Sei sulla pagina 1di 10

Piaget e i neopiagetiani

Epistemologia genetica: la conoscenza del mondo (epistemologia) avviene attraverso vari


stadi invarianti attraversati da ogni individuo (genetica).

Stadio sensomotorio, 0-2: periodo in cui il bambino esplora il mondo attraverso i


sensi percependone la fisicit, e costruisce schemi mentali derivati dal ripetersi
delle proprie azioni). Si formano schemi basilari, vengono via via ampliati e
coordinati tra di loro per ottenere delle azioni intenzionali. Inoltre, incomincia a
differenziasi il S dallambiente;

Stadio preoperatorio, 2-7: sfruttamento degli schemi mentali preacquisiti e


formazione del pensiero simbolico. Le esperienze vengono rielaborate dal punto di
vista simbolico, non pi solamente sotto forma di appropriazione fisico-motoria
(succhiare, mordere, afferrare). Caratteristiche tipiche del periodo sono
EGOCENTRISMO, differenziazione progressiva ma incompleta del S
dallambiente; RIGIDITA DEL PENSIERO, intesa come centrazione, cio la
capacit di considerare una sola caratteristica saliente alla volta; RAGIONAMENTO
SEMILOGICO e COGNIZIONE SOCIALE LIMITATA: interesse per questioni
metafisiche e primi approcci con norme morali;

Stadio delle operazioni concrete, 7-11: le capacit acquisite precedentemente


vengono organizzate in operazioni collegate tra di loro. Le operazioni sono azioni
inserite in un contesto organizzato. Capacit di conservazione di una propriet (la
q.t di acqua la stessa anche se cambia il contenitore). Acquisizione della
nozione di classe: oggetti accomunati da una o pi propriet appartenenti a una
categoria pi ampia. Progressiva flessibilit del pensiero;

Stadio delle operazioni formali, 11-14: le operazioni possono essere eseguite su


indicazioni verbali e astrazioni ipotetiche, alta capacit di astrazione.

I cambiamenti nei vari stadi modificano la struttura del pensiero, andando a formare
lorganizzazione cognitiva come un tutto organizzato e strutturato di parti ingrate
(struttural-funzionalismo). I cambiamenti stadiali avvengono grazie a maturazione fisica,
esperienza sociale, esperienza fisica e equilibrazione. Tramite lassimilazione, la realt
viene adeguata in base agli strumenti cognitivi a disposizione, mentre con
laccomodamento le strutture cognitive si organizzano in base alle necessit della realt.
Questi due processi portano ad un continuo riadattamento dei propri strumenti tramite uno
stimolo reciproco. Quando i due movimenti sono in equilibrio si ha equilibrazione cognitiva:
quando, dalla risoluzione di problemi nuovi (aumento di capacit), si ristabilisce lo stato
di precedente equilibrio tra organismo e ambiente in cui inserito. Il bambino (luomo) si
sviluppa quindi grazie allinterazione tra fattori innati (genetica) e fattori ambientali. Ogni
nuovo problema da risolvere genera unacquisizione di capacit cognitive.

PUNTI DI FORZA

Ruolo centrale della cognizione nello sviluppo;


Caratteristiche sorprendenti nel pensiero
infantile;
Ampia portata (dai giochi alla relativit);
Validit ecologica per i primi stadi.

PUNTI DEBOLI

Mancanza di conferme alla nozione di stadio;


Scarsa spiegazione meccanismi di sviluppo;
Scarsa attenzione per sviluppo socioemotivo;
Scarsa attenzione metodologica.

I neopiagetiani, specialmente Carl e Fischer, riprendono lapproccio stadiale allo sviluppo


integrandolo con costrutti derivati dalla teoria dellelaborazione dellinformazione.

FREUD & ERIKSON

Freud
Freud lavora principalmente sugli aspetti emotivi della persona, elaborando una teoria
dello sviluppo basata sulla risoluzione di conflitti da parte del bambino. Inoltre, d profonda
importanza ai primi anni di vita. Emergono sei caratteristiche generali:

Approccio dinamico: Freud osserva nei suoi pazienti potenti impulsi (istinti), ed
elabora il concetto di energia psichica. Lenergia non spesa si trasforma in angoscia
e causa sintomi fisici (paralisi, tic nervosi). Gli istinti portano alleccitazione di
determinate aree del corpo, creando bisogni che devono essere soddisfatti;

