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II Risorgimento visto dall'altra sponda Verit e giustizia per l'Italia meridionale

Introduzione di Giovanni Artieri Con 42 tavole fuori testo Arturo Berisio editore Napoli INTRODUZIONE
Questo libro di Cesare Bertoletti (un nome del tutto nuovo alle scritture storiche e, forse, ad ogni altra scrittura) costituisce un raro, forse unico, esempio di storiografia caratterizzabile con ualcuno di uegli aggettivi messi in uso dai critici d!arte, per le pitture e i pittori " spontanei #$ cio% fauves, naifs del tipo &oganiere 'ous(seau o Barbiere d!Ischia) Nelle pagine del Bertoletti, infatti, ricorrono spesso uadri o accenni, abbozzi e anche " cartoni # per pi* vasti affreschi, nei uali l!autore tenta di visualizzare il suo racconto) +!ha idea, leggendo, che se invece di parole, il Bertoletti si servisse del disegno e del colore, il risultato rassomiglierebbe per fantasia e ingenuit, - appunto - alle tele dei grandi " ingenui # della pittura contemporanea) Non % sempre necessario chiedere alla storia un andamento culto, togato e, meno che mai, letterato) +i sa bene come il Croce ci metta in guardia dagli scrittori di storie troppo abili e, anche, troppo innamorati dell!arte del dire) +i sa bene uale antipatia egli voti agli storici consumatisi per anni a limare e stringare le loro pagine. e con uale piega di lieve disprezzo adoperi l!aggettivo " tacitesco # per caratterizzare lo stile di alcuni, come il povero /ietro Colletta che proprio per scrupolo di forma stipendi0 per un anno Giacomo 1eopardi a 2irenze, dandogli a rivedere e correggere le pa( gine della sua " +toria del 'eame di Napoli #, a mano a mano che le scriveva) Beninteso il giudizio va a favore di Colletta, ingegnere militare e, sovratutto, uomo capace di accettare i suoi limiti) Anche il Bertoletti, per dire la verit,, che di sua professione % commerciante di pellicce con negozio a 'oma, ha conferito a noi, che non siamo 1eopardi e senza provvedere - in cambio - al nostro vitto e alloggio, di rileggere e, all!occorrenza, raddrizzare la sua prosa) 3a noi diremo subito di non avere uasi mai posto le mani nel tumultuoso e generoso scorrere del suo racconto. e di non aver trovato, anche uando talune regole del dire erano e sono aggirate o addirittura sorpassate d!un salto, mai giusto di " correggere # o " porre in bello #) Ci % sembrato proprio di ridurci ad una fun( zione di calligrafi. e di togliere al manoscritto di Bertoletti il meglio della sua virt*$ la personalit, e il sapore di schietto, di ingenuo, di spontaneo ch!esso possiede) &el resto uesto di proporre il Bertoletti come una " scoperta # o un " caso # e uivalente a ci0 che nelle arti della pittura furono il &oganiere e il vecchio 1uigi de Angelis, barbiere a /orto d!Ischia, costituiva la ragione prima del nostro impegno a persuadere Veditore Arturo Berisio al rischio di stampare questo li ro di storia! 4ra proprio la " libert, #, generosamente erronea talvolta, della sua concezione e del suo stile a salvaguardarlo dal pericolo di diventare un "libro come gli altri#) 5 come uegli altri libri di storia, i cui autori sono capaci di far vincere la battaglia di 2arsalo a /ompeo, " si cela pouvait arrondir soit peu la phrase #) 6 proprio da uesto punto di vista che Cesare Bertoletti non teme nulla, poich7 scrive " col cuore in mano # nello spirito pi* affettuoso e discorsivo) Aggiunger0, per prevenire ualche addebito sempre possibile - di dilettantesimo o di sciatteria che non % sempre necessario, nelle scritture storiche, rigore di stile e venust, di forma, per i gi, illustrati pericoli di cadere nell!eleganza decorativa o, perfino, nella " letteratura #) 1e storie, purch7 siano tali e genuinamente tali, soppor( tano anche un notevole grado di trasandatezza, perch7 - ci dice il Croce - il pensiero storico "

mantiene la sua virt* di pensiero #) +!arriva persino ad ammettere, com!% del resto comprensibile e giusto, che al racconto storico non siano necessari n7 copia, n7 precisione di notizie) " 8i sono ricchissime ed esattissime raccolte di notizie delle uali si sente subito che non sono storie. e, per contro, libri fulgidi di intelligenza storica e poveri di informazione, persino cosparsi di notizie inesatte o leggendarie e favolose$ basti accennare alla "cienza #uova del 8ico #) Questo ci dice don Benedetto) Questo libro trova il suo posto nelle collezioni del Berisio, per lo spirito al uale % improntato e lo scopo a cui mira) &a alcuni anni in ua, da molte parti e con intenti diversi si sono pubblicati libri di storia e tutta una storiografia, direi, rimasta in ombra e nel chiuso delle pubbliche o private biblioteche durante gli ottantacin ue anni del 'egno unitario (9:;9(9<=;)) Questa storiografia appariva particolarmente ricca e interessante proprio in rapporto al 'eame di Napoli, al 3ezzogiorno e alla +icilia. e il suo campo narrativo, in linea generale, abbracciava l!area del 'isorgimento e delle imprese che, nel 3ezzogiorno, si connettono col processo unitario) +ono stati riportati a luce e spolverati, senza grande fatica del resto, testi famosi, ma generalmente conosciuti soltanto per titolo e nome dell!autore, come la grande "toria delle $ue "icilie di Giacinto de +ivo, il Viaggio da Boccadifalco a %aeta del Butta, il $iario dell!ammiraglio inglese 3und>. e, per citare altro benemerito e coraggioso editore, il Giordano, il poderoso, fondamentale $iario napoletano, dell!avvocato Carlo de Nicola, cronista minuzioso della eroica e sanguinosa tempesta rivoluzionaria del 9?<< e della 'eazione seguita alla caduta della 'epubblica napoletana, - una vigilia fatale e necessaria al gran fatto del 'isorgimento) Queste storie, diarii, memoriali, ueste testimonianze tenute in ombra dal vigoroso sentimento di autopreservazione a cui fu improntato, sotto veste liberale, il periodo unitario (una misura di salute, del resto necessaria per la fragilit, stessa della costruzione elevata, e con tanti timori prima, durante e dopo, dai nostri padri) hanno seguito immediatamente la caduta dello +tato monarchico costituzionale, avvenuta il @ giugno 9<=A) Non so uanto di proposito, una volta scomparsa la 3onarchia unitaria e instaurata la 'epubblica parlamentare, fondata sulla presunta indefinita permanenza del partito cattolico al potere, uesti libri anti(risorgimen(tali abbiano visto la luce del sole e siano andati incontro ad un, del resto, giusto successo trovando nell!interesse del pubblico il primo loro merito e sostegno) 4ssi rappresentavano (e rappresentano) l!altra faccia della luna, in un grandioso processo storico come la formazione dell!Italia unitaria, di cui si era conosciuto soltanto la faccia offertaci dalla geografia e dalla storiografia liberale) Non che - ben s!intende - la storiografia liberale abbia falsato i fatti o negato meriti e realt,) 3a le linee di forza delle sue narrazioni dovevano coincidere e coincisero con le necessit, del sentimento, con le " ispirazioni # poetiche ed epiche del 'isorgimento) 4, dun ue, anche nelle penne di uei liberali che, come il +ettembrini, non si astennero dal giudicare severamente l!Italia di dopo, la storia dell!Italia che s!era fatta, alla uale aveva contribuito con la volont,, il sacrificio e l!ingegno degli uomini un vento di epopea e una luce di leggenda, doveva essere la storia dei vittoriosi, non la storia dei vinti. anche se, tante volte, ai vinti venivano resi gli onori delle armi) 1a subita rivelazione di una storiografia, caratterizzata dal Croce con l!aggettivo " reazionaria #, capace di sollevare, dinnanzi ai nostri occhi meravigliati, i veli di tante realt, di fatto, perdute nelle pieghe della narrativa mitizzante del 'isorgimento, non poteva non colpire la fantasia del pubblico) Quanto simile spiegamento di realt, e, lo ammettiamo, di verit, serva a mutare l!intendimento e la coscienza storica e poetica del 'isorgimento e dell!Bnit, nell!animo degli italiani, non sappiamo) Abbiamo espresso la nostra opinione altrove ! e abbiamo detto anche che, alla fine, malgrado la loro apparenza di vere e proprie " stroncature # critiche del processo unitario, dei suoi Bomini e dei suoi indirizzi liberali, uesti libri (principalmente i due pi* celebri, del &e +ivo e del canonico Butta) non mutano, ed anzi confermano, le grandi linee per cui quella storia si avver0 e in quel senso, non in un altro) Il libro del Bertoletti, ui presentato, appartiene solo per un certo verso alla letteratura critica del 'isorgimento e si situa in parte accanto ai veri e propri storici " reazionari #) Intanto il Bertoletti,

vivo e vegeto, non %, come il de +ivo e il Butta, un contemporaneo del grande dramma. il suo volume, inoltre, non % limitato al periodo borbonico napoletano, ma si dilata, con ambiziose scorribande, sull!intero e tanto pi* vasto orizzonte dell!unit, in tutta la penisola italiana, dal /ie( monte agli +tati centrali, al 'eame napolitano. contiene, infine - e lo rileveremo meglio pi* avanti -, una notevole carica di patriottismo unitario, come si conviene ad un vecchio aviatore della prima guerra mondiale) Non ci troviamo di fronte ad una cronaca e neppure, come potrebbe apparire, ad una storia di ci0 che non % accaduto) I fatti narrati ripetono verit, storicamente accertate e registrate dalla storiografia nota a tutti) Anzi l!Autore non omette mai di citare la fonte delle letture alle uali si riferisce$ n7 - come vedremo pi* accuratamente - assume ualcuno di uegli aspetti di " rivendicatore #, di " giudice #, di pubblico ministero. facili suggestioni a un uomo non dell!arte) Al contrario, il Bertoletti si sorveglia con raro e uilibrio e, spesso, raggiunge le frontiere di una lucida saggezza) 4gli si limita ad osservare soltanto che, generalmente, sono i vincitori a scrivere la storia dei vinti e perci0 molte verit,, molti meriti riguardanti uesti ultimi vanno occultati o disper( si) Questo concetto costituisce il punto di partenza e la ragione stessa della presente opera) Cuttavia, come abbiamo detto, egli non % cosD " hard core #, non % cosD estremista come un de +ivo o un Butta) In uesto Italiano (e l!Autore % un Italiano di uella buona vecchia razza alla uale, durante la guerra contro l!Austria Bngheria del !9E !9:, l!Italia dovette le sue ore pi* alte e nobili e una coscienza, non pi* riprodottasi, della sua compattezza morale), in uesto Italiano Bertoletti vivono e vibrano anche fortissimi sentimenti risorgimentali e unitari) /er uesti ultimi, anzi, per uesta " passione unitaria # che nei nostri giorni non felici va sempre pi* rassomigliando alla trepida nostalgia di un bene perduto, egli muove contro i grandi protagonisti dell!Bnit,, il Cavour in primo luogo, per rimproverare, non senza fondamento, di non aver compiuto l!opera. e in uesta negligenza, aver lasciato Napoli e il 3ezzogiorno d!Italia nella condizione reFetta di donna depredata e tradita, di regina ridotta al rigagnolo) 4, si badi, l!autore % piemontese) & In Il 'empo, (oma, l sett! &)*+ e ivi, &2 luglio &)**! II 5h, come vorrei poter riprodurre il modo cordiale e sorridente del dire del Bertoletti, narrando come lui piemontese " capa !e lignammo #, figlio di piemontesi di 2osseno, sul 1ago 3aggiore, venuto a Napoli durante la guerra mondiale, sui primi del 9<9:, diventasse - senza avvedersene napolitano, assumesse per effetto misterioso di uel magnetismo dello spirito che fa di Napoli, appunto, una categoria universale, mente e cuore, parola e modi della citt, magica. senza spogliarsene pi*) 4ra stato tra i giovani sottotenenti del famoso <G bersaglieri ciclisti a passare il confine austriaco nella notte dal @A al @= maggio 9<9E) +!era battuto a 5slavia, superstite al suo battaglione distrutto tre volte. era accorso alla chiamata della prima circolare del generalissimo Ca(dorna, per la costituzione (traendoli dai corpi di cavalleria, bersaglieri e artiglieria) di alcuni nuclei di aviatori militari) CosD nell!estate del 9<9; il Bertoletti esce dal Battaglione(+cuola Aviatori, col brevetto di primo grado, seguito da uello di secondo e di terzo. e con la nomina di " pilota da caccia #) Nell!agosto del 9<9? assunse il comando della ?<a + uadriglia cacciatori, promosso capitano) 2u ferito due volte) Nella primavera del 9<9: lo mandarono a Napoli per organizzare al Campo di Capodichino una base di difesa aerea) 4ra accaduto uesto$ una notte chiusa e gelida di uel terzo, triste inverno di guerra la citt, fu sottoposta ad un severo bombardamento dall!aria) 2u uno dei primi bombardamenti di citt, aperte, nelle guerre moderne @) Bn fatto sorprendentemente nuovo, che colse i militari del presidio completamente impreparati) Bombe alte tre metri, veri siluri aerei, caddero sui luoghi della citt, pi* pacifici e famosi) A Coledo, proprio all!angolo della strada di +anta Brigida, and0 per aria la mostra di marmo settecentesco del famoso dolciere /intauro, l!inventore delle " sfogliatelle #. la Galleria Bmberto I, lo scrigno di cristallo, foro e basilica di Napoli - come dice /e>rrefitte esplose come una bolla di sapone. sul 8omero, nei siti solitari dove gli ultimi lirici della canzone

napoletana inscenavano i loro idilli delicati. alla 3arina, sulla strada vesuviana alla uale s!affacciava allora, e un poco ancora oggi, tanta parte della Napoli cin ue e seicentesca con ridenti o tumultuose memorie) Non vi fu gran danno) 3orirono pochi sfortunati) Alla difesa antiaerea della citt,, un compito ritenuto poco meno che teorico, erano preposti alcuni ufficiali della milizia territoriale. tra essi il /oeta 1ibero Bovio) 4ra gente piuttosto aliena da guerra e compiti militari) Bovio, in uell!epoca, aveva scritto alcune canzoni per la guerra$ cautamente patriottiche, vagamente socialisteggianti, ma percorse dalla simpatia potente del suo gran cuore) 2igliuolo del vecchio e glorioso Giovanni Bovio, filosofo del radicalesimo repubblicano, cantava nelle sue canzonette della guerra il sacrificio eroico del soldato di citt, e di campagna, mentre, altri, come il 3urolo, il Cesta (A) Gill) cantavano e proponevano alla riconoscenza della patria e delle belle ragazze il " tenentino # ardito, figliuolo della borghesia, che - effettivamente - in uella guerra dette il meglio di s7 A) 5nd!% che, pure in uniforme, uegli ufficiali della difesa antiaerea di Napoli continuavano le abitudini della " boh%me # letteraria e giornalistica) 1a notte delle bombe, un gruppo attorno a Bovio, usciva da un ritrovo del 8ico +ergente 3aggiore. si chiamava il " Corfinio #) 2urono colti, tutti, dal grandioso fragore dell!esplosione a pochi passi, sull!angolo della Galleria) " 6 lo Heppel(lin - grid0 Bovio - siamo attaccati #) Avvenne allora un fatto incredibile$ " Niente paura # - replic0 uno della comitiva -) 4 sfoder0 la sciabola) Bertoletti veniva a Napoli in uesto inizio del 9<9:, nel pieno della guerra e subito dopo Caporetto) 'icordo uella Napoli notturna, avvolta in tenebre vagamente colorate del cupo e non omogeneo azzurro dei globi elettrici e dei lampioni dipinti) Nei vicoli della Corsea, del 'ettifilo, dei Quartieri di 3ontecalvario, dei Guantai, ronde di vecchie mezzane uscite dalle righe del " +at>ricon #, offrivano la " profuga #, la " udinese #, la " bella friulana #) 1a commedia eterna dell!amore mercenario si confondeva nel flutto della tragedia di uei mesi$ l!invasione austriaca delle provincie venete, l!emigrazione delle popolazioni verso il +ud) Anche uello della " profuga # e della " minorenne # era un trucco della versatile industria dell!amore vagante) 3a uale picaresca e drammatica atmosfera non si sprigionava da uella offerta " novit, # erotica, nella uale si riassumeva la invasione nemica e la possibile calata degli eserciti austriaci nella pianura padana e nel resto dell!Italia) 8ittorio 4manuele 5rlando aveva gi, pronunciato in uel tempo il discorso meraviglioso per sentimento, bruttissimo per la forma, che ancora i vecchi amatori di rarit, discografiche conservano come un prezioso cimelio) 2u il discorso del " 'esistere, resistere, resistere #, col uale uanto di virile, di forte, di generoso conteneva l!anima della Nazione venne opposto al nemico e agli alleati (gli scettici francesi e inglesi che si preparavano ad abbandonarci al nostro destino)) 6 ben vero. in uel discorso esisteva la frase famosa$ " l!Italia rinculer, sino alla +icilia, ma non si arrender, #, bruttissima frase. ma ditemi se il proposito eroico di cui % tutta animata, non infiamma ancora oggi =) 4 non erano soltanto propositi) /erch7 poi alle parole seguivano i fatti) Cosi, dopo la incursione dello Heppellin contro la uale il solo atto di reazione (ma uanto generoso e nobilmente chisciottesco) fu uella sciabola snudata verso l!oscuro cielo da un animoso amico del /oeta Bovio, si pens0 subito ad attrezzare il campo di 3arte di Capodichino) 4ra un luogo solitario, allora. costellato da barracchette di maniscalchi e da piccole osterie celebri per la " zuppa di soffritto #) Il capitano pilota Cesare Bertoletti, reduce da molti combattimenti aerei, vi fu mandato ad attrezzare una base di apparecchi da caccia, per la difesa di Napoli) 3a lo Heppellin non ritorn0) Bertoletti e i suoi aviatori lo attesero sino all!estate del 9<9:, uella fulgida estate della grande Battaglia del +olstizio, preludio alla vittoria del novembre) 1a guerra finD, in uest!attesa) 2ini uando nessuno lo sperava pi*) 2u anche uella una sorpresa) Bertoletti si trov0 a disporre di dieci apparecchi da caccia, capaci della incredibile velocit, di duecento chilometri l!ora) Non sapeva cosa farne) /ens0 di adoperarli per un esperimento di posta aerea) Aveva ventisei anni, forza, fantasia) Con i suoi piloti, andava e

tornava da 'oma con un carico di lettere e di giornali) CosD per le strade di Napoli si udD la prima volta (9< gennaio 9<9<) la voce degli strilloni proclamare$ " !5 /iccolo Giurnale d!Italia, % arrivato frisco frisco cu /ariuplano #) Calvolta Bertoletti ospitava al secondo posto del suo +va una bellissima ragazza napoletana) Bn giorno, a duemilacin uecento metri sul Golfo, si scambiarono un anello) 4ra di uell!epoca una canzone cantata da tutti. diceva$ 8ola il mio amore, vola) 8ola per monti e mare ))) 5hI com!% bello amare ))) 1a ragazza aveva sedici anni e allora, come ora dopo mezzo secolo di matrimonio, Bertoletti la chiamava$ " /erzechella #) 1ui parlava gi,, con buon accento, la lingua napoletana)
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Cfr! A('I,(I, #apoli no ilissima, -onganesi ed! .ilano, &)+), pp! &&, &2! I poeti napoletani cantarono, soffrendola, la guerra mondiale! In lingua e in dialetto, Bovio, .urolo, %aldieri, ,! A! .ario riassunsero in versi talvolta elli, l'umano dolore, la passione e la fierezza del sentimento popolare! 0ior1 anche qualche esempio di arte pi2 alta e incisa, come, di ,rnesto .urolo, 3 4 miercur1 d' 'a .adonna 'o Carmene 5! A #apoli, e ad un lirico napoletano, la guerra vittoriosa dovette la canzone6inno del 7iave e quella assai meno nota, ma vi rante di 3 "oldato ignoto 5, entram e di ,! A! .ario 8%! %aeta9!! 4 II discorso fu pronunciato nella seduta del 22 dicem re &)&: a .ontecitorio a chiusura della discussione sulle responsa ilit di Caporetto! 0iniva cos1; 3 -a voce dei morti e la volont dei vivi, il senso dell'onore e la ragione dell'utilit, concordemente, solennemente ci rivolgono, adunque, un ammonimento solo, ci additano una sola via di salvezza< resistere= resistere= resistere= 5! Cfr! V! ,! 4(-A#$4, $iscorsi per la guerra e per la pace, Campitelli, 0oligno, &)2/, pp! )+ e segg! III Bertoletti % pervenuto alla storia per caso) 1a vecchia Carmelina - la tarantellara di Capri - dei suicidi che si gettavano dal +alto di Ciberio diceva ch!erano " caduti nell!antichit, #) Bgualmente si pu0 " cadere nella storia #) Jo una lettera dell!Autore, piena di sensi e di sapori, valida a capire anche la sua biografia e uesto libro) Ne trascrivo ualche brano) " Quattro anni fa a /alermo, in uno dei miei soliti viaggi, vidi in una vetrina il libro di 3acK +mith " Garibaldi e Cavour nel 9:;L #. lo comprai e fu una rivelazione) Capii come i miei dubbi circa il vero e il falso della storia risorgimentale stavano trasformandosi in certezze e comprai un sacco di altri libri, mentre molti altri li avevo. e mi misi a leggerli) 3i si chiarirono le idee) /er0, spesso, in casa a 'oma o ad Asti o a Corino, avevo preso le parti dei meridionali, in modo spontaneo, senza preordinati calcoli, perch7 in guerra avevo avuto amici napoletani e siciliani in gran numero, di grande valore e non ero pi* disposto a sopportare i soliti luoghi comuni a carico dei meridionali) 3i convinsi cosD a scrivere una storia comparata per vedere se, con i miei studi e con la mia biblioteca, si potesse dimostrare che se i meridionali erano passibili di critiche, altrettanto ne erano gli italiani del settentrione) 3a, apriti GeloI, lo studio fece sD che i difetti attribuiti ai singoli e ai governi meridionali venivano a trovarsi moltiplicati per i singoli e i governi settentrionali) CosD 1ei, oggi, si trova tra le mani il mio zibaldone le cui conclusioni non possono essere che ueste$ ignobili e malevoli calunnie durante pi* di un secolo a carico dei meridionali e balle sciocche e in malafede cantate in coro a favore dei settentrionali) Caro Artieri, io credo di aver compiuto un dovere e tale dovere dovevo compiere proprio perch7 sono di famiglia piemontese ed era ora che da un piemontese uscisse la verit, per tutto ci0 che % meridionale) 4 pertanto, con la massima buona fede, con le prove alla mano, ho il dovere di comunicare ai lettori, sia italiani che stranieri, la verit,, anche uella che inevitabilmente contraster, con le storielle filofrancesi e filoinglesi della storia ufficiale fin ui elargitaci) Naturalmente la mia permanenza a Napoli dal marzo 9<9: al AL novembre 9<9< ha avuto il suo peso) " /erzechella #, con la sua presenza di donna di casa e d!affari di prim!ordine, ha fatto il resto ))) #) Cali i detti del nostro Autore) Certamente (il lettore 9o vedr,) non viene negato in uesto libro la necessit, storica del 'isorgimento) In uesti ultimi venti anni, dalla fine della seconda guerra

mondiale ad oggi, molte correnti di studi, influenzate dal predominio politico dei cattolici, si sono orientate in uel senso) Il 'isorgimento sarebbe stato uno sbaglio o una colpa, avrebbe infranto e uilibri secolari, contraddetto la saggezza del /apa e, nella usurpazione dei /rincipati italiani, avrebbe costituito un solo, gigantesco peccato mortale) Questo errore gli Italiani avrebbero pagato (o non ancora pagato) mediante la sconfitta nella seconda guerra mondiale. e per esso dovrebbero risistemare, in un disegno presso a poco uguale a uello anteriore dell!Italia divisa in otto +tati, un!Italia contemporanea divisa in otto o pi* regioni autonome e altrettanto separate uanto gli antichi +tati) 1!ordine antico dell!Italia fratta si basava anche e sovratutto sulla accettata sopportabilit, da parte degli italiani di uno o pi* domini stranieri) 1!inesistenza di ogni fierezza nazionale, di ogni sentimento collettivo di dignit, e di carattere, crearono, ai tempi di 3achiavelli e Guicciardini, la morale del proprio " particulare #) 1!idea della " sopportabilit, # di una o pi* dominazioni straniere % ritornata, sotterraneamente, nell!Italia contemporanea. come si % visto e si vede nella uasi completa indifferenza ai grandi problemi del nostro /aese, da par( ! te delle giovanissime generazioni, spinte, col potente tramite dei mezzi monopolizzati di informazione, verso 99 facilismo americaneggiante, l!incoltura, la insofferenza della famiglia, dell!ordine sociale, degli elementari doveri, della stessa educazione all!igiene personale) 1!infiacchimento determinato dall!abbandono graduale dell!etica liberale nello +tato, della morale laica nella vita privata, dispone gli italiani all!accettazione senza eri( tica. produce danni definitivi nello spirito delle nuove generazioni$ distolte dalle idee motrici della aborrita e vilipesa Italia risorgimentale, non indirizzate ad altre di uguale o pi* acuta suggestione$ svanito persino il mito marMistico, nelle convulse tempeste del fallimento storico e pratico della 'ivoluzione russa e nell!urto ideologico tra i nuovi " comunismi #) 5ra il Bertoletti non chiede di associarsi alla schiera dubbia e oscura dei testimoni " a carico # del 'isorgimento) I suoi mugugni, le sue sfuriate, la sua antipatia per il Cavour non provengono come la fiera animosit, di un de +ivo o di un Butta dalla fede nel diritto divino, dalla convinzione della non necessit di uanto accadde dal 9:9E al 9:?L) 1a sua indignazione % di diversa natura, come si legge nel brano autobiografico riportato) 6 uasi un sentimento di giustizia offesa per tutto ci0 che venne perpetrato in danno di Napoli e del 3ezzogiorno. cio% di uella parte dell!Italia che giustamente costituiva una porzione eletta del giardino peninsulare) &al 3ezzogiorno, in molta parte, si estrassero le forze ideali e pratiche per la trasformazione unitaria del /aese. e il dono generoso venne compensato con l!abbassamento a condizione semicoloniale della citt,, capitale per sette secoli di un florido 'egno) Il Bertoletti non indugia sul grande problema delle origini profonde del nostro 'isorgimento. sulla nascita delle forze e dei motivi per cui uell!impossibile miracolo dell!Bnit, venne compiuto) Non parteggia per nessuna delle due teorie sulle sue origini. uella per la uale il 'isorgimento fu il risultato di un movimento intellettuale di >lites, capitanato da pochi aristocratici del pensiero. e l!altra, collegata alla concezione marMistica della storia, per cui l!Bnit, ebbe come motivo dominante la necessit, economica e, cio%, il fenomeno della produzione nella sua varia complessit,. le antitesi di classe e il fenomeno degli scambi, che avrebbero portato alla cacciata degli stranieri e alla costituzione dell!Italia in unica entit, economica) Non si lasci ingannare il lettore dall!apparenza di certe recriminazioni del Bertoletti, appoggiata a cifre e statistiche componenti il uadro di ci0 che venne " preso # da Napoli e dal 3ezzogiorno in cambio di ci0 che venne " dato #) Certamente l!Autore (che % poi un uomo d!affari) non sfugge alla tentazione di adoperare, e lo fa con molta efficacia, il forte argomento delle cose concrete, delle cose economiche, a favore del suo discorso) &!altronde % nel suo diritto e nel suo dovere di storico) 3a, nella sostanza, anche per lui il 'isorgimento %, come dice il de 'uggiero, " un fatto essenzialmente di valori morali$ di onest,, di dirittura, di devozione, di fede, di disinteresse #. o, come con maggiore efficacia esclama Croce, un fenomeno, in cui " spiriti religiosi riempirono e mossero la storia italiana ))) e seppero piegare al loro fine la politica dei gabinetti e convertire le proprie richieste in necessit, e utilit, politiche #) Nel Bertoletti (ricordiamo ch!% piemontese) sussistono due anime$ uella liberale e risorgimentale e

uella tutta vibrante per la protesta meridionalista, per la giustizia offesa tantissime volte da scrittori e agiografi risorgimentali, incaricati di demolire il mito del "regno felice# dei Borboni per soprapporvi uello del progresso nell!Bnit,, nelle tassazioni, nella burocrazia di un!Italia " piemontese #) A me, tante volte, leggendo non senza diletto ueste pagine, % accaduto di ricordare uel passo del crociano " Contributo alla critica di me stesso #, nel uale il filosofo ricorda i suoi parenti nella casa abruzzese di /escasseroli e le conversazioni ascoltate da lui, ragazzo. " ))) in bocca loro coglievo gli elogi di 2erdinando secondo, che era !un buon re!, troppo calunniato e di 3aria Cristina che era una !santa! e, al tempo stesso non udivo pronunziare i nomi degli uomini del 'isorgimento se non di rado e accompagnati da parole di riserbo, di diffidenza, e talvolta di satira per i liberali chiacchieroni e per i !patrioti! affaristi#E) + B! C(4C,, 0ilosofia, 7oesia, "toria, (icciardi, .ilano6#apoli, &)+&, p! &&4?! IV II Bertoletti racconta la storia come un " cunto #, una favola nel senso napoletano) In uesto suo modo bonario e vibrato, drammatico e patetico si scorge il segno principale del suo singolare processo di " napoletanizzazione #) Cosparge, come usa a Napoli, il suo diritto di giudizi sommari, veementi, ingenui, entusiastici come dati nel calor del discorrere, dinnanzi al caff% e ai li uori, in un ricco dopopranzo) +uoi tratti tipici sono i salti di tempo e di concetti e giudizi, propri di chi pensa e scrive senza programma) &a 2erdinando II va a 3ussolini. da Nino BiMio ad Armando &iaz, ma uesto affollamento di idee e di concetti vengono dal fervore di una passione che non teme di deviare nel disordine, nella mancanza di metodo) A noi, poi, uesto timbro % particolarmente caro. uesti accenti del Bertoletti ci riportano alla voce perduta di nostro padre, uando - bambini - ci raccontava le cose dell!Italia. e come uesta /atria era stata fatta, attraverso battaglie, avventure, congiure, miracoli) Ci riporta ai racconti di uando doganiere e cacciatore di contrabbandieri sulle coste della +ardegna - nostro padre ebbe occasione di vedere Garibaldi vecchissimo sulla sedia a rotelle, a Caprera. e di rivolgere la parola a donna 2rancesca Armosino, la moglie dell!4roe) Questo modo di raccontare e uesto racconto stesso evocano magicamente un!Italia " diversa #, nella uale si adoravano cose e luoghi oggi non pi* considerati abbandonati alla dimenticanza e alla decadenza) 4ra l!Italia, come io la chiamo dentro di me, delle " domeniche #. uando nei chiari mattini di primavera i ragazzi, alla mano del loro papa venivano accompagnati ai 3usei, alle letture di &ante, alle visite ai monumenti) 1a prima domenica di giugno si vedevano gli " aspri # bianchi dei colonnelli sfilare alla testa delle truppe per la festa dello +tatuto) I ragazzi, allora, imparavano a compitare sui caratteri delle lapidi commemorative dei grandi fatti, dei grandi uomini, dei martiri e combattenti per l!Bnit,) Quante volte, a mano di ualcuno dei miei maggiori, mi sono soffermato sulla piazza della Carit, a Napoli, in uell!angolo ancora oggi cosD vivo e caldo di antica, barocca e sensuosa umanit, napoletana, allo sfociare della /ignasecca sul fiume di via Coledo, a leggere sul fianco dell!eM albergo Bniverso il marmo in onore di 1uigi 1a 8ista, il poeta fucilato nelle giornate del Quarantotto) Calvolta il Bertoletti s!abbandona alle sue temerarie antipatie come uelle, molto pronunciate, per 8ittorio 4manuele II e Cavour) Il 'e e il suo /rimo 3inistro, dice Bertoletti, non volevano l!Bnit,. che venne promossa sovratutto da mazziniani e garibaldini, generosi portatori dell!idea nelle congiure, negli esilii, nelle galere e sui campi di battaglia) Il /iemonte (e Cavour) non avrebbero fatto altro che profittare degli slanci generosi. eccetera, eccetera) 6 fin troppo facile dimostrare come l'idea (ma per Cavour si direbbe meglio il piano9 dell!unit, nazionale esistesse in lui, nascesse uasi con lui, si connaturasse con la sua stessa persona) +e ne rinvengono tracce nella sua giovinezza, durante i suoi viaggi in 2rancia e in Inghilterra nel 9:AE) +ono bagliori antelucani) Non si scorre senza commozione il folto opuscolo polemico di Camillo di Cavour " &es chemins de fer en Italie, par le Comte /etitti, conseiller d!4tat du 'o>aume de +ar

daigne # (9 maggio 9:=;);, nel uale il Conte traccia uasi lo schema del sistema nervoso d!una Italia collegata dalla libert, commerciale, dalla rapidit, dei trasporti, dal fluire dell!economia sulle rotaie distese da un capo all!altro della /enisola, cosD difficilmente unificabile, per la sua verticalit, geografica, percorsa e divisa in due come un baccello, dalla cordigliera appenninica) 1eggiamo (togliendoci il cappello) il brano stupendo per impeto profetico e per passione italiana, alla pagina ?? del pamphlet cavurriano) /oche righe avanti il Conte, analizzando i vantaggi di una linea ferroviaria da Crieste a 8ienna, destinata a congiungere la Germania all!Italia, ha osservato con realistica precisione - che i vantaggi di ordine economico di uel collegamento sarebbero stati controbilanciati da un aumento " dei mezzi di influenza della casa d!Austria sull!Italia intera #) 3a, con un gran colpo d!ala, Cavour definisce speciosa e infondata uell!obiezione) Ascoltate cosa scrive$ " +e l!avvenire riserva all!Italia delle sorti pi* felici, se uesto bel paese, com!% lecito sperare, % destinato a ricon uistare un giorno la sua nazionalit,, ci0 non potr, avvenire che a seguito di un rimaneggiamento europeo, o per effetto di uno di uei grandi sommovimenti, di uegli avvenimenti in ualche modo provvidenziali sui uali la facilit, di spostare pi* o meno presto alcuni reggimenti, procurata dalle ferrovie, non potrebbe esercitare alcuna influenza) Il tempo delle cospirazioni % trascorso. l!emancipazione dei popoli non pu0 essere l!effetto n7 di un complotto, n7 d!una sorpresa, essa % diventata la necessaria conseguenza dei progressi della civilizzazione cristiana, dello sviluppo dei lumi) 1e forze materiali di cui dispongono i governi saranno impotenti a mantenere sotto il giogo le nazioni con uistate, uando l!ora della loro liberazione sar, suonata. esse cederanno davanti all!azione delle forze morali che aumentano giorno per giorno e che debbono presto o tardi produrre in 4uropa, con l!aiuto della provvidenza, un rivolgimento politico di cui la /olonia e l!Italia sono chiamate a profittare pi* di ogni altro paese #) In uesto suo raro lavoro di scrittura distesa, Cavour consegna, prima ancora di abbozzarne l!inizio, l!intero programma della propria futura opera politica) +ulla immaginata estensione della rete ferroviaria italiana, egli percorre con la mente +tato per +tato, tutta la /enisola da Chamber> a Caranto. e puntualizza la situazione reale delle iniziative private e governative in materia di comu( nicazioni ferroviarie. uasi indugiando a valutare da ci0 che si era fatto e si voleva (o non si voleva) fare, il grado di conducibilit, della grande corrente unitaria, della elettrizzante idea italiana) Gi, in uell!anno 9:=;, le sue constatazioni sono fatalmente coincidenti con lo svolgersi prossimo del grande processo unitario$ rapido dove il nuovo mezzo di civilt, della ferrovia % gi, diffuso, o lo sar, a scadenza breve. lento e difficile in uell!unico +tato (il /apato) dove alla nuova invenzione si opponevano dottrina e politica$ " 1, rieri n!a 7t7 fait - esclama Cavour - et, , l!eMception de la ligne de Bologne , Ancone, si 7ner(gi uement sollicit7e par la 'omagne, on ne songe gu%re a rien faire #) A uesto punto dovremmo tradurre dal Cavour la trattazione ampia e, direi, persino affettuosa fatta per sottolineare, elogiare, ci0 che 'e 2erdinando II aveva gi, realizzato nel 'eame$ la Napoli( Castellammare, inaugurata nel 9:==, prima della 3ilano(3onza e la Napoli(Capua) +ono, per0, ferrovie turistiche, annota il Conte " d!admirables mo>ens de promenade dans les sites en(chanteurs #, ma presto diverranno capolinea d!una rete verso il +ud, verso l!Adriatico con un!opera che " les dispositions bien connues du 'oi # lasciano sperare ricca dei pi* grandi risultati) Il 3ezzogiorno come il +ettentrione saranno presto dotati di ueste nuove vie di comunicazioni il cui effetto " meraviglioso # influir, potentemente sulle sorti della "belle peninsule italienne#) " 4nfin - dice Cavour - dans le 'o>aume de Naples, un s>st%me complet ra>onnant depuis la capitale, fera circuler la vapeur d!une mer , l!autre et, s!7tendant Fus !, Carente ou , 5trante, tendra la main , l!5rient#!) * In (accolta di atti officiali e di diversi scritti pu licati in Italia, in 0rancia, in %ermania, intorno alle presenti vertenze fra l'Austria e il 7iemonte, preceduta da alcune memorie intorno alle "trade 0errate e alle presenti condizioni politiche dell'Italia e dell'Austria, "! Bonamici Compagnia, -osanna, &@4*! Cavour commenta, in francese, sulla (evue #ouvelle, tome VII, & mai &@42, i Cinque discorsi di Ilarione 7etitti, $elle "trade 0errate Italiane e del miglior ordinamento di esse, pu licati in un grosso volume di *+& pagine, l'anno prima a Capolago! -a (evue #ouvelle

presenta lo scritto di Cavour con parole lusinghiere e riconosce che il Conte ha 3 su agrandir l'eApos> d'une question >conomique par des considera tion politiques dont tous les >sprits sages et g>n>reuA appr>cient l'>l>vation et la port>e 5! : Vedi anche .! V4CI#4, 7rimati del (egno di #apoli, .ele ed! s!i!d! V 6 pur sempre con rinnovata meraviglia che si considera (anche e sovratutto oggi che tutto o uasi tutto del 'isorgimento si revoca in discussione e nelle origini e nei risultati) uel " miracolo # travagliato e talvolta oscurato drammaticamente dagli urti tra i suoi protagonisti, dalle loro debolezze e inimicizie ma - alla fine - splendido nel suo finale risultato, cio% il fatto stupendo della nascita di una Nazione) &iversamente dovremmo concludere (ma il nostro Bertoletti sarebbe il primo a mostrarsi di contrario avviso) che uel " miracolo # fu uno s aglio e la malinconica profezia di 2rancesco II di Borbone, all!atto della sua partenza per Gaeta, una realt, attuale) 'ipeto$ anche alti intelletti di patrioti, come il +ettembrini, una volta conseguita l!unit, e iniziata, dopo la grande stagione di poesia, la pesante, grigia e oscura stagione della prosa cedettero alla delusione e concordarono col giovane e sventurato 'e 2rancesco che a Napoli e al bel 'eame incorporato nell!Italia unita non avanzavano " neanche gli occhi per piangere #) Certamente faticosi e tristi furono gli inizi per la nuova Nazione) Cutto andava male e andr, male$ al +ud, dove il problema della miseria e del rinnovamento radicale di terre, economia, costumi, non verr, attuato e neppure promesso, affiorando talvolta come protesta o sogno. o tenuto dai governi centrali in un perpetuo stato di lentissime realizzazioni e permanente speranza del meglio) Al Nord, dove al grande progresso industriale, civile, tecnico s!accompagner,, costante nelle citt, e nelle campagne, la uestione sociale e un sempre rinnovato organizzarsi di movimenti e mutamenti rivolu(zionari, tendenti - sovratutto - all!affermazione del primato settentrionale attraverso varie egemonie politiche) CosD 3ilano " capitale morale # e il triangolo industriale, con Corino e Genova, diventeranno volta a volta centri del socialismo, del fascismo, del comunismo, del populismo cattolico) +empre, in sostanza, a scapito del 3ezzogiorno, della parte " in gi* # del lungo +tivale, uasi a rinnovare e perpetuare l!iniziativa risorgimentale, assunta dalla parte " in su # dell!Italia e rovesciatasi, come sostiene Bertoletti, addosso ai poveri meridionali come un diluvio) 6 ben probabile che tutte le analisi, specialmente eco(nomiche, conducano alla conclusione alla uale sembra pervenire il Bertoletti$ di una maggiore felicit, goduta dai popoli dei vecchi +tati nella confortevole custodia dei regimi paterni, nell!agio delle tran uille citt,, nell!abbondanza di una economia agricola basata sulla forza muscolare del contadino e delle bestie e sulla religione della propriet, ereditaria, nell!ombra protettiva dei duomi e cattedrali, abbazie e vescovadi, parrocchie e pievi dell!Italia sempre (ed anche oggi) immobile nel suo aspetto medioevale) 3a con ci0 non si riesce a negare la necessit, dei fatti accaduti$ della 'ivoluzione liberale alla uale venne affidato il compito di preparare lo spazio per la nuova storia, di sempre pi* allargate dimensioni. secondo la legge di crescita e il pulsare misterioso dei cicli umani) Cavour, in distanza ci appare - appunto come il grande rivoluzionario di uest!epoca) Altro che contrario all!Bnit,. egli non pensava ad altro e non gi, come pura astrazione, ma come tessuto di fatti, avvenimenti, istituti, opere, capaci di tenere in piedi la futura Nazione) +ul suo giornale torinese il (isorgimento il @@ marzo 9:=: scrive una anticipatrice professione di fede$ " l!audacia % la vera prudenza ))) la temerit, pi* savia della ritenutezza #) Agli elettori di 8ercelli, lo stesso anno, parla dell!" Italia unita e libera # (ma non fu eletto). e ancora sul (isorgimento il 9@ no( vembre 9:=< stabilisce, per la prima volta la "ua dottrina di rivoluzionario, d!una specie nuova, che s!armava di prudenza$ " +appiasi che la nostra fede nella Costituzione % inconcussa$ fra i primi l!invocammo. e siccome la difendemmo da repubbliche, dalle costituenti mazziniane, la difenderemo sempre, con ogni nostra possa, contro altri insensati e perfidi suoi nemici) 1!idea vera italiana noi la coltiviamo ognora, ma scevra di esagerazione, ed % perci0 che ancora pi* sacra ci appare ora, che non fosse nella pienezza della sua esaltazione #) 6 gi, la dottrina del giusto mezzo,

come tattica da praticare durante le imprese unifDcatrici del prossimo decennio) Non siamo ancora nel clima delle guerre di indipendenza) Cavour parla, ormai, per conto di un!Italia ch!era - per il momento - soltanto il 'egno sardo, ma gi, nella sua mente tutta la Nazione unita$ lN Italia che " aveva interesse a impedire il trionfo russo # in Crimea e impedire (sin da alloraI) l!ingresso della 'ussia nel 3editerraneo (seduta alla Camera di Corino, ; febbraio 9:EE). l'Italia la cui " condizione anormale e infelice !)))% stata denun(ziata all!4uropa, non gi, da demagoghi, da rivoluzionari esaltati, da giornalisti appassionati, da uomini di partito, ma bensD da rappresentanti delle primarie potenze di 4uropa, da statisti che seggono a capo dei loro Governi, da uomini insigni sensibili assai sin alla voce della ragione che a seguire gli impulsi del cuore)))!, ecc. l'Italia a cui, nel 9:E:, pensava il Cavour con un!amministrazione autonoma delle 'omagne, profondi mutamenti nei &ucati e nell!Italia meridionale, cose - dice uno scrittore (il 'osi) - non facili da ottenersi ma che pro( babilmente egli chiedeva per mettere bastoni tra le ruote dei diversi governi d!Italia #:) Certamente lo sguardo di Cavour era unitario ed egli pensava in termini italiani< ma non s!allargava nei progetti pratici, all!Italia intera. non raggiungeva, per assenza assoluta di esperienza diretta, i problemi della /enisola, dall!Alpi a 3arsala) Cavour non era stato a Napoli, a /alermo, a Bari. non pose mai piede nella +ardegna da cui traeva nome il 'egno(prototipo, proposto alla futura Italia) 1ui stesso confesser,, come ricorda il Bertoletti, di aver idee pi* chiare e pronte circa i problemi delle miniere inglesi che di uelli di Napoli e dei territori meridionali) 3ancava di esatte informazioni) Nella famosa lettera al Nigra, la +icilia - per lui - % " le arance #. Napoli e le provincie meridionali, " i maccheroni #. uelle e uesti da servirsi alla imbandigione del 'e piemontese) 1e provincie del +ud, ai suoi occhi, appaiono avvolte in una nebbia prodotta dalla lontananza) Napoli e l!eM 'egno del +ud costituirono per lui ualcosa di simile ad un incubo$ 9) per la possibilit, di mutarsi in una ase, praticamente incrollabile, della dittatura di Garibaldi, con immenso imprevedibile danno per l!idea unitaria. @) per le potenti insorgenze antiunitarie, legitti( mistiche, centripete) A Napoli, conformemente alla profezia di 'e 2rancesco II non rimasero neppure gli occhi per piangere, ma % anche vero che Cavour non ebbe tempo di riparare alla grande depressione dell!antica, gloriosa capitale del 'eame sette volte secolare, a citt, di provincia) 2urono lacrime, rivolte, tumulti e proteste accorate non soltanto di Napoli. ma nella stessa Corino spossessata anche se vincente. ma a 2irenze, strappata alle illusioni del suo proprio primato) Il destino drammatico di Cavour si chiude con la travagliata morte, oppressa dal peso terribile e glorioso della nuova " realt, # di 'oma, capitale dei due regni. uanto dire sigillo d!un!unit, incompiuta o gi, divenuta problematica nel momento stesso di compiersi) Quante ombre, nel suo magnanimo delirio, il Conte Camillo non vedeva allungarsi sulle " magnifiche sorti e progressive # preconizzate del /oeta) @ In $izionario del (isorgimento nazionale, Vallardi, .ilano, &)/?, II, *2/ e segg! VI Commuove, poi, nel libro di Bertoletti lo slancio entusiastico messo nella rivalutazione, nella difesa, nell!apologi, dei lazzari, dei riganti, del lumpenproletariat napoletano, insorgente contro lo straniero invasore) 6 una vecchia storia uesta dello strenuo eroismo popolare napoletano, emergente nelle plebi masanielliane del 9;=?. nei combattenti straccioni contro i francesi dello Cham(pionnet, nelle " tre giornate # dal @9 al @A gennaio del 9?<<. nelle "masse# del Cardinale 'uffo, con uista(trici di Napoli in una marcia imitata da Garibaldi, dal sud della /enisola verso nord. o tra il @: settembre e il 9G di ottobre del 9<=A negli scugnizzi e operai lancia tisi contro i carri " Cigre # nazisti del colonnello +choll) 8i si rivela ci0 che 8incenzo Cuoco chiama la " disintelligenza fra le classi colte e uelle popolari che portava uasi al coesistere di due popoli diversi ))) per due secoli di tempo e per due gradi di clima #) 6 un valore sconfinato uanto estemporaneo, uasi fine a se stesso, anche perch7 nelle occasioni in cui si libera (le principali le abbiamo dette) gli manca il sostegno di una direzione coerente, di una " intelligenza # di comando) 6 uesta la ragione massima della pallida traccia

lasciata da uesto eroismo popolare nelle storie$ nessun cronista di parte lazzaresca ha fermato i fatti principali delle rivolte e insurrezioni della plebe napoletana in generale. delle lotte di strada contro lo Championnet e i francesi nel gennaio del !<<, in particolare) 6 ben giusta la rampogna del Bertoletti alla storiografia liberale per la distratta nota(zione di uell!avvenimento e dei tremila popolani caduti nei combattimenti) 3a % debito di verit, osservare che non avremmo nozione di uel valore sfortunato senza le ampie, se pure generalizzanti, citazioni proprio dei contemporanei di parte liberale$ principale nemico dei lazzari, il generale Championnet stesso) Cuttavia sappiamo poco o niente, nel dettaglio, sui fatti avvenuti in uelle sessantasette ore, tra il @9 gennaio mattina e il @A pomeriggio dell!ultimo anno del secolo O8III <) Cercheremo, ui, di integrare con ualche nostra ricerca uelle del Bertoletti) Intanto$ perch7 si battevanoP 4rano migliaia, in una infissabile uantit, 9L, folle e s uadre, gruppi e reparti mutevoli come ac ue in moto) 4rano privi di capi e di organizzazioneP 2orse ne possedevano in forma embrionale e sempre aleatoria) Non sarebbero state possibili - altrimenti le resistenze nei tre forti del Castel dell!5vo, del Castel Nuovo e del Cannine, uest!ultima protratta dopo la resa degli altri) &el resto dai tempi masanielliani, al 3ercato, si eleggeva un capo(lazzaro e il Croce riporta il nome di uell!Antonio +abato e del suo vice, 2abiano, eletto nel 9?:< e che il 9: agosto del 9?<L si rec0 sotto i balconi della 'eggia per rassicurare il 'e 2erdinando sulla fedelt, e il buon ordine di Napoli durante il viaggio dei sovrani alle corti italiane e a 8ienna u) Non sappiamo se il +abato e il 2abiano fossero vivi, in carica e partecipi agli avvenimenti delle Cre Giornate del 9?<< e alla 'eazione del giugno di uell!anno con le bande del Cardinale 'uffo) &i altri due 1azzari ci trasmette il nome il Croce, Aniello 'usso e 2rancesco /ezzodipane, della contrada /iliero, alla stra( da della 3arina. e sono contenuti nel racconto della tragicomica avventura dell!avvocato giacobino napoletano Nicola 2asulo, impiccato - poi - nell!agosto al rientro della Corte) Gruppi, grumi, bande, compagnie di uartieri e di contrade uesti lazzari si animano di un misterioso sentimento collettivo di difesa della loro terra, della loro citt,, di ualcosa che essi non sapevano definire e non era - in uei giorni del gennaio 9?<< - neppure il 'e, che era fuggito malgrado le loro proteste di non farlo e affidarsi a loro 9@. neppure il sentimento religioso, il fanatismo gennariano e sanfedista sobillato assiduamente tra le loro fila, dice il Cuoco, da " preti e monaci fanatici, i uali benedicendo le armi di un popolo superstizioso in nome del &io degli eserciti accrescevano con la speranza l!audacia e con l!audacia il furore # 9A) 4ntrava ma soltanto in parte, nella loro risolutezza, la gelosia delle donne che essi sapevano appetite dai vincitori francesi e uesto, dice il Croce, " sin dai tempi angioini #) 3a non era, in assoluto, soltanto uesto impulso e uesta reazione) 6 molto probabile trovare nel loro istinto fanciullesco la ragione di uel terribile gusto al gioco della morte) Cutte le cronache descrivono l!incredibile ingenuit, dei lazzari, il selvaggio loro candore, la loro credulit,) Basti ricordare dal gi, citato racconto crociano come l!avvocato 2asulo abbindolasse uelli che stavano per fucilarlo. come il 'occaromana e il 3oliterno, chiusi in Castel +ant!4lmo con altri trentun patrioti, si liberarono, con una scoperta astuzia, dei centotrenta lazzari posti a presidio e s!impadronirono della fortezza, il @9 di gennaio del 9?<< 9=. e con uanta entusiastica volubilit, passassero da un umore all!altro, spassandosi a " far fessi # i francesi di Championnet che odoravano le loro mani e i loro denti, per coglierne il tanfo della polvere da sparo e fucilarli subito. ed essi a mondarsi masticando scorze di limone e strofinandosene) /robabilmente il diversivo della guerra, l!uso degli strumenti di essa come i fucili, i cannoni, ai uali - in condizioni normali - essi non accedevano e dovevano guardarli come i rari, magici mezzi della forza e della potenza, creava uel primo senso di felicit, d!esserne in possesso e di poterli adoperare senza controllo) +alvo la cronaca anonima, tratta da un diario anonimo, senza data e senza segni di altra identit, scovata dal Croce 9E, non si posseggono documenti delle Cre Giornate del !<<, con testimonianza dalla parte lazzaresca) 1e notizie principali occorre chiederle agli avversari. le troviamo nella lettera del Generale Championnet al &irettorio del @; gennaio 9?<< (; piovoso, anno 8II). nella descrizione, che % un vero e proprio " reportage #, di 4leonora 2onseca /imentel, nel " 3onitore repubblicano # (primo numero del 9= piovoso, anno 8II della libert, e I della 'epubblica napoletana una e indivisibile), oltre gli accenni nel " +aggio # del Cuoco, nella " +toria # del

Colletta e in alcune memorie e diari (il &e Nicola, il 3annelli, il /alermo, eccetera)) Questi do( cumenti non permettono un rigoroso uadro d!insieme della battaglia dei lazzari, ma consentono di vederne dei brani$ ua e l,) Championnet, da stratega, indica i movimenti delle sue unit, (Qellermann a destra, sbuca a Capodimonte. Calvin al centro, scende da Capodichino. &uhesme, viene lungo il mare dal ponte della 3addalena e il Carmine), ma non racconta la battaglia 9;) 1a /imentel (una grande giornalistaI) dispone meglio ambienti e personaggi) Il lunedD @9 alle 99 del mattino, compaiono le prime colonne francesi, discendendo da /oggioreale e via 2oria) /resso a poco sulla attuale piazza Carlo III si trovano schierate alcune centinaia di " schiavoni # o " camiciotti # appartenenti al disciolto reggimento albanese di 'e 2erdinando) 8!erano altri soldati, popolani, ragazzi, donne molto probabilmente) I francesi furono accolti da scariche vivacissime e funeste) Arretrarono) Cercavano - dice la /imentel - di attirare i lazzari all!aperto, in campagna. per manovrare e stringerli) &a +ant!4lmo (occupato dai repubblicani con l!accennato stratagemma) tirarono a palla sui lazzari di 2oria) Costoro si diradarono) 8erso sera i francesi vengono avanti) 1a notte copre col suo cupo gelo i combattenti) Cutto tace) &all!alto di +ant!4lmo si scorgono file regolari di lumi su Capodimonte$ sono i reparti di Qellermann) Nella fortezza, asserragliati, si trovano Gerolamo /ignatelli, /rincipe di 3oliterno e 1ucio Caracciolo /rincipe di 'occaromana, designati dai lazzari come loro capi, per essersi battuti uno in 1ombardia (dove perse un occhio) e l!altro a CaFazzo (ferito ad una gamba) contro i francesi, ma passati ai repubblicani, - in vista dello scatenarsi d!una spaventosa anarchia e con l!intento di provvedere al minor male della citt,) 3oliterno e 'occaromana decidono di mandare il tenente 4leuterio 'uggiero (poi colonnello della !'epubblica, decapitato dalla reazione il @L gennaio 9:LL) a verificare la situazione, scrivono ai cin ue componenti del governo municipale (si chiamavano -a Citt, uattro nobili e un plebeo abbiente) e al Cardinale arcivescovo perch7 le s uadre popolane desistano dalla resistenza) In uest!andirivieni s!arriva alle ; del mattino) I popolani attaccano) Bn segreto di uest!aggressivit, risiede, probabilmente, nel gran numero di cannoni in possesso dei lazzari) /rovenivano dai parchi di artiglieria del mastodontico, disciolto esercito condotto da 2erdinan(do I8 e dal 3acK a 'oma, e rientrato precipitosamente. sconfitto prima ancora di combattere una battaglia campale contro l!esigua armata di Championnet, torturata - del resto - dalla valorosa incessante guerriglia degli abruzzesi) I lazzari s!erano spartite le artiglierie e avevano imparato a servirsene, rapidamente e facilmente, istruiti da gente del mestiere) I plotoni francesi credevano di marciare all!assalto di barricate e ostruzioni deboli. si trovarono di faccia a veri schieramenti di cannoni che sparavano - con effetto disastrosissimo - a zero) &onde infinite manovre aggiranti e assalti per cogliere i difensori alle spalle attraverso strade e vicoli sconosciuti, aperti a tutte le imboscate) Nell!assalto delle posizioni lazzaresche al 3ercatello, il Calvin cattur0 - soltanto ui ventisei pezzi d!artiglierian) &!altra parte i repubblicani erano pi* istruiti sulla guerra di strada che non gli ingenui popolani del /endino e del 1avinaio) 4ssi tiravano dalle finestre e scomparivano. il lazzaro non sapeva lasciare il selciato della via e del vicolo, cosD i gruppi popolani vennero decimati dai fuochi provenienti dice la /imentel - " uali da +an Giovanni a Carbonara, uali dai finestroni dell!5spedale degli Incurabili #. ed erano a sparare uasi tutti studenti di medicina, in pratica presso l!ospedale e perci0 detti " prattici #) Anche in altri luoghi le s uadre popolane furono prese alle spalle) Cra le < e le 9L di sera del martedD @@ gennaio, accompagnato da 'uggiero, un distaccamento francese da Capodimonte si rec0 a +ant!4lmo) Con altri repubblicani il medesimo distaccamento scese per la strada 3adonna dei +ette &olori, dirigendosi verso il 1argo dello +pirito +anto e il 3ercatello (l!attuale /iazza &ante)) Qui secondo gli accordi si sarebbe dovuto congiungere col gros( so di Qellermann in discesa da Capodichino) 3a l!appuntamento fu mancato) I lazzari avevano fermato Qel(lerman presso a poco all!altezza dell!attuale +alita 3useo. &uhesme, a /orta Capuana, aveva subito terribili perdite) 'epubblicani e francesi dovettero risalire la collina e andare a chiudersi nel forte) 1!armata di Championnet, penetrata nel cuore di Napoli era immobilizzata. dovette cercare posizioni preminenti sulle alture di +anta 1ucia del 3onte e dell!Infrascata) I movimenti di un esercito regolare sono, per il loro stesso raziocinio, pi* lenti di uelli di gruppi

privi di disegni tattici, di organizzazione) CosD i lazzari corsero la citt,, per linee interne - come si direbbe - battendo ora in uesto, ora in uel punto il nemico che s!erano prescelto 9:) Nella mattina di mercoledD il generale in capo francese dispose le artiglierie per un bombardamento indiscriminato della Citt, e ordin0 da +ant!4lmo di tirare sugli altri tre castelli$ dell!Bovo, Nuovo e del Carmine se non avessero abbassati gli stendardi reali) Il Carmine si ostin0 a resistere. fu cannoneggiato a lungo da +ant!4lmo. in uno con la folla assiepata dinnanzi al /alazzo reale per entrarvi a saccheggiare) 3orirono alcuni. gli altri depredarono la dimora del 'e e dopo due ore e mezzo (dice la /imentel) Championnet potette entrare a Napoli, ritirandosi a pernottare nel /alazzo +antobuono) Come agirono i lazzariP Come si divisero, in uanti e uali gruppi occuparono i uattro castelli, tenendone treP /ochissimi nomi di capi, sono noti) I cento trenta di +ant!4lmo li comandava un 1uigi Brandi " lazzaro ancor esso e ferocissimo #, dice il Colletta 9<) Nella tradizione e nella descrizione dell!entrata a Napoli di Championnet, viene notato come capo di tutti i lazzari uel 3ichele 3arino detto il pazzo, accompagnato da altro detto /aggio, uesti " piccolo mercante di farina #, l!altro cosD agnominato " per giovanili sfrenatezze #@L) 3a del 3arino, ovvero 3ichele il pazzo, ci viene tramandato altro attributo onomastico dal cronista 3arinelli che nel suo $iario @9, rarissimo, dice$ " ))) fu fatto ufficiale ed ebbe nel tempo repubblicano buon soldo #) 1!agnome % " macchiavello #, forse per l!astuta pieghevolezza) 4ra un " cassaduoglio # o oliandolo (secondo il 3arinelli) e si rec0 a trattare la resa presso il uartier generale di Championnet) 2u con uistato dalle buone maniere del generale francese, ne accompagn0 l!entrata come certifica 4manuele /alermo nella .emoria ristampata dal &umas$ " le truppe francesi erano precedute da un tal /oerio calabrese che veniva con l!armata e tra lui e il generale cavalcava un capolazzaro di nome 3ichele 3acchiavello) Costui era patriota d!inclinazione ed era stato maneggiato dai patriotti di Castel Nuovo) Gridava$ !8iva Ges*!, 8iva 3aria, 8iva +an Gennaro, 8iva la libert,) Quel popolo poc!anzi cosD feroce replicava le stesse parole con trasporti di gioia #) /overo 3icheleI &oveva possedere certamente un raro acume politico e il senso della realt, se, dominato dal presagio del peggio, durante il breve periodo della cuccagna repubblicana invitava i suoi figliuoli a profittare dell!aleatoria fortuna, con una frase divenuta poi proverbiale presso i vecchi napoletani$ " 3agnate, magnate, e! !a cap! !e tata pav7 ))) # cio%$ " Badate a saziarvi che, presto o tardi, papa pagher, con la testa #) Infatti, 3ichele il pazzo, con un altro capo lazzaro Antonio Avella detto " pagliuchella #, membro plebeo della prima 3unicipalit, provvisoria di Napoli insediata il @; gennaio da Championnet, fu impiccato il @< agosto 9?<< @@) Altro capo della plebe nomina il Croce, nella persona del negoziante 8errusio, gi, deputato del popolo) 1e sue bande contrastarono tenacemente il possesso di Castelnuovo ai repubblicani durante la battaglia delle Cre Giornate) Non sappiamo chi fosse l!intrepido difensore del Carmine) 'ifiut0 di abbassare lo stendardo del 'e uando tutti lo abbassarono. n7 sappiamo cosa seguisse al rifiuto) Il Cilibrizzi cita, forse sulla scorta del Colletta, come capo lazzaro uello stesso /aggio, Giuseppe, farinaio @A) 8a osservato, a uesto punto, come i capi dei lazzari, per uanto ne sappiamo, non erano "lazzari# veri e pro(pri, non appartenevano al ceto cosD chiaramente delimitato dal Croce$ facchini, commessi, inservienti di negozi principalmente, funaioli, ferrari, cotonieri, stagnini, chiavettieri, ferri vecchi, conciatori di pelli, sarti, calzolai@= (ma il Croce non nota i " cacciavino #, cio% i garzoni di vinaio. i commessi dei farinai o " vammaci,ri #, gli uomini di fatica degli oliandoli e salumai)) I lazzari, in gran parte, componevano la manovalanza addetta al commercio all!ingrosso e al minuto e perci0 i padroni di bottega, per il loro prestigio e autorit,, diventavano i naturali comandanti delle loro bande, gruppi, masse, eserciti) Non si deve escludere una legittima motivazione di difesa delle botteghe e del loro contenuto in uesta embrionale organizzazione) 4 si capisce anche, a uesto punto, l!accanimento a resistere - sovratutto per stornare il pericolo maggiore$ il saccheggio dei negozi e depositi, esposti per primi alla cupidigia del vincitore) Quanti ne cadderoP Il Bertoletti nel commosso e bel capitolo dedicato ai lazzari e a Championnet, narrato con movimento di " favola vera #, assume la cifra di altri storiografi$ tremila) 2orse furono di pi*) Nel rapporto di Championnet al &irettorio si parla della " terrible boucherie # fatta da &uhesme, che aveva avuto il suo campo di /orta Capuana sbaragliato dalle cannonate e dagli assalti

dei lazzari) 4 lo stesso generale in capo racconta come un gruppetto di uesti eroi della plebe assale un brigadiere e tre granatieri serventi di un pezzo di artiglieria, strappa il cannone dalle loro mani, lo volge ai francesi facendo strage a sua volta) /er ottenere la capitolazione del forte del Carmine fu necessario ordinare l!incendio dei uartieri 3ercato, /endino, 1avinaio) Gli assediati uscirono, in traccia delle loro donne, dei loro bambini) Nessuno ha descritto con mano d!artista ueste scene) 4sse sono perdute con il ricordo di tanto valore) 2u una inutile epopeaP I grandi gesti non sono mai inutili) Cuoco dice ch!essi, i lazzari, anche dopo la resa si ritirarono meno avviliti dei vincitori che indispettiti contro coloro che ritenevano traditori) Anzi, il Botta ipotizza persino che essi avrebbero potuto rendere dubbio l!evento vittorioso dei francesi, senza la " uinta colonna # dei giacobini operante alle loro spalle) /overi napoletani, coraggiosi, ingenui e sempre traditi@E) ) .AB(IC, 0AB(,, "ouvenirs du %enerai Championnet, 0lam6marion, 7aris, s!d!, 2@&! &? -a popolazione pro a ile di #apoli superava i +??!??? a itanti e l'esercito di lazzari C valutato da Championnet da 4? a *?!??? uomini! ,rano, perD, masse capaci di dilatarsi e di fondere nel giro di minuti; ora accaniti com attenti, ora festanti, ridanciani compagnoni del soldato francese, in una infinita serie di mutazioni e di episodi tragici e farseschi! ,rano davvero 3 ces hommes >tonnants 5 del (apporto di Championnet al $irettorio< comandati da 3 chefs intr>pides 5! && C(4C,, Variet di storia letteraria e civile, serie prima, -aterza, &)/+, pp! &)2 e segg! 9@ I&), id!, pp) 9:L(9:<) &/ Cuoco, "aggio storico sulla rivoluzione napoletana del &:)), con intr! note e app! di #ino Cortese, Vallecchi, 0irenze, &)2*, EV, pp! &?+ e segg! &4 -'inganno C narrato da C4--,''A, "toria del (eame di #apoli, Ist! ,d! It! .ilano, Voi! primo, E-IV, 24)! #icolo Caracciolo, fratello del (occaromana, d'accordo con i repu licani di fuori, fece venire un folto gruppo di gente inerme, per stornare i sospetti, a offrirsi al Castello per rafforzare la difesa contro i 0rancesi! .andD nella notte il Brandi, capolazzaro, di scolta fuori delle mura e accanto ad ogni sentinella popolana, pose, pretesto di raddoppiare la sorveglianza, uno dei congiurati! Brandi, richiamato d'urgenza durante l'ispezione, fu su ito messo in catene chiuso nei sotterranei, le sentinelle ammazzate o catturate dai 3 compagni 5, gli altri lazzari rimasero s andati e tagliati fuori! &+ C(4C,, F! e, pp! &)/ e segg! &* II rapporto C nel citato 0AB(,, "ouvenirG, ecc! ma non integralmente riportato! Contiene il rano; 3 -es -azzaroni, ces hommes etonnants, les r>giments >trangers et napolitains, >chap6p>s des d> ris de l'arm>e qui avait fui devant nous, sont de h>ros, renferm>s dans #aples! 4n se at dans toutes le rues, le terrain se dispute pied pied< les -azzaroni sont command>s par des chefs intr>pides; le 0ort "aint6,lme le foudrois, la terri le aion6nette les enfonces< ils se replient, reviennent la charge, s'ava6cent avec audace, gagnant souvent du terrain !!! 5, ecc! &: #el ilancio della vittoria di #apoli, Championnet comunica di aver preso /?? cannoni, tutti i parchi del nemico, + cittadelle, 9LL bandiere) Bna gran parte dei cannoni era passata nelle mani dei lazzari che - dice C5114CCA, R) e, p! @=: - " sguernivano le artiglierie dei castelli e gli arsenali #) &@ H curioso notare come la topografia delle rivolte napoletane segua itinerari o ligati! "i confrontino le azioni antinaziste svolte durante le Iuattro giornate, dal 2@ settem re al & otto re &)4/ 8e per queste v! 3 -e Iuattro %iornate, "critti e testimonianze, con una premessa di %! -eone, .arotta, ed! #apoli, &)+/9 con il disegno approssimato della attaglia dei lazzari contro Championnet! &) l! e, p! 24)! 2? -o dice il C4--,''A, id! id! 2& -BI%I C4#04('I, #apoli nel &:)), Anfossi, #apoli, &@)), p) 9;?, trascrive dal $iario del 3arinelli e riporta la notizia su 3ichele il /azzo) @@ Antonio Avella (d!Avella), ora vinaio, ora rigattiere ora venditore ambulante di castagne al forno) 3arinelli, citato da Conforti, dice$ " /er essere contrario alla Corte fu applicato della 'epubblica avendo l!ufficio di grasciere nella citt,) +ebbene non sapesse n7 scrivere, n7 leggere pure avea

buona testa #) +i veda anche, GIN5 &5'IA, "toria di una capitale, 'icciardi, Napoli, 9<E:, p, @@;, in nota) Avella fu impiccato il @: agosto 9?<<, con 3ichele 3arino) 2/ CI-IB(IJJI, II pensiero, l'azione, il martirio della Citt di #apoli, ecc, Conte ed!, &)*&, I, p! &@4! 24 C(4C,, F! e, pp! &@)6&)?) 2+ C! B4''A, "toria dei popoli italiani, #istri, 7isa, pp! &/4 e segg! VII Quante giuste rivendicazioni, nel libro del Bertoletti, uanti accenni e abbozzi di sentenze di appello. comprensibili oggi. ieri, uasi assurde) Il luogo comune della ferocia reazionaria del Cardinal 'uffo. la sempre sottaciuta infamia del Nelson, nel processo al Caracciolo, nell!annullamento dei patti di capitolazione con gli uomini della 'epubblica napoletana. la crudelt, di 2erdinando II. l!opera delle sette e societ, segrete, contro le uali il Bertoletti non si scaglia con minor veemenza d!un de +ivo e d!un Butta) Il nostro Autore possiede la facolt, del furore) Gli avvenimenti in mano sua riac uistano uno scottante calore di vita. riescono a spingerlo all!ira. a farlo uscire dalla sua scorza di storico ed entrare nella pelle di ualche personaggio o di ualche - sia pure - comparsa, ma viva e operante. per decidere forse a favore di ci0 che non avvenne o vendicarsi di ci0 che avvenne, almeno con una invettiva) 4 in uesto appassionarsi perviene, talvolta, come nell!efficace e bel capitolo sul 'egno di +ardegna nel 9:@9 a comporre il suo amore meridionalista e napoletanista che l!orienta contro uella unificazione della /atria, iniziata da Carlo Alberto uasi sul ritmo dell!ode manzoniana$ +offermati sull!arida sponda volto il guardo al varcato Cicino ))) con la sua natura sempre vigile, ventenne, di combattente della prima guerra mondiale) /er uella guerra, nei suoi rovesci e nelle sue fortune - gli italiani - lo abbiamo detto - vissero il loro pi* bel momento) Il Bertoletti non pu0 rompere l!invisibile legame e teme, per elogiare una dinastia e un regno scomparsi nel dramma del 'isorgimento, di tradire in ualche modo i sentimenti, la passione, la fedelt, alla poesia di tutto ci0 che nel passato (dal uale tutti proveniamo e del uale % impossibile liberarsi) gli fu sommamente caro) 4, dun ue, eccolo a scusarsi con la dinastia di +avoia delle responsabilit, ch!egli % costretto ad addebitarle per la caduta del 'eame di Napoli e per tutto ci0 che di deviato avvenne durante il processo risorgimentale) 3a il suo scopo principale, del resto, % ben preciso e onesto$ vuoi restituire a Napoli e al 3ezzogiorno se non uelli reazionari, almeno i meriti che Napoli e il 3ezzogiorno vantarono nel mandare avanti l!idea liberale, nell!arricchirla del pensiero napoletano, nel nobilitarla nel sangue e nelle sofferenze dei 3artiri e dei condannati napoletani) Gino de +anctis mi raccont0 di un suo zio, cospiratore pugliese per il 'isorgimento, carbonaro e ospite delle fosse della 2avignana e dell!erga( stolo di 3ontefusco. si chiamava +igismondo di Castromediano @;) Bna volta ritornato a libert,, col nuovo 'egno, il Castromediano pose le catene, trascinate per tanti anni, come un trofeo di fiori a capo della sua scrivania) 4 uando andavano a parlargli delle sue traversie di carcerato politico, rifiutava. limitandosi ad indicare la strana decorazione parietale) Jo pensato a uest!episodio a proposito del presente libro) Jo pensato ch!esso sar, letto da moltissimi, che figurer, in chiss, uanti scaffali a Napoli e nel 3ezzogiorno. e che ai suoi possessori capitando di dover discutere o disputare sulla sempre presente e dolorosa condizione di disparit,, di giustizia tradita, di menomazione storica, di cui l!antico 'eame soffre dal 9:;L, baster, un gesto. baster, indicare uesto volume di Cesare Bertoletti, scritto come abbiamo gi, detto, col " cuore in mano # da un piemontese appassionato) 2* "igismondo Casttomediano, duca di .orciano, marchese di Cavallino, signore di sette aronie fu li erale, moderato, alieno da sCtte e congiure! ,ra nato nel &@&& e nel &@4@ partecipD ai moti in provinvia di -ecce! 7erch> no ile 8e con castello avito9 fu punito severamente dalla reazione; trent'anni di lavori forzati, nelle peggiori galere; .ontefusco, .ontesarchto, ecc! ,ntrD nel6 l'amnistia, con "ettem rini e altri< fu trasportato a Cadice e im arcato per #eK LorM, ma per il fortunato colpo del figlio di "ettem rini, approdD con gli altri in .anda e poi a -ondra! 7assD

nell'emigrazione napoletana a 'orino e nel salotto della aronessa "avio lesse la prima redazione delle sue .emorie! -a citt di -ecce le pu licD a spese del municipio e le ozze del primo volume gli vennero presentate pochi giorni prima della morte, al suo letto, in una camera del suo diroccato castello! "i spense il 2* agosto &@)+! Conservava in cassaforte la casacca rossa di forzato! -e memorie si intitolano 3 Carceri e galere politiche 5! 'oma, 9 novembre 9<;; GI58ANNI A'CI4'I

A N7erzechellaO con riconoscenza =

&4&ICA In omaggio alla verit, e alla giustizia, dedico uesto studio di storia patria agli Italiani dell!Italia meridionale e, sopratutto, alla memoria del napoletano 4nrico &e Nicola che di verit, e giustizia % stato fedele assertore durante la sua intemerata vita, sia come principe del 2oro, sia come insigne uomo politico) 4 dell!insigne uomo politico napoletano % mio dovere ricordare come, in uesta epoca nella uale la politica spesso si confonde con l!affarismo, 4gli - esempio imperituro per i contemporanei e per i posteri - ricoprD le pi* alte cariche dello +tato, donando sempre, da gran signore al servizio della /atria, cuore, ingegno e cultura, chiudendo infine la propria esistenza in nobile povert,)

Cesare Bertoletti

PREFAZIONE 6 noto da sempre che la storia ufficiale delle guerre e delle rivoluzioni la scrive la parte vincitrice,

mentre la parte soccombente, appunto perch7 tale, non ha alcuna possibilit, di chiarire o di rettificare tempestivamente le affermazioni dei vincitori) +olamente dopo vari decenni, e a volte dopo secoli, gli avvenimenti e le conseguenze politiche economiche e sociali che da essi derivano, si possono esaminare obiettivamente e serenamente alla luce di documentazioni storiche tenute nascoste o ritenute per lunghissimi anni non degne di considerazione) 3a il tempo % galantuomo e passato il periodo passionale, legato alla vita degli attori degli avvenimenti storici e alla vita dei loro immediati successori, inevitabilmente eredi, anche se solo in parte, delle passioni politiche dei predecessori, la verit, viene poco a poco a farsi luce permettendo cosD, a chi di storia si interessa, la giusta messa a fuoco di uanto realmente accadde in un determinato periodo storico) 6, pertanto, con doloroso stupore che milioni di Italiani abbiano dovuto constatare come, celebrandosi ufficialmente il primo centenario dell!Bnit,, tutto sia stato fatto dai promotori dD tale celebrazione tranne la ricerca della verit, storica di tutti gli avvenimenti che portarono alla felice e gloriosa conclusione) In conseguenza di ci0 nell!animo degli Italiani in buona fede, e di ualsiasi regione, ma sopratutto nell!animo dei meridionali, % rimasto un senso di amarezza che, unitamente alla propaganda di un regionalismo del cui sviluppo ancora non sD vede uale sar, la conclusione, non potr, certo portare ad una unione pi* stretta e pi* intima tra gli Italiani del sud e uelli del nord) 4 uesto, soprattutto, si sarebbe dovuto realizzare celebrandosi il centenario dell!Bnit, nazionale) &al punto di vista storico % doveroso ricordare come le idee politiche, i moti e le richieste di innovazioni costituzionali per il governo dei popoli, ebbero origine in +icilia fin nel lontano 9:9@ e poi, nel 9:@L e nel 9:=:, anche a Napoli. e dopo, come conseguenza, nell!Italia settentrionale) +ta di fatto che la storia dell!Italia meridionale dalla met, del 9?LL ad oggi, e uindi la storia del 'egno Borbonico, delle ualit, del suo esercito, della sua marina (sia da guerra che mercantile), delle ricchezze o meno delle sue regioni e soprattutto dell!importanza nazionale ed europea del pensiero dei filosofi, degli economisti e dei politici meridionali, % sempre stata falsata, sia ufficialmente, sia dai singoli, e in modo tale da fare apparire tali regioni come misere, arretrate e dD peso, morale e materiale, per le altre provincie italiane, mentre invece, % vero esattamente il contrario) 5ssia % vero che con l!unione dell!Italia meridionale al resto della penisola, tale regione ha dato enormi ricchezze e ne ha ricevuto in cambio la rovina delle proprie industrie e della propria agricoltura facendo sempre la parte della Cenerentola, subendo anche la mortificazione di ricevere aiuti dai vari governi che si sono succeduti in Italia, come un parente, povero e svogliato, ne pu0 ricevere da un parente ricco che sa far pesare il suo dono. mentre, invece, l!Italia meridionale ha pieno diritto di riavere uanto le % stato tolto sia moralmente che materialmente) Chi scrive ha piena coscienza della gravita di uanto afferma, ma ha altrettanta piena coscienza di poter dimostrare come uanto afferma sia rispondente a verit,, sicuro che, riconosciuta tale verit,, si potr, con animo sereno giudicare fatti, personaggi e popolazioni in modo pi* vicino alla realt,, rendendo cosD giustizia ad un buon terzo della popolazione Italiana) 4 inoltre chi scrive tiene a far sapere di non essere un meridionale, ma di appartenere ad una famiglia piemontese e di non essere uindi spinto al presente studio da sentimenti o da interessi regionalistici, ma solo dall!amore per la verit, storica e per la giustizia) A uesta non lieve fatica hanno portato conforto gli incoraggiamenti di varie persone colte ed intelligenti nate e viventi in varie regioni Italiane) Cali persone sono convinte che uesta opera, che % soprattutto un faticoso lavoro di ricerche e di esame di documenti, potr, se non altro richiamare 8attenzione di tutti gli studiosi di storia patria sulla necessit, di "rifare la storia del 'isorgimento #) Come del resto uaranta anni or sono lo scrittore, senatore ed infine 3inistro 2erdinando 3artini, fiorentino arguto ed intelligente, affermava con le seguenti parole$ " 1a storia del 'isorgimento d!Italia % non solo da fare ma da rifare, e conviene riconoscere che le passioni politiche, lo spirito cortigianesco, l!ignoranza di documenti che gli archivi tenevano celati, indussero per lungo volgere

di tempo gli scrittori delle patrie storie ad approvare o a criticare, ad esaltare o a condannare uomini e cose che non meritavano # " ni cet eMc%s d!hon(neur ni cette indignit7 #) 1!Autore

