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Hatshepsut

ed i suoi
monumenti
a Tebe

Deir el Bahari

Il tempio di Hatshepsut
Vicino alle rive del Nilo, attraversando il fiume da Tebe, stato trovato un tempio a tre terrazze
sotto tonnellate di sabbia decine di secoli dopo la sua costruzione. Il tempio una costruzione
simile al tempio funerario di Mentuhotep II, e fu edificata a fianco della struttura pi antica della
undicesima dinastia. Questo tempio di Hatshepsut di gran lunga pi esteso di quello di
Menuhotep: larchitetto suo disegnatore era Senmut, amante della regina, membro della sua corte
con pi di 20 titoli altisonanti. Senmut disegn il tempio con file di colonnati che riflettono la
struttura ripetitiva a rilievi verticali e strati orizzontali delle rocce ceh gli fanno da sfondo. In questo
modo il tempio stesso un incomparabile esempio di architettura in armonia con la natura.
Il tempio dedcato ad Amon e Hathor, presunti genitori mitici di Hatshepsut, sebbene ci siano
cappelle dedicate ad altri dei, come Anubi, il dio dellimbalsamazione. Il santuario si appoggia al
fianco della montagna.
Due rampe connettono I tre livelli,
ed ad entrambe i lati della rampa
pi bassa cerano piscine con
papiri a forma di T.
A livello del terreno cerano delle
sfingi degli alberi fragranti di
essenze esotiche provenienti
dalla terra di Punt.
Le sfingi avevano le fattezze di
Hatshepsut
ed
ella

rappresentata anche come un


leone in alcuni rilievi nel tempio.
Sebbene essa non avesse nessun nemico specifico, essa spesso raffigurata mentre ghermisce
gli avversari e cattura gli uccelli del male con la rete. Inoltre le pareti del tempio documentano la
concezione divina di Hatshepsut, il suo voto di fiducia dato da suo padre, I suoi sforzi per riparare I
danni inflitti dagli invasori Hyksos, la spedizione nella terra di Punt e lerezione dei colossali
obelischi al tempio di Karnak.
Dal momento che la costruzione del
complesso dur circa ventanni, le pareti
erano come pagine bianche di un libro,
riempite man mano che il suo regno
progrediva.
Al tempo in cui la struttura fu completata
Hatshepsut probabilmente ebbe poco
tempo per godersela come faraone.
Sebbene Senmut in origine avesse
pianificato di essere sepolto nel tempio, la
tomba di Hatshepsut era destinata a essere
situata in un altro posto.

Allo stesso modo di suo padre, Tuthmosi I, pens che realizzare un tempio cos grandioso fosse
un posto troppo ovvio per seppellirvi preziosi manufati senza prezzo, e cos la tomba di Hatshepsut
fu realizzata in segreto.
Ineni, larchitetto della tomba e del tempio di Tuthmosi I, si definiva orgoglioso del fatto che egli era
lunico a conoscere la locazione della tomba del suo padrone. I 100 schiavi che parteciparono
alla costruzione della sepoltura, secondo Otto Neubert, furono uccisi dopo il progetto per
conservare il segreto. Se questa tecnica brutale fu usata nel caso di Hatshepsut non dato
conoscere, ma abbastanza opinabile. Il pi grande nemico della regina non furono i ladri di
tombe, ma il suo stesso nipopte, che non ebbe problemi a trovare la suo tomba, non importa
quanti schiavi fossero stati uccisi.
Per il lavoro di Senmut, egli fu ricompensato splendidamente, e fu messo in grado di costruire una
sepoltura per se stesso non lontana dal tempio di Hatshepsut, tombe nella quale fu sepolto il suo
entourage e la sua famigila, e perfino la sua scimmietta preferita e i suoi cavalli. Sua madre
Hatnofer fu sepolta pure l accanto. Attorno al collo di sua madre stata trovata una collana con
scarabei, secondo la prescrizione del Libro dei Morti. Sul retro del pendente era scritto :
Hatnofer dice : cuore di mia madre, cuore di mia madre ! Non ergerti contro di me nel
consiglio [dei giudici]. Non fare azione di opposizione contro di me davanti al guardiano
della bilancia [del giudizio]. Tu sei la mia forza vitale nel mio corpo, il mio cretore cha ha
reso salde le mie membra. Quando andrai nel bel posto verso cui ci stiamo dirigendo, non
fare che il mio nome puzzi sgradevolmente alla corte dei Viventi, cos che io passi indenne
per noi e per la giuria e cos che il giudice sia contento. Non raccontare falsit contro di me
davanti al Dio, guarda: la tua [stessa] reputazione ne coinvolta.
Sebbene soggetto agli atti vandalici da parte dei nemici di Hatshepsut e sepolto dalla sabbia per
secoli, il capolavoro di Senmut non ha perso il suo splendore. E unincredibile espressione del
potere assoluto di un faraone, donna o uomo che fosse.

Pendente di Hatnofer

Deir El Bahari
Localit di Tebe Ovest , dove si trovano i templi funerari dei faraoni Montuhotep II,
Hatshepsut e Thutmosi III. La particolare disposizione dei templi, appoggiati alle parete
rocciosa retrostante, ne rende la visione suggestiva.

