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La poetica di pascoli anche detta poetica del fanciullino: egli sostiene che in ognuno di noi ci sia

un fanciullino musico (cio la tendenza poetica attiva), ma che questo si manifesti solo
nell'infanzia, prima che l'uomo venga a contatto con il dolore, la vita vera e dura, quindi prima
dell'et della ragione.
l'unico che pu mantenere viva la voce del fanciullino dentro di s anche in et adulta il poeta,
che tramite le analogie, riesce a descrivere la realt in momenti di illuminazione (abbastanza rari).

Il poeta quel fanciullino presente in un cantuccio dellanima di ognuno di noi, un fanciullino che
rimane piccolo anche quando noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, anche quando nellet pi
matura siamo occupati a litigare e a perorare la causa della nostra vita e meno siamo disposti a
badare a quellangolo danima. Esso arriva alla verit non attraverso il ragionamento ma in modo
intuitivo ed irrazionale, guardando tutte le cose con stupore, con aurorale meraviglia, come fosse
la prima volta: Fanciullo, che non sai ragionare se non a modo tuo, un modo fanciullesco che si
chiama profondo, perch dun tratto, senza farci scendere a uno a uno i gradini del pensiero, ci
trasporti nellabisso della verit. Anche la poesia deve essere spontanea e intuitiva, come intuitivo
appunto il modo di conoscere e di giudicare dei fanciulli. Dunque rifiuto della ragione e
riconosciuto il fallimento del Positivismo.
Come nel mito platonico del Fedone esiste dentro di noi un fanciullino che nell'infanzia si confonde
con noi, ma, anche con il sopraggiungere della maturit, non cresce e continua a far sentire la sua
voce ingenua e primigenia, suggerendoci quelle emozioni e sensazioni che solo un fanciullo pu
avere.
Spesso, per, questa parte che non cresciuta non viene pi ascoltata dall'adulto. Il poeta invece
colui che capace di ascoltare e dare voce al fanciullino che in lui e di provare di fronte alla
natura le stesse sensazioni di stupore e di meraviglia proprie del bambino o dello stato primigenio
dell'umanit.
Il fanciullino prova sensazioni che sfuggono alla ragione, ci spinge alle lacrime o al riso in momenti
tragici o felici, ci salva con la sua ingenuit, sogno, visione, astrazione. come Adamo che d
per la prima volta il nome alle cose e scopre tra esse relazioni e somiglianze ingegnose, che nulla
hanno a che vedere con la logica della razionalit. Il nuovo si scopre, non si inventa, la poesia
nelle cose, anche nelle pi piccole.
La poesia ha un compito civile e sociale: il poeta in quanto tale esprime il fanciullino ed ispira i
buoni e civili costumi e l'amor patrio, senza fare comizi, senza dedicarsi alla politica nel senso
classico, ma solo grazie al suo sguardo puro ed incantato.