Capitolo I 1A &INA+CIA &4I +A85IA 4 1!BNICS &!ICA1IA

&opo la caduta di Napoleone, e la conseguente restaurazione degli antichi +tati, tra le varie dinastie la Casa di +avoia era la pi* antica. regnante da circa un millennio e l!unica che vantasse, da secoli, una visione politica e un passato politico militare di carattere europeo. ed era naturale che ci0 fosse, data la posizione geografica della sua sede) Infatti per secoli i conti, i duchi, i principi di +avoia (poi re di Cipro, di +icilia e infine di +ardegna) avevano partecipato da attori o da spettatori interessati a tutte le vicissitudini europee e agli scontri militari e politici che nei vari secoli si ebbero tra le maggiori potenze, ossia$ 2rancia, Inghilterra, +pagna, /aesi bassi, Austria) Quindi, mentre gli altri regnanti nelle varie province o stati italiani ragionavano in termini regionali o provinciali o addirittura campanilistici, la Casa di +avoia, da sempre, ragionava e operava in termini europei) 5ltre a uesto, i membri della Casa di +avoia avevano dato luminoso esempio di ualit, militari e, senza risalire a Bmberto Biancamano o al Conte 'osso o al Conte 8erde, baster, ricordare il grande 4manuele 2iliberto, detto "testa di ferro#, e il grande condottiero europeo principe 4ugenio ( salvatore di 8ienna dall!invasione ottomana), per avere la spiegazione storica delle virt* militari di tali /rincipi) Ci furono nella storia risorgimentale italiana degli illusi (forse Ciro 3enotti e i di lui seguaci) che proposero al re di Napoli 2erdinando II, che, ventenne, era salito al trono, di mettersi a capo di un movimento italiano di indipendenza e diventare cosD " re d!Italia #) 3a il giovanissimo 2erdinando II, tutto preso dal grande lavoro di risanamento delle piaghe ereditate dalle guerre e dalla dominazione napoleonica, non prese nemmeno in considerazione tale proposta e la mise in ridicolo dicendo che il suo regno era per tre uarti limitato dall!ac ua salata, ossia dal mare, e per un uarto (a nord) dall!ac ua santa, ossia dai domini pontifici) 4 se nel 9:=: mand0 in 1ombardia il valoroso generale Guglielmo /epe alla testa di 9L)LLL uomini che si coprirono di gloria a Curtatone, a 3ontanara, a Goito e in altri fatti d!arme, riportando ferite, morti e decorazioni al valore, lo fece, unitamente al Granduca di Coscana, senza entusiasmo e solo per seguire l!esempio di /io IO, le cui truppe partirono contemporaneamente per la pianura lombarda agli ordini del generale &urando) &opo Novara, Guglielmo /epe, con pochi volontari, corse a difendere la repubblica di 8enezia, rimandando a Napoli il rimanente delle truppe borboniche) 4 vedremo poi le vere ragioni di uesto rinvio, avvenuto unitamente a uello delle truppe toscane) Carlo Alberto gi, da principe ereditario aveva sofferto il dramma risorgimentale, uando, nel 9:@9, essendo reggente del trono, in assenza del re, d!accordo con un gruppo di militari carbonari, elargD la Costituzione di +pagna) 3a il re Carlo 2elice sconfess0 Carlo Alberto che dovette andare in esilio) 1!Austria, chiamata dal re Carlo 2elice, mand0 le sue truppe e tutto fu rimesso nello stato di prima, ossia nello stato nel uale il /iemonte, come tutte le Nazioni d!4uropa, si trovava prima delle con uiste napoleoniche) Naturalmente, condanne a morte, carcere ed esilio ce ne furono in abbondanza) Come ce ne furono in abbondanza nel 9:AA, uando, salito al trono Carlo Alberto, si ebbero nuove congiure e sommosse, e in tale occasione, come vedremo in appresso, furono condannati a morte anche 3azzini e Garibaldi i uali espatriarono clandestinamente) 3a superata tale crisi, l!orientamento liberale di Carlo Alberto, se non sempre evidente e deciso, fu fermamente ed inaspettatamente rivelato a 3assimo d!Azeglio, da lui ricevuto alle sei del mattino di un giorno del 9:=E) &opo che d!Azeglio gli aveva esposto le sue impressioni circa le opinioni dei liberali dell!Italia centrale e settentrionale, raccolte in un lungo viaggio in carrozza da 'oma a Co( rino, Carlo Alberto cosD gli parl0$ " 2accia sapere a uei signori che stiano in uiete e non si muovano, non essendoci per ora nulla da fare) 3a siano certi, che presentandosi l!occasione, la mia vita, la vita dei miei figli, le mie armi, i miei tesori, il mio esercito, tutto sar, speso per la causa italiana #) 4 Carlo Alberto mantenne la parola data a 3assimo d!Azeglio, in segreto senza testimoni e senza esserne sollecitato, pagando poi con l!abdicazione e l!esilio il disastro della " fatal Novara #) Il figlio di Carlo Alberto fece poi meglio e di pi* del padre, pur non pensando, unitamente al suo

ministro Cavour, alla riunione di tutta l!Italia in un solo +tato) 1!Bnit, d!Italia era l!idea di 3azzini e veniva ritenuta un!utopia dallo stesso Cavour) +olo la folgorante marcia garibaldina da 3arsala a Napoli fece comprendere in /iemonte che il sogno di 3azzini poteva diventare una realt,. e allora, dimenticando diplomazia e correttezza, senza nessun preavviso, l!esercito piemontese invase gli +tati pontina e borbonici) 4 per l!Bnit, della /atria ci voleva veramente uello che il destino dette all!Italia$ ossia una grinta dura e una volont, decisa e altrettanto dura, uanto uella di 8ittorio 4manuele II e il di lui coraggio unito alla sottile diplomazia del conte di Cavour) Cutto uesto ho desiderato esporre affinch% sia ben chiaro che se nel corso di uesto studio si troveranno critiche ed osservazioni pesanti nei confronti del governo piemontese, dei suoi generali o di altre figure del 'isorgimento, tali critiche ed osservazioni saranno fatte solo in omaggio alla verit,, non per sminuire per partito preso la gloria e i meriti risorgimentali del /iemonte e dei membri di Casa +avoia) Gloria e meriti indiscutibili che si debbono riconoscere ad una dinastia di /rincipi religiosissimi, tra i uali si annoverano santi e anche delle sante, riconosciute almeno per tali dalla tradizione popolare (come 3aria Cristina sposa di 2erdinando re di Napoli e 3aria Clotilde sposa di Gerolamo Bonaparte)) Ciononostante tale dinastia, nell!interesse supremo della /atria, non esit0 ad assumere un atteggiamento non conformista nei confronti della Chiesa, anzi un atteggiamento laico, giungendo alla abolizione del 2oro ecclesiastico e alla confDsca dei beni degli istituti religiosi) Atteggiamento che ebbe fine ufficialmente solo con la firma dei /atti 1ateranensi) 4 a uesto proposito % bene ricordare il vero spirito col uale 3ussolini li aveva sottoscritti, riportando le parole da lui pronunciate alla Camera dei &eputati il 9A maggio 9<@<$ " nello +tato la Chiesa non % sovrana e nemmeno libera) Non % sovrana per la contraddizione che non lo consente. non % nem( meno libera perch7 nelle sue istituzioni e nei suoi uomini % sottoposta alle leggi generali dello +tato ed % anche sottoposta alle clausole speciali del Concordato #) 3a solo chi non fa non sbaglia e gli atti di chicchessia possono prestare il fianco alle critiche) 4 sarebbe poco intelligente e contrario alla logica se, volendo sviscerare determinati avvenimenti in omaggio alla verit,, non si cercasse il vero anche se diverso da uello messo in circolazione dalla storia, inevitabilmente romantica e romanzata, dei vincitori) A uesto punto, dopo un secolo di esaltazione della Casa +avoia e di denigrazione dei Borboni di Napoli, % opportuno ricordare una frase scritta il 9A dicembre 9:;L dall!eroico re 2rancesco II in una lettera diretta all!imperatore Napoleone III, che invano lo sollecitava ad arrendersi abbandonando la fortezza di Gaeta alle poderose forze assedianti) 2rancesco II non voleva arrendersi e scriveva$ " i 'e che partono difficilmente ritornano sul trono, se un raggio di gloria non abbia indorato la loro caduta #) Questa veramente regale frase, letta oggi, dopo oltre un secolo e dopo avvenimenti storici pi* recenti, ha la potenza di un monito e il valore di una profezia) 8edremo poi a uale altezza di valore seppero giungere soldati ed ufficiali borbonici e la stessa moglie di 2rancesco I1 II nome di uest!ultima, che riempiva di ammirazione gli stessi avversari, passer, poi alla storia oltre che per il coraggio indomito, anche per una risposta veramente regale, data all!assediante generale Cialdini, che si era offerto per proteggerla dai bombardamenti dei cannoni piemontesi di lunga gittata) Capitolo II INGJI1C4''A, 2'ANCIA, AB+C'IA 4 I1 'I+5'GI34NC5 ICA1IAN5 &opo aver reso omaggio all!apporto dato dai +avoia al 'isorgimento italiano e alla regalit, di 2rancesco e di 3aria +ofia di Borbone, prima di accingerci ad esaminare i vari avvenimenti che si susseguirono in Italia dalla rivoluzione francese al 9:?L, % necessario porre la nostra attenzione sui vari atteggiamenti politici, assunti di volta in volta dalle potenze europee gravitanti con i loro interessi nel mare 3editerraneo, attorno alla penisola italiana) +i vedr, allora come l!amore patrio di pensatori e di eroi italiani, le doti guerriere o le debolezze di case regnanti, l!acutezza d!ingegno di politici, gli entusiasmi e gli odi popolari, venissero di volta in

volta utilizzati da 2rancia e Inghilterra, solo e sempre dal punto di vista dei loro interessi nel mare 3editerraneo) Interessi ben lontani dalle romanticherie e dai romanzi politici con i uali attorno alle suddette /otenze si % sbrigliata la fantasia degli Italiani da pi* di un secolo ad oggi) 2rancia ed Inghilterra, come del resto l!Austria, nel diciottesimo secolo e poi nel diciannovesimo, aiutando od osteggiando il movimento risorgimentale dell!Italia, hanno solo e sempre mirato ad un unico scopo, che % uesto$ fare cose utili alla propria potenza) 4 cosD vedremo la stessa Inghilterra e la stessa 2rancia favorire o meno l!Bnit, d!Italia osteggiandosi fra di loro. e vedremo l!una o l!altra di ueste due potenze identificare talvolta i propri interessi con uelli della stessa Austria, nemica del 'isorgimento Italiano) In politica non c!% posto per la poesia e il romanticismo) Calvolta anche i poeti si sono commossi esaltando o denigrando atteggiamenti politici altrui. ma si tratta di poeti e appunto perch7 tali vedevano le cose dietro il velo del sentimento) 3a sollevando tale velo, la realt, politica, ossia il freddo e cinico interesse altrui, appare nella sua cinica e disumana realt,) 1!Inghilterra al Congresso di Btrecht, che nel 9?9A aveva messo fine alla guerra di successione di +pagna, volle che al principe di +avoia venisse dato il possesso della +icilia (poi cambiato col possesso della +ardegna) col titolo di re) 4 uesto affinch% sulle Alpi occidentali ci fosse uno stato forte abbastanza per ostacolare una espansione della 2rancia verso la penisola italiana) Nello stesso tempo per0 l!Inghilterra seguiva una politica filoasburgica, per favorire l!allargamento del potere austriaco in casa nostra, ostacolando cosD la potenza dei regnanti borbonici gi, padroni della +pagna e della 2rancia e uindi del 3editerraneo) In appresso, durante la guerra dei sette anni, uando cio% si verific0 un riavvicinamento franco( austriaco, l!Inghilterra cerc0 di attirare la +pagna nella propria area politica col miraggio di aiutarla a farle riprendere il possesso delle provincie italiane passate all!Austria) 1!Inghilterra, poi, ridivenne amica dell!Austria durante le guerre napoleoniche sostenendo contemporaneamente i Borboni di Napoli per l!evidente necessit, di poter usare i porti meridionali per la sua flotta mediterranea) &opo la caduta di Napoleone si vide, al Congresso di 8ienna, l!Inghilterra sostenere efficacemente l!ingrandimento del /iemonte, mediante l!assorbimento della repubblica di Genova, e nello stesso tempo sostenere il consolidamento della potenza Austriaca in Italia) 1!ingrandimento del /iemonte favoriva la compattezza di tale +tato che doveva costituire una barriera all!espansione francese e con la scomparsa della repubblica di Genova (che aveva a suo tempo ceduto la Corsica alla 2rancia) si toglieva un punto di appoggio agli eserciti francesi) &!altra parte la 2rancia, se pure non volle avere un atteggiamento favorevolissimo all!ingrandimento del /iemonte, finD di vederlo con un occhio non malevolo, considerando il regno di +ardegna un utile ostacolo ad una ulteriore avanzata austriaca verso le Alpi occidentali) Nel trentennio susseguito ai Crattati di 8ienna, l!azione politica dell!Austria della 2rancia dell!Inghilterra nella penisola Italiana fu la seguente$ Austria e 2rancia si fronteggiavano e l!Inghilterra fiancheggiava l!Austria in funzione antitaliana) CosD uando nel 9:@9 si ebbero i moti liberali prima a /alermo, a Napoli e poi in /iemonte, l!intervento delle truppe austriache nei due +tati fu appoggiato dal governo britannico) 1o stesso fece l!Inghilterra nel 9:A9 uando le truppe austriache fiaccarono i moti della 'omagna e nei &ucati, mentre la 2rancia assisteva passiva disilludendo cosD i liberali che contavano su un intervento francese, almeno politico, in loro favore) &!altronde la con uista dell!Algeria da parte della 2rancia non aveva certo suscitato entusiasmi e consensi inglesi, dato che tale con uista faceva aumentare il prestigio e la potenza francese nel 3editerraneo) +i inizi0 cosD una politica antifrancese da parte dell!Inghilterra, mentre la collaborazione anglo( austriaca apparve chiarissima dalle stesse dichiarazioni di 3ettermeli, ministro austriaco. il uale non si perit0 di affermare che in caso di guerra provocata dalla 2rancia, l!Inghilterra era stata incaricata di vegliare sulla sicurezza degli +tati italiani e di garantirli contro ogni attacco) 4sposto uanto sopra e sperando di avere dato una abbastanza chiara idea del come si formassero e si modificassero, di volta in volta, simpatie e inimicizie tra le maggiori potenze europee, prima di

accingerci ad esaminare gli avvenimenti svoltisi dal 9:=: al 9:?L, % bene considerare sia la situazione politica che uella economica del regno delle &ue +icilie, ossia dell!Italia meridionale) Ci0 perch7 lo scopo di uesto faticoso studio % di rendere giustizia ad una parte cosD importante della nostra /atria, mettendola storicamente nella sua giusta luce, da sempre offuscata da leggende e da falsit,, purtroppo tuttora erroneamente ritenute valide da una notevole parte degli stessi Italiani) Capitolo III I1 '4GN5 &4114 &B4 +ICI1I4 C5N CA'15 III II lettore non pi* giovane, che avr, la pazienza di seguire uesto nostro studio sull!Italia meridionale, non sempre potr, essere in grado di riesumare dalle sue memorie scolastiche e universitarie come uando e perch7 si stabilD in Napoli la reale dinastia dei Borboni spagnoli) Il lettore giovane, e pi* ancora uello giovanissimo, seguendo i moderni programmi di studi non avr, avuto nemmeno modo di soffermarsi su tale periodo di storia patria) 6 uindi utile ricordare rapidamente come avvenne la ascensione al trono di Napoli di Carlo III, primo re della dinastia borbonico(napoletana, e cosa furono il suo governo e uello dei suoi successori fino alla rivoluzione francese) &opo due secoli di vicereame spagnolo e ventisette anni di triste dominazione austriaca, &on Carlos, infante di +pagna, figlio di 2ilippo 8 di +pagna e di 4lisabetta 2arnese, sua seconda moglie, giunse a Napoli il giorno 9L maggio 9?A=, dopo aver sconfitto le truppe austriache che avevano tentato di resistergli dalla 8al /adana fino ai confini del regno) Il viaggio non fu semplice. anzi fu molto movimentato ed anche drammatico) Carlo, congedatosi dai suoi genitori a +i viglia, raggiunse, per via terra, Antibes dove si imbarc0 su di un vascello scortato da una s uadra anglo(spagnola e da tre galee toscane) Il @? dicembre 9?AA sbarc0 a 1ivorno e poi si rec0 a 2irenze, dove fu informato che le truppe austriache avevano evacuato pacificamente /arma e /iacenza e dove regnava un ramo dei Borboni di +pagna) 1a +pagna, avendo dichiarato guerra all!Austria, sbarc0 trentamila uomini a 1ivorno, mentre 2rancia e /iemonte occupavano la 1ombardia) 3ontemar, comandante dell!esercito spagnolo, si diresse verso Napoli attraverso la Coscana e gli +tati /ontifici, " per salvare i napoletani dall!oppressione, dalla violenza e dalla tirannia degli Austriaci che si erano insediati in uelle regioni #) 2ra le alterne vicende, e dopo una non troppo accanita resistenza dell!esercito avversario, Carlo III rimase padrone di tutto il reame delle &ue +icilie) Ci0 premesso, e passando ad esaminare l!operato di tale re, si pu0 dire, in sintesi, che il suo regno fu caratterizzato dalle grandiose opere da lui eseguite, facendo di Napoli una delle pi* belle capitali europee) 2u rimodernato il palazzo reale donandogli uell!aspetto sontuoso che ha attualmente e che lo fa ritenere uno dei pi* fastosi palazzi appartenenti a case regnanti) 2urono costruiti il palazzo di Capodimonte e la reggia di Caserta, dovuti al genio del 8anvitelli e Napoli divenne il centro pi* brillante della cultura musicale, con la costruzione del teatro +an Carlo, il pi* grande, meglio attrezzato e pi* signorile, tra i teatri europei e dove il genio dei musicisti Napoletani e +iciliani, per oltre un secolo, mise nella dovuta luce e con risonanza mondiale il valore della musica del !?LL e dei primi anni dell!:LL, tuttora viva nel cuore e nell!intelletto degli amatori e degli studiosi di tale nobile arte T 2u costruito a Napoli l!imponente " Albergo dei poveri # che, per le dimensioni e i regolamenti che lo reggevano, era superiore in modo incommensurabile a tutti gli altri Istituti che in Italia e all!4stero avevano scopi similari) In tale periodo le famiglie nobili delle province costruirono nella capitale del regno i loro palazzi di rappresentanza e la citt,, gi, meravigliosa per la sua forma di anfiteatro disteso sul golfo dominato dal 8esuvio, divenne definitivamente una metropoli regale) A Capodimonte fu fondata la famosa fabbrica di ceramiche, che sono ancora conosciute nel mondo come " ceramiche di Capodimonte #. e a 4rcolano prima e a /ompei dopo si intrapresero gli scavi che dettero luogo all!istituzione del monumentale museo archeologico napoletano per la raccolta delle opere d!arte venute alla luce)

Carlo III cur0 particolarmente il miglioramento dell!universit,, l!istituzione di un tribunale di commercio e progett0 un "Codice Carolino# che doveva unificare le undici legislazioni rimaste nel regno uale eredit, delle varie dominazioni subite dall!Italia meridionale) 3iglior0 gli studi nautici e stipul0 trattati commerciali con numerose potenze europee) Intanto nella prima met, del secolo diciottesimo (9?LL(9?EL) nell!Italia meridionale si erano affermati, nel campo intellettuale, notevoli ingegni che lasciarono una solida impronta nella cultura sia italiana che europea) Cra tali intelletti % doveroso ricordare il Giannone, il Galiani e il Genovesi) /ietro Giannone nel 9?@A scrisse l!" Istoria civile del reame di Napoli #, tradotta in francese, in inglese e in tedesco, suscitando un!eco immensa) 2iero sostenitore dei diritti dello +tato, afferm0, come conseguenza, l!indipendenza dello +tato dalla Chiesa, dimostrando altresD come la propriet, ecclesiastica si estendesse ai uattro uinti del regno e rappresentasse un furto a danno dello +tato) +comunicato dall!Arcivescovo di Napoli si rifugi0 a 8ienna presso Carlo 8I che gli accord0 protezione e favore e una pensione annua di fiorini 9LLL) 'itornato in Italia, fu espulso da 8enezia, da 3odena e da 3ilano e ripar0 a Genova dove scrisse$ il " Criregno #, ostilissimo alla Chiesa, perch7 ne indic0 l!ostruzionismo alle nuove idee e ne critic0 la credenza di essere &epositarla della " verit, #) A Ginevra /ietro Giannone cadde in un!imboscata) Il marchese d!5rmea, ministro di Carlo 4manuele III re di +ardegna, per fare cosa gradita al /apa e li uidare favorevolmente certe uestioni ecclesiastiche pendenti tra 'oma e Corino, si adopr0 ad ingannare il Giannone e per riuscire ad impadronirsi di lui, gli fece suggerire da persone di sua fiducia di recarsi entro i confini sabaudi, a tre miglia da Ginevra, per celebrare la /as ua in terra cattolica) AderD il Giannone all!invito e giunto nel regno di +ardegna fu fatto prigioniero e chiuso nella cittadella di Corino e poi in uella di Cava) Il /apa ringrazi0 il 'e compiacente e il suo ministro, e l!infelice scrittore stette in prigione dal 9?A; al 9?=:, anno di sua morte, nella cittadella di Corino) 1a cattura del Giannone fu definita da Cesare Balbo, scrittore e patriota piemontese, come " una grave macchia per il /iemonte #, ma da altri si opin0 che la " grave macchia # non si limitasse al solo /iemonte ma si estendesse anche a tutti coloro che di tale morte gioirono) 2erdinando Galiani, nato a Chieti, di ingegno fervidissimo, di spirito arguto e faceto, compD studi interessanti sulla moneta, sulla navigazione nel 3editerraneo, sul commercio del grano, " +ui doveri dei principi neutrali verso i principi guerreggianti e di uesti verso i neutrali # ed elabor0 altre numerose opere) Antonio Genovesi, nato a Napoli nel 9?9A, discepolo di 8ico, ebbe cattedra di 3etafisica all!universit,) /ubblic0 le " 3editazioni filosofiche sulla religione e sulla morale #, oltre ad opere come la " 1ogica # e la " &iocesina o sia della filosofia del giusto e dell!onesto #) Carlo III incoraggi0 notevolmente i pittori del tempo, fond0 una fabbrica di arazzi e una scuola di incisioni su pietre dure) Nel 9?E@ si aprD la 'eale Accademia di architettura) Nel 9?E< il 'e di +pagna morD senza prole e in conseguenza Carlo III fu proclamato 'e di uel regno, sua patria di origine) &ato che il primogenito di Carlo III era infermo, e che il secondo era stato dichiarato erede al trono di +pagna, il terzogenito 2erdinando, di solo otto anni, fu chiamato a succedere al padre sul trono delle &ue +icilie) 1!et, infantile del figlio obblig0 Carlo III a nominare una reggenza di due persone$ ossia del ministro Canucci ( toscano di brillante ingegno chiamato dal 'e a Napoli fin dal 9?AE, e dove divenne ministro di Giustizia e poi degli 4steri) e del principe +annicandro) Il giovanetto 2erdinando assunse il titolo di 2erdinando I8 e crebbe robusto ma di scarsa cultura) Nel 9?;? raggiunse la maggiore et, di anni 9; (sic) e in tal modo cess0 la reggenza, ma il Canucci, rimanendo al suo fianco, continu0 ad essere il personaggio politico pi* importante) Nel 9?;: 2erdinando I8 spos0 3aria Carolina d!Austria, figlia dell!imperatrice 3aria Ceresa e

sorella di 3aria Antonietta regina di 2rancia, decapitata, come il marito 1uigi O8I, durante la rivoluzione francese) &urante il regno di 2erdinando I8 e 3aria Carolina scoppier, la rivoluzione francese e tutta l!4uropa sar, messa a so uadro e con essa anche il regno di Napoli) Capitolo I8 I1 '4GN5 &4114 &B4 +ICI1I4 &A1 9?;: A11A 'I851BHI5N4 2'ANC4+4 1a sposa di 2erdinando I8, 3aria Carolina, figlia di 3aria Ceresa d!Asburgo, era cresciuta a 8ienna con i fratelli Giuseppe (poi imperatore d!Austria) e /ietro 1eopoldo (poi granduca di Coscana)) Canto lei che i fratelli erano stati allevati in una atmosfera di riforme e di avversione verso lo strapotere dei religiosi, e tali sentimenti port0 con s7 uando divenne 'egina) CosD, mentre il marito 2erdinando si compiaceva di vivere col popolo, adottandone il linguaggio, i gusti e le usanze, 3aria Carolina, donna vivace e di brillante ingegno, si sentD portata verso una politica moderna e spinta verso le nuove idee dei pensatori napoletani) /ensatori che, cominciando dal 8ico, precedettero di gran lunga nel tempo e nella profondit, dei concetti i pensatori francesi antesignani della rivoluzione del 9?:<) 1o stesso Giambattista 8ico, napoletano vissuto dal 9;;: al 9?==, % tuttora attuale come pensatore merc7 i suoi studi filosofico(morali e uelli storico(letterari e di giurisprudenza, che lo portarono ad affermare l!intima unione tra la filosofDa e la storia) Cale affermazione % la chiave di volta del pensiero vichiano e il segreto della sua attualit,) Come pedagogista il 8ico precorse altri studiosi, anche stranieri, e l!importanza del filosofo in uesto settore fu avvertita per la prima volta da 8incenzo Cuoco, nato nel 3olise nel 9??L e morto a Napoli nel 9:@A, il uale affermava " essere l!istruzione e l!educazione una medesima cosa e dovevano essere universali, pubbliche ed uniformi, e date a tutti i cittadini senza distinzione di classe#) Quindi l!istruzione primaria doveva essere gratuita, a tutti accessibile, e impartita secondo programmi approvati dallo +tato con un metodo di ispirazione vichiana seguendo il principio dello sviluppo graduale dello spirito) Cra gli altri pensatori meridionali sono da ricordare particolarmente il grande Gaetano 2ilangieri, figlio del principe di Arianello e della duchessa di 2ragnito, il uale, nato a Napoli nel 9?E@, pubblicava, a soli diciannove anni, il volume della " /ubblica e privata educazione # e nel 9??= il volume delle " 'iflessioni politiche #) Con esse il 2ilangieri condannava il dispotismo e sosteneva i governi moderati, affermando che$ " i governi debbono provvedere alla conservazione e alla tran uillit, dei cittadini # riformando l!ordine e i modi di governare, i sistemi che regolano le ricchezze pubbliche e private, le leggi civili e uelle penali riguardo alle confessioni religiose, ai rapporti domestici, all!onest, dei costumi e allo incremento della cultura) Cale opera fu veramente insigne per la modernit, e l!arditezza dei nuovi concetti in essa espressi e per l!eco che suscit0 in Italia e fuori) 3olti anni dopo, Napoleone, /rimo Console, mostrava a Carlo, figlio del 2ilangeri, il libro di suo padre, dallo stesso Napoleone tenuto sul proprio tavolo di lavoro, a portata di mano, nella sala del Consiglio di +tato ove erano elaborate le nuove leggi penali. presentando il libro, Napoleone disse$ " Ce Feune homme notre maDtre , tous # ossia " uesto giovane % stato il maestro di tutti noi #) Nel 9?:= 2erdinando I8 per le esortazioni della 'egina 3aria Cristina premi0 il 2ilangieri, concedendogli una pensione e permettendogli di abbandonare l!ufficio di membro del Consiglio supremo delle 2inanze e di ritirarsi a Cava per poter meglio dedicarsi ai suoi studi) Intanto la regina era entrata a far parte di una loggia di " liberi muratori #, ne proteggeva i lavori e ne accoglieva entusiastiche lodi e tra esse uelle in versi del poeta U7rocades, versi a lei dedicati uando salv0 e liber0 dal carcere i liberi muratori fatti incarcerare dal 3inistro Canucci@) 4 bench7 il 'e 2erdinando I8 non avesse osato affrontare le prove per essere ammesso tra i liberi muratori, lo stesso poeta cantava$ 8iva viva il gran 2erdinando nostro /adre e nostro 'e) 4leonora /imentel 2onseca scriveva anche lei dei versi per esaltare la 'eggia$ versi che Benedetto Croce definD di " contenuto cortigiano in forma metastasiana #)

&opo l!espulsione dei Gesuiti dal regno di Napoli fu elargita una pensione di trecento ducati annui a Giovanni Giannone figlio di /ietro Giannone) Il ministro Canucci, sollecitatore di tale pensione, dichiar0 che " non conveniva alla felicit, del Governo e al decoro della +ovranit, il permettere che resti nella miseria il figlio del pi* grande, pi* utile e pi* ingiustamente perseguitato uomo che il 'egno abbia mai prodotto in uesto secolo #) Nuove scuole e nuovi collegi furono aperti e, nonostante le rimostranze di alcuni vescovi, gli insegnanti furono scelti con intendimenti liberali, scevri di ogni esclusivismo religioso) 2iorirono pubblicazioni ardite e geniali come i " +aggi # di 3ario /agano, e scritti di 2rancesco Conforti su materie civili ed ecclesiastiche) 2urono soppressi parecchi conventi, ristrette le decime ecclesiastiche, interdetti gli ac uisti delle manimorte, estesa la giurisdizione laicale e si dichiar0 non valida ualun ue Bolla /apale priva di regio consenso) 4, infine, nell!anno 9??; fu deciso di non presentare pi* al /apa l!annuo tributo della Chinea (cavallo bianco riccamente bardato), e di ?LLL ducati d!oro in segno di vassallaggio del 'e verso il /ontefice, suscitando lo sdegno del /apa che ogni anno ripet% la sua protesta fino al 9:E<) 'e 2erdinando I8, amante della caccia e della vita all!aperto, % rimasto famoso nella storia delle manifatture napoletane per una sua originalissima trovata) 1ui soleva passare la maggior parte delle giornate a Caserta e nei suoi dintorni, ed un giorno pens0 di istituire nei pressi della reggia vanvitelliana, in localit, +an 1eucio, una manifattura di seta) Cale manifattura ebbe una organizzazione specialissima e completamente nuova ed originale per i suoi tempi) Indubbiamente alla creazione di tale manifattura contribuirono le idee e le dottrine del 2ilangieri, e per tale ragione la fabbrica di +an 1eucio fu definita dai contemporanei come la pi* bella opera dovuta agli insegnamenti del 2ilangieri stesso) 2urono costruiti, allo scopo, diversi edifici per i labora(tori ed altri per le case degli operai e furono assunti molti giovani di ambo i sessi sorvegliati e diretti dal parroco del luogo e da altri sacerdoti) Con macchine e telai, fatti venire dall!estero, la fabbrica in breve funzion0 in modo egregio dando una produzione ottima e fine, rimasta tuttora famosa) I principi base che governavano la fabbrica di seterie di +an 1eucio erano tre$ 9G ( 1!educazione pubblica, prima origine della pubblica tran uillit,) @G ( 1a buona fede, prima virt* sociale) AG ( II merito, sola distinzione tra gli individui) 1!istruzione era obbligatoria per sei anni. prescritta la uniformit, del vestire. il matrimonio permesso solo agli operai provetti ed abolite le doti. aboliti i testamenti e nelle successioni parit, di diritti tra maschi e femmine) 4 (attenzioneI) obbligo ad ogni lavoratore di versare una tenue ali uota di guadagni ad una cassa della carit, istituita a beneficio degli invalidi per malattia o per vecchiaia) 5ssia dopo un secolo di diffamazione operata a danno dell!Italia meridionale oggi si deve ammettere che ivi, circa due secoli fa, si esperimentava l!organizzazione del lavoro in termini di uguaglianza e di previdenza sociale. previdenza sociale che solo da un uarantennio % diventata una realt, per tutta la penisola, mentre i famosi " diritti dell!uomo # furono emanati dalla rivoluzione francese uindici anni dopo la stesura delle regole politico(economiche e sociali di +an 1eucio A)Inoltre, secondo Corrado Barbagallo, la propriet, feudale fu, nel Napoletano, e non nel Nord d!Italia, colpita da riforme, prima da Carlo III e poi da 2erdinando I8 e molte terre passarono dalle mani di oziosi e inetti signori a uelle di borghesi arricchiti, pi* capaci e pi* volenterosi) +pecie verso il mare, terre da secoli incolte vennero dissodate e messe a coltura. terreni ac uitrinosi in Calabria, in /uglia e altrove, vennero bonificati) Incoraggiati dalle esenzioni venticin uennali e uarantennali, concesse dal governo, gli agricoltori intrapresero uelle piantagioni di ulivi che fino ad allora avevano trascurate, e gli orti, e i frutteti della Campania, non solo alimentarono una popolazione divenuta pi* densa, ma permisero una larga esportazione dei loro prodotti) Il commercio interno ed esterno, ravvivato, reclam0 nuove strade carrozzabili. strade selciate, e molte nuove, vennero aperte, e dalla popolosa capitale parecchie irraggiarono in tutte le direzioni, per oltre 9@LL miglia di lunghezza)

Altrettanto notevole fu la ripresa economica delle citt, costiere) 1a pugliese Gallipoli mand0 i prodotti della campagna circostante in Germania, in Boemia, in Bngheria e si calcola che il suo commercio mise in circolazione nel 'egno oltre 9=)LLL)LLL di ducati) Il porto di Bari si avvi0 a ricon uistare l!antica importanza. marinai del +alernitano pescavano il corallo e le spugne per tutte le coste d!Italia, della +ardegna e della Barberia) Anche la +icilia, da secoli sonnolenta, si ridest0 poich7 all!estero si richiesero vini ed agrumi. le falde dell!4tna e dei 3onti /eloritani, sino all!estrema punta del 2aro, cominciarono a coprirsi di vigneti e di agrumeti e il porto di Catania ac uist0 nuova importanza) /er tali condizioni si venne a formare un ceto medio colto ed ardito, di giuristi, di avvocati, letterati, industriali, agricoltori, al uale si andava mescolando una parte della giovane nobilt,) Questa " gentr> # meridionale, come la chiama lo scrittore inglese GoodVin, cominci0 ad avere " il pi* gran peso nel governo # ed ebbe parte grandissima nel primo 'isorgimento della /enisola) Gentile lettore, spero di essere riuscito a dare un!idea consona alla verit, di uello che erano e di come pensavano 2erdinando I8 e 3aria Carolina al principio del loro regno, e dell!importanza degli studi politici e sociali dei pensatori meridionali dei secoli diciassettesimo e diciottesimo. studi protetti e incoraggiati dalla borbonica nonch7 massonica famiglia reale) /oi venne la rivoluzione francese e tutto precipit0 nel baratro degli assassinii, dei saccheggi e dell!occupazione straniera) Capitolo 8 I1 '4GN5 &4114 &B4 +ICI1I4 2IN5 A11!5CCB/AHI5N4 2'ANC4+4 Abbiamo dun ue visto come la monarchia borbonica del 'egno delle &ue +icilie fosse tra le pi* moderne in fatto di orientamenti filosofici e politici e come il libero pensiero espresso dalle associazioni massoniche e soprattutto dai filosofi napoletani uale il Giannone e il 2ilangieri fosse addirittura incoraggiato e premiato) 3a uesto idilliaco procedere tra Corte e politici filosofi tutto ad un tratto fran0 e poi ruin0 in modo definitivo) Cosa era avvenutoP 4ra avvenuto semplicemente uesto) Il popolo francese rovinato economicamente da un disastro finanziario e politico dovuto ai regi sperperi e alla corruzione della Corte, dell!Aristocrazia e del Clero, si era ribellato, aveva abbattuto il potere esecutivo ed aveva proclamato la repubblica) 'ivoluzione tremenda nelle sue manifestazioni di piazza, nei suoi successi demolitori, nella sua carneficina a getto continuo durata pi* di un uin uennio e terminata con lo scannamento reciproco dei reggenti del periodo passato alla storia come uello del Cerrore) 4 tra i vari eccessi ci furono la decapitazione del 'e e poi uella della 'egina) Quella della 'egina fu preceduta, ed anche seguita, da una orrenda diffamazione comprendente anche l!accusa di avere corrotto il proprio figlio di otto anni) &opo l!esecuzione di 3aria Antonietta, il di lei figlio fu affidato ad un calzolaio alcoolizzato e dopo poco si disse che il ragazzo era morto) 3aria Antonietta, regina dei 2rancesi, era la sorella di 3aria Carolina regina dei Napoletani e uesta non pot% non reagire dinnanzi a tanto scempio e non pot% col suo carattere forte e volitivo non assumere un atteggiamento di ritorsione nei confronti degli eccessi provocati dalla esasperazione delle teorie politiche che lei stessa aveva incoraggiato ed aiutato a diffondere tra i propri sudditi) Questo % stato il dramma di 3aria Carolina, dramma umano che se non giustifica le reazioni che ne derivarono, certamente le rendono comprensibili) Inoltre l!Inghilterra, che nella lotta contro il direttorio francese prima, e contro Napoleone poi, aveva assoluto bisogno dei porti dell!Italia meridionale per ospitare la propria flotta. l!Inghilterra, si ripete, attraverso il suo ambasciatore sir William Jamilton, sposato ad una inglese bella uanto corrotta e soprattutto attraverso il di lei amante, l!ammiraglio Nelson, sobill0 i reali borbonici e li incoraggi0 e li sostenne in tutti i modi nella loro politica antifrancese e reazionaria) In primo tempo navi da guerra borboniche si unirono alla flotta inglese per sostenere i monarchi

francesi nel porto della citt, di Colone, e, poi, i borbonici fecero tutto uello che l!ammiraglio Nelson loro imponeva, anche nella repressione del movimento filofrancese dei patrioti napoletani, ricevendo in cambio la sicurezza della protezione prima e poi la possibilit, di ritirata in +icilia uando i soldati francesi sgominate le truppe piemontesi, austria(che, toscane e napoletane, iniziarono la marcia per occupare la parte meridionale della penisola) Naturalmente, come sempre accade nelle sconfitte, la parte vincente si dilett0 a creare le pi* strane e fantastiche colpe a carico della parte perdente e, non avendo altro di meglio da registrare, i francesi, (i costumi dei uali non erano certamente da prendere a modello) crearono la leggenda della corruzione di 3aria Carolina) Corruzione effettivamente poco credibile, in uantoch% 3aria Carolina aveva da un pezzo passato la uarantina ed aveva messo al mondo ben diciotto figli) 3a per la diffamazione, in ogni tempo, tutto serve, e ualcosa, anche dopo le smentite, rimane sempre) /er dare l!esatta idea di cosa fosse l!invasione francese in Italia, basta far presente che giunte le truppe giacobine a 'oma, proclamarono la 'epubblica romana naturalmente antipapalina) /er0 i fieri repubblicani, resisi conto che il 'egno di Napoli aveva cessato di pagare al /apa l!antico e annuo tributo di omaggio alla Chiesa di ben settemila ducati d!oro, richiesero a 2erdinando I8 che ne fosse immediatamente ripristinato il pagamento, ma alla repubblica, dato che uesta era l!erede del potere papale) 4 inoltre la repubblica intim0 anche che i principati di Benevento e /ontecorvo, che in antico erano stati feudi pontifici, fossero sgombrati dalle truppe napoletane) 5ssia si pretendeva ritornare ai concetti e ai diritti medioevali in nome della repubblica) Non contenti di tutto ci0 i 2rancesi, con un tatto da elefante e un!alterigia da cafoni, mandarono a Napoli, in rappresentanza del loro governo, un certo Garat che era proprio uel personaggio che lesse a 1uigi O8I, cognato di 3aria Carolina, la sentenza di morte) Circa i principati di Benevento e /ontecorvo i 2rancesi accettarono poi di riconoscerli di propriet, dei napoletani, dietro l!esborso annuo di venti milioni di franchi) Nel mese di dicembre del 9?<: l!armata francese al comando del generale Championnet inizi0 la marcia verso il 'egno di Napoli dopo che tutta l!Italia era gi, caduta in mano francese, e tutti i sovrani erano fuggiti dai vari stati nei uali l!Italia era divisa) /oche centinaia di nobili e di borghesi colti si illusero che i 2rancesi avrebbero portato nel 'egno la libert, e il progresso e pertanto si misero in contatto col generale Championnet a mezzo di messi segreti e stipularono un accordo col uale i napoletani, fautori delle nuove idee di libert, e di progresso, avrebbero occupato il forte di +ant!4lmo segnalandone l!avvenuta occupazione con l!innalzare la bandiera tricolore francese, sul punto pi* alto del forte stesso) Quei napoletani sono degni del massimo rispetto e della massima considerazione nella +toria italiana, in uan(toch% erano in buona fede e convinti che realmente l!occupazione francese avrebbe portato libert,, benessere e un uantit, di altre belle cose) /urtroppo la realt, non fu cosD) Caduto il regime dei re borbonici, e dopo assassinii, saccheggi, spogliazioni di tesori pubblici e privati, comprese le opere d!arte rinvenute negli scavi di /ompei e di 4rcolano, i 2rancesi portarono miseria, pesanti tributi e il regno assoluto di Giuseppe che aveva l!alto merito di essere nientedimeno che il fratello di Napoleone, e poi uello di Gioacchino 3urat che aveva l!alto merito di saper galoppare coraggiosamente alla testa di un corpo di cavalleria e di avere sposato la sorella di Napoleone, ossia la sorella di uel tale giovane italiano povero in canna che, favorito dalla natura di ingegno e di indomabile volont,, ridusse in breve tempo la rivoluzione e la repubblica francese sotto il suo dominio assoluto e uindi antidemocratico) 4 da uesto punto ha inizio la diffamazione secolare dell!Italia meridionale a base di briganti e di lazzaroni) 1a ual cosa merita un capitolo a parte)

Capitolo 8I B'IGANCI 4 1AHHA'5NI

Quando si parla di briganti il pensiero va al clich7, messo in uso da un secolo e mezzo (in buona fede dagli ignoranti e in malafede dai malevoli), del brigante col cappello a pan di zucchero e "trombone# in mano, con i piedi calzati con le "ciocie#, ossia con pezzi di pelle di capra tenuti fermi alla caviglia e al polpaccio da striscie di cuoio) Questo costume altro non era che uello dei contadini italiani dell!Abruzzo, del 1azio, della Campania, delle /uglie, 1ucania e Calabria) 4ra il costume che si usava in uelle regioni da tempo immemorabile e non rappresentava affatto una divisa da " brigante #, ma era il normale modo di vestire di uelle popolazioni) 4d era cosD normale, uel modo di vestire, che il colonnello barone 2rancesco +tocco, uno dei 3ille che nel 9:;L comand0 i volontari calabresi dopo il passaggio dello stretto di 3essina, usava come normale copricapo il famoso cappello a pan di zucchero guarnito con dei nastri pendenti e multicolori, come lo usavano del resto, i suoi volontari) +e poi parlando di briganti si intende riferirsi a malviventi assassini o ladri, in Italia e in tutta 4uropa di tali fuorilegge nel diciottesimo secolo ce ne erano da pertutto e vestiti in cento modi diversi e la regione dove ce ne erano di meno era proprio l!Italia meridionale) 4 per dimostrare con dati storici la verit, di uesta affermazione, si legga uanto ha scritto Angelo 5ttolino nel suo libretto intitolato a " /arini #, edito a 3ilano) &i tutti i disordini e delle decine di migliaia di assassini e di relativi briganti, nessuna traccia si trova nell!o(l!opera letteraria del lombardo /arini, il uale ne fu certamente spettatore) 4gli si compiac ue di ritrarre solo la vita molle ed effeminata e sedentaria del ricco patrizio, uasi che tutto il resto procedesse con la massima calma e con ordine perfetto e lasci0 in disparte i saccheggi, i furti e gli ammazzamenti cui la popolazione era esposta) +e nell!Italia meridionale i delin uenti fossero stati nella stessa proporzione di uella del piccolo stato 1ombardo si sarebbe dovuto censire pi* di mezzo milione di tali fuorilegge) Numero semplicemente assurdo e ridicolo per la sua enormit,) Come si vede, in tutti i tempi ognuno % disposto a vedere il fuscello di paglia nell!occhio altrui, ma non la trave nel proprio) Nel 9?<: il generale francese Championnet entrava con le sue armate nel regno di Napoli e il generale austriaco 3acK, comandante delle truppe borboniche, preferD scappare, tornando al suo paese, piuttosto che resistere all!invasione) 'e 2erdinando I8 con un proclama chiam0 alle armi tutto il suo popolo che dalle montagne dell!Abruzzo, del 3olise, della 1ucania e delle Calabrie scese al piano per combattere gli invasori, nemici della religione, i uali dove passavano, rubavano, taglieggiavano, incendiavano e stupravano) Questa % la verit, e niente altro che la verit,) &ove il denaro trovato era ritenuto insufficiente per mandarlo al governo francese, che ne aveva assoluta necessit,, gli invasori asportavano preziosi e tesori artistici, come era gi, stato fatto in tutte le altre regioni italiane e, in modo speciale, a 'oma da dove furono avviati verso la 2rancia centinaia di carri trainati ognuno anche da cin ue paia di buoi ,sovraccarichi di ogni ben di &io e di famose opere d!arte) Naturalmente i montanari accorsi alla chiamata del re venivano automaticamente a mettersi agli ordini dei pi* arditi e tra uesti, 3ichele /ezza da Itri, detto 2ra! diavolo, 3ammone, /ronio e il 'odio, che furono comandanti di bande partigiane di @ o A mila uomini ognuna) A ferocia opponevano altrettanto ferocia e credo che non ci possa essere nessuno che debba considerare illeg(gittimo tale naturale diritto di ritorsione o di legge del taglione) Insomma erano partigiani che difendevano case, averi, le proprie donne e la loro religione, dallo straniero invasore, che arrivava preceduto da triste fama) 4 come si pu0 umanamente affermare che non avessero il diritto e il dovere di fare uanto andavano facendo, tali partigianiP +e era legittimo l!uguale modo di agire delle "guerrillas# in +pagna, sostenute dal generale inglese Wellington. se era legittimo uanto faceva Andrea Jofer comandante dei partigiani tirolesi contro l!invasore francese. se era legittima l!opera dei contadini e dei cosacchi russi, che nelle steppe fecero altrettanto e in modo speciale durante la ritirata francese da 3osca alla Beresina, perch7 solamente i montanari e i contadini del regno delle &ue +icilie debbono ancora considerarsi " briganti # e non combattenti difensori della propria patria dallo straniero, come furono considerati i loro colleghi

spagnoli e russi e tirolesiP 3a si potrebbe opporre che i soldati francesi erano apportatori dei sacri principi della libert7, della fraternit7 e dell!7galit7) +i, libert,, come si vide in seguito, di obbedire a improvvisati monarchi stranieri incolti e vanitosi come il signor Giuseppe Bonaparte o il signor Gioacchino 3urat. fraternit, nella sottomissione collettiva alla predatrice burocrazia straniera e alla nobilt, straniera di nuovo e improvvisato conio. uguaglianza che seguitava a dividere le popolazioni in nuovi ricchi, anzi ricchissimi, e perenni poveri) 4 non si venga a raccontare ancora che i principi sociali e politici affermati dalla rivoluzione francese erano una con uista per il mondo e uindi anche per i napoletani) I filosofi, i pensatori napoletani avevano da lunghi anni espresso principi di nuovi sistemi di governo e di nuovi ordinamenti sociali e non avevano niente da imparare e niente da insegnare di meglio ai proprio allievi, di uanto da loro era stato pensato, scritto, propagandato, con lo stesso aiuto dei sovrani borbonici) 4d % cosD vera uesta affermazione che Napoleone dichiarava che il napoletano 2ilangieri " era stato il maestro di tutti noi #, ossia di lui Napoleone e dei suoi collaboratori) C!era per0, ed % dovere di metterlo bene in evidenza, una minoranza di napoletani nobili e borghesi, colti e studiosi, che ritenevano giusto di dover favorire la con uista delle milizie francesi, convinti che tale con uista straniera avrebbe accelerato i tempi di nuove riforme politiche e sociali) 3a erano degli illusi, illusi in buona fede, che per la loro buona fede sopportarono il martirio con stoico eroismo) 4 di fronte a uesti martiri dobbiamo reverentemente inchinarci commossi) 3a uei poveri martiri erano convinti che l!occupazione francese prima, e l!esplosione di gloria e di potenza di Napoleone poi, fossero e rimanessero cose eterne) 3a niente c!% di pi* caduco di uanto % imposto dalla violenza straniera. e fatalmente avvenne il tracollo dell!invasore) 4 col tracollo arriv0 la tremenda reazione in tutta 4uropa, perch7, per legge fisica e morale, ogni azione violenta ha gi, in s7 il germe della reazione) +i vide allora uanto illusoria fosse stata la fede dei martiri e come la rivoluzione francese, che tra l!altro aveva scoperto il sistema parlamentare che gi, da secoli vigeva in Inghilterra, ritard0 in Italia l!affermazione di nuovi sistemi di governo e li ritard0 di almeno un cin uantennio, dato che da almeno venti anni prima delle con uiste napoleoniche, tali principi venivano liberamente esposti dai pensatori napoletani, con l!approvazione della Corte=) 4 uando i regnanti borbonici tornarono sul trono dopo la caduta di Napoleone e dopo che il re Gioacchino 3urat aveva tentato di restare a Napoli come re, destreggiandosi tra tradire il cognato alleandosi con l!Austria e ingannando l!Austria sostenendo il cognato, detti borbonici ebbero paura dei nuovi sistemi politici che loro stessi avevano in un primo tempo appoggiato attraverso le as( sociazioni dei "liberi muratori#, perch7 chi % stato scottato dall!ac ua calda una volta, ha poi paura anche dell!ac ua fredda) 4 dato che abbiamo parlato dei cosD detti " briganti napoletani# passiamo a parlare un poco dei "lazzaroni#) 8isto l!approssimarsi dell!esercito invasore agli ordini del generale Championnet, il comitato centrale giacobino, costituitosi in Napoli, si mise in contatto col generale francese attraverso l!opera dell!avvocato calabrese Giuseppe /oerio) Championnet tergiversava nelle trattative allo scopo di celare le grad angustie nelle uali si dibatteva tra la fortezza di Capua che saldamente resisteva e le bande dei partigiani (i cosidetti briganti) che moltiplicavano gli assalti rapidi ed improvvisi) 3a alla fine fu sottoscritta una tregua tra 2rancesi e Napoletani) I Napoletani cedevano Capua e Benevento e si impegnavano, tra l!altro, a pagare dieci milioni di tornesi alla repubblica francese) 4 solo in uesto modo Championnet pot% entrare in possesso della fortezza di Capua, che altrimenti, per la resistenza degli eroici " briganti #, difficilmente avrebbe capitolato) Intanto la citt, di Napoli, con la fuga del vicario regio principe /ignatelli, era caduta in potere dei popolani, ossia dei cosidetti "lazzaroni# i uali nominarono generale del popolo, ossia loro duce, il colonnello Girolamo 3oliterno) Questo colonnello tolse il potere al popolo, ossia ai cosidetti

"lazzaroni#, e diede il comando delle uattro fortezze$ Castelnuovo, +ant!4lmo, Castel dell!uovo e Castel del Carmine, a uattro patrizi e mand0 una deputazione allo Championnet per invitarlo a desistere dal proposito di entrare in Napoli (9: gennaio 9?<<)) Cale deputazione cosD parl0 al generale francese$ " 8oi credete breve lo spazio che vi separa dalla citt,, ma lo troverete lunghissimo perch7 sessantamila cittadini animati da zelo di religione e da passione d!indipendenza difendono la citt, e dun ue ogni cosa vi consiglia pace con noi) +e voi, per pace concessa, non entrerete in citt,, il mondo vi dir, magnanimo. se per popolana resistenza (ossia resistenza dei "lazzaroni#) non entrerete, il mondo vi terr, inglorioso) Il generale rispose$ " 8oi parlate come vincitore parlerebbe ai vinti. la tregua % rotta perch7 voi mancate ai patti. domani procederemo contro la citt,I #) Naturalmente nella storia del mondo solo i deboli e uelli che difendono la propria casa " mancano ai patti #, gli invasori sono sempre agnellini innocenti perseguitati da chi si difende) 5ssia la ragione % del pi* forte, ma non di chi sta dalla parte della ragione) Il popolo a tali notizie corse ad armarsi e, dato che da come si avviava la faccenda aveva motivo di dubitare delle ualit, militari di chi aveva il comando, nomin0 suoi capi un certo /aggio di professione mercante e un certo 3ichele il /azzo) I giacobini napoletani informavano segretamente lo Championnet che loro avrebbero preso possesso di Castel +ant!4lmo (ossia uello posto nella posizione pi* elevata) e che le truppe francesi avrebbero dovuto muoversi solo uando avrebbero visto sventolare sul castello la bandiera tricolore francese) Championnet appena vide il segnale avanz0 con l!esercito diviso in due colonne una verso porta Capuana e l!altra verso Castel +ant!4lmo) Con sua grande sorpresa si trov0 difronte ad una resistenza formidabile da parte dei "lazzaroni#, i uali, male armati, si battevano tenacemente contro gli invasori ar(matissimi, cedendo il terreno palmo a palmo in una lotta micidiale per entrambi le parti) &i fronte a tale resistenza, Championnet dovette ripiegare e solo con un secondo attacco, nel uale per snidare gli eroici " lazzaroni # impieg0 il fuoco appiccando incendi agli edifici, e riuscendo a sventare il pericolo di un aggiramento grazie all!insperato arrivo di una colonna di francesi provenienti da Benevento, riuscD ad accamparsi a Capodimonte) &urante la notte il combattimento ebbe tregua e fu ripreso al mattino del @@ con lo stesso furore dei giorni innanzi e solo con grandi sforzi gli invasori riuscirono a raggiungere Castel +ant!4lmo dove i giacobini napoletani accolsero lietamente i giacobini francesi e insieme piantarono l!albero della libert,) &i uale libert, si trattasse lo impararono a loro spese, uando tutta l!4uropa divenne suddita di Napoleone e 8an Beethoven toglieva la dedica a Napoleone dalla sua meravigliosa sinfonia " 1!4roica # che aveva scritto in onore del monarca straniero) 3a i " lazzaroni # non mollavano, continuando la difesa tra assalti sanguinosi, bombardamenti e agguati) Championnet volle fare un tentativo di pace inviando a 3ichele il /azzo un suo ufficiale per proporla. ma l!ambasciatore fu respinto a fucilate e allora il generale decise un impetuoso assalto per il giorno @A distribuendo ai soldati torce incendiarie) 1a lotta fu accanita e tre colonne di francesi, agli ordini di Championnet, Qeller(mann e &uhesme avanzarono incendiando la citt,) Il valore dei " lazzaroni # riempD di meraviglia lo stesso Championnet e alla fine uando 3ichele il /azzo, fatto prigioniero, gli fu portato davanti, elogi0 lui e i suoi " lazzaroni # e si lasci0 convincere a mandare una guardia d!onore a +an Gennaro) Cre giorni era durata l!eroica resistenza dei " lazzaroni # i uali ebbero, oltre ai feriti, ben tremila morti e i francesi pi* di mille) 5ra gentile lettore, uale citt, europea contro le truppe francesi (che depredando invadevano e imponevano taglie) ha dato esempio di patriottismo, di eroismo cosD sublime, cosD tenace, cosD grande, nella sua spontaneit, e nella sua resistenza, come uella offerta dai "lazzaroni#P 4rano popolani incolti che non avevano " il bastone da maresciallo nello zaino # come lo ebbero i soldati di Napoleone, avidi di galloni, spalline ed onori) Non avevano illusioni di grandezza personale) &ifendevano la casa, la famiglia, la religione e morivano in tremila in tre giorni) Nelle storie del 'isorgimento italiano abbiamo sempre visto giustamente esaltare Balilla e /ietro 3icca per i loro gesti isolati di eroismo) Abbiamo visto giustamente esaltare le " cin ue giornate # e le " dieci giornate #, milanesi e bresciane, e commossi, ci leviamo il cappello davanti a tali eroismi) 3a mai nessuno ha ricordato i tremila " lazzaroni # morti tra i ruderi delle case incendiate della loro

Napoli, mai nessuna storia ad uso dei nostri scolari, ha parlato di tale valore italianissimo e popolare, manifestatosi come improvvisa fiammata per merito di uei cosidetti " lazzaroni # che seppero ignorare la miseria e la distruzione che li circondava, per morire con animo veramente spartano) 4bbene, credo che sia giunta l!ora che si insegni ai giovani che il popolo napoletano % stato allora, come sempre, generoso ed eroico, con grande modestia, pronto con un motto ed una facezia a mettere da se stesso in ridicolo i propri gesti sublimi, perch7 chiassoso e verboso uale %, sa anche essere, senza tema di smentita, il meno retorico tra tutti gli italiani) I giacobini napoletani si rallegrarono della presunta libert, ac uistata e si bearono delle promesse retoriche e bugiarde dello Championnet e proclamarono, d!accordo con lui, la " repubblica partenopea #) &opo pochi mesi le illusioni crollarono e i saccheggi e le violenze francesi, le enormi contribuzioni pretese dagli invasori, accelerarono la reazione e portarono al martirio i repubblicani napoletani vittime delle illusioni e delle promesse degli invasori) Credo, gentile lettore, di avere provato come l!aggettivo di " lazzarone # possa e debba diventare un titolo onorifico dal punto di vista storico, per il popolo napoletano. e come non erano " briganti # i contadini e i montanari che spontaneamente difendevano la /atria, le proprie donne e i propri averi contro lo straniero invasore) Capitolo 8II A1C4'N4 8IC4N&4 &411!5CCB/AHI5N4 2'ANC4+4 N411!ICA1IA 34'I&I5NA14 2IN5 A1 9:LL 5ccupata Napoli dai 2rancesi, uesti, d!accordo coi dirigenti della "'epubblica partenopea#, tra i uali 3ario /agano, 8incenzo 'usso, Galanti, Conforti, Abbamonti, &elfino ecc, si spinsero nelle varie provincie meridionali per con uistare l!animo di uelle popolazioni ed estendere cosD il regime repubblicano) 3a ben pochi pugliesi, lucani e calabresi, si lasciavano convincere) 1a maggioranza resisteva alle armi repubblicane tanto che per con uistare +an +evero i 2rancesi dovettero uccidere ben tremila abitanti e per sopraffare la citt, di Crani dovettero bruciarla) 4ssendo cosD la situazione politica e la resistenza dei meridionali, il cardinale 'uffo, legato del 'e 2erdinan(do I8 rifugiato in +icilia, pot% facilmente risalire la penisola con le proprie bande di partigiani arrivando fino a Napoli mentre evacuavano le truppe francesi chiamate al nord dove la situazione era radicalmente cambiata a loro danno) 5ccupata Napoli dai montanari fedeli ai Borboni, e occupato il porto di Napoli dalla flotta inglese, ebbero inizio gli arresti dei patriotti repubblicani lasciati in balia dei loro avversari proprio dai francesi i uali, dopo aver dissanguato le finanze napoletane ad opera del commissario giacobino 2a>poult, esecrato da tutta la popolazione, li piantarono in asso come limoni spremuti che a loro non servivano pi*) 1!ammiraglio Nelson odiatore dei francesi e dei suoi seguaci fu lo strenuo sollecitatore ed esecutore delle feroci repressioni perch7 a lui, comandante la flotta inglese del 3editerraneo, interessava distruggere tutto uanto sapeva di francese o di collaborazione coi francesi) Nelson fece impiccare l!ammiraglio Caracciolo ad un pennone a bordo della nave napoletana " 3inerva # - fregata ar( mata di =L cannoni, vanto delle maestranze del glorioso cantiere di Castellammare di +tabia - e un numero enorme di patriotti tra i uali$ monsignor 3ichele Natale, 4leonora 2onseca /imentel, 1uisa +anfelice, Giuseppe Albanese, Carlo 3uscari furono impiccati o decapitati) Inoltre lo stesso Nelson accusava il cardinale 'uffo, legato di 2erdinando e noto per la sua ferocia reazionaria, di essere invece colpevole di assicurare l!impunit, e la vita dei repubblicani sottraendoli alle indiscriminate uccisioni per inviarli al carcere) 1a ferocia delle reazioni % sempre stata e sempre sar, inumana. ma tale ferocia diventa poi addirittura infernale uando lo straniero, per abietti interessi personali, come uelli di Nelson, pu0 avere il sopravvento in omaggio alla forza e alla prepotenza militare che in uel dato momento pu0 mettere in atto)

Bn altro regalo che i 2rancesi avevano fatto agli Italiani del meridione riguarda l!isola di 3alta) Napoleone diretto con la sua flotta verso l!4gitto si ferm0 a 3alta e, con la sua abituale prepotenza, occup0 l!isola lasciandovi tremila soldati di guarnigione) I 3altesi, ribellatisi al dominio francese, si rivolsero al re di Napoli, considerato loro legittimo sovrano e allora navi portoghesi ed inglesi partite da Napoli misero assedio all!isola che capitol0 il = settembre 9:LL e fu occupata dal commodoro Bali in nome del re di Napoli) Gli inglesi dichiararono espressamente di non aspirare al possesso dell!isola - i cui abitanti avevano pagato il riscatto dal dominio francese con ventimila morti -, ma praticamente la trattarono come terra di con uista e come tale fece poi parte dei possedimenti di +ua 3aest, il re Britannico) &ove si vede come avesse ragione uel duca d!4ste che per primo port0 l!impiego dell!artiglieria, in campo aperto lontano dalle fortezze, durante una delle normali guerre tra 2rancesi e +pagnoli nella 8al /adana) Il duca, comandante delle artiglierie, stava sparando allegramente sulle truppe di una delle due parti uando arriv0 di corsa un corriere a cavallo per avvertire che i cannoni sparavano sulle truppe amiche e non su uelle nemiche) 3a il duca imperturbabile rivolto ai propri cannonieri disse loro$ " Continuate a sparare dove vi pare tanto son tutti nemici lo stesso #) 4 dopo tanti secoli lo scetticismo del duca d!4ste fa ancora molto riflettere) 2ortunatamente oggi si parla e si ragiona in termini europei$ speriamo che le nazioni pi* potenti sappiano e vogliano realmente ragionare in tali termini) &el resto uesto dovrebbe far parte della naturale evoluzione delle umane cose) &al feudo si pass0 lentamente al Comune e dai Comuni agli stati regionali, e da uesti, cacciati gli stranieri, alle unit, nazionali) Ben venga l!unit, europea sperando che possa essere seguita da uella per continenti e poi da uella mondiale) Il lettore leggendo ueste note potrebbe essere indotto a pensare che vi possa essere ualche esagerazione, magari involontaria, riguardo alla descrizione degli eccessi francesi ed anche inglesi nell!Italia meridionale) /remesso per0 che ogni avvenimento, ogni deduzione, ogni commento, poggia solidamente su documentazioni, di volta in volta controllate e comparate tra di loro, % bene vedere come i 2rancesi, salutati come liberatori al loro arrivo nella 8alpadana, fossero salutati con letizia maggiore uando se ne dovettero andare inseguiti dai Cosacchi di +uvarov, giunti in aiuto ai soldati austriaci) 4 per dare un!idea esatta di uale era l!opinione al riguardo della classe colta lombarda % bene far parlare, uno per tutti, il poeta /arini, riproducendo un suo sonetto scritto e pubblicato nell!estate del 9?<<) Il /arini era uno spirito eletto che scolpD, ad uso dei posteri, il proprio carattere con pochi versi invidiatigli poi da Giosu% Carducci, il uale diceva che per uei pochi versi avrebbe dato tutte le proprie poesie) 4ccoli$ 3a non nato a percorrere le dure illustri porte nudo accorr,, ma libero il regno della morte. N7 ricchezza n7 onore Con frode e con vilt, il secol venditore mercar non mi vedr,) Insomma il fustigatore della smidollata nobilt, non era, evidentemente, uello che oggi si definisce un "conformista #) 4d ecco il sonetto che, altrettanto evidentemente, rappresentava lo sfogo di gioia di tutta la popolazione nel veder partire l!esercito dei violenti, saccheggiatori e taglieggiatori francesi, negatori della religione$ /redaro i 2ilistei l!Arca di &io. Cac uero i venti, e Carpa de! 1eviti 4 il +acerdote appresso e il popol pio, Cel0 il decoro degli antichi riti 3a al fin di Cerebinto in sul pendio Cadde il gran mostro, che li fea si arditi, 4 sue forze Israele alfin sentio +icch7 gli empi fug0 vinti e puniti) 5r &io lodiam, che il tabernacol santo 4 l!arca % salva e si prepara il Cempio Che poi dell!unto del +ignor fia vanto 3a de! capi e de! padri il retto esempio +cendea nei figli, onde non torni e pianto 4 sacrilegio, e violenza e scempio) 1a condizione di uelle popolazioni doveva essere ben misera se un poeta dell!altezza di ingegno e di cuore uale il /arini salutava come una salvezza nientedimeno l!arrivo dei cosacchi e degli austriaci) Il sonetto, infatti, % intitolato cosD$ "+onetto sui gloriosi progressi dell!armi austro(russe composto dall!abate Giuseppe /arini il 9E agosto 9?<< #)

&el resto, uando Napoleone con la vittoria di 3arengo ricon uist0 nell!anno 9:LL tutta l!Italia settentrionale, a chi della repubblica cisalpina si lamentava per l!accesso delle contribuzioni imposte dovun ue per alimentare l!esercito francese e provvedere ai bisogni della guerra, rispondeva che la 'epubblica Cisalpina tutto doveva alla 2rancia) 4 al generale 3assena ordinava$ " 6 necessario dare degli esempi$ il primo villaggio del /iemonte che insorgesse, fatalo saccheggiare e bruciare#) 4 poi uando gli aretini battagliarono coraggiosamente contro i soldati di Napoleone che vollero entrare a viva forza in citt,, Arezzo fu abbandonata al sacco pi* feroce e sfrenato, che dur0 sette ore e uanti cittadini erano incontrati per le vie venivano abbattuti a fucilate) 4 lo stesso Napoleone a tale proposito cosD disse a don Neri Corsini$ "1a punizione pronta ed esemplare di Arezzo ha tolto alla Coscana il malvezzo di scannare proditoriamente i 2rancesi, acclamando i Cedeschi come liberatori#) Alla vera insegna della libert7, dell!7galit7 e della fraternit7 I I commenti sono superflui) Capitolo 8III 1!ICA1IA 34'I&I5NA14 &A1 9:LL A11A CA&BCA &I NA/5145N4 Con la celebre vittoria di 3arengo, Napoleone, /rimo Console, divenne padrone dell!Italia e il @; marzo 9:L9, con l!intervento della 'ussia a favore dei Borboni di Napoli, fu conclusa la pace tra uesti e la 2rancia) In detta pace venne sancito il dovere di 2erdinando I8 a reintegrare nei loro beni gli esuli politici, a liberare uelli che fossero ancora detenuti, a cessare ogni ulteriore persecuzione) Inoltre re 2erdinando I8 rinunciava a uella parte dell!isola d!4lba di sua propriet, e allo +tato dei presidi. si impegnava a chiudere i porti del 'egno all!Inghilterra, a concedere indennizzi ai cittadini francesi danneggiati durante la guerra e a ricevere guarnigioni francesi negli Abruzzi e in terra d!5tranto fino alla pace generale) 4ra in effetti una pace gravosa ma non tanto uanto il Bonaparte avrebbe imposto senza mediazione russa) 4 ben presto i profughi meridionali riaffluirono alle loro case, le prigioni furono aperte, le persecuzioni cessarono) Il 9: maggio 9:L= il popolo di 2rancia sanzion0 con un plebiscito la decisione presa dal +enato di nominare Napoleone Imperatore dei 2rancesi) Il 9? marzo 9:LE Napoleone fu proclamato a /arigi re d!Italia e il @; maggio, nel &uomo di 3ilano, si pose in capo la corona ferrea dicendo$ " &io me l!ha data, guai a chi la toccaI # e il E luglio nominava 8icer7 4ugenio Beauharnais, che la moglie, Giuseppina, aveva avuto dalle sue prime nozze) Nel settembre del 9:LE Napoleone acconsentD a stipulare un trattato di neutralit, con i Borboni di Napoli) Con tale trattato 'e 2erdinando I8 si impegnava, tra l!altro, a impedire sbarchi di soldati e a chiudere i propri porti a navi di nazioni nemiche della 2rancia) Naturalmente, tali promesse erano semplicemente ridicole in uantoch% per impedire tali cose sarebbe stato indispensabile che 2erdinando avesse a disposizione e(sercito e flotta adeguati) 3a i Borboni tali mezzi non possedevano e tanto meno possedevano la volont, di agire nel senso richiesto per l!ovvia ragione che essi consideravano Napoleone per uello che era$ ossia un prepo( tente tiranno che giocava con popoli e regnanti come i ragazzi giocano con i propri balocchi) Inoltre era ridicolo supporre che gli Inglesi sapendo come la 2rancia fosse impegnata in guerra nel 8eneto non ne approfittassero per sbarcare nell!Italia meridionale) 4ra in ballo il possesso del 3editerraneo e per l!Inghilterra la padronanza di tale mare era ragione di vita) +barcarono cosD a Napoli e a Castellammare undicimila russi, duemila montenegrini e seimila inglesi) 3a giunta la notizia della vittoria napoleonica di Au(sterlitz, le truppe straniere si reimbarcarono. i russi andarono a Corf* e gli inglesi a 3alta) Il 'e 2erdinando I8 e la 'egina ripararono a /alermo, mentre i figli 1eopoldo e 2rancesco con poche truppe andarono in Calabria con l!intenzione di sollevare i calabresi per iniziare una disperata guerriglia contro i francesi) 1!esercito francese, al comando del generale 3assena, l!: febbraio del 9:L; passava il Garigliano e, mentre una colonna si dirigeva contro Gaeta, un!altra contro Capua, la terza attraverso l!Abruzzo, si

spingeva in /uglia) Capua e /escara si arresero in pochi giorni. Civitella del Cronto resistette tre mesi e Gaeta cin ue) Il trenta maggio, per decreto napoleonico, Giuseppe Bonaparte, fratello dell!imperatore, veniva nominato 'e di Napoli, mentre i Borboni venivano sconfitti e i superstiti si rifugiavano in +icilia) Il marchese 'odio che, comandante di bande di partigiani sanfedisti nel 9?<<, era stato nominato da 'e 2erdinando I8 generale dei partigiani calabresi, cadde nelle mani degli invasori francesi, processato da un tribunale di guerra ed assolto. ma i giacobini protestarono e fu processato una seconda volta e condannato a morte e cosD, come narra lo storico Colletta, " uel mi( sero fu giudicato due volte, assolto e condannato, libero e spento. la inumanit, spiac ue a tutti e fu grande ed universale il terore #) Napoleone era uello che spronava il fratello Giuseppe ad essere crudele, scrivendogli, tra l!altro$ " se domani io perdessi una battaglia sull!Isonzo voi vedreste il popolo napoletano sollevarsi gridando morte ai 2rancesi, morte a Giuseppe, viva Carolina # e nello stesso tempo gli imponeva di far pagare dai meridionali 9LL)LLL)LLL annui alla 2rancia come imposte, e AL)LLL)LLL annui per 99 mantenimento dei uarantamila soldati di 3assena) Gli Inglesi si impadronivano dell!isola di Capri e di uella di /onza, mentre un loro corpo di esercito sbarcava in Calabria, nel golfo di +ant!4ufemia) 1a ribellione dei partigiani riprese in pieno e i 2rancesi iniziarono le loro feroci orrende rappresaglie contro uei valorosi che avevano il torto di difendere la /atria) 1e commissioni militari francesi giudicavano sommariamente) 4 a tale proposito narra il Colletta uanto segue$ "1e sorti per condanne a comando non erano numerate n7 numerabili$ i modi del giustiziare, vari, nuovi, terribili e uasi non bastassero l!archibugio, la mannaia, il capestro, in 3onteleone fu appeso al muro un uomo vivente e fatto morire lapidato. in 1agonegro, in Basilicata, un misero fu conficcato al palo con barbaria ottomana) Bfficialmente uelle morti non erano prescritte dal governo, ma tra gli abusi d!impero, la estrema servit* e la paura dei vinti, il giudizio e la fantasia degli agenti francesi avevano potenza di legge. e difatti uel martirio del palo fu comandato da un colonnello francese #) Il 9: luglio Gaeta si arrese e 3assena fu spedito in Calabria a soffocarvi la rivolta) Gli Inglesi si ritirarono a 3essina. la cittadina di 1auria fu arsa e messa a sacco. i due castelli di Amantea e di Crotone resistettero a lungo e richiesero prolungato assedio e assalti reiterati) Infine a Cosenza fu catturato dagli armati francesi, e ucciso in Napoli, il colonnello 3ichele /ezza, comandante di bande partigiane e passato alla storia come 2ra &iavolo) &a allora la fama degli Abruzzesi e dei Calabresi si sparse dappertutto, come insuperabili combattenti individuali per forza, coraggio, ferocia, pertinacia. i pi* terribili d!4uropa nelle guerriglie) 3a uei partigiani, a differenza di uelli spagnoli che altrettanto valorosamente combattevano contro Napoleone, non ebbero un grande pittore come Go>a che immortalasse le loro gesta con i suoi capolavori e, a differenza dei 'ussi, non ebbero un grande scrittore come Colstoi che ne esaltasse le eroiche imprese) 4bbero viceversa l!incomprensione di tutti gli Italiani delle altre regioni che, male informati o volutamente ingannati a scopo di propaganda antiborbonica, ripetevano pappagallescamente i giudizi volutamente errati emessi a danno delle popolazioni meridionali, le uali furono le uniche capaci di resistere con tenacia, valore, disprezzo della vita, ai soldati francesi invasori della /atria) Gli Italiani del Nord intanto assaporavano uale era il dispotismo di Napoleone, e basta ricordare come il giornalista 1attanzi, che aveva avuto il grave torto di scrivere sul " Corriere delle dame # che " i destini d!4truria stavano per giungere al loro punto di maturit, #, rinchiuso per ordine dell!Imperatore in un manicomio e trattato come matto, per poco non impazzD veramente) 3a la crudelt, del regno di re Giuseppe non si manifest0 solamente contro le bande partigiane della provincia) Nella stessa Napoli, capitale del regno, si ebbero episodi di efferata ferocia) 1uigi 1a Giorgi, ricco e nobile, fu straziato in carcere ed ivi morD. il duca 2ilomarino ebbe mozzato il capo. il colonnello marchese /almieri fu appiccato alla forca e mentre l!infelice saliva la scala del palco si lev0 nel popolo la voce di salvezza che gener0 tumulti infruttuosi a uel misero, ma esiziali ad altri, puniti con la morte il giorno seguente) In prigione languivano il capitano generale /ignatelli, il principe 'uffo +pinoso, il maresciallo di

campo 3i(cherouM, i conti Bartolazzi e Gaetani e donne patrizie come 1uisa de 3edici e 3a tilde Calvez. e donne di onesta fama, preti e frati in gran numero, col vescovo di +essa monsignor de 2elice) 4 furono giudicate in pubblico monache di clausura. fu giudicato e giustiziato con orribili pompe nella /iazza del 3ercato un tale Agostino 3osca che voleva attentare alla vita di 'e Giuseppe) /er reazione a tanti orrori, nella notte del gennaio 9:L:, dai cospiratori fu fatto saltare il palazzo abitato dal ministro di polizia +aliceti, oriundo della Corsica e celebre per la sua crudelt,) Nell!agosto del 9:L: re Giuseppe venne trasferito sul trono di +pagna e sul trono di Napoli gli successe il cognato Gioacchino 3urat, il uale riuscD a togliere alle truppe inglesi il possesso dell!isola di Capri, ma non riuscD a con uistare la +icilia dove erano in esilio i Borboni di Napoli) +ia i soldati siciliani che le navi inglesi facevano buona guardia e re Gioacchino rinunci0 per sempre a tale con uista) Il 'e la 'egina e tutta la casa regnante vivevano a /alermo sotto la protezione degli Inglesi, i uali in realt, la facevano da padroni poich7 erano enormemente interessati al possesso di tale isola, sia per i suoi numerosi ottimi porti, sia per le naturali ricchezze che vi si trovavano, e prima tra esse lo zolfo) +otto la guida degli Inglesi, dopo la convocazione dell!antico /arlamento siciliano, fu emanata nel 9:9@ una nuova costituzione pi* democratica di uella inglese. il nuovo /arlamento che concentrava in s7 il potere legislativo era formato da due Camere, una dei /ari e una dei Comuni. il potere esecutivo era rappresentato dal 'e. il potere giudiziario da un corpo di magistrati inamovibili. ai Comuni era riservato il diritto di votare i tributi, con facolt, ai /ari di approvarli o disapprovarli, senza modificazioni di sorta) 1a +icilia ebbe garantita la propria autonomia) 1a feudalit,, abolita nei diritti e nei privilegi, perdur0 nei possessi) 3a tutte le guarantigie della civilt, moderna furono contemplate nella nuova legge fondamentale) Cutti gli Italiani, di ualsiasi regione, guardarono alla Costituzione siciliana con invidia, desiderio e speranza) Il che dimostra come per giungere in 4uropa ad una moderna concezione di governo non era affatto necessario passare attraverso gli orrendi massacri dell!esercito francese, permanentemente in convulsioni di grandezza e di incontentabilit,) &opo la disfatta della grande armata napoleonica in terra russa, 'e Gioacchino, che era il generale pi* elevato in grado entrato per primo a 3osca, abbandon0 il comando che aveva ricevuto da Napoleone e lo trasferD al 8icer7 4ugenio e se ne torn0 a Napoli dove la moglie, sorella di Napoleone, in ualit, di 'eggente, lo aveva sostituito durante la di lui assenza) Giunto a Napoli re Gioacchino tent0 di mettersi d!accordo con 1ord BentincK. ma tale accordo non fu raggiunto, nonostante che 1ord BentincK si fosse recato nell!isola di /onza per incontrarsi con un emissario di Gioacchino) Questi dopo poco ripartiva per raggiungere Napoleone e sui campi di Alemagna si ricopriva di nuove, uanto inutili, glorie militari) Intanto a /alermo 2erdinando I8 faceva dichiarazioni a 1ord BentincK di fedelt, alla Costituzione siciliana e dietro consiglio del suddetto 1ord, per la pace della +icilia, convinceva la propria moglie 'egina Carolina ad andare a 8ienna dove giungeva il @ febbraio 9:9= e dove - dopo avere difeso gli interessi dei Borboni di Napoli al celebre Congresso - morD senza poter ritornare in famiglia) +confitto Napoleone e partito per l!esilio nell!isola d!4lba, re Gioacchino, tornato sul trono di Napoli, si teneva a contatto con i patriotti italiani di ogni parte della penisola e raccoglieva, presso di s7, uanti sbandati e miseri la reazione straniera e uella dei principi italiani ritornati nelle loro capitali costringevano ad abbandonare le loro residenze abituali) +comparsi cosD ad un tratto, in tutta Italia, i nuovi sistemi politici e rimesso in voga il vecchiume attaccato alle dinastie restaurate, unico asilo rimase il 'egno di Gioacchino, come dopo il 9:=< lo divenne Corino. il conte di /olignac, /ari di 2rancia dopo la restaurazione, attestava che a Napoli si parlava di Bnit, d!Italia e che re Gioacchino sosteneva tali " principi nuovissimi #) 3a i carbonari d!Abruzzo complottavano contro Gioacchino e uesti us0 verso i suoi avversari una durezza estrema con condanne al carcere e a morte, ueste ultime eseguite spesso a moschettate e senza preventivo giudizio) 2uggito Napoleone dall!isola d!4lba e sconfDtto definitivamente a Waterloo, re Gioacchino si

illudeva di poter rimanere 'e di Napoli. organizzato un esercito guidato da lui e da valorosi generali uali Carlo 2ilangieri, Guglielmo /epe, Carrascosa e Colletta, combatteva strenuamente contro le truppe austriache) I soldati napoletani si batterono valorosamente in 4milia, nelle 3arche e in Abruzzo, ma la sorte di 3urat era ormai segnata) Inutile ed impari era la lotta, tanto pi* che la flotta inglese era entrata nel golfo di Napoli. proveniente dalla +icilia, pronta a sbarcare in Calabria un esercito anglo(siculo, mentre i montanari, sempre fedeli ai Borboni, scendevano minacciosamente in campo, dai loro paesi, i generali Carrascosa e Colletta furono incaricati dal re di negoziare con gli Austriaci) 1e condizioni della resa furono le seguenti$ garantito il debito pubblico, riconosciute le vendite dei beni nazionali, osservata la nuova nobilt, accanto all!antica, confermati i militari del decennio i uali fossero rimasti volontariamente nell!esercito borbonico prestando giuramento di fedelt, a 2erdinando I8 nei diritti ac uisiti) +pontaneamente il negoziatore austriaco fece inserire nel trattato la promessa del perdono di 2erdinando I8 per ualun ue azione politica compiuta nel periodo di tempo nel uale a Napoli regnarono i due 'e francesi e la garanzia dell!Imperatore d!Austria per l!integrale esecuzione del trattato) II 9A ottobre 9:9E, proveniente da Colone e con pochi compagni, Gioacchino 3urat sbarc0 a /izzo di Calabria, per tentare (tanto era grande la sua illusione da esaltato) la ricon uista del trono di Napoli) /ochi contadini e pochi gendarmi lo arrestarono e lo fucilarono) Naturalmente, anche per uesto episodio gli pseudostorici, ossia gli storici per partito preso, crearono in odio ai Borboni la leggenda di un tranello nel uale il 3urat era stato attirato dal governo borbonico) 1eg( genda stolida, creata senza prova, dal cosidetto storico +assena>, e dimostrata e documentata in modo definitivo come assurda dallo storico Augusto 2ranchetti) 3a da pi* di un secolo, tutto % servito per denigrare e diffamare sia l!Italia meridionale che i suoi governi) 3orto 'e Gioacchino, nell!Italia meridionale fu restaurato il trono borbonico e i soldati austriaci entrarono a Napoli per evitare disordini popolari in attesa dell!arrivo del re 2erdinando. cosa che avvenne il giorno < giugno 9:9E) Capitolo IO 2IN4 &41 8A++A11AGGI5 I3/5+C5 &A1 G584'N5(2'ANC4+4 4 NB58A +I+C43AHI5N4 /51ICICA &411!ICA1IA &5/5 I1 C5NG'4++5 &I 8I4NNA +confitto Napoleone a Waterloo e fatto prigioniero dagli Inglesi, fu da uesti deportato nella lontana isola di +ant!4lena) &opo di che, il Congresso di 8ienna decise di ripristinare in tutta 4uropa il sistema politico precedente alla rivoluzione francese) /er uanto riguardava l!Italia fu stabilito uanto segue$ 9 ) restituzione di tutte le opere d!arte e culturali, sculture, dipinti, libri, documenti, cimeli, medaglie, manoscritti, che gli eserciti francesi avevano rubato dove erano passati e dove erano accampati durante i venti anni delle guerre della rivoluzione e dell!impero. @) il 'egno di +ardegna riebbe tutta la +avoia e fu accresciuto con il possesso di tutta la 1iguria con grande dispiacere dei Genovesi che nutrivano, da sempre, una profonda antipatia verso il /iemonte e consideravano come un insulto alla loro secolare libert, e potenza marinara il sottomettersi ad un altro +tato italiano) 4 uesto favorD il sorgere in 1iguria delle associazioni e delle sette segrete e lo svilupparsi e l!espandersi poi della propaganda mazziniana. A ) 1ombardia, 3antovano, 8al tellina e il 8eneto costituirono il regno austriaco detto del 1ombardo 8eneto e governato da un 8icer7. =) il ducato di /arma, /iacenza e Guastarla fu dato a 3aria 1uigia d!Asburgo ( seconda moglie di Napoleone ) . E) il ducato di 3odena a 2erdinando I8. ;) la repubblica di 1ucca fu eretta a ducato e data alla famiglia borbonica di /arma. ? ) il granducato di Coscana fu ricostituito nella sua integrit, e accresciuto dello +tato dei /residii che prima della rivoluzione francese appartenevano al 'e di Napoli) 1!isola d!4lba fu ridata al granducato. :) fu conservata la repubblica di +an 3arino.