Il tempio di Montuhotep
Il tempio di Montuhotep II era circondato da un muro di recinzione e
l'ingresso era fiancheggiato da due statue sedute del faraone, con ai
lati altre statue del sovrano in posizione eretta. Nel cortile d'ingresso
si trova una rampa discendente che conduce a una cripta, cenotafio
dedicato alla risurrezione del faraone come Osiride ; all'interno della
cripta sono stati scoperti un sarcofago vuoto e una statua policroma
del re avvolta in bende. Una rampa processionale fiancheggiata da
pilastri conduce dal cortile alla terrazza superiore: questa presenta a
sua volta una serie di pilastri che circondano su tre lati una struttura
centrale, che poteva costituire la base di una piramide, oppure una
struttura tipo mastaba. Sei cappelle per il culto delle mogli e della
famiglia del re si trovavano nell'angolo ovest della recinzione. Nella
parte retrostante il santuario durante la XVIII dinastia (1543-1292
a.C.) venne scavata una cappella dedicata alla dea Hathor;
all'interno, insieme alla statua della dea raffigurata come una vacca,
si trovava una statua del faraone. Il tempio di Montuhotep I fu in
parte smantellato al momento in cui la regina Hatshepsut inizi la
costruzione del tempio adiacente.

Il tempio di Hatshepsut
Il tempio di Hatshepsut ben conservato e in parte riprende la struttura del tempio
adiacente. L'edificio si innalza su tre livelli, e i due inferiori sono preceduti da ampi cortili.
Al livello inferiore si trova un colonnato: sul lato settentrionale vi sono raffigurazioni della
regina che nell'aspetto di sfinge calpesta i nemici; sul lato meridionale sono raffigurate
scene relative al trasporto di due grandi obelischi dalle miniere di Assuan tramite battelli.
I rilievi di questo colonnato, come in
generale di tutto il tempio, sono stati
danneggiati
per
ordine
del
suo
successore Thutmosi III, quando sal al
potere. I rilievi della parte settentrionale
della seconda terrazza sono su due livelli.
Quello inferiore rappresenta il mitico
concepimento di Hatshepsut, per cui sua
madre Ahmose riceve il segno della vita
dal dio Ammone, celatosi sotto le spoglie
del faraone Thutmosi I, e in una scena
successiva il dio Khnum modella i corpi
della regina e del suo ka sulla ruota da
vasaio. Sul livello superiore raffigurata
l'incoronazione di Hatshepsut. Sul
colonnato meridionale rappresentata la
spedizione nel paese di Punt ordinata
dalla regina: le imbarcazioni sono piene di
prodotti di questa terra esotica, tra cui
giraffe, alberi d'incenso e avorio. Sono
anche raffigurati il signore di Punt e la
regina, rappresentata in tutta la sua
enorme grassezza, e le capanne abitate
dalle popolazioni di tale paese.
La scena successiva mostra il ritorno della
flotta egizia con gli alberi d'incenso. La
terrazza superiore presenta statue della
regina raffigurata come Osiride, mentre le
pareti riportano raffigurazioni della Festa
della Valle, a cui partecipano Hatshepsut e
Thutmosi III.
Al centro della terrazza
superiore si trova la cappella, dove
Hatshepsut, Thutmosi III e Neferura, figlia
della regina e moglie del faraone, sono
dipinti in adorazione degli dei. Un santuario
ad Hathor venne innalzato nella parte sud,
con scene in cui la regina allattata dalla
dea nel suo aspetto di vacca.
Nella parte nord venne invece innalzato un santuario ad Anubis. Negli anni recenti il
tempio di Hatshepsut stato oggetto di un'operazione di restauro molto spinto.

Altri monumenti
Il tempio di Thutmosi III si incastra tra i due templi citati, appoggiato sullo sperone
roccioso. di piccole dimensioni (50 x 50 m), ed in gran parte crollato. Questo tempio,
scoperto negli anni '60 da una missione archeologica polacca, era composto da un pronao
a pilastri, a cui seguiva una sala ipostila a est, mentre nella parte occidentale si trovava la
sala per la barca sacra e la sala per la tavola per le offerte. Tra le tombe della zona, da
segnalare quella di Senenmut, architetto del tempio della regina Hatshepsut e importante
personaggio di corte. La tomba consiste di un lungo corridoio e di una camera sepolcrale
in cui raffigurato il proprietario; sul soffitto della camera vi sono raffigurazioni
astronomiche. L'altra tomba notevole, bench inaccessibile, il nascondiglio in cui nel
1881 vennero ritrovate le mummie di faraoni e regine del Nuovo Regno (tra le prime quelle
di Thutmosi III, Sethi I e Ramesse II), l riunite dopo il saccheggio delle loro tombe.

