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INTERAZIONE RADIAZIONE MATERIA


Grandezze pertinenti e relative unit di misura (S.I. o pratiche)
E
fotone
= energia di un fotone X [E
fotone
] = eV
N = numero di fotoni X [N] = adimensionale
Ex = N E
fotone
= energia trasportata da N fotoni X [Ex] = J
S = superficie attraversata dalla radiazione [S] = m
2


t = tempo di applicazione degli X [t] = s

Flussi di fotoni X

Quando la superficie S attraversata dagli X per un tempo t, utile considerare sia
lenergia Ex che essi trasportano, sia il loro numero N (il numero di fotoni che
attraversano la superficie S). Se si considera lenergia Ex, si pu definire lintensit I
(rateo di flusso di energia) come

I = Ex/(S t) [I] = J/(m
2
s).

Se viceversa si considera il numero N di fotoni si pu definire la quantit J (rateo di
flusso numerico) come

J = N/(St) [J] = n.ro di fotoni/(m
2
s).

Dalle relazioni precedenti si ricavano le relazioni

Ex = I S t ; N = J S t

e, considerando che vale Ex = N E
fotone
, si ricava

I = J E
fotone
.

Assorbimento dei raggi X - Legge di Beer

Quando la radiazione X e attraversa uno spessore z di materiale viene in parte
assorbita e lintensit originale risulta attenuata (fenomeno dellattenuazione). Se un
fascio di raggi X di intensit (entrante) I
0
attraversa uno spessore z di materiale
2
omogeneo, ne esce con unintensit I(z) dipendente dallo spessore z attraversato e
data dalla legge di Beer
I(z) = I
0
e
-z
.

Pertanto il rapporto di attenuazione I(z)/I
0
del fascio vale

I(z)/I
0
= e
-z
.

Se lesposizione del materiale al fascio dura un tempo t, il numero N di fotoni che
usciranno dalla superficie S posta alla profondit z nel materiale sar dato da

N(z) = N
0
e
-z
= J
0
S t e
-z
, (10)

essendo J
0
il rateo di flusso numerico di fotoni entranti.

Coefficiente di attenuazione lineare - lunghezza di attenuazione

La quantit denominata coefficiente di attenuazione lineare ([] = m
-1
). Invece la
quantit , definita come il reciproco di ,

= 1/

viene chiamata lunghezza di attenuazione ([] = m) e d lo spessore di materiale
necessario per attenuare il fascio incidente di un fattore pari a 1/e = 1/2.718 0.37. A
titolo di precisazione, questo significa che dellintensit incidente il 63 % viene
assorbito ed il 37 % riesce a passare. Quindi il fascio attenuato al 37%.
La legge di Beer impone una modalit moltiplicativa per labbattimento del-
lintensit. In radioprotezionistica nel progettare le schermature sono definiti gli
spessori emivalenti e decivalenti: uno spessore emivalente, indicato spesso con H

,
dimezza lintensit che lo attraversa mentre lo spessore decivalente la riduce a 1/10
del valore in ingresso.
Lattraversamento di due spessori emivalenti riduce lintensit ad
.
= , di tre
spessori emivalenti la riduce ad
.

.
= 1/8 mentre lattraversamento in sequenza
di tre spessori decivalenti abbatte lintensit ad (1/10)
.
(1/10)
.
(1/10) = 1/1000 del
valore iniziale.
Noto , si ricava H
1/2
imponendo

exp(- H
1/2
) =

e si ottiene

H
1/2
= 1/ ln (2) = ln (2) = 0.693 .
3
Minore il valore di , maggiore il valore di e quindi di H
1/2
e pi penetrante
risulta quindi la radiazione.
Dalla figura successiva risulta evidente che facendo attraversare la radiazione in
sequenza ad n spessori emivalenti, lintensit finale 1/2
n
dellintensit di partenza.



Nella tabella seguente si vede che :
1) diminuisce (H
1/2
aumenta) allaumentare dellenergia della radiazione, cio
la radiazione diviene pi penetrante;
2) aumenta (H
1/2
diminuisce) al crescere della densit del mezzo (acqua, ossa,
piombo) cio la radiazione diviene meno penetrante poich aumentano le
molecole per unit di volume;
3) le variazioni di col peso atomico sono complesse - alle basse energie
aumenta rapidamente col peso atomico;
4) H
1/2
per lacqua (e per la maggior parte dei tessuti molli) di circa 30 mm
alle energie comunemente usate in diagnostica - ci significa che lintensit di
un fascio di raggi X che attraversa il corpo si dimezza ogni 35 mm attraversati
- se un paziente spesso 21 cm, lintensit del fascio si riduce di 2
6
volte cio
di 64 volte nellattraversarlo interamente (= lintensit si riduce a 1/2
6
del
valore iniziale !);
4
5) alle stesse energie usate in diagnostica H
1/2
per il piombo di circa 0.1 mm,
quindi uno strato di pochi mm di piombo sufficiente a schermare la porta di
una stanza a raggi X.



