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Letteratura italiana moderna e

contemporanea
20/09/2021

Nell’800 in Italia era pieno di scrittori, anche mediocri. Agli inizi dell’800 l’alfabetizzazione
riguardava una piccola parte della popolazione rispetto ad oggi; tutti scriviamo. Più si combatte
l’analfabetismo più ci saranno scrittori. Questo comporta che pensare di poter individuare per il
900 (e la seconda metà dell’800) quali siano gli scrittori classici è una chimera. Nel 300 c’era uno
0,3% di alfabetizzazione, pochi scrittori, tra cui un paio di geni. Oggi invece gli scrittori classici sono
meno interessanti degli altri, mentre parlare di scrittori classici nel 900 è errato.

La “bravura” di un autore dipende dagli strumenti che possediamo per la lettura, dalla nostra
sensibilità personale. Lo scopo del corso è ricevere gli strumenti per potersi orientare all’interno del
panorama letterario.

1° gruppo: 1830-40-50 coloro che non hanno vissuto la guerra; 2° gruppocoloro che sono stati
in guerra. Bastano 5 autori, misti, no percorso regionale.

Bisogna dimenticare che il 900 si possa classificare, che ci siano dei canoni. Il canone è stato
inventato ad Alessandria d’Egitto nel III sec. quando si è scelto di fare un’organizzazione degli
autori migliori. Hanno deciso di prenderne 3, gli altri poi sono scomparsi (i 3 tragici e i 3 comici più
importanti della letteratura greca). Questi canoni sono molto funzionali alla narrazione della
letteratura. È una selezione che serve per raccontare meglio, dobbiamo immaginare di raccontare
la storia della letteratura italiana a qualcuno che non ne sa niente. Si inizia con Dante, grande
imbuto in cui confluiscono anche gli scrittori siciliani, toscani ecc.  modo di iniziare caotico, fatto
di tante lingue (alcuni scrivono in franco-provenzale). Es. Marco Polo genovese prigioniero a
Venezia, ma di famiglia di mercanti, ricca  paga il riscatto. Rustichello, amico pisano, sapeva
scrivere, mentre Marco Polo era solo un mercante. Per comprendersi tra di loro e per far capire il
testo all’Europa, scrivono in francese antico (d’oil).

Il caos non ha valore negativo: l’Italia non aveva una unità politica ma ciascuna area aveva la sua
realtà, il suo spessore, favorendo una grande circolazione di idee. Dante raccoglie tutto e rielabora,
creando la Divina Commedia, un capolavoro assoluto che fa ripartire la letteratura italiana, perché
gli scrittori successivi non possono non confrontarsi con Dante. Sappiamo che la DC è piena anche
di conoscenze della letteratura araba. Da qui, la storia della nostra letteratura diventa più semplice,
ma anche più interessante. I copisti riscrivono in tosco-emiliano, conservando caratteristiche
siciliane. In questo modo però, Dante leggeva i testi italiani da un punto di vista diverso,
italianizzato.

Si passa poi al 400, secolo dell’Umanesimo, e al Rinascimento, pieno di contraddizioni. Poi Ariosto,
Tasso… ci si sofferma sui grandi nomi, dimenticandosi di Boiardo, senza il quale Ariosto non
esisterebbe.

Nel 600 nasce la letteratura moderna europea grazie a Shakespeare e Cervantes. La letteratura
italiana non è scritta tutta in italiano e non è comprensibile se vista nell’orizzonte delle letterature
occidentali. Petrarca è stato più importante di Dante nella struttura del canone, perché ha ripreso i
vari canzonieri della letteratura provenzale; intinge storie di amore irrealizzabile in una meditazione
sul desino individuale e sulla provvidenza. Opera una commistione tra la letteratura provenzale
medievale e i grandi classici, tra cui Sant’Agostino. Petrarca modellizza, diventa un modello in tutta
Europa (petrarchismo, fenomeno europeo)  la grande poesia spagnola nasce grazie e in reazione
al petrarchismo. Secoli dopo Carducci e Leopardi si sono misurati col Canzoniere di Petrarca
(nell’800 viene riscoperto Dante, grazie a De Santis) con citazioni e con veri e propri commenti alle
sue opere. Anche Andrea Zanzotto, grande autore del 900, si misurerà ancora con Petrarca.

Cosa cambia dopo l’unità d’Italia? la letteratura di cui stiamo parlando è ancora piuttosto elitaria
(non in senso sociale, ma culturale): l’accesso ad una istruzione pubblica democratica è difficile.
Riuscire ad accedere all’istruzione era difficile, anche seguire l’università. Raccontare la storia della
letteratura invece è facile. Fino alla metà del 900 l’Italia era un paese agricolo. Oggi si può trovare
un elenco straordinario di cultura in qualsiasi città italiana, con Internet si può essere ovunque ed
organizzare grandi cose. Finché raccontata, la letteratura non è difficile. Quando si comincia ad
estendere l’istruzione obbligatoria a tutto il paese (1961  Legge casati: istruzione obbligatoria in
Piemonte, Liguria e Sardegna poi estesa a tutte le regioni anche se riguardava solo i primi 2 anni di
elementari), si comincia a creare un pubblico di persone che possono accedere alla letteratura alta.
C’è anche una letteratura popolare che ha sempre percorso i secoli  es. coloro che non potevano
avvicinarsi all’Orlando Furioso scritto in lingua poetica con strumenti particolari, ricorrevano alle
versioni popolari). Storia di Bertoldo, scritto in lingua molto semplice e accessibile rispetto a quella
di Galilei. Pentamerone di basile, un’opera nata in napoletano. La letteratura si accresce dunque
anche di testi per il popolo. Nell’800 questi testi si moltiplicano, si creano dei veri e propri generi.
Questo succedeva già negli altri Paesi europei (Inghilterra, Germania, Francia), dove
l’alfabetizzazione era già avanzata, mentre in Italia si ha un’alfabetizzazione concreta solo dopo
l’unità. Quello della cultura e della formazione è un investimento sicuro, perché più una
popolazione è istruita più elevata sarà la sua cultura. La sferzata dall’unità di Italia è comunque
lenta  opere scritte su commissione per le suore ma che hanno fatto la storia della cultura:
De Santis scrive una storia della letteratura italiana, perché c’era bisogno di un manuale per i pochi
studenti delle scuole superiori del regno. Questo libro, al di là dei suoi limiti conoscitivi e delle sue
posizioni critiche, si legge molto bene, al di là del fatto che sia stato commissionato e pensato per
un pubblico molto ristretto. Un altro esempio è “Cuore” di Amicis Testo per le scuole del ginnasio,
in cui bisognava leggere un testo che desse ai ragazzi l’impressione di essere diventati cittadini
d’Italia (1886 circa). La maggiorparte degli abitanti del regno all’epoca non era nata italiana, avave
abisogno di essere abitauta a fare parte del regno. Un paese agricolo in cui uno ha un terreno da
coltivare, 4 figli di cui 3 vanno nell’esercito, qualcuno magari perde anche la vita  era un’aspetto
problematico che rendeva il regno estraneo alle necessità dei cittadini. Improvvisamwnte poi
aumentano le tassse, perché i Savioa avevano le casse vuote dopo tutti gli investimenti per l’Unità.
Il problema è che non c’era uno stipendio fisso, ancora ci si basava suk raccolto. Si diffonde il
brigantaggio, perché finito l’entusiasmo dell’unità, ci si rende conto che si stava meglio prima  ci
sono molti insorgimenti. Il regno cerca di amalgamare le varie regioni e le varie classi sociali
italiane, ma bisogna avere una classe politica di altissimo livello per riuscirci, anche se non
l’avemmo. Paradossalmtne, ad amalgamare gli italiani è stata la tragedia della Prima Guerra
Mondiale. La letteratura del post unità, fatta di autori a volte folli ma che siccorgono delle
promesse che l’unità non riesce a mantenere, testimonia una rivolta sterile, anticoformista 
scapigliatura (Torino, Milano). Era uno stato unitario pieno di frammentazioni e contraddizioni,
viene data l?italia a Vittorio Emanuele, quando invece si doveva costruire un italia nuova. … libro
collante, che bisgnava leggere in classe, lingua molto semoplice e pulita, capolavoro classico dal
punto di vista linguistico.  scrivere su commissione non era disprezzabile di per sé.

Anche Pinocchio di Collodi è nata per motivi …. E si era stufato, lo fa morire, poi deve cambiare il
finale perché famiglie intere si lamentano. Le proteste dei lettori sono importanti perché vuol dire
che c’era un piccolo pubblico che seguiva con passione questa storia. Nell’800 questo avviene già
da anni in altri paesi es Dickens: storie composte un po’ alla volta pubblicate nelle riviste  sorta di
dialogo tra autore e lettore. Una volta invece l’autore era alto locato es. Gerusalemme liberata di
Tasso, scritta per dimostrare l’ascendenza nobile degli estensi. Ha dei dubbi sul suo lavoro e non lo
fa leggere al pubblico, ma a dei colti pedanti che parlano di critiche su Aristotele e i suoi canoni
(non pertinenti, che c’entra con le crociate?). così riinizia a scrivere tutto. Un amico invece ha
pubblicato il libro mentre lui non c’era, nonostante non piacesse all’autore stesso. Nell’800 il
panorama è diversificato, è importante capire cosa chiede il pubblico per le opere narrative e
saggistiche.