Approccio strutturale: elabora una architettura della mente, formata da strutture che
mediano tra le pulsioni e il comportamento. Es la sede biologica delle pulsioni,
che pretende una soddisfazione immediata dei bisogni ed opera durante tutta la vita
tramite sogni. Io il meccanismo di adattamento alla realt, poich Es non in
grado di produrre loggetto desiderato e contribuisce alla sopravvivenza grazie al
pensiero logico. Io media tra Es e mondo reale, e quando rischia di soccombere per
via delle pulsioni irrisolvibili entrano in gioco i meccanismi di difesa. Super-io frena i
comportamenti aggressivi, e permette il continuarsi della societ. Queste tre
strutture non sono separate, ma agiscono sovrapponendosi e sfumando una
nellaltra. Compaiono inoltre con lo sviluppo del bambino;

Approccio topografico: Freud individua tre aree della mente, inconscio (pensieri e
sentimenti rimossi), preconscio (pensieri non banditi dalla coscienza che possono
diventare consci) e conscio (ci di cui una persona consapevole). Sono in
collegamento con le tre strutture della mente, in quanto sono i luoghi in cui queste
ultime risiedono;

Approccio stadiale: individua quattro stadi distinti, in cui prevalgono bisogni


differenti che devono essere governati dalle strutture mentali. Gli stadi sono
biologicamente determinati, svincolati dal completamento di quelli precedenti.
Ritiene la maturazione come unica ragione dellavanzamento. Nessuno stadio viene
del tutto abbandonato, e i contenuti non vengono riorganizzati in base alle
competenze acquisite;

Continuum normale-anormale: postula lassenza di una netta separazione tra


normale e anormale, lavorando con persone affette da psicosi e manie identifica i
modi di funzionamento della mente;

Metodologia: Freud non tiene conto dei bambini nei suoi studi, perch ritiene che
<<c un bambino in ognuno di noi>>. Trascorrendo centinaia di ore ritiene di
estrapolare informazioni sullinfanzia della persona.

DESCRIZIONE DEGLI STADI

1. Stadio orale, 0-1: fase orale, poich la soddisfazione delle pulsioni incentrata sulla
zona della bocca. Lesplorazione del mondo avviene attraverso il succhiare,
mordere e leccare. Sperimenta gi da ora angoscia e frustrazione se il biberon o il
seno non arrivano immediatamente. Lattesa della gratificazione struttura
progressivamente Io, incominciando a differenziare il S dal mondo;
2. Stadio anale, 0-2: emergono nuovi bisogni nel bambino, e incomincia ad avvertire la
necessit di defecare. Leducazione alla dilazione del bisogno per usare il vasino
parte di quel processo di socializzazione che se forzato nei tempi pu portare a uno
squilibrio nella formazione successiva;
3. Stadio fallico, 3-5: il centro si sposta sulla presenza di pene o vagina da parte del
bimbo, il cui Es desidera il genitore di sesso opposto. In questa fase, il bimbo si
identifica con i genitori, facendo proprie quelle norme di comportamento
socialmente approvate.
4. Periodo di latenza, 5-pubert: relativa calma, rimozione delle pulsioni sessuali.
5. Stadio genitale, adolescenza: ricomparsa energie sessuali per via della
maturazione fisiologica.
MECCANISMI DI SVILUPPO

Lo sviluppo travagliato, e deriva dagli sforzi fatti dal bambino per ristabilire il relativo
stato di quiete. Io sviluppa modalit adeguate per mediare tra le necessit di Es e Superio. Lessenza dello sviluppo nellemergere delle strutture, che si formano man mano che
il bimbo matura.

PUNTI DI FORZA/PUNTI DEBOLI

o
o

Importanza ad esperienze precoci e concezione stadiale;


Focalizzazione sul pensiero non-logico;
Scarsa verificabilit delle affermazioni sullo sviluppo;
Eccessiva concentrazione su sessualit infantile.

ERIKSON
Neofreudiano, condivide nozioni come approccio stadiale, strutture della mente e metodo
psicoanalitico. Aggiunge una prospettiva psicosociale alle teorie freudiane, derivandola
dallo studio di culture differenti. E. concepisce lo sviluppo come la risoluzione di conflitti tra
forze opposte. Lesito positivo determina lacquisizione di fiducia e di comportamenti
adeguati da parte del bambino. Le influenze della societ sono quindi importanti per
determinare lo sviluppo, ma rimane un approccio stadiale suddiviso per et e conflitti da
risolvere. E. intende la vita come ricerca di identit.