The Red Chapel of Hatshepsut and Tuthmosis


III
at KARNAK
by Mark Andrews

When archaeologists rebuilt the White Chapel of Senusret I in the Open Air Museum at Karnak on
the East Bank of Luxor (ancient Thebes), it took many years to carefully arrange the layout of the
structure like a big jigsaw puzzle on paper.
In 2001, when the Supreme Council of Antiquities decided
to rebuild the Red Chapel of Hatshepsut (18th Dynasty) in
the Open Air Museum, the process, like all of our modern
lives, happened much quicker (though still a number of
years), as they fed the architectural elements of the
building into a computer. The results are splendid.
What really sets the small monuments, such as the White
and Red Chapels, in the Open Air Museum apart is their
very well preserved state.
When the Pharaoh, Amenhotep III decided to enlarge the temple at Karnak by adding a new
facade in the form of two entrance pylons, he pulled down many monuments which he no longer
thought relevant, putting their stone sections in the core of the structure. This was the Third Pylon
at Karnak.
At the end of the 19th century, a large part of the massive Third Pylon of Amenhotep III at Karnak
toppled over during an earthquake. Then, in 1924, the director general of the Egyptian Antiquities
Service, Pierre Lacau, ordered his director of works at Karnak, Henri Chevrier, to repair the
structure.
He had to completely dismantle it in
order to do so, and in the process, he
discovered some 951 blocks that
belonged to a total of eleven different
structures used as fill within the pylon.
Though many of these blocks were
damaged, their encasement in mortar in
the pylon preserved their inscriptions and
decorations.
Chevrier was responsible for reconstructing the White Chapel of Senusret I many years ago, but
the blocks from the Red Chapel of Hatshepsut remained dismantled until the 21st century.
The Red Chapel of Hatshepsut was a barque shrine, as we believe was the White Chapel of
Senusret I, built with a base and doorways of black granite (or more properly, gray diorite) with
walls of red quartzite, from the quarry known as Djebel Akhmar, or "red mountain". Of course, the
latter stone explains why the shrine is known as the Red Chapel. Actually, the natural color of the
red quartzite varies, so the ancient craftsman painted all the block a uniform red color. It was
probably begun about four years before Hatshepsut's death in about 1483 BC, and her nephew
and successor (as well as defacer), Tuthmosis III may have continued work on the chapel, but
never finished it.

The chapel, which set at the heart of the Karnak complex


originally, was probably built to replace the earlier alabaster
structure of Amenhotep I. It may have originally rested
between her two obelisks in the temple, though this is by no
means certain.
For many years the blocks from Hatshepsut's chapel were
displayed on low stone bases where visitors could wonder
along the blocks and see the exquisite reliefs, carved on both
sides, at close quarters. However, in 1997 a decision was
made to reconstruct the shrine.
This work, actually begun in March, 2000, is now complete
(early in 2002). It was undertaken by the Franco Egyptian
Center, directed by Francois Larche, with the support of the
Supreme Council of Antiquities (SCA). The project was
funded by the Accor Company, a consortium that holds about
30 percent of the hotel capacity in Luxor (as of 2002).
The blocks, numbering about 315, were studied to work out their original order. This was not an
easy process. Unusually, most of the blocks contained a complete scene, and therefore do not
overlap on to adjacent blocks. In fact, they never overlap on the horizontal joints. Some
researchers believe that, due to the way in which these decorations occur, that this was indeed the
first "prefabricated" building in history, with its decorations complete (though possibly not painted)
prior to the building's erection.
This of course made it extremely difficult to identify the sequence of blocks within the structure.
Also, about half the blocks were missing (some 40 to 45 percent), so modern blocks of stone cut
from the same material as the original were required. In some instances, modern brick was also
incorporated, which was then plastered over and carefully painted to match the original colors. In
order to assemble the building, apparently a study of the notches and dovetails in the blocks was
studied
This work resulted in a surprisingly large structure (over
seventeen meters in length and over six meters wide) which
now dominates the Open Air Museum.
It is a striking building with its black granite and red stone
walls. It has three doors at the same level and of the same
dimensions.
The structure is divided into two chambers, with a low plinth
in the larger of the two rooms that was used as a base for
the barque of the God Amun, who's image was carried in
procession between the temples of Karnak and Luxor during
the annual celebration that took place at the height of the
Nile Flood.
In the center of the chapel was apparently located a drain
for the waters used in absolution during the celebration.

The decorations of the chapel are particularly rich, with gold paint
filling the hollows of the engraving.
However, the only unfortunate aspect of this construction is that
now many of the inscribed blocks, with their major motif being
Hatshepsut and Tuthmosis III interacting with Amun-Min and
various other gods, as well as scenes from the Opet festival, the
dedication of the chapel, the establishment of the queen as ruler of
Egypt and the recording of nome divisions, are more difficult for
visitors to actually see since many of the carved scenes are high up
in the walls and not always oriented for viewing.
It has been suggested that a good pair of binoculars be taken along
for a visit if any serious study is intended.

Hatshepsut
(Maatkare) 1473-1458 B.C.
18th Dinastia

Figlia maggiore del re Thutmosis I, sposata al fratellastro Thutmosis II e tutrice del giovane
fratellastro-nipote Thutmosis III, Hatshepsut riusc in un modo o nell'altro a sfidare la
tradizione e a installarsi saldamente sul trono divino dei faraoni. Fu l'unica presenza
femminile nella storia ad essere rappresentata, sia come donna che come uomo, vestita
con abiti maschili, dotata di accessori maschili e addirittura della barba finta
tradizionalmente esibita dai faraoni.
Nonostante durante il suo regn l'Egitto
prosperasse, dopo la sua morte, si cerc con ogni
mezzo di cancellare il suo nome e la sua
immagine. I monumenti di Hatshepsut furono
abbattuti o usurpati da altri, i ritratti distrutti e il
nome cancellato dalla storia e dall'elenco ufficiale
dei re egizi. Ma qualcosa rimase: Manetone,
menzion un faraone donna, di nome Amense o
Amensis, come quinto sovrano della XVIII
dinastia. La regina Hatshepsut il monarca di
sesso femminile pi famoso che l'Egitto abbia mai
avuto in tutto il corso della sua storia. Infatti, al
contrario di come comunemente si crede, non fu
l'unica donna che riusc a governare lEgitto.
raffigurazione maschile

raffigurazione femminile

Per decenni questa regina stata definita come l'usurpatrice di un ruolo completamente
maschile e quindi la sua presa del potere viene interpretata come un atto che contrasta
fortemente con lo status quo. Studi recenti ha per dimostrato che uno degli elementi
chiave nei successi di Hatshepsut fu sicuramente lo sviluppo del ruolo della regina durante
la seconda met della XVII dinastia.

