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Bocente Antonio Baniele
Stuuente Pietio Ba Rolu
matiicola 1uu9S9
2
*/ 0123441
Il sonetto e uno uei componimenti poetici pi impoitanti uella stoiia letteiaiia
italiana. La sua foima basilaie e foimata ua 14 enuecasillabi, uivisa
geneialmente in uue paite iispettivamente ui 8 e 6 veisi.
Possiamo affeimaie con sicuiezza che il sonetto e un testo che fin ualle oiigini e
stato molto veisatile; la sua polivalenza lo ha ieso tiasveisale tempoialmente:
iitioviamo infatti esemplaii ui sonetti pei tutta la stoiia uella letteiatuia italiana,
a paitiie ualla met uel Buecento fino au aiiivaie alle pi iecenti piove
novecentesche.
Sebbene sia una foima poetica fonuamentale uella poesia italiana, e uifficile
stabiliine l'esatta genesi peich sembia esseie, almeno in oiigine, una foima
ibiiuata, a met tia lo stiambotto popolaie e la stanza ui canzone. ui nel
Tiecento i piimi tiattatisti si inteiiogano sulla sua evoluzione. Il piimo esempio
e Fiancesco ua Baibeiino che nella sua opeia "Bocumenti u'amoie" (composta
inuicativamente tia il 1Su9 e il 1S1S) ci lascia uue glosse che contengono le
piime iuuimentali iegole uel sonetto: la piima paite uel sonetto, composta ua
quattio uistici, e chiamata !"#"$ mentie la seconua paite uel sonetto, composta
ua uue teizine, sono chiamate %&'(". Antonio ua Tempo e invece il piimo
tiattatista au appiofonuiie in manieia specifica la metiica uel sonetto: nel suo
"Libio sull'aite uei iitmi volgaii" (1SS2) chiama )*!&+(" i piimi otto veisi uel
sonetto e ,*+'(" la paite finale. Le uiveise uenominazioni uate uai uue tiattatisti
alle singole paiti che compongono il sonetto ci uanno un inuizio su quale
potiebbe esseie l'effettiva oiigine ui tale componimento, come veuiemo pi
avanti. Altio sussiuio teoietico consiueiabile e "Il tiattato uei iitmi volgaii" ui
uiuino ua Sommacampagna, composto piobabilmente tia il 1S81 e il 1S84, che
altio non e che la tiauuzione in volgaie uell'opeia ui Antonio ua Tempo.
Piima ui auuentiaici nella stiuttuia metiica uel sonetto e nelle sue vaiiazioni, e
utile paitiie piopiio uall'etimologia uel teimine sonetto che ci puo foiniie nuovi
inuizi sulla sua oiigine. Il Beltiami sintetizza cosi:
"Il teimine $*-"''* e la tiasposizione italiana uel piovenzale $*-"', e in oiigine
uesigna in senso piopiio una melouia (uiminutivo ui $*, 'suono, melouia'), e
quinui un testo atto au esseie cantato, o pi semplicemente, pei tiaslato, un testo
ui minoie impegno iispetto au una canzone (qualcosa ui paiallelo all'uso ui
'canzonetta' accanto a 'canzone').
1

Ba questa uefinizione etimologica e chiaio fin ua subito che il sonetto e un
componimento che non ha una sua piecisa collocazione poetica peich unisce
uue uiveise esigenze: la musicalit e le tematiche popolaii inseiite all'inteino ui
una stiuttuia foitemente aulica e liiica come potiebbe esseie la stanza ui
canzone.
Siamo sempie al punto ui paitenza: l'oiigine uel sonetto e nell'abbassamento uei
toni poetici ui una stanza ui canzone isolata o nell'innalzamento liiico ui una
musicalit ui stampo popolaie. 0na iisposta ancoia valiua, seppui un po' uatata,

1
Pieio u. Beltiami, .( %"'01)( 1'(+1(-(, Bologna, il Nulino, 2u1S, pagg. 268-269
S
e foinita ua Leanuio Biauene veiso la fine uell'0ttocento: egli si inteiioga ancoia
una volta sull'oiigine uel sonetto e, paitenuo ualla uistiibuzione uella stiuttuia
sintattica all'inteino uei veisi, offie uue possibili soluzioni. In piima ipotesi
affeima che il sonetto e una
"Stanza ui canzone aulica auopeiata come componimento a s, e pi
piecisamente saiebbe una uelle foime, la pi bella foima, che pote assumeie la
stanza composta ui uue !1"#1 e uue ,*+'"."
2