VIGOSTKIJ E I SOCIOCULTURALISTI

Vigostkij nelle sue ricerche considera il bambino come attivo-in-un-contesto, considerando


di primaria importanza la cornice nella quale il bimbo agisce. La cultura costruisce i
contesti nei quali avvengono le interazioni: il bimbo apprende gli strumenti, i sistemi di
simboli per risolvere i problemi che si pongono quotidianamente e gli stili di pensiero
vengono modificati da questa esposizione. V. elabora il concetto di zona di sviluppo
prossimale, che la distanza tra ci che il bimbo pu fare con o senza aiuto di figure
significative. un concetto che considera fondamentali le relazioni che il bimbo instaura
con lambiente che lo circonda. Queste relazioni sviluppano abilit interpsichiche, come il
dialogo, che crescendo si tramutano in intrapsichiche. Il bambino si appropria
interiormente di informazioni e modi di pensare tipici del suo contesto e il funzionamento
intellettuale mediato dagli strumenti tecnici e psicologici forniti dalla cultura di
appartenenza. Questo approccio considera gli stadi di sviluppo potenziali piuttosto che
unanalisi statica dei livelli reali e presuppongono un approccio dinamico alle teorie
evolutive: il meccanismo dialettico quello che permette la progressione cognitiva qualiquantitativa, sintetizzando idee nuove dalla risoluzione di problemi contrastanti.
Il concetto di zona di sviluppo prossimale ha avuto notevoli applicazioni nei recenti studi
sullapprendimento interattivo anche in bambini con deficit cognitivo.

Importanza del contesto


Gli psicologi socioculturali si concentrano sul bambino come essere inserito in un
contesto, modellato dalla cultura. Il bambino agisce quindi perseguendo obiettivi in una
particolare situazione ambientale, ed questo il punto centrale che indagato dai
ricercatori. Le pratiche educative risentono quindi della divisione del lavoro, dei valori e
delle credenze tipiche della cultura in cui il bambino cresce. importante cercare di
interpretare le situazioni secondo i termini tipici della cultura studiata (anche se
impossibile evitare la personalit del ricercatore). Nel contesto il bimbo si relaziona con gli
adulti, con i coetanei e con le pratiche culturali che insistono in quel momento. La zona di
sviluppo prossimale da ricercare in queste situazioni dialettiche, che permettono di
individuare i traguardi cui il bambino pu giungere con laiuto di una persona pi
competente. Lintersoggettivit permette lapprendimento, poich si basa su interessi
condivisi e una comprensione comune tra leducando e la figura educativa. Attraverso la
relazione, il bambino sviluppa capacit interpsichiche: infatti la capacit di dialogo e di
confronto con chi ha pi esperienza che permette lavanzamento nella zona di sviluppo.
Pian piano le capacit interpsichiche diventano intrapsichiche, tramite il processo di
internalizzazione attiva. Il funzionamento mentale quindi mediato dagli strumenti forniti
dalla cultura, che permettono di connettere i bambini con le altre persone e con il contesto
in cui agiscono. Pensiero e linguaggio sono infatti in relazione dinamica, poich si
modificano entrambi in seguito allesperienza.

PUNTI DI FORZA/PUNTI DEBOLI

Attenzione per il contesto socio-culturale;

o
o
o

Integrazione tra i concetti di apprendimento e sviluppo


Sensibilit alle diversit di sviluppo;
Indeterminatezza nozione zona di sviluppo prossimale;
Scarsa attenzione per le questioni evolutive;
Difficolt nello studio dei contesti socio-culturali.

RICERCA CONTEMPORANEA
Gli spunti di Vigostkij sono stati sfruttati anche da ricerche attuali, che prendono in esame
la persona-nel-contesto, esaminando le varie situazioni considerandole come una
matrioska russa. Bronfenbrenner elabora dei sistemi a portata sempre pi ampia: partendo
da un contesto basilare di esperienza diretta, arriva a considerare limportanza delle
integrazioni tra le varie situazioni in cui il bambino agisce (casa, scuola, sport, parco giochi
etc). la ricerca socioculturale d risalto alla prospettiva transculturale, poich attraverso
la comprensione dellalterit si possono meglio evidenziare i meccanismi di sviluppo.
Narrazione e conversazione sono inoltre due metodi per organizzare lesperienza umana,
trasmettendo quelle architetture di pensiero tipiche di ogni contesto.

TEORIA DELLAPPRENDIMENTO SOCIALE

La teoria dellapprendimento sociale si concentra sui processi di base dellapprendimento,


utilizzando la rigorosit sperimentale dellapproccio comportamentista. Il focus diventa il
bambino che interagisce con le persone e impara nuovi comportamenti osservando gli
altri: non solo mimando i comportamenti, ma anche costruendoli simbolicamente. Il
bambino possiede autoregolazione, che gli permette di decidere in quali situazioni usare il
comportamento osservato. Una importante novit la considerazione triadica dei fattori
stimolanti, che permettono il cambiamento comportamentale: la persona, il suo
comportamento, e lambiente in cui agisce. Sono strettamente interconnessi, e si
modificano a vicenda-il bambino contribuisce ad agire sul suo ambiente, che a sua volta
agisce su di lui.
Lo sviluppo sociale in larga parte il risultato della rielaborazione di episodi di
apprendimento osservativo, che pi efficace in base alla capacit di usare simboli visivi
e verbali. Gli approcci basati sullapprendimento sociale hanno indagato comportamenti
come laggressivit, la formazione dei concetti, il linguaggio e lo sviluppo morale. Uno dei
punti di forza della teoria di Bandura (principale teorico del movimento) lintegrazione
della dimensione sociale con lelaborazione delle informazioni.