Hatshepsut era cresciuta nel palazzo del re, dove era stata
educata dagli scribi di corte. In quel periodo il palazzo del re
si trovava a fianco dell'entrata nord del tempio di Amon a
Karnak, dove oggi c il colonnato fatto costruire da
Tarharka nel cortile di Rameses II. Durante la sua giovent
Hatshepsut dovette vedere la morte dei suoi due fratelli
Ahmose and Wadjmose, e della sorella, Neferubity, anche
se non abbiamo nessuna informazione sulle cause di
queste morti.
Potrebbe essere dopo questi decessi che Thutmosi I
present sua figlia Hatshepsut alla corte e ne fece la sua
erede, come attesta una sua iscrizione che si trova nel suo
tempio funerario di Deir el Bahari.
Poi sua maest (Thutmosi I) disse a loro: "Questa mia figlia, Khnumetamon Hatshepsut possa lei vivere! - Io ho scelto lei come successore per il mio trono...lei diriger il popolo in
ogni parte del palazzo; lei vi guider. Obbedite alle sue parole, unitevi al suo comando." I
nobili reali, i dignitari e i capi del popolo sentirono il proclama della promozione della sua
figlia, il Re dellAlto e del Basso Egitto, Maatkara - possa lei vivere in eterno!"
Ma a questo punto, compare improvvisamente sulla scena un altro figlio del faraone,
Thutmosi, che fino ad allora non era mai stato nominato nelle iscrizioni ufficiali di suo
padre. E fu lui, non Hatshepsut a diventare faraone allo morte di Thutmosi I. Si pu
presumere che, per rinforzare i suoi diritti al trono, fu in questo periodo che si decise il suo
matrimonio con la sorellastra, Hatshepsut, che doveva avere qualche anno pi di lui. Ecco
un presunto albero genealogico della regina :

Si ipotizza che Hatshepsut lo spos appena prima o forse addirittura durante la sua
incoronazione, nellanno 1, il secondo giorno del mese di Akhet. Dopo la morte di
Thutmosi I il primo dovere del nuovo re e della sua energica sposa dovette essere la
sepoltura del loro padre. Il nuovo faraone doveva essere molto giovane. Una statua del re,
recentemente scoperta ad Elefantina lo rappresenta senza dubbio come un giovinetto, e il
fatto che non sia mai nominato come principe durante i trentanni del regno di suo padre,
suggerisce che avesse molto meno dei trentanni che Luc Gabolde gli attribuisce. Il visir
Ineni ha lasciato scritto che egli sal al trono come un falco nelluovo.
La stessa espressione che venne in seguito usata sia da Thutmosi III che da Amenofi III,
ed in entrambi i casi abbiamo la certezza della loro estrema giovinezza al momento di
diventare faraoni. Unaltra indicazione, per quanto poco attendibile, sulla sua giovent e
sulla brevit del suo regno ci data dal basso numero di eredi generati. Lunica figlia di

Hatshepsut, la principessa Neferura, era ancora neonata quando sua madre divent la
reggente di Thutmosi III, che risulta essere lunico figlio maschio di Thutmosi II e che era
anchegli solo un bambino quando sal al trono.

LA REGINA HATSHEPSUT
Estratto da Blumagazine anno III n. 9 - novembre 2002, a cura di Stefania Sofra.

