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Il meccanismo fono articolatorio

Il meccanismo fono-articolatorio coinvolge sia organi dellapparato respiratorio che


organi dellapparato digerente. Laria accumulata nei polmoni con linspirazione viene
sospinta verso lalto dal movimento diaframmatico, sale lungo i bronchi e la trachea,
passa per la laringe, giunge alla glottide, dove ci sono le pliche vocali, attraversa la
faringe e raggiunge la cavit orale, superando il velo del palato, che, se abbassato,
pu deviare parte del flusso daria anche nelle cavit nasali, producendo cos un suono
nasale sonoro. Nella cavit orale gli organi articolatori assumono diverse
configurazioni che contribuiscono alla produzione dei diversi suoni vocalici e
consonantici.
Il meccanismo laringeo
Il meccanismo laringeo consiste in una serie di cicli di apertura e chiusura della
glottide. Laria incontra come ostacolo le pliche vocali e si pone a ridosso della glottide
producendo una pressione sub-glottidale. Quando questa maggiore della forza
muscolare, la glottide si apre; dopo la prima fuoriuscita daria, la pressione subglottidale diminuisce e le pliche si richiudono. Nella normale fonazione si danno diversi
cicli di apertura/chiusura delle pliche vocali che determinano una vibrazione, I foni
prodotti con attivazione del meccanismo laringeo sono le vocali e le consonanti
sonore.
Come possono essere classificati i suoni linguistici
I suoni linguistici possono essere classificati in base a vari parametri. La prima
distinzione tra suoni vocalici (prodotti senza alcun tipo di ostruzione orale) e
consonantici. I foni vocalici (sempre sonori) sono classificati in base ai movimenti della
lingua lungo lasse orizzontale antero-posteriore (anteriori, centrali e posteriori) e
verticale alto-basso (alti, medio-alti, medio-bassi, bassi). Per esempio, la vocale /i/
una anteriore alta. I foni consonantici sono classificati per: sonorit (sonori/sordi a
seconda dellattivazione o meno del meccanismo laringeo); modo di articolazione
(occlusivi, fricativi, affricati, nasali, laterali, vibranti, approssimanti), in relazione al tipo
e grado di ostruzione prodotta nel cavo orale; luogo di articolazione (bilabiale,
labiodentale, dentale, interdentale, alveolare, pre/medio/post-palatale, velare, uvulare,
faringale, glottidale), in relazione al punto in cui si produce lostruzione. Per esempio,
la consonante /p/ una occlusiva, bilabiale, sorda; la consonante /n/ una nasale
alveolare, e cos via .

I modi di articolazione
I modi di articolazione costituiscono diverse modalit di articolazione dei suoni,
classificate e definite in base al tipo e grado di ostruzione del cavo orale conseguenti
alle configurazioni degli organi articolatori. Lostruzione maggiore determinata
dallocclusione che comporta una chiusura completa del cavo orale in un qualche
punto, alla quale segue una fase di esplosione, cio di fuoriuscita di aria improvvisa e
rumorosa (modo occlusivo). Unostruzione di grado inferiore, in cui gli organi
articolatori si avvicinano in qualche punto determinando la formazione di un canale
molto stretto attraverso cui laria fuoriesce producendo attrito, detta frizione (modo

fricativo). La sequenza di una fase di occlusione e di una di frizione determina una


affricata (modo affricato). Labbassamento del velo palatino permette un passaggio
daria nella cavit nasale (oltre che in quella orale, determinando unarticolazione
nasale (modo nasale). Rapide e ripetute fasi successive di occlusione e rilascio
determinano una vibrazione (modo vibrante). Unostruzione centrale, costituita dalla
posizione tesa della lingua, che lascia aperti i canali tra lingua e guance, determina
unarticolazione laterale (modo laterale). Infine, un avvicinamento poco pronunciato
degli organi articolatori in qualche punto lascia laria libera di filtrare senza produrre
rumore alcuno e determina unarticolazione approssimante (modo approssimante),
intermedia tra la modalit vocalica (completamente libera) e lostruzione consonantica
(per questo le approssimanti sono dette anche semi-vocali o semi-consonanti).

I suoni vocalici
Le vocali si definiscono e classificano rispetto alle posizioni della lingua allinterno
del cavo orale, lungo due assi perpendicolari. Ci sono vocali alte, medie e basse,
rispetto allasse verticale, anteriori, centrali e posteriori, rispetto allasse orizzontale.
Inoltre le vocali possono essere arrotondate o non arrotondate se sono accompagnate
o meno da protrusione delle labbra.

Fonazione articolazione e coarticolazione


Per fonazione si intende la produzione di suoni (qualunque tipo di suoni) da parte
dellapparato fonatorio nel suo complesso. Per articolazione si intende la produzione di
suoni linguistici (foni) distinti attraverso particolari assetti degli organi articolatori del
cavo orale. Per coarticolazione si intende la produzione di suoni in una sequenza
continua (non isolati), che comporta modificazioni di ogni articolazione in conseguenza
dellarticolazione di foni adiacenti.