Nel 900 avvengono la guerra Mondiale, imprevista, l’Italia cercava a tutti i costi di evitarla. Alla
viglia della guerra già avvengono cambiamenti radicali nella fragilissima democrazia liberale. Era
limitato il numero di italiani che sapeva scrivere, ancora più limitato era il numero di italiani in
grado di votare (donne completamente escluse). C’era una proposta di legge per l’elettorato
maschile, poi arrivata e finita la guerra ci sono state nuove elezioni, a suffragio universale maschile.
Tutti questi nuovi elettori, dei ceri più bassi, votano per quei partiti che tutelano i ceti più bassi 
diventa una monarchia parlamentare a regime socialista. Già c’è la rivoluzione russa, che vuole
estendersi in tutto l’occidente  nasce il partito fascista per cercare di andare contro il socialismo.
Si forma un altro partito affianco a quello socialista per tutelare i ceti bassi e togliere poteri al
primo: il Partito Popolare, cristiano, cerca di difendere i contadini, all’inzio più di sinistra. Il partito
fascista è il braccio popolare e violento della reazione al socialismo. Al di là dei fatti polkitici, il
processo culturale continua, grazie anche a Gentile. Bisognava che il nuovo regime, alla vigilia delle
leggi fascistissime, avesse il controllo della cultura italiana  far capire agli italiani che al di là delle
differenze generali e sociali, erano anche fascisti. Gli scrittori hanno una visione del proprio lavoro
sempre particolare es Gianni Rodari, scrittori a tutto tondo che si specializzano ad un pubblico
specifico. Oggi le case editrici guardano alla cultura media. Es. exploit dei gialli: il giallo consente di
catturare varie fasce generazionali; linguaggio molto semplice e performativo, diventa un motivo di
fatturazione enorme per le case editrici. La letteratura è brava a trasfigurare ciò che ci ha
spaventato, il giallo non ha grandi pretese letterarie, non può averne. A rafforzare le ragioni di chi
guarda il giallo come un genere sempre più importanti sono il riscontro con i lettori.

21/09/2021

Il “moderno” nasce già nei primi del 600 come idea dal contrato tra chi sosteneva la supremazia
dei classici (soprattutto italiani) e chi dei moderni (francesi, che avevano pensato di aver superato i
classici). Entrambi gli schieramenti avevano sia torto che ragione. Coloro che erano considerati
moderni all’epoca ogi sono classici  moderni = qualcosa che slitta, dipende dal punto di vista. Es.
Racines nel 700 era moderno, oggi classico. Es. la Fontaine attinge le favole dal mondo classico.
Etimologia “mos” e “ora”. Il moderno è colui che guarda al passato aggiungendo un qualcosa,
come Goethe, ha tantissime simpatie per il romanticismo, ma considerato classico oggi in
Germania. In realtà, dunque, moderno non è in contrapposizione con classico. Pensiamo a
Leopardi, non può essere schematizzato in questo modo  anche il classicista può essere
moderno. Dopo il romanticismo arriveranno nuove correnti, come il versmo, importato dalla
Francia, la specie di laboratorio di idee e correnti d’europa. Un altro esempio è il futursmo, che
categorizza il moderno in maniera così assoluta e bolla tutto ciò che viene prima “passatismo”. La
modernità consiste nel sentirsi moderni: Baudelaire pubblica nel 1863 “il pittore della vita
moderna” cercando di dare una definizione di modernità (=transitorio, fuggitivo, fuggente,
contingente metà dell’arte). Per lui c’è un’altra parte dell’arte che deve venire in contro al mondo.
L’esistenza individuale  esistenzialismo (filosofia moderna), la scoperta dell’individuo, esaltato dai
valoridella rivoluzione francese, soprattutto la libertà dalle gerarchie sociali, la responsabilità
dell’arte; nelle metropoli (scenografia naturale in cui matura la modernità). Vale soprattutto per
l’inizio del 800, la provincia porta a galla le contraddizioni che la città esprime. Baudelaire vivecva
nella cttà più importante del mondo all’epoca, ovvero Parigi (prima anche a Londra). Il poeta per lui
perde l’aureola, non è più il poeta che crede di camminare du una pedana, è un albatros, un
grande uccello che può volare altissimo, ma un a volta per terra non sa muoversi è goffo. Per
colmare il vuoto che il poeta sente dentro di sé. Intellettuali che possono guidare con senso di
responsabilità  es. guerra in Libia, l’italia ha bisogno di convinvere il popolo a questa guerra,
chiedendo aiuto agli intellettuali, tra cui Pascoli, appartato, che sembra non importarsene, pur
essendo molto famoso,viene costretto a scrivere … è riuscito a leggere questa guerra coloniale;
D’annunzio è importante er la prima guerra mondiale, all’epoca si trovava a Parigi dove era
scappato per i suoi debiti, in Francia scoppiala guerra. Il paeseè orientato al non entrare in guerra,
mentre il parlamento si  chiama d’annunzio chefa odi per la nazione visto che odia i tedeschi, a
favore dela cultur a latina mediterranea. Il suo intervento ha avutotant risonanza ed ha avuto un
ruolo decisivo, perché rappresentava il poeta al quale chiedere di celebrare la Patria. Torna e lo
stato gli paga i debiti, comincia a costruire il Vittoriale; guerra in Algeria:i frnacesi da una arte
hanno fatto la ivoluzione, la guerra che hanni vinto e alcuni di queti coloni che hanno aiutato
volevano l’indipendenza  guerra sanguinosa. Si rendono conto che i paladini della libetà non
danno la’indipendeza ai loro coloni. Interviene ….; De Santis non scrive un semplice manuale,
perché ci ha messo dentro un’idea che rivela il suo senso di resposinbilità come militanza, ovvero
che attravero la storia della letteratura itlaiana si può scorgere l’affermarsi dell’Italia  Machiavelli
parla dell’Italia, nel 500 invoca l’unità dell’italia contro le potenze straniere. Nell’800 l’autore
centrale è manzzoni e infine Leopardi, problematico, però un grande poeta. Scrive u manuale per
cercare id capiore il destino e l’itinerario della Nazione. Baudelaire parla poi dell’arte (o critica per
De Santis) che ha bisogno di catturare l’esperienza e esprimerla in maniera nuova ed originale. Una
volta segnavano l’imitazione del classico  l’originalità si contrappone in qualche modo alla
classicità, ma non si può creare qualcosa di orginale senza saper imitare.Trovare l’espressione
nuova = fino alla metà dell’800 i genrei metrici sono sonetto, canzon, ballata… a un certo punto
biogna andare oltre. Es, Lepìopardi, inizia con le canzoni, poi diventano sempre più canzoni liberi,
dfino a diventare idilli, forma inedita. Anche Baudelaire scrive seguendo il sonetto, osservando le
rime  accostata a Carducci, ma dal punto di vista metrico non innova niente, mentre Carducci,
difensore dei classici, libererà i versi liberi che si affermeranno nel 900. Metter al centro della
propria opera l’esperienza perosnale, sé stessi, esperiena intesa come vissuto
(erfahrung=esperienza  battesimo di fuoco in Germania che ancora oggi ci serve per poter
intrepretare la letteratura).
Il contemporaneo è una cosa più complessa: un concetto sfuggente perché è ciò che vive con noi
allo stesso tempo. Contemporanei sono anche i classici, perché in libreria troviamo anche autori dei
nostri secoli, contemporanei perché mai dimenticai  contemporaneo=ciò con cui possiamo
continuare a convivere. Es. andiamo in un museo e viviamo i pittori dell’800-900 come
contemporaeni. Cetmente gli impressionisti all’epoca si senrivano moderni, anche se poi sono stati
supertai, MA sono pù contemporanei di coloro che sono stati superati, perché hanno ancora
qualcosa da dirci. Esemplichiamo con l’immagine dell’orologio: la lancetta dei secondi e dei minuti
è quella della contemporaneità. Il contemporaneo è una categoria che fa fondere le varie epoche
es. nelle città edifici di varie epoche convivono, diventando paradossalmente contemporanei. …
dice che contemporaneo è ciò che ci contraddice, che ci fa pensare, che ci spiazza. Es. sonetti di
Guido Cavalcanti  concetto molto più forte di contemporaneità.

4 periodi che a distanza di tempo ci accorgiamo di quanto fossero importanti:

1. 1861-1908
2. 1908-1948
3. 1948-1980
4. 1980-oggi

Roma è un’idea di città, così come, Venezia e Gradara. Diventano qualcosa di più, rappresentazione
di sé stesse. Alcune città esistono anche se fisicamente non esistono più, come Pompei, città
dell’immaginario. Roma continuerà a esistere anche dopo una bomba atomica. 20
settembre=Breccia di Porta Pia.

Le date servono a dare delle coordinate per arrivare ad un punto, per raccontare la storia della
letteratura (ci sono anche romanzi senza capitoli, ma solitamente ad un certo punto un capitolo
finisce e inizia qualcos’altro, per dare respiro).