TEORIA DELLELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI


I teorici dellinformazione studiano i sistemi di manipolazione dei simboli, prendendo come
esempio il modello del computer. I cambiamenti evolutivi avvengono nelle modalit con le
quali i bambini pongono attenzione, si rappresentano, acquisiscono e rielaborano
informazioni. Le tesi prodotte dai ricercatori vengono verificate tramite la scrittura di un
programma informatico che simula i modi di ragionamento. Vi un processo di
automodificazione che permette di organizzare le regole introiettate secondo i feedback
ricevuti.
Le ricerche si sono indirizzate inoltre verso lo studio della quantit di informazioni che la
mente pu immagazzinare ed elaborare, includendo anche le capacit di memorizzazione
(strategie, metodi). Linfluenza sociale gioca un ruolo fondamentale nelle strategie di
soluzione dei problemi, che sono estremamente varie nei bambini. Lessenza dello
sviluppo nel sistema di elaborazione delle informazioni, che durante la crescita diventa
mano a mano in grado di elaborarne una quali/quantit maggiore.
Complessit del pensiero, analisi della performance e rigore metodologico sono punti di
forza, mentre alcuni aspetti della modellizzazione e delle metafore computazionali sono
carenti.

TEORIA ETOLOGICA ED ALTRE EVOLUZIONISTE

Anche letologia, attraverso losservazione dei comportamenti animali ha fornito contributi


alla psicologia dello sviluppo. Individua una serie di comportamenti innati tipici di una
determinata specie (anche lessere umano) che ne permettono la sopravvivenza in un
ambiente particolare. Inoltre, molti dei comportamenti animali hanno carattere sociale
(danze di accoppiamento, imprinting, dominanza) ed esistono periodi di maggiore o
minore sensibilit ad apprendere particolari comportamenti. Lattaccamento uno dei
comportamenti che meglio si adattano al contesto umano, poich il neonato e ladulto
sembrano essere predisposti per interagire. Lanalisi delle scale gerarchiche ha ispirato
studi sui comportamenti tra pari e nei gruppi di coetanei, cercando di individuare le
modalit con cui i bambini affrontano i problemi.
Gli etologi vedono lessere umano come una specie evolutasi in una nicchia ambientale
particolare, adottando particolari soluzioni di sviluppo in base alle necessit, ma non
chiaro come funzioni questo meccanismo (attivo o passivo?). In ogni caso, vi
sicuramente una interazione tra fattori innati e ambientali, che crea un organismo in grado
di operare nel contesto in cui cresciuto. Le teorie etologiche forniscono ampie
prospettive dal punto di vista dellevoluzione del comportamento, derivate
dallosservazione delle condotte infantili, studiando le gerarchie di dominanza,
lattaccamento e la cognizione. Tuttavia, le metodologie, una poca chiarezza nel concetto
di periodo sensibile per lapprendimento ne limitano la fruibilit per la psicologia dello
sviluppo. Inoltre, gli etologi hanno difficolt nello studiare linguaggio e pensiero astratto.

TEORIA DELLO SVILUPPO PERCETTIVO

Gibson si chiede: che cosa viene appreso, come si acquisiscono le informazioni, quali
azioni abbiano luogo e quali sono le conseguenze per la conoscenza. I bambini sono in
relazione con lambiente che li circonda, e percepiscono laffordance di un oggetto (la
possibilit che possa essere esperito). Attraverso la percezione, i bambini ricavano le
invarianze. Dal contesto, ricavano le informazioni necessarie ad adattarsi al contesto in cui
vivono e la percezione indirizza e stimola gli obiettivi da raggiungere. Lo sviluppo
percettivo quindi essenzialmente un incremento della percezione derivata
dallesperienza, che permette di ricavare le informazioni con pi efficacia anche
selezionando i punti su cui dirigere lattenzione. Uno dei punti di forza considerare
lessere umano come un corpo in movimento nel contesto ecologico.
MINITEORIE CONTEMPORANEE E APPROCCI EMERGENTI
Innatismo modulare: individua conoscenze specifiche per ogni dominio (linguaggio,
pensiero) delle quali ognuno dotato dalla nascita.
Sistemi dinamici: individuazione dei fattori rilevanti in un particolare momento evolutivo.
Psicologia critica: importanza della contestualizzazione culturale dei ricercatori.