Trascrizione fonetica e traslitterazione


La trascrizione fonetica ricorre ai simboli dellalfabeto fonetico al fine di rappresentare
la forma fonica di una parola, di un enunciato o di un fono. La traslitterazione consiste
invece nel rendere una data parola o enunciato in un sistema grafico differente
rispetto a quello di partenza. Ad esempio si parla di trascrizioni di parole greche o
arabe (sistema grafico di partenza) in alfabeto latino (sistema grafico di arrivo). Nella
traslitterazione non il valore fonetico degli elementi grafici che viene tenuto in
considerazione, quanto piuttosto la corrispondenza tra le unit grafiche dei due
sistemi presi in esame.
Assimilazione
Lassimilazione fa parte della fonetica soprasegmentale e rappresenta uno degli effetti
della coarticolazione. Si ha assimilazione vocalica o consonantica quando un modo o
luogo di articolazione viene esteso da un fono ad un altro, e pi precisamente da un
fono a quello che lo segue (assimilazione progressiva) o da un fono a quello che lo

precede (assimilazione regressiva). Nel primo caso potremmo avere, ad esempio, la


sonorizzazione del fono /s/ in /z/ nel plurale inglese dopo una consonante sonora. Un
esempio del secondo caso, invece, la velarizzazione del suono /n/ in // se seguito da
velare.

Fonetica e fonologia
La fonetica studia la sostanza dellespressione, cio il materiale fonico articolato
dal parlante. Si divide in articolatoria (studia il modo di produrre e articolare i suoni
linguistici), acustica (studia il canale di trasmissione dei foni) e uditiva (studia la
ricezione dei foni). La fonologia studia la forma dellespressione, e si pone al livello
astratto della langue. Essa si occupa dellorganizzazione dei foni in un (ciascun)
sistema linguistico e del loro funzionamento come elementi distintivi della lingua
(fonemi). A livello fonetico si possono dare delle distinzioni che non sono per
pertinenti a livello fonologico, come quella tra [n] dentale e []velare in italiano che
non sono elementi distintivi del sistema. Al contrario /p/ e /b/ sono suoni diversi ma
anche elementi distintivi, quindi fonemi.
Fonema fono e allofono
Il fonema la pi piccola unit di II articolazione e non reca significato. Il fonema
appartiene al livello astratto della lingua, mentre il fono la realizzazione concreta di
un fonema. Lallofono una variante libera o combinatoria di un fonema, es. livello
fonologico astratto /s/, livello fonetico concreto [s] e [z]. Le fricative alveolari sorde e
sonore sono le realizzazioni concrete del fonema italiano /s/, ma sono anche due
allofoni di uno stesso fonema.

Allofoni in distribuzione complementare


Gli allofoni in distribuzione complementare sono varianti combinatorie di un
fonema, cio varianti fonetiche parzialmente diverse che si producono in dipendenza
da un particolare contesto: combinatorie vuol dire infatti che ognuna appare
obbligatoriamente in una determinata combinazione di foni. Ad esempio, davanti ad
una consonante velare /k/ o /g/ un fono nasale sar necessariamente velare []
(/akora/), davanti ad una consonante labiodentale sar necessariamente
labiodentale [] (/ivrno/): diremo allora che [] e [] sono varianti combinatorie
del fonema /n/.
Coppia minima
Una coppia minima formata da due parole di significato diverso che differiscono
per un solo fonema (es. pala/palla, tanto/tasto, tanto/canto; in inglese, invece, [ip] e
[i:p]). Il concetto di coppia minima alla base di una delle 3 regole di Trubeckoj per
riconoscere i fonemi di una lingua.
Morfema e allomorfo

Un morfema lunit pi piccola della lingua dotata di significato. Lallomorfo la


realizzazione concreta del morfema. Infatti, il morfema collocato a livello astratto, di
langue, mentre lallomorfo a livello concreto, di parole. Es: -s il morfema utilizzato
per la formazione del plurale in inglese, ma rappresentato nel concreto da 3
allomorfi (-sz iz).
Allomorfia e suppletivismo
Si ha allomorfia quando 2 morfi hanno forma simile e stesso significato; si dice
allora che 2 morfi sono allomorfi dello stesso morfema, come, ad es, [re-] e [ri-]
in reintegrare e rientrare. Il suppletivismo si differenzia dallallomorfia perch tra i 2
morfi intercorre esclusivamente una relazione semantica, mentre la forma
completamente
differente,
come,
ad
es., idrico (idr-), acquatico (acqu-); ippico (ippic-), cavalleria (cavall-).
Morfema libero e legato
Un esempio di morfema libero la parola inglese boy (ragazzo), che pu occorrere da
sola perch dotata di significato proprio, mentre il suffisso -s che in inglese serve per
formare il plurale dei nomi, morfema legato, in quanto non pu occorrere da solo.
Sincretismo

Si parla di sincretismo quando all'interno di un paradigma due (o pi) celle


diverse, corrispondenti a diversi valori delle stesse categorie grammaticali,
hanno lo stesso significante. il caso delle tre persone del singolare del
congiuntivo presente in italiano, ad esempio del verbo dire: che io dica, che
tu dica, che egli dica, le quali nonostante abbiano forma uguale sono usate per
indicare rispettivamente la prima, la seconda e la terza persona (cfr. indicativo
presente: io dico, tu dici, egli dice).

Composti esocentrici ed endocentrici

Un composto endocentrico quando la testa nel composto (es:capostazione=


capo la testa del composto). Un composto esocentrico quando privo di testa
(es:dormiveglia= il dormiveglia non n un dormi, n un veglia)..
Accordo e reggenza
Laccordo (o concordanza) una relazione che si instaura tra due o pi parole,
allinterno di una frase, che esprimono la stessa o le stesse categorie flessionali.
Ad
esempio: La bella casa;
I
ragazzi
(plur.)
corrono
(plur).
La reggenza una relazione morfologica e sintattica in base alla quale, allinterno di
una frase, una parola richiede obbligatoriamente che le parole con cui ha un rapporto
sintagmatico
abbiano
una
determinata
forma.
Ad esempio: il verbo comprare richiede obbligatoriamente un complemento oggetto

(es. Compro un libro); in russo il verbo "spraivat`" (domandare per sapere) richiede
che il nome che segue sia al caso genitivo e preceduto dalla preposizione "u".