<) fu riconosciuto lo +tato /ontificio meno i territori della /rovenza assorbiti dalla 2rancia e meno una fascia di territori sulla sinistra del /o che l!Austria tenne per s7. 9L) il 'egno delle &ue +icilie ritorn0 sotto la dinastia borbonica ma disturbato dalle incastrature (enclaves) papali di Benevento e /ontecorvo) 5ltre a tutto ci0 l!Austria, col consenso dell!Inghilterra, ebbe il controllo della politica dei vari stati italiani e il diritto e il dovere d!intervenire affinch% in detti stati non si facessero innovazioni di carattere liberale contrastanti con i dettami della " +anta Alleanza # conclusa fra 'ussia, /russia, Austria prima, e poi fra tutti gli stati europei meno l!Inghilterra) Cutta uesta sistemazione ebbe, si ripete, piena approvazione da parte dell!Inghilterra la uale dominava il mare e desiderava che l!Austria dominasse sul territorio italiano onde impedire ualsiasi futura velleit, di espansione della 2rancia verso l!Italia) Capitolo O I1 '4GN5 &4114 &B4 +ICI1I4 &A1 9:9E A1 9:@9 I due +tati italiani pi* importanti, escludendo il 1ombardo 8eneto, che era un possedimento austriaco, erano, dopo il 9:9E, il regno di +ardegna (comprendente la +ardegna, la contea di Nizza, tutta la +avoia, tutta la 1iguria e il /iemonte fino al Cicino e ai confini delle provincie di /iacenza e di 1ucca) e il 'egno delle &ue +icilie) /er uesta ragione, dopo aver esaminato gli avvenimenti politici del 'egno delle &ue +icilie, passeremo ad esaminare le stesse cose per il 'egno di +ardegna, attenendoci solo a documenti ufficiali e a scrupolosa obiettivit,, in modo che il paziente lettore possa farsi un!idea veritiera e uindi inevitabilmente un po! diversa dalla storia ufficiale che ha avuto corso fino a oggi, anche co( me materia d!insegnamento per la nostra giovent*) II 9? giugno 9:9E 2erdinando I8 di Borbone, che imbarcato a /alermo aveva sostato un paio di mesi a 3essina, sbarc0 a Napoli accolto da manifestazioni di giubilo) A /alermo il 'e aveva lasciato come 8icario regio il figlio principe ereditario 2rancesco, mentre la 'egina 3aria Carolina era, da pochi mesi, morta a 8ienna) +u tale 'egina i pareri sono stati sempre discordi) /rima della rivoluzione francese essa era stata di spirito innovatore, iscritta ad una loggia massonica, protettrice dei pensatori e dei politici innovatori uali il Giannone e il 2ilangieri, che unitamente a molti altri, tra cui il Cuoco, precedettero di decenni i principi della rivoluzione francese) &opo gli eccessi di tale rivoluzione, e l!uccisione con la ghigliottina di suo cognato il 'e di 2rancia e della propria sorella la regina 3aria Antonietta, l!at( teggiamento di 3aria Carolina verso le innovazioni politiche cambi0 radicalmente) I liberali videro nella 'egina la consigliera delle vendette reazionarie del 9?<<) I suoi seguaci la dicevano, invece, innocente del sangue cittadino versato ed attribuivano all!Ammiraglio Nelson, antifrancese ed antigiacobino, la massima responsabilit, dell!ecatombe dei patriotti napoletani) +i narrava anche come la 'egina in +icilia si era addossata molti debiti per soccorrere i profughi na( poletani, privandosi di monili preziosi ed impegnando le gioie per aiutare i bisognosi e gli infelici e che negli ultimi mesi della sua vita a 8ienna, pur essendo in gravi ristrettezze finanziarie, non s!asteneva dal soccorrere i soldati napoletani scampati dal disastro della spedizione napoleonica in 'ussia) II 9@ giugno 9:9E 2erdinando I8 dovette sottoscrivere un patto con l!Austria impegnandosi a fornire, in caso di guerra in Italia, un esercito di venticin uemila uomini e altresD a non introdurre nel 'egno " mutamenti i uali non potessero conciliarsi sia con l!antica costituzione monarchica, sia con i principi adottati dall!Imperatore d!Austria nel regno interno delle sue provincie italiane #) 3a il trattato faceva anche obbligo di preservare lo +tato da reazioni suscitatrici di violenza e torbidi) Invece il ministro Canosa perseguiva i liberali, i murattiani, i massoni e i carbonari provocando l!intervento degli ambasciatori di Austria e di 'ussia affinch% Canosa venisse allontanato dal suo ufficio) 4 2erdinando lo fece partire dal 'egno dando, nello stesso tempo, incarico ad una commissione di giuristi di studiare la riforma dei codici napoleonici, ma conservandoli provvisoriamente e abolendo solo il divorzio che era, del resto, assai impopolare)

/er rifornire l!esercito, il re nomin0 una commissione formata da due generali murattiani e da due borbonici, mentre la coscrizione, che era stata abolita in un primo tempo, fu dovuta ripristinare a causa degli impegni militari assunti nei confronti dell!Austria) Con l!incarico dato ad un certo Church, generale inglese, fu estirpata la piaga dei fuorilegge esistente principalmente nella provincia di 1ecce e cosD fu ristabilito l!ordine e ridata la tran uillit, ai pacifici cittadini) 2erdinando strinse accordi con gli stati mussulmani di Algeri, Cunisi, Cripoli e con denaro riscatt0 i regnicoli fatti prigionieri dai corsari) Accordi commerciali strinse con 2rancia, +pagna e Inghilterra) +iccome il re era I8 come re di Napoli e II come re di +icilia, unific0 il due titoli con uello di 2erdinando I 'e delle &ue +icilie) Come gi, vedemmo nel 9:9@ durante la permanenza di 2erdinando in +icilia, fu in uell!isola proclamata una Costituzione simile alla Costituzione inglese) A tale proclamazione, fatta per soddisfare uelle popolazioni, importante fu il concorso degli Inglesi, i uali, a mezzo di Nelson prima e di 1ord BentincK poi, desideravano ac uistare simpatie in +icilia, data l!importanza di essa come valore strategico e come valore commerciale) Ad ogni modo, ualun ue siano state le cause e gli interessi che la provocarono, la Costituzione del 9:9@ fu la prima, dopo uella inglese, a venire proclamata in 4uropa) 4 solo nel 9:=:, ossia trentasei anni dopo, avvennero le proclamazioni di Costituzioni in altri +tati italiani) 3a tornato 2erdinando a Napoli, il /arlamento siciliano non fu pi* convocato, dato l!obbligo dei governi della penisola di attenersi ai patti sottoscritti con l!Austria a seguito del Congresso di 8ienna e della +anta Alleanza) I +iciliani protestarono facendo un appello alla nazione inglese, ma poich7 uesta aveva dato mano libera in Italia alla sua alleata Austria, la protesta non ebbe nessun seguito e uesto per la egoistica abitudine di ogni potenza europea di uei tempi di fare o disfare le cose secondo che convenivano o meno ai propri interessi) +periamo che si raggiunga presto la costituzione degli +tati Bniti d!4uropa e che di tutto ci0 rimanga solo un lontano ricordo) Nel 9:9? i carbonari delle /uglie, del +alernitano, di Napoli, della Basilicata e delle Calabrie, cominciarono a mettersi d!accordo tra di loro per preparare un moto generale di intonazione liberale spinti soprattutto dalla partenza delle truppe austriache dal 'egno e dalla illusione di poter contare su un largo seguito tra la popolazione. cosa, uesta, che era lontana dalla realt,) 4 lontana dalla realt, era soprattutto perch7 il regno dei sovrani borbonici non era affatto malvisto dalla maggioranza dei sudditi) /er suffragare uesta affermazione basta rileggere uanto fu scritto in uell!epoca dallo storico napoletano Colletta mentre era in esilio e non aveva uindi motivo di simpatia o di gratitudine verso il governo borbonico) 4cco uanto Colletta scriveva$ " Nel 9:9E, ritornato al trono, 2erdinando sostenne o mut0 leggermente gli ordini del decennio precedente, per lo che vi erano, come innanzi, codici eguali, indi giusti. finanza grave, ma comune. amministrazione civile rigida, ma sapiente. e poi per leggi, come che offese talvolta, polizia senza arbitrio. il potere giudiziario indipendente. i ministri del re e gli amministratori delle rendite nazionali soggetti a pubblico sindacato. e finalmente decurionati, consigli di provincia, cancelleria. tutte congreghe di cittadini e magistrati. attendenti al bene comune. le uali leggi e statuti compa(nevano una uasi libera costituzione dello +tato. i governanti erano benigni, la finanza ricca, s!imprendevano lavori di piet, e di pubblica utilit,, prosperava lo +tato. felice il presente, felicissimo si mostrav al!avvenire. il regno di Napoli era tra i regni di 4uropa il meglio governato e che pi* larga parte serbasse del patrimonio delle idee nuove #) CosD scriveva mentre era in esilio il galantuomo, il patriotta, colto ed amante del progresso, /ietro Colletta, storico di indubbio valore) 4 da tale scritto appare evidente come il lavorio delle sette e delle consorterie segrete in tutti i tempi abbiano fatto pi* male che bene e a tutti i popoli) 4 il male diviene irreparabile uando a far parte delle sette segrete si trovino i militari) /erci0 come dice 3assimo d!Azeglio nei suoi 'icordi$ " 1a rivoluzione militare % la pi* brutta, la pi* corruttrice, la pi* dannosa per cattivi esempi e interminabili conseguenze) +e io non stimo e non amo un sistema, non lo servo. se ho accettato di servirlo mentre io amavo e stimavo, e se poi a ragione o a torto mi sono mutato, lascio di servirlo)

3a violare la fede data, mai#) &!Azeglio la pensava cosD per le s%tte piemontesi che poi portarono ai tristi fatti del 9:@9 in /iemonte, fatti simili a uelli avvenuti nel 9:@L nel 'egno delle &ue +icilie) 4 d!Azeglio era un galantuomo, patriotta e intelligente che seppe dare prova del proprio valore, anche come militare, uando, anziano, si trasform0 da pittore e da scrittore, in valoroso ufficiale) Bisogna pur ricordare che 2erdinando I col trattato di 8ienna del 9@ giugno 9:9E si era impegnato a non fare concessioni in senso liberale come del resto si erano impegnati il 'e di +ardegna e tutti gli altri regnanti della penisola italiana) 3a la Carboneria, che aveva fatto molti proseliti tra i militari, con molta avventatezza e con molte illusioni circa una larga adesione di civili, stabilD di insorgere contro il Governo) Nelle prime ore del @ luglio 9:@L due ufficiali, 3orelli e +alvati, con centoventisette soldati disertarono dal uartiere e guidati dal prete 3inichini si diressero verso Avellino, dove risiedeva il generale Guglielmo /epe, il uale per0 non era entrato a far parte di alcuna setta) Il /epe si trovava a Napoli chiamato dal capo dell!esercito generale 3uget, e avuto sentore di uanto stava succedendo, torn0 di nascosto ad Avellino) Ivi giunto raccolse altri armati e seppe che la rivolta si stava estendendo anche nelle Calabrie) Intanto alcuni carbonari si presentarono alla reggia di Napoli per comunicare al 'e che la rivoluzione era in atto e solo elargendo la Costituzione era possibile sedarla) Il 'e si tir0 in disparte nominando suo 'egio 8icario l!erede al trono 2rancesco, &uca di Calabria, il uale promise che la Costituzione sarebbe stata elargita entro pochi giorni) +olo il generale Campana a +alerno, il generale Nun(ziante a Nocera e il generale Carrascosa a Noia, osteggiarono la rivolta mentre il generale 'ossarol a Capua si dichiar0 favorevole ai costituzionali) Il giorno : luglio le truppe insorte giunsero al Campo di 3arte a Capodichino e alle ore dodici sfilarono per via Coledo giungendo davanti al palazzo reale al cui balcone era affacciato il duca di Calabria con la famiglia) 2inita la rassegna, Guglielmo /epe, con altri personaggi, fu ricevuto dal 8icario 'egio e a lui dichiar0 di aver aderito alla rivoluzione per il bene dello +tato e invit0 il duca di Calabria a convocare prontamente il /arlamento) Il duca di Calabria accompagn0 il generale /epe, e i suoi accompagnatori, nella camera da letto del 'e che diceva di essere ammalato) Il 'e si compliment0 con il /epe e il 9E luglio giur0 nella cappella della reggia di rispettare la Costituzione) &opo pochi giorni fu nominato un nuovo consiglio di ministri ove non figurava nessun carbonaro per la semplice ragione che i costituzionali non avevano nessun uomo adatto a reggere la cosa pubblica e preferivano perci0 che fossero nominati dei borbonici pi* atti a tale bisogno) 3a uasi subito tra i soldati ribelli si accesero dispute, perch7 ognuno voleva una promozione e la vita di Guglielmo /epe corse pericolo, dato che molti soldati che avevano disertato dall!esercito per insorgere, adesso disertavano nuovamente dall!esercito dei disertori perch7 malcontenti per interessi personali) 4, uindi, si ebbero combattimenti con molti morti tra i disertori che avevano disertato una volta sola e i disertori che avevano disertato anche una seconda volta) Cutti si iscrivevano alla Carboneria la uale insuperbiva e di conseguenza compiva eccessi contro i suoi avversari) Il 'egio 8icario con un editto aveva indetto le elezioni legislative per i giorni @L, @? agosto e A settembre) 4 cosD fu varata la Costituzione spagnola) +antorre di +antarosa, scrivendo della rivoluzione piemontese del 9:@9, si esprimeva cosD$ " I Napoletani non dovevano proclamare la costituzione spagnola pochissimo conosciuta in 4uropa, ma al suo posto avrebbero dovuto proclamare la costituzione siciliana del 9:9@) Questa % pochissimo conosciuta in 4uropa e non % altro che la costituzione inglese senza l!ineguaglianza nel diritto elettorale e senza uegli avanzi di feudalismo che ne alterano le belle proporzioni. essa era pi* popolare della Carta francese, sia perch7 l!iniziativa delle leggi non vi % esclusivamente riservata al 'e, sia per le disposizioni elettorali, sia per i municipi organizzati sopra basi larghissime. sarebbe stato facile purgarla da ualche difetto di redazione e farne sparire secondarie particolarit, che male armonizzavano con l!insieme) Adottandola, Napoli, avrebbe conseguito il precipuo vantaggio di

evitare le sanguinose gare con la +icilia, scandalo in 4uropa, dolore italiano #E) In conclusione dallo scritto di +antarosa si rileva il riconoscimento ufficiale (fatto da un piemontese di elevato valore patriottico ed intellettuale), come in Italia la prima regione dove si adott0 una carta costituzionale fosse stata la +icilia) 6 ben vero che tale carta fu potuta adottare perch7 la +icilia era protetta dall!Inghilterra, ma % altrettanto vero che se le persone colte e la nobilt, siciliana non avessero voluto ottenere, con ferma decisione, tale costituzione del 9:9@, mai e poi mai sarebbe venuto in mente agli inglesi di aiutare la popolazione dell!isola ad ottenerla) In tale modo % bene ricordare ancora una volta, dato che ui si parla di storia nazionale, che in fatto di idee liberali, moderne, sia dal punto di vista politico che da uello sociale, non solo i filosofi e gli studiosi napoletani precedettero di alcuni decenni i famosi " diritti dell!uomo # proclamati dalla rivoluzione francese, ma che, con la costituzione proclamata e messa in uso nel 9:9@, i +iciliani precedettero le altre regioni d!Italia di circa un uarantennio) Naturalmente con il Congresso di 8ienna e la +anta Alleanza tutto ci0 and0 in malora, ma resta fermo e ben chiaro che sia i Napoletani, che i +iciliani, niente avevano da imparare in fatto di idee moderne, ma avevano invece molto da insegnare alla stessa 2rancia, senza parlare poi di tutte le altre regioni italiane) 3a nella storia ufficiale fin ui in atto e specialmente in uella scritta ad uso della giovent* di tutto uesto non si % mai fatto parola) 1a rivoluzione di Napoli fu conosciuta a /alermo solo la sera del 9 luglio e fu accolta con letizia) 3a la +icilia aveva vivo il ricordo della propria Costituzione del 9:9@ e cosD un gruppo di nobili reclamarono a favore dell!isola la loro Costituzione con lo scopo recondito di staccare la +icilia dalla parte peninsulare del 'egno) 1!indipendenza da Napoli era sempre stato il sogno dei +iciliani e cosD si ebbero dimostrazioni popolari che si tramutarono in vera rivolta con assalto al forte di Castel(lammare e varie altre violenze) +i ebbero ELL soldati morti o feriti e cin uantatr% morti e sessantasei feriti tra i popolani) Il popolo napoletano a tali notizie tumulto chiedendo, tra l!altro, l!arresto di tutti i +iciliani presenti in Napoli tenendoli in ostaggio fino a che gli isolani non rimandassero in continente i Napoletani tenuti a loro volta in ostaggio) 3a non tutte le citt, siciliane andavano d!accordo tra loro e uelle orientali ( vedi 3essina, Catania ecc) ) erano di parere diverso da uello di /alermo, Girgenti ecc) Quindi lotte armate tra +iciliani e, conseguentemente, sbarco a 3essina del generale 2lorestano /epe, fratello di Guglielmo, con un buon nerbo di soldati) Attraverso combattimenti sostenuti con varia fortuna il generale 2lorestano /epe concluse il cin ue ottobre, con l!intervento del console austriaco, un accordo con i rivoltosi) A Napoli tale accordo fu condannato da tutti e 2lorestano /epe fu sostituito dal generale /ietro Colletta che giunse a /alermo il ? novembre e " si condusse con fermezza e prudenza, con grande sentimento di giustizia, si da meritare se non l!affetto, la stima dei /alermitani#) Il Colletta ammoniva il Governo di Napoli ad essere giusto, saggio e prudente. " una sola di ueste ualit, che ci manchi, la +icilia sar, perduta per noi, o non potremmo contenerla che per le vie aborrite della forza #) Il Colletta poi abolD la Giunta e, fatto prestare giuramento ai funzionari, ordin0 le elezioni al /arlamento napoletano) 3a tutto uesto fu superato e sommerso dai gravi provvedimenti messi in atto dalle /otenze direttrici della +anta Alleanza) Il 3ettermeli ministro degli esteri austriaco scriveva fin dal 9? luglio annunziando che " il sangue scorrer, a torrenti # e anche l!Inghilterra, che pure non aveva aderito alla +anta Alleanza, giudic0 severamente la rivoluzione napoletana) Il ministro inglese a Napoli deplorava che " un regno che aveva raggiunto il pi* alto grado di felicit,, sotto il pi* dolce dei governi, fosse crollato per opera di un pugno di insorti, che mezzo battaglione di buoni soldati avrebbe disperso in un istante #) 3a il ministro inglese faceva finta di ignorare che erano proprio i soldati, comandati dai migliori generali, uelli che si erano ribellati e faceva anche finta di ignorare che, se il suo governo da 1ondra gli aveva dato l!ordine di assumere tale atteggiamento, era perch7 in uel momento l!interesse dell!Inghilterra consisteva nell!andare d!accordo con la +anta Alleanza, mentre il 'e e i principali uomini del Governo britannico si mostravano persuasi " che non si potesse accordare

alcuna attenuante o giustificazione al moto napoletano, costituendo esso un pericolo per l!intera 4uropa, e che si dovesse riconoscere nell!Austria non dubbio interesse di intervento con vantaggio anche degli altri +tati, i uali potevano avvantaggiarsi dell!azione militare austriaca, senza sobbarcarsi ad oneri e maggiori responsabilit, #) /ure la 2rancia e la 'ussia condannavano i moti di Napoli) +olo la 2rancia era incerta sul contegno da tenere in uanto essa temeva che un intervento austriaco contro il regno partenopeo potesse accrescere la potenza asburgica nella penisola italiana) Il Governo napoletano, visto che i suoi ambasciatori a 8ienna erano stati da 3ettermeli rispediti a Napoli, come pacchi postali, tent0 di mandare il &uca di Cimi(tile in 'ussia con una missione per lo Har) Incontratosi a 8ienna col 3etternich uesti gli disse$ " tornate all!antico e fate ammenda con esemplare giustizia delle vostre colpe recenti #) " 3a non si trover, nessun uomo che se ne assuma la responsabilit, #, replic0 il Cimitile) " 1e baionette austriache sono pronte, esse rimetteranno immediatamente l!ordine # - fu la risposta di 3etternich) 4 infatti cominci0 il concentramento di truppe austriache in Italia, mentre veniva convocato a 1ubiana un congresso tra le varie potenze con l!invito categorico anche a 2erdinando I di parteciparvi) 2inora si % sempre affermato che 2erdinando I % stato un perfido traditore, ma % una affermazione balorda perch7 n7 in 4uropa n7 in nessuna altra parte del mondo si sarebbe potuto trovare un sovrano capace di fare cosa diversa da uello che 2rancia, 'ussia ed Austria volevano che si facesse) 8edremo pi* avanti come si comport0 il 'e di +ardegna, che fu tra i primi a sollecitare l!intervento armato contro Napoli " onde fosse soffocata la rivoluzione e impedito il sovvertimento della intera penisola #) I liberali napoletani si comportavano da valorosi e organizzato l!esercito si avvicinarono ai confini del regno per andare incontro alle truppe austriache che stavano per sopravvenire) II generale Guglielmo /epe fu inviato in difesa dell!Abruzzo e il generale Carrascosa in difesa del Gari(gliano. /ietro Colletta richiamato a Napoli fu nominato ministro della guerra) 3a le armi difettavano e le reclute erano inesperte) Il @A febbraio 9:@9 fu diffuso un proclama del 'e col uale si invitava la popolazione ad accogliere amichevolmente l!esercito austriaco unendosi ad esso per assicurare la tran uillit, e proteggere i veri amici del bene della /atria) I soldati napoletani si scontrarono con uelli austriaci, ma, nonostante il valore dei generali, si sbandarono) 4 uesto insegna come uando si provocano e si approvano le rivolte militari si stabilisce automaticamente il principio che il soldato pu0 disubbidire sempre e dovun ue, dato che lui non sar, mai in grado di giudicare uando sia la volta buona o uando uella cattiva) +i disse poi che 2erdinando I aveva distrutto la base morale della sua dinastia nella coscienza della nazione) 3a la base morale era stata distrutta dalla rivoluzione, preparata e provocata dall!incoscienza e dalla malafede di alcuni cospiratori imprudenti ed indegni del nome di " patriotti #, i uali compromisero con grande leggerezza il nome di molti militari d!onore e di molti intellettuali di ingegno profondo e di notevole cultura che pagarono per tutti, subendo comun ue e andando in esilio) 5rmai per colpa della rivoluzione francese e della prepotenza militare francese era stato scon uassato tutto il mondo civile) /er colpa della corruzione, dello sperpero, della bancarotta finanziaria francese durante il regno del 'e +ole e dei suoi successori, tutto il mondo civile dovette subire la prepotenza e la rovina provocata dai giacobini prima e dal fanatismo napoleonico poi) 4 dopo la caduta di Napoleone, il crollo generale per colpa della reazione degli stati pi* potenti d!4uropa) +i persero uaranta anni in tentativi di rivoluzioni, con un numero infinito di martiri e di episodi obbrobriosi e di episodi gloriosi, in conseguenza delle galliche immoralit, seguite poi dalle pazzie rivoluzionarie e da uelle militari della " grandeur francaise #) " Grandeur # che cost0 all!4uropa milioni di morti, di violenze, di saccheggi e di miserie ;) Naturalmente molte furono le vittime dei moti del 9:@L nel 'egno delle &ue +icilie, e i processi a carico dei presunti colpevoli si trascinarono per tre mesi) I difensori parlarono con ardita parola come se non fosse stata causa politica " in uei tempi pericolosi e feroci # e la sentenza data con uattro voti su sette condann0 gli in uisiti$ trenta alla pena di morte, tredici all!ergastolo e alla

galera a tempo) Il 'e fece grazia della vita a tutti i condannati tranne che al 3orelli e al +alvati i uali morirono sulla forca. gli altri, incatenati, furono inviati a stentare la vita negli ergastoli di +anto +tefano e /antelleria) A 3essina fu nominata una commissione militare, cui fu affidato di giudicare i fautori del tentativo di rivolta) Il processo contro cin uanta accusati (dei uali ventisette in stato di arresto e venti uattro in contumacia) finD il @: febbraio 9:@@ con nove condannati a morte ( uattro erano contumaci) e numerose condanne all!ergastolo e alla galera per molti anni) Ad uno solo dei condannati a morte fu commutata la pena in uella di venticin ue anni di ferri nel bagno di +anto +tefano di modo che gli altri condannati ( sacerdoti Giuseppe Briganti, +alvatore Cesareo, 8incenzo 2ucini, Camillo /isano) furono portati nei pressi della Cittadella e moschettati) Cento giorni di carcere nel forte di +ant!4lmo, ove era stato rinchiuso il @@ aprile del @9, aveva subito il generale /ietro Colletta e come lui il /edrinelli, l!Arcovita, il /epe Gabriele, il /oerio e il Borrelli) Il 'e aveva infine deciso che tutti costoro fossero fatti partire dal 'egno e inviati per mare a Crieste e poi a Graz dove soffrirono fame e tristezze infinite, colpevoli di aver creduto in un ideale di libert, e di giustizia e per tale delitto puniti dalle armi austriache dirette dal tremendo tiranno 3etternich, incapace di comprendere come da tali martiri la passione per la libert, e soprattutto la passione per la cacciata degli eserciti stranieri dall!Italia sarebbero divenute sempre pi* profonde, accelerando i tempi della futura riscossa) &opo non molto tempo gli esiliati napoletani ottennero di mutare il loro soggiorno di Gratz con uello di 2irenze ove si trovarono molto meglio sia per il clima che per la cortesia di uella popolazione e la mitezza del regime granducale) A 2irenze /ietro Colletta scrisse " 1a storia del 'egno di Napoli #, della uale % stato riportato un brano al principio di uesto capitolo) Anche a 2irenze, il generale Gabriele /epe sfid0 a duello il poeta francese 1amar(tine che aveva insultato l!Italia chiamandola " terra di morti #) Il comportamento del /epe fu cosi nobile, sia prima dello scontro che dopo lo scontro, che il 1amartine, rimasto ferito, divenne amico ed ammiratore del suo avversario) Il cugino, generale Guglielmo /epe, si era invece rifugiato in Inghilterra) A uesto punto % bene riaffermare che i martiri siciliani e uelli napoletani furono i precursori del martirologio italiano, seguito un anno dopo dai martiri piemontesi prima illusi e poi abbandonati a loro stessi dal principe Carlo Alberto del ramo Carignano dei +avoia) Capitolo OI I1 '4GN5 &I +A'&4GNA N41 9:@9 Narra lo storico Cesare +pellanzon, nel volume primo della " +toria del 'isorgimento italiano #, come il moto costituzionale di Napoli non aveva lasciato fredda ed indifferente l!Italia) " 5vun ue il desiderio di imitare i Napoletani prese consistenza, soprattutto per aiutare e sorreggere la libert, del 3ezzogiorno. e si ebbero cosD manifestazioni nelle 3arche, nell!4milia, a 1ucca e nell!isola d!4lba. ma gli avvenimenti napoletani ebbero infine una maggior risonanza in /iemonte e in 1ombardia#) Nel regno di +ardegna le notizie giunte da Napoli avevano turbato in diversa guisa lo spirito dei patriotti e uello degli avversari di ogni innovazione costituzionale) A Corino, +antorre di +antarosa deplorava " l!affermarsi della prepotenza austriaca in Italia e gli errori della restaurazione la uale senza prudenza e saggezza aveva rimesso in vigore i privilegi di casta, le primogeniture, i fidecommessi e pi* ancora le fustigazioni, la tortura, la ruota, le tenaglie infuocate, tutti insomma i residui dell!esecrata in uisizione #) " Inoltre non si pu0 non ammettere (scrive ancora lo storico +pellanzon) e non vi % dubbio che la politica sabauda dal 9:9= al 9:=;, uale fu perseguita dai re 8ittorio 4manuele I, Carlo 2elice e Carlo Alberto, pareva veramente destinata a favorire il perpetuarsi del predominio austriaco nell!Italia, ualun ue fosse l!intimo sentimento di uei principi verso il dominatore del 1ombardo 8eneto #) 1a giovent* studentesca piemontese entr0 ben presto in fermento e, come scrisse 3assimo d!Azeglio, " Corino era in uello stato d!in uietudine smaniosa che provano gli ammalati alla vigilia di un!espulsione #) 5ltre a uesto, bisogna aggiungere che tutte le regioni d!Italia, nessuna esclusa,

soffrivano di una grande crisi economica e di una altrettanto grande miseria dovute alle lunghe guerre imposte dalla megalomania militare napoleonica dopo gli anni di rivoluzione e di terrore giacobino) Bna sera del gennaio del 9:@9 a Corino si verificarono dei tafferugli tra alcuni studenti, che assistevano ad una recita al teatro &!Augennes, e la polizia. ed alcuni studenti furono arrestati) Il mattino dopo all!Bniversit, ci fu grande fermento perch7 si venne a sapere che il 'e aveva disposto l!invio di uno degli arrestati al forte di 2inestrelle e di un altro al Castello d!Ivrea Gli universitari si asserragliarono nell!Ateneo costruendo anche delle barricate e il governatore di Corino, attesa la sera, invi0 delle truppe munite di fiaccole) Nei locali universitari si arriv0 ad uno scontro all!arma bianca e molte decine di giovani riportarono ferite, delle uali la maggior parte di sciabola e non di baionetta. il che dimostra che i pi* accaniti furono gli ufficiali, nonostante che uno di uesti, Cesare Balbo, figlio del ministro /rospero, facesse tutto il possibile per difendere gli stu( denti dagli eccessi polizieschi) A tali notizie, il /rincipe di Carignano mand0 agli studenti feriti e prigionieri doni in denaro e in dolciumi ( uesta ricerca di malsana popolarit, era nello stesso tempo un!imprudenza - scrisse un biografo di Carlo Alberto) e cosD venne a diffondersi l!opinione che il Carignano era, con i ribelli, contro la Casa 'eale) 3entre 'e 8ittorio 4manuele I si affrettava a far conoscere all!Austria la sua volont, di non fare ai propri sudditi nessuna concessione di carattere costituzionale, Carlo Alberto dava, ai fautori di riforme liberali, l!assicurazione di essere con loro pienamente d!accordo) +ul cadere del giorno ; marzo 9:@9 si recarono a palazzo Carignano i seguenti congiurati$ il conte +antorre di +antarosa, il capitano Giacinto di Collegno, il colonnello Carlo di +an 3arzano ( figlio del ministro degli esteri) e il conte 1ivio 3offa capitano dei cavalleggeri del re) Introdotti attraverso una scala segreta trovarono nella biblioteca del principe anche il marchese 'oberto d!Azeglio) Il +an 3arzano assicur0 Carlo Alberto che " nel moto preparato nulla di sinistro era a temersi per il 'e e per la sua famiglia #) +antorre di +antarosa, uomo di grande seriet, e di indiscutibile rettitudine, afferma che Carlo Alberto diede la propria adesione al moto progettato) 4 data la probit, dell!uomo, mai messa in dubbio nemmeno dai suoi avversari, ben scarso valore possono avere le successive smentite a tale riguardo) Nessuno dei presenti al collo uio smentD mai il +antarosa nemmeno il d!Azeglio conosciuto per la sua onest, e dirittura) &urante la notte il Carignano cambi0 idea e il ? mattino inform0 il +an 3arzano e il Collegno che lui ritirava la parola data) Invece la sera dell!: marzo, lo stesso Carignano dava al +antarosa e al +an 3arzano la conferma del suo consenso al moto rivoluzionario, e trattava con i ribelli e discuteva con essi circa i particolari da mettersi in atto) 3a in contrasto con tale atteggiamento emanava contemporaneamente ordini e disposizioni per impedire la rivoluzione) Inoltre la mattina del 9L marzo Carlo Alberto si recava a 3oncalieri per gettarsi ai piedi del 'e a chiedergli perdono di uanto aveva trescato con i ribelli, rinnovandogli l!assicurazione della sua fedelt,) Nella stessa giornata del 9L marzo la Corte fu informata che i cavalleggeri di 1ivio 3offa si erano ammutinati e si erano impadroniti della cittadella di Alessandria) Il capitano 2errer0 si sollevava con centocin uanta soldati nel paese di +an +alvario e altre ribellioni avvenivano a 8ercelli, 8alenza, a Ivrea, a 8igevano e a Biella, e la cittadella di Corino cadeva il giorno 9@ nelle mani di due capitani liberali) 1a stessa sera re 8ittorio 4manuele I abdicava in favore del fratello Carlo 2elice, nominando " 'eggente # il principe Carlo Alberto, il uale sotto la minaccia di una folla tumultuosa intorno al suo palazzo e cedendo ai consigli di alcuni nobili signori di Corino firmava il proclama annunziante la concessione della Costituzione) Carlo 2elice, il nuovo 'e, ignaro di tutto uanto era successo, si trovava a 3odena presso il duca 2rancesco I8 e Carlo Alberto gli invi0 il proprio scudiere +ilvano Costa con una lettera dove erano narrati tutti gli avvenimenti che avevano portato all!abdicazione del fratello) Carlo 2elice gett0 la lettera in faccia allo scudiere, convinto della colpevolezza di Carlo Alberto in tutta la poco chiara vicenda) /oco dopo richiam0 lo scudiere e gli consegn0 un proclama alla

popolazione del regno di +ardegna con il uale non riconosceva l!abdicazione del fratello, n7 la reggenza di Carlo Alberto (proclama che poi risult0 stilato dal &uca di 3odena) e disse a voce le seguenti parole$ " dite al /rincipe che se nelle sue vene c!% ancora una goccia di sangue reale egli deve subito partire per Novara e lD aspettare i miei ordini #) Carlo Alberto, in conseguenza decise di ubbidire a Carlo 2elice e di nascosto fece i preparativi di partenza e di concentrazione di truppe anticostituzionali) +antorre di +antarosa si present0 a Carlo Alberto ma non fu ricevuto. per0 il giorno dopo Carlo Alberto nomin0 il +antarosa ministro di guerra, volendo in tal modo mascherare i preparativi della sua prossima irrevocabile fuga) A notte fatta uscD da palazzo Carignano e giunto al 8alentino si mise a capo del reggimento +avoia Cavalleria e raggiunse +angermano la mattina del @A marzo dove il generale 'oberti gli consegn0 una lettera di Carlo 2elice con l!ordine di recarsi immediatamente a Novara) Carlo Alberto lasci0 il reggimento +avoia Cavalleria al generale 'oberti e proseguD da solo per Novara e ivi pubblic0 un proclama col uale rinunciava alla reggenza) /oi, ricevuto un biglietto da Carlo 2elice con l!ordine di uscire dal regno e di recarsi in Coscana, ad attendervi la sua famiglia, si mise subito in viaggio) Con la notizia della fuga di Carlo Alberto, lo scoramento s!impadronD dei costituzionali e dopo tentativi di resistenza e l!arrivo delle truppe austriache, chiamate sin dal @@ marzo da Carlo 2elice (il uale si era rivolto all!Imperatore d!Austria e allo Har di 'ussia per averne appoggio ed assistenza) i capi dei costituzionali furono costretti ad andare in esilio affluendo a Genova per il loro imbarco) A Genova fu fatta una pubblica uestua a favore dei poscritti e Giuseppe 3azzini, giovinetto, che sul molo assisteva alla uestua e all!imbarco di coloro che andavano in esilio lasci0 scritto che$ " uel giorno fu il primo, in cui si affacciasse confusamente all!anima mia, non dir0 un pensiero di /atria e di 1ibert,, ma un pensiero che si poteva, e uindi si doveva, lottare per la libert, della /atria #) Nominato luogotenente del 'e il conte Ignazio Chaon di 'evel e nominato un tribunale per giudicare i costituzionali, tale tribunale si riunD trentuno volte, dal ? maggio al primo ottobre, e pronunci0 settanta condanne a morte, cin ue alla galera perpetua e venti a pene varianti dai cin ue ai venti anni di reclusione) 3a uasi tutti erano riparati all!estero e soltanto due tenenti e un soldato subirono effettivamente la pena capitale) Avendo il re 8ittorio 4manuele I confermata la sua abdicazione, Carlo 2elice fu re definitivamente e di pieno diritto) 1e Bniversit, di Corino e di Genova furono chiuse per un anno e annullate tutte le lauree concesse dopo il 9@ marzo del 9:@9, e i funzionari e i sacerdoti, setacciati minuziosamente dalla polizia, dovettero prestare un speciale giuramento di fedelt, al 'e) Questi poi tent0 di togliere i diritti di successione a Carlo Alberto, cercando, a tale scopo, l!appoggio dell!Austria affinch% fosse dichiarato erede 2rancesco I8 di 3o(dena, ma l!Austria si rifiut0 e altrettanto fecero 'ussia, 2rancia ed Inghilterra) 1a reazione trionfava e gli esuli, stanchi, spossati, miseri e minacciati anche al di l, delle Alpi dall!ira dei reazionari, facevano vita ben grama e molti di loro si preparavano per andare a combattere in +pagna e in Grecia, per la difesa di uelle idee di libert, che, senza fortuna, avevano esaltate e propugnate in /iemonte) Capitolo OII I1 '4GN5 &4114 &B4 +ICI1I4 &A1 9:@E A1 9:AL II = gennaio 9:@E morD a Napoli 2erdinando I e a lui successe il figlio 2rancesco I) Aveva circa cin uanta anni e non era nuovo agli affari di +tato, perch7 nel 9:9A a /alermo e nel 9:@L(@9 a Napoli aveva governato per il padre col titolo di 8icario('eggente) 1!inizio del suo breve regno fu caratterizzato da un progressivo aumento dell!influenza clericale nello +tato, anche con esteriori manifestazioni circa l!obbligatoriet, dell!osservanza delle vigilie e della partecipazione ai riti e alle cerimonie religiose) I vescovi furono dichiarati ispettori delle scuole e ai preti in sospetto di liberalismo fu vietato l!esercizio della scuola e della confessione) Nello stesso tempo furono per0 emanate savie leggi sull!ordinamento forestale, sullo scavo delle miniere. fu costituita a Napoli un!Accademia /ontaniana, una annuale esposizione di Belle Arti e

una scuola di disegno) Nel 9:@? tutte le truppe austriache, stabilitesi dal 9:@9 nelle guarnigioni napoletane e sicule, abbandonarono il regno delle &ue +icilie e furono sostituite con poche migliaia di +vizzeri che avrebbero dovuto costituire il sostegno del trono contro lo spirito costituzionale delle truppe napoletane e siciliane) /resso il clero e nei conventi lo spirito settario e la Carboneria trovavano i propri sostenitori) Anzi in alcuni conventi, come in uello domenicano di +oriano, si dichiarava che la sola legge voluta da &io era uella di seguire gli insegnamenti di +an Ceobaldo, protettore della Carboneria) Nel Cilento il capo della sommossa avvenuta nel 9:@: era il Canonico Antonio 3aria &e 1uca, moschettato il @= luglio di uell!anno, mentre a /alermo si giustiziarono due sacerdoti, un certo Bonaventura Calabr0 e un certo Giuseppe 1a 8illa) 8arie erano le consorterie che operavano in +icilia e tra esse le seguenti$ " 1a giovent* ravveduta #, " 1a 'epubblica #, " I /ellegrini Bianchi #, " I sette &ormenti #, " I veri /atriotti #. altre ancora si distinguevano in " 8endite #, " Cribune # e " 2amiglie #) Naturalmente in tale confusione abbondavano anche i traditori, uindi le delazioni e in conseguenza le condanne, anche a morte, da parte del Governo) Nel Cilento i settari erano pi* numerosi che altrove e il loro piano era uello di impadronirsi di +alerno per poi espandere il moto nei territori limitrofi) 3a come solitamente avveniva nelle congiure settarie, anche uesta volta non manc0 il delatore che fu il prete 2rancesco 3occia il uale rivel0 ogni cosa al ministro della polizia IntontD) 2urono uindi arrestati colonnelli, capitani, pro( fessionisti, cappuccini, preti e modesti impiegati) 1a reazione della polizia fu tremenda, il paese di Bosco venne distrutto e centinaia di cospiratori furono arrestati e molti di essi condannati a morte in modo infame) 3a il Governo di Napoli, con tali inumane forme di repressione, mirava soprattutto a dimostrare ai diversi governi stranieri, e primo tra essi, a uello austriaco, che anche nelle &ue +icilie il governo, il 'e e l!esercito, erano fedeli alla +anta Alleanza e capaci di padroneggiare ualun ue tentativo dei liberali in modo da restituire per sempre " alle forze del 'eal Governo presso l!estero uella reputazione cui pi* non godeva #) Cali erano le miserrime condizioni alle uali, per reazione agli eccessi giacobini, la +anta Alleanza di odiata memoria aveva portato tutti i popoli europei) Il 'e 2rancesco I nel settembre del 9:@< accompagn0 la figlia 3aria Cristina in +pagna essendo stata richiesta in sposa dal 'e 2erdinando 8II) /rima di partire diede l!incarico al diciannovenne figlio 2erdinando duca di Calabria di governare in sua vece nel periodo della sua assenza da Napoli) &opo le nozze avvenute a 3adrid, 'e 2rancesco I e la 'egina ritornarono a Napoli con un lungo e lento viaggio attraverso la 2rancia dove ebbero la sensazione che stava per scoppiare una rivoluzione) Infatti il reali borbonici rientravano a Napoli il @< luglio del 9:AL e dopo pochi giorni esplodeva la rivoluzione a /arigi e in breve tempo tutta la 2rancia si ribell0) 2rancesco I giunse a Napoli malandato in salute e l!: novembre dello stesso anno cess0 di vivere in et, di cin uantatre anni e subito fu proclamato 'e suo figlio 2erdinando col titolo di 2erdinando I1 Capitolo OIII I1 '4GN5 &I +A'&4GNA &A1 9:@9 A1 9:@A &opo i moti del 9:@L nel 'egno delle &ue +icilie e uelli del 9:@9 nel /iemonte, in tutta l!Italia si ebbero cospirazioni, tumulti, arresti e condanne) +ia il 'egno 1ombardo(8eneto, sia i ducati di /arma e di 3odena, sia lo +tato /ontificio, furono teatro di incarcerazioni, persecuzioni, esilio e condanne a morte) /areva che i reggitori di tali stati, sotto l!incitamento e la protezione dell!Austria, facessero a gara tra di loro in bestiali persecuzioni contro i generosi patrioti che amavano e propa( gandavano la libert, e l!indipendenza italiana) Il lettore che volesse documentazioni in proposito pu0 farlo consultando i volumi della " +toria del 'isorgimento e dell!unit, d!Italia # dello storico Cesare +pellanzon)

3a uesto nostro studio vuole limitarsi a mettere in evidenza la storia del 'egno di Napoli e la storia del 'egno di +ardegna. uesto perch7, per partito preso, si % sempre esagerato nelle critiche verso il regno borbonico e i suoi abitanti, e si % sempre esaltato tutto uanto avvenne nel regno di +ardegna, nascondendo o sminuendo uanto in esso si verific0 di criticabile e di condannabile) 3a la dinastia dei +avoia, specialmente per uanto fu operato dal 'e 8ittorio 4manuele II, ha tali meriti ed ha tale incontestabile diritto alla riconoscenza nazionale, che il nascondere uando fu fatto di errato e di riprovevole nel 'egno di +ardegna, dopo che i Napoletani avevano dato inizio al movimento liberale italiano, si tramuterebbe in una diminuzione dei meriti di tale dinastia come se essa avesse bisogno di nascondere gli errori per avere il diritto alla riconoscenza nazionale) +ta di fatto che tutti i governi europei erano reazionari, e per gli stessi regnanti, anche i pi* illuminati, era difficile, se non impossibile, capire uello che era giusto e uello che era ingiusto, e solo attraverso una maturazione, anche dolorosa, poterono arrivare a comprendere la verit,) 3a % doveroso e necessario, per arrivare alla vera unit, morale italiana, distruggere una buona volta la leggenda di barbarie a carico di uno +tato o di una dinastia e le leggende di dinastie e di +tati sempre perfetti e superiori ad altri per lungimiranza, per patriottismo e per modernit, di strutture economiche e per una maggiore efficienza commerciale e industriale. cose contrarie alla verit,, uesto, del resto, % lo scopo del presente studio che ha pertanto un fine di giustizia) Cutto ci0 ricordato, ancora una volta, % bene esaminare l!operato del 'e Carlo 2elice e poi del 'e Carlo Alberto dopo i moti del 9:@9) Quando Carlo 2elice, mandato in esilio il principe Carlo Alberto, rientr0 a Corino, non ebbe accoglienze calorose e durante il suo regno fu chiamato comunemente " Carlo 2eroce #) Cale nomignolo aveva avuto origine dagli atteggiamenti, veramente feroci di tale regnante, per tutto uanto sapeva di novit, in materia politica) &i lui si ricordava come nel 9?<9, essendo scoppiati a Corino dei tumulti studenteschi, lui scrivesse all!assessore del 8icariato$ " se essi si ostinano a riunirsi, bisogna arrivare alla carneficina, che % l!unico sistema #) 4 mentre era vicer7 di +ardegna scriveva al proprio fratello, il Conte di 3oriana, spronandolo a proposito di un certo +ullis per il uale si facevano tentativi di grazia$ " io temo che si tenti di evitare l!impiccagione e le mani mi prudono per la voglia d!impiccare #, e due giorni prima aveva scritto$ " spero che gli assassini saranno impiccati. impicca, impicca, cosD va bene#, e poi, " uanto all!assassino ammazza ammazza, ammazza. uesto va bene per il riposo del genere umano#, e poi ancora "sono dispiaciuto che ci sia un complotto, ma fai impiccare$ non c!% altro sistema #) 4 finalmente in un proscritto, in un!altra lettera al fratello$ " dimenticavo di dirti che ui la giustizia va bene, perch7 ogni uindici giorni si impicca un uomo #) 4 infatti durante il periodo nel uale Carlo 2elice fu vicer7 in +ardegna vi furono nell!isola, nello spazio di soli nove giorni, pi* impiccagioni di uelle che ci fossero state durante dieci anni in tutto il regno sabaudo) Carlo 2elice vedeva nel potere assoluto il solo modo di governare e per lui tutti i fautori di novit, nell!ordinamento statale erano uomini perversi e traditori) 3assimo d!Azeglio scrisse poi nel suo bellissimo libro " I miei ricordi # alcuni periodi che fotografano la situazione del modo di vivere nel 'egno di +ardegna. eccoli$ " 4ra un dispotismo pieno di rette ed oneste intenzioni, ma del uale erano rappresentanti ed arbitri uattro vecchi ciamberlani, uattro vecchie dame d!onore, con un formicaio di frati, monache, preti e gesuiti #) " /er chi aveva fDssi nel cuore, elementi di libert,, fosse pure limitata, misurata, ordinata, disciplinata uanto si vuole, ma alla fine di libert, e di vivere libero, per chi non poteva rassegnarsi a mangiare, bere e dormire senza mai alzare gli occhi dalla vita trista, Corino era un ambiente di piombo, una specie di mancanza d!aria respirabile, da non potersi descrivere #) Il 'e Carlo 2elice al congresso di 8erona, dove si incontrarono i rappresentanti delle potenze della " +anta Alleanza #, cerc0 nuovamente di ottenere un provvedimento che togliesse a Carlo Alberto la ualit, di successore al trono di +ardegna. ma 3ettermeli si oppose a tale proposta e tutte le altre potenze si unirono nell!opposizione alla proposta di Carlo 2elice) Carlo Alberto dal suo esilio di 2irenze scrisse varie volte al 'e ma non ne ebbe mai risposta) +crisse poi un memoriale in propria difesa, accusando nello stesso tempo i ministri di 8ittorio 4manuele I di inettitudine e uasi di

tradimento. e gli accusati, venutine a conoscenza, ritorsero le accuse inferocendo contro l!esiliato) 1a Corte torinese affermava che l!accusa e la condanna fossero insite nelle stesse parole del Carignano, in uan(toch% egli ammetteva di avere avuto rapporti con i congiurati e di essere stato al corrente della congiura senza denunciarla al 'e) &!altra parte gli esuli piemontesi lamentavano che fra tante condanne inflitte ai congiurati non figurasse uella del /rincipe che avrebbe dovuto essere il primo dei condannati) Il Carignano, in tali tristi vicende, divenne ostenta(tamente religioso. ma Carlo 2elice non approv0 tale atteggiamento, tanto che, scrivendo al fratello 8ittorio 4manuele I diceva$ " % una vipera in letargo per il freddo. appena si sar, riscaldata morder, con maggiore veemenza perch7 sar, animata dallo spirito della vendetta. uand!anche facesse tutte le penitenze di un anacoreta e si frustasse a sangue con la disciplina, non ci si potr, ancora fidare della sua sincera conversione, data la sua capacit, di simulazione #) Al /apa, che aveva scritto al 'e Carlo 2elice consigliandolo alla clemenza, detto 'e rispondeva$ " segretamente sono in dovere di palesare a 8ostra +antit,, col mio pi* grave rammarico, che ho ancora presentemente le prove della di lui falsit, #) &!altra parte Gino Capponi, gentiluomo toscano di grande dirittura, scrivendo al Comma(seo cosD si esprimeva$ " tutti ridono al vederlo inginocchiato in istrano modo perch7 uel suo ostentato fervore religioso % giudicato ipocrisia sfacciata e manifesta #) Insomma il Carignano si veniva a trovare nelle condizioni di chi, avendo sbagliato, vede accanirsi contro la propria persona l!incredulit, e la cattiveria umana. cosa che % sempre accaduta e sempre accadr,) Carlo Alberto in tale triste situazione pens0 di riscattare il proprio onore dando una prova decisiva del suo pentimento e del suo attaccamento alle forze reazionarie recandosi volontariamente a combattere contro i liberali spagnoli insorti perch7 uel governo aveva dichiarato decaduta la costituzione concessa nel 9:@L) 5ttenuto il permesso di Carlo 2elice, il Carignano si imbarc0 a 1ivorno il @ maggio 9:@A sulla fregata " II Commercio # e raggiunse la 2rancia e poi 3adrid, incorporato nel corpo di spedizione francese che combatteva gli insorti) &alla +pagna il principe scriveva ai suoi amici di Corino lettere nelle uali " inveiva contro la vile marmaglia rivoluzionaria, e si rallegrava che la popolazione desse la caccia agli insorti come a cani rabbiosi #) /artecip0 all!assalto del Crocadero, ultimo baluardo dei rivoluzionari e si comport0 da buon combattente dicendo al proprio generale " +pero che il 'e sia, uesta volta, contento di me #) &opo ualche mese e dopo infinite tergiversazioni il 'e di +ardegna mand0 a /arigi il proprio incaricato, marchese Alfieri, che present0 a Carlo Alberto un documento da firmare) Con tale documento il /rincipe si impegnava a rispettare e mantenere religiosamente, allorch7 sarebbe giunto al potere, tutte le leggi fondamentali della 3onarchia ecc) ecc) e il ? gennaio 9:@= Carlo 2elice annunci0 che il Carignano sarebbe tornato a Corino) Con l!intervento dell!imperatore d!Austria, il 'e di +ardegna ridiede al principe il titolo di successore al trono, dopo di che Carlo Alberto non faceva passare occasione per dimostrare la sua avversione per i liberali, i uali lo ripagavano con ugual moneta e il poeta Giovanni Berchet pubblicava a 1ondra una romanza patriottica nella uale si leggevano i seguenti versi$ 4secrato Carignano 8a il tuo nome in ogni gente Non v!% clima sD lontano, 5ve il tedio, lo s uallot, 1a bestemmia di un fuggente Non ti annunzi traditor ))) 4 i versi del Berchet venivano clandestinamente introdotti in Italia ed eccitavano gli animi, mentre a Genova il giovane Giuseppe 3azzini studente universitario che non partecipava alla vita gaia e spensierata dei suoi coetanei, ma conduceva una vita solit,ria e cogitabonda, maturava dentro di s7 un proprio sistema politico(sociale) 1a seriet, con la uale l!animo e l!ingegno del giovane pensatore partecipavano a tali elocubrazioni e a tali studi faceva sD che le recondite mete che 3azzini voleva raggiungere superassero di mille cubiti uelle degli spiriti meno elevati, dando cosD al proprio pensiero una nobilt, ed una elevatezza che avevano ualcosa di religioso)

Gli anni 9:@= e 9:@E rimarranno famosi nella storia europea per la rivoluzione greca contro il dominio turco e per la partecipazione di molti esuli piemontesi e napoletani a uelle cruente battaglie) Nel 9:@= il poeta inglese 1ord B>ron moriva a 3issolungi ( in combattimento secondo la leggenda, ma di indigestione secondo i testimoni) e nel 9:@E, circondato dagli amici Collegno, /ietro Corella, Antonio /ecorara e dal generale napoletano Giuseppe 'ossarol, nell!isola di +facteria cadeva da prode +antorre di +antarosa) Nel 9:@? Giuseppe 3azzini, sebbene non ne fosse entusiasta, si iscrisse alla Carboneria) Nell!ottobre 9<AL un membro autorevole di tale setta, denunciava gli associati al Governatore di Genova, rivelandone i vari programmi di attentati e di sommosse che avrebbero dovuto verifi(carsi entro poco tempo) Il 9A novembre 9:AL furono arrestati i seguenti carbonari$ /assano, 3azzini, Antonio &oria libraio, /ietro Corre, Gaetano 3orelli, Cesare 1eopoldo BiMio e Gerva(sone, i uali furono rinchiusi nella prigione di +avona) Il < agosto del 9:AL, a processo ultimato, furono assolti tutti tranne il /assano che era corso e uindi espulso e mandato in 2rancia, e il 3azzini che, condannato all!esilio, and0 a Ginevra e poi a 1ione) Nel 9:A9 l!esule 3azzini inizi0 la costituzione di una nuova associazione, ossia la " Giovine Italia #, la uale pur traendo dalla Carboneria molti elementi formali, doveva raccogliere intorno a s7 i pi* ardenti, i pi* risoluti, i pi* animosi patriotti delusi dai numerosi insuccessi della Carboneria) /oco dopo la morte di Carlo 2elice a Corino, veniva scoperta un!associazione di impronta massonica della uale facevano parte tra gli altri, Angelo Brofferio, i fratelli Angelo e Giovanni &urando, il medico Anfossi, il chimico Balestra e il sottotenente Ignazio 'ibott> il uale ultimo aveva rivelato l!esistenza dell!associazione che provvedeva alla diffusione di stampe rivoluzionarie e poteva fare assegnamento su numerosi ufficiali del regio esercito) Carlo Alberto decise d!autorit, di mandare liberi dopo ualche mese tutti gli arrestati tranne Bersani che fu rinchiuso a 2enestrelle e una ventina di ufficiali che furono destituiti) Nel 9:AA a Corino, in seguito ad una rissa tra il sergente Girolamo Allemandi del @X Granatieri e il furier maggiore +ebastiano +acco dello stesso corpo, ma di stanza a Genova, il +acco riportava una ferita e /Allemandi denunziava al suo colonnello che in una trattoria fre uentata dal +acco si mangiava e si beveva senza pagare e si complottava al fine di nominare 'e d!Italia il 'e di +ardegna) Cali affermazioni unite a dichiarazioni simili, fatte dai sergenti /oggi, Aimini e da altri, dettero la sensazione alle autorit, di essere sulle tracce di una grave cospirazione sia in /iemonte che in 1iguria) In seguito ad indagini eseguite a Genova si procedette all!arresto del sottufficiale Biglia, del medico Castagnino, del maestro di scherma Gavotti, del commesso di negozio Noli, e dei fratelli Uacopo, Agostino e 5ttaviano 'uffini, mentre l!altro fratello Giovanni poteva evadere per via mare) Contemporaneamente ad Alessandria il sergente +eguret provocava, con le sue rivelazioni, l!arresto degli avvocati Andrea 8ochieri e Giovanni Girardenghi, e di cin ue furieri della brigata Cuneo, tali 3enardi, Costa, 'igasso, 8iora e 2erraris e del tenente /aolo 8ivaldi /iana via) 4ra Governatore di Alessandria il generale Gabriele Galateri di Genova che % passato alla storia per la sua crudelt, e i suoi istinti di raffinato carnefice, istinti in lui rafforzati da una lettera inviatagli dal ministro degli interni a nome del 'e) In tale lettera si leggevano le seguenti frasi$ " se le investigazioni portassero alla scoperta di ualche colpevole, 8)4) non deve esitare a sottometterlo ad un Consiglio di guerra e fare eseguire la condanna a morte, usando della dignit, di Governatore e delle facolt, straordinarie accordate dal Biglietto 'eale del E marzo 9:A@ #) Anche a Chamber> si erano scoperte tracce di congiura) 1e prime condanne e le prime fucilazioni ebbero luogo in uella citt, ove vennero arrestati un vecchio generale di anni sessanta e venticin ue tra ufficiali, sottufficiali e borghesi) Il @L maggio 9:AA furono condannati a morte ignominiosa Giuseppe Camburelli, Battista Canale e Giovanni &e Gubernatis) 3a solo il Camburelli fu trascinato in piazza d!armi e fucilato nella schiena, mentre gli altri due ebbero grazia e condannati a solo vent!anni di reclusione, avendo fatto la spia)

+i narra che Carlo Alberto, dolendosi col ministro /es di 8illamarina dell!umile condizione dei condannati di Chamber>, dicesse$ " non % bastevole esempio il sangue dei soldati subalterni, pensate a ualche ufficiale #) Il 9L giugno il Consiglio di Chamber> condannava i tenenti 3anfredi e 3uzio a ualche anno di carcere e il luogotenente 4fisio Cola a morte) Il Cola, sardo e di animo forte e generoso, disse ai giudici$ " 8oi versate sangue innocente, ma vi insegner0 io come si debba e si sappia morire. la vendetta, sotto forma di giustizia mi vuole morto, e morr0. non sono reo, n7 ho compiici, e seppure ne avessi, n7 il nome sardo, n7 il mio, farei prezzo di tanta infamia e di tanta piet, #) Il luogotenente Nicola Arduino riusciva invece a passare il confine francese) Il 9: giugno il Consiglio di Guerra faceva arrestare il caporale Alamano e il sergente Ca(biati e condannava poi a ualche anno di carcere tre caporali e due sergenti, ma faceva fucilare nella schiena il furiere Alessandro &e Gubernatis) Ad Alessandria il generale Galateri, uomo di principi retrivi e che durante il periodo napoleonico aveva prestato servizio nell!esercito dello Har, caduto Napoleone, era tornato in /iemonte e dal 9:@= era divenuto Governatore della provincia di Alessandria) +i interessava del modo di vestire dei sudditi e delle loro barbe e dei loro baffi e godeva nello svegliare la popolazione con improv visi e notturni rulli di tamburi) Cra gli arrestati ad Alessandria, un certo 3enardi tradD i compagni e poi il sergente 8iora fece altre rivelazioni insieme ad un certo 2erraris) 1!avvocato Andrea 8ochieri, come altri detenuti, fu fatto oggetto di atroci torture fisiche e morali ma non fece rivelazioni e scrisse, prima di morire, una lettera alla moglie e ai figli che % rimasta come un nobilissimo esempio di elevatezza d!animo, di altezza d!ingegno e di forte carattere) In varie riprese, fino a poche ore prima della pena capitale, venne sollecitato dagli scherani del Galateri a fare rivelazioni su altri complici per avere salva la vita. le sollecitazioni si ripeterono nella notte, svegliandolo all!improvviso e poi infine durante il percorso verso la piazza d!armi dove doveva essere fucilato) 8ochieri rispose$ " andiamo # e affrett0 il passo) 1a fucilazione fu eseguita da undici uomini scelti tra gli aguzzini e i guardiaciurme addetti alla Catena 3ilitare) Anche a Genova l!in uisizione militare procedeva con alacrit,, continuamente sorvegliata e sollecitata dal 'e e dai suoi ministri) Nella notte del 9:(9< giugno 9:AA Uacopo 'uffini fu trovato morto nella sua cella, mentre Gavotti Biglia e 3iglio furono condannati a morte igno(miniosa) 1!imputato Girardenghi rivel0 altri nomi di congiurati di 8ogher,, Asti, Garlasco, Alessandria, Cortona e Genova) Il Consiglio di Guerra il E settembre condannava a morte altri due congiurati ossia il marchese Carlo Cattaneo di Belforte unitamente al delatore Girardenghi che aveva tradito i compagni per salvare la propria vita) Ci fu poi un altro delatore nella persona di Giovanni 'e detenuto in Alessandria il uale fece il nome di /rimo ed 4milio Barozzi di /avia, dell!avvocato /io /icchioni di 8ogher, e dell!avvocato Girolamo +an /ietro di Naz(zano, i uali furono subito fatti arrestare dal Galateri. il 'e conosciuti anche i nomi di cospiratori lombardi li fece denunziare dal Governo di Corino a uello di 3ilano) Il Giovanni 'e rimesso in libert, riuscD a fuggire in +vizzera da dove dichiar0 che tutte le sue denuncie erano false e che aveva dato venti luigi d!oro al tenente 'a(pallo e tale somma fu sufficiente per corrompere il supremo presidente conte di Cimalla) A Corino, Genova, Nizza ed Alessandria furono pronunciate altre sentenze e ualche condanna a morte ma solo contro contumaci) 5ltre a Uacopo 'uffini, anche 1orenzo Boggiano si uccise in carcere e tutte ueste vittime dettero un tragico e glorioso battesimo alla " Giovine Italia # mentre oltre duecento persone riuscirono a varcare il confine accrescendo la moltitudine dei fuorusciti che vivevano lontani dalla /atria) 'e Carlo Alberto, ricevendo l!ambasciatore austriaco 4nrico de Bombelles, gli diceva di " essere ben convinto di voler seguitare, senza paura e senza misericordia, la persecuzione dei cospiratori e soprattutto verso coloro che li dirigono #. parole che fecero impressione non favorevole allo stesso austriaco) Inoltre il 'e scrisse al Galateri di proprio pugno all!indomani della fucilazione di Andrea 8ochieri$ " 3io caro, sono soddisfatto del vostro operato e mi riserbo di testimoniarvi la mia soddi( sfazione #) 4 infatti l!anno seguente lo insigniva del Collare dell!5rdine dell!Annunziata)

Nel tempo trascorso tra la lettera indirizzata al Galateri e la concessione del Collare, 'e Carlo Alberto in data 9L luglio 9:AA scriveva a 2erdinando II 'e delle +icilie, (che era in fama di idee liberali e riformatrici e verso il uale si volgevano tante italiche speranze) uali e uanti fossero i pericoli che minacciavano i troni e uindi lui (2erdinando II) avrebbe dovuto essere pi* severo, inesorabile, con i seguaci della "Giovine Italia#, seguendo cosD il suo esempio) Inoltre lo informava che lo scopo di una setta, scoperta dopo la morte di Carlo 2elice, era uello di assassinare lui, Carlo Alberto, di notte nel suo appartamento) &el resto anche uegli storici che hanno narrato di uesto fosco periodo piemontese, con sentimenti favorevoli alla Casa regnante, non hanno esitato a deplorare la continua ingerenza del 'e in uei processi) 4 Cesare Balbo, devotissimo a Carlo Alberto scrisse che la rapressione piemontese del 9:AA, "giusta in s7, era stata ingiusta nelle forme e negli eccessi#. come pure 1uigi Cibrario, legato al 'e di +ardegna da una ventennale consuetudine di rapporti amichevoli, dopo la sua morte scrisse che il 'e " fu infelice nella scelta di coloro che deput0 ad amministrare od a promuovere uelle severe giustizie #) Il teologo 8incenzo Gioberti aperto alle nuove idee fu arrestato a Corino il A9 maggio del 9:AA e rinchiuso nella cittadella, ma dopo una lettera di sottomissione gli venne concesso di andarsene in esilio in 2rancia) Giuseppe Garibaldi, infine, marinaio della 3arina +arda, presentendo il proprio arresto, uale appartenente alla " Giovine Italia #, riuscD ad espatriare passando a nuoto il fiume 8aro che divideva il territorio di Nizza dalla 2rancia) 4 cosD tra i condannati a morte in contumacia, al nome di Giuseppe 3azzini si unD uello di Giuseppe Garibaldi) +e tali condanne a morte avessero potuto veramente effettuarsi, il destino dell!Italia sarebbe stato molto diverso e soprattutto molto infelice) Abbiamo visto come effettivamente stessero le cose politiche nel 'egno di +ardegna) +tavano come stavano negli altri +tati che componevano la carta politica del territorio italiano) &appertutto, anche nello +tato /ontificio, chi pensava liberamente non poteva e non doveva vivere) 2orse nel ducato di 3odena e nel 1ombardo(8eneto si ebbero maggiori crudelt,, ma fosse lo +tato, austriaco o borbonico, o sardo, martiri per la libert, ce ne furono ovun ue$ nel regno di +ardegna ci fu crudelt, unita all!ipocrisia. ipocrisia che nel 'egno delle &ue +icilie era sostituita da un paternalismo popolaresco certamente meno odioso della transalpina doppiezza ?) Capitolo OI8 I1 '4GN5 &4114 &B4 +ICI1I4 &A1 9:AL A1 9:=< 2erdinando II, asceso al trono delle &ue +icilie poco pi* che ventenne, il giorno : novembre 9:AL, con una frase in dialetto napoletano affermava ad un suo dipendente che " !o tiempo d!e pappavalle % fernuto #) CosD ricorda il giovane ed erudito storico 3ichele Copa nella sua egregia, uanto appassionata opera intitolata " CosD finirono i Borboni di Napoli #) In uella frase di forma non certamente lapidaria, ma tipicamente arguta e antiretorica, (come argutamente e semplicemente i Napoletani sanno sempre sintetizzare gli avvenimenti anche importanti), % racchiusa la ferma volont, del giovane 'e di dare un nuovo indirizzo al governo borbonico) Nel caso specifico, il 'e, dopo le pazzie spendereccie del suo genitore, che nel solo viaggio in +pagna per il matrimonio della figlia aveva dilapidato ;<@ mila ducati, voleva ben chiaramente affermare che bisognava non solo fare economie, ma darne l!esempio, anche abolendo i piccoli giardini zoologici mantenuti nelle reggie, ivi compresi anche " !e pappavalle # cari a suo padre e a suo nonno) In un proclama alla popolazione il 'e afferm0 che voleva " rimarginare le piaghe che da tanti anni affliggevano il regno #, curando l!amministrazione della giustizia in modo che i tribunali fossero santuari non profanati, provvedendo nel miglior modo alle finanze dello +tato (per curare le profonde piaghe che esistevano e che lui ben conosceva) e concludeva annunciando che avrebbe rivolto ogni cura al perfezionamento dell!esercito e della marina) +cacci0 poi dalla corte i parassiti di vario ordine e grado, primi tra essi un cameriere ed una camerista che durante il regno di 2rancesco I avevano abusato della loro posizione facendo favori ai

vari postulanti, valendosi della loro intimit, con la famiglia regnante) &isciolse la " Compagnia di polizia # della 'eggia, che si era specializzata nell!inventare congiure e cospirazioni con le uali aveva terrorizzato 2rancesco I e, con grande disappunto dei vari governi sotto i uali era divisa l!Italia, eman0 un atto di sovrana clemenza facendo ritornare in patria centinaia di esuli che si erano compromessi nei moti del 9:@L e riducendo le pene ai condannati politici) Inoltre richiam0 in servizio ufficiali che in seguito ai moti costituzionali erano stati radiati dall!esercito. tra gli altri il generale 2ilangieri, al uale conferD l!5rdine cavalieresco di +an Gennaro, e nell!appuntargli lui stesso la croce, disse di volere con uell!atto " palesargli il cordoglio di averlo veduto fuori dell!esercito #) AbolD ogni distinzione di nascita nel conferimento dei gradi, cosa uesta, dati i tempi, sconosciuta altrove) Con l!editto del 9: dicembre del 9:AL rimoveva ogni residuo ostacolo, derivante da colpe politiche, al conseguimento dei pubblici uffici e abilitava all!esercizio delle pubbliche cariche gli impiegati e i militari gi, destituiti, concedendo agli esuli di far ritorno alle loro famiglie e condonava la met, della pena residua ai condannati per reato politico) Il Consiglio di +tato, sotto la stessa data, compilava un elenco di @<A nomi di esuli che potevano rimpatriare immediatamente ed un altro elenco di @@E esuli ( fra i uali Guglielmo /epe, Gabriele 'ossetti, Alessandro /oerio) che avrebbero potuto ritornare solo dopo averne fatta domanda e ottenuto il consenso sovrano) 3a /oerio non volle fare la domanda e rest0 in esilio) /oich7 le prospettive di un miglior governo sono una cosa bella, come pure lo sono gli atti di clemenza, ma non sono sufficienti in uno +tato amministrato male, 2erdinando II inizi0 col dare esempio di sane economie cominciando dal proprio palazzo) AbolD il Corpo dei Cacciatori (una specie dei moderni corazzieri da parata), che costava A?L mila ducati all!anno, e diminuD la somma che era a disposizione della Casa 'eale per il suo normale mantenimento) Attu0 una severa riforma dei ministeri ed un!economia sugli stipendi e le pensioni degli impiegati. economia che per gli stipendi dei ministri saliva fino al cin uanta per cento. cose ueste vere e storicamente documentate e che, nei tempi attuali, assumono purtroppo l!aspetto di favole) A uesto punto % cosa utile riprodurre addirittura uanto 2erdinando II volle fosse scritto nel preambolo del decreto$ " Noi abbiamo voluto conoscere lo stato della situazione della tesoreria generale di Napoli) /er uanto triste essa sia, non ne facciamo un mistero) Questa reale franchezza sar, degna di Noi, sar, degna del popolo generoso di cui la /rovvidenza ci ha affidato il governo) /osta dun ue a nudo la cosa, il deficit effettivo che esiste nel 9:A9 % di 9)9@:)9;? ducati) Noi ne fummo profondamente rattristati ma non disarmati) 2edeli alla promessa di fare ogni personale sacrificio, Noi abbiamo gi, conceduto un rilascio della nostra borsa di 9:L)LLL ducati, altro ne facciamo dall!assegnamento della nostra cassa di 9<L)LLL ducati) Abbiamo ottenuto dai diversi rami della marina e della guerra un!economia di ducati AEL)LLL) 1a severa riforma dei diversi ministeri ha pr0 dotto un!altra economia di ducati AE9);;?) /areggiati in tal modo gli introiti con le spese per l!esercizio 9:A9, rimane disponibile la somma di ducati 99L)LEL) Noi ci siamo proposti di impegnarli a sollievo del nostro popolo colla riduzione del dazio sul macinato, e per non fare che l!alleviamento sia poco sensibile, non potendo chiedere n7 alla propriet,, n7 all!industria, senza turbare l!economia del paese, altri sacrifici, ci siamo per necessit, rivolti ad una ritenuta sui soldi e le pensioni degli impiegati, che appunto per uesti assegni hanno pi* facile mezzo di sussistenza #) Naturalmente sar, facile cosa, per gli increduli, seguitare a parlare di corruzione borbonica dell!ambiente burocratico, come da cento anni a uesta parte se ne % sempre parlato, e torna uindi utile a uesto proposito citare un ben chiaro periodo della " +toria del /iemonte # scritta dal Brofferio, per rendersi conto di come era la situazione altrove) 4ccolo$ " I pi* feroci spogliatori nel /iemonte non erano uelli delle pubbliche vie, ma uelli dei pubblici impieghi) +i vendevano i favori, si vendevano i titoli, si vendevano cariche, e vendevano le sentenze, tutto si vendeva#) 4 uesta % l!ennesima prova che la storia ufficiale scritta dai vincitori non % la storia vera e che per arrivare alla " storia vera # occorrono decenni e, magari, secoli) Il 'e 2erdinando II aveva ristabilito le pubbliche udienze, libere a tutti e gratuite, e faceva fre uenti

viaggi nelle varie provincie, senza lusso e senza preavvisi onde rendersi conto personalmente delle necessit, dei suoi sudditi) 3a alcuni ufficiali compromessi nei moti del !@9 e riammessi nell!esercito borbonico, al fine di spingere il sovrano a riforme costituzionali, si misero d!accordo con Nicola Intonti, ministro della polizia, al fine di inventare ed organizzare dei falsi tumulti a mezzo di poliziotti, anche distribuendo manifesti incendiari ma falsi, onde il 'e fosse per paura, spinto a concedere leggi liberali) Cra i militari organizzatori di tali sciocche falsit, si possono ricordare Carlo 2ilangeri, 2lorestano /epe, 1ucio Carac(ciolo di 'occaromana e 2rancesco /ignatelli) Il 'e si era uasi convinto di uanto l!Intonti e i soprannominati ufficiali gli andavano raccontando, fino a che messo sull!avviso dalla madre e dal generale 2ardella, chiam0 2rancesco +averio del Carretto e gli diede l!ordine di arrestare, impugnando la pistola, Nicola IntontD e di farlo espatriare a tutta velocit,) I vari appartenenti alle varie sette, specialmente nelle provincie pi* lontane, rimanevano in attesa dell!ordine della rivolta ignorando la fine fatta dall!Intorni e non avendo pi* notizie in proposito pensarono di agire da soli) In tal modo si ebbero sollevazioni ad Amatrice in Abruzzo, dove furono arrestati vari cospiratori e poi scacciati dal 'egno) Cose simili avvennero in altre citt, dell!Abruzzo, delle Calabrie e delle /uglie e, in uest!ultima regione, l!organizzazione settaria era diretta dal frate Cucciardi) Altre congiure si verificarono in +icilia, ma tutto uesto port0 ad inutili sacrifici perch7 le popolazioni non seguivano uesti tentativi che, anche se nobili nell!intenzione, erano puerili come organizzazione) +i pensava anche di uccidere il 'e mentre andava a Caserta, ma tutto venne scoperto) 2urono arrestati tra gli altri, 2rancesco Angeletti (ufficiale), 8ito 'omano, 2erdinando Gia uinto, Cesare 'os(sarol (figlio del generale), Bgo /aoletti e vari altri ufficiali e soldati) Il 9A dicembre 9:AA fu emanata la sentenza di morte per l!Angeletti e 'ossarol) Il tribunale per tutti gli altri fu mite, ma pi* ancora fu mite il 'e, che fece grazia ai condannati a morte) Nel giugno 9:A@ 2erdinando II and0 a Genova dove spos0 la principessa 3aria Cristina, di anni venti, ultima figlia di 8ittorio 4manuele I re di +ardegna) 1a principessa a Napoli fu subito amata dalla popolazione e da tutta la Corte) Naturalmente anche riguardo a uesto matrimonio i vari storici antiborbonici si sono sbizzarriti a raccontare favole pur di mettere in cattiva luce il marito) 3a 3aria Cristina scrivendo alla sorella 3aria Beatrice duchessa di 3odena l!informava che "2erdinando % un angiolo, chi pi* lo conosce pi* gli si affe( ziona, perch7 % veramente un giovane raro ai suoi tempi #) In un!altra lettera cosD si esprimeva$ " non posso essere pi* felice col caro 2erdinando che riunisce tutte le ualit,, e con cui mi combino tanto d!idee e di carattere) Cutta la famiglia pare che ha tanta bont, per me. insomma vi assicuro che non credevo mai che si potesse essere cosD felici in uesto stato, e l!unica pena che ho % uella di essere regina, che mi opprime #) 1a povera regina per0 era molto malata e morD di tubercolosi poco dopo aver dato alla luce un figlio il 9; gennaio 9:A;) Cale figlio, chiamato dal popolino " !o figlio d!a +anta # fu poi il re 2rancesco II, l!ultimo dei Bor(boni di Napoli) Carlo Alberto, re di +ardegna, cugino di 3aria Cristina aveva a suo tempo scritto a 2erdinando II per dissuaderlo dal fare concessioni ai liberali. e seguitando a temere che 2erdinando II avesse intenzioni di mettersi alla testa di un movimento di unificazione dell!Italia e ben sapendo che molti liberali, anche della 8al /adana, a lui pensavano a tale scopo, dava istruzioni al Cav) Augusto +artirana, inviato a Napoli come ministro plenipotenziario del regno di +ardegna presso la Corte di Napoli, di avvicinare la 'egina 3aria Cristina affinch% inducesse il marito a rinunciare ai progetti che gli venivano attribuiti e uindi a non abbandonare la causa delle mo(narchie per uella dei popoli, a restare fedele alla +anta Alleanza e a non ascoltare le voci moderniste che venivano dalla 2rancia) 3a il +artirana non riuscD ad avvicinare la regina ed allora ne diede incarico a padre Cerzi, confessore di 3aria Cristina. per0 data la malattia della 'egina, tali maneggi sotterranei uanto ipocriti non approdarono a nulla) Questo episodio, storicamente vero, dimostra come la propaganda di parte si sia servita, in ogni tempo, di bugie per esaltare o per diffamare chiun ue, pur di raggiungere determinati scopi) /er la nascita del principe ereditario, il 'e 2erdinando II concesse un!amnistia ai compromessi politici, di guisa che molti furono i patriotti meridionali espatriati che

rientrarono in tale occasione nelle &ue +icilie, dopo uelli che gi, )avevano usufruito della precedente amnistia del dicembre 9:AL) Nel 9:A; e nel 9:A? tutta l!Italia fu funestata dal colera. nel 8eneto si ebbero @E)LLL morti) Nel 9:A; a Napoli in due mesi si ebbero ==== morti e nel 9:A? il morbo crebbe di violenza) In +icilia il malcontento divenne fortissimo in uantoch% tutti attribuivano l!estendersi del morbo agli agenti segreti dei governo di Napoli che col colera avrebbe messo la +icilia a terra, vendicandosi cosD delle congiure politiche di uella popolazione) +i ebbero tumulti a 3essina, Catania, +iracusa, /alermo ed anche in centri minori) Anche nel Napoletano il colera suscit0 sospetti contro ipotetici avvelenatori e a Cosenza si approfitt0 dell!anormale situazione per tramare una sollevazione onde proclamare il governo costituzionale, tentando anche di liberare i detenuti per reati comuni) 3olti furono gli arrestati e molti i condannati) Nel gennaio del 9:A: una speciale commissione giudicatrice concluse il suo lavoro sminuendo la portata dei fatti de(nunziati dalla polizia. la maggior parte degli arrestati fu rimessa in libert, e tra essi Carlo /oerio) Altri tentativi insurrezionali avvennero in Abruzzo e furono condannati a morte otto cittadini e altri a lunghe pene di carcere) +i disse, a commento di uanto era avvenuto, che 2erdinando II avrebbe abbandonato la via della clemenza usata fino ad allora, per dimostrare all!Austria che non c!era bisogno delle truppe austriache e che il governo Napoletano era in grado di rimettere l!ordine con le proprie forze) Nel 9:=@ +ettembrini, non potendo per ragioni politiche insegnare dalla cattedra governativa, si dedic0 all!insegnamento privato e collabor0 col marchese Basilio /uotD, organizzatore di una scuola privata) Il marchese /uoti scrisse una volta a +ettembrini una lettera della uale % doveroso ricordare il seguente brano$ " /are piccola cosa uella che io fo, ma uando sar0 morto la intenderete) +e io vi dico di scrivere la vera lingua italiana, io voglio avvezzarvi a sentire italianamente e avere in cuore la /atria nostra) Cu vedrai altri tempi, e speriamo che farai intendere ci0 che io ho tentato di fare, e non dimenticherai l!amico della tua giovinezza #) Anche 2rancesco &e +anctis, uscito dalla scuola libera del /uoti, si era dato all!insegnamento libero ed aveva raccolto intorno a s7 una eletta schiera di giovani, continuando cosD l!opera del suo vecchio maestro) A Napoli si era trasferito il poeta Giacomo 1eopardi, il uale visit0 la scuola del /uoti e si leg0 di amicizia col &e +anctis e a Napoli fece uscire un!edizione di sue poesie ed una di prose filosofiche) Il < febbraio 9:A? 2erdinando II aveva sposato in seconde nozze la principessa austriaca 3aria Ceresa con la uale visse felicemente e fedelmente, avendone in cambio la piena comprensione e la felicit, di ben undici figli, che voleva vedere sempre intorno a s7 e dai uali si allontanava a malincuore uando doveva intraprendere ualche viaggio per i suoi doveri di sovrano) Il matrimonio di 2erdinando II con la principessa austriaca fu molto gradito alla corte di Corino, in uantoch% detta corte era stata molto in ansia, dato che si era creduta cosa certa il matrimonio di detto 'e con una delle figlie del 'e 1uigi 2ilippo di 2rancia) +e ci0 fosse avvenuto, sarebbe stato sicuro un indirizzo costituzionale del governo delle &ue +icilie ed una sua dipendenza dalla 2rancia) 3a sposando il 'e una principessa austriaca, svaniva ogni timore per la diplomazia sarda, perch7 in tal modo non solo a Corino ma anche a Napoli la reazione poteva considerarsi vittoriosa) In uesto periodo di tempo si inizi0 un completo cambiamento della politica inglese nei confronti del regno delle &ue +icilie) Napoleone era scomparso e nel 3editerraneo la 2rancia non poteva dare eccessive preoccupazioni all!Inghilterra, la uale inoltre, con Gibilterra e l!ormai definitivo possesso di 3alta (tolta ai Borboni), aveva delle splendide basi navali) In +icilia esisteva una grande ricchezza appetita da tutto il mondo$ lo zolfo siciliano) 1a produzione era tutta riservata all!Inghilterra, ma negli anni 9:A;(A? e A: la produzione delle miniere di zolfo era enormemente aumentata e i prezzi subirono una forte diminuzione) Il governo napoletano al fine di rimediare a tale inconveniente stipul0 un contratto monopolistico con una Compagnia francese. l!Inghilterra aveva avuto sentore di uanto era avvenuto, e richiamandosi ai trattati anglosiciliani del 9:9; e del 9:9? inform0 il governo napoletano che non poteva non protestare per uanto era avvenuto) +i tent0 di comporre la divergenza con un trattato di commercio anglo(siciliano, ma 2erdinando II resistette) Nel 9:=L l!ambasciatore inglese a Napoli

chiese in modo perentorio che il contratto del 9:A: fosse immediatamente risoluto e i capitalisti inglesi indennizzati delle perdite subite in uegli anni, minacciando, in caso contrario, severe misure da parte dell!Inghilterra) 2erdi( nando II a commento dell!intimazione inglese dichiar0$ " io mi fido pi* nella forza del diritto, che nel diritto della forza # e inizi0 una politica dilatoria accompagnata dall!armamento di fortezze marittime e dal ricorso a 8ienna, Berlino e /ietroburgo, affinch% uei governi lo aiutassero in via diplomatica) 3a non soddisfatto dell!azione di uei governi, 2erdi(nando II si rivolse al 'e di 2rancia 1uigi 2ilippo, dato che navi inglesi avevano cominciato a predare navi battenti bandiera siciliana trasportandole poi nel porto di 3alta, e ordin0 il se uestro di tutte le navi inglesi ancorate nei porti delle &ue +icilie) Immediatamente gli Inglesi reagirono mandando loro unit, a catturare navi ancorate nei porti napoletani e siciliani) 5ltre a ci0 il governo di +ua 3aest, britannica present0 un ultimatum, intimando il rilascio dei navigli inglesi) Con l!intervento di 1uigi 2ilippo fu stabilito che si annullasse il contratto con la Compagnia francese e si indennizzassero gli Inglesi per le spese fatte e per gli utili mancati e rimessi la produzione e il commercio degli zolfi nello stato in cui si trovavano precedentemente) &a tutta uesta avventura 2erdinando II uscD demoralizzato e i suoi sentimenti verso l!Inghilterra cominciarono a mutare e divennero ben diversi da uelli che nutrirono i suoi nonni) &i lD a pochi anni, per0, ebbe la soddisfazione di ricevere un pubblico elogio al /arlamento britannico ove fu riconosciuto come uno dei regnanti europei tra i uali illuminati dell!epoca) 1ord /eel, il grande statista inglese, dichiar0 che " il governo napoletano % stato uno dei governi che si % affrettato a seguire uesta linea politica commerciale ( liberistica )) &ebbo dire, per rendere giustizia al 'e di Napoli, che ho visto un documento scritto di sua mano e uesto documento racchiude principi tanto veri uanto uelli sostenuti dai pi* illuminanti di economia politica #) Questo alto riconoscimento concorda con una testimonianza riferita dal Nassam senior, economista britannico, secondo la uale il re sarebbe stato in materia commerciale di tendenze pi* liberistiche dei suoi ministri contro i uali egli avrebbe combattuto la battaglia del libero scambio) Negli anni susseguenti i governanti inglesi cambiarono di opinione rispetto a 2erdinando II e in modo particolare il presidente 1ord /almerston. uesti era soprattutto mosso dal dispetto di veder negato da 2erdinando II al fratello &on Carlo di Borbone &ue +icilie, principe di Capua, il permesso di sposare la signorina /enelope +mith protestante irlandese e nipote dello stesso 1ord /almerston) Gli sposi fuggirono a 3alta privati di ogni ricchezza dovuta al rango dello sposo il uale, da 3alta, congiurava contro il fratello) Quindi fra zolfo, matrimoni sbagliati e mancanza di necessit, dell!uso dei porti delle &ue +icilie, data l!occupazione abusiva di 3alta, molti e di vario ordine erano i motivi dell!ostilit, britannica verso il regno di 2erdinando II) In ultimo, % passato alla storia come uno dei principali denigratori del regno borbonico, 1ord Gladstone il uale, con una frase ad effetto ma ingiusta, dopo aver visitato le prigioni napoletane, definD uel governo, come la " negazione di &io #) 5ra tutti sanno che per trovare prigioni orride non era necessario spingersi fino a Napoli, bastava soffermarsi allo +pielberg o ai /iombi di 8enezia o nelle cittadelle del regno sardo) A uesto proposito basterebbe leggere uanto Camillo Cavour scrisse nel suo diario (9:AA(9:A=) circa le prigioni di Cagliari:) 4 per finire sulle accuse inglesi a carico dei Borboni di Napoli % bene ricordare uanto il signor Chandler, rappresentante diplomatico degli +tati Bniti a Napoli, scriveva il 9E aprile 9:;L al +egretario di +tato Caas$ "la nazione che in India ha appena terminato la pi* sanguinosa serie di esecuzioni e di massacri che il mondo abbia conosciuto dal secolo uattordicesimo in poi, (ossia la Gran Bretagna), % piena d!orrore nell!udire che il 'e di Napoli imprigiona i suoi sudditi per delitti politici #) G) 3) Crevel>an, nella " +toria d!Inghilterra nel secolo OIO # dice$ " Ancora nel 9:=@ la Commissione reale delle miniere, che per prima gett0 luce sulle condizioni di lavoro dell!Inghilterra sotterranea, ebbe uesti dati da una donna del 1ancashire, lavorante in una miniera di carbone con altre donne e con bambini anche sotto i cin ue anni che lavoravano al buio per la durata di uat(

tordici ore$ " /orto una cintura e una catena che mi passa tra le gambe e devo camminare a uattro zampe) 1!ac ua mi arriva in cima agli stivaloni. me la sono vista anche sino alle cosce) &alla fatica del tirare sono tutta scorticata) 1a cintura e la catena ci fanno soffrire di pi* uando siamo incinte #) 8enne scoperto anche che bambini sotto i cin ue anni lavoravano al buio #) Inoltre a pagina A:@ della stessa opera, a proposito delle tristi condizioni nelle uali era lasciata l!Irlanda, si legge uanto segue$ " /er la fame la gente scappava da uell!isola per trovar vita negli +tati Bniti e il diciassette per cento moriva nel viaggio) &al 9:=< al 9:E; si ebbero, per la fame, cin uantamila famiglie espulse dalle case. e non venivano aiutate ad emigrare, ma letteralmente buttate fuori dal(l!Irlanda) Cale esodo avvenne in tali condizioni politiche e sociali che i discendenti degli immigrati in America di( vennero naturalmente nemici ereditari della Gran Bretagna #) Capitolo O8 I1 +AC'I2ICI5 &4I 2'AC411I BAN&I4'A Giuseppe 3azzinD, dopo un lungo ed avvilente peregrinare in +vizzera e in 2rancia, si era stabilito a 1ondra, dove era stato accolto affettuosamente dall!elemento colto di uella popolazione e da dove faceva larga propaganda alla " Giovine Italia #, associazione segreta da lui ideata ed organizzata, avente per scopo la liberazione della penisola dai vari governi che la tiranneggiavano, trasfor( mandola in un!unica repubblica governata con direttive umane e sociali) &opo un infelice tentativo di invadere il /iemonte passando attraverso la +avoia, 3azzini non si era scoraggiato e da 1ondra attraverso una nutrita, uanto segreta corrispondenza, continuava a tenere vivo l!ideale della libert, con i suoi corrispondenti italiani) 4 a 1ondra 3azzini inizi0 la pubblicazione dei primi capitoli della sua opera " I doveri dell!uomo # su un giornaletto intitolato " Apostolato popolare #) 1a sua corrispondenza politica si estendeva, oltre che all!Italia, anche alla 2rancia, al Belgio, alla +pagna, a Costantinopoli, ad Algeri, a Nuova YorK, a 3ontevideo e a 3alta) A 1ondra 3azzini si incontrava con vari amici politici come 2abrizi, /ietramellara, 3ontanari, Hambeccari, Carlo /oerio ed infiniti altri) /urtroppo gli incitamenti e l!appassionata propaganda di 3azzini spesso fomentavano complotti e sommosse dove l!esaltazione sorpassava di gran lunga le vere possibilit,, provocando cosD inutili eccidi e dolorose perdite umane, nonch7 un maggior rigore da parte dei vari governi della penisola) Come inevitabile conseguenza si ebbero dolori delusioni e altrettanti dolorosi sacrifici in 'omagna e nel Bolognese) Bno dei pi* luttuosi tentativi fatti per ottenere un rivolgimento politico fu uello passato alla storia come " l!eccidio dei fratelli Bandiera # e di alcuni loro compagni avvenuto a Cosenza il @E luglio 9:==) I fratelli Bandiera, Attilio nato nel 9:9L a 8enezia ed 4milio, nato nel 9:9<, erano figli del retro Ammiraglio della flotta austriaca, 2rancesco Bandiera) 4ntrambi i figli, ufficiali della marina austriaca, nutrivano idee di libert, ed erano membri di una societ, segreta chiamata " 4speria #, alla uale partecipava un gran numero di ufficiali) Attilio, sposato da poco con una fanciulla veneziana di anni diciannove, non aveva trovato nel matrimonio l!affetto sperato pur essendo la moglie degna di ogni rispetto e considerazione) I suoi amici si accorsero che Attilio soffriva di una profonda malinconia e che la sua anima ardente, priva degli affetti familiari, cercava di dimenticare la propria sventura dedicandosi esclusivamente alla patria la uale, ben presto, divenne la sua unica passione) In tali condizioni, in vari viaggi all!estero e perfino in America, Attilio si mise in contatto con cospiratori esuli, e da tali contatti ingigantD la sua ammirazione per 3azzini apostolo di libert,, e raddoppi0 dentro di s7 la ferma decisione di fare ualcosa e subito, per realizzare i propri ideali patriottici) &opo varie peripezie raggiunse l!isola di Corf* seguito dal fratello 4milio e dove affluirono altri diciannove compagni) Attilio Bandiera era arrivato a Corf* da +mirne. in tale citt, si era confidato con un tale 3icciarelli il uale, non appena messo al corrente di uanto si stava organizzando, denunci0 il fatto all!ambasciatore austriaco di Costantinopoli) 2u sorteggiato il nome di uno dei congiurati per uccidere il traditore, ma a colui che venne scelto dalla sorte manc0 il

coraggio di compiere la vendetta prevista dagli affigliati alla societ, segreta " 4speria # e il 3icciarelli si salv0 con la fuga) A Corf*, illudendosi con notizie imprecise circa una sollevazione che, iniziata in tutta la Calabria, sembrava perdurasse nella provincia di Cosenza, fu deciso dai ventuno congiurati, male armati e con poco denaro, di raggiungere con una barca la costa calabrese nei pressi di Crotone) Il loro amico Nicola 2abrizi, pi* ragionevole e soprattutto meno esaltato, dall!isola di 3alta, dove viveva in esilio, fece di tutto per distogliere i Bandiera dal loro proposito, da lui giudicato insano, dichiarando che uno sbarco, ma di notevoli forze armate, doveva eseguirsi solo dopo una rivolta gi, affermatasi, ma non ci si poteva illudere di suscitare moti non ancora avvenuti e che meglio sarebbe stato sbarcare una o due persone solamente, per rendersi conto di come effettivamente stavano le cose per poi adeguarsi alla realt, della situazione) 3a i Bandiera, con molta fede e con altrettanta ingenuit,, scelsero disgraziatamente come propri compagni oltre a persone sicure e di grande valore uali 'icciotti, 3oro, Nardi ecc) anche dei traditori, uali un certo 3e(luso profugo perch7 delin uente comune e condannato in contumacia dal governo borbonico e un certo &e Nobili, altro delin uente comune, che and0 subito a denun( ciare al Console +ardo la prossima partenza della spedizione) 5ltre a uesti due partecip0 all!impresa il traditore che nella storia del 'isorgimento italiano % rimasto come l!immagine del pi* lurido e vigliacco tra tutti i traditori) +i tratta del corso /ietro Boccheciampe, che si dimostr0 rima della partenza il pi* entusiasta per la spedizione e incoraggi0 in tutti i modi i fratelli Bandiera affinch% non la procrastinassero) Non appena i ventuno congiurati sbarcarono in Calabria, il Boccheciampe di nascosto corse a Crotone denunciando alla polizia l!arrivo dei suoi compagni) Naturalmente durante la marcia tra la costa e Cosenza gli eroici illusi furono affrontati dalla polizia e dai contadini e arrestati) 1a popolazione di Cosenza durante la prigionia di uei martiri fu molto comprensiva e caritatevole e li aiut0 in tutti i modi, con letti, vestiti e vettovaglie) 3a la sentenza arriv0 inesorabile e nove furono i fucilati nel vallone di 'ovito dove venne, in tempi migliori, innalzato un ricordo marmoreo) Altri furono condannati al carcere e nel 9:=; vennero graziati da 2erdinando II) +e i fratelli Bandiera fossero sbarcati su ualsiasi altro punto della costa della penisola la loro sorte sarebbe stata identica se non peggiore di uella subita nel reame delle &ue +icilie) Cale martirologio fu l!innesima dimostrazione come le sette fossero pericolose e spesso controproducenti, anche e specialmente, per il fatto che essendo segrete avevano nel loro stesso seno il germe del loro cattivo destino, ossia la possibilit, del tradimento) I fratelli Bandiera, e coloro che con loro morirono, furono sublimi per il loro eroico e dignitoso contegno nella sventura, ma diedero anche la triste dimostrazione come la propaganda fatta da lontano, da oltre confine, senza conoscere la realt, della situazione, fosse una propaganda pericolosa per i funesti effetti che poteva procurare) 5ra, oltre a ueste considerazioni, % bene sottoporre al lettore la strana ed imprevista ripercussione che la spedizione dei fratelli Bandiera ebbe al /arlamento inglese, affinch% ci si renda conto come la leggenda di uno sviscerato amore di uel governo verso gli Italiani fosse appunto solamente una leggenda) Il governo inglese ha sempre e solamente, allora come in epoca pi* lontana e pi* recente, come del resto ualsiasi governo straniero, aiutato ed ostacolato gli Italiani in uanto ci0 poteva o non poteva corrispondere al proprio interesse) Affermare il contrario potrebbe considerarsi una forma evidente di ingenuit, o di altrettanto evidente forma di malafede) 4d eccoci ai fatti$ 3azzini si era accorto come nei mesi precedenti al martirologio della spedizione Bandiera le lettere, a lui dirette, arrivavano con ualche ritardo e con ualche segno di manomissione) 2ece ualche esperimento e constat0 che due lettere - una indiriz( zata a persona abitante nella sua stessa casa ed una a s7 stesso ed impostate nello stesso momento, Z - non arrivarono mai insieme. uella a lui indirizzata giungeva tardi) Bn seme, un capello, un po! di polverino introdotti di proposito erano scomparsi uando la lettera gli veniva rimessa) Allora 3azzini denunci0 all!opinione pubblica inglese e al deputato liberale Commaso &uncombe la sua persuasione che le lettere a lui dirette fossero aperte dall!autorit, politica, e poich7 nella corrispondenza degli esuli era celata una trama della indefessa cospirazione nazionale, il 3azzini

manifest0 il dubbio che il governo inglese rivelasse ai governi reazionari ci0 che i patrioti italiani facevano o si proponevano di fare) Il deputato &uncombe port0 l!accusa alla Camera dei Comuni e ne seguirono vivaci discussioni, che dettero luogo ad un!inchiesta e ne risult0 che il ministro sir Uohn Graham, +egretario di +tato per gli Interni, avendo avuto notizia che si ordivano cospirazioni per preparare in Italia la rivoluzione e valendosi di un antico editto, mai abrogato, che lasciava al governo tale facolt,, aveva il primo marzo 9:== autorizzato l!apertura delle lettere dirette al 3az( zini revocando tale ordine il A giugno dello stesso anno) 4 inoltre si venne a sapere che +ir Graham mandava copia delle lettere intercettate a 1ord Aberdeen, +egretario di +tato per gli 4steri, il uale di uando in uando inviava informazioni all!Austria, senza tuttavia comunicare il testo delle lettere stesse) Il ministro Graham neg0 di avere mai avuto sentore della spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria e di avere fatto su uesto oggetto segnalazioni al Governo di Napoli) Che sia stato vero tutto o in parte, uanto il sullodato +ir Graham afferm0 nella Camera dei Comuni, certamente oggi nessuno % in grado di poter sapere) Quello per0 di cui si pu0 essere certi % che in uel periodo il Governo inglese seguiva una politica filo austriaca, ossia antifrancese, e tutto uello che poteva far piacere all!Austria, il governo inglese, con altrettanto piacere, lo faceva ogni volta che se ne presen( tasse l!occasione) Capitolo O8I I1 '4GN5 &I 24'&INAN&5 II &A1 9:== 2IN5 A11!43ANAHI5N4 &411A C5+CICBHI5N4 (9<(9(9:=:) II regno di 2erdinando II fu caratterizzato da un movimento culturale(politico promosso da uomini nobilmente e tenacemente amanti di patria e di libert,) Al centro di tale movimento trovavasi sempre il nome dei /oerio, famiglia calabrese trapiantata a Napoli, nota ai concittadini per la dignit,, la dirittura e la fermezza dei principi dei suoi componenti$ Giuseppe, onorato giurista di grande sapere. 'affaele, suo fratello, esule in Grecia, Inghilterra e 2rancia. Alessandro e Carlo, figli di Giuseppe, filosofo e poeta il primo, morto eroicamente alla difesa della repubblica di 8enezia, mentre il secondo a lungo patD il carcere borbonico) Intorno ai /oerio si radunava la parte migliore di Napoli e fra essi 2rancesco /aolo Bozzelli, il uale aveva per programma di ottenere il reggimento libero per virt* dell!opinione pubblica la uale persuadesse i Borboni e concedere lo +tatuto. 3atteo de Augustinis che nel 9:==, rimproverato da un poliziotto che era andato ad arrestarlo gli rispondeva che$ " il mio male % incorreggibile perch7 % amore di patria e di libert, #. 3ariano &!A>ala, ufficiale dottissimo nelle discipline militari, lasciato l!esercito, viveva scrivendo libri storici) 4 ancora$ 3ichele /rimicerio, Cosimo e &amiano Assanti, 2elice /ierri, 5ttavio Graziosi e Cesare de 3arini) Il 9E agosto moriva Giuseppe /oerio e 2rancesco /aolo Bozzelli ne salut0 la salma dicendo$ "i veri morti siamo noi che rimaniamo privati della di lui nobile amicizia #) Nel 9:== gli episodi di Cosenza provocarono l!arresto dei cospiratori napoletani. arresto al uale non fu estranea, come al solito, l!opera delle spie, e molti, tra cui Carlo /oerio &!A>ala e de Augustinis vennero rinchiusi nel forte di +ant!4lmo) 3a la loro prigionia fu alleviata da un episodio che rivel0, ancora una volta, la grande saggezza napoletana derivante da almeno tremila anni di alterni movimenti politici e dal susseguirsi di varie civilt,) +aggezza che sapeva far rientrare nelle giuste proporzioni ogni umana azione, rimpicciolendola giudiziosamente con la innata capacit, di autocritica e di satirica bonomia dei popoli meridionali. ed ecco uanto avvenne) Il comandante del forte era il generale 3ichelangelo 'uberti col uale i detenuti strinsero in breve la pi* schietta amicizia, tanto che taluni di essi, dopo la loro liberazione, divennero fre uentatori della casa e commensali del loro carceriere di poco prima) Comun ue, all!in(fuori della bonomia del generale 'uberti, % certo che il regime carcerario del forte di +ant!4lmo non era intollerabile) Il &!A>ala vi continu0 a scrivere le vite dei pi* celebri capitani e soldati napoletani, visitato assiduamente dalla moglie che si recava lass* col loro bambino in braccio e accompagnata da Alessandro /oerio. tutti ricevevano il desinare da casa e potevano passeggiare per un!ora nella piazza d!armi del forte, facevano lettura di canti di &ante seguita da discussioni letterarie e filosofiche, mentre la sera venivano ricevuti nell!appartamento del generale comandante del forte)

