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Oli Essenziali dalle Piante Aromatiche

di Luca Cortis
La primavera rappresenta per il naturalista, l'escursionista o per il semplice appassionato di
natura il momento migliore per violare i segreti delle piante. Si tratta del periodo dell'anno
migliore per osservarle. Infatti, le piante, dopo la lunga quiescenza invernale, si preparano al loro
compito pi importante, quello della riproduzione. Ed , in questo momento, che mettono in
campo tutte le strategie per favorirla, innescando quelle simbiosi con insetti e microrganismi del
suolo che si sono andate perfezionando nei milioni di anni della loro esistenza. Aiutate dalle
prime piogge primaverili e dall'aumento della temperatura e delle ore di luce, il loro sviluppo
vegetativo risulta essere, anche all'occhio abituato del naturalista, impressionante.
I fiori e le giovani foglioline secernono tutta una serie di composti volatili ed eterei, come alcoli,
terpeni ed aldeidi che vanno ad attirare gli insetti impollinatori. Altri composti servono, invece,
per allontanare gli insetti nocivi che danneggerebbero il delicato apparato riproduttore della
pianta.
Queste essenze volatili, e di natura molto varia, si ritrovano in abbondanza nelle piante
aromatiche. E vista la natura sgargiante dei loro fiori colorati e il profumo intenso da esse
emanato non potevano, di certo, passare inosservate all'occhio dell'uomo.
L'interesse dell'uomo per le piante aromatiche si perde con l'inizio stesso della storia umana.
Forse, le prime osservazioni delle loro capacit medicinali avvennero quando i primi uomini
bruciarono i loro legni ricchi di essenze e di resine profumate in ambienti chiusi. Questi uomini
avevano notato che alcune di queste piante emanavano un odore gradevole; altre, invece, erano
capaci di avere un potere su di loro: aprivano il respiro, avevano effetti stimolanti e rilassanti.
Gradualmente, questi effetti furono studiati da uomini particolari che divennero i custodi dei
segreti e delle propriet di queste piante. Il loro uso medicinale and sempre pi fondendosi con
un uso rituale e spirituale. I custodi di questi segreti furono gli uomini di medicina o sciamani
che accompagnavano i riti di guarigione del malato con il bruciare su dei bracieri le polveri delle
piante aromatiche. Il fumo che si innalzava verso il cielo dai bracieri aveva come significato
l'invocazione degli spiriti benigli o la scacciata di quelli maligni dal paziente.
Dalle tavolette cuneiformi sumere, trovate in quelle terre che un tempo erano note con il nome di
Mesopotamia, veniamo a sapere che i sumeri usavano il papavero, la mirra, l'essenza di rosa, di
pino e di sesamo immerse nella forte birra del tempo per la cura del mal di testa. Di queste ricette
le tavolette cuneiformi ne sono piene.
Ma i primi ad estrarre gli oli essenziali dalle
piante aromatiche furono gli egizi. I
sacerdoti egizi erano molto abili ed esperti
nell'arte della distillazione, dell'estrazione
delle essenze e nelle preparazioni
aromatiche. I laboratori per l'estrazione delle
essenze sorgevano sempre in vicinanza dei
templi, perch anche in egitto la pratica
medicinale si confondeva ancora con la
religione.
Anche se probabile che la loro fosse semplicemente una idrodistillazione, furono, comunque
loro, i primi a trattare le piante ed ottenerne gli oli essenziali.
Altrettanto antiche sono le notizie di distillazioni nel mondo acheo e del mediterraneo orientale.
Risale al 2007 il ritrovamento di alcuni alambicchi in terracotta provenienti da Pyrgos (Cipro),
datati intorno al 1850 a.C. . Essi rappresentano a tutti gli effetti i pi
antichi reperti archeologici di questo tipo.
