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TEATRO SPAGNA 600

In Spagna, nel periodo noto come Siglo de Oro (età d’oro), si sviluppò uno dei movimenti
teatrali più rilevanti della storia. In un primo tempo la Chiesa ebbe un ruolo fondamentale
nell’organizzare drammi religiosi, sia in volgare che in latino, nonché imponenti celebrazioni e
spettacoli nei giorni più significativi dell’anno, quali il Natale, la Pasqua, il Corpus Domini o la
festa di un santo patrono, nelle piazze e nelle strade della città spagnole. Mentre gli uomini di
chiesa si servirono del teatro, che stava diventando il più importante mezzo di comunicazione
di massa, per diffondere il senso religioso, i nobili promossero se stessi e la propria
discendenza, sponsorizzando gli scrittori più celebri e prolifici dell’epoca, affinché narrassero
in forma teatrale le loro gloriose gesta. Il teatro di corte, quindi, ebbe non solo la funzione di
intrattenere, divertire ed emozionare gli spettatori, ma anche quella di propagandare
personaggi del ceto aristocratico. I drammi religiosi furono di due tipi: la comedia de santos
e l’auto sacramental.
In Spagna l’attività teatrale fu ricca e feconda e distinta sostanzialmente in due generi:
- il teatro religioso;
- il teatro profano.

La commedia de santos, allestita da compagnie itineranti, è l’agiografia drammatica della


vita di un santo; in essa particolare importanza riveste l’esperienza mistica della conversione.
Il palco -allestito di regola nelle chiese e nelle cattedrali- è suddiviso in due parti, nel senso
della profondità , da una tappezzeria che nasconde una scena destinata ad apparire al
momento opportuno. Una galleria divide ulteriormente lo spazio scenico nel senso dell’altezza
e, -ancora per mezzo di una tenda che può aprirsi per mostrare una scena interna- anche in
quello della profondità . Congegni meccanici fanno scendere dall’alto visioni celesti o sollevano
gli attori dal palco. E’ facile intuire che tutta l’utilizzazione della scena in senso verticale
realizza il concetto di ascensione, nella disposizione per piani: inferno/terra/cielo. veniva
messa in scena in occasione della festa del santo di cui si narrava la storia; per convincere il
pubblico che la santità poteva essere raggiunta da chiunque, venivano utilizzati un’infinità di
mezzi scenici. In genere, il palco era allestito nelle chiese e nelle cattedrali e la scena era
sviluppata in verticale con effetti scenici speciali per indicare, ad esempio, il paradiso o il
cielo; tende e porte consentivano eventuali “svelamenti”.