Bench il suo nome non compaia nelle liste dei faraoni in quanto donna, Hatshepsut fu il faraonedonna pi famoso nella storia dell'Egitto, una donna che riusc ad esaudire il suo desiderio: essere
re dell.Egitto nonostante non fosse un uomo, poich la regalit nell.Antico Egitto era una
prerogativa maschile. E. vero che nell.Antico Egitto ci furono altre donne che divennero re prima e
dopo di Hatshepsut, ma solo lei govern per un lungo periodo, circa 22 anni, in un clima di pace e
grande prosperit, senza turbare l.equilibrio interno e con i paesi confinanti. Sappiamo che
nell.Antico Egitto le donne avevano molta autonomia, erano capaci di provvedere a se stesse,
potevano ereditare e gestire beni senza l.autorizzazione del marito o del padre, erano dunque
molto emancipate, ma per una donna diventare re dell.Egitto era un passo ambizioso che
contrastava fortemente con la mentalit egiziana.
Intelligente, abile e dotata di grande carisma, Hatshepsut apparteneva alla dinastia dei Thutmosidi
che governarono l.Egitto durante la XVIII dinastia, nel Nuovo Regno. Era una delle figlie di
Thutmosi I e della regina Ahmes, e quando il padre mor, rimase l.unica erede di sangue reale. Ma
era una donna e quindi al suo posto fu designato come erede Thutmosi II, suo fratellastro, il quale,
per rafforzare i suoi diritti al trono, la spos ed ebbero una figlia, Neferura. Thutmosi II mor poco
dopo senza lasciare figli maschi e fu cos scelto come successore al trono Thutmosi III, figlio di
una sua sposa secondaria. E Hatshepsut si vide ancora una volta derubare il trono che le
apparteneva di diritto in quanto era figlia del faraone Thutmosi I, moglie del faraone Thutmosi II e
portava i titoli di "figlia del re, sorella del re, sposa del dio e grande moglie del re..
Il re Thutmosi III era ancora un bambino e Hatshepsut divenne la sua tutrice: inizi un periodo di
coreggenza ma ben presto, fra il II e il VII anno del regno di Thutmosi III, Hatshepsut si
autoproclam faraone dell.Egitto, dandosi da sola il prenome .Maatkare., come se fosse gi stata
riconosciuta re, in attesa che il giovane Tuthmosi III avesse raggiunto l.et per governare. Ed ebbe
inizio il regno del faraone Hatshepsut che dur dal 1479 al 1457 a.C. Il suo fu un trono condiviso
col nipote: gli atti della regalit erano firmati da entrambi, nelle manifestazioni pubbliche
comparivano insieme cos come nei monumenti edificati da Hatshepsut, in una sorta di regalit
gemellata, al cui comando di fatto vi era per solo lei.
Questa regina stata definita come l'usurpatrice di un ruolo maschile ma in realt, sebbene
avesse compiuto un atto in contrasto con la mentalit ed il costume egiziano, Hatshepsut aveva
tutti i diritti per essere un re, poich era figlia del re Thutmosi I, sposa reale del re Thutmosi II e
tutrice del re Thutmosi III. E da subito si occup attivamente dello Stato intraprendendo una
spedizione navale nella terra di Punt, lungo l.odierna costa somala, terra da cui gli egizi riportarono
incenso e mirra da offrire al dio Amon, ma anche oro, avorio, ebano, legnami e animali.

Ad un certo punto Hatshepsut sent la necessit di avere una conferma ufficiale del suo potere,
voleva consolidare e ufficializzare il suo ruolo e lo fece attraverso il mito della teogamia, cio il
divino matrimonio tra un essere mortale e un Dio, dichiarando di essere figlia del Dio Amon e della
regina Ahmes. La teogamia era di fatto uno strumento politico e religioso per confermare il proprio
potere e l.eredit al trono. Ma il consenso Hatshepsut lo seppe conquistare anche con un'astuta e
inconsueta propaganda della propria immagine: dal momento della sua incoronazione infatti si
fece ritrarre secondo gli stereotipi maschili: con la barba rituale posticcia, la corona dei faraoni e il
gonnellino .shendyt.. Non era un espediente per nascondere la sua natura femminile, bens un atto
di ufficializzazione della sua carica di sovrano, prerogativa maschile. Fu l'unica donna nella storia
ad essere rappresentata, sia come donna che come uomo.
Al suo fianco ebbe validi collaboratori primo fra tutti Senenmut, un ufficiale dell.esercito, di umili
origini, che ricopr considerevoli incarichi alla corte di Hatshepsut sino a diventare il dignitario pi
importante, con un ruolo essenziale, fedelissimo della regina e tutore della figlia Neferure. Si
ipotizza che furono addirittura amanti e alcuni indizi ne sarebbero la prova, ad esempio il fatto che
Senenmut rimase celibe, cosa inusuale per un egizio, che sia rappresentato circa 70 volte nel
tempio della regina e soprattutto il fatto che Senenmut ottenne dalla regina il permesso di edificare
la sua sepoltura nei pressi di quella reale. Egli costru infatti la sua tomba a nord della spianata del
tempio di Deir el-Bahari e la camera funeraria si troverebbe proprio sotto la prima terrazza del
tempio di Hatshepsut : una vicinanza che testimonia l.intimit che doveva esserci tra Hatshepsut e
Senenmut.
Per Hatshepsut egli progett il grandioso tempio funerario a Deir el-Bahari che significa .il
convento del nord. per l.esistenza di un monastero copto che fu costruito li vicino e che oggi
ridotto a pochi ruderi. Gli egiziani invece lo chiamarono .Geser Geseru., cio .Il sacro dei sacri.. E.
una costruzione a terrazze, secondo il modello di un faraone precedente, Mentuhotep II, e si trova
sulla riva ovest di Tebe, nella montagna consacrata alla dea Hathor. Esso simboleggia il potere
raggiunto da Hatshepsut: un tempio splendido, intagliato nella falesia, in uno spettacolare
anfiteatro naturale di montagne rossastre, un autentico gioiello annidato tra le montagne, un
capolavoro nell.architettura egizia, un inno immortale alla grandezza di Hatshepsut.
Nel 1457 a.C., dopo 22 anni di regno, il 10 giorno del 2 mese della stagione di peret, Hatshepsut
a circa 55 anni scompare dalla scena e Thutmosi III a 37 anni diventa faraone. Non sappiamo cosa
sia accaduto poich nessun documento ne parla e la fine di Hatshepsut resta dunque avvolta nel
mistero. Fu uccisa, mor o si ritir a vita privata? Sul motivo silenzio totale. Di lei sono state
trovate due tombe: una in qualit di principessa e l.altra quando divenne re dell.Egitto, la KV20,
nella quale fu seppellita. Quando fu aperta la KV20 vi si ritrovarono solo poche vestigia del suo
corredo funerario e una parte del sarcofago della regina, ma sorprendentemente vi era anche un
altro sarcofago, quello del padre Thutmosi I, la cui mummia venne invece rinvenuta nel 1881
nella .cachette di Deir el-Bahari..
E la mummia di Harshepsut? In realt ancora non stata identificata, ma vi sono per ora due
mummie che riportano a lei e forse una di queste potrebbe appartenere effettivamente ad
Hatshepsut. Una mummia si trova nella Cachette di Deir el-Bahari, il nascondiglio dove vennero
portate dai sacerdoti della XXI dinastia mummie e corredi funerari dei maggiori faraoni, per evitare
le continue profanazioni.
Si ipotizza che questa mummia femminile possa appartenere ad Hatshepsut perch vicino al corpo
fu trovata una cassetta di legno che recava il cartiglio della regina e che conteneva il fegato, una
sorta di vaso canopo. La seconda mummia presa in esame venne ritrovata sul pavimento nella
KV60 scoperta da H. Carter: il corpo apparterrebbe ad una donna di mezza et, dai lunghi capelli
rosso-biondi, alta circa 1.55 m e con il braccio sinistro piegato sul petto, posa regale tipica delle
donne della XVIII dinastia, ed il fatto che nella stessa tomba venne rinvenuta la mummia attribuita
con certezza alla nutrice di Hatshepsut, ci riporta alla regina. Dunque due mummie che in futuro
saranno oggetto di esami pi approfonditi per capire se
una di esse sia davvero il corpo della regina Hatshepsut, o forse chiss, nessuna delle due.