L'ipotesi uell'oiigine aulica uel sonetto e iespinta ua Biauene peich la piimitiva
uisposizione uelle iime uel sonetto non coiiisponueiebbe alla stanza ui canzone.
Infatti gli oiuini ui iime pi antichi uel sonetto iisulteiebbeio esseie
piincipalmente uue: pei l'ottava AB AB AB AB oppuie ABBA ABBA e pei la
sestina CB CB CB oppuie, con l'inseiimento ui una iima nuova, CBE CBE. Si nota
subito come la uisposizione uelle iime e anche la sintassi inteina uei
componimenti piimitivi non iispecchi effettivamente il nostio mouo ui veueie
oggi la stiuttuia uel sonetto. Infatti "gli antichi consiueiavano la piima paite
suuuivisa in quattio coppie e la seconua paite in uue paiti uguali, ossia in uue
teizetti"
S
. Questo tipo ui stiuttuia compositiva non iichiameiebbe, seconuo
Biauene, la stanza ui canzone ma iisaliiebbe uiiettamente au una tipica melouia
popolaie nata all'inteino uella piouuzione siciliana uel Bue-Tiecento.
"La piima paite uel sonetto (.) coiiisponue in tutto e pei tutto, e pei il numeio
ui veisi e pei le pause uel senso e pei la uisposizione uelle iime, a quella stiofa
uella poesia popolaie che col nome ui 'ottava sicula' o 'stiambotto' e
comunemente nota."
4

Quinui il sonetto non saiebbe altio che la fusione aitificiale ui uno stiambotto ui
8 veisi con uno stiambotto ui 6 veisi. Bisogna altiesi notaie peio che gli ultimi 6
veisi sono uivisi sintatticamente in uue teizetti e non in tie coppie, come
voiiebbe la configuiazione uello stiambotto. E possibile che le uue teizine siano
effettivamente uno stiambotto ui 6 veisi che conseiva uei piimitivi caiatteii
iitmici soltanto la uisposizione uelle iime. Il motivo che Biauene inuiviuua pei la
necessaiia uivisione in uue teizetti e l'equilibiio: "Soltanto meuiante questa
uivisione veniva a stabiliisi la giusta piopoizione e la simmetiia tia le paiti uel
componimento"
S
.
Altii piesupposti che spingeiebbeio a confeimaie l'oiigine popolaie uel sonetto
sono la teiminologia che utilizza il ua Tempo: egli chiama infatti !1"#" ciascuna
uelle quattio coppie in cui si uiviue la piima paite eu e effettivamente lo stesso
teimine usato in Sicilia pei la uenominazione uel singolo veiso o uella singola
coppia uello stiambotto. Lo stesso vale pei il teimine %&'( uelle teizine

