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Il Risorgimento: Ieri e Oggi

Il processo che port alla conquista dell'indipendenza politica e all'unificazione


dell'Italia definito Risorgimento. Per convenzione, gli storici tendono a far
iniziare il Risorgimento con il Congresso di Vienna(1815) facendolo terminare
con lo spostamento della capitale a Roma nel 1870. I fattori che hanno portato
al Risorgimento non sono solo ideali come il senso di appartenenza ad una
nazione e l'indipendenza dalle potenze egemoni. L'Italia dell'800,infatti, era
caratterizzata dal policentrismo, nel paese era presente una frammentazione
economica, culturale e politica tra il nord e il sud, per questo nacque il bisogno
di creare mercati pi vasti e liberi attraverso l'abolizione dei dazi e delle
dogane. In questo contesto sorsero dei veri e propri dibattiti sui mezzi da
utilizzare per creare l'unit nazionale. I moderati ritenevano che l'indipendenza
si potesse ottenere solo attraverso un processo graduale guidato dal sovrano e
proponevano una monarchia costituzionale a stampo liberale mentre i
democratici invece pensavano all'Italia come a una repubblica democratica
realizzata tramite insurrezioni popolari. Anche se in un primo momento, per il
processo di unificazione nazionale questi due schieramenti si alternarono a
vicenda, alla fine ottenne maggiore successo quello moderato.

Il divario tra nord e sud sempre stato presente all'interno del paese. Gi ai
tempi dell'unit d'Italia, il nord, pi sviluppato, registrava un alto tasso di
alfabetizzazione e un miglioramento nel settore industriale, mentre il sud, pi
arretrato, si basava ancora su tecniche agricole. A seguito dell'unit nazionale
si cerc di diffondere nel meridione il modello culturale, politico ed economico
presente a settentrione. Nacque il fenomeno del brigantaggio, espressione che
indicava il malcontento nel sud del paese.
Oggi queste differenze persistono ancora, radicalizzate ormai all'interno del
paese. I meridionali sono individui pi socievoli attaccati ai valori familiari e
affettivi. A settentrione, invece, la popolazione pi chiusa, le menti sono
incentrate principalmente sull'ambito lavorativo. Da ricordare poi il flusso
migratorio avvenuto nel '900 dal sud al nord in cerca di fortuna. Per questo
oggi vi una vera e propria mescolanza di ideali e valori.

A seguito dell'unit nazionale(1861) il dibattito sul Risorgimento ha spesso


sottolineato i profili e le fratture politiche, rispecchiando le tensioni e i problemi
della nostra vita nazionale.
Gli storici fascisti, tra cui Gioacchino Volpe attribuiscono un giudizio positivo
sull'operato dei Savoia, considerando il fascismo il culmine del processo
risorgimentale. Al contrario, gli antifascisti delinearono diverse interpretazioni
del Risorgimento.
Pietro Gobetti defin il Risorgimento una rivoluzione fallita. Il fascismo era il
frutto delle fragilit radicate nella nazione, il processo risorgimentale non era
stato in grado di coinvolgere le masse popolari, si cre cos uno Stato incapace
di venire incontro alle esigenze di rinnovamento del popolo.
Antonio Gramsci all'interno dei suoi scritti, Quaderni del Carcere redatti tra il
1927 e il 1935 delinea una posizione marxista. Gramsci sottolinea il fatto che
tale rivolta fu esclusivamente attuata dalla borghesia, senza l'intervento delle
masse popolari. Non vi era stata una vera e propria trasformazione nelle
campagne.
Lo storiografo Rosario Romeo, invece, critica l'interpretazione di Gramsci
sostenendo che in un paese arretrato le conseguenze di una rivoluzione agraria
sarebbero state catastrofiche, la scelta compiuta dalla classe dirigente era
l'unica in grado di agevolare uno sviluppo capitalistico seguendo il modello
inglese; attraverso il trasferimento di capitali dall'agricoltura all'industria.
Tale tesi fu contestata da Gershenkron, il quale nella sua opera Il problema
storico dell'arretratezza economica del 1962, avvalora il suo pensiero secondo
cui lo sviluppo si poteva realizzare anche attraverso l'intervento del sistema
bancario.
Gli storiografi moderni si sono soffermati sull'analizzare la societ italiana
dell'800, invece di creare nuovi modelli di interpretazione. Secondo Maurizio
Isabella il Risorgimento rappresent il tentativo di modernizzare un paese
arretrato con il fine di eguagliarlo alle civilt europee.

Tralasciando le diverse interpretazioni storiografiche, oggi siamo concordi


sull'affermare che il Risorgimento fu un movimento atto al fine di portare
all'unit nazionale. Questo processo
ha elaborato un'idea di patria, un senso di appartenenza alla nazione basato
sul rispetto degli altri popoli, sul valore di libert. Ha portato milioni di individui
a battersi per la propria nazione, per i propri ideali. Oggi i giovani tendono ad
abbandonare la propria patria d'origine a causa di una mancanza di prospettiva
per il futuro. Sono sempre di pi coloro che tendono ad emigrare all'estero
abbandonando i propri familiari e amici, in cerca di opportunit di lavoro e di un
miglioramento delle condizioni di vita.
Importante il ruolo della donna nel Risorgimento considerata un punto di
riferimento,
determinante per il processo di unificazione. Hayez, infatti, nei suoi dipinti
raffigura la donna al centro al timone della rivoluzione. Se pur in modo
indiretto, molte donne furono
impegnate nella lotta per la creazione di un paese nel quale identificarsi.
Nonostante ci, hanno lottato per secoli per ottenere diritti pari a quelli degli
uomini basti pensare al diritto di voto ottenuto dalle donne solo nel 1946.
Il Risorgimento considerato una tappa fondamentale per la creazione di uno
stato unitario, ha dato l'avvio a un processo di modernizzazione e laicizzazione
del paese. Milioni di uomini sono morti in battaglia sacrificandosi per la propria
patria. La creazione dell'unit D'Italia stata tutt'altro che pacifica frutto di una
serie di guerre. Oggi si soliti ricordare una data importante il 17 marzo 1861
giorno in cui Vittorio Emanuele II divent primo Re d'Italia. Ci vollero per altre
guerre per approdare all'Italia cos come la conosciamo noi oggi.

Fonti:
Libro di testo in adozione L'esperienza della storia 2, dall'antico regime alla
societ di massa
http://www.pololiceale.it/attachments/040_risorgimento.pdf