+iccome tanto il Graziosi che il de Augustinis avevano lasciato la famiglia senza mezzi di sussistenza, avevano chiesto la libert, provvisoria per riprendere le proprie occupazioni abituali, e il 'e rispondeva mandando al generale 'uberti una cambiale di cento ducati il cui importo era da distribuirsi ai pi* bisognosi) 3a tutti rifiutarono il dono e tornarono a rifiutarlo uando la somma fu rimandata al 'uberti, il uale poi la restituD definitivamente al ministro &el Carretto) Questi liberali, di tendenze moderate, non erano aprioristicamente avversi al Borbone. alcuni di essi, al pari di Giuseppe /oerio, del uale veneravano l!insegnamento e la memoria, erano rispettosi del 'e e fiduciosi di poterlo guadagnare al reggimento costituzionale) Il &!A>ala, che lo aveva conosciuto di persona era persuaso che 2erdi(nando poco colto ma intelligentissimo, poteva ritenersi suscettibile di avviamento alla comprensione delle idee liberali, mentre Carlo /oerio " metteva in salvo e in alto # la persona del regnante Borbone) Invece 'affaele e Alessandro /oerio erano di diverso parere e guardavano con sospetto a uel 'e da essi stimato autoritario, bigotto e motteggiatore) Quando nel settembre del 9:=E si riunD a Napoli il ?G congresso degli scienziati italiani, il 'e fu con essi largo di cordiali accoglienze e di entusiasti discorsi ufficiali tanto che tra detti scienziati si sparse la convinzione che volesse dimostrare che su lui, pi* che su Carlo Alberto, dovessero puntare le speranze dei liberali italiani) In uegli anni la giovent* studiosa dell!Italia meridionale leggeva con grande interesse le opere del filosofo calabrese /as uale Galluppi nato a Cropea nel 9??L e morto a Napoli nel 9:=;) &etto filosofo pubblic0 nel 9:L? 99 suo primo saggio filosofico " +u l!analisi e su la sintassi # e pi* tardi matur0 una grande opera$ il " +aggio filosofico sulla critica della conoscenza # in sei volumi e nel 9:@? pubblic0 una storia critica delKa filosofia moderna, ossia le " 1ettere filosofiche sulle vicende della filosofia relativamente ai principi delle conoscenze umane da Cartesio a Qant inclusivamente # e poi ancora la " 2ilosofia di 8) Cousin #) Nel 9:A@ pubblic0 le " 1ezioni di logica e metafisica ad uso dell!Bniversit, di Napoli # e nel 9:A= la " 2ilosofia della volont, # e nell!Bniversit, di Napoli il Galluppi rese familiare alla giovent* napoletana il movimento filosofico della Germania e uindi gli studiosi appresero la lingua tedesca e lesser0 i testi originali dei filosofi nordici Qant, 2ichte, +chelling, Jegel) Cra gli studiosi emergevano i fratelli Bertrando e +ilvio +paventa e il marchese Caracciolo) +tefano Cusani e C) Aiello tradussero e commentarono tutta l!enciclopedia hegeliana e altri studiosi compresi Angelo de 3eis e +tanislao Gatti e tutta uesta serie di giovani colti si riuniva giornalmente al " Caff% delle Belle Arti # e l, si discuteva di lettere e di filosofia occupandosi anche della uestione nazionale, con grave cruccio e preoccupazione del ministro &el Carretto) Bn tale Girolamo Corsini, bolognese, aveva aperto a via Coledo un gabinetto di lettura e tra i pi* assidui fre uentatori erano Carlo /oerio e i suoi amici e oltre ad essi fre uentava il ritrovo anche il solitario 2rancesco &e +anctis professore al 'eale Collegio 3ilitare dell!Annunziatella) Nel 9:=; giungeva nel 'egno delle &ue +icilie la notizia dell!elezione del nuovo /apa, ossia /io IO, nonch7 delle agitazioni e delle speranze romane) A Napoli la parte colta della popolazione, educata alle dottrine anticlericali del Giannone e insegnate dalla cattedra dal Genovesi, era portata ad apprezzare pi* che le teorie dell!eM cappellano della corte di Corino, 8incenzo Gioberti, uelle di Giambattista Niccolini il uale dalle rive dell!Arno gridava$ " dai preti libert, non voglio #) Ciononostante i giovani napoletani, decisi di approfittare di ualun ue occasione per avvicinare l!ora della libert,, si dettero a ripetere con ammirazione e speranza il nome di /io IO) Il governo reagD ordinando che si organizzasse la massima vigilanza affinch% le stampe, provenienti da 'oma, non entrassero nel regno, mentre un perio(dico gesuitico, dal titolo " +cienza e fede # accusava di settarismo il nuovo /ontefice ed aiutava la polizia borbonica affinch% venisse impedita l!entrata di ogni libro e di ogni stampato che trattasse di argomenti morali e politici, mentre il Governo napoletano si avvicinava all!Austria con la uale sentiva di avere identit, di paure e solidariet, di interessi) 1a +icilia si mostr0 molto sensibile al soffio delle agitazioni che fermentavano nella penisola, anche perch7 una pubblicazione postuma di Nicola /almieri, intitolata " +aggio storico e politico sulla Costituzione del 'egno di +icilia # con una appendice " +ulla rivoluzione del 9:@L # di 3ichele

Amari, esule a /arigi, era venuta ad imprimere una nuova poderosa spinta al movimento di unificazione dell!Italia tutta, facendo germinare nell!isola il pensiero nazionale al di fuori e al di sopra della supremazia di Napoli e della Corte borbonica) Il patriota siciliano Giuseppe 1a 3asa partito da Napoli il A gennaio 9:=: giunse a 3essina il E dello stesso mese e l!: giungeva a /alermo dove si incontrava col barone 8incenzo 4rrante e con gli amici /eratoner e +coppa e il 9@ gennaio 9:=: ebbe luogo la prima dimostrazione pubblica con coccarde tricolori e grida inneg(gianti alla Costituzione) Quel giorno si ebbero i primi scontri tra patriotti e polizia e i primi caduti per la causa della libert, e primo tra i primi, /ietro Amodeo) Giuseppe 1a 3asa improvvisata una bandiera tricolore e seguito da un pugno di audaci, organizzata una colonna di rivoltosi, fece suonare le campane della chiesa di +anta 5rsola e poi uelle del convento della Gancia, mentre la folla accorsa gridava " 8iva la Costituzione #) A uesto punto i conflitti fra truppa e rivoltosi aumentarono e si aggravarono, le coccarde tricolori apparvero in gran numero e nonostante che le truppe ammontassero a seimila fanti e settecento cavalieri oltre a numerosa artiglieria, le forze armate sentivano crescere intorno a loro l!ira popolare e la volont, pugnace dei combattenti tricolorati) +i form0 intanto un Comitato provvisorio del uale % bene ricordare i nomi dei componenti alcuni dei uali, oltre al 1a 3asa ritroveremo tra i 3ille uando Garibaldi sbarcher, in +icilia nel 9:;L) 4ccoli$ /residente 1a 3asa, Carlo 8entimiglia, principe di Grammonte, Antonio Uacone, Giulio Carini, Andrea &!5ndes('eggio, &amiano 1o Cascio, +ebastiano Corteggiani, Giuseppe 5ddo, Guglielmo 8elasco, 8ito 'agona, +alvatore Castiglia, 'osolino /ilo, /as uale 3oro) Il 1a 3asa provvedeva intanto a mandare messaggi annunzianti la rivolta di 3essina, Napoli, 2irenze, 'oma e negli Abruzzi e mentre dava alle pattuglie la nuova e spontanea parola d!ordine$ "8iva la +icilia, 8iva /io IO#, gruppi di contadini armati arrivavano dai paesi limitrofi) Il 9= gennaio si riunirono nel palazzo municipale molti cittadini tra i pi* noti per censo e onorevole passato e tra essi il gonfaloniere marchese +pedalotto 'uggero +ettimo, l!avvocato 8incenzo 4rrante, 8ito Beltrami, il barone Casimiro /isani, il conte Commaso 3aurone, il duca di +erra di 2alco, il duca di 3onteleone, il principe di /antelleria, 2rancesco Crigona di +ant!4lia, i uali con il 1a 3asa, Castiglia, il barone Bivana e Ignazio Calena e molti altri, costituirono un!assemblea divisa in uattro comitati$ uno per l!annona, uno per le armi e munizioni, presieduto dal principe di /antelleria, uno per il tesoro, presieduto dal marchese &i 'udinD e l!altro per la propaganda presieduto da 'uggero +ettimo) 1a persona pi* autorevole era tra tutti, uella di 'uggero +ettimo dei principi di 2ilatia che nato nel 9??:, aveva raggiunto il grado di retroammiraglio nella marina borbonica e aveva ricoperto l!incarico di ministro durante il primo governo costituzionale siciliano instaurato nel 9:9@ durante il periodo nel uale la corte borbonica si era rifugiata in +icilia protetta dalla flotta di Nelson) Nel 9:@L era stato vicepresidente della giunta provvisoria di governo durante la rivoluzione siciliana e poi si era ritirato a vita privata) 4ra un uomo di grande valore e di grande rettitudine il uale con altri insigni +iciliani, per primi in Italia avevano tradotto in realt, di fatto e da ben trentasei anni, un governo costituzionale) Naturalmente con la caduta di Napoleone e con la reazione europea a capo della uale fu posta la +anta Alleanza, il governo costituzionale, siciliano fu travolto) A giudizio del martire piemontese +antorre di +antarosa, la costituzione siciliana del 9:9@ era da preferirsi a uella promulgata in +pagna che, dopo otto anni, fu presa a modello prima a Napoli durante i moti del 9:@L e poi in /iemonte nel 9:@9) Il 9E gennaio 9:=L giungeva nel porto di /alermo una flotta napoletana composta di cin ue fregate a vapore e di uattro corvette, (comandante era il Conte d!A uila fratello del 'e) che trasportavano cin uemila soldati con adeguata artiglieria) 1a popolazione, in un primo momento si sgoment0, ma poi sia il 1a 3asa che 3ariano +tabile reagirono e trascinarono i ribelli - prima resistendo, poi respingendo l!assalto, delle truppe regie) Queste per vendicarsi di alcune fucilate partite dalle finestre del convento dei Benedettini bianchi, l!assalirono uccidendo frati e cittadini) Cale fatto eccit0 ancor pi* l!animo dei rivoltosi che occuparono il convento ed uccisero e fecero

prigionieri uanti soldati trovarono) &i fronte al fiero contegno dei rivoltosi, il comandante dell!esercito regio entrava in trattative con gli insorti, i uali gli comunicarono che essi intendevano riavere la loro costituzione del 9:9@ e allora il Conte d!A uila lasciava /alermo e si recava a Napoli per rendere edotto il 'e della situazione che si era creata in +icilia) A Napoli si decise di fare ualche concessione agli insorti, ma uesti non se ne accontentarono e risposero che non avrebbero deposto le armi se prima non si desse alla +icilia la vecchia " costituzione # siciliana) 4 la lotta fu ripresa) Il @= gennaio il comitato generale palermitano nominava suo presidente 'uggero +ettimo e segretario 3ariano +tabile e dopo alterne vicende i soldati regi abbandonarono prima il palazzo reale e poi addirittura il castello e /alermo rimase in mano ai patriotti) Ben presto altri centri siciliani uali Cefal*, Castrogiovanni (l!odierna 4nna), 1eonforte, 3azzara, /iazza, Armerina, Acireale, Caltagirone, seguirono l!esempio di /alermo e tutti innalzarono la bandiera tricolore) 1o stesso avvenne a 3essina, dove i ribelli resistevano al bombardamento operato dalle truppe regie asserragliate nel forte, dando cosD esempio di sublime coraggio. e tra gli eroi messinesi va ricordata una povera tosatrice di cani, 'osa &onato, che con un cannoncino trascinato su di un carretto e aiutata da un artigliere, con trentadue colpi bene aggiustati detto molto fastidio ai sordati borbonici che tentavano di fare delle sortite dal forte mentre le loro batterie continuavano a bombardare la citt,) Insorsero poi anche Noto e +iracusa e in tutta la +icilia il moto ebbe completo successo, e il A febbraio del 9:=: giungeva a /alermo la notizia che 2erdinando II aveva concesso un!amnistia e la costituzione) 1e truppe regie si imbarcarono per Napoli e la +icilia tutta, per merito di dirigenti prodi ed autorevoli, al prezzo di centinaia di vittime tra nobili, borghesi e popolani caduti combattendo, aveva ricon uistata la propria Costituzione, inducendo cosD, Napoli e poi tutti gli abitanti degli stati e staterelli nei uali era divisa la penisola, a sollevarsi per ottenere altrettanto dai propri governanti) 4vacuata la citt, di /alermo dalle truppe regie, imbarcatesi sui navigli napoletani, il E febbraio il popolo palermitano accorreva alla cattedrale per solennizzare l!av( venimento mentre nell!isola la bandiera regia sventolava ancora sulla cittadella di 3essina e sui forti di +iracusa, Augusta e 3ilazzo) A uesto punto % doveroso ricordare al lettore, per dare il merito a chi ne ha diritto, come non solo la prima Costituzione italiana fu uella elargita in +icilia nel 9:9@, ma anche nel 9:@L i primi moti italiani, per avere una Costituzione, furono uelli siciliani e napoletani) 3a tutto uesto non % mai stato posto in evidenza, arrivando al punto che nei libri di testo tali verit, si sono sempre ignorate o esposte di passaggio come secondarie dal punto di vista storico e, % bene ripetere, sottacendo anche come i pensatori, i filosofi, in una parola la cultura meridionale, non solo precedette l!analogo movimento rinnovatore delle altre regioni italiane, ma precedette anche la stessa opera degli illuministi francesi prima della rivoluzione scoppiata in 2rancia nel 9?:<) 2erdinando II fin dal novembre 9:=?, in considerazione delle agitazioni politiche e delle dimostrazioni popolari che si ripetevano periodicamente nelle varie provincie della penisola, aveva deciso di effettuare dei mutamenti nella compagine ministeriale nominando una Commissione composta da vari ministri con e senza portafoglio ed incaricata di studiare i rimedi pi* adatti a tran( uillizzare la popolazione) 'elatore nella Commissione era stato nominato il giurista Nicola Nicolini, il uale present0 le sue conclusioni che soprattutto riguardavano un miglioramento della pubblica amministrazione) 3a il Consiglio di +tato non gradD l!opera della Commissione soprattutto per la responsabilit, che a tale Consiglio veniva attribuita riguardo all!amministrazione in atto) Il Nicolini, invece, con un!altra relazione in data = gennaio 9:=:, ribadD le sue conclusioni) I liberali intanto facevano ogni giorno di pi* conoscere il loro modo di pensare, finch7 il 9A gennaio giunsero da /alermo le prime notizie della rivoluzione siciliana) 2erdinando li riunito il Consiglio dei ministri, decideva di intervenire militarmente nell!isola) Naturalmente, i cospiratori napoletani intensificarono la loro azione sia in citt, che nelle varie provincie della penisola, nonostante che 2erdinando II il @L gennaio 9:=: ordinasse la scarcerazione di uanti fossero in attesa di giudizio per motivi politici e il @A graziasse i condannati politici come Carlo /oerio, Giannandrea e +tefano 'omeo e il /ellicano, arrestati nel 9:=? per i tumulti calabresi

e siciliani) Intanto nel Cilento dilagava la sommossa e a 8allo fu costituito un governo provvisorio) 2erdinando II spaventato mand0 a chiamare il &!A>ala, liberale, e gli disse che avrebbe volentieri elargita la Costituzione, ma desiderava che gli fosse richiesta in forma ufficiale) In seguito a ci0 &!A>ala, /oerio e Bozzelli compilarono una petizione con la uale si richiedeva il ripristino della Costituzione del 9:@L) Il ministro del Carretto cerc0, con uno stratagemma, di impedire che la petizione venisse accolta dal 'e, il uale informato delle intenzioni di del Carretto, lo fece arrestare dal generale Carlo 2ilangeri e imbarcare su di una nave e mandato fuori d!Italia e siccome n7 a 1ivorno, n7 a Genova, n7 a 3arsiglia, riuscD a sbarcare, si rifugi0, in incognito in /rovenza) I liberali napoletani venuti a conoscenza dell!espulsio( ne di del Carretto e poi anche di uella di 3onsignor Code, altro retrogrado, organizzarono una dimostrazione popolare in onore del 'e, ma con bandiere tricolori) 1a 'eggia ne fu allarmata, ma sopraggiunse il generale +tatella avversario di del Carretto e sia tale generale che il 2ilangeri, dichiararono al 'e che$ " proclamando lo +tatuto cadr, l!impeto dei liberali e 8ostra 3aest, rego( ler, i destini d!Italia, giacch7 sar, il primo a pronunciare l!affascinante parola #) Il 'e cambi0 subito i componenti del 3inistero sostituendoli con persone nuove e non compromesse in precedenti provvedimenti reazionari e il @< gennaio 9:=: fece pubblicare il seguente decreto$ " Avendo inteso il voto generale dei Nostri amatissimi sudditi di avere delle garanzie e delle istituzioni conformi all!attuale incivilimento, dichiariamo di essere Nostra volont, di condiscendere ai desideri manifestati, concedendo una Costituzione, e perci0 abbiamo incaricato il Nostro 3inistero di +tato di presentare non pi* tardi di dieci giorni un progetto, per essere da Noi approvato, sulle seguenti basi$ il potere legislativo sar, esercitato da Noi e da due Camere, cio% una di /ari e l!altra di &eputati. la prima sar, composta di individui da Noi nominati, la seconda sar, di &eputati da scegliersi dagli elettori, sulle basi di un censo, che verr, fissato. l!unica religione dominante sar, la Cattolica, Apostolica, 'omana e non vi sar, mai tolleranza di altri culti. la persona del 'e sar, sempre sacra ed inviolabile. i ministri saranno responsabili di tutti gli atti del Governo. le forze di terra e di mare saranno dipendenti dal 'e. la guardia nazionale sar, organizzata in modo uniforme in tutto il 'egno, analogamente a uella della capitale. la stampa sar, libera e soggetta soltanto ad una legge repressiva per tutto ci0 che pu0 offendere la morale, l!ordine pubblico, il 'e, la 2amiglia 'eale, i +ovrani esteri e le loro famiglie, nonch7 l!onore e gli interessi dei particolari) 2acciamo nota al pubblico uesta Nostra sovrana e libera risoluzione e confidiamo nella lealt, e rettitudine dei Nostri popoli, per veder mantenuto l!ordine e il rispetto dovuto alle leggi ed alle autorit, costituite #) +i narra che dopo aver firmato tale documento, 2erdi(nando II, col suo fare burlesco, dicesse ai ministri presenti$ " &on /io IO e Carlo Alberto hanno voluto gettarmi un bastone tra le gambe, ed io getto loro uesta trave. spassiamoci ora tutti uanti #) 4videntemente si deve trattare di una leggenda che poteva anche non considerarsi inversomile dato che sia /io IO che Carlo Alberto non avevano, fino ad allora, concesso lo +tatuto e, soprattutto, rimasero, sia l!uno che l!altro, fortemente turbati uando arriv0 nei loro +tati la notizia di uanto aveva fatto 2erdinando I1 In +icilia la notizia dell!avvenuta concessione della Costituzione da parte del 'e non entusiasm0 i +iciliani perch7 essi desideravano che fosse elargita la loro Costituzione del 9:9@ che giudicavano migliore e pi* consona alla situazione dell!isola) /er tale ragione sia il Governo di Napoli che i patriotti siciliani si rivolsero a 1ord Napier ambasciatore di +)3) britannica a Napoli affinch% volesse fare da intermediario tra il Governo provvisorio siciliano e il Governo napoletano onde raggiungere un accordo) 3a tale accordo si presentava molto difficile in uanto i +iciliani volevano avere un proprio e separato /arlamento e non un unico /arlamento, sia per la parte peninsulare del regno borbonico che per la +icilia) 2u interessato al riguardo anche il Governo francese ma uesto non volle occuparsene ben sapendo che la propria influenza, negli affari italiani, era di gran lunga inferiore a uella del Governo britannico) 1o stesso Giuseppe 3azzini era rimasto molto turbato alla notizia del dissidio tra +iciliani e Napoletani e indirizz0 ai +iciliani un messaggio per sanare tale divergenza<)

Intanto 3essina, aiutata da /alermo che le aveva inviato dei cannoni, si impadronD di alcune fortezze dominanti la citt, e il 9@ marzo anche il forte di 3ilazzo cadeva in mano ai patriotti) 3a da Napoli era giunto il maresciallo /ronio con vari vascelli, armati complessivamente con trecento cannoni e uindi la bandiera regia tornava a sventolare sulla fortezza di 3essina mentre 1ord 3into, rappresentante dell!Inghilterra, tentava di far giungere ad un accordo il governo provvisorio di /alermo con uello di Napoli ma le notizie di una rivoluzione repubblicana scoppiata in 2rancia turbarono maggiormente le relazioni tra governo napoletano e siciliani, mentre le popolazioni della Coscana, degli +tati +ardi, degli altri staterelli della 8al /adana e tutto il 1ombardo(8eneto si mettevano in ebollizione) Capitolo O8II I1 '4GN5 &I +A'&4GNA 4 1A C5NC4++I5N4 &4115 +CACBC5 +ia a Genova, che a Corino e in altri centri del /iemonte, le notizie delle rivolte liberali in +icilia e nel Napoletano avevano creato un grande fermento) +pecialmente a Genova il fermento era maggiore e nelle dimostrazioni popolari i giovani pi* in vista erano i mazziniani GofCredo 3ameli e Nino BiMio) 2orte era il rancore della popolazione contro l!ordine religioso dei Gesuiti, considerato come il pi* accanito avversario delle riforme liberali e, pertanto, a partire dal = gennaio 9:=:, in pochi giorni vennero raccolte ventimila firme in calce ad una petizione da mandare al governo di Corino e nella uale petizione si domandava, n7 pi*, n7 meno, che la espulsione dal 'egno dell!5rdine dei Gesuiti, oltre alla istituzione della guardia civica)Cale petizione fu affidata ad una commissione composta di cittadini colti e stimati i uali il ? e l!: gennaio giunsero a Corino per presentarla al 'e Carlo Alberto) Carlo Alberto a tale notizia rimase sdegnato e manifest0 il suo disappunto contro il governatore di Genova e l!intendente della polizia i uali non avevano saputo evitare tale "sgradevole sedizione#) Quindi ordinava che appena giunti i genovesi a Corino fossero accompagnati al 3inistero e dopo due ore rispediti a Genova, mandando inoltre una staffetta al governatore di Genova affinch% facesse immediatamente agire la truppa contro ogni dimostrazione popolare) +i pens0 anche di richiamare una classe, in servizio di ordine pubblico, mentre Carlo Alberto dichiarava ai suoi ministri che " i genovesi conservano sempre il desiderio di indipendenza sperando nell!aiuto dell!Inghilterra #) Non appena i genovesi latori della petizione giunsero a Corino, furono ricevuti all!albergo d!4uropa da un gruppo di torinesi fra i uali 1orenzo 8alerio, Camillo Cavour, /redari, 'oberto d!Azeglio, Giacomo &urando, 'iccardo +ineo e Giovanni 1anza) Camillo Cavour dichiar0 che il presentare una petizione domandante l!espulsione dei Gesuiti era una cosa impolitica e urtante i sentimenti religiosi del 'e) +arebbe stato preferibile domandare una Costituzione al fine di portare le discussioni disordinate fatte in pubblico nella sede legale pubblica e solenne del /arlamento) I presenti non riuscirono a mettersi d!accordo e i liberali genovesi, ricevuti dal ministro Borelli, furono ammoniti severamente, mentre Carlo Alberto si rifiutava di riceverli negando la loro ualit, di legali rappresentanti di Genova) Intanto la popolazione piemontese e la ligure venivano turbate dalle notizie dei sanguinosi episodi che avevano luogo a 3ilano e in altre citt, della 1ombardia tra popolazione, polizia e soldati austriaci, e accoglievano con simpatia i primi giovani profughi lombardi mentre le ultime notizie sui moti siciliani e napoletani accrescevano l!eccitazione degli animi) 1a notizia che il @< gennaio a Napoli era stata proclamata la Costituzione dette luogo a grandi manifestazioni di gioia in ogni centro del 'egno +ardo e a Corino fu deciso di illuminare la citt, e che una dimostrazione anclasse a porgere le sincere congratulazioni all!ambasciatore del 'e delle &ue +icilie) Infatti oltre duemila persone, con torcie e bandiere, si recarono davanti alla residenza del console napoletano) 3a alla corte le idee erano molto lontane da uelle espresse dai liberali e dai dimostranti) Carlo Alberto dichiarava al +an 3arzano che trovava " non ammissibile far salire al trono il voto illegale di una minoranza sediziosa # e a 'oberto d!Azeglio faceva la seguente affermazione$ " io

voglio, come voi, la liberazione dell!Italia, e per uesto, ricordatevelo, non dar0 mai una Costituzione al mio popolo #) Il conte de 1a Cour, al uale il 'e aveva fatto una identica dichiarazione, raccontava l!episodio, mettendo in evidenza come gli stessi cortigiani che lo circondavano, non avessero alcuna stima della fermezza del suo carattere) CosD narrava il de 1a Cour$ " dun ue vogliono la Costituzione, ma non la dar0 mai, ha detto il 'e. dun ue la dar, e presto # e nel dire cosD il de 1a Cour assumeva un!espressione piena di malizia) 4ra un!ironia molto irriverente, fatta da un cortigiano contro il proprio 'e e ricordava uella, allora recente, di alcuni cortigiani i uali, al momento della partenza di Carlo Alberto per Genova, vedendolo abbracciare uattro volte il conte de 1a Cour, dissero tra di loro$ " % bello e spacciato #, tanto poco era la stima che uei gallonati cortigiani avevano per il proprio 'e e per la sua lealt,) Non appena a Carlo Alberto giunse la notizia ufficiale della Costituzione concessa da 2erdinando II (forse il 9X febbraio 9:=:) scrisse al ministro Borelli la seguente lettera$ " II 'e di Napoli, non poteva far niente di pi* fatale per la tran uillit, dell!Italia, di uanto lui ha accordato ai suoi popoli, dopo il massacro delle sue truppe e la flagrante rivoluzione) 3a non bisogna perdersi di coraggio per uesto. al contrario) +e a Genova ci sar, una dimostrazione di gioia, come prevede il governatore 1a /lenargia, e che lui crede di non potere impedire, pazienza) 3a per nessuna cosa al mondo egli non deve tollerare ualsiasi manifestazione che abbia per scopo il domandare una Costituzione) In tale caso la mia ferma volont, % che bisogna combattere fino all!estremo ma non accordare niente ad una domanda proveniente da un!insurrezione #) Questo era l!intimo, spontaneo, pensiero di Carlo Alberto) Il Borelli era un ministro considerato, come i suoi colleghi di Gabinetto, un retrivo e non certo un amante di novit,, ma con tutto ci0 capiva che l!esempio della Costituzione concessa a Napoli era una cosa da esaminare con seriet, e con obiettivit, e disse al 'e che la Costituzione era una cosa da introdurre, inevitabilmente, anche negli +tati +ardi e che la decisione di 2erdinan(do II annullava il primato morale che Carlo Alberto si era con uistato nell!animo degli Italiani, e che 1eopoldo II in Coscana stava per seguire l!esempio del 'e di Napoli) 3a Carlo Alberto alle insistenze dei suoi ministri rispose che piuttosto che concedere la Costituzione avrebbe preferito abdicare in favore del suo primogenito principe 8ittorio 4manuele e uesto perch7 la 'eggia sabauda prima, ed egli stesso in un momento successivo, avevano fatto solenne promessa scritta di no# concedere una legge costituzionale) 4 il ministro /etitti di 'oreto confermava che al congresso di 1ubiana nel 9:@9 i 'e di +ardegna e delle &ue +icilie si erano impegnati, con un formale trattato, a non concedere una Costituzione ai loro sudditi) Inoltre Carlo Alberto, reduce dal Crocadero, aveva fatto uguale giuramento scritto nel gennaio 9:@= a Carlo 2elice) 3a tutti i ministri interpellati dichiararono al 'e che ormai, dopo l!esempio di 2erdinando II era inevitabile, per il 'e di +ardegna, accordare la Costituzione) Carlo Alberto insisteva nei suoi propositi di abdicazione e i liberali ne erano molto turbati poich7 nel suo successore, principe 8ittorio 4manuele, sposo di una principessa austriaca, vedevano pi* difficile il raggiungimento dei loro ideali politici) A Genova era incominciata un!agitazione che di giorno in giorno diventava pi* minacciosa tanto che il governatore 1a /lanargia scrisse a Corino che si poteva fare assegnamento, per far cessare tale agitazione, solo su due sistemi. ossia$ o concedere la Costituzione o proclamare lo stato d!assedio. e che il governo torinese scegliesse uale dei due sistemi voleva adottare) &opo infinite insistenze fatte dalla parte pi* colta della nobilt, e della borghesia torinese, finalmente l!otto febbraio 9:=: Carlo Alberto autorizz0 la pubblicazione di un manifesto che annunciava la prossima concessione dello +tatuto, ma contemporaneamente si venne a conoscere che il 'e non voleva ricevere nessuna commissione e pregava di non organizzare manifestazioni di riconoscenza e si chiudeva in un mutismo triste e preoccupante per chi gli stava vicino) Naturalmente, in tutto il /iemonte e nella 1iguria la popolazione esultante si dedic0 spontaneamente a manifestazioni di gioia con riunioni, cortei, luminarie e grande ostentazione di coccarde tricolori) 1o +tatuto firmato il = marzo fu promulgato il E marzo 9:=:) A 'oma il 9L febbraio 9:=: /io IO aveva pubblicato un proclama di intonazione liberale e in tutta

Italia si ripeteva con giubilo la frase che chiudeva detto proclama e che era la seguente$ " 5h, perci0 benedite, Gran &io, l!Italia, e conservatela sempre uesto dono preziosissimo fra tutti, la 2ede I Beneditela con le Benedizioni che umilmente 8i domanda, posta la fronte per terra, il 8ostro 8icario #) 4d anche a 'oma, come in tutta Italia, le grida che maggiormente risuonavano durante le popolari manifestazioni erano$ " 8iva Napoli, 8iva la +icilia, 8iva la Costituzione #) 3a nel 9<;9, commemorando il centenario dell!Bnit, d!Italia in Corino, il primato nelle insurrezioni del popolo siciliano, primo tra tutti, e del popolo napoletano poi, non % stato ricordato e non si % nemmeno sentita la necessit, e il dovere di ricordare la citt, di /alermo e tutta la +icilia, con la presenza ufficiale di suoi rappresentanti) 4ppure /alermo e tutta la +icilia, nel 9:9@, % bene sempre ripetere, ossia mentre l!4uropa subiva la tirannia militare di Napoleone e dei Napoleonidi, pretese ed ottenne da 2erdinando I8 di Borbone rifugiato nell!isola, l!emanazione della prima Costituzione elargita nel continente europeo dopo uella inglese) 4 nel 9:@L a Napoli e a /alermo si iniziarono i moti liberali italiani seguiti poi nel 9:@9 da uelli del /iemonte) Nel 9:=: /alermo e Napoli furono ancora le prime citt, italiane insorte per ottenere la Costituzione) 4 /alermo e Napoli ancora una volta diedero l!esempio a tutti gli altri +tati italiani, e il loro esempio fu imitato e seguito dagli +tati /ontifici, dalla Coscana, da Genova, dal /iemonte, dagli +tati della 8al /adana e dal 1ombardo(8eneto) 3a a Corino nel 9<;9 tutto ci0 non % stato messo nella dovuta luce) Non si capisce se uesto sia avvenuto per cattiva volont, o per involontaria dimenticanza di uel periodo della storia patria) 2orse la seconda ipotesi % la pi* verosimile e giustifica ed incoraggia uesta fatica di aggiornamento della storia del 'isorgimento italiano, affinch% tutti gli Italiani si rendano conto di uanto essi debbano, per la loro libert, e il loro progresso politico, ai fratelli siciliani e napoletani) Capitolo O8III C53/5'CA34NC5 &411!INGJI1C4''A, &411A 2'ANCIA 4 &411!AB+C'IA N4I C5N2'5NCI &411!ICA1IA &B'ANC4 I1 9:=: 1a storia (sia uella ufficiale che uella romanzata) dei moti popolari e delle guerre risorgimentali spesso attribuisce a nazioni straniere, i cui interessi gravitavano nel 3editerraneo, meriti di simpatia e di aiuti a beneficio degli abitanti della penisola italiana, uasi che dette nazioni fossero state governate da benefici arcangeli desiderosi di elargire libert, e felicit, agli altri popoli, senza secondi fini e senza egoismi) 1a verit, % ben diversa) Cutti i governi dei popoli gravitanti, per i loro interessi, nel 3editerraneo, furono contrari o favorevoli all!Italia solo per giovare politicamente e finanziariamente a loro stessi) Calvolta pot% verificarsi il caso che la loro politica coincidesse con uella seguita e desiderata dagli Italiani) A volte invece, sia durante il periodo risorgimentale, come durante la guerra 9<9E(9: e gli anni im( mediatamente seguenti (per fermarci volutamente a tale periodo), accadde che gli interessi loro non coincidessero affatto con i nostri, con tutte le dolorose conseguenze che purtroppo ne derivarono) Bisogna insomma riconoscere che, se % molto difficile imbattersi in animi generosi e altruistici nella cronaca giornaliera della nostra vita, % assolutamente impossibile trovare altruismo e generosit, negli uomini politici di ualsiasi epoca e di ualsiasi continente, in modo particolare durante periodi di accesa politica o addirittura di rivoluzioni e di guerre) Ci0 premesso, vediamo uale sia stato il comportamento dell!Inghilterra e della 2rancia negli anni nei uali ebbero inizio i moti e le guerre del 'isorgimento italiano) 2in dal 9:AL, uando ebbe luogo la con uista dell!Algeria da parte della 2rancia, l!Inghilterra si allarm0 e a mezzo di Wellington fece sapere che$ " l!interesse britannico era uello di mantenere senza mutamento la situazione nel 3editerraneo # e uindi di non potere approvare l!allargamento della potenza francese) Come conseguenza di uesto atteggiamento inglese si arriv0, poco alla volta, alla cessazione dell!intesa gi, esistente tra 2rancia e Inghilterra, sorta uasi spontaneamente dopo il 9:9A per fronteggiare le /otenze della +anta Alleanza) Anzi la Gran Bretagna, sotto la guida del ministro

/almerston, incominci0 ad esplicare una politica perfettamente avversa alla 2rancia, cosa che si rincrudD uando i 2rancesi allargarono la loro azione militare in Africa estendendola al 3arocco) Il ministro /almerston attaccava uindi violentemente in /arlamento il collega ministro /eel Aberdeen perch7 uesti voleva riprendere una politica d!intesa con la 2rancia) In uesta situazione dato che l!Austria e la 2rancia si fronteggiavano ostilmente, poich7 l!Austria temeva un!azione francese per scavalcare le Alpi occidentali attestandosi nella 8al /adana, e la 2rancia vedeva di cattivo occhio il possesso della 8al /adana da parte dell!Austria, l!Inghilterra aveva fiancheggiato l!Austria essendo uesto il suo interesse data la sua inimicizia verso la 2rancia) CosD dopo i moti liberali del 9:@L a Napoli e uelli che seguirono in /iemonte nel 9:@9, l!intervento armato austriaco sia a Napoli che a Corino era stato appoggiato dall!Inghilterra) 4 cosD pure nel 9:A9, in contrasto con la tesi francese del " non intervento # circa i moti nei &ucati e nelle 'omagne, l!Inghilterra appoggi0 l!Austria, e la 2rancia non si mosse in aiuto degli Italiani) Nel 9:=L il 3etternich, ministro austriaco, dichiar0 esplicitamente che in caso di guerra provocata dalla 2rancia, l!Inghilterra era stata incaricata di vegliare sulla sicurezza di tutti gli +tati italiani e di garantirli contro ogni attacco) 5ssia l!Inghilterra aveva l!incarico di fare da carceriere e da boia ai nostri martiri in favore dei loro oppressori) Il ministro 2rancesco Chiers, appunto in vista della eventualit, di una guerra, fece sondare le intenzioni di vari Governi italiani e dovette constatare che la intesa Anglo(Austriaca era bene accetta e saldissima) +olo a Napoli gli approcci francesi trovarono terreno favorevole. e ci0 perch7 'e 2erdinando II era ancora sotto l!irritazione, sia per l!atto di forza compiuto a suo danno dall!Inghilterra uando uella impose il proprio monopolio sugli zolfi siciliani, e sia per il mancato aiuto dell!Austria in tale occasione. cosa uesta che conferma il fatto dell!intesa anglo(austriaca operante contro gli Italiani) 3a nel 9:=; la situazione cambi0 e l!accordo angloaustriaco negli affari italiani si ruppe e il governo inglese sotto la guida di /almerston incominci0 a lavorare contro l!Austria per scalzare la sua influenza nella penisola) Infatti 1ord /almerston non solo approv0 pubblicamente l!indirizzo riformatore liberale assunto da /io IO, ma uando l!Austria occup0 2errara che faceva parte degli +tati /ontiflci, facendo poi delle intimazioni al 'e di +ardegna, espresse il suo biasimo verso l!Austria dichiarando che l!Inghilterra non avrebbe potuto tollerare altri attentati austriaci all!indipendenza dello +tato /ontifiicio e dello +tato +ardo) All!inizio del 9:=:, la crisi politica italiana, avviandosi verso lo stato acuto con le conseguenti concessioni politiche a Napoli, a Corino, a 2irenze e a 'oma, s!intensific0 l!azione antiaustriaca del governo britannico e il ministro austriaco 3etternich era furibondo per l!azione inglese, alla uale faceva risalire la responsabilit, dei rivolgimenti italiani) Nei riguardi per0 dell!insurrezione siciliana, mentre il governo francese avrebbe voluto intervenire a favore di 2erdinando II, l!azione inglese era diretta invece ad assicurare all!isola la situazione creatasi a suo tempo con la concessione della costituzione del 9:9@) All!ambasciatore francese, che chiedeva di essergli compagno di mediazione verso 2erdinando II, 1ord /almerston rispondeva esplicitamente$ " In +icilia la 2rancia e l!Inghilterra hanno interessi di ordine molto diverso #) 4 i 2rancesi ben capirono che l!Inghilterra voleva prepararsi in +icilia una posizione privilegiata dal punto di vista della padronanza del mar 3editerraneo) Naturalmente, come conseguenza di tale orientamento britannico, si manifest0 un riavvicinamento austro(francese suggellato da uno scritto col uale la 2rancia si impegnava ad appoggiare l!Austria nella politica italiana) 1!Inghilterra, uindi, sostenendo i movimenti liberali, mirava a diminuire l!influenza francese nella penisola, a vantaggio della propria) /er0 uando nelle giornate del febbraio 9:=: in 2rancia fu abbattuto il regime conservatore di 1uigi 2ilippo, sostituendolo con una repubblica che si presentava agita(trice e promotrice di movimenti rivoluzionari in tutta 4uropa, allora parve all!Inghilterra che venendosi a di( struggere l!influenza e la dominazione dell!Austria nella penisola, sarebbe aumentata nella stessa l!influenza francese) In conseguenza di ci0 l!atteggiamento, sempre prettamente egoistico

dell!Inghilterra, mut0 radicalmente al punto che lo stesso 1ord /almerston, che fino al febbraio 9:=: si era rivelato infaticabile nel promuovere il movimento liberale italiano, nel marzo e nell!aprile si mise ad operare con tutti i mezzi per limitare ed arrestare lo sviluppo di uel movimento mirante all!abbattimento della potenza austriaca) Quindi il governo liberale inglese assunse una politica conservatrice, moderatrice, diretta a sopire e spegnere ualsiasi incendio politico d!origine francese) /er tale ragione, nella penisola italiana, secondo gli Inglesi, bisognava opporsi al movimento liberale sostenendo invece i vecchi principi di conservazione, unico baluardo contro l!influenza francese in Italia evitando cosD una guerra piemontese contro l!Austria onde impedire ualsiasi ingrandimento francese verso la 1iguria e verso le Alpi) Nel caso poi che la piega degli avvenimenti rendesse inevitabile una guerra piemontese contro l!Austria, occorreva fare in modo che detta guerra portasse alla formazione di uno +tato subalpino capace di difendere la propria indipendenza, ossia capace anche di opporsi all!espansionismo francese) Questo alternarsi di direttive britanniche port0 1ord /almerston a riprendere, nella penisola, la politica di sostanziale fiancheggiamento dell!Austria e ben chiaramente e pubblicamente dichiar0 che$ " in ogni evento, noi non possiamo desiderare di veder l!Austria disfatta e la 2rancia ingrandita #) 4 uindi 1ord /almerston non solo tentava di dissuadere Carlo Alberto dall!idea di una guerra, prospettandogliene la gravita e i pericoli, ma suggeriva anche a Corino l!idea di un accordo fra il /iemonte e l!Austria ( dopoch7 l!Austria avesse concesso riforme nel 1ombardo(8eneto ) per una lega capace di fronteggiare e di respingere l!eventuale tentativo di invasione rivoluzionaria francese al di ua delle Alpi) Quando poi allo scoppio dell!insurrezione di 3ilano, si deline0 la tendenza bellicosa di Carlo Alberto, il rappresentante britannico a Corino, Abercromb>, consigli0 il 'e di +ardegna a conservare la pi* stretta neutralit,, prospettandogli i pericoli derivanti dall!affrontare una potenza uale l!Austria e la responsabilit, in cui sarebbe incorso, di fronte all!4uropa, col farsi aggressore e turbare la pace del continente) +coppiata la guerra gli sforzi del governo britannico tesero a limitarne la durata e l!estensione) A tale scopo l!Inghilterra iniziava anche una serie di pressioni a Napoli per distogliere 2erdinando II dall!idea di cedere agli incitamenti provenienti da varie parti affinch% partecipasse al conflitto) 8erso la fine del marzo 9:=:, 1ord Napier ambasciatore inglese a Napoli si sforzava di evitare una rottura fra il Governo napoletano e l!ambasciatore austriaco e poneva ostacoli all!arruolamento di volontari per la campagna di 1ombardia contro l!Austria, mentre 1ord 3int, inviato straordinario britannico presso il Governo di 2erdinando II, lo invitava ad osservare e rispettare i trattati del 9:9E firmati da tutti gli +tati partecipanti alla +anta Alleanza e uindi a non prendere un atteggiamento ostile alle direttive e agli interessi austriaci) 8edremo poi in un altro capitolo come si svilupp0 l!atteggiamento francese e uello inglese durante la prima guerra d!indipendenza fino alla catastrofe di Novara) 1o scrivente crede che uanto % stato finora esposto gi, possa dare una chiara idea circa l!atteggiamento sempre e naturalmente egoista ed interessato degli +tati stranieri nei confronti dell!Italia e della sua evoluzione) &urante le guerre risorgimentali e nelle due grandi guerre di uesto secolo, sia gli alleati che i nemici, ualun ue lingua parlassero, hanno sempre pensato di usarci come semplici pedine, contenendo i nostri diritti, uando erano nostri alleati, e colpendoli duramente e ciecamente e magari a loro stesso danno, uando eravamo nel campo opposto) Bn solo statista italiano ebbe sempre la visione chiara e precisa di uanto sopra esposto) 4 tale statista % stato Camillo Benso di Cavour) 1ui, rappresentante di uno staterello piccolo per popolazione e per potenza economica, seppe entrare nel gioco delle grandi potenze da pari a pari utilizzando le simpatie e le antipatie e gli interessi altrui, con una finezza ed una eleganza veramente insuperabili) /urtroppo Cavour pot% cominciare a dirigere la politica piemontese solo dopo il 9:=: e, disgraziatamente per noi, morD ancora giovane, mentre la sua opera per le fortune d!Italia, avrebbe dovuto continuare almeno per altri venti anni)

Capitolo OIO 9:=: IN+B''4HI5N4 &41 153BA'&5(84N4C5 /4' 1!IN&I/4N&4NHA ICA1IANA Nell!anno 9:=? in tutta la penisola italiana si manifest0 una grande carestia preceduta da intemperie inconsuete con conseguenti alluvioni. il prezzo delle derrate era aumentato e il malcontento delle popolazioni cresceva per ogni dove) In 1ombardia si richiedevano provvedimenti governativi mentre bande di gente esasperata assalivano carriaggi e barche fluviali che trasportavano grano) 5ssia stava avvenendo uanto, in tutta la storia del mondo, attraverso i secoli, era sempre avvenuto$ lo sviluppo del malcontento popolare provocato dalla miseria che inevitabilmente precede e poi acuisce, il malcontento politico) A 'oma e negli +tati /ontifici si susseguivano e aumentavano d!intensit, le manifestazioni popolari e il 9? luglio truppe austriache, uasi tutte croate, passavano sulla destra del /o ed occupavano 2errara per dimostrare che il governo austriaco era assolutamente contrario ad ogni mutamento politico in senso liberale) 3ossa pi* maldestra e controproducendo non si sarebbe potuta ideare e, peggio ancora, portarla a compimento) /roclamata la repubblica, la 2rancia acclam0 suo /residente il principe 1uigi Napoleone Bonaparte che tanto bene e tanto male doveva poi procurare all!Italia) Il 9; marzo del 9:=: avevano inizio le sommosse di 8enezia con la liberazione dal carcere dei prigionieri politici &aniele 3anin e Nicolo Commaseo. di lD a poco, con l!esodo delle truppe austriache, fu proclamata la 'epubblica di 8enezia con &aniele 3anin presidente) Il 9: marzo ebbe inizio la rivolta di 3ilano contro il governo austriaco, le cui truppe erano comandate dal maresciallo 'adetzK>) &etto maresciallo a furore di popolo fu cacciato da 3ilano con tutti i suoi soldati il giorno @@ marzo, dopo episodi di abnegazione e di eroismo da parte di tutta la popolazione ivi comprese le donne, i giovanetti e i vecchi) I cittadini milanesi caddero in numero di trecento e fra essi la maggior parte erano popolani e studenti) 1e perdite austriache tra morti, fe( riti, dispersi e prigionieri, ammontarono a circa un migliaio di soldati) In poco tempo tutta la 1ombardia, tutto il 8eneto e il 2riuli si ribellarono e scacciarono gli Austriaci e in ogni capoluogo di regione si costituD un governo provvisorio formato dovun ue da cittadini conosciuti come pa(triotti di valore, per intelligenza, cultura e integrit, di carattere) A 3ilano, in attesa che dal /iemonte giungesse la sospirata notizia dell!intervento dell!esercito sardo per completare la definitiva cacciata delle armi austriache oltre i confini naturali della penisola, si lavorava per costituire un esercito lombardo, valendosi di vecchi ufficiali e di volontari provenienti da ogni regione) Naturalmente, non mancarono i dissidi e i contrasti ideologici tra i vari membri del Governo provvisorio milanese e specialmente tra il Cattaneo repubblicano e il presidente Casati favorevole ad un accordo con il governo di Corino. ma tali cose sono inevitabili in un ambiente entusiasta ed eccitato che aveva raggiunto in pochi giorni la realizzazione di uello che era stato un sogno per ogni lombardo, ossia la cacciata dello straniero) &a tutte le parti d!Italia accorrevano volontari e l!ar( rivo pi* inaspettato fu uello della /rincipessa Belgioioso(Crivulzio che era partita dal porto di Napoli alla testa di centocin uanta volontari e, sbarcata a 1ivorno il ; aprile 9:=:, raggiungeva 3ilano) Cali volontari, data l!assoluta ignoranza del popolo lombardo circa l!Italia meridionale, furono dai milanesi battezzati come "calabresi# e furono accolti con grandi applausi ed evviva popolari e, guidati dall!intrepida principessa, sfilarono sotto le finestre del palazzo 3arino) Il presidente Casati si affacci0 al balcone rivolgendo un caldo saluto " ai fratelli sopraggiunti a portare il loro contributo a pr0 della causa comune #, affermando essere " meta di tutti i desideri, l!italica unit, e il +ebeto e l!5lona non irrigare ormai pi* che una medesima terra #) CosD disse, riscuotendo calda approvazione. ma ualche istante dopo alla /rincipessa che gli presentava la piccola schiera volontaria che ella aveva guidato fin l,, e che diceva essere uesta appena l!avanguardia dei centomila italiani che sarebbero volati ad un appello, il Casati replicava spaventato$ " II Cielo ci scampi del soccorso di una tanta armata #) 4 pi* tardi chiuso nel silenzio del suo studio, annunciava all!amico conte di Castagneto l!arrivo della

Belgio(ioso " con una truppa di centocin uanta avventurieri #) 4 perch7 mai " avventurieri se ancora ignorava chi fossero, mentre % fama che tra essi figurassero alcuni giovani delle migliori famiglie napoletane #P 4 dal 9:=: ad oggi l!incomprensione degli italiani del Nord verso uelli del +ud ha sempre rappresentato un ostacolo alla " vera unit, d!Italia #) +e poi teniamo presente che nel 9:;L il ministro Cavour, conversando a Corino (durante due ore di collo uio) col pugliese 1acaita, gli dichiarava di conoscere meglio il popolo, il paese, le leggi ecc) d!Inghilterra che non uelli di Napoli, si pu0 agevolmente capire come il dramma dell!incomprensione tra gli Italiani delle varie regioni abbia radici profonde e lontane tra le stesse classi colte e nella mente e nel cuore di uomini politici insigni come Cavour) 4 uesto studio, mettendo volutamente l!accento sui vari errori divulgati dalla storia ufficiale e sui vari errori divulgati dal pettegolezzo popolare, non ha per fine una critica banale e sterile, ma % fatto solamente per portare, con sincerit,, un contributo alla verit, e uindi alla vera unit, # e comprensione tra gli abitanti di tutte le regioni nonch7 ad un!uguaglianza, nel campo economico e sociale tra tutti i cittadini italiani) A Corino erano giunte da tempo le notizie circa la vittoriosa insurrezione di 3ilano e arrivarono anche degli inviati ufficiali del Governo provvisorio per invocare l!intervento dell!esercito sardo allo scopo di scacciare definitivamente gli Austriaci dall!Italia) 3a erano giunte anche notizie circa i forti contrasti esistenti tra i vari membri del Governo provvisorio perch7 alcuni erano decisamente repubblicani e altri vedevano invece in Carlo Alberto, non solo il beneficio del suo intervento militare, ma il rappresentante dell!istituto della monarchia da loro preferita alla repubblica) /er tali ragioni Carlo Alberto esitava a prendere una decisione, e solo dopo le sollecitazioni di altri inviati, il giorno 9A marzo si mosse a capo del proprio esercito) 1e truppe piemontesi si arrestarono a Novara mentre il generale /assalac ua and0 da solo a 3ilano per sincerarsi personalmente uale era la situazione dal punto di vista politico) +olo il giorno @; marzo a mezzodD al comando del generale Bes cin uemila soldati tra fanteria, cavalleria ed otto pezzi di artiglieria entrarono a 3ilano) I dirigenti milanesi volevano che le truppe proseguissero subito per raggiungere gli Austriaci, che si ritiravano oltre Brescia, ma nonostante le loro insistenze il generale Bes si mosse in direzione di Creviglio solo il giorno @?) I generali piemontesi mancavano di carte topografiche e di ualsiasi studio sui forti di /eschiera e di 8erona e, se ci0 non bastasse, la maggior parte dei soldati era sprovvista di cappotti, e gli stessi uomini di prima linea abbisognavano di istruzione, mentre i pi* anziani ( uelli di riserva) non sapevano nemmeno maneggiare il fucile, dato che, uando avevano prestato il loro primo servizio si usavano i fucili a selce e invece dal 9:=A erano in uso i fucili a percussione, a loro sconosciuti) II 'e aveva assunto il comando supremo dell!esercito coadiuvato dal ministro della guerra 2ranzini) 3a le cose procedevano poco bene, come lamentava lo stesso principe ereditario 8ittorio 4manuele, lasciato addietro con una divisione di riserva) 1!avanzata era lenta e difficile e il Casati a 3ilano il AL marzo dichiarava che le mosse dell!esercito sardo non riscuotevano la fiducia del Governo provvisorio " vedendo spesso abbandonati gli animosi volontari che potevano correre gravi pericoli, non trovando nell!esercito alleato uell!appoggio e uella pronta assistenza che, dopo le promulgate solenni dichiarazioni, i lombardi avevano il diritto di aspettarsi #) 1!otto aprile i soldati piemontesi si incontrarono col nemico a Goito e combatterono eroicamente. ma, purtroppo, incominciarono a giungere notizie sconfortanti da Belluno e da Bdine rioccupate dalle truppe austria(che, le uali avevano raggiunto il /iave) A 8enezia era stata dichiarata la repubblica nonostante le opposizioni degli emissari del governo di Corino, e a 3ilano dove era rimasto il ministro della guerra di Carlo Alberto, generale 2ranzini, grande era il disaccordo tra uesti e il Casati circa il modo di organizzare l!esercito lombardo) Canto che a un certo punto il Casati scriveva al di Castagneto una vivace missiva dove erano in evidenza frasi

simili a uesta$ " Bna leva meravigliosa di diciottomila uomini ( lombardi ) rischier, di andare al diavolo per merito del generale 2ranzini. se fosse un austriaco pazienza, ma % pure una testa italiana #) 3ancavano le armi e le divise, di fucili ce ne erano duecentomila a selce che a stento e molto lentamente si potevano trasformare in fucili a percussione) +ulla fine del mese di aprile, a scaglioni giungevano a Bologna i volontari delo +tato pontificio, i uali, secondo i voti di /io IO, dovevano limitarsi a salvaguardare i confini dello +tato senza passare il /o) 3a il generale &urando, comandante di tali volontari, mand0 il colonnello 3assimo &!Azeglio da Carlo Alberto per proporre l!avanzata dei suoi volontari e poco dopo raggiunse Cre( viso (@< aprile) e combatt% a 3ontebelluna e a Cornuda) 1!esercito sardo al comando del 'e Carlo Alberto si era concentrato nei pressi di 8erona con lo scopo di impadronirsi di uelle fortificazioni, ma, nonostante l!indomito valore dimostrato dai soldati e dagli ufficiali, l!azione, mancando la concorde esecuzione degli ordini (mandati ai vari reparti ma ricevuti in ritardo), non ebbe esito felice) /rima di concludere la narrazione degli avvenimenti militari riguardanti la prima guerra per l!indipendenza, % bene passare ad esaminare nel capitolo seguente il comportamento dei vari +tati italiani in tale periodo storico e l!atteggiamento delle potenze straniere nei confronti del nostro /aese) Capitolo OO C53/5'CA34NC5 &4G1I +CACI ICA1IANI 4 &4114 /5C4NH4 +C'ANI4'4 &B'ANC4 1A Ia GB4''A &41 'I+5'GI34NC5 N411!ANN5 9:=: II granduca di Coscana, dopo aver mandato nel marzo del 9:=:, dei volontari in 1ombardia, subito utilizzati dal 'e Carlo Alberto nei pressi di 3antova, il E aprile chiamava alle armi duemila giovani e riforniva di divise e di armi alcune centinaia di volontari siciliani giunti a 1ivorno agli ordini di Giuseppe 1a 3asa) Intanto a 'oma si trascinavano le trattative (sollecitate da /io IO ) per addivenire alla costituzione di una " 1ega italiana # i cui scopi ancora non erano chiari) Infatti, mentre per i pi* accesi fautori di ideali patriottici e repubblicani, tale 1ega doveva mirare alla cacciata degli Austriaci e alla creazione di una repubblica con alla testa nientedimeno che il /apa, per i pi* tiepidi e moderati, e forse anche per la stessa +anta +ede, la 1ega avrebbe dovuto limitarsi, almeno in un primo tempo, alla creazione di un!unione doganale) 3a il raggiungimento di un risultato concreto lo si riteneva difficile soprattutto per la politica procrastinatrice dei ministri sabaudi accreditati a 'oma) Il Governo napoletano era stato consigliato dai suoi rappresentanti presso le Corti degli altri +tati italiani a non rimanere passivo dinanzi al movimento patriottico delie popolazioni della penisola e a dimostrarsi sollecito a fiancheggiare i Governi di Corino, 2irenze e 'oma, nella guerra d!indipendenza dallo straniero) Aderendo a tali consigli, dopo avere, nel mese di marzo, inviato per via mare a 1ivorno, una colonna di vo(lontari che una volta sbarcata proseguD a piedi verso la 8alle del /o, Napoli decise di preparare la partenza verso il Nord d!Italia di alcuni battaglioni (complessivamente ;)LLL uomini)$ "onde fossero impiegati secondo le oc(correnze che potrebbero presentarsi #) Contemporaneamente inviava una s uadra di navi da guerra nell!Adriatico per farla incrociare davanti a 8enezia in attesa dello svolgimento degli eventi) Il conte 1udolf ambasciatore di Napoli presso la +anta +ede, si era affrettato a chiedere al Governo romano l!autorizzazione di far passare i soldati napoletani attraverso i territori dello +tato /ontificio) Il Cardinale Antonelli mand0 subito un corriere a 2irenze chiedendo il nulla(osta affinch% tali truppe potessero proseguire la marcia attraverso la Coscana e tale nulla(osta arriv0 a 'oma il A9 marzo e fu subito comunicato a Napoli) Il 9: aprile giungeva a 'oma una missione napoletana rappresentante il 'egno borbonico al Congresso degli +tati italiani che doveva riunirsi per la creazione di una 1ega italica) Cale Congresso era stato sollecitato dal /apa e il Governo di Napoli aveva dato prova di

buona volont, facendo partire i propri pleni(potenziari) Il Granduca di Coscana si era dichiarato favorevole, a tale 1ega, ma il Governo +ardo dichiarava al principe di /alazzolo, ambasciatore di 2erdinando II, che la cosa non sembrava opportuna e uguali dichiarazioni erano fatte al Nunzio pontificio a Corino) Napoli invece si dichiarava anche pronta ad accedere ad una 1ega doganale, gi, stabilita di massima fin dall!autunno precedente, e dava istruzioni al proprio rappresentante affinch% al 'egno borbonico fossero conservate uelle preminenze che gli erano dovute per la sua importanza " come il pi* esteso e potente +tato d!Italia # e uindi fossero fissati precisi accordi politici e finanziari per la partecipazione dell! esercito napoletano " ai movimenti guerrieri dell!Italia superiore #) I plenipotenziari napoletani furono poi ricevuti dal /apa il uale dichiar0 apertamente$ " Io non solo approvo la 1ega, ma la riconosco necessaria. per uesto ho invitato pertanto i sovrani di Napoli, di Coscana e di +ardegna a concluderla. disgraziatamente il Governo di Corino si mostra restio. spero tuttavia che piegher,, giacch7 senza di esso nulla si pu0 fare #) Continuando il suo dire /io IO lament0 " come fosse sempre vivo, tra gli Italiani, lo spirito municipale ed espresse il voto che la 1ega, uando fosse istituita, contribuisse a calmare certe furie popolari e certe opinioni esorbitanti. forse anche i malumori siciliani ne sarebbero chetati #) &!altra parte i governi di 'oma, 2irenze e Napoli vedendo prolungarsi l!assenza dei rappresentanti di Corino a 'oma, non riuscivano a capacitarsi perch7 mai dovessero far combattere i propri soldati, spendere molto denaro e correre i pi* gravi rischi, unicamente perch7 il 'e di +ardegna ac uistasse nuovo e maggiore dominio in Alta Italia e diventasse tanto forte e potente da poter minacciare, in un successivo momento, l!esistenza e l!indipendenza delle altre regioni italiane) 4, data la riluttanza del /iemonte ad entrare nella 1ega, la preoccupazione del 'e, dei /rincipi e della stessa +anta +ede, non si poteva certo giudicare infondata) 5ttenuto il permesso di far passare le proprie truppe attraverso il territorio della +anta +ede, il Governo di Napoli, sperando anche prossima e sicura la formale conclusione della 1ega italica, decideva di mandare rapidamente anche per via di mare, ad Ancona un forte contingente di truppe in direzione dell!Alta Italia, comunicando al Cardinale Antonelli, segretario di +tato di /io IO, la sua decisione) 3a tale direttiva napoletana non veniva approvata da 'oma, che non voleva mettersi apertamente contro l!Austria e nello stesso tempo temeva che 2erdinando II una volta entrato con le truppe nella regione marchigiana, confinante con gli Abruzzi, la volesse poi occupare definitivamente) &opo altre insistenze del Governo di Napoli, la +anta +ede concedeva il libero passaggio delle truppe borboniche purch7 si attestassero sulle rive del /o, senza attraversarle) 1o stesso ordine il /apa dava al generale &urando, comandante delle truppe pontificie, perch7 " nella sua ualit, di /ontefice non voleva prendere parte alla guerra tra il 'e di +ardegna e l!Austria, tranne che per la difesa dello +tato /ontificio #) Questo anche perch7, "nella dannata ipotesi che l!Austria avesse vinto la guerra, si sarebbe poi impadronita anche dei territori appartenenti alla Chiesa. oppure i popoli spaventati avrebbero chiamato in Italia i 2rancesi e in tal caso si sarebbe avuta un!invasione francese e repubblicana#) Naturalmente sia il Governo di 8ienna che uello di 3onaco, facevano conoscere al /apa la loro indignazione contro +ua +antit, considerata il protettore, l!ispiratore, il padre dell!Italia ribelle e guerreggiante) A 'oma, oltre ai rappresentanti del Governo di Napoli, si erano stabiliti anche uelli della +icilia (Giuseppe 1a 2arina, Cosimino /isani e 3ichele Amari) i uali ultimi volevano raggiungere un duplice scopo. ossia essere ammessi alla 1ega italica e ottenere dal /apa il riconoscimento dell!indipendenza siciliana, e uindi del Governo di /alermo) Attorno alla +anta +ede i contrasti tra i vari governi della penisola e tra Governi e popolazioni cattoliche di lingua tedesca (Baviera ed Austria) e Governo romano, aumentavano sempre pi* mentre i ministri laici del governo di 'oma venivano tenuti all!oscuro di uanto /io IO andava maturando dentro di s7 per uscire da tale difficile situazione) Il @< aprile /io IO tenne al palazzo del Quirinale il Concistoro segreto e nello stesso giorno si sparse in citt, la notizia della allocuzione pronunciata in latino dal +anto /adre)

Quanto il testo dell!allocuzione venne pubblicato in lingua italiana un senso di smarrimento si propag0 nelle popolazioni italiane e nei vari governi, mentre invece i rappresentanti dei governi di Austria a 'oma manifestarono entusiasticamente la loro soddisfazione) Quanto era successo non era che la conclusione inevitabile ( anche se non auspicabile in uel momento cosD difficile per l!Italia) della ubriacatura romantico(sentimentale e patriottica suscitata fin dal 9:=? dall!atteggiamento umano, ma sopratutto religioso, di /apa /io IO appena eletto dal Conclave) 1a sua invocazione " &io benedica l!Italia # si prestava certamente alle illazioni e alle illusioni di tutti uegli italiani che aspiravano ad una vita nazionale libera da stranieri e vagheggiavano riforme politiche e sociali. cosa, del resto, che avveniva presso tutti i popoli europei) 1a fantasia e l!entusiasmo sono cose bellissime, ma la realt, % sempre molto distante dai moti del sentimento) Il /apa capo di una rivoluzione politica, addirittura poi di una federazione repubblicana (per i pi* accesi tra gli Italiani) e incoraggiante guerre contro +tati stranieri e cattolici era - e cosD doveva essere - una utopia) 1a +anta +ede allora, come prima di allora, e come adesso, % la tutrice di tutti i cattolici e non pu0, parteggiare per uno +tato cattolico contro un altro +tato cattolico) 5ggi a tanta distanza di tempo e con animo pi* sereno % bene ricordare e metter in evidenza il testo della lettera inviata da /io IO all!Imperatore austriaco) 4ccolo$ "3aest,, fu sempre consueto che da uesta +anta +ede si pronunciasse una parola di pace in mezzo alle guerre che insanguinano il suolo cristiano, e nella Nostra allocuzione del @< decorso, mentre abbiamo detto che rifugge al Nostro cuore paterno di dichiarare una guerra, abbiamo espressamente annunciato l!ardente Nostro desiderio di contribuire alla pace) Non sia dun ue discaro alla 3aest, 8ostra che Noi ci rivolgiamo alla +ua piet, e religione, esortandola con paterno affetto a far cessare le sue armi da una guerra che, senza poter ricon uistare all!Impero gli animi dei 1ombardi e dei 8eneti, trae con s7 la funesta serie di calamit, che sogliono accompagnarla e che sono da lei certamente abborrite e detestate) Non sia discaro alla generosa Nazione tedesca, che Noi la invitiamo a deporre gli odii e a convenire in utili relazioni di amichevole vicinato una dominazione che non sarebbe nobile, n7 fe( lice, uando sul ferro unicamente riposasse) CosD Noi confidiamo che la Nazione stessa, onestamente altera della nazionalit, propria, non metter, l!onor suo in sanguinosi tentativi contro la Nazione italiana. ma lo metter, piuttosto nel riconoscerla onestamente per sorella, come entrambe sono figliole Nostre e al Cuor Nostro carissime. riducendosi ognuna ad abitare ciascuna i naturali confini con onorevoli patti e con la benedizione del +ignore) /reghiamo intanto il &atore di ogni lume e l!Autore di ogni bene, che ispiri la 3aest, 8ostra di santi consigli mentre dall!intimo del cuore diamo a 1ei, a +ua 3aest, l!Imperatrice e all!Imperiale famiglia, l!Apostolica benedizione #) Questa lettera nobile ed italiana e, al di sopra delle umane passioni, a tanta distanza di tempo, non pu0 non essere ammirata da tutti, credenti e non credenti) In conclusione /io IO comunicava agli Austriaci con stile aulico e solenne, come si conveniva al Capo della Chiesa cattolica, uanto i Garibaldini cantarono dal 9:E: in poi andando all!assalto delle posizioni nemiche, ossia$ 8a fuori d!Italia, 8a fuori o stranier 1e case d!Italia son fatte per noi 4 l, sul &anubio le case dei tuoi ))) 1e parole e la forma sono notevolmente diverse, ma la sostanza % la stessa) +ia l!inno di Garibaldi che la lettera di +ua +antit, dicevano agli Austriaci che era giunta l!ora di andarsene e che era sacrosanto diritto degli Italiani di governarsi da soli) 3a /io IO aveva scritto tali concetti dieci anni prima che 3ercantini scrivesse l!inno di Garibaldi, e a tale lettera l!imperatore austriaco non seppe replicare per semplice fatto che sapeva di essere dalla parte del torto) +e si vuole scrivere una critica storica, uale vuole essere uesta, vicina il pi* possibile alla verit,, non si pu0 che dire la verit, anche se tale verit, pu0 far piacere a ualcuno e dispiacere a molti altri) 4 la verit, % uesta$ che /io IO, tanto deprecato dai liberali italiani, nei confronti dell!Imperatore absburgico e senza sollecitazioni da parte di chicchessia aveva saputo interpretare il sentimento popolare italiano dicendo chiaramente con la massima autorevolezza, che gli Austriaci dovevano ritirarsi oltre i confini naturali della penisola) 1a +icilia dal gennaio 9:=: era retta da un governo autonomo la cui maggiore preoccupazione (oltre a uella di riordinare il /aese creando dal

nulla, esercito, finanze, sicurezza pubblica, tribunali ecc)) era rappresentata dalla volont, di fare riconoscere il Governo di /alermo, dai governi esteri e principalmente da uelli italiani) 1a cosa non era n7 semplice, n7 facile) 1!Inghilterra governata da un gabinetto liberale presieduto da 1ord 'ussel, con 1ord /almerston ministro degli 4steri, era favorevole alle riforme liberali avvenute nei vari stati della penisola italiana e contraria a ualsiasi intervento austriaco contro l!indipendenza dello +tato /ontifDcio e di uello +ardo) In conseguenza di ci0 l!Austria si riavvicinava politicamente alla 'ussia e alla 2rancia, essendo ueste Nazioni le tradizionali rivali dell!Inghilterra nel 3editerraneo) Nei riguardi della rivoluzione siciliana, mentre il Governo francese avrebbe voluto intervenire in favore di 2erdinando II, l!azione inglese era diretta ad assicurare all!isola la situazione della costituzione del 9:9@) All!ambasciatore francese a Napoli che chiedeva all!ambasciatore inglese di essergli compagno in cui un!opera di mediazione rispondeva che " in +icilia, la 2rancia e l!Inghilterra, hanno interessi di ordine completamente diverso #) Naturalmente l!azione inglese faceva nascere il sospetto, non certo infondato, che l!Inghilterra volesse consolidare una propria posizione privilegiata in uel punto importantissimo del 3editerraneo) 4 d!altra parte la 2rancia si era gi, impegnata verso l!Austria ad appoggiarla nella sua politica contro i movimenti liberali italiani) 3a spazzato via da /arigi il governo conservatore di 1uigi 2ilippo e istituita la 'epubblica, il ministro inglese 1ord /almerston, gi, fautore del movimento liberale italiano, preoccupandosi della popolarit, e della simpatia che avrebbero potuto verificarsi in un!Italia liberale, verso la 'epubblica 2rancese, si mise all!opera con tutti i mezzi per arrestare il movimento italiano in uanto tale movimento mirava all!abbattimento della potenza austriaca, con conseguenze inevitabilmente favorevoli per una maggiore influenza francese nel 3editerraneo) Quindi 1ord /almerston si preoccup0 di agire in tutti i modi per impedire lo scoppio di una guerra piemontese contro l!Austria e, una volta scoppiata, limitarla ad arrestarla al pi* presto$ ostacolando i movimenti italiani in modo che non prendessero carattere repubblicano, e soprattutto, opponendosi a ualsiasi ingrandimento francese verso Nizza e verso la +avoia, cio% verso i facili passaggi eventuali di truppe francesi verso la pianura del /o) 5ra uesto programma portava logicamente 1ord /almerston a riprendere nella nostra penisola la politica di sostanziale fiancheggiamento dell!Austria, cosa uesta che era stata abbandonata negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della rivoluzione del uarantotto che, iniziata in +icilia, si era propagata per tutta l!Italia) /ertanto 1ord /almerston tentava di dissuadere Carlo Alberto dall!idea della guerra, prospettandogliene i pericoli, e presentava anche a Corino, l!idea di un accordo fra il /iemonte e l!Austria, (dopo che l!Austria avesse concesso riforme al 1ombardo(8eneto) per formare una 1ega capace di fronteggiare e ributtare l!eventuale tentativo di invasioni rivoluzionarie francesi al di ua delle Alpi) Quando, dopo le gloriose Cin ue Giornate milanesi, la tendenza bellicosa di Carlo Alberto si deline0 in modo ben chiaro, un!azione pacifista fu tentata a Corino dal rappresentante britannico Abercromb>, il uale consigliava la pi* stretta neutralit,) Naturalmente le pressioni inglesi per una politica pacifista furono anche dirette verso 2erdinando II di Napoli per opera di 1ord Napier per convincerlo a non mandare truppe in 1ombardia cosa che, secondo l!ambasciatore inglese, sarebbe stata una forma d!intervento negli affari interni di un altro paese, non dissimile e uindi altrettanto deplorevole, dall!intervento dell!Austria negli affari di Napoli ventilato da 8ienna al principio del 9:=:) Inoltre 1ord Napier, subdolamente domandava al marchese &ragonetti, ministro degli esteri napoletano ( riguardo al futuro assetto della 1ombardia, ualora uesta provincia venisse staccata dai domini austriaci ) se rispondesse agli interessi napoletani l!annessione della 1ombardia al 'egno di +ardegna$ Non solo, ma il suddetto 1ord Napier faceva balenare il pericolo delle eventuali future vendette austriache per l!intervento armato napoletano nel movimento di cacciata degli stranieri dall!Italia) Altro che " governo borbonico negazione di &io # definito poi da un uomo politico inglese I I 1!Inghilterra faceva, come ha sempre fatto, il suo gioco e i governi dei vari +tati italiani diventavano, alternativamente, ottimi od orrendi a seconda degli interessi inglesi del momento nel

uale si coniavano uelle definizioni) In +icilia, dichiaratasi libera ed indipendente, retta da 'uggiero +ettimo e dal " Generale /arlamento di +icilia # la situazione non era n7 semplice, n7 facile) Il disordine nelle provincie e nelle stesse maggiori citt, era veramente preoccupante avendo numerose bande di armati, guidate da persone incolte e feroci, preso il sopravvento sugli stessi governanti e sulle forze di polizia) 3a un folto numero di persone egregie, colte e devote alla causa della /atria, lavorava dentro e fuori del /arlamento, per il bene della +icilia) 2ra tali eminenti personaggi, oltre a 'uggiero +ettimo, % doveroso ricordare +tabile, 1a 2arina, 1a 3asa, Crispi, Correarsa, &ella Cerda, Butera e +erradifalco) A uesti uomini, fieramente decisi a mantenere l!indipendenza della +icilia nei confronti del governo borbonico, % dovuta la seguente dichiarazione fatta dal /arlamento siciliano in data 9A aprile 9:=:) Il /arlamento dichiara$ 9G 2erdinando di Borbone e la sua dinastia sono per sempre decaduti dal trono di +icilia) @G 1a +icilia si regger, a governo costituzionale e chiamer, al trono un /rincipe italiano dopo che avr, riformato il suo +tatuto) In un primo tempo era opinione dei +iciliani d!invitare un principe della Casa regnante di Coscana a sedere sul trono siciliano. ma poi le preferenze furono per il &uca di Genova secondogenito di Carlo Alberto) 1e trattative, mai prese troppo sul serio dalla Casa +avoia, furono poi interrotte definitivamente data la cattiva fortuna della guerra in atto fra il 'egno di +ardegna e l!Austria) 'inac uero cosD le speranze e i timori (a seconda del punto di vista dal uale veniva esaminata la situazione) di un inevitabile assoggettamento della grande isola all!influenza di una nazione straniera) 1e nazioni europee che avevano opposti interessi nei confronti della +icilia erano soprattutto la 2rancia e l!Inghilterra) 1a 2rancia non approvava la scelta di un principe savoiardo per il trono siciliano e gli emissari della +icilia a /arigi riferivano per iscritto al loro governo in uesti termini$ " l!ingrandimento di Carlo Alberto in Italia non incontra il favore di uesto Governo. e la scelta di un principe toscano al trono di +icilia sarebbe pi* accetta #) Invece l!Inghilterra avrebbe preferito un principe sabaudo onde rafforzare maggiormente il potere di tale dinastia per ostacolare uno sviluppo dell!influenza francese in Italia sia nel 3editerraneo che nella 8alle /adana) 3a il precipitare degli avvenimenti bellici in 1ombardia spinse il &uca di Genova a declinare l!offerta della corona) Quando il generale 2ilangieri fu mandato da 2erdinando II a ricon uistare la +icilia, dove con dolorosi lutti espugn0, l!: settembre 9:=:, la citt, di 3essina e nel maggio 9:=< riuscD a far capitolare /alermo (nonostante l!opera di mediazione franco(britannica), apparve evidente come la precedente rivalit, della 2rancia e dell!Inghilterra si fosse trasformata in aperta collaborazione in senso neutrale suscitando amare delusioni nel Governo siciliano, il uale aveva sognato di poter contare sopra un continuo e sicuro appoggio da parte delle potenze occidentali) 1e potenze occidentali (2rancia e Inghilterra) allora, come prima e come dopo, pensavano solo a tutelare i propri interessi e dato che l!Austria era risultata vinci(trice nei confronti del /iemonte, e uindi con rafforzata posizione in Italia, e, pi* ancora, dato che la 'ussia, la formidabile 'ussia di Nicola I, aveva interesse a sostenere 2erdinando II per soddisfare i propri desideri espansionistici nel 3editerraneo, non era pi* conveniente sia per la 2rancia che per l!Inghilterra seguitare ad occu( parsi degli insorti siciliani e uindi la +icilia fu abbandonata a se stessa, da un giorno all!altro, con grande amarezza per i patriotti e con grande soddisfazione per 2erdinando I1 &!altra parte, al di fuori e al di sopra dello stesso modo di agire dei francesi e dei britannici, % doveroso riconoscere che l!opera ferma e decisa di 2erdinando II, alla luce degli avvenimenti del 9:;L, non si pu0, dal punto di vista dell!unit, dell!Italia, biasimare) Infatti se la +icilia fosse stata nel 9:;L - retta da un governo indipendente dai Borboni, ma nella sfera politica dell!Imperatore francese o della 'egina d!Inghilterra, l!opera dell!unificazione di tutte le regioni italiane in un unico +tato, sarebbe risultata di maggiore difficolt, se non addirittura di impossibile compimento) +e poi ci vogliamo soffermare, anche per un solo istante sull!accusa da sempre rivolta a 2erdinando II di non aver mai capito che l!Bnit, di tutte le regioni della /enisola in un unico +tato era il destino