Senza dubbio il pi grande dei misteri che ancora circonda la figura di H concerne la damnatio
memoria di cui fu vittima: la sistematica distruzione delle sue effigi, dei nomi e di alcuni testi relativi
a eventi ufficiali che la riguardavano. Una volont ben precisa di cancellare il ricordo di Hatshepsut
nel ruolo di faraone d.Egitto. I monumenti di Hatshepsut furono abbattuti o usurpati da altri, i ritratti
distrutti e il nome cancellato dalla storia e dall'elenco ufficiale dei re egizi. Il suo nome infatti non
inserito in nessuna delle liste ufficiali dei vari faraoni, quasi che non fosse mai esistita o non
avesse mai governato. Perch? Forse non le fu perdonato di essere faraone nonostante fosse una
donna, in un mondo dove le donne avevano un ruolo importante ma pur sempre secondario.
Eppure abbiamo traccia di Hatshepsut come re: Manetone, sacerdote egizio, menzion infatti un
faraone donna, come 5 sovrano della XVIII dinastia. Ma chi fu l.autore della damnatio memoriae?
Quasi certamente Thutmosi III, non per odio verso la zia, matrigna e tutrice, ma per rispetto della
tradizione egizia che voleva un uomo al potere. E si spiegherebbe cos perch sui monumenti che
raffigurano la regina come semplice sposa di Thutmosi II, il nome e l.immagine di Hatshepsut non
siano state cancellate.
Per circa 20 anni Hatshepsut regn incontrastata l.Egitto: bella, intelligente ed ambiziosa regina
incontrastata del suo paese. Nonostante l.alta carica di faraone dell.Egitto, Hatshepsut rimase
prima di tutto una donna rappresentata senza et n tempo, sempre giovane e bella, con gli occhi
a mandorla, il naso lungo, la bocca piccola con le labbra sottili, lo sguardo intelligente e imperioso
di colei che volle essere faraone.
Di Hatshepsut non rimangono lettere private, diari, memorie, ma solo pochi documenti ufficiali: fu
l.opera della regina a testimoniare la sua personalit, rispettosa degli impegni verso il suo paese e
degli interessi del nipote. Hatshepsut lasci per scritto un testo che sembra quasi predire il futuro
e che le rende merito:
Coloro che vedranno i miei monumenti negli anni futuri e che parleranno delle imprese che
io ho compiuto, stiano molto attenti prima di affermare che tutto ci non sia mai avvenuto o prima
di sostenere che si trattasse di un vanto; piuttosto dicano come tutto ci le sia attribuibile e di
quanto ella fosse degna del padre..