Ma per avere una prima notizia dell'utilizzo della metodica
dell'estrazione degli oli essenziali secondo il metodo pi efficiente e
qualitativamente migliore e ampiamente usato oggi dobbiamo
aspettare il medico, filosofo e matematico persiano, Avicenna. A lui
si deve la scoperta, o, comuque, la messa a punto della serpentina per
il raffreddamento delle acque di distillazione, la condensazione del
distillato e la successiva separazione delle acque aromatiche dagli oli
essenziali. Nei suoi primi esperimenti utilizz la rosa damascena e la
rosa centifolia (immagine a lato), molto apprezzata in oriente.
I suoi studi e le sue osservazioni giunsero in Europa grazie
all'altrettanto famosa Scuola Medica Salernitana.
Parallelamente, le conoscenze delle erbe venivano conservate e
promosse nelle officine e nei laboratori erboristici delle certose e dei
monasteri di tutta Europa.
Estrarre gli Oli Essenziali.
Nella pratica dell'estrazione degli oli essenziali necessario
rispettare delle piccole regole che molto spesso si apprendono con
l'esperienza. Molto importanti sono il tempo di raccolta. Non tutti
i momenti dell'anno sono propizi per ottenere la migliore resa e la
qualit migliore dell'olio. Quindi l'aromaterapeuta deve essere una
persona paziente e capace di attendere il periodo dell'anno
migliore per la raccolta delle sue preziose piante essenzifere. Due
sono i tempi che deve attendere: il tempo balsamico e l'ora
balsamica.
Il tempo balsamico il periodo dell'anno in cui la pianta
aromatica presenta la pi alta concentrazione di principi attivi e
quindi pi alta sar la sua resa. Questo tempo varia da specie a
specie ed in genere coincide con la massima fioritura.
L'ora balsamica invece un tempo giornaliero e corrisponde al
momento del giorno in cui si ha la maggiore presenza in
percentuale di olio nella pianta. Questo momento coincide con le
ore pi calde della giornata.
Un altra osservazione che l'attento distillatore di oli essenziali pu
fare scoprire popolazioni di piante che hanno una resa superiore
rispetto ad altre. Questo in genere dipende dalla localizzazione del
sito. Se questo ben esposto al sole, se si trova ad una certa
altitudine dal livello del mare e se le piante non devono competere con altre per i nutrienti o per
la luce del sole. Queste osservazioni hanno una grande importanza per una corretta estrazione
degli oli essenziali. Infatti, su di esse che si basa la separazione di uno o pi chemiotipi.
Trovare una popolazione di piante aromatiche spontanee che presentano una percentuale
maggiore di uno o degl'altri componenti pu essere importante per la valorizzazione dell'olio
estratto e per le propriet curative, nonch per il suo valore economico sul mercato.
Dopo la raccolta, la fase successiva la distillazione. Il campione raccolto in genere si distilla in
giornata, preferibilmente la sera stessa della raccolta.
Esistono diverse metodiche di estrazione degli oli essenziali. Anche se la distillazione in corrente
di vapore quella pi ampiamente utilizzata, a volte essa risulta essere non sempre la scelta
migliore da usare. Quindi per il nostro scopo, sar utile fornire un breve elenco delle metodiche
pi utilizzate. Si deve, comunque, subito sottolineare che ogni metodo estrae una serie di
sostanze leggermente differenti e questo ha come prima conseguenza una diversificazione della
qualit e della quantit del materiale ottenuto.
La spremitura a freddo generalmente utilizzata per l'estrazione degli oli essenziali degli agrumi
contenuti nella buccia. Si tratta di un metodo meccanico che si differenzia dagli altri metodi in
quanto utilizzano uno o pi solventi, in genere l'acqua ma non raro che venga usato anche
etanolo, etere o cloroformio. In questi ultimi casi si ha la cosidetta estrazione con solventi. In
questo tipo di estrazione il materiale aromatico viene immerso nel solvente. Questo metodo ha
un vantaggio in quanto mantiene la fragranza fedele all'originale. Il materiale che si ottiene,
chiamato essenza concreta, un solido opaco costituito dal 50% di cera e da 50% di olio volatile.