inevitabile ed anche prossimo per gli Italiani, e uindi lui era, tra l!altro, colpevole di non essersi fatto promotore di tale movimento unitario, % bene ricordare che in tale atteggiamento antiunitario si trovava in buona compagnia) Infatti il grande Cavour parlando di &aniele 3anin che nel 9:=< da 8enezia, lanciava l!idea unitaria, proprio il grande Cavour, cosD si esprimeva$ " 3anin % un utopista ))) 8uole l!unit, d!Italia ed altre corbellerie ))) #) 4 nel 9:;L l!opera di Garibaldi, che non era un politico, ma un eroe trascinatore di eroi e uindi un poeta, e non un uomo da tavolino, sorprese Cavour e lo costrinse alle pi* impensate acrobazie per impedire che l!Bnit, fosse solo merito di Garibaldi, e soprattutto per impedire che detta Bnit, si concludesse col dono del pi* grande regno della penisola, fatto dall!" avventuriero # Garibaldi, a 8ittorio 4manuele II e uindi con grande scorno per i politici e per i militari di Corino) Capitolo OOI I1 9:=: A NA/51I &opo la concessione della Costituzione, avvenuta il I5 febbraio del 9:=:, nelle regioni meridionali (1ucania /uglie e Calabrie), l!agitazione politica invece di calmarsi si aggrav0, sia per le notizie, propagatesi rapidamente, dell!avvenuta proclamazione della repubblica in 2rancia, sia per la caduta del 3etternich in Austria e per l!esito entusiasmante della rivolta di 3ilano con la cacciata degli Austriaci dopo le " Cin ue Giornate #) I contadini reclamavano la divisione delle terre demaniali e i circoli politici della borghesia crescevano di numero, manifestando tendenze ultra democratiche e, a Co(senza, in un convegno tenuto in un pubblico teatro, &omenico 3auro e Benedetto 3usolino inneggiavano senza veli di sorta all!avvento della repubblica) A Napoli, pur esprimendosi in termini pi* cauti, il fermento era notevole e cominciava a dare preoccupazioni ai 3inistri in carica, anche perch7 uesti erano venuti a conoscenza che nel +alernitano si inneggiava alla repubblica e in alcuni paesi era stata piantato " l!albero della libert, #) Alcuni deputati della Camera, eletti nelle varie circoscrizioni del 'egno, partecipavano nel loro intimo a tali esagerazioni politiche, ma la maggioranza, pi* colta e pi* avveduta, manteneva un contegno riservato e prudente) Cra i pi* moderati % doveroso ricordare una serie di uomini illustri, tra cui Carlo /oerio, /as uale +tanislao 3ancini, Gabriele /epe, +averio Baldacchini, 8incenzo 1anza, /aolo 4milio Imbriani, Giuseppe /isanelli, 8incenzo &!4rrico, Giuseppe 3assari, 1orenzo &e Conciliis, +ilvio +paventa, 'affaele Conforti, Antonio +cialoia, Giacomo +avarese, Carlo Cro>a e &omenico &e Cesaris, dei uali alcuni ricoprirono le pi* alte cariche dello +tato dopo il 9:;L) /ochi giorni prima della seduta inaugurale del /arlamento, nella capitale erano affluiti da tutte le parti del 'egno uomini di ogni condizione insieme ai neodeputati) Cra uesti molti calabresi, pugliesi e lucani erano accompagnati da amici ed elettori, taluni dei uali armati) Cali arrivi, veramente impensabili in occasione dell!inaugurazione di un /arlamento, dettero la stura ai commenti e alle previsioni le pi* fantastiche, non escluso il timore di tumulti o, addirittura, di tentativi di proclamazione della repubblica e uindi di abbattimento della monardbia) 2issato nel 9E maggio il giorno dell!apertura del /arlamento, fu deciso che tale solenne cerimonia avesse luogo nella storica chiesa di +an 1orenzo ove, dopo la celebrazione di una 3essa, il +ovrano avrebbe rinnovato il giuramento di osservare la Costituzione, indi il 3inistro di Grazia e Giustizia avrebbe letto la formula del giuramento e i membri tutti delle due Camere ( uella dei &eputati eletti dal popolo e uella dei /ari, eletti dal 'e ) avrebbero prestato anche loro il giuramento sul 8angelo) &opo di che il 'e avrebbe pronunciato il discorso del trono) 1a formula del giuramento comprendeva la promessa di osservare e difendere nel 'egno delle &ue +icilie la religione cattolica apostolica romana, unica religione dello +tato. di osservare e fare osservare la Costituzione del 9L febbraio. di osservare le leggi in vigore e uelle che sarebbero state approvate successivamente. di non fare o tentare alcuna cosa contro la Costituzione e di serbare fedelt, al sovrano) 3a alcuni deputati riunitisi in casa del loro vicepresidente 8incenzo 1aura decisero di non accettare la formula del giuramento e ne proposero un!altra, ossia uesta$ " giuro di

professare la religione cattolica apostolica romana. di professare e mantenere lo +tatuto politico della Nazione con tutte le riforme e le modificazioni che verranno stabilite dalla rappresentanza nazionale massimamente per ci0 che riguarda la Camera dei /ari. di adempiere al mandato ricevuto dalla Nazione e con tutte le mie forze di procurare la sua grandezza e il suo benessere. cosD facendo &io mi premi altrimenti me lo imputi#) Cale giuramento evitava ogni accenno alla +icilia, ribadiva un!unica religione e dava alla rappresentanza nazionale la facolt,, esplicita e senza limiti, di riformare la Costituzione) In sostanza i deputati volevano trasformare il /arlamento in una vera e propria Assemblea Costituente autorizzata ad apportare ogni modifica, anche la pi* azzardata, allo +tatuto emanato dal +ovrano il 9L febbraio) I ministri diedero le dimissioni e nella reggia, fra il 'e, i ministri e alcuni uomini eminenti fra cui il deputato Cacace, il pari Canciulli, l!autore dello +tatuto 2rancesco /aolo Borrelli e anche un francese da uaranta anni naturalizzato napoletano, tale 3aurizio &upont, uomo di esemplare rettitudine invitato dal ministro +cialoia, si inizi0 uno studio per proporre un!altra formula di giuramento che allargasse il potere del /arlamento, senza aggiungere la formula proposta dai deputati. formula rivoluzionaria e che ualsiasi regime costituzionale, a cominciare da uello del 'egno di +ardegna, avrebbe senz!altro rigettato) &opo discussioni laboriose il 'e scrisse di sua mano una nuova formula da proporre al /arlamento. formula che, nel punto controverso, suonava cosD$ " prometto e giuro di osservare e di far osservare inviolabilmente la Costituzione della 3onarchia promulgata ed irrevocabilmente sanzionata da noi, nel dD 9L febbraio 9:=:, salvo tutto ci0 che sar, legalmente sanzionato nello svolgere lo +tatuto, ai termini dell!articolo E del programma del A aprile #) I ministri se ne dichiararono soddisfatti e ritirarono le loro dimissioni) 'ecatisi &upont e il deputati Cacace e 8acca con tale formula a 3onteoliveto, dove molti deputati erano riuniti, uesti trovarono accettabile la nuova formula proposta, allorch7 sopraggiunse il deputato 1a Cecilia ad annunziare che erano cominciati movimenti di truppa) Bscirono per le strade alcuni deputati che si incontrarono col deputato Gabriele /epe ( uello che rintuzz0 in duello le offese lanciate dal 1amartine contro il popolo italiano), ma movimenti di truppe non se ne videro) +i vide invece molta folla esaltata e alcuni forsennati assalirono Gabriele /epe, con le armi in pugno. poi gridavano " all!armi # e, facendo battere un tamburo, impedivano all!eroico generale di farsi ascoltare) Naturalmente di tale fermento popolare (che gi, aveva fatto sorgere barricate in vari punti della citt,, forzando portoni delle case per fare uscire carri e carrozze dai cortili e impossessandosi di confessionili e di sedie in varie chiese) arriv0 notizia alla 'eggia, dalle cui finestre gi, si vedevano le prime barricate nell!ultimo tratto di Coledo verso la piazza +) 2erdinando) Invano Gabriele /epe e 5ttavio &e /iccolelli, deputato e colonnello uest!ultimo della Guardia Nazionale, cercarono di calmare gli animi. perch7 fatti segno ad ingiurie e minacciati con i fucili corsero alla 'eggia, dove il 'e ordin0 che le truppe non dovevano uscire e se ualche reparto in seguito ad e uivoco fosse uscito sarebbe stato immediatamente ritirato e dispose che il /epe e il &e /iccolelli andassero dai pi* autorevoli deputati affinch% uesti facessero togliere le barricate, dando nello stesso tempo la notizia che il 'e rinviava il giuramento dal giorno dell!inaugurazione a uello della verifica dei poteri) Questa notizia fu accolta con entusiasmo e con abbracci dai deputati che ancora si trovavano riuniti a 3on(teoliveto e con la decisione di pubblicare un proclama col uale, fra l!altro, si invitava la popolazione a far scomparire le barricate) Alcuni deputati, fra i uali +ilvio +paventa, Nicola &e 1uca, +tefano 'omeo, Giuseppe Gallotti e il Carducci andarono dove le barricate erano costruite cercando di persuadere i rivoltosi a demolirle, ma furono male accolti, ingiuriati e accusati di essere traditori, venduti al Governo e ualcuno fu anche minacciato di morte) 3a ormai i calabresi e i siciliani, con i loro amici giunti armati nella Capitale, avevano preso il sopravvento. erano persone sconosciute ai patrotti napoletani e respingevano i consigli di prudenza e raziocinio) Cutto ci0 avveniva all!alba del giorno 9E maggio$ alle sei del mattino il grosso delle truppe usciva dai uartieri ed andava ad occupare le posizioni assegnate) +oldati disarmati tentarono di rimuovere alcune barricate, ma dovettero desistere di fronte ai fucili spianati dei rivoltosi) Ad un certo momento un colpo partD inavvertitamente da un tale che vicino ad

una barricata di via Coledo teneva l!arma al braccio. subito altri colpi partirono dalla barricata di +) 2erdinando e un soldato e un ufficiale caddero gravemente feriti) 1a tragedia era cominciata. i promotori della rivolta inutile e sciocca rimasero sconosciuti. i morti, i feriti, i saccheggi, gli incendi furono infiniti) 1a Camera rimase in continua seduta tentando di arrivare ad una conciliazione fra ribelli e 'eggia, ma invano) 1a forza militare ebbe ragione della rivolta e il 'e, spontaneamente, per buon senso politico, cerc0 di mostrarsi moderato) 3a % indubbio che la rivolta era stata sostenuta da uelli che il +ettembrini definD "pochi stolti scapigliati# e la madre dei due /oerio battezz0 "il partito dei pazzi #) 1a libert, e il progresso sono cose che si pagano a caro prezzo. e in tale prezzo vanno compresi anche gli errori dei fanatici e degli sconsigliati che con i loro eccessi invece di accelerare il movimento di evoluzione spesso lo ritardano e lo rendono pi* difficile) Qualun ue possa essere il giudizio circa l!operato di 2erdinando II % pur sempre lecito domandarsi uale, in un caso simile, sarebbe stato il contegno di ualsiasi altro sovrano europeo nell!anno 9:=:) Certo che 8ittorio 4manuele II di fronte a un tentativo di trasformare la Camera dei &eputati in una Costituente con poteri riformatori senza limiti, non avrebbe certamente subito tale prepotenza e avrebbe usato la stessa energia da lui messa in atto nel 9:=< facendo bombardare Genova che si era ribellata al Governo di Corino) +bagliarono politicamente i /arlamentari napoletani a domandare a primo colpo la riforma radicale del testo del giuramento. e sbagliarono sia per l!indisciplina dei pi* accesi, sia per la completa mancanza di pratica politica dei pi* ragionevoli) 1a politica % un!arte difficile ed % stata definita " l!arte del possibile #) 3a gli esaltati non volevano capire e i moderati e i pi* colti erano alle prime prove parlamentari e, uindi, " la difficile arte del possibile # era a loro completamente sconosciuta) Capitolo OOII G1I A884NI34NCI 3I1ICA'I &41 9:=: 1a guerra contro l!Austria, iniziata con grande entusiasmo dal /iemonte e che tanto fervore di consensi aveva ricevuto dalle popolazioni italiane, si dimostr0, dopo alcuni felici episodi, una guerra diffDcile dovendola combattere contro un esercito bene attrezzato, con grandi riserve di uomini e di armi e, soprattutto, con unit, guidate da generali provetti sia per cultura militare che per esperienza bellica) /urtroppo, mentre i soldati dell!esercito sardo e i volontari ad esso affluiti da tutte le regioni italiane si battevano con grande valore e con spirito di abnegazione, i uadri, specie nei gradi superiori e, peggio ancora, in uelli dei generali che avevano la responsabilit, della condotta della guerra, non erano adeguati al loro compito) 5ssia erano tutti composti da persone valorose e sprezzanti del pericolo fino al sacrificio, a cominciare da Carlo Alberto e dai suoi figli, ma molto poco capivano di strategia ed erano incapaci di studiare piani di operazioni e di metterli in pratica) Basta leggere il prolisso discorso tenuto alla Camera dei &eputati a Corino il 9= luglio 9:=: dal ministro della guerra generale 2ranzini (dove fra l!altro si notano dichiarazioni da far rizzare i capelli in testa anche al lettore contemporaneo), per rendersi conto della totale impreparazione dell!esercito sardo 9L) Naturalmente, una guerra condotta con generali incapaci e con una deficiente preparazione non poteva avere successo e il @? luglio, sedici giorni dopo il discorso del ministro della guerra a Corino, l!esercito sardo subiva la disfatta di Custoza) Cale disfatta era stata del resto paventata dall!associazione genovese conosciuta come il " Circolo Nazionale #, il cui presidente Cesare Cabella aveva scritto a Carlo Alberto affinch% " venissero cambiati i generali imbecilli e retrogradi che tanto compromettevano le sorti della guerra # e altrettanto paventata era stata da 'oberto d!Azeglio allorch7 manifestava ai suoi amici del giornale " 'isorgimento # la sua persuasione che " il 'e comprometteva, con la sua incapacit, militare, le sorti dell!esercito e della causa italiana #) &i li a poco, di errore in errore, si giunse alla disfatta, accompagnata dagli incidenti incresciosi avvenuti a 3ilano contro Carlo Alberto e conclusa con

l!armistizio firmato il = agosto del !=: dal generale Capo di +tato 3aggiore +alasco per Carlo Alberto e dal 3aresciallo austriaco Jess) 1!armistizio non aveva limiti di tempo e poteva prolungarsi indefinitamente col patto di essere denunciato otto giorni prima di riprendere le ostilit,) Capitolo OOIII 14 25'H4 A'3AC4 B5'B5NICJ4 4 15'5 /A'C4CI/AHI5N4 A11A GB4''A &41 9:=: /arte della flotta da guerra borbonica era stata in un primo momento mandata ad incrociare, con uella sarda, davanti al porto di Crieste, per bloccare i movimenti eventuali della flotta austriaca, mentre il generale Guglielmo /epe, nominato da 2erdinando II comandante in capo dell!armata napoletana di spedizione per l!alta Italia, partito il = maggio da Napoli sbarcava in Ancona l!: maggio e secondo le di lui previsioni solo per la fine del mese l!intero corpo di spedizione sarebbe stato riunito sulla riva destra del /o) Canto il /epe che il suo collaboratore /oerio si lamentavano dell!organizzazione dei loro reparti. ma, evidentemente, ai due comandanti faceva velo il loro caldo appassionato amore per la causa dell!indipendenza italiana, poich7 la spedizione napoletana era stata una sorpresa imprevedibile e poco gradita per i sovrani borbonici, anche perch7 poteva procurare solo enormi spese, turbamenti politici nei rapporti con una grande potenza come l!impero austriaco, ed era stata sconsigliata reiteratamente dai diplomatici inglesi e dalle autorit, religiose) 4 dato che la guerra poteva accrescere solo la potenza del 'egno +abaudo, la dinastia borbonica ne avrebbe ricavato unicamente enormi dispendi e danni politici con grande sacrificio di vite umane) Ci0 premesso, % doveroso far presente come l!opera svolta dai due battaglioni del O reggimento di linea borbonico e dal battaglione di volontari napoletani fu superiore ad ogni elogio, sia per il valore delle truppe che per le doti militari degli ufficiali, i uali spesso supplirono con la loro iniziativa alla scarsezza o all!incon(gruenza degli ordini dati dai generali piemontesi) In modo particolare vanno ricordati il colonnello Cesare 'ossaroll e Carlo /oerio che il 9A maggio rimasero feriti in combattimento di fronte a 3antova) Nel uarto volume della " +toria del 'isorgimento italiano # di Cesare +pellanzon si pu0 constatare come per venti volte, da pagina E=: a pagina E:L, i combattenti di Curtatone e 3ontanara sono sempre citati come " i valorosi Coscani e Napoletani #) 3a nella storia ufficiale, e specie in uella ad uso delle scuole, i Napoletani sono ignorati, come ignorato % il valoroso comportamento del colonnello 'odriguez, comandante di uno dei due battaglioni del O reggimento borbonico u) +ull!obelisco eretto nei pressi di Curtatone e 3ontanara in ricordo degli accaniti combattimenti passati alla storia come le " battaglie di Curtatone e 3ontanara # sono scolpiti solo i combattenti toscani, mentre sono stati volontariamente ignorati i combattenti napoletani) 6 ora che a tali eroi venga resa giustizia e che la citt, di Napoli provveda essa stessa ad onorare uei caduti per l!Bnit, d!Italia, con una apposita stele da erigersi a lato del monumento che ricorda i fratelli toscani) Napoletani e toscani combatterono e caddero insieme per la stessa causa e per lo stesso ideale. furono eroi gli uni e gli altri. furono uniti nel sacrificio e nella gloria$ uniamoli finalmente nel ricordo, superando l!ingiustizia campanilistica dei loro contemporanei che distribuivano gloria e biasimo secondo gli interessi personali, ignorando volutamente giustizia e lealt,) Quando il generale napoletano Guglielmo /epe arriv0 con i suoi armati nelle vicinanze del /o, gli giunse da Napoli l!ordine di ritirarsi con tutte le truppe e rientrare nel 'egno) 4ra gi, noto come 2erdinando II a malincuore aveva acconsentito a mandare i propri soldati a combattere, unitamente alle truppe sarde, contro l!esercito austriaco) Questa sua riluttanza era mossa soprattutto dal fatto che durante le trattative svoltesi a 'oma, per iniziativa di /io IO, al fine di costituire una 1ega tra tutti gli +tati italiani, si era verificata l!impossibilit, di dar vita a tale 1ega per la mancata adesione del governo di Corino) Quel governo temeva che, costituendo la 1ega, 2erdinando II, data l!importanza del suo 'egno, ne avrebbe avuto i maggiori vantaggi e Corino non voleva passare in seconda linea nei confronti di Napoli) 3a era certamente assurdo il pensare che uno +tato dell!importanza di uello delle &ue +icilie potesse insistere in guerra senza sapere uali sarebbero stati i vantaggi e i rischi e le spese da incontrare)

Ciononostante, cedendo alle pressioni dei liberali napoletani, 2erdinando II aveva aderito a mandare delle truppe e ottenuto, non facilmente, il permesso di farle passare attraverso i territori pontifici, il corpo d!esercito napoletano pot% finalmente partire) /oi malauguratamente a Napoli avvenne la rivolta del 9E maggio 9:=:) In seguito a tale rivolta 2erdinando II giudic0 imprudente mantenere delle forze militari fuori dei propri confini, sia per assicurare l!ordine nella penisola, sia anche per provvedere a debellare definitivamente la rivoluzione siciliana che aveva con uistato l!intera isola e dette perci0 l!ordine di far rientrare a Napoli tutte le truppe che si trovavano al Nord) Guglielmo /epe non riuscD a convincere i propri soldati a non eseguire gli ordini regi e solo con pochi valorosi e con essi il capitano 4nrico Cosenz (il futuro primo grande Capo di +tato 3aggiore dell!esercito italiano) corse a 8enezia dove fu nominato Comandante di tutte le forze di terra di uella gloriosa citt, assediata dagli Austriaci) Anche il O reggimento di linea che aveva servito onorevolmente a Goito e a 3ontanara a fianco dei +ardi e dei Coscani partiva per far ritorno nel 'egno meridionale, essendo sempre stato trattato con molta freddezza dai commilitoni dai uali si staccava) I volontari napoletani, disgustati perch7 a paragone dei combattenti toscani di Curtatore e 3ontanara pochi dei loro erano stati decorati al valore, partivano protestando, e andavano a 8enezia a mettersi a disposizione di Guglielmo /epe) Carlo Alberto era molto avvilito vedendo che il suo prestigio era completamente perduto nei confronti degli Italiani di tutte le regioni) 3a non teneva conto che la Corte +abauda e il Governo di Corino avevano sistematicamente lasciate cadere tutte le proposte degli altri Governi italiani dirette a stabilire le basi e i limiti di una cooperazione comune per la guerra) Al Congresso di 'oma nell!aprile del !=: i delegati piemontesi erano stati attesi inutilmente, e i napoletani che vi erano andati dovettero rientrare nel 'egno borbonico affatto delusi) 6 assai dubbio se un ualche accordo sarebbe stato mai raggiunto, giacch7 troppi interessi particolari e antitetici tra loro dividevano i /rincipi regnanti nei diversi +tati d!Italia) 3a poteva Carlo Alberto, cui non erano sconosciute le forme tradizionali della diplomazia e la ragione di vita degli +tati, credere che un governo indipendente potesse consentire all!invio della totalit, delle proprie forze armate a sostegno di un!impresa guerresca, cominciata da un altro +tato, potenzialmente rivale, uando mancava una precisa convenzione politica e militare, che attribuisse all!uno o all!altro dei /rincipi contraenti, una determinata porzione di oneri e di beneficiP 6 ben vero che uesta guerra era stata proclamata guerra santa per la liberazione dell!Italia dallo straniero, e, considerata sotto uesto aspetto ideale, il disinteresse e la generosit, dovevano guidare le azioni di tutte le Corti italiane) 3a chi aveva mai dato il buon esempioP Il 'e sardo allo scoppio del conflitto aveva solennemente proclamato che lui accorreva con il suo esercito a dare l!aiuto che il fratello offre al fratello, senza nulla chiedere, senza nulla patteggiare. ma il 2ranzini, suo ministro della guerra, fece chiaramente intendere ai 8eneti che se non avessero deciso l!unione con gli +tati +ardi era impossibile che il 'e esponesse le sue truppe e gravasse le proprie finanze per liberare citt, e provincie che si mostravano cosD riluttanti a darsi in braccio al Governo di Corino) Quando il 2ranzini si esprimeva in tal modo non si potevano certamente criticare gli altri Governi della penisola, i uali sostanzialmente si rifiutavano di seguitare a contribuire alla guerra contro l!Austria, ignorando uali pesi avrebbero dovuto sopportare e uali vantaggi ne avrebbero ottenuto i propri sudditi) 4ra impossibile che Carlo Alberto ignorasse tutto ci0, e i posteri non possono imputare al re 2erdinando II la colpa di non aver voluto l!Bnit, d!Italia, dato poi che uesta fantasmagorica Bnit, era capita e voluta solo da pochi, e lo stesso Cavour, come abbiamo gi, detto, considerava un utopista &aniele 3anin (mazziniano) perch7 " voleva l!Bnit, d!Italia ed altre corbellerie #) Carlo Alberto, dopo la sconfitta, dovette uscire alla chetichella da 3ilano, di notte, e riparare oltre il Cicino e, come % stato gi, detto, il giorno nove agosto il generale +alasco a 3ilano firmava a nome del 'e un armistizio con il maresciallo austriaco Jess) Capitolo OOI8

9:=< Concluso l!armistizio i Coscani constatarono con doloroso stupore che del Granducato e del suo esercito, che fino all!ultimo aveva combattuto fianco a fianco con uello sardo, non si faceva nessun cenno. nessuna clausola garantiva l!incolumit, del territorio granducale, il uale sarebbe rimasto interamente alla discrezione del vincitore, se non fossero tempestivamente intervenuti i rappresen( tanti della 2rancia e della Gran Bretagna) Cale comportamento del /iemonte giustificava ancora una volta, e completamente, 2erdinando II e le sue esitazioni, in un primo tempo, di acconsentire ad inviare un corpo d!esercito nella valle del /o, e successivamente giustificava l!ordine da lui impartito affinch% tale corpo rientrasse nei confini dello +tato Napoletano) Anche a 'oma gli effetti dell!armistizio furono disa(strosi, dando luogo ad una grande diffidenza verso lo stesso /io IO e riaccendendo gli spiriti repubblicani in tutto lo +tato /ontificio. spiriti repubblicani che incitavano la pubblica opinione contro Casa +avoia accusata di volere non l!Bnit, d!Italia, ma l!accrescimento della propria potenza con l!annessione della 1ombardia e dei granducati e uindi di tutta la florida pianura padana) A Corino, il 9: febbraio 9:=<, si aprD la seconda legislatura del /arlamento subalpino e in essa ebbe il sopravvento il partito della guerra immediata, nonostante l!assoluta impreparazione dell!esercito sia nelle armi che nei uadri e nella istruzione delle classi anziane richiamate in servizio) 1!Italia centrale e gli +tati romani erano in preda alla anarchia, il /apa si era ritirato a Gaeta sotto la protezione di 2erdinando I1 1eopoldo di Coscana, prima si rifugi0 a +iena, poi a /orto +anto +tefano e in ultimo se ne and0 anche lui a Gaeta, uando a 2irenze si proclam0 la Costituente italiana) A Corino, mentre tutti volevano la guerra, l!unico uomo di buon senso a non volerla era il patriota, pittore e scrittore 3assimo d!Azeglio, il uale insisteva affinch% si concludesse la pace con l!Austria) Carlo Alberto e il suo Governo, data la cattiva prova fornita dai generali piemontesi, si preoccuparono di assoldare un generale straniero che desse maggiore affidamento per capacit, di comando) Non avendo trovato nessun francese disposto ad assumersi tale onere, fu assol(dato un polacco$ il generale CrzarnoVsK>, il uale entr0 in campagna distaccando un!intera divisione, uella del generale 1a 3armora, a +arzana, al di l, dell!Appennino) Cale divisione avrebbe dovuto scavalcare lNAppennino e gettarsi nel granducato di /arma alle spalle del nemico) /rogramma fantasioso che ignorava come sarebbe stato necessario, prima di ogni altra cosa, fare il maggiore impeto possibile contro l!esercito austriaco, con tutte le forze disponibili, in un solo punto) Cale errore lo si rileva da uanto scrisse a uei tempi il maggiore 'affaele Cadorna ( uello di /orta /ia), padre di 1uigi Cadorna della guerra 9E(9:) Con tale balzana idea del generale polacco, rimase in parte sguarnita la posizione detta " la Cava # nella valle del Cicino. e lD avvenne lo sfondamento austriaco con la conseguente disfatta di No vara) 4 dovendo trovare un capro espiatorio si incolp0 il generale 'amorino di non avere eseguito esattamente gli ordini ricevuti per iscritto e a voce, uesti annullando in parte uelli) A disastro avvenuto, 'amorino fu fucilato. ma la verit, % che non bisognava dare ordini in forma tale da rendere possibili illazioni e iniziative personali da parte di chi doveva interpretare tali ordini e soprattutto non bisognava inutilizzare una intera divisione a +arzana, oltre lNAppennino, uando tutta la truppa disponibile doveva essere impiegata per impedire agli Austriaci di entrare in /iemonte) 4 un altro appunto % doveroso fare all!operato dello ChrzanoVsK> ed % uesto$ il generale polacco prima di iniziare le ostilit, visit0 tutto il fronte, ma tralasci0 di ispezionale il punto nevralgico, ossia uello dove avrebbero dovuto piazzarsi le truppe agli ordini del 'amorino. la posizione pi* pericolosa e pi* importante del fronte) Colpa gravissima uesta del generale polacco, anche perch7 detto generale aveva dichiarato di non avere fiducia nel 'amorino) 1o spirito delle truppe piemontesi, purtroppo, all!entrata della nuova guerra non era molto elevato. come non molto elevato era uello di molti ufficiali) Cutti fecero per0 il loro dovere e pagarono con la vita o con ferite la loro partecipazione ad una

guerra che si presentava difficile e con scarse possibilit, di successo, anche perch7 il concetto seguito dallo ChrzanoVsK> nel preparare il piano d!operazioni non teneva conto esclusivamente delle ragioni militari, ma, soprattutto, era influenzato dalle ragioni politiche) 4 il concetto era uello ispirato da Carlo Alberto) 5ssia bisognava evitare che in 1ombardia si sviluppasse una ualsiasi insurrezione autonoma che rimettesse in dubbio la legittimit, del dominio sabaudo) Bisognava uindi rag( giungere 3ilano al pi* presto, insediarvi un!autorit, che derivasse i propri poteri non da un moto popolare, ma dal regno dell!Alta Italia) Come mai un generale straniero, da poche settimane in Italia, era gi, al corrente dei sottofondi politici delle operazioni militari e vi attribuiva maggiore importanza di uella attribuitavi dai ministri e dai generali piemontesiP Come mai egli, " ignoto ai pi*, senza ascendente su ufficiali che non lo stimavano e su soldati che non lo potevano amare, appoggiato solamente da alcuni patriotti in diretto contatto col 'e #, riuscD a far prevalere il suo piano di concentramento intorno a NovaraP 4videntemente vi era ualcuno che lo sosteneva, ualcuno il cui parere poteva prevalere su tutti gli altri$ cio% Carlo Alberto) Carlo Alberto voleva la guerra per motivi personali e dinastici, e voleva risollevare il proprio prestigio onde evitare che la 1ombardia, in caso di successo, facesse un!affermazione di volont, autonoma) Il piano del generale polacco era il piano dinastico$ non fare nulla che potesse compromettere l!interesse regio$ rinunciare anche ai vantaggi strategici pur di dimostrare che la 1ombardia veniva liberata da Carlo Alberto) 3a % dovere riconoscere che i figli del 'e si comportarono da valorosi. il duca di Genova ebbe tre cavalli feriti e il duca di +avoia non fu da meno del fratello) Carlo Alberto, vedendo delinearsi il disastro militare, cerc0 la morte sul campo, ma non l!ottenne e, avvenuta la disfatta, il @A marzo abdic0 in favore del primogenito duca di +avoia, il futuro 8ittorio 4manuele II, primo 'e d!Italia, e partD in esilio per il /ortogallo dove morD di dolore il @: luglio dello stesso anno) Conseguenza di tali tragici avvenimenti, che modificavano sostanzialmente la situazione politica dell!Italia del Nord, fu che 2rancia e l!Inghilterra si trovarono fianco a fianco per salvare il /iemonte da troppo gravose condizioni di pace, da parte dell!Impero Austriaco) Il @; marzo 9:=< gli inviati francesi ed inglesi, insieme, si presentarono a 'adetzK> per ottenere la sospensione di una eventuale marcia su Corino) 4 l!accordo tra le due potenze era perfettamente logico) Intervenire era per la 2rancia necessit,, perch7 salvare il /iemonte significava impedire il progresso dell!influenza austriaca verso le Alpi$ ed era necessit, per l!Inghilterra, perch7 uno schiacciamento totale del /iemonte da parte dell!Austria, avrebbe fatalmente spinto la 2rancia ad opporsi, e sarebbe allora scoppiata uella conflagrazione generale, ad evitare la uale il Governo britannico aveva tanto fatto dal 9:=: in poi) Il Governo britannico non ignorava che il ministro francese Bastide aveva dichiarato il proposito di uel Governo di difendere la frontiera del Cicino con la stessa energia con cui avrebbe difeso uella del 8aro) Quando il @< luglio 9:=<, discutendosi le condizioni della pace, 'adetzK> intim0 a Corino, pena la ripresa della guerra, che entro uattro giorni si firmasse un accordo, il Governo francese diresse a 8ienna una energica nota, con la esplicita dichiarazione che se il /iemonte fosse stato attaccato, la 2rancia lo avrebbe difeso) /almerston, informato dal Governo francese di uesto passo e richiesto se l!Inghilterra vi si sarebbe associata, afferm0 di non poter arrivare a tanto e dichiar0 all!ambasciatore francese che " il Governo britannico il cui interesse non %, in tale uestione, uguale al vostro, pu0 prestare al /iemonte soltanto appoggio morale e diplomatico #) 4 ueste sono le vere ragioni per le uali il 'adezsK>, comandante del fortissimo esercito austriaco, accett0 di sottoscrivere il trattato di pace offerto dal giovane 'e +abaudo, il uale aveva sotto il suo comando un!armata sfiduciata e in via di decomposizione mentre il suo piccolo regno si dibatteva, demoralizzato, fra difficolt, politiche ed economiche enormi) &opo Novara, l!influenza austriaca nel resto della penisola non solo riprese le vecchie posizioni, ma le accentu0 col rapido e vittorioso intervento per le restaurazioni dei vecchi Governi in Coscana, in 4milia, nelle 1egazioni e nelle 3arche)

&a uesto minaccioso sviluppo dell!azione e dell!influenza austriaca la 2rancia trasse la ragione determinante della sua politica estera, per l!intervento contro la 'epubblica romana) 1uigi Bonaparte aveva interesse di accattivarsi il partito clericale francese oltre a uello di impedire l!appesantirsi eccessivo dell!influenza austriaca su tutta la penisola) &!altra parte il segretario di +tato pontificio, nei collo ui avuti col rappresentante francese in Gaeta, aveva fatto capire al Governo di 2rancia che mancando o riluttando la 2rancia, il /apa avrebbe chiesto e sicuramente ottenuto aiuti da 8ienna) CosD avvenne la spedizione che cominci0 a fabbricare gli anelli della pesante catena con la uale il destino di Napoleone III venne legato alla uestione romana, nella uale l!azione britannica si limit0 ad esortazioni e consigli di moderazione al /apa, alla 2rancia e agli stessi dirigenti della 'epubblica) 4 altrettanti consigli di moderazione e di una rapida intesa con l!Austria mandava l!Inghilterra a 3anin limitandosi ad assistere alle vicende attraverso le uali l!Austria mirava a riprendere la vecchia posizione nella penisola) /roseguendo la valorosa resistenza della 'epubblica romana contro l!esercito francese che assediava la citt,, il governo inglese consigliava al governo romano di accordarsi con la 2rancia, e di riaccettare il /apa, esigendo garanzia di libert,. al /apa consigliava di mettersi in armonia con i sudditi. alla 2rancia di premere sul /apa in modo da distorglielo dall!atteggiamento reazionario) 1a caduta di 8enezia, avvenuta il @E luglio del 9:=< dopo diciassette mesi dalla cacciata degli Austriaci dalla laguna, commosse stranieri ed italiani) &aniele 3anin, basterebbe il solo fatto di avere lanciato tale idea e di e come tale propugn0 l!idea dell!Bnit, d!Italia) 1!Bnit, d!Italia era il sogno di Giuseppe 3azzini e basterebbe solo il fatto di avere lanciato tale idea e di averla affermata per lunghi anni in /atria e in esilio, per rendere 3azzini meritevole della riconoscenza di tutti gli Italiani) 3a tale idea era capita da pochi patriotti e da nessun governante) In /iemonte uasi tutti gli uomini politici, e si allude anche ad uomini politici di ingegno e in buona fede, come Cavour e d!Azeglio, consideravano tale idea " un!utopia #) Giuseppe 3azzini l!apostolo dell!Bnit, d!Italia, conclusa detta Bnit,, morD a /isa in una modesta casetta di via della 3addalena, il 9L marzo del 9:?@, celato sotto il nome di BroVn, ospite di Giannetta Nathan 'ossetti) 1!Bnit, d!Italia, da sogno di pochi, era diventata la realt, di tutti gli Italiani, mentre l!apostolo di tale idea moriva da esule in /atria) Caduta 8enezia, i difensori in parte si poterono salvare e in parte furono catturati e portati prigionieri nella fortezza di Alessandria temporaneamente in mano agli Austriaci, i uali molto si erano meravigliati nel constatare come un cosD esiguo numero di combattenti giovanissimi, e male armati, avesse tenuto in scacco l!esercito imperiale per tanto tempo) 3a i volontari difensori della 'epubblica veneta erano eroi comandati da eroi) 4d % bene che in uesto scritto, che vuoi rendere giustizia agli Italiani del meridione, vengano ricordati insieme a Guglielmo /epe anche suoi conterranei, uale il colonnello Cesare 'ossarol, battezzato dai 8eneziani come " l!Argante della laguna #, colpito dal fuoco austriaco mentre il @? giugno 9:=< dirigeva la batteria del piazzale centrale del ponte che univa 8enezia alla terraferma. e va ricordato anche Alessandro /oerio del uale si disse che trov0 la morte tra un canto e una battaglia) 3a l!ammirazione dei posteri deve anche andare ad 4nrico Cosenz (comandante di una colonna di volontari a 3arghera e a 3estre), capitano borbonico coltissimo in arte militare e che divenne nel 9::@ e fino al 9:<A il primo Capo di +tato 3aggiore dell!esercito italiano al uale, come vedremo in appresso, i combattenti del !9E(!9: e l!Italia tutta debbono essere riconoscenti per il suo acume, per la sua cultura militare e per la sua uasi profetica previsione di avvenimenti ancora molto lontani nel futuro) 5ltre a uesti valorosi e colti ufficiali napoletani che contribuirono alla difesa di 8enezia % doveroso anche non dimenticare i fratelli Carlo e 1uigi 3ezzacapo) Carlo 3ezzacapo partecip0 poi alla guerra del 9:;; come generale di divisione insieme al Cosenz e finD la sua carriera come generale di Corpo d!Armata dell!esercito italiano) Nella narrazione degli avvenimenti bellici del nord Italia (9:=: e 9:=<) % doveroso esaminare uale fu il comportamento delle popolazioni italiane lombarde, venete e friulane in tale periodo) 1e popolazioni di tali regioni ebbero un contegno completamente diverso a seconda se appartenessero

a centri cittadini importanti o alle campagne, o se fossero colte o incolte) +ta di fatto che da 3ilano a Bdine i cittadini colti ( uelli che oggi vengono definiti borghesi) erano per la maggior parte antiaustriaci e partecipanti di persona alla lotta contro lo straniero) Alcuni ricchi borghesi, di cui alcuni nobili, erano, sia materialmente che sentimentalmente, legati al Governo austriaco) Il popolo delle citt, seguiva largamente i borghesi nella rivolta contro lo stra( niero. nelle campagne la situazione era molto diversa) Il contadino, il piccolo agricoltore, non capiva il movimento antiaustriaco, anche perch7, amministrativamente parlando, il governo austriaco appariva poco criticabile) Il contadino nella guerra vedeva la distruzione delle messi e il disordine nei poderi, la distruzione di case e del patrimonio zootecnico. in poche parole, il disordine materiale e morale che gli eserciti combattenti, in ogni epoca, portano nei territori dove passano) Inoltre, tranne poche sublimi eccezioni (vedi Bgo Bassi, don Giovanni 8erit, e i martiri di Belfiore, don Giovanni Grioli, don Bartolomeo Grazioli, don 4nrico Cazzoli), il clero era austriacante e tale, nel Crentino, fu anche durante la guerra 9<9E(9<9: 9@) Nella prima guerra d!indipendenza i contadini non capivano e uindi non apprezzavano uando stavano facendo i combattenti italiani, convinti che la guerra era voluta " dai sciuri # ( nelle provincie lombarde ) o " dai siori # (nelle provincie venete), tanto che in zone cosD ricche dal punto di vista agricolo i combattenti mal serviti dalla cattiva organizzazione dell!esercito sardo soffrivano letteralmente la fame e la sete. non solo, ma uando videro ritirarsi definitivamente i combattenti italiani i contadini erano lieti perch7 dicevano$ adesso arrivano i nostri, ossia gli Austriaci) 4 lo stesso Garibaldi, durante la campagna del 9:;;, dovette amaramente constatare che le accoglienze fattegli dalle popolazioni trentine erano fredde, mentre uelle da lui ricevute nell!Italia meridionale, sei anni prima, erano state appassionate e piene di travolgente entusiasmo) Capitolo OO8 I1 9:=< A '53A 4 BNA 'I&IC51A 14GG4N&A 1a figura di Garibaldi, specie come intrepido combattente, % talmente grande che trasformare uno sfortunato episodio di guerra in una grande vittoria contro un esercito di ben 9E)LLL soldati % una cosa ridicola ed insultante la stessa memoria del nostro 4roe nazionale) 5ccorre uindi ristabilire la verit, dei fatti circa la ritirata dal 1azio dell!esercito borbonico, iniziata il 9? maggio 9:=<, e circa il breve scontro avvenuto a 8elletri il 9< maggio tra alcuni reparti di volontari comandati da Garibaldi e la retroguardia borbonica) Abbiamo visto come la 2rancia di 1uigi Napoleone volesse assumere la tutela del /apato e del territorio dei suoi +tati) +e la 2rancia facesse uesto per opportunit, politica interna, dato che il partito clericale era forte e sostenuto dall!Imperatrice 4ugenia, o lo facesse per evitare un eccesso di potenza nel 3editerraneo della marina inglese, a noi pu0 anche non interessare) Quello che % certo % che Napoleone III voleva il monopolio della tutela del /apato, contro gli Austriaci che avevano organizzato un corpo di spedizione di volontari, e infine contro 2erdinando II di Napoli, il uale, ospitando +ua +antit, nella fortezza di Gaeta ed avendo ormai debellata la rivoluzione siciliana, si sentiva costretto moralmente (ma senza nessun entusiasmo) ad intervenire anche lui per restituire alla Chiesa la sua millenaria sede) 3a la ritirata dell!esercito borbonico dalle posizioni dei colli Albani, dove si era attestato, era stata causata da fatti che non avevano niente a che fare con le possibilit, o meno dei repubblicani di 'oma di sconfiggere e mettere in fuga tale esercito) 2erdinando II, uando i 2rancesi sbarcarono a Civitavecchia, aveva loro inviato come suo rappresentante il colonnello &!Agostino, col compito di allacciare rapporti col generale 5udinot e di combinare e coordinare con uesto l!azione dei due eserciti) +ulle prime la cosa era parsa fattibile, tanto che il generale francese si era dichiarato disposto a studiare una collaborazione) 3a in appresso, dopo il voto dell!assemblea francese del ? maggio e dopo che il Governo di /arigi aveva inviato al generale 5udinot l!ordine di non associare all!impresa le truppe napoletane, il generale aveva lasciato cadere l!offerta di collaborazione) Al 'e 2erdinando

parve poi che la situazione diventasse insostenibile uando i 2rancesi sospesero le ostilit, e si misero a trattare con la 'epubblica 'omana, attraverso il 1esseps (il tagliatore dell!istmo di +uez) inviato a 'oma, con lo scopo di guadagnare tempo e permettere il sopraggiungere di rinforzi francesi a Civitavecchia) Il giorno 9? maggio 2erdinando II dette uindi l!ordine alla propria armata di ritirarsi completamente entro le frontiere napoletane e ivi osservare e attendere lo sviluppo degli avvenimenti) Non % ui il caso di soffermarsi sui dissidi sorti tra il comandante in capo delle truppe romane generale 'osselli e il colonnello /isacane, da una parte, e Garibaldi dall!altra) +e avesse ragione 'osselli che imputava a Garibaldi una ripetuta disobbedienza ai suoi ordini o avesse ragione Garibaldi, ui non si vuole e non si pu0 giudicare non avendo elementi che possano permettere un e uo giudizio) Quello che % certo % che tra 'osselli e /isacane, che criticavano Garibaldi, (che aveva voluto di propria testa assalire i borbonici) e Garibaldi che si ribellava alla loro critica, rimase un!inimicizia insanabile) Garibaldi col suo reparto forte di due o tre mila uomini ebbe il 9< maggio scontri con i borbonici. ma i borbonici avevano ricevuto l!ordine di rientrare nel territorio napoletano fin da due giorni prima. e uindi tali scaramucce avvennero solo contro reparti che dovevano impedire il disturbo del movimento di ritirata iniziato dal 9? maggio) Ancora una volta si pu0 constatare come spesso nelle guerre la leggenda sia contraria alla verit,) 'iferisce Gustavo +acerdote nella sua "8ita di Giuseppe Garibaldi #$ Garibaldi stava rifocillandosi uando ecco sopraggiungere da 8elletri a briglia sciolta un lanciere$ Generale, dalla citt, sboccano in massa cavalleria e fanteria) 4ra successo che 'e 2erdinando, vista avanzare con tanta temerariet, l!avanguardia garibaldina, aveva dato l!ordine al generale Casella di disturbarne la marcia) 4 immediatamente dopo si impegn0 un vivace combattimento tra la cavalleria borbonica ed i famosi lancieri di 3asina) 8edendosi improvvisamente di fronte ad una colonna molte volte pi* forte, i belli e valorosi lancieri, che altra volta diedero prova luminosa della loro impavida prodezza, sono presi da un inaspettato panico e voltano la briglia) 3anca 3asina, il loro duce, che % al comando dell!intera legione) Accorre allora Garibaldi, il uale, indignato, si slancia contro a loro, si pone di traverso alla loro strada, e col gesto e con la voce tonante, cerca di fermarli) &ietro a lui sta Agu>ar, il moro) &ue statue e uestri, di marmo bianco l!una, di bronzo l!altra) 3a nella lotta sfrenata i lancieri non riescono pi* a trattenere i corsieri. e pochi istanti dopo, uomini e cavalli cadono su Garibaldi e il suo moro, travolgendoli e calpestandoli #) Insomma per un puro miracolo Garibaldi non fu ucciso dagli zoccoli dei cavalli e dei lancieri di 3asina ossia dei lancieri della 'epubblica 'omana, messi in fuga dalla cavalleria e dalla fanteria borboniche che chiudevano la ritirata del loro esercito) /resente al fatto d!arme che poteva dare cosD funeste conseguenze per la storia d!Italia, privando il 'isorgimento di tanto formidabile eroe uale Garibaldi, era una compagnia di volontari ragazzetti romagnoli al comando di /aolo 'amorino, chiamata la compagnia della +peranza) Cale compagnia fece impeto contro i soldati borbonici i uali, eseguita la carica contro i lancieri di 3asina, si ritirarono come, del resto, era gi, stato loro ordinato) Garibaldi poi scrisse che " dovetti la mia salvezza a uei valorosi giovani, poich7, essendomi passati cavalieri e cavalli sul corpo, ne ero rimasto contuso al punto di non potermi pi* muovere #) 2inalmente Garibaldi si scioglie da uel groviglio di corpi d!uomini e di cavalli, e si rialza, ammaccato in tutta la parte destra del corpo, al gomito, con l!impronta di un ferro di cavallo sulla mano destra) 3a rimonta subito in sella e riprende il combattimento) I soldati borbonici ottenuto lo scopo di arrestare il disturbo dato alla ritirata del loro esercito, riprendevano la marcia, non es( sendovi nessuna ragione per continuare il combattimento) 5ra parlare di fuga vergognosa dei borbonici di fronte all!" azione militare dei volontari della 'epubblica 'omana della colonna di 'osselli e di Garibaldi #, % un po! forte) /arlare di fuga vergognosa uando invece la cavalleria repubblicana era stata messa in fuga dai borbonici, in modo tanto precipitoso da rischiare di ammazzare Garibaldi (che era, come sua abitudine, corso subito appena avvertito di come si mettevano le cose, ) a chi scrive sembra veramente ridicolo oltre che grave e uindi % indispensabile ristabilire la verit, dei fatti e in modo

definitivo, cessando cosD di seguitare a dar fede a cose contrarie al vero e al buon senso) Gli eserciti pi* valorosi hanno sempre e tutti il loro istante di sgomento. e se sono eserciti valorosi, valorosi rimangono, anche se hanno avuto un momentaneo panico come lo ebbero i cavalieri di 3asina, dato che di "panico inaspettato # parla Gustavo +acerdote nella sua bellissima e documentarissima " 8ita di Garibaldi #) 'ingraziata la /rovvidenza perch7 anche in tale increscioso episodio volle rimanesse salvo il Condottiero, che era solo al principio della sua miracolosa opera a beneficio della /atria, chi scrive crede che sia bene ora invocare la /rovvidenza affinch% volendo realmente arrivare ad una Bnit, morale tra tutti gli Italiani, certe ridicole leggende create per diffamare i soldati borbonici, vengano dimenticate e sostituite con la verit, storica) Capitolo OO8I INC4'34HH5 II 9:=< ad un esame superficiale pu0 apparire come l!anno della sconfitta del movimento risorgimentale) +confitto il 'egno di +ardegna, sconfitti 1ombardia 8eneto e 2riuli con la rioccupazione di tali terre da parte degli Austriaci. insediate le truppe austriache nei Granducati, nelle 1egazioni, in Coscana. ritornato il /apa a 'oma, dopo la sconfitta della 'epubblica 'omana. riunita la +icilia al 'egno di Napoli) 3a l!idea dell!indipendenza e della libert, non era stata sconfitta. le dure prove e i disinganni avevano rafforzato il fervore dei patriotti) +i iniziava cosD un decennio di preparazione oscurato ancora da condanne, funestato da tentativi dolorosi e vani di sollevazioni, come uello dovuto a Carlo /isacane nel 9:E?, nel uale l!eroico cospiratore con trecento compagni soccombette in un!impresa che, ricca di coraggio e di speranza, falliva per una preparazione non adeguata al grave compito che si prefiggeva) 3a tale decennio fu anche e soprattutto caratterizzato dall!affermarsi in cospetto dell!4uropa di un grande piemontese$ Camillo Benso, conte di Cavour, primo ministro del 'e di +ardegna) 4 per definire ed in uadrare la comparsa di tale grande uomo politico % bene riportare uanto ha scritto G) 3) Crevel>an nella sua " +toria d!Inghilterra #) &opo aver esaminata la situazione europea nel 9:EA, uando Inghilterra e 2rancia si opposero alla minaccia dell!avanzata della politica russa verso Costantinopoli e l!Austria volle rimanere neutrale, Crevel>an cosD si esprime$ " Quando l!Austria si fu rifiutata di unirsi a noi, il conte di Cavour, il pi* abile uomo di stato europeo, primo ministro del giovane 'e 8ittorio 4manuele, si mise al posto dell!Austria e mand0 i bersaglieri a fianco della guardia francese e britannica davanti a +ebastopoli) Il solo uomo, oltre Napoleone III, che sapeva veramente che cosa si facesse in tutto uesto affare, era il ministro di uel piccolo stato popolato da cin ue milioni di abitanti, che riuscD a procurare alla guerra di Crimea un carattere e delle conseguenze liberali, le uali non si sarebbero avute di certo se i nostri uomini di stato fossero riusciti nei loro sforzi di persuadere l!Austria all!intervento #) 4logio migliore non poteva essere fatto a Cavour) /urtroppo per uanto riguarda uesto studio, un uomo di cosD grande ingegno, di cosD grande preparazione politica, conoscitore dei problemi europei come pochi uomini politici potevano vantarsi di conoscere, ignorava per sua stessa esplicita confessione l!Italia centro(meridionale, i suoi abitanti, le sue possibilit, economiche, la sua reale situazione politica e sociale, e la cultura di antica data dei suoi intellettuali) Cale ignoranza era aggravata dal fatto che la cultura della Corte, della nobilt,, dei militari di grado elevato e della borghesia del /iemonte era francese. come francese era la lingua usata nelle corrispondenze anche familiari. e il francese scritto e parlato era corretto, mentre la lingua italiana usata nei discorsi e negli atti ufficiali avrebbe avuto bisogno di infinite " risciac uate in Arno # per usare la nota frase di Alessandro 3anzoni) 3a oltre a ci0, la lingua francese era ammessa dallo +tatuto come lingua che si potesse usare anche alla Camera, e l!uso di tale lingua era talmente comune a Corino, che in vari ambienti domin0 fino al 9:;L, e solo per iniziativa del giornalista Giovanni Battista Bottero fu reso obbligatorio al /arlamento l!uso della lingua italiana) &all!ignoranza per tutto uanto concerneva l!Italia meridionale derivarono l!incomprensione,

l!impoverimento e i guai di tutto il territorio dell!eM 'egno delle &ue +icilie e dei suoi abitanti) Guai che ebbero inizio fin da uando Garibaldi, meravigliando l!Italia e il mondo intero, in pochi mesi fece l!inaspettato, e in un primo tempo nemmeno desiderato, dono di un cosD grande regno alla dinastia sabauda) 4 la situazione per l!Italia meridionale si aggrav0 ancora di pi* con l!improvvisa scomparsa del grande Cavour, che se fosse vissuto, avrebbe con la sua intelligenza afferrate le situazioni, modificati i giudizi, corretti gli errori) 3a i suoi successori, immediati o non immediati, di statura politica ed intellettuale molto diversa, perseverarono nella strada sbagliata, creando una situazione veramente deprecabile, tanto che dopo cento anni di cosiddetta Bnit,, esiste ancora un problema meridionale da risolvere) Capitolo OO8II 1A GB4''A &I C'I34A 4 1A GB4''A &41 9:E< 1a 'ussia dello Har Nicola, come da una lettera dello stesso Har scritta nel 9:E9, era convinta di aver preso il posto della 2rancia di Napoleone I, come arbitra nell!4uropea continentale, e uindi di poter dettare legge a tutti gli +tati europei) 2orte di tale convinzione lo Har Nicola inizi0 un!azione politica contro la Curchia, proponendo all!Inghilterra una spartizione dei territori turchi in modo da riservare alla 'ussia i /rincipati danubiani, la +erbia e una costituenda Bulgaria, e offrendo all!Inghilterra l!4gitto e l!isola di Creta) /er invogliare l!Inghilterra ad accettare tale programma, le faceva presente che la 2rancia mirava ad occupare Cunisi per rafforzarsi nel 3editerraneo) 3a l!Inghilterra non approv0 il programma dello Har, dato che il rafforzarsi della 'ussia nel 3editerraneo orientale era contrario agli interessi inglesi) Allora lo Har, visti falliti i suoi accordi con l!Inghilterra, mand0 una specie di ultimatum al +ultano turco, al uale, sotto il pretesto di essere il protettore di tutti gli ortodossi, proponeva un vero e proprio protettorato russo sulla Curchia) Cale iniziativa ebbe l!effetto di mettere d!accordo 2rancia ed Inghilterra onde impedire l!espandersi della potenza russa, sia per mantenere lo " status uo # nel 3editerraneo, sia per altri interessi particolari delle due /otenze) Infatti la 2rancia voleva tutelare la propria posizione politico(religiosa in +iria e nei 1uoghi +anti. l!Inghilterra voleva salvaguardare dall!influenza della 'ussia le regioni attraverso le uali si svolgevano le comunicazioni tra il 3editerraneo il 3ar 'osso e l!5ceano Indiano) 'assicurato dall!appoggio franco(britannico, il +ultano respinse le proposte, e in conseguenza l!esercito dello Har entrava nei territori dei principati danubiani mentre una s uadra anglo(francese si portava all!entrata dei &ardanelli, pronta ad accorrere in difesa di Costantinopoli) Bn disperato tentativo di mediazione fatto dall!Austria ritard0 gli avvenimenti bellici, ma la guerra scoppi0 nel 9:EA tra 'ussia e Curchia, e le /otenze occidentali iniziarono la loro azione nella primavera del 9:E=) Nel gennaio 9:EE il governo sardo stringeva alleanza con l!Inghilterra e con la 2rancia a sostegno della Curchia) 1!Austria, ambigua nei confronti russi e prudente nei confronti del conflitto, rimase neutrale e il piccolo /iemonte sostituD l!Austria nella difesa degli interessi mediterranei nei confronti della 'ussia) 6 doveroso, dovendo parlare di tale periodo storico, riprodurre un brano del discorso tenuto da Cavour al /arlamento subalpino$ " /rima di tutto, o +ignori, il Governo ebbe ad esaminare se la guerra che si combatteva in 5riente interessasse realmente lo +tato nostro. realmente per noi vi fosse interesse materiale, interesse politico, a prendere parte in essa, a concorrere allo scopo che si proponevano le /otenze occidentali #) " Noi non abbiamo avuto molte difficolt, a convincerci che la +ardegna era altamente interessata allo scopo di uesta guerra) &ifatti, o +ignori, se la presente guerra avesse esito felice per la 'ussia, se avesse per conseguenza di condurre le a uile vittoriose dello Har in Costantinopoli, evidentemente la 'ussia ac uisterebbe un predominio assoluto sul 3editerraneo ed una preponde( ranza irresistibile nei consigli d!4uropa) 4bbene, o +ignori, sia l!una che l!altra conseguenza non possono a meno che reputarsi altamente fatali agli interessi del /iemonte e dell!Italia) Infatti,

uando la 'ussia fosse padrona di Costantinopoli, lo sarebbe altresD del 3editerraneo, poich7 diventerebbe dominatrice assoluta del pi* grande mare realmente mediterraneo che esiste sul globo, cio% del 3ar Nero #) " II 3ar Nero diventerebbe allora veramente un lago russo, e uando uesto gran lago fosse nelle mani di una Nazione che conta ?L milioni di abitanti diventerebbe in poco tempo il pi* grande arsenale marittimo del mondo, un arsenale al uale non potrebbero forse resistere tutte le altre /otenze marittime) Il 3ar Nero fatto russo mediante la chiusura del Bosforo, le chiavi del uale sarebbero date in mano all!autocrate, diventerebbe in certo modo la rada di +ebastopoli, allargata con proporzioni gigantesche #) Il /arlamento e l!opinione pubblica, tra contrasti notevoli, approvarono l!alleanza del /iemonte con la 2rancia e l!Inghilterra (conclusa a parit, di condizioni) e il @: aprile del 9:EE, agli ordini del generale Alfonso 1a 3ar(mora, partirono da Genova 9E)LLL soldati, pi* un reggimento di cavalleria e A; cannoni) I soldati, e in modo speciale i bersaglieri, si distinsero nella battaglia della Cernaia del 9; agosto e all!assedio di +ebastopoli l!: settembre, mentre colpito da colera moriva il generale Alessandro 1a 3armora, creatore del corpo dei bersaglieri e fratello del comandante del corpo di spedizione) Caduta +ebastopoli, fu conclusa la pace e i rappresentanti di tutte le potenze europee, comprese Cavour in rappresentanza del /iemonte, si riunirono al Congresso di /arigi) Con la sconfitta, la 'ussia veniva privata di ogni possibilit, offensiva, perch7 nel campo terrestre venivano sottratti al di lei protettorato i /rincipati danubiani, e nel campo marittimo veniva ribadita la chiusura degli stretti e proclama la neutralizzazione del 3ar Nero. ossia veniva vietato alla 'ussia di avere in uel mare piazzeforti e navi da guerra) 1a 'ussia rimase molto amareggiata dal contegno tenuto dall!Austria durante il conflitto e non nascose propositi di vendetta) 1!Inghilterra riuscD trionfante come potenza marinara e per la 2rancia i vantaggi materiali consistettero nella presa di possesso della +avoia e di Nizza maturatasi nel 9:;L) 'iflettendo oggi sopra uest!ultima clausola dell!accordo Cavour(Napoleone, dobbiamo riconoscere che il cosiddetto "liberalismo# di uei tempi, tanto esaltato da un uomo di genio come Cavour, era in effetti ben misera cosa) Infatti la cessione di due provincie e di due capoluoghi di regioni uali Chamber> e Nizza, come beni considerati solamente materiali, facendo completa astrazione dai sentimenti di uelle popolazioni, oggi appare come cosa inconcepibile e certamente anche ignobile) +i pensi poi che i Nizzardi erano i compatriotti di Garibaldi e del grande giornalista Bottero il fondatore della " Gazzetta del /opolo #, uotidiano di benemerenze storiche e patriottiche insuperate da allora) 6 uindi vero come a uesto mondo tutto sia relativo, e uello che al grande "liberale# Cavour sembrava cosa fattibile e saggia, oggi la si potrebbe considerare semplicemente obbrobriosa) A /lombi%res si incontrarono Napoleone III e Cavour e in tale incontro fu deciso l!intervento della 2rancia in una eventuale guerra tra 'egno di +ardegna ed Austria, purch7 la guerra fosse dichiarata dall!impero absburgico) 1!accordo, come risulta da una lettera scritta da Cavour a 8ittorio 4manuele II, doveva portare ad un nuovo assetto della penisola italiana sotto la forma di una Confederazione presieduta dal /apa, e composta da uattro +tati$ uno +tato sabaudo, esteso dal Cirreno all!Adriatico e in tutta la pianura padana. uno +tato dell!Italia centrale. un dominio pontificio limitato al 1azio. un 'egno dell!Italia meridionale. cessione di Nizza e della +avoia da parte del /iemonte) 8enne inoltre contemplata l!eventualit, di un cambiamento di dinastia a Napoli e a 2irenze. l!imperatore propose la condidatura del /rincipe 3urat per Napoli e accolse con favore la candidatura proposta da Cavour per 2irenze nella persona della &uchessa di /arma, che apparteneva alla famiglia dei Borboni e che negli ultimi anni aveva accennato a staccarsi dalla soggezione austriaca e ad avvicinarsi alla 2rancia) 3a accanto a uesta candidatura borbonica per 2irenze, Napoleone ne vagheggiava un!altra$ uella del cugino Girolamo destinato a sposare la figlia di 8ittorio 4manuele) Ad ogni modo, borbonica o napoleonica, la dinastia destinata nell!Italia centrale doveva essere legata alla 2rancia, perch7 " in mano ad un principe francese garantirebbe, con le isole e con la flotta, l!Algeria, terrebbe in rispetto l!4gitto e darebbe alla 2rancia la supremazia del 3editerraneo #) 1o scopo napoleonico era uello di eliminare l!Austria (sostituendola con la 2rancia) favorendo in Italia il principio di nazionalit,, il uale principio non si identificava affatto col principio di Bnit,,

essendo uesto principio sostenuto solo da 3azzini e dai 3azziniani, come Garibaldi o come 3anin) 4 3anin, come gi, si % precedentemente ricordato, era stato giudicato da Cavour uale " utopista che vuole l!Bnit, d!Italia ed altre corbellerie#, opinione nuovamente espressa dallo +tatista piemontese in una lettera dell!aprile 9:E; diretta a 'attazzi) In conclusione, con tutto il rispetto dovuto all!abilit, politica di Cavour, nell!accordo da lui concluso con Napoleone III si era ancora legati all!ignobile principio del cosiddetto "mercato delle vacche#. ossia si disponeva tra i capi di due +tati uale Governo e uali regnanti dare alle popolazioni senza naturalmente preoccuparsi di interpellarle, uasi fossero non gente umana, ma armenti dei uali si potesse disporre liberamente assegnandoli ad un nuovo proprietario, scelto secondo gli interessi politici del momento) Naturalmente, il piano di /lombi%res doveva rimanere segreto poich7, una volta conosciuto, avrebbe suscitato una forte reazione da parte dell!Inghilterra) Cra 2rancia e 'ussia intanto stava avvenendo un certo riavvicinamento politico in conseguenza degli interessi francesi e russi concordanti nella loro politica contrastante con uella inglese e con uella austriaca. e il principe Gerolamo Napoleone mandato in 'ussia dal cugino Napoleone III aveva ottenuto l!impegno russo di una neutralit, benevola in caso di conflitto franco(austriaco, e addirittura la proposta di un matrimonio tra una Granduchessa russa e 8ittorio 4manuele. matrimonio andato a monte per la recisa opposizione dello stesso 'e di +ardegna) +ilvio +paventa, patriota napoletano, recatosi a 1ondra all!inizio del 9:E<, con altri amnistiati dal Governo napoletano, scriveva al fratello che " in Inghilterra la preoccupazione maggiore era data dai trattati che si dicevano stipulati tra 2rancia e 'ussia e che agli Inglesi, sia Napoli che il /iemonte, non interessavano affatto, ma che il loro interesse era solo la potenza e la sicurezza dell!Inghilterra #) Nello stesso tempo Cavour scriveva all!ambasciatore sardo a 1ondra, 4manuele d!Azeglio, e scriveva come sua abitudine, in lingua francese$ "che il rappresentante inglese a Corino, 1ord 3almasbur>, dice che gli Inglesi si interessano molto dell!Italia e del /iemonte, ma che non possono occuparsi degli interessi italiani, dato che a loro preme di avere buoni rapporti con l!Austria che % considerata come la sola spada che possa minacciare la 'ussia#) Al /arlamento inglese tanto il /almerston che 'ussel parlarono contro un!eventuale guerra tra 2rancia e Austria, decisi a voler mantenere lo " status uo # in Italia in antitesi assoluta con l!azione francese) &el resto Ca(vour parlando alla Camera il < febbraio del 9:E<, con franchezza pari al suo acume, non si perit0 di illustrare le cause dell!avversione inglese alla guerra, mettendo in evidenza il riavvicinamento dell!Inghilterra all!Austria dopo il 9:E;, l!interesse inglese a sostenere l!Austria, e la regola inglese di posporre ogni altra considerazione all!interesse britannico) 1!Austria, che da lungo tempo era a conoscenza come da tutte le parti d!Italia accorressero a Corino volontari pronti a partecipare ad una eventuale guerra e convinta anche che il /iemonte si stava armando, invi0 a 8ittorio 4manuele II due rappresentanti di 2rancesco Giuseppe latori di un ultimatum$ o disarmo immediato o guerra inevitabile) 4ra uello che Cavour attendeva. Napoleone III non poteva sottrarsi all!obbligo assunto verso l!alleato e la risposta all!Austria non poteva essere dubbia) 1!esercito piemontese, composto di ;L)LLL soldati, il 9= maggio si riuniva ad Alessandria con l!armata napoleonica forte di 9@L)LLL francesi) I primi a scontrarsi col nemico furono i " cacciatori delle Alpi # in numero di ALLL, comandati dal generale Garibaldi il uale disponeva anche di due battaglioni di bersaglieri e aveva alle sue dipendenza uomini di grande valore militare uali Co(senz, 3edici, BiMio e C*rr) Con uistate 8arese e Corno, in poco tempo si rendeva padrone di tutta la 8altellina) 1!accordo tra Cavour e Napoleone era stato ben chiaro$ la con uista della 1ombardia e di tutto il 8eneto) 3a l!: luglio, dopo le esaltanti vittorie di +olferino (francese) e di +an 3artino (italiana) giungeva l!inaspettata notizia della firma dell!armistizio di 8illafranca stipulato tra Napoleone e l!Imperatore austriaco) /rofondo fu il dolore in tutta Italia) Cavour, indignato, dopo un collo uio con 8ittorio 4manuele dette le dimissioni vedendo mal conclusa una guerra da lui auspicata, studiata e voluta, durante lunghi anni di lavoro e di ansie, e dall!esito della uale era sicuro di ottenere la con uista della 1ombardia e di tutto il 8eneto fino a confini naturali ad oriente) Garibaldi, che non aveva la cultura di Cavour, che non era un sottile diplomatico, ma che giudicava

gli avvenimenti col cuore e col suo intuito misto di buon senso popolano e di poesia viva ed eroica, scrisse poi$ " ))) la pace di 8illafranca che molti tennero uale calamit, ed io invece come una fortuna ))) #) 4 Garibaldi ebbe, a differenza di Cavour, la giusta visione di uello che conveniva alla causa nazionale) 4gli mirava non soltanto a 8enezia, ma anche all!Italia centrale, a 'oma, alle &ue +icilie. a uell!Bnit, insomma che non era ancora nel programma di Cavour e di altri uomini di +tato piemontesi) Cutto ben ponderato Garibaldi vedeva che la liberazione di 8enezia con l!aiuto dei 2rancesi avrebbe sD realizzato un sogno dei patriotti lombardi e veneti, ma avrebbe ingigantito il prestigio di Napoleone III, e consolidato il predominio francese in Italia) Il che significava$ intangibilit, del potere temporale e impossibilit, di raggiungere l!Bnit, italiana, che Napoleone III assolutamente non voleva) /erci0 Garibaldi che non era mai stato entusiasta dell!alleanza con l!Imperatore dei 2rancesi, ritenne la defezione del Cerzo Napoleone una grande fortuna per l!Italia, la uale in tal modo riac uistava la sua libert, d!azione) 4 i fatti gli diedero ragione) Capitolo OO8III 5/4'4 /BBB1ICJ4 '4A1IHHAC4 &A 24'&INAN&5 II &A1 9:EL A1 9:E< &urante il decennio, compreso tra gli anni 9:EL e la fine del 9:E<, 2erdinando II di Borbone (senza contrarre debiti per la pubblica amministrazione, e senza imporre nuove tasse), si dedic0 a fare eseguire, nel proprio +tato, opere pubbliche di grande rilievo e di grande utilit, per le popolazioni) Infatti, secondo i dati statistici pubblicati in uegli anni, furono spesi ben 9=);::)::: ducati ( uattordici milioni e seicentottantottomila e ottocentoottantotto. somma veramente enorme per uei tempi) per costruire strade, camposanti, chiese, collegi, universit,, teatri, piazze, castelli, ponti, bacini, telegrafi, argini e bonifiche di terreni paludosi) 'iguardo alle strade ferrate si era uasi raggiunto il confine pontificio, prolungando la linea Napoli ( Caserta (Capua) +i erano conclusi i progetti per una ferrovia degli Abruzzi e un!altra per le /uglie) 1!otto marzo 9:E; si concesse alla &itta Ba>art l!appalto per la costruzione della strada ferrata da Nocera a +alerno) Il ? novembre del 9:E? si diede l!incarico alla ditta Commaso &!AFout di studiare la costruzione della strada ferrata da +alerno ad 4boli per poi prolungarla fino a Caranto) Il @; novembre 9:E; si nomin0 una giunta per impiantare il servizio telegrafico in +icilia e cosD si ebbero linee telegrafiche per settecento miglia, sia lungo le coste che nell!interno dell!isola, mentre 3essina veniva congiunta a 'eggio Calabria con il servizio del telegrafo a mezzo di due cavi sottomarini) Inoltre si concluse un trattato con la /orta 5ttomana in base al uale fu passato un cavo telegrafico sottomarino nell!Adriatico tra 5tranto e 8allona, dove avrebbe dovuto collegarsi col servizio telegrafico di Cattaro) A /alermo l!: giugno 9:E? fu dato l!appalto ad una ditta francese per l!illuminazione a gas della strada lungo la marina) Il A9 luglio 9:E: a Catania si inaugur0 l!orto botanico per uella Bniversit, e per l!insegnamento delle facolt, mediche e per l!agricoltura e la pastorizia) Increment0 gli studi nautici, per la formazione di ufficiali della marina mercantile, nell!Istituto Nautico di Napoli fondato nel 9;=: dal nobile napoletano +cipione Cosso, con parte del patrimonio) 1a prima sede della scuola fu nel Collegio di +an Giuseppe a Chiaia) 4t, di fondazione di altri Istituti simili , in 4uropa$ Amburgo, 9?L<. 3arsiglia, 9?@:. Crieste, 9?E=) +ebbene la +icilia avesse ottimi porti, tra i pi* grandi del 3editerraneo, (Augusta, +iracusa, 3essina e Crapani) se ne disegnarono altri due, uno a 3ilazzo e l!altro a 1icata e con decisione dell!I 9 maggio 9:E< fu disposta la costruzione, a /alermo, di un bacino di raddobbo per le navi mercantili) Altri porti, costruiti, attrezzati o ampliati, furono uelli di /ozzuoli, Nisida, +alerno, Cropea e Cotrone) Nel 9:EA furono restaurati$ il porto di Caranto, uello di Gallipoli, di Bari, di 3olfetta, Barletta, 3onopoli, Bisceglie e Crani) In Abruzzo fu ampliato il porto di 5rtona e, sia lungo le coste della penisola che lungo uelle della +icilia, si innalzarono ovun ue fari e fanali con la capacit, lumi(

nosa atta ad essere utilizzata fino alla distanza di uattordici miglia marine) +i fecero opere di bonifica nelle maremme di 2ondi, al Garigliano, al 8olturno, sullo Ionio, sull!Adriatico, e poi a +arno, /esto, a /olicastro, a +anta 4ufemia, a 'ossano, Gioia, Bivona e altrove) Nel 9:E9 2erdinando II per bonificare le paludi aveva abolito le regie riserve di caccia) In conseguenza furono prosciugate alle foci del 8olturno, ben @=L miglia uadrate e restituite a colture agricole, mentre gi, erano impraticabili e mortifere, trasformandole cosD in terre feracissime, servite da una adeguata rete stradale in tutte le direzioni) 1a fama di dette opere super0 i confini del 'egno e il Governo francese mand0 dei tecnici a studiarle sul posto) 3a la bonifica pi* importante, uella che trasform0 poi un lago in una zona fertilissima, ossia il prosciugamento del lago del 2ucino, fu iniziata il @9 luglio 9:EA per la lungimirante visione di 2erdinando II, il uale dette la concessione di tali lavori ad una societ, francese presieduta dal signor &!Agiont, concedendo a tale societ,, come ricompensa, la propriet, dei terreni che, a prosciugamento avvenuto risultassero emersi in modo definitivo) &opo ualche anno il &!Angiont cede l!impresa al romano principe Corlonia il uale con ualche decennio di lavori riuscD (con opere colossali) ad eseguire la completa bonifica e il ristagno delle ac ue fu scongiurato per sempre) Bisogna riflettere che l!iniziativa presa da 2erdinando II fu veramente importante e degna di ogni elogio, dato che, n7 Claudio, n7 Craiano, n7 Adriano, n7 2ederigo +vevo, n7 il re Alfonso erano riusciti nell!intento) &opo uanto % stato esposto, parlare ancora oggi di sistemi retrogradi o di incapacit,, o di ignavia, % cosa da ignoranti o da malevoli e pertanto chi scrive % convinto che sia dovere di ogni italiano di rendersi finalmente conto che sia ormai giunta l!ora di rendere giustizia ed onore a chi, giustizia ed onore, merita in larga misura) Capitolo OOIO &A11A /AC4 &I 8I11A2'ANCA A11A +/4&IHI5N4 &4I 3I114 +ulle cause che indussero Napoleone III a rompere l!impegno di continuare la guerra fino alla totale espulsione degli Austriaci dall!Italia, e a concertare con 2rancesco Giuseppe l!armistizio e un nuovo assetto della penisola a base federale, molto si % discusso e si discuter,) Gli storici che si ostinano a vedere la politica napoleonica in Italia prevalentemente, se non esclusivamente, animata da impulsi cavaliereschi e sentimentali, uale il desiderio di aiutare gli oppressi, la simpatia per la causa italiana, il risveglio degli entusiasmi carbonari del 9:AL(9:A9, trovano e indicano le ragioni fondamentali del brusco gesto napoleonico nell!impressione suscitata in lui dai sacrifici di sangue che la guerra imponeva, nelle preoccupazioni per le condizioni militari e sanitarie dell!esercito, nel delinearsi della minaccia prussiana sul 'eno, nell!atteggiamento ostile di gran parte dell!opinione pubblica francese e della stessa imperatrice) 3a (fa rilevare /ietro +ilva, illustre storico, nel " 3editerraneo, dall!Bnit, di 'oma antica fino ai tempi moderni # ) chi tiene presente gli accordi di /lombi%res e le finalit, per le uali Napoleone III era sceso in Italia, e ricorda che l!Imperatore era un finissimo politico mirante soprattutto al( l!interesse della 2rancia, chi tiene presente e ricorda tutto uesto, deve riconoscere che la pace di 8illafranca ebbe luogo per il desiderio di Napoleone III di arrestare il movimento unitario nell!Italia centrale, troncando la guerra e concordando con l!Austria un nuovo assetto della penisola) Ci0 perch7 il movimento unitario, con lo sviluppo gi, assunto e con l!ulteriore sviluppo che gi, si delineava verso le 3arche, l!Bmbria e il +ud, riusciva doppiamente lesivo ai piani della politica napoleonica) Anzitutto minava alle fondamenta il progetto concertato a /lombi%res di una sistemazione federalistica della penisola sotto il patronato francese, e preparava uno +tato troppo forte per potere a lungo tollerare tale patronato) In secondo luogo, con l!attacco ai possessi papali, il movimento suscitava il malcontento sempre pi* forte del partito clericale francese, che costituiva uno dei pilasti dell!edificio imperiale) +i tenga presente il testo dei preliminari della pace firmati l!il luglio 9:E<) +i pattuD con essi il ritorno del &uca di 3odena e del Granduca di Coscana nei loro +tati, la partecipazione dell!Imperatore d!Austria, nella sua ualit, di +ovrano della 8enezia, alla Confederazione italiana, costituenda sotto la presidenza del /apa)