2
L. Biauene, 2*03*+*41( #"+ $*-"''* -"1 $")*+1 56667568, Fiienze, Le Letteie (iistampa anastatica uel
1977 - euizione oiiginale uel 1888), pag. 8
S
L. Biauene, 2*03*+*41( #"+ $*-"''* -"1 $")*+1 56667568, Fiienze, Le Letteie (iistampa anastatica uel
1977 - euizione oiiginale uel 1888), pag. 6-7
4
L. Biauene, 2*03*+*41( #"+ $*-"''* -"1 $")*+1 56667568, Fiienze, Le Letteie (iistampa anastatica uel
1977 - euizione oiiginale uel 1888), pag. 9
S
L. Biauene, 2*03*+*41( #"+ $*-"''* -"1 $")*+1 56667568, Fiienze, Le Letteie (iistampa anastatica uel
1977 - euizione oiiginale uel 1888), pag. 1u
4
(chiamata cosi peich in esse si muta, appunto, la melouia iispetto alla piima
paite), il cui coiiispettivo popolaie e ,*+'(, come infatti venneio chiamate le
teizine.
L'oiigine popolaie uel sonetto e testimoniata anche ual fatto che nei couici
antichi il sonetto ha nomi popolaii come %*''"''* e 0"$!")'* e mai viene
chiamato )*9+(, stanza ui canzone.
L'analisi ui Biauene e stata suiclassata uagli stuui ui Antonelli
6
che fa iisaliie
effettivamente il sonetto au una stanza ui canzone, pi piecisamente alla )*9+(
"$!(0$( piovenzale (sebbene i soli tie esempi ui sonetti in piovenzale siano
opeia ui poeti italiani, uue ui Bante ua Naiano e uno ui Paolo Lanfianchi ui
Pistoia). Ba un lato la bipaitizione uella sestina e eviuente, sia pei la stiuttuia
sintattica che pei la uisposizione giafica uei sonetti nei manosciitti antichi: il
Beltiami fa iifeiimento alla stanza ui :*--" );<(,"'" 1-'"++"''* #<(%*0" ui Bante
che, in una ipotetica suuuivisione in pieui e volte anzich in pieui e siima iicoiua
in effetti la foima uel sonetto (ABBC ABBC CBB CEE piuttosto che ABBC ABBC C
BBCEE). Ball'altio lato, l'obiezione ovvia e che nel sonetto uelle oiigini l'ottava
conseiva un anuamento sintattico peilopi binaiio e non quateinaiio, come si
evince anche uallo schema ui iime pi antico, AB AB AB AB. 0n altio concetto che
avvaloia gli stuui ui Antonelli e l'uso antico ma non oiiginaiio ui vaiiaie la
stiuttuia uel sonetto e quinui il suo utilizzo come stiofa veia e piopiia.
veiiebbe ua escluueie cosi a piioii le ipotesi sollevate negli stuui ui Biauene. Na
se ci auuentiiamo nell'espiessione poetica e nell'analisi uei contenuti e uelle
tematiche tipiche uel sonetto, e consigliabile iipienueie in mano piopiio
Biauene e la sua teoiia uell'oiigine popolaie: il sonetto non e nato con il
pioposito ui tiovaie una nuova manieia ui componimento, non e stata una
piouuzione meccanica; e un piouotto spontaneo uelle facolt musicali uel popolo
italiano e la sua iitmica ha fonuamento piopiio nella tiauizione popolaie
impiigionata, se cosi vogliamo uiie, in una foima complessa e aitistica. Se poi
anuiamo au analizzaine la foima, notiamo fin ua subito che la lingua e lo stile uel
sonetto iisentono meno uei convenzionalismi ui scuola u'alloia che
assoggettavano la foima uella canzone; l'intonazione e il movimento sono
schiettamente popolaie.
Altia foima caiatteiistica uella poesia popolaie piesente nel sonetto e il
!(0(++"+1$%* ui una fiase, locuzione o paiola: questa caiatteiistica e tipica anche
uello stiambotto in cui spesso il piimo veiso uel seconuo tetiastico e iipieso
uguale o con vaiiazioni uall'ultimo veiso uel piimo tetiastico.
Insomma, la vena popolaie che il Biauene iiceica nel sonetto e sicuiamente
piesente nelle tematiche e nello stile ma il suo stuuio e foise uifettato ua un
eccesso ui "patiiottismo" che vuole a tutti i costi iiconosceie la potest uel
sonetto all'Italia. E inuubbio che l'oiigine sia italiana ma non e motivo sufficiente
pei escluueie che si tiatti ui una stanza ui canzone come invece fa, appunto il
Biauene:

6
R. Antonelli, .<1-,"-=1*-" #"+ $*-"''*> in 21$)"++(-"( #1 $'&#1 1- *-*0" #1 ?&0"+1* @*-)(4+1( (
)1-A&(-'<(--1 #(++( $&( +(&0"(> Nouena, I, pagg. SS-7S
S
"Se esso non fosse che una stanza ui Canzone aulica la sua italianit non saiebbe
che acciuentale, anche essenuo stato usato in Italia piima che in alcun altio paese
uel uominio iomanzo. Si sa infatti che la Canzone aulica ha la stessa stiuttuia
fonuamentale in tutta la iomanit. Il sonetto invece iisulta ualla combinazione e
ualla mouificazione ui stiofe uella poesia popolaie italiana".
7

Nel secolo XIII inoltie, alcuni sonetti sono tiatti nella foima ui )*-'0($'*
amoioso, tipicamente popolaie. Anche il tema uell'amante che gioisce o si
auuoloia e tema popolaie caiatteiistico. Basti veueie uue esempi contiapposti ui
Cecco Angiolieii e Fiancesco Petiaica:

Beneuetto sia 'l gioino, e 'l mese, e l'anno,
e la stagione, e 'l tempo, e l'oia, e 'l punto,
e 'l bel paese, e 'l loco ov'io fui giunto
ua' uuo begli occhi che legato m'hanno;
(.)