1. 1861= data simbolica perché il 17 marzo viene proclamato il re d’Italia. 1908 = nasce l’idea
del futurismo, il manifesto è edito diverse volte per poter arrivare al pubblico di giovani
universitari. Il futurismo apre una nuova immagine del mondo
2. 1948 = finisce la collaborazione tra intellettuali e politici. Politecnico era una rivista di
sinistra. Bisognava ricostruire il paese e vogliono fare una rivista che parli di cultura al
maggior numero possibile  acculturare il popolo. I politici danno i soldi perché questa
rivista faccia diventare più comunisti. Picasso: arte degenerata, perché non faceva diventare
nazisti o comunisti, non diventa patriottico. Vittorini risponde a Togliatti di fare il suo lavoro
di politico, mentre lui avrebbe continuato a fare il suo mestiere di dotto. Il breve
esperimento finisce così per questo conflitto. Intellettuali e politici non possono collaborare
perché questi ultimi hanno un0idea della società rigida. Le controprove arriveranno anche
nel 1956: negli anni 50 e 60 c’è il boom economico e nel febbraio del 56 il presidente
dell’Unione sovietica accusa prima i medici ebrei di complottare contro i sovietici poi dice
che Stalin è un assassino. Tra ottobre e novembre l’URSS invade l’Ungheria. 
cambiamento: cade la maschera del comunismo che prima era stato la speranza di tante
persone.
3. 1980 = eletto Raegan, esce il Nome della Rosa di Umberto Eco, non è un capolavoro, ma si
legge, non è un libro facile. Segna la fine delle velleità neoavanguardiste. È un romanzo
pop, che conquista un numero di lettori a prescindere dall’enormità della cultura che
contiene (romanzo per una ristretta élite, pone delle questioni serie)  eco segue due
binari: 1. Aristocratico, contesto storico, 2. Serial killer, il giallo. È una sorta di esperimento
eccezionale che apre una nuova porta nella letteratura; uno scrittore come Eco riesce a
scrivere un romanzo popolare, che subito viene riportato come film.
4. Metà anni 80: tutti pososno accedere alla cultura, anche un ragazzo. La letteratura a partire
dagli 80 trova una nuova forma diespressione, non si rivolge soltanto ai salotti, ma cerca un
rapporto con le librerie e il lettore, che uò diventare egli stesso uno scrittore. Ci sono anche
degli svantaggi: nell’editorializzazione della letteratura, chi ne soffre di più è la critica,
spariscono le terze pagine del giornale, che una volta era una pagina di cultura. La cultura
fatti da personaggi e scrittori che avevano il posto d’onore nella terza pagina. Se c’è è verso
la fine oggi.

27/09/2021

“Corron tra ‘l cielo fosche”, Carducci. Livello successivo a quello referenziale  connotativo. Bianchi
di neve=innevati, ma vuole mettere in risalto il bianco piuttosto che la precipitazione. “fosche” =
cupo, scuro. Non sappiamo che queste nuvole siano cariche di pioggia. Una delle cose da evitare è
fare parafrasi di poesie. La poesia va intesa e compresa, si può fare una sintesi, ma non la parafrasi
perché la si deforma, la si mal intende. “tristo” = connota una persona, non necessariamente triste,
comunque ha significato negativo. Associato alla pianura, significa che è mal coltivato, forse
abbandonato. “stanno” qui citazione di Orazio che si riferisce ad un altro montesta lì, fermo, non
è inteso nessun movimento.

Frasi principali semplici, ma nella seconda strofa la sintassi si complica. Importante è il titolo e la
data. La britanna sta cercando su un libro a Caracalla, le cui mura sono una minaccia al cielo e al
tempo. Perché Britanna e non inglese? Dal nostro punto di vista, i germanici sono barbari. Britanna
riporta alla popolazione celtica tra Inghilterra e Bretagna, per portarla più all’epoca dei Romani. Il
libro che questa turista sta studiando è una guida turistica. Questo Carducci non lo dice, ma lo
intendiamo. Può sembrare un dettaglio, ma è significativo: vuole raggiungere una tonalità classica,
un poeta del 800 avrebbe detto il termine esatto.  rientra nell’uso classicista di essere genercio.
La turista nel suo libro cerca notizie su questi scavi.

Nella strofa successiva, il soggetto viene subito presentato: flusso di stormi. Sorta di non vedenza
perché formano una nube e senza interruzione.

La 4° strofa si spezza in due: prosopopea che cerca di animare la realtà e gli oggetti per poterli
rendere eterni. In altre poesie abbiamo invece l’indifferenza degli animali verso gli affanni del
progresso dell’uomo (come in “A…) e …). In questo caso i corvi partecipano al sentimento.

“Laterano”=Vaticano, presenza della chiesada una parte Caracalla, che rappresenta l’antica roma,
la Roma repubblicana, imperiale, che ha soggiogato gli altri popoli, poi c’è stata la seocnda roma,
che è cresciuta dentro la prima roma, e permette di sopravvivere come stessa. Senza cristianesimo
oggi non avemo Roma, il cristianesimo la fa resuscitare e rivivere. Adesso si parla di una terza
Roma (no carducci, il primo che ne parlerà sarà Mazzini). Contrapposizione tra corvi che si
chiedono come abbia fatto a decadere la grandezza di Roma e dall’altra campane che ricordano la
grandezzaa della Chiesa. Prima delle campane arriva il suono, che lo emoziona. “Grave” per l’autore
è lessico aulico che proggressivamente sarà abbandonato. Solitamnte significa drammatico, mentre
qui significa solenne, serio. È uno scampanio non di festa, lo definisce grave, pesante, lo rende più
preoccupato.

Carducci è un poeta molto introverso, molto più effusivo è Pascoli, che proietta il suo malessere e
le sue angosce in situazioni che ci possono commuovere. Pascoli è portato ad infuocarsi per
situazioni private, ma anche pubblico. Però Carducci che già a 25 anni diventa professore
univeristario, diventa più serio. Quando conosce Anita, la ragazza di 20 anni che lo travolge, rimane
composto.

“ed un ciociaro”: la prima parte si incastra nella secondaasimmetrica. Perché lo scmpanio lo


impensierisce? Ce lo fa capire dopo. Mentre sente le campane gli passa davanti un pascolo.
“ciociaro”=pastore. Laterano prima di San Pietro è la chiesa più importante. Situazione ironica, che
non ci fa capire bene, usa lo stesso termine grave per il fischio del pastoremaniera
completamente differente. La turista cerca di ricostruire mentalmente cosa c’era prima, mentre il
pastore si preoccupa solo che l’erba sia buona per i suo gregge. Qual è l’immagine di Roma che C
ci trasmette? C’è una sorta di perplessità. Il poeta invoca poi la Febbre, la dea della purificazione.

Poesia per un pubblico di lettori che abbia un minimo di conoscenza della cultura classica. Qual è il
mondo che Carducci sta descrivendo? Il mondo dell’Urbe: il Palatino (il palazio), l’Avenino, il
Tervere (Tebro), il Campidoglio… è una Roma he Carducci vagheggia nella sua realtà
prerepubblicana, leggendaria. Il saturnio è un metro classico usato dai Romani prima della
conoscenza della cultura greca, dopo di che resettano la loro cultura. I romani sono rimasti
incantati dalla poesia greca, che l’hanno perfezionata e resa loro. III sec. a.C.: Roma guerra contro
Cartagine, Grecia: città stato  grande espansione della cultura greca (periodo ellenistico). Il
saturnio sopravvive nelle cerimonie religiose particolarmente antiche. Nel periodo di Febbraio
bisogna purificare la terra, perché poi arriva la primaveraper questo veniva invocata la dea
Febbre. Ma perché Carducci la invoca? È come se il peta dicesse che Roma ha bisogna di una
purificazione. La visita a Roma C la fa a marzo, ma ripensa a febbraio, mese antico della
purifiazione.

“se ti fu cara...” anafora. Parentesi tipica della poesia di impronta classicistica, parentesi di 7 versi,
che apre una digressionela digressione è fondamentale). Il tutto finsce con “Febbre m’ascolta”.
Homines novi (Catone, Cicerone…): coloro che non hanno una famiglia magnatizia alle spalle 
repubblica basata sul ceto, di cui fanno parte soltanto i più ricchi. Qui usa questa esprssione per
dire che arrivano questi qui che si buttano in poitica senza competenze precise e con la pretesa di
comandare, creando grandi disastri. Nella poesia “Roma” parla di Cristi, un suo ex compagno di
partito. Torna lo stile paratattico della prima strofa, ma mentre quella era rasserenzanrw, qua è
molto forte (anche grazie alle varie interruzioni: stacca aggettivi e oggetti). Quetsi effetti stilistici
sono voluti e hanno dunque un significato preciso.

La parentesi descrive un’atmosfera che avrebbe diluito troppo la narrazione: serve ad aiutare il
lettore ad arrivare subito alla principale, ma a fissare il contenuto della parentesi. Ci porta a una
Roma preistorica. Vuoleallacciare un dialogo formale con l’antichità, ma non è un classicista puro,
guarda anche oltre il classicismo: evoca l’epoca ancora prima dell’epoca classica, evoca il saturnio.
Contadino che torna fischiettando dai campi: un conto è un ciociaro che fischia grave, un conto è
mormorare un saturnio, è una preghiera il saturnio. Dio indigeno, preclassico, non facilmente
rintracciabile nel mito dell’epoca. Il contadino che mormora un saturnio è molto strano. Quello che
fa contrasto è inserito in un concetto ancora più strano. Caracalla non è un posto religioso
“religioso è questo orror”sentimento che abbiamo dentro provocato dalla religione, sentimento
del sacro. Mente trascendente che mi dice che un confine non si può varcare. Il sentimento del
sacro è rivolto non ad una trascendenza religiosa, ma alla storia e al destino dell’uomo, alle civiltà
che finiscono; per lui è sacro non entrare in una basilica, in un tempio (C è ateo, non ha sentimento
religioso, era anticlericale), ma sente sentimento del sacro. Sente queto sentimento in un luogo che
ha visto la fine e il passato di Roma. Dalla dea Febbre passiamo alla dea Roma: la prima è una dea
finita, lontana, che ci traghetta verso una nuova immagine di Roma. Sono passati alcuni anni dalla
Breccia di Porta Pia e finalmente Roma è capitale del regno. Carducci non è contento; uno che
sperava che Roma fosse presa da Garibaldi nonostante il re. Per lui e per i repubblicani è uno
smacco: è l’esercito che rende Roma, invece volevano prenderla loro. 20 settembre 1870: Carducci
scrive una poesia; il 1° settembre De Santis scrive una lettera, ma capisce che s si crede in un’Italia
unita bisogni seguire la rotta dei Savoia. Carducci invece non è d’accordo, e scrive “Per il 78esimo
anniversario della proclamazione della Repubblica francese”, perché nel 1792 c’era stata la battaglia
di Valmy, in cui si Luigi XVI viene sconfitto, poi condannato e si proclama subito la repubblica.
L’anno dopo, 1873, si festeggia la Breccia di porta Pia, fino a quando con i patti lateranensi la
Chiesa vieta di festeggiare. Carducci per l’occasione scrive un’altra poesia “Bersaglia”, che parla
sempre della repubblica francese, perché lui continua ad essere giacobino, non senza problemi.

L’ultima strofa illustra la terza Roma. È piuttosto problematica e politica questa poesia.

È una visita fortuita a Roma, poi visita le terme di caracalla e ne rimane colpito profondamente. Per
quanto riguarda l’aspetto metrico, abbiamo odi barbare, Carducci poi supererà i metodi
tradizionali. Es. “Surge nel chiaro inverno | la fosca turrita Bologna” (settenario e novenario). In
Caracalla siamo di fronte a endecasillabe. L’ode barbara non significa che rinuncia al metro
tradizionale. I metri di Carducci non sono classici, possiamo riconoscere metri tradizionali, ma
indiìvidua dìnel merro classico delle strutture che in qualche modo può sovrapporre. Usa dei metri
tradizionali (es. distio elegiaco epigramma di catullo). L’esametro ha unalunghezza variabile dalle
13 alle 17 sillabe (2 sillabe lunghe e 6 brevi). Come si fa a rendere il testo in un metro moderno che
non ha la struttura accentuativa o sillabica quantitativa classica? Carducci pensa di prendere due
metri diversi e incollarli.

Pentametro ha struttura fissa nella letteratura classica, in questo caso possiamo avere anche 11
sillabe (tra le 10 e 12 sillabe). Carducci ha preso 4 metri, ogni metro designa una metà verso, poi li
ha composti in 2 versi: “Surge nel chiaro inverno | la fosca turrita Bologna _ e il colle sopra | bianco
di neve ride”. Ungaretti invece farà l’opposto, scomponendo i versi (“Mi illumino / d’immenso).
Anche lo spazio e le pause attorno al verso sono fondamentali.

Roma di Carducci è fatta di esametri, distici.

“A Roma”, D’Annunzio: rinuncia alle strutture strofiche che piacevano a Carducci. È un’ode celebre
di oltre 200 versi, 20 anni dopo gli esperimenti di Carducci che egli porta ulteriormente avanti.
Siamo alle soglie del verso libero, in cui le strofe sono libere da strutture fisse.

04/10/2021

La poesia può presentarsi anche ermeticamente chiusa, ma dobbiamo scradinarne il significato;


non possiamo accontentarci del primo significato che ci offorno le parole di una poesia.
Mallarmépoesia ermetica italiana (es. Ungaretti cerca di riagguantare l’oscurità di Mallarmé;
Montale cerca di Mediarla tramite un altro stile). Mallarmé fa dell’oscurità il motore, cioè la poesia
non si deve svelare.

06/10/2021

In D’annunzio c’è una sorta di simbolismo,a cui si abbevera anche Pascoli. Simbolista è anche
Mallarmé in qualche modo, ma si tratta di personalità molto diverse in due gnerezioni e momenti
diversi.

I Pastori di D’Annunzio: poesia del 1903 ma fa in tempo ad aggiungerla nell’Arcyone, racvolta più
fampsa. 1903 è una data importante perché finisce il rapporto con l’attrice Aduse, così rinomata e
autorevole, che quando aveva bisogno di rappresentare trovava subito i fondi. Questa attirce
accusa D’Annunzio di averla usata per diventare un poeta teatrale. Lo accusa anche di
egocentrismo, che in D’annunnzio era molto evidente. D’Annunzio vuole scrivere 7 raccolte di
poesie rimaste incompiute.

Le posizioni di d’annunzio era anticonformiste e pericolosamente antisociali. Viene abolita la leva


militare a partire dai nati nell’86. L?Arcyone è laraccolta che parla di più dell’intimità di D’Annunzio,
un rapporto non ecolgico ma estremamente sensuale con lanatura, essa partecipa all’abbraccio
erotico con questa donna che fugge ma si lascia toccare. Eleonora è la sintesi di quello che
vorrebbe un uomo e la rova in un paesaggio favorevolmente eroico.

Tema della natura e identificazione dell’io con una natura consenziente e


favorevoleidealizzazione, estetizzazione  per capire lo scrittore, ma anche l’uomo.il vittoriale è
stato costruito come un museo, sapendo che non sarebbe morta con lui, è un capolavoro che deve
seddurre lo spettatore. La dimensione estetizzante per Dannunzio è molto importnate. Il
superouomo di D è un uomo sopra gli altri, che ha la coscienza di cosa bisogn afre (si afferma già
nella Vergine delle rocce). Raggiunde la dimensione del sogno.

1889 esce il Piacere e vince su un’altra opera, il Mastro don Gesualdo di Verga, perché nell’<itslia
umbertins che gusrda alle grande potenze europee e tenta di uscire dall’otica di giovane nazione
da cui tutti cercano di andare via. Però c’è una piccola italia umbertina che immagina l’impero e le
ambizioni del mastro don gesualdo.con il piacere nace un po’ il decadebtismo anche se l’Italia è in
forte ascesa (Giolitti sistema le casse italiane), ma al tempo stesso ci sono i poveri a milano che
protestano pr l’aumento dei prezzi del panegrandi contraddizioni.

Focazzaro individua un’altra contraddizione del tempo: fanco e luisa, un’anima religiosa e una laica.

Entra a contatto con Eleonora aduse e inizia la sua stagione teatrale es, francseca da <rimini.

La poesia i Pastori fa parte dell’ultima sezione chiamata sogni di terre lontane. Chi sono i pastori?
Cosa significa esserlo? Chi altro ne parla? È un tema che attrravers da semre la letteratura itlaiana
(anche virgilio e bibbia). Arcadia è un libro che assume tanta importanza e parla di pastori
innamorati -dimensione più idilliaca che si esaurisce nella seconda metà dell’ottocento e si vede la
sua condizione in maniera più verosimile.

Grazia Daledda, sogno del pastore, 1908.

11/10/2021
Pubblico a cui si rivolgono Collodi e De Amicis diverso da quello di oggi (industria editoriale).
Direttore generale (decide come investire) è passato dagli autogrill alla Mondadori. L’editoria è
fondamentale per capire la letteratura, perché passa attraverso di essa, soprattutto al giorno
d’oggi. Nel corso dell’800 la situazione diventa più chiara e nel 900 inizia una simbiosi tra
letteratura e editoria, a seconda dei generi (debole per la poesia, forte per la narrativa e la
saggistica). L’importanza della lettura di una poesia è più che l’aspetto metrico, quello della
relazione della società del periodo di quella poesia. Altro aspetto a cui prestare attenzione è quello
dei canoni: del 600 (periodo in cui la letteratura inizia a modernizzarsi  si sfalda un po’ + periodo
difficile per l’Italia) si studia poco. Nella prima metà dell’800 la storia inizia a complicarsi: si può
ancora parlare di canone? Alcuni autori dell’800 rimangono centrali (D’Annunzio, che si sente un
gradino sopra gli altri, Carducci e Pascoli), ma nel frattempo sta crescendo una vegetazione molto
ricca. Es. il bosco non è fatto solo di alberi. Oggi dire quali sono gli autori più importanti del XX sec.
è molto complesso, accende dibattiti. Ad es., recentemente è entrato nel canone Vittorini. Anche
Buzzati a lungo è stato emarginato perché troppo facile e di successo  dipende dai punti di vista.
Il canone è dunque un mezzo antiquato, bisogna leggere i libri, fare collegamenti e porsi delle
domande (non cosa voleva dire l’autore, ma capire in quale periodo è stato scritto, come è
diventato un libro di successo, come l’autore è arrivato a scriverlo).Pinocchio è forse il libro più di
successo e più tradotto da utti i tempi (più di 200 traduzioni in 240 lingue). Non è un libro solo per
bambini, ma anche se lo fosse, rimane qualcosa dei bambini in noi, quindi è meritevole di
attenzione.

Il canone, inteso come insieme di autori, possono mescolarsi. Nel 1881 lo scrittore e giornalista
Carlo Lorenzini che collabora con diversi giornali e riviste satiriche (non è un giornalista che i
occupa di cronaca nera o politica, è un giornalista di costume). Inizia la sua attività prima dell’Unità
d’Italia, scrive per il gran Ducato di Toscana, dopo un editto che promulgava la libertà di stampa,
aprendo la possibilità a tanti giovani di fondare delle riviste, anche satiriche/umoristiche, che
prendono in giro lo stesso duca. Tra il 48 e il 60 ancora non si fa chiamare Collodi (paesino da cui
proviene la madre) e Lorenzini è politicamente orientato, crede nell’Unità, è risorgimentale (il
risorgimento fu soprattutto un’impresa di giovani, quasi tutti erano come Lorenzini e ne
condividevano gli ideali). L’Unità delude per il modo in cui viene gestita, crea altre attese, non è
completa dal 61 al 65 (guerra del brigantaggio) e si vuole recuperare Venezia, Trieste (3° guerra di
indipendenza). Lorenzini viene da una famiglia di media borghesia e quindi ha la possibilità di
studiare in ottime scuole. Lorenzini ha una vita più tranquilla, gli piace divertirsi e ha le sue idee
politiche. Anche de Amicis crede nel risorgimento, ma viene da una famiglia più povera  il modo
per entrare nella società è entrare nell’esercito, infatti partecipa alla 3° guerra d’indipendenza
(smacco da parte dell’impero austroungarico sia per mare che per terra, da soli si perde 
diventerà motivo di rivincita per arrivare alla Prima guerra mondiale). Lui scrive bozzetti di vita
militare in cui dice che la vita miliare è allegra, gli ufficiali sono simpatici, i soldati si innamorano.
Anche lui si approccia al giornalismo, uno degli approdi più facili, perché grazie all’Unità d’Italia si
arriva alla completa libertà di stampa. La parte più interessante di De Amicis è l’opera di reportage
“Sull’Oceano”, la sua memoria di viaggio dall’Italia a New York su una nave che portava gli
immigrati  argomento molto toccante. È più schierato verso l’istituzione. Un coetaneo dei due
autori è Iginio Ugo Tacchetti che scrisse come fosse malsana l’aria respirata nelle caserme del 1860.
Viene mandato via per questo libro e non vivrà vita facile, negli anni 70, decisivi per la storia d’Italia
(Carducci abbraccia la monarchia), c’è una sorta di sferzata: la vecchia sinistra storica si rende conto
che spingere per la repubblica è un’idea irraggiungibile  diventano tutti monarchici e si apre la
stagione delle imprese coloniali. Lorenzini non cambia ma adotta un profilo basso, resta
repubblicano in interiore omne man mano emarginato dalla vita politica, però ha una bella penna e
scrive racconti e articoli, ma non opere fondamentali. De Amicis invece viene sempre più assorbito
dalle istituzioni, diventa amico del ministro della pubblica istruzione. Nel 1881 si incontrano:
Collodi apre una collaborazione che gli permette di vivere per un giornale che si chiama “Giornale
per i Bambini”, che ha un suo pubblico (differenziazione del pubblico). La sua amicizia con il
direttore lo porta a scrivere un racconto per questo giornale e viene fuori Pinocchio, una favola
(infatti inizia con “C’era una volta, voi direte un re e invece un pezzo di legno”  contravvenire a
quello che uno si potrebbe aspettare diventa tema centrale di pinocchio. Lorenzini che decide di
firmarsi collodi in onore della madre che gli raccontava le storie, scrive Pinocchio per intrattenere e
divertire. Con Orazio gli obbiettivi della letteratura era commuovere, insegnare e divertire  cosa
insegna Collodi? È un giornale che si legge fuori dalle ore di scuola, per hobby (al contrario di
Cuore di De Amicis). Lorenzini è un toscanaccio, la lingua essendo nata in Toscana gli viene molto
più facile. Per un italiano che viene da un'altra regione come Manzoni, l’italiano è una lingua molto
più meccanica, letteraria. Una volta Manzoni confessa di saper scrivere molto meglio una lettera in
francese piuttosto che in italiano  si rende conto di dover recuperare questa lingua e si chiama
una governante fiorentina. Pinocchio è pieno di modi di dire toscani, accolti molto più facilmente
che quelli di ogni altro dialetto. De Amicis è ancora più in difficoltà, perché è piemontese ed è a
stretto contatto con la Francia, quindi, segue l’esempio di Manzoni, così come hanno fatto molti
altri italiani che hanno imparato a scrivere grazie a lui. La lettura di Pinocchio occupa un moment
ricreativo dei bambini, ma si diverte anche l’adulto (altrimenti non si spiegherebbero le
numerosissime traduzioni). Cuore guarda di più al muovére, mentre Pinocchio al dilectare., ma
entrambi vogliono insegnare anche se in modo diverso. “Cuore” viene commissionato per essere
studiato nelle scuole elementari obbligatorie (il tasso di frequenza era basso, ma c’era uno
sfruttamento del lavoro minorile che noi nemmeno immaginiamo). Dopo i primi 4 anni obbligatori,
le famiglie potevano scegliere di smettere (perché costava troppo) e si seguiva un percorso liceale
poi universitario, ma le famiglie più povere mandavano i figli al professionale. Carducci scrive per i
ragazzi e fa una raccolta risorgimentale. Dietro a queste opere c’è un0ideologia precisa: i ragazzi
devono capire la difficile realtà dell’Italia e sviluppare un sentimento comune. L’800 è il secolo dei
popoli perché ovunque si deve imparare a sentire l’appartenenza a un etnos, cioè a un popolo. De
Santis individua anche il grande poeta oltre all’artista: Dante e Leopardi. Sono prospettive estetiche
 introduce il suo metodo estetico appreso da Hegel. I due binari di Cuore e Pinocchio: diversi, ma
stesso pubblico e Pinocchio gode di una libertà maggiore e di un orizzonte più complesso. Può
diventare un libro di viaggio, vacanza, mentre cuore è più collegato alla scuola ed è molto più
subdolo nell’ideologia. Nel 1881 muore Vittorio Emanuele. Nella classe non ci sono crocifissi,
perché voleva essere liberale e addirittura i bambini non festeggiano il Natale. Questo ha
provocato l’ira della chiesasi voleva far capire che la scuola è laica e liberale, non contaminata
dalle festività religiose. La chiesa è assente anche in Pinocchio che entra ed esce dalla scuola (è un
burattino molto discolo), tutto il contrario di Enrico, uno spione che sta sempre a scuola, composto
 esprime un mondo che riesce a fermarsi nel mondo delle 4 mura della classe. Prospettiva
ideologica comune di arrivare ad un pubblico di piccoli lettori, ancora esiguo perché partiamo da
un analfabetismo molto diffuso che non può risolversi nel giro di 20 anni. Il rapporto con gli adulti:
entrambi si rivolgono a piccoli lettori, i protagonisti sono due bambini: Enrico e Pinocchio che
nasce dal legno, il padre è un falegname, non c’è una figura femminile, anzi c’è e viene inseguita
fino alla fine del racconto. La fatina che viene chiamata anche bambina, a volte morta, altre
mammina: è l’eterno femminino di Carducci. Pinocchio insegue una figura materna. La differenza è
nel rapporto con gli adulti, essenziale per la crescita del bambino. Cuore è interessante il modo in
cui la sfera degli adulti interferisce col mondo di enrico e degli altri personaggi, per modificare la
condotta e la rotta dei personaggi. Enrico è uguale dall’inizio alla fine, mentre Pinocchio diventa un
buon bambino. Enrico tiene sotto controllo ma è a sua volta sotto controllo. Enrico tiene un diario
sorvegliato dagli adulti: registra un fatto e la madre e il padre commentano. Il rapporto tra infanzia
ed età adulta è terribilmente immischiabile. Il problema per gli adulti era quello di far capire ai
piccoli italiani che entrano in Italia e potrebbero morire per l’Italia  prossimo imminente sacrificio
per la madre patria. Cuore ha questa prospettiva politico-militaresca: i bambini crescono in questo
Paese che ha ancora da completare il disegno unitario mancano Trento e Trieste  gli adulti
cercano di indirizzare i giovani bambini verso questa prospettiva di unità nazionale. L’insegnante
cerca l’integrazione: un bambino calabrese viene descritto come uguale agli altri; parata militare di
tutte le regioni italiana. Tutto questo in Pinocchio non c’è e il rapporto col mondo degli adulti è
conflittuale, quasi sospeso. Rapporto con Geppetto: più creatore che padre, che trasforma il pezzo
di legno in qualcosa di animato (non necessariamente un essere umano). Geppetto si sente
incaricato di essere padre, ma il burattino lo spiazza, lo deride. Mena con una ciabatta il grillo
parlante, la sua coscienza  elimina subito il suo aiutante perché vuole fare quello che gli pare, in
maniera anche poco educata e poco conformista. Elogio dei franti, articolo di Umberto Eco del 62,
in cui stronca l’opera di de Amicis. Pinocchio, a differenza di Enrico, è quello che non si allinea mai,
è l’anticonformista. Inizia la scuola e diventa uno studente modello, poi va a finire nel paese dei
balocchi e si pente  cerca il padre, oltre alla figura femminile (lo stesso Collodi si fa rinominare
come la madre allora la insegue), perché rimane completamente solo. Ritrova i suoi amici burattini
e mangiafuoco che prima vuole fare fuori poi gli regala dei ducati (rubati dal gatto e la volpe).
Tutto ciò produce un ritmo narrativo travolgente, non c’è una pausa o un momento in cui si faccia
una morale. Il docere è fondamentale per un’opera che si rivolge ai bambini. I bambini se gli si
insegna in maniera paternalista, rischia di non funzionare. Il super-ego è opprimente nel Cuore, che
viene letto dal maestro. Lo spazio del libro viene continuamente occupato dalla prospettiva degli
adulti che finisce per schiacciare Enrico. In Pinocchio invece sembra che il narratore si diverta e
prenda in giro Pinocchio, i lettori, sé stessostile completamente diverso: patetico vs ironico, sono
gli stessi anni in cui Collodi pubblica la prima parte del pinocchio (1881-82) fermandosi al 15°
capitolo, in cui Pinocchio finisce impiccato e mandano tante lettere per continuare la storia. Tra il
primo e il secondo Pinocchio c’è una differenza: Collodi capisce che questo personaggio ha
coinvolto ha tal punto i lettori che deve andare verso un esito felice, altrimenti rischia di fallire gli
obiettivi non di insegnamento ma formativi. Attraverso le avventure di Pinocchio che diventano
sempre più rocambolesche (si azzoppa e il padrone decide di ucciderlo per ricavare un tamburo
dalla sua pelle). Miracolo: cade in acqua l’asino diventa burattino, scappando. Altro esempio
quando finisce nella pancia del pesce cane. Il racconto di Collodi viene pubblicato nel 1883, mentre
nell’86 esce cuore.

Il canone al quale appartiene Pinocchio non è lo stesso a cui apparitene Cuore. Pinocchio
appartiene al canone del comico e dell’umorismo (Giusti, una volta considerato autore centrale
dell’800, più importante di Leopardi, Pananti). Affondano tutti le loro radici narrative nell’opera di
Stern. Questa corrente p stata sempre fortemente ignorata, amiamo di più le opere tragico-
patetiche. Cecco Angiolieri sta lì con Dante, il Morgante poema cavalleresco parodia, che apre le
porte all’Orlando Furioso. Giorgio Manganelli è una sorta di Pinocchio del Novecento, le sue opere
scritte con una penna raffinatissima ma che mette in discussione la letteratura stessa. Il suo
modello di riferimento era l’800, in particolare Pinocchio, mentre Gadda guarda Manzoni. Ne deve
fare un commento: “Pinocchio: il libro parallelo”. Manganelli riscrive Pinocchio, ma riscrivendolo
non si limita ascrivere quello che c’è scritto, ma quello che l’autore evita di dire.

Cap. 19, Pinocchio: capisce di aver perso i soldi e va a denunciare dal giudice (con occhiali senza
vetri). Il senso dell’episodio è un son seno, fuori dal buon senso. Siamo nel paese degli
Acchiappacitrulli, lui è un citrullo e ci deve restare. Cercare di far capire al lettore he le istituzioni
possono anche sbagliare, dipende da chi le regge. Ci sono solo due personaggi con la barba:
Mangiafuoco e il Giudice, che lo punisce. Le sembianze possono essere contraddette 
insegnamento molto sottile, diverso da quello che vien prospettato in Cuore. L’unico personaggio
cattivo qui è Franti, che a un certo punto si perde, perché chiuso all’ergastolo, luogo in cui vengono
richiusi i diversi, e Franti è colui che ride e deride la situazione (“e l’infame rise”). Il riso invece in
Pinocchio è onnipresente.

18/10/2021 – il secolo delle riviste

Spazi metaforici reale e virtuali (internet). Le riviste non son state inventate nel 900, ma iniziano a
occuparsi di letteratura in senso letterale. Nel 700 uno intervista gente  idea GENIALE. Nasce
l’intellettuale e il giornalista che lo intervista, discorso che si approfondirà nell’800. Noi
comunichiamo, solleviamo die dubbi attraverso i giornali e i mass media. La formazione
dell’opinione pubblica (concetto moderno) è legata alla formazione della borghesia e della
coscienza di una classe tra proletariato (la classe più debole) e i feudatari. È una classe enorme che
cresce anche culturalmente. La borghesia ormai comprende tutto il mondo ed ha in pugno la
situazione socioeconomica. A influire sui periodici è la libertà: senza di essa si possono fare ma con
grandi limitazioni (non sono più libero di scrivere quello che mi passa per la testa). Per un decennio
abbondante, con il regime fascista, si censurano i fatti di cronaca sui giornali. Bisognava parlare
delle qualità morali. Negli anni 30 in Italia si afferma il genere del giallo, ma nel momento in cui
venivano narrate queste storie si cercava di ambientarle all’estero (visto che l’Italia era un paese
fascista e dunque sano).

In un sistema letterario questi organi comunicativi sono fondamentali. Ogni giornale è una
comunità, che nasce e si sviluppa nel giro di pochi anni o può durare per decenni o secoli. Ci si può
affiancare a queste comunità come redattori o come collaboratori. A seguito delle leggi
fascistissime del 25, i giornali che parlano di letteratura hanno un margine di manovra maggiore
rispetto a quelli di politica. Le riviste letterario sopravvivono, però devono attraversare delle
strettoie e controlli; Vittorini pubblica a puntate il suo “Garofalo Rosso”, lo stesso Pirandello che
prese la tessera all’indomani del delitto Matteotti e viene preso a pomodori perché<è era troppo
decadente, non abbastanza fascista. La presenza delle riviste si è come volatilizzata (bisogna andare
su internet).

Leonardo, Hermes, Lacerba, il regno, l’Italia culturista  riviste di cui abbiamo qualche contezza. 
messaggio di superiorità dell’Italia, ma queste rappresentano solo il 5 % di tutte le riviste. “Vita e
pensiero” rivista di un prete medico e scienziato, con delle posizioni politiche discutibili (era
interventista). Qual è il suo obiettivo fondando questa rivista? Importanti riviste di sinistra: Critica
sociale(fondata ancor prima della formazione del partito socialista), La folla, L’Asino (rivista satirica).
Esistevano già anche molte riviste religiose, nonostante l’obbligo imposto dal papa a non far parte
della vita politica, come “Cultura sociale” (si occupa soprattutto di vita politica), “Rinnovamento”,
“L’Eroica”. “La critica” è una rivista di approfondimento non di manifesti di Benedetto Croci, con
l’aiuto di Gentile, fondata nel 1904 e che durerà per 50 anni. ”Il Convitto” e “Il Marzocco” sono due
riviste in cui pubblicheranno autori importanti come Carducci  cura del dettaglio particolare.
Queste riviste gettano i semi non solo per le riviste di destra che nasceranno negli anni 20, ma
addirittura per il pensiero fascista.

Proemio del “Convitto”: siamo nel 1895, fondato da D’annunzio, Conti e Adolfo de Bosis. Gli ultimi
3 numeri sono stati fatti interamente da quest’ultimo. Sono tutte fatte a Roma. L’anno successivo
D’Annunzio fonda il Marzocco con i fratelli di Orvieto. Dietro a queste riviste ci sono dei mecenati; i
fratelli di Orvieto e de Bosis sono ricchissimi. Proemio rimanda alla letteratura e alla poesia, mentre
il primo manifesto importante della cultura occidentale è il manifesto comunista. Rivista che veicola
più che contenuti, un’immagine ideale, un ideale di cultura che ha poca attinenza con la società e la
vita della maggior parte degli italiani, ma del sogno della classe dirigente di far a meno dei
problemi che avviliscono la vita politica d’Italia del tempo. Linguaggio che fruttifica negli anni 
discorsi ripresi dalle riviste nazionalistiche, che ribalteranno completamente questo linguaggio.
anni 20-30: Ungaretti ha un ideale di poesia che va contro la guerra  il sogno di pacificazione per
lui è vero, nonostante sia un fascista convinto che prende anche la tessera (cosa che gli costerà il
Nobel).

Lacerba chiude il 24 maggio del 1915 (finisce con la guerra perché completa la sua missione) ed è
una rivista in cui pubblicano autori importanti interventisti e militaristi. Tesi assiomatiche di
“Lacerba”: si afferma il frammento e l’aforismo grazie a Krauss, scrittore austriaco, parole che
accomunano sistemi letterari diversi. Chi ha vissuto il trauma della guerra non può più scrivere
come prima  si dedica al frammento. I primi scritti di Ungaretti in prosa sono estremamente
frammentari, invita il lettore a cercare collegamenti.

“La voce”, rivista di rilievo  pagina manifesto di Giuseppe Prezzolini. Firenze è una delle città più
importanti in questa riflessione. Ha una stori complessa ma non lunga (8 anni divisi in 4 fasi: 1.
Ispirazione crociana contro gòi idealismi fino al 11. 2. Resta solo Papini, fa fuori il crocianesimo e
trasforma la rivista in letteratura pura; 3. Torna Prezzolini e trona alla sua intenzione di letteratura
impegnata nella società fino al 1914; 4. Il concetto si acuisce, c’è un conflitto molto acceso tra
interventisti e neutralisti. Il direttore è De Robertis. Dopo lo scoppio della guerra si occupa solo di
letteratura) MA durante la guerra fare solo una rivista di letteratura pura è difficile  l’esperimento
fallisce. Importante la Seduzione della letteratura, cambio continuo di lettori  mobilità delle
riviste, momento di aggregazione ma anche di disgregazione. Problema della forma dei programmi
scolastici, commentare la vita contemporanea. La Voce vuole essere alla portata di tutti non
parlando solo di letteratura pura, ma anche di temi quali la riforma scolastica ecc. Prezzolini
risponde alla domanda “Chi siamo noi?” siamo giovani informati che tentano a fare qualcosa per
l’uomo ma con modestia.

Negli anni 20 vi sono riviste di tipo artistico legate a un movimento espressivo di ispirazione
futurista. Es. “La Ronda” nasce nel 19 e finisce nel 23 a Roma. È interessante perché non ha altezza
di vedute, sembra la continuazione dell’ultima fase della Voce, nasce con l’intento di riportare la
letteratura a una sua purezza e lo fa recuperando i suoi valori umanistici.
Amore sviscerato per la guerra

08/11/2021 – percorsi tematici e letture comparative

La letteratura si occupa della verità universale. Quello che conta è la verità universale della storia di
Edipo Re, non l’esistenza di quel personaggio  è una storia in cui ci possiamo riflettere, che Freud
ha dimostrato essere dentro di noi. Il mito ha una specularità maggiore rispetto agli altri generi. Si
leggono molti più romanzi che poesia, ma la differenza nella poesia è che l’autore si mette a nudo
e scommette sulla sua vita. Il romanzo è il genere della poesia stessa, perché viene rifondato da
Cervantes secondo le tradizioni romanzesche medievali (la stessa parola “romanzo” è medievale e
significa opera scritta in una lingua romanza che assomiglia al latino ma non è latino). Siamo in una
società capitalistica, allora si punta sul romanzo più semplice che vende di più. Fabio Vololavori
editoriali, libri che servono a fare bilancio. La poesia è una vecchia eredità dei sistemi letterari
passati che noi ci portiamo dietro e ci chiediamo a cosa serva.

Il treno sostituisce i cavalli  fine del cowboy e del mito del west (ancora tutto da conquistare). In
40 si trasformano in 46mila km di linea ferroviaria. Così come il treno, un oggetto, tendiamo a
idealizzare l’amore pensando che nel medioevo si amasse come oggi; è un sentimento soggetto a
trasformazioni in base al periodo e al luogo geografico. Non esiste solo un modo per capire un
tema, bisogna avere uno sguardo sfaccettato.

Giorgio Caproni, Congedo del viaggiatore cerimonioso (1960): la poesia si presenta con versi a
capo. È più facile contare quando la fine del verso coincide con la fine della frase  poesia
moderna caratterizzata dall’enjambement, che rende la lettura più ritmata e sincopata. Non è una
lettura facile perché bisogna mantenere questo ritmo per tutto il componimento (60 versi). Nel
momento in cui non si rispetta l’enjambement non si rispettano nemmeno le rime. “ora che più
forte sento” enjambement sempre più forte. “Io” è in rima con “addio”, poi si spezza la
congiunzione tra soggetto e verbo (legame molto forte soprattutto in altre lingue come il
francese). Questo “io” è fatto sentire forte. Disperazione e calma sono separate e sono una
citazione di Sabba; vuole riprendere la rima destinazione, religione, disperazione  ritorno
musicale tipico della poesia, linguaggio diverso: la poesia non serve per comunicare ma per creare
un altro mondo. Poi si continua con “sgomento” che riporta a “sento” e finisce con “sentimento” 
è tutto una musica, nell’orecchio di caprini che era anche un violinista amatoriale. Questa musicalità
è evidente in tante sue poesie. Leggendo questa poesia bisogna stare attenti a queste discrepanze
e queste cesure. Un lettore/attore famoso però non la legge tenendo conto di questi aspetti.
Linguaggio colloquiale dopo essere partito da una educazione ermetica, arriva ad una ermeticità
nella musicalità. Recupera il senso originario di lirica (concetto musicale).

Eugenio Montale, Addii, fischi nel buio (1939): è la seconda rapporta del poeta che è già
diventato faro della nostra letteratura. 8 strofe, compresi i puntini di sospensione. La ristampa è
diversa dall’edizione (implica modifiche). Questa poesia breve esce in una rivista corrente, è
fondamentale per Montale, deve inserirla. Inizialmente non aveva i punti di sospensione: che cosa
indicano? Come se ci fosse una dissolvenza, non è vuoto, è significativa quanto le immagini, serve a
chiarire alcuni passaggi (es. serve a far capire allo spettatore che tra due frequenze c’è uno stacco
spaziale/temporale). I treni sono diversi: con caprone diventa una metafora. Le ferrovie ora sono
statali, ma lo Stato ha semsso di investire sulle ferrovie. Nel ventennio il treno era importante, il
regime voleva rafforzarle perché il treno come il cinema e il calcio era uno strumento popolare.
Costruire autostrade non era pensabile perché c’erano pochissime macchine. Sui treni possono
viaggiare ed essere controllati  si rafforza il personale sui treni, controllori-agenti di polizia. Il
regime ci tiene alla loro pulizia, efficienza e puntualità. Il treno di Montale è questo del regime, ma
gli sta portando via qualcosa. A differenza di Caprone che usaun linguaggio semplice e chiaro,
Montale trascura di proposito diverse cose che arricchiscono il significato e che possiamo
riprendere da testimonianze (ellissi). Prima parte: descrittiva, riprende versi che appartengono alla
lirica petrarchesca (sorta di accumulatio qui stravolta rispetto alla tradizionesi descrive un
ambiente anti-biblico, non siamo nei campi e nella natura dove il poeta incontra Laura come un
allucinazione, qui abbiamo una situazione opposta: locus amoenuslocus horribus=stazione).
Automi è una parola che entra nella lingua italiana nel 900, grazie a Sbarbaro, amico di Montale. Gli
automi siamo noi che facciamo le cose in maniera automatica e agiamo solo grazie al cervelletto.
“murati” non è sepolti vivi, murati dietro i corridoi dei treni (diversi da quelli di oggi), queste pareti
appaiono come dei muri che ci separano e proteggono dal resto. La parola automa è un po’ cruda
e offensiva: sono uomini che devono partire, ma la loro riduzione a automi è un po’ dolorosa. È un
discorso che si svolge nella mente del poeta, pensa a una persona (che noi sappiamo essere Irma,
con cui ha avuto una storia, e non si vedranno più perché ci sono le leggi razziali e lei ha origini
ebree, non ha più possibilità di muoversi)  Fine della loro storia d’amore, perché lui non vuole
seguirla in America. Cerca di riavvicinarsi a lei con questa poesia, ricordando il momento in cui il
treno sta partendo. I questi versi Montale tenta di recuperare una situazione mentale con Irma che
se n’è andata (Montale ancora in questa poesia non la proietta su un orizzonte metafisica).
Carioca=ballo brasiliano che arriva in Italia nel 34-35 attraverso un film che ha avuto molto
successo. Gli piace ballare anche se on è un ballerino  spesso li nomina nelle sue poesie. Qui,
l’allegra di questo ballo americano viene appiccicato al movimento delle ruote del treno, ma non
c’è una rima baciata, bensì un’allitterazione (“fioca, cadenza, carioca”). Endecasillabo molto strano
costruito su un enjambement. Nell’ultima frase sale la curva melodica e fittissima di allitterazioni ed
assonanze di vocali e consonanti. Il tentativo di recuperare mentalmente qualcosa che hanno fatto
insieme (Irma era appassionata di cinema, andava sempre a vedere i film subito doppiati in
italiano), probabilmente un film surreale visto insieme.

 Caproni vede il treno in chiave metafisica/allegorica, mentre qui il treno e la stazione è un


luogo fisico in cui porta le proprie emozioni (sorta di pre-lutto, perde la sua donna e il suo
lavoro, però non riesce ad andare via da Firenze). La accompagna alla stazione e vede tutto
negativo, va in catalessi e si risveglia a d un certo punto nella sua stanza steso nel letto e si
ricorda di aver visto un film con lei e gli viene in mente l’immagine già lontana dell’addio
alla stazione. Non si nomina nemmeno Irma, è già un fantasma  chiaro esempio di poesia
ermetica.

Carducci, Alla stazione in una mattina d’autunno (1877): anche Carducci porta alla stazione la
propria donna, un’amante (entrambi sono sposati e hanno figli)molto grave nell’Ottocento
parlare di adulterio. È come se Carducci avesse tentato di rispondere a qualsiasi domanda che
possiamo porci (a differenza di Montale). Chiama la donna Lidia, utilizzando un nome idealizzato
tipico della tradizione classica. Struttura metrica molto chiara, semplice, continua. Non ci dice da
dove sta partendo (anche se capiamo che parte da Bologna, per andare dal marito). C’è una prima
parte descrittiva (v. 1 – “tenebra”) e una seconda nella quale Carducci si concentra sulla donna che
parte (fino a “persona gentile”), differenza di Montale in cui questa donna di è dileguata, la parte
centrale ci restituisce una foto idealizzata e idilliaca della donna. Terza parte finale (da “sotto la
pioggia”) che riporta l’autore alla disperazione.

15/11/2021 – la parola agli autori

Per prima cosa, bisogna rendersi conto della metrica dei versi  verso libero non significa che il
verso non abbia una metrica. Es. Penna usa l’endecasillabo. (scriveva le poesia sui fogli sparsi e le
lasciava lì, non aveva l’idea del libro). Quasimodo invece rinuncia completamente al metro (anche
l’parametrizzazione o l’assenza di metro ha il suo perché). I distici elegiaci sono composti da due
senari, un settenario e un novenario  non del tutto verso libero. Anche se non aveva fatto il
classico, impara il greco e il latino così bene da meritarsi il premio Nobel. Il poeta sceglie un passo
preciso per spiegare il suo stato d’animo, un passo che spesso il poeta del Novecento non adotta.

Ed è subito sera, Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra


trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

Analisi metrica: bisogna rintracciare la sillaba (es. “da un” è una singola sillaba, anche se sono due
parole distinte. Nell’ultimo verso invece ogni sillaba metrica coincide con la sillaba morfologica.

Datazione: è una raccolta composta da 3 raccolte precedenti, faceva poesia di un’altra poesia del
1930, che alla fine elimina. Pratica paratestuale = collocare una poesia temporalmente  chi sono
gli autori? Che anni sono? Cosa succede in quel periodo? Dov’erano gli autori? Mentre quasimodo
era molto attivo sulle riviste, viaggiava, Penna era un segretario, viveva a Roma discretamente, non
era il più in vista in redazione… erano insomma due personaggi diametralmente opposti. Come
proseguirà poi la loro carriera?  1930-1942.

Analisi tematica: entrambe le poesie non presentano difficoltà lessicali (non abbiamo bisogno di
vocabolari o dizionari tematici). Ogni parola ha un suo perché, anche i puntini di sospensione, i
silenzi, le pause ecc. chi è il soggetto? Ognuno. Chi è ognuno? In Penna parla di sé stesso, qui parla
in modo impersonale di tutti. Questo “ognuno” in cui noi dovremmo sentirci partecipi è molto
forte, anche perché chi legge quella poesia nel 42 si sente molto coinvolto. Dovunque c’è la guerra
 quell’ognuno coinvolge ogni rappresentante del genere umano che in questo periodo pensa ad
autodistruggersi  intensità morale molto forte: ognuno di noi è costretto a ricordarsi della propra
esistenza effimera, siamo tutti soli e individuati fin dalla nostra nascita. Per quanto ricca di relazioni,
la vita si vive da soli, ognuno sta solo (no fare il solitario per dimenticare i mali del mondo). Il verso
inizia con ognuno e finisce con “terra”  parte con un richiamo di specie umana a vivere
individuato sulla terra, sul cuore della terra, metafora della parte più nobile e sentimentale di
questo pianeta. Si apre con un’immagine rassicurante, ma il secondo verso diventa violento: quel
“trafitto” è ambiguo, possiamo godere della bellezza della terra, ma siamo anche trafitti da un
raggio di sole  participio che sembra aprire un’immagine sanguinosa seguito da un’altra cosa
bella, il sole. Linguaggio molto semplice, Quasimodo è un altro avversario dell’ermetismo; il
linguaggio per quanto semplice ha però un significato simbolico, non letterale. Il raggio di sole =
durata della vita, illuminazione della nostra vita, la giornata: ci illumina, ci abbaglia, ci scalda, rende
le cose visibili, però ne abbiamo a disposizione solo una di giornata. Ci trafigge perché ci fa capire
che non abbiamo anche altre giornate a disposizione, come capiamo dal terzo verso. Finita la
giornata soleggiata, è subito sera  è la sera della vita, della vecchiaia, dell’abbandono, prima
dell’arrivo della notte.

Le parafrasi riducono il significato: non è una solitudine intesa come tristezza; le parole del poeta
sono connotanti, ognuno può trovare il proprio significato. Qui non ci sono parole che ci fanno
capire questo senso di tristezza. Il raggio di sole nelle parafrasi non viene spiegato, è una metafora,
un simbolo. C’è differenza tra arrivare ed essere: è come se svanisse all’improvviso il raggio di sole
che illumina la giornata per lasciare spazio alla notte  bisogna fare attenzione anche ai verbi.

Io vivere vorrei addormentato, Penna

Io vivere vorrei addormentato


Entro il dolce rumore della vita

L’io c’è sempre dentro le poesie di Penna, per la sua condizione personale: l’omosessualità
all’epoca non poteva essere espressa nemmeno nelle poesie. Una volta che si sfoglia tutto il suo
canzioniere sparso, ci si rende conto di quanto sia grave la sua condizione di estraneità dal mondo,
la consapevolezza di essere così diverso dalla società senza poterlo dire.

Vorrei dormire addormentato è un paradosso. Siamo nel ’38, anno terribile in cui è impossibile
essere omosessuali. Questa condizione gli chiede in qualche modo di chiudere gli occhi, però non
vuole morire. La vita fa rumore. La musica futurista era basata sui rumori, tramite nuovi strumenti,
gli intonatori, sfruttando rumori che venivano dalla città  il Novecento è il secolo dei rumori.
Questo rumore è dolce, sembra contraddirsi. Tipico di penna è la straordinaria dolcezza:
nonostante la sua autoemarginazione riesce a godersi la vita, in maniera malinconica a volte, e altre
con affettuosità.

Non c’è una capacità di riflessione esistenziale in entrambe le poesie? Entrambe sono simili,
colloquiali e cercano … dell’esistenza. Penna parla di “fuga della realtà” come gli ermetici? Nì, è un
momento di liberazione di cui avremmo tutti bisogno. Non sono dei versi letti come letteratura
adagée. Entrambe le poesie parlano della nostra presenza sulla terra, una parla della vita, l’altra del
sole, una dell’addormentarsi. Se il destino è questo, inevitabile, noi potremmo anche non pensarci
con i versi di Penna. Cerchiamo di disintossicarci dalla retorica, da potere ecc.

La prosa di Vittorini: si accorge che il regime era feroce e prepotentedecide di raggiungere nuovi
gruppi politici e culturali di nascosto.

Conversazione in Sicilia, Vittorini

Fa il viaggio in treno da Milano, parla con la madre di crisi famigliare, tema non normale e facile di
cui parlare all’epoca. Questi personaggi rappresentano delle visioni della vita: uno rappresenta i
fascisti, l’altro la chiesa cattolica… figure dissidenti. Chi leggeva non doveva capire quello che era
scritto nel libro, anche se in realtà se si legge con una certa attenzione si capisce.

1° capitolo: la condizione esistenziale considerata astrattamente qui è ancora più individuata:


ognuno è un personaggio che si chiama Silvestro e vive una situazione difficile. La poesia ha un
approccio più distante, qui invece l’autore non mette sé stesso in prima fila, costruisce un filtro
narrativo.
Anche nel testo di Vittorini potremmo rintracciare dei metri: frasi brevi, figura retorica dominante:
metafora, paratassia… stesse cose che si ritrovano anche nel testo di Quasimodo. Incontra un
personaggio curioso sul treno che chiama Gran Lombardo, detto così perché saggio: gli dice tra le
righe che bisogna passare all’azione, è necessario che l’uomo si prenda le proprie responsabilità 
sembra più una visione simbolica che realistica  piano neo-simbolico. La madre invece ha una
forte connotazione realistica, una donna che ha vissuto una vita dura, che si è presa comunque le
sue rivincite sul marito distratto e manesco. Alla fine, andranno tutti in osteria e a forza di bere si
addormentano; anche questo potrebbe essere un simbolo: lui che resiste alla tentazione biologica
non si addormenta.

Autore che frequenta moltissimo gli ermetici, amico di Bo, Quasimodo, Sereni  questa prosa
risente di questa prospettiva pre-esistenzialista che guarda alla realtà e in particolare a questo
momento storicocontatto con la storia caratteristico della personalità di Vittorini, che trascura
quasi la sua vena creativa per la redazione di riviste. Ha lavorato anche per la Mondadori. Intreccio
e polifonia di voci tra prosatori, narratori e poeti, tra chi guarda in maniera astratta e generica e chi
li mette a contatto con la storia. L’ermetismo più di una corrente è una prospettiva sulla condizione
dello spettatore più che sul mestiere dello spettatore.

Vento sulla mezza luna, Montale (1950)la guerra è finita, c’è la ricostruzione e la democrazia.

Edimburgo

Il grande ponte non portava a te.


T’avrei raggiunta anche navigando
nelle chiaviche, a un tuo comando. Ma
già le forze, col sole sui cristalli
5 delle verande, andavano stremandosi.

L’uomo che predicava sul Crescente


mi chiese «Sai dov’è Dio?». Lo sapevo
e glielo dissi. Scosse il capo. Sparve
nel turbine che prese uomini e case
10 e li sollevò in alto, sulla pece.

Peculiarità degli endecasillabi montaliani, sempre molto calcolati e spiazzanti. Un altro aspetto da
considerare soprattutto per Montale è la musicalità (un altro poeta con la passione per essa è
Carloni). Se andiamo a rintracciare la musicalità è “and”, su cui è costruita tutta la prima strofa.

Per capire il significato, bisogna ricostruire il vocabolario di questa poesia. Queste due strofe sono
costruite su due antitesi. 1° immagine: il ponte (non porta a niente), 2° immagine: cielo di pece
(solleva le cose). Istorio è un teologo del IV-V sec. d.C. che sosteneva la doppia natura di Cristo:
viene dunque scomunicato poi riabilitato. Istoriano nel senso che si occupa di questioni teologiche
auliche e irrisolvibili. Nella prima strofa però non si parla di Dio, ma di una donna, Clizia (Imma), la
Beatrice o Laura della poesia di Montale. La Clizia non mostra l’esistenza di niente e Dio dov’è? Dio
è ovunque e da nessuna parte. Chiaviche (città) vs. turbine (sale verso il cielo), sole sui cristalli
(immagine limpida) vs. turbinio (ha rovesciato e sconvolto i paesaggi, il cielo e la terra). La poesia si
costruisce su una tensione tra movimento e immobilità.
Perché Edimburgo? Questa poesia, anche se è stata scritta in Scozia, no ha nulla a che fare con
essa. È una sorta di annotazione irrealistica, come se Montale stesse perseguendo una sorta di
irrealistico.

Sanguinetti: gioca con il linguaggio per non farci capire, perché vuole smontare l’immagine del
linguaggio lirico, perché troppo legato all’ideologia borghese. Operazione che lo stesso Sanguinetti
si renderà conto di poter portare avanti solo per pochi anni: ad un certo punto dovrà cambiare
strada per un linguafgio più semplice e comunicativo.

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