La separazione avviene usando un secondo solvente facilmente eliminabile, l'alcool.
Un altro metodo, molto antico, l'enfleurage. E' un metodo che viene impiegato per fiori preziosi
come gelsomino, rosa e tuberosa. Consiste nel lasciare macerare nell'olio o nel grassso i fiori
appena colti. E' un metodo che fornisce un profumo fedelissimo all'originale ed
apprezzatissimo ma richiede tanta pazienza ed molto oneroso.
Il metodo pi usato comunque la distillazione in corrente di vapore in cui il materiale aromatico
viene attraversato dal vapor acqueo caldo proveniente da una caldaia separata.
Il vapore caldo entrando in contatto con il materiale vegetale lo distende aumentando la
permeabilit delle membrane e rompendo le cellule che contengono le essenze, le quali si
liberano cos nel vapore. Il vapor acqueo e l'olio essenziale arriva poi alla serpentina refrigerata
che permette alla miscela di ricondesarsi ed andare a finire nel vaso fiorentino che funziona da
vaso separatore in cui l'olio si separa per densit dall'acqua. L'acqua viene raccolta e conservata
in quanto contiene tutti quei preziosi composti che sono idrosolubili e che vanno a formare
quella miscela nota come acqua aromatica. Ben note sono le acque aromatiche di rosa e quella
degli angeli ottenuta dalla distillazione dei ramoscelli fioriti di mirto.
Una variante alla distillazione in corrente di vapore l'idrodistillazione dove una parte del
materiale immerso nell'acqua e quindi subisce una bollitura parziale.
Perch Distillare Oli Essenziali?
Gli oli essenziali e i profumi estratti dalle piante aromatiche sono stati per millenni le prime
sostanze usate dagli uomini per la cura del corpo e della psiche, la profumazione del corpo e
degli ambienti. La loro estrazione stata una naturale conseguenza dell'osservazione delle
propriet curative delle piante che le contenevano. Per lunghissimo tempo gli oli essenziali sono
stati i primi rimedi medicinali usati ampiamente prima della nascita della moderna industria
farmaceutica. Ed oggi si osserva un ritorno ad essi anche da parte della farmaceutica e
dell'erboristeria.
Gli oli essenziali presentano numerosissime azioni farmacologiche: sono antisettici, antibatterici,
vermifughi. Hanno propriet sedative, stimolanti, espettoranti, antidepressive, agiscono come
tonici per la circolazione sanguigna ed alcuni di essi come l'olio essenziale di mirto, che contiene
il principio attivo acilfluoroglucinolo, presenta una azione antibiotica simile alla penicillina e alla
streptomicina, agendo anche sui microrganismi resistenti a questi antibiotici.
Comunque, se non un azione terapeutica che state cercando, gli oli essenziali possono venir
usati come profumi d'ambiente. Svolgono molto bene quest'azione l'olio essenziale di lavanda, di
rosmarino, di biancospino o le essenze degli agrumi: di limone e di arance. Basta mettere una o
due gocce sulla lampadina calda della vostra lampada da soggiorno e in pochissimo tempo le
vostre case saranno profumate con fragranze naturali, non nocive e con effetti positivi sull'umore
e sullo stato d'animo.
Bibliografia
Terence McKenna - The Ethnobotany of Shamanism
Marco Valussi - Il Grande Manuale dellAromaterapia. Tecniche Nuove
Julia Lawless - Enciclopedia degli Oli Essenziali. Tecniche Nuove
Pier Carlo Braga - Oli Essenziali del genere Thymus e il Timolo: azioni farmacologiche. Johan
& Levi Editore.
Carlotta Satta- Le Piante Officinali Spontanee di Sardegna - Zonza Editori
Maria Rosaria Belgiorno - L'alambicco di Pyrgos. Archeo, n 278,Aprile 2008, pp. 52-59
A.A.V.V. - La Medicina dei Semplici - Monastero della Certosa di Parma
Luciano Cognola - I Segreti della Nuova Aromaterapia. Edizioni Si