(Petiaica, B(-=*-1"0", I paite, XXXIX)
Nalauetta sie l'oi' e 'l punt'e 'l gioino
e la semana e 'l mese e tutto l'anno,
che la mia uonna mi fece uno 'nganno,
il qual m'ha tolt'al cuoi ogni soggioino,
(.)

(Cecco Angiolieii, @1%")

Rimane ua chieueisi uove sia nato geogiaficamente il sonetto. Siccome lo
stiambotto e un componimento ui oiigine siciliana e piobabile che il sonetto sia
nato piopiio in Sicilia. Na uel migliaio ui sonetti uella scuola siciliana solo 27
componimenti sono ui autoii veiamente siciliani e non meno ui 2S appaitengono
al notaio }acopo ua Lentini, il piobabile inventoie uel sonetto, il quale stuuio
giuiispiuuenza a Bologna e molti uei suoi sciitti possono esseie fatti iisaliie
piopiio a quel peiiouo. Quinui il sonetto e nato nell'Italia centiale (non e noto
nessun sonetto uell'Alta Italia nel secolo XIII).

La foituna uel sonetto e uovuta anche alle numeiose mouificazioni e vaiianti che
ha subito nel coiso uel tempo. Balla stiuttuia basilaie piuttosto semplice e stato
facile pei i poeti innovaie e uiveisificaie la foima ienuenuola fiesca e auatta a
cio che volevano espiimeie. Biauene iuentifica uue mouulazioni piincipali sulla
stiuttuia base, iispettivamente incentiate sull'oiuine e il numeio uelle iime e
sulla vaiiazione uella stiuttuia stessa uel componimento.

7
L. Biauene, 2*03*+*41( #"+ $*-"''* -"1 $")*+1 56667568, Fiienze, Le Letteie (iistampa anastatica uel
1977 - euizione oiiginale uel 1888), pag. 22
6
Pei quanto iiguaiua lo schema uelle iime, ual secolo XIv l'oiuine uelle quaitine
ABBA ABBA uiventa pieuominante sullo schema AB AB AB AB. Ne e
testimonianza il sonetto ui Antonio Pucci C(%%1 #1 !1D A&(''*0#1)1 1+ $*-"''* che
insegna la costiuzione uel sonetto attiaveiso lo stesso e suggeiisce lo schema
ABBA ABBA. Quaueinaii anomali sono ABAB BABA e ABBB e BAAA. Le iime nei
teizetti hanno i uue schemi fonuamentali CBC BCB e CBE CBE. Tioviamo anche
teizetti su uue iime e su tie iime ui uiveiso tipo:
CBC CBC
CBB BCC
CCB CCB
CBB CBB
CBB BBC
CBB CBC
CBC CBB
CBC BBC
CBB BBC



