientano
i sacrifici ad Apollo Sosiano ed Ercole dellAra Maxima sottolineano lavvicinamento
progressivo verso questo centro: il Foro, lo spazio sociale di espressione della concordia
tra imperatore, senato e popolo.
La scelta dei soggetti dei rilievi dettata forse dalla necessit di mostrare la continuit delle strutture politiche di Roma nel momento in cui Costantino oltrepassa il confine della citt. Con laccento sulle funzioni, in pace e in guerra, del potere imperiale,
laristocrazia senatoria rivendicava il suo ruolo di rammentare e nello stesso tempo di
attivare modelli antichi dellimperium. Lo spazio dellArco parte di un ambito di

verificare collocherebbe anche in questambito la casa natale di Augusto, poi trasformata in sacrarium:
Svet. Aug. 5; Serv. Aen. 8.361; Panella, Area sacra, 83-85.
59
Ricostruito da G. Lugli, Roma antica. Il centro monumentale, Roma 1946, tavola VII. Panella,
Unarea sacra, 76, fig. 65; cfr. inoltre Cecamore, Palatium, 32-41: 36, con illustrazione della circuito
tacitiano secondo lipotesi di Castagnoli. I vertici menzionati da Tacito corrisponderebbero a luoghi di
culto esterni al pomerium e alle stesse mura, in ogni caso necessariamente in stretta contiguit con gli
angoli del quadrato, nella versione riproposta in A. Carandini (ed., con P. Carafa), Atlante di Roma antica. Biografia e ritratti della citt, vol. I, Testi e immagini, da D. Bruno, Regione X. Palatium, 215-280:
220; e vol. II, Tavole e indici, tav. 61. Ancora nel I volume dellopera M. C. Capanna, I pomeria, il dazio
e il I miglio, ibid., vol. I, 71-73; inoltre D. Bruno - D. Filippi, Le mura romulee del Palatino e le fortificazioni di Velia e Campidoglio, ibid., vol. I, 79-80.
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ALESSAnDRA BRAVI

grande significato: legato a tradizioni antichissime, ancora vitali, sulla mitologia di fondazione della citt. Grazie alle connessioni profonde tra la funzione dellArco e i significati del luogo possiamo comprendere meglio il contesto ideologico di ideazione del
monumento e forse le intenzioni dei committenti: tracciare con chiarezza la linea che separava il buon governo dalla tirannide 60.

I recenti rinvenimenti delle insegne imperiali in questarea potrebbe essere una prova ulteriore del
suo significato politico, forse in relazione allimperium: C. Panella, Insegne imperiali dal Palatino in
Roma e i Barbari (Cat. Mostra, Venezia), Milano 2008, 86-91.
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COSTANTINO PRIMA E DOPO COSTANTINO


- ISBN978-88-7228-677-7 - 2012 Edipuglia s.r.l. - www.edipuglia.it
CONSTANTINE BEFORE AND AFTER CONSTANTINE