Inoltre, sotto la pressione di 2rancesco Giuseppe, Napoleone rinunci0 ad includere i voti delle popolazioni e l!obbligo, da parte dei sovrani restaurati, di elargire la Costituzione e che il /apa separasse amministrativamente le 1egazioni dal resto dei suoi +tati) Insomma Napoleone voleva arrestare lo sviluppo del movimento italiano e, a tale scopo, venuto nella determinazione di accordarsi con l!Austria, chiese, a mezzo del proprio ambasciatore a 1ondra, la mediazione inglese tra lui e 2rancesco Giuseppe affinch% facilitasse l!accordo tra 2rancia ed Austria) &agli amici ci guardi Iddio, con uel che segue) 3a gli approcci fatti dall!ambasciatore francese (il conte di /ersign>) fallirono perch7 /almerston rilev0 che l!Imperatore austriaco a 8enezia e il suo parente a 3odena significavano un predominio austriaco nell!Italia centrale e secondo lui$ " se il disegno % proprio di Napoleone III, esso % suggerito da gelosia verso la +ardegna e da tenerezza verso il /apa. ma noi non sentiamo uesti affetti n7 siamo legati ad adottarli #) 4manuele d!Azeglio, ambasciatore sardo a 1ondra, comunicava intanto a Cavour che /almerston gli aveva dichiarato che " per l!Italia niente era di pi* utile che la riunione in un regno dell!Alta Italia, del /iemonte, la 1ombardia, i granducati di /arma, 3odena e Coscana e le 1egazioni. ma soggiungeva$ non mancano, tra noi inglesi, degli elementi che ci dissuadono da simili piani, ma sono evidentemente i fautori delle idee austriache #) 4 i fautori delle idee austriache erano precisamente la 'egina 8ittoria e il suo /rincipe consorte) /oi, continuando la conversazione tra d!Azeglio e /almerston, non manc0 la botta all!inglese, ed eccola ua, secondo uanto scriveva il d!Azeglio$ "))) 1ord /almerston mi fece poi chiaramente comprendere che, a suo avviso, uanto maggiore fosse stato il numero dei porti del costituendo +tato italiano, tanto maggiore sarebbe stata la vulnerabilit, per opera dell!Inghilterra # ossia$ a buon intenditore poche parole) &opodich7 appare ancora una volta l!essenza del gioco politico della 2rancia e dell!Inghilterra$ raggiungere attraverso le vicende italiane i maggiori vantaggi nella propria politica mediterranea) Cornato Cavour al potere, decise di procedere, dati gli impegni presi prima di iniziare la guerra, alla cessione della +avoia e di Nizza alla 2rancia, nonostante che la 2rancia non avesse mantenuto l!impegno di liberare anche il 8eneto) Cali cessioni ritenne necessario subire per le insidie tese da ogni parte contro il nuovo +tato italiano e data l!impossibilit, di avere un appoggio attivo contro Napoleone III che, all!accorrenza, avrebbe dovuto concretarsi con un esercito inglese) 3a su uesto era una follia sperare, e anche il sacrificio di Nizza fu consumato) Grande fu lo sdegno suscitato a 1ondra per le annessioni volute dalla 2rancia e 'ussel dichiar0 che se l!Inghilterra si rassegnava al fatto compiuto di Nizza e della +avoia, non avrebbe tollerato altre annessioni francesi, mentre /almerston arrivava perfino a fare accenni di guerra. ma tali accenni servivano solo a salvare la faccia inglese ed erano troppo in ritardo e uindi perfettamente inutili) 8isti riuniti in uno solo +tato, 1ombardia, 1egazioni, granducati padani, granducato di Coscana e il regno di +ardegna, il governo di 1ondra dava incarico a 1ord 4l(liot di convincere 2rancesco II di Napoli a realizzare istituzioni costituzionali in modo da poter preparare nel sud un solido +tato che potesse gravitare nell!orbita inglese) 3a il cin ue maggio si sparse nel mondo la notizia che Garibaldi era partito da Quarto di Genova con due vapori carichi di garibaldini, diretti verso il sud, per ignota destinazione) Cominciava cosD l!epopea dei 3ille che faceva poi definire il 9:;L come " l!annus mirabilis # del 'isorgimento italiano) Capitolo OOO 9:;L " ANNB+ 3I'ABI1I+ # /A'C4 /'I3A II 9:;L % stato l!anno nel uale +icilia, Calabria, /uglie, Basilicata, Cilento, Napoletano, 3olise, Abruzzi, 3arche ed Bmbria, si unirono d!un sol colpo al resto dell!Italia Centrale e +ettentrionale (escluso il 8eneto) in conseguenza dell!azione intrapresa da Garibaldi) Cavour non desider0, n7 capD, in un primo tempo, l!impresa di Garibaldi. poi ne ebbe paura e corse

ai ripari, e, da diplomatico astuto uale era, trasform0 uello che lui paventava come una sconfitta della monarchia, in una vittoria della medesima. tutto sfidando, anche le ire degli +tati stranieri gravitanti nel 3editerraneo, pur di mantenere alto il prestigio di Casa +avoia) 3a tutto ci0 lo port0 a prendere decisioni improvvisate, a volte anche contrastanti tra loro, e poi rapidamente modificate, ma aventi soprattutto lo scopo di sminuire il merito di Garibaldi e dei garibaldini di fronte all!opinione pubblica) Altro scopo da raggiungere era, per Cavour, il rinfo(colamento dei livori contro 3azzini, tanto che, a vittoria ottenuta, impedD al 'e la concessione di una totale amnistia politica pur di poter rimandare in esilio il grande pensatore genovese, primo assertore dell!Bnit, d!Italia) Cavour, sorpreso dagli imprevedibili e grandiosi avvenimenti, davanti ai uali si era venuto a trovare impreparato, mise in atto (nelle regioni meridionali) provvedimenti improvvisati, affidati anche a persone incompetenti, che, invece di unire, disunivano moralmente ed economicamente le popolazioni del +ud da uelle del Nord, dando cosD origine a uella incomprensione e a uella differenziazione morale ed economica, che esiste tuttora (dopo cento anni) tra il settentrione e il meridione d!Italia) Garibaldi da lungo tempo pensava alla spedizione in +icilia, spedizione che non fu conseguenza di un gesto improvviso, ma il frutto di una meditazione, da lui e da altri, lungamente sofferta, tra alterne vicende di entusiasmi e di scoramenti) Alla +icilia e a Napoli Garibaldi pensava gi, uando nel settembre del 9:E< lanciava il grido$ " un milione di fucili, un milione di uomini # e voleva che uesti fucili e uesti uomini si raccogliessero "sotto il vessillo unificatore del 'e 8ittorio 4manuele#) Il @@ maggio 9:E< era morto 2erdinando II e a lui era succeduto il figlio 2rancesco II, giovane di @A anni) 'osolino /ilo, di nobile famiglia palermitana esule a Genova, ai primi di marzo del 9:;L si rivolse a Garibaldi per avere aiuti onde suscitare un moto rivoluzionario a /alermo, e domand0 armi da portare in +icilia) Garibaldi il 9E marzo 9:;L rispose al /ilo con uesta lettera$ "Con uesta mia intendetevi con Bertani e la direzione di 3ilano ( uella del milione di fucili) per avere uante armi e mezzi sia possibile) In caso di azione sovvenitevi che il programma %$ Italia e 8ittorio 4manuele) Io non ripugno da ualun ue impresa per azzardata che sia, ove si tratti di combattere i nemici del nostro paese #) " /er0 nel momento presente non credo opportuno moto rivoluzionario in nessuna parte d!Italia, a meno che non fosse con non poca probabilit, di successo #) 'osalino /ilo rispose a Garibaldi cosD$ " Io penso di partire per la mia isola natia, per assicurarmi io stesso delle cose, prepararvi tutto ci0 che ancora manca al fine di venire all!azione #) 4 il @; marzo 9:;L /ilo s!imbarc0 a 8iareggio per la +icilia in compagnia di Giovanni Corrao combattente del 9:=: e reduce dalle prigionie borboniche) Il = aprile al convento della Gancia di /alermo si inizi0 una rivolta armata e un centinaio di insorti, al comando di 2rancesco 'iso, resistettero all!assalto di vari battaglioni di soldati borbonici ma, sopraffatti dal numero, dovettero cedere e trentasette monaci furono tradotti in carcere) 2rancesco 'iso morD in combattimento e il 9= aprile dopo breve processo furono condannati a morte e fucilati tredici insorti) 3a l!insurrezione si propag0 a 3arsala, Girgenti, Cal(tanissetta, Corleone e a Carini) 'osalino /ilo e Corrao, sbarcati a 3essina, andarono a Catania, a Cermini e a Cefal*, animando con la parola e con l!esempio)Garibaldi, informato da Crispi di uando accadeva, promise di partire se la notizia fosse confermata, e chiedeva udienza a 8ittorio 4manuele gli domand0 che gli venisse concesso il =:G reggimento della Brigata Bergamo per andare in +icilia) Il 'e non gli disse n7 sD, n7 no, ma in una nuova udienza, accordata a Garibaldi due giorni dopo, 8ittorio 4manuele gli dichiar0 essere im( possibile accogliere la sua domanda) 6 il primo rifiuto che Garibaldi riceve dal Governo +ardo) 1!avvenire gliene serber, ancora altri) 2orse, se fosse dipeso unicamente da 8ittorio 4manuele, le cose sarebbero andate altrimenti) 8i era infatti tra il 'e e il generale rivoluzionario una certa affinit, di spirito audace, una uguale inclinazione alle imprese avventurose, una uguale insofferenza per le pastoie diplomatiche) 8i era tra loro anche una personale simpatia, un!alta reciproca stima, scevra di ogni diffidenza) /erci0 vedremo pi* di una volta 8ittorio 4manuele favorire progetti di Garibaldi,

avversati dal suo primo ministro) Questi invece era doverosamente e necessariamente pi* cauto, ma nei suoi rapporti con Garibaldi metteva altresD un certo accanimento, che talora lo rese altezzoso di fronte al suo stesso sovrano) Quando, ad esempio, fu definitivamente decisa da Garibaldi la spedizione in +icilia e parve che il 'e, che si trovava in viaggio nell!Italia centrale, l!approvasse, Cavour partD da Corino e raggiunse 8ittorio 4manuele a Bologna, ed ebbe con lui un collo uio vivacissimo, nel uale chiedeva al 'e di impedire la partenza dei garibaldini) Narrarono poi gli intimi del ministro che uesti manifest0 l!intenzione di fare arrestare Garibaldi, dichiarando che sarebbe andato lui stesso, a prenderlo per il bavero, se nessun altro avesse avuto l!arditezza di farlo) 2atto sta che, all!indomani del collo uio, Cavour scrisse al 'e la seguente lettera$ "3aest,, dopo le parole che 8oi ieri pronunziaste, ualun ue ministro avrebbe dovuto dare, a uest!ora, le dimissioni$ ma io non sono un ministro ualun ue, perch7 sento che ho troppi doveri verso la dinastia e verso l!Italia) Attendo al riguardo particolari comunicazioni di 8)3) /ertanto rimango) Cavour #) Cavour sapeva di essere, per il /iemonte e per tutta l!Italia, il responsabile in fatto della politica estera e sicch7 non poteva non tenere presente e non prevedere la reazione degli altri +tati, i uali dovevano pur difendere i propri interessi) Cavour osteggi0 in principio l!impresa garibaldina, ma uando detta impresa cominci0 ad avere successo si limit0 a subirla, perch7 osteggiandola avrebbe avuto contro di s7 tutta l!opinione pubblica) +e ne valse poi ai propri fini uando la vide giunta a lieto compimento, preoccupandosi principalmente degli interessi della monarchia e della dinastia) 3a non cess0 mai la diffidenza verso il generale rivoluzionario che, secondo Cavour, influenzato da 3azzini e dai garibaldini di idee radicali, poteva ad un certo punto ritornare al suo antico ideale repubblicano) 4 per dimostrare la diffidenza di Cavour basta leggere il testo di una lettera mandata da lui a Costantino Nigra, il 9X agosto del 9:;L. della uale lettera il Cavour mand0 una copia a 4manuele d!Azeglio, suo amico, con l!ordine di bruciarla, ma l!amico non la bruci0 e nel 9<9@ lo storico Adolfo Colombo, amante della verit,, la pubblic0 nel suo libro " II 'isorgimento Italiano #9A) Cale lettera, il cui testo originale era scritto in francese, pu0 servire a far comprendere la politica di Cavour, giorno per giorno cosD mutevole, tanto durante la preparazione, uanto durante la spedizione dei 3ille) Garibaldi, appena avuto notizie dell!insurrezione siciliana, mand0 Crispi a 3ilano dal direttore del 2ondo per il milione di fucili, affinch% " senza rumore # gli mandasse a Genova armi e munizioni) 3a Crispi apprese che 3assimo d!Azeglio, governatore di 3ilano, aveva messo il se uestro sulle armi e aveva anche dichiarato che non avrebbe consegnato a Garibaldi nemmeno un fucile) &!Azeglio non poteva certo agire di sua testa ed era evidente che agiva cosD per ordine di Cavour) 4 Cavour, infatti, che aveva gi, proposto al generale 'ibot> di prendere lui il comando di una spedi( zione in soccorso ai +iciliani e ne aveva ricevuto un rifiuto, non voleva che partisse una spedizione armata agli ordini di Garibaldi) Cavour, invero, cambiava in uel tempo assai spesso di parere) Nella sua alta politica e nel suo fervido amor di patria, non ancora unitario, ragionava da " piemon( tese # incalzato sia dalle necessit, diplomatiche che dall!opinione pubblica, sia dalla diffidenza per Garibaldi, che dalla fiducia che Garibaldi godeva presso il sovrano, tanto che lo storico inglese Crevel>an nel suo libro " Garibaldi e i 3ille # osserv0 che " uno statista, che abbia l!abitudine cosD spiccata di dire una cosa all!uno ed un!altra ad un altro, cancella le sue proprie piste agli occhi dello storico, che vorrebbe rintracciarle per iscoprire i suoi veri moventi #) Ad un certo punto il profugo siciliano 1a 2arina, che godeva della fiducia di Cavour, arriv0 a Genova per dire a Garibaldi che gli sarebbero stati messi a disposizione 9ELL fucili) I fucili arrivarono in numero pi* modesto ed erano dei ferri vecchi) Il giorno @: aprile a Garibaldi, che viveva a Quarto nella villa dell!amico 8ecchi, di Ascoli /iceno, arriv0 un telegramma che tradotto dalla cifra che era stata impiegata diceva che la rivoluzione in +icilia era fallita) 1a disperazione dei volontari intimi di Garibaldi fu enorme e Garibaldi decise di non partire pi*) 3a il @< aprile giunse un nuovo telegramma, che poi si disse inventato da Crispi, e in tale messaggio si diceva che l!insurrezione vinta a /alermo seguitava nelle provincie) 4 i 3ille partirono con i catenacci dati loro come fucili, ma senza munizioni, perch7 tali munizioni che si

dovevano imbarcare in alto mare da alcuni natanti, mai si videro) /er colpa di chiP 3isteroI 3a Garibaldi partD e le munizioni le rimedi0 poi lungo il viaggio, a Calamone) /rima di partire da Quarto sui vapori il 1ombardo e il /iemonte, con pi* di mille volontari a bordo, il generale mand0 a 8ittorio 4manuele la seguente lettera$ +ire, Genova, E maggio 9:;L II grido di affanno che dalla +icilia arriv0 alle mie orecchie, ha commosso il mio cuore e uello di alcune centi( naia di miei vecchi compagni d!arme) Io non ho consigliato il movimento insurrezionale dei miei fratelli in +icilia. ma dal momento che si sono sollevati a nome dell!Bnit, Italiana, di cui 8ostra 3aest, % la personificazione, contro la pi* infame tirannia dell!epoca nostra, non ho esitato a mettermi alla testa della spedizione) +o bene che mi imbarco per un!impresa pericolosa, ma pongo confidenza in &io, nel coraggio e nella devozione dei miei compagni) Il nostro grido di guerra sar, sempre " 8iva l!Bnit, d!Italia, 8iva 8ittorio 4manuele suo primo e pi* bravo soldato #) +e noi falliremo, spero che l!Italia e l!4uropa liberale non dimenticheranno che uesta impresa % stata decisa per motivi puri affatto da egoismi, interamente patriottici) +e riusciremo, sar0 superbo di onorare la corona di 8ostra 3aest, di uesto nuovo e brillantissimo gioiello, a condizione tuttavia che 8ostra 3aest, si opponga a ci0 che i di 1ei consiglieri cedano uesta provincia allo straniero come hanno fatto della mia terra natale) Io non ho partecipato il mio progetto a 8ostra 3aest,, temevo infatti che, per la riverenza che 1e professo, 8ostra 3aest, non riuscisse a persuadermi di abbandonarlo) &i 8ostra 3aest,, +ire, il pi* devoto suddito) Giuseppe Garibaldi &a uesta lettera sono da rilevarsi la dirittura di Garibaldi nell!assicurare che la sua ferma convinzione era di liberare la +icilia per offrirla al 'e. e il suo tatto diplomatico usato per togliere ogni responsabilit, alla dinastia e al governo piemontese di una spedizione che doveva figurare essere ignorata dal governo e dalla dinastia) Inoltre, l!accenno alla cessione di Nizza era il meno che Garibaldi potesse fare nei confronti di Cavour, che lui ben sapeva non essergli amico) Garibaldi partD, arriv0 a 3arsala. a Calatafimi ottenne la ritirata delle truppe borboniche. sollev0 il popolo siciliano, prese /alermo e fece rimbarcare le truppe di 2rancesco II) 8inse poi a 3ilazzo e pass0 lo stretto, con uist0 'eggio, tutte le Calabrie e, con marcia trionfale, il ? settembre giunse a Napoli) Capitolo OOOI 9:;L " ANNB+ 3I'ABI1I+ # /A'C4 +4C5N&A 1a sollevazione del popolo siciliano, ingigantendo a mano a mano che i successi di Garibaldi divenivano sempre pi* imponenti, port0, come era del resto fatale, ad una serie di dolorosi episodi, nei uali, come sempre avviene e come anche % avvenuto di recente, il sentimento politico era spesso oscurato dagli odi personali) /er troncare tali riprovevoli eccessi, Garibaldi, gabellato dai suoi avversari come un avventuriero incolto e impolitico, eman0 da /alermo il AL giugno 9:;L un importante decreto che viene ui riprodotto, data la sua importanza dal punto di vista morale, politico, ed umano) ICA1IA 4 8ICC5'I5 43ANB414 Giuseppe Garibaldi, comandante in capo le forze nazionali in +icilia) &ecreta Art) 9 ( 5gni individuo che, dalla pubblicazione della presente legge, perseguiti o ecciti con parole o scritti il popolo a perseguitare un cittadino ualun ue, sotto pre( testo che costui abbia parteggiato o dato opera colpevole in servizio del cessato governo o dell!aborrita polizia, sar, solo per ci0 punito come reo di omicidio mancato) +ar, punito di morte, ove in conseguenza del fatto suo il perseguitato sar, ucciso o gravemente

percosso o ferito) Art) @ ( Chiun ue sotto lo stesso pretesto avr, arrestato o fatto arrestare un cittadino senza ordine espresso di autorit, che ne abbia il diritto, ove non si sia servito dell!eccitamento popolare, sar, punito con l!esilio perpetuo dallo +tato) Art) A ( 1a competenza di tali reati essendo delle commissioni speciali, ueste procederanno sempre in simili casi con rito subitaneo) Il +egretario di +tato di giustizia 2) +antocanale II dittatore G) Garibaldi II +egretario di +tato della +ic) pubblica 1uigi 1a /orta 1a rapidit, del successo di Garibaldi stupD tutti, italiani e stranieri) 3a il pi* stupito di tutti fu Cavour, il uale, contro i suoi desideri, vide l!" avventuriero # (come lui lo chiamava) insediarsi a Napoli il ? settembre, osannato e adorato da tutte le popolazioni incontrate nella sua corsa vittoriosa e trionfale da 3arsala a Napoli, durata solo uattro mesi nonostante tutti gli ostacoli creatigli dal /rimo ministro del 'e 8ittorio 4manuele. prima facendolo partire disarmato o uasi$ poi, tentando di renderlo inviso ai +iciliani a mezzo del suo inviato 1a 2arina, poi ancora, ostacolandogli il passaggio dello stretto di 3essina e infine ( cosa che anche uesta non gli riuscD ) manovrando in modo da fargli trovare una Napoli gi, con uistata dai suoi emissari e dai soldati piemontesi) Queste affermazioni probabilmente riusciranno nuove e incredibili a molti lettori. ma rispondono alla verit,) 8erit, che, prove alla mano, vengono dimostrate come tali, utilizzando tra le tante anche la testimonianza di un autore imparziale perch7 straniero e al di sopra delle rivalit, di allora e di oggi) +i tratta dello storico &enis 3ac +mith autore della magnifica opera " Garibaldi e Cavour nel 9:;L # e della " +toria d!Italia 9:;9(9<E: #) &al volume " Garibaldi e Cavour nel 9:;L # appare come il successo di Garibaldi fu sempre travagliato ed ostacolato dal /iemonte ufficiale e da alcuni profughi siciliani amici di Cavour ed avversari di altri profughi collaboratori di Garibaldi) Quello di Garibaldi fu un successo difficile che aveva soprattutto il torto di essersi verificato al di fuori della volont, di Cavour e nonostante la sua opposizione) Cale continua lotta, sorda e niente affatto cavalieresca, provoc0 avvenimenti politici e uindi decisioni politiche errate in partenza, giudizi sommari ed errati nei confronti dei meridionali e disposizioni politiche ed amministrative che formarono la base, ahim% troppo solida, dell!inferiorit, economica (e non solo economica) nella uale fu confinata l!Italia meridionale, +icilia compresa) Il signor GoodVin, agente diplomatico britannico a /alermo, scriveva che i +iciliani intelligenti avrebbero preferito semplicemente di vedersi di nuovo concessa la costituzione del 9:9@ (la pi* antica del continente europeo), ottenuta sotto i Borboni e che l!invocazione al /iemonte era piuttosto una mossa politica che non un desiderio effettivo) Naturalmente avevano una grande stima per Garibaldi e lo consideravano, in massa, come un grande uomo. e la massa automaticamente orientava le proprie idee secondo uello che credeva fosse il desiderio di Garibaldi) Bn uomo che nel 9:E< aveva avuto contatti con Garibaldi diceva che " il generale ha idee ampie ed one( ste, ma che difficilmente si elevano sopra le banalit, popolari. ma proprio per uesta ragione, forse, egli esercita sui propri ascoltatori un!influenza che un intelletto pi* raffinato non avrebbe potuto avere #) Garibaldi non desiderava un!annessione immediata della +icilia al /iemonte, ma voleva differire la consegna delle sue con uiste almeno fino a uando la rivoluzione si fosse bene affer( mata) 4 si rafforz0 in tale proposito, uando scoprD che Cavour aveva segretamente operato per mettere fine alla rivoluzione da lui iniziata in +icilia contro i Borboni, in modo da costringerlo alla resa) +ia l!ammiraglio /ersano, ancorato nel porto di /alermo con le sue navi, che il 1a 2arina, individuo infido e mendace, mandato da Cavour in +icilia nell!interesse del /iemonte, tentarono al( lora e dopo, di dimostrare che Cavour aveva aiutato la spedizione. ma si deve oggi riconoscere il contrario giacche in realt, non diede nessun aiuto, pur illudendo i pa(triotti che tale aiuto potesse giungere da un momento all!altro) Cavour si trovava nella condizione in cui sembrare un patriotta era per lui pi* importante che esserlo) /er lui l!impresa garibaldina era di origine mazziniana e inop( portuna nel tempo e nel modo ed estremamente pericolosa per i suoi possibili effetti, sia nei confronti dei governi stranieri, sia per paventati sviluppi interni non ortodossi per i monarchici

piemontesi) /er uanto riguardava uesti ultimi, il galantomismo di Garibaldi, che inizi0, e proseguD sempre, la propria azione col motto Italia e 8ittorio 4manuele, veniva continuamente offeso, anche per colpa dell!arruffone e insincero 1a 2arina, strumento di Cavour in +icilia, per ostacolare l!opera di Garibaldi) Quando Cavour, successivamente e in segreto, dette aiuto a due spedizioni di altri volontari in soccorso di Garibaldi, una in giugno agli ordini di &e 3edici e una in luglio agli ordini di Cosenz, lo fece soprattutto per impedire che tali volontari venissero utilizzati per un!invasione dello +tato /ontificio) Altro dato sul uale % bene riflettere % la provenienza regionale dei garibaldini sia nella spedizione dei "mille# che in uelle successive$ la maggioranza era data dai lombardi e dai veneti e dai liguri, mentre l!apporto piemontese fu uasi nullo, a causa della propaganda antigaribaldina fatta in /iemonte negli ambienti militari e in uelli politici) +olo nel mese di giugno uando la 2rancia, in seguito alle strabilianti vittorie garibaldine, dichiar0 che non si poteva non accettare un libero voto dei +iciliani in favore dell!unione al /iemonte, Cavour decise che il Governo di Corino potesse aiutare attivamente Garibaldi, ma sempre in segreto) Intanto anche l!Inghilterra si orientava in favore dell!Italia, ma la salvezza dell!Italia stava per giungere non dalla Gran Bretagna, n7 dalla 2rancia e neppure da Cavour. essa stava nelle mani di Garibaldi e dei rivo(luzionari) Accertati da Garibaldi gli sleali maneggi del 1a 2arina uesti venne espulso dalla +icilia e rinviato a Genova su una nave della marina da guerra sarda, usando cosD, dello stesso mezzo col uale era arrivato in +icilia in compagnia di /ersano) A proposito del 1a 2arina, inviso anche a 8ittorio 4manuele, l!inglese Judson fu sempre nettamente contrario a " uell!intrigante # e dichiarava che " Cavour non ha il dono di saper mettere gli uomini giusti al posto giusto, e 1a 2arina % assolutamente fuor di posto in +icilia#) Garibaldi, da uomo di grande buon senso (e il buon senso in politica a volte % preferibile al genio), a chi lo sollecitava a far proclamare l!immediata annessione della +icilia al /iemonte, rispondeva che finch7 durasse la situazione di emergenza e il nemico non fosse stato sconfitto, non c!era possibilit, di tenere una libera votazione mentre l!annessione in tali condizioni, cosD prematura, avrebbe potuto dare enormi fastidi al Governo di Corino da parte della 2rancia e dell!Austria) 4 il tentativo compiuto da Napoleone III d!impedire all!esercito garibaldino di attraversare lo stretto di 3essina, avrebbe potuto non essere neutralizzabile se l!isola fosse gi, stata formalmente annessa al /iemonte) Inoltre la +icilia nord( orientale non era ancora completamente in mano a Garibaldi e per lunghi mesi isolate guarnigioni borboniche continuarono a resistere) Convincere i +iciliani pi* colti circa i benefici effetti di un!annessione non era cosa facile$ tali +iciliani ben conoscevano lo stato di abbandono e il malgoverno di burocrati che favorivano la decadenza della +ardegna sotto l!amministrazione torinese. e lo stesso esempio della Coscana costituiva per uei +iciliani un!ulteriore prova che l!amministrazione piemontese non portava automaticamente uell!ordine nella cosa pubblica atteso invano da uella popolazione. tanto che il barone Bettino 'icasoli, che era il numero due, dopo Cavour, nel partito liberale, si spinse a dichiarare che " la stupida pedanteria e la laida burocrazia piemontese ci costringer, a una nuova ri( voluzione per rigettare uel giogo che ci % pi* antipatico di uello che fu l!austriaco) Non vogliono capire che noi vogliamo essere italiani ed avere un!anima italiana, e non automi alla maniera loro # ( 'icasoli a +ilvestrelli @: ottobre 9:;L. carteggio a cura di Nobili e Camerani)) 3a parole ancora pi* roventi Bettino 'icasoli, detto il " barone di ferro #, ebbe occasione di pronunciare uando gli offersero di andare in +icilia come " commissario regio # e lui credette che tale offerta gli venisse fatta per allontanarlo dalla Coscana) 1a resistenza all!annessione pura e semplice della +icilia al /iemonte era anche dovuta, tra le persone colte, alla convinzione che il primo effetto dell!annessione sarebbe stato un!elevazione delle imposte per sanare il pauroso deficit del bilancio piemontese, causato dai debiti contratti da Corino per le guerre contro l!Austria. secondo effetto sarebbe stato l!istituzione della coscrizione obbligatoria e, terzo effetto, la fine della protezione fiscale, nell!ambito nazionale, in favore dei prodotti locali) 4 non si pu0 dire che le previsioni fossero errate) +i erano intanto verificate tra Cavour e i +iciliani delle divergenze di carattere fondamentale circa la

forma dell!annessione) 3entre Cavour voleva imporre il metodo rivoluzionario del plebiscito, i +iciliani, anche i pi* moderati, oltre ai radicali, volevano integrarlo col tradizionale istituto siciliano di un!assemblea elettiva di rappresentanti) Bn!assemblea avrebbe potuto esaminare tutti i possibili sistemi d!unione e portare, con la libera discussione, il contributo di menti illuminate sul problema. mentre, per converso, col ridurre semplicisticamente la uestione a un " si # o a un " no #, cui avrebbe potuto rispondere col voto la moltitudine ignorante, i +iciliani avrebbero potuto dire ben poco sul loro futuro e il vero significato della loro scelta non avrebbe avuto modo di essere chiarito) Inoltre, c!era il fatto che la Coscana e i ducati padani erano stati chiamati a votare sulla stessa uestione per mezzo di assemblee elettive e doppiamente offensiva sarebbe apparsa una discriminazione nei confronti della +icilia con l!applicazione di una procedura diversa, nonostante che il sistema rappresentativo di governo avesse nell!isola tradizioni assai vive e molto pi* antiche che altrove, risalenti addirittura al medioevo, ai tempi della dominazione della cas a +veva e poi di uella d!Aragona) 1e classi colte siciliane erano ben conscie che in una assemblea le loro idee potevano prevalere, mentre in un plebiscito improvvisato, la massa incolta poteva venire manovrata e gabbata a piacere, creando cosD i presupposti della guerra civile, cosa uesta che, dopo pochi anni, purtroppo si verific0, come era stato previsto) Cavour non volle nemmeno dare ascolto al maggiore economista del tempo, ossia al suo amico e collega in giornalismo, il siciliano 2rancesco 2errara, il uale gli invi0 un interessante " memorandum # per tentare di convincerlo ad abbandonare l!idea dell!annessione pura e semplice della +icilia, al posto di un ordinamento, almeno in parte, autonomo) Il 2errara paventava, da allora, gli effetti deprecabili di un improvviso aumento del debito pubblico, dell!abolizione del sistema daziario vigente, della istituzione della coscrizione e dello stesso trasferimento della Corte di Cassazione nella lontanissima Corino, e soprattutto paventava che la popolazione, svaniti i primi entusiasmi, avrebbe poi dovuto constatare di aver perduto l!autonomia amministrativa goduta sotto i Borboni) 1a 2arina, agente di Cavour a /alermo era, n7 pi* n7 meno, che un sabotatore di tutto uanto il governo di Garibaldi faceva in +icilia) 1a polizia ad un certo momento arrest0 due deplorevoli individui, un certo Gri(scelli e un certo Cotti ritenuti sicari al soldo borbonico. risultarono poi agenti di Cavour che, a detta dell!ammiraglio /ersano, erano venuti in +icilia per compromettere il governo garibaldino) Il ? luglio sul " Giornale ufficiale # comparve il seguente comunicato che % bene sia conosciuto$ " /er ordini speciali del &ittatore, sono stati allontanati dall!isola nostra i signori Giuseppe 1a 2arina, Giacomo Griscelli e /as uale Cotti) I signori Griscelli e Cotti, c0rsi di nascita, son di coloro che trovano modo di arruolarsi negli uffici di tutte le polizie del continente) I tre espulsi erano in /alermo cospirando contro l!attuale ordine di cose) Il Governo invigila perch7 la tran uillit, pubblica non venga menomamente turbata e non poteva tollerare ancora la presenza tra di noi di codesti individui venutivi con intenzioni deplorevoli #) Garibaldi era molto irritato contro Cavour, il uale, secondo le voci correnti, stava discutendo i preliminari di un!alleanza con uello stesso governo contro cui Garibaldi era impegnato in una lotta mortale ossia il governo borbonico) 3entre il giornale uasi ufficiale del Governo di Corino, " 1!5pinione #, pubblicava aspri articoli contro il governo di Garibaldi, uando l!esercito napoletano teneva ancora sotto il proprio controllo parte della +icilia. Cavour, da scaltro manovratore come era, usava figurare una certa politica verso alcuni, e un!altra politica verso altri) 4ra un gioco pericoloso e non certo comprendibile per un animo sincero e sognatore come uello di Garibaldi, ed era infine una maniera di operare cosD sottile che inevitabilmente poteva portare ad una diminuzione di stima anche da parte di uomini di alto valore politico come /almerston e 'ussel, i uali, in seguito, affermarono che non si poteva pi* prestare fede a Cavour dopo le menzogne su Nizza e la +avoia, e anche uando diceva la verit, si sospettava in lui doppiezza di mire e di intenti) &el resto i negoziati condotti da Cavour nel luglio 9:;L con il Governo di Napoli sono un chiaro esempio della ambiguit, e della slealt, della sua politica, incomprensibile, ad esempio, per un animo leale e sincero come uello di 3assimo d!Azeglio) Canto energiche erano state le proteste

cavouriane contro " la piratesca irresponsabilit, garibaldina #, che il governo borbonico chiese ed ottenne da Cavour il permesso di inviare una speciale ambasceria per discutere i termini di un!alleanza antirivoluzionaria) Con tale modo di procedere, nel tentativo di mantenere buoni rapporti sia con chi voleva l!Bnit, d!Italia, sia con la diplomazia borbonica, Cavour si metteva in contrasto con gli uni e con gli altri, ottenendo che Napoli, /arigi, Garibaldi e i patriotti diminuissero la loro stima per il governo piemontese) Con i suoi contatti con gli emissari borbonici, Cavour finD col ritardare la maturazione della crisi a Napoli, ribadendo poi negli animi dei patrioti italiani la convinzione che lui non volesse affatto l!Bnit, d!Italia) Intanto 2rancesco II aveva concesso la Costituzione a Napoli e i +iciliani temevano che se i liberali napoletani ne fossero rimasti soddisfatti, Cavour si sarebbe messo con i liberali napoletani, seguendo il consiglio della 2rancia e uindi contro i rivoluzionari siculi) Comun ue sia, verso la met, di luglio c!erano uomini politici piemontesi che ritenevano l!alleanza con Napoli, almeno sotto certe condizioni, fosse da preferirsi a uella con Garibaldi) &al 9; al A9 luglio, Cavour ebbe dodici collo ui con 3anna e Winspeare, inviati speciali del governo borbonico a Corino per concludere un!alleanza con il /iemonte) Il giorno @o, 2arini, ministro dell!Interno piemontese, disse agli inviati napoletani che una vittoria borbonica su Garibaldi sarebbe stata la salvezza dell!Italia e che lui, 2arini, con ventimila uomini avrebbe gettato a mare Garibaldi e tutta la sua armata) Giunta per0 la notizia della vittoria garibaldina, Cavour divenne meno espansivo con i napoletani, ma dovette salvare le apparenze e continuare i negoziati, pur non avendo nessuna intenzione seria di arrivare ad un!alleanza) Il E settembre 8ittorio 4manuele consigliava i Borboni di attaccare Garibaldi senza timore ed esprimeva la speranza che essi riuscissero vincitori ed impiccassero il generale ribelle) 1a 2arina espulso dalla +icilia, rientrato in /iemonte, si dedic0 ad intorbidare le ac ue tra Cavour e Garibaldi, inventando, tra le numerose notizie false, uella che la +icilia era in preda al terrore e che Garibaldi meditava una spedizione per riprendere Nizza e la +avoia) A /alermo l!ammiraglio /ersano si preparava ad arrestare i collaboratori di Garibaldi non appena fosse stato possibile. mentre Cavour scriveva al suo ambasciatore a 1on( dra che " Garibaldi si lascia ubbriacare dal successo e invece di fare l!annessione della +icilia al /iemonte, sogna di con uistare Napoli e di liberare l!Italia, mentre l!annessione ci libererebbe da ogni imbarazzo e farebbe rientrare Garibaldi in una posizione normale # Insomma per i /iemontesi la con uista di Napoli costituiva " un imbarazzo #) /oi naturalmente Cavour si lasciava andare a fare delle confidenze al suo fedele Nigra a cui, tra le varie cose, scriveva che " i maccheroni non sono ancora cotti, ma gli aranci sono gi, sulla tavola e noi siamo decisi a mangiarli #, per significare che l!annessione dell!Italia meridionale era una cosa ancora lon( tana, ma la +icilia era gi, pronta per incorporarla al /iemonte) 4 il chiodo fisso di Cavour era l!annessione immediata della +icilia, perch7 scriveva$ "tale annessione il mezzo per annullare Garibaldi o per lo meno di diminuire la sua influenza in modo da renderla non pericolosa #) In conclusione Cavour non aveva nessuna conoscenza dei problemi meridionali, stava a sentire uanto il suo emissario 1a 2arina gli raccontava in malafede e uando l!ammiraglio /ersano, ancorato con la sua nave a /alermo, gli raccontava anche lui, con la pi* completa incompetenza di uomini e di cose) Al posto di 1a 2arina, Cavour mand0 a /alermo Agostino &e /retis, e comunicando tale invio a /ersano gli scrisse che " &e /retis % un uomo debole che si lascer, trascinare e uindi avrebbe potuto diventare lo strumento della politica piemontese #) Garibaldi nomin0 &e /retis prodittatore e gli diede per aiuto Crispi) In conclusione, Cavour, per merito di Garibaldi, e contro la propria volont, e le proprie vedute politiche, si trovava a pregustare " gli aranci # ossia il grosso boccone della +icilia e intravedeva anche di poter un giorno divorarsi " i maccheroni # ossia Napoli, ma non conosceva n7 la +icilia, n7 Napoli. certamente la Cripolitania nel 9<99 era meglio conosciuta dal governo italiano che non l!Italia meridionale dal /iemonte nel 9:;L) 4 dato che l!idea di Bnit, d!Italia era sempre stata considerata da Cavour come un!utopia di

esaltati mazziniani sul tipo di &aniele 3anin, Giuseppe Garibaldi, ed altri simili seccatori, Cavour in tale guazzabuglio intravedeva solo una cosa$ la con uista di un!enorme fetta di territorio da farsi nel modo pi* spicciativo, una volta ultimato il compito dei filibustieri garibaldini) 3a come e con uale sistema fosse opportuno arrivare all!unione dell!Italia meridionale col /iemonte, e uali fossero gli interessi delle popolazioni meridionali da salvaguardare, Cavour lo ignorava e non se ne preoccupava nemmeno lontanamente. l!essenziale era di levarsi da torno Garibaldi e salvare la faccia di 8ittorio 4manuele facendolo partecipare alla parata conclusiva della con uista) 4spulso 1a 2arina dalla +icilia, Cavour reagD dando l!ordine (9L luglio 9:;L) di impedire la partenza da Genova di altri volontari, mentre l!ammiraglio /ersano scriveva a Cavour di " essere pronto ad arrestare Crispi, 3ario e 2errara appena Garibaldi si fosse tolto dai piedi #) Quando arriv0 la notizia della vittoria di 3ilazzo, Cavour si convinse che in fondo gli utopisti garibaldini non erano esattamente degli utopisti, ma sapevano bene uello che volevano. ciononostante, anzi proprio per tale vittoria, Garibaldi e i garibaldini diventavano per Cavour pi* fastidiosi e pericolosi di prima) 4 Cavour invi0 a /ersano uesto preciso ordine$ " Conviene impedire ad ogni costo che Garibaldi passi sul continente, da un lato, e, dall!altro, conviene promuovere un moto a Napoli #) 4 poi dava l!ordine segreto di spingere un certo numero di ufficiali della marina piemontese a disertare e a passare alla flotta di Garibaldi, in modo da poter organiz( zarvi un ammutinamento se e uando Cavour decidesse di aver la forza sufficiente per perseguire apertamente una politica avversa ai rivoluzionari) /ersano ebbe inoltre istruzioni di non prestare nessun aiuto, neppure indiretto, a Garibaldi e di tenere le sue navi lontane da ogni combattimento) Garibaldi a mezzo di 1itta ricevette una lettera di 8ittorio 4manuele con la disapprovazione della spedizione e con le pressioni per una fine immediata della guerra tra Napoli e la +icilia) 1a leggenda narr0 a suo tempo di una seconda lettera segreta con la uale 8ittorio 4manuele diceva a Garibaldi di passare lo stretto e seguitare a combattere) 3a di tale lettera nessuno mai trov0 la traccia. solo nel 9<L< venne alla luce una lettera non simile alla prima e nemmeno alla ipotetica seconda, ma meno formale della prima) 3a non % stata inclusa nell!edizione nazionale delle lettere di Cavour insieme alla prima lettera del 'e) N7 Garibaldi, n7 Cavour fecero mai menzione di un secondo messaggio. al contrario, Garibaldi la cui sincerit, % sempre stata ammirata da tutti, ripet% pi* volte, anche per iscritto, che il governo torinese aveva tentato di impedire la traversata dello +tretto 9=) Nel mese di luglio alcuni meridionali esuli a Corino, fra cui Bonghi, Nisco, 3ezzacapo e /isanelli vennero inviati a Napoli insieme a 'ibotti, Hanardelli e 8isconti(8enosta, col compito di esplorare il terreno per preparare un!insurrezione che avrebbe dovuto scoppiare prima di un eventuale e deprecato arrivo di Garibaldi. ma il @; dello stesso mese si venne a sapere che l!Inghilterra si rifiutava di unirsi al piano della 2rancia e del /iemonte per fermare l!avanzata di Garibaldi e convincere i Bor(boni alla perdita della +icilia) 2ino a uel giorno Napoleone III aveva sperato che Cavour avrebbe concluso l!alleanza con Napoli e che le grandi potenze sarebbero intervenute per fermare Garibaldi allo stretto) Gli ordini segreti di Cavour a /ersano continuavano ad essere uelli di non dare nessun aiuto a Garibaldi e di " ritardarlo per via indiretta il pi* possibile # e /ersano era convinto che per Garibaldi sarebbe stato difficile attraversare lo stretto di 3essina senza una scorta navale. ma Garibaldi non era /ersano. e pass0) /ass0 e uando una nave da guerra piemontese com( parve nello stretto e uno dei due trasporti di Garibaldi si incagli0 e dovette venire incendiato, la nave piemontese alle richieste di aiuto da parte dei garibaldini, rispose con un silenzio di tomba) 1a Gran Bretagna si indusse a parteggiare per Garibaldi contro la 2rancia, non solo perch7 Garibaldi le piaceva di pi*, ma specialmente perch7 la 2rancia le piaceva meno) Il AL luglio Garibaldi scrisse a Bertani e a 'icasoli che entro uindici giorni lui avrebbe invaso la Calabria e uindi sarebbe stata utile un!invasione dal Nord) 4 mentre Garibaldi franco e leale esponeva i suoi pensieri, senza scopi reconditi, in /iemonte fu deciso di agire per permettere al 'e di assumere il controllo della situazione " in nome dell!ordine, dell!umanit,, strappando dalle mani di Garibaldi la direzione suprema del movimento italiano # e Cavour aggiungeva$ " il piano che ho adottato ha dei pericoli ma l!entrata di Garibaldi a Napoli ne ha dei pi* grandi ancora. se ci0 avvenisse sarebbe lui e non 8ittorio 4manuele, il vero 'e d!Italia #9;) In tale situazione e con tali preoccupazioni, Cavour inizi0 nei confronti di Napoli una politica

caotica, affidata tra l!altro a uomini di scarso valore, uale il 8illamarina) Cercava di intrattenere trattative con 2rancesco II. mandava ALLL fucili a Napoli a mezzo del Barone Nisco, per indurre uno s uinternato zio di 2rancesco II, ossia il conte di +iracusa, a insorgere contro il nipote. assoldava traditori borbonici e cercava di accaparrarsi le simpatie dei liberali per poi usarli contro Garibaldi) Insomma mentre Garibaldi, circondato da uomini di grande valore politico e militare, uale Cosenz, 3edici, +irtori, C*rr, BiMio e Crispi, marciava dritto per la sua strada, difficile ed eroica, ma semplice e chiara, Cavour, pur di togliere almeno una parte della gloria al " filibustiere Garibaldi #, per attribuirla al 'e, si agitava senza avere la possibilit, di concentrarsi su un!idea netta e precisa, creando cosD grande confusione e grande perplessit, e soprattutto erigendo basi, financo troppo solide, alla futura, profonda incomprensione tra Italiani del Nord e del +ud) Capitolo OOOII 9:;L " ANNB+ 3I'ABI1I+ # /A'C4 C4'HA 2rancesco Crispi, l!uomo che aveva convinto Garibaldi a intraprendere la spedizione passata alla storia come uella dei " 3ille #, andava sempre pi* rafforzandosi nell!idea che voler fare della +icilia ualcosa di simile ad una provincia del /iemonte, come volevano gli emissari di Cavour, era il modo pi* sicuro per provocare, per reazione, una ripresa dei sentimenti separatisti. e che una annessione immediata e senza condizioni avrebbe messo in pericolo il suo sogno di un!Italia unita) Cavour, da parte sua, sollecitava presso &e /retis l!annessione della +icilia e, a tale scopo, gli invi0 il giornalista G)B) Bottero latore di un vero e proprio ultimatum al fine di$ " poter usare le risorse di uel nobile e ricco paese #) Che la +icilia fosse nobile, in fondo a Cavour importava poco. l!essenziale era che fosse ricca, e uesto Cavour lo sperava intensamente, dato che le finanze piemontesi non erano in floride condizioni) 1!ultimatum presentato da Bottero a &e /retis concludeva in uesto modo$ " ove non avesse aderito alle richieste di Cavour per un!annessione immediata della +icilia al /iemonte, la +icilia sarebbe stata considerata dal /iemonte come una nemica #) A /alermo, in tanta confusione di idee, il popolo, riguardo alla pi* o meno rapida annessione, rispondeva con una grande dimostrazione di folla e gridando$ " 8ogliamo l!annessione, ma soltanto uando lo dice Garibaldi #) 4 allora &e /retis decise di andare a Napoli per avere disposizioni da Garibaldi e uesti gli rispose accettando le sue dimissioni da /rodittatore e uelle di tutti i suoi ministri) A Napoli la vittoria di Garibaldi era completa e le mene degli emissari cavourriani, mandati a seminare zizzania, a intorbidare le ac ue e a provocare una rivolta prima dell!arrivo del &ittatore, erano fallite miserevolmente) Cutti gli agenti provocatori ripartirono per il Nord) Garibaldi, insediatosi a Napoli, fu dolorosamente colpito uando si trov0 di fronte alle prove dei tentativi di Cavour per arrestare la rivoluzione e per far servire l!annessione di Napoli semplicemente all!espansione del /iemonte) 3a da nobile uomo uale era, leale e puro, avente nel proprio animo solo lo scopo di fare una l!Italia, rispose alle mene di Cavour e dei cavourriani, dando a /ersano, che si trovava nel porto con navi della marina sarda, istruzioni per lo sbarco delle truppe piemontesi dalle navi da trasporto ancorate nel golfo, affinch% presidiassero la citt, e i forti, promulgando poi tutti i decreti in nome di " Italia e 8ittorio 4manuele # e trasferendo a /ersano il comando di tutta la flotta borbonica, che era di gran lunga pi* considerevole di uella del /iemonte e con cin ue unit, munite di una potenza di fuoco enormemente superiore a uella di ualsiasi nave piemontese) A Corino, secondo il giudizio di +ir Uames Judson, Garibaldi, per ricompensa, fu giudicato come " un minchione pieno di buone intenzioni #. ma se Cavour e i cavourriani fossero stati veramente pi* intelligenti di Garibaldi non avrebbero commesso il madornale errore di sottovalutarlo e di non capire uanto in determinate circostanze la sincerit, brusca possa valere pi* della doppiezza diplomatica. e uanto il &ittatore fosse popolare tra i +iciliani e i Napoletani, perch7 col suo istinto di popolano li comprendeva e li stimava 9?) A uesto proposito &e /retis scriveva a Cavour$ " il Governo non deve dimenticare che la popolarit, di Garibaldi % immensa) 6 un torrente uello che lo accompagna$ si pu0 regolare il corso,

ma non impedirlo #) Quando Garibaldi dovette abbandonare il fronte di battaglia per recarsi a /alermo per le solite mene politiche dei cavourriani, C*rr comandante dei garibaldini, spinte le proprie truppe troppo in avanti, fu respinto a Caiazzo dai soldati borbonici) 4ra la prima sconfitta militare dei garibaldini, ma le truppe piemontesi scese a Napoli dalle navi di /ersano non si vollero muovere in soccorso dei garibaldini) Garibaldi non perdon0 mai a Cavour d!averlo costretto ad allontanarsi dal fronte per correre a /alermo, mentre Cavour consider0 il successo borbonico di Caiazzo come un punto in proprio favore e ai danni di Garibaldi, e che era giunto il momento di mettere un freno al Condottiero e alla sua popolarit,) 2ece invadere, cosD, le 3arche e l!Bmbria dalle truppe piemontesi per raggiungere Napoli prima che fosse troppo tardi per il decoro e l!onore di 'e 8ittorio) +econdo lo storico inglese Crevel>an, l!invasione dello +tato /ontificio fu l!atto che coron0 la vita di Cavour e il pi* grande esempio del suo genio politico) &e /retis e /ersano ne furono informati, ma Garibaldi ne fu tenuto all!oscuro, mentre Cavour dichiarava che " non % pi* a Napoli che possiamo ac uistare la forza per dominare la rivoluzione, % ad Ancona #) " 1a rivoluzione # sarebbe stata uella di Garibaldi il uale aveva ceduto tutta la flotta borbonica e i forti di Napoli a /ersano e Ancona era una piccola citt, fortificata, che il @L settembre assediata dalle truppe piemontesi della uarta, della settima e della tredicesima divisione e del uinto e del uarto corpo, bombardata da terra e da mare, il @< si arrese e i superstiti difensori furono fatti prigionieri) Cavour sperava che l!esercito regolare " ac uistasse un prestigio che gettasse nell!ombra uello che una serie di eventi fortunati aveva conferito a Garibaldi e ai suoi vo(lontari #) 3a nonostante tutti gli sforzi della storiografia ufficiale piemontese, non si riuscD a far assurgere la marcia di Cialdini su Ancona alla gloria della marcia di Garibaldi da Quarto al 8olturno) Garibaldi ormai, unitamente ad eminenti personaggi anche del settore politico moderato, pensava che l!Bnit, d!Italia era vicina) Quindi se Garibaldi era un illuso, lo era in buona compagnia. e Cavour che aveva considerato fino a poco tempo prima l!Bnit, d!Italia una " corbelleria # e adesso stava cambiando parere, si dimostrava ingeneroso e ingrato verso coloro, che, con i fatti, gli avevano dimostrato come egli avesse erroneamente interpretato i tempi e le situazioni) Arrivato a Napoli, come da richiesta fatta da Garibaldi a 8ittorio 4manuele, il marchese Giorgio /allavicino venne rimandato da Garibaldi a Corino per esporre al 'e le idee del &ittatore scritte in un messaggio. il 'e si mise sgarbatamente in tasca il messaggio senza neppure leggerlo e cominci0 una tirata contro l!impertinenza di uno che pretendeva di essere sullo stesso piano del suo 'e. divent0 furibondo uando /allavicino interlo uD dicendo che in fin dei conti Garibaldi aveva pur fatto ualche cosa che meritava gratitudine) Andato poi /allavicino da Cavour, si sentD rispondere che lui era pronto a combattere Garibaldi e ad assumerne le conseguenze) /alla(vicino ne fu spiacevolmente colpito e fece notare che in tal modo poteva accadere che i mazziniani, ossia gli estremisti, prendessero a Napoli il sopravvento su Garibaldi) Al che Cavour rispose$ " tanto meglio, cosD faremo piazza pulita di loro #) /allavicino pot% solo obiettare che i mazziniani non erano Croati ma Italiani e che la guerra contro Garibaldi sarebbe stata una guerra fraticida. ma senza effetto rimase la sua obiezione) Aggiunse poi, per iscritto, che Garibaldi perseguiva gli stessi obiettivi del governo di Corino, ma temeva che Cavour mirasse solo a creare una nuova Gallia cisalpina alle dipendenze della 2rancia. e se un tal timore era ingiustificato lo si sarebbe potuto certamente eliminare senza difficolt,) Garibaldi, sempre signore, il giorno @? settembre, dando notizia ufficiale dell!arrivo delle truppe piemontesi, porgeva il benvenuto ai " nostri fratelli dell!4sercito italiano comandato dal bravo generale Cialdini))))))2ra poco avremo la fortuna di stringere uelle destre vittoriose #@9) 1!esercito di Cialdini avanzava senza carte geografiche e uelle del Napoletano gliele fece avere da Napoli 8illamarina. lo stesso /ersano partD da Napoli per andare a bombardare Ancona senza neppure una carta dell!Adriatico) Cutto ci0 dimostra come lo +tato 3aggiore torinese non aveva neppure mai sognato la possibilit, dell!unificazione nazionale. della uale possibilit, si rese conto solo in seguito al valore e all!ardire dei garibaldini e del(l!" avventuriere # che li comandava) 3entre Gladstone, Napoleone III, Nigra e /almerston esprimevano l!opinione che bisognava trattare

Garibaldi da alleato e non da nemico, uel Garibaldi che aveva spontaneamente ceduto la flotta borbonica a /ersano, Cavour ordin0 a 2anti di fare eventualmente uso delle armi per disarmare i volontari informando il suo amico Nigra che " il 'e si % deciso di marciare su Napoli per ridurre alla ragione Garibaldi e gettare a mare uel nido di rossi repubblicani e di demagoghi socialisti che si % formato intorno a lui) 6 stato l!insolente ultimatur portato da uell!imbecille Giorgio /allavicino che ha fatto decidere il 'e#) Giorgio /allavicino era un nobile martire lombardo, colto ed educato, e Cavour dimostrava ancora una volta o di non essere in buona fede o di non capire niente n7 di Garibaldi, n7 dei Napoletani, n7 dei +iciliani) 4 su tali basi incominciava il dramma dell!Italia meridionale incompresa, sottovalutata, e addirittura pi* sconosciuta di una terra straniera) Garibaldi a fine settembre nomin0 prodittatore per la +icilia Antonio 3ordini e lui e i suoi ministri prestarono giuramento a 8ittorio 4manuele e allo +tatuto) /oi tra continue discussioni sia in +icilia che a Napoli, tra i fautori di un plebiscito in favore dell!annessione della +icilia e del 'egno di Napoli al /iemonte, usando il sistema cosD detto alla francese, ossia con urne pubbliche bene in vista in modo che tutti potessero vedere per chi si votava (un!urna era per il sD e l!altra per il no) e i fautori di decisioni prese da assemblee di rap ( presentanti delle popolazioni, (e uindi decisioni ragionate e ponderate, prese con calma da persone competenti), il sistema del plebiscito fu imposto e il @9 ottobre ebbe luogo) 4 dalle urne uscirono uasi tutti sD e pochissimi no) 3a erano sD che non rappresentavano la volont, dei votanti, ma un po! l!entusiasmo, un po! il timore, molto l!ignoranza) Il plebiscito eseguito in uelle condizioni e che teoricamente doveva rappresentare l!adesione al /iemonte e a Casa +avoia del <<[ dei votanti, pratica mente rappresentava ben poco. e dopo anche solo pochi giorni tutti se ne resero conto a ricominciare dal 'e 8ittorio 4manuele e dai fedeli di Cavour) +i racconta che in un paese della +icilia il capo del Comune riunD gli elettori e spieg0 loro, prima della votazione, il significato del sD e del no. ma tutti gli gridarono$ " non vogliamo n7 8ittorio 4manuele, n7 2rancesco. ma vogliamo &on /eppino #, ossia Garibaldi) Allora l!oratore rimase un po! perplesso e poi disse loro$ " in uesto caso dovete votare sD #) 4 lo stesso, presso a poco succedeva nelle provincie continentali dove i votanti, sollecitati a gridare " 8iva l!Italia una #, domandavano$ ma che roba %P #) 1a cosa pi* inverosimile era che le votazioni avvenivano mentre sul territorio del 'egno delle &ue +icilie combattevano ancora tre eserciti, uello garibaldino, uello piemontese e uello borbonico. e uattro fortezze borboniche, uella di 3essina, uella di Civitella del Cronto, uella di Capua e uella di Gaeta resistevano tenacemente) 3a, come dissero /as uale +tanislao 3ancini, (uomo di idee moderate e uindi non uno sfegatato seguace di Garibaldi) e lo stesso moderato 'uggero Bonghi$ " se il popolo minuto aveva cominciato a farsi un concetto dell!Italia e dell!indipendenza nazionale, ci0 era merito esclusivo di Garibaldi e del suo immenso prestigio # e se " il popolo accetta l!unione col /iemonte % perch7 Garibaldi ha voluto cosD))) 4gli avrebbe potuto proclamarsi re, come un giorno 3asaniello #) 4 &e /retis in /arlamento ebbe il coraggio di contraddire Cavour dicendo che il pi* grande annessionista era proprio Garibaldi, dato che l!annessione di mezza Italia era opera sua) 3a Cavour seguitava a non capire o a non voler capire e verso la fine di ottobre, dopo il plebiscito e dopo che era svanita una presunta minaccia dell!Austria, scrisse a 2arini che lo rappresentava a Napoli$ " fate il dittatore di fatto, se non di nome) +pezzate senza piet, uelle stalle ripiene di letame bertaniano #) 1etame di Bertani, il uale per uattro mesi aveva da Genova mandato armi e volontari a Garibaldi mettendolo in condizioni di fare uello che aveva fatto) 4 ui, pi* che mancanza di generosit, (e di onest, si pu0 aggiungere) vi era anche mancanza di buon senso e di buon gusto @@) Il @; ottobre Garibaldi si rec0 a Ceano per dare di persona il benvenuto al 'e e per accordarsi con lui per il trasferimento dei poteri) 4 dopo che i soldati piemontesi e i garibaldini insieme con uistarono Capua, il 'e pot% finalmente pensare di andare a Napoli potendo mettere al suo attivo, dopo la gloriuzza di Ancona, anche uella di Capua) /er speciale invito del 'e, il dittatore fece il suo ingresso a Napoli la mattina del ? novembre nella stessa carrozza di 8ittorio 4manuele, cui rimise ufficialmente il giorno successivo i poteri) Come ultima richiesta domand0 al 'e di

rimanere nel +ud un anno come vicer7 con ampi poteri, usando l!influenza che vi godeva per superare il difficile periodo dell!unificazione) Il 'e accanton0 la richiesta e offerse a Garibaldi la no( mina a generale di armata, denaro, titoii, un castello, una nave privata) Garibaldi rifiiut0 tutto dicendo che lui non era sbarcato in +icilia per fare carriera o per ac uistare titoli o ricchezze) Al /ersano, poi, disse$ " 4cco, /ersano, degli uomini si fa come degli aranci$ spremutone il sugo fino all!ultima goccia, se ne getta la buccia in un canto #) 4 il < novembre il dittatore partD tran uillamente, con un sacco di sementi e un po! di baccal, per la sua solit,ria isola di Caprera) 8ittorio 4manuele non volle partecipare alla rivista di addio fatta da Garibaldi ai volontari, e il ministro regio 2arini proibD che si cantasse l!inno di Garibaldi) Quando Corino invit0 i cittadini a celebrare la caduta di Capua, non si credette opportuno ricordare un cittadino tanto pericoloso e spregevole come Garibaldi) 4 uando una deputazione rec0 a Napoli e alla +icilia, le congratula( zioni ufficiali del /arlamento per la rivoluzione da poco compiuta, non si fece nemmeno menzione di Garibaldi) Questo modo di agire con freddo calcolo politico fece pessima impressione sui Napoletani e sui +iciliani i uali, generosi e facili all!entusiasmo e non calcolatori, non potevano comprendere come il loro idolo, che aveva regalato ai " piemontesi # un cosD grande regno, fosse dai " piemontesi # ripagato in tal modo) Cutto ci0 unito alla non buona impressione fatta a loro da 'e 8ittorio, che girava per Napoli con la barba e i baffi tinti, con l!amante e i di lei figli, e trattava altezzosamente i napoletani da lui considerati " canaglie #. e la durezza e l!incomprensione dei funzionari nordici, dimostrano subito che il risultato del "plebiscito# non aveva il valore attribuitogli) &!altra parte anche in Coscana erano accaduti fenomeni simili e i Coscani pensavano che 2irenze, per il momento sarebbe stata migliore capitale che non Corino) 4d osservavano che i membri della classe dirigente, compresi Cavour e il 'e, preferivano parlare e scrivere in francese oppure in dialetto) 4 uando parlavano italiano si trattava di un italiano approsimativo, mentre la storia del /iemonte era tanto transalpina che cisalpina) /rima che si riunisse il /arlamento a Corino, Cavour impose per il 3ezzogiorno il maggior numero di leggi possibili e ci0 era veramente assurdo, dato che il /arlamento avrebbe potuto, anche a leggi emanate, non approvare tale procedura s uisitamente anticostituzionale) Cavour rimase sempre lontano da Napoli e uesto certo non lo aiut0 a capire almeno ualcosa dell!Italia meridionale) Non era passata una settimana dall!arrivo del ministro 2arini e di 8ittorio 4manuele a Napoli che gi, si udivano grida di abbasso 8ittorio, vogliamo Garibaldi, ecc) 2arini, vista la propria incapacit, di capire e fare ualcosa di utile, il = novembre preg0 Cavour di sostituirlo dato che, scomparso Garibaldi, si sentiva nell!aria ualcosa che si agitava contro " i piemontesi # e in favore dei Borboni e del /ape, anche perch7 il governo, molto impoliticamente, si stava dimostrando pi* rapace di uello borbonico) C0rdova e 1a 2arina, che erano da sempre strumenti di Cavour e tanto male fecero in +icilia, tornati a Corino riferirono che c!era la pi* assoluta indifferenza intorno al nuovo ordine di cose) Cavour aveva erroneamente pensato che Garibaldi non fosse amato e invece era idolatrato. era convinto che 8ittorio 4manuele detto " 'e Galantuomo # avrebbe attirato su di s7 le pi* grandi simpatie. ma " galantuomo # era il titolo che nei paesi si dava ai ricchi e mezzi ricchi oziosi, che passavano la giornata al circolo a giocare a carte e a fare pettegolezzi) 3entre i napoletani abituati a 2erdinando II carico di figli e fedelissimo a sua moglie e a 2rancesco II e +ofia, mal sopportavano il modo di fare del 'e, che si rifugiava nelle bandite di caccia fuori Napoli e in citt, ostentava la sua amante con relativi bastardi) Il Console inglese Bonham scriveva a 'ussel$ " &urante il soggiorno che +ua 3aest, ha fatto a Napoli, % diventato estremamente impopolare, anzi contro i /iemontesi in generale prevale un forte senso di antipatia, causato senza dubbio dal modo altezzoso con cui trattano i Napoletani #) Il Napoletano 1acaita scriveva anche lui a 'ussel in uesto modo$ " /rima il 'e se ne va, e meglio % # e a Cavour scriveva che " gli amici dell!annessione erano una ristrettissima minoranza e non bisognava farsi ingannare dai risultati del plebiscito dovuti pi* che altro all!avversione per la dinastia borbonica, al mazziniane(simo, e alla intimidazione #) Cavour, dalle varie relazioni ricevute aveva capito che il 'e aveva perduto il prestigio e doveva

subito rientrare a Corino. ma Cavour aveva anche altri motivi pi* importanti per far ritornare il 'e) Cali motivi erano prodotti dalla maggiore sincerit, del 'e e dal sua animo pi* buono e meno calcolatore di uello del suo ministro) Il 'e voleva concedere un!amnistia generale, compresa in essa 3azzini, ma Cavour si spavent0 e non volle. il 'e lasci0 3ordini ancora per 9E giorni in +icilia e rimprover0 pubblicamente il generale 2anti per la scarsa generosit, dell!esercito regio verso i volontari) Cutto uesto Cavour non lo poteva sopportare) 1a prima reazione di Cavour alle notizie delle resistenza del +ud fu uella di imporsi con i metodi repressivi e pens0 di estendere subito al 3ezzogiorno le leggi piemontesi senza attendere il /arlamento) " +e la Consulta di Napoli avesse fatto obiezioni bisognava scioglierla ))) e imporsi con la forza morale e se non basta, anche con uella fisica #) 4 soprattutto il governo doveva distruggere il prestigio di Garibaldi e se i Napoletani non volevano l!unificazione essa doveva essere loro imposta$ meglio una guerra civile che un!irreparabile catastrofe #) 2arini non era d!accordo con Cavour e disse al 'e che era una " grossa illegalit, # confinare nelle isole un certo numero di persone e concludeva che in tutto il 3ezzogiorno non vi erano sette unitari su sette milioni di abitanti) Con tale incomprensione e con tale presunzione da parte di Cavour (che mai aveva messo piede nell!Italia a sud di 1a +pezia) successe uello che era ben preve( dibile succedesse. sciolto l!esercito borbonico, scontentati tutti, rincarato il costo della vita, inimicatosi il clero, incominci0 una sorda rivolta contro il governo di Corino, il uale, denigrati Garibaldi e garibaldini per accrescere la propria autorit,, aveva demolito degli idoli insostituibili nel cuore dei meridionali e si era creato le pi* profonde antipatie. mentre la fortezza di Gaeta resisteva eroicamente al bombardamento giornaliero di Cialdini) Nell!animo popolare, la leggenda dell!eroismo di Garibaldi si trasferiva a 2rancischiello e a sua moglie, che non intendevano arrendersi) Brofferio, a Corino, scriveva che l!opinione cominciava a dubitare dell!infallibilit, di Cavour e a /allavicino osservava che "Cavour raccoglieva uello che aveva seminato#) Cattaneo si rallegrava per l!enorme diminuzione della popolarit, di Cavour e Cairoli era soddisfatto che la gente fosse " se non guarita, almeno convalescente della malattia cavourriana #) 4 in molti Italiani nac ue e si consolid0 la convinzione che se 8ittorio 4manuele avesse concesso per un anno a Garibaldi uello che lui gli aveva chiesto, ossia il governo delle regioni dell!eM 'egno delle &ue +icilie, le cose sarebbero certamente andate meglio) 4 prima di occuparci del cosD detto " esercito di 2rancischiello #, e del disastro economico e sociale verificatosi nell!Italia meridionale dopo l!annessione, % bene ricordare uanto ha lasciato scritto Uessie White 3ario$ "Alle violente, affrettate annessioni delle provincie del 3ezzogiorno si deve tutta la serie di disordini e di infelicit, che ne seguirono #) " /erch7 se uelle provincie fossero state amministrate con senso e bont, da persone benvise al popolo, come fu per un anno la Coscana, non vi sarebbe stata opposizione alla leva in +icilia, n7 il brigantaggio avrebbe potuto allargarsi ed infierire nel Napoletano #@A) Capitolo OOOIII 1!4+4'CIC5 &I 2'ANCI+CJI4115 /A'C4 /'I3A Chi scrive tiene a dichiarare di essere orgoglioso di aver fatto parte del piemontese corpo dei bersaglieri e come tale di aver combattuto ad 5slavia, come del resto % orgoglioso di essere stato pilota militare comandante di una s uadriglia da caccia) In conseguenza, ha sempre avuto una venerazione per l!esercito italiano e per i reparti di lontana origine piemontese. e se esporr, idee e, soprattutto, fatti in contrasto con uanto la leggenda, spesso malevola, ha raccontato finora, circa l!esercito borbonico. e se metter, in evidenza la benemerenza e il valore di uanto di borbonico and0 a far parte della marina e dell!esercito italiano, lo far, solo ed esclusivamente in omaggio alla verit, e alla convinzione che per amarsi e soprattutto per stimarsi reciprocamente, solo alla verit, si debba fare ricorso. che solo con la verit, si debba e si possa arrivare ad una vera unione, non sol( tanto economica e politica, ma profonda e spontanea. cosa uesta che non pu0 essere altro che la

conseguenza di una reciproca stima) 2atta uesta premessa, chi scrive si accinge ad esporre fatti e opinioni nel campo militare, sempre suffragati da documenti, e lo fa per potere finalmente ridimensionare verit, storiche che spesso non erano n7 verit,, n7 storiche, ma solamente storielle, frutto di sorpassati stati d!animo che ormai si possono e soprattutto si debbono respingere come prodotti da un puerile provincialismo contrastante col sentimento di unit, che ormai, dopo un secolo, dovrebbe essere l!unico sentimento da nutrire nell!animo di tutti gli Italiani a ualsiasi grado di latitudine appartengano) Negli anni precedenti la prima guerra mondiale, uando si doveva rimproverare un bersagliere piuttosto " scalcinato#, ossia non eccessivamente efficiente dal punto di vista fisico, gli si diceva$ " tu non sei un bersagliere, sei un soldato di 2rancischiello #. se poi tale " scalcinato # proveniva da un distretto militare meridionale, il titolo veniva accompagnato anche da uello di " terra matta # o " terra ballerina #, dato che l!Italia meridionale era il paese del terremoto) I meridionali si vendicavano battezzando i camerati del Nord come " cape !e lignamme # ossia teste di legno @=) +orvolando, dato che se ne % parlato esaurientemente, sugli eroici lazzaroni che resistettero a Championnet invasore del 'egno di Napoli, destando la di lui ammirazione. sorvolando sui cosidetti briganti che erano - in molti casi - eroici partigiani, che difendevano la loro /atria, le loro case, la loro religione, le loro donne e fecero dire a Napoleone che erano valorosi, che sapevano combattere, dandogli molto filo da torcere. - non si pu0 fare a meno di ricordare, ancora una volta, che lo stesso Napoleone I elogi0 i soldati napoletani che in 'ussia, tra l!altro, gli rimasero fedeli e combattivi anche durante la ritirata, uando in gran numero, soldati di altre nazionalit, si erano sbandati) 'icordato poi ancora che l!unico ufficiale italiano che seppe rintuzzare con la spada l!offesa sciocca fatta da 1amartine a tutti gli Italiani, scrivendo che l!Italia era una " terra di morti # fu il generale napoletano Gabriele /epe, cugino di Guglielmo /epe comandante di tutte le truppe veneziane durante l!eroica difesa di 8enezia nel 9:=<, passiamo ad esaminare se l!esercito di " 2ranci(schiello # fosse veramente un esercito di vigliacchi o di incapaci o se fosse vero il contrario) 4ssendo gi, storicamente dimostrato come 2erdinan(do II giunto in prossimit, di 'oma nel 9:=< si ritir0, non perch7 sconfitto, ma unicamente perch7 cosD volle Napoleone III, vediamo uale sia stato il comportamento dei soldati borbonici in +icilia durante l!eroica e gloriosa impresa di Garibaldi con i suoi " 3ille #) 1a +icilia da circa un mezzo secolo combatteva contro i Borboni per ragioni che avevano le loro radici profonde in tutte le classi sociali, essendo stata da secoli l!idea di indipendenza sentita e talvolta tradotta in realt, dai +iciliani) 2erdinando II riuscD, % vero, a debellare la rivolta siciliana nel 9:=< mediante l!opera del suo generale 2ilan(geri, ma si trattava di una vittoria momentanea e che non illudeva nemmeno lo stesso 2erdinando II, nonostante le accoglienze calorose da lui ricevute in seguito da parte della popolazione di alcune citt, sicule) In +icilia lo stato di rivolta era sempre rimasto latente e covava come fuoco nascosto, alimentato dallo spirito d!indipendenza dei +iciliani, dalla loro antipatia per la polizia e la burocrazia napoletane e, negli ultimi anni, alimentato anche dal desiderio di riavere la loro speciale Costituzione del 9:9@, elargita da 2erdinando I8 durante il suo esilio in /alermo sotto la protezione della flotta di Nelson e sotto la guida di 1ord BentincK rappresentante della Inghilterra in uell!isola) 4 l!Inghilterra aveva tutto l!interesse di sottrarre uelle popolazioni all!influenza napoleonica) Cra la fine del 9:E< e i primi mesi del 9:;L, i pa(triotti siciliani ebbero la fortuna di essere guidati nella loro attivit, da un ardito combattente uale 'osalino /ilo e da un esule di grande ingegno che facendo la spola tra 3alta, il /iemonte, la 2rancia e l!Inghilterra, aveva anche il fegato di rientrare in incognito nella +icilia stessa per coordinare le file delle congiure) Cale esule, divenuto poi un grande uomo di stato, si chiamava 2rancesco Crispi, e se a Garibaldi % dovuta la gloria di avere osato e portato al trionfo l!invasione dell!isola, a 2rancesco Crispi % dovuta uella di avere preparato tale invasione con un lavoro tenace e rischioso, e soprattutto di avere, col suo ingegno e con la sua convincente dialettica, deciso il duce dei " 3ille # ad osare uello che ai pi* sembrava una pazzia) +barcato Garibaldi a 3arsala, Crispi si trovava nel suo ambiente e, avendo la preparazione culturale e l!ingegno adatto, fu il suo braccio destro politico$ mentre 1a 3asa, valoroso combattente di tutte

le rivolte siciliane, immediatamente si adoprava a far sollevare la popolazione delle varie provincie e a far affluire popolani, borghesi ed anche nobili, in aiuto dei garibaldini, ai uali non manc0 nemmeno l!entusiastico concorso di frati e di preti patriottici) Il primo scontro, tra i " 3ille # e i borbonici, avvenne a Calatafimi) 4 a proposito di uesta gloriosa e com(battutissima battaglia, chi scrive si attiene al racconto del garibaldino giornalista toscano Giuseppe Bandi tenente dell!esercito piemontese nel 9:E< e poi maggiore nella guerra del 9:;;) Giuseppe Bandi, lasciato il servizio militare, fu giornalista di valore e fond0 "II Celegrafo# di 1ivorno. morD ucciso da un pazzo, il 9L luglio 9:<=) Giuseppe Bandi persona seria, modesta ed e uilibrata, ha lasciato un aureo libro storico intitolato "I 3ille da Genova a Capua#) Gi, aiutante di Garibaldi nello sbarco a 3arsala, fu l!estensore del primo proclama ai +iciliani emanato dal Condottiere a +alemi e, dopo cruento combattimento, fu ferito a CalatafDmi) &al racconto di Giuseppe Bandi si apprende come i borbonici, soldati, sottoufficiali e ufficiali inferiori, combatterono valorosamente, mentre generali e ammiragli avevano gi, deciso di tradire il proprio 'e) 4 il lettore diligente pu0 leggere particolari molto interessanti di uel combattimento decisivo per l!intera campagna, nella nota in appendice @E) Bandi inoltre dice, e dice il vero, che lo stesso reggimento di cacciatori borbonici combattente a Calatafimi, a 3ontanara e a Curtatone nel 9:=:, aveva fatto prodigi di valore, e afferma che i sergenti borbonici che passarono nelle file garibaldine furono molti, tanto che un intero battaglione, comandato dal capitano 2errandina, eM borbonico anche lui, aveva uasi tutti gli ufficiali eM sergenti di 2rancischiello) Questa % la prova che Garibaldi li ritenne, per le loro capacit, tecniche, degni della promozione ad ufficiale. e per valore uguagliavano almeno uelli che combatterono davanti a 3antova, nel 9:=:, unitamente ai battaglioni toscani. tantoch7 per usare le parole del Bandi, i sottotenenti, eM sottufficiali borbonici, Caccavale e Certosini a 3ilazzo " parvero due leoni # e uno, il Certosini, davanti a Capua " morD da valoroso # con la fronte spaccata da una scheggia di granata) 4 allora, ci si domanda, cosa era mai uesto deprecato esercito di 2rancischielloP 4 perch7 fu possibile per Garibaldi raggiungere Napoli con una marcia cosD rapidaP 1a prima ragione del successo sta nel fatto che Garibaldi era Garibaldi, ossia un condottiero nel vero senso della parola) 3agari non si occupava troppo delle buffetterie e aveva curiose idee sui fucili e asseriva che a Calatafimi si vinse perch7 i fucili erano catenacci inservibili per fare fuoco e si dovettero usare solo per andare all!assalto alla baionetta, sgominando, con un cosD imprevedibile modo di combattere, truppe che avevano un!incontestabile superiorit, di tiro e che, secondo Ga( ribaldi, erano truppe valorose) Inoltre Garibaldi era preceduto dalla fama di buon condottiere da almeno venti anni, ed aveva voce ed occhi affascinatori. era aiutato da tipi come BiMio, C*rr, +irtori, 3edici e cento altri, che in fatto di coraggio ne avevano da vendere) 3a oltre a tutte ueste ragioni e a uella, basilare, che gli alti comandi borbonici erano da tempo influenzati dalle idee di Bnit, italiana, ce ne fu un!altra, fondamentale, dovuta al modo di pensare di tutto il popolo siciliano) Il popolo siciliano era stato indipendente per secoli e da cin uanta anni voleva essere indipendente dal governo napoletano) Nel 9:9@ aveva avuto il primo Governo parlamentare e veramente democratico con una camera dei Comuni e una camera dei /ari) &a cin uanta anni i siciliani passavano da una rivolta ad una rivoluzione, da una congiura ad una sommossa, ed erano in maggioranza popolo delle citt,, contadini e anche frati, monache, preti, baroni e principi, pronti ad aiutare e a partecipare, con guerra, guerriglie, imboscate, tranelli, ostruzionismi, alla guerra di liberazione) +barcato Garibaldi a 3arsala, dopo pochi giorni, per opera di 1a 3asa e di altri nobili e borghesi patriotti come lui, accorrevano volontari a centinaia, i telegrafi furono danneggiati e se il Castelcicala, comandante militare a /alermo non poteva mandare nessun corriere ad altre citt,, era perch7 detto corriere misteriosamente spariva. se i soldati borbonici (anche uelli che si ritirarono da Calatafimi) venivano sorpresi da imboscate, se le stesse donne li assalivano e li seviziavano, se non trovavano un bicchiere d!ac ua o una mano soccorritrice, se in( somma non potevano avere un momento di re uie, altro che ritirandosi nei loro alloggiamenti, uesto era effetto del concorde atteggiamento di tutto il popolo siciliano@;) Garibaldi aveva vinto non la battaglia di Calatafimi, ma la battaglia per la con uista di tutta la

+icilia) Ai +iciliani era stato detto, da parte borbonica, che il Garibaldi sbarcato a 3arsala non era il famoso generale, ma un brigante che aveva lo stesso nome, e che i suoi compagni erano un!accozzaglia di brigantiI 3a uando sentirono le trombe dei "3ille#, videro la bandiera, e li videro avanzare in regolari file agli ordini dei loro comandanti e li videro combattere e vincere, allora si persuasero che l!ora della liberazione era realmente arrivata e tutta la isola ne fu rapidamente messa al corrente) 4 soprattutto ne fu informata la citt, di /alermo) Accorrevano ad offrirsi a Garibaldi a centinaia i vo(lontari " picciotti #, ossia i giovani siciliani. e mentre tutta la popolazione era esultante, le forze borboniche si avvilivano vedendo accrescere le ostilit, intorno a loro e vedendo la popolarit, di Garibaldi aumentare come fuoco di lava prorompente in ogni dove) &alla +icilia l!entusiasmo per l!unificazione della /atria, dopo aver percorso rapidamente tutto il territorio siculo, pass0 lo +tretto, mise fuoco negli animi calabresi e lucani e raggiunse il territorio napoletano in un tempo cosD breve che parve un miracolo agli stessi protagonisti dello sbarco a 3arsala) Avevano vinto Garibaldi e i garibaldini, ma con loro avevano vinto tutti i patriotti siciliani vivi e morti che da mezzo secolo, con la mente e con le armi, avevano iniziato la rivoluzione che port0 all!Bnit, d!Italia, auspicata da pochi sognatori repubblicani e messa in ridicolo fino a pochi mesi prima del trionfo garibaldino perfino da uomini politici della statura di Cavour) I comandanti militari borbonici inviati in +icilia erano vecchi e scoraggiati. capivano che i tempi stavano cambiando e che era inutile tentare di camminare a ritroso nella storia e non avevano l!entusiasmo necessario per seguitare a combattere) 3a i soldati si comportavano da eroi tanto % vero che lo stesso Garibaldi in una lettera scritta da Alcamo al "Comitato per il milione di fucili# a 3ilano, informava il detto Comitato che " i Napoletani si battono come leoni e certamente non ho avuto in Italia combattimento cosD accanito e avversari cosD prodi #) 4 uando l!esercito borbonico ebbe l!ordine da 2rancesco II di lasciare /alermo e rimbarcarsi, evitando cosD la distruzione della citt,, cosa che sarebbe stata inevitabile con un rinnovato bombardamento, i soldati napoletani partirono a malincuore e il loro scontento lo comunicavano ad alta voce anche ai loro ufficiali, non potendosi rendere conto come in tanti e bene armati, si potesse cedere senza combattere) 3a i vecchi ufficiali non combattevano con convinzione e le decine di legni mercantili di tutti gli +tati stranieri, anche americani, che erano ancorati nel porto, avevano gli e uipaggi e i loro stati maggiori che si dichiaravano apertamente favorevoli ai palermitani e ai loro liberatori, e contrari al governo di Napoli) 4ra l!idea che decideva delle fortune militari e non la forza dei battaglioni, e l!idea in un porto dell!importanza di uello di /alermo, aveva propagandisti in tutte le lingue che spontaneamente acclamavano i garibaldini e si mostravano ostili verso i soldati borbonici in mille modi e facevano, cosD, logicamente supporre un!ostilit, politica da parte dei governi, europei o americani, delle varie nazioni cui appartenevano le imbarcazioni) Quando Garibaldi, contro la volont, della 2rancia e del governo /iemontese, sbarc0 in Calabria, stranamente sfuggendo alla sorveglianza della flotta napoletana, un generale brigadiere borbonico si arrese a pochi ufficiali garibaldini col suo reggimento uasi intatto. i soldati borbonici, non comprendendo tale contegno, lo uccisero) I soldati non potevano capire le nuove idee, capivano solo che bisognava combattere e non arrendersi, perch7 cosD era stato loro insegnato e per loro era inconcepibile un cambiamento cosD radicale del senso del dovere e dell!onore militare. e segno era, tutto uesto, che si trattava di soldati di fegato e che non potevano di colpo cambiare di opinione come si cambia di camicia) Cavour, accortosi che Garibaldi marciava verso Napoli, mentre tutte le popolazioni accorrevano a rendergli omaggio, ebbe una sola preoccupazione, uella di fare accorrere a Napoli un corpo d!esercito piemontese in modo che la monarchia non ricevesse mezza Italia " in dono dall!avventuriero Garibaldi #) 4 corse ai ripari anche tentando di far sollevare Napoli prima che vi arrivassero le schiere garibaldine) 4 come arma principale per ottenere tale risultato adopr0 la corruzione e mand0 suoi emissari a Napoli affinch% manovrassero in tale senso. e soprattutto mand0 denari in uantit, a /ersano che con le sue navi stava ancorato nel golfo partenopeo) Il denaro % sempre stato usato come arma di

guerra, ma % un sistema che non da certo gloria a chi lo impiega e che rende antipatici e mette su uno stesso piano sia uelli che si fanno corrompere che uelli che corrompono) 2rancesco II, convintosi che ormai Garibaldi sarebbe divenuto il padrone di Napoli, per evitare che uno scontro, (tra Garibaldi e popolo da una parte e le truppe rimaste fedeli dall!altra) producesse danni irreparabili alla citt, e alla popolazione tutta, prese la stessa decisione che aveva preso per salvare /alermo dalla distruzione. si ritir0 per combattere altrove) 4 con truppe rimastegli fedeli, dopo aver rivolto alla popolazione un addio dignitoso, che venne affisso sui muri della citt,, si ritir0 oltre il 8oi turno) Addio di 2rancesco II ai Napoletani " 2ra i doveri prescritti ai 'e, uelli dei giorni di sventura sono i pi* grandiosi e solenni, ed io intendo di compierli con rassegnazione scevra di debolezza, con animo sereno e fiducioso, uale si addice al discendente di tanti monarchi) A tale scopo rivolgo ancora una volta, la mia voce al popolo di uesta metropoli da cui debbo ora allontanarmi con dolore) Bna guerra ingiusta e contro la ragione delle genti, ha invaso i miei +tati, nonostante che io fossi in pace con le /otenze europee) I mutati ordinamenti governativi, la mia adesione ai grandi principi nazionali ed italiani non valsero ad allontanarla, che anzi la necessit, di difendere l!integrit, dello +tato trascin0 seco avvenimenti che ho sempre deplorati) 5nde io protesto solennemente contro ueste in ualificabili ostilit,, sulle uali pronunzier, il suo severo giudizio l!et, presente e futura) II corpo diplomatico residente presso la mia persona seppe, fin da principio di uesta inaudita invasione, da uali sentimenti era compreso l!animo mio per tutti i miei popoli, e per uesta illustre citt,, cio% garantirla dalle rovine e dalla guerra, salvare i suoi abitanti e le loro propriet,, i sacri templi, i monumenti, gli stabilimenti pubblici, le collezioni di arte, e tutto uello che forma il patrimonio della sua civilt, e della sua grandezza, e che appartenendo alle generazioni future % superiore alle passioni di un tempo) Questa parola % giunta ormai l!ora di compierla) 1a guerra si avvicina alle mura della citt, e con dolore ineffabile io mi allontano, con una parte dell!4sercito, trasportandomi l, dove la difesa dei miei diritti mi chiama) 1!altra parte di esso resta per contribuire in concorso con l!onorevole Guardia Nazionale, all!inviolabilit, ed incolumit, della Capitale, che come in palladio sacro raccomando allo zelo del 3inistero) 4 chieggo all!onore ed al civismo del +indaco di Napoli e del Comandante della stessa Guardia cittadina di risparmiare a uesta /atria carissima gli orrori dei disordini interni ed i disastri della guerra civile. al uale uopo concedo a uesti ultimi tutte le necessarie e pi* estese facolt,) &iscendente da una &inastia che per ben 9@; anni regn0 in ueste contrade continentali, dopo averle salvate dagli orrori di un lungo governo vicereale, i miei affetti sono ui) Io sono napoletano, n7 potrei senza grave rammarico dirigere parole di addio ai miei amatissimi popoli, ai miei compatriotti) Qualun ue sar, il mio destino, prospero od avverso, serber0 sempre per essi forti ed amorevoli rimembranze) 'accomando loro la concordia, la pace, la santit, dei doveri cittadini) Che uno smodato zelo per la mia Corona non diventi fonte di turbolenza) +ia che per le sorti della presente guerra io ritorni in breve tra voi, o in ogni altro tempo in cui piacer, alla giustizia di &io restituirmi al Crono dei miei maggiori, fatto pi* splendido dalle libere istituzioni di cui l!ho irrevocabilmente circondato, uello che imploro da ora % di rivedere i miei popoli concordi, forti e felici #) 2'ANC4+C5 1!addio di 2rancesco II ai Napoletani % un addio nobile che certamente fa onore a chi lo ha scritto) Chi lo ha scritto era, per forza di cose ineluttabili e fatali, dalla parte perdente) 3a % d!uopo riconoscere che seppe perdere con nobilt,)

Capitolo OOOI8 1!4+4'CIC5 &I 2'ANCI+CJI4115 /A'C4 +4C5N&A

Chi era 2rancesco IIP 4ra figlio di 2erdinando II e di 3aria Cristina di +avoia, figlia di 8ittorio 4manue(le I) Il matrimonio fu celebrato a Genova e la vedova di Carlo 2elice presentando la sposa a 2erdinando II, gli disse$ " Io vi do in moglie una giovane timida, poco esperta delle cose del mondo. amatela, essa % degna di voi. avrete a compagna una giovane santa #) 4 santa fu 3aria Cristina. tale la battezz0 il popolo napoletano che l!am0 e la ricorda tuttora con affetto. ed ogni giorno ardono dei ceri davanti alla sua tomba sita nella chiesa di +anta Chiara, ceri uotidianamente rinnovati dai fedeli napoletani) 1!ambiente napoletano, come cielo, panorami, esuberanza di caratteri, ma soprattutto come fasto (culminante nei palazzi reali di Napoli, Capodimonte e Caserta) era simile a uello borbonico di 3adrid e di /arigi) Cutto ci0 dovette stordire non poco la giovane regina, abituata ad ambienti pi* freddi e pi* rigidi, per clima, per abitudini e per cornici architettoniche) 1o stesso carattere impetuoso e giovialone del marito era molto differente dalla riservatezza dei caratteri subalpini che di fatto erano uelli degli abitanti delle turrite e severe dimore principesche della +avoia e della 8alle d!Aosta) Il carattere di 2erdinando II aveva il pregio grande della sincerit,, scevra dalle ipocrisie di una rigida e inconcepibile, per lui, etichetta formale tra coniugi) +oprattutto 2erdinando fu un marito fedele per 3aria Cristina, cosD come marito fedelissimo fu per la sua seconda moglie, madre di undici figli. grande differenza uesta, tra lui e i principi regnanti in altre pi* nordiche latitudini) Naturalmente, leggende infinite si crearono circa dissapori e incomprensioni tra moglie e marito. e in tali leggende molta parte ebbero le malignit, che mai non mancarono a danno sia dei principi che del popolo napoletano) +ta di fatto che 2erdinando II aveva grande rispetto per la moglie, nonostante che lui avrebbe preferito una compagna pi* allegra e disinvolta) Ci0 non impedD a 2erdinando di avere profonda considerazione per la regina e ne accettava i consigli, cercando anche di smussare le durezze derivate dalla propria passione per la vita di caccia e l!abitudine di occuparsi principalmente di caserme e di riviste e ispezioni militari) Il re diceva ai suoi intimi$ " 3aria Cristina, me sta educanno #) 3a % bene ricordare come 3aria Cristina, da parte sua, scrivesse alla sorella 3aria Beatrice, duchessa di 3odena, lettere piene di elogi per il marito e la di lui famiglia) Il 9; gennaio 9:A; nac ue 2rancesco) 3aria Cristina non sopravvisse a lungo. morD infatti due settimane dopo, spirando santamente dopo una vita da santa) 4 a 2rancesco, per i napoletani, rimase il titolo di$ " !o figlio d!a +anta #) 1e napoletane e i napoletani con sentimenti materni e paterni si abituarono a chiamare l!orfano " d!a santa # col vezzeggiativo di " 2rancischiello #, affettuoso e niente affatto spregiativo come chi, non conoscendo il cuore dei meridionali, ha creduto che fosse) 2rancesco II crebbe malinconico e di carattere chiuso come sua madre. crescendo studi0 l!arte della guerra e le discipline giuridiche) Quando morD suo padre, si trov0 in giovane et, col peso del regno sulle spalle inaspettatamente e senza la preparazione necessaria) 1a moglie, da lui sposata poco prima della morte di 2erdinando II, era 3aria +ofia Amalia di Wittelsbach, uartogenita di 3assimiliano duca di Baviera) 4ra una donna bella, vivace, di forte carattere, e per tali ualit, non incontr0 la simpatia della suocera, seconda moglie di 2erdinando II e uindi matrigna di 2rancesco) 2rancesco giovanissimo e inaspettatamente re (il padre morD non ancora cin uantenne) si trov0 in una bufera politica che s uassava tutta l!4uropa e con l!Italia al centro delle rivalit, franco(austriache) 1a guerra del !E< con la sconfitta dell!Austria e con l!annessione al /iemonte della 1ombardia, della Coscana e dei granducati della 8al /adana e di 2errara e Bologna, port0, come era inevitabile, un gran fermento in tutte le regioni italiane che ancora non erano state coinvolte negli avvenimenti militari di uell!anno) Garibaldi con la sua ardita spedizione colse di sorpresa 2rancesco II e i suoi ministri cortigiani) +e tale avvenimento con il suo clamoroso e glorioso successo stupD e trov0 impreparato lo stesso Cavour, ben di pi* dov% stupire e cogliere di sorpresa il giovane re borbonico) 4 uest!ultimo tra l!altro, di carattere retto e di natura semplice, viveva circondato dall!astio della matrigna, che avrebbe preferito un proprio figlio come successore del proprio marito 2erdinando II, e dall!invidia dei fratellastri e degli stessi zii) 8ita difficile, anche per( che solo da poco tra 2rancesco e 3aria +ofDa si era stabilita una relazione di vero affetto e di stima reciproca) Cosa uest!ultima di non facile attuazione per coniugi sposatisi senza essersi conosciuti prima del matrimonio avvenuto per procura. pedine innocenti ed ignare, tutti e due, di interessi

dinastici e politici) /ubblicato il saluto di 2rancesco II ai suoi sudditi il ; settembre 9:;L, dopo essersi accomiatato dai ministri e personaggi di corte rimastigli fedeli, agli ufficiali presenti nella sua anticamera, disse$ " +ignori ci rivedremo in linea # e in uniforme militare, dando il braccio alla regina e seguito da sei aiutanti generali e dal maresciallo di campo principe Nicola Brancaccio, s!imbarc0 sul 3essaggero che agli ordini del comandante Criscuolo alle ore sei sciolse gli ormeggi, segnalando alle navi da guerra di seguirlo) 3a le navi non si mossero, data la propaganda fatta dall!ammiraglio sardo /ersano, ottimo maneggione politico, ma, come poi si verific0 a 1issa nel 9:;;, comandante pavido e infido nel combattimento) +olo la fregata a vela /artenope, comandata da Alberto /esca, seguD il re a Gaeta) 3a non tutti i marinai erano del parere di considerare ormai finita la guerra per i Borboni di Napoli) Alcuni raggiunsero a nuoto la /artenope e altri raggiunsero a piedi, con stenti infiniti, la fortezza di Gaeta, uando ne era stato gi, iniziato l!assedio) 4 dalle Calabrie, dagli Abruzzi, alla spicciolata accorsero spontaneamente, in mezzo alle pi* grandi difficolt,, ufficiali subalterni e semplici soldati che non volevano e non potevano rassegnarsi alla scomparsa del loro re) Giunto 2rancesco II a Gaeta, si occup0 subito della riorganizzazione dei reparti del suo esercito che gli erano rimasti fedeli e immediatamente la situazione militare nella uale vennero a trovarsi le truppe di Garibaldi cambi0) Non pi* entusiastiche adesioni ed acclamazioni delle folle di tutte le citt, e paesi incontrati lungo il percorso, ma una resistenza tenace da parte dei soldati napoletani, che passavano al contrattacco infliggendo perdite notevoli agli assalitori@?) 4 uesto avvenne particolarmente a Caiazzo, dove i borbonici, agli ordini del generale Colonna di +tigliano e del colonnello 1a 'occa, ebbero un grosso successo sulle truppe comandate dal garibaldino C*rr. le uali truppe perdettero un migliaio di uomini e dovettero ritirarsi lasciando gran uantit, di prigionieri tra i uali otto ufficiali che avevano cercato rifugio presso il 8escovo di Capua) Cose ueste mai avvenute dallo sbarco di 3arsala in poi) Naturalmente, si ebbero episodi di valore dall!una e dall!altra parte e un giovane alfiere borbonico di nome &ioguardi port0 a 2rancesco II due bandiere prese all!avversario, mentre il vecchio generale a riposo 'ossa(roll, ripreso servizio " perch7 il soldato non % mai in ritiro in tempo di guerra # cadeva gravemente ferito portando all!assalto le proprie truppe) Il 9X ottobre le truppe napoletane da Capua, travolgendo le prime linee garibaldine, occupavano +) Angelo e Commaso) 1o stesso Garibaldi fu sorpreso da un attacco di cacciatori napoletani, mentre si recava verso le linee ed ebbe ucciso il cocchiere e ferito un ufficiale del suo +tato 3aggiore) 3a Garibaldi riprese lui la direzione della battaglia, (che aveva dovuto abbandonare per recarsi a /alermo) ne rovesci0 le sorti in proprio favore) 4 non fu cosa semplice tanto che lo stesso Garibaldi lasci0 scritto nelle sue "3emorie# uanto segue$ "Chi decise la battaglia furono le riserve giunte sul campo verso le tre del pomeriggio) +e esse fossero state trattenute da un Corpo nemico, la giornata risultava per lo meno indecisa) Ci0 prova essere state le disposizioni dei generali borbonici non tanto cattive #) I garibaldini di fronte ai reggimenti borbonici, pieni di entusiasmo per difendere il proprio 'e, e ben comandati, ebbero un duro osso da rodere) 4 soprattutto capirono che difficilmente avrebbe capitolato la fortezza di Capua. mentre una colonna di garibaldini al comando del valoroso Nullo, rimaneva disfatta in un combattimento ad Isernia) 4ntrato in azione l!esercito di 8ittorio 4manuele, giunto da poco attraverso le 3arche e gli Abruzzi, si inizi0 il bombardamento di Capua) Giuseppe Bandi a uesto proposito narra uanto segue$ " Comandavo un battaglione del reggimento di Griziotti, che fu il primo della brigata Basilicata e dovevo passare la notte presso il cimitero di +anta 3aria) Quando Garibaldi comparve in fondo alla strada, feci pigliar le armi ai soldati per salutarlo) Garibaldi, giunto in faccia al battaglione, ferm0 di botto il cavallo e mi fece cenno che mi avvicinassi a lui) - 8edete - mi disse - vogliono bombardare a tutti i costi, e io me ne vado perch7 non ho cuore di assistere a tanto barbaro spettacolo) Nessuno deve avere diritto di chiamarmi bombardatore) 4 strettami la mano, salut0 i volontari, gridando loro con uella sua voce che innamorava$ - Addio, figliuoli, addio - II giorno dopo, Capua bombardata capitol0) Caduta Capua, il compito dei garibaldini era finito e mentre l!esercito regolare s!apparecchiava ad assediare Gaeta, Garibaldi, accortosi che sia lui che i suoi volontari non erano pi* che ospiti, s!apparecchi0 a ritornarsene a