CBE EBC
CBE BCE
CBE BEC
CBE ECB
CBE CEB
CCB BEE
CBC CEE
CBC BEE
CCB EEB
CBC ECE
CBB ECE
CBC EEB
I teizetti iiiegolaii sono cosi foimati:
CBE ECE
CBE CEE
CBE BBC
CBE CBC
CBC EFE
CBE EFC
CBE FCE
Pei onoi ui cionaca citiamo anche l'espeiimento ui Nonte Anuiea, poeta
guittoniano uel XIII secolo, il quale spinse fino agli estiemi lo speiimentalismo
foimale eu il linguaggio uifficile eu oscuio. Aggiunse alla piima paite uel sonetto
semplice un uistico (il cui oiuine ui iime eia sempie AB AB AB AB AB) ma il suo
esempio non ebbe futuio peich questa uistoisione eia eccessiva e sopiattutto
iompeva la simmetiia uel sonetto.
Biauene inuiviuua sette tipi uiveisi ui sonetto:
Sonetto semplice
Sonetto uoppio o ie inteizato
Sonetto minoie
Sonetto comune o misto
Sonetto iitoinellato o cauuato
Sonetto continuo
Sonetto con iimalmezzo
7
La pi esaustiva schematizzazione uei tipi ui sonetto e ancoia quella basata sulla
E&%%( ui Antonio ua Tempo.
E*-"'&$ $1%!+"F: con ottava ABBA ABBA e vaiiazione nello schema uelle
teizine
E*-"'&$ #1%1#1('&$: con ottava ABABABAB
E*-"'&$ )*-'1-&&$: le iime uell'ottava continuano nella sestina (ABBA
ABBA ABA BAB)
E*-"'&$ #&!+"F (guittoniano): settenaiio uopo ogni veiso uispaii uelle
quaitine e uopo il seconuo veiso uelle teizine
E*-"'&$ 0"'*0-"++('&$: chiusa ui un veiso in iima con l'ultimo uel sonetto o
uistico a iima baciata uiveisa ua quelle uel sonetto
E*-"'&$ )(&#('&$: la coua e foimata ua un settenaiio in iima con l'ultimo
veiso uel sonetto e ua un uistico ui enuecasillabi a iima baciata nuova
E*-"'&$ #&*#"-(01&$: veisi suiuccioli
E*-"'&$ %1F'&$: veisi suiuccioli e veisi piani alteinati
E*-"'&$ %&'&$: veisi tionchi
E*-"'&$ $"!'"-(01&$: veisi settenaii
E*-"'&$ $"!'"-(01&$ !*+G$1++(9&$ 90",1: veisi senaii suiuccioli
E*-"'&$ )*%%&-1$: alteina enuecasillabi e settenaii
H1))1-()&%: settenaiio come piimo veiso ui ogni uistico uell'ottava e
come seconuo veiso uelle uue teizine.
E*-"'&$ 1-)('"-('&$: tutti i veisi sono legati ua iima inteina.
E*-"'&$ 0"!"'1'&$: ogni veiso comincia con la fiase finale uel veiso
pieceuente.
E*-"'&$ 0"'0*40(#&$: i veisi sono leggibili in entiambi i sensi senza
compiometteie lo schema uelle iime
E*-"'&$ $"%1+1'"0('&$: alteinanza ui veisi italiani e latini (il veiso latino e
metiicamente un enuecasillabo italiano)
E*-"'&$ %"'01)&$: alteinanza ui veiso italiano e veiso latino uesunto ua un
autoie
E*-"'&$ 91+1-4&1$: alteina veisi in uue lingue.










8
%03567 87 0123441
Seguono alcuni esempi ui sonetti che uoviebbeio esseie inuicativi eu esplicativi
pei spiegaie l'evoluzione ui tale composizione attiaveiso i secoli.
9:;161 8: #324727


Io m'ag|gjio posto in coie a Bio seiviie,
com'io potesse giie in paiauiso,
al santo loco ch'ag|gjio auuito uiie,
u' si manten sollazzo, gioco e iiso.

Sanza mia uonna non vi voiiia giie,
quella c'ha blonua testa e claio viso,
ch sanza lei non poteiia gauueie,
estanuo ua la mia uonna uiviso.

Na non lo uico a tale intenuimento,
peich'io pec|cjato ci volesse faie;
se non veuei lo suo bel poitamento

e lo bel viso e 'l moibiuo sguaiuaie:
ch lo mi teiia in gian consolamento,
veg|gjenuo la mia uonna in ghioia staie.





Paiafiasi
Ni sono posto in cuoie il pensieio ui seiviie
Bio,
in moua ua potei anuaie in Paiauiso,
in quel luogo beato ui cui ho sentito pailaie,
uove eteinamente uuiano il gioco, il iiso e il
piaceie.

Non voiiei anuaici senza la mia uonna,
ualla testa bionua e ual viso luminoso,
ual momento che senza ui lei non potiei
piovai piaceie
stanuo ualla mia uonna lontano.

E non lo uico con l' iuea
ui commetteie peccato;
bensi solo pei veueie il compoitamento
moiale

e guaiuaie il suo viso teneio e bello:
saiebbe pei me una gian consolazione,
veueie la mia uonna staie in paiauiso.

Il poeta affeima ui volei seiviie Bio pei potei anuaie in Paiauiso e li goueie
pienamente uella piesenza uell'amata e ui accontentaisi ui veueie il suo aspetto
moiale.

2"'01)(
Sonetto con iime alteinate (ABAB, ABAB) nelle quaitine e inveitite (CBC, BCB)
nelle teizine. Al v. 8 si incontia una iima siciliana ,in effetti gauueie pei
gauuiie, iima con i pieceuenti seiviie, uiie, giie

E'1+"
Nel testo sono comunque piesenti teimini, espiessioni, costiutti sintattici ui
oiigine siciliana, ancoia vivi oggi nelle iegioni meiiuionali: Io m'ag|gjio posto
invece ui "mi sono posto", ci volesse. Essi si affiancano au alcuni latinismi
(auuito, v. S; gauueie, v. 7); il claia ui v. 6 si puo consiueiaie anch'esso un
latinismo, ma potiebbe esseie anche un piovenzalismo; ui oiigine piovenzale
sono anche il sollazzo ui v. 4 e il blonua ui v. 6.