Il sepolcro di Hatshepsut
Il 2 febbraio 1903, sessanta metri a nord della tomba di Thutmosi IV, Carter trov una
pietra su cui c'era l'anello con il nome di Hatshepsut; in quel momento ebbe la
certezza di trovarsi di fronte alla sepoltura dell'eccentrica sovrana.
28 febbraio 1903. T. Davis annota: "Per conto del Museo del Cairo ho assunto il
controllo degli scavi diretti dall'ispettore alle Antichit Mr. Carter al quale sono molto
grato": L'apertura del sepolcro rupestre fu, dal punto di vista tecnico, una delle
imprese pi complicate mai affrontate dalla ricerca archeologica. Lungo 213 metri e
situato 97 metri sotto l'ingresso, l'intera sua lunghezza risult ostruita da macerie.
Impossibile, naturalmente, stimare in anticipo la lunghezza del corridoio.
Napoleone che aveva visitato la Valle dei Re nel 1799, trov la via per raggiungere
l'estrema dimora della regina e la fiss sulla carta della Valle da lui redatta con queste
parole: Commencement de grotte taille circulairement dans le roche (accesso a una
grotta tagliata a forma di cerchio nella . Il corridoio era caratterizzato da una curva
destrorsa; Napoleone ne fece mettere allo scoperto 26 metri, poi, vista nulla ogni
prospettiva, abbandon le ricerche.
Soltanto R. Lepsius, nel 1844, riprese i lavori dove Napoleone li aveva interrotti,
proseguendo per altri 20 metri. Poi anche questo archeologo capitol, parendogli che
agli alti costi corrispondessero troppo scarsi risultati. Le pareti erano nude, prive di
iscrizioni: praticamente impossibile prevedere dove il passaggio sarebbe sboccato;
inoltre, le macerie che ostruivano la sepoltura erano state cementate dalla pressione
e dall'acqua piovana; i colpi dei picconi non riuscivano a staccarne che piccole
quantit. Non era neppure possibile distinguere il materiale detritico, che aveva fatto
resa, dalla friabile roccia vera e propria; ci rendeva problematico per gli esumatori
sapere se fossero sulla strada giusta.
Fu per esattamente il cattivo stato del materiale rupestre che indusse la regina
Hatshepsut a farsi costruire un accesso sepolcrale cos "impossibile". Senza dubbio
la sovrana aveva voluto farsi scavare nella roccia un cunicolo di 80-100 metri. Ma, ad
appena 50, la roccia cominci a rivelarsi friabile, tenera, inadatta per rilievi e
iscrizioni. Tuttavia, un lavoro durato anni non poteva essere vanificato. Ella ordina
quindi che si scavasse in direzione diversa, nella speranza che il materiale rupestre
fosse migliore. I lavori di sgombero dei primi 50 metri non presentarono eccessive
difficolt: Lepsius aveva eseguito ottime operazioni preliminari. Carter s'imbatt in una
camera piena di detriti caduti e cadenti dalle pareti e dal soffitto.
Dal diario di Davis :" Giungemmo alla conclusione che quella non fosse la camera del
sarcofago, che non lo potesse essere; eravamo convinti che vi si trovasse un
passaggio, lungo il quale poter proseguire la discesa. Per individuarlo sarebbe stato
necessario liberare dalle macerie l'intero locale, cosa che avrebbe richiesto settimane
di fatica, e il nostro tempo era limitato. Carter ed io, decidemmo di far ricorso alla
monetina: se fosse risultato "testa" avremmo continuato a scavare verso destra:
Venne proprio "testa". Aperto un varco fino all'angolo, ci rendemmo conto che un
corridoio effettivamente proseguiva in discesa.

15 aprile 1903. Carter annota: " Incontriamo le prime difficolt. Lo strato roccioso
superiore in uno stato cos desolante, da farci temere un crollo da un momento
all'altro". A 100 metri di profondit, l'aria si fa sempre pi irrespirabile, il caldo sempre
meno sopportabile. Le candele, unici punti luce che consentono di lavorare,
cominciano a sciogliersi. Durante la pausa estiva viene predisposto l'impianto
elettrico: mediante una camera d'aria e una pompa aspirante viene immessa aria
fresca.
15 ottobre 1903. Riprendono i lavori. Carter scopre una seconda camera; forte
dell'esperienza recedente, continua a scavare: il vicolo, infatti, non si rivela cieco. La
luce elettrica rende meno pesante la fatica, ma l'afflusso d'aria fresca insufficiente:
gli uomini, e soprattutto i bambini che trasportano i detriti, vomitano, perdono
l'equilibrio. Escrementi di pipistrello vecchi di millenni cadono, al minimo movimento,
sotto forma di polvere scura. I nasi e le bocche degli operai sono appiccicosi. Carter
tenta di far proseguire gli scavi soltanto 2 o 3 volte la settimana. Tra la seconda e la
terza camera corre una distanza di 60 metri: misura 10 metri per 9 ed alta 4 e 40.
26 gennaio 1904. Carter convinto che anche questa camera, sebbene sia pi
grande delle prime due, non contenga il sarcofago. Esegue uno scavo-sondaggio in
diagonale e trova nell'angolo destro dei gradini: il sentiero continua a scendere. Il
cunicolo per molto pi stretto dei recedenti corridoi; suppellettili sepolcrali,
frammenti di vasi di pietra con i nomi di Ahmes-Nofretari, Thutmosi I e di Hatshepsut
indicano che la camera del sarcofago non pu essere lontana, ma testimoniano che
la tomba gi stata depredata.
12 febbraio 1904. Dopo essere passati attraverso la breccia di un muro, si ha la
certezza: si tratta proprio della camera funeraria pi importante. Il soffitto sostenuto
da 3 colonne. La volta alta 3 metri; gran parte di essa crollata; il mucchio di
macerie cos alto, che per passare bisogna strisciare, sebbene il locale misuri 11
metri per 5 e mezzo. Il sarcofago della regina al centro. E' vuoto. Il coperchio giace
sul pavimento, accanto a un altro sarcofago rovesciato e anch'esso vuoto; su di esso
il nome di Thutmosi I. Davis: "Quando, nel 1899,avevamo scoperto la sepoltura di
Thutmosi I, vi avevamo trovato anche il suo sarcofago. Nell'estrema dimora di
Hatshepsut, oltre alla bara di questa sovrana, rinvenimmo quella del primo Thutmosi,
il padre di lei (come testimoniava un'iscrizione).
L'eccentrica regina aveva certamente provveduto a far trasportare la di lui salma nella
propria tomba, per fargli dormire il sonno eterno in un nuovo letto di pietra.
Probabilmente vi era rimasto fino al 900a.C., allorch i sacerdoti - nel corso della crisi
tebana- avevano trasferito numerose mummie di re dai sepolcri originari nella Valle ai
nascondiglio prossimo al tempio di Der el-Bahari. Tra i cadaveri imbalsamati rinvenuti
nel 1881 c'era anche quello del primo Thutmosi; in quell'occasione furono trovati
inoltre: una cassa di legno decorato con il nome della regina contenente un fegato
mummificato e due cadaveri femminili privi di involucri, di bare e senza alcuna
indicazione di nome.
Carter credette fino all'ultimo che dalla camera del sarcofago un altro passaggio
conducesse ancora pi in basso. Per dimostrarlo, dovette sgomberare tutte le
macerie, una fatica ingrata che dur fino a tutto marzo. Fu cos che rinvenne 15
tavolette calcaree, scritte in rosso e nero e contenenti parecchi capitoli del Libro dei
Morti. Chiaramente dovevano essere servite agli artisti per gli schizzi nella camera