Gli autos sacramentales, scritti dai maggiori drammaturghi spagnoli, venivano messi in
scena da professionisti ogni anno nella stagione estiva per celebrare il Corpus Domini e il
mistero eucaristico. Gli allestimenti all’aperto delle recite prevedevano l’utilizzo di due carri
mobili che, in punti precisi della città , si accostavano ad un terzo carro o a una piattaforma
costruita appositamente per creare uno spazio rialzato adatto per la recitazione. Il teatro
profano si sviluppò parallelamente al teatro religioso.
Fino alla metà del Cinquecento gli spettacoli teatrali furono allestiti a corte o nei palazzi degli
aristocratici, in mancanza di adeguate strutture fisse appositamente costruite. A partire dal
1570 circa, a Siviglia, Valencia, Valladolid e Toledo, prima, a Madrid, Barcellona, Saragozza,
poi, sorgono i primi teatri pubblici.
Nel Seicento, lo spazio scenico del teatro pubblico iberico fu il cortile (corral de commedia) di
una casa, un palazzo o di una struttura ospedaliera. Le modalità di rappresentazione delle
comedias nei corrales e gli eccezionali spettacoli di corte presentarono degli aspetti in
comune con quelli dei drammi religiosi, specialmente nell’uso simbolico dello spazio sia in
orizzontale che in verticale. Il palcoscenico consisteva in un’ampia piattaforma alta circa due
metri, munita di botole e macchine speciali, con uno sfondo che poteva essere sostituito ad
ogni atto. Lo spazio di fronte al palco (cazuela) fu riservato alle donne. Gli spettatori più
poveri sostavano in piedi nel cortile (patio); il popolo sedeva sulle gradinate coperte da un
tetto poste ai lati del cortile; gli aristocratici occupavano le balconate alte, che erano utilizzate
anche per le scene che si svolgevano in ambienti elevati come, per esempio, balconi, mura o
colline. La principale forma drammatica spagnola fu la commedia in tre atti, con intermezzi tra
un atto e l’altro e finale comico. I due generi del teatro profano che ebbero maggior successo
furono la tragedia di tipo storico e la commedia di cappa e spada. L’auto sacramental veniva
rappresentato per la festa del Corpus Domini ed era la celebrazione del mistero
dell’eucaristia. Lo spettacolo era allestito su carri mobili, che consentivano di ripetere le
rappresentazioni in diversi punti della città . In origine i carri erano due (medios carros)
collegati al centro da un terzo palco (carrello) dove si svolgeva l’azione. Dietro a ciascun
medio carro era collocato un edificio di legno o tela dipinta, la casa, in cui si tenevano i
macchinari per lo spettacolo e dove si ritiravano gli attori.
Parallelo allo sviluppo del teatro religioso è quello del teatro profano. Per questo tipo di
rappresentazioni, non esistevano fino alla metà del cinquecento teatri “fissi” e appositamente
costruiti: gli spettacoli venivano allestiti a corte, o nei palazzi dei nobili. A partire dal 1570
circa sorgono, prima a Siviglia, Valencia, Valladolid, Toledo, in un secondo tempo a Madrid,
Barcellona, Saragozza, i primi teatri pubblici. Nel Seicento tali luoghi sono i corrales, veri e
propri cortili circondati da case private, sul fondo dei quali era collocato un grande palco.
Balconi e finestre degli edifici adiacenti ai cortili costituivano i palchi dai quali i nobili,
sacerdoti e dame assistevano alla rappresentazione. Più tardi fu imposto alle donne di
assistere alle rappresentazioni in luoghi separati: fu riservata loro l’area di fronte al palco
(cazuela). Gli spettatori più umili stavano in piedi, nel cortile (patio); una gradinata riservata
al popolo era collocata anche ai due lati del cortile, sotto un tetto. Gli spettacoli, che si
svolgevano alla luce naturale, avevano inizio alle due o alle tre del pomeriggio in inverno, alle
quattro in estate, e duravano circa due ore e mezza.
Tra un atto e l’altro della commedia erano previsti intermezzi, e un finale comico chiudeva di
regola la rappresentazione. La scenografia era più semplice di quella allestita per le
commedias de santos: tendaggi che si potevano aprire e chiudere per mostrare scene
d’interno (più raramente scene lontane nel tempo e nello spazio), e probabilmente un fondale
dipinto. Le balconate “alte”, dove prendevano posto gli spettatori nobili, erano utilizzate anche
per le scene che dovevano svolgersi in luoghi elevati (balconi, mura, alture) o per le
apparizioni divine. Particolarmente ricchi e lussuosi i costumi degli attori.
Da ricordare che i due generi profani che meglio si affermarono furono la tragedia, di
argomento storico e sui temi dell’onore e della riconquista del territori nazionale contro gli
arabi, e la commedia che, a seconda degli argomenti, si divide in commedia contemporanea e
commedia di cappa e spada se tratta storie lontane nel tempo e recitate quindi in costume.
CORRAL
La vita culturale del XVII secolo è segnata da una fortissima teatralità che ne investe ogni
momento
e ogni manifestazione.
In rapporto alla crescente domanda di spettacolo, il corral vede una serie di migliorie:
• copertura dello scenario e poi del cortile
• costruzione di gallerie di legno ai lai del palcoscenico
• collocazione di panche nel cortile
• l'apertura di finestre e balconi nelle case propiscenti per permettere di vedere la
rappresentazione più comodamente
nel corral si riunificano e si stratificano, senza mescolarsi, vari livelli sociali:
• il popolo minuto (servi,operai) che assiste nella platea in piedi
• artigiani e piccoli industriali sono seduti sulle panche (bancos) alcune al coperto (gradas)
• i ceti medi occupano i desvanes e aposentos più bassi (specie di gallerie o palchi ricavate
dalle stanze vicine)
• sacerdoti, frati e “dotti” su desvanes più alti, i quali si scambiavano commenti durante e
rappresentazioni
• ai ceti più alti gli aposentos altos e le rejas (speciali palchi) che venivano affittati alla nobiltà .
• Per le donne di basso rango è previsto un luogo riservato, con una entrata secondaria.
struttura del teatro:
il palcoscenico è ancora un semplice tablado (palco), con un'impalcatura addossata con
corridoi o
balconi su due livelli, che fungono da spazio scenico elevato (come una muraglia o torre).
Sul fondo possono scorrere delle tende, ma non esiste il sipario. Si impegnano anche
rudimentali macchinari di scena come l'escotillon (una botola dala quale possono comparire o
scomparire i personaggi).
La messa in scena:
la rappresentazione si svolgeva nel pomeriggio, sotto la luce del sole; alcuni musici cantano,
poi si recita una Loa (prologo) per richiamare l'attenzione del pubblico e presentare la
compagnia, e a volte per fornire informazioni sull'argomento. Segue la commedia, divisa in tre
atti (chiamata jornadas), tra il primo e il secondo atto si rappresenta una breve farsa,
chiamata entremes (intermezzo), tra il secondo e il terzo atto un baile, e infine, dopo il terzo
atto una fiesta. Tutto questa per una durata di tre ore. C'erano diverse copagnie, dalla più
miserabile alla più ricca, ovverole Pirandas, con un vasto repertorio di commedie e anche
autos sacramentale (che mettevano in scena vite sei santi o passi della bibbia).
Il ricambio delle messe in scena in città era continuo, una commedia poteva tenere un
cartellone per due o tre giorni fino ad un massimo di 15 a Madrid.
Le compagnie erano fornite di testi dai più grandi autori, si può dire che ogni grande autore si
sia cimentato con il teatro.
GENERI TEATRALI
dalla fine del 500 perdura la consapevolezza teorica di due generi teatrali ben definiti:
1. commedia alta o tragica: magari di base storica, ma anche in invenzione fantastica o di
materia agiografica
2. commedia-commedia, una commedia al quadrato, che finge di dipingere la vita di tutti i
giorni, che si definisce “capa y espada”.
3. Nascono dei sottogeneri come la commedia de disparate, che ha una finzione intertestuale;
o de figuron che si svolge attorno ad un personaggio grottesco e che alla fine sarà
sbeffeggiato.
Maggiori esponenti del teatro 600 spagnolo sono: Lope de Vega, Calderon de la barca e Tirso
De Molina.