Attenuazione specifica

Se si indica con la densit di un mezzo, si pu calcolare la quantit /, con unit di
misura [/]

= m
2
/kg. Tale rapporto viene denominato con i nomi coefficiente di
attenuazione specifico oppure coefficiente di attenuazione di massa oppure
coefficiente di attenuazione massico (dallinglese: mass attenuation coefficient).
Luso di questultimo coefficiente permette di scorporare leffetto della densit di
massa nel fenomeno dellattenuazione e di facilitare il confronto tra le propriet di
assorbimento dei vari mezzi. Come risulta evidente dalle figure presentate in seguito,
risulta relativamente facile riportare sullo stesso grafico landamento di / per
svariati mezzi in quanto si ci trova in presenza di andamenti simili e non troppo
differenti come ordine di grandezza.

Dose assorbita D

Si definisce dose assorbita D lenergia depositata dalla radiazione nellunit di massa
di un materiale ([D] = J/kg = Gy dove Gy il simbolo di Gray = 1 Joule/ 1 kg).
A titolo esemplificativo consideriamo la situazione di unenergia Ex di un fascio di
raggi X incidenti su di uno spessore L di materiale. Lenergia Ex incidente data da
N E
fotone
. Se lo spessore L del materiale attraversato L > , si pu assumere che il
63 % dellenergia del fascio venga assorbita nel volume V del materiale dato da

5
V = S = S/ .

La corrispondente massa m sar

m = V= S/ = S / (/) .

Corrispondentemente la dose D di radiazione assorbita dalla massa m vale

D = 0.63
.
Ex/m = 0.63
.
I
0
S t / (S / (/)) = 0.63
.
J
0
E
fotone
S t / (S / (/))

e, riordinando e semplificando, si ha

D =0.63
.
J
0
E
fotone
(/) t . (11)

Esempio. Mezzo = tessuto: E
fotone
= 50 keV, = 20 m
-1
, = 1/20 m = 5 cm, = 10
3

kg/m
3
(da cui / = 0.02 m
2
/kg). Si abbia un rateo di flusso numerico J
0
= 10
8

fotoni/(mm
2
s) incidente su una superficie S = 5 mm
2
per un tempo t = 2 s. Il numero
N di fotoni uscenti dopo aver attraversato uno spessore z =10 cm di tessuto vale (10)

N = J
0
S t e
-z
= 10
8 .
5
.
2
.
e
-2
= 1.35
.
10
8
fotoni

mentre la dose D assorbita dal tessuto vale (11)

D = 0.63
.
J
0
E
fotone
(/) t = 0.63
.
(10
8 .
10
6
)(5
.
10
4

.
1.6
.
10
-19
)
.
0.02
.
2 Gy=0.020 Gy.

Meccanismi di interazione raggi X - materia
I meccanismi di interazione degli X con la materia, responsabili dellattenuazione,
sono 4:
- effetto fotoelettrico (

)
- effetto Compton (

)
- diffusione elastica (
el
)
- produzione di coppie e
+
e
-
. (

)

L attenuazione del fascio di X dovuta singolarmente a ciascun di tali meccanismi
ancora descritta dalla legge di Beer

I(z) = I
0
e
-z


dove il diverso da meccanismo a meccanismo. Leffetto complessivo dei 4 mec-
canismi agisce in maniera moltiplicativa secondo la seguente legge
I(z) = I
0
exp(-

z) exp(-

z) exp(-
el
z) exp(-

z) = I
0
exp[-(

+
el
+

)z]

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e, pertanto, il coefficiente di attenuazione lineare cumulativo pu essere espresso
come la somma dei 4 termini

=

+

+
el
+

.

Limportanza di ognuno dei contributi dipende dallenergia E
fotone
.

Effetto fotoelettrico (

)

I fotoni vengono assorbiti dagli atomi che emettono elettroni appartenenti a orbitali
interni. I posti lasciati liberi vengono successivamente occupati da elettroni pro-
venienti a cascata da orbitali pi esterni con emissione di radiazione a maggiore di
quella incidente (e quindi i corrispondenti fotoni hanno minore energia). Si ha il
fenomeno della fluorescenza.



Il coefficiente di assorbimento lineare

dipende da
= densit del mezzo assorbente
- E
fotone
= Energia dei fotoni X
- Z = numero atomico del mezzo assorbente
secondo la legge

= C
n
Z
4
/(E
fotone

)
3
, (12)

dove C
n
una costante che dipende dallorbitale da cui estratto lelettrone.
7
Da notare
- che

decresce rapidamente con laumentare di E


fotone
. Per questo leffetto
fotoelettrico leffetto dominante a energie basse (< circa 50 keV) e diventa via via
meno importante col crescere dellenergia, soprattutto con energie maggiori di 100
keV (vedere figure in seguito).
- la ancora pi forte dipendenza da Z che alla base della discriminazione tra tessuti
diversi nelle tecniche di imaging basate sui raggi X.