Caprera e, come scolpD il /oeta$ " donato il regno al sopraggiunto 'e ora sen torna al sasso di Caprera il &ittatore) 2ece uel che pot%) 4 seco porta un sacco di semente #) 1!epopea garibaldina aveva termine. cominciava un assedio, da terra e da mare, della fortezza di Gaeta, ufficiali e soldati borbonici sicuri di avere perduto, resistevano cento giorni ad un bombardamento fatto con cannoni rigati contro cannoni lisci e di minore gittata) Cominciava cosD un!altra epopea$ uella di una giovane coppia regale che, circondata da autentici eroi votati al sacrificio e alla morte, vedeva smantellare giorno per giorno, bastioni, batterie, polveriere e poi infierire il tifo) 3entre le navi di /ersano bombardavano facilmente le pattuglie borboniche che uscivano dalla fortezza di Gaeta per compiere esplorazioni sia sul litorale sud che su uello a nord) 3a i soldati e gli ufficiali napoletani non volevano arrendersi. e non certo per la speranza di fare carriera o di godere futuri benefici) 'esistevano e morivano. e i superstiti resistevano ancora) 3aria +ofia compariva sui bastioni e narra la leggenda che in uei momenti il comandante dell!esercito piemontese desse ordini ai suoi artiglieri$ " non sparate, uando compare l!Augusta +ignora #) 4 tale " Augusta +ignora # uando il generale Cialdini a mezzo di un parlamentare le mand0 a dire di far innalzare una bandiera nera sulla di lei abitazione onde salvarla dal tiro dei cannoni, cosD fece rispondere da un proprio incaricato$ " +ebbene la 3aest, della 'egina sia rimasta sensibilissima alla cavalieresca cortesia di 8)4) pure vorr, 4lla permettere che invece di porre la bandiera sul palazzo di +)3), si possa inalberarla sul tempio di +an 2rancesco, edificio monumentale elevato e diretto dal chiaro architetto, forse a 8)4) non ignoto, signor Giacomo Guarinelli #) 'isposta da grande sovrana, coraggiosa ed altera, cui ripugnava nascondersi sotto la protezione di una bandiera issata sul proprio tetto per non correre il rischio di un bombardamento inumano uanto vile, come era uello eseguito con cannoni a lunga gittata contro chi era armato di cannoni che non potevano adeguatamente rispondere all!avversario) 2u una resistenza veramente epica e uei valorosi, ricordiamolo, erano italiani) 4 il 'e era napoletano e sua madre era una principessa di +avoia) 3ai nella storia, nei lontani secoli e anche purtroppo dopo il 9:;9, una coppia regale o principesca, ha saputo dimostrare tanto sublime coraggio, uanto ne dimostrarono 2rancesco e 3aria +ofDa, i uali, ricordiamolo, erano convinti di avere gi, perduto) 1!investimento della fortezza di Gaeta dur0 dal = novembre 9:;L al 9A febbraio 9:;9) Gli assedianti avevano 9;= cannoni dei uali 9E rigati a grande gittata e furono sparati ;L)LLL proiettili) 1a difesa disponeva di 9?L cannoni dei uali solo < erano rigati, mentre i rimanenti erano di bronzo a corta gittata e risalivano alle guerre napoleoniche e spararono AE)@EL colpi) 1e perdite degli assediati furono$ EL; morti per ferite, AL? per malattie, ?=A dispersi e :LL feriti fuori della piazzaforte) 1e perdite dell!esercito assediante si limitarono a EL morti e AEL feriti@:) Italiani di tutte le regioni d!Italia, meditate ed ammirate al ricordo del valoroso comportamento dei soldati borbonici e della famiglia reale) 4rano i soldati elogiati da Napoleone e gli ultimi ad abbandonarlo durante la ritirata dalla 'ussia. i loro ufficiali provenivano dalla scuola militare dell!" Annunziatella # come il grande Capo di +tato 3aggiore italiano 4nrico Cosenz che nel 9:<@ (cosD afferma 1uigi Cadorna) prepar0 il piano di difesa sul /iave, in caso di un!invasione austriaca e da Cadorna attuato dopo Caporetto) &all !Annunziatella era anche uscito il generale /ianell che nel 9:;;, passato nell!esercito nazionale, al comando di una divisione lungo il 3incio, disubbidendo agli ordini ricevuti e agendo di propria iniziativa, nell!infausta giornata della seconda Custoza, salv0 l!esercito italiano dal completo accerchiamento da parte dell!esercito austriaco) 4rano ufficiali e soldati che parlavano napoletano come l!Armando &iaz di 8ittorio 8eneto) 4 perch7 non si debbono onorare, almeno nel ricordo, tali valorosiP /erch7 non si insegna alla nostra giovent* che gli Italiani, da ualun ue parte della barricata si trovino, sanno combattere e morire con dignit, ed onoreP 1o stesso Cialdini, il comandante delle truppe regolari, lasci0 detto che l!esercito napoletano "

prov0 di possedere valore e senno militare, da essere altamente pregiato da ogni uomo di guerra #) 4 poi ancora$ " +e non fossero Italiani che mi stanno di fronte, sarei glorioso di combattere contro tali soldati #) Il capitano &e 2ilippis, comandante la batteria di Gaeta chiamata " &enti di +ant!Antonio #, sette volte ferito rimase intrepido al comando) Il tenete +avio, morto mentre puntava un cannone, veniva sostituito immediatamente dal fratello Attilio, che poi cadeva sul cadavere del fratello) Bna notte 3aria +ofia, alle due dopo la mezzanotte, si portava sulla batteria " 2erdinando # mentre una bomba piemontese cadendo in mare lanciava un!onda sulla persona della regina. ed ella esclam0$ " Coraggio soldati, % uesto il battesimo della vittoria #) A tali parole la musica suon0 l!inno reale e i marinai della /artenope, che servivano da cannonieri, proruppero in entusiastiche acclamazioni) Il @@ gennaio del !;9 esplodeva una polveriera seppellendo @9@ soldati, cento borghesi, il vecchio generale del genio Craversa e il colonnello /aolo di +angro) /oich7 gli assediati tentavano di riparare la breccia apertasi, /ersano mand0 una nave a bombardare uelle rovine) 5h, se il /ersano avesse impiegata uell!energia nel 9:;; alla battaglia di 1issa, invece che contro gli eroi di Gaeta, avrebbe avuto non uno, ma due motivi in meno di rimorso) Il 9= febbraio 2rancesco II, dopo ventun mesi di regno, salut0 i suoi valorosi fedeli con ueste parole$ " /er voi miei fidi compagni di arme, per pensare al vostro avvenire, per le considerazioni che meritano la vostra lealt,, la vostra costanza e la vostra bravura, per voi rinuncio alla ambizione militare di respingere gli assalti di un nemico che non avrebbe preso una piazza difesa da tali soldati, senza disseminare di morti il suo camminoI))) Quando voi tornerete in seno alle vostre famiglie, gli uomini d!onore si inchineranno al vostro passaggio e le madri mostreranno ai figli come esempio i prodi difensori di Gaeta #AL) 3essaggio nobile che dopo cento anni deve essere tenuto in considerazione da tutti gli Italiani perch7 gli Italiani eroici, per ualsiasi idea abbiano combattuto in buona fede, debbono sempre, da tutti gli Italiani, essere rispettati ed onorati) Questo era, egregio lettore, il famigerato e disprezzato " esercito di 2rancischiello # dal punto di vista del coraggio, e combatteva pur avendo nell!animo la radicata convinzione di trovarsi dalla parte perdente) Capitolo OOO8 1A GB4''A &41 9:;; +empre a proposito dell!esercito di 2rancischiello % doveroso portare a conoscenza del lettore, in forma succinta e chiara, come si svolse la guerra del 9:;;, sia per terra che per mare, onde mettere in evidenza non i pregi dei generali e dei comandanti provenienti dall!antico e(sercito piemontese, dato che uei pregi furono pochi, ma le loro pecche, che furono molte e gravissime e dalle uali derivarono conseguenze assai pesanti anche per la stessa guerra del 9<9E(9:) 4 ne verr, in luce, al paragone inevitabile, come la preparazione tecnica e il valore dei generali e dei comandanti di marina, provenienti dal disciolto esercito borbonico e da uella marina militare, fossero veramente ammirevoli) I pregi di intuizione e di studio di uno dei generali napoletani, lasciarono ben definite e fortunate eredit, anche nella guerra 9<9E(9:, gi, ricordata. eredit, preziosa per la uale % dovuta, dai vecchi combattenti italiani di cin uanta anni or sono, grande riconoscenza per un valoroso e colto, uanto modesto, generale partenopeo) +iccome si parla di cose militari, chi scrive desidera che sia ben chiaro che ogni dato %, come sempre, fornito di documentazione, e uesto capitolo % suffragato dal testo di libri scritti da militari) /rimo tra essi il volume " Custoza 9:;; #, del generale Alberto /ollio capo di +tato 3aggiore dell!esercito italiano dal 9<L: al 9<9=, edito dal 3inistero della Guerra (Bfficio storico). un altro, scritto dal generale 1uigi Cadorna e intitolato " II generale 'affaele Cadorna nel 'isorgimento italiano #, e il terzo, sempre del generale 1uigi Cadorna intitolato " 1a guerra alla fronte italiana fino all!arresto del /iave e del Grappa (@= maggio 9<9E(< novembre 9<9?) #) Come si vede sono volumi scritti da generali che per le loro ualit, di capi di +tato 3aggiore hanno

il peso probante derivato dalla cultura e dalla seriet,, di chi, scrivendoli, ne ha assunto la responsabilit,) 1!Italia, alleata della /russia, il @L giugno del 9:;; schier0 le proprie truppe ai confini del 8eneto per muovere guerra all!Austria allo scopo di liberare tutti i popoli e le regioni di lingua italiana ancora facenti parte dell!Impero Austro(Bngarico) 1e forze a disposizione dell!esercito italiano erano le seguenti$ @@L)LLL baionette, A?)LLL cavalli, =E; cannoni, senza contare i volontari di Garibaldi) 1e forze a disposizione dell!esercito imperiale erano invece$ Armata del +ud$ 9=A)LLL baionette, 9E)LLL cavalli, 9<@ cannoni) /er0, all!4sercito di 5perazioni nel 8eneto, bisogna assegnare soltanto una forza di circa$ <=)ELL baionette, 9@)ELL cavalli e 9;: pezzi, ossia la met, all!incirca del nostro esercito di operazioni. cosD scrisse il generale /ollio) Nel Cirolo le truppe austriache avevano 9<)LLL baionette, @= cannoni e : racchette) 3entre i fucili dell!uno e dell!altro esercito avevano press!a poco la stessa portata, la portata di alcuni connoni austriaci era maggiore dei nostri e in pi* erano muniti di shrapnell) Iniziate le ostilit,, come al solito i soldati italiani dal generale all!ultimo fantaccino si dimostrarono valorosi) 4 dal generale al soldato tutti seppero, uando fu necessario, morire) 4 grande fu il numero degli ufficiali morti e feriti, come grande fu uello dei soldati che ugualmente si sacrificarono) 4 cade acconcio ricordare con compiacenza, scrive il generale /ollio, un modesto soldato siciliano, 2uggetta del E9G fanteria, che, aiutando a spingere un cannone per salvarlo, fu ferito ad un braccio) Aiut0 con l!altro braccio) Colpito nuovamente, cadde, chiamando per0 i suoi ed incitandoli a salvare il cannone) 2u decorato della medaglia d!oro) &isgraziatamente i Comandi non funzionarono e i piani prestabiliti peccavano di decisione e di seria preparazione) /ollio scrisse che i generali non si improvvisano e che il piccolo esercito piemontese non poteva essere in grado di improvvisare tanti buoni comandanti di Corpo d!Armata, di &ivisione e di Brigata. si erano avuti alcuni ottimi generali dell!esercito garibaldino uali Cosenz, BiMio, 3edici, +irtori e altri del disciolto esercito napoletano primo tra essi il generale /ianell. ma con tutto ci0 si era ben lontani da poter fare assegnamento sui Capi) I generali austriaci avevano una competenza tecnica e un!esperienza maggiore dei nostri) 1a principale ragione per la uale la campagna finD cosD malamente stava nella cattiva organizzazione del Comando +upremo) Cra i generali pi* in vista e sui uali si sperava di poter fare grande assegnamento c!era il generale Cialdini che portava il pomposo titolo di " duca di Gaeta #) 4ra un titolo altisonante che gli venne elargito perch7 dopo aver comandato il corpo di spedizione piemontese attraverso le 3arche, l!Bmbria e gli Abruzzi, bombard0 per pi* di tre mesi Gaeta) Bombardare la fortezza di Gaeta da terra con cannoni di pi* lunga portata di uelli degli assediati, e dal mare, con i cannoni delle navi di /ersano, non era, bisogna riconoscerlo, un!impresa eccessivamente meritoria sia come stratega, sia come combattente) 4ra un poco simile all!azione del cacciatore che, in agguato davanti alla tana della selvaggina, aspetta che uella, per fame o per fuoco immesso nella tana stessa, si decida a venir fuori per uindi finirla) 4 chi non con uista una fortezza d!assalto, ma la smantella comodamente al riparo dal tiro nemico, non % certo un eroe) +e si voleva premiare il Cialdini per il suo stato di servizio, sarebbe stato preferibile, volendolo ricompensare con un titolo nobiliare, scegliere un altro titolo che ricordasse ualcosa di veramente nobile o almeno di pi* eroico) Certo % che Garibaldi, il uale odiava i bombardamenti e aveva con uistato un regno, non si rallegr0 molto alla notizia che era nato un nuovo duca e per di pi* di GaetaI +e Cialdini fosse stato meno duca e meno capriccioso, ma pi* stratega, indubbiamente le sorti della campagna del 9:;; avrebbero potuto essere diverse) 4 Cialdini il 9G maggio del 9:;; aveva scritto al generale 1a 3armora cosD$ "))) non accetto un comando maggiore di due o tre divisioni al pi* ))) non mi sento in forza di assumere comandi pi* importanti, n7 di concorrere alla condotta generale della guerra, la cui responsabilit, declin0 completamente #) /oi, con un cambiamento dovuto ai suoi capricci estrosi, assunse prima il comando di un mostruoso Corpo d!Armata di 9== battaglioni, AL s uadroni di cavalleria, A? batterie, pi* le truppe tecniche, e poi di un!Armata di cin ue corpi, tenendola a covare tra Bologna e 3o(dena, invece di passare il /o attaccando decisamente le forze austriache) 4 uesto anche uando l!Arciduca Alberto e una gran parte dell!esercito austriaco del sud (per nostra mortificazione, il cui

ricordo, scrive il generale /ollio, ci sferza a sangue), furono diretti a 8ienna, mentre davanti a noi rimase solo il ?G Corpo d!Armata il cui effettivo era di 9<)?<L baionette, =<L cavalli, A: cannoni e 9; racchette) Altro che ducato di GaetaI +e 1a 3armora, che era di pessimo carattere e non all!altezza di poter fungere da Capo di +tato 3aggiore, (come del resto Cialdini), a(vesse deciso di rimettere al 'e 8ittorio 4manuele II il comando supremo delle operazioni, detto 'e, col suo impeto e con la sua presenza al fronte con precise responsabilit,, avrebbe forse potuto suscitare entusiasmi e sottomissione concorde tra tutti i generali pi* anziani. e il 'e avrebbe saputo anche utilizzare l!ingegno e la signorilit, del suo fido generale /etitti nei rapporti con i comandi inferiori) 3a disgraziatamente tutto uesto non si avver0) &opo lo scontro sfortunato di Custoza, la guerra non era n7 finita, n7 perduta. si erano solamente perdute la calma e la capacit, di ragionare da parte di alcuni comandanti superiori, mentre generali comandanti solo di divisione uale il giovane ed intelligente piemontese Govone ed il generale /ianell, gi, ministro della guerra di " 2rancischiello # avevano a Custoza conservato la testa sul collo, tantoch7 se uno di uesti due avesse assunto la responsabilit, del Comando +upremo, la cam( pagna del 9:;; non sarebbe stata una sconfitta) CosD afferma il generale /ollio e, aggiunge chi scrive, probabilmente i fratelli di Crento e Crieste sarebbero stati liberati fin da allora) 3a il generale Cialdini che si trovava al di ua del /o, tra canali e ac uitrini, conservava sempre una batteria da montagna di dodici pezzi, mentre Garibaldi nel Crentino ne aveva solo sei pezzi) A uesto punto % bene soffermarsi ad esaminare l!operato dell!eM ministro della guerra di " 2rancischiello # ossia il generale conte Giuseppe /ianell) Cale generale era nato a /alermo, aveva servito nell!esercito borbonico distinguendosi nella campagna 9:=:(9:=< in +icilia, durante la uale rimase due volte ferito) Il @9 dicembre 9:EE fu promosso generale di brigata e nel 9:;L da 2rancesco II venne nominato ministro della guerra) +ciolto l!esercito borbonico fu nominato generale di divisione nell!esercito italiano) /er il suo contegno come comandante di divisione fu subito promosso comandante di Corpo d!Armata e poi decorato con le massime onorificenze militari, una delle uali lo faceva diventare cugino del 'e A9) &a uando % stato narrato si deduce che$ 9G Garibaldi era un vero condottiero e un trascinatore di folle) @G 1!esercito borbonico era ben istruito, comandato da generali colti e intelligenti e composto di valorosi e fu vinto dall!idea e non dalle forze militari avversarie) AG 1a spedizione 3arche(Bmbria(Abruzzi fino a Ca(pua e Gaeta fu montata artificiosamente negli episodi e nel valore dei comandanti solo per sminuire il merito di Garibaldi) =G Nel 9:;; i generali di origine borbonica erano pi* preparati di uelli piemontesi) EG Nella battaglia navale di 1issa, il fedele di Cavour nei maneggi politici, ossia il conte Carlo /ersano, si dimostr0 un ammiraglio da operetta A@, che dopo la sconfitta telegraf0 di " essere rimasto padrone del mare # e anche in uella battaglia, eroi sul tipo del piemontese 2a, di Bruno e del livornese Alfredo Cappellini, si immolarono gloriosamente per la /atria. e anche lD si fecero conoscere e bene apprezzare dei comandanti della marina borbonica uali$ 2erdinando Acton che poi divenne ammiraglio nel 9::A e ministro della marina dal 9:?< al 9::A e Guglielmo Acton comandante a 1issa della fregata " /rincipe Bmberto # decorato al valore e poi ministro della marina nel gabinetto 1anza dal 9:?L al !?9 e poi ancora senatore) 1!ini uo confine impostoci nel 9:;; fu dovuto all!inettitudine di vari generali del vecchio esercito piemontese e in modo speciale all!inetto generale Cialdini il uale si ostinava a rimanere oltre la riva destra del /o con la sua enorme armata perdendo tempo con telegrammi insulsi e inconcepibili per un soldato) 3a se i combattenti della guerra del 9<9E(9<9: debbono all!" ini uo confine # come lo chiamava 1uigi Ca(dorna, impostoci dopo la campagna del 9:;;, la perdita di centinaia di migliaia di compagni immolatisi solo per con uistare posizioni migliori per attestarsi e poi partire all!attacco, detti combattenti debbono grande riconoscenza all!" illustre generale 4nrico Cosenz # (cosD ualificato anche dal generale 1uigi Cadorna), perch7 durante il suo incarico di Capo di +tato 3aggiore ricoperto dal 9::9 al 9:<@ studi0 in modo particolare la difesa della linea del /iave dato che uel generale ben capiva che, con il possesso delle forti posizioni di montagna da parte degli Austriaci e la derivante precariet, delle nostre linee prolungantisi nel 2riuli fino all!Iudrio, un Comandante d!esercito italiano avrebbe sempre dovuto prevedere la necessit, di una difesa su di un

fronte pi* ristretto e meno avanzato) 4 il generale 1uigi Cadorna nel suo libro " 1a guerra alla fronte italiana, partendo dagli studi di 4nrico Cosenz #, spiega come seguendo le idee di " uel maestro di arte militare #, lui avesse scelto la linea del /iave come uella di definitiva resistenza dopo Caporetto) 4 chi era mai il generale 4nrico CosenzP Il generale 4nrico Cosenz era un ufficiale borbonico di carriera, u(scito dalla scuola militare borbonica della " Nunziatella # di Napoli) &etto ufficiale nel 9:=: era capitano e come tale fu inviato al /o dal 'e 2erdinando I1 Nel 9:=< seguD l!altro napoletano, generale Guglielmo /epe a 8enezia distinguendosi nella difesa di 3estre e di 3ar( ghera) /oi and0 esule a 3alta, Corf* e in 2rancia) Nel 9:E< combatt% con Garibaldi nei " cacciatori delle Alpi # e, dopo aver passato un brevissimo periodo nell!esercito piemontese, raggiunse il suo vecchio comandante Garibaldi, il uale lo definiva il migliore dei suoi generali e la nominava ministro della guerra a Napoli) Assunto come generale nell!esercito italiano nel 9:;9, fu poi nominato presidente del Comitato di +tato 3aggiore prima e in seguito Capo di +tato 3aggiore e senatore) Come si vede gli ufficiali borbonici non solo erano valorosi uanto altri, ma spiccavano sugli altri, per cultura e genialit, nelle dottrine militari) 4 per cultura militare si affermarono anche i fratelli Carlo e 1uigi 3ezzacapo) 4rano ambedue ufficiali d!artiglieria nell!esercito borbonico e nel 9:=: combatterono a 8enezia con Guglielmo /epe) 'itiratisi a Corino fondarono nel 9:E; la " 'ivista militare # e nel 9:E< Carlo 3ezzacapo pubblic0 degli ottimi " studi topografici e strategici sull!Italia #) In seguito Carlo 3ezzacapo divenne generale di corpo d!armata e fu fatto senatore nel 9:?;. il fratello 1uigi fu nominato senatore nel 9:?L e 3inistro della Guerra nel 9:?;) 6 chiaro che la cultura militare negli ufficiali provenienti dall!esercito borbonico era notevole e li faceva eccellere sui loro colleghi provenienti dall!esercito sardo) &opodich7 si crede, e a ragione, che le critiche e le ridicolaggini circa " l!esercito di 2rancischiello # non sono state altro che una montatura che nascondeva la meschinit, dei critici stessi) Il generale /ianell con l!azione della sua divisione impedD l!occupazione del ponte di 3onzambano da parte di una colonna austriaca, salvando cosD la ritirata alle nostre truppe. e per la sua ardita manovra, concepita ed eseguita in contrasto con gli ordini ricevuti dal generale &urando, suo comandante di Corpo di Armata, decorato con la Croce di Grande Bfficiale dell!5rdine 3ilitare di +avoia e col collare della ++) Annunziata, morD da Comandante di Corpo d!Armata e membro del Consiglio +uperiore dell!4sercito) &i 4nrico Cosenz, primo Capo di +tato 3aggiore, uello che era, % stato detto) +olo % anche doveroso ricordare che la vittoria italiana sulla linea del /iave, linea prevista e studiata dal napoletano Cosenz, % stanta conseguita da un altro Capo di +tato 3aggiore napoletano, ossia dal maresciallo Armando &iaz) 3a n7 i combattenti del 9<9E(9:, n7 Armando &iaz sono stati ritenuti degni di ricordo celebrandosi il cen(tenario dell!Bnit, d!Italia a Corino) Come pure a Corino non si % ritenuto doveroso invitare i sindaci delle principali citt, della +icilia, dove nel 9:9@, 9:@L, 9:=: si ebbero i primi moti italiani per ottenere una costituzione e dove tutta la popolazione aiut0 Garibaldi per la riuscita della sua grande impresa per il raggiungimento dell!Bnit,) 3entre le popolazioni del Crentino non mossero affatto in favore di Garibaldi durante la guerra del 9:;L) 4 circa l!Bnit, d!Italia, nel maggio del 9:;L detta Bnit,, nelle alte sfere ufficiali, era ancora considerata come un!utopia) Bn!altra cosa % bene aggiungere, ed % uesta$ tutte le citt, italiane rigurgitano di vie e piazze intitolate a generali pi* o meno degni di esaltazione sul tipo del " &uca di Gaeta #. e a 'oma, solo da poco tempo, in uno dei lontani sobborghi della citt,, ossia a Casal Bertone, vi % una piazza intitolata a Cosenz e una via a /ianell) 3eglio tardi che mai) 4 ui % opportuno soffermarsi su uanto segue$ nelle storie ufficiali ed ufficiose si % sempre esaltato l!apporto dato da Napoleone III e dalle truppe francesi alla liberazione della 1ombardia e non si capisce come e perch7 non debba venire riconosciuto che alla /russia e al valore di uelle truppe, noi dobbiamo il 8eneto, regalatoci nonostante il pessimo andamento della nostra guerra del 9:;;) 1!Austria, per nostra fortuna, venne sconfDtta dalla /russia, nostra alleata, e da uesta fu obbligata a cederci il 8eneto per uanto in misura incompleta e con pessimi confini)

1!Austria fece buon viso e cattivo gioco e si sottomise al volere della /russia, dandoci per0 lo schiaffo morale di cedere tale regione a Napoleone III il uale poi la pass0 a noi) 4 se l!ostinazione di Napoleone III ci impedD per lunghi anni di raggiungere il sogno di tutti gli Italiani, di avere 'oma come capitale d!Italia, tale sogno fu possibile tradurre in realt, solo con la tremenda disfatta francese del 9:?L per opera dei germanici guidati dalla /russia) 3a in Italia si % sempre fatto confusione tra Cedeschi e Austriaci non volendo ricordare che durante le guerra del 'isorgimento, non i tedeschi ci furono nemici, ma gli Austriaci, ossia uel miscuglio di popolazione croate, slovene, slovacche, ceKe, polacche, ungheresi e italiane, dove la lingua meno parlata da milioni di sudditi era proprio la lingua tedesca) 4 a uesto punto % anche doveroso mettere in luce uanto subdolo e disonesto, nei confronti dell!Italia, fosse stato il contegno di Napoleone III in occasione della guerra del 9:;;) /oche settimane prima che tale guerra scoppiasse tra /russia e Italia da una parte e l!Austria dall!altra, Napoleone e l!Austria sottoscrissero un trattato segreto) Con tale trattato la 2rancia si impegnava a non opporsi ad eventuali moti disgregatori dell!Bnit, d!Italia) +econdo documenti pubblicati nel 9<@; a Berlino, per opera del tedesco J) 5ncKen, appare chiara la condotta sleale, anzi traditrice, di Napoleone III nei confronti dell!Italia) 1!ambasciatore austriaco 3etternich (figlio del famoso 3etternich nemico di Napoleone I e manipolatore della +anta Alleanza) cosD dichiar0$ " II giorno ; giugno 9:;L Napoleone III mi disse parlando di se stesso$ +e io fossi sicuro di avere un giorno il 8eneto e se io potessi dormire tran uillo sapendo che voi Austriaci non intacchereste l!onore dell!armata francese cancellando tutti i risultati della guerra del 9:E<, io non domando di meglio che voi battiate gli Italiani se vi attaccassero. e se, in seguito ai vostri successi, si dovessero verificare dei moti in Italia, (cosa che io prevedo) e tali moti portassero a dei cambiamenti che facessero crollare l!unit, italiana, io non mi opporrei a tali avvenimenti #) I commenti sono superflui) Capitolo OOO8I +ICBAHI5N4 4C5N53ICA &411!ICA1IA 34'I&I5NA14 /'I3A 4 &5/5 I1 9:;L Napoli nel 9:;L era la citt, pi* grande d!4uropa dopo 1ondra, /arigi e /ietroburgo) Aveva veramente l!aspetto di una Capitale, sia per la sua favorevole posizione naturale, sia per il numero dei suoi abitanti, sia per l!imponenza delle sue costruzioni) 4ra del resto la capitale del 'egno delle &ue +icilie, ossia dello +tato pi* importante e pi* popoloso di tutta la penisola e la cui principale risorsa era nell!agricoltura pur essendo all!avanguardia, in Italia, nel settore marinaro, in uello commerciale e in uello industriale) /er l!Italia meridionale l!Bnit, non fu un " affare # parlando in termini spiccioli, ma fu una rovina economica e una diminuzione di prestigio) +ono, anche ueste, affermazioni gravi, come gravi sono state altre affermazioni comparse nelle pagine precedenti di uesto studio) 3a come % avvenuto per le pagine precedenti, chi scrive afferma sempre e solo cose per le uali esiste una documentazione precisa) 3arina da guerra - Nel 9:E< la marina da guerra borbonica contava$ @ vascelli da :L cannoni ( uno a vela, uno ad elica. 99 fregate ( tre a vela, due a elica, sei a vapore. ; corvette ( due a vela, uattro a vapore. oltre ad un grande numero di brigantini, corvette minori a vela, barche cannoniere e bombardieri) Cranne le prime navi a vapore che furono comprate in Inghilterra, tutte le altre erano costruite nei cantieri di Castellammare di +tabia e non avevano niente da invidiare a uelle inglesi) Inoltre Cavour, che si occup0 fino agli ultimi suoi giorni, della marina militare, fece adottare dalla flotta del regno d!Italia le ordinanze, le manovre e i segnali di bandiera della 2lotta napoletana. segno evidente dell!inferiorit,, in tale settore, degli ordinamenti in uso nella marina sarda) 3arina mercantile - Nel 9:E< la flotta mercantile delle &ue +icilie contava circa diecimila legni, dato che negli ultimi trenta anni, per il continuo incremento dei traffici commerciali, era uasi raddoppiata) /er il tonnellaggio tale marina era la terza in 4uropa e rendeva completamente indipendente il 'egno delle &ue +icilie dalle flotte mercantili straniere) 5peranti in citt, di mare

della penisola e della +icilia, esistevano ben uattordici scuole nautiche) I noli marittimi coprivano largamente il disavanzo commerciale tra esportazioni e importazioni) Circolazione monetaria - +econdo gli studi dell!economista Nitti, confortati dai dati forniti da altri studiosi suoi predecessori, la circolazione monetaria metallica in oro e argento fino al 9:;L nel 'egno delle &ue +icilie era semplicemente il doppio di uella degli altri +tati della /enisola messi insieme) Inoltre le monete del 'egno borbonico erano incise, da veri artisti della medaglia, in una Hecca dove si producevano autentici capolavori e la cui distribuzione avvenuta con il nuovo governo fu illogica e ingiustificabile) Industria tessile - 2in dal 9:=L nell!Italia meridionale si producevano ?L)LLL chilogrammi tra organzino e seta da cucire sia in laboratori di artigiani che in fabbriche vere e proprie a 'eggio, Catanzaro, 3onteleone, 3atera e soprattutto nel grandioso stabilimento di +an 1eucio fondato da 2erdinando I8 e dove lavoravano ben ottocento operai con dei regolamenti sindacali di tipo socialista e contemplanti anche l!assistenza malattia e la invalidit, e la vecchiaia) Avuto il permesso di esportare seta greggia si incoraggi0 in conseguenza la piantagione di gelsi e l!allevamento del baco da seta e gi, nel 9:AL si producevano 9)@LL)LLL libbre (pari a Qg) =LL)LLL) di seta e tale produzione non solo competeva per volume con uella piemontese e lombarda, ma era talmente pregiata da far concorrenza alle sete cinesi e francesi sui mercati pi* lontani, persino in Brasile e negli +tati Bniti) 1!industria laniera aveva uno sviluppo simile a uella serica, e oltre a dei laboratori artigiani, faceva assegnamento anche su organizzazioni industriali a Napoli, a Isola del 1iri, ad Arpino, a +ora, a Chieti e a +alerno dove esistevano fabbriche grandiose per uei tempi e provvedute di esperti tecnici e di macchine non seconde alle pi* rinomate d!4uropa) 4 dato che si % nel campo della lana % doveroso ricordare che anche nei cappelli di lana e in uelli di castoro la produzione napoletana gareggiava con la migliore d!4uropa) 1!industria del lino e della canapa era, come in tutta l!4uropa meridionale, al uanto trascurata. nondimeno la filatura di ueste due fibre dava lavoro a non meno di centornila filatrici e a sessantamila telai. e per il lino, in modo particolare gli stabilimenti principali erano a /iedimonte d!Alife, a Cava dei Cirreni, a +cafati, a +arno e soprattutto a Napoli) All!epoca del blocco continentale napoleonico la coltivazione del cotone assunse nell!Italia meridionale e nella +icilia, una notevole importanza. dopo la caduta del blocco napoleonico, la coltivazione stessa riprese in Cerra di 1avoro in modo che tale produzione aliment0 piccole imprese e grandi fabbriche a /iedimonte, a +cafati, a Ca(stellammare, Cava, +alerno, Aldifredi) 4, secondo il tecnico in materia, &e Augustinis, non avevano niente da invidiare a uelle di 3anchester, di Nottingham, della 2rancia e della +vizzera) In conclusione lo sviluppo dell!industria cotoniera, che esportava buona parte del prodotto, era talmente importante che gi, prima del 9:EL dava lavoro solo in Campania e nel cosidetto principato Citeriore a non meno di sessantamila operai) Inoltre il gros, il velluto, il raso, la marsiglina di +an 1eucio gareggiavano con i migliori prodotti di 1io(ne, anzi erano considerati pi* consistenti di uelli analoghi francesi) 4 mentre le cotonate di /iedimonte e dintorni sostenevano vittoriosamente il confronto con uelle di 3anchester, i panni di +ora, Isola del 1iri e di Napoli reggevano il confronto con uelli di media ualit, della 2rancia e del Belgio) 4 con l!Bnit, d!Italia tutto ci0 and0, come si vedr, in appresso, bestialmente distrutto) Industria siderurgica - Questa industria era, per forza di cose, sviluppata, sia con il poco minerale che veniva reperito nel 'egno, sia con uello prodotto dall!isola d!4lba, sia con i rottami di ferro che venivano importati dall!estero) 1e fabbriche, anche ueste eccellenti, erano principalmente uelle di Bivongi, di /ezzana, della 3on(giana e servivano anche per le nuove opere di carattere pubblico, come i ponti sospesi sul Garigliano e sul Calore) A /ietrarsa, tra +an Giovanni a Ceduccio e /ortici, si fabbricavano cannoni, macchine a vapore sia terrestri che per la marina, locomotive, tenders, rotaie, gru, ruote per piroscafi, macchine per opifici metallurgici, fucine portatili, martelli a vapore, tubi di ferro, argani) In Calabria a 3ongiana era intenzione di 2erdinan(do II di far sviluppare e fiorire il primo arsenale del 3editerraneo) Il governo si preoccupava poi di incoraggiare le nuove invenzioni e i nuovi perfezionamenti, apportati nei vari settori industriali, e furono concessi premi a varie ditte per invenzioni e

perfezionamenti di macchine a vapore, telegrafi elettrici, armi da fuoco, strumenti in ferro fuso, macchine agrarie, strumenti geodetici, macchine pneuma(tiche, telescopi, pianoforti, orologi ecc, premiando inoltre fabbricanti di mobili, tappezzerie, guanti, cuoi, tessuti, carta, cappelli, profumi, saponi, terraglie ecc) Industrie varie - /resso +ora a Isola del 1iri, utilizzando le ac ue del 1iri e del 2ibreno e manipolando vecchi stracci, si produceva carta ottima ed una speciale carta detta " interminabile # che si esportava in 4uropa, in 4gitto e nell!America meridionale) Innumerevoli concerie funzionavano a Napoli, Castellammare di +tabia, in Calabria e in Abruzzo e tanto era ben apprezzata la loro produzione che dall!estero vi venivano spediti cuoi per ricevervi l!ultima finitura) 1a manifattura dai guanti, conseguenza dell!ottima produzione conciaria, era un!industria fiorentissima e i guanti napoletani erano i pi* famosi d!4uropa e si e(sportavano in Inghilterra, in Germania, /olonia, 'ussia e +tati Bniti d!America) +i fabbricavano vetri che non avevano niente da invidiare a uelli di Boemia e di 8enezia. lastre di vetro per i bisogni locali e per l!esportazione a Cunisi, ad Algeri, a 3alta e perfino in America) A Capodimonte fioriva la celeberrima industria della porcellana e fiorente in Napoli e dintorni, era pure la lavorazione del corallo e della tartaruga ancora in auge fino ai primi anni di uesto secolo) CosD pure il regno era indipendente per molti prodotti chimici come acido muriatico, cloridrico, solforico, colori ecc) Cutto uanto esposto sta a sfatare la leggenda volu(tamente diffusa di meridionali torpidi e inetti e di un governo retrogrado) 'iguardo a uest!ultima la critica storica ha ormai ben chiarito che molte leggende sorsero artificialmente create da uegli stessi liberali cospiratori che per i loro fini politici tendevano ad esagerare) 1a famosa " protesta del popolo delle &ue +icilie # compilata dal +ettembrini, con la collaborazione di altri cospiratori, ha avuto una fama esagerata ed era un!opera piena di pettegolezzi e di maldicenze, come del resto se ne raccontano anche ai giorni nostri a carico di ualsiasi governo di ualsiasi continente) 4 inoltre tale protesta, che non fece nessuna impressione all!interno, fu confes(fata come esagerata e non rispondente alla verit,, dagli stessi eM cospiratori, una volta caduta la dinastia borbonica) Nel 9:;L al secondo posto delle industrie esportatrici di tutta la penisola italiana stava uella dello zolfo in +icilia che impiegava circa diecimila operai e solo dal 9<LL ebbe a subire la concorrenza della produzione a(mericana) 1a famiglia 5rlando in +icilia fabbricava nell!isola macchine industriali. i fratelli 5rlando ebbero parte attiva politica anche aiutando Garibaldi) Crasferitisi a Genova, l!impresa 5rlando divenne la principale fabbrica italiana di armi e di locomotive) 4 uando la miseria e la fame prodotte dall!incauta politica economica, messa in atto dopo il 9:;L, indusse i meridionali ad emigrare a milioni, si videro molti di uesti affermarsi in uei nuovi paesi e raggiungere nell!industria, nell!agricoltura e nelle banche, posizioni eco(nomiche di primissimo ordine) Il primo piroscafo che solc0 le ac ue di tutto il 3e( diterraneo fu fabbricato e varato a Castellammare nel 9:9: e portava il nome di " ferdinando #. e la prima ferrovia italiana fu, come % noto, uella di Napoli(/ortici) Nel 9:E? si costituD a Napoli una societ, per l!esercizio della ferrovia Napoli(+alerno e nell!aprile 9:;L 2rancesco II ordin0 che si costruisse il prolungamento della ferrovia Napoli(Cassino, fino ai confini dello +tato /ontificio oltre ad una linea Napoli(2oggia(Brindisi(1ecce. un!altra per la Basilicata e 'eggio e un!altra per l!Abruzzo sino al Cronto) In +icilia erano previste tre linee$ una da /alermo a Catania, un!altra da /alermo a 3essina e l!altra ancora da /alermo a Girgenti a Cerranova) 3a ai primi di maggio Garibaldi sbarc0 a 3arsala) 8erso il 9:AL cominciarono a crearsi e sviluppare nel regno, oltre alle societ, di assicurazioni, anche uelle anonime con scopi industriali e commerciali (vedi " +ociet, enologica #, " +ociet, industriale partenopea #, " Compagnia promotrice delle industrie nazionali #, " +ociet, per i servizi pubblici ferroviari #, " +ociet, per l!illuminazione a gas #, " +ociet, per la navigazione a vapore # ecc)) 1!agricoltura - 1!economia meridionale era in prevalenza agricola) Nell!Abruzzo e nelle /uglie aveva una notevole importanza economica l!allevamento delle pecore)

Gli armenti di pecore erano in prevalenza di razza cosidetta "spagnola# ossia "merinos#) Il tipo "merinos# era una razza originaria della +pagna, di un pelo setoso e lucido nella parte vicina alla pelle) Gli arieti di tale razza, non potevano venire esportati dalla +pagna ed esistevano pene severissime per coloro che avessero esportati clandestinamente tali animali dal loro paese di origine) Naturalmente la lana e i tessuti prodotti con tale lana avevano un alto valore) Gli armenti svernavano nelle /uglie e ai primi giorni dell!estate risalivano verso gli alti pascoli sulle montagne d!Abruzzo su strade tracciate lungo le valli e su per i monti, dal secolare passaggio degli armenti e dei loro pastori, e da secoli erano sottoposte a precise norme risalenti ai sistemi feudali intorno al 9ALL) Quegli armenti di ualit, cosD pregiata avevano avuto la loro origine da arieti di pura razza "merinos#, donati da alcuni vicer7 spagnoli, e rappresentavano una grande ricchezza per uelle popolazioni e davano la possibilit, di ottenere tessuti di lana di alto valore) 5ltre che nelle /uglie e negli Abruzzi l!allevamento ovino, transumante dal piano al monte e viceversa, aveva largo sviluppo anche in 1ucania e nelle Calabrie, unitamente all!allevamento delle capre) 1e pecore oltre a fornire il materiale per produrre tessuti e lana da materassi, fornivano, unitamente alle capre, il materiale per produrre numerosi manufatti di cuoio e soprattutto la materia prima per l!industria prettamente napoletana dei guanti, esportati in tutto il mondo) +i trattava uindi di un ciclo completo) 5ltre a uesto, da tali allevamenti derivava una grande produzione casearia) 8edremo in seguito a uali disastri condusse nella pastorizia meridionale la ignoranza in tale materia, di chi introdusse le nuove direttive economiche, e le nuove norme doganali dopo il 9:;L) 3a il 3ezzogiorno, contrariamente alle favole che lo dichiaravano un paradiso abitato da fannulloni, era, come lo % tuttora, un terreno per la maggior parte impervio, montuoso, soggetto a disastri alluvionali e in genere poco ricco di corsi d!ac ua che non siano a regime torrentizio, povero di ac ua potabile e povero di humus) 1e /uglie, pi* fertili, soffrivano, come soffrono, della siccit,) 1!unica parte veramente fertile % uella attorno al 8esuvio ossia la cosidetta dai latini "Campania feliM#) Il lavoro agricolo nell!Italia meridionale % sempre stato ed % tuttora, faticoso e poco redditizio per le difficolt, naturali del suolo) Quando l!attonito viaggiatore guarda ammirato i co(sidetti " giardini # ossia le coltivazioni di aranci e limoni in Calabria e specialmente in +icilia, deve riflettere che tali " giardini crescono spesso su terreno lavico spezzato, frantumato con secoli e secoli di lavoro, senza ac ua sorgiva, ma che bisogna andare a reperire anche a cento e pi* metri di profondit, e gli agrumi hanno bisogno di ac ua) Quando il viaggiatore in automobile, percorre in /uglia, attonito ed ammirato, decine e decine di chilometri attraverso viali di piante secolari di ulivi di alto fusto, come lo sono anche in Calabria, (di fronte ai uali gli ulivi della 'iviera 1igure e uelli stessi della Coscana diventano piccoli alberelli), deve pensare che tali alberi cosD ordinati, cosD ben tenuti, anche esteticamente, fu( rono piantati uando i re borbonici incoraggiavano tali piantagioni. e deve anche pensare come sia invece cosa facile e largamente redditizia coltivare terreni in pianura bene irrigata e ricchi di ac ua potabile dove % possibile allevare mandrie di bestiame che a loro volta producono il materiale per fertilizzare la terra, come avviene nelle pianure della 8alle /adana) Bno dei prodotti agricoli che venivano esportati dall!Italia meridionale era l!olio, e dal porto di Gallipoli partiva olio per l!Inghilterra e l!5landa. da uello di Bari e di 3onopoli partiva uello per l!Alta Italia e la Germania attraverso Crieste. da Caranto partiva l!olio diretto a 3arsiglia per la 2rancia) Il vino era poco esportato ad eccezione dei vini tipici siciliani) Altro materiale da esportare era il legname prodotto sui monti calabresi (+ila) e serviva per le costruzioni navali, sia mercantili che da guerra) 5ggi dopo la ultima guerra, i boschi della +ila non sono pi* uelli di una volta e le accette inglesi che abbatterono disordinatamente larga parte di uei boschi, ne hanno la colpa) Bna coltivazione specialissima delle /uglie, della Calabria e della +icilia, era uella delle mandorle, che si vendevano e si vendono nel Nord 4uropa attraverso il porto di Crieste. e in uei lontani anni l!esportazione degli agrumi e delle mandorle era un vero monopolio italiano in tutta la zona mediterranea) Cutto uanto si % detto circa l!agricoltura meridionale dimostra ampiamente che uei lavoratori della terra, per raggiungere modesti risultati dovessero lavorare

duramente e in condizioni disagiate percorrendo decine di chilometri al giorno dato che i paesi risiedevano sempre sulle alture per difendere gli abitanti sia dalla malaria che dalle scorrerie saracene che per lunghi secoli fecero vivere nel terrore uelle popolazioni. mentre l!agricoltura nelle 3arche, in Coscana e in tutta l!Italia del Nord era pi* facile e soprattutto pi* redditizia) 4 se deplorevole, come si % soliti dire, era lo stato di miseria dei contadini meridionali, ancora pi* deplorevole era l!indigenza dei contadini della fertile 8alle /adana dove per tutto il secolo passato e nei primissimi anni di uesto secolo, infieriva la tremenda malattia della pelle detta " pellagra #, do( vuta all!alimentazione uasi esclusiva di granoturco, spesso avariato. mentre i poderi producevano latte, formaggi, burro, carni e frutta in enormi uantit,) 4 solo con le agitazioni socialiste della fine dell!ottocento e dei primi del novecento, fu richiamata l!attenzione dei governi per i provvedimenti del caso e la pellagra della 8al /adana sparD) Capitolo OOO8II &4CA&4NHA &411!ICA1IA 34'I&I5NA14 &5/5 I1 9:;L /A'C4 /'I3A Nel marzo del 9:;9 il parlamento riunito a Corino, presenti i rappresentanti delle nuove regioni, meridionali e centrali, acclamavano 8ittorio 4manuele 'e d!Italia e in tal modo, veniva sancita l!unit, del regno) Cavour che, per sua stessa dichiarazione, non conosceva affatto l!Italia meridionale e tantomeno la situazione economica delle sue regioni, decretava l!unificazione doganale facendo cadere tutte le barriere preesistenti e applicando di colpo a tutto il 'egno il sistema libero scambista del /iemonte, mentre uelle popolazioni venivano gravate di met, del debito pubblico del 'egno dell!Alta Italia e i contanti trovati nelle casse delle banche meridionali venivano abusivamente prosciugati) &a ui ebbe inizio l!immiserimento dell!Italia meridionale, la distruzione delle sue industrie e il malessere del suo artigianato e della sua agricoltura e uindi la sua decadenza economica, le cui funeste conseguenze ancora sono presenti e dannosamente operanti nonostante che all!atto dell!unificazione d!Italia le regioni meridionali si trovassero, dal punto di vista economico, in una situazione molto diversa da uella che una, volutamente errata, propaganda ufficiale abbia voluto far credere) &opo un secolo di unit,, e in omaggio alla verit, e alla rettitudine, % doveroso fare ammenda di tutti gli errori, di tutti gli abusi, di tutte le incomprensioni che hanno fino ad ora gravato sulle popolazioni meridionali) Come si % anche visto nei capitoli precedenti, la uantit, di monete d!oro e d!argento nell!Italia meridionale era il doppio di uella rappresentata dalla somma delle monete metalliche di tutti gli altri +tati Italiani. l!industria e l!agricoltura fornivano uasi tutto uanto era necessario al mantenimento di un esercito di 9LL)LLL uomini e una marina da guerra molto pi* forte di tutte le altre marine da guerra italiane messe insieme, mentre la marina mercantile era la terza in 4uropa) +iccome le importazioni si limitavano al ferro vecchio e nuovo, al pesce secco, ad alcuni filati ed a alcuni tessuti, oltre allo zucchero, caff%, th%, cioccolato ecc) la bilancia commerciale era di ben poco passiva e tale passivit, era largamente compensata dall!apporto dei noli marittimi) Costruendo navi da guerra e navi mercantili in casa propria, molte industrie erano fiorenti, unitamente a uelle tessili e conciarie tanto che alcuni studiosi hanno affermato che negli anni del 'isorgimento la Napoli industriale nulla perdeva al confronto delle citt, nordiche e della stessa 3ilano) 8iene cosD a dissol( versi la leggenda di un 3ezzogiorno torpido e languente, dovendosi invece ammettere che un!alacre ed industre borghesia dava, con la propria operosit,, la possibilit, di lavoro e di guadagni a larghi ceti della popolazione) 1e attivit, commerciali, agricole, industriali erano colpite dal fisco in modo sopportabile, tanto che nel 9:=?, in uno studio comparativo tra la situazione fiscale piemontese e uella meridionale, risult0 che mentre ogni contribuente meridionale pagava in media lire 9A, uello piemontese pagava lire AL) I titoli statali valevano otto o nove punti in pi* del prezzo d!emissione, mentre detti titoli venivano, con sorteggio annuale, rimborsati alla pari o tramutati in altri titoli che invece di dare il E[ di interesse, ne davano solo il =[) Cosa uesta, che pu0 avvenire solo uando le finanze statali siano molto solide e il pubblico nutra la massima fiducia verso il Governo)

Avvenuta l!annessione al /iemonte dell!Italia meridionale, il nuovo governo alien0, sotto costo, ingenti uantit, di titoli di rendita napoletana. e, secondo una lettera scritta da 1iborio 'omano al conte di Cavour, risulta che furono dilapidati i fondi della Cassa di +conto, commettendo varie irregolarit, nella tesoreria e nel Banco par(tenopeo, uasi che Napoli fosse una terra di con uista o addirittura una colonia) In un anno, aggiungeva don 1iborio nella sua lettera, il Governo centrale ha prelevato dalle casse dell!eM reame, oltre ottanta milioni di lire ( uanti miliardi attuali rappresenterebbe tale sommaP) spendendo in opere pubbliche nel meridione solo lire A<L);@E,L? oltre alla concessione di lire 9L)LLL)LLL alla Cesoreria di Napoli. milioni concessi sulla carta, mai visti arrivare) 5ltre a ci0, tolte all!improvviso le protezioni doganali vigenti sotto i Borboni, le industrie sparivano provocando indebitamenti e disoccupazione, come scomparvero varie colture agricole$ gelsi per i bachi da seta, coltivazione del cotone, e riducendo a uantit, trascurabili uella della canapa e del lino) Ad unit, conseguita veniva caricato sull!Italia meridionale met, del debito pubblico per sollevare il bilancio dello +tato piemontese, il uale nel 9:;L, era sull!orlo del fallimento) In tal modo si abbatteva sugli abitanti del +ud il flagello del sistema fiscale piemontese, mentre venivano ridotti gli imponibili per i contribuenti del Nord) 3essi in vendita i beni ecclesiastici, la nobilt, e la borghesia abbiente meridionali ed alcuni agricoltori li comprarono e tutto il denaro ricavato fu portato al Nord e secondo Nitti il drenaggio dei capitali da +ud a Nord si prolung0 per decenni. e si tenga presente che molti ac uirenti comprarono i beni ecclesiastici con denaro prestato dal governo al ;[ di interesse) Quando i latifondi appartenevano agli ordini religiosi, uesti li concedevano in uso ai contadini per un modestissimo affitto spesso rappresentato da prodotti vegetali o animali) /assati tali beni in propriet, di privati, i contadini poveri si trovarono privi di ogni risorsa e uindi alla fame e uesto fu uno dei motivi per i uali le campagne meridionali e sicule furono tormentate dal brigantaggio) Il /iemonte nel 9:;9 aveva un gravame di debito pubblico di ben ;A):LL)LLL lire, dei uali ben A@):LL)LLL furono caricati sugli abitanti del sud, dopo avere mandato in malora le loro industrie, i loro commerci e la agricoltura) 4 tale disastro economico pot% verificarsi per l!improvvisa unificazione doganale, mentre dieci anni prima lo stesso Cavour, fautore del liberismo economico aveva agito con certe precauzioni nei riguardi di certe industrie del Nord che fino ad allora erano state protette da alte tariffe doganali) 3a nei confronti delle industrie meridionali non si vollero adottare consimili riguardi indispensabili al fine di evitare improvvisi disastri)A@) /er favorire l!industria tessile piemontese Cavour decret0 alcune riduzioni doganali sui filati contro lo stesso parere del ministro delle finanze Quintino +ella) 1!agricoltura del +ud veniva, invece, ad essere rovinata dalla crescente concorrenza dei paesi d!oltre mare ricchi di materie prime. mentre l!industria veniva messa in condizione di non poter sopportare la concorrenza di uella del nord Italia) 4 allora nella 1ucania si distrussero intere mandrie di pecore, di uelle pecore "merinos# delle uali l!Inghilterra era riuscita ad iniziare l!allevamento in Australia, trafugando clandestinamente gli arieti "merinos# dalla +pagna per portarli in uel lontano continente) Gli agricoltori meridionali tentarono di trasformare i terreni una volta adibiti a pascolo di uelle pecore preziosissime, in terreni da grano assolutamente inadatti a tale cultura, sia per il clima, sia per la deficienza di humus) Naturalmente la miseria e la delusione favorirono il formarsi del brigantaggio) Cale brigantaggio ebbe inizio uando la fortezza di Gaeta, per la scarsit, dei viveri, alleggerD la propria guarnigione di circa un migliaio di soldati, i uali per non cadere nelle mani dell!esercito piemontese, sconfinarono nello +tato /ontificio) 3a, secondo uanto narra il generale 1uigi Cadorna nell!opera gi, citata, " il brigantaggio ebbe il primo appiglio dall!errore commesso dal governo italiano di sciogliere repentinamente, dopo la caduta di Gaeta, l!esercito borbonico senza premunirsi contro le inevitabili conseguenze che avrebbero prodotto la dispersione improvvisa di tanti eM militari di uelle provincie, i uali non si sarebbero rassegnati a ridiventare di colpo pacifici agricoltori #, di un!agricoltura resa difficile per gli inconsulti provvedimenti presi dal nuovo governo) Naturalmente tali elementi venendosi a trovare improvvisamente disoccupati e trovando miseria ed altra disoccupazione nelle loro stesse famiglie e anche negli altri settori economici, a causa del terremoto suscitato dalle errate direttive del nuovo governo, si davano alla

macchia non trovando modo di vivere sui propri campi ed essendo sconosciuta e molto lontana, la possibilit, di emigrare in paesi dove si potesse almeno mangiare) Inevitabilmente i partigiani dell!antico regime e tra uesti il Clero, approfittarono di tali tristi condizioni per utilizzare i malcontenti e gli affamati, per le loro idee di reazione ed impossibile restaurazione) Anche grave era il fatto che i caratteri meridionali non si legavano con uelli dei funzionari piemontesi mandati sul posto dal governo centrale) I piemontesi si credevano superiori a tutti e si rendevano antipatici col loro modo di fare senza capire che le popolazioni del sud, molto intelligenti, anche uelle incolte, reagivano mettendoli in ridicolo AA) &!altra parte lo stesso Bettino 'icasoli, fiorentino e d!ingegno, dichiarava apertamente, come % gi, stato ricordato, la propria antipatia per la " stupida pedanteria e la laida burocrazia piemontese #, in una lettera che 'icasoli scriveva al suo amico +ilvestrelli. e 'icasoli era una persona abituata a viaggiare e a conoscere uomini e paesi) A poco a poco il brigantaggio finD, ma lasci0 per lunghi anni e per pi* di una generazione sentimenti di odio dato che la repressione aveva procurato la fucilazione sommaria di 9)LA: persone trovate in possesso di armi, @)=9A furono uccise in combattimento e @)?;: furono fatte prigioniere) In seguito napoletani, abruzzesi, pugliesi, calabresi e siciliani diedero ottimi soldati e ottimi tutori dell!ordine, mentre la borghesia intelligente, ma povera non per propria colpa, dette alla /atria funzionari di primissimo ordine e uomini politici e militari di valore ed onesti) 3a nel 9:;;, conclusasi malamente una guerra malamente combattuta e dove tra l!altro, con grande rammarico dello stesso Garibaldi, le popolazioni venete e trentine erano rimaste passive in attesa degli eventi ( mentre Garibaldi ricordava l!entusiastico apporto dato dalle popolazioni siciliane e calabresi alla sua trionfale marcia fino a Napoli), i +iciliani malcontenti per la leva militare, da loro mai conosciuta. per la miseria incombente. per l!incomprensione delle nuove leggi e dei nuovi reggitori della cosa pubblica e soprattutto per la miseria provocata dal passaggio dei latifondi ecclesiastici a privati speculatori e per la sobillazione clericale contro il go( verno massonico e anticlericale, si sollev0 in modo veramente preoccupante dando luogo ad una marcia su /alermo di contadini rivoltosi, con barricate e sparatorie) /er completare uesto triste uadro, il colera faceva strage e la pubblica opinione accusava i soldati dell!esercito regio di avere apportato tale flagello) 3a uello che dette l!avvio alla rivolta come causa materiale determinante, fu la notizia grave ed ingiustificabile dell!insuccesso dell!esercito italiano, conosciuto dai siciliani come esercito " piemontese #) +aputo che detto esercito con una enorme superiorit, numerica era stato messo in condizioni di inferiorit, nonostante l!eroismo dei soldati ( per colpa dell!insipienza dei comandanti, escluso Garibaldi e pochi altri) e che in mare la sconfitta, anche nonostante la superiorit, numerica della flotta italiana era stata vergognosa per l!insipienza, e peggio, dell!ammiraglio piemontese, veniva a cadere grande parte del mito eroico creato per il lontano governo e la sua creduta perfezione e per le sue forze armate) In conseguenza la popolazione siciliana, che aveva presente la grande propaganda fatta da chi voleva nel 9:;L l!Bnit, d!Italia consacrata a tamburo battente col /lebiscito, era portata a credere di essere stata ingannata e tradita) &!altra parte il governo, che era stato trasferito da Corino a 2irenze, non conoscendo la reale situazione siciliana dava ordini e consigli incoerenti e spesso contraddittori tra loro e incomprensibili anche allo stesso Commissario regio inviato con gran numero di armati in +icilia) Cale Commissario era il generale 'affaele Cadorna che spesso veniva messo in imbarazzo dalle direttive che gli arrivavano da 2irenze, disturbandolo nella sua gi, tanto difficile opera) Bisogna riflettere che in uei tempi 2irenze, capitale del 'egno d!Italia, era distante da /alermo, senza parlare delle citt, all!interno dell!isola, almeno venti volte di pi* di oggi considerando gli odierni mezzi di comunicazione, elefonici, telegrafici e di trasporto) 2ortunatamente il genere 'affaele Cadorna era una persona di buon senso ed era anche un uomo politico eletto varie volte deputato dai primordi del /arlamento subalpino) I moti siciliani si estinsero a poco a poco) 3a non finirono per uesto i moti in altre regioni d!Italia e nel Z 9:;< si ebbero uelli dell!4milia ossia nelle provincie di /arma, 'eggio 4milia e Bologna causati dalla " tassa sul macinato # ossia la tassa da pagare uando si portava a macinare il grano o il granoturco) Ci furono barricate e venne addirittura mobilitato un Corpo d!Armata e anche ui il

generale Cadorna dovette constatare che, come in +icilia, in Abruzzo e in Calabria, il clero aveva soffiato sul fuoco sempre per la uestione della vendita dei beni ecclesiastici) Cra il brigantaggio in Abruzzo e in Calabria e la rivolta in +icilia e nell!4milia, si ebbero pi* morti nelle repressioni di uelle verificatesi in tutte le guerre del 'isorgimento) Il che dimostra che il responso dei plebisciti non rappresent0 (e forse mai rappresenter,) la vera volont, delle popolazioni interrogate con uel sistema, e in modo speciale i plebisciti organizzati in +icilia e nelle regioni meridionali della penisola furono una cosa poco seria)

Capitolo OOO8III &4CA&4NHA &411!ICA1IA 34'I&I5NA14 &5/5 I1 9:;L /A'C4 +4C5N&A 1!abisso scavato tra Nord a +ud era veramente grave, tanto che venne nominata una commissione parlamentare che doveva studiare la " uestione meridionale #) Cale commissione arriv0 alla strana conclusione che le strade intorno a Napoli erano " splendide # ma erano state costruite dal governo borbonico solo per " ingannare lo straniero #, mentre invece nelle provincie non c!erano strade, ma solo una " barbarie senza velo #I Affermazione del tutto sciocca, rivelatrice, uando non di malafede, dell!ignoranza dei componenti della commissione) Infatti, sia la rotabile che la ferrovia di Castellammare collegavano la capitale con centri industriali e siderurgici dove da decenni si fabbricavano rotaie, ponti, attrezzature marittime, armi) /er0 oggi, dopo un secolo dall!unit,, l!unica linea ferroviaria ad un solo binario esistente in Italia % uella che da +alerno porta a 'eggio Calabria, mentre la prima ferrovia costruita, sempre in Italia, fu proprio uella inaugurata dai Borboni) 4 ancora oggi, dopo un secolo di unit,, secondo una recente statistica, ben 9@;@ ( milleduecentosessantadue ) centri abitati del meridione sono tuttora tagliati fuori dal mondo civile per mancanza di strade come dal seguente elenco diviso per provincie$ 1!A uila Comunit, isolate 9; Chieti # # 9E /escara # # 9: L Ceramo # # 9@ L Campobasso # # AA 'eggio # # 99 Calabria < Catanzaro # # 9L A Avellino # # E@ Benevento # # @L Caserta # # ;L +alerno # # @E ; /otenza # # 9L A Carante # # 9= Caltanissetta # # =@ 3essina # # 99 L Crapani # # 9< /er le provincie di Cosenza, Napoli, 3atera, Bari, 1ecce, 4nna, /alermo e +iracusa, mancano

notizie in merito) /er concludere$ secondo i dati fin ui raccolti in occasione di un congresso tenuto nel mese di maggio 9<;@ a +alerno, dove furono convocati gli amministratori locali del +ud, ben AEL)LLL italiani sono isolati, non conoscono le strade e non hanno mai visto un!automobile. i morti si portano a spalle dalle case al cimitero. speriamo che nel frattempo le cose siano migliorate) In compenso per0 il meridione d!Italia e la +icilia le autostrade le avranno non prima del 9<?L e uindi il loro progresso economico e lo stesso aumento dei consumi (che andrebbe a beneficio solo delle industrie del Nord se non si impianteranno industrie sul luogo), rimarr, sempre contenuto e limitato dalle deficienze stradali) Non solo, ma le provincie meridionali hanno veduto annualmente scemare le loro popolazioni dato che intere famiglie, per vivere, sono state costrette ad emigrare nelle regioni del Nord) 4 uesto % avvenuto proprio nei cosidetti anni del " miracolo economico #. mentre come conseguenza della " congiuntura # e della derivante disoccupazione, le prime a rimanere senza occupazione sono state le maestranze meridionali gi, emigrate al Nord) 3a la commissione parlamentare, istituita circa cento anni or sono, ignorava che, venduti i beni ecclesiastici, i contadini per lavorare uelle terre e per stabilirsi avevano la necessit, di nuove strade. mentre i denari ricavati dalle vendite di tali beni furono impiegati altrove, ma non nel +ud) +econdo J) 2raenKel " le strade esistenti servivano a uei contadini solo per fuggire dalla loro stessa terra e disperdersi nel vasto mondo) 4 alla guerra contro il brigantaggio tenne immediatamente dietro la grande emigrazione dall!Italia) In uelle regioni l!ottimismo economico di Cavour fu smentito dai fatti #) 4 pi* oltre$ " 1a vendita delle propriet, statali danneggi0 soprattutto l!economia del 3ezzogiorno d!Italia #) Il contante affluD nelle casse dello +tato e all!economia privata vennero tolte le modeste disponibilit, sulle uali essa poteva fare assegnamento nelle regioni di provincia) &a parte loro i nuovi proprietari dei beni fondiari iniziarono uno sfruttamento intensivo e irrazionale) &ove c!erano ancora dei boschi, uesti furono distrutti e poich7, n7 lo +tato, n7 i privati si davano pensiero del regime delle ac ue, la malaria dilag0) In tal modo il diritto di propriet, manchesteriano apport0 danni gravissimi nell!Italia meridionale e in +icilia e diede la spinta decisiva al movimento emigratorio, che ebbe inizio nel 9:;?) Il 'egno d!Italia diede il diritto di mutar residenza a una popolazione che da secoli era legata alla terra. con ci0 essa fu strappata alle antiche forme di vita sociale senza peraltro accompagnarla e sostenerla nella nuova libert,) Nessuno voleva intendere le speciali condizioni del 3ezzogiorno, e forse meno di chiun ue altro i deputati meridionali, accaniti avversari della Chiesa, seguaci dell!ideale di libert,, ma incapaci di comprendere le necessit, economiche e sociali #) 1e entrate del bilancio statale nei primi anni dell!Bnit, furono gonfiate con un introito straordinario di circa un miliardo di lire (di allora). con le vendite delle propriet, dello +tato, per lire @<A)LLL)LLL. e per le vendite dei beni della Chiesa per lire ?L?)LLL)LLL. e ben ;LL)LLL)LLL ricavati dalle vendite di cui sopra, provenivano dalle provincie del +ud) Nel 9:?E, /allora giovane e colto uomo politico +idne> +onnino, fece uno studio sulla situazione sociale in +icilia. nel 9:?< fu creata una "commissione agraria# parlamentare e nel 9::= l!onorevole Uacini present0 la relazione finale basata sugli studi del +onnino) In tale relazione si metteva in evidenza come il denaro veniva prestato ad usura con tassi che arrivavano fino al AL[) 2inalmente il /aese cominciava a concepire la " uestione meridionale # come un problema sociale e si mostravano in piena luce le terribili conseguenze delle vendite dei beni demaniali, mentre il disordine economico in uelle regioni aumentava e l!emigrazione sempre crescente non contribuiva certamente a diminuirlo) " 3a mentre al Nord di 'oma erano stati investiti E=9)LLL)LLL di lire per la costruzione delle ferrovie, al +ud la cifra degli investimenti arrivava solo a @=: milioni) Il 3ezzogiorno avrebbe avuto ragione di ribellarsi #) &al 9:?; al 9::; ogni anno partivano per trovare lavoro all!estero, una media di 9AE)LLL contadini meridionali, i cosidetti " cafoni #. e nel 9::: il numero degli emigranti era gi, salito, con rapida progressione a ben 9<E)LLL unit, all!anno) Abbandonavano le loro famiglie affamate e non sapendo come e dove avrebbero potuto trovare un lavoro) In anni posteriori l!emigrazione meridionale ebbe punte maggiori) Quando giungevano nelle lontane Americhe si nutrivano di pane e cacio e

dormivano in dieci in una stanza. appena potevano, mandavano ai loro paeselli i pochi risparmi raccolti a stento, vivendo di stenti) 3a mandavano ad ogni costo un po! di soldi che, sommati insieme, costituivano le cosidette " rimesse degli emigranti # che contribuivano a migliorare il disavanzo della bilancia commerciale italiana) 1!agricoltura delle provincie settentrionali era protetta dal dazio sul frumento e l!industria dell!alcool e dello zucchero vi godevano speciali favori) Bna tariffa doganale concordata con la 2rancia nel 9:?; aveva assicurato un favorevole svolgimento alle industrie dell!Italia settentrionale e permetteva al 3ezzogiorno lo smercio in 2rancia del suo pi* importante prodotto$ il vino) 3a dal 9::? al 9:::, iniziatasi la guerra doganale tra 2rancia e Italia, le esportazioni verso la sorella latina caddero da 9:@)LLL)LLL a 99<)LLL)LLL) 1a seta dell!industria del Nord riusciva ancora ad entrare in 2rancia attraverso la +vizzera, ma il vino nell!Italia meridionale andava a male nei tini, poich7 la 2rancia il vino lo comprava in +pagna, in /ortogallo e in Algeria) 4 pi* si faceva acuta la crisi agraria, pi* si accresceva l!emigrazione, e mentre i contadini meridionali erano costretti a lasciar scorrere per terra i loro vini, le distillerie dell!Italia +ettentrionale distillavano grani stranieri, esenti da dazi di importazione) Nel 9:<A due grandi banche industriali (il Credito 3obiliare e la Banca Generale) chiudevano gli sportelli, provocando grande scompiglio anche presso i piccoli risparmiatori) In +icilia si costituivano i fasci operai, conseguenza del malcontento e della disoccupazione) Cali fasci organizzati dal socialista &e 2elice richiamavano l!attenzione del governo di allora sulla situazione meridionale, ma con effetti ben scarsi) 1a vita economica e sociale italiana non % mai stata felice) Il 'isorgimento cost0 indubbiamente gravi sacrifici per tutti, ma ci furono regioni pi* fortunate e pi* favorite di altre) 4 non % certo fuori luogo ricordare che tra esse la +ardegna, che era sempre stata amministrata dal /iemonte, si trovava in condizioni pietose, con strade scarse, poche scuole e senza industrie) 4 uando si discuteva in +icilia l!annessione o meno al /iemonte, o addirittura l!insediamento di un /rincipe di Casa +avoia sul trono dell!isola, gli oppositori avevano buon gioco affermando che l!esempio delle pessime condizioni nelle uali si trovava, da sempre, la +ardegna era un fatto non certo incoraggiante) In ogni guerra, cominciando da uella del secolo scorso per la con uista dell!4tiopia, per passare poi a uella libica, a uella mondiale del !9E(!9: e all!ultima guerra, +ardegna, +icilia, Campania, Abruzzo, 3olise, /uglia, 1ucania, Calabria, hanno sempre dato ottimi combattenti, ma da tali guerre nessun beneficio era a loro derivato) 1a media Italia e soprattutto l!Italia del Nord, hanno dato anche loro e sempre, combattenti valorosi. e per citare un solo esempio per tutti, % sufficiente ricordare che il labaro pi* ricco di medaglie d!oro % uello dei combattenti della provincia di 8ercelli) 2atto il doveroso riconoscimento di uesta vera unit, d!Italia nel valore e nel sacrificio, % altrettanto doveroso riconoscere che mentre i +ardi e tutti gli Italiani del +ud per il fatto di non avere industrie, o per lo meno, per averle in misura estremamente ridotta, dalle guerre ricavavano solo dolori e sacrifDci e non i guadagni procurati dalla attrezzatura industriale per le forniture militari) Nel Nord invece ogni guerra ha portato, per forza di cose, un maggiore sviluppo industriale, che ha reso pi* profondo il solco fra le regioni del Nord, sempre pi* ricche, e la +ardegna e le regioni meridionali, sempre pi* povere) 4 mentre ueste ultime fornivano le masse per le fanterie, dopo esserci messi sull!attenti davanti alle penne nere di tutte le Alpi e dell!Appennino abruzzese, % bene ricordare che mentre al +ud e in +ardegna non esistevano o uasi i bracciali tricolori degli esonerati per attivit, industriali, indispensabili per fare e per vincere ogni guerra, al Nord tali operai militarizzati erano moltissimi e preziosi) A uesto punto % anche doveroso ricordare che dopo Caporetto, senza uei bracciali, specialmente in 1iguria, dove si seppe in poco tempo rimpiazzare le bocche da fuoco, piccole, medie e grandi perdute nella ritirata, la guerra non si sarebbe potuta certamente vincere) 2atto tale doveroso riconoscimento, % anche doveroso aggiungere che, dopo ogni guerra, come conseguenza di una sempre pi* potente attrezzatura industriale nel solo Nord, il solco economico tra Nord e +ud si % sempre maggiormente approfondito) 3a le donne sarde, come le calabresi, le siciliane e tutte le altre, sapevano solamente che i loro cari erano al fronte, e che la fame era nelle loro case. mentre molte altre case italiane venivano confortate dalle paghe degli operai delle industrie)

+e le industrie meridionali non fossero state distrutte con provvedimenti molto improvvisati e altrettanto illogici, dopo il 9:;L. se non si fosse ignorata la necessit, di industrializzare anche il meridione, i bracciali degli esonerati avrebbero potuto essere e uamente divisi tra le famiglie italiane di tutte le regioni, raggiungendo anche lo scopo di rendere meno vulnerabile dalle offese ne( miche, l!attrezzatura della produzione bellica) /er ueste ragioni i combattenti, che dalle trincee erano stati assegnati al campo d!aviazione di Corino per diventare piloti, osservavano nell!estate 9<9;, con stupore e costernazione, come i soldati che partivano da uella citt, per raggiungere il fronte era accompagnati da dimostrazioni ostili alla guerra, e, peggio ancora, non riuscirono a comprendere come in Corino, dopo Caporetto, le truppe dovettero sparare contro folle che invocavano la pace) 4 a Corino circolava denaro proveniente dalle industrie belliche, mentre nelle campagne del +ud c!erano solo miseria e lutti)

CONCLU IONE Questo studio obiettivo di critica storica documentata non deve essere giudicato un!opera partigiana scritta per ispirazione e passione meridionalistica) Chi scrive, durante la sua giovinezza, ha creduto a uanto la storia ufficiale dichiarava come vero circa la storia risorgimentale e circa le ualit, buone o cattive degli abitanti delle varie regioni italiane, dei loro governi e della loro economia) 1!opinione ufficiale, e in conseguenza sia uella delle persone colte che uella delle persone incolte, era la seguente$ da una parte c!era il bello, il bene e il buono e dall!altra tutto il cattivo) Bna parte della colpa di tale strano modo di pensare e di giudicare fatti, persone e addirittura intere popolazioni, non va attribuita esclusivamente agli scrittori della storia ufficiale e agli Italiani dell!Italia settentrionale) Bna larga parte, invece, di tale colpa va attribuita anche agli Italiani del +ud, emigrati al Nord per ragioni politiche) &etti Italiani, spesso coltissimi (e che, una volta compiuta l!unit, d!Italia, presero anche parte attiva alla politica della nazione), forse spronati dal loro risentimento o per opportunismo politico, avevano costantemente dipinto a tinte fosche il comportamento del governo, l!organizzazione burocratica e militare e la situazione economica del loro paese di provenienza) Cra gli uomini pi* autorevoli, che ammisero che i giudizi espressi a carico delle cose di casa loro erano perlomeno esagerati, vi fu 1uigi +ettembrini, il uale afferm0 che il testo dela sua " protesta dei popoli delle &ue +icilie #, che tanto scalpore aveva destato nella penisola, non rispondeva al vero, ma era stato scritto come " arma di guerra #, e si giustificava dicendo che era uno scritto politico che doveva raggiungere un determinato scopo e uindi sotto tale profilo andava giudicata e giustificata la detta " protesta #) 1a maggior parte degli uomini politici meridionali, per un senso di pudore o per ragioni politiche, nei primi anni dell!Bnit, d!Italia, mai presero una decisa posizione di difesa della propria regione) Bisogna arrivare al meridionale Giustino 2ortunato, uomo di seriet, ammirevole e di carattere adamantino, per trovare un colto ed intelligente difensore e sostenitore della verit, in fatto di ue( stioni meridionali) 3entre il primo, e per lo meno il pi* autorevole degli italiani non meridionali, che si interess0 seriamente alla situazione di uelle popolazioni fu il toscano +idne> +onnino) 3a il male era stato fatto e gli stessi scritti di 2rancesco +averio Nitti non ebbero uella risonanza che ci si poteva attendere) Giustino 2ortunato, nei suoi vari studi, pubblicati per ristabilire la verit, storica, dichiar0 a chiare note che la famosa "protesta# del +ettembrini era un infame libello dove 2erdinando II era dipinto come un mostro assetato di sangue, i ministri inetti e ladri, tutta l!amministrazione una rovina, la vita del reame un inferno ed era preferibile il governo dei turchi) 1a verit, era molto diversa e il regno delle &ue +icilie soffriva dei mali, comuni a uei tempi, a tutti gli +tati italiani, ma in misura pi* limitata, per la bonomia e il paternalismo dei suoi regnanti e per l!innato buonsenso dei burocrati, applicanti sempre l!aurea massima del " surtout pas trop de z%le #, di Calle>rand. che tradotta in napoletano significava$ " ma chi t!o fa faP #) 5ggi a tanta distanza di tempo dagli avvenimenti, con mezzi di ricerche pi* liberi e pi* ampi, senza remore, senza ritegni, ormai fuori luogo, si deve cercare e si deve proclamare la verit,. non per

criticare a vuoto o per sminuire il valore e i meriti di chicchessia, ma per ridimensionare il bene o il male ovun ue lo si trovi) 4 uesto % doveroso fare se, dopo che % trascorso un secolo, si voglia veramente raggiungere l!unit, morale tra tutti gli italiani, accompagnata anche dall!uguaglianza nel campo sociale e in uello economico) 4 in luogo delle cosiddette verit, che non erano affatto tali ma erano semplicemente calunnie % bene riassumere le pi* importanti " verit, vere #) 9X) II governo borbonico prima della rivoluzione francese non era affatto retrogrado, ma all!avanguardia in 4uropa. incoraggiava le aspirazioni politiche e sociali dei suoi studiosi, ansiosi di superare il pensiero feudale, tanto da affermare in un documento ufficiale " solo il merito distingue un uomo da un altro e che l!istruzione deve essere obbligatoria e gratuita #) @G) Gli italiani meridionali furono i soli che si opposero tenacemente, con valore e grandi sacrifici, all!invasione francese) AG) i monarchi borbonici furono i meno feroci nelle repressioni politiche) =G) Cali monarchi erano all!avanguardia in fatto di modernit, di concetti, tanto % vero che il primo bastimento a vapore, la prima compagnia di navigazione del 3editerraneo, la prima ferrovia, i primi ponti sospesi furono uelli realizzati nel 'egno delle &ue +icilie e con le proprie industrie) EG) 1!industria era protetta in tale modo da dare lavoro a centinaia di migliaia di operai in opifici che producevano merc7 talmente pregiata che veniva esportata ovun ue) ;G) II commercio era talmente incoraggiato, che in conseguenza del movimento di esportazione e di importazione, la marina mercantile, per importanza e tonnellaggio, si trovava al terzo posto in 4uropa) ?G) Nel 'egno di +ardegna si considerava con timore la popolarit, che 2erdinando II aveva ac uistato in tutta la penisola) :X) I moti rivoluzionari del nord della penisola furono sempre preceduti da uelli del sud, in modo da rappresentare una conseguenza naturale ed inevitabile degli analoghi movimenti meridionali) <G) Non % vero che l!esercito borbonico nel 9:=: venisse ritirato nella 8al /adana senza un ben fondato motivo) 1a responsabilit, di tale ritiro risale al governo del 'egno +ardo che sabot0 la costituzione di una lega tra tutti gli stati italiani, perch7 non intendeva legarsi a nessuno e avere cosD mano libera nelle sue eventuali con uiste) Cosicch7 toscani, papalini e meridionali dovevano solo dare armati, spendere denaro e sacrificare vite di sudditi, senza poter conoscere la meta da raggiungere) Inoltre erano avvenute sommosse a Napoli, dove alcuni facinorosi volevano trasformare il /arlamento in una Assemblea Costituente, la +icilia era in completa rivolta e il rientro delle forze armate appariva necessario per ristabilire l!ordine) 9LG) Non % vero che l!esercito borbonico nel 9:=< si ritir0 dai dintorni di 'oma perch7 sconfitto) +i ritir0 perch7 cosD impose la 2rancia) 99G) Non % vero che l!esercito non fosse combattivo e fosse invece indisciplinato) I meridionali combatterono sempre eroicamente, sia contro i francesi, prima, sia con Napoleone poi) 4 nel !=: furono eroici a Curtatone e a 3ontanara e dovun ue entrarono a contatto col nemico) Nel !=< a 8enezia presero la direzione della difesa suscitando grande ammirazione nei veneziani) 1!esercito di 2rancesco II si sfald0 non per mancanza di coraggio e di disciplina militare. le nuove idee ebbero ragione sui militari) 3a uando si ebbero combattimenti furono coraggiosi, e valorosissimi lo furono alla difesa di Capua e poi a uella di Gaeta, nonostante che fossero convinti di combattere per una causa perduta e uidi di combattere solo per l!onore) 9@G) Non % vero che l!esercito borbonico fosse male organizzato, % vero il contrario. tanto che nel 9:;; i generali provenienti dall!esercito borbonico si distinsero per valore per cultura militare e per capacit, direttive) 4 lo stesso avvenne nella flotta la uale, dopo il 9:;L, adott0 i comandi e le segnalazioni borboniche) 4 il primo capo di stato maggiore italiano, uello che ancora oggi % ricordato come il "grande Capo di +tato 3aggiore#, % stato 4nrico Cosenz, che istruito nella celebre scuola della " Nunziatella # lasci0 l!esercito borbonico da capitano) 4 a lui si deve lo studio negli anni che vanno dal 9::: al 9:<A, della " linea del /iave #, come ha dichiarato lo stesso 1uigi Cadorna)

9AG) Non % vero che lo stato delle &ue +icilie fosse povero e male organizzato economicamente) 6 vero il contrario) 1e casse meridionali contenevano monete d!oro e d!argento in uantit, doppia di tutte le analoghe monete di tutti gli altri stati italiani messi insieme) 9=G) Non % vero che l!unit, d!Italia sia stata una fortuna per l!Italia meridionale) +e si dovesse solamente tener conto della uestione economica e di uella morale tale unione fu per uelle popolazioni un disastro) Con la scomparsa improvvisa delle barriere doganali, industrie e commerci meridionali furono distrutti. fu pompato il denaro ricavato dalle vendite dei beni statali e dei beni religiosi uasi totalmente a beneficio del Nord, mentre veniva caricata sulle popolazioni meridionali la met, del debito pubblico del 'egno +ardo) 4 mentre ogni guerra posteriore port0 vantaggi alle industrie e ai commerci del Nord Italia, al +ud port0 solo lutti e miserie) 9E) 1!appellativo di "'e Bomba# dato nel nord Italia per ragione di propaganda politica a 2erdinando II % stato un appellativo ingiusto) 2erdinando II aveva fatto bombardare 3essina per domare la rivoluzione siciliana, la uale non avrebbe ceduto senza tale bombardamento) 4 fu fortuna trovare nel 9:;L la +icilia ancora unita a Napoli) +e cosD non fosse stato, l!idea dell!unit, avrebbe incontrato una notevole difficolt, per potersi realizzare) 3a 8ittorio 4manuele fece bombardare Genova, Ancona, Capua, senza alcuna necessit,, dato che a Genova si poteva ristabilire l!ordine nel 9:=<, senza ricorrere ad alcun bombardamento. Ancona e Capua sarebbero ugualmente cadute per assedio$ uesta era l!opinione di Garibaldi, il uale se ne and0 da Capua per " non passare alla storia come un bombardatore #) Il bombardamento poi di Gaeta, la cui piazzaforte sarebbe ugualmente caduta per fame e per epidemia, % stato inumano ed ha ottenuto il non certo desiderato effetto, di dimostrare l!alto spirito dei difensori, esaltando le figure di 2rancesco II e della regina 3aria +ofia) Questa % la verit, e solo il riconoscimento di tale verit, pu0 portare ad un!unit, morale, seguita da una unit, economica e sociale) Naturalmente uesto studio, per la sua stessa natura, per lo scopo che si % voluto prefiggere, per le inevitabili e indispensabili affermazioni precise e talvolta pesanti, potrebbe apparire, al lettore frettoloso, come mosso da uno scopo solamente polemico che, per esaltare una parte, ne abbassa un!altra) Chi scrive ha solo desiderato raggiungere lo scopo di dare la possibilit, a tutti gli italiani di conoscere con maggior esattezza la storia prerisorgimentale e risorgimentale di una parte cosD importante dell!Italia, permettendo anche agli Italiani di conoscersi meglio, coi propri meriti e coi propri demeriti) I 1atini dicevano che conoscersi significa amarsi) 4d % proprio uesto lo scopo che ha voluto raggiungere chi scrive dando la possibilit, a tutti gli italiani di potersi comprendere reci( procamente) /er fornire un uadro pi* completo dell!Italia meridionale, della sua potenzialit, e della sua cultura (di millenaria origine uesta) si % ritenuto utile esporre cosa era il 'egno delle &ue +icilie prima della rivoluzione francese, ossia uando da vicereame spagnolo si trasform0 in regno indipendente con Carlo III. cosa fu durante la rivoluzione francese e il dominio napoleonico e cosa fu durante il travaglio risorgimentale fino ai giorni nostri) 6 uno studio che, inevitabilmente, ha dovuto anche valersi di paragoni e di commenti, sempre per0 attenendosi alla realt, dei fatti) 3a durante cento anni % stata fatta tanta cattiva polemica e si sono dette tante falsit,, enunciate come assiomi indiscutibili, contro i nostri fratelli meridionali che, se in ualche punto di uesta ricerca storica si dovesse trovare a parere del lettore e contro l!intenzione di chi ha scritto un!eccessiva polemica se ne chiede venia in nome della sincerit, e della chiarezza, volute dall!autore di uesta faticosa e lungamente meditata critica storica di casa nostra) Quello poi che % il recondito desiderio e uindi la recondita speranza dell!autore % che nel 9<?L, celebrandosi il centenario di 'oma, capitale d!Italia, non si ripetano gli errori grossolani come uello avvenuto a Corino nel 9<;9 dove, celebrandosi l!Bnit,, non furono invitati i rappresentanti delle citt, che avevano maggiormente contribuito a realizzare tale unit,, precorrendo col pensiero e con l!azione i movimenti politici di tutte le altre regioni italiane) Al popolo siciliano, antesignano in 4uropa nelle rivendicazioni e nelle con uiste costituzionali, va il merito di aver fatto divenire l!unit, d!Italia (speranza di pochi e utopia per molti ) una cosa realizzabile, con la sua entusiastica adesione alla spedizione garibaldina)

