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IL FANCIULLINO di PASCOLI - attività

Giulia, Sara d. e Zaira

1. Sottolineate le frasi chiave.

È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano
che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi.

[...] senza lui, non solo non vedremmo tante cose a cui non badiamo per solito, ma
non potremmo nemmeno pensarle e ridirle, perché egli è l'Adamo che mette il
nome a tutto ciò che vede e sente.

Il poeta vero [...] è, come si dice oggi, socialista, o come si avrebbe a dire, umano.

Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno
avrebbe detta. [...] Egli non trascina, ma è trascinato; non persuade, ma è
persuaso.

La poesia consiste nella visione d'un particolare inavvertito, fuori e dentro di noi

2. Scegliete tre frasi chiave e spiegate perché vi hanno colpito.

È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano
che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi.→ rivalutazione
dell'idea della figura del fanciullo. Il fanciullo non è più visto come una creatura
indifesa e dipendente da altri, ma è la forza creatrice che sta dietro alla potenza
poetica e alla scoperta della realtà.

[...] perché egli è l'Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente. →
importanza della sensibilità del poeta e la scoperta del mondo in forme sempre
nuove. In questo senso c’è una nuova visione della figura di Adamo che non è più
l’uomo della tradizione, la figura biblica, ma la rappresentazione vera e propria del
fanciullino

Egli non trascina, ma è trascinato; non persuade, ma è persuaso. → figura di un


poeta non autoritario ma introspettivo verso ciò che lo circonda e i suoi lettori

3. Di cosa è simbolo il fanciullino?

Il fanciullino è simbolo dell’interiorità del poeta, di conseguenza da vita alla poesia


caratterizzata da immaginazione, ingenuità e stupore nei confronti della realtà,
Grazie a ciò si riesce a creare un rapporto magico con la realtà.

4. Qual è la funzione della poesia secondo Pascoli?


La funzione della poesia è indagare, tramite sensi, le connessioni all’interno della
realtà. Deve essere una poesia spontanea e disinteressata, con l’obiettivo di
risvegliare il fanciullo che è dentro ai lettori, riuscendo così a migliorare e
rigenerare la realtà.

“Così la poesia, non ad altro intonata che a poesia, è quella che migliora e
rigenera l'umanità, escludendone, non di proposito il male, ma naturalmente
l'impoetico. Ora si trova a mano a mano che impoetico è ciò che la morale
riconosce cattivo e ciò che l'estetica proclama brutto”

5. Per quali ragioni gli uomini spesso non avvertono dentro di sé la


presenza del “fanciullino”?
Gli uomini spesso non avvertono il loro fanciullino interiore perché sono corrotti
dalle convenzioni sociali, dalla civiltà, e per questo nascondono la loro natura
spontanea ed istintuale.

6. Con quale visione della poesia è in aperta polemica Pascoli?


Pascoli è in aperta polemica con la visione Rinascimentale della poesia, ovvero
una visione civile e patriottica, piena di retorica e che non permetteva agli uomini di
percepire la vera realtà. Infatti nel testo utilizza il riferimento all’elmo di Scipio, per
alludere alla decadenza dei valori della tradizione, contrapposti alla realtà della
natura, tramite il riferimento ai “tremolii delle libellule” .

“Ma gl'italiani abbarbagliati per lo più dallo sfolgorio dell'elmo di Scipio, non
sogliono seguire i tremolii cangianti delle libellule”

7. Come si può collegare la poetica del Fanciullino a quella espressa


da Baudelaire e da Rimbaud? Considerate la Lettera del veggente di
Rimbaud; Corrispondenze, l’Albatro e Caduta d’aureola di Baudelaire
e individuate analogie e differenze.

In tutti questi testi emerge la sensibilità tipica dei poeti decadenti: il loro Io deve
emergere dai valori morali e sociali che lo costringono a nascondersi, proprio come
espresso da Pascoli nel fanciullino e da Baudelaire nell’Albatro e in Caduta
d’aureola. Inoltre si riflette sul rapporto fra poesia e natura, un rapporto stretto e
personale che va ad indagare la realtà più profonda e le “corrispondenze” tra i vari
fenomeni. Secondo Baudelaire il poeta è consapevole che nell’individuo esiste sia
il bene sia il male e di conseguenza non può insegnare agli altri; anche in Pascoli
si ha una concezione di un poeta che non deve persuadere, ma piuttosto deve
essere persuaso. Una differenza tra Pascoli e Baudelaire sta nel modo di vedere
come vivere la vita, l’uno nel nido familiare e l’altro in balia della devianza e della
sregolatezza.
Per tutti e tre i decadentisti, il poeta è da considerare un veggente in quanto
attraverso una riflessione intensa e profonda che va aldilà dei sensi, dice tutto ciò
che gli altri “avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta”.

8. In che modo particolare la poesia per Pascoli può avere valore


sociale?

Per Pascoli la poesia ha valore sociale in quanto riesce a ridestare il fanciullo


presente negli altri uomini, e può dare visibilità ad elementi umili che normalmente
verrebbero trascurati dalla sensibilità comune.
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