Effetto Compton (

)

Si tratta di un processo in cui i fotoni X, interagendo con gli elettroni degli orbitali
pi esterni degli atomi del mezzo, vengono diffusi in varie direzioni e perdono
energia.




Il coefficiente di assorbimento lineare

per effetto Compton dipende dalla densit


del mezzo e dallenergia E
fotone
della radiazione secondo la legge

= C /E
fotone
, (13)

dove C una costante di proporzionalit che dipende dal mezzo attraversato dagli X.
Le indagini radiologiche si fondano sul presupposto che i fotoni emergenti dal tessuto
non abbiano subito deflessioni nellattraversamento. Questa assunzione, valida in
presenza di effetto fotoelettrico, non lo pi se il fotone emergente ha subito leffetto
Compton che ha determinato una deflessione. Leffetto Compton pertanto comporta
8
la necessit di affrontare problematiche specifiche legate alla rimozione dei fotoni
che hanno subito tale fenomeno. Questo tanto pi importante quando pi lenergia
dei fotoni incidenti supera i 100 keV, energia al sopra della quale leffetto Compton
dominante sulleffetto fotoelettrico (vedere figure in seguito).

Diffusione elastica (o scattering elastico) (
el
)

Per diffusione elastica il fotone X viene diffuso in varie direzioni senza cam-
biamento di energia. Leffetto normalmente piuttosto modesto rispetto agli altri.

Produzione di coppie e
+
e
-
(

)


Lenergia del fotone si trasforma in massa con la produzione di una coppia e
+
e
-

(positrone elettrone). La produzione pu avvenire solo se lenergia del fotone
superiore allenergia di soglia E
coppia
che corrisponde allenergia della massa della
coppia calcolata secondo la relazione di Einstein E = m c
2
.



Si ha

E
coppia
= 2 m
e
c
2
= 1022 keV = 1.022 MeV .

Per gli X impiegati in radiodiagnostica, i cui fotoni hanno energia minore di 1 MeV, il
coefficiente di assorbimento lineare

per la produzione di coppie nullo.

Andamento del coefficiente di attenuazione di massa di mezzi diversi

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In conseguenza della considerazioni precedenti il coefficiente di attenuazione cumu-
lativo risulta, nelle applicazioni di imaging con X, essere essenzialmente dato da

=

= C
n
Z
4
/(E
fotone

)
3
+ C /E
fotone
.

Per scorporare leffetto della densit nel confronto di materiali diversi e per comodit
nel calcolo della dose, si usa spesso il coefficiente di attenuazione di massa (o
massico) /. Si ottiene

/ = C
n
Z
4
/(E
fotone

)
3
+ C /E
fotone
.


Figura 3.3

Coefficiente di attenuazione di massa per aria
Figura 3.4

Coefficiente di attenuazione di massa per acqua, calcio,
piombo

Il grafico della fig 3.3 evidenzia su scala doppio logaritmica la legge di dipendenza
dallenergia dei fotoni delle attenuazioni massiche

/ ,

/ ,

/ per laria.


Attenuazione a bassa energia

/ : la pendenza della curva in scala bilogaritmica -3 coerentemente con la


relazione (12). Se lenergia dei fotoni inferiore a 30 keV lattenuazione
sostanzialmente dovuta alleffetto fotoelettrico. A energie maggiori il contributo
Compton prevale con un peso sempre maggiore con il crescere dellenergia.

Attenuazione a media energia

10


/ : ad energie dei fotoni compresa tra qualche centinaio di keV e oltre 100 MeV
la pendenza della curva che rappresenta

/ -1 coerentemente con lannunciata


proporzionalit inversa tra

e E
fotone
(13).

Attenuazione a alta energia

/ : se lenergia dei fotoni pari a 3 MeV il coefficiente

/ vale 0.0001 m
2
/kg
e cresce rapidamente con lenergia sino ad arrivare a rappresentare il principale
contributo allattenuazione complessiva / quando E
fotone
> 25 MeV. Essendo lasse
verticale logaritmico i valori di

/ vicini alla soglia non possono figurare nel


grafico.

Il grafico 3.4 riporta landamento dellattenuazione di massa complessiva / per
alcuni materiali di interesse biologico (H
2
O, Ca) e tecnico (Pb).
- Si nota che esso quasi costante vicino a 1 MeV dove leffetto Compton
dominante.
- Si possono anche notare i salti negli assorbimenti che si hanno quando lenergia
degli X raggiunge il valore della energia degli orbitali ( 100 keV per lorbitale K del
Pb, 10 keV per lo stesso orbitale del Ca) .