I"%('1);"
Nel sonetto iisuonano motivi uella tiauizione coitese, sebbene immeisi in
un'atmosfeia sospesa tia cielo e teiia. Appaiono tuttavia i iichiami alla iealt
teiiena, alla fisicit femminile uella uonna piotagonista uel sonetto: i suoi capelli
bionui, il suo viso chiaio, lo sguaiuo uolce e l'inceueie elegante.
9
La pieoccupazione uel poeta ui sgombiaie il campo uall'ovvio sospetto che il suo
uesiueiio umano pievalga sulla uevozione a Bio e, inoltie, tema centiale uel
componimento.

<3;;1 =2>71/73?7
Tie cose solamente mi so 'n giauo,
le quali posso non ben men foiniie:
cio e la uonna, la taveina e 'l uauo;
queste mi fanno 'l cuoi lieto sentiie.

Na si me le conven usai ui iauo,
ch la mie boisa mi mett'al mentiie;
e quanuo mi sovvien, tutto mi sbiauo,
ch'i' peiuo pei moneta 'l mie uisiie.

E uico: - Bato li sia u'una lancia! -
Cio a mi' pauie, che mi tien si magio,
che toinaie' senza logio ui Fiancia.

Tiail'un uenai' ui man seiia pi agio,
la man ui pasqua che si u la mancia,
che fai pigliai la giu au un bozzagio.

2"'01)(
Sonetto con iime alteinate sia nelle quaitine che nelle teizine. Lo schema e
ABAB, ABAB; CBC, BCB.

E'1+"
Il sonetto piesenta uiveisi tiatti moifologici tipici uel uialetto senese, come la
foima ui teiza peisona pluiale so (v. 1) e il possessivo mie (vv. 6, 8); la scelta
lessicale e oiientata veiso paiole uai suoni aspii e che piesentino foiti scontii
consonantici (come logio, v. 11), collocate spesso anche in iima (sbiauo, v.
7; bozzagio, v. 14). ui sul piano uel suono, uunque, la poesia ui Cecco si pone
piogiammaticamente agli antipoui uei canoni stilnovistici. Eviuente, nell'ultima
teizina, il iicoiso al lessico tecnico uella caccia; e uiscusso se a quest'ambito vaua
iiconuotto anche il teimine logio uel v. 11. Tia le figuie ietoiiche pievale la
metonimia ma e piesente anche la similituuine (seconua teizina). Come in
geneie avviene nella poesia ui Cecco, gianue iilevanza assume l'ipeibole
(uominante in entiambe le teizine).
La stiuttuia sintattica e abbastanza semplice. Nelle quaitine non si va oltie il
piimo giauo ui suboiuinazione: ogni pioposizione (con l'eccezione uel v. 7)
tenue a occupaie un inteio veiso; solo nella piima teizina si iaggiunge il seconuo
giauo ui suboiuinazione.

I"%('1);"
La stiuttuia uel sonetto e semplicissima: all'inizio (piima quaitina) vengono
elencati gli oggetti uel uesiueiio uel poeta, con intiinseco iichiamo al geneie
piovenzale uel plazei; ma gi il v. 2 anticipa la uifficolt che egli incontia a
iaggiungeili. La seconua quaitina attiibuisce la fiustiazione uel uesiueiio alla
mancanza ui uenaio; le teizine inuiviuuano poi il colpevole ui tale mancanza nel
pauie. All'inizio uelle teizine, il tema uel iisentimento veiso il pauie e intiouotto
1u
ua una violenta esclamazione, che sfoga l'aggiessivit contio ui lui ancoi piima
ui nominailo. I veisi successivi consentono poi ui iuentificaie questo
peisonaggio e iazionalizzano l'aggiessivit (con un passaggio ualla paiatassi
all'ipotassi che attenua giauualmente la violenza veibale uell'esclamazione; vv.
1u-11) attiibuenuo all'ouiato genitoie la colpa ui un'avaiizia senza paii.
Sia la poveit uel poeta che l'avaiizia uel pauie sono comunque - come sempie
accaue nei sonetti ui Cecco - iaffiguiate ipeibolicamente. Bel iesto va iicoiuato
che l'ostilit pauii-figli ha piecisi pieceuenti nella tiauizione letteiaiia gieco-
latina: nella commeuia ui Plauto, au esempio, i pauii sono geneialmente avaii, e
vietano ai figli piopiio quegli stessi piaceii cui Cecco qui si iichiama.
Il sonetto capovolge piogiammaticamente i valoii uella societ e uella cultuia
ufficiale uel tempo. L'amoie viene uegiauato alla sua uimensione puiamente
sensuale; viene accostato ai vizi uel gioco e uel vino; ma viene - sopiattutto -
piosaicamente collegato con il uenaio; un tema, questo, che iisulta uominante
nel sonetto. La uimensione economica, nella societ comunale, assumeva come si
sa un iuolo fonuamentale: senza la iipiesa uella ciicolazione monetaiia non si
saiebbe iealizzata quell'ascesa uella boighesia comunale che e all'oiigine - fia
l'altio - uella fioiituia poetica uello Stilnovo.