funeraria principale. Ma le decorazioni non erano state eseguite, essendosi le pareti


rocciose rivelate tanto friabili da rendere vano ogni tentativo. Dalla massa di detriti
vennero alla luce solo vasi, coppe e giare di diorite, d'alabastro e di calcare cristallino,
la testa e i piedi di una grande statua lignea impeciata, pezzi di sarcofaghi di legno
carbonizzati insieme con piccoli scrigni e lavori di intarsio.

Piantina dell'ingresso della tomba

Piantina della tomba.

The Cartouche of Hatshepsut


Hatshepsut's full name, according to an account by Edouard Naville, is composed of four parts.
The first, her "standard" name, is "she who is rich, powerful through her 'ka's, her doubles." The
second, read as nebti refers to the pharaoh's dominion over both East and West.
The third is her "Horus" name, reading "The divine one in her risings". Finally, her name continues
with two cartouches, the first reading Kamara, the "true double of Ra". The second cartouche has
no holy meaning but instead reads her name given at birth, "Hatshepsut".
Thus her full name, as inscribed on her "great
seal", was
the Horus, mighty by his Kas, the lord of East
and West abounding in years, the good
goddess, the pious lady, the golden falcon,
divine in her rings, the King of Upper and Lower
Egypt, Kamara, the daughter of Ra, Khnumit
Amon, Hatshepsut."
It is interesting to note the disparity in her sex
identity from the beginning of her name to the
end. Whether the mistakes of scribes and
artists, or difficulties in Egyptian written
language, or simply the inability of Egyptians to
reconcile the words "female" and "pharaoh" as
referring to the same person, the representation
of Hatshepsut as both female and male in
hieroglyphs and statuary appears in work done
throughout her reign.
Naville believed there was more reasoning used to determine the sex of
representations of Hatshepsut. He believes she was perfectly content being
sculpted as a woman while she was queen, but as soon as she took the
throne, she took a man's image in her statuary. Because so few would
understand the written word, she was not as adamant taking the male gender
in written accounts of her reign.

Poetry in her name


These poems are taken from Hatshepsut, Speak to Me by Ruth Whitman [Wayne SU Press,
Detroit: 1992]

HATSHEPSUT:
When I was six
my father Thutmose the First
lifted me up to sit beside him
on his throne of Amen.
He said, Flower of Egypt,
you will be a ruler.
He took me with him on his royal barge
down the Nile to Memphis, to Sakkara,
to Giza, to see my kingdom.
He said to the farmers and nobles
crowding the water steps
This is my goddess daughter Hatshepsut
who will be crowned with the crown
of Upper and Lower Egypt
when she becomes a woman.
I knew that Amen-Re, Lord of Thebes,
King of Karnak, took my father's form
and came down to my mother, Ahmose,
as she slept in the beauty of her palace.
She woke at the fragrance of the god
and rejoiced at the sight of his beauty,
and he went into her and his love
came into her body. And my mother said
How wonderful to see you face to face,
your dew is in all my limbs.
And Amen, Lord of the Two Lands, said to her,
Khnumit-Amon-Hatshepsut is the name of the daughter
I have planted in your body. She shall be king
in this whole land. My soul is hers,
my crown is hers.

BIRTH

HATSHEPSUT:

Khnum the Potter


father of fathers
mother of mothers
molded my body
out of clay
out of spirit he
made another me
my ka to stay
on earth when I die:

Before my father came to the throne


there was chaos in our double kingdomfrom the Great Green Sea on the north
to the land of Nubia on our south.

she'll slip away,


unhindered, free,
while ba the bird
wing of my soul
will fly from my tomb
back to the sky

Men without breasts love war.


They measure their height
by the mountains of severed hands
piled up, cut from their enemies.
But I saw our land laid out in peace:
Thebes, the southern city, the horizon of earth
stretching east to west
and the fecund river cleaving the land
south to north.
Sun and moon
sail from east to west
across the Nile,
from life to death
and back again.
Symmetry. Order.
The Nile
floods, recedes, floods.
And over us stretches Nut,
the goddess who is the sky.
The sun travels by night
through her body,
the moon and stars by day.
Her toes touch the east,
her fingers reach to the west,
she arches over us,
rainbow mother of night and day.