Il popolo siciliano (con uello calabrese, pugliese e napoletano) fu l!unico a sollevarsi tutto intero$ contadini, operai, borghesia e nobilt,. cosa uesta mai avvenuta nelle altre regioni italiane) Cale adesione totale riempD di profonda ammirazione l!animo di Giuseppe Garibaldi, il uale dovette poi amaramente constatare il ripetersi di uanto era gi, avvenuto altrove. ossia il disinteresse popolano nelle campagne per il 'isorgimento, sia nel Crentino nel 9:;;, che nel 1azio nel 9:;?, e anche nella 1ombardia dove i contadini se ne estraniarono dicendo$ " in sta i sciuri #) 3a un!altra verit, va conclamata in modo definitivo$ l!idea dell!unit, era mazziniana e uindi garibaldina) N7 ministri, n7 burocrati, n7 generali di eserciti regolari, la potevano capire e uindi sollecitare, pur essendo stata l!opera di tali signori preziosa e insostituibile) &el resto tale incomprensione non deve meravigliare, n7 deve destare biasimi nei confronti di coloro che tale idea non capivano) I precursori non sono mai uomini di freddo calcolo, come comunemente si dice$ " uomini con la testa sulle spalle #, i uali rischiano solo uando sono sicuri del successo o, perlomeno, uando siano convinti che grandi possono essere le possibilit, favorevoli) I precursori sono sempre dei " poeti #) 4 soprattutto poeti erano 3azzini e Garibaldi e &aniele 3anin) 1a nostra epopea risorgimentale % stata l!epopea dei martiri che andavano contro la morte per una " idea incomprensibile # per le masse e per i governi) 4 dei giovanetti e degli anziani, tutti " poeti #, combatterono e morirono cantando, per un ideale in cui la poesia era tutto e il calcolo nulla) In nome della grande, meravigliosa poesia dei precursori dai grandi nomi e di uella degli sconosciuti immolatisi con gesto semplice uanto sublime uniamoci finalmente tutti$ Italiani del +ud e del Nord, riconoscendo ad ognuno il dovuto merito, senza campanilismi e preconcetti provinciali)

NOTE 9 1a storia del Ceatro +an Carlo di Napoli % legata a uella della musica del !?LL e dell!:LL d!4uropa) Nel settecento, dopo 8ienna, Napoli % stato il maggiore centro musicale del mondo sia per il valore della scuola dei suoi vari Conservatori (celebre uello di +an /ietro a 3aiella), sia per l!altezza di ingegno dei suoi musicisti il cui solo elenco basterebbe a dare gloria e risonanza, nel campo dell!arte, ad una grande nazione) 4d ecco tali nomi$ +carlatti Alessandro) Nato a Crapani nel 9;E< morD a Napoli nel 9?@E) Autore di 99E opere teatrali, % una delle figure pi* grandi della musica di tutti i tempi) 6 il pi* eletto rappresentante di una grande epoca della musica italiana ed % il pi* grande musicista della scuola napoletana) 1a bellezza melodica delle sue composizioni vocali % veramente straordinaria) Con lui il bel canto, sia virtuosit,, sia linea ampia ed espressiva, raggiunse il suo apogeo) Il figlio &omenico nato a Napoli il 9;:E e morto nel 9?E? fu anche celebre, ma soprattutto come clavicembalista in Italia, a 1isbona e a 3adrid) 1e sonate di &omenico +carlatti rimangono l!opera capitale della scuola cembalistica italiana) /orpora Nicolo Antonio) Nato a Napoli nel 9;:; e morto nel 9?;:) Al Conservatorio di Napoli fu allievo di 2) 3ancini e di Greco) +crisse il " Basilio imperatore d!5riente #) A 'oma fece rappresentare " Berenice #) 1avor0 poi a 8ienna, a 8enezia, a &resda e a 1ondra) +crisse EL opere e ; oratori) /ergolesi G) Battista) Nato a lesi nel 9?9L si form0 al Conservatorio di Napoli dove mori giovane nel 9?A;) +crisse una messa a @ cori e @ orchestre e le opere$ " 1a serva padrona # " II maestro di musica # " II geloso schernito # " II frate innamorato # " 1!Adriano # e scrisse anche uno +tabat 3ater, un +alge 'egina) 1e sue sonate fornirono a +traVinsK> il materiale per comporre il " /ulcinella #) /aisiello Giovanni) Nato a Carante nel 9?=9 morto a Napoli nel 9:9;) +tudi0 al Conservatorio di Napoli e, dopo molta musica sacra, scrisse varie opere, tra le uali " 1!idolo cinese # " II barbiere di +iviglia # " 1a molinara # " Nina pazza per amore # e poi Ce &eum. 3iserere, /assione, 9@ sinfonie, ; concerti, 9@ uartetti, e sempre rimase incontaminato da influenze straniere) /iccinni Nicola) Nato a Bari nel 9?@:, morto a /ass> nel 9:LL) Allievo del Conservatorio napoletano, fecondissimo, geniale, scrisse 9EL opere, tra cui celeberrime Henobia, la Bidone abbandonata - suo capolavoro -, /enelope, Ifigenia in Cauride, 1e donne dispettose, Cecchino)

1a 'egina 3aria Antonietta lo invit0 a stabilirsi in 2rancia e a /arigi fu considerato il pi* grande musicista dell!epoca) 8!era chi riconosceva uesto titolo a GlucK e, infatti, lungamente dur0 una specie di guerra tra musicofDli, che si chiamarono " piccinnisti # e " glucKisti #) 4ra stato allievo di 1eonardo 1eo, nato a Napoli nel 9;:= morto nel 9?==, maestro del Conservatorio di +) 5nofrio e compositore particolare della cappella del 'e. fecondissimo a sua volta. lasci0, tra i molti spartiti$ &emofonte, Catone in Btica, Caio Gracco, la Clemenza di Cito, Ciro riconosciuto, Achille a +ciro, eccetera) 5ccorre menzionare, per completare la triade, 2rancesco &urante, innovatore della musica sacra, nato a 2irenze nel 9?AL ma napoletano di elezione) /artecip0 attivamente nel mondo teatrale e musicale di /arigi alla battaglia tra piccinnisti e antiglucKisti, ma la sua opera principale (con la Calliroe) cio% il dramma 'enaud (9?:A) dette ragione ai sostenitori di GlucK) +crisse anche un Ch!im%ne ou le Cid e un 4dipo a Colono. sempre per il pubblico francese e per la 'egina 3aria Antonietta, grande mecenate di musicisti) Cimarosa &omenico) Nato ad Aversa nel 9?=< e morto a 8enezia nel 9:L9, fu il pi* vivo e fresco autore settecentesco e lustro della scuola napoletana) +crisse il famoso " 3atrimonio segreto # e fu a 8ienna e a 'oma e nella sua non lunga vita compose ben ?E opere musicali oltre ad oratori sacri, re uiem, cantate drammatiche in tale numero e perfezione da essere considerato pari di /aisiello) 1e sue " Astuzie femminili # scritte nel 9?<=, hanno ispirato i " balletti russi # del &iaghileff nel 9<L<, per aver composto l!inno della 'epubblica napoletana del 9?<< fu gettato nelle fosse del Castelnuovo e condannato a morte) 1o salvarono i soldati del corpo di spedizione russo per ordine dell!Imperatore che adorava il 3atrimonio +egreto) 3ercadante +averio) Nato ad Altamura nel 9R<E, morto a Napoli nel 9:?L, studi0 col 2umo, Critto e Hingarelli) 1a sua prima opera la rappresent0 al +an Carlo nel 9:9< ed era " 1!apoteosi di 6rcole # e, a getto continuo, ne scrisse circa ?;, senza parlare dei pezzi di musica sacra, sinfonie ecc) &al 9:=L fu direttore della scuola reale di musica a Napoli) Bellini 8incenzo) Nato a Catania nel 9:L9 morD a /arigi nel 9:AE) +tudi0 al Conservatorio di Napoli sotto la guida dello Hingarelli e mentre Gioacchino 'ossini (il grande pesarese che per otto anni fu scritturato presso i vari teatri di Napoli) dava a Napoli la sua opera " 1a +emiramide #, Bellini, studente, ne fu talmente impressionato da disperare di poter mai comporre ualcosa di simile) /oi spintosi a 3ilano e a /arigi, con le sue celebri opere " 1a sonnambula #, " I Capuleti e i 3ontecchi#, " 1a Norma #, " Beatrice di Cenda #, " I /uritani # ed altre ancora, raggiunse l!eccelsa cima della gloria imperitura morendo a /arigi a soli A= anni) /etrella 4nrico) Nato a /alermo nel 9:9A morto a Genova nel 9:??) Nel 9:@< a Napoli fece rappresentare la sua prima opera " II diavolo color di rosa # e poi ebbe successi immensi con varie composizioni delle uali oggi si ricordano appena i titoli$ " Ione #, " 1a Contessa d!Amalfi #, " I /romessi +posi # ecc) 3a non si pu0 chiudere uesto breve riassunto delle glorie musicali napoletane senza fare cenno di Napoli e del suo Ceatro di +an Carlo, attraverso i musicisti dell!Italia +ettentrionale uali 'ossini, &onizzetti e 8erdi) Cra essi, il minore, Gaetano &onizzetti, dopo il trionfo della sua " 1ucia di 1ammermoor #, nel 9:AE fu nominato insegnante di contrappunto al Conservatorio di Napoli. ma negli ultimi anni 9:A; 9:A?, mortigli padre, madre, una figlia e la moglie si diede a vita randagia e dissoluta, girovagando per il mondo e morendo cin uantenne a Bergamo nel 9:=:) Gioacchino 'ossini dal 9:9E al 9:@@ per otto stagioni liriche raccolse trionfi al Ceatro +an Carlo e al 2ondo di Napoli con " 4lisabetta regina d!Inghilterra #, l!" 5tello #, la " Cenerentola #, la " Gazza ladra #, l!" Armida # e il " 3os% ! ed altre) &opo tali trionfi napoletani 'ossini era maturo per presentarsi al grande pubblico di 8ienna dove raccolse altri trionfi, passando poi a /arigi e a 1ondra) Giuseppe 8erdi il 9@ agosto del 9:=E raccolse consensi al +an Carlo con la sua nuova opera l!" Alzira # e poi nel 9:E: trionf0 con il " Ballo in maschera # rappresentato sotto il titolo di " Bna vendetta in domino #) Cutto uesto dimostra come Napoli era un centro musicale tra i primissimi d!4uropa, come oggi lo % 3ilano con il Ceatro della " +cala #) @ +i apra il coro, si tempri la cetra, 8a la notte, risorge l!Aurora) 4cco il mondo, di fiamme l!indora) 2ugge l!ombra del pallido error) Gi, la terra congiura con l!etra Gi, col +ole la 1una risplende, Gi, la pace svelata si accende e si innalza sull!ara d!amor)

8enne al Cempio l!Augusta 'egina e ci disse$ miei figli cantate ma la legge ma il rito serbate, ma si accresca del soglio l!onor) Io ti salvo dall!alta mina Io distruggo le frodi, l!inganno Io vi tolgo dal petto, l!affanno Io vi rendo la pace nel cor) A tal voce la mensa s!appresta Alla tazza la cetra risponde 4 il suo nome pe! monti e per l!onde, 8a sull!ali del Cracio Cantor) +e alla guerra, se all!aspra tempesta gi, succede la pace, la calma, Carolina riporta la palma che sull!empio sconfisse il furor) A 8edi tra l!altro, +tefano +tefani, " Bna repubblica +ocialista ne regno dei Borboni #, 'oma, +oc) /olig), 9<L?) = " II @E febbraio 9?EL il governatore di 3ilano, conte Jar(rach, ordin0 lo sradicamento di tutti i boschi lungo le strade maestre, affinch% i malandrini non vi si potessero celare) Quelli inseguiti e preseguitati, trovarono scampo negli stati vicini valicando con tutta facilit, le mal custodite frontiere del 3ilanese, oppure in attesa di protezione o di mercanteggiare con denaro la giustizia, offrivan loro sicurezza le chiese e i conventi) I signori d!altra parte che pi* non erano circondati da bravi, ma dai cosidetti " buli # che ne facevanno le veci, conservavano un!estesa clientela pronta a venire in loro soccorso) Queste cause e la imperfezione delle leggi in materia criminale, perpetuarono i delitti al punto che non c!era pi* sicurezza n7 in campagna, n7 in citt, e si assassinava dovun ue in pieno giorno) 3aria Ceresa aveva cercato di porvi rimedio col proibire le armi e con bandire dallo +tato mendicanti e vagabondi, ma non ottenne nessun risultato) +uccesso 1obKroViK al governatore Crausi, i rigori furono accresciuti. gi, con grida del @@ agosto 9?== si dichiarava che bisognava estirpare " la presente infestazione #. ma n7 uesta n7 altre grida portarono buoni frutti) Il /allavicini, il ? ottobre 9?EA, credette di trovare rimedio col proibire a tutti gli abitanti della campagna di tener armi in casa) +i ebbe il peggio, perch7 i contadini, senza armi e isolati, rimasero in balia dei malviventi i uali sicuri di non trovare resistenza, moltiplicarono le loro ruberie, onde fu giocoforza permettere, tre mesi dopo, il 9G gennaio 9?E=, le armi) Nove anni dopo - : maggio 9?;A - si prescrisse che un regio Commissario di campagna accompagnato da un notaio criminale e da un confessore, coi fanti e il carnefice, tutti a cavallo, andasse girando per le strade e luoghi non fre uentati, arrestasse i malvimenti e, secondo il caso, li condannasse a morte) /oi dopo un breve intervallo, li facesse impiccare ad una pianta nelle pubbliche strade dove si lasciavano i cadaveri esposti) Il decreto venne attuato senza misericordia, ma dopo breve tempo ricominciarono i delitti e i furti) 3ai riposava il carnefice$ si trovavano registrati in 3ilano perfino sei esecuzioni capitali in un sol giorno) Nel ventennio 9?=9(;@ furono messi a taglia pi* di ?A mila individui da consegnarsi vivi o morti) Bna sola grida del 9E ottobre 9?EA, porta la sterminata lista di oltre tremila banditi, divisati nel loro nome, cognome, soprannome e paese) Il disordine dur0 fino al 9?:;, i puniti con la galera (allo scopo che il supplizio dei correi infondesse loro un salutare spavento) venivano collocati in fila rimpetto alle forche con in spalla un remo, simbolo della pena che dovevano soffrire. ma cosD, lungi dal vergognarsi, si beffavano della giustizia, vantando i piaceri dei galeotti nelle loro furfantesche canzoni di cui in gran voga era uella che cominciava$ Andiamo compagni Andiamo pure alla riviera senza spavento che la galera che l!ardimento

ci aspetta l, ci giover,) E In +antorre di +antarosa, 1a 'ivoluzione piemontese nel 9:@9) ; Queste precise affermazioni non sono idee peregrine ed infondate, ormai sono idee diffuse nella cultura italiana e straniera, ed % con vero piacere che ho potuto leggere nel III 8olume della " +toria del Ceatro &rammatico # di +ilvio &!Amico edito da 'izzoli e a pagina 999, uanto segue$ " Non % vero che per risvegliarsi ad una nuova vita spirituale, politica e culturale, l!Italia attese la 'ivoluzione 2rancese ecc))) #) Baster, ricordare i nomi nella filosofia del 8ico, nel diritto e nella politica del Canucci, del 'omagnosi ecc))) 1a calata degli eserciti della 'ivoluzione 2rancese creduti apportatori di libert,, fu dapprima salutata con gli inni della speranza$ Bonaparte fu creduto il codificatore dell!umanit, nuova) 3a la sentenza del &espota non fu uella che si aspettava. e i sogni di resurrezione si tramutarono in delusione amara) 1a dominazione napoleonica finD con l!essere considerata, non solo dal grosso della popolazione ma dagli stessi intellettuali che in principio le avevano tese le braccia, come una dura oppressione straniera) Caduto Napoleone le manifestazioni di giubilo con cui la plebe accolse la restaurata autorit, degli antichi principi e principotti ebbero caratteri addirittura nazionali) 3olti pensatori illuminati e liberali di ieri, ora spaventati dagli eccessi della 'ivoluzione e dalla tirannia dell!Impero, tornavano a rifugiarsi nei principi che la +anta Alleanza riaffermava a sostegno del Crono e dell!Altare ecc))) ? Cale situazione morale e politica port0 nel 9:=<, dopo la sconfitta di Novara, alla sollevazione della citt, di Genova contro il governo di Corino accusato dai Genovesi di avere mal diretto e male combattuta la guerra contro l!Austria) Cale sollevazione popolare termin0 con il bombardamento crudele, inopportuno e ingiustificabile, della citt, di Genova da parte delle truppe piemontesi. eseguito senza preavviso, per un giorno e una notte, contro una popolazione priva di mezzi adeguati per reagire a tale prepotenza) 1e truppe erano comandate dal generale Alfonso 1amarmora che si era impossessato di un forte dominante la citt, e il re era il giovane 8ittorio 4manuele II succeduto da poco al padre Carlo Alberto che aveva abdicato ed era partito in volontario esilio) Quando Genova capitol0 e i @E)LLL soldati del generale 1amarmora entrarono in citt,, molti di detti soldati si abbandonarono a saccheggi, violenze, rapine, uccisioni) 1!accoglienza dei Genovesi fu fredda, i cittadini si erano ritirati nelle loro case, chiudendo parte e finestre, e le vie erano deserte) Naturalmente a Corino fu un coro di proteste da parte dei democratici verso l!operato del generale 1amarmora e la notizia del bombardamento fu scioccamente smentita dalla " Gazzetta piemontese # che era il giornale ufficiale$ ma poi il bombardamento risult0 vero e grave) &isgraziatamente 8ittorio 4manuele II commise la leggerezza di scrivere al generale 1amarmora in uesti termini " 8ous ne pou(viez mieuM faire, et vous meritez toute esp%ce de compliments #) 4 uesto fece sD che il malcontento genovese seguitasse a covare nel tempo e a rendere non facili i rapporti fra Corino e Genova) : " 1a prigione % orribile, % una vecchia torre costruita dai /isani, nella uale stanno chiusi, come bestie feroci, A;L individui) Niente pu0 dare idea del misero stato in cui si trovano) +tanno rinchiusi in ;L dentro una sola camera, respirano aria mefitica e si coricano su delle miserabili stuoie di giunco) 2anno pena a vederli) +ono ammucchiati uno sugli altri senza nessun ordine n7 distinzione) Quelli che entrano in prigione conservando un po! d!onest,, prendendo esempio dai pi* corrotti ed escono induriti nel delitto, come i pi* grandi malfattori #) /oi, sempre leggendo il diario di Cavour, troviamo a pagina @9;, notizie interessanti circa le prigioni inglesi visitate dall!autore, eccole$ " 1a disciplina % severa) I detenuti sono sottoposti alla legge del silenzio assoluto) Non possono parlare in nessun momento e per nessuna circostanza) 1e punizioni sono il pane e ac ua, i ferri e la cella oscura) +iamo discesi in uno di uesti buchi) In verit, non ho visto niente di pi* tetro in vita mia #) Cosa mai si pu0 immaginare di pi* raffinata nordica crudelt,, del silenzio assolutoP Cosa da far impazzire in pochi mesi) 4 cosa di pi* orrendo del buco visitato in Inghilterra da CavourP 4 Cavour non esagerava davvero in tale descrizione, perch7 lui, fu sempre un grande ammiratore del popolo e del governo inglese) 3a Gladstone vedeva brutte solo le carceri borboniche e non uelle del suo paese e il governo borbonico, in conseguenza, divenne " la negazione di &io #) < " 8oi siete nostri, voi non potete staccarvi da noi, non potete esservi rivelati ottimi tra uanti

abitatori ha l!Italia, per ritrarvi, per isolarvi. foste grandi di prodezza e di cuore davanti agli obblighi del presente. noi vi chiediamo di essere grandi nell!amore, grandi nel presentimento dell!avvenire) /rimi a levare il grido di libert,, primi al trionfo, salutati da ammirazione concorde dai vostri concittadini di terraferma, voi avete con uistato un!influenza che non morr,, una potenza morale che nessuno vuole e pu0 contrastarvi, diritti che nessuno si attenter, di rapirvi) /erch7 al rango che riuniti potete occupare in 4uropa, scenderete per volontario suicidio, al uarto, all!ultimo rango, condannandovi a debolezza perenne o alla inevitabile influenza straniera) /erch7 il governo di Napoli vi ha lungamente oppressi e trattati come popoli di coloniaP 3a non pesava la stessa tirannide sui vostri concittadini di terrafermaP Non corsero pi* volte patti solenni d!insurrezione fraterna fra voi e gli uomini delle CalabrieP Non ebbero uei patti solenni manifestazioni in faccia all!Italia, in faccia all!4uropa nella bandiera levata tra l!agosto e il settembre 9:=?, per entro il breve cerchio di uarantotto ore, in 'eggio e 3essinaP AhI non dimenticate, o +iciliani, l!alleanza che i martiri di 'eggio, di 3essina, di Gerace segnarono col loro sangue) Non tradite nella vittoria le sante promesse della battaglia) +iate sempre fratelli come giuraste) Non fate che lo straniero dica, esultando$ " saranno liberi forse, uniti e potenti non mai #) A(vete insegnato all!Italia la potenza del valore, insegnatele la potenza dell!amore, insegnatele la religione dell!unit, che sola pu0 ridarle la gloria, missione, iniziativa per la forza della nostra 4uropa #) /arole sante ueste scritte da 3azzini ai +iciliani, parole vere e uindi valide sempre e che possono e debbono anche al presente, essere tenute nella dovuta considerazione da tutti gli Italiani) 9L In tali dichiarazioni, che si riproducono fedelmente anche come stile e sintassi, ma scegliendo solo le pi* interessanti, si legge fra l!altro che ad un certo momento " il 'e sollecitato da tutte le istanze che venivano da Corino, 3ilano, 8enezia, come se l!armata da lui comandata non fosse coraggiosa a segno da sfidare l!esercito austriaco, si mise in marcia e arrivato il primo scaglione dell!esercito, sulle alture di +anta 1ucia fu accolto da un fuoco straordinario dei volteggiatori austriaci) +ua 3aest,, che era il comandante in capo chiese al Comandante il primo Corpo di Armata cosa si doveva fare) Il Comandante rispose che bisognava attendere che gli scaglioni venissero in linea # e cosD via, narrando episodi anche di valore, ma di grande ingenuit, guerriera) 4 poi, proseguendo, il ministro della guerra diceva$ " in uanto poi all!ignoranza dei generali, alla poca loro esperienza, signori posso dire che certamente apprezzo il favore del popolo, perch7 il pi* sincero, perch7 il pi* leale. ed apprezzo il favore del +ovrano, perch7 da tre mesi imparai a conoscerlo, per il pi* magnanimo, per il pi* rassegnato ( I ) per il pi* dedito alla causa dell!Italia e noncurante dei suoi comodi n7 di ualun ue onore# e poi ancora$ "dir0 che prima di partire per l!armata, lo stesso, su cui vedevo purtroppo che il magnanimo mio +ovrano contava per la direzione della guerra, nonch7 su di altri generali, gli feci per iscritto le mie dimostranze, che tutta la nostra esperienza sul campo di battaglia, per uanto a me, non contava che tre anni, come luogotenente di artiglieria a cavallo delle armate francesi. per uanto al comandante del primo Corpo d!Armata, non contava che di due o tre anni di grado di capitano, avendo abbandonata l!armata francese all!et, di @9 anni. che uanto al Comandante del secondo Corpo d!Armata non contava che due anni di servizio come tenente degli usseri d!onore. che uesto mi faceva dubitare che noi non avessimo, malgrado tutto il tempo che avevamo speso per imparare il nostro mestiere, ed a me particolarmente che sette volte coprii la carica di Capo di +tato 3aggiore e di Capo d!Istruzione, dubitavo dico, di avere, l!esperienza necessaria a cui affidare il successo della nostra armata e e l!indipendenza dell!Italia #) " +ua 3aest,, nella prima volta che mi vide disse che l!Italia doveva far da s7 e che non accettava le proposte di un maresciallo francese, che io proponevo come valente a raddoppiare 99 valore della sua armata #) Il discorso del ministro della guerra di Carlo Alberto ha il merito di fare presente, con un!ingenuit, e uno stile da conversazione confidenziale, ma poco militare, la vera situazione dell!esercito e se non sollecita nel lettore un!ammirazione sulle capacit, organizzative dell!oratore e su uelle dei suoi colleghi, sollecita ad ogni modo un!ammirazione per i soldati regolari e per i volontari che andando a morire senza misurare il pericolo, potevano fare assegnamento solo sul proprio entusiasmo, ma non sulle capacit, militari dei comandanti)

99 I due battaglioni del O reggimento di linea napoletano sbarcati a 1ivorno alla fine di marzo, giunsero sui campi di 1ombardia il @A aprile e il A maggio 9:=:) Il @; maggio i battaglioni di volontari toscani e di volontari giunti al comando di Cesare 'ossaroB, oltre a due battaglioni del O reggimento di linea borbonico, andarono ad accamparsi fra Curtatone e 3ontanara, in una posizione isolata e lontana dall!esercito sardo) I Napoletani, in numero di E=;, agli ordini del tenente colonnello Giovanni 'odriguez, il AL aprile furono posti a presidiare il ponte di Goito, uantun ue fossero pochi per una posizione di tanta importanza, giacch7 ove uesto ponte fosse stato occupato dal nemico " era presa di rovescio tutta la linea del 3incio, ed erano compromesse tutte le comunicazioni dei /iemontesi con la base #) 3a % pur vero che uesti Napoletani supplirono alla scarsezza del numero con un!attivit, ed uno zelo superiori al normale) Anche la schiera dei volontari di 'ossaroli, ingrossata per via da altri volontari toscani (in tutto circa cin uecento uomini) fu collocata a Goito il ; maggio non appena arrivata in terra 1ombarda. mentre il secondo battaglione del O reggimento napoletano, di =?= uomini, al comando del maggiore +igismondo +pedicati, era mandato ad occupare +an +ilve(stro, poco lungi da 3ontanara) Coscani e Napoletani, collocati in tal guisa a vigilare le mosse del nemico insediato nella fortezza di 3antova, formavano l!estrema destra dell!esercito sardo) Non pu0 dirsi che gli Austriaci concentrati in 3antova, lasciassero tran uilli e inoperosi Coscani e Napoletani schierati davanti alla fortezza. facevano fre uenti escursioni nelle borgate circostanti per razziare viveri e bestiame, cosicch7 poterono talvolta essere attaccati dai nostri, che erano lieti di infliggere al nemico ualche danno e di impadronirsi delle armi e di uanto altro gli Austriaci abbandonavano nella loro precipitosa ritirata) Il A maggio furono alcuni manipoli di Austriaci ad assalire a +an +ilvestro l!estrema ala destra dello schieramento tosco(napoletano, ma furono respinti ed inseguiti fin sotto il forte Cerese, lasciando sul terreno alcuni morti e feriti) Il = i nemici rinnovarono l!attacco con forze pi* rilevanti, mo vendo, ad un tempo, su Curtatone e su +an +ilvestro) &a Curtatone fu pi* facile respingere l!assalitore, ma a +an +ilvestro i nemici non esitarono a ricorrere ad uno stratagemma non nuovo nei loro metodi di guerra) 4ssendo avanzato un gruppo dei loro agitando ualche bandiera italiana, e gridando " 8iva /io IO, viva l!Italia # fingendo di essere soldati incorporati nei reggimenti austriaci e decisi a disertare le bandiere imperiali. Coscani e Napoletani li lasciarono avvicinare e poi mossero ad incontrarli festosamente. ma in uella " i supposti fratelli # fecero una rapida conversione discostandosi ai lati della strada e lasciando cosD vedere un cannone, che tosto cominci0 a fulminare "i traditori italiani !) 5scillarono alla sorpresa i difensori delle posizioni assalite, e alcuni di essi, guadagnati dal panico fuggirono, ma i pi*, ripreso animo, afferrarono le baionette e con uelle misero in fuga il nemico) Il 9A maggio tremila nemici, usciti da 3antova, assalirono tutte le posizioni dei Coscani e dei Napoletani e i Napoletani presero viva parte alla battaglia durata tre ore, tanto che Neri Corsini, gentiluomo toscano, che presenzi0 di persona a tutte le fasi dello scontro (durante il uale Cesare 'ossaroli, che si era battuto con foga vesuviana ed 4nrico /oerio, rimasero feriti) ebbe a gridare un caldo evviva in loro onore) Alfine gli assalitori furono ricacciati, costretti a ritirarsi e uesta giornata valse a dimostrare che la legione toscana, assistita dai commilitoni napoletani, sapeva difendere le sue posizioni e " sostenersi intrepida nei suoi posti d!onore) (8edi " Quarantotto 3antovano # di A) 'ezzaghi, 3antova 9<AA)) Intanto in 3antova si erano concentrati enormi forze austria(che in procinto di uscire per dare una decisiva battaglia) I reparti toscani e napoletani in due giorni ricevettero dal generale Bava, comandante il primo Corpo d!Armata sardo ben uattro ordini in contrasto uno con l!altro e all!ultimo fu ordinata la ritirata, ma il generale &e 1augier comandante de itoscani e dei napoletani non eseguD di proposito tale ordine ben sapendo che le sue truppe sarebbero state inevitabilmente sopraffatte e massacrate in una marcia di ritirata apportatrice sempre di disordine tra le file di ualun ue esercito) 1!entusiasmo dei difensori di Curtatone e 3ontanara era altissimo, ma essi non contavano, compresi i Napoletani, che =);:E uomini, cento cavalieri e : cannoni) Gli Austriaci assalitori erano 9<)LLL con copiosa artiglieria) 99 nemico fu respinto due volte e il generale &e 1augier a chi gli consigliava la ritirata rispondeva di attendere l!arrivo dei soccorsi piemontesi. ma il generale Bava non pensava nemmeno a far

appoggiare uei combattenti dai napoletani del O reggimento di linea che avevano l!ordine di restare a Goito, ma consigliava il &e 1augier di portarsi con le sue truppe anche lui a Goito) Naturalmente tale illogico consiglio non fu potuto seguire e dopo sei ore di combattimento con la perdita di 9)@EL uomini, il &e 1augier si ritir0 senza essere inseguito dal nemico, ormai fiaccato anche lui dalla straordinaria resistenza degli Italiani, e senza che le truppe del grosso dell!esercito sardo fossero intervenute per salvare la posizione) 9@ 5rgano clericale austriacante era " II 'isveglio austriaco !) I deputati cattolici de Carli e Bonfiglio /aolazzi (divenuto sacerdote a ?? anni di et,) parteciparono alla sottoscrizione iniziata a Crento dalla polizia austriaca, il primo con cin ue corone, il secondo con due " per affermare praticamente il senso di soddisfazione di cui era stata pervasa tutta la popolazione # alla notizia della cattura e dell!impiccagione dei due martiri Cesare Battisti e 2abio 2ilzi) Cale notizia si trova nella pubblicazione " &e Gasperi al /arlamento Austriaco 9<99(9<9:# di Gino 8alori edito da /arenti il @E(E(EA) In tale pubblicazione viene anche affermato che &e Gasperi nel 9<9= fu ricevuto a 'oma dall!ambasciatore austriaco barone 3acchio al uale dichiar0 che " la popolazione rurale del Cirolo del +ud in caso di referendum, nella misura del <L<;, opterebbe per l!Austria #, vedi pagine <L e <9 dell!opera citata) Nelle pagine <;(<? si afferma che il " Crentino, giornale diretto dal dottor &e Gasperi, continuava la pubblicazione di notizie avverse all!intervento italiano fino al @= maggio 9<9E, e che lo stesso &e Gasperi aveva reso omaggio a 8ienna alla salma dell!imperatore 2rancesco Giuseppe in occasione dei funerali) 9A Corino 9G agosto 9:;L ore ; del mattino) 3io caro Nigra, )))))Jo letto col pi* vivo interesse il racconto della vostra conversazione con 3r) de Chouvenel sugli affari d!Italia) 1e notizie da lui datevi sulla +icilia, sono inesatte) &epretis % stato bene accolto da Garibaldi, che, senza difficolt,, l!ha nominato /ro(dittatore. la croce di +avoia brilla sempre sulle bandiere e figura in testa a tutte le pubblicazioni ufficiali) Garibaldi % fedele al suo programma Italia e 8ittorio 4manuele) 8oi potete convincervi dall!acclusa lettera di C0rdova) +e, come egli manda a dire, &epretis pubblicher, il nostro +tatuto, l!idea repubblicana sar, completamente bandita dalla +icilia) Cionondimeno, pur senza avere a temere la proclamazione della repubblica, la posizione dell!Italia non % meno eccessivamente grave e piena di pericoli. a uesto riguardo non bisogna farsi illusioni) +e Garibaldi passa sul continente e si impadronisce del 'egno di Napoli e della sua capitale, come ha fatto della +icilia e di /alermo, diventa padrone assoluto della situazione) Il 'e 8ittorio 4manuele perde uasi tutto il suo prestigio. agli occhi della maggioranza degli Italiani egli non % pi* che l!amico di Garibaldi) Conserver, probabilmente la sua corona, ma uesta corona non briller, pi* che per riflesso della luce, che un avventuriero giudicher, bene proiettare su di essa) Garibaldi non proclamer, la repubblica a Napoli, ma non far, l!annessione e conserver, la dittatura) &isponendo egli delle risorse di un 'egno di < milioni di abitanti, ed essendo circondato da un prestigio popolare irresistibile, noi non potremo lottare con lui) 4gli sar, pi* forte di noi) Allora cosa ci resteeebbe a fareP Bna cosa sola) Associarsi francamente a lui, per andare insieme a fare la guerra all!Austria) Il 'e non pu0 ricevere la corona d!Italia dalle mani di Garibaldi, essa vacillerebbe troppo sul suo capo) /er rinforzare il suo trono, dovrebbe salire a cavallo e cercare di far dimenticare, nel centro del famoso uadrilatero le avventure della +icilia) 1a presa di 8erona e di 8enezia faranno dimenticare /alermo e 3ilazzo) 9L non mi faccio illusioni) 1a determinazione, di cui vi parlo % grave e piena di pericoli) 3a essa % inevitabile, se si vuoi salvare 99 principio monarchico) /er un /rincipe di Casa +avoia meglio vale perire in guerra che per una rivoluzione) Bna dinastia pu0 risollevarsi se cade su un campo di battaglia, la sua sorte % per sempre decisa, se la si trascina in un rigagnolo) /er uanto sia preso il nostro partito nella ipotesi di un successo completo dell!impresa di Garibaldi nel regno di Napoli, io credo essere nostro dovere di fronte al 'e e di fronte all!Italia, di fare tutto ci0 che dipende da noi, affinch% uesta impresa non si realizzi) /er giungere a uesto risultato, non c!% che un mezzo) 2are che il Governo di Napoli cada

prima che Garibaldi passi sul continente, o almeno impadronirsene) Bna volta partito il 'e, prendere nelle nostre mani il Governo in nome dell!ordine, dell!umanit,, strappando dalle mani di Garibaldi la direzione suprema del movimento italiano) Questa misura ardita, audace, se volete, far, mandare alte grida all!4uropa, provocher, serie complicazioni diplomatiche, ci trasciner, forse, in un avvenire pi* o meno lontano, a battersi con l!Austria) 3a ci salva dalla rivoluzione, conserva al movimento italiano il carattere che fa la sua gloria e la sua forza$ il carattere nazionale e monarchico) Cutti i sovrani, Napoleone per primo, sono interessati al successo di uesto piano) Checch7 si faccia, i Borboni di Napoli sono condannati a cadere) +i pu0 prolungare la loro agonia, ma non sar, certo a vantaggio del prestigio della monarchia) Al contrario, se 8ittorio 4manuele conserva l!ascendente che ha ac uistato, se resta padrone della situazione in Italia, se uesto paese si costituisce grazie al principio che rappresenta, egli non solo rinforza il proprio bene, ma anche uello di tutte le dinastie che poggiano sul sentimento nazionale e che hanno radici popolari nei loro paesi) Bna volta stabilita la necessit, di rovesciare il 'e di Napoli, non resta che ad occuparsi della scelta dei mezzi))) Alcuni emigrati napoletani rientrati dopo la Costituzione (data da 2rancesco II) hanno invano tentato di mettere in ebollizione la massa incerta dei liberali) 4ssi si sono scoraggiati ed hanno concluso che non si poteva far nulla senza l!intervento di Garibaldi) &a tutte le parti ce lo hanno dichiarato) Io era gi, rassegnato a subire il trionfo di Garibaldi e le conseguenze che ne debbono derivare, uando l!arrivo a Corino di un antico compagno di galera di /oerio ha rianimato le mie speranze e mi ha fatto adottare un piano che, se riesce, pu0 ancora preservarsi dai pericoli che vi ho segnalati ))) Insieme con ))))) venuto espressamente a Corino e con ))))) abbiamo concertato il piano seguente) 3)N) ritorner, a Napoli con una lettera per 1)1) e un!altra a lui diretta, nella uale era uestione di G)G) Bn battello a vapore carico d!armi si recher, a Napoli, le armi saranno a disposizione di 1)1) BB) andr, a Napoli col pretesto di mettersi a disposizione della principessa di +iracusa, che ha invocato la protezione del 'e) 1)1), G)G) e B)B) continueranno ci0 che si deve fare per provocare un movimento, al uale parteciperanno il popolo, l!esercito e la marina) +e il movimento riesce, si forma un Governo provvisorio, alla cui testa sta 1)1), che senza indugio, invoca la protezione del 'e di +ardegna) Il 'e accetta la proposta di mandare una divisione, che mantiene l!ordine e arresta Garibaldi) 8i prego di meditare seriamente su ci0 che vi ho esposto, facendomi sapere che cosa pensate di uesto progetto))))) Credete caro Nigra, ai miei sentimenti devoti) Cavour 9= Giornale " II 3omento di Genova # del @: agosto 9:;< (lettera di Garibaldi a Barili, in data @= agosto 9:;<) 9E &enis 3acK +mith, Garibaldi e Cavour nel 9:;L, 4inaudi) 8eri lettere$ 3edici a Cavour, @: agosto. /ersano a Cavour, 9A agosto. prof) Amari al conte Amari, 9? agosto) 9; +empre secondo il 3acK +mith l!Inghilterra manteneva un atteggiamento anti(interventista perch7 da un intervento sarebbe derivata una maggiore influenza della 2rancia nel 3editerraneo) 4 non fu uindi determinante la mossa di mandare il 1acaita da 'ussel a sollecitarlo a non far intervenire l!Inghilterra, perch7 tale iniziativa di 1acaita era superflua, dato che l!Inghilterra non aveva bisogno di sollecitazioni da parte di nessuno per fare uanto era suo interesse nel 3editerraneo) 9? 8edi lettere di Garibaldi a Bertani e di Garibaldi a 'icasoli a cura di Cabarrini) 9: 3acK +mith, Garibaldi e Cavour nel 9:;L) 9< 8edi 1uigi Cadorna, RR generale 'affaele Cadorna nel 'isorgimento Italiano, ed) Garzanti) @L 8edi 3acK +mith) @9 8edi il giornale Bfficiale di Napoli) @@ 8edi 3acK +mith)

@A 8edi in memoria di Giovanni Nicotera, 2irenze 9:<=) @= Naturalmente circolavano barzellette sul tipo di uella riguardante un capitano piemontese che aveva destinato al reparto " zappatori # uno studente di legge nato a Catania (/aese della lava e uindi di conseguenza il catanese era un " lavativo !). mentre una recluta di /inerolo, paese della moglie dello stesso capitano, veniva destinato alla " fureria # nonostante che tale recluta avesse dichiarato di essere analfabeta) &i rimando, un capitano medico napoletano passando la visita ad una recluta che accusava una lussazione ad un piede, saputo dal caporale di sanit, che la recluta era di Arezzo e uindi nientedimeno " piemontese #, veniva curato, per ripicca, con " doie bicchieri di purgante oleoso e doie coperte #) 4rano barzellette con le uali tutti si facevano matte risate, ed erano ovviamente strampalate invenzioni, ma rivelavano il continuo contrasto tra soldati del nord e soldati del sud) @E /er ristabilire la verit, su alcuni episodi della battaglia di Calatafimi % bene lasciare a Bandi la parola, riproducendo vari brani della sua narrazione) ")))))3enotti Garibaldi tolse di mano a BiMio la bandiera, e seguito da +chiaffino e da 4lia, mont0 sulla spianata) Bn minuto dopo, ne scesero tutti e tre, e 3enotti porse la bandiera a +chiaf fino) BiMio e 3enotti, gridavano, incoraggiando i soldati a salir di nuovo all!assalto. e l!assalto fu rinnovato ancora) I regi erano stati ingrossati da parecchi rinforzi, noi eravamo il doppio pi* di prima) 1a zuffa ricominci0 pi* accanita e feroce. le palle grandinavano da ogni parte e di tanto in tanto si sentiva passare sulle nostre teste la mitraglia, flagellando l!aria come il vento che stornisce furioso tra le frondi) 5ra io narrer0 uel che vidi con i miei occhi, soltanto, lasciando agli altri la cura e la fatica di raccontare uello che videro con i loro) A uel terzo assalto, chiamandomi BiMio a voce alta, seguii il suo cavallo, l, dove si entrava sulla spianata, uasi senza alzare il piede) In un baleno il fumo mi ravvolse, e tra il fumo che il vento dileguava a tratti, vidi che eravamo frammisti alla rinfusa, garibaldini e borbonici, e si combatteva corpo a corpo, e con tutte le armi che venivano tra le mani, non esclusi i coltelli e non esclusi i sassi) 4ra una pugna feroce, dolorosa unicamente perch7 si combatteva tra italiani) Il gruppo dei garibaldini, pi* vicino a me, era formato da 3enotti, da 4lia e da +chiaffino che aveva la bandiera) I borbonici erano uasi sull!orlo del ciglio della spianata e menavano sante busse) Bn drappello di costoro, veduta la ricca bandiera, si f7 vicino al terzetto e cominci0 a serrarglisi sopra) I tre moschettieri, belli bravi uanto possono essere tre eroi da romanzo, tirarono colpi di carabina e di revolver, finch7 ebbero cariche le armi, poi si avventarono colle baionette in testa contro gli assa( litori) 3e ne rammento come in sogno, perch7 io pure aveva pane per i miei denti) Il drappello dei cacciatori che voleva con uistare la bandiera ad ogni costo, si spinse gridando, addosso ai tre compagni) &ue cacciatori afferrarono la bandiera e ne strapparono un lembo, 4lia e 3enotti li respinsero ancora) 8edendo la bandiera in uel tremendo risico e uasi sola in mezzo ai nemici, cominciai a gridare$ salviamo la bandieraI 4 tre o uattro che mi erano pi* vicini, mossero con me verso la bandiera) In uell!istante cio% uando fummo distanti venti passi o poco pi* dal valoroso terzetto, sopraggiunsero sette o otto cacciatori, a capo dei uali era un sergente, alto della persona e rossa, e tutti insieme unitamente agli altri, avvilupparono i tre) Il fucile del sergente, appoggiato colla punta della baionetta al petto di +chiaffino, fece fuoco, e +chiaffino cadde indietro sollevando in alto, nel cadere, la bionda e lunga barba, e lasci0 la bandiera che in mezzo a grida di giubilo sparD ai miei occhi) Nel tempo stesso che +chiaffino cadeva, 3enotti era ferito in una mano, ed 4lia riceveva una palla in bocca, che lo stese per morto) Avevo messo un terzo cappellotto al mio fucile, dopo avere bene forato con uno spillo il focone. ma come non era ragionevole che mi fidassi del fucile, tirai tutti i sei colpi del mio revolver, nel branco dei cacciatori, e non saprei dire in coscienza, se i miei colpi colsero o se andarono a vuoto) &ir0 solo che il sergente rosso non lo ammazzai, n7 mi venne fatto di ferirlo, e noto uesto perch7 non and0 molto che si fu lD lD per ammazzar me, come vedremo fra poco) 3a di uel diavolo di sergente ne riparler0 nel capitolo seguente, dicendo chi fosse e uale morte gli toccasse) +parita la bandiera e spariti i pi* audaci cacciatori, sopraggiunse di bel nuovo Nino BiMio, gridando come un falco e si cacci0 in mezzo al fumo, che accecava gli occhi e ammorbava col puzzo acre dello zolfo) 1e palle non fischiavano pi* ma miagolavano alle mie

orecchie come tante gatte in amore))) +tando fermo sul punto dove mi ero messo, vidi improvvisamente uel sergente rosso, che aveva ucciso +chiaffino, ricaricare a pochi passi da me il suo schioppo e guardarmi fisso con certi occhi, che, ripensandoci, mi paiono fossero due carboni accesi) Capii subito che se uel diavolo terminava di caricare il suo schioppo, ero spacciato (per aeterna saecula), laonde, spianai la baionetta e gridando il nome di Garibaldi, mi slanciai sul sergente) Io non so dire se fu il sergente o fu altri che mi tir0. ma sta il fatto che una gran botta mi colse sopra la mammella destra, e caddi per terra non altrimenti che mi ci avesse spinto un vigoroso pugno) Bn urlo feroce salut0 la mia caduta, e uell!urlo lo mand0 il sergente e lo mandarono i suoi compagni, che avendomi vista in dosso la divisa che si distingueva dalle altre credettero che la fortunata palla avesse tolto dal mondo un ualche pezzo grosso e non un povero uomo ualun ue nato e destinato a far numero))))) )))))+irtori giunse galoppando su un cavalluccio e si ferm0 chiamando con gran voce i soldati che si trovavano in uella incerta partita e chiese al Generale$ " Generale, che dobbiamo fareP Garibaldi guard0 intorno e con voce tonante grid0$ " Italiani ui dobbiamo morire # ))) poi il Bandi narra come " le guerriglie (ossia le bande) siciliane che gi, erano arrivate, schioppettavano sui nostri fianchi alla maledetta, facendo poca o punta attenzione alle vie che pigliavano le loro palle e una parte dei regi cominciava a girare la nostra dritta) Queste cose me le fece notare il maggiore ungherese Curcher>, uomo valorosissimo che doveva, indi a poco, essere ucciso sotto /alermo. ed io rispondendo in francese, ma pi* piano che potei, dissi$ 3aFor, nous voil, entour7s #) Altri parlarono di aggiramento e lo stesso BiMio$ parl0 di ritirata, ma Garibaldi % fama che rispondesse a BiMio$ " ma dove ritirarciP #) " Cutto uanto ho narrato, accadde nello spazio di pochi minuti, ma furono minuti che sembraron secoli) " +u ragazzi due altri colpi ancora e abbiamo finito #, grid0 Garibaldi) 4 tutta uella schiera, rispondendo con alte voci al suo invito si spinse innanzi) Allora sentii un gran miagolio e il berretto mi vol0 via di testa) Bna palla cortese me l!aveva tolto, ma non senza strapparmi una bella striscia di cuticagna, e non senza inondarmi la fronte di sangue) 'ammento che Garibaldi mi guard0 con un!occhiata piena d!in uietudine, ma non rammento altro, perch7 una palla mi colse sopra la scapola sinistra e mi cacci0 supino per terra, dopo avermi fatto girare due volte intorno a me stesso, come fanno le trottole) 3i pare che BiMio mi dicesse vedendomi per terra$ Bandi, alzati i napoletani fuggono, ma poi vedendo come ero concio, grid0$ " buttati di sotto #) /oi Bandi narra come vicino a s7 trovasse un cacciatore napoletano) " II disgraziato aveva il viso tutto pieno di sangue ed era spaventatissimo per le palle che spesso, coglievano il sasso su cui lui era appoggiato e rimbalzando con un rumoroso schioppettio) /ensai che anche costui era di carne e ossa per di pi* italiano come me. e, pieno di compassione gli dissi$ 2ratello non gridare tanto, che ti far, male, abbi pazienza come l!ho io) Il napoletano udendo la mia voce cominci0 a strillare pi* forte che mai) Quando poi mi ebbe visto, si di% a raccomandarsi per tutte le sue 3adonne scongiurandomi che non lo ammazzassi come un cane e senza prete, e non c!era verso che si uietasse) - 5 bue, non vedi che sono ferito anche io, e tribolo forse pi* assai di teP Credi tu di avere vicino una bestia feroceP Credi che noi siam gente, ghiotta del sangue delle povere creature, come ti avran detto uegli asini dei tuoi ufficialiP A ueste parole, il mio napoletano, si ripigli0 al uanto e ripigli0 a dire$ +ignor /iemontese, salvatemi mi raccomando a voi))) avevo paura che foste siciliano mi facevo morto ))) Capii ci0 che voleva dirmi, giacch7 sin dal 9:=: avevo udito tanto fiero l!odio che correva tra napoletani e siciliani, che uando veniva alle prese, non si dava uartiere, n7 si dava misericordia ))) 3a uello non era il tempo di far lunghi ragionamenti, n7 di mostrare al poveretto che si poteva essere italiani senza essere piemontesi, e gli domandai dove fosse stato ferito, ual fosse la sua patria e tante altre cose che venivano opportune) 3i rispose che aveva ventunanno e che era di Noia e l!aveva ferito al collo una palla passandolo da parte a parte ))) /oi Bandi narra come si fossero avvicinati dei +iciliani e lui li avesse allontanati con grande soddisfazione del cacciatore ferito, il uale gli voleva baciare le mani e lui Bandi gli dava dello sciocco e lo prendeva il giro) 3a il fatto era che i +iciliani ogni soldato napoletano e ogni sbirro, lo ammazzavano e se poi uno di uei disgraziati fosse capitato tra le mani delle donne del popolo, ueste lo seviziavano, tale era l!odio che da mezzo secolo esisteva tra siciliani e soldati napoletani)

4 adesso torniamo al racconto di Giuseppe Bandi$ ")))))'est0 Garibaldi padrone del campo, su cui giacevano centodieci napoletani feriti o morti, e prese alcune munizioni e ualche decina di prigionieri tra i uali alcuni soldati del O reggimento di linea, di uello stesso che combatt% cosD gloriosamente in 1ombardia, a fianco dei toscani, nella battaglia di 3ontanara e Curtatone, nell!anno 9:=: #) Cenendo presente che Bandi era un tenente di fanteria dell!esercito piemontese e che era toscano, la di lui spontanea testi(minianza sul valore dimostrato dai borbonici nell!anno 9:=: % una testimonianza importante perch7 spontanea e rafforza, per uanto non ce ne fosse bisogno, uanto % stato scritto nei capitoli precedenti circa 3ontanara e Curtatone) 3a non c!% stato un libro di testo per la giovent* che parlasse del valore dei soldati borbonici nel 9:=: e anche recentemente ci sono state commemorazioni, fatte sul luogo di uei celebri com( battimenti, ma sui soldati borbonici silenzio assoluto) +e dovesse seguitare cosD anche nelle future manifestazioni ufficiali certamente l!Bnit, d!Italia rimarrebbe un modo di dire, ma non certo un modo di fare) 3a racconta Bandi$ " &ebbo dire ualche parola (ai miei lettori) in proposito di uel sergente borbonico alto e rosso. per mano del uale fu ucciso, come narrai - il valoroso +chiaffino, degno partabandiera dei 3ille) 1!avventura che sta per narrare pu0 darsi che paia strana a pi* d!uno, ma io giuro che racconto la verit, e chi non vuoi credere, non creda) /er0 chi vuoi mostrarmisi incredulo, pensi mai uanti sono i casi, che nel tempo di sua vita gli saranno accaduti dinnanzi agli occhi, e che se volesse pigliare a narrarli altrui, sarebbero tenuti come inverosimili #) 4 tornando poi al caso mio, gli dir0 che dell!inverosimile non c!% neppure l!ombra, ma c!% soltanto una certa novit, singolare di casi che nei tempi in cui occorsero le faccende da me narrate, pot% facilmente accadere e senza opera di miracolo) 4rano scorsi appena due mesi dal giorno in cui combattemmo a Calatafimi, ed io marciavo col mio battaglione che era il uinto della brigata 3edici alla volta di 3ilazzo))))))5ra accadde, in uei giorni, che mettendosi insieme nuovi battaglioni in /alermo ed altrove e scarseggiando gli ufficiali, si pigliassero volentieri i disertori dell!esercito borbonico, tra i uali erano molti sottufficiali ambiziosi di guadagnarsi le spalline) Nel passare che facemmo per la citt, di Barcellona, trovai appunto uno di uei nuovi battaglioni, e uesto ebbe il numero sei della nostra brigata, composta, sino allora, di tre battaglioni lombardi e due toscani) Comandava il nuovo battaglione un certo capitano 2errandina, disertore borbonico, e disertori, come lui, erano uasi tutti gli ufficiali) 2ra uesti ultimi me ne capitarono dinanzi due, che nel salutarmi fecero mostra di gran meraviglia, e si dettero uindi a bisbigliare insieme, e cercarono tante volte occasione per passarmi vicino e per guardarmi fisso, non altrimenti che avessero una confusa ricordanza di avermi veduto altra volta e &io sa dove) 8edendo uei due che mi guardavano, entrai al uanto in curiosit, e mi posi a s uadrarli da capo a piedi) 1!uno era di statura mezzana, n7 sottile, n7 grosso, con capelli e baffi scuri e con occhi mobili e nerissimi. l!altro era alto, membruto e di pelo rosso e con due occhi piccoli, grigi, ma pieni di fuoco) Non mi fece n7 caldo, n7 freddo il vedere il bruno, ma pi* guardavo uel rosso dagli occhietti grigi, e pi* mi sentivo persuaso che la faccia di costui aveva balenato dinanzi a me in ualche sogno terribile, come se uella faccia fosse stata sulle spalle del diavolo o di ualche genio malefico) /assammo tutto uel giorno a guardarci scambievolmente, e notai che pi* volte i due ufficiali si fermarono e fecero un passo avanti per venirmi a parlare, ma poi si trattennero e finsero di avere sbagliato strada e sparirono discorrendo tra loro e facendo vista di guardare in alto o di chiamare ualcuno che passava, tanto per nascondere la tentazione che pativano e che pareva loro temeraria) Il dD seguente stavo montando a cavallo per accompagnare Garibaldi al convento di +anta 1ucia, dove si recava per esplorare dall!alto i dintorni di 3ilazzo, uando la mia ordinanza di disse$ " +or maggiore, iersera m!hanno fermato due ufficiali del battaglione nuovo e mi hanno chiesto se lei % uno dei \ 3ille ! e se fu ferito a Calatafimi) Io ho risposto di sD e loro sono iti via dicendo$ ! 3a % lui, % proprio lui !) +tamane poi li ho rivisti di levata e m!hanno saputo dire che avrebbero tanta voglia di discorrere con lei, ma non si arrisicano ))) Andai ad accompagnare Garibaldi, e dopo due ore tornavo all!alloggiamento, uando mi venne incontro il furier maggiore con il libro degli ordini) Il brigadiere 3edici, non volendo lasciare tutti ufficiali borbonici nel nuovo battaglione aggiunto

alla sua brigata, aveva voluto sparpagliarne ualcuno negli altri battaglioni, e uno di uegli ufficiali era toccato appunto a me) Il mio nuovo ufficiale mi chiamava Caccavaio) 8enne dun ue il signor Caccavaio a farmi visita e riconobbi subito in lui il compagno dell!ufficiale rosso) Cra un discorso e l!altro dissi al signor Caccavaio$ - &i uale corpo faceva ella parte nell!esercito borbonicoP - &ell!ottavo battaglione cacciatori) - Ja ella ui un compagno, se non sbaglioP - +issignore c!% un sergente dello stesso battaglione, e si chiama Certosini) - Janno combattuto lor signori a CalatafimiP - +icuro, rispose l!ufficiale, anzi per una strana combinazione ))) 5h &io, si sa bene ))) - Che cosaP gli chiesi interrompendolo, parli pure francamente) - 4h, io per vero, non posso dire molte cose, ma c!% il mio compagno, che ))) che potrebbe rammentare al signor maggiore un certo fatto ))) - +cusi, interruppi, dove % il suo compagnoP - Gi* da basso, voleva salire anche lui ma ))) - 2accia il piacere lo chiami e che venga su) &ue o tre minuti dopo, il sottotenente Certosini era dinanzi a me) Al primo guardarci egli divenne bianco come un morto, 9L cominciai a tremare e non sapevo perch7) - Certosini, dissi, ella fu dun ue a CalatafimiP - +i maggiore - 4lla era sergenteP - +i e mi pare ancora di vederla in uniforme di ufficiale piemontese, avventarsi addosso a me colla baionetta spianata ))) - 4d ella mi spar0 contro il fucileP - +D - 4 allora fu Certosini il sergente che uccise con un colpo sul petto il nostro portabandieraP - +D, rispose Certosini, tocc0 a me ad uccidere uel prode, ed ora, ora sono ui con voi) 3i parve che una mano di ferro mi stringesse alla gola, e per ualche secondo non fui buono ad aprir bocca) 3a tosto, facendomi animo, e sferzandomi a sorridere, ripigliai$ - 8a bene Certosini, tra me e lei ci siamo misurati sul campo a viso aperto e faremo uel che facevano i buoni cavalieri antichi) 5ra cerchi di essere un buon soldato per noi, come fu per il Borbone. e al primo fuoco che avremo faccia ualcosa di magnanimo per compensarci in parte, il gran danno che ci fece con l!ammazzare +chiaffino) &ue giorni dopo combattevamo sotto 3ilazzo e la giornata era calda) Crovandomi con poca gente a dover tenere un punto che i9 nemico mi disputava con incredibile furia, mandai per soccorsi e tra i soccorsi che vennero, c!era la compagnia del Certosini) Appena veduto costui, dissi a certi miei ufficiali$ - Cenetemi d!occhio uel napoletano rosso, che se mi ciurla nel manico, e mi si mostra carogna, faccio voto a &io di rendergli nella zucca la palla che mi di% nel petto a Calatafimi, e vendicher0 +chiaffino) /er tutto il tempo che dur0 ancora il combattimento, non lo persi di vista un istante, ma debbo dire che Certosini e il suo compagno Caccavio parvero due leoni, e alla fine del salmo dovetti cantar gloria ad ambedue, abbracciandoli a pi* riprese, e accennandoli a Giacomo 3edici siccome degni di ricompensa) Quattro mesi trascorsero e Certosini moriva della morte dei valorosi sotto le mura di Capua, colla fronte aperta da una scheggia di granata #) Questo % il racconto di Giuseppe Bandi, buon giudice in fatto di eroismo e non certo legato da sviscerata amicizia a " 2rancischiello #) @; 8edi " 1!Alfieri # di Carlo Alianello, 4inaudi, editore, 9<=@, Corino) In uesto libro si legge che il generale borbonico 1andi a Calatafimi pur avendo a disposizione due battaglioni di Cacciatori non impegnati in combattimento, diede l!ordine della ritirata) 5ssia era l!idea politica liberale e nazionale che vinceva in +icilia ma non certo la supremazia militare garibaldina la uale non poteva esistere data la differenza enorme in numero e in armi tra i soldati borbonici e i garibaldini) Narra Giuseppe Bandi che iniziatasi la battaglia di Calatafimi tutte le vette delle colline poste a semicerchio attorno al campo di battaglia, si riempirono di siciliani che si erano recati lass* anche con le loro cavalcature e rimasero fermi spettatori per tutta la durata della battaglia) Allorch7 videro

sparire i soldati borbonici e rimanere padroni del campo i garibaldini che gridavano a s uarciagola vittoria, vittoriaI, " in un baleno il grido di vittoria fu ripetuto con altissime voci per tutti i poggi, le cui vette erano gremite di siciliani spettatori della battaglia, i uali vedendo i borbonici fuggire, cominciarono a calar gi* dalle alture in lunghe file, simili agli sciami delle formiche, e in un batter d!occhio ebbero invaso il campo #) @? Ancora ne " 1!Alfiere # di Carlo Alianello) @: " 1!assedio e la resa di Gaeta # di 'affaele di 1auro di cui una copia % custodita nel 3useo di Castel +) Angelo a 'oma) @< I cannoni borbonici smontati dai colpi piemontesi furono pochi, le esplosioni delle riserve di munizioni produssero, invece, danni gravissimi alle fortificazioni) I soldati di fanteria di 8ittorio 4manuele non parteciparono che a pochissime azioni contro il nemico) 6 molto strano che l!arma del Genio stabilisse di solennizzare come festa dell!arma il giorno 9A febbraio uando 2rancesco II decise di cessare la resistenza) Infatti se i lavori del Genio agli ordini di Cialdini furono notevoli, uelli dei soldati del Genio borbonico furono molto pi* importanti$ costruzione di camere di mina, coperture di casematte, rialzamento di parapetti, costruzione di blindamento, parascheggie, sbarramenti con rotaie di ferro, aperture di cannoniere ecc) 4 tali lavori furono eseguiti sempre sotto il tiro dei cannoni avversari tanto che il direttore, generale Craversa, col suo colonnello &e +angro, trovarono morte gloriosa sovraintendendo a dette opere) 1!: gennaio 9:;9 i cannoni di Cialdini con ;L pezzi tirarono :LL proiettili e il 9E febbraio 2rancesco II scrisse a Napoleone III (che lo sollecitava ad arrendersi) la sua ferma risoluzione di resistere o di cadere sotto le rovine di Gaeta) Il 9: gennaio Cialdini propose una onorevole capitolazione alla piazzaforte, che respinse la proposta e la s uadra francese lasci0 Gaeta) Il @L gennaio l!ammiraglio /ersano annunci0 al Governatore di Gaeta il blocco della piazza dalla parte di mare) Il @@ gennaio la s uadra di /ersano (99 legni tra fregate e cannoniere) aprD il fuoco contro le batterie Guardaferri e +anta 3aria, che risposero con veemenza) 3a le salve di /ersano non produssero danni perch7 lui si tenne a distanza maggiore della portata dei propri cannoni) &opo tale, non gloriosa gesta, la s uadra di /ersano rientr0 a 3ola di Gaeta) Il @= gennaio la s uadra ritorn0 a sparare e una cannoniera fu colpita e /ersano si ritir0 a /onza dopo non avere arrecato danni alla fortezza) &a uale parte era il valoreP Il @E gennaio scoppi0 il tifo con <E ammalati e nei giorni seguenti il morbo aument0 la sua opera sterminatrice) AL 5rdine del giorno ( 9= febbraio 9:;9) " Generali, ufficiali e soldati dell!armata di GaetaI 1a fortuna della guerra ci separa) &opo cin ue mesi nei uali abbiamo combattuto insieme per la indipendenza della /atria, dividendo gli stessi pericoli, soffrendo le stesse privazioni, % giunto per me il momento di mettere un termine ai vostri eroici sacrifici) 4ra diventata impossibile la resistenza, e se il mio desiderio di soldato era di difendere con voi l!ultimo baluardo della 3onarchia, fino a cadere sotto le mura crollanti di Gaeta, il mio dovere di 'e, il mio amore di /adre, mi comandano oggi di risparmiare un sangue generoso, la cui effusione nelle circostanze attuali non sarebbe che l!ultima manifestazione di un inutile eroismo) /er voi, miei fidi compagni, per pensare al vostro avvenire, per le considerazioni che meritano la vostra lealt,, la vostra costanza, la vostra bravura, per voi rinunzio all!ambizione militare di respingere gli ultimi assalti di un nemico che non avrebbe presa la /iazza, difesa da tali soldati, senza seminare di morti il cammino) 3iliti dell!armata di Gaeta, da dieci mesi combattete con impareggiabile coraggio) Il tradimento interno, l!attacco delle bande rivoluzionarie, l!aggressione di una /otenza che si diceva amica, niente ha potuto domare la vostra bravura, stroncare la vostra costanza) In mezzo alle sofferenze di ogni genere, traversando i campi di battaglia, affrontando il tradimento, pi* terribile che il ferro e il piombo siete venuti a Capua e a Gaeta, segnando il vostro eroismo sulle rive del 8olturno sulle sponde del Garigliano, sfidando per tre mesi, dentro a ueste mura, gli sforzi di un nemico che disponeva di tutte le risorse d!Italia) Grazie a voi % salvo l!onore dell!Armata delle &ue +icilie, grazie a voi pu0 alzar la testa con orgoglio il 8ostro +ovrano, e sulla terra d!esilio, in che aspetter, la giustizia del Cielo, la memoria dell!eroica lealt, dei suoi soldati sar, la pi* dolce consolazione delle sue sventure) Bna medaglia

speciale vi sar, distribuita per ricordare l!assedio, e uando ritorneranno i miei cari soldati nel seno delle loro famiglie, tutti gli uomini di onore chineranno la testa al loro passo e le madri mostreranno come esempio ai figli i bravi difensori di Gaeta) Generali, ufficiali e soldatiI 8i ringrazio tutti, a tutti stringo la mano con effusione di affetto e di riconoscenza) Non 8i dico addio, ma arrivederci) Conservatevi in tutta la 8ostra lealt, come 8i conserver, eternamente la sua gratitudine e la sua affezione, il 8ostro 'e) 2rancesco A9 Giuseppe /ianell, cosa inaudita tra i comandanti di divisione dei vari corpi d!armata, alla vigilia del combattimento si rec0 dal generale divisionario Cerale suo collega comandante la I divisione del corpo d!armata comandata da &urando, mentre lui comandava la I1 +copo del collo uio era uello di coordinare l!azione di guerra tra le due divisioni, cosa mai vista fino allora, date le abitudini vigenti. e tanto meno lo stesso generale di Corpo d!Armata aveva pensato a tale utile incontro tra i comandanti le varie divisioni del Corpo) Il @E giugno /ianell al comando della suddetta II divisione, si trovava sulla destra del 3incio, con l!incarico di rimanere in vista di /eschiera, uando udito tuonare il cannone, spedD un ufficiale d!ordinanza per accertarsi di uanto avveniva) 1!ufficiale torn0 con la notizia che la I divisione era seriamente impegnata) 1!ordine ricevuto da /ianell era tassativo$ " stare sulla destra del 3incio ! e la notizia del combattimento non poteva fargli abbandonare le posizioni da lui occupate, dato che tra le cose non solo possibili, ma probabili, era uella che parte delle forze ne(miche irrompesse da /eschiera per la destra del 3incio) 6 appunto uesto il principale vantaggio delle fortezze poste sui fiumi$ uello di permettere di operare sulle due sponde) 8erso le < e trenta per0, aumentando straordinariamente l!intensit, del combattimento e vedendosi gi, degli sbandati accorrere al ponte di 3omzambano, l!avveduto generale non esit0 a far passare una parte delle sue forze sulla sinistra del 3incio, a sostegno del I &ivisione, senza per altro perdere di vista lo scopo per il uale era rimasto sulla destra del fiume) /rima di tutto, il generale, con energiche disposizioni, fece sgomberare il ponte di 3onzambano) 1ibero che fu il ponte, fece passare sulla sinistra del 3incio i tre battaglioni disponibili del 8 reggimento, il I e il 8I ed una batteria. truppe che mise sotto il comando del calmo ed intrepido colonnello /asi, comandanti del 8 'eggimento) Il brigadiere &all!Aglio rimase con gli altri battaglioni della Brigata Aosta sulla destra del fiume) &opo aver ricordato, con energiche ed opportune parole, i doveri che imponevano ai guerrieri della Brigata Aosta i segni d!onore onde le loro bandiere erano fregiate e il loro splendido passato, il generale /ianell, fatti posare gli zaini a terra, precedette uelle truppe e riconobbe che la posizione di 3onte 8ento era fortemente tenuta dall!artiglieria italiana, che avanzi della I divisione retrocedevano dalle 3aragnotte, che truppe nemiche erano dirette contro l!ala sinistra della posizione di 3onte 8ento) Il generale /ianell decise pertanto di eseguire un contrattacco d!ala e diresse la destra del Colonnello /asi verso il torrione) 4rano le 99,AL circa) 1!artiglieria incominci0 l!azione mettendosi in posizione (con uattro pezzi soltanto) sull!estremit, orientale del 3onte +abbione, per0 diresse disgraziatamente i tiri contro i nostri) Il maggiore Bergalli fece prendere all!artiglieria migliore posizione presso alla casa /as uali) 3a intanto la fanteria avanzava (pagine 9A? e 9A: del libro " Custoza # del generale /ollio)) Il generale &urando comandante del Corpo d!Armata agli ordini del uale operava la II divisione del generale /ianell, verso le ore 9A,AL fu ferito da una pallottola di shrapnell alla mano destra, e commise l!errore, lasciando il comando di Corpo d!Armata, di non incaricare immediatamente di detto comando, il suo generale pi* anziano, ossia il generale /ianeti, provocando cosi disordine e ritardo di iniziative nell!intero Corpo d!Armata) Intanto il generale /ianell, dopo essersi reso conto a 3onzam(bano di come si presentava la situazione, aveva fatto passare sulla sinistra del 3incio anche il 9?G battaglione bersaglieri e due s uadroni di cavalleria) &ippi*, visto uale importanza avesse assunto il combattimento, mand0 al generale Cadolini l!ordine di lasciare a /ozzolengo un solo battaglione per coprire il movimento e di avviare il grosso della Brigata +iena a 3onzambano, mentre sulle alture del 'edone, rimase, con analoga missione, un battaglione del EG 'eggimento) I carriaggi furono mandati fin oltre Castellaro, mentre l!artiglieria colpiva i cacciatori nemici che stavano avanzando) Anche il A@G battaglione fu spostato sulla sinistra del fiume e un battaglione austriaco che tentava di avanzare perdette < ufficiali e ?@; uomini tra morti, feriti e prigionieri)

/ianell mand0 altri due battaglioni del A9G reggimento al di l, del 3incio e in uesto modo la II divisione, da lui comandata, veniva ad avere sulla sinistra del 3incio 9L battaglioni, @ s uadroni, = cannoni e sulla destra del fiume, ? battaglioni e : cannoni) /er effetto delle truppe passate sulla sinistra, il grosso della divisione nemica comandata dal generale 'upprecht, retrocedette, n7 pi* avanz0 nella giornata e, come si legge nella relazione austriaca, la sua azione languD e si spense) Il generale /ianell inviava un rapporto al comando del I Corpo d!Armata di uesto tenore$ " 5ra ho ui la mia divisione concentrata a cavallo del 3incio e sono in posizione delle due parti del fiume) 3antengo la posizione che mi % stata affidata !) " 1!iniziativa presa dal generale /ianell (cosa che impedD un disastro maggiore per le nostre truppe) di far passare una parte della sua divisione dalla destra alla sinistra del 3incio, deriv0 da un giusto apprezzamento della situazione e da un elevato sentimento militare #. cosD afferma il generale /ollio nell!opera gi, citata, e poi prosegue$ " +e poi vogliamo tener conto dello stato d!animo in cui trovavasi uel generale, noi siamo portati verso di lui ad un sentimento di ammirazione vivo e profondo) Il generale a causa della sua provenienza dal disciolto 4sercito delle &ue +icilie, era considerato nell!elevato ambiente militare di uel tempo, uasi come un intruso$ dippi* le false accuse a lui dirette perch7 antico ministro della guerra del 'e 2rancesco II, accuse che egli, con riserva meglio unica che rara, aveva cercato di far tacere pi* con le opere che con le parole, lo avevano messo in luce non bella anche fra gli ufficiali di grado inferiore e le truppe) 4 circolarono non solo voci, ma anche scritti calunniosi, con tanta insistenza, che egli dovette preoccuparsene e riferirne al Comando del Corpo d!Armata) +i diceva semplicemente che egli e il duca di 3ignano, fossero venduti all!Austria) &i pi* i filo(borbonici e il partito di Corte austriaco ultrapotente, non gli perdonavano di non avere seguito 'e 2rancesco II fino all!ultimo giorno del suo 'egno) Nelle condizioni in cui si trovava, infrangere l!ordine tassativo ricevuto di$ " rimanere sulla destra del 3incio per osservare /eschiera# significava arrischiare non solo la vita come soldato, ma anche, ci0 che era mille volte pi* terribile, il suo onore) Naturalmente se il generale /ianelli fosse stato tenuto al corrente della situazione generale e se lo si fosse immediatamente incaricato del Comando dell!intero Corpo d!Armata, dopo l!allontanamento del ferito generale &urando, la sua azione sarebbe stata pi* completa e avrebbe potuto anche cambiare le sorti di uella giornata di battaglia, combattuta con valore dai gregari e con poca perizia dei comandanti responsabili) 3a il generale capo di +tato 3aggiore, 1a 3armora, se ne and0 a Goito. ossia, e osserva, sempre il generale /ollio$ " che un comandante effettivo di un esercito lo abbandoni nel momento in cui % pi* necessaria che mai una direzione, nel momento in cui le cose erano pressocch% ristabilite su tutta la fronte (il valoroso generale piemontese Govone aveva ripreso Custoza e ristabilito l!e uilibrio nella battaglia) % cosa inesplicabile) Che poi lasci l!4sercito senza rimettere a nessuno il comando, anzi senza lasciare disposizioni di sorta, % assolutamente incomprensibile, mentre i generali Govone e /ianell davano, di loro iniziativa, ordini bene adatti alla circostanza) A pagina @?A dell!opera gi, citata, il generale /ollio critica il fatto che al 1a 3armora non venisse dal 'e tolto il comando, nominando Capo di +tato 3aggiore o il /ianell o il Govone. ma il /ianell aveva torto di provenire dall!esercito borbonico e il Govone, uello di essere giovane) Nominato /ianell comandante del I Corpo d!Armata, la di lui fermezza, per cosD dire, ristabilD l!ordine tra le uattro &ivisioni da lui dipendenti, ma tutto ci0 non bastava) Quello che bisognava fare, come del resto voleva il 'e 8ittorio 4manuele, era di resistere ad ogni costo a 8olta e a 8aleggio, e far passare immediatamente il /o all!armata di Cialdini) 1!avanzata di Cialdini sarebbe bastata a destare nell!animo dell!arciduca comandante delle forze austriache, una tale preoccupazione da indurlo a non allontanarsi da 8erona) 3a il " duca di Gaeta # il /o non lo volle passare) /assando adesso ad esaminare uanto ha scritto il generale 1uigi Cadorna, Capo di +tato 3aggiore dell!esercito italiano fino al novembre del 9<9?, noi troviamo uanto segue$ " 6 noto che la vittoria Custoza fu per gli Austriaci tutt!altro che decisiva e basti a dimostrarlo il fatto che delle nostre dodici divisioni solo cin ue e mezzo avevano seriamente combattuto. uindi oltre la met, delle forze erano intatte e le altre essendo state prontamente riordinate, uei tre corpi d!armata erano in condizioni di poter ripigliare l!offensiva poco dopo) Ci0 che veramente determin0 la ritirata della

nostra armata principale sull!5glio, fu la ritirata del =G Corpo su 3odena e l!ordine fu dato dal " duca di Gaeta #) Cale ritirata compromise perci0 effettivamente l!esito delle operazioni nella prima parte della campagna. ed essendosi, in seguito a tale ritirata, resa necessaria una grande perdita di tempo per riordinare l!esercito in relazione al nuovo piano di campagna stabilito, si lasci0 agio all!Austria di cedere il 8eneto alla 2rancia e di ritirare con celeri marce gran parte del suo esercito d!Italia verso 8ienna, onde % che " noi fummo sorpresi dall!armistizio senza che ci fosse dato di rivendicare la gloria delle nostre armi compromessa a Custoza #) /erci0 la ritirata del generale Cialdini su 3odena costituD veramente il fatto pi* decisivo nel determinare l!infausto esito del complesso della campagna. assai pi* decisivo dell!insuccesso stesso di Custoza, il uale avrebbe potuto essere amplia(mente riparato, se si fossero energicamente proseguite le operazioni con un esercito che, dopo la battaglia, aveva ancora forze uasi triple di uelle mobili del nemico, e che a uesto si era mostrato non inferiore in valore sui campi stessi di Custoza) 3a il " duca di Gaeta #, nonostante le sollecitazioni a passare il /o si ritirava verso 3odena e tentava di avvalorare la sua decisione con il responso di una specie di consiglio di guerra con i comandanti suoi dipendenti osse uienti, naturalmente, alla volont, del loro superiore) Bno solo si oppose a tale ritirata e fu 'affaele Cadorna, padre del generale 1uigi Cadorna) 3a non fu ascoltato) In tanta tragedia, non poteva mancare anche la farsa) 4 la farsa era rappresentata dallo stile dei telegrammi che il " duca di Gaeta # mandava a 1a 3armora e al 'e i uali sollecitavano l!inter( vento delle forze che stavano oltre /o) Nella notte del @= giugno ad un telegramma angoscioso del 'e, il " duca di Gaeta # cosD rispondeva$ " 'isultato battaglia oggi % grave, e mi pone in grande perplessit, perch7 con un passo falso si pu0 compromettere sorte guerra e forse anche del /aese) &omani risolver0 ualche cosa e ne informer0 8)3) #) Ci si vede lo stile del grande condottieroI 8ero stile napoleonicoI 4ppoi dietro continue insistenze a lui giunte affinch% facesse ualcosa, ecco il telegramma del " duca di Gaeta # al generale /ettinengo ministro della guerra a 2irenze$ " &isastro accaduto sul 3incio cambia molto situazione) /assando domani /o temo compromettere sorti Italia) 8)+) cosa ne pensaP #) Il " duca di Gaeta # ui adotta il perfetto stile di colui il uale, trovandosi a comandare un esercito senza averne la capacit, tecnica e meno ancora uella morale, cerca affannosamente ualche altro personaggio domandando a lui consigli impossibili a darsi data la lontananza dalla zona di operazioni e l!impossibilit, di conoscere la reale situazione delle cose da parte dell!interpellato) Intanto si arriv0 all!armistizio e fu necessario e urgente occupare con le nostre truppe il maggior territorio possibile, onde riuscire, all!atto della pace, ad ottenere i confini migliori possibili) Il generale 1a 3armora dava uindi ordini al " duca di Gaeta # di passare subito il /o (finalmente) per occupare il maggior spazio di territorio 8eneto) 4cco come il " duca di Gaeta # rispose al 1a 3armora) 'eggio 4milia E luglio 9:;;) " +e 8enezia fu ceduta possiamo noi invadere suo territorio, ed in conclusione posso io gettarmi nella provincia di 'ovigoP 5ltre a ci0, se realmente Austriaci partono, mi pare che passaggio /o avrebbe l!aria di BNA BB225NACA) 4 a lui il vecchio 1a 3armora cosD rispondeva$ Corre 3alimberti ; luglio ore ;,AL ant) " Credo convenientissimo facciate ugualmente vostra operazione) +e siete di avviso contrario, ditemelo subito, entreremo noi dal 3incio. giacch7 per me il peggio sarebbe ricevere la 8enezia senza avervi messo piede #) +crive a uesto punto il generale 1uigi Cadorna$ " +e al generale Cialdini sembrava una buffonata l!effettuare il passaggio del /o, nel caso che gli Austriaci partissero, perch7 non l!aveva operato uando pur vincitori a Custoza, si trovavano almeno a tre giornate dal /oP Il 9= luglio, in seguito al Consiglio tenuto a 2errara sotto la presidenza del 'e, fu risoluto di proseguire la guerra col massimo sforzo, per ottenere i maggiori risultati prima che la pace ci co( gliesse e si dispose che l!esercito fosse partito subito e senza fermarsi, organizzato in sette Corpo d!Armata di tre divisioni ciascuno, tranne il settimo che sarebbe di sole due divisioni ecc) ecc, cin ue corpi composti dalle truppe gi, entrate nel 8eneto o pi* vicine ad entrarvi, con una poderosa

riserva di artiglieria, dovevano costituire un!armata detta " corpo di spedizione # sotto il comando del generale Cialdini, la uale armata doveva marciare a grandi giornate verso l!Isonzo, cacciare gli Austriaci da uella frontiera, appoggiarsi a Crieste, e, se il caso lo avesse richiesto, passare le Alpi e marciare su 8iennaP Gli altri due corpi e la divisione di cavalleria dovevano rimanere nel 8eneto sotto gli ordini di +ua 3aest, a custodia della linea di operazione ed assediare le fortezze #) Il generale 'affaele Cadorna ebbe il comando 8 corpo d!armata e marciando fino all!esaurimento delle truppe, sotto un caldo tremendo e con scarsezza di viveri cercava di raggiungere l!obiettivo fissatogli che era uello di raggiungere Crieste e di proseguire addirittura verso 8ienna) 3a naturalmente le possibilit, umane hanno un limite e 'affaele Cadorna fu raggiunto dalla pace uando ancora era ben lontano dall!obiettivo fissatogli) +e il " duca di Gaeta # avesse passato il /o uando il 'e e 1a 3ar(mora lo ritenevano necessario, non si sarebbero perdute ben dodici giornate di marcia partendo dalle arretrate posizioni dove si trovava il Cialdini) 4 i combattimenti italiani del 9<9E(9: non avrebbero perduto la maggior parte dei loro compagni, morti e feriti, solo per attestarsi su posizioni migliori di uelle imposteci dagli Austriaci con una pace pietosa per noi e favorevole per loro) +ui monti del 2riuli e del 8eneto e sulle colline di 5slavia e del /odgora e sulle petraie del Carso, lasciammo nei primi due anni di guerra, oltre trecentomila mortiI +enza parlare poi dell!orrendo cuneo austriaco che arrivava fino ad un terzo del lago di Garda, nonostante il buon comportamento dei garibaldini, coronato come sempre, dal contegno dignitoso di Garibaldi col celebre telegramma " 5bbedisco # che diceva molto di pi* di un lungo discorso) Il lettore a uesto punto potrebbe dimandarsi$ ma perch7 chi scrive insiste tanto sul ridicolo comportamento del " duca di Gaeta #P 6 bene chiarire subito che chi scrive non ha niente di personale contro tale personaggio) Chi scrive desidera dimostrare e Io dimostra, che la storia ufficiale volendo sminuire l!apporto dato da Garibaldi e dai garibaldini, all!Bnit, d!Italia, doveva anzitutto svalutare le difficolt, militari incontrate lungo la gloriosa marcia di Garibaldi da 3arsala a Napoli. e poi per dare maggiore im( portanza militare nei confronti della campagna garibaldina, alla marcia attraverso le 3arche, l!Bmbria e gli Abruzzi dell!esercito piemontese, doveva elevare agli onori di battaglie epiche lo scontro di Castelfidardo coi soldati del /apa e l!assedio di Ancona col suo inutile e ingiustificato bombardamento) 1a battaglia, erroneamente chiamata di Castelfidardo, fu combattuta a 1oreto e alle Crocette) Cialdini aveva a sua disposizione EL)LLL uomini e molte batterie) Il generale 1amonci%re comandava 9=)LLL papalini (tra cui molti volontari italiani e stranieri) e = cannoni trai( nati da buoi) Cali papalini combatterono con valore e Cialdini concesse ai superstiti l!onore delle armi) Inoltre dopo avere gonfiata a dismisura la marcia attraverso l!Italia centrale, fu elevato a fatto d!arme strepitoso l!assedio di Gaeta da mare e da terra di gente che per l!onore del proprio nome non voleva arrendersi pur essendo convinta di avere perduto la guerra) 4 uindi, mentre gli eroismi dei garibaldini e degli avversari borbonici bisognava ignorarli o sminuirli, in compenso bisognava esaltare eroismi e ualit, strategiche inesistenti, uale uelle del Cialdini, generale di modeste ualit, e inadatto al comando di grandi unit, e sopratutto controproducente se incaricato di un alto comando in una guerra dell!importanza di uella del 9:;;) A@ 8al la pena di rileggere, come curioso indice dello stato d!animo dei contemporanei verso l!ammiraglio /ersano il sonetto " 1a 3olte del Conte Golino # di 'enato 2ucini, ch!ebbe gran voga) +i trova ne " 1e poesie di Neri Canfucio ( 'enato 2ucini (con nuove aggiunte, Bemporad, 2irenze s)d)$ Quella d!ammazza lui, lassamo stare, Nun dir0 nulla, er !n vigliacco nfameI 3a sui nipoti, sangue dell!artare, Nun li dovevan fa! morD di fame) Anco con lui potevan ammollare) &ovevan dinni$ " 8oi siete un tegame$ 1evatevi di vi, potete andare ))) # 4 stiaffallo in esiglio dar reame) 3a una strage !osi, nun c!% memoriaI Che n! !oglionaI un povero gristiano per avenne buscate alla 3eloria, Giustiziall!a uer modoI 3a /elsano nun fece uasi la listessa storiaP 4ppure % sempre vivo uer gabbianoI AA Alianello, 1!eredit, della /riora, 2eltrinoli ed)