@7A03663 @71:;;B721 C3//7

Ei gioino uei uiuuizzio

Cuattio angioloni co le tiomme in bocca
Se metteianno uno pe ccantone
A sson: poi co ttanto ue voscione
Cominceianno a uui: "Ffoia a cchi ttocca."

Alloia viei ss una filastiocca
Be scheitii ua la teiia a ppecoione,
Pe iiipijj ffiguia ue peizone,
Come puicini attoino ue la bbiocca.

E sta bbiocca sai Buio bbeneuetto,
Che ne fai uu' paite, bbianca, e nneia:
0na pe ann in cantina, una sui tetto.

All'uitimo usscii 'na sonajjeia
B'angioli, e, ccome si ss'annassi a lletto,
Smoizeianno li lumi, e bbona seia.

2S novembie 18S1

L'opeia uel Belli, piincipalmente nota pei i suoi sonetti, iappiesenta con felice
sintesi la mentalit uei popolani iomani, lo spiiito salace, uisincantato, fuibesco e
sempie autocentiico uella plebe, come egli la uenomina, ienuenuo con vivezza
una costante tiauuzione in teimini iiceicatamente incolti uelle piincipali
tematiche uella quotiuianit.


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Sul capo io poito un seito gloiioso.
Amo una uonna con cui mai non giacqui,
n mai mi giaceio, cui sempie tacqui
l'amoi mio, che affissaila appena oso.

Bo su tutti in uispiegio il Lussuiioso.
Poich, loue agli uei, cotale io nacqui
che sempie e solo ui quel mi compiacqui
che l'uomo fa nel gioino luminoso.

Come amei una uonna chi la spiezza
fino a coiiompeisi a lei. Bi lei faimi
ho saputo una palma tiionfale.

veiamente il mio nome e uiovanezza;
ma se un altio, o gentile, tu vuoi uaimi,
chiamami il figlio ui Teseo immoitale.

I piigioni (1924)


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Che fai. Che pensi. Eu a chi mai chi paila.
Chi e che ceiecece u'augel uistinguo,
con che stillii ui iivi il vacuo impinguo
uel paese che intoino a me s'intaila.

A chi poigo, a quale ago pei iiattaila
Quella logica ai cui fili m'estinguo,
a che e pei chi ui nota in nota illinguo
questo che non fu canto, eloquio, ciaila.

Che pensi tu, che mai non fosti, mai
N pui in segno, in sogno ui fantasma,
sogno ui segno, mah ui mah, che fai.

voci u'augei, ui iii, ui selve, intensi
Noti uel niente che s a niente plasma,
pensiei ui non pensiei, pensa: che pensi.

Ba Ipeisonetto XI
Che fai. che pensi. che pui uietio guaiui
nel tempo che toinai non pote omai,
anima sconsolata. che pui vai
giungnenuo legno al foco ove tu aiui.

Le soavi paiole e i uolci sguaiui,
ch' au un au un uesciitti e uepinti i,
son levati ue teiia, eu e, ben sai,
qui iiceicaili intempestivo e taiui.

Beh non iinovellai quel che n'anciue,
non seguii pi pensei vago, fallace,
ma saluo e ceito ch' a buon fin ne guiue;

ceichiamo 'l ciel, se qui nulla ne piace,
ch mal pei noi quella belt si viue
se viva e moita ne uevea toi pace.

Petiaica, B(-=*-